1° corso GSCO – Grotta di Cittareale – 30/04/2017

Siamo alla seconda uscita del primo corso GSCO. La prima grotta per i nostri corsari sara’ Cittareale…

Anche questa volta Betta, io e Luna siamo arrivati sabato ad Orvieto e spendiamo la giornata a riposare e passeggiare. La mattina dopo ci si vede al Food village ad un orario quasi scandaloso. Si, perche’ le 6 del mattino di domenica e’ una di quelle ore che dovrebbero essere rigorosamente dedicate al sonno. Ed invece noi eccoci tutti qua, pronti e quasi allegri. Anche stavolta facciamo tappa ad Orte a prelevare Alessandro e poi proseguiamo. Vicino alle Terme di Cotilia facciamo sosta ad un bar lungo la strada e ci ricongiungiamo col gruppetto montebuonese, Giulio e Gianni. Filippo e Roberto solo al pensiero di un altro caffe’ iniziano a fare facce strane. Foto quasi di gruppo. La Sabrina e’ tagliata a meta’ e manca Alessandro, pero’ rende l’idea del gruppo. Si riparte. Dopo qualche dubbio circa la retta via arriviamo al pratone dove si lasciano le macchine. Ho fatto la grotta di Cittareale almeno 25 anni fa ed il pratone e’ l’unica cosa che ricordo. Il campo speleo che gli amici di Terni stanno facendo in questi giorni e’ proprio di fronte a noi, dal lato opposto di un fosso. Iniziamo a cambiarci qua poiche’ il campo e’ ancora immerso in una gelida ombra mentre alle macchine c’e’ un bel sole che stempera, anzi rende gradevole, l’aria frizzante del mattino. Quasi pronti. Zaini in spalla e via andare. Arriviamo al campo giusto in tempo per cogliere anche qua il primo sole.  Ci mettiamo comodi in attesa di organizzare l’uscita. Una foto con Riccardo ci sta tutta. Il caldo sta iniziando a fare colpo su di me, gia’ sudo copiosamente. Giorgio indica Simone e Riccardo come primo gruppo, quello che andra’ ad armare. Io li seguo senza dare troppa pubblicita’ alla cosa. Devo trovare un posticino tranquillo per andare…in bagno ed il bosco dove sono diretti loro mi sembra piu’ indicato dello spazio aperto dove sono le tende! Al campo intanto si organizzano le altre squadre. Oggi saranno molti i gruppi, oltre al nostro, ad entrare in grotta.Iniziamo a salire. Devo dire che la salita l’avevo completamente rimossa. Per fortuna quasi subito entriamo nell’ombra degli alberi e la temperatura cala bruscamente. Eccoci all’ingresso, anche questo l’avevo completamente rimosso.  Saluto i miei amici e vado in perlustrazione alla ricerca di un angolino riparato confacente ai miei bisogni. Quando torno all’ingresso, trovo che il nostro gruppo e’ gia’ sul posto. I veterani della grotta. Oggi saranno con noi per darci una mano. Giorgio termina di prepararsi, nel frattempo spiega a tutti la grotta e organizza l’entrata. Simone e Roberto vicini all’ingresso. Scendono Filippo e Giorgio. Filippo andra’ avanti ad armare con Riccardo, Giorgio si fermera’ alla base del pozzo iniziale. Scendono poi anche i nostri 2 veterani ed infine Simone che si attesta al frazionamento. Io sono all’ingresso e ne approfitto subito per rubare una foto di gruppo. Provo anche a dire di spegnere le luci del casco e riaccenderle solo prima di entrare ma la mia sollecitazione al sano risparmio energetico non raccoglie troppi consensi.  Iniziamo a far scendere i nostri eroici corsari. Arriva un gruppetto di persone. Non hanno fretta e devono terminare di prepararsi ma tra poco dovremo sospendere le operazioni per farli passare. Intanto ecco la discesa di Andrea. Al frazionamento lo lascio nelle capaci mani di Simone. I ragazzi del gruppo hanno terminato i preparativi. Facciamo loro posto per farli scendere.   Ahi! arriva anche un altro piccolo gruppo, i nostri tempi di ingresso si allungheranno ulteriormente.  La lunga sosta al fresco ha raffreddato i miei bollenti spiriti. Inizio a sentire freddo, approfitto della sosta per aggiungere un’altra maglietta a quella indossata inizialmente. Ora va molto meglio. Nel frattempo anche il secondo gruppetto si e’ fatto avanti per entrare.  