Inizia con la classica palestra di roccia il nuovo corso del GsCaiRoma.
Dopo varie vicissitudini per la concomitanza del corso del GsCaiRoma con quello dello Speleo Club Roma la palestra di approdo e’ quella vicino Palestrina. Io ci arrivo grazie a un passaggio in macchina offertomi da Riccardo, uno dei corsisti, che approfitto per ringraziare.
A proposito di Riccardo, mentre siamo in auto facciamo un po’ di amarcord poiche’ lui e’ “ripetente”, fece il corso con lo SCR nel 2012 con un gruppo di altri suoi amici. Durante il viaggio mi aiuta a riportare alla mente eventi lontani ma sempre piacevoli. Addirittura Riccardo ha ritrovato una foto di gruppo di una delle uscite del corso. Ve la mostro con affetto.

Ma torniamo a noi. Arrivati alla palestra troviamo alcuni istruttori gia’ in parete. Hanno allestito gia’ alcune vie per risparmiare tempo. Io mi perdo in chiacchiere e mi scordo di fare una foto al fantastico panorama che ci viene offerto oggi. Per rimediare ho “rubato” una bella foto a Marco, che ringrazio. In pratica tutta la valle sotto di noi e’ nascosta da un mare di nuvole. Se si mantiene cosi’ ci attende una bella giornata e magari anche molto calda.

La piana poco distante dalla parete pian pianino si popola di corsisti e istruttori. Dobbiamo iniziare il sacro rito della vestizione.

Ancora una foto di gruppo ma questa e’ dedicata a un sorridente Riccardo mentre inizia a indossare l’imbrago e il resto dell’attrezzatura.

Giulio segue una coppia di allievi, lei Flaminia e lui Fabrizio.

Ma chi c’e’ oggi? Ma quella e’ Diana! Federico, mio amico e padre di Diana mi aveva detto che ci sarebbero stati anche loro ma io come al solito lo avevo debitamente obliato. E’ quindi con piacere doppio che vado a salutarli e addirittura rubo un selfie a Diana senza alcuna ripercussione fisica nei miei confronti.

Federico e’ gia’ impegnato con ben 3 allievi, lo distraggo solo un attimo per un saluto.

Erika raduna tutto il gruppo dei corsisti per uno spiegone su come si indossa l’attrezzatura.

Io sono pronto, ho gia indossato quel che dovevo, ne approfitto per andare a dare uno sguardo da vicino alla parete. Mentre sono la’ a curiosare Salvatore si accorge che sono senza far nulla e mi chiede di andare ad armare una delle vie ancora mancanti. La cosa mi dispiace per nulla, mi faccio dare un poco di materiale e salgo in cima dove trovo una corda da utilizzare.

Naturalmente mentre sono impegnato nell’armo dimentico completamente la fotocamera ma, appena termino la sfodero nuovamente per documentare cosa sta succedendo. Lo spiegone di Erika e’ terminato, gli allievi sono tutti imbragati e ora si sono divisi in piccoli gruppi per provare l’uso del discensore. Con l’aiuto di un istruttore imparano come montare la corda sul discensore, come legare la corda per fare il blocco e quindi la corretta sequenza per liberare la corda.


Anche Federico fa la sua parte con alcuni allievi. Diana da poco distante controlla che dica tutto correttamente. E’ una giudice severissima!

Giulio non e’ da meno e spiega l’arte discensoria ad altri allievi.

Iniziamo ad andare in parete. Qua abbiamo Valentina e Marco.

Flaminia e Salvatore sono gia’ arrivati in cima.

L’esercitazione sulle vie armate prende il via alla grande. Siamo tutti impegnati per istruire a dovere i nostri nuovi corsari aspiranti speleo.

Non ci avevo fatto caso ma mentre ero in parete un volenteroso Giulietto, chiamato cosi’ per distinguerlo da Giulio, ha armato un traverso sulla paretina di fronte alla nostra. Alcuni allievi sono gia’ in fila per provarlo.

Nella piana intanto e’ arrivato un sole ben caldo, tra poco arrivera’ anche alla parete e…ci sara’ da sudare.

Anche Riccardo ora e’ impegnato in parete. Una foto la merita sempre.

Ho terminato un giro in parete con alcuni allievi e ora vogliamo andare a provare il traverso.

