Jenne – 8/05/2014

Palestra di roccia e grotta dell’Inferniglio con gli alunni di Mario nel cuore della alta valle dell’aniene. Con Barbara, Alessandro, Daniele, Fabio, Salvatore, oltre naturalmente a Mario e 3 suoi colleghi di cui, chiedo perdonanza (detta alla “Catarella” di Montalbano!), non ricordo il nome, il mitico e giovanissimo Achille, 16 scatenatissimi alunni mariensi ed io, e non ultima Luna.

Visto il numero elevato di aspiranti speleo ci siamo divisi in 2 gruppi. La mattina un gruppo e’ andato alla grotta dell’Inferniglio ed il secondo ad esercitarsi in parete. Il pomeriggio si sono scambiati i ruoli. Luna ed io siamo rimasti quasi sempre alla parete tranne per un rapido salto all’ingresso della grotta. La sera ci siamo ritirati presso l’Ostello/Ristorante Lescuso di Jenne per la cena.

Da un lato una alzataccia ed un ritorno a tarda notte, dall’altra una stupenda giornata in un posto meraviglioso ed in ottima compagnia. Il tutto e’ stato coronato da una cena buona ed allegra, quasi non si poteva desiderare di meglio!

Ma ecco “qualche” foto che vi illustrera’ la bella giornata…
L’arrivo a Jenne. Arrivano i nostri – 1
DSCF6530Arrivano i nostri – 2 DSCF6531Doverosa pausa colazione al bar in piazza DSCF6532Lunga la strada per il nostro luogo di cimento si incontrano sorgenti
DSCF6533 Esploratori all’imbocco del Piccolo Inferniglio DSCF6537Il Piccolo Inferniglio fa il suo ingresso
DSCF6538Spiazzo da cui partire per andare al Piccolo inferniglio DSCF6539Area pic-nic con vista sull’Aniene
DSCF6546Ancora il simpatico spiazzo con tanto di tavoli DSCF6548I nostri allievi della mattina si preparano per cimentarsi con la parete DSCF6549 Ancora preparativi DSCF6550 E ancora DSCF6551 Tanti preparativi DSCF6552 Ma anche qualche foto DSCF6553Gruppo impavidi pronto! DSCF6556 Ecco l’ostile pareteDSCF6557 Riunione preliminare per uno spiegone sulla attrezzaturaDSCF6558Prove pratiche di maniglia DSCF6560Ripasso DSCF6562Della serie, attendo impaziente il mio turno DSCF6563Chi scende DSCF6564E chi sale DSCF6565Fido istruttore alla sicura multiplaDSCF6566Chi attende approfitta del bel sole per rilassarsi DSCF6567 Come si sta bene al sole! Ma intanto ferve l’attivita’DSCF6568Ecco gli arditi che faticano sulla rupe DSCF6569Ultime raccomandazioni prima di affrontare il cimento DSCF6570Ancora uno sguardo verso chi resta beato al sole
DSCF6571Arrivo degli eroi dell’Inferniglio
DSCF6573Ancora esploratori “infernigliferi”
DSCF6574Ma le attivita’ in parete continuano
DSCF6576Un neo-speleo soddisfatto all’arrivo del suo primo frazionamento
DSCF6577Primo piano con vista dei colleghi al riposo
DSCF6579Ancora un’altra, visto che ci siamo
DSCF6581La momentanea riunione dei 2 gruppi
DSCF6583L’attivita’ in parete ferve
DSCF6587Ma anche alla base non si scherza
DSCF6589Arriva anche l’ultimo buon diavolo dell’Inferniglio
DSCF6590Cambio della guardia
DSCF6591Ultimi volontari del primo gruppo
DSCF6593Sbrighiamoci che l’Inferniglio non ama attendere
DSCF6594Luna si chiede: “ma uno spuntino, no?!?”
DSCF6596Il secondo gruppo pensa di poter riposare, non sa quanto sbaglia
DSCF6597Ancora gli ultimi ritardatari del primo gruppo
DSCF6600Ma son bravi e meritano ancora qualche scatto
DSCF6601Chi e’ su in cima e chi alla base
DSCF6603Particolare dal basso
DSCF6604Accanimento nel particolare
DSCF6605Cambio soggetto
DSCF6606Finalmente la vestizione dei nuovi arditi
DSCF6608Mentre si continua alacremente a lavorare in parete
DSCF6609Senza rinunciare per questo ad una bella foto di gruppo
DSCF6616Qualcuno e’ pronto?
DSCF6617Eccoci!
DSCF6621Ma senza scalmanarsi troppo
DSCF6622Si sale di nuovo
DSCF6623e si attende al sole
DSCF6624Scambio di impressioni
DSCF6625Mentre in parete si fatica
DSCF6626selfie con scalatori in parete
DSCF6627Il mitico Achille
DSCF6628Ancora lui impegnato nella salita
DSCF6629Eccolo mentre si aggiusta il casco
DSCF6630Ora e’ il momento che anche le insegnanti imparino
DSCF6633Davanti ad un folto pubblico
DSCF6634Ma intanto anche i ragazzi si impegnano
DSCF6635Parecchi, ma non tutti.
DSCF6636C’e’ anche chi si gode un meritato riposo
DSCF6637Luna ed io ci prendiamo una pausa e facciamo una passeggiata fino alla grotta
DSCF6638Ci avviciniamo
DSCF6642Eccola, quasi
DSCF6644Si e’ proprio lei
DSCF6647Luna non sembra convinta
DSCF6650Dentro tanta umidita’ ed un forte rumore d’acqua scrosciante
DSCF6651Chissa’ dove sono i nostri amici?
DSCF6654Luna sentito il rumore dell’acqua consiglia una ritirata, decorosamente veloce
DSCF6655Ritorniamo alla strada
DSCF6656Sulla strada del ritorno
DSCF6658Ecco qualcuno dei nostri amici in visita all’Aniene
DSCF6659La giornata puo’ dirsi conclusa, ci spostiamo verso il ristorante
DSCF6660Aspettando il resto del gruppo
DSCF6662Il mio cellulare fa le bizze
DSCF6664Lo lascio al suo destino e con Luna andiamo a fare un giro nei dintorni
DSCF6666Finalmente ci siamo tutti ed inizia la cena
DSCF6670Tutti pronti? Buon appetito!
DSCF6671Ancora un momento per una telefonata
DSCF6673Finalmente tutti con le gambe sotto il tavolo. Luna sotto il tavolo ci sta per intero.
DSCF6674Fine cena con digestivo e spettacolo canoro
DSCF6675Confesso che il ritorno in macchina e’ stato impegnativo ma un piccolo sforzo val bene una bella giornata. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a renderla tale!

Come sempre, alla prossima!!!

 

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Forra di SantoPadre – 1/05/2014

In forra nei dintorni di Fontana Liri con Stefano, Claudia, Emilio, Veruska, Fabrizio, Laura, Marco, Paola, Stefano ed io.

Un I° Maggio diverso dal solito in una divertente forra vicino Ceprano. Non sono riuscito a ritrovare la strada fatta nemmeno con l’aiuto di Maps quindi vi lascio un estratto di quanto trovato sul sito del GSGT sul quale potrete consultare le indicazioni complete:
“Dall’uscita per Ceprano dell’autostrada A1 si raggiunge l’abitato di Arce e, da qui, si seguono le indicazioni per Santopadre. Prima di arrivare al paese girare a sinistra per Fontana Liri. Dopo due chilometri circa si arriva ad un piccolo slargo sulla destra con una fermata dell’autobus da cui si diramano due strade, prendere quella in discesa a sinistra. In breve, superato un ponticello, si arriva all’altezza di un’abitazione in corrispondenza di una strada sterrata sulla destra, prima ancora di raggiungere la ferrovia, dove è possibile lasciare la prima auto. Ritornare indietro sulla strada per Santopadre e, una cinquantina di metri prima dell’incrocio per Arce, una strada asfaltata la quale, dopo tre tornanti, incontra un piccolo ponte da cui inizia la forra.”

Piantina

La forra e’ divertente anche se a tratti invasa da folta vegetazione e da tronchi di alberi crollati che impacciano un poco la progressione. L’acqua non e’ propriamente limpida ed ogni tanto si sentono odori poco simpatici ma tutto sommato nulla di eclatante. Eravamo in 10 e l’abbiamo percorsa in circa 6 ore senza particolare fretta, abbiamo impiegato quasi piu’ tempo a cercare i punti di arrivo e partenza.

Stavolta ho avuto un passaggio da Claudia ed Emilio, causa concertone del I° Maggio ci diamo appuntamento in zona “neutra”, alla fermata della metro di piramide alle 7.30.DSCF6051

Il piazzale deserto val bene una foto!DSCF6052Dopo esserci trovati andiamo all’appuntamento con il resto della banda al bar “fico”.DSCF6053Ci compattiamo armi e bagagli in 3 macchine, Marco viene in macchina con noi, gli altri si stipano nelle macchine di Stefano e Fabrizio. Il viaggio e’ lunghetto ma tra una chiacchiera ed un pisolo mi ritrovo a quello che pensiamo essere il punto di uscita dalla forra.DSCF6056Non siamo sicurissimi sia il posto giusto, andiamo a cercare indicazioni. La strada e’ chiusa causa frana,DSCF6060la passiamo andando fino ad un podere piu’ in giu’ dove riusciamo a capire che siamo al punto giusto e che il sentiero che cerchiamo e’ poco piu’ su di dove si interrompe la strada.DSCF6061Torniamo ad aggiornare gli altri, a visionare il sentiero di uscita DSCF6069e poi ci cambiamo.DSCF6082Quando siamo pronti risaliamo in macchina semi-nudi ed andiamo al punto di partenza, questo lo troviamo piu’ facilmente.DSCF6091Eccoci adeguatamente vestiti.DSCF6095L’ingresso alla forra.DSCF6103All’inizio si cammina tra la vegetazione seguendo il corso dell’acqua.DSCF6113Senza particolari difficolta’.
DSCF6114Un elfo in muta!DSCF6115Si arriva ad uno scivolo.DSCF6118Che scendiamo senza problemi.DSCF6119Finalmente il primo salto.DSCF6124Qualcuno lo salta, ma decidiamo comunque di armare con la corda.DSCF6130Ecco la discesa.DSCF6144E ancora discesa.DSCF6147Marco e Stefano sono gli ultimi.DSCF6162Ecco anche Stefano.DSCF6172Salto in 2 tempi, uno…DSCF6184…e 2!DSCF6185Ancora rovi.DSCF6190E ancora…DSCF6193Ma ecco che siamo quasi il salto successivo.DSCF6195Stefano e’ il volontario per l’armo.DSCF6201Si ferma a frazionare.DSCF6203Poi scendo io e mi fermo ad immortalare i miei amici.DSCF6206Ecco una discesa…DSCF6216…e un’altra…

DSCF6225…Dopo il frazionamento…DSCF6227…ancora una discesa.

DSCF6229Ecco, buon ultimo, il disarmante Stefano!DSCF6239Ricominciamo con rovi e sterpi.DSCF6241…ancora…DSCF6244…e ancora…DSCF6249…e ancora, ma con pattume…DSCF6251Passaggi arborei.DSCF6254Siamo ad un altro salto, piccola pausa approfittando per qualche foto.DSCF6264DSCF6265DSCF6267Tutto qua il salto?DSCF6272Salvatore? No Fabrizio!!!DSCF6274Discesa acrobatica in ambiente ostile!DSCF6278Salvatore di mestiere in azione.DSCF6288Mimetizzazione…DSCF6294Discesa tra le acque turbolente…DSCF6301DSCF6308Pausa per una foto!DSCF6314Ranocchio.DSCF6318Saltino.DSCF6323Ancora un salto da armare.DSCF6326Relax pre-discesa.DSCF6339Via una!DSCF6340Intanto si scherza.DSCF6341Ma poi si fa sul serio.DSCF6347Ma tocca proprio proprio a me?!?

