Prodo – 12/04/2015

In forra con Matilde, Vincenzina, Claudio, Fabrizio, Massimo, Michele, Simone ed io.

Eccoci di nuovo qua! Stavolta si tratta di torrentismo ovvero canyoning. Siamo infatti andati a percorrere in allegria la forra di Prodo. Prima di iniziare vi propongo una chicca, il video girato e montato da Simone per l’occasione, eccolo: Video Prodo. Ora possiamo proseguire! Oramai sono viziatissimo, passano a prendermi sotto casa Matilde e Michele alle 8.15. Ieri sera mi sono scordato di dare a Matilde un orario anticipato di un quarto d’ora per comprendere anche il suo ritardo fisso ed inalienabile, quindi, quando arrivano, dobbiamo partire subito, saltando la colazione. Metteremo riparo a questa terribile mancanza quando saremo ad Orvieto dove, alle 9.15, siamo attesi dal resto del gruppo. Abbiamo appuntamento al bar, l’ottimo bar, che si incontra appena usciti dall’autostrada. Gli altri ci sono gia’ tutti. Simone, naturalmente, visto che “gioca in casa”, Vincenzina che stavolta ha preferito muoversi con mezzi propri e quindi Claudio, Massimo e Fabrizio che si sono incontrati al celeberrimo bar “fico” vicino ad Ikea sulla Anagnina e sono poi venuti assieme con la capace macchina di Claudio. Dopo i saluti mi fiondo dentro al bar. Mi sono veramente meritato una buona e sostanziosa colazione! Dopo il lauto pasto e quattro chiacchiere con gli amici, ripartiamo alla volta di Prodo. La strada e’ praticamente la stessa che si fa per andare alla grotta delle Piane quindi quasi me la ricordo. C’e’ poco da raccontare se non le innumerevoli curve ed i bei paesaggi, in macchina inganniamo il tempo parlando di forre, di viaggi all’estero ed altro. La giornata promette di essere calda e soleggiata. Il bel sole che ci accoglie quando approdiamo alla simpatica piazzetta di Prodo sembra confermarlo. Ci sono molte macchine ivi parcheggiate. Scopriamo che ci sono almeno altri 2 gruppi di una ventina di persone ognuno che si stanno avviando a percorrere la forra. Oggi faremo la fila! Stiracchiandoci e godendoci il calduccio dopo il lungo tratto in macchina, iniziamo a prepararci anche noi.    dscf3727 Claudio scompare in giro a salutare gli amici che ritrova sparsi negli altri gruppi. Sembra proprio conoscere tutti! Prima di prepararmi faccio un giretto per la lunga piazza. Al centro c’e’ il bar con accanto la targa dedicata a Garibaldi. La porta subito dopo e’ quella della scuola, i gentilissimi prodi (sarebbe prodenzani!), ovvero gli abitanti di Prodo, la lasciano aperta perche’ chi si deve preparare per la forra abbia un comodo appoggio.dscf3729 Non ricordavo proprio di questa comodita’, ma dopo aver visto che tutti sembrano approfittarne, mi accodo e salgo al primo piano dove la stanza a destra e’ riservata alle signorine, quella a sinistra ai maschietti. dscf3731 Finisco di prepararmi insieme ad i miei amici ed altri ragazzi. Come al solito perdo tempo in chiacchiere e faccio un giro della stanza offrendo cioccolatini, cosa che riscuote un certo successo. Claudio e’ sveltissimo e gia’ si avvia a scendere, ma anche gli altri sono a buon punto. Solo io sono lento e ancora a meta’ preparazione.dscf3732 Con la dovuta calma ce la faccio e raggiungo gli altri che fanno capannello vicino la macchina di Simone per gli ultimi ritocchi e verifiche alla attrezzatura. Alla fine della piazza gia’ si vede un nutrito gruppo di persone pronto a partire per la forra.dscf3734 E’ il momento delle foto. Al primo richiamo ne “acchiappo” solo 3. Ecco Simone, Vincenzina e Fabrizio.dscf3739 Poi si aggiungono Matilde e Michele.dscf3741 Il nostro schiamazzo fa accorrere anche Massimo e Claudio. Chiamiamo a gran voce un ciclista che e’ appena arrivato a Prodo e lo costringiamo a scattarci delle foto di gruppo. Ecco la nostra squadrona al completo. dscf3743 Terminata la foto e’ tempo di andare. Claudio parte come un missiletto verso il fondo della piazza e gli altri lo seguono. Mi attardo qualche secondo a raccattare le mie carabattole e…mi ritrovo solo! Mi affretto verso la direzione dove sono spariti, in fondo alla piazza sulla destra c’e’ una stradina. Giro per di la’ e li vedo che mi aspettano per imboccare la  stradina che esce dal paese.dscf3745 La stradina diventa subito un sentiero che si addentra nella vegetazione dopo aver passato alcune baracchette, forse pollai, abbandonati.dscf3748 Il sentiero prosegue in discesa tra gli alberi.dscf3749 Matilde e Simone sono la retroguardia, li ho superati di slancio con la scusa delle foto.dscf3751 Eccoci arrivati all’acqua.dscf3755 Vins valuta la situazione e poi indica la direzione da seguire. Massimo e Michele si adeguano. dscf3756 Noi tergiversiamo, Claudio e’ scomparso chissa’ dove. Vins si fa impaziente, Fabrizio e Massimo la blandiscono con un sorriso.dscf3757 Un Claudio ricompare all’orizzonte. Ora stranamente l’acqua che scorre verso di noi ha assunto un colere paglierino!dscf3758 L’imitazione che Fabrizio fa di Braccio di Ferro e’ impareggiabile.dscf3759 Siamo tutti? Possiamo avanzare.dscf3760 Simone inizia le riprese con la sua fantastica telecamera.dscf3762 Dopo la prima curva c’e’ il primo salto, ma anche un folto gruppo di persone che devono ancora superarlo. Per fortuna il sole rende piacevole l’attesa.dscf3763 Eh si, sono proprio tanti. E altrettanti ci seguiranno anche se non avremo il piacere di incontrarli.dscf3764 Iniziano a saltare, mi apposto per fare loro qualche foto e “riscaldare” l’obiettivo prima di passare nuovamente a noi.dscf3767 Gli altri, meno invadenti di me, si tengono in disparte. Il gruppo che ci precede passa il primo salto abbastanza velocemente. Li lascio in pace e mi immergo in una pozza per raffreddarmi un po’ e stemperare l’impatto con l’acqua nel salto che mi appresto a fare.dscf3772 Claudio si butta, lo seguo a ruota e mi posiziono per le foto. Faccio appena in tempo a riprendere Massimo quando riemerge.dscf3774 Il salto di Fabrizio, non proprio a fuoco, ma si intuisce.dscf3775 La pozza inizia ad essere affollata.dscf3776 Matilde al suo primo salto! Peccato una goccia d’acqua sull’obiettivo la offuschi quasi completamente.dscf3777 Eccola emersa soddisfatta dall’acqua.dscf3778 Vins decide per un approccio prudente e rimanda il salto a piu’ tardi.dscf3781 Michele mentre si appresta a saltare. Anche per lui il primo salto prodiano.dscf3783 E anche per lui l’arrivo giustamente soddisfatto.dscf3784 Buon ultimo il nostro regista Simone.dscf3785 Anche a lui la foto appena riemerso non la potevo negare.dscf3786 Proseguiamo senza fretta fino al salto successivo. Forse il piu’ alto di tutta la forra. Dell’altro gruppo avanti a noi nemmeno l’ombra, ci rivedremo per pochi secondi solo poco prima del termine della forra. Fabrizio si appresta a scendere.dscf3787 Vins sfoggia il sorriso angelico.dscf3788 Claudio, molto meno angelico.dscf3790 Ancora Vins, dopo la visione di Claudio ci vuole!dscf3794 Rubo anche un sorriso a Matilde mentre sosta con Massimo.dscf3795 Vins impegnata nella discesa.dscf3797 Ma fosse questo il salto della linguaccia?!?dscf3798 E’ il turno di Massimo.dscf3801 E ora Matilde!dscf3803Ancora Matilde a meta’ salto.dscf3807 E ancora mentre scompare sotto l’acqua.dscf3808 Scendo anche io e immortalo il salto dal basso.dscf3809 Proviamo un selfie tra Fabrizi ma la goccia ce lo nega.dscf3815 Claudio oramai e’ inarrestabile, per fermarlo si dovrebbe legarlo ma la corda ci serve per scendere…e poi la porta lui.dscf3819 Ma che e’, la forra della lingua lunga?dscf3823 Andiamo avanti in fila indiana in un tratto un poco stretto. Simone e’ sempre impegnatissimo con le riprese.dscf3825 Minuscolo salto.dscf3826 Mi giro a riprendere il tratto stretto appena percorso, ha il suo fascino.dscf3832 Sosta per…non ricordo. Magari un altro scivolo.dscf3833 Matilde e Michele in attesa.dscf3834 Si prosegue. Claudio sopra la moto concrezionata.dscf3835 Mi soffermo a riprendere quel che resta della ruota davanti. Intanto Claudio prosegue con un salto di 2 o 3 metri.dscf3841 Lo raggiungo, gli altri si apprestano a saltare.dscf3848 Un altro salto, Claudio lo attrezza.dscf3861 Un momento di pausa, il nostro regista si scalda al sole.dscf3862 Matilde, senza pensieri, si gode il sole con Michele dscf3863 Salto con tanto di deviatore, Simone ha ripreso le riprese e riprende tutti!dscf3868Prima del salto c’e’ questa pozza molto suggestiva. Saro’ l’ultimo a scendere quindi me la gusto con calma in tutta la sua bellezza.dscf3871Il salto dopo la prima parte verticale prosegue con una serie di piccoli salti, quasi degli scivoli ma con molta acqua. Dopo, dove attendono i miei amici, c’e’ da saltare in una pozza. In fondo si vede Massimo che e’ gia’ andato avanti.dscf3872 Simon regista che documenta.dscf3875 E’ il suo turno.dscf3877 Tra poco tocca a me, vedo gli altri fermi al salto successivo.dscf3878 Scendo, recupero la corda e la sistemo nello zaino. Mi avvio con calma a raggiungere i miei amici. dscf3880 Li intravedo tra le rocce.dscf3882 A sinistra un altro arrivo di acqua, molto bello.dscf3883 Si prosegue tra rocce stupendamente disegnate dall’acqua e dal tempo. Il freddo inizia a farsi sentire. Per fortuna ogni tanto un raggio di sole si lascia catturare.  dscf3885 Michele impegnato in uno scivolo.dscf3887 Simone alla telecamera.dscf3888 Fabrizio che riemerge dopo un salto.dscf3890 Gli altri lo osservano attendendo il proprio turno.dscf3891 Ora e’ Michele che salta. Simone non perde un fotogramma!dscf3892 Vins preferisce la corda.dscf3896 Ma alla fine un piccolo salto se lo concede.dscf3897 Matilde valuta.dscf3899 Simone si prepara.dscf3901 Intanto volto lo sguardo. Il freddo morde ma il sole poco sopra di noi promette un confortevole tepore.dscf3902 Anche Matilde ha optato per la discesa in corda con saltino finale.dscf3904 Simone e’ per il salto.dscf3906 Eccolo arrivato.dscf3907 Vado avanti. Faccio appena in tempo a beccare Claudio che imita il sirenetto in un posto meraviglioso.dscf3910 Anche Michele e’ gia’ sceso.dscf3913 E segue Claudio scomparendo presto alla vista.dscf3916 E la volta di Vins. La fermo per un sorriso ma la goccia ci mette lo zampino.dscf3917 Vin che si appresta al tuffo.dscf3918 Ancora Vins che si allontana in stile impeccabile. Il sirenetto e’ tornato tra noi e si gode uno spicchio di sole.dscf3923 E’ il momento di Matilde, anche lei e’ un po’ infreddolita.dscf3925 Il bel sole e’ sempre la’, a pochi metri ma irraggiungibile.dscf3928 Il sirenetto Claudio se lo gode mentre supervisiona la nostra discesa.dscf3929 Matilde scende…dscf3932 …arriva…dscf3933 …e si tuffa. Quando passa Simone mi sincero con lui che la corda che stiamo utilizzando per questo salto sia la nostra. Simone mi  risponde con sicurezza di si, poi scende a sua volta. Scendo iniziando col disarmare il frazionamento. Arrivo giu’. Noto che un capo della corda e’ tutto sfilacciato. Le corde le ha portate Claudio e lui non terrebbe mai una corda in queste condizioni. Concludo che questa non puo’ essere la nostra. Per sicurezza mi rassegno ad una nuotata fino a raggiungere i miei amici per chiedere conferma. Come mi aspettavo mi becco la conferma che la corda e’ da lasciare ed anche gli sberleffi di tutti quanti. Prontamente sfogo il mio disappunto sul povero Simone che eleggo li’ per li’ capro espiatorio in quanto consigliere di consigli errati! Detto questo faccio retromarcia e torno alla corda. Per fortuna la risalita e’ molto semplice e risistemo l’armo come era prima. Claudio ancora sorridente viene a controllare che sia tutto a posto ma il mio sguardo imbronciato lo dissuade dal fare altre battute. Il nuovo tuffo in acqua e la relativa nuotata bastano a farmi tornare il buon umore, sono anche dispiaciuto per aver maltrattato Simone e passandogli accanto cerco di farmi perdonare con un sorriso.  dscf3936 Proseguiamo. Ecco un altro salto. Stavolta vado tra i primi e riesco a riprendere il salto di Claudio. Non sara’ da premio fotografico ma questa e’ venuta, accontentiamoci.dscf3940L’arrivo del saltator cortese.
dscf3942 Via un altro, E’ il turno di Michele.dscf3943 Anche a lui una foto mentre esce dall’acqua.dscf3945 Caspita! Questa e’ Matilde, me la sono persa!dscf3946 Eccola che riemerge, trionfante sulla pozza infida.dscf3947 E chi sara’ mai? Ecco a voi Vins in tutta la sua eleganza saltatoria. Ineccepibile!dscf3948 Anche per lei una emersione dalle acque.dscf3949 Mi sono distratto con Vins, per poco mi perdo Simone, ma eccolo qua.dscf3953 Il suo arrivo con la solita nuotata di schienadscf3954 A Vins nel saltare e’ entrata anche l’acqua nelle scarpe!dscf3956 Abbiamo finalmente riagganciato il gruppo che ci precede. Sono impegnati ad un paio di salti da noi. Saggiamente decidiamo di aspettare al sole che loro vadano avanti. dscf3957 Claudio ci invita ad un bel salto. Non mi faccio pregare.dscf3958Non male veramente. Dopo mi sistemo per fotografare gli altri. Michele si prepara.dscf3961 Salto a bomba!dscf3962 Che stile!dscf3963 Claudio sembra intenzionato a prendere il sole.dscf3965 Ma poi non resiste e si butta. dscf3966 Tra un salto ed un altro prendiamo un po’ di sole e passiamo il tempo mentre il gruppo avanti a noi scompare oltre. Personalmente trovo anche modo di distruggere un panino. Ho soddisfatto la golosita’ ma lo pago con un aumento della sensazione di freddo. Mi riprometto di limitarmi alle barrette di sesamo per le prossime volte. Procediamo verso i salti successivi. dscf3967 Anche in questo caso c’e’ chi sceglie il salto e chi per la corda. L’importante e’ divertirsi tutti quanti. Ognuno deve sentirsi libero di farlo nel modo che gli si confa’ maggiormente.dscf3975 Il buon Fabrizio vicino al salto dove abbiamo visto il gruppo avanti a noi. E’ incredibile quanto l’acqua sia trasparente in alcuni punti. La pozza sotto i piedi di Fabrizio sembra vuota.dscf3976 Il nostro gruppo si ricompatta.dscf3977 Una Vins sorridente ma sfocata.dscf3978 Claudio attrezza il salto successivo. Sotto si vede ancora qualcuno dell’altro gruppo.dscf3980 Senza parole.dscf3981 Matilde con una timida linguaccia e lo sguardo pensieroso.dscf3983 Le sorelline ipogee, infreddolite ma sempre unite.dscf3985 Vins alla discesa.dscf3988Partita. dscf3992 Matilde la segue con attenzione.dscf3993 Claudio attende Vins alla base del salto.dscf3994 Eccoli insieme al termine del cimento.dscf3996 Ora e’ il momento di Matilde che si prepara con la supervisione di Fabrizio.dscf3999 Ci siamo quasi.dscf4006 Pronti?!?dscf4011 Via!dscf4021A meta’ dell’opera.
dscf4023Arrivata a destino.
dscf4024 Ora Massimo.dscf4028 Via velocissimo.dscf4031 Claudio lo attende pazientemente.dscf4034 Simone se la ride. Qualche salto fa nell’impatto con l’acqua si sono rotti i supporti del casco che reggevano la telecamera quindi ha riposto tutto. Per questa volta le riprese sono terminate. dscf4035 Michele alla discesa.dscf4038 Quasi pronto a partire.dscf4042 Andato.dscf4049 Rapidissimo lo segue Fabriziodscf4052 Quindi e’ la volta di Simone.dscf4054 La sua partenza.dscf4055 Ora tocca a me. Scendo e fotografo la cascata dal basso. Recupero la corda e la porto avanti.dscf4058 Claudio, indomabile, e’ gia’ sceso di un altro salto.dscf4061 Mi giro a riprendere la pozza appena passata. Il salto appena sceso e’ dietro la “curva”.dscf4063 Intanto i miei amici scendono il saltino.dscf4065 Finalmente colgo un sorriso di Massimo, non me lo perdo!dscf4067 Ho capito perche’ sorrideva, stava escogitando uno scherzetto per Vins. Lui e Matilde fanno da diga all’acqua mentre Vins scende.dscf4071 Claudio fa da palo all’operazione dando indicazioni circa il momento migliore per rilasciare la bomba d’acqua che Matilde e Massimo stanno trattenendo per la povera Vins. Al via si tolgono di corsa. Non so cosa sia arrivato a Vins ma la massa d’acqua alla partenza era impressionante!dscf4074 Buon ultimo scendo anche io. Claudio e Massimo mi aspettano sotto la cascatella per aiutarmi a sistemare la corda.dscf4075 Cedo volentieri a Massimo lo zaino per filarci dentro la corda che Claudio recupera da sopra.dscf4078 Ecco la cascatella.dscf4080 E l’acqua che defluisce verso la pozza successiva.dscf4082 Sfocatissima, ma un sorriso doppio non potevo tralasciarlo.dscf4086 Scivolo con assistente all’atterraggio. Come sta facendo Michele, le proviamo tutte per scendere in maniera controllata ma la corrente ti spinge letteralmente giu’. L’arrivo pero’ tutto sommato e’ morbido.dscf4088 Ecco il momento in cui si perde anche l’ultimo appiglio e si inizia la veloce discesa.dscf4090 Andato. Avanti il prossimo!dscf4091 Passiamo alla pozza successiva. Il freddo che ho sentito in fase di digestione del panino si e’ attenuato grazie anche al giacchetto impermeabile ed al cappuccio in neoprene che ho messo come scaldacollo.dscf4095 Mentre i nostri prendono fiato un attimo, prima di affrontare nuovamente l’acqua, mi giro indietro per qualche foto.dscf4098 Proprio bello il posto, non c’e’ che dire.dscf4100 Il gruppo riparte.dscf4101 C’e’ ancora il tempo per una foto “paesaggistica”.dscf4103Dopo la breve nuotata ci attendono altri posti incredibili.
dscf4104 Sembrano o no i resti di antichissime concrezioni?!?dscf4105 Mentre mi attardo in ammirazione, i miei amici arrivano ad un altro salto. dscf4106 M affretto a raggiungerlidscf4107 Il salto e’ invitante, Matilde lo valuta.dscf4108 Alla fine decidiamo di passarlo di lato.dscf4109 Subito dopo siamo in una zona in cui la forra si apre un po’. C’e’ anche della vegetazione. Simone, dalla fervida fantasia, decide che la zona e’ ottima per simulare una incursione modello marines ed inizia a chiamare a raccolta gli altri.dscf4111 Eccoli che simulano l’avvicinamento furtivo con il coltello tra i denti!dscf4115 Dopo l’incursione, i sorrisi.dscf4117Cedo la fotocamera per avere anche io qualche foto, Simone si aggrega prontamente.
dscf4119 Ma facciamone anche una solitaria. La solita goccia d’acqua sull’obiettivo sembra far scaturire una fiamma dal casco. dscf4122 Erano proprio gli ultimi passi nella forra di Prodo. Quando raggiungiamo Claudio, e’ gia’ li’ che si cambia. Lo becco giusto giusto con le braghe calate. Potrei fargli quel che voglio, non potrebbe nemmeno rincorrermi, ma non infierisco!dscf4123 Ci cambiamo tutti o almeno alleggeriamo le vesti altrimenti durante la salita rischiamo di scioglierci.dscf4124 Come al solito sono l’ultimo ad essere pronto. Claudio e’ partito subito appena cambiato, seguito da quasi tutti. Solo Matilde e Michele si impietosiscono e mi attendono. Quando ci avviamo anche noi, gli altri sono scomparsi. Poco male il paese e’ in vista, il sentiero di rientro sara’ in quella direzione. Michele parte come un razzo seguendo il sentiero che dopo alcuni metri si trasforma nel letto di un piccolo corso d’acqua al momento completamente in secca. Visto che procede cosi’ deciso, nonostante mi venga qualche dubbio circa la strada da prendere, lo seguo. Dopo un centinaio di metri pero’ lo vedo fermarsi indeciso. Non si vede traccia alcuna del passaggio dei nostri amici, forse non e’ questa la strada giusta. Risolviamo subito con qualche urlo. Il gruppo in avanguardia ci risponde, sono alla nostra destra, sopra di noi. Tagliamo decisi verso destra salendo quasi sulla massima pendenza. In pochi minuti superiamo almeno trenta metri di dislivello e usciamo dalla vegetazione intercettando il sentiero che riporta a Prodo. Faccio anche a tempo a vedere il gruppetto di testa che scompare tra le fresche fratte.dscf4126In attesa che arrivino anche Matilde e Michele, provo lo zoom cercando di riprendere Prodo un poco piu’ grande.
dscf4131 Sento urlare di fronte a me, alcuni del gruppetto di testa hanno fatto il giro e, dall’altra parte del canalone che ci divide, mi fanno ciao ciao. Approfitto di avere gia’ pronto lo zoom per immortalarli.dscf4135 Appena vedo spuntare Matilde dalla vegetazione parto di nuovo di buon passo. Voglio riscaldarmi un po’ dopo tutto il freddo patito in forra. Raggiungo Massimo e Claudio e ci fermiamo a far chiacchiera per prendere fiato ed attendere Mat&Mik.dscf4136 Eccoli!dscf4137 L’arte di mimetizzarsi non ha segreti per Claudio! Anzi mi viene il dubbio, ma sara’ poi Claudio?!?dscf4142 Potevo negare una foto a questo tenero fiorellino?dscf4143 Ancora qualche metro di salita e siamo alla piazza grande di Prodo. Prendiamo i nostri vestiti asciutti dalle macchine e saliamo alla scuola per cambiarci. Al bar ci sono tavolate di forristi intenti a rifocillarsi dopo le fatiche, li riprendo dalla finestra della scuola.dscf4147Ancora una volta mi distinguo per la lentezza. Rimango solo nello stanzone, mi consolo riprendendo le mie robe.dscf4149 Quando scendo per riporre il mio zainone in macchina trovo Matilde perfettamente integrata nella macchina di Michele.dscf4150 Nemmeno Michele e’ convinto che riuscira’ ad estrarla da la’!dscf4152Claudio che si esercita allo sguardo tenebroso, stara’ pensando ai panini?dscf4154 Ho riempito la foto di “diti”, ma la lascio ugualmente. Claudio quasi sorride, stanno per arrivare i panini. dscf4155 Eccoli! Esercizio di magia. Ora c’e’…dscf4157 …e adesso non c’e’ piu’!dscf4159 Ci impegniamo tutti a fondo nella distruzione dei panini. dscf4161Beccato, tana per Claudio! Simone fa il vago, Vins consulta la tabella delle calorie sul cellulare!
dscf4162 Loro due sono professionisti, non faccio a tempo a riprenderli mentre mangiano il panino. Credo lo abbiano ingoiato intero.dscf4163 Il sole inizia a scomparire dietro i palazzi, la temperatura scende rapidamente.dscf4164 Dopo il frugale pasto ci godiamo qualche minuto di rilassate chiacchiere mentre diamo fondo alle birre.dscf4166 Matilde e Michele ascoltano pensosi.dscf4167 Da questo lato si inizia a notare qualche occhio pesante…dscf4170 Come fossero una affiatatissima coppia di nuoto sincronizzato i nostri 2 eroi si alzano simultaneamente senza, apparentemente, essersi consultati prima. Quando tornano sfoggiano una divisa identica. E dire che si sono conosciuti oggi!dscf4171 Dall’altro lato intanto e’ arrivato il momento della ninna!dscf4172 Panini distrutti, birra finita. Il sole e’ calato. Pare proprio sia l’ora di avviarsi. Ancora qualche chiacchiera in capannello ma poi partiamo.dscf4175 Strada facendo facciamo una breve sosta per fotografare le 2 capre che sembrano vivere in corrispondenza di una curva lungo la strada. Ogni volta che siamo passati nelle ultime settimane le abbiamo trovate la’. Saranno una delle attrazioni turistiche della zona.dscf4178Dopo le capre ho riposto la fotocamera, si e’ meritata un po’ di riposo. Voi avete visto circa 200 foto ma lei si e’ dovuta sorbire la fatica di scattarne ben 541. Stavolta non mi sono proprio regolato! Il resto del viaggio e’ proseguito con una breve sosta al bar di Orvieto per i saluti e quindi un tranquillo ritorno fino a Roma. Nella nostra macchina solo il povero Michele e’ rimasto sveglio. Ha guidato impeccabilmente mentre Matilde ed io  sonnecchiavamo senza alcun ritegno ne’ rispetto per la sua veglia forzata. Si e’ proprio meritato un ringraziamento particolare. Con questo non rimane altro che lasciarvi, alla prossima.

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Rocca Gelli – 04/04/2015

Uscita in forra con Matilde, Claudio, Stefano, Michele ed io. Incontrati gli amici del gruppo ZompaFossi.