L’attesa si e’ fatta lunga, il fervore iniziale e’ quasi spento, si iniziano a cercare posizioni comode ove stazionare. Arriva un altro gruppo. Per fortuna sono escursionisti che hanno fatto una deviazione per venire a curiosare. Pero’ infine le luci le hanno spente! Riprendiamo le operazioni. Parte Federica. Poi e’ il momento della splendida splendente Sabrina. E quindi e’ il turno di Barbara. Eccola mentre si avvia al frazionamento dove trovera’ Simone. Arrivata. Ed ora e’ il momento di Gianni. Vai! Anche a lui una foto al frazionamento con Simone. Buon ultimo scende Alessandro. C’e’ piu’ nessuno? Ah si, ci sono io! Eccomi che scendo a raggiungere Simone. Mi fermo al frazionamento e attendo che Simone scenda, poi vado anche io. La base del pozzo e’ quasi circolare, larga poco piu’ di 2 metri. Da un lato se ne esce per scendere in disarrampicata un paio di metri. Si arriva in un ambiente dove in fondo si annida lo spauracchio della grotta, la temutissima strettoia. Davanti a me c’e’ ancora una bella fila in attesa di cimentarsi con lei. Qualcuno, forse Federica, ce l’ha appena fatta. La fortunata a provare subito dopo e’ Barbara. Scavalco la fila e mi avvicino per immortalare le sue fatiche. Ecco gli ultimi 3 eroi, Gianni, Roberto ed Alessandro. Simone mentre termina di dare indicazioni a Barbara. Quando arriva il momento di Alessandro ci troviamo a fronteggiare un problema inatteso. Nonostante l’impegno profuso ed i molti tentativi, il Buon Alessandro deve darla vinta alla strettoia. Dopo un ultimo, strenuo quanto infruttuoso sforzo per vincere la dannata, Alessandro si da’ per vinto e decide di voler riguadagnare l’uscita. D’accordo con Giorgio mi occupo io di accompagnarlo. Eccoci quindi di nuovo fuori a goderci il sole. Lascio Alessandro pronto a dirigersi verso il campo mentre io riprendo la discesa del primo pozzo. Sceso il pozzo arrivo alla strettoia. Ora c’e’ nessuno. Salgo. La strettoia e’ stretta, ma nemmeno tanto, un paio di sbuffi ed altrettanti sospiri e sono passato. C’e’ un’altra corda, segno che devo continuare a salire, Giorgio mi ha lasciato dicendo: “segui la corda, ci raggiungerai in breve tempo”. In cima a questo altro pozzetto c’e’ un bivio. A destra c’e’ un passaggio largo da dove arriva aria fresca, a sinistra c’e’ un passaggio stretto e scomodo. Corde da seguire non ce ne sono ed inoltre mi sembra di aver sentito nominare un’altra strettoia fetida. Decido quindi di tentare la strettoia. Il passaggio si rivela alquanto arduo. Gia’ a meta’ capisco che non sarebbe stato opportuno far passare i nostri corsisti per un posto del genere. Arrivo quindi alla conclusione che di qua non sono passati, la strada larga ed arieggiata che ho disdegnato era quella giusta. Visto che oramai la fatica l’ho fatta, termino il passaggio per vedere come continua. Che sudata! Mentre riprendo fiato mi guardo attorno. Continua a budello stretto ma percorribile per altri 2 metri poi non vedo oltre. Considero esaurita la mia curiosita’. Per passare a ritroso mi sgancio il croll dal delta. Scivolo via con molta piu’ facilita’. Una volta fuori mi ricompongo e bevo un goccio d’acqua, o meglio di sbobba (per i curiosi, e’ un mix 2/3 d’acqua ed 1/3 di un integratore di sali minerali). Salgo il metro che mi separa da un finestrone e poi ritrovo le corde. Ora sono traversi. Alla fine dei traversi sento qualche rumore. Non e’ il gruppo, e’ solo Simone che si e’ attardato  un poco.   