DSCF6349In cerca del principe intanto baciamo il rospo che non si sa mai! Tranquilli, poi pero’ lo ritrova!!!.DSCF6362Discesa.DSCF6366Alacre sentinella.DSCF6369Ancora discesa tra le acque impetuose!DSCF6377Arrivo del disarmante…DSCF6391Ancora alberi e ramaglie varie.DSCF6394Un salto parzialmente ostruito da alberi crollati.DSCF6395Ma passiamo anche questo senza problemi.DSCF6401Un saltino da saltare.DSCF6407Senza parole.DSCF6407_1Saltiam…DSCF6407_2…e vai!DSCF6407_3Ma dai!DSCF6407_4Ci siamo.DSCF6407_5Toboga divertente, ma attenti alle caviglie!DSCF6424Ancora toboga.DSCF6428Lezione di compostezza, la classe non e’ acqua!DSCF6433Arriviamo ad un bel saltone.DSCF6446Stefano va in avanscoperta.DSCF6448Emilio dopo il salto si gode la scena.DSCF6451Cedo la fotocamera a Veruska per farmi immortalare.DSCF6488Altro toboga.DSCF6490Quasi quasi me lo salto…DSCF6491Ancora rami.DSCF6498E alberi caduti prima dell’ultimo salto.DSCF6504Ultimo salto sfocato.DSCF6507Laghetto dell’ultimo salto.DSCF6509Imbocco sentiero uscita.DSCF6514Un po’ di salita, dopo tanta discesa non guasta e riscalda i muscoli.DSCF6516Foto ricordo tra uno spuntino ed un piovasco.DSCF6524Sosta al bar a Fontana Liri.DSCF6526Bella forra e bella la compagnia. Spero che tutti abbiate passato un Buon I° Maggio, e, alla prossima!!!

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Gola dei Ronci – 25/04/2014

In forra tra Castel Madama e Vicovaro Mandela con Maria, Max, Veruska, Fabrizio, Claudia, Emilio, Laura, Luisa, Danilo, Roberto, Fabio ed io.

Visto che trovare ingresso ed uscita dalla forra non e’ stato semplice ho cercato di rintracciare meglio possibile alcuni dei luoghi su Google Maps. Ho segnato le coordinate dei luoghi principali. Magari saranno utili, insieme alle indicazioni che scrivo raccontando, a chi avesse voglia di ripetere la nostra gita:

  • Parcheggio Partenza: 42.022841 , 12.851986
  • Partenza Forra (approssimativo, ma c’e’ il sentiero segnato da seguire): 42.029368 , 12.860981
  • Uscita Forra (approssimativo): 42.022680 , 12.869525
  • Monumento Elicottero (approssimativo): 42.023662 , 12.871782
  • Parcheggio Arrivo: 42.020570 , 12.875843
  • Bivio sulla statale per andare a parcheggio arrivo: 42.008920 , 12.882135

