Corso Materiali della SS-FSL – 03 ottobre 2026

A Capranica prenestina insieme a tanti amici per (ri)scoprire cose da sapere sui materiali speleo.

La mattina siamo Martina ed io in macchina di Gabriele. Arriviamo con un buon ritardo e troviamo il corso gia’ iniziato.

Quando arrivo saluto un poco tutti, c’e’ anche Claudio, l’attuale coordinatore della Scuola di Speleologia della Federazione Speleologica del Lazio, che ha organizzato il corso con l’aiuto di Stefano. Da bravo ritardatario vengo invitato ad occupare la sedia in prima fila. Ne approfitto per fare conoscenza con Gianluca, il nostro docente.

Purtroppo in questi giorni ho un fastidioso mal di schiena che si manifesta quando sto seduto quindi dopo un poco mi sposto e con la scusa inizio a fare foto.

Vado anche alle spalle del gruppo dove, in ultima fila, ci sono Claudio e Stefano.

Proseguo il mio giro terminandolo a sinistra di Gianluca. Li’ trovo un poco di pace.

Gianluca, dopo averci rinfrescato la memoria sulla sicurezza e le possibili conseguenze legali degli incidenti, si addentra nell’argomento forse piu’ importante della giornata. La verifica e la gestione dei materiali. Prende dai suoi capaci zaini un sacco di materiali e inizia a parlare di norme, date di scadenza e altri parametri da tenere d’occhio.

In pratica ogni bravo magazziniere dovrebbe tenere un registro con i dati identificativi di ogni attrezzatura che gestisce in magazzino con la sua data di primo utilizzo e la data di scadenza prevista.

L’argomento e’ interessante ma non proprio leggero da digerire, Gianluca sciorina con sicurezza sigle, leggi e aneddoti ma devo dire che il momento della pausa lo accolgo con piacere. Vado ad affacciarmi al balcone della sala consiliare del comune ad ammirare il panorama.

Riprendiamo mettendo mano ai PC, chi lo ha portato, per vedere brevemente degli esempi di come puo’ essere organizzata una scheda materiali. Stefano intanto ci avverte che Claudio e’ stato chiamato altrove per lavoro e ci porta il suo saluto.

Pausa di relax! Ci lanciamo fuori dall’aula e, chiedendo in giro ai capranicensi, riusciamo a scovare il locale forno. In breve quasi tutti i partecipanti al corso si affollano nel piccolo forno per assaggiare le specialita’ locali. Dopo completiamo lo spuntino con un buon caffe’ in uno dei due bar del paese, entrambi sulla piazza principale.

Dopo la pausa si prosegue con la lezione. Gianluca ci porta addentro al tema “durata del materiale”.

Ci spiega, per ogni tipologia di materiale, metallico, tessile o altro come riconoscere la data di produzione e determinare la scadenza. Chi ha portato la propria attrezzatura controlla…e ne vengono fuori delle belle.

Fine della teoria. Ora avremo un’ora di sosta prima di recarci alla palestra di roccia per alcuni test sui materiali.

Il bar dove avevamo preso il caffe’ della pausa ora e’ chiuso quindi ci dirigiamo compatti al secondo bar, dalla parte opposta della piazza. Fabio si e’ gia’ organizzato e si gode un buon tramezzino capranicense.

Da questo bar si gode del panorama, lo skyline di Capranica prenestina, prima non avevo notato la bella cupola cilindrica in cima al paese. Con una ricerca postuma scopro che: “la struttura rotonda che si vede in cima a Capranica Prenestina è “Il Cupolino”, la caratteristica cupola cilindrica che fa parte della Chiesa di Santa Maria Maddalena”. Tanto per il piacere di saperlo.

Al centro della piazza il bar mette a disposizione dei tavoli dove mangiare e noi ne approfittiamo con allegria.

L’ora di pausa termina velocemente. Dopo ci spostiamo velocemente alla palestra di roccia dove faremo esperimenti sulla resistenza dei materiali. Questa palestra gia’ la conosco, ci sono stato l’ano scorso per un corso CAI.

Eccoci tutti qua, Gianluca, con l’aiuto di Stefano, si accinge a uno spiegone di quel che faremo.