Sono proprio sfacciato. Ancora una volta l’appuntamento e’ sotto casa mia. Stavolta il primo ad arrivare e’ Stefano ma precede Claudio di pochi secondi. Visto che davanti casa non c’e’ posto per sostare, avanziamo con le macchine fino all’incrocio, dove ci disponiamo all’attesa di Matilde e Michele. Si tratta solo di un onestissimo quarto d’ora di ritardo, appena il tempo per quattro chiacchiere, soprattutto con Stefano che non vedo da molto. Quando arrivano pure loro ci organizziamo per partire. Abbiamo 3 macchine e siamo in 5, decisamente troppe. Decidiamo di lasciare una macchina. In verita’ si potrebbe andare anche con una sola macchina ma staremmo molto stretti ed invece scegliamo di stare comodi. Facciamo lasciare la macchina a Michele, pare che con Matilde abbiano fortuna con i parcheggi. Non si smentiscono e ne trovano uno appena girato l’angolo, quasi incredibile! Li raggiungiamo e facciamo il trasbordo dei bagagli. Le macchine saranno, quella di Claudio con me come passeggero e quella di Stefano con la frizzante compagnia di Matilde e Michele. Facciamo ancora una breve sosta per la colazione e poi partiamo.dscf3547 Il viaggio di andata in compagnia di Claudio scorre piacevolmente tra un ricordo di esperienze passate, progetti futuri, tecniche di forra ed altro. Passiamo accanto ad un paese dove Claudio mi dice si tengono abitualmente i corsi di forra in acque bianche. Non chiedetemi dove sia perche’ l’ho scordato!dscf3548 Stefano ci segue come un ombra.dscf3550 Passiamo accanto alla cascata delle Marmore. Al momento del nostro passaggio le cascate sono chiuse e quindi si vede solo un tranquillo rigagnolo, anzi probabilmente lo vedo solo io perche’ so dove cercare, si tratta di una minuscola macchia bianca sulla sinistra, quasi in cresta. dscf3551 La strada e’ lunga ma la affrontiamo con tranquillita’. Attraversiamo, o passiamo vicini, a molti paesi, cerco di memorizzare il nome di alcuni, ma invano. Ricordo che Claudio aveva descritto i luoghi che stiamo passando in occasione dell’andata ad Ussita, l’estate scorsa. L’uscita dalla forra e’ accanto ad un cimitero. Strada facendo passiamo accanto ad un cimitero, ma non e’ quello giusto. Al secondo, siamo finalmente arrivati.dscf3554 Il parcheggio a bordo strada sembra un po’ precario. Antistante al cimitero c’e’ un ampio spiazzo. Sembra improbabile che oggi possa esserci una grande affluenza di visitatori. Decidiamo di approfittarne.dscf3559 Sistemate le macchine i miei amici decidono di sgranchirsi le membra tentando un passaggio di arrampicata. Ecco Claudio mentre si impegna.dscf3562 E’ la vota di Matilde. Il loro obiettivo e’ di tenersi alla placca ed agganciare col piede quella accanto. Non e’ semplice.dscf3563 Ora prova anche Michele.dscf3564 Altro giro. Claudio riprova e quasi riesce.dscf3565 Matilde non vuole essere da meno, si impegna a fondo…dscf3566 …ma la battuta di uno di noi spettatori gli guasta la concentrazione e tutto l’impegno svanisce in una risata.dscf3567 Ora che hanno debitamente riscaldato i muscoli passiamo a prepararci. Per conto mio ho affrontato la fase di riscaldamento sgranocchiando un bel panino. Indossiamo la muta, prepariamo il materiale e gli zaini. Siamo pronti a partire.dscf3568 Claudio non si tiene piu’, prende il via e si allontana velocemente.dscf3570 Io lo seguo per non perderlo di vista, mi fermo a meta’ strada per dare modo agli altri di capire dove dirigersi.dscf3571 Camminiamo accanto alla rete paramassi. Una foto della molla che tiene in tiro i cavi mi sembra possa starci.dscf3573 Subito dietro il cimitero sbuchiamo in un altro spiazzo. Sorpresa! ci sono altre macchine. Sembrano anche loro impegnati a prepararsi per la forra. A riprova della mia deduzione trovo Claudio che chiacchiera amabilmente con uno di loro, sembra si conoscano da tempo. Mentre aspettiamo il resto dei nostri, li sento parlare di forre e tecniche varie per affrontarle. dscf3574 Torno indietro per vedere cosa ne sia stato di loro. Eccoli che arrivano.dscf3575 Nel gruppo dei nostri nuovi amici e coinquilini di forra troviamo anche Carlo. E’ proprio lui la persona squisita che settimana scorsa ha accompagnato altri miei amici a grotta Gis. Trovate la relazione sul blog di Stefano. Cedo la fotocamera per avere un paio di foto con lui.dscf3576 Nella seconda foto i miei, perfidi, compagni di avventura hanno appena messo in dubbio che potremo avere un degno pasto al termine della forra. Da qui la mia faccia delusissima.dscf3578 Ci salutiamo, per il momento, ripromettendoci di organizzare al piu’ presto con Carlo una visita a grotta Gis. dscf3579 Ci avviamo per affrontare il tratto in salita che ci portera’ all’inizio della forra.dscf3580 La salita e’ decisamente impegnativa, dopo un inizio baldanzoso iniziamo con i primi segni di affaticamento.dscf3581 Il momentaneo cedimento di Stefano a cui seguono sfotto’ e risate del resto del gruppo. dscf3582E’ solo un attimo, Stefano riprende fiato e prosegue senza altri problemi.dscf3583 La salita sale decisa, ma oramai abbiamo preso il passo!dscf3587 Siamo arrivati a svalicare, ancora pochi metri poi proseguiremo in discesa. Una breve sosta e’ di rigore.dscf3590 In discesa si procede decisamente meglio.dscf3591 Eccoci quasi arrivati, Stefano ha recuperato il sorriso.dscf3593 Arrivano anche Matilde e Michele. Matilde indossa la muta come un vestito da sera, che dire, l’eleganza e’ innata, non si trova a comprarla!dscf3595 L’inizio della forra. Breve sosta per completare la vestizione con tutta l’attrezzatura necessaria e si parte.dscf3598Mi attardo nel prepararmi. Quando raggiungo gli altri al primo salto, Stefano e’ gia’ sceso. Ora tocca a Michele. E’ un momento importante, e’ la sua prima discesa in forra.dscf3599 Claudio lo segue dandogli tutte le spiegazioni del caso.dscf3601 Eccolo che parte. dscf3605 Mi affaccio per riprenderne la discesa ma non faccio a tempo, quando mi sporgo e’ gia’ arrivato. Comunque riprendo il bel salto che ha appena sceso.dscf3607 Ora e’ il momento di Matilde. Ha fatto esperienza in grotta, ma anche per lei e’ la prima discesa di una forra e deve prendere confidenza con l’ambiente e l’attrezzatura.dscf3610 Stavolta sono gia’ appostato e quindi posso riprendere tutta la discesa.dscf3612 Siamo circa a meta’ discesa. Il primo contatto con l’acqua, ma il meglio deve arrivare.dscf3613 Tra poco gustera’ l’acqua dalla cascatella alle sue spalle. Non volendo mi riprendo una scarpa. Questo mi porta ad una breve digressione, mi devo ricordare di ringraziare Claudio per avermi prestato le sue scarpe da forra per provarle. Sono veramente comode e tengono abbastanza bloccata la caviglia, come serve a me. E’ una delle spese che mi riprometto di fare nel prossimo futuro. dscf3614 Matilde e’ quasi arrivata, il suo squillante “libera” sovrasta il rumore della cascatella. dscf3615 Ora e’ il mio turno a scendere. All’arrivo mi fermo nella nicchia quasi sotto cascata, voglio riprendere la discesa di Claudio. Il posto si presta anche per qualche foto degli amici che ci aspettano all’asciutto. Claudio lancia il sacco con la corda.  dscf3618 Inizio a “prendere la mira”, credo ne verra’ fuori poco, c’e’ troppa luce.dscf3621 Eccolo che arriva, meglio di quanto pensavo, la roccia che ha di fianco fa da contrasto.dscf3622 Faccio in tempo a prenderne un’altra ma gia’ le gocce d’acqua iniziano a ricoprire l’obiettivo.dscf3623 Come al solito Claudio arriva giu’ in un lampo, molto prima di quanto ci metta la mia fotocamera a riprendersi tra uno scatto e l’altro. Esce fuori questa foto “movimentata”.dscf3626Per raggiungere i miei amici passo nella pozza dove fino a poco prima il sacco della corda galleggiava placidamente. Ora c’e’ Claudio che sta recuperando la corda. L’acqua gli arriva ai fianchi quindi faccio per passargli di lato fiduciosamente. Sprofondo nell’acqua fino al collo, oltre all’acqua gelata mi becco battute e risate degli altri che non aspettavano altro. Quando siamo tutti pronti riprendiamo a muoverci seguendo il percorso tortuoso della forra. dscf3628 Oramai la fotocamera e’ bagnata e nonostante i miei sforzi per togliere l’acqua dall’obiettivo tutte le foto avranno questo effetto nebbia a chiazze. Ancora non ho trovato rimedio per questo. Accetto consigli…solo ore pasti, no perditempo!dscf3630 Uno scivolo che preclude al salto successivo. Claudio decide di mettere la corda anche qui e poi scende ad armare il salto.dscf3631 Il buon Michele che sfoggia un sorriso nebbioso mentre attende il suo turno per scendere.dscf3634 Claudio che accoglie Matilde alla base dello scivolo.dscf3635 Quando arrivo anche io, trovo che i miei amici hanno gia’ armato il salto successivo, Stefano e Matilde sono scesi e Claudio assiste Michele che si appresta a scendere a sua volta. Oramai Michele e’ quasi un veterano e si muove con buona sicurezza, pero’ un occhio e’ meglio “buttarcelo” ugualmente. dscf3637 Mentre Claudio osserva affascinato l’armo che ha fatto gli passo avanti ed inizio a scendere. Per non sentirmi in colpa ne approfitto per scattargli una foto. Con le sue scarpe nuove fa proprio un figurone!dscf3639 Gia’ che ci sono mi volto per immortalare anche Matilde, Michele e Stefano che attendono pazientemente. Stefano che e’ intraprendente inizia a sistemare l’armo del salto successivo.dscf3640 Arriva Claudio e riprende in mano la situazione finendo il lavoro iniziato da Stefano.dscf3641 Matilde e Michele seguono il suo lavoro con attenzione.dscf3642 Io mi divago riprendendo foto. Sento rumoreggiare dietro di noi, deve essere il gruppo di amici che abbiamo salutato al parcheggio, ve l’ho gia’ detto che si nomano Gruppo Zompafossi? Ancora si vede nessuno, pero’ si sentono, tra poco ci raggiungeranno. Ne approfitto per voltarmi indietro e riprendere il salto appena superato.dscf3643 Claudio termina di attrezzare la via, possiamo procedere.dscf3645 Ecco spuntare anche i nostri amici.dscf3646 E’ il turno di Stefano.dscf3648 Anche l’altro gruppo inizia la discesa, da qui in poi procederemo praticamente assieme.dscf3649 Intanto scende Matilde. Oggi lei ed io abbiamo ricevuto da Claudio, come regalo di Pasqua, la mutanda protettiva in pvc. Lei la sfoggia mirabilmente, facendo sicuramente meglio di me in questo! Comunque un sentito grazie a Claudio per il gradito regalo. Anche la mia muta ringrazia.dscf3650 Arriva Carlo con tutta la sua simpatia. Si vede e si sente!dscf3652 Un altro degli allegri zompafossi di cui, non me ne voglia, non ricordo il nome.dscf3653 Claudio come il bianconiglio, sembra guardare l’orologio e voler dire “presto, presto, che e’ tardi”!dscf3656 Stefano si appresta ad armare lo scivolo successivo. Non completa quanto ha in animo perche’ gli attacchi sono molto in alto. Il buon Claudio si affaccia e decide che lo scivolo con questa quantita’ d’acqua e’ facilmente scivolabile senza bisogno di corde. Mette quindi subito in atto quel che ha deciso e noi lo seguiamo con entusiasmo.dscf3657 Matilde e Stefano al cospetto di una pianta che sembra crescere rigogliosa nonostante abbia un andamento alquanto contorno. Stefano e’ molto dispiaciuto di questo.dscf3660Riprendo un particolare dell’albero perche’ ammiro sempre le piante che riescono a superare mille avversita’ e prosperare ugualmente. dscf3662 Mentre noi ci sollazziamo ammirando la pianta, il buon Claudio va avanti con passo deciso ad esplorare il salto successivo. dscf3663Iniziamo a scendere ma veniamo definitivamente raggiunti dai nostri amici zompafossi. Claudio decide di scendere tra i primi per scattare qualche foto anche lui. Lo deve fare anche per dare un senso al fatto di essersi trascinato dietro per tutta la forra un saccone stagno solo per la macchina fotografica da 1 milione di dollari. Eccolo intanto che fa il tifo alla discesa di Matilde. dscf3668Zompafossi e 1…
dscf3670 Zompafossi e 2! Claudio si appresta alla discesa.dscf3671 Alla fine tocca a me. Anche da ultimo trovo modo di scattare una fotina al salto appena sceso. Un poco appannato ma molto scenografico.dscf3673Ma un attimo per un sorriso ce lo vogliamo prendere? Mi accontentano subito. Anche loro, appannati ma contenti.dscf3675 Claudio intanto attrezza il salto successivo assistito da Stefano che lo segue con attenzione.dscf3677 Anche questa volta Claudio si appresta a scendere avanti a tutti. Prima di farlo si raccomanda. Lo devo rassicurare che non cerchero’ di rovinare il suo operato disarmandolo in maniera maldestra. Devo essere sufficientemente convincente perche’ alla fine monta il suo fido piranha e scompare alla vista. Stefano lo segue di getto.dscf3678 Merita tutta la sequenza. Ora e’ sulla verticale, pronto ad iniziare la discesa.dscf3680 Partito!dscf3681 I nostri neofiti di lusso attendono allegramente il loro turno mentre gli zompafossi si accalcano dietro di noi, ma senza metterci fretta.dscf3682 Mi sporgo dietro Matilde per riprendere la discesa  che si appresta a fare. Oramai l’obiettivo della fotocamera e’ tutta una goccia d’acqua, sporca , oltretutto.dscf3683 Anche per Matilde riesco a riprendere tutta la discesa, anche se nebbiosa. dscf3684 Eccola appena partita.dscf3687 Quasi a meta’ strada.dscf3688 L’arrivo di Matilde me lo perdo, rimedio immortalando quello di Michele che nel frattempo ha impegnato la corda ed e’ sceso in un lampo.dscf3690Li raggiungo disarmando e quindi scendo svelto il salto successivo. In fondo mi rigiro per riprendere il bell’effetto delle persone impegnate sui salti che abbiamo appena passato. Se fosse meno appannata, converrete con me, sarebbe proprio una bella foto. Per fortuna Claudio che stavolta e’ rimasto indietro e si appresta a scendere, e’ riuscito a farne di molto migliori.dscf3693 Mentre mi diletto in foto sfigurate, i miei amici affrontano l’ultimo salto. Sento qualche urlo, alla fine del salto c’e’ una pozza d’acqua gelata nella quale e’ tanto piacevole quanto obbligatorio immergersi.dscf3694 Ecco il buon Claudio che scende.dscf3697 Mentre Claudio recupera la corda del salto precedente io scendo bel bello quello che si rivelera’ essere l’ultimo salto. Affronto coraggiosamente l’immersione nell’acqua fredda e mi appresto ad uscirne quando vengo centrato letteralmente tra capo e collo da qualcosa. Ripreso dallo stupore e dalla botta che mi ha stirato le vertebre cervicali mi rendo conto di avere sulla testa, in perfetto equilibrio, lo zaino con la corda. Claudio stava effettuando il lancio dello zaino quando gli e’ sfuggito di mano. La parabola, molto piu’ corta del previsto e’ culminata proprio addosso a me. Impiego qualche secondo per decidere che e’ tutto a posto. Il collo scricchiola un poco ma nulla di grave.  In compenso ci ho guadagnato un argomento per prendere in giro Claudio per i prossimi anni!dscf3699Rassicuro i miei amici, soprattutto il mortificatissimo Claudio e poi raggiungo gli altri che sono appostati nei pressi di un pallido raggio di sole, un vero lusso in questa giornata di nuvoloni. dscf3700Come ho gia’ detto l’occasione e’ ghiotta per prendere un po’ in giro Claudio e ne approfitto in abbondanza. Alla fine mi sembra abbastanza rassicurato che se sono in grado di prenderlo in giro probabilmente e’ vero che la botta non mi ha recato grossi danni. Procediamo a recuperare la corda dall’ultimo salto.  dscf3705 Col mio zoom appannatissimo riprendo i nostri nuovi amici che attrezzano gli ultimi salti.dscf3708 Ci godiamo il tiepido sole aspettandoli. Nella attesa decido che e’ l’ora di coprirsi un poco di piu’ e di recuperare un po’ di energie. Tiro fuori dallo zaino uno dei sottomuta che avevo portato all’uopo. Recupero anche una barretta al sesamo che offro in giro mentre mi dedico alla non facile impresa di infilare il sottomuta. Dopo il rinforzino alla muta ed aver gustato il dolcetto al sesamo, la situazione freddo migliora assai.   dscf3710 Quando siamo tutti, ma proprio tutti, riuniti, affrontiamo il comodo sentiero che ci riporta alle macchine.dscf3712 I nostri amici un po’ ci precedono, un po’ ci seguono. Claudio e’ impegnatissimo a parlare con alcuni di loro di forre, tecniche, prossimi impegni ed altro sul tema canyoning.dscf3713 Al momento di salutarci provo anche a fare la proposta di un pranzo assieme. Loro purtroppo hanno altri impegni e devono proprio rientrare. Rinnoviamo con Carlo l’interesse reciproco per una prossima gita a grotta Gis e ci lasciamo con tanti saluti ed auguri per una buona Pasqua. Andiamo alle nostre macchine, a cambiarci sullo spiazzo antistante il cimitero.dscf3714 Con i vestiti asciutti ed un po’ di sole e’ tutta un’altra cosa.dscf3715 C’e’ chi si lascia andare volentieri ad un po’ di ninna.dscf3716 Particolare di dormienti.dscf3717 Matilde ce la mette proprio tutta per un serio riposino.dscf3719 Michele invece e’ ancora pieno di energie e rilancia agli altri la sfida per la prova di arrampicata.dscf3721 Claudio non si fa certo pregare e non e’ da meno.dscf3722 Io, nel mio piccolo, faccio quel che posso allungando la gamba in un gesto decisamente atletico mentre mi dirigo con senza indugi verso le macchine.dscf3724 Siamo pronti a partire, sono le 13.30 circa. Disperati per la mia insistente insistenza i miei amici decidono di accontentarmi. Oramai domi, li guido a Taizzano a degustare le ottime pappardelle al sugo di lepre! Eccoci arrivati alla trattoria dove ci rifocillano anche se siamo arrivati ad un’ora poco canonica. Ne avevo gia’ scritto una breve recensione, quindi se ne volete sapere di piu’ vi rimando alla nota che trovate qui.dscf3726

Dopo il lauto pasto, a cui nessuno ha avuto cuore di sottrarsi, salutiamo i nostri ristoratori e riprendiamo la strada di casa. La mia proposta per una visita a Stifone viene rimandata ad una prossima volta. Facciamo l’autostrada sotto un violento acquazzone, pero’ quando ne usciamo a Settebagni e’ oramai spiovuto. Facciamo una rapida sosta al primo benzinaio che si incontra per fare un cambio, Matilde e Michele passano in macchina con noi, cosi’ Stefano si risparmia un po’ di strada. Ci salutiamo con lui e ripartiamo. Vicino casa mia lasciamo Matilde e Michele alla loro macchina e poi il pazientissimo Claudio mi riporta sotto casa dove ci facciamo gli auguri di buona pasqua prima di lasciarci con il solito saluto, che estendo anche a voi tutti, alla prossima!

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Grottone di Calvi – 29/03/2015

Qualche gioco in palestra di roccia con Arianna, Matilde, Sara, Vincenzina, Carlo, Claudio, Fabrizio, Lorenzo, Simone, Valerio ed io.

La giornata ha avuto una gestazione lunga ma una volta avviati siamo andati benone! La partenza, complice l’ora legale scattata durante la notte, e’ stata proprio in salita. L’appuntamento e’ per le 8.15 sotto casa nostra. Betta, io e Luna siamo pronti ed in orario ma devo ammettere che viene facile perche’ siamo in una situazione privilegiata! Stiamo uscendo di casa quando mi arriva il messaggio di Claudio, sono arrivati anche loro. Scambiamo i saluti con Vincenzina, Claudio e Valerio e poi ci predisponiamo alla attesa di Matilde. Valerio e Claudio fanno un salto al bar per un caffe’, noi altri ci spostiamo all’incrocio con via Lorenzo il Magnifico dove un tiepido sole arriva a riscaldare l’aria fredda del mattino. Tanto per passare il tempo tempestiamo Matilde di telefonate e messaggi, lei ogni volta ci risponde serafica che e’ praticamente arrivata. Claudio e Valerio tornano dal bar e rimangono in macchina in paziente attesa. Finalmente ci vediamo spuntare davanti Matilde. E’ nella macchina di Michele, che ancora non conosciamo quindi deve sporgersi dal finestrino della macchina perche’ a tutta prima non ci accorgiamo che e’ proprio lei.  Matilde fa le presentazioni con il consueto, allegro, entusiasmo. Oggi anche Michele avra’ l’indubbio piacere di provare le trappole con cui solitamente andiamo in grotta. Sistemo lo zainone nella macchina di Claudio. Stavolta noi saremo ospiti di Michele e Matilde. Carichiamo Luna in macchina e prendiamo posto anche noi. Si parte verso l’autostrada. La nostra destinazione e’ il bar “Zanzibar” che si incontra vicino Stimigliano, lungo la strada per andare a Montebuono. E’ un bar che non esiterei a paragonare al “bar fico” vicino ad Ikea di Anagnina, poi capirete perche’! Strada facendo Claudio si ferma all’uscita dell’autostrada di Ponzano Romano per raccattare gli altri ragazzi che oggi si diletteranno insieme a noi. Approfitto, ve li presento, sono Arianna, Sara, Carlo, e Lorenzo. Siamo in dirittura di arrivo per il bar quando ricevo la telefonata di Simone. E’ al bar e ci aspetta per colazionare tutti assieme. Quando scendo dalla macchina provvedo a far uscire Luna che scalpita e poi mi trovo con piacere a salutare Simone ed il buon Fabrizio, conosciuto anche come “il radiologo”. E’ stato in dubbio di poter venire, ma poi evidentemente, ce l’ha fatta ad unirsi a noi. Sentiamo Claudio al telefono, si e’ un po’ perso per la Sabina ma riusciamo a ricondurlo per la retta via. Ora e’ in arrivo, ma non ce la faccio proprio ad aspettare oltre. Entro nel bar gia’ cercando con gli occhi quello che ho golosamente immaginato di gustare fin dalla mattina…il ciambellone. Eccoli! Sono in bella vista proprio di fronte a me. Mi approprio di uno di loro ed inizio a degustarlo con evidente piacere, tanto che Matilde mi ruba la fotocamera ed immortala il momento.

dscf3391 Mi vendico subito ricambiando il favore, beccata!dscf3392 Anche Michele si occupa con impegno del suo cornetto, Simone invece tituba.dscf3393 Foto di gruppo al bar, alla fine anche Simone si e’ arreso alla golosita’ e ha fatto suo un interessante “dolcetto” con un chilo di crema dentro. Betta, piu’ contenuta, si e’ accontentata del cappuccino. Luna ci osserva con la malcelata speranza di qualche briciola.dscf3394 Ho appena terminato la distruzione della ciambella quando arriva Claudio con il resto della banda. Ci presentiamo e poi anche loro si dedicano alla doverosa colazione. Una volta fatto il nostro dovere partiamo nuovamente per la penultima tappa, Montebuono, dove abbandoneremo Betta e Luna. Formiamo una rispettabile coda di ben 5 macchine, entriamo trionfalmente in paese andando a parcheggiare nella piazzetta con l’ottimo Roby Bar dove faccio un salto per un doveroso saluto. Anche qui, tra una cosa e l’altra impieghiamo una mezz’ora prima di ricompattarci e ripartire ma alla fine ce la facciamo. Abbraccio la mia dolce meta’ e fuggiamo prima che Luna comprenda che la sto abbandonando. Pochi minuti di strada e siamo finalmente a destino. Parcheggiamo nello spiazzetto a fianco strada poco prima del ponte sulla strada per Calvi.  dscf3396 Fabrizio e’ pronto per la breve scarpinata fino al grottone.dscf3397 Un capannello spontaneo per uno spuntino al volo con i grissini offerti da Simone.dscf3398 Ecco il buon Simone che termina i preparativi mentre sgranocchia anche lui.dscf3399 Partiamo decisi e compatti, passiamo la sbarra e proseguiamo per il sentiero. Una breve sosta alla pozza per ammirare i girini che brulicano nell’acqua verdognola. Il sole e’ piacevole e fa apprezzare la sosta.dscf3401 Il percorso fino al grottone e’ breve ma non avevo informato i miei amici della pettata finale. Per fortuna sono tutti tosti e decisi quindi non se ne impressionano. La affrontiamo di buon passo ed un po’ di fiatone. Quando arrivo, recupero la fotocamera per immortalare l’arrivo di ognuno. Inizio con Michele, mi e’ stato talmente incollato per tutta la salita che non faccio a tempo a scattargli la foto prima che arrivi. Eccolo fresco come una rosa.dscf3403Faccio appena a tempo a mettermi comodo che arriva Matilde.dscf3404 Vincenzina, detta Vins, approfitta della foto per prendere fiato e sfoggiare un bel sorriso.dscf3405 Arriva Simone! Porta con se la macchina fotografica superMegaIper con la quale otterra’ foto che faranno impallidire le mie, oramai me ne sono fatto una ragione e proseguo a scattare!dscf3407 Arriva Lorenzo, concentratissimo.dscf3409 Claudio compare all’orizzonte.dscf3411 Eccolo in tutta la sua prestanza mentre affronta l’ultimo gradino.dscf3414 Lo segue Valerio, sempre attento alla sicurezza, si sofferma a mettere in sicurezza un sassone che rischia di cadere.  dscf3417 L’arrivo di Arianna, apprezzabile il gesto atletico, ma passa cosi’ veloce che la foto mi viene mossa e rimane fuori una mano.dscf3418 L’arrivo trionfale di Fabrizio, il nostro radiologo, oggi senza radio.dscf3419 E’ il momento di Carlo, si sofferma ad osservare impensierito il grottone che sara’ teatro delle sue fatiche.dscf3422 L’ultimo salto di Carlo mentre anche Sara fa capolino dietro di lui.dscf3423 Sara che si appropinqua, e’ controluce e viene un poco in penombra.dscf3424 Cerco di rimediare ma Sara e’ molto piu’ veloce a salire di quanto la mia fotocamera sia in grado di rianimarsi dopo l’immane fatica di uno scatto. Questo e’ il risultato, un po’ mossa, ma e’ quel che c’e’, facciamocela bastare!dscf3426 Iniziamo i preparativi.dscf3427Prendiamo possesso del territorio seminando il di tutto per terra mentre ci prepariamo.dscf3428 Claudio e Simone sono pronti, anche io ho finito di indossare l’attrezzatura. Decidiamo di salire insieme sopra al grottone cosi’ che io possa mostrare loro dove sono le vie armabili. Ci accertiamo che tutti abbiano indossato il casco, quindi saliamo sopra la testa dei nostri amici utilizzando la corda fissa lasciata all’uopo. Mentre aspetto i miei amici inganno il tempo fotografando Calvi, il paese dirimpetto al grottone. Mi raggiunge Claudio e ne approfitto per fare il punto con lui su come procedere. Arriva anche Simone. Allora, e’ deciso, loro 2 armeranno le vie necessarie alle esercitazioni che vogliamo fare su corda ed io scendero’ giu’ ad intrattenere i nostri amici con uno spiegone su nodi ed altre amenita’ utili in grotta.dscf3430 Per non fare brutta figura avevamo anche stilato una sorta di programma per avere un filo conduttore da seguire. Lo recupero sul telefonino, ci sistemiamo comodi per quanto si puo’ ed inizio a sproloquiare su fattore di caduta, carico di rottura ed altre piacevolezze. Mi ascoltano con la pazienza tipica di chi ascolta uno che farnetica ma si rianimano quando passiamo a provare i nodi. Fornisco ad ognuno un cordino per fare le prove e passiamo insieme una oretta spensierata a provare i nodi. A stare fermi pero’ fa un po’ freddo, ho le mani ghiacciate e vedo che anche gli altri non stanno meglio. Nel frattempo Claudio e Simone hanno terminato con l’armo. Dichiariamo sospese le lezioni teoriche. E’ arrivato il momento di giocare un po’ su corda. Ci dividiamo in 2 gruppi, Michele e Lorenzo, che sono alle prime armi vanno ad esercitarsi a salire e scendere su corda sotto la guida attenta di Valerio.  dscf3434 Per gli altri invece abbiamo in programma alcuni divertenti esercizi quali inversione di direzione su corda e passaggio del nodo. Dopo una rapida dimostrazione i nostri si cimentano.dscf3437 Sara sfodera una macchina fotografica piu’ grande di lei, non me la lascio sfuggire.dscf3438 Ecco il battesimo del fuoco, ovvero del croll, per Michele.dscf3440 Arianna si avanza in una realta’ un poco tremolante. Sara’ colpa del tremolio delle mani del fotografo?!?dscf3442 Il veterano Fabrizio si aggrega alla compagnia dei neofiti.dscf3444 Ma ce lo facciamo un selfie?dscf3445 Eccoci nel pieno delle operazioni.dscf3446Vins e Mati, le 2 sorelline speleo che si cimentano.
dscf3447 Mentre gli altri sono tutti impegnatissimi, Claudio riceve la telefonata di un amico, Andrea, credo. Ci ha raggiunti sulla strada ma non trova il sentiero giusto per arrivare al grottone. Claudio cerca di risolvere al telefono ma e’ oggettivamente complicato. Decidiamo quindi di scendere a prenderlo. La breve sgambata per la discesa e quindi la salita e’ proprio quel che ci voleva per scaldarmi. Ecco il nostro ospite con la sua dolcissima cagnolina mentre riprende fiato. Si trattiene poco, sua moglie e’ rimasta ad aspettarlo in macchina. Scambiano qualche parola con Claudio e poi riparte. Lo salutiamo tutti ringraziandolo per la visita. dscf3448 Ma non si e’ fatta ora di pranzo? Vins e Matilde intanto si prendono un attimo di riposo dopo le esercitazioni su corda.dscf3449 I nostri neofiti intanto continuano ad esercitarsi. Oramai sembrano padroneggiare la attrezzatura speleo.dscf3450 Quando siamo tutti pronti si inizia la pappatoria. Personalmente faccio onore ai panini che ho portato da casa. Riesco anche ad affibbiarne uno a Fabrizio ed ancora me ne avanza uno! Dopo il pasto mi concedo qualche momento di relax. Per non avere tentazioni cedo la fotocamera a Matilde che riprende ad esercitarsi su corda. Come sempre ne approfitta per regalarci un suo simpatico selfie. dscf3457 Claudio passa a preparare un nuovo gioco, la teleferica. Tutti lo seguiamo con interesse.dscf3459 Eccolo mentre finisce di sistemare l’armo alto prima di testare la tenuta del tutto.dscf3460 La sua discesa e’ seguita con attenzione da un folto pubblico.dscf3461 Tocca ora agli intrepidi volontari.dscf3464 Ecco il passaggio di Vins.dscf3469 Ed il suo arrivo tra la folla che la accoglie festante!dscf3472 Non riesco proprio a farne a meno, appena Vins si stacca dalla corda, mi ci attacco io e risalgo la teleferica utilizzando la forza bruta come tecnica. Claudio mi guarda rassegnato.dscf3474 Matilde e’ al comando della fotocamera quindi mi trovo immortalato abbastanza spesso.dscf3477 Vins in una delle sue celeberrime facce da angioletto.dscf3479 Da questo lato proseguono con il test della teleferica.dscf3481 Dall’altro Sara riprende le prove del passaggio del nodo, mentre Michele si perfeziona nell’utilizzo di croll e maniglia con l’aiuto di Simone.dscf3484 Matilde mi cede il controllo della fotocamera e va a provare la teleferica. Eccola all’arrivo.dscf3488 Deve avere ancora fame perche’ riesce a dare uno sguardo goloso ad un moschettone!dscf3490 Simone e Michele che terminano la salita e si preparano alla discesa.dscf3492 Claudio prosegue nella assistenza ai teleferici. Ora e’ il turno di Arianna. Fabrizio e’ incerto.dscf3494 Le 2 sorelline ipogee in una simpatica posa affettuosa.dscf3496 Alberto mentre si lancia sulla teleferica.dscf3501 Ed il suo arrivo.dscf3503 Vins riprende ad esercitarsi con inversioni e passaggio nodi. Oramai non la ferma piu’ nessuno.dscf3504 Inizio a sentire nuovamente freddo. Mi faccio un giro su corda anche io.dscf3509 Siamo tutti pronti? E’ arrivato il momento di un nuovo spiegone. Stavolta e’ Claudio che ci intrattiene circa l’utilizzo del discensore a otto. dscf3512 L’aula e’ silenziosamente attenta.dscf3514 Eccolo in azione.dscf3515 Terminato lo spiegone sul discensore a otto consultiamo l’orologio. Si e’ fatta l’ora di sbaraccare e riprendere la strada per le macchine. Dobbiamo essere pronti in tempo per andare a cena tutti assieme!dscf3518Ricomposti gli zaini ce ne scendiamo pian pianino alle macchine. Finito di cambiarmi e sistemare lo zaino trovo che si e’ formato un capannello spontaneo ma non riesco a capire di cosa stiano parlando. Sembra comunque un argomento interessante. Incitati dal fresco della sera, che si avanza velocemente a sostituire il bel calduccio del sole di oggi, ci muoviamo alla volta di Montebuono per recuperare Betta. Ne approfitteremo per una sosta da Roby Bar per l’aperitivo.
dscf3524 Visto che e’ di strada facciamo una breve sosta al Pretaro. Mostro loro la grotta, oggi pero’ non si avverte circolazione d’aria, probabilmente la temperatura esterna ed interna si equivalgono.dscf3525 C’e’ chi ne approfitta per gustarsi il bel panorama della Sabina ad inizio primavera.dscf3526 Dopo una adeguata sosta davanti alla grotta del Pretaro risaliamo in macchina per i pochi metri che ci separano dal bar. Arrivati alla piazzetta di stamane, chiamo Betta perche’ ci raggiunga, poi mi avvio per bere qualcosa in compagnia dei miei amici. Mentre attraverso la strada rischio di venir investito da una moto tutta nera. Non me la prendo, ho riconosciuto il buon Andrea, di ritorno da un giretto in moto. Mi affretto a fotografarlo dopo averlo salutato con affetto, non ci vediamo almeno da Natale.dscf3528 Tra un bicchiere di birra e qualche pacchetto di patatine fritte sbrighiamo brillantemente anche la pratica “aperitivo”. Betta ci raggiunge con Luna al seguito e si unisce volentieri alle nostre chiacchiere rilassate. Uno sguardo all’orologio ci convince che e’ ora di avviarci per S.Oreste, rischiamo di arrivare tardi da “Alessandro al Campanile”, la nostra meta per la cena che fara’ da suggello alla bella giornata. Arriviamo tutti assieme ma poi ci sparpagliamo per il parcheggio. Ci riuniamo quasi tutti alla piazzetta subito dopo l’ingresso in centro paese. Mancano solo Claudio e Valerio. Li aspettiamo con fiducia per alcuni minuti.dscf3529 I minuti passano ed i nostri amici ancora non si vedono. Il freddo inizia a farsi sentire. Cerchiamo Claudio al telefono e riusciamo a ricondurlo verso di noi. Finalmente siamo tutti assieme. Andiamo, Alessandro ci aspetta.dscf3530 Prima di partire rubo un selfie con Luna. Fa un po’ la sostenuta, e’ ancora offesa per essere stata abbandonata.dscf3531 Eccoci finalmente a cena. Siamo appena arrivati ed attendiamo impazienti l’arrivo delle cibarie.dscf3533 Durante la cena, quella che e’ gia’ una consolidata amicizia…dscf3534 …sembra avere un momento romantico…La cucina di Alessandro fa miracoli!!!dscf3537 Dopo i gustosi ed abbondanti antipasti sono arrivati i primi. Ora siamo molto piu’ tranquilli e disposti all’attesa paziente del secondo.dscf3541 Passo del tempo facendo un rapido giro di foto intorno alla tavolata.dscf3542 Mi “selfio” cercando di prendere tutto il mio lato del tavolo ma i risultati non sono proprio ottimi, riesco a tagliare Michele a meta’ ed inserire un ramo di arcobaleno su matilde.dscf3545