Ed ora a noi…Erano trascorsi almeno 15 anni dall’ultima volta che avevo fatto una forra in generale ma soprattutto questa in particolare. Probabilmente e’ stata la nostalgia, oltre alla prospettiva di passare una giornata in ottima compagnia, a farmi decidere. Per una volta la grotta potra’ aspettare, mi son detto. Forte di questa considerazione il giorno prima mando una mail per aggregarmi, poi, a casa, faccio disperare Betti per cercare la muta e rimediare un po’ di attrezzatura acconcia. Alla fine trovo una muta in 2 pezzi un po’ incotechita, un imbrago da grotta un po’ conciato dalle strettoie, un discensore a 8 e le scarpe da montagna che uso per andare in grotta. Negli ultimi tempi ho cercato di dare uno sguardo agli aggiornamenti delle tecniche e dei materiali per fare torrentismo. Dal poco che sono riuscito a vedere di sicuro con la mia attrezzatura  saro’ il classico esempio di come non si deve fare torrentismo, ma sono certo che riusciro’ a divertirmi ugualmente! La mattina sveglia all’ora solita, le 6.30, cosi’ avanza tempo per fare colazione in famiglia. L’appuntamento e’ alle 8.30 all’uscita di Castel Madama della autostrada Roma-L’Aquila. Per una volta arrivo puntuale invece che in imbarazzante anticipo, anche queste son soddisfazioni. Appena passato il casello trovo nessuno ma sono sicuro che qualcuno debba esserci quindi mi guardo attorno. Alla mia destra, piu’ in basso, c’e’ un ampio spiazzo con delle macchine ed alcune persone attorno, non li distinguo ma do’ per scontato siano loro. Imbocco la strada e poi entro nel parcheggio. Infatti eccoli, sono loro che si gustano il bel sole caldo alla faccia delle previsioni di pioggia. Mancano ancora le macchine di Veruska e Fabrizio e Claudia ed Emilio, ne approfitto per radunare tutta la mia roba e trasferirla nella Sbardy Mobile ad oggi in possesso di Roberto. Con Roberto non ci conosciamo ma rimediamo in un attimo. Mentre faccio il mio solito trambusto con l’attrezzatura arrivano anche gli altri. C’e’ anche un aggiornamento, Rosa e Stefano per questa volta non saranno dei nostri, peccato. Chiudo la macchina, monto sulla gloriosa Sbardy Mobile e via. La nostra direzione e’ verso S. Polo dei Cavalieri, la strada per il monte Morra, se internet non mi inganna! Mentre ci perdiamo una decina di volte cercando la strada giusta, con Roberto facciamo un po’ di “amarcord” rivangando vecchi ricordi su Sbardy ed una carrellata sui trascorsi della speleologia laziale negli ultimi 20 anni. Apprendo che Roberto fa parte del soccorso dal 2000, anno in cui ho lasciato io, anche per questo non ci siamo mai incrociati. E’ anche un esperto speleosub e mi descrive un poco delle evoluzioni tecnologiche che ci sono state nella subacquea negli ultimi 20 anni, molto interessanti. Arriviamo finalmente a S. Polo ed a percorrere la celeberrima strada per il monte Morra. In corrispondenza ad un curvone a sinistra c’e’ uno spiazzo dove parcheggiare. C’e’ anche l’indicazione per la “madonna dei Ronci”. Sembra che siamo arrivati. Ora dobbiamo “solo” trovare dove usciremo per portarci le macchine con i vestiti asciutti. Max ha un amico che gli ha consigliato l’itinerario. Sembra gli abbia detto che dobbiamo cercare i fili dell’alta tensione in prossimita’ di un monumento agli elicotteristi per trovare il posto cercato. Andiamo in cerca con la sola Sbardy Mobile. Cerca che ti ricerca il posto non sembra esserci. Arriviamo a cercare fino a S. Polo e poi torniamo indietro. Max chiama il suo amico. Si erano capiti male, il posto si trova nei pressi di Vicovaro. Muniti di nuove indicazioni un manipolo di eroi, gli autisti, partono con tutte le macchine alla volta di Vicovaro. Stavolta me ne rimango buono buono allo spiazzo di partenza con gli altri ad attendere il ritorno dei “driver” e a gustarmi il sole. Mi porto avanti con i preparativi indossando la salopette della muta, con gran fatica, e la tuta speleo. Cerco di convincere Fabio ad andare in esplorazione verso il sentiero ma dopo pochi passi ci troviamo davanti un bivio che infrange le aspirazioni esplorative del buon Fabio. Alla fine devo convenire che probabilmente ha ragione lui a non voler sprecare inutilmente le nostre esigue forze. Torniamo indietro riunendoci agli altri “attendenti” e ci dedichiamo a prendere il sole, a qualche chiacchiera oziosa ed uno spuntino. DSCF5754DSCF5761Passa il tempo, nelle mute si suda, ma che fine hanno fatto gli autisti? Maria li chiama. Hanno dovuto penare un po’ ma ora sono sul posto e quasi pronti a fare ritorno. Tra 20 minuti ci ricongiungeremo. Mi stendo a prendere il sole mentre gia’ i piedi bollono nei calzari arroventati. Arrivano? Si, si sono loro! Scendono dalla macchina in costume, hanno lasciato i propri vestiti asciutti alle macchine. DSCF5767Terminano la vestizione raccontandoci nel frattempo le recenti vicissitudini. Siamo tutti pronti, partiamo alla volta della forra imboccando il sentiero che recita “Madonna dei Ronci – 0,45h”. DSCF5773Si passa un cancello e poi subito a destra sotto il cavalcavia. DSCF5775 Davanti a noi si dispiegano i monti dove si nasconde la nostra forra. DSCF5758Breve sosta consultatoria perche’ c’e’ un bivio. Il sentiero segnato procede a sinistra serpeggiando quasi in piano, sulla destra un altro sentiero scende dritto dritto con notevole pendenza. Scegliamo di seguire il sentiero segnato. DSCF5782 DSCF5785Cammina, cammina, cammina, inizio a pensare che la dicitura sul cartello “0,45h” non fosse buttata li’ a caso. Fortuna che il sentiero continua a dipanarsi quasi in piano e al coperto degli alberi. Senza volere ci sfilacciamo un po’ dividendoci in 2 gruppi. Io mi ritrovo in quello avanti. Seguiamo sempre il sentiero segnato che ci sembra evidente e ben segnato ma non deve essere cosi’ perche’ il gruppetto che segue rischia di perdersi ad uno degli innumerevoli bivi e quindi dobbiamo darci da fare per favorire il ricongiungimento. A questo pensano Luisa e Roberto. Nel frattempo Max ed io andiamo a cercare l’inizio della forra. Lasciamo la gradita ombra dell’albero che abbiamo scelto per la sosta e scendiamo, sempre seguendo il sentiero. Alla fine della discesa si incrocia un piccolissimo corso d’acqua DSCF5793ed una volta attraversatolo il sentiero riprende in salita. Max mi ha un po’ distanziato, deve essere andato avanti sul sentiero, faccio per seguirlo ed intanto lo chiamo a gran voce. Mi avventuro in salita e ci incontriamo quasi subito perche’ sta tornando indietro. Torniamo al minuscolo corso d’acqua. Ipotizziamo, o meglio, decidiamo, che il rigagnolo vada a confluire nella nostra forra. Max va a verificare che piu’ avanti sia percorribile, io torno indietro a chiamare gli altri. Quando arrivo all’albero oramai il ricongiungimento col gruppo disperso e’ cosa fatta. Aggiorno tutti e andiamo. Arrivati al nostro rigagnolo iniziamo a seguirlo fino a raggiungere Max poco piu’ avanti. Si fa sosta perche’ tutti possano indossare il resto della muta. Mentre aspetto mi guardo attorno. Poco piu’ avanti sulla sinistra c’e’ una cascatella formata da uno sbarramento artificiale. Mi sembra proprio di ricordarlo. Inizio ad avere qualche ricordo del posto che mi rassicura sul fatto che dopo tutto siamo riusciti a raggiungere la forra. Poco piu’ avanti trovo una piccola pozza d’acqua, finalmente. Mi ci butto allegramente dentro per far scendere la temperatura interna oramai al limite del bollore. DSCF5799 Hanno indossato tutti la muta, siamo pronti. DSCF5803 DSCF5805Poco piu’ avanti c’e’ un piccolo salto, i resti di un altro sbarramento artificiale. Si deve entrare in acqua. Magari e’ aggirabile ma ci siamo sorbiti tutta questa strada con la muta, ora e’ proprio il caso di sfruttarla. Mentre mi infilo il sottomuta e tiro su la salopette, Max e Roberto mi precedono. Il passaggio e’ semplice e si entra in acqua fino al collo. Mi fermo ad un metro dal saltino per fare qualche foto poi mi tuffo pure io. Che deliziosa frescura. Da questo punto in poi inizia una lunga camminata lungo il corso d’acqua. Ogni tanto incontriamo delle simpatiche pozze dove rinfrescarci con un tuffo ma nessuna calata. DSCF5820 DSCF5822 DSCF5823 DSCF5826In compenso il nostro cammino e’ di sovente ostacolato da alberi caduti che ci costringono a deviazioni o contorsionismi tra i rami. DSCF5828 DSCF5832 DSCF5836 DSCF5842 DSCF5843 DSCF5850 DSCF5852 DSCF5856 DSCF5857DSCF5858 DSCF5859 DSCF5865 DSCF5868 DSCF5869 DSCF5870 DSCF5871 Alcuni tratti che percorriamo li ricordo ma sono dei flash, non riesco proprio a collegarli in sequenza con i vaghi ricordi che ho del resto della forra. Dopo un cammino quasi interminabile ma anche divertente arriviamo finalmente al primo saltino. Sulla sinistra si potrebbe fare un toboga ripido con un salto di circa 3 metri che finisce in una bella pozza. Poco piu’ avanti sulla parete c’e’ l’armo. La’ il salto e’ poca cosa, mentre gli altri indossano l’attrezzatura mi calo giu’ scivolando sulla schiena e vado a visionare la pozza d’acqua. E’ bella profonda e sgombra. Urlo agli altri che se vogliono possono fare il toboga. Mentre iniziano a saltare provo ad arrampicarmi per tornare su e fare il toboga anche io ma la roccia e’ liscia e scivolosa, a meta’ strada mi devo arrendere e mi tuffo da la’. Tento ancora la risalita da altri punti ma il risultato e’ sempre lo stesso quindi desisto. Chiedo a Roberto di lanciarmi lo zaino e procedo oltre. Da quel punto la forra si inforra un po’ di piu’ e diventa un pochino piu’ acquatica e divertente. Seguono un paio di salti un po’ piu’ impegnativi nei quali seguo con attenzione Max e Roberto che armano per la progressione secondo i moderni dettami della tecnica. Mi sembrano tutti accorgimenti ragionevoli, hanno il pregio di essere abbastanza semplici da porre in atto e di aumentare la sicurezza nella normale progressione. Dopo il primo salto “serio” ho ancora caldo e me ne rimango in acqua a fare le foto ai miei compari discendenti. DSCF5873 DSCF5875 DSCF5880 DSCF5883 DSCF5887 DSCF5891 DSCF5893 DSCF5896 DSCF5899 DSCF5901 DSCF5907 DSCF5912 DSCF5913 DSCF5951Forse esagero un po’ con lo stare in ammollo, inizio a sentire freddo e quando riparto, come temevo, arrivano anche dei fastidiosi crampi alle gambe da eccessiva sudorazione. Anche se oramai in ritardo, corro ai ripari iniziando a bere un integratore di sali che avevo portato proprio in previsione di questo. Non faccio le foto a tutti perche’ Roberto vuole andare avanti al salto successivo per sveltire la progressione. Io ho la seconda corda nello zaino e quindi lo seguo. Lascio a Veruska e Luisa la mia fida fotocamera cosi’ che possano fare le mie veci nel documentare la discesa. S0015918 S0025920 S0045927 S0055929 S0075933 S0085934 S0125946Quando ci fermiamo per il salto successivo mi fermo a guardare l’operato di Roberto ed inizio a sentire proprio freddo. Ho assolutamente bisogno di mangiare qualcosa. Sgranocchio un croccantino al sesamo mentre gli altri arrivano alla spicciolata ed affrontano la discesa con l’assistenza di Max che si e’ avvicendato con Roberto, sceso per regolare la lunghezza della corda. Condisco il tutto con la bevanda “salina” e gia’ inizio a sentirmi meglio. Siamo rimasti Max ed io. Mi mostra il metodo per fare il nodo di contrasto per scendere su corda singola anche da ultimo e poi scendiamo a raggiungere il resto del gruppo. DSCF5952 DSCF5957 DSCF5960 DSCF5961 DSCF5965 DSCF5966 Si ricomincia la camminata. Roberto e’ capofila e quando arriviamo al salto successivo e’ gia’ a buon punto nell’attrezzare il salto. Questo armo mi permette di vedere una ulteriore variazione. Roberto ha armato un traverso “sfilabile” per avvicinarsi al punto di discesa. DSCF5971Nel frattempo ho recuperato la fotocamera e mi offro di scendere tra i primi per fare le foto della discesa. Alla base troviamo una salamandra ed una rana, per par condicio immortalo anche loro. DSCF6015 DSCF5974 DSCF5978 Neanche stavolta faccio la foto a tutti perche’ Roberto mi esorta ad andare avanti con lui al salto successivo.DSCF5981 DSCF5988 DSCF5996 DSCF6003 DSCF6007 DSCF6011 DSCF6018 Vado. Peccato che il salto successivo…non ci sia. Abbiamo terminato la forra, dobbiamo solo cercare l’uscita. Arriviamo a degli sbarramenti artificiali in sequenza. Sono forse le “briglie” di cui parlava Max? Non ricordando con precisione le indicazioni per uscire decidiamo di guardarci in giro mentre aspettiamo che arrivi Max. Troviamo un sentiero che sale a destra del corso d’acqua. Roberto lo percorre per qualche metro per vedere se c’e’ qualcosa di buono, magari un vista delle macchine. La sua ricerca deve risultare vana perche’ torna indietro in pochi minuti. Ritorniamo sui nostri passi fino al greto del torrente, poi andiamo incontro ai nostri amici che oramai sono nei pressi. Quando siamo di nuovo tutti assieme chiediamo lumi a Max. Ci conferma che gli sbarramenti sono un primo indice della vicinanza dell’uscita e che ora dobbiamo cercare in alto i fili dell’alta tensione. Proseguiamo sul greto del torrente un po’ con il naso all’aria un po’ cercando un passaggio tra gli alberi caduti ed i rovi sempre piu’ fitti. Ecco finalmente i fili dell’alta tensione. Cerchiamo un sentiero sulla sinistra per uscire dalla forra. Siamo a meta’ di una curva a sinistra appena accennata quando qualcuno individua un passaggio letteralmente scavato in un grosso cespuglio. Anche se a me sembra l’opera di qualche mucca e’ comunque la migliore approssimazione di sentiero che c’e’ nei dintorni. Dopo il cespuglione c’e’ un “coso” rettangolare  cintato da una grata metallica. E’ un buon segno. Il sentiero sembra migliorare anche se non sempre e’ evidentissimo. Continuiamo a salire procedendo in diagonale fino a svalicare. Arriviamo in una radura con alcuni pioppi sparsi. Ci sparpagliamo cercando il monumento agli elicotteristi che ci indichera’ l’inizio della strada per le macchine. Alla fine e’ Roberto a trovarlo e ci chiama a raccolta. DSCF6028 DSCF6030Ci raduniamo al monumento e poi proseguiamo per le macchine in gruppo compatto. E’ una strada carrabile nemmeno tanto messa male. Impieghiamo ancora un buon quarto d’ora ma alla fine eccole, le nostre care macchine che ci aspettano con i vestiti asciutti. DSCF6032 DSCF6034 DSCF6035Il nostro cambiarci e’ un allegro caos seguito poi da un vero e proprio banchetto imbandito da Veruska e Fabrizio a cui partecipiamo volentieri con tutto l’appetito del caso. DSCF6044 Dopo lo spuntino Veruska trova anche il modo per fare un sonnellino. DSCF6045 Alla fine, ben rifocillati, partiamo dividendoci in 2 gruppi. Roberto con la Sbardy Mobile deve fare gasolio, gli altri devono andare a recuperare la macchina alla partenza. Il gruppo “gasolio” e’ formato da Roberto, Fabio e me. Ci dividiamo dandoci un appuntamento generico ad un bar a Castel Madama in modalita’ “chi arriva prima chiama gli altri”. Ci sbrighiamo presto e arriviamo primi a Castel Madama. Percorriamo in salita quella che sembra essere la strada principale poi giriamo di 180° iniziando una strada in discesa che a quanto dicono i cartelli dovrebbe condurre alla autostrada. In corrispondenza di una rotonda notiamo un bar con i tavolini fuori. E’ un attimo decidere che fa al caso nostro. Troviamo parcheggio e andiamo a prendere posto dotandoci quasi simultaneamente di birra e patatine fritte. Chiamiamo gli altri dando loro indicazioni per raggiungerci. In capo ad una mezz’ora siamo tutti col bicchiere in mano a brindare. Manca solo Maria che ha un po’ di mal di testa e preferisce riposare in macchina aspettando che le passi. Tra una chiachiera e l’altra sembra maturare l’idea di andare a cena da quelle parti. Chiediamo consiglio ai ragazzi del bar. Ci consigliano l’agriturismo “I Birbi”. Accettiamo il consiglio e telefoniamo per prenotare. Alla fine della sporca dozzina che siamo rimarranno a cena solo i 5 piu’ irriducibili, Maria, Laura, Max, Fabio ed io. La scelta dei “Birbi” si rivela azzeccata, mi sento di consigliarvi una visita se capitate da quelle parti. Con questo non mi rimane altro che salutarvi nella speranza abbiate avuto la pazienza di leggere sin qui. Alla prossima!!!

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Spacca Bida – 19/04/2014

Esplorazione della grotta con Daniele.