Detto fatto iniziano a fare dei buchi sul pavimento calcareo che ci ospita.

Gianluca ci mostra con orgoglio lo strumento che useremo per le prove. Un potente e robusto estrattore a vite collegato con un dinamometro che permette di sapere che forza stiamo applicando all’oggetto delle nostre prove.

Iniziamo con un fix da 8mm che, su mia offerta, colleghiamo a un vecchio anello tolto dalla grotta dopo circa una decina d’anni di permanenza. Credo che quel tipo di anello con le saldature sia fuori produzione da almeno venti anni, se non trenta. Sono curioso di vedere come si comportera’ il “vecchietto”.

Gianluca lo mette in carico e lui inaspettatamente regge botta.

Il fix scorre leggermente nella sua sede, per circa un millimetro ma poi si blocca ed e’ l’anello che inizia a deformarsi…ma senza spezzarsi.

Breve sosta nei test per un ripasso utile sul fattore di caduta

Fatto il ripasso riprendiamo a torturare il mio povero anello. Nulla da fare, non cede ma continua a deformarsi fino a fine corsa dell’estrattore.

Facciamo, o meglio Stefano fa, ancora un buco per piantare un fix da 10mm

E’ un fix da ferramenta che Stefano vuole testare. Il test termina con la completa estrazione del fix

Anche se nella foto si vede poco, l’analisi visiva del fix ci mostra il possibile motivo del cedimento progressivo del fix. In pratica la camicia d’espansione del fix ha fatto il suo lavoro solo su un lato mentre l’altro e’ rimasto in, diciamo, posizione di riposo e quindi ininfluente in termini di tenuta. Il fix ha comunque tenuto molto ma l’effetto di vederlo uscire dalla roccia fa comunque un brutto effetto.

E’ il momento di provare un multimonti da 6mm. Ci aspettiamo grandi cose da lui. Mentre Stefano fa il buco Gianluca ci ricorda pro e contro dell’utilizzo dei multimonti.

Dopo qualche difficolta’ per farlo impanare Gianluca lo mette in opera e iniziamo a provarlo con il vecchio anello. Il multimonti nemmeno se ne accorge ma il povero anello si deforma ulteriormente. Smettiamo di infierire su di lui solo quando l’estrattore arriva a fine corsa.

Leviamo l’anello e ci mettiamo una placchetta in alluminio, anche lei anzianotta.

La placchetta si deforma senza rompersi pero’ fa lavorare il multimonti con una torsione laterale, cosa che e’ uno dei tallone d’Achille del multimonti. Infatti, come ci si aspettava il multimonti si spezza in prossimita’ della testa.

Mettiamo a riposo i fix utilizzati martellandoli nella roccia per evitare che qualcuno possa pensare di usarli. Nel frattempo Gianluca e’ alla parete per provare l’estrattoore su uno dei fix da 10mm che ci sono.

Il montaggio dell’estrattore e’ un poco laborioso vista la scomodita’ del punto in cui deve operare. Alla fine pero Gianluca sistema tutto e inizia a tirare il fix. Stefano approfitta per dare un moschettone in lega molto anziano. Useremo lui come collegamento tra l’estrattore e il fix. Il risultato finale e’ confortante, il fix si accorge a malapena della tortura a cui e’ sottoposto ma il moschettone in vece si rompe in corrispondenza del dentino di tenuta della leva. Comunque anche lui regge con onore.

Non poteva mancare una prova di taglio di una corda in tensione. Quattro o cinque di noi, da una parte, tirano la corda mentre Gianluca infierisce su di lei col taglierino, per simulare lo sfregamento su una roccia tagliente. Alla fine la vetusta corda (Stefano dice che l’ha tolta da una grotta nel 1987!) cede.

Non poteva mancare una foto al trapano di Stefano, che in qualche modo e’ stato protagonista.

Coi saluti Gianluca pone fine al corso e noi ci apprestiamo a tornare alle auto per poi rincasare.

Ancora una foto panoramica di commiato prima di lasciare la palestra.

Una bella giornata, sicuramente utile. Grazie a Gianluca, grazie a Claudio e Stefano che hanno organizzato con lui questo bel corso e un grazie a tutti gli amici che lo hanno frequentato con me. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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