Come tutte le cose, anche questa simpatica cena ha termine, pero’ non prima di aver degustato il dolce, il caffe’ e l’ammazza-caffe’. Ci alziamo un po’ incerti sulle gambe, salutiamo Alessandro e Stefania ed imbocchiamo  le scale che portano all’esterno. Fuori l’arietta fresca ci da’ una gradita sferzata, ci avviamo lento pede alle macchine. E’ proprio arrivato il momento di separarci. Dopo i saluti raggiungiamo la macchina di Michele, ricompattiamo Luna nel portabagagli ed entriamo in macchina anche noi. Durante il viaggio di ritorno mi gusto la rilassatezza di non dover essere io alla guida e cerco disperatamente di non addormentarmi. Sotto casa salutiamo Matilde e Michele ringraziandoli per il passaggio. Non rimane che chiudere qui la relazione con il solito, alla prossima!

Pubblicato in amici, foto, gita, palestra, ristorante, SCR, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Grottone di Calvi – 29/03/2015

Le Piane – 22/03/2015

Gita alle piane con il gruppo Alpinismo Giovanile CAI Orvieto. Simone, Giuseppe, Filippo ed io in veste di accompagnatori.

Approfittando dell’impegno domenicale per l’uscita alla Piane col CAI di Orvieto, Betta ed io abbiamo deciso di gustarci un fine settimana ad Orvieto e siamo quindi partiti sin dal sabato mattina da Roma.

Arriviamo ad Orvieto e, dopo una visita al bar di Simone, andiamo a prendere possesso della stanza dove passeremo il week-end. Eccoci davanti alla porta.

img_2455 A fianco della porta c’e’ anche una targa per poter contattare la simpatica signora che gestisce la “casa Flavia”. Il posto e’ confortevole, quindi vi mostro la targa. Nel caso vi capitasse di organizzare una gita ad Orvieto, potreste tenerne conto.img_2456 Posati i bagagli siamo subito usciti per far sgranchire le zampe a Luna e fare un giro per il vicino corso.img_2461 Osservando uno scorcio del duomo trovo un panificio veramente degno di nota.img_2464 Non riesco proprio a trattenermi dal mostrarvi questa foto. Il cartello davanti alle macchine parcheggiate cita “divieto di sosta  ASSOLUTO”, non e’ bellissimo!?!img_2465 Ritorniamo sul corso in direzione della torre del Moro.img_2466 Poveretto!img_2468 L’ultimo tratto del corso verso la piazza del comune.img_2472 Finiamo la passeggiata tornando indietro e troviamo anche da pranzare vicino “casa”. Dopo il lauto pasto Betta si ritira a riposare ma io sento di dover smaltire il maxi-hamburger che ho trangugiato e quindi faccio contenta Luna scendendo di nuovo per una passeggiata. Ne approfitto per andare a visitare la torre del Moro. I 160 gradini sono una bella prova ma, anche se sbuffando come un mantice bucato, arrivo in cima. Luna mi accompagna quietamente. Ogni tanto si gira guardandomi per cercare di capire qualcosa di tutto il mio ansimare. Siamo su da pochi minuti quando scattano le 4 del pomeriggio e dalle campane si scatena l’inferno. Ho il mio bel daffare a tenere quieta Luna mentre recupero il fiato. img_2482 Fiato recuperato mi dedico ad immortalare lo splendido panorama che si stende tutto intorno a me. Inizio, doverosamente, dal duomo. img_2483 Proseguo spostandomi in senso orario ma per questa foto non saprei indicare altri punti notevoli.img_2484 In questo caso invece si, riconosco la piazza del comune, si vede bene la macchia bianca di uno stand gastronomico che vende delizie deliziose! img_2485 Passano i minuti, alle 16.15 le campane si rianimano. Stavolta prendono di sorpresa anche me. Tra Luna e me facciamo un bel salto dallo spavento. Impiego un paio di minuti a calmarla con mille carezze e poi le comunico che si e’ fatta ora di scendere. Infila le scale come un missile ma poi, gentilmente, si ferma ad aspettarmi. Dopo un rapido passaggio a “casa” per avvertire Betta, proseguiamo la passeggiata dirigendoci verso la funicolare. Valuteremo poi se proseguire verso la stazione per un saluto a Simone. Eccoci arrivati alla piazza della funicolare.img_2491 Un dettaglio preso mentre mi avvicino.img_2492Faccio per avvicinarmi al portale di quello che sembra un parco ma leggo che e’ vietato l’ingresso ai cani, anche al guinzaglio. La cosa mi sconcerta un po’ ma ne prendo atto e cambio percorso. Luna e’ piu’ equilibrata e non sembra turbata da questa discriminazione.img_2494 Sulla destra vedo un altro portale che mi sembra senza divieti. Ne sta uscendo una coppia di ragazzi, con un paio di urla richiamo la loro attenzione e gli chiedo dove porti la strada. img_2496Sembra che possa portarmi alla stazione, mi avvio.img_2498 Subito un altro portale.img_2499 Sul soffitto di quest ultimo ci sono dei buchi. Se non erro dovrebbero quelli da cui i difensori delle mura potevano inondare eventuali invasori con olio bollente, frecce ed altre piacevolezze.img_2503 Ora sono fuori dalle mura di Orvieto e proseguo costeggiandole verso il portale successivo.img_2505 Ricevo una telefonata da Simone, ha finito di lavorare e mi propone una passeggiata in attesa dell’ora di cena. Gli spiego dove sono e ci mettiamo d’accordo per incontrarci alla fine della strada che sto percorrendo.img_2510Mi raggiunge con la macchina, salgo e partiamo per vicoli di Orvieto che non saprei proprio dirvi. Parcheggiamo vicino casa sua e proseguiamo a piedi per il percorso pedonale che costeggia le mura.
img_2521 Simone strada facendo mi rende edotto sui monumentali lavori di consolidamento che sono stati fatti sul massiccio di tufo che si integra e completa le mura, molto interessante.img_2522La vista di queste pareti e’ molto impressionante.img_2526 Passiamo accanto ad una chiesetta rupestre scavata nel tufo, mi viene da pensare a Gianni e Maria che amano esplorare questi luoghi, pero’ Simone mi dice che e’ sempre chiusa e nemmeno a lui che vive a Orvieto e’ mai capitato di poterla visitare.img_2527 Ne prendo comunque una foto dalla finestrella chiusa dalla rete.img_2528 Subito dopo passiamo accanto alla necropoli etrusca, altro spettacolo.img_2533 Ecco Simone che procede di buon passo mentre o mi attardo a scattare foto. Tra il bel paesaggio, i racconti e gli aneddoti di Simone la passeggiata si svolge molto piacevolmente. Finiamo il giro rientrando in Orvieto e perdendoci (solo io!) per i vicoli fino a “casa” dove recuperiamo Betta. Si e’ fatta quasi ora di cena e abbiamo appena tempo per un aperitivo.img_2535 Andiamo alla piazza del comune dove aspettiamo invano Giuseppe. Una volta perse le speranze di vederlo ci avviamo prima al bar per un rapido aperitivo e quindi al ristorante dove fanno una squisita carbonara, che vi presento in tutta la sua magnificenza.img_2542

Spero perdonerete la lunga digressione dal tema principale della presente relazione. Bisogna pero’ ammettere che Orvieto la merita!

Ma ora veniamo a noi. La mattina di domenica esco di buon ora con Luna a fare la passeggiata poi torniamo a “casa”. Svicolo poi di soppiatto per evitare che Luna si metta a piangere e raggiungo la piazza li vicino, dove Simone verra’ a prelevarmi alle 7.15. Una rapida tappa per la colazione e poi ci rechiamo all’appuntamento comune con i ragazzi del CAI. All’appuntamento ritrovo Filippo e Giuseppe, che rivedo sempre volentieri. Una volta radunati tutti e composte le macchine, partiamo. Cerchiamo di sbrigarci un po’ perche’ oggi la grotta sara’ affollata. Oltre alla dozzina di persone del nostro gruppo ci sara’ una cinquantina di persone del CAI di Perugia. Quando arriviamo al parcheggio vicino alla grotta ancora c’e’ nessuno. Parcheggiamo senza occupare lo spiazzo per lasciarlo libero per i ragazzi di Perugia. Iniziamo la vestizione.dscf3217 Filippo, che ha dimestichezza, si occupa di tutti i bimbi.dscf3219 Quasi tutti gli adulti hanno attrezzatura propria quindi dobbiamo solo dare una controllata finale.dscf3220 Siamo quasi pronti.dscf3221 I nostri novelli speleo sono un poco nervosi, ma tutto sommato proprio poco poco.dscf3222 Ecco i nostri giovani ed intrepidi esploratori!dscf3223 Ancora, ma in ordine sparso.dscf3225 Ci aspettano pazientemente mentre terminiamo di vestirci e controlliamo le ultime cose. Visto che Giuseppe ha portato con se la carburo ne approfittiamo per mostrare ai bimbi la magia dei sassi che bruciano. Prendo un sasso di carburo, Simone mi presta il suo accendino, bagno il sasso in maniera non proprio elegante (leggi: ci sputo sopra!) e gli do’ fuoco. Non sembrano molto impressionati, pensano piu’ ad un abile trucco, tanto che chiedono di far bruciare anche un comune sasso raccolto da terra. Comunque lo spettacolino ci ha fatto passare qualche minuto dimenticando il timore per quel che ci apprestiamo a fare, non e’ male. Nel frattempo anche Filippo ha terminato di prepararsi.dscf3226 Un paio di foto di gruppo prima di partire ci vogliono. Tutti pronti?dscf3227 Eccoci!dscf3232Riesco pure a cedere le fotocamera ad un volontario e prendere parte alla foto di gruppo.dscf3235 Dopo queste doverose foto ci avviciniamo all’ingresso della grotta.dscf3238 I nostri amici sono impressionati dalla orrida spaccatura che conduce all’oscurita’. Simone entra per mostrare che non c’e’ nulla da temere e per fare loro assistenza quando arriveranno.dscf3239 Nonostante le nostre assicurazioni gli interessati non sembrano convintissimi. Questo e’ il punto di non ritorno, se anche uno solo si impunta ora la nostra uscita in grotta finisce ingloriosamente.dscf3240Mentre osservano con apprensione i nostri preparativi noi continuiamo a blandirli e rassicurarli. Non li convinciamo, pero’ riusciamo a tenerli nella convinzione a provare.dscf3241 Nel frattempo ho sistemato la corda al vicino albero per attrezzare una calata che aiuti i nostri eroi a scendere senza scivolare rovinosamente sul viscidissimo fango che pavimenta la spaccatura. Filippo si posiziona a meta’ spaccatura per aiutare i passanti a superare il primo gradino. La scelta del primo ardito cade sul ragazzo piu’ grandicello (ho chiesto il suo nome almeno 10 volte e ancora non lo ricordo, che vergogna!) che sembra essere il meno impensierito dal cimento. Comunque un bravo a lui!dscf3242 Passato il primo con facilita’, anche il resto del gruppo si rianima. Passiamo agli altri. Tutto sommato se la cavano egregiamente.dscf3244 Visto che ce l’hanno fatta i bimbi, gli adulti non possono essere da meno e si buttato verso il buio con rassegnato entusiasmo trovando ancora il modo di regalarci un sorriso. Nel frattempo Filippo e’ sceso giu’ a dare manforte a Simone. Giuseppe ha preso il suo posto.dscf3245 Giuseppe in una inedita versione senza barba, quasi non si riconosce.dscf3250 Continuiamo con le discese, lenti ma inesorabili.dscf3252 Ancora un intrepido bimbo.dscf3254 Lei e’ quasi figlia d’arte in quanto e’ la nipotina di Filippo.dscf3255 Ancora lei, pero’ i colori della foto a mio parere sono migliori.dscf3256 Ora tocca ai grandi che sfilano impeccabilmente uno alla volta senza alcuna difficolta’.dscf3258Nonostante la comprensibile titubanza iniziale c’e’ anche il tempo e la voglia per un sorriso.dscf3259 Giuseppe segue imperturbabilmente tutti i passaggi.dscf3260 Lei altri non e’ se non la mamma del ragazzo che e’ stato pioniere del gruppo. Anche lei si disimpegna senza problemi.dscf3261 Come ultimi scendono i rappresentanti del sesso forte che per cavalleria hanno dato la precedenza alle signore.dscf3262 Scende anche l’ultimo dei nostri prodi, Giuseppe si prepara a scendere a sua volta.dscf3264 Mentre stiamo per smobilitare ed entrare anche noi vediamo avvicinarsi un altro gruppo di persone. Sono un gruppo di scout, una dozzina circa. Agesci Umbria mi sembra di aver letto sulla tuta di uno di loro. Con loro ed il gruppo del CAI Perugia oggi saremo oltre 70 in questa grotta! Scambiamo 4 chiacchiere per informarci reciprocamente su quanto abbiamo in programma e non intralciarci piu’ del necessario. Abbiamo la stessa destinazione, la sala dei vortici, loro sono disponibili ad accodarsi a noi. Recuperiamo la nostra corda lasciando libero l’albero per la loro e partiamo. Sotto, in grotta, iniziano a preoccuparsi per il nostro ritardo e tornano a darci una voce. Li raggiungiamo, saluto i nostri nuovi amici scout con una bella foto. dscf3265Una volta dentro vado avanti a dare una mano a Filippo con i bimbi. Ce n’e’ una, Giada, quella col faccino triste e la giacca rossa che non e’ proprio convinta di gradire la visita al mondo sotterraneo.dscf3266 Per distrarla un po’ dalle sue angustie le propongo un bel selfie cercando di strapparle un sorriso ma senza troppo successo.dscf3268 Filippo sta terminando di sistemare una corda guida per un passaggio leggermente esposto, beninteso, un adulto anche volendo non potrebbe cascarci, ma un bimbo puo’ fare un volo di qualche metro in una fessura praticabile solo per loro, quindi ben venga la corda. Aspettando ne approfitto per catturare una foto di gruppo dei nostri impavidi cuccioli di esploratore. Il piu’ a sinistra altri non e’ che Giona, il figlio di Filippo che gia’ si muove come uno speleo fatto e finito!dscf3269 Un momento di conforto aggiuntivo ci sta sempre bene.dscf3270 Passaggio scivoloso affrontato con tecniche miste.dscf3271Quasi arrivata alla meta, avanti la prossima.dscf3273 Ora si cammina un po’.dscf3274 C’e’ chi e’ tranquillo e rilassato, chi mostra una boccuccia corrucciatissima.dscf3276 Arriviamo in una saletta dove Filippo propone di sostare.dscf3277 E’ ora di pranzo, la proposta viene accolta da tutti con molto favore.dscf3279 Una pozzetta d’acqua sul lato della sala.dscf3280 Simone in posa marziale ci illumina dall’alto.dscf3282 Ci si guarda intorno ad ammirare questo angolo di mondo finora sconosciuto e anche, piu’ prosaicamente, per trovare un posto a sedere!dscf3283 Simone, il mio salvatore, mi dona uno dei panini che ha portato. E’ un tondo ripieno di salame e formaggio che pesa almeno quanto il ruotino di scorta della mia auto, mi siedo comodo per distruggerlo con tutta la calma necessaria. Stiamo consumando il nostro pasto quando ci raggiungono anche gli scout. Noi abbiamo deciso che dopo il pasto torneremo indietro. Il nostro assaggio di grotta lo abbiamo avuto, meglio non esagerare per questa volta. Gli scout invece sono decisi a proseguire fino alla sala dei Vortici. Uno di loro parte in ricognizione mentre gli altri aspettano con noi.dscf3285Intervallo. Passaggi impervi durante l’avvicinamento alla sala da pranzo. dscf3289Intervallo. Angolino suggestivo.dscf3293 Il nostro gruppo modello presepe riunito in sala da pranzo.dscf3299 Il gruppo degli scout, non guardano tanto me, quanto il mio immenso panino. Approfitto per rubare loro una foto.dscf3306 Siamo proprio un bel gruppetto, facciamo anche la prova del buio spegnendo tutte le luci per un minuto. Provare la mancanza assoluta di luce e’ sempre una forte esperienza.dscf3308 Le prossime 3 foto sono sempre del nostro allegro consesso ma non saprei scegliere e quale togliere quindi ve le mostro tutte. Questa e’ la prima.dscf3316 La seconda, col flash.dscf3322 Ed ecco la terza, ancora con la luce delle sole lampade.dscf3323Nella frattura sopra di noi noto segni di passaggio. Mi arrampico per andare a dare una occhiata. Trovo nulla di notevole se non alcune concrezioni spaccate. Mi fermo sopra e scatto un paio di foto.dscf3326 Il soffitto costellato di capelli d’angelo neonati.dscf3329Terminato il pranzo, come deciso, prendiamo la via del ritorno. I nostri giovani esploratori oramai hanno preso dimestichezza e bisogna tenerli perche’ non ci scappino via per conto loro. Riesco a radunarli solo un momento per una foto sul tratto di galleria vicino all’uscita.dscf3337 L’uscita la facciamo ancora piu’ avventurosa dell’entrata, prendiamo a prestito la corda lasciata dal gruppo scout.dscf3338Anche se con qualche scivolone in piu’ rispetto all’andata, tutti se la cavano egregiamente.dscf3340 Eccoci fuori!dscf3343 Eccomi, arrivo anche io. dscf3347 Ci sono, ci sono, aspettatemi!dscf3351 E che stiamo a giocare? Arrivo anche io!dscf3357Abbraccio di esultanza post-ipogea.dscf3359 C’e’ chi si lascia addirittura andare a manifestazioni canoro-urlanti.dscf3360 Ma poi sale come un cerbiatto.dscf3361 Con saltino finale.dscf3362 Arriva Giuseppe.dscf3363 E poi e’ la volta di Simone.dscf3367 La merita una seconda foto? Ma diciamo di si!dscf3369 E buon ultimo, a chiudere il gruppo.dscf3372 Manifestazioni di pura gioia per celebrare degnamente la fuoriuscita dalle tenebre ipogee.dscf3374 Giada e’ ancora interdetta.dscf3375 Mentre eravamo dentro sono arrivati anche gli altri del Gruppo CAI di Perugia. Stanno entrando dall’altro lato per fare il “giro classico”. Andiamo a far loro visita. Ne approfitto per fotografare la frattura dal lato piu’ profondo.dscf3376 Ecco il simpatico e numerosissimo gruppo di Perugia. Si accingono ad entrare. Li salutiamo augurando loro un buon divertimento.dscf3377 Torniamo allo spiazzo del parcheggio e troviamo una sorpresa. E’ stato trasformato in un capace riparo. Il fuoco gia’ arde allegramente, sara’ pronto per l’ora di cena, quando il grosso del gruppo uscira’. Non c’e’ che dire, a Perugia sanno organizzarsi alla grande! Per un poco medito se affiliarmi seduta stante al loro gruppo!dscf3378 Finita la meditazione con un nulla di fatto mi unisco ai nostri, e’ il momento delle foto di gruppo del dopo grotta. Simone gia’ impazza.dscf3380Anche Giada finalmente ha recuperato il sorriso.dscf3382 Venite? Facciamo le foto tutti assieme!dscf3383Stavolta non riesco a mollare a nessuno la fotocamera, ma va bene ugualmente. Cheese! dscf3384Tutti a spogliarsi. Simone dedica un momento al rilassamento tramite una posizione yoga. Giuseppe gia’ e’ col pensiero alla cena.dscf3388 Prima di partire un ultimo sguardo nostalgico all’accampamento perugino e poi via.dscf3390

Il ritorno ad Orvieto e’ senza particolari emozioni. Al parcheggio ci lasciamo con tanti saluti ed appuntamenti per la prossima grotta. Noi accompagnatori ci meritiamo addirittura un applauso. Rimaniamo solo noi 4. Sembra proprio ora di separarci, pero’ uno spuntino tutti assieme a completamento del pranzo ci starebbe proprio bene. Filippo gioca il jolly. Chiama a casa, contratta con la sua dolce meta’, e poi ci invita per un piatto di pasta. Simone ha un impegno a casa e non puo’ venire, ma Giuseppe ed io accettiamo con entusiasmo, personalmente mi piace anche l’idea di rivedere quei vivacissimi angioletti che animano la sua casa! Quando arriviamo il semplice piatto di pasta alla buona si e’ trasformato addirittura in un abbondante insalatiera di fettuccine fatte a mano e condite con un impareggiabile ragu’. Praticamente il mio piatto preferito! Su questa nota gioiosa per la mia dieta tagliamo la narrazione. Finito lo spuntino approfitto di un passaggio di Giuseppe per tornare a “casa”. Il resto della giornata passa quietamente. Betta ed io usciamo nel pomeriggio a passeggio con Luna. La cena per decenza la salto. Passo da un riposino leggendo sul letto ad una bella doccia e quindi ad un dolce sonno fino alla mattina dopo.

Dopo un buon sonno ristoratore, alle 6 sono in piedi. Luna e’ gia’ pronta da un po’ per uscire. Ci avventuriamo per una Orvieto ancora deserta.
orvieto23marzoDopo la passeggiata finiamo di prepararci, chiudiamo “casa”, prendiamo la macchina ed arriviamo alla stazione dove andiamo al bar a trovare il buon Simone. Lo troviamo impegnatissimo con le colazioni ma disponibile come al solito. Facciamo colazione anche noi e poi ci salutiamo. Come sempre lo ringraziamo per il suo supporto come cicerone nelle nostre esplorazioni orvietane.img_2545Il ritorno a Roma e’ tranquillo, non sto nemmeno a raccontarvelo. Si ricomincia con la nuova settimana. Alla prossima!

Pubblicato in amici, foto, gita, SCR, speleo, uscite, vacanza | Commenti disabilitati su Le Piane – 22/03/2015

Erebus – 15/03/2015

Uscita alla grotta Erebus condivisa con il corso del gruppo Speleologi Romani (ASR). Con Simone, Stefano, Fabrizio ed io.