Era destino che non facessi foto in questa grotta. La volta prima l’avevo ma non ho scattato foto, questa volta mi sono scordato a casa la fotocamera!!! E’ una giornata fredda e anche piovosa a tratti. Ho appuntamento con Daniele direttamente allo spiazzo vicino la grotta che utilizziamo come parcheggio. Arrivo sul posto con largo, larghissimo anticipo. Impiego il tempo della attesa per rintracciare nel caos il materiale che portero’ con me e quindi per vestirmi da grotta. Alle 9.45 Daniele non e’ ancora arrivato, strano, di solito e’ puntualissimo. Lo chiamo. Tutto a posto, pero’ e’ ancora in autostrada. Visto che inizia a piovigginare mi rifugio in macchina e quasi dormicchio nell’attesa. Sono le 10.15 quando arriva pero’ si fa perdonare preparandosi velocissimamente nonostante la pioggia che si produce in uno scroscio giusto per il tempo che lui impiega a vestirsi e sistemare l’atttrezzatura necessaria. Partiamo che e’ spiovuto ma il cielo sembra intenzionato a riprovarci a breve. L’avvicinamento e’ solo un breve tratto di sentiero. La grotta e’ ancora la’ ad attenderci, non dobbiamo far altro che entrare e lo facciamo senza ulteriori indugi. Scendiamo i 4 metri che ci portano al primo ambiente “vivibile”. Daniele si sofferma a meta’ strada per vedere possibili diramazioni, ne parliamo decidendo che le studieremo al ritorno. Mi infilo nello scivolo di terra che porta alla verticale di circa 6 metri. Veramente mi accorgo solo ora che e’ una verticale, la volta prima, quando abbiamo dovuto cercare la prosecuzione spostando sassi, sassoni e sassetti non me ne ero accorto, mi era sembrato un passaggio piu’ articolato. Mi fermo al termine dello scivolo aspettando Daniele altrimenti sarebbe inevitabile prendermi addosso un mare di terra e magari qualche sasso. Mentre aspetto guardo la verticale stretta, guardo lo zaino. Non sembrano compatibili, decido di lasciarlo. Lo ancoro su un anello di roccia e poi, visto che Daniele si e’ sistemato, scendo. Ritrovo il passaggio alla base della verticale, sono un po’ sorpreso perche’ e’ dalla parte opposta a quella che ricordavo! Prima di affrontare la strettoia con la mazzetta tolgo un paio di spuntoni e arrotondo delle asperita’, la mia tuta ne sara’ riconoscente evitando di strapparsi oltremodo? Dopo il veloce lavoro di rifinitura affronto il passaggio e atterro dalla parte opposta dando il via libera a Daniele. Mi infilo nel breve tratto orizzontale mentre lui scende. Mentre passa la strettoia arrivo al saltino di circa 2 metri che porta al laminatoio oltre il quale ci eravamo fermati la volta scorsa. Sento Daniele arrivare, non riesco a trattenermi oltre, mi infilo nel laminatoio e vado a vedere. Daniele mi urla che ha deciso di continuare dritto nel tratto orizzontale sopra di me per vedere se ci sono punti promettenti. Arrivo in “zona esplorazione”, c’e’ un passaggio strettissimo davanti a me ed uno piu’ largo verso il basso. Meglio andare dove e’ piu’ comodo per il momento, penso, e mi butto giu’ per il breve tratto verticale. C’e’ un ambiente, non grande ma bastante per ospitare 2 speleo. Anche qui c’e’ una possibile prosecuzione in avanti, una sulla sinistra ed una di nuovo verso il basso ma ingombra di sassi. Arriva Daniele, ha trovato solo un’altra via per arrivare nello stesso punto faticando un po’ di piu’! Peccato. Inizio a scavare verso il basso, sembra il punto piu’ promettente. Daniele si guarda intorno mentre sposto sassi  e invento un passaggio. Quando serve mi aiuta con i sassi piu’ grossi. Dopo mezz’ora abbondante di lavoro mi si inceppano le mani dalla fatica, chiedo il cambio. Caterpillar Daniele non aspetta altro! Si butta a pesce nell’angusto spazio scavato e continua l’opera mentre io riposo e lo assisto come posso. Alla fine dello scavo, come tradizione vuole, ci attende una sana strettoia in discesa. Daniele la aggiusta alla meglio e poi la passa, gia’ maledicendola per il ritorno. Da li’ sotto porta solo notizie sconfortanti. La frattura che abbiamo seguito finora prosegue, c’e’ aria, ma e’ larga meno di 20 cm e sembra continuare cosi’ per molti metri. A meno di tornare con le attrezzature per scavare i tunnel della metropolitana la’ sotto l’esplorazione e’ terminata. Citando un adeguato numero di santi del calendario il buon Daniele torna indietro. Facciamo il punto decidendo che e’ ora di tornare indietro guardando con attenzione tutti i pertugi tralasciati. Iniziamo dal piccolo ambiente dove siamo e passiamo poi a quello vicino al saltino subito dopo il laminatoio. Mentre Daniele osserva questi punti trovandovi al massimo qualche livido sul costato e strappi vari alla tuta, io mi arrampico nella frattura che parte verso l’alto dalla fine del laminatoio. Trovo solo che  la salita finisce inesorabilmente dopo circa 3 metri. Tornando indietro vedo il passaggio fatto da Daniele e mi ci infilo, e’ un po’ stretto ma permette di evitare il laminatoio. Dopo l’infruttuoso giro me ne torno al saltino dove Daniele sta ancora cercando. Passaggi ce ne sono, ma sono tutti a dimensione non umana e sembrano tutti continuare cosi’ per svariati metri. Mentre lo aspetto sento che devo assolutamente trovare un posto appartato. Sara’ l’eta’, sara’ l’arietta fredda sui reni, saranno le punte di asparagi che ho degustato sul sentiero che porta alla grotta, pero’ ho la vescica che sembra sul punto di scoppiare. Passo velocemente il laminatoio, lo chiamo laminatoio perche’ liscio sia sopra che sotto ma in realta’ e’ ben comodo, e assolvo alle mie necessita’ incastrato nella spaccatura subito dopo. Molto piu’ tranquillo e rilassato me ne torno da Daniele. Ha dato fondo a tutte le sua risorse esplorative, escavatorie e di ottimismo. Anche per lui si puo’ prendere la via del ritorno. Come un vecchio mulo io prendo la strada “solita”, Daniele prende invece la via “nuova” che ha fatto all’andata. Arrivo al piccolo ambiente prima della strettoia, quella da fare in orizzontale a mezz’aria. Prima di tirarmi in piedi mi accorgo che davanti a me si intravede un ambiente. Il passaggio e’ impraticabile ma il pavimento dove sono disteso e’ composto da terra e sassi. Inizio a scavare aiutandomi con la mazzetta. E’ un lavoro lungo ma alla fine passo e mi guardo intorno. Non ci sono prosecuzioni evidenti, un punto alla sinistra quasi sotto di me meriterebbe un approfondimento ma sono stanco e anche Daniele sara’ stufo di aspettare. Torno sui miei passi, passo la strettoia mentre Daniele entra nel piccolo ambiente dal passaggio appena aperto. Trova subito la “buca” circolare che avevo tralasciato. E’ profonda meno di un metro ed alla base sembra partire un cunicolo, come da prassi, stretto. Mentre lui esplora, inizio a guardarmi attorno escludendo di ficcarmi nei strettissimi passaggi che si aprono al lato opposto da cui provengo. Siamo oramai vicini all’ingresso e c’e’ tanta aria, sento freddo a stare fermo. Avverto Daniele che inizio a risalire. Affronto il passaggio scomodo e stretto in salita che ora non sembra nemmeno tanto stretto. Daniele continua a cercare. Io sono arrivato allo zaino, impiego un po’ di tempo per rifocillarmi con un wafer ed un sorso d’acqua. Visto che mi sono portato il trapanino fin li’ decido di impiegare un po’ di tempo piantando un fix per mettere la scaletta che potrebbe aiutare a passare la pseudo strettoia in salita. Faccio il tutto e sistemo la scaletta giusto in tempo per l’arrivo di Daniele. Accetta volentieri di provare la scaletta, pero’ affronta il passaggio scomodo voltato dalla parte contraria rispetto a come l’avevo pensato. Risultato e’ che la scaletta serve praticamente a nulla!  Vabbe’, sara’ per la prossima volta. Daniele passa avanti mentre smonto tutto e ricompongo lo zaino. Andiamo vicino all’ingresso, alla diramazione dove si era fermato Daniele appena entrati. Una sosta per vedere se il posto merita. Mentre sale lo scivoletto di terra, come all’andata, mi tira giu’ un bel mucchio di terra e qualche sasso. Limito al minimo le proteste perche’ ho fatto anche io la mia parte ai suoi danni, in questa grotta e’ quasi inevitabile. Lo raggiungo alla diramazione. Nemmeno a dirlo c’e’ da spostare dei sassi per tentare il passaggio. Un po’ di sano passamano risolve la questione per quasi tutti. Uno, il piu’ grande, cade in basso, speriamo non abbia ostruito il resto della grotta! Daniele si inoltra nel passaggio che prosegue quasi in orizzontale, leggermente in salita. Si inoltra per un paio di metri ma poi deve desistere, anche qua lo stretto meandro diventa una strettissima spaccatura impraticabile. Abbandoniamo. Oramai siamo ad un passo dall’esterno. Mi arrampico velocemente verso la luce mentre commento tra me e me che l’avventura di Spacca Bida puo’ ritenersi conclusa. Come dico a Daniele appena riuniti fuori, varra’ forse la pena ritornare in piena estate quando ci sara’ una piu’ decisa corrente d’aria approfittando per dare un ultimo sguardo per eventuali prosecuzioni e magari fare il rilievo. Scendiamo il sentiero fino alle macchine dove ci cambiamo velocemente. Quando sono pronto aspetto Daniele per un po’ ma sento che ho proprio voglia di andare quindi ci salutiamo augurandoci un arrivederci alla prossima uscita assieme. Monto in macchina e parto con le dita incrociate pensando alla strada da fare che sara’ sicuramente un po’ ammollata dalla pioggia. Gli scongiuri funzionano perche’ arrivo alla strada asfaltata senza particolari problemi. Il percorso fino a casa ve lo risparmio, anche perche’ c’e’ nulla da raccontare. Rimane quindi solo da salutarvi con un sonoro “alla prossima”!

Pubblicato in esplorazioni, SCR, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Spacca Bida – 19/04/2014

Pian della Croce – 06/04/2014

A Pian della Croce a scavare un buco trovato dagli Astici con Paola, Stefano (gli Astici, appunto!), Rosa, Stefano, Laura, Marco, Claudia, Emilio, Veruska, Fabrizio ed io.

Una bella e tranquilla giornata passata tra lo scavo del buco e una grigliata di salsicce accompagnate da tante ghiottonerie ed ottima compagnia. Purtroppo lo scavo non ha dato grandi risultati ma lo abbiamo intrapreso con allegria ed impegno e tanto basta! Il banchetto poi ci ha largamente ricompensato delle fatiche fatte. Per la prima volta da tanto tempo la sera non avevo gran desiderio di mangiare come mi succede solitamente al termine di una uscita speleo!!!
Stavolta vi risparmio i miei sproloqui e lascio parlare le foto…
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Ecco, le foto sono finite. E’ sembrata anche a voi una bella giornata?!?
Alla prossima, come sempre…

Pubblicato in esplorazioni, gita, SCR, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Pian della Croce – 06/04/2014

Sonnino – Piana di Santo Stefano – 30/03/2014

Gita dalle parti di Sonnino. Trovate nuove grotte: Chiavica del Re Cinto, Chiavica del vitello e Chiavicozza di Guido. Con Maria, Gianni, Maria, Max, Valentina, Fabio, Paola, Stefano, Laura, Maurizio, Marco ed io. Cena ottima!