Sulla piana ci sono gia’ alcuni che prendono un poco di riposo approfittando anche del bel sole. La foto mi serve anche per ricordare, spero, di dover sempre controllare il selettore della fotocamera. La simpatica rotellina che serve per modificare le impostazioni di scatto tende a muoversi da sola quando estraggo la fotocamera dalla sua custodia. Ora per esempio si e’ spostata da “Auto” ad “A”. Non mi chiedete cosa significhi, so solo che le foto successive sono tutte “sbiancate”.

Mentre faccio qualche minuto di pausa anche io faccio una foto sbiancata alla parete dove ferve l’attivita’.

Partiamo con il traverso, ne approfitto per fare qualche foto a Franco mentre e’ impegnato con lui.

Eccolo alla fine del traverso mentre affronta la breve discesa per arrivare a terra.

Dopo di lui arriva Francesca.

Non sono riuscito a decidere quale fosse la foto col sorriso piu’ simpatico quindi le ho messe entrambe.

Dopo il traverso con Francesca e un altro allievo (di cui ho colpevolmente scordato il nome, ricordo solo che e’ troppo alto!) torniamo in parete. Il programma di oggi indica che e’ il momento di provare alcune manovre piu’ complesse come per esempio l’inversione di direzione a mezza corda.


Intanto il sole e’ arrivato alla parete. Nonostante sia oramai autunno, scotta parecchio e chi e’ fermo a osservare i “paretisti” si rifugia nei punti in ombra.

Tra una salita e l’altra mi ritrovo a fianco Federico, l’occasione e’ ottima per una foto e un saluto.

Dopo che Francesca e “altissimo” hanno terminato le manovre previste, con Francesca, ancora non abbastanza stanca, andiamo a fare ancora una salita/discesa di ripasso.



Arrivati in cima alla via faccio un scambio via con Francesca cosi’ potra’ provare anche le semplici manovre per passare un deviatore. Termina la sua discesa senza problema ma con l’attenta assistenza di Marco che le fa sicura.

Mi fermo un attimo per mangiare un boccone, ora di pranzo e’ passata da un po’ e lo stomaco protesta. Ne approfitto per una foto a Riccardo mentre inizia il traverso.

Mentre “ciancico” la mia triste barretta al sesamo guardo la parete, sempre piu’ assolata e sempre affollata.

Finito il magro pasto mi guardo intorno, non mi sembra ci siano allievi desiderosi o bisognosi di assistenza. C’e’ Diana che riposa all’ombra, Federico ci consiglia di approfittarne per fare una salita assieme…perche’ no? Andiamo. Cosi’ avro’ modo di provare le due vie piu’ a destra che non ho ancora usato.
Facendo la foto a Diana mi accorgo della mala impostazione della fotocamera e finalmente la correggo tornando a fare foto quasi decenti.
Diana ha iniziato a usare gli attrezzi su corda da un anno e l’avevo vista solo una volta da allora. Era stato tempo fa, quando era ancora agli inizi. Ora devo dire che si muove molto bene, sara’ una bravissima speleo. Chissa’ se sara’ lei a portare in grotta Federico e me tra qualche anno…

Questa e’ la prima foto non “sbiancata”. Bene.

Tecniche attendiste all’ombra. Oramai la giornata volge al termine. La maggior parte degli allievi ha terminato le manovre previste o in procinto di.

Diana e Riccardo a riposo sotto l’ombra di un albero.

Erika e’ alla base della parete, ancora affollata, e annota diligentemente sulle schede degli allievi quali sono le manovre fatte.

Giro oziosamente tra allievi e istruttori facendo foto a caso.

Inizio a essere stanco. Vado vicino al mio zaino per togliere l’attrezzatura. Lei e’ Giulia, oggi non abbiamo avuto modo di fare attivita’ assieme pero’ mi fermo a scambiare qualche parola con lei. Ho sentito mentre diceva a un altro allievo di aver avuto problemi con l’imbrago quindi la disturbo per saperne di piu’. Il problema della regolazione dell’imbrago e’ un argomento veramente delicato e importante, forse non sempre ben considerato. Purtroppo e’ difficile sapere se un imbrago sara’ scomodo o meno, dipende fortemente dal proprio fisico, ma alcuni piccoli accorgimenti possono evitare situazioni dolorose.

Ho terminato di cambiarmi ora faccio un giro veloce di foto tra gli allievi mentre in parete gli istruttori iniziano a disarmare le vie.



Disarmo quasi completato. Ora la parete e’ nuovamente spoglia, non e’ piu’ allegramente festonata da corde e speleo. Un saluto e un grazie a lei per averci ospitato.

Abbiamo una buona giornata e un buon inizio di corso, non potevamo chiedere di meglio. Alla prossima.