Di nuovo all’Erebus. Stavolta non riesco a scroccare un passaggio, la macchina mi tocca proprio prenderla! Dopo la colazione di rito con Betta raccolgo i miei zaini e come al solito sgattaiolo fuori casa cercando di non far vedere a Luna, la nostra cana, che me ne sto andando. Salto in macchina gia’ sospirando perche’ lascio un buon parcheggio e stasera dovro’ soffrire per trovarne un altro. Devo essere alla solita piazza di S. Oreste per le 9.00. Ho appuntamento con i miei amici, ma anche con altri speleo. Il loro gruppo, l’ASR, sta facendo il corso e per oggi hanno in programma proprio l’Erebus. Ci siamo sentiti al telefono ieri sera,  ho chiamato Piero per avvertirlo che ci saremmo stati anche noi. Lui mi ha spiegato che una piccola squadra sarebbe entrata prima per armare la grotta. Siamo rimasti d’accordo per incontrarci al parcheggio o direttamente alla grotta. Quando arrivo a S.Oreste vado direttamente alla solita piazza, mi sembra di essere il primo, parcheggio e vado a piedi a dare una occhiata nei dintorni. Incontro Fabrizio, il mitico radiologo, e’ arrivato or ora. Visto che gli altri ancora non si vedono facciamo loro uno squillo, Simone e’ sul tratto di strada che dall’autostrada porta a S.Oreste, anche Stefano e’ in dirittura di arrivo. I nostri amici dell’ASR non si vedono. Con un cappuccino ed un assaggio di pizza il nostro gruppetto e’ oramai pronto. Gli armatori dell’ASR ancora non si vedono. Ci compattiamo in 2 macchine e saliamo. Quando arriviamo al parcheggio dell’eremo troviamo la sorpresa, i nostri amici sono gia’ li’, pronti per andare alla grotta. Si vede che sono passati mentre noi eravamo a gozzovigliare. Iniziamo a prepararci mentre loro si avviano. Per prima cosa recupero la fotocamera per immortalare dei bellissimi fiori, un primo accenno di primavera.

dscf3063 Ecco le nostre macchine, di lato c’e’ Stefano che si prepara, in fondo nell’androne dell’eremo chi ha buoni occhi puo’ scorgere i corsisti dell’ASR che nel frattempo ci hanno raggiunti.dscf3066Dopo esserci scambiati i saluti anche con loro, cerchiamo di velocizzare i preparativi per non rischiare di ostacolare la loro uscita. Mentre siamo gia’ sul sentiero mi giro per vedere se riesco a rubare loro una foto. Eccoli presi un poco piu’ da vicino, quel che permette lo zoom della fotocamera.dscf3067 Altra brevissima sosta per una foto, quasi di gruppo.dscf3068 Strada facendo incontriamo un paio di ragazzi che sono saliti con la mountain bike. Stanno riscendendo ma chiacchierando con noi si lasciano convincere a tentare il sentiero della “casetta dei ladri”, quindi girano la bici e ci seguono. Arriviamo in cima. Stefano, che e’ parecchio che non viene sul Soratte, si sofferma ad ammirare il paesaggio. In effetti anche se oggi c’e’ un po’ di foschia il panorama e’ sempre mozzafiato.dscf3069 Ci fermiamo tutti, la scusa e’ buona per prendere fiato.dscf3070 I nostri nuovi amici ci seguono per il sentiero portando le bici a spalla fino al bivio per la grotta. Prima di salutarci e andare ognuno per la propria strada li convinciamo a venire a vedere l’ingresso della grotta. Dopo la foto a ricordo del simpatico incontro ci salutiamo ed iniziamo la discesa in grotta. In fondo al primo tratto di grotta si sentono gli armatori ASR che, giustamente, armeggiano!dscf3071 Entrano per primi Simone e Stefano per sistemare le nostre corde in maniera conveniente a non dar fastidio al corso. Seguiamo noi, i 2 Fabrizi con la dovuta calma. Forse pero’ ce la siamo presa un po’ troppo comoda perche’ siamo ancora al primo pozzetto dopo l’ingresso quando sentiamo arrivare il resto del gruppo con tutti i corsisti. Ci salviamo dalla ammucchiata perche’ devono finire di sistemarsi prima di iniziare a scendere. Simone ha preso accordi con gli armatori, noi utilizzeremo gli attacchi del soccorso che sono spostati rispetto all’armo solito, nel caso non trovassimo alternative lasceremo tutto preparato perche’ sistemino la nostra corda quando tolgono la loro. Dopo il primo pozzetto e gli accordi la cosa procede spedita ed in pratica non ci incontreremo piu’ col corso e gli amici dell’ASR. Insomma, e’ andato tutto liscio. Ecco Simone nella fessura che precede il terzo pozzo. Qua in mancanza di meglio abbiamo utilizzato un armo naturale.dscf3074Anche il resto del nostro quartetto merita una foto.dscf3076 Poi naturalmente tocca anche a Simone e me con un “bel” selfiedscf3077 Il famoso terzo pozzetto visto dal basso. Dovrei proprio decidermi con il conto dei pozzi, ogni tanto scrivendo le relazioni includo nel conto anche il saltino d’ingresso e quindi questo diventa il quarto pozzo. Altre volte, come ora, ometto di contarlo e quindi questo pozzo si trasforma nel terzo!  dscf3079 Ancora lui, il terzo/quarto pozzo, con Stefano che lo scende.dscf3080 Poi e’ la volta di Fabrizio che simula a vostro favore una faccia affaticata.dscf3084 Proprio perche’ Fabrizio e’ il nostro radiologo di fiducia, si merita anche questa foto, piena di atmosfera.dscf3086 Stefano mentre si infila nel budelletto successivo al pozzo.dscf3090 Breve sosta prima dello scivolo.dscf3091 Fabrizio ha deciso di non regalarvi nemmeno un sorriso, che gli avete fatto?!?dscf3093La partenza dello scivolo con saltino che precede il pozzo, quello prima della strettoia. Per fortuna Stefano non lesina sui sorrisi.dscf3094Fabrizio si presta gentilmente per una foto alla base del saltino. I nostri amici ASR sono invece scesi dritti nel pozzo a fianco al saltino, verso gli altri fondi della grotta. Non ci sono mai stato, mi riprometto di andarci una volta di queste. dscf3099Siamo alla partenza del solito ultimo pozzo prima della strettoia che porta al nuovo fondo. Visto che e’ ora di pranzo e questo e’ un posto comodo, facciamo sosta per rifocillarci. Offro in giro la mia reidratante “sbobba” ma nessuno sembra gradire, io me ne prendo una bella sorsata in previsione della sudata che faro’ tra poco. Dopo il parco pasto riprendiamo a scendere. Parte Simone e Stefano lo segue a ruota.dscf3106 Fabrizio alza gli occhi al cielo per osservare le meraviglie che la natura ha disegnato in questo punto della grotta.dscf3108 Intanto Stefano prosegue con la discesa. Mentre aspetto il mio turno osservo che in questo punto di solito completiamo l’armo mettendo un bel deviatore. Faccio una rapida verifica ma i cordini che ho appresso mi servono tutti per completare l’armo dopo la strettoia. Lasciamo stare, in fondo qua la corda non struscia su angoli vivi e poi dove e’ Stefano ora c’e’ un frazionamento. Tutto sommato l’armo e’ accettabile anche cosi’.dscf3109Siamo alla strettoia. Ci prepariamo a passare decidendo cosa portare e cosa lasciare. Simone, Stefano ed io la passiamo, Fabrizio preferisce evitare il passaggio stretto e ci aspettera’ qui. Scendiamo velocemente. Vado avanti a sistemare l’armo mettendo i deviatori che servono. Nell’ultimo tratto prima del pozzetto finale cambio l’originale deviatore in un frazionamento, sara’ piu’ comodo per la risalita. Col cambio dell’armo alla corda giu’ in fondo mancano un paio di metri per arrivare alla base, pero’ sono facilmente arrampicabili. Avverto i miei amici della cosa mentre urlo loro la libera. Ci riuniamo tutti alla partenza dell’ultimo pozzo. Lo armo su naturale con l’ultimo cordino e Simone scende a dare uno sguardo in un punto rimasto in forse la volta scorsa. Stefano mi fa da assistente mentre mi infilo nello stretto passaggio visto la volta scorsa da Matilde e Matteo. Per me e’ un po’ stretto, ma praticabile. In ogni caso, sbuffo come un mantice. Ogni tanto, per prendere fiato, mi fermo a far foto. Ve le mostro tra poco, prima sorbitevi la narrazione della mia breve esplorazione! Dopo il punto stretto arrivo in un minuscolo ambiente nel quale riesco almeno a girarmi. Sotto di me c’e’ un saltino la cui partenza e’ parzialmente ostruita dai sassi. Inizio a toglierli facendoli cadere giu’. Dal suono stimo scendano almeno altri 10  metri, purtroppo pero’ sembra proprio che saranno 10 metri strettini. Provo a smuovere un gran masso piatto, pesantissimo. Come da prassi, scivola giu’ ma poi si mette di traverso proprio in mezzo al passaggio, e si incastra per bene. Provo a muoverlo nuovamente ma e’ troppo pesante. Da sopra sento Simone, e’ tornato dalla perlustrazione all’ultimo pozzo, nulla di nuovo, ci dice. Mi incita a tornare, oggi sembra avere premura di tornare indietro. Come promesso ora vi lascio in compagnia di alcune foto del tratto di grotta appena esplorato mentre potete immaginarmi che torno faticosamente dai miei amici. dscf3112 La fessura dove mi sono inoltrato vista da dentro.dscf3115 Ancora lei ma con Stefano che fa capolino da fuori.dscf3117 Sempre lei, ma si vedono delle curiose concrezioni sulla sinistra.dscf3118 Broccoletti freschi.dscf3119 Particolare dei broccoletti.dscf3121 Ancora una panoramica di broccoletti e stalattiti.dscf3122 E ancora un particolare molto carino.dscf3126 Il soffitto.dscf3127 Finalmente me ne esco da quel posto tanto bello quanto stretto. Simone ha gia’ iniziato a risalire. Osservando l’ingresso del cunicolo dove sono stato noto una erosione molto particolare delle concrezioni sulla parete. Probabilmente sono causate dall’aria che soffia, mi riprometto di chiedere a chi e’ piu’ esperto di me sul tema.dscf3129 Simone e’ arrivato e ha gridato la libera. Stefano aggredisce la corda ed inizia a risalire.dscf3130 Mentre attendo il mio turno, giro con la fotocamera cercando qualche concrezione simpatica da immortalare. dscf3133Tocca a me, risalgo. Quando arrivo su, Simone ha appena dato la libera dal pozzo sopra, Stefano inizia a risalire. Visto che il pozzo sopra di me scarica pietruzze varie mi metto al riparo sotto al pietrone dove parte il pozzo che ho appena risalito. Anche sul suddetto pietrone trovo tracce di erosione, probabilmente causate dalle correnti d’aria. Mentre aspetto pazientemente, disarmo il pozzo.dscf3139 Quando la situazione sassi mi sembra migliorare faccio un rapido giro nei dintorni scattando qualche foto.dscf3142 Un timido capello d’angelo fa capolino tra le rocce.dscf3145 Colate e broccoletti non mancano mai. dscf3153 Simone arriva alla strettoia, Stefano ha raggiunto la sommita’ del pozzo sopra di me e mi attende perche’ dobbiamo fare un lavoro di disgaggio assieme prima di proseguire. Sono salito appena di un metro sulla corda quando Simone inizia a passare la strettoia e cerca di uccidermi tirando piu’ una pietra di tutto rispetto. Stefano lo sente passare e mi urla un sonoro “Sasso!” di avvertimento. Mi schiaccio contro la parete e lo sento fischiarmi vicino le orecchie, una pessima sensazione, fortunatamente senza conseguenze. Urlo il mio disappunto ma e’ solo per sfogare un po’ di fiato, tanto Simone non mi sente, Stefano protesta la sua estraneita’ al fatto. Continuo a risalire cercando di osservare con attenzione i bordi laterali della frattura alla ricerca di possibili prosecuzioni. Arrivo al punto in cui la frattura cambia pendenza creando la gobba per la quale scendendo avevo sistemato un deviatore su una concrezione. Recupero il cordino e proseguo. Arrivo al frazionamento dove litigo un po’ con la maglia rapida che non si vuole aprire. Prima di proseguire mi rilasso un attimo scattando un paio di foto intorno al punto dove sono.dscf3154 C’e’ una colata veramente notevole, spendo alcuni secondi nell’ammirarla come merita.dscf3157Dopo la pausa relax riprendo il lavoro e smonto tutto. Recupero la corda e raggiungo Stefano sulla piazzola dove mi sta aspettando. E’ qui il lavoro di pulizia che dobbiamo fare ora che abbiamo tolto le corde da sotto. C’e’ infatti un enorme pietrone di qualche quintale di peso che oscilla in maniera poco simpatica. Il suo stesso peso rende improbabile che possa cadere giu’ ma visto che quando si passa e’ quasi inevitabile appoggiarcisi e prendersi un colpo perche’ si muove, abbiamo deciso di liberarcene. Liberiamo il posto da tutti gli impedimenti, la corda, il cavo per le radio ed alcuni sassetti. Dapprima provo a muoverlo da solo ma e’ troppo pesante, riesco solo a farlo oscillare leggermente senza variare di molto la sua posizione. Mi gioco il jolly e invoco l’aiuto di Stefano. Ci sistemiamo per poter manovrare insieme ed iniziamo di buona lena. Niente. Lo abbiamo spostato un poco, peggiorando, se possibile, la situazione. Riprendiamo fiato e poi via di nuovo a sfiatarci sul dannato sassone. Finalmente dopo un’ultima spinta il masso mi scompare improvvisamente da sotto le mani e cade con fragore…ma solo per un breve tratto. Il malnato si dispone perpendicolare alla frattura e si incastra tra le sue pareti in un punto particolarmente stretto. Stefano ed io ce lo guardiamo per un minuto buono in un silenzio desolato poi iniziamo a verificare quanto sia incastrato. Per il momento risulta inamovibile, in caso si dovra’ provare a spaccarlo in pezzi piu’ piccoli, ma se ne parla per una delle prossime uscite. Finiamo di pulire la comoda piazzola che e’ venuta a crearsi poi proseguiamo la salita fino alla strettoia. Salgo prima io recuperando il cavo delle radio, mi fermo ad aspettare Stefano ed intanto riprendo contatto con Simone e Fabrizio che attendono pazientemente dall’altro lato della oramai celeberrima “Strettoia dell’ostetrica”! Visto che stiamo arrivando anche noi, il buon Fabrizio inizia a risalire cosi’ magari si riscalda anche un po’ dopo tanta attesa. Stefano mi raggiunge. Ci spogliamo della attrezzatura che sarebbe di impiccio per il passaggio della strettoia e poi la passo al buon Simone insieme alle corde recuperate ed al sacco con il cavo radio. Stefano tenta il passaggio ma il croll non vuole saperne. Ritenta dopo averlo tolto e passa senza problemi. Nel frattempo procedo nel disarmare anche gli ultimi attacchi e passo tutto al paziente Simone. Passo anche io, ancora meravigliandomi di quanto sia diventato semplice. Rivedo il simpatico sorriso di Simone e mando un urlo di saluto a Fabrizio che e’ quasi a meta’ pozzo. Mentre mi preparo riprendendo la mia attrezzatura e ricomponendo lo zaino, Fabrizio arriva, Simone parte per raggiungerlo. Sono pronto. Nell’attesa mi concedo una lunga sorsata di “sbobba” per reintegrare i sali minerali persi.dscf3164 Anche Simone arriva, ora e’ la volta di Stefano ma io lo seguo da presso. dscf3169 E’ quasi la stessa foto di prima ma senza flash, mi piacciono i colori e quindi ve la propino.dscf3171 Siamo di nuovo tutti riuniti in cima al pozzo, continuiamo a disarmare la grotta ed a ritirare il cavo radio nell’apposito sacco. Fabrizio intanto si avvia verso il successivo pozzo, il saltino con scivolo. E’ quello dove all’andata la nostra strada si e’ divisa da quella del corso ASR. Loro sono stati piu’ veloci di noi, la loro corda infatti e’ scomparsa. Per recuperare il cavo radio dobbiamo fare qualche numero da circo perche’ quella volta l’aveva posato Matilde passando in un punto dove un non-strettoista ha il passaggio interdetto. Con un po’ di fatica comunque ce la caviamo ugualmente. Mentre sono appollaiato a meta’ parete e seguo le traversie del passaggio dello zaino in uno stretto pertugio, trovo anche il tempo per una foto a questo gruppo di concrezioni, magari un po’ consumate, ma dalle forme veramente stravaganti. Dall’altra parte ci sono Fabrizio e Simone che tirano il cavo con caparbia e convinzione finche’ non riescono ad averla vinta.dscf3172 Rivolgo la fotocamera verso Stefano che inganna il tempo finendo di sistemare nello zaino le corde appena recuperate. Scendo e mi avvio, seguendo il buon Stefano che si dirige senza esitazioni alla risalita.dscf3173 Tra il portare i sacchi, fare chiacchiera con gli amici, salire i pozzi e recuperare il cavo radio trascuro un poco la fotocamera. Mi ricordo di lei solo al penultimo pozzo quando incontriamo i nostri coinquilini corsaioli, non posso proprio evitare di immortalarli all’opra intenti.dscf3179Sono salito per primo, tanto per variare. Mi metto comodo ad aspettare gli altri ed approfitto per importunarli con qualche foto. Questo, si vede chiaramente, e’ Fabrizio che risale.dscf3180 Fabrizio a meta’ strada.dscf3183 Ancora lui mentre si prende un momento di riposo. dscf3185Dopo e’ la volta dei sacchi, Da sotto li agganciano alla corda e poi Fabrizio ed io li tiriamo su. Finito con i sacchi, ora e’ la volta di Simone che pero’ sale in autonomia!dscf3190 Una foto anche agli zaini. Se la meritano, sono cosi’ numerosi, sembra che siamo andati a fare un campo interno di qualche giorno!dscf3195 Anche Stefano e’ in arrivo, nel frattempo i corsari hanno finito di risalire il penultimo pozzetto. Oggi faccio il prepotente e salgo nuovamente per primo con la scusa di sistemare il deviatore. Una volta arrivato mi siedo ed aspetto al varco Fabrizio che se la sbriga in poco tempo.dscf3198 In un lampo arrivano anche Simone e Stefano, faccio in tempo a riprenderli all’opera prima di avviarmi al saltino che ci portera’ all’esterno. dscf3202Fabrizio ed io, arrivati alla base dell’ultimo saltino aspettiamo pazientemente che il gruppo si ricompatti. I ragazzi dell’ASR si sono dileguati, in compenso pero’ e’ notte e piove. La triste prospettiva di inzupparci per tornare alle macchine ci induce a tergiversare aspettando e sperando che smetta. Siamo fortunati, mentre usciamo il cielo decide di aver buttato abbastanza acqua e ci concede una tregua. Non mi posso negare una foto al fosco antro prima di imboccare la strada del ritorno.dscf3206 All’uscita del primo tratto del sentiero mi fermo per fotografare i partecipanti alla gita odierna, Stefano per primo.dscf3213 Arriva poi il buon Fabrizio, stanco ma soddisfatto.dscf3214 Ed infine Simone che non ci nega un sorriso.dscf3216Incredibilmente riusciamo a tornare alle macchine prima che riprenda a piovigginare. Ci rifugiamo nell’androne dell’eremo per cambiarci e sistemare il materiale. Quando siamo pronti risaliamo in macchina per scendere in paese. Per la cena stavolta saremo solo noi due Fabrizi, Simone e Stefano ripartono per le rispettive case dopo uno spuntino veloce con un pazzo di pizza. Noi 2 invece siamo decisissimi a goderci una buona cena. Telefoniamo ad Alessandro (al Campanile!) che ci da’ la, brutta per noi, notizia che oggi e’ chiuso. Ripieghiamo quindi sulla solita pizzeria, quella che si incontra scendendo verso la Flaminia. Quando arriviamo troviamo una lieta sorpresa, in una lunga tavolata c’e’ tutto il gruppo ASR con cui abbiamo condiviso la grotta e con loro ci sono anche Paolo e Luigi che sono andati a Monte Piccolo. Ci fanno spazio e ci ospitano al loro tavolo. Mangiare qualcosa di buono in ottima compagnia penso sia il modo piu’ degno di concludere una bella giornata. Caso vuole poi che dopo cena Luigi abbia bisogno di un passaggio in macchina fino a Roma, cosi’ rimedio compagnia per scambiare quattro chiacchiere durante il viaggio di ritorno. Ottmo direi! Il saluto e’ sempre il solito, beneaugurante, alla prossima.

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Palestra Montecelio – 08/03/2015

Uscita in palestra di roccia a Montecelio. Incontro tecnico per la Scuola di Speleologia della Federazione Speleologica del Lazio (SS-FSL).

Alle 8 Claudio e Valerio passano a prendermi sotto casa ed insieme andiamo all’appuntamento al Bar Lanciani a Guidonia.

dscf2943 Con calma domenicale arrivano tutti, passa un po’ di tempo in colazione e saluti.dscf2944 Partiamo alla volta di Montecelio dove c’e’ la palestra di roccia manutenuta dal gruppo di Guidonia (GSGM) di cui siamo ospiti oggi (42.032652,12.745950).dscf2945 Oggi avremo con noi nientepopodimeno che…Nerone!dscf2946 Arriva anche Nanni col capello fatto di frescodscf2948 Ecco le pareti di sinistra della palestradscf2949Verso destra ci sono altre pareti, c’e’ anche uno spiazzo con tavolino e sole. Ci raduniamo la’. dscf2950 Nerone versione capellone.dscf2954 Un poco di chiacchiera sparsa prima di iniziare.dscf2955 Prendiamo posto.dscf2959 Max inizia a ricordare a tutti cosa vogliamo fare oggi e perche’.dscf2962 Intanto riprendo le pareti di destra.dscf2964 Siamo diversi gruppi che partecipano oggi, ognuno ha portato uno degli imbraghi tipo utilizzati nei corsi. Vincenzo ci illustra quello utilizzato al GSCai. dscf2967 Max poi mostra quello utilizzato allo SCRdscf2969 Primo piano del capellone con pipa!dscf2970 Tocca poi a Federica per il GGCRdscf2973 La platea segue attenta ed in silenzio.dscf2974 Max riprende la parola cercando di esaminare differenze,  pro e contro delle diverse soluzioni viste.dscf2976 Selfie con Claudio.dscf2977Ci prepariamo per andare a lavorare su corda. Ne approfittiamo per confrontare le varie soluzioni personalizzate che ognuno apporta col tempo alla propria attrezzatura.
dscf2978 Il cordino baricentrico e le soluzioni per portare lo zaino occupano un bel po’ di tempo.dscf2979Si decide di armare le pareti a sinistra. Claudio e Fabio si offrono volontari armatori. Io li seguo per curiosare.dscf2982 Fabio mentre prepara la partenza per la discesa.dscf2983 Alla partenza.dscf2984 Claudio e’ gia’ sceso ma lo importuno per una foto.dscf2985 Cedo la fotocamera a Fabio per avere anche io una foto.dscf2986 Ma ne riprendo subito possesso per documentare adeguatamente la discesa fabia!dscf2987 Eccolo mentre si avvia verso il vuoto.dscf2988 Claudio nel frattempo ha fatto il giro ed e’ tornato su. Incontenibile!dscf2989 Arrivo giu’ per la via armata da Claudio e riprendo i nostri armatori che finiscono il lavoro. Claudio arma una terza via.dscf2990 Il sole e’ completamente scomparso dal nostro spiazzo con tavolino. In attesa che le vie siano armate il gruppo si e’ spostato al sole perche’ a stare fermi l’aria e’ decisamente fresca. dscf2991 Max tiene banco su non so quale argomento.dscf2992 Fabio e Claudio terminano il loro lavoro e richiamano gli altri. Possiamo iniziare la parte dedicata alle tecniche di progressione.dscf2993 Vediamo assieme i vari modi di disporre il moschettone di rinvio del discensore valutandone pregi e difetti.dscf2997 Vincenzo dice la sua sul blocco del discensore.dscf2998 Flavia si presta con il proprio discensore per una verifica sui metodi di blocco.dscf2999 Ma ora che si fa?!?dscf3001 Max sale su corda per mostrare la manovra di cambio di direzione da salita a discesa.dscf3002 Quindi Federica la prova anche lei.dscf3004 Foto di gruppo con sguardo assorto verso l’alto.dscf3006 Qualcosa abbiamo visto, ancora c’e’ da fare ma non si vive di sole corde. E’ ora di pranzo e qualcosa si deve fare in merito!dscf3008 Ci spostiamo nuovamente al tavolino dove attacchiamo i panini con la dovuta solerzia. Subito a ridosso del pranzo, prima che ci prenda voglia di sonnellino, Max inizia a preparare la teleferica sui 2 lati delle pareti di destra.dscf3009 Claudio partecipa alla preparazione.dscf3011 Infatti, eccolo che arma dall’altro lato.dscf3012 Come sempre succede, ha un folto pubblico che lo assiste ed acclama!dscf3013 Arriva Isabella, del gruppo di Guidonia, la nostra ospite. E’ passata per un saluto.dscf3014 Max mentre termina la predisposizione della teleferica.dscf3015 Il gruppo e’ in paziente nonche’ attenta attesa.dscf3016 Ecco, finalmente la teleferica e’ pronta. Decidiamo di dedicarla a Maurizio che oggi e’ dovuto rimanere a casa per colpa di un malanno.dscf3017 Come e’ giusto che sia, Max e’ il primo a provarla.dscf3018 Ci siamo quasi.dscf3019 L’attesa e’ spasmodica.dscf3021 Pronti?!?dscf3023 Via!!!dscf3025b E’ sceso troppo veloce, dopo  la partenza non sono piu’ riuscito ad inquadrarlo! Appena la corda e’ libera ho la bella idea di percorrere la teleferica in salita. La metto subito in atto. Per qualche metro niente male. Quando inizia ad aumentare la pendenza mi blocco. Serve molto tempo e qualche consiglio per trovare la tecnica giusta per terminare la salita.dscf3041 Quando finalmente arrivo a destinazione trovo il buon Claudio che e’ venuto a farmi assistenza ed ora aspetta pazientemente il suo turno per provare la teleferica, ma dal verso giusto! Il resto del gruppo, dopo aver rumorosamente partecipato alla mia avventura con numerosi commenti e battute, si e’ infreddolito aspettando che io mi districassi. Max risolve la situazione proponendo di passare a vedere le tecniche di autosoccorso su corda. Faccio assistenza a Claudio mentre scende lungo la teleferica e poi la scendo a mia volta. Quando sono giu’, mi riunisco al gruppo. Trovo Fabio e Max impegnati nel famigerato sblocco. dscf3042 Fabio, sorridente, simula l’infortunato bloccato su corda durante la salita. Max e’ il suo salvatore. Nel frattempo spiega quel che sta facendo a beneficio degli astanti.dscf3043 Ora tocca agli altri provare la tecnica. E’ il momento di Fabio e Valerio.dscf3044 Anche loro se la sbrigano egregiamente. Qui siamo ancora nella fase di avvicinamento all’infortunato e Max spiega come disporlo per evitare di fargli male salendo.dscf3045 Claudio intanto inganna il tempo ed il freddo risalendo su una delle corde libere.dscf3046 Lo sblocco procede a gonfie vele.dscf3047 Claudio mentre prova il passaggio del frazionamento con 2 discensori.dscf3050 Oramai lo sblocco e’ a buon punto. tutte le manovre preparatorie sono state completate.dscf3051Arriva il momento topico dello sblocco, il movimento basculante per togliere il croll del ferito. Fabio si disimpegna bene ed in breve porta in salvo Valerio.dscf3052A stare fermi il freddo morde. Mi avventuro sulla corda per riscaldarmi.dscf3055 Fabio si esercita nell’inversione di direzione. Max fa un veloce ripasso a beneficio di tutti su come si e’ deciso di insegnare il passaggio del frazionamento durante i corsi.dscf3056 Noi tutti seguiamo con attenzione la sua dimostrazione.dscf3057 Spiegone terminato.dscf3058 Il pomeriggio si avvia a diventare sera, abbiamo esaurito con soddisfazione tutti i temi che ci eravamo prefissati di trattare e siamo anche riusciti a divertirci. Velocemente ci prepariamo per rientrare.dscf3059La giornata termina con il ritorno al bar Lanciani per uno spuntino a base di pizza, patatine e birra, il tutto condito con qualche rilassata chiacchiera. Alla fine completiamo la giornata con abbondanti saluti ed arrivederci presto. Cosa che giro anche a voi con un bel…alla prossima!

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Monte Cucco – 2° Compleanno Buio Verticale – 28/02/2015

Breve uscita alla grotta di Monte Cucco in occasione della gita a Gubbio per il festeggiamento del 2° compleanno del gruppo “Buio Verticale”. Con Matilde, Vincenzina, Marco, Simone, Filippo ed io. Un grandissimo grazie a tutti gli amici di “Buio Verticale” per la meravigliosa giornata, iniziata con l’uscita al Cucco e terminata con la splendida festa.