Ho appuntamento con Maurizio sotto casa. Oggi sara’ lui a scarrozzarci. Dopo, insieme, passeremo da Maria e Gianni. Arriviamo sotto casa loro in perfetto orario. Gli facciamo uno squillo e poi ci disponiamo all’attesa godendoci la quiete delle prime ore della giornata festiva. Scendono carichi di zaini come al solito ma il capiente bagagliaio della macchina di Maurizio accoglie tutto senza scomporsi minimamente. Dovremmo essere solo noi quindi salta l’appuntamento al bar fico dell’ikea sulla anagnina. Sulla scorta di questa riflessione ci fermiamo quasi subito ad un bar per la colazione. Mentre degustiamo il primo pasto della giornata arriva un aggiornamento. C’e’ Marco che aspetta al bar fico, bisogna passarci. Per fortuna ancora non c’e’ molto traffico e impieghiamo poco. Quando arriviamo al bar fico scendo solo per salutare Marco ed altri amici del Cai che stanno andando dalle parti di Carpineto. Evito di entrare nel bar per non cadere in tentazione, gia’ so che cederei senza lottare! Marco carica il suo bagaglio e partiamo alla volta di Sonnino. L’ultimo appuntamento e’ con tutto il resto del gruppo direttamente alla piana di Santo Stefano, al parcheggio della fonte. Sul posto troviamo gli astici, pochi minuti e arrivano anche gli altri con la macchina di Max. DSCF5472DSCF5474Qualche minuto dedicato ai saluti e poi ci spostiamo in zona grotte. Parcheggiamo in uno spiazzo, Gianni ci preannuncia un durissimo avvicinamento di almeno 50 metri!DSCF5477DSCF5479DSCF5480 Affrontiamo la notizia con la solita noncuranza per queste fatiche estreme! La prima grotta ha un ingresso grandissimo, una spaccatura nel terreno approssimativamente di 20 metri per 5. E’ recintata tutto attorno per evitare che qualche animale al pascolo ci cada dentro. Alcuni di noi si fermano per dedicarsi alla esplorazione della “chiavicona” (chiavica, come ci spiega Gianni, e’ il nome locale per le grotte), in particolare Maurizio che la volta scorsa aveva espresso il desiderio di scenderla per primo e Max che si offre per dargli una mano.DSCF5481DSCF5483DSCF5485DSCF5487DSCF5488

Altri, tra cui Maria ed io, ci disperdiamo per il bosco in cerca di altri buchi esplorabili.
DSCF5497Gira che ti rigira ne troviamo un paio. DSCF5501Visto che sono l’unico che ha indossato la tuta devo rassegnarmi a sporcarla e vado dentro a darci una occhiata. Chiudono entrambi dopo pochi metri. Continuiamo a vagare ma sono un po’ stufo, voglio andare alla seconda grotta da esplorare. Inizio a martoriare Gianni chiedendogli di portarmici. Insisto, insisto e poi ancora insisto. Quando trovo in Stefano un alleato Gianni finalmente cede. Per andarci intanto si deve tornare verso le macchine.DSCF5507DSCF5508DSCF5511Strada facendo incontriamo un gruppo di persone impegnate in una guerra simulata “soft air”. Hanno dei mitra che sembrano minacciosamente veri e sparano raffiche di migliaia di palline bianche che inizialmente avevo scambiato per polistirolo. Quando ci accorgiamo di star passando in mezzo alla loro guerra facciamo rumore per farci sentire, finche’ uno di loro ferma gli altri avvertendoli che stanno passando dei “civili”. Passiamo velocemente ridendo sotto i baffi pensando che chiamarci “civili” quando siamo tutti infangati e bardati da grotta forse non e’ un appellativo che ci si attagli granche’. Dopo le macchine prendiamo un sentiero che costeggia la strada. Passiamo vicino ad una piantagione di alberi di fico (non ne avevo mai vista una prima) e sbuchiamo in una radura. Quasi subito ci immergiamo nuovamente tra gli alberi e a pochi metri troviamo finalmente la nuova chiavica da esplorare. E’ un buco nel terreno a forma di ovale allungato, largo 1 metro e lungo circa 4. Alla prova visiva e quindi a quella del sasso non risponde molto bene. Stimiamo sia profondo meno di 20 metri. Con Stefano ci prepariamo a scenderlo optando per un armo naturale sfruttando i numerosi alberi che attorniamo il buco. Mentre Stefano indossa l’attrezzatura io sistemo la corda. Stefano portera’ con se anche la sacca da rilievo cosi’ risalendo potra’ prendere i dati per poi disegnare e quindi documentare la nuova grotta. Mentre lui scende mi preparo anche io e quindi scendo a mia volta. Trovo Stefano sul fondo del pozzo. Gia’ la sua espressione mi dice che qui dentro non troveremo altro che immondizia ammucchiata. Iniziamo il rilievo del fondo poi risaliamo. DSCF5517DSCF5518DSCF5520DSCF5525DSCF5531DSCF5532DSCF5535DSCF5538DSCF5540DSCF5541DSCF5546DSCF5547Mentre eravamo in esplorazione sono praticamente arrivati tutti. Il nostro gruppone si e’ allegramente riformato. Ritorna anche Gianni da un lungo giro alla ricerca del terzo buco non ancora individuato. La sua perlustrazione non ha portato a nuove scoperte, lo aggiorniamo sul pozzo appena sceso e poi ci dedichiamo al meritato pranzo. Durante la lieta libagione decidiamo il nome delle grotte esplorate finora. Quella scesa da Maurizio, Max e gli altri sara’ la “Chiavica del Re Cinto”, quella scesa da Stefano e me avra’ nome “Chiavica del vitello”. Dopo il pasto facciamo un rapido punto della situazione. Sembra non ci sia molto da fare nei dintorni. Gianni propone di tornare alla fonte nella speranza di incontrare nuovamente il simpatico signore, si chiama Guido, che ci aveva indicato le grotte le volte scorse. Torniamo rapidamente alle macchine e torniamo indietro.DSCF5552 Siamo fortunati, eccolo li’! Gianni, che oramai e’ in confidenza, gli chiede della terza grotta, Guido e’ con un suo amico, si dicono disposti ad accompagnarci. Di nuovo tutti in macchina, ritorniamo al parcheggio appena lasciato. Riprendiamo il sentiero per la Chiavica del vitello e la sorpassiamo proseguendo per il sentiero. Iniziamo a scendere. Dopo qualche minuto di cammino, Guido ci indica un punto a lato del sentiero. A prima vista sembra ci sia nulla se non un grosso sasso, ma guardando meglio si intravede del nero. Guido ci racconta che il masso e’ stato messo a tappo del buco per impedire che qualcuno ci cascasse dentro. DSCF5555DSCF5556DSCF5557DSCF5558Quando capiamo che dietro al masso posticcio c’e’ veramente una grotta iniziano a fervere le attivita’. Dapprima cerchiamo di togliere il masso tirandolo a mano. E’ troppo pesante. Un rapido summit e decidiamo di ancorarlo ad una corda e tirarlo via cosi’. Attrezziamo il tutto e prendiamo a tirare come forsennati. Ancora non basta, oltre ad essere pesante e’ anche un po’ bastardo e si “incaglia” sulle altre pietre che contornano il buco. Riproviamo con 2 modifiche, Max si allongia al masso e lo solleva per quanto puo’, io lo aggancio con un cordino dall’interno e un nutrito gruppo tira la corda. Stavolta ce la facciamo, il masso rotola via tentando di schiacciare Max. Il buco rivela una sala ampia con un salto proprio di fronte a noi che sembra dare su un altro ambiente. Oltre non e’ possibile vedere ma c’e’ del nero che fa ben pensare. Si scatena un momento di euforia collettiva, sembriamo tanti bimbi al momento della apertura dei regali di Natale! Gianni propone di dedicare il nome della grotta al nostro accompagnatore, la proposta passa per acclamazione, la nuova grotta si chiamera’ “Chiavicozza di Guido”. Passato il momento dell’allegria ci attiviamo. Facciamo delle foto ricordo con Guido ed il suo amico, ci prepariamo per scendere ed armiamo il primo pozzo. Ho proprio voglia di scendere, sono gia’ pronto e mi faccio avanti. Ok, vado! Appena appeso alla corda ci scambiamo foto, io ne faccio a loro fuori, loro ricambiano. DSCF5559DSCF5560Dopo l’ingresso la parete spancia, praticamente i miei amici stanno camminando sulla volta della sala. Li rendo partecipi della scoperta e continuo la discesa. Arrivo su un mucchio di sassi che digrada verso il salto visto da sopra. Continuo a scendere cercando di far cadere i sassi piu’ instabili e mi fermo sul bordo del salto. Cerco un armo naturale per continuare la discesa rapidamente, non lo trovo. Serve piantare un altro fix. Mi sistemo in sicurezza e libero la corda per far scendere Max.DSCF5563
Quando e’ accanto a me gli indico dove ho gia’ saggiato la roccia per piantare il fix. Si occupa lui di proseguire l’armo poiche’ e’ su corda ed e’ piu’ comodo. Scende ancora qualche metro ma la corda non basta. Si ferma in un punto tranquillo mentre fisso la seconda corda e continuo la discesa del salto. Metto un deviatore su un attacco naturale, regge ma non e’ un granche’. Scendo fino al fondo del salto e Max mi raggiunge. Mentre scende intravede un appiglio migliore per il deviatore e sistema l’armo. Mentre lo aspetto mi guardo intorno, corro quasi, verso il “nero” che tanta speranza ci aveva dato da fuori…E’ solo una nicchia senza prosecuzione alcuna. La nostra bella grotta finisce li’! Aggiorno Max che nel frattempo e’ arrivato. Ci mettiamo al riparo perche’ deve scendere Fabio con l’attrezzatura da rilievo e non vorremmo ricevere pietre sulla zucca. Scopriamo che il nostro rifugio ha gia’ un ospite. Un simpatico rospo ci guarda allarmato. DSCF5570Lo salutiamo con simpatia ma lui per tutta risposta chiude gli occhi e si immobilizza ancora di piu’. Scherziamo sul fatto che somiglia al nostro amico NonnoSignoreAnzianoPintus anche detto “rospaccio”. Le nostre dotte riflessioni vengono interrotte dalla discesa del buon Fabio.DSCF5571DSCF5573DSCF5575 Lo aggiorniamo e poi, pive nel sacco e bussola in mano iniziamo quel che serve per uscire. Vanno avanti Max e Fabio a fare il rilievo, io attendero’ insieme al rospo.DSCF5577DSCF5578DSCF5580DSCF5582DSCF5583DSCF5585
Quando loro sono in sicurezza sopra al primo salto, risalgo pure io liberando la corda dagli armi fatti. Quando li raggiungo, DSCF5595visto che sono gia’ sulla corda, proseguo a salire fino all’uscita. Aggiorno il resto del gruppo sulla nostra esplorazione purtroppo finita anzitempo e poi inizio a risistemare la mia roba. Escono anche Fabio e Max. Ci dedichiamo con impegno a sigillare nuovamente il buco. DSCF5597DSCF5598DSCF5599Facciamo un lavoro discreto, alla fine, della grotta si intravede piu’ nulla. Prendiamo la strada del ritorno, DSCF5608oramai la sera inizia a scendere e noi abbiamo un importantissimo appuntamento, quello col ristorante! Alle macchine ci cambiamo, ripongo tutto il mio ciarpame infangato meglio che posso.DSCF5609DSCF5610DSCF5612 Inzeppiamo la macchina di Maurizio, riformiamo l’equipaggio e poi via. Arriviamo al ristorante in orario perfetto e ci dedichiamo con impegno a soddisfare il nostro appetito con energia ed allegria.DSCF5617 Ancora una bella giornata, anche a dispetto dell’ora legale che ci ha rubato un’ora di sonno!

Pubblicato in esplorazioni, ricognizione, ristorante, SCR, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Sonnino – Piana di Santo Stefano – 30/03/2014

Grotta Scura con scout – 23/03/2014

Uscita a Grotta Scura (Castelnuovo di Farfa) con un gruppo di simpaticissimi scout. Accompagnatori: Stefano, Veruska, Fabrizio, Laura, Marco, Maurizio ed io.

Vi racconto per sommi capi…per lasciare posto alle immagini che sono sempre meglio di mille parole! Giornata con tanta pioggia. Appuntamento per noi accompagnatori a Settebagni alle 7.30. Incontro sotto la pioggia con gli scout a Castelnuovo di Farfa alle 9.30. Ci cambiamo dentro la grotta e poi tutti a scendere il primo ed unico pozzo. Ho cercato di scattare almeno una foto ad ognuno come ricordo della bella giornata. Vi presento quel che ne e’ uscito fuori. Ho chiesto preventivamente permesso di pubblicare le foto in questa relazione ma se qualcuno fosse contrario basta che scriva un commento in tal senso e provvedero’ a cancellare le immagini non gradite.
Ma ora basta parole, ecco le immagini che raccontano la giornata!!!

Castelnuovo di Farfa sotto la pioggia

Castelnuovo di Farfa sotto la pioggia


Parcheggio vicino la grotta

Parcheggio vicino la grotta


Ingresso grotta

Ingresso grotta


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la vestizione

la vestizione


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Tutti pronti?!?

Tutti pronti?!?


La prima a scendere

La prima a scendere


Attesa

Attesa


Attenta sorveglianza 1

Attenta sorveglianza 1


Attenta sorveglianza 2

Attenta sorveglianza 2


foto ricordo

foto ricordo


altro discensore

altro discensore


...e un altro

…e un altro


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...e ancora

…e ancora


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...e ancora

…e ancora


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il fotografo fotografato

il fotografo fotografato


altro discesista

altro discesista


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...e ancora un altro

…e ancora un altro


allegria!

allegria!


...mentre si continua a scendere

…mentre si continua a scendere


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ancora un discesista!

ancora un discesista!


l'attento sorvegliante per via

l’attento sorvegliante per via


si, e' l'ultimo!

si, e’ l’ultimo!


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foto di gruppo all'arrivo alla fine della traversata della grotta

foto di gruppo all’arrivo alla fine della traversata della grotta


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Si torna allegramente indietro

Si torna allegramente indietro


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Inizia la risalita

Inizia la risalita


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Esultanza

Esultanza


Un risalente

Un risalente


...un altro

…un altro


...e ancora

…e ancora


...e ancora

…e ancora


...e ancora

…e ancora


...e ancora

…e ancora


...ha chiuso la discesa ma stavolta non e' l'ultimo

…ha chiuso la discesa ma stavolta non e’ l’ultimo


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L'ingresso e' di nuovo in vista

L’ingresso e’ di nuovo in vista


fotografo al riposo

fotografo al riposo


speleoscout al relax

speleoscout al relax


...mentre ancora si risale

…mentre ancora si risale


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...ecco l'ultimo risalente!

…ecco l’ultimo risalente!


Ora si che l'ingresso si avvicina

Ora si che l’ingresso si avvicina


sorvegliante con corda senza utilizzatori

sorvegliante con corda senza utilizzatori


risalita ersimia

risalita ersimia


disarmo

disarmo


ecco l'ingresso in versione uscita!

ecco l’ingresso in versione uscita!


stanchi ma felici

stanchi ma felici


alle macchine

alle macchine


qualche chiacchiera prima di cambiarsi

qualche chiacchiera prima di cambiarsi


Ecco sono finite! Piaciute? Beh, se siete arrivati fino a leggere queste parole, forse si!!! Per questa volta e’ tutto, alla prossima.

Pubblicato in corso, foto, gita, SCR, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Grotta Scura con scout – 23/03/2014

Spacca Bida – 22/03/2014

Esplorazione di una nuova grotta sul Soratte con Daniele, Nello, Maria Gianni ed io.

Contrariamente alla volta scorsa, stavolta ho ricordato di portare la fotocamera ma entrando in grotta non l’ho presa. Forse e’ stato meglio perche’ l’avrei frantumata nelle strettoie. Dovrete accontentarvi delle poche foto scattate all’esterno.
Ho appuntamento a S.Oreste alle 9.00 con Daniele, piu’ tardi ci raggiungeranno Maria e Gianni, forse si unira’ a noi anche Nonno Pintus.
Arrivo con largo anticipo, tanto che lungo la strada mi fermo anche a fare qualche foto del Soratte circondato da un mare giallo.
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Dopo aver parcheggiato occupo parte del tempo a racimolare l’attrezzatura necessaria dal caos che chiamo macchina. Luna mi guarda ma non commenta. DSCF5227Quando e’ tutto pronto passo all’alimentari per un panino che sgranocchio allegramente comodamente seduto su una panchina con Luna che, chissa’ perche’, guarda adorante il mio panino. Terminato anche lo spuntino sono allegramente arrivate le 9. Ancora si vede nessuno. Mi viene in mente che posso iniziare ad andare alla buca che stiamo scavando, tanto la strada Daniele la conosce. Per prima cosa faccio uno squillo al Nonno Pintus. Mi informa che mi sta dando buca e ci lasciamo dandoci appuntamento alla prossima volta, quando sara’. Chiamo poi Daniele. E’ proprio in quel momento al bivio che porta alla zona operazioni. Lui inizia a scendere mentre Luna ed io prendiamo la macchina e lo raggiungiamo. Facciamo la strada sterrata quasi insieme e parcheggiamo al solito posto. Insieme a Daniele oggi c’e’ anche Nello, ci siamo conosciuti tempo fa durante una passeggiata sul Soratte. Dopo i saluti passiamo velocemente a cambiarci e comporre gli zaini.
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Per fortuna l’avvicinamento e’ di pochi minuti perche’ il mio fido ed enorme zaino arancione ha un peso quasi al limite del trasportabile. Ho scelto lui perche’ oggi il tempo promette pioggia e lui essendo di pvc sopporta meglio l’acqua rispetto all’invicta. Mentre ci prepariamo slego Luna che inizia a vagare festosa correndo su e giu’ per la strada. Quando mi vede chiudere la macchina e portare lo zaino alle spalle Luna parte come un missile lungo la strada la chiamo per avvertirla che prendiamo il sentiero, come e’ sua abitudine si intrufola tra le nostre gambe per passare avanti di corsa, un giorno di questi fara’ cadere qualcuno. Stavolta mi sono portato le forbici cosi’ rimango indietro per togliere di mezzo le spine, i famosi “stracciabraghe”, che intralciano il sentiero. Visto che ci sono mi guardo in giro in cerca di asparagi. Ne trovo solo 2 ma sono alti quasi quanto me, prima li fotografo e poi me li mangio!DSCF5230
Scatto anche una foto ad una bella pianta che si e’ “incastonata” nella rocciaDSCF5233 e poi proseguo senza ulteriori indugi.
Quando arrivo al nostro buco, Daniele e’ gia’ dentro, un metro e mezzo sotto il livello del terreno, a rovistare. Nello si e’ organizzato una postazione comoda e osserva. Poggio lo zaino con sentito sollievo delle mie spalle e tiro fuori tutto il necessario. Rapido conciliabolo con Daniele, mi aggiorna. Il buco, la nostra grotta oramai, prosegue e quasi si potrebbe passare. Unico ostacolo un masso enorme che e’ in bilico. Purtroppo e’ troppo grande per tirarlo su e anche se si riuscisse a tirarlo giu’ rischieremmo di tappare tutto. Decidiamo di demolirlo. Anche questo proposito si rivela di non facile attuazione. Daniele ed io ci lavoriamo a lungo, Nello ci da’ supporto. Ne stacchiamo un bel pezzettone a forma di cuneo e lo tiriamo fuori imbragandolo con la corda. Nel corso di questo lavoro succedono alcune cose, Luna decide che ne ha abbastanza e se ne torna verso la macchina. Nello si presta gentilmente a scendere con lei ed aprirle la macchina. La sistema per il meglio e ritorna. Nel frattempo Maria e Gianni arrivano nei pressi e mi chiamano al telefono per farsi spiegare precisamente dove e’ il posto. Fornisco loro le indicazioni per raggiungerci ed infatti dopo un po’ li sentiamo arrivare. Qualche urlo finisco di guidarli fino a noi. Nel frattempo Daniele ha continuato ad accanirsi sul masso. Ne stacca un pezzo ancora piu’ corposo ma ora ha bisogno di riposare un po’, ci diamo il cambio. Mi diverto ad utilizzare il multi-monti acquistato appositamente per questi lavori. Fisso il multi-monti con una placca al masso e lo tiriamo fuori. E’ molto pesante, dobbiamo tirare tutti e 2 per riuscire ad averne ragione. Dopo questo sforzo si spera di aver finito ma ne rimane ancora un pezzo grande il doppio di quello appena estratto. C’e’ pero’ una novita’ positiva, oramai il passaggio e’ comodo. Decido di stabilizzare un po’ il masso e di andare a dare un occhio. Sarebbe brutto lavorare ancora come somari per distruggerlo e poi fermarsi pochi metri piu’ avanti. Lo sistemo in maniera che non mi caschi addosso e scendo a vedere. Sono in una frattura che prosegue avanti a me. In basso c’e’ tanta terra che digrada per almeno 5 metri fino a quello che sembra il fondo dell’ambiente visibile. Dal fondo risale dalla parte opposta per alcuni metri ma poi stringe fino a diventare una fessura utile solo per le formiche. Scesi un paio di metri, sulla destra c’e’ un piccolo ambiente, mi ci ficco dentro ma e’ un po’ stretto, torno indietro e vado avanti a vedere se c’e’ di meglio. Sul fondo, togliendo qualche pietra si puo’ proseguire. La prova del sasso sembra promettere bene. Urlo a Daniele la buona notizia e risalgo. Ritorno al masso e lavoro per tirarlo giu’. Come da “legge di Murphy” lui si incastra e non ne vuole sapere di scendere. Ripulendo pazientemente tutti i detriti che gli fanno da spalla, cullandolo facendolo oscillare dolcemente e contemporaneamente incitandolo col pie’ di porco, alla fine riesco a convincerlo e cade con un sonorissimo tonfo. Ora la grotta e’ tutta per noi. Mentre Daniele mi raggiunge portando la fida mazzetta scendo al fondo ed inizio a spostare sassi. Il punto piu’ naturale dove passare e’ ora ostruito dal masso che ho appena fatto cadere. Per fortuna subito di lato riesco a ricavare un passaggio quasi comodo. Daniele si e’ fermato al piccolo ambiente in alto, vuole vedere se vale la pena lavorarci. Mi infilo nel passaggio che ho praticato e scendo di qualche metro scivolando di sedere su un letto di terra. Da sopra sento Daniele, i 2 ambienti sono collegati, mi trovo proprio sopra di lui. Lo avverto di non tirare sassi, lui concorda e scende per seguirmi. Tiro giu’ terra e sassi in bilico mentre scendo. Mmmh, qui stringe non poco. Vediamo da che parte e’ meglio andare. C’e’ un metro di fessura verticale dove dovrei passare a fatica, almeno in discesa. A destra sembra andare ma il passaggio non e’ praticabile. A sinistra sembra un poco meglio. Daniele mi ha raggiunto. Commentiamo la situazione poi mi ficco nella fessura per sperimentare se effettivamente ci passo. E’ stretta, probabilmente con l’attrezzatura mi sarei bloccato. Prevedo che risalire questo tratto non sara’ una passeggiata. Rivedo i possibili passaggi da piu’ vicino ma anche questo ulteriore esame conferma le impressioni precedenti. Daniele mi passa la mazzetta e provo a forzare a sinistra. Tenendomi un po’ alto rispetto alla base della fessura riesco a passare col petto, dopo e’ una passeggiata. Sono in un piccolo ambiente. Potrebbe esserci piu’ di una prosecuzione ma decido di seguire la piu’ evidente. Naturalmente il passaggio e’ semi-ostruito da un masso di dimensioni generose. Con molta fatica e sbuffando come un mantice riesco a spostarlo di lato. Ora il passaggio e’ praticabile. Dico a Daniele di raggiungermi, mi infilo nella prosecuzione appena aperta. Insieme stabilizziamo ulteriormente il masso e poi proseguiamo strisciando nell’angusto ambiente. Avanti sembra chiudere, ma la frattura scende ancora. Puliamo ancora da qualche sasso errante, io mi infilo un poco piu’ avanti, Daniele si infila nel passaggio piu’ evidente ma arriviamo nello stesso punto. Scendo ancora un po’. Mi trovo davanti un bel piano inclinato liscio liscio di circa 3 metri per 3. Anche il soffitto e’ liscio, insieme sembrano una gigantesca trafila per speleologi. Scendo in basso seguendo il bordo del piano inclinato. Probabilmente c’e’ una prosecuzione ma e’ da scavare, meglio vedere se c’e’ qualcosa di piu’ comodo. Dico a Daniele di passare oltre e andare a vedere. In effetti dal lato opposto sembra esserci un passaggio piu’ comodo. La prova del sasso e’ confortante, rotola per diversi secondi, di aria ce n’e’ sempre. La situazione spingerebbe a continuare, pero’ prima di avventurarci facciamo assieme il punto. Abbiamo qualche ora di scavo sulle spalle, siamo scesi senza acqua e stiamo sudando a litri, la risalita promette di essere impegnativa, fuori ci sono Nello, Maria e Gianni che staranno iniziando a preoccuparsi. Forse e’ meglio sospendere e tornare indietro. Prendo la strada del ritorno. Non sarebbe male mettere qualche segno sulla roccia per distinguere il passaggio, rimpiango la carburo con i suoi maleodoranti segnacci neri di nerofumo. Arrivo alla fessura da passare orizzontali alti, anche al ritorno sbuffo un po’ per alzarmi abbastanza e far passare il petto ma poi e’ semplice. Subito dopo ecco il punto temuto, la strettoia in salita. E’ resa ancora piu’ simpatica dal fatto che alla base spancia un po’ e non ci sono appoggi per i piedi. Ci ripromettiamo con Daniele di portare qui una scaletta per le prossime volte. Dopo un adeguato numero di sbuffi e sospiri riesco a passare, salgo ancora un po’ per non tirare troppa roba a Daniele e quindi gli do’ il via libera. A giudicare dai rumori anche lui trova i 2 passaggi molto agevoli e divertenti. Siamo di nuovo fianco a fianco. Ancora un paio di metri di risalita e siamo nella frattura iniziale. Sento Gianni chiamarci a gran voce, mi affretto a rispondere che ci siamo e che e’ tutto a posto. Ancora un’ultima arrampicata e sono fuori. Ha piovuto mentre eravamo in esplorazione, trovo tutti i nostri amici piu’ o meno intabarrati in poncho o altri ripari. Li vedo sollevati, a noi e’ sembrato un attimo ma in effetti saremo stati via piu’ di un’ora. Intravedo con gioia la bottiglia dell’acqua e la assalgo con entusiasmo mentre anche Daniele ci raggiunge. Aggiorniamo i nostri amici su quanto scoperto. Ancora eccitati dalla scoperta parliamo di almeno 30 metri di profondita’ esplorati ed altri 10 da scendere. Ora a mente fredda credo che in effetti ne avremo sceso poco piu’ di 20, ma la mia speranza e’ riposta nei 10 metri ancora da scendere! Commentando e raccontando iniziamo a ricomporre gli zaini. Maria e Gianni, probabilmente sono un po’ infreddoliti, decidono di precederci alle macchine, hanno parcheggiato distante da noi e devono fare un bel pezzo a piedi. Nello e Daniele decidono che si fermeranno nei pressi per mangiare. Io rimango d’accordo con Maria e Gianni che andremo a S. Oreste a mangiare qualcosa assieme. Alla macchina trovo la pazientissima Luna ad attendermi. La sloggio dalla macchina per cambiarmi, risistemo tutto e sono pronto. Saluto Nello ringraziandolo per tutto e saluto Daniele prendendo accordi per sentirci telefonicamente la sera. Raggiungo Maria e Gianni. Sono in macchina parcheggiati a lato strada. Concertiamo per il pranzo. Gianni propone la pizza al taglio a S. Oreste. Io rilancio proponendo Alessandro al Campanile. Sembrano propensi. Certo sono quasi le 3 del pomeriggio e’ un po’ tardi per presentarsi da lui. Comunque tentar non nuoce, provo a telefonargli. Mi risponde lui e lo metto a parte della nostra scandalosa intenzione di farci sfamare da lui. Sentiamo che tiene consiglio e poi decreta che un antipasto ed un primo lo puo’ ancora organizzare. Accettiamo subito, mettiamo in moto le macchine e partiamo per raggiungerlo. Solo un piccolo intoppo, la strada bagnata e’ diventata un poco scivolosa, affronta una salita troppo piano e mi fermo a meta’ costringendo Maria ad una perigliosa retromarcia. Ritento prendendo un po’ di rincorsa e passo senza altri problemi. Dalla strada asfaltata in poi quasi voliamo, parcheggiamo nello spiazzo sotto al paese, quello dove tengono mercato la domenica. Come al solito da Alessandro e’ un bel mangiare, l’antipasto e’ vario ed abbondante, i primi da 1 diventano 3 e noi facciamo onore a tutto. Arriva anche a proporci il secondo ma saggiamente rinunciamo. Durante l’allegro pasto, commentando la nuova esplorazione definiamo il nome della grotta abbozzato con Daniele. Consultiamo addirittura il dizionario Santorestese! Alla fine decidiamo che si chiamera’ “Spacca Bida”. Il pasto e’ anche condito di racconti di esplorazioni passate, di prossime attivita’ in programma ed altre chiacchiere. Arriviamo cosi’ allegramente al dolce, finiamo con un caffe’ e poi possiamo dirci soddisfatti. Salutiamo tutti ringraziandoli per la gentilezza e per averci salvato dall’inedia e poi andiamo. Gianni propone una passeggiata per il paese, perche’ no… Ci porta su per vicoli fino alla chiesa DSCF5235
e poi ancora piu’ su fino ad una piazza dove mi indica una anonima porticina di metallo.DSCF5234Questo e’ il “Mortale”, mi dice. Conosco cosi’ il punto della grotta con un pozzo da 85 e tanta aria che si apre proprio dentro la cantina celata da quella porta. Dopo questa presentazione giriamo per la piazza cercando una fessura con aria che Gianni si ricordava essere nei paraggi ma non la troviamo. Pian pianino riscendiamo verso il parcheggio. Il tempo per altre 2 chiacchiere, un paio di foto al panorama DSCF5237e ci salutiamo. Cosi’ e’ finita un’altra bella giornata e, come sempre, non mi resta che salutarvi con un “alla prossima!”.