In effetti si e’ trattato di un fine settimana lungo iniziato venerdi’ pomeriggio con la partenza da Roma. Poco prima delle 15.30 Betta ed io siamo gia’ pronti in macchina. Anche Luna e’ pazientemente seduta sul sedile di dietro, come al solito. Vincenzina arriva puntualissima, carichiamo il suo bagaglio in macchina e partiamo alla volta di Orvieto dove abbiamo appuntamento con Simone e Filippo prima di proseguire per Gubbio. All’appello manca solo Matilde ma lei e’ praticamente di casa a Gubbio ed e’ gia’ sul posto da ieri. Fino ad Orvieto ce la sbrighiamo svelti, facciamo solo una sosta per fare rifornimento. Abbiamo appuntamento con i nostri amici alle 5 e mezza ma arriviamo con largo anticipo al bar vicino all’uscita dell’autostrada. Inganniamo l’attesa con un caffe’ e qualche chiacchiera. Io mi allontano con Luna per visitare un negozio di articoli sportivi proprio accanto al bar. Quando torniamo sono arrivati anche Filippo e Simone. Possiamo partire. Prendiamo una strada molto bella che costeggia il lago di Corbara. Peccato che sia tutta curve e che tutti i miei passeggeri le soffrano. Quando imbocchiamo la superstrada il mal di stomaco la fa da padrone e la conversazione ne soffre assai. La situazione migliora per un tratto ma poi per arrivare a Gubbio si riprende con le curve. Arriviamo a destinazione con il primo buio. Siamo davanti a via Perugina, la strada che porta all’oratorio dove si terra’ la festa ma troviamo la strada interrotta per lavori. Simone fa inversione e noi lo seguiamo, personalmente mi sono gia’ perso da un po’. Giriamo per le strade di Gubbio ma dobbiamo arrenderci. Ci togliamo dal traffico girando in una strada sterrata e Simone contatta i nostri amici eugubini per ricevere indicazioni. Dopo la telefonata Simone riparte e noi lo seguiamo come ombre. Ritorniamo alla strada interrotta ma dal lato opposto. Guardando con piu’ attenzione si nota che non e’ proprio proprio interrotta ma ha solo la carreggiata ristretta per i lavori in corso. Si vedono infatti macchine che la percorrono a passo d’uomo. Ci infiliamo anche noi anche se col timore di venir fermati da un momento all’altro. Arriviamo al distributore della Esso e parcheggiamo. L’oratorio, la nostra meta, e’ subito dietro il distributore. Siamo arrivati! Andiamo all’oratorio dove ci sono alcuni caseggiati attorno ad un ampio spiazzo. Simone si dirige verso uno di questi e spalanca la porta. Conosciamo finalmente i nostri amici eugubini. Tra loro intravedo con piacere Matilde e Marco. Dietro la porta c’e’ una bella cucina e tutti loro sono impegnatissimi a preparare per la festa. In particolare stanno preparando qualche ettolitro di sangria. Ci salutiamo e presentiamo il piu’ festosamente possibile, quindi prendiamo appuntamento per cenare assieme e poi torniamo alle macchine. Vincenzina, Filippo e Simone recuperano i propri bagagli e vanno a prendere possesso dell’oratorio, dove dormiranno. Noi, Betta, io e Luna, riprendiamo la macchina per andare in cerca del nostro Bed&Breakfast. Abbiamo avuto indicazioni dai nostri amici, ma per sicurezza metto anche il navigatore. Arriviamo cosi’ sani e salvi in via Carducci dove troviamo ad attenderci la simpatica signora che gestisce il B&B. Mi carico come un mulo di tutti i nostri bagagli e seguiamo la signora fino al terzo piano dove ci mostra la stanza. E’ bella anche se un poco fredda, pero’ i riscaldamenti sono accesi. Prendiamo commiato dalla signora e ci sistemiamo. Luna sembra soddisfatta della sistemazione, anche perche’ per prima cosa le prepariamo la pappa e le sistemiamo il “letto” accanto al termosifone. Una rinfrescata, un adeguamento del vestiario per il freddo di Gubbio ed usciamo di nuovo. Tanto per non farci perdere i nostri amici passeranno a prenderci sotto “casa”. Siamo appena saliti in macchina che arrivano e noi ci accodiamo prontamente. Li seguiamo fino ad una grande piazza dove ci fanno segno di parcheggiare. Dai bagagli ho finalmente recuperato la fotocamera quindi la prima cosa che faccio e’ scattare una foto a Gubbio by night.

dscf2592 Andiamo a cena in un ristorante/pizzeria vicino alla piazza, siamo tanti e facciamo una bella ed allegra tavolata. Personalmente mi accontento di una pizza, devo tenermi leggero per la gita al Cucco di domani! Durante la cena conosciamo meglio i nostri nuovi amici, si parla della festa di domani sera e di argomenti di vario genere, speleo e non. Dopo cena perfezioniamo l’appuntamento per la mattina seguente. Ci vedremo al distributore Esso alle 8 e poi andremo al bar del vicino paese di Scheggia dove incontreremo Marco e gli altri amici che ci accompagneranno in grotta. Ritornati all’oratorio salutiamo tutti e riprendiamo la strada per il B&B, stavolta ci arrivo anche senza il navigatore. La mattina dopo mi alzo verso le 6 come al solito. Non dico di esserne felice, ma l’abitudine aiuta. Porto Luna a fare la sua passeggiata per i bisognini e per tranquillizzarla, ha gia’ capito che andro’ via ed ha lo sguardo affranto. Quando rientriamo sbrigo le mie faccende con lei che mi segue passo passo con le orecchie basse e l’occhio triste. Tento con un biscotto e qualche minuto di carezze, il suo umore sembra migliorare, si stende vicino al termosifone limitandosi a guatarmi sospettosa mentre preparo lo zaino. Quando sono pronto saluto Betta che dormicchia ed esco alla chetichella. La macchina e’ completamente coperta di brina ghiacciata quindi impiego qualche minuto a pulire i vetri ed a far riscaldare il motore. Arrivo all’oratorio che e’ ancora deserto. Aspettando i miei amici recupero la fotocamera ed immortalo il capannone dove ieri abbiamo trovato i nostri amici cucinieri. In seguito scopriro’ che la festa si terra’ in una costruzione simile, ma subito alla mia sinistra mentre scatto la foto. Simone e gli altri si fanno attendere, inizio ad innervosirmi. Mentre lo chiamo me ne vado al bar del distributore per un cappuccino rilassante. Il buon Simone arriva e deve sopportare il mio nervosismo per il ritardo. Mi dice che la sera prima, alla fine l’appuntamento e’ stato spostato di mezz’ora quindi se la sono presa comoda. Non voglio rovinare la giornata a loro e me per una sciocchezza simile quindi bofonchio le mie rimostranze allo sconcertato Simone e poi archivio la cosa sorseggiandoci sopra il cappuccino.dscf2598Arrivano alla spicciolata, prima Filippo e quindi Vincenzina e Matilde.Finalmente siamo tutti pronti. Matilde e Vincenzina (ma vogliamo chiamarla Vins? Ma si!) salgono in macchina con me. Simone e Filippo ci fanno strada con la loro macchina, li seguo verso il bar di Scheggia. Per via Matilde ci intrattiene parlandoci delle locali bellezze naturali, in particolare di un ritrovamento ingente di iridio che sembra abbia aiutato gli scienziati a confermare i motivi della estinzione dei dinosauri. Quando, dopo un bel tratto di strada, arriviamo al bar, parcheggio l’auto e subito scatto una foto al bel cielo di oggi.dscf2599 Ecco il celeberrimo bar di Scheggia mentre lo prendiamo d’assalto. La mia ammirazione cresce smisuratamente quando scopriamo che il bar ospita anche una pizzeria al taglio!dscf2600 Al bar troviamo ad attenderci solo Marco. Mauro e Tommaso li recupereremo strada facendo. Lasciamo la mia macchina al parcheggio del bar e proseguiamo con la macchina di Marco. Simone e Filippo continuano con la propria. Ecco le nostre sorridenti eroine mentre ci avviamo per il monte Cucco.dscf2603 Strada facendo, a Costacciaro (o era Sigillo?), recuperiamo Mauro. Tommaso lo sentiamo al telefono, si e’ svegliato solo ora e ci raggiungera’ quanto prima direttamente alla grotta. Strada salendo iniziamo a vedere dei preoccupanti accumuli di neve ma per il momento la strada e’ tranquillamente transitabile. dscf2604 I guai iniziano dopo il bivio per la Val di Ranco, la neve e’ scivolata ad invadere quasi tutta la carreggiata. Ci fermiamo a valutare la situazione.dscf2606 La valutazione e’ presto fatta. Non si passa, possiamo tentare montando le catene ma non e’ detto che risolvano poiche’ sul lato destro della strada la neve e’ ben compatta ed alta almeno 40 centimetri.dscf2607 Ecco le nostre eroiche super-speleo che partono per un volo di ricognizione!dscf2612Simone e Filippo al montaggio catene con un meraviglioso panorama come sfondo.dscf2615 Particolare del montaggio catene.dscf2616 Mentre i nostri sono impegnati con le catene, Matilde ed io andiamo avanti a vedere come e’ la strada fino al parcheggio. Non facciamo a tempo ad arrivarci perche’ ci richiamano indietro. Sembra che il passaggio non sia possibile, neanche con le catene. Torniamo sui nostri passi rassegnati a fare una scarpinata con gli zaini. Siamo distanti ancora un centinaio di metri dalle macchine quando i nostri caparbi amici riescono ad avere la meglio sulla neve e passano l’ostacolo. Ci recuperano e procediamo.dscf2620 All’ultima curva prima del parcheggio sembra esserci un altro cumulo di neve problematico pero’ a fianco strada c’e’ spazio per passare sul prato e quindi lo possiamo evitare. Eccoci finalmente al parcheggio.dscf2623 Una foto al monte Cucco e’ d’obbligo.dscf2624 La distesa dove con la buona stagione partono i deltaplano se ne merita una anche lei.dscf2625 Siamo pronti e bardati con le ghette, possiamo partire. Tommaso ci ha avvertito che e’ quasi arrivato, sta lottando con la neve sulla strada ma conta di raggiungerci a breve. Ci avviamo accompagnati da un bel vento freddo che arriva dalla valle alla nostra destra, ma il bel sole ci fa ben sperare per un avvicinamento tranquillo.dscf2627Si sale.
dscf2634 C’e’ chi decide di utilizzare lo zaino come uno slittino.dscf2637Matilde con lo sguardo fisso alla meta.dscf2641 Mi fermo un attimo a togliermi di dosso la giacca di pile perche’ inizio a sudare seriamente. Dopo devo accelerare il passo per riprendere il gruppo.dscf2645 Arriviamo in vista di un piccolo rifugio, siamo circa a meta’ strada. Sento che stanno decidendo per una sosta. Approvo incondizionatamente.dscf2648E sosta sia!dscf2653 Foto sostante di gruppo.dscf2663 Riprendo anche Simone che fotografa Filippo per una foto ricordo.dscf2668 Giusto il tempo per riprendere fiato, fare qualche risata e goderci il bel sole.dscf2669 Si riparte.dscf2672 Marco con lo slittinodscf2673 Simone con panorama mozzafiato.dscf2676 Vins e Matilde con Mauro in lontananza dscf2677 La neve a bordo strada e’ modellata dal vento in bellissime forme.dscf2693 Ancora un panorama stupendo, che giornata!dscf2694 Siamo vicini a dove finisce il sentiero “comodo”. Facciamo ancora una breve sosta per riprendere fiato prima dell’ultimo impegnativo tratto. Non sembra, ma camminare con questa neve e’ molto faticoso, ad ogni passo il piede di appoggio va giu’  dai pochi centimetri a ben oltre il ginocchio. Questo rende difficile prendere il proprio passo e rompere il fiato. dscf2695 Passiamo dentro un boschetto e poi inizia il tratto finale, esposto ed abbastanza ripido, l’importante e’ affrontarlo con uno spirito sorridente.dscf2700 Per fortuna dall’ultima volta che sono stato qui (piu’ di 15 anni fa) hanno installato un corrimano che perlomeno impedisce di arrivare a valle in caso di scivolata.dscf2704 Anche qua la neve cede sotto i piedi senza preavviso alcuno, ecco Vins che si appresta ad uno scivolone.dscf2705 Et voila’! Ma nulla di grave, un sorriso e si riparte.dscf2708 Il riberbero e’ forte, gli occhiali da sole farebbero comodo.dscf2709 Siamo in fila indiana, non c’e’ spazio per procedere altrimenti. dscf2710Per ingannare il tempo ed avere una scusa per riprendere fiato continuo a scattare foto alternandone una davanti a me una dietro, e cosi’ via. dscf2711 Oramai siamo quasi arrivatidscf2714 Ecco la piattaforma di accesso.dscf2718 Il panorama e’ superbodscf2719 Ci prendiamo un adeguato momento di relax. Io in particolare cerco di far asciugare un poco il sottotuta gia’ fradicio.dscf2721 Matilde decide per un riposino al soledscf2728 Ognuno si rilassa meglio che puo’ godendosi il bellissimo sole e la splendida vista.dscf2729 Sono sempre piu’ affascinato dagli splendidi disegni che il vento ha disegnato con la neve. dscf2731Ci raggiunge un trafelato Tommaso che ha fatto la strada molto di buon passo per raggiungerci.Sono le 11.30, se vogliamo fare un po’ di grotta ed uscire in tempo per la festa dobbiamo andare. Finiamo di bardarci e partiamo. All’inizio delle scale ci sono molte stalattiti di ghiaccio, mentre aspetto il mio turno per scendere immortalo queste a grappolo  dscf2739 Eccoci scesi. Queste sono le scale che permettono di fare agevolmente il primo pozzo.dscf2744 L’arrivo di Vins che chiude la fila.dscf2746 Ci avviamo allegramente per il gigantesco salone Margherita seguendo il percorso turistico.dscf2751 Cammina cammina arriviamo al punto in cui si lascia il percorso turistico e si sale verso il pozzo Terni. Prima si deve affrontare un meandrino allagato ma si passa agevolmente poiche’ e’ armato fisso con il cavo di acciaio. Unica accortezza, darsi la libera tra un tratto e l’altro altrimenti ci si stritola le dita a vicenda tra cavo e roccia! Arrivo facilmente ad affacciarmi al pozzo Terni. Mentre aspetto che venga il mio turno per scendere tento una foto al pozzo, eccone il risultato.dscf2757 Vins che vuole convincere tutti di avere una ottima digestione e mostra una lingua rosa da manuale! Scherzo, e’ solo il fiatone da traverso!dscf2761 Matilde e Mauro che affrontano l’ultimo tratto di meandro prima di raggiungerci.dscf2762 Vins che scende il pozzo Terni.dscf2765 Un insetto, non meglio identificato, che vagola per la grotta.dscf2767 Credo sia sempre il pozzo Terni ma ora dal basso riprendo Matilde mentre scende. dscf2773Mi sono fatto spiegare piu’ di una volta il tratto di grotta che abbiamo fatto, spero di aver capito bene. Dopo il pozzo Terni abbiamo percorso una bassa galleria in discesa, buona parte procedendo carponi. Siamo arrivati al pozzo Perugia e lo abbiamo sceso procedendo poi verso il Baratro. In vista del Baratro abbiamo deviato per i Rami Sinistri facendo una serie di piccoli pozzi fino ad incontrare nuovamente il Baratro, ma molto piu’ in basso. Abbiamo sceso il Baratro per gli ultimi 30 metri e siamo arrivati alle prime propaggini del Salone Saracco. A questo punto, il tempo tiranno ci ha costretti ad interrompere la bella gita in questa meravigliosa grotta. Ora, arrivati alle foto dopo il pozzo Terni, devo confessare di essermi perso, non riesco ad associare le foto ad un punto specifico della grotta quindi vi mostro alcune foto del percorso fatto senza troppi commenti! dscf2777 dscf2778 dscf2779 dscf2786 Un angolino simpatico, ripreso mentre scendevo un pozzo.dscf2802 Pipistrello al riposo, spero di non averlo importunato troppo.dscf2804 Matilde posa per una foto storica!dscf2806 dscf2810 Stanchi ma felici?!?dscf2811 Una sequenza tutta per Vins. E una…dscf2813 …e due…dscf2814 …e tre…dscf2820 …e quattro…dscf2822 Intermezzo!dscf2830 Ora finalmente mi ritrovo. Siamo alla partenza dell’ultimo tratto del Baratro, comodamente armato con 2 corde. Mentre scendo becco Simone che fa capolino dalla partenza della seconda via. dscf2831 Vins mi fa compagnia durante la discesa e quindi ci scambiamo qualche foto. Questa e’ lei nel suo migliore sguardo angelico!dscf2835 Cedo la fotocamera a Vins perche’ possa ricambiare il piacere. Mi ritrae mentre fisso affascinato la mia mano come se avessi scoperto in quel momento di averla!dscf2844 Siamo in fondo al Baratro, ci fermiamo a mangiare qualcosa prima di prendere la strada del ritorno. Finalmente una foto di Tommaso con Marco subito dietro di lui.dscf2849 Filippo non vorrebbe proprio terminare qua l’uscita. Rinuncia ad una parte della pausa pranzo per andare un poco in giro verso il Salone Saracco.dscf2851 Noi si mangia. Simone, organizzatissimo, ha la gamella multistrato riempita con risotto e mini-tramezzini. Io ho portato delle tristissime barrette ai cereali ma qualcuno mi da supporto con della cioccolata e frutta secca.dscf2854Dopo pranzo Tommaso si offre volontario per affrontare per primo la risalita.dscf2858 Mauro e Marco chiuderanno la fila.dscf2860 Per risalire ci vuole il suo tempo e non siamo pochi, per fortuna ci sono 2 vie armate.dscf2863Passato il primo ostacolo proseguiamo spediti verso l’uscita. Strada facendo i nostri approfittano per un riposino.dscf2864 Un trittico di sorrisi ci sta sempre bene!dscf2871 Non so dove siamo, pero’ la foto e’ suggestiva.dscf2873 Siamo fermi all’inizio di un traversino esposto che preclude alla risalita di un pozzo di pochi metri. Vins e Mauro attendono pazienti che la corda sia libera.dscf2875 Filippo se la ride, dopo la delusione del rientro anticipato ha recuperato il solito buonumore.dscf2877 Tocca a Vins, ha appena affrontato il traverso e ora si prepara a salire il pozzetto. dscf2884 Bella? A me non dispiace!dscf2892 Foto di un paio di attacchi.dscf2893 Mentre risalgo un pozzo mi trovo davanti questa deliziosa nicchia, e’ doverosa la sosta per fotografarla.dscf2894 Ridendo e scherzando mi ritrovo sopra il pozzo Terni e passo per il meandrino allagato fino a sbucare al salone Margherita. Aspetto paziente che il resto del gruppo mi raggiunga.dscf2903 All’andata mi e’ stato detto che al salone Margherita sono stati tenuti dei concerti. Mi diverto a scendere verso il percorso turistico cantando a squarciagola, godendomi l’eco che mi segue ed assordando tutti i miei amici! Prima della scala che ci portera’ all’esterno facciamo una lunga sosta per cambiarci e mettere qualcosa di adeguato. Nonostante il bel tempo che ci ha assistiti all’andata, puo’ darsi che ora all’esterno troviamo bufera. dscf2907Con calma e rassegnazione saliamo le scale verso l’uscita. Il caldo della giornata ha favorito la formazione di nuove stalattiti di ghiaccio.dscf2909 Eccoci fuori! Il tempo ci ha apparecchiato un po’ di nebbia, ma nulla di tragico. Serve per far risaltare meglio le figure nelle foto di gruppo!dscf2914 Finiamo di sistemarci e prendiamo la via del ritorno. Siamo stati bravi, non sono nemmeno le 5 del pomeriggio.dscf2916 La neve ora e’ molto piu’ pesante dell’andata, quasi meglio, e’ piu’ compatta e si scivola di meno. dscf2917 Sosta al piccolo rifugio.dscf2925Riprendiamo la camminata. Siamo tutti un po’ euforici per la bella giornata passata assieme e poi anche la neve fa venir voglia di giocare un po’. Vins e Matilde si rotolano assieme sulla neve. Filippo improvvisa una scivolata lasciando una lunga striscia fangosa sul manto nevoso altrimenti immacolato. Anche io, preso dall’euforia che mi da’ solitamente la neve, e visto che ora non devo piu’ conservare la energie per la grotta, mi diverto a provare un breve tratto di corsa. Vado affondando sempre piu’ finche’ sprofondo fino all’anca e cado rovinosamente seguito dallo sguardo divertito del resto del gruppo. Rialzandomi tutto imbiancato non mi accorgo che la fotocamera si e’ riempita di gocce d’acqua, quindi le foto successive alla mia corsetta sono uscite fuori tutte “bagnaticce”. dscf2934 In discesa andiamo decisamente piu’ spediti.dscf2937 Eccoci arrivati al prato poco prima del parcheggio, ci accoglie nuovamente il vento freddo.dscf2942 Fine della bella gita alla grotta di Monte Cucco! Un sentito ringraziamento ai nostri accompagnatori, nonche’ amici, Mauro, Tommaso e Marco.

Arrivati alle macchine ci cambiamo con relativa calma, dico relativa perche’ il vento e’ freddo e teso e non ci sono punti riparati dove nascondersi. Quando siamo tutti pronti prendiamo la via del ritorno. Rapida sosta per togliere le catene e poi via verso il bar di Scheggia. Ci arriviamo che oramai si e’ fatto scuro ma questo non ci impedisce di gustare una robusta merenda a base di pizza. Quando siamo soddisfatti dello spuntino riprendiamo la macchina e torniamo verso “casa”, adesso e’ proprio il momento di godersi una bella doccia prima di prepararsi per la festa. Lascio Matilde e Vins all’oratorio e torno al B&B.

Alle 9 di sera faccio il mio ingresso alla festa. Percorro tutto il salone cercando facce conosciute e salutando chi riconosco. Passo subito a comperare il bicchiere con lo stemma del “Buio Verticale”, il gruppo festeggiato, e poi passo ad una attenta ispezione del tavolo con le cibarie.

img_2280Trovo veramente di tutto, panini, tramezzini, torte rustiche ed altre meraviglie. Arraffo qualche tramezzino e proseguo il giro. Devo aver esagerato con i tramezzini a giudicare dalla faccia tra l’inorridito ed il contrariato delle mie amiche!img_2282 Vado ad esaminare il “fessurometro” di cui tanto avevo sentito parlare. A prima vista mi sembra un vero e proprio strumento di tortura. Non invidio chi dovra’ provarlo.img_2283 Ecco un particolare dell’interno.img_2284 Una poverina che sta cercando di uscire.img_2286Proprio mentre sono li’ che termino le mie riflessioni sul temibile aggeggio, vengo abbrancato da Matilde che mi trascina al cospetto del manovratore dell’infernale marchingegno. Matilde mi presenta con molto entusiasmo e bei complimenti. Nel frattempo con lo sguardo atterrito io cerco di convincere il tipo a regolare il fessurometro ad una misura comoda. Gli basta squadrarmi per capire e con una occhiata di comprensione regola i chiavistelli del fessurometro alla larghezza massima. Affido il bicchiere a Matilde e mi infilo per saggiare lo stretto. E’ fattibile. Indietreggio un poco per sistemare il braccio destro disteso e poi vado. Soffro appena appena quando devo inarcare la schiena ma passo. Scivolo avanti. La curva successiva e’ dal verso giusto, mi ci infilo e sono fuori. Uno sguardo riconoscente al saggio regolatore e passo ad altro. Nel corso della serata parecchi si cimenteranno con dimensioni di strettoia veramente proibitive. In particolare Vins e Matilde si distingueranno, tanto da meritare entrambe in premio la maglietta del gruppo festeggiato. La festa continua e si accende sempre piu’ a mano a mano che arrivano gli ospiti. Vengono spente le luci ed inizia la musica. Vago per la festa sorbendo la fantastica sangria generosamente elargita al banco bar, simulando balli e scattando foto. Eccone una di Matilde in compagnia di Luna. Luna l’ha praticamente travolta in cerca di conforto, e’ molto disturbata dalla musica ad alto volume e da tutta la confusione.img_2288 Lo speleobar dove viene distribuita la sangriaimg_2289 Una foto agli eroici mescitoriimg_2293Un brindisi con Francesca
img_2294 Che dire!?!img_2296 Selfie con Vins!img_2297 Il caos intorno al fessurometro mentre i passaggi estremi si susseguonoimg_2298 L’interno del fessurometro e’ ispezionabile per rifocillare ed immortalare gli strettoisti a meta’ percorso.img_2299 Parte la discoteca, fumogeni e luci colorate oltre alla musica.img_2301 Gruppo festeggiante.img_2302 Riecco le mie eroine!img_2306 La festa procede benone.img_2313 Tommaso prova il fessurometro. In questo momento si prende una pausa di riflessione.img_2316 Selfie, che ci sta bene!img_2321 La sangria va giu’ che e’ un piacere, non sono l’unico ad averlo notato!img_2324 Arca, e’ uno dei festeggiati, e festeggia come si deve.img_2328 Matilde che se la balla tra un fessurometro e l’altro.img_2329 Le 2 contendenti che brindanoimg_2330 Luna e’ depressa, e’ li’ che pensa, non si mangia, tutti cercano di acciaccarmi, ci sono dei rumori pazzeschi…ma che e’ l’inferno?!?img_2332 Matilde ha visto Vins passare il fessurometro regolato strettissimo, e’ sbalordita, ma non sconfitta!img_2333 Simone tra le belle.img_2340 Si continua a ballareimg_2341 …ed a strettoiare!img_2343 Marco cerca di convincere Luna che dopo tutto la festa non e’ malaccio. Luna pero’ non sembra convinta. Mi muovo a compassione, finalmente la prendo e la accompagno fuori. Rischio un colpo perche’ c’e’ uno sbalzo termico di almeno 20 gradi tra dentro e fuori. La accompagno alla macchina dove si accoccola elargendomi una occhiata di gratitudine.img_2346 La festa cresce, l’allegria la fa da padrone.img_2347Guardando bene si puo’ trovare Tommaso modello “urlo di Munch”, una chicca.img_2348 Matilde arriva in suo soccorso, ora va meglioimg_2349 La musica e’ talmente alta che ci si intende solo parlandosi all’orecchioimg_2351 Il DJ viene interpellato col linguaggio dei segni, e’ baraonda!img_2354 Anche allo stand bicchieri e gadget si balla. img_2356 Allo speleobar si lavora senza sosta ma sempre con allegria.img_2360 Mi lascio rubare la fotocamera e vengo ricompensato con questo scatto.img_2362 C’e’ ancora chi mantiene un certo contegno…img_2371…altri un po’ meno. Ma tutto fa festa!

img_2373Un attimo di suspence, che succede?
img_2375 Arriva la torta!img_2376 Eccola in tutta la sua bellezza. Auguri Buio Verticale. Auguri a tutti i “buioverticalizzatori”! Per meglio introdurre il festeggiamento, prima di spegnere le candeline viene intonato da tutti i convenuti un lungo e sonoro “I love you Johnny, I love you Texas”. Vi assicuro, uno spettacolo memorabile dal quale non mi sono potuto esimere dal partecipare con entusiasmo.img_2377Dopo i canti propiziatori, il momento solenne. Si spengono le candeline. Buon compleanno!img_2380 Mangiamo la torta, si ride, si scherza, insomma si continua la festa.img_2391 Foto ricordo con gli amici del gruppo speleo di Citta’ di Castello. Li ringrazio ancora per l’invito a fare una uscita assieme. Con Matilde e Vins come sponsor ci siamo ripromessi di organizzare. A presto! img_2397La sfida al fessurometro ancora impazza!
img_2398 Oramai e’ solo per strettoisti estremi. Pane quotidiano per Matilde e Vins.img_2405 Ecco Matilde che posa con Marco dopo aver vinto la sfida con Vins all’ultimo centimetro. img_2409 Si e’ fatta l’una del mattino. Resterei ancora ma non ho cuore a lasciare Luna troppo a lungo da sola. La festa e’ ancora in pieno svolgimento. Saluto chi posso e me ne vado a dormire. Domani, o meglio oggi, avro’ da guidare per il viaggio di ritorno.

Quando ci alziamo e’ giorno da un bel po’, ci prepariamo, lasciamo il B&B e la simpatica signora che lo gestisce. Andiamo al centro citta’ a procacciarci la colazione. Parcheggiamo in questa piazza. img_2412Avviandoci al piu’ vicino bar-pasticceria chiamiamo i nostri amici per fare insieme un po’ di turismo.img_2414I dormiglioni ancora non rispondono, ci avviamo per conto nostro.
img_2416 Gubbio e’ un po’ in salita, ma ce la possiamo fare.img_2420 C’e’ una bella vista.img_2421 Arriviamo alla piazza Grande.img_2425 Specialita’ locali.img_2429 Eccomi con gli occhiali da post-festa!img_2434 Ci siamo ricongiunti con i nostri amici!img_2437 Un amico per Luna.img_2439 Un bellissimo “coso” in ferro battuto.img_2445 Ed un altroimg_2446 Finiamo il giro pranzando a base di crescia con imbottiture varie e poi torniamo alla macchina img_2454Il momento dei saluti dopo 2 giorni intensi e bellissimi non puo’ essere allegro ma ce la sbrighiamo egregiamente. In breve trasbordiamo i bagagli di Vins nella nostra macchina, un ultimo abbraccio con Marco e Matilde e poi via. Al ritorno cerco di tenere una velocita’ moderata nei tratti con le curve. Vengo ricompensato dal placido ronfare del resto dei viaggiatori. E’ segno che non hanno sofferto il mal d’auto dell’andata! Anche Luna riposa quietamente. Tutto sommato anche io reggo bene tutto il viaggio, ho bisogno solo di una sosta “tecnica” e di un caffe’. Penso concordiate che questa lunga relazione possa aver fine qui. Alla prossima!

Pubblicato in amici, foto, gita, SCR, speleo, uscite | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Monte Cucco – 2° Compleanno Buio Verticale – 28/02/2015

Grotta Bravona – 21/02/2015

Sugli Ausoni con Maria, Gianni, Matilde ed io. Esplorate 2 nuove cavita’, la Grotta dei Pettirossi e Grotta Bravona.

Questa e’ una occasione particolare. Stavolta ho il piacere di ospitare la relazione di Matilde, quella di Gianni e quella di Maria. Ne sono molto felice.

Quella di Matilde credo sia la sua prima relazione a carattere speleologico, una vera chicca! Ve la presento subito in tutto il suo entusiasmo:

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Ausonia 15-05-2015

L’appuntamento è decisamente troppo presto per i miei tempi da lumaca, ma era da molto tempo che avevo una gran voglia di farmiun’uscita con Gianni e Maria sugli Ausoni alla ricerca di qualche nuovo buco da esplorare.

La sveglia suona, mi sbrigo per non far attendere come al solito il mio caro “ZiBibbo”. Così, come da accordi presi il giorno prima, alle 7.45 lo passo a prendere sotto casa!
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Ci salutiamo, pronti per questa nuova avventura e ci dirigiamo verso casa Mecchia dove incontreremo Gianni e Maria. Siamo li per le 8, carichiamo tutto sulla loro auto(io ovviamente dimentico alcune cose nella mia) e partiamo. Prima tappa? Ma che domande! La prima tappa si chiama COLAZIONE. Sia mai dovessimo arrivare deperiti…

Dopo aver riempito adeguatamente lo stomaco riprendiamo la marcia, direzione Fonte Santo Stefano dove ci attende un pozzetto da 5, da scendere e vedere cosa c’è sotto e la Chiavica del Cervaro, una grotta con un pozzo da 55 metri ancora in esplorazione.

Il viaggio è lungo, quasi due ore. Ovviamente prima di arrivare ci fermiamo in un altro bar per comprare qualcosa da mangiare e prendere un altro caffè.

Riprendiamo la marcia, la strada è meravigliosa: rocce enormi e ulivi nodosi ovunque. Ne rimango affascinata. Intanto rimbambisco Maria con una serie di domande sulla geologia alle quali trovo prontamente risposta!

dscf1657Arriviamo e parcheggiamo. Cambio al volo e via, su per un delizioso sentierino nel bosco che sembra incantato. Gli uomini si caricano tutti i sacchi pesanti e me ne lasciano uno solo, leggero leggero.. .che cavalieri! Camminiamo mentre Gianni e Maria continuano e spiegarmi un sacco di cose, così tante che neanche saprei ripeterle adesso! Il GPS ci guida fino alla “Vaginozza” (mannaggia mannaggia, chi mai gli avrà dato questo nome?) una buca con un pozzetto di 5 metri che ci apprestiamo a scendere. Gianni e Bibbo mi lasciano l’onore di scendere per prima. Scendo, poi arrivano gli altri. Mentre Gianni fa il rilievo Bibbo ed io cerchiamo una possibile prosecuzione. Il mio entusiasmo da novellina mi porta a spostare sassi grandissimi, e Bibbo asseconda questo mio entusiasmo e mi aiuta. Troviamo anche moltissime ossa tra cui il cranio di una capra/capretta/capriolo. Nessuno di noi è riuscito ad identificarlo, ma figuariamoci se Gianni rimane con il dubbio: lo fotografa perché ha intenzione di scoprirlo!

Maria intanto è fuori che ci attende, ma non è sola. Abbiamo arruolato una squadra di dolcissimi pettirossi per tenerle compagnia! Bivaccano sulla nostra corda come se nulla fosse e fanno conversazione con la nostra geologa di fiducia… chissà che cosa si saranno raccontati!!

Dopo un po’ di tempo (non saprei proprio quantificarlo) Gianni conclude il rilievo, mentre Bibbo ed io ci arrendiamo all’evidenza che non c’è prosecuzione.

Usciamo e ci dirigiamo verso la Chiavica del Cervaro.  Ma ci fermiamo dopo pochi metri a guardare un buco che aveva già notato Gianni l’ultima volta che erano stati in questa zona.

I nostri uomini spostano qualche sasso e subito si accorgono che tira parecchia aria. Promette bene!

Continuiamo con la “disostruzione” e in pochissimo tempo si apre l’ingresso alla grotta. Come al solito mi lasciano l’onore di entrare per prima. Scendo lungo uno scivolo di terra lungo pochi metri  e arrivo alla base. Alla mia destra c’è un pozzetto pieno di sassi, alla mia sinistra vedo subito che parte un meandrino. Non riesco a muovermi bene, ci sono moltissimi sassi e la mi testa sta per scoppiare. Cerco di ignorare il mal di testa , provo ad infilarmi nel meandrino, ma niente. Bibbo vuole entrare per fare un po’ di pulizia, quindi esco e lascio spazio all’esperienza del mio maestro! Mentre mi sdraio qualche minuto per cercare di combattere questo dannatissimo mal di testa vedo Maria-Hulk, per metà dentro al buco d’ingresso della grotta che sposta massi più grossi di lei. Forse questo mal d testa mi dà le allucinazioni…

Sento che Bibbo finalmente è riuscito ad attraversare il meandro ed è arrivato ad un laminatoio troppo stretto. Ovviamente ha bisogno della sua affusolata adepta perché quella dieta a base di fettuccine non lo ha ancora fatto dimagrire abbastanza …
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Mi faccio forza, entro. Mi allungo, attraverso il meandrino arrivo ad una nicchietta un po’ più spaziosa dove trovo Bibbo che tira sassi. Crede che oltre il laminatoio ci sia un pozzo di 10 metri circa. Ha deciso che devo passare. Provo ma non riesco. Ovviamente devo togliere il casco. Faccio un bel respiro e mi appello a tutte le nozioni di ostetricia che ho imparato (un corpo mobile in un canale rigido) e via…  devo dimagrire qui, sfinare qua.. ma ecco che son passata.  Trovo un appoggio sicuro per i piedi perché sono sopra un pozzetto (saranno cinque o sei metri)  e Bibbo mi ripassa il mio adorato casco blu (che in realtà è di mio fratello, diciamolo). Mi trovo su un piccolo pozzo, posso scendere in arrampicata. È un po’ scivoloso perché pieno di fango. Sono felice anche se purtroppo non molto in forze. L’adrenalina mi ha fatto passare il mal di testa! Mi guardo intorno, ci sono moltissime nicchiette promettenti, sia a destra che a sinistra, e arrivata in fondo ne trovo un’altra che prosegue verso destra. Risalgo e verso sinistra trovo un altro meandrino, piccolo piccolo con un altrettanto piccolo pozzetto/scivolo che dobbiamo controllare meglio perché pieno di sassi. Comunque comunico con Bibbo, decido di risalire. Ci parliamo ma non ci vediamo. Bibbo dalla sua parte trova una nicchietta che gli sembra più larga del laminatoio ( ci vuole poco!) ci vediamo. Provo a passare dalla sua parte ma il mio bacino non passa!  Sta dieta a base di fettuccine proprio non funziona…

Bibbo preso dalla foga decide di provare ad allargare. Che uomo! Nel tentativo di farmi passare mi da anche una mazzettata (termine tecnico) sul mignolo ma io sono fortissima, quindi per fortuna non mi fa niente! Mi arrendo.- “Bibbo, io passo di nuovo dal laminatoio!” –“ok”.  Lo Bibbo si alza e si accorge che proprio lì davanti ai suoi occhi c’è una bella sella e un buco, comodo comodo. Puoi anche starci in piedi. Ci entra dentro e appare  davanti ai miei occhi come un miraggio! –“che ci fai tu qui”? e ci abbracciamo! Il ricongiungimento è avvenuto e un abbraccio così spontaneo non poteva esser trattenuto!

Siamo lì, siamo insieme. Non posso che ignorare quel mal di testa e fargli strada. Gli mostro come scendere (come se non sapesse farlo da solo) e ci guardiamo di nuovo un po’ intorno alla ricerca dell’aria. Ce la siamo persa ma ci sembra che venga dalla nicchietta più in basso sulla sinistra. Dopo un breve giretto, torniamo su, attraversiamo quel bel passaggio e via verso il meandrino. Siamo fuori.

Usciamo e non ci sono Gianni e Maria. Dove saranno?

Mentre esploravamo la grotta loro due, indomiti cercatori di grotte, avevano girato per il bosco ed erano arrivati a trovare la grotta delle donne che da quello che ho capito, cercavano già da un po’.

Bibbo ed io recuperiamo il materiale sotto ad una leggera pioggia e da brava discepola chiedo al mio maestro di insegnarmi qualche nodo. Breve lezione di defaticamento e via, zaino (sempre quello leggero) in spalla ci dirigiamo di nuovo verso l’auto dove ci attendono Gianni e Maria, che già iniziavano a preoccuparsi. Da bravi speleo ci cambiamo sotto la pioggia (parte del mio cambio è rimasto a Roma). Qui inizia la ricerca del ristorante che fa le migliori fettuccine della zona, ricerca alla quale non partecipo perché nel frattempo mi addormento stremata  da un’influenza che sta arrivando… mi risveglio: Bibbo è in cerca delle fettuccine. È disperato, il ristorante è chiuso, ma Gianni e Maria, ormai esperti delle possibilità gastronomiche che offre la zona gli forniscono prontamente il numero di un altro ristorante, e Bibbo può tirare un sospiro di sollievo. Le fettuccine ci aspettano! Ma prima una tappa in farmacia è d’obbligo, una tachipirina è l’unica cosa che può rimettermi in sesto! I miei tre maestri mi accudiscono come una bimba, mi portano in farmacia e poi verso il ristorante, preoccupati per la mia salute. Ma sanno come farmi star meglio: bruschette, ricottina fresca e funghetti sott’olio e son pronta per le fettuccine! Mangiamo felici mentre mi diletto nel tentativo di disegnare pianta e sezione della nuova grotta sotto la guida paziente di Gianni. Finito il disegno Bibbo, come al suo solito esclama un “bravona!”, e così troviamo anche il nome di questa nuova grotta scoperta oggi. Grotta Bravona. Mangiamo proprio bene, chiacchieriamo e continuo a riempire di domande i miei pazientissimi maestri (so che ho finito il corso, ma sono dei veri e propri maestri per me)!

Torniamo verso casa. Nonostante non mi senta benissimo sono felice: è stata un’esperienza meravigliosa.

“La speleologia è fatta di molte cose” , mi hanno ripetuto in continuazione Gianni, Maria e Bibbo, ed è bellissimo per me scoprirlo. La speleologia è fatta di pozzi altissimi che un po’ spaventano e un po’ eccitano, è fatta di strettoie che sembrano impossibili dove devi trattenere il fiato e rimanere calmo, è fatta di esplorazione, di eccitazione ma anche di lunghe passeggiate alla ricerca di qualche buco, durante le quali potresti non trovare nulla (così mi raccontano, perché nella mia esperienza per ora ho avuto molta fortuna). Ma l’attività speleologica è fatta soprattutto di persone. È stato meraviglioso scoprire quanto si condivide senza parlare, con uno sguardo, semplicemente dando un morso al tuo panino! Ma se ho imparato qualcosa da questa esperienza è che il gruppo è un aspetto molto importante di questa attività: è come un puzzle dentro al quale ognuno mette suo tassello per poter formare qualcosa di grande!

Grazie Maria, grazie Gianni e grazie Bibbo.

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Con i ringraziamenti ecco terminata la bella relazione di Matilde.

A mia volta la ringrazio per avermi permesso di vedere anche con i suoi occhi la bella giornata vissuta assieme.

Con lo stesso spirito e’ un ulteriore piacere riportare anche la relazione scritta da Gianni. Considero sempre molto interessante vedere gli stessi eventi da piu’ punti di vista. Ecco quanto ci racconta Gianni:

Gianni

Ennesima puntata a Fonte Santo Stefano.

Presenti: Maria, Matilde, Bibbo, Gianni

Obiettivi del venerdì: Vaginozza e Chiavica del Cervaro

Scesi alla Vaginozza che come previsto chiude. All’interno trovate molte ossa di animali tra cui due crani cornuti di cui ho mandato le foto a Sirvia Mojiazza. Un breve tentativo di disostruzione ed esecuzione del rilievo e via. Le donne chiedono di cambiare il nome nel più romantico Pozzo dei Pettirossi (che se ne stavano tranquillamente sulla corda mentre noi eravamo dentro).

Ci siamo poi diretti verso la Chiavica del Cervaro, ma percorsi circa 30 m mi sono fermato a vedere un buchetto che avevamo visto anche l’altra volta, solo che adesso lo ho guardato meglio. L’aria proveniente dall’interno faceva muovere foglie e ragnatele e tolto un sasso si intravedeva un ambiente più largo.

Ci siamo fermati qui e abbiamo iniziato a togliere sassi e terra. In breve Matilde entra e continua la disostruzione. Poi entra caterbibbo e allarga tutto con l’aiuto di Maria. Nella saletta due possibili prosecuzioni: un pozzetto intasato e un basso meandro abbastanza libero. Matilde sceglie quest’ultimo e dopo poco scompare. E’ 3 m più avanti dove una bassa strettoia non vuole farla passare. Ma lei passa (Bibbo no, Gianni è fermo prima del meandrino). Scende in arrampicata un salto di 6 metri e si trova su una larga spaccatura con vari buchi da vedere e un forte mal di testa. Bibbo dopo aver scaricato un po’ di rabbia sulla strettoia che non lo fa passare e sulla mano di Matilde, decide di demolire a fianco creando un comodo bypass.

Controllati i buchi si torna soddisfatti alla macchina. Alla grotta è stato dato il nome di Grotta Bravona.  Tocca tornare per disostruire e fare il rilievo.

Mentre Bibbo e Matilde sono dentro, Gianni ha fatto in tempo a fare un giro e a trovare la segnalata Grotta delle Donne. Al suo interno, visto velocemente, è stato trovato un osso concrezionato, forse umano, e un cunicolo che continua.

Fine giornata alla Bottega di Capocroce, dove ormai fanno le fettuccine perché sanno che passa Bibbo.

Ciao Gianni

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Qui si conclude la relazione di Gianni.

Passiamo ora ai commenti di Maria sulla giornata trascorsa assieme, sintetici ma efficaci:

dscf1878dscf2544La mia impressione dell’uscita di domenica si potrebbe sintetizzare così: pochi ma buoni e soprattutto determinati.
Attività svolta: abbiamo passato una domenica a tirare fuori sassi da un buco in mezzo a un bosco. Difficile spiegare a qualcun altro che è stato divertente.

 

Comunque, partiti armi e bagagli con un obiettivo, il target  si è modificato nel corso della giornata dimostrando che il gruppo è dotato di grande flessibilità organizzativa e spirito di adattamento!

Per finire bene la giornata  abbiamo anche trovato una grotta nuova, quindi il festeggiamento finale ci stava tutto.
dscf1939Mi dispiace solo di non aver condiviso le esplorazioni con Angelo di Terracina, dato che è stato molto disponibile con noi la prossima volta bisognerà fare in modo di andare insieme a lui quando è libero.

 

Ciao a presto,
Maria

 

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E qui si conclude anche la relazione di Maria, che ringrazio.

Sono sicuro che non pensavate di cavarvela cosi’ a buon mercato, vero?!? Ora e’ il momento di sorbirvi la mia relazione e, come saprete, non saro’ breve! Non voglio tenervi sulle spine, andiamo ad iniziare senza ulteriori indugi.

La giornata inizia con la solita colazione in famiglia con Betta e tutta la “caneria” (sono in 3 stamattina!). Al rientro a casa ricevo la chiamata da Matilde, e’ arrivata a prendermi con la sua scalpitante C2 ed e’ anche in largo anticipo. Esco di casa di soppiatto e senza salutare, cosi’ magari Luna non si produce in ululati da cana abbandonata! Lo zaino come sempre somiglia piu’ ad un piccolo camper e si diverte a mortificarmi le spalle. Per fortuna il tratto da fare e’ brevissimo e posso scaricarlo in macchina con molto sollievo. Partiamo diretti verso l’ultimo appuntamento, quello che inaugurera’ ufficialmente l’uscita. Matilde con una punta di ansia mi chiede della colazione. La rassicuro che non mancheremo di fare la colazione “ufficiale” nell’ottimo bar vicino casa di Maria e Gianni, dove siano diretti. Quando arriviamo, i nostri amici sono gia’ scesi ed armeggiano con i bagagli attorno alla loro macchina. Siamo giusti giusti in 4 quindi andremo con una sola macchina, la loro. Portiamo alla macchina anche i nostri zaini ed incredibilmente riusciamo a stipare tutto nel portabagagli. Come promesso la tappa successiva e’ al bar. Consumiamo una parca quanto classica colazione a base di cappuccino e cornetto gentilmente offerta da Gianni e poi ripartiamo, piu’ sereni. La strada e’ la solita, se dovessi guidare io mi perderei sicuramente, pero’ riconosco i tratti di strada che percorriamo. Imbocchiamo la strada per CampoSoriano e quindi quella che porta al fontanile dei tritoni, ovvero Fonte Santo Stefano. Poco prima del fontanile accostiamo a sinistra ed iniziamo a prepararci. I nostri progetti per oggi prevedono l’esplorazione di un pozzetto trovato la volta scorsa insieme ad Angelo (speleologo locale di vecchia data e nostra guida per questi luoghi) e quindi la discesa del pozzo da oltre 50m della Chiavica del Cervaro per verificare di possibili prosecuzioni. Ma ora, dopo le anticipazioni di Gianni, torniamo a noi. Eccoci parcheggiati a fianco strada mentre terminiamo i preparativi. Fa freschino e minaccia pioggia ma siamo motivati e pronti a tutto. Unico neo e’ il forte mal di testa accusato da Matilde che purtroppo si portera’ appresso per tutto il giorno, tra tutti non abbiamo uno straccio di analgesico. Comunque, nonostante la sofferenza, evidenziata dai sorrisi meno luminosi del solito, la nostra esploratrice/strettoista si e’ dimostrata impeccabile e sempre molto attiva.

Dal mio zaino tolgo i vestiti da grotta ed inserisco il trapano con le batterie. Se prima era pesante, non vi dico ora!dscf2471 Gianni si incammina sul sentiero e noi lo seguiamo.dscf2475 Ecco la nostra esploratrice novella. In un mare di foglie e’ riuscita a trovarne una a forma di cuore, ci vuole intuito e predisposizione d’animo. La mostra con soddisfazione!dscf2476 Dopo un centinaio di metri di comodo sentiero Gianni ci segnala che dobbiamo abbandonarlo per iniziare a salire sul serio. Prendiamo un sentierino appena accennato che sale alla nostra destra. Il GPS di Gianni dice che mancano solo 85 metri. Omette di dire pero’ che gli 85 metri sono di dislivello! Arranchiamo per un bel tratto in salita, io per non sfigurare cerco di tenere il passo di Matilde. Gianni e Maria ci seguono al loro passo, lenti ma inesorabili. Ci fermiamo presso un buco pensando di essere arrivati ma Gianni ci urla che quello giusto e’ qualche metro piu’ in alto. Riprendiamo a salire ma stavolta sono per davvero pochi metri. E’ un buco nel terreno con un pozzetto a vista di circa 5m. Ci gustiamo qualche minuto di meritato riposo.dscf2477 Gianni in arrivo.dscf2478 Uno dei pettirosso curiosi ed intraprendenti che ci volano attorno mentre sistemiamo il necessario per scendere.dscf2483 Matilde in inedita versione esplorativa che parte.dscf2484 Anche Maria arriva e si predispone per darci supporto esterno alla bisogna.dscf2485Seguo Matilde, alla base del pozzetto di ingresso non troviamo molto altro. Abbassandosi leggermente si passa in un altro piccolo ambiente di lato. Sul pavimento tanti sassi sconnessi. Decidiamo di spostarne alcuni vicino alla parete di roccia. Matilde subito si attiva provando a cercare una prosecuzione. Eccola che scava nella frana alla base del pozzetto di ingresso.dscf2488Anche Gianni ci raggiunge per fare il rilievo. Per fare qualcosa anche io, mi arrampico fino al soffitto del piccolo ambiente adiacente il pozzo di ingresso dove stiamo cercando. Ne approfitto per fare una foto a Gianni e Matilde che proseguono negli scavi.dscf2493 Gianni sta aspettando gli esiti dello scavo prima di completare il rilievo.dscf2497 Iniziamo a trovare un mucchio di ossa, inizio ad immortalare quelle piu’ interessanti.dscf2498 Ecco altri “reperti”, qui di frontedscf2504 e qui di profilo!dscf2505Tante ossa e sassi dopo, dichiariamo chiusi gli scavi, Gianni completa il rilievo.dscf2509 Si esce, ecco il pozzetto di ingresso con Matilde che attende il suo turno per salire.dscf2514 Maria che ci immortala in uscita. Mentre ci aspettava fuori ha visto dei simpatici pettirosso appollaiarsi intrepidi sulla corda ad osservare il motivo di tutto il tramestio in questa zona del bosco solitamente loro dominio incontrastato. Maria e’ rimasta ben impressionata da loro e propone quindi “grotta dei Pettirossi” come nuovo nome per la cavita’ appena esplorata. La proposta ci trova tutti d’accordo. Gianni ci ricorda che bisognera’ sentire il parere di Ersimio quale coniatore del precedente nome, decisamente meno presentabile di quello suggerito da Maria.dscf2515Mentre sistemo la mia roba, potevo non fare una foto al bel capelvenere che incornicia l’ingresso?!?dscf2516 Matilde che esce portando con se uno dei teschi cornuti perche’ si possa fotografarlo meglio.dscf2522 Eccolo in tutta la sua magnificenza.dscf2527 Siamo tutti fuori, ricomponiamo gli zaini e ci predisponiamo a seguire Gianni che si dirige verso la prossima grotta.dscf2528 Gianni inizia a scendere mentre noi siamo ancora a completare gli ultimi preparativi togliendo la corda con la quale siamo scesi. Nel frattempo Gianni si e’ fermato all’altro buco, pochi metri piu’ in basso. Ha deciso di controllarlo con maggiore cura. Ci chiama con eccitazione nella voce. Ha spostato un sasso e quella che sembrava poco piu’ di una tana ha mostrato un saltino di un paio di metri. Ci sono parecchi sassi posticci ed e’ un  poco stretto, sembra ottimo per Matilde! Vedendo i sassi da spostare mi viene in mente che potrebbe essere utile il piede di porco, chiedo al resto della banda dove sia. Ne iniziamo la ricerca ma l’esito ci convince che lo abbiamo lasciato nella grotta precedente. Riprendo la corda e faccio un salto a recuperarlo. Ne approfitto per fare un’altra foto al bel mucchietto di ossa che abbiamo scavato cercando una prosecuzione.dscf2530 Riporto corda e piede di porco alla nuova grotta dove attrezziamo per la discesa. Matilde si avventura con l’attenta supervisione di Gianni.dscf2532 Eccola mentre si insinua in spazi esigui.dscf2533 Gianni le fa assistenza esterna mentre Maria si rifocilla.dscf2536 Io inganno l’attesa fotografando la bella formazione di funghi nel vicino albero.dscf2541 Nella grotta c’e’ un po’ di lavoro da fare ma lo spazio e’ poco e non posso essere utile. Vado a fare un piccolo giro, dovessi mai trovare qualche altro buco!dscf2543 Quando torno Matilde esce, ha fatto uno spazio che permette anche a chi ha una stazza maggiore di poter entrare a dare una occhiata. Mi imbuco, e’ ancora strettino per me, pero’ ci passo seppur con qualche mite imprecazione. C’e’ una possibile prosecuzione in orizzontale ma per il momento non e’ praticabile. C’e’ aria che arriva da li, quindi decido che e’ il caso di allargare ancora dove sono per poter poi scavare in avanti. Fuori dalla grotta e’ rimasta solo Maria. Gianni e’ via a cercare un’altra grotta segnalata le volte scorse (la “Grotta delle Donne”, da come leggo nella sua relazione!). Matilde si riposa un poco, il mal di testa non molla la presa e scavare pietre in posizioni scomode non deve essere di aiuto. Con il prezioso aiuto di Maria tiriamo fuori dei pietroni enormi. Alcune altre pietre, piu’ piccine, le ammasso di lato.dscf2544 La prima squadra, Matilde e Gianni, nel frattempo si rifocilla e recupera le forze.dscf2545 Ora ho recuperato un po’ di spazio, ci si deve abbassare e strisciare sotto una concrezione risalendo poi a seguire il pavimento di terra. Provo ad infilarmi ma il passaggio e’ ancora proibitivo. Manca poco, scavo ancora un poco di terra alla base del passaggio. Ritento. Sono in ginocchio e spingo indietro i piedi per farmi spazio e piegare il busto in avanti. Con una mano aiuto il casco che tende ad incastrarsi sulla parete di fronte. Infilo la testa nel passaggio, sistemo il braccio sinistro in avanti ed il destro lungo il corpo. Ora inizia il brutto. Mi spingo in avanti tentando di evitare che la faccia strusci contro la terra. Il casco non trova di meglio da fare che incastrarsi. Con una decisa imprecazione e uno strattone pero’ risolvo. Il petto passa, ora riesco a staccare la faccia dalla terra, gia’ meglio. Il croll si incastra, ma e’ solo terra, forzando appena appena passa pure lui. Oramai rimangono solo le gambe, sono dall’altra parte. Mascherando il fiatone per non fare brutta figura, annuncio a Gianni e Matilde la lieta novella. Dalla base del passaggio il cumulo di terra sul quale ho strusciato la faccia risale circa mezzo metro in un ambiente di poco piu’ di un metro di diametro. Di fronte a me si accede comodamente ad un altro ambiente allungato, quasi trasversale alla direzione attuale. Mi ritrovo davanti la faccia una bella ragnatela che si gonfia come una vela per la bella corrente d’aria. Di fronte vedo delle grosse radici che mi affretto a fotografare. Per vedere come prosegue la grotta devo purtroppo sacrificare la ragnatela. Nell’ambiente nuovo, quello allungato riesco a mettermi in ginocchio, la base e’ sempre di terra. Di fronte a me uno stretto laminatoio, io non ci passo ma probabilmente Matilde ce la puo’ fare. Esco e le lascio il posto.dscf2549Mentre Matilde esplora il laminatoio e vede il da farsi, io continuo il lavoro per rendere praticabile il passaggio precedente. Tolgo terra e sassi dal pavimento. Fatico un po’ ma ora mi sembra decisamente meglio. Torno a vedere come procede il lavoro di Matilde.dscf2550E’ ancora ferma davanti al laminatoio, e’ troppo stretto, ci si deve lavorare. Mobilitiamo Gianni e Maria per farci passare i ferri del mestiere. Gianni entra e si sistema alla base del primo pozzetto. Torno indietro verso di lui per prendere piede di porco, mazzetta e scalpello. Il pavimento del laminatoio sul lato destro e’ terra compattata. Lascio a Matilde il piede di porco e lei si mette alacremente al lavoro per creare un po’ di spazio utile al passaggio. Mentre lavora da quel lato io mi occupo di allargare ancora meglio la strettoia precedente e nel frattempo aggiorno Gianni su come procede il lavoro di Matilde. La nostra strettoista ci comunica che siamo pronti per un tentativo, forse non per passare, ma sicuramente per dare una occhiata a quel che ci aspetta dopo. Mentre le faccio assistenza, piu’ che altro morale, le faccio una foto per documentare quanto sia stretto lo spazio. Noto inoltre che la stalagmite che divide in 2 il laminatoio appare smangiucchiata. Sara’ stata utilizzata da qualche animaletto per affilare i denti?dscf2551 Anche Matilde, per il momento, deve arrendersi al laminatoio. Togliendosi il casco e’ riuscita pero’ a girare la testa verso la prosecuzione e ci comunica che vede un pozzetto non troppo largo ma comodamente praticabile anche senza corda. Le passo la fotocamera per immortalare quel che vede. dscf2552 Ecco quello che produce, vi presento il pozzetto.dscf2558 Un selfie, che ci sta sempre bene!dscf2561 Ancora il pozzetto da un altro punto di vista.dscf2564 Recupero la fotocamera e approfitto per fare una foto alla Matilde impacchettata mentre tenta di riguadagnare un posto comodo.dscf2571Visto che la grotta prosegue decidiamo che vale la pena scavare ancora per tentare il passaggio. Lascio la parte faticosa a Matilde poiche’ non c’e’ materialmente spazio per scavare insieme. Mentre lei lavora alacremente col piede di porco per scalzare la terra dal pavimento del laminatoio io mi guardo intorno. Noto, sulla parete di destra altri segni di “smangiucchiamento” simili a quelli che avevo visto poco prima sulla stalagmite nel laminatoio.
dscf2575 I segni sono in piu’ punti. Ne parlo con Gianni che e’ sempre in paziente attesa subito prima della strettoia a “puzzarsi” di freddo nella corrente d’aria proveniente dall’interno della grotta. Gianni dice che probabilmente si tratta di unghiate piuttosto che di segni di morsi. Ne discutiamo un poco ma poi rimandiamo il giudizio definitivo alla prova fotografica. Anche ora, guardando le foto, continuo ad avere l’impressione che possano essere segni di denti ma non ci scommetterei alcunche’ di prezioso. Chissa’ che non capiti qualcuno a leggere questa relazione e sappia dirci di cosa si tratta! dscf2578 Mentre io mi diletto con i segni sulle pareti c’e’ Matilde che finisce di lavorare sulla strettoia e si dice pronta a ritentare il passaggio. Ora che ha una idea di quel che la aspetta dopo la strettoia, le consiglio di provare ad entrare di piedi, potrebbe essere piu’ semplice. Svuota il taschino della tuta dandomi in consegna le batterie di ricambio e quindi parte. Anche se con qualche fatica ora sembra che riesca. In un paio di minuti annuncia esultante che e’ dall’altra parte. Raccomandandogli di fare attenzione le chiedo di andare a fare ricognizione dei nuovi ambienti. Mi dice che e’ sopra un saltino, e’ in grado di scenderlo senza difficolta’ in arrampicata. Non e’ sicurissima di riuscire a risalirlo. Le dico che in caso mi faro’ passare la corda da Gianni e faro’ in modo di fargliela arrivare. La sento allontanarsi. Ora dobbiamo urlare per continuare a sentirci. Mi dice di essere scesa un 5 o 6 metri e di essere in una spaccatura lunga circa 10 metri. Parte ad esplorare le 2 estremita’ della spaccatura. Con una punta di agitazione da parte mia perdiamo il contatto “vocale” per qualche minuto. Per ingannare l’attesa continuo a scavare via la terra dalla base del laminatoio sia per agevolare il rientro di Matilde sia perche’ ho l’intenzione di tentare a mia volta il passaggio. Matilde ritorna a portata di voce, mi descrive che a destra, “guardando” verso di me, pare esserci un meandrino. Parte per la direzione opposta, ora la sento ma piano piano. Intanto io aggiorno Gianni degli sviluppi. A sua volta Gianni mi comunica che fuori e’ iniziato a piovere bene e Maria si prepara a tornare alla macchina per evitare di inzupparsi. Rimanendo sempre in attesa di nuove da parte della nostra squadra in esplorazione inizio a prepararmi per tentare la strettoia. Mi tolgo tutto l’imbrago, spero possa essere la mossa vincente visto che Matilde e’ riuscita a passare nonostante imbrago e croll. Lascio la fotocamera a Gianni per evitare di massacrarla mentre cerco di passare. Mi infilo di piedi. Per i primi centimetri scorro via facilmente grazie all’ulteriore lavoro di sterro che ho fatto. Dopo pero’ trovo l’intoppo. Sul pavimento, circa a meta’ percorso, c’e’ una sorta di scalino. Mi sposto verso destra col busto e cerco una posizione migliore per i piedi. Ora riesco ad avanzare ancora una trentina di centimetri. Devo spostare la gamba sinistra perche’ la coscia e’ incastrata per una stalagmite al bordo del laminatoio. Arretro di qualche centimetro fino a trovare posto per tutte e 2 le gambe. Ora posso proseguire. Avanzo ancora qualche centimetro ma inizio a sentire il petto molto costretto, faccio un poco fatica a prendere fiato. Mi fermo qualche secondo a regolarizzare la respirazione. Cerco e trovo degli appigli per i piedi e le mani. Mi tiro avanti ancora per qualche centimetro. Ora si che sono ben compresso, ma se respiro con calma e senza forzare non avverto troppa difficolta’. Ancora qualche centimetro riesco a rubarlo ma incontro un altro intoppo, ho il bacino ai margini del bordo del laminatoio. Purtroppo non passa. Mi fermo ancora qualche secondo e poi tento di spostarmi lateralmente col bacino per saggiare la presenza di punti piu’ larghi. Non ho molta mobilita’ e non mi sembrano esserci punti migliori nelle vicinanze. Faccio un altro tentativo di forzare il passaggio del bacino ma una sensazione molto vicina al dolore mi convince a smettere. Rinuncio, devo lavorare ancora sulla strettoia o comunque studiarla meglio. Ripercorro all’indietro i preziosi centimetri cosi’ faticosamente guadagnati. Devo rifare al contrario, prima mentalmente e quindi in pratica, gli stessi movimenti e spostamenti laterali che avevo appena fatto per entrare. Sono quasi fuori quando Matilde torna dalla esplorazione. All’altra estremita’ della spaccatura ha trovato un punto dove forse c’e’ una continuazione, ma c’e’ da lavorarci. Ci sono vari punti interessanti che vuole tornare a vedere. La aggiorno a mia volta. Anche Gianni mi sente e mi avverte che inizia ad accusare il freddo. Tra un poco pensa di lasciare la sua postazione e andare a raggiungere Maria alla macchina. Gli rispondo sconsolato che non credo di riuscire a passare e quindi a meno di nuove eclatanti da parte di Matilde non credo faremo molto altro. Matilde annuncia che prosegue la sua ricognizione. Io mi dedico con passione al tentativo di allargare il passaggio del laminatoio. Mi dedico dapprima a lavorare il soffitto con la mazzetta per smussare alcune punte fastidiose. Tento di rompere anche lo scalino sul pavimento che e’ a meta’ circa della strettoia. Suona vuoto in quel punto ma non c’e’ spazio per imprimere forza alla mazzetta quindi mi devo ritirare col braccio dolente ed un nulla di fatto. Lavoro ancora a togliere terra dal pavimento piu’ avanti che posso. Non ho combinato nulla per migliorare il passaggio del bacino in fondo al laminatoio, pero’ magari ora riesco a manovrare di piu’ e a spostarmi per cercare altri punti piu’ larghi. Provo di nuovo a passare. Arrivo nella stessa situazione di prima, petto fastidiosamente compresso e bacino bloccato al bordo della strettoia. Sento Matilde che ritorna. Le chiedo se puo’ tornare vicino alla strettoia per darmi indicazioni. La sento che si avvicina ma non riesco piu’ a restare in quella posizione scomodissima. Torno indietro miseramente sconfitto per la seconda volta. Matilde arriva e la aggiorno, decidiamo che e’ quasi ora di chiudere e rimandare ulteriori azioni alla prossima volta. Nel frattempo Gianni, che ci ha ascoltato, ci  comunica che vista la situazione ha deciso per il “basta freddo” e prende anche lui la strada per la macchina. Salutiamo il nostro amico. Sono indeciso se fare un altro tentativo di passaggio con il suo supporto speleo-ostetrico di Matilde. Mentre decidiamo il da farsi, avviene il lieto imprevisto. Matilde si sposta lateralmente, alla mia destra, per vedere un piccolo anfratto al lato del laminatoio. Appena il fascio della sua luce si sposta di lato vedo un bagliore di luce in una fessura di un paio di centimetri sulla destra del laminatoio. In quel punto la strettoia e’ delimitata da un cumulo di terra alto fino a quasi il soffitto ma dietro si intuisce un ambiente piu’ ampio. Vedendo la luce, il ragionamento e’ presto fatto. Se riesco a levare tutta la terra magari ricavo un passaggio comodo. Avverto Matilde del tentativo ed inizio a scavare accanitamente. Nel frattempo Matilde esplora dal suo lato. Anche lei vede l’ambiente che vedo io ma per arrivarci sembra esserci un altro punto stretto da superare. Con la terra me la sbrigo in breve tempo, mi sembra abbastanza largo. Mentre mi sistemo per tentare il passaggio da quella parte, Matilde prova a passare la strettoia dal suo lato. In pochi secondi stavolta io passo, lei pero’ no. Ora siamo a portata di mano ma c’e’ una nuova strettoia che ci separa. Provo a passarla anche se gia’ so che se non c’e’ riuscita lei, c’e’ ben poco da fare. Recupero la mazzetta e proviamo ad allargarla di forza. Ad un certo punto rischio anche di menomare la nostra strettoista dandole una robusta mazzettata sul dito mignolo. Per fortuna il danno si limita ad un po’ di dolore e forse a un bel livido del giorno dopo! L’incidente causa una provvidenziale sosta. Infatti mentre mi dispiaccio dell’accaduto alzo gli occhi al cielo e…vedo la luce! Vedo la potente luce di Matilde filtrare anche dall’alto. Mi alzo in piedi ed ecco qua un comodo passaggio. La povera Matilde ha rischiato di sacrificare le sue mani per nulla. Con un “agile” passaggio atterro accanto a lei e siamo finalmente ricongiunti. Inizio ad accusare la stanchezza ma ora non posso fermarmi, devo assolutamente vedere quello che Matilde ha descritto finora. Scendiamo il pozzetto e andiamo verso destra. Mi mostra il punto che le sembra piu’ promettente, ci sono molte ossa di animale appollaiate in equilibrio su una piccola roccia. Restiamo un poco a “sentire l’aria” ma non ne avvertiamo. Gironzoliamo intorno a cercare altri punti interessanti. Uno in particolare sembra promettere qualcosa in fatto di aria ma e’ un buco nella roccia di un palmo di diametro. Dietro si vede un ambiente “vivibile” ma c’e’ da lavorarci. Tentiamo di allargare un po’ con la mazzetta ma senza concludere granche’. Controlliamo bene ogni anfratto ma non sentiamo altre fonti d’aria notevoli. Matilde si avvia per andare a vedere il meandrino dalla parte opposta ma la avverto che ora sono proprio in riserva, per me e’ il momento di uscire. Rimandiamo il meandro alla prossima volta. Per fortuna ora il passaggio del laminatoio e’ evitabile in maniera quasi banale. Nell’ambiente prima del laminatoio ora avverto nuovamente una buona circolazione d’aria, si deve tornare con qualcuno che fuma per cercare bene da dove proviene! Ripassiamo velocemente la ex-strettoia iniziale passandoci il materiale da scavo. Usciamo all’esterno dove troviamo ad attenderci la pioggia. Per fortuna non e’ molto intensa e gli alberi la filtrano parecchio quindi possiamo sistemare le nostre cose con calma. Sistemando corde e cordini ne approfitto per far vedere a Matilde un paio di nodi utili cosi’ che possa iniziare a prenderci confidenza. Per giunta mi prendo anche il tempo per una coloratissima, quanto sfocata, natura morta modello ipogeo.