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Soratte – 15/03/2014

Ripreso lo scavo di un buco iniziato un paio d’anni fa. Daniele ed io, con Luna a scorrazzare per il bosco.

Questa sara’ la relazione piu’ scarna che abbia mai fatto poiche’ abbiamo scavato, scavato e poi ancora scavato. Ci siamo fermati dallo scavare solo per togliere i sassi piu’ grandi. L’impressione e’ che il buco fosse stato tappato per opera dell’uomo, magari qualche pastore. A riprova di questa supposizione abbiamo anche trovato, dopo aver scavato per almeno un metro, un bel pezzo di mattone. Per rendere ancora piu’ concisa la presente mi sono anche scordato a casa la fotocamera, quindi nemmeno una foto! Per il resto posso dire che con Daniele ci siamo fatti un c…uore cosi’ a forza di tirare fuori terra, la giornata e’ stata comunque piacevolissima e Luna ha corso tutto il tempo per il bosco annusando a piu’ non posso e, sospetto, trovando anche il modo di scranocchiare un chissa’ cosa (deve essere un cane incrociato con un coniglio, ama molto le piante, quelle del giardino se le e’ mangiate tutte!). A pomeriggio inoltrato abbiamo sospeso i lavori e siamo rientrati, stanchi ma contenti. Visto che una immagine e’ bello ci sia, eccovene una di Luna1200luna che fa sempre la sua figura!!! Come sempre, alla prossima!!!

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Sonnino – 9/04/2014

Visita ad un gruppo di piccole grotte nei dintorni di Campo Soriano, vicino Sonnino. Una bella giornata in compagnia di Maria, Gianni, Valentina, Fabio, Paola, Stefano,Laura, Luisa, Filippo, Ivano ed io.