dscf2582Potevamo andare via senza un selfie all’ingresso della grotta?!?dscf2583 Visto che nel selfie la grotta non e’ venuta proprio distinta rimediamo con questa.dscf2588 Iniziamo la discesa cercando di ripercorrere la strada dell’andata. La pioggia ha reso scivolosissimo il tappeto di foglie e ghiande sul terreno. Matilde ne cade letteralmente vittima, ma sempre in allegria.dscf2589 Eccola che riprende, sorridendo, la posizione eretta.dscf2591Intercettato il sentiero, arrivare alla macchina e’ questione di poco. Troviamo Maria e Gianni che si riparano in macchina. Iniziavano ad essere un po’ preoccupati per il nostro ritardo e Gianni stava per partire alla nostra ricerca. Diamo loro le spiegazioni del caso raccontandogli le nostre recenti avventure mentre ci cambiamo. Quando siamo cambiati e con gli zaini ricomposti si tratta di decidere come completare la giornata. E’ pomeriggio inoltrato ma non e’ ancora ora di cena. Si potrebbe rientrare a Roma ma personalmente detesto questa tristissima opzione. Alla fine i miei compagni di gita hanno pieta’ e si convincono per tentare la cena tutti assieme nonostante l’ora presta. Gianni si allontana a piedi nel tentativo di trovare abbastanza campo per telefonare ai possibili ristoranti della zona ma non riesce a comunicare. Oramai convinti per la cena procediamo spediti verso l’obiettivo. Tornati alla piana di Campo Soriano, nei dintorni della grotta-fogna che ho rilevato tempo fa, deviamo per il primo ristorante. Arriviamo che non sono ancora le 6 del pomeriggio. Visto che sono il piu’ motivato per la cena vengo designato all’unanimita’ come ambasciatore per cercare di estorcere un pasto fuori orario. Esco dalla macchina sotto la pioggia ed entro impavido nel ristorante. Torno quasi subito con le pive nel sacco. Mi hanno proposto dei panini! Relaziono i miei amici, decidiamo di telefonare al solito, affidabile ristorante a Capo Croce. Telefono io presentandomi come “quegli speleologi che vengono ogni tanto”. Dall’altro capo del telefono sento la voce del gestore, nonche’ cuoco, del ristorante che tituba alquanto. Senza cadere nel panico cerco di trovare argomenti a nostro favore affinche’ non dica di no. Alla fine rimaniamo d’accordo che ci aspetta per le 18.30 e mi assicura che trovera’ sicuramente qualcosa da cucinarci. Arriviamo al ristorante con largo anticipo e troviamo il nostro buon ristoratore che aspetta fuori fumando una sigaretta. Visto che c’e’ ancora tempo e che Matilde ha ancora con se il suo fastidioso mal di testa,  chiediamo al nostro sfamatore informazioni per una farmacia. Riceviamo indicazioni per trovare la farmacia a Frasso. Andiamo e torniamo, finalmente Matilde puo’ prendere una pasticca che la aiuti a debellare il dolore. Il resto del tempo trascorre lietamente tra un boccone e  l’altro. Tra l’antipasto ed il primo Matilde si ingegna a disegnare sul quaderno di Gianni il rilievo della grotta appena esplorata. Alla fine viene anche esortata a darle il nome. Poi comunque ci impegnamo tutti con mille proposte che vagliamo e via via scartiamo. Alla fine anche lei viene battezzata, decidiamo coralmente per “Grotta Bravona”. L’arrivo delle tanto desiderate fettuccine suggella degnamente il nome della grotta!fettuccineCapoCroce.jpg Il ritorno non ve lo racconto per nulla, mi sembra degno chiudere qui con il solito…alla prossima!

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Punta degli Stretti – 15/02/2015

Uscita di gruppo del CAI di Orvieto. Con Ginevra, Emanuele e Marco come graditi ospiti. A fare gli onori di “casa”, Giuseppe, Simone, Fabrizio, Matteo, Claudio ed io.

Andiamo a fare una gita a Orbetello, alla grotta Punta degli stretti, per la precisione. L’appuntamento per tutti e’ alle 9 allo spiazzo davanti la grotta. Claudio passa a prelevarmi a casa alle 7. Tra una chiacchiera e l’altra, non senza perderci un paio di volte, passiamo a prendere Matteo dalle parti della circonvallazione Gianicolense, non chiedetemi maggiori dettagli, che non ricordo! Quando arriviamo alla piazza dell’appuntamento, Matteo ancora non c’e’ quindi ci fiondiamo senza incertezze nel confortevole Bar-Pasticceria che troviamo nella piazza per un’ottima e rinvigorente colazione. Arriva anche Matteo e si unisce a noi. Completato il rifocillo torniamo alla macchina. Strada facendo esterno la mia sensazione di dejavu, ho infatti la netta sensazione di essere gia’ stato li’ in altre occasioni. Claudio ricorda che da quelle parti abitavano dei vecchi amici speleo, sara’ stato in occasione di qualche uscita con loro. Carichiamo i bagagli di Matteo e partiamo. Matteo, in quanto autoctono del posto ci guida verso l’Aurelia. Imbocchiamo quindi l’autostrada per Civitavecchia. Il tempo non sembra promettere bene, siamo letteralmente circondati da nuvoloni minacciosamente grigi. Passiamo il tempo facendo chiacchiera sul carnevale, sui prossimi impegni ipogei e chissa’ quanti altri argomenti che ora non ricordo. Ad ogni modo il viaggio in buona compagnia sembra sempre piu’ breve di quel che e’. Quando siamo vicini ad Orbetello contattiamo Simone. Anche loro sono nei paraggi, leggermente avanti a noi. Ci diamo appuntamento al primo bar. Dopo poca strada li troviamo, ci fanno segno agitando le mani. Facciamo conoscenza con i nostri eroici ospiti della gita di oggi, Ginevra, Emanuele e Marco. Salutiamo Simone e Giuseppe e quindi entriamo nel bar per un ulteriore razione di colazione.

dscf2292Dopo la dolce pausa riprendiamo le auto e ci dirigiamo alla grotta. Traversiamo Orbetello, e’ quasi deserta vista l’ora ed il periodo. Il tempo procede col suo costante peggioramento.dscf2296Claudio alla guida dscf2299 Matteo sui sedili dietro che dormicchia anche se mostra di avere gli occhi spalancati.dscf2300Arriviamo quindi all’istmo stradale verso Porto S. Stefano, rallentiamo la marcia per permettermi di immortalare il mulino e finalmente approdiamo allo spiazzo davanti la grotta. dscf2303Siamo in ritardo di almeno 20 minuti. Al buon Fabrizio, che doveva raggiungerci, avevamo detto: “guida sulla strada finche’ ci vedi parcheggiati”. Lui e’ stato puntualissimo, noi in ritardo, il risultato e’ stato che Fabrizio ha continuato a guidare fino a Porto S. Stefano! A quel punto certo che qualcosa non andasse e ci chiama. Rispondiamo dandogli prontamente indicazioni di tornare indietro e tentare nuovamente la ricerca. In pochi minuti lo vediamo arrivare. Ci concediamo un adeguato tempo per i saluti e quindi proseguiamo con i preparativi. Appena tiriamo fuori le nostre vesti grottesche, nemmeno a dirlo, inizia a piovigginare. Per fortuna Simone ha portato un mucchio di ombrelli. Ne faccio mio uno e continuo a prepararmi. dscf2304Simone, Giuseppe e Claudio iniziano ad armeggiare per gonfiare il canotto.dscf2307 Ecco il mitico Fabrizio che assiste alle operazioni di gonfiaggio del canottodscf2308Come  tradizione vuole, inizia a piovere sempre piu’ forte a mano a mano che procediamo con i preparativi. Matteo, Claudio e Fabrizio hanno messo la muta cosi’ potranno sguazzare liberamente nei laghetti della grotta ed alla bisogna assistere i nostri amici nei passaggi piu’ ostici. Io mi vesto da “grotta asciutta” perche’ sono reduce da influenza e non ci tengo affatto a bagnarmi. Siamo praticamente tutti vestiti e continua a piovere allegramente.  dscf2309Per ingannare l’attesa ed il freddo prendo il mio zaino e vado a vedere se l’ingresso dal lato del tunnel artificiale e’ sempre praticabile. dscf2310Il solito barcone abbandonatodscf2311Dove inizia il tunnel sembra tutto a posto. Visto che sono all’asciutto ne approfitto per indossare l’imbrago e poi ritorno indietro. I miei amici “canottieri” sono sempre impegnatissimi. Chiamo i nostri ospiti per portarli verso la grotta. Marco ed Emanuele mi seguono prontamente, Ginevra preferisce seguire l’operazione “canotto”. Si uniscono a noi anche Fabrizio e Matteo.  dscf2312Mentre ci avviciniamo all’ingresso, facendo appello alle confuse nozioni che ricordo, descrivo loro quello che ci troveremo davanti a breve. Entreremo dalla galleria artificiale che intercetta la grotta a circa meta’ della galleria stessa. Il primo tratto della galleria, non saprei dire in quali anni, ha ospitato un ristorante, ora e’ tutto in rovina ma ancora se ne distinguono i locali. Con Matteo facciamo delle edificanti foto sull’utilizzo dei bagni.  dscf2314 Ecco quel che rimane della sala principale del ristorantedscf2315 Matteo ha finito la simulazione e diligentemente simula il lavaggio delle mani.dscf2316Passata la sezione gia’ adibita a ristorante entriamo nella galleria, c’e’ ancora un tratto con residui vari e poi diventa finalmente una galleria abbandonata. A meta’ circa, come dicevo, incrociamo la grotta, a sinistra c’e’ l’uscita, a destra inizia subito il primo lago, quello del granduca. dscf2317 Un abitante in pianta stabile della galleriadscf2320Proseguiamo lungo la galleria fino in fondo dove c’e’ un portone a vetri a sbarrare l’accesso all’esterno. dscf2321Tornando indietro troviamo i “canottieri”. Le loro fatiche si sono risolte con un nulla di fatto per problemi tecnici con la pompa. Vuol dire che traverseremo il lago utilizzando le corde predisposte sulla parete destra del lago stesso. Questo e’ proprio l’ingresso al lago.dscf2322Per completare il giro turistico iniziale propongo di andare a visitare per primo il breve ramo che porta all’uscita. Piu’ che altro per non starmi a sentire, acconsentono un po’ tutti. Mi addentro per primo, per accedere ci si deve chinare un poco. Ricordavo, dalla volta scorsa, che fino all’uscita non c’era acqua quindi procedo senza curarmi troppo di guardare per terra. Dopo nemmeno 2 passi mi ritrovo coi piedi a mollo! Sono entrato in una pozza quasi invisibile per quanto e’ trasparente l’acqua. Faccio velocemente retromarcia notando con sollievo che le scarpe hanno tenuto alla imprevista immersione. Devo solo sorbirmi la presa in giro dei miei amici che pero’ si risolve con un paio di battute. Mentre mi ingegno a passare senza bagnarmi, gli altri, dotati di stivali di gomma e/o muta, passano tranquillamente nell’acqua. Dopo la pozza ancora pochi passi e si vede la luce dell’esterno. Ci affacciamo fuori ma solo per sentire le auto che sfrecciano sulla strada a pochi metri e la pioggia che sembra cadere sempre piu’ vigorosamente. La doverosa visita all’ingresso naturale della grotta l’abbiamo fatta. Torniamo indietro.dscf2324Ora possiamo proseguire ed affrontare impavidi il traverso sul Lago del Granduca. Quando il gruppone si riaffaccia al lago troviamo il traverso gia impegnato. Gli “usurpatori” sono dietro la curva e quindi non li vediamo. Scopriamo subito che altri non sono che Simone, Giuseppe e Ginevra, hanno approfittato della nostra visita dall’altra parte per iniziare il passaggio del traverso. Claudio si bagna nel lago inaugurando la giornata di lavoro per la muta. Matteo taglia corto e si tuffa in acqua sguazzando allegramente sotto lo sguardo inorridito di tutti noi. dscf2326 Mentre attendiamo che Simone e Giuseppe finiscano di passare aiutando Ginevra, inganniamo l’attesa con qualche foto nel buio del lago.dscf2327 Eccone un’altra, si vede poco ma altre non ne ho!dscf2332Simone&Co sono arrivati a meta. Marco ed Emanuele, intervallati da noi altri, impegnano a loro volta il traverso. Marco se la cava senza particolari problemi, Emanuele ha qualche difficolta’ ma col nostro aiuto le supera.  dscf2336Arriviamo tutti, piu’ o meno indenni, sull’isolotto al centro del lago. Manca da affrontare un breve attraversamento d’acqua per ritornare alla sponda del lago in corrispondenza della prosecuzione della grotta, il meandro di destra, per la precisione. I nostri neofiti amici passano l’ostacolo acquatico senza troppe difficolta’ visto che hanno gli stivali di gomma. Io indugio cercando un modo per non bagnarmi. Per mia fortuna qualcuno ha lasciato una scala di ferro poggiata orizzontalmente sulle rocce, a mo’ di ponte. E’ molto arrugginita e posizionata in maniera posticcia ma decido di fidarmi e la affronto stando attento che non si ribalti e ad eventuali cedimenti strutturali. dscf2340Riesco a passare indenne e mi metto in fila per il passaggio successivo che e’ un poco impegnativo. Bisogna entrare stendendosi in avanti e poi ruotare le gambe verso destra per infilarsi in un buco che da sul meandro dove prosegue la grotta. Il tutto e’ complicato dal fatto che il meandro e’ allagato e quindi ci si deve assicurare con la longe mentre si esce dal buco e quindi proseguire seguendo il traverso su corda. Non so se la spiegazione rende l’idea ma posso assicurare che e’ un passaggio ben atletico per chi e’ alle prime armi. I nostri amici comunque se la cavano egregiamente. Simone fa capolino dal passaggio mentre finisce di dare indicazioni per il passaggio. Giuseppe e’ gia’ oltre.dscf2342 Ginevra affronta impavida il passaggiodscf2346 E’ andata.dscf2349 E’ la volta di Marcodscf2352 Per ultimo passa Emanuele poi li seguo io. Il resto della banda ha optato per il passaggio in acqua.dscf2354 Continuiamo lungo il meandro allagato facendo un po’ di esercizio di arrampicata per evitare di bagnarci.dscf2357 Proseguiamo per il meandrodscf2359 Alcuni passaggi sono complicati se non ci si vuole bagnaredscf2362 Una sequenza di simpatici passaggi che ci portano a percorrere il meandro fino al lago Egizio. Non vi tedio con troppe descrizioni e lascio che siano le foto a parlare dscf2364 dscf2366 dscf2367 dscf2370 dscf2372 dscf2374 dscf2378 dscf2380 dscf2383 dscf2384 dscf2385 dscf2388 dscf2396 dscf2399 dscf2401 dscf2405 dscf2407 Eccoci finalmente al lago Egizio. Matteo approfitta per fare il bagno.dscf2411 Claudio si butta anche lui per rinfrescarsi e dare una pulita alla mutadscf2412 I belli al bagnodscf2416 Ed il folto pubblico che li osserva.dscf2421 Fanno anche del nuoto sincronizzato ma sbagliano completamente la sincronia!dscf2425 Foto di gruppo dell’inclito pubblicodscf2427 Pappa time! Fabrizio tira fuori la frittata di pasta. E’ solo la prima portata! Matteo approfitta, ma anche io non mi tiro indietro.dscf2429 Claudio si e’ rinfrescato ed e’ contento.dscf2430 Ognuno cerca un posticino dove rifocillarsi in pace.dscf2431 Matteo fa il morto a galla nel lago.dscf2432 Il pasto prosegue per Emanuele. Fabrizio schiaccia la pennichella post-prandiale.dscf2438 Quattro chiacchiere per digerire prima di affrontare il ritorno.dscf2440 Si torna indietro.dscf2444 Scorcio di Ginevra!dscf2446 Angolino della concrezione.dscf2447 Passaggio atletico di Ginevra che se la ride.dscf2449 Siamo di nuovo al lago del Granduca, ci manca solo l’ultimo traversodscf2454 Ginevra che passa l’ultimo traverso mentre Fabrizio cerca di capire dove ha messo il casco!dscf2456 Siamo fuori, siamo fortunati, ha smesso di piovere.dscf2458 L’aria tutto sommato e’ piacevole, non fa troppo freddo.dscf2459 Alla spicciolata arrivano tutti ed iniziano a cambiarsi.dscf2462 Buon ultimo arriva Giuseppe a chiudere la fila.dscf2464 Quando siamo pronti ripartiamo in macchina alla volta di Orbetello, abbiamo intenzione di mangiare qualcosa prima di intraprendere il viaggio di ritorno. Facciamo una rapida sosta per un paio di foto.dscf2466 Si tratta giusto di un paio perche’ subito dopo la fotocamera mi segnala che la batteria e’ finita e poi si spegne.dscf2468Ad Orbetello, tra le maschere di carnevale che ci girano attorno, troviamo una pizzeria aperta dove facciamo un gustoso spuntino. Simone e Claudio si danno manforte l’un l’altro e mangiano un buon numero di fritti, tra suppli’, arancini e crocchette. A quanto ne racconteranno ne subiscono pesanti conseguenze, le prelibatezze mangiate terranno loro compagnia molto a lungo! Completiamo il pasto invadendo un minuscolo chiosco nella piazza per un caffe’ e poi riprendiamo la strada per le macchine. E’ arrivato il momento dei saluti. Baci, abbracci e tanti buoni propositi di rivederci presto con i nostri nuovi amici. Ora le nostre strade si dividono, Claudio, Matteo ed io torneremo a Roma, tutti gli altri hanno come meta Orvieto. Anche questa bella “aggrottata” si e’ conclusa felicemente. Arrivederci presto, alla prossima!

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Erebus – 25/01/2015

Allegra, numerosa  e proficua uscita all’Erebus. Abbiamo fatto esplorazione del nuovo tratto di grotta utilizzando il supporto delle radio. Una squadra decisa e compatta formata da Carla, Federica, Matilde, Vincenzina, Fabrizio, Filippo, Giuseppe, Matteo, Maurizio, Simone ed io.

Questa uscita l’abbiamo preparata a lungo ed e’ “costata” lo scambio di migliaia di messaggi per metterci tutti d’accordo e per racimolare il materiale necessario. Un grazie a Claudio per averci prestato il proprio pur non potendo venire! Fabrizio, il nostro radiologo di fiducia, ha provveduto in autonomia a tutta la faccenda radiologica ed ha trovato anche il tempo per apportare miglioramenti alle sue apparecchiature. Il resto del materiale e’ venuto, parte dei gruppi, parte da quello personale un po’ di tutti. Alla fine, quando il sabato precedente la nostra uscita volgeva al termine, ci scambiavamo gli ultimi messaggi al momento della composizione degli zaini. Soprattutto io cercavo aiuto per scoprire cosa stessi scordando mentre per l’ultima volta rifacevo mentalmente la lista del materiale necessario e di quello preso. Nonostante una certa aspettativa per l’uscita, riesco a dormire sodo fino alle 7 per poi prepararmi e andare a consumare la consueta colazione “familiare” al bar vicino casa. Rientriamo che mancano pochi minuti alle 8, orario in cui ho appuntamento sotto casa con Maurizio, Federica e Vincenzina. Anche questa volta e’ l’ottimo Maurizio a fornirci di un passaggio con la sua macchina. Lo attendo al varco davanti casa e lo fermo per caricare il mio immane zaino. Maurizio ha gia’ recuperato Federica, Vincenzina arriva col suo fido motorino con appena un paio di minuti di ritardo. Quando siamo tutti e 4, partiamo alla volta del bar “bello” di Settebagni per consumare la colazione “di gruppo”. Svolgiamo questo compito rapidi e decisi per poi ripartire per l’ultima tappa, abbiamo appuntamento col resto della banda alle 9, a S. Oreste. Arriviamo con 5 minuti di ritardo e troviamo che sono arrivati quasi tutti. Manca solo Matilde. Mentre la aspettiamo andiamo a prendere qualcosa al bar ’41, un buon caffe’ ci sta tutto per stemperare la temperatura esterna. Arriva anche l’uragano Matilde portando la solita ventata di allegria.

Una carrellata di foto della nostra invasione del bar. In primo piano Simone un po’ rattrappito dal freddo e Maurizio che degusta il caffe’.dscf2019 Qui, partendo da destra abbiamo Filippo, Carla ed il nostro radiologo, Fabriziodscf2020 E ancora, Matteo, lo strettoista della nostra allegra compagnia. Al bancone c’e’ Matilde che tenta di mantenere sveglia Vincenzina, ripresa di spalle.dscf2021Torniamo con calma alle macchine facendo una rapida incursione alla pizzeria, alcuni per approvvigionamento, altri, come me, per un goloso spuntino. Ora siamo tutti, siamo “caffettati” e “pizzati” a dovere, urlo al gruppo che e’ ora di andare altrimenti si rischia di uscire tardissimo. Pian pianino i capannelli spontanei di chiacchiera si disfano ed entriamo in azione. Spostiamo tutta l’impressionante mole di bagagli nelle 2 macchine deputate a salire, ci inzeppiamo anche noi dentro e partiamo. Quando arriviamo al solito parcheggio troviamo il pienone di auto. Si sente rumore di qualche macchinario, staranno facendo lavori all’eremo. L’aria e’ sempre pizzicante, ci cambiamo svelti ed iniziamo a verificare il materiale che dobbiamo portare, non puo’ mancare una bella foto in posa modello “Charlie’s Angels”, decidete voi chi siano gli angeli!dscf2023 Tutti pronti? Ancora una foto e partiamo. Abbiamo zaini in abbondanza per tutti, Federica e Carla non lo sanno e quindi sono ancora sorridenti!dscf2028Arrivati in vetta incontriamo un gruppo di scout, approfittiamo di uno di loro per farci scattare qualche foto. dscf2030 Eccoci visti piu’ da vicino, tanti, decisi e cattivi!dscf2032 La passeggiata fino all’ingresso e’ poi questione di poco. Appena arrivati, il nostro radiologo inizia a sistemare il campo per ospitare tutti i marchingegni necessari alle trasmissioni, via radio e via telefono. Matteo posa per una foto accanto all’apparecchio per telefonare. Vuole utilizzare quanto inventato da Fabrizio per produrre delle pubblicazioni scientifiche che, dice, sicuramente gli varranno il nobel. Quindi questa e’ destinata a diventare una foto storica!dscf2036 Giuseppe, molto piu’ pratico, si scalda utilizzando uno zaino come punching-balldscf2038 Vincenzina e Matilde, piu’ pacificamente, si scaldano con un abbraccio ed un sorrisodscf2040 Iniziamo ad andare. Come e’ oramai tradizione per primo parte Simone per l’armo. Filippo e Matteo lo seguono per portare il necessario e dargli una mano. Carla si cala dopo di loro.dscf2041 Segue un agguerritissimo Mauriziodscf2042Subito dopo parte Federica con il mandato di controllarlo affinche’ non si metta nei guai! dscf2044 Nel frattempo le operazioni di allestimento della sala radio proseguono senza sosta.dscf2047 Dopo le verifiche che tutto l’apparato per le radio funzioni a dovere Fabrizio ci fa un ultimo spiegone sulle modifiche che ha fatto alle apparecchiature dall’ultima volta e quindi un rapido ripasso sull’utilizzo di radio e del telefono. Ci annotiamo sul taccuino da rilievo un paio di numeri di cellulare che proveremo a chiamare una volta sul fondo. Dopo gli ultimissimi preparativi il buon Fabrizio ci consegna il nuovissimo zaino con dentro filato il cavo che dovremo stendere. E’ un nuovo tipo di cavo, molto piu’ sottile del precedente (per chi ha seguito l’evoluzione di questo metodo, siamo partiti un paio d’anni fa alla grotta del Pretaro con un cavo da 6,5 mm, la volta precedente all’Erebus con un cavo da 5 mm, oggi utilizzeremo un cavo da soli 3,5 mm) . Infatti nello zaino ce ne entrano comodamente ben 200 metri con un peso veramente irrisorio. Oggi verificheremo sul campo se anche questo cavo ha  caratteristiche adatte all’utilizzo con la tecnologia sviluppata da Fabrizio. Molto cavallerescamente affibbio il compito di stendere il cavo a Matilde e Vincenzina. Per l’appunto ecco Matilde che parte con il sacco al seguito.dscf2048 Un primo test delle radio e’ doveroso.dscf2052Si prepara a partire anche Vincenzina, a lei il delicato compito di portare il DistoX fino al fondo, io rischierei di frantumarlo. Giuseppe ancora aspetta paziente.dscf2054 Eccola che scende, oramai l’Erebus e’ la sua seconda casa.dscf2055 L’UTE (Ufficio Telecomunicazioni Erebus) con le sue apparecchiature pronte ed il suo  responsabile in trepida attesa di poter sovraintendere alle comunicazioni ipogee.dscf2057 Inizio a scendere anche io, Giuseppe si prepara, chiudera’ la fila.dscf2058 In un men che non si dica arriviamo alla seconda, comoda, strettoia passando il cavo. Tutto funziona regolarmente. Cerco di fare una foto di gruppo in un attimo di sosta, si vede solo Matilde ma penso possa bastare.dscf2063 Svicolo saltando la fila e scendo il pozzo successivo andando ad incontrare di nuovo Carla che attende il suo turno per proseguire.dscf2068 E’ Federica o non e’ Federica? Ma si che e’ Federica!dscf2078 Tanto per farla complicata dico a Matilde di passare il cavo nei pertugi piu’ impraticabili, devo dire che si districa velocemente e senza problemi. Eccola che fa capolino per passare il cavo dove le indico, lontano da dove potremmo calpestarlo malamente.dscf2082Simone, Filippo e Matteo stanno iniziando ad armare l’ultimo pozzo. Noi siamo ancora un poco indietro rispetto a loro ma c’e’ da prendersi un momento di calma per non ammucchiarci tutti nello stesso posto. Un Maurizio in un momento di particolare splendore, una foto se la merita proprio.dscf2084 Ancora Matilde che sistema il cavo in un punto impervio.dscf2086 Blocco Vincenzina per rubarle una posa.dscf2092 Dietro Vincenzina compare Matteo, forse stanco di stare avanti e’ tornato nelle retrovie.dscf2093Avanziamo lenti ma costanti. Matilde con una meravigliosa sacca d’armo in evidenza (e’ la mia!) posa alla base del saltino prima dell’ultimo pozzo.dscf2096Federica ci rimprovera perche’ non abbiamo armato un passaggio un poco esposto. Rimediamo alla buona, mi incastro tra lei ed il possibile pericolo. Ora siamo tutti alla partenza dell’ultimo pozzo. dscf2100 Faccio in tempo in tempo a fotografare Carla mentre scende.dscf2103 Ecco ancora Carla impegnata nella discesa.dscf2108 Mentre scendo anche io sento i ragazzi che ci precedono che si preparano a passare la strettoia. In particolare Filippo si cimenta, ma ha ancora indosso l’attrezzatura e deve abbandonare. Quando arrivo nei pressi della strettoia tutta la mia pazienza svanisce, non vedo l’ora di passare. Mi costringo ad aspettare Matteo perche’ passi per primo e faccia assistenza agli altri. Nel frattempo mi libero di tutta l’attrezzatura e mi tolgo l’imbrago. Completo la svestizione cedendo la fotocamera a Matilde e Filippo. C’e’ ancora da aspettare un momento, faccio uno spuntino e bevo un goccio di sbobba. Con Filippo facciamo un rapido inventario delle attrezzature, di chi portera’ cosa e quello che ci fara’ a breve. Mi sembra tutto a posto. Per Matteo, quando arriva, il passaggio e’ di una facilita’ disarmante, lo vedo sgusciare dall’altra parte con una punta d’invidia perche’ per lui il passaggio e’ addirittura largo. Mi preparo mentalmente e poi mi infilo a mia volta. Matilde ha preso saldamente possesso della fotocamera e mi riprende in una lunga sequenza di foto per tutto il passaggio. Ve le mostro.

La preparazione “spirituale”, il tempo di una foto.dscf2110 Fino a questo punto nessuna difficolta’, ora bisogna trovare la giusta posizione, sistemare le braccia e trovare gli appigli.dscf2113 La posizione c’e’, chiudo gli occhi per evitare di tirarmi “polvere di stalattite” negli occhi.dscf2114 Anche gli appigli li trovo, Matteo mi da’ indicazioni.dscf2115 Questo e’ il punto critico, c’e’ da trattenere un poco il fiato e comprimere il trace, ma nulla di particolarmente fastidioso.dscf2116 Sono praticamente passato, se possibile il passaggio mi e’ sembrato molto piu’ semplice della volta scorsa.dscf2117 Risollevo il busto e cerco appoggio per i piedi, sono ufficialmente in zona di esplorazione!dscf2118 Segue qualche minuto di attivita’ concitata. Grazie all’assistenza di Filippo, sia Matteo che io recuperiamo le attrezzature. Arriva anche la mazzetta e quindi il trapano, la sacca d’armo e le corde.

Il buon Filippo mentre fa avanti ed indietro per passarci il materiale.dscf2120 Matilde imperversa con la fotocamera!dscf2123 Ancora passaggio materiali, in primo piano ci sono i piedi di Filippo, sul fondo Matteo che recupera quanto viene passato.dscf2126 Da questo momento in poi ci sono 2 filoni separati di eventi, uno prima della strettoia documentato con le foto di Matilde e l’altro, dopo la strettoia, che vi racconto a parole tra pochissimo. Ci siamo organizzati cosi’, mentre io sarei andato avanti ad armare, Matteo e Filippo sarebbero rimasti a lavorare alla strettoia con l’intento di allargarla quanto basta per passare tenendo indosso l’imbrago. Detto questo, eccoci alle foto. Filippo durante uno spuntino, probabilmente in una pausa durante lo scavo congiunto con Matteo.dscf2128 Giuseppe sullo sfondo e Simone quasi di spalledscf2129 Filippo mentre scava e Simone, ancora di spalle, che documenta.dscf2130 Carla attende pazientedscf2133 Vincenzina sorride per nascondere l’impazienza di passare oltre la strettoia.dscf2134 Finalmente simone!dscf2135 E un selfie di Matilde che assolutamente non poteva mancare.dscf2137 Ma cosa succede dall’altra parte? Mentre Matteo inizia la sua collaborazione di lavoro con Filippo, mi infilo nuovamente l’imbrago e sistemo l’attrezzatura. Mi approprio della sacca d’armo, del trapano, degli attacchi e delle corde. Sembro un attaccapanni. Approfittando della collaborazione di Matteo metto il primo fix proprio alla partenza del pozzo, al centro della frattura. Sistemo la corda e scendo pulendo la via da sassi pericolanti. Arrivo nel primo ambiente dopo una decina di metri. Sono sopra il buco di circa 2 metri di diametro da cui ci si immette nella seconda parte della discesa. Mi fermo sopra il buco a mettere un altro fix e poi proseguo. Scendo, spostandosi lateralmente sulla sinistra si aggira un sassone piatto (da togliere o mettere in sicurezza la prossima volta perche’ al ritorno si muoveva).  Scendo ancora qualche metro, sono sopra il “nero” dove mi ero fermato la volta scorsa. Che emozione! In questo momento sono solo con la grotta, avverto segni di attivita’ sopra di me ma sono come un rumore di fondo che non sento veramente. Mi godo fino in fondo questo momento.

La corda da 25 m con la quale sono partito e’ praticamente finita. Sondo col martello la parete di fronte a me, nonostante sia ricoperta da concrezione sembra ben compatta. La sistemo un poco e pianto 2 fix, il pozzo li merita tutti. Recupero la corda da 35 e sistemo la partenza del pozzo. Mi raggiunge Filippo, mi parla per aggiornarmi ma sinceramente non ricordo cosa abbia detto, sono ancora nella mia tranquilla bolla ipogea. Inizio la discesa, Filippo mi avverte che la corda tocca a circa meta’ pozzo, in corrispondenza di un leggero cambio di inclinazione della frattura. Risalgo a sistemare un deviatore. Trovo un armo naturale non propriamente solido pero’ magari la sollecitazione di una leggera deviazione la sopporta, in caso lo aggiusteremo in seguito. Mentre faccio inversione, complice l’elasticita’ della corda, mi ritrovo la maniglia impicciata contro il moschettone di rinvio, risolvo in breve, ma arriva comunque prontamente la bonaria battuta di Filippo a sottolineare la buffa situazione. Riprendo la discesa, per il momento il deviatore lavora egregiamente. Arrivo al fondo, avverto Filippo che mi guardo in giro per trovare un punto dove ripararmi dai sassi prima di dare la libera. Mi giro verso l’altra parete e controllo. A sinistra non sembra esserci alcunche’ di notevole. A destra, dove termina la frattura, si intravede un buco. Vado a verificare ed intanto, visto che sono ragionevolmente fuori dalla verticale grido la libera a Filippo. Lo sento che inizia a scendere mentre guardo se ci sono prosecuzioni. Sono un poco deluso, forse c’e’ qualcosa ma c’e’ da lavorarci assai. Arriva Filippo, mi raggiunge e gli indico quello che sto osservando. Lo lascio a meditare e mi allontano per dare uno sguardo in giro. Sto camminando sulla attuale base della frattura che e’ composta da massi di crollo di buone dimensioni. Guardo per terra, ci dovesse essere una prosecuzione coperta da uno dei massi. Mi cade l’occhio su un buco di una decina di centimetri, dietro e’ nero, ma proprio nero, la luce della mia frontale non riesce ad illuminarne che pochi centimetri. Mi inginocchio per guardare meglio ed automaticamente cerco un sasso delle dimensioni adatte. Intimo il silenzio a Filippo e lascio andare il sassetto. Scende! In pratica sono inginocchiato sulla partenza di un pozzo. Sposto un primo sasso, ora si vede bene, e’ sempre la frattura che continua uguale a se stessa per ancora una decina di metri e poi…ancora il buio. Con Filippo iniziamo a spostare con metodo i sassi piu’ grandi. In 2 riusciamo a muoverli a malapena ma siamo determinati a riuscirci. Alcuni, troppo grandi, li dobbiamo lasciar cadere giu’ con gran fragore. Abbiamo appena terminato di sgomberare un comodo passaggio che ci raggiunge un eccitatissimo Matteo. Quando vede la prosecuzione ci chiede di poter scendere per primo. Accettiamo, a patto, gli dico, che pulisca per bene dai sassi pericolanti mentre scende. Mi assicura che lo fara’ e continuiamo a fare quanto serve per proseguire. Misuro se quanto rimane della corda da 35 basti per scendere. Sembra di si, pero’ serve un altro deviatore. Trovo un solido e comodo attacco naturale proprio nei pressi dell’imbocco del pozzo. Prendo in prestito un cordino da Matteo e completo il deviatore. Diamo la via libera a Matteo che si fionda alla corda ed inizia la discesa. Mentre scende mi sostituisco al deviatore per poterne regolare la lunghezza. Matteo arriva alla base del pozzo, ci grida che ce n’e’ ancora un altro da scendere. Molto bene, peccato che abbiamo finito le corde! Gli dico di mettersi in sicurezza che scendo anche io. Inizio la discesa ed e’ subito chiaro che gli oltre 30 kg di differenza di peso tra Matteo e me rendono necessaria una ulteriore regolazione del deviatore, che tristezza! Mi fermo un attimo e faccio operare Filippo. Quando il deviatore e’ finalmente a posto continuo la discesa. Per scrupolo controllo anche io che non ci siano pietre pericolanti. Mi prende quasi un colpo quando sfioro un sasso di ragguardevoli dimensioni e lui mostra evidente predisposizione a precipitarsi giu’. Riesco a tenerlo fermo con una gamba mentre urlo a Matteo di mettersi al coperto il piu’ possibile. Per fortuna c’e’ una rientranza nella parete dove puo’ mettersi al sicuro. Lascio cadere il sassone con gran fragore ma senza danno. Intimo a Matteo di non muoversi che devo continuare a pulire, sono un po’ preoccupato per lui e anche contrariato che non abbia controllato come si deve. Quando lo raggiungo sfogo l’ansia facendogli le mie rimostranze. La finisco li’, anche per il poco che lo conosco sono sicuro che l’episodio gli sia servito da lezione. Scende anche Filippo ma siamo sempre senza corda mentre il pozzo sotto di noi ci irride. Non e’ disarrampicabile. Filippo ricorda che avevamo una corda in piu’ lasciata sopra il pozzo da 20 sopra la strettoia. Comunichiamo le novita’ via radio agli altri e chiediamo loro se possono recuperarla e portarla giu’. E’ notevole che la radio funzioni ancora, il cavo e’ almeno 40 metri sopra di noi. Fa piacere sentire il nostro radiologo di punta sempre vigile ed attento. Tra una chiacchierata sia via radio che tra noi, aspettiamo pazientemente. Ogni tanto ci arriva un aggiornamento via radio. Carla ha passato la strettoia ma si e’ fermata la’ in attesa della corda. Maurizio e Federica si sono occupati del recupero della corda. Mentre aspettiamo, Matteo si incuriosisce di una frattura, adatta solo a lui, che sembra proseguire in direzione opposta al pozzo da scendere. Sempre via radio ci arriva la lieta novella, la corda e’ arrivata alla strettoia. Giuseppe la sta portando giu’. Ancora via radio imploro che mi venga portata la fotocamera, sono in crisi d’astinenza! Maurizio ci avvisa che inizia a risalire verso l’uscita con Carla e Federica. Nel frattempo ci raggiungono Matilde,  Vincenzina e Simone. Finalmente arriva anche l’imperturbabile Giuseppe e riprendo possesso della fotocamera! Ricomincio subito subito ad imperversare con Matilde e Vincenzina che si riparano nella frattura esplorata da Matteo durante l’attesa della corda.dscf2139 Giuseppe, nostro salvatore poiche’ ha portato la corda e la mia fotocamera!dscf2141Proseguo imperterrito fotografando una primizia di stalattite.dscf2142 Armiamo il pozzo da scendere su un attacco naturale, stavolta lo scendo io per primo. C’e’ poco da fare, e’ abbastanza pulito a parte un velo di fango scivolosissimo. Una volta a terra inizio a guardarmi intorno mentre gli altri mi raggiungono. Siamo sempre nella frattura. Alla base non ci sono prosecuzioni evidenti. Ai lati si sale qualche metro. Sulla destra potrebbe esserci qualcosa, ma e’ stretto. Mentre arrivano gli altri approfitto per immortalarli. Ecco Simone. dscf2146 Tento una foto alla frattura senza flash, e’ poco comprensibile, ma suggestiva.dscf2159Appena arriva giu’, indirizzo Matteo verso il lato destro della frattura dove ci sono possibili prosecuzioni impraticabili per un non strettoista. Anche lui prova ma deve desistere. Simone intanto esplora l’altro lato ma anche lui trova nulla di interessante. dscf2161 Vincenzina fa la sua parte controllando che il fondo della frattura non ci stia nascondendo passaggi.dscf2170 Ora tocca a Matilde scendere.dscf2173 Una infilata di speleo, in ordine, Vincenzina, Matilde e Simone.dscf2177Qualche concrezione. Sembrano impacciate, ma tenete conto che e’ la prima volta che posano per una foto!dscf2181Matilde che sfoggia un sorriso furbetto mentre Giuseppe se la chiacchiera con Simone.dscf2185 Ora sono “fotocamerato” quindi costringo i miei amici a posare per innumerevoli foto. Faccio un po’ di esperimenti. In questa non c’e’ il flash, Matteo ha la luce spenta mentre Vincenzina e Matilde la tengono accesa e puntata verso l’obbiettivo.dscf2190 La stessa di prima ma con il flash.dscf2191 Con il flash ma le luci spente.dscf2192 Di nuovo, senza flash, Matilde e Vincenzina hanno girato le luci per non puntarle direttamente sull’obbiettivo. Matteo viene un po’ scuro, ma gli dona!dscf2198Una occhiata all’orologio ci convince che se vogliamo uscire in giornata (ovvero prima di mezzanotte!) e’ opportuno che noi si inizi a tornare indietro. Tra l’altro dobbiamo anche fare il rilievo. Facciamo un briefing radiologico con Fabrizio. Rimandiamo il test sul recupero del nuovo cavo per la radio, decidiamo infatti che lo lasceremo per poterlo utilizzare la prossima volta. Mentre il resto della banda inizia la risalita fino alla strettoia, ci attrezziamo. Impugno il fido quadernetto, affido il DistoX a Vincenzina. Matilde chiudera’ la fila per il disarmo fino alla strettoia. Presi i punti alla base del pozzo, inizio a risalire e aspetto le mie amiche scattando foto. Inizio con questa del pozzo appena risalito.dscf2199 Dietro la partenza del pozzo c’e’ un anfratto dove riposano dei tenerissimi broccoletti. Approfitto di loro imperversando con la fotocamera.dscf2203 Anche questo gruppo di concrezioni dall’aspetto piu’ maturo non sfuggono al dovere di cronaca.dscf2206Provo ancora con le tenerezze ma puntando ai particolari.dscf2211 Anche se fuori fuoco meritano di essere viste.dscf2216 Chi ci precede risale facendo attenzione a non tirare sassi a chi segue ma ogni tanto una “breccola” (ovvero sasso in romanesco!) parte. Matilde e’ la piu’ bersagliata e se ne prende una sulla mano ed una sul ginocchio. Anche io non mi lamento, un paio mi sfiorano ed uno mi fa suonare il casco come una campana. Mentre aspetto scatto la foto che vedete, non chiedetemi cosa sia perche’ non sono riuscito a capirlo!dscf2219 Vincenzina mi raggiunge, proseguiamo col rilievo ed aspettiamo Matilde.dscf2224Si tratta di una serie di pozzi quasi tutti sulla stessa verticale quindi tra un punto e l’altro c’e tempo. Lo inganno cercando concrezioni simpatiche da fotografare.dscf2231 Vincenzina che arriva alla partenza del secondo pozzo, a risalire.dscf2236 Un sorriso ci sta sempre bene, anche mentre anche lei litiga con l’elasticita’ della corda che le ha intrappolato la maniglia contro il moschettone del deviatore.dscf2239 Ci raggiunge anche Matilde e proseguiamo col pozzo successivo. A mezza via trovo la sorpresa che il deviatore posticcio e’ saltato. Giuseppe, che ora e’ sopra di me, alla partenza del pozzo, ha recuperato il cordino e lo ha portato con se. Mi fermo ad osservare la corda, non sembra aver sofferto, la prossima volta troveremo una soluzione definitiva. Quando arrivo su trovo ancora Giuseppe che ha appena terminato di recuperare del materiale. Ci mettiamo in contatto con Fabrizio per comunicargli che stiamo staccando l’antenna dal capo terminale del cavo. Fabrizio ci ricorda che dobbiamo provare il telefono. Ci passa il numero di Claudio cosi’ potremo fargli un po’ di invidia in diretta! Seguendo le indicazioni di Fabrizio proviamo a chiamare ma il telefono non da’ segni di vita. Con pazienza controlliamo tutti i collegamenti e riproviamo piu’ volte. Alla fine Fabrizio controlla l’apparecchio esterno, ne ricava che non c’e’ piu’ segnale, per questo il telefono e’ muto. Rassegnati salutiamo Fabrizio e riponiamo tutto. Approfitto ancora della radio per chiedere che qualcuno ci attenda dopo la strettoia per il disarmo del resto della grotta. Giuseppe parte verso la strettoia. Con Vincenzina continuiamo a prendere i punti per il rilievo poi mi metto comodo e aspetto che risalga. Intanto immortalo dal basso l’ultimo salto, quello che affaccia sulla strettoia.dscf2245 L’arrivo di Vincenzina, possiamo riprendere con il rilievo.dscf2250 Ancora pochi punti per il rilievo. Vista anche l’ora tarda ci fermeremo alla strettoia. Ora dobbiamo “solo” passarla. Mi tolgo gli attrezzi ma non l’imbrago, il pettorale ed il croll. Filippo mi ha raccontato di essere riuscito ad allargare parecchio e voglio tentare il passaggio senza svestirmi completamente come all’andata. Ad osservarlo mi sembra il buco fetido di sempre ma ho fiducia in quel che mi ha detto Filippo. Se noi ultimi 3 riusciamo a passare con l’imbrago addosso, risparmieremo almeno mezz’ora. Probabilmente l’unico in dubbio sono io. Provo. In effetti passo facilmente, la strettoia non sembra piu’ lei. Quando ne esco mi trovo davanti proprio Filippo ed approfitto per fargli i complimenti per il lavoro fatto. Con l’aiuto di Vincenzina recupero lo zaino e mi rimetto addosso gli attrezzi. Vincenzina passa alla grande, lo stesso dicasi per Matilde. Sistemiamo i materiali da portare fuori, riponiamo il fido DistoX e ci prepariamo a salire verso l’uscita. I nostri amici hanno ascoltato i miei appelli radiologici e ci hanno aspettato per completare il disarmo fino all’uscita. In cuor mio li ringrazio, mi prendo lo zaino ed inizio la risalita. Come al solito lo zaino non collabora e durante la salita fa comunella con i broccoletti. Ad ogni pedalata devo dividerli mentre si abbracciano con forza. Non risparmio loro qualche mala parola! Arrivato alla partenza del pozzo mi accingo ad una paziente attesa, meglio aspettare ora gli altri, al calduccio in grotta che dopo, fuori, esposto al vento gelido della notte. Una stalattite cattura la mia attenzione, e’ curiosamente “smangiucchiata”, chissa’ cosa ha dovuto subire la poveretta.

dscf2254 Spunta Vincenzina, litiga un po’ nello stretto ma e’ tutto a posto, sta prendendo le misure alla grotta.dscf2261 Arriva anche Matilde, soddisfattissima. Dallo sbuffo di fango in faccia si potrebbe pensare che ha appena addentato una concrezione, tanto per fare uno spuntino!dscf2263 Natura morta di grotta con zaino.dscf2264 Continuiamo a risalire senza perdere contatto con i disarmanti. Siamo praticamente fuori, mancano i soliti 4 pozzi.dscf2266 Matilde mentre fa capolino dalla strettoia a fessura. Proprio ora la fotocamera decide di farmi uno scherzo. Non so bene cosa combino, pero’ la maledetta entra in “modalita’ silenziosa” e non riesco a convincerla ad uscirne.dscf2268Nello “smanazzare” la fotocamera i tutti i modi possibili ne esce fuori anche un selfie di dubbia qualita’. Nulla da fare, la fotocamera si e’ intestardita nella sua silenziosita’. Di per se’ non avrei nulla in contrario, si sa, il silenzio e’ d’oro. Pero’ quando e’ silenziosa, la fotocamera si astiene anche dall’utilizzare il flash e questo e’ decisamente fastidioso.dscf2284 Costringo Matilde ad una lunga sosta mentre le scatto migliaia di foto tra un tentativo e l’altro di farla funzionare meno silenziosamente. Quando pero’ la vedo pronta a darmi una capocciata “amichevole” capisco che e’ ora di rinunciare. Ripongo quindi la fotocamera e la lascio a riposare fino alla prossima uscita.dscf2288Ci chiamano via radio chiedendo nuove circa l’orario d’uscita. Siamo a 3 pozzi dall’uscita, calcolo ottimisticamente una ventina di minuti. Esco come primo del gruppetto di coda ma gli altri mi seguono a pochi minuti. Fuori e’ freddo ma tollerabile. Naturalmente chi e’ fuori da parecchio oramai e’ quasi surgelato. Non voglio immaginare il freddo patito dal nostro eroico radiologo che e’ ancora sul posto. Alcuni, tra cui Federica, hanno fatto a tempo ad andare alla macchina, cambiarsi e tornare indietro per dare una mano nel trasporto del materiale. Giuseppe anche se e’ uscito da parecchio e’ rimasto con Fabrizio e oramai balla dal freddo mentre aspetta noi ultimi. Non ricordo se sul momento li ho ringraziati o l’ho solo pensato. Lo faccio pero’ ora con tutto il cuore. Grazie!

Siamo tutti fuori. Sistemiamo le ultime corde, carichiamo gli zaini in spalla e partiamo per le macchine. La breve camminata e’ utile per riprendere un po’ di calore. Adesso lo spiazzo e’ sgombro, sono rimaste solo le nostre macchine. Recupero le mie cose e vado a rifugiarmi nell’androne dell’eremo, al riparo dal vento. Sono le 9 ma decidiamo che dobbiamo comunque andare a cena assieme per concludere degnamente la giornata. Federica si occupa di chiamare Alessandro al Campanile. Ottime notizie, ci aspetta. Terminiamo di cambiarci, avere addosso abiti asciutti e’ il solito inestimabile piacere. Ognuno ricompone il proprio bagaglio e partiamo.

Come sempre Alessandro non delude le nostre aspettative e tra una forchettata di pasta ed un bicchiere di vino festeggiamo degnamente il nuovo fondo dell’Erebus e la bella compagnia con cui questa avventura si e’ svolta.

Alla prossima!

Pubblicato in amici, esplorazioni, foto, ristorante, SCR, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Erebus – 25/01/2015