Dopo essere stato scarrozzato per piu’ gite, stavolta sono io che vado a prendere Maria e Gianni. Mi presento sotto casa loro con largo anticipo, alle 7.15. DSCF5091Li avverto e poi  li attendo andando a visitare il parchetto davanti casa loro. DSCF5093Scendono carichi di zaini, carte, materiali vari. DSCF5094Per fortuna che Tom ci ha dato buca e avanza spazio in macchina. Carichiamo tutto e poi via all’appuntamento con gli altri al bar fico di Ikea Anagnina. Anche li’ arriviamo per primi, ma non dobbiamo attendere a lungo e comunque inganniamo l’attesa con una ottima colazione. Alla spicciolata arrivano tutti, siamo in 9, gli Astici come al solito si aggregheranno direttamente a Sonnino. DSCF5104 Breve summit rigorosamente al sole e decidiamo che andremo con 2 macchine, quella di Fabio, in arte Ersimio, e quella di Laura, in arte…Laura! Maria e Gianni andranno con Valentina e Fabio, noialtri ci inzepperemo comodamente nella macchina di Laura. Si parte, prossimo appuntamento all’uscita dell’autostrada a Ferentino. Arriviamo per primi ma dobbiamo attendere solo pochi minuti, ne approfittiamo per gustarci il sole. DSCF5105 DSCF5107 Ancora una sosta per fare rifornimento DSCF5109e poi alla Conad di “nonsodove” dove ci aspettano Paola e Stefano, conosciuti e stimati anche come Astici. DSCF5111 Approfitto della sosta, ma non solo io, per un salto alla Conad per dotarmi di pranzo. DSCF5113 Gianni nel frattempo ha messo tutti al corrente del cambio di programma. Dovevamo andare a vedere dei buchi nuovi insieme ad amici del gruppo Grotte Castelli Romani e la nostra guida “sonniniana” ma poi si sono fatte 2 squadre, gli amici del GGCR andranno a prendere i punti dei nuovi buchi, la nostra andra’ a rivedere delle grotticelle nei dintorni di Campo Soriano esplorate nei lontani anni ’80 (eh si, quasi senza che me ne accorgessi, gli anni ’80, quelli della maturita’ e di tante altre cose belle e brutte, hanno imboccato la buona strada per mutarsi in storia…meglio chiudere subito questo inciso!). Al parcheggio troviamo affollamento, c’e’ un allegro gruppo di escursionisti che faranno un giro da queste parti. DSCF5116 Mentre ci prepariamo si avvicinano anche dei cicloescursionisti del posto e Gianni attacca bottone chiedendo loro di buchi e grotte nei dintorni. DSCF5117I primi 2 buchi sono letteralmente a 2 passi dal parcheggio. Quello a sinistra e’ in un campo recintato, sembra piu’ una grossa dolina con molta vegetazione dentro. DSCF5115DSCF5165Lo tralasciamo perche’ chissa’ chi, chissa’ quando, ha bordato la dolina con enormi massi sistemati a tenuta della terra intorno. Questi massi non danno alcun senso di stabilita’ a vederli quindi decidiamo che non andremo a disturbarli. Il secondo buco/grotta e’ a destra, tra il parcheggio e la recinzione di una villetta. Sembra una innocua spaccatura seminascosta dalla vegetazione, ma basta avanzare di un metro per accorgersi che si tratta di una bellissima e pittoresca discarica di cose puzzolenti. Tra Luisa e Stefano e Ivano ed io ci disputiamo l’onore di scendere e rilevare il buco maleodorante. Probabilmente Luisa e Stefano cedono le armi dopo aver assaporato i teneri effluvi che emanano dal buco. Ivano ed io, decisi e compatti ci avviamo alla riscoperta della discarica. Mentre finisco di prepararmi appioppo a Ivano le forbici per fare un po di pulizia dove scenderemo. Quando sono pronto mi avvicino al buco, un tizio dalla strada mi urla che li’ dentro non si puo’ scendere, gli borbotto di rimando qualcosa di rassicurante e poi vado, metto la corda e scendo. DSCF5127 DSCF5128 DSCF5129 DSCF5130 DSCF5131Dopo circa 3 metri mi fermo su uno strato di rifiuti che forma una specie di pianerottolo calpestabile. Al di fuori del pianerottolo la frattura che forma la “grotta” si approfondisce in piu’ punti. La puzza che sentivo di sopra era solo un vago accenno di quella che aleggia nel fetido buco. Scendo a vedere il punto piu’ profondo che mi sembra praticabile. La frattura sembra chiudere tra monnezza e terra ma devo abbandonare l’esame e tornare al piano superiore perche’ mi manca decisamente l’aria addirittura inizio a sentire mal di gola. Mi metto comodo e grido a Ivano che puo’ scendere portando con se’ la sacca da rilievo, non credo esploreremo oltre li’ dentro. Mentre aspetto Ivano mi guardo intorno, seguo la puzza piu’ forte, alle mie spalle infatti scopro quello che ha tutta l’aria di essere uno scarico, di acque nere, per giunta. Probabilmente e’ per questo che il tizio mi urlava di non scendere. Arriva Ivano, gli descrivo brevemente il luogo ameno che sta visitando e poi procediamo, il piu’ velocemente possibile, a fare il rilievo. Ivano agli strumenti, io al taccuino. Un piccolo impedimento, c’e’ solo una matita non temperata. Non mi scoraggio, la prendo a morsi e ne ricavo di che scrivere. Dopo circa 20 secondi di corso sull’uso del distanziometro laser, della bussola e del clinometro, il buon Ivano e’ operativo e procediamo. Presi i punti sul montarozzo di mondezza, risaliamo continuando il rilievo, prima io e poi Ivano. L’aria fresca ha tutt’altro valore dopo il fetore tremendo, la assaporo veramente con piacere. Fuori trovo solo Laura, e’ rimasta nei dintorni a fare cicoria, mi aggiorna sulla posizione degli altri, sono nel boschetto al di la’ della strada a vedere un altro buco. DSCF5132 DSCF5134Mentre rifiato vedo gli altri che tornano, il buco non ha portato alcuna piacevole sorpresa. Li aggiorno su quella che ho nominato “Buca della discarica” (quale che sia il nome a catasto, si merita il nuovo appellativo!). Gianni ora e’ intenzionato a spostarsi piu’ avanti sulla strada per vedere i successivi buchi. Decidiamo di seguirlo un po’ tutti. Prima di andare vado da Ivano per aiutarlo a disarmare ma risponde che preferisce fare lui, cosi’ lo abbandono per nuove avventure. Vedo l’allegro e variopinto gruppo di speleo gia’ avviati lungo la strada, mi affretto a raggiungerli. DSCF5135Guidati da Gianni, armato di carte topografiche con segnati i punti da vedere, entriamo in un campo a lato sinistro della strada. Il posto sembra promettente, pero’ si fanno avanti in parecchi per visitarlo cosi’ mi astengo, ce ne saranno sicuramente altri. Con Gianni ritorniamo in strada e la proseguiamo. Poco piu’ avanti, quasi contemporaneamente, Gianni ed io notiamo una conformazione che fa pensare grotta, io passo oltre pensando pessimisticamente ad un altro bucaccio, Gianni invece gli da’ fiducia e va a vedere arrampicando il breve dislivello di roccia. La sua fiducia sembra ripagata, nella roccia si apre un buco di circa 5 metri per 2. Salgo anche io a vedere. L’interno e’ pieno ma per fortuna solo di piante. La prova sasso non accende grandi speranze, pero’ forse, li’ dove le piante sono piu’ fitte…Decidiamo di mettere una corda e di scendere. Da un lato del buco c’e’ un alberello sul bordo, utilizziamo quello per armare. Ivano, che ci ha raggiunti, si offre per scendere. Nel frattempo anche gli amici che si erano fermati al buco nel terreno vicino vengono a vedere di cosa si tratta aggiornandoci del fatto che non hanno trovato cose eclatanti, il solito buco che chiude dopo pochi metri. Hanno portato altro materiale, cosi’ metto un fix nella parete opposta a quella dove scende Ivano e scendo pure io. Purtroppo anche questo buco non ci regala sorprese, chiude ed e’ a malapena catastabile. Di buono c’e’ che e’ un posto piacevole e quindi ci prendiamo tutto il tempo per fare qualche foto.DSCF5136 DSCF5137 DSCF5138 DSCF5139 DSCF5142 DSCF5144 DSCF5148 DSCF5149 DSCF5153 Dopo la soleggiata e rilassante sosta riprendiamo le nostre carabattole. Decido che e’ ora di pranzo e quindi affronto con coraggio e sprezzo del pericolo i 2 panozzi che ho comprato alla Conad questa mattina. In pochi minuti ho ragione di loro. Continuiamo sulla strada, arriviamo fino ad un incrocio con madonnina, ne approfittiamo per qualche foto spiritosa ed un summit sul da farsi. DSCF5156 DSCF5159 DSCF5161 DSCF5163Non sembra esserci alcunche’ di notevole da vedere li’ nelle vicinanze. Gianni ci dice che c’e’ un posto sulla collina di fronte indicatogli dai cicloescursionisti questa mattina, pero’ e’ distante ed e’ meglio andare leggeri. Visto che anche per il resto della banda si e’ fatta ora di pranzo, il piano d’azione e’ presto delineato. Torneremo alla macchina per la pappa e per cambiarci e poi andremo a fare ricognizione sulla collina. Gianni ci indica, in direzione del pinnacolo di roccia chiamato “il carciofo” attacca la collina. Piu’ in alto si trovano 3 o 4 villette allineate alla stessa quota. Secondo le indicazioni, vicino alla piu’ grande di queste villette ci dovrebbe essere una grotta. Strada facendo, tra frizzi, lazzi ed un Ersimio versione rasta, discutiamo su quale sia la villa piu’ grande. Non e’ proprio immediato deciderlo. Rimandiamo la cosa a quando saremo piu’ vicini. Sbrighiamo il pasto, o meglio, lo sbrigano loro mentre io, gia’ sfamato, me li guardo sgranocchiare con malcelata golosita’. DSCF5167 DSCF5168 DSCF5169Faccio la prova a togliere la tuta, sono sudatissimo e sento freddo. Me la infilo nuovamente lasciando pero ‘ alla macchina tutto il resto della attrezzatura. Partiamo baldanzosi alla volta del carciofo, Valentina decide di rimanere nei pressi della macchina a scattare foto. Passiamo il carciofo, anche da vicino e’ un bel pinnacolo di roccia, ed arriviamo alle pendici della collina nei pressi di una pozza artificiale per la raccolta d’acqua. Il sentiero attraversa poi un vigneto i cui filari sono organizzati come un labirinto. Per una ventina di minuti ci perdiamo in lui. Ci vediamo ma non riusciamo a raggiungerci! Alla fine pero’ ne abbiamo ragione e sbuchiamo sul proseguo del sentiero. Ci ricompattiamo e continuiamo. Inizia la salita. Lungo il sentiero osserviamo possibili buchi, un’altra pozza d’acqua con girini ed altri animaletti, delle formazioni rocciose particolari di cui l’ottimo Ersimio ci rende edotti.DSCF5173 DSCF5176 DSCF5178 DSCF5179 DSCF5182 DSCF5183 DSCF5186 DSCF5187 DSCF5188 DSCF5189 DSCF5191 DSCF5192Alla fine sbuchiamo su una strada bianca. Prendiamo a sinistra verso le ville. Ci soffermiamo sulla prima ma poi decidiamo che non e’ la piu’ grande. La seconda magari non e’ la piu’ grande, ma e’ molto carina e vicino c’e’ una mimosa in fiore che e’ spettacolare. DSCF5193 DSCF5194 DSCF5197A fianco della villa parte un sentiero in salita. Lo seguiamo cercando buchi et similia. Ci sparpagliamo rovistando un po’ dappertutto ma senza grandi risultati. Dopo un po’ sono stufo, me ne ritorno verso la villa.  Filippo attira la mia attenzione su una pianta fiorita vicino alla villa, e’ sicuro sia una gardenia stellata, una varieta’, mi dice, molto pregiata. Non replico per non palesare la mia ignoranza, ma dalla distanza a cui siamo dalla pianta quelle che vedo non mi sembrano molto diverse da delle margherite o fiori simili. Quasi tutti siamo tornati nei pressi della villa. Mancano solo Ivano e Gianni che sono persi in ricerche. Dopo una lunga attesa sbucano dalla strada, sono arrivati fino alla villa successiva, forse era lei la piu’ grande. Comunque anche loro hanno trovato nulla. Prendiamo la strada del ritorno. La discesa e’ decisamente piu’ agevole. Anche il labirinto lo passiamo in volata e senza perderci. Salutiamo il carciofo e in poco siamo alle macchine. Recuperiamo Valentina e Laura, facciamo i bagagli e chiudiamo la giornata preparandoci al ritorno. DSCF5199 DSCF5200 DSCF5203 DSCF5205Visto che e’ ancora presto decidiamo di andare a visitare un altopiano nelle vicinanze che potrebbe essere speleologicamente interessante. Mi perdo subito quindi non saprei dire come ci siamo arrivati, pero’ arriviamo in un punto dove abbiamo una rusticissima pizzeria sulla destra ed una fonte d’acqua sulla sinistra. Ci sono delle persone intente a prendere l’acqua. Ci fermiamo e Gianni prende subito parola con loro chiedendo di buchi, grotte, o altro. Uno di questi e’ addirittura nato pochi metri piu’ in la’, parlano a lungo. Ad ogni modo il posto sembra interessante anche a me. Attorno allla fonte ci sono delle vasche. Dentro ci sono dei simpatici animaletti. I piu’ informati del gruppo dicono trattarsi di tritoni.DSCF5210 DSCF5211 DSCF5214 DSCF5218 Inizia qui un tormentone basato sulle variazioni di “3 tritoni contro 3 tritoni” che ci porteremo fino a casa. Inizia a scendere la sera e fa anche un certo freschetto. Si rimonta in macchina con l’intenzione di passare al simpatico bar ristorante che avevamo visitato la volta scorsa, non ci fermeremo a cena neanche stavolta, pero’ non possiamo negarci una veloce merenda! Iniziamo con birra e patatine fritte poi, complice un accordo tra Filippo e la signora che gestisce il locale, la cosa degenera decisamente. Improvvisamente compaiono sulla tavola asparagi sottolio, olive, cipolle in agrodolce, formaggio, affettati e tanto pane fresco e croccante. Lasciato da parte ogni indugio ci lanciamo golosamente su questo ben di dio facendone piazza pulita in pochi minuti. Dopo questo allegro e sfizioso spuntino non ci rimane che andare. Salutiamo la signora che ci ha sfamato e torniamo alle macchine. Il ritorno domenicale e’ sempre un po’ rallentato dal traffico ma ad ogni modo tutto si conclude benone, prima con l’arrivo al bar fico e quindi, dopo aver recuperato ognuno la propria macchina, con il ritorno a casa. Naturalmente ho una ultima tappa per riaccompagnare Maria e Gianni a casa loro, ma la buona volonta’ viene ricompensata degnamente poiche’ arrivo a casa e trovo parcheggio dopo solo 2 giri, quasi un record! Come al solito non rimane altro che lasciarci augurando, alla prossima…

Pubblicato in ricognizione, SCR, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Sonnino – 9/04/2014