Lo raggiungo ed andiamo assieme fino al pozzo successivo. Nel frattempo mi aggiorna su quanto successo in mia assenza ed io gli racconto di Alessandro. I nostri allievi al momento pare se la stiano cavando alla grande. Scendiamo a raggiungerli. Foto ricordo per Simone. Al pozzo successivo troviamo Roberto ad attendere. E’ in raccoglimento mistico. Simone ed io ci aspettiamo che da un momento all’altro inizi a levitare. Purtroppo deve interrompere la meditazione quando arriva il suo turno per scendere.Passiamo un pozzo con discesa, frazionamento e risalita. credo sia chiamato “yoyo”. Oramai siamo in vista del resto del gruppo. Siamo in un lungo meandro intervallato da piccoli salti. Giulio in placida attesa. Siamo davanti ad un traverso un poco esposto.La prode Barbara e’ impegnata con il non facile traverso.Lo ha quasi passato. Avanzo per curiosare. Chi si rivede? Ciao Riccardo! Dall’altra parte e’ sempre paziente attesa. Giulio oggi sfoggia la carburo, ogni volta che la vedo mi prende un poco di nostalgia…ma poi la puzza mi riporta ai giorni nostri. Barbara ha terminato il passaggio. Possiamo andare anche noi. Quando arriviamo alla saletta successiva, veramente e’ piu’ una parte larga e comoda del meandro, troviamo tutto il resto del gruppo in pausa pranzo. Faccio una rapida panoramica di chi mi capita sotto tiro. Federica, e’ venuto a fuoco solo il sorriso, ma direi che basta ed avanza.  Gianni, pensieroso. Forse non ricorda dove ha messo i panini. Andrea non ci crede, a cosa non si sa, pero’ non ci crede. Per almeno mezz’ora rimaniamo a fare salotto comodamente seduti. Filippo e Giorgio hanno portato il necessario per fare il caffe’ ed il the. Un buon sorso di una bevanda calda non fa mai male. Dopo essermi rifocillato penso al resto. Ho sudato parecchio e sono bagnato addosso. Visto che di tempo ne abbiamo, approfitto per spogliarmi ed indossare delle magliette asciutte. Dopo la macchinosa operazione, ora si che potrei godermi al meglio il resto della sosta. Purtroppo il cambio abiti mi ha rubato quasi tutto il tempo. Si riparte per tornare indietro. Pausa dopo il traverso.Proseguiamo. Avanti a me c’e’ Federica.  Ancora meandro. Siamo arrivati allo yoyo. Il passaggio di questo punto non e’ semplicissimo quindi impieghiamo del tempo. Provvidenziale per me e’ stato il cambio dei vestiti. Paziente attesa del proprio turno. Giulio e’ ultimo e provvede al disarmo. Passa Barbara, poi sara’ la volta di Federica. Giorgio passa con Federica per assisterla al frazionamento dove si risale. Tra poco tocchera’ a Gianni. …Essendo rimasto solo io come istruttore alla partenza del pozzo, devo darmi da fare e riporre la fotocamera per un buon tratto. Dopo il passaggio dello yoyo ne approfitto per dare una mano a Giulio nel disarmare. Oramai siamo ai passaggi conclusivi ed i nostri eroici corsari vanno spediti come dei veterani. Andrea si prende anche il suo tempo per scattare foto ricordo della simpatica gita ipogea. L’ultimo tratto lo faccio con 2 zaini, uno il mio e l’altro con la corda che ho recuperato. Fortuna che il tragitto e’ corto e semplice. Mentre sono quasi in vista della strettoia verticale sento salutare. Abbiamo incrociato un gruppo entrato da poco. Tra loro riconosco la voce di Giuseppe ma non faccio a tempo a salutarlo. Stanno andando al vecchio fondo ed hanno preso un altra via rispetto a quella dove sono io. Peccato, penso, lo salutero’ la prossima volta. Raggiungo il mio gruppo alla base del pozzo d’uscita. A noi pian pianino si aggiungono altri amici, proprio quelli che abbiamo incontrato all’andata. Da bravi amici di grotta facciamo un poco per uno a risalire ingannando l’attesa con qualche chiacchiera. Quando e’ il mio turno salgo il piu’ svelto possibile. Fuori trovo ad aspettarmi Simone e Giulio. Scendiamo assieme. A meta’ strada facciamo anche una foto artistica con Giulio che passa una Simon-strettoia…sperando non ci sia stillicidio! Eccoci in vista del campo. Appena arrivo trovo alcuni amici del GSCAI Roma. Hanno ancora lo zaino in spalla. Sono appena giunti a destinazione e devono decidere dove piantare le tende. Intanto il campo si anima, iniziano i preparativi per la cena. I nostri si rifocillano. Ce l’abbiamo fatta anche stavolta! L’aria e’ sempre fresca da queste parti, non per niente siamo abbondantemente sopra i mille metri. Decidiamo che e’ l’ora di andarci a cambiare.Arrivati alle macchine procediamo col cambiarci senza ulteriori indugi. Con i vestiti asciutti e’ un’altra cosa. Ora che si fa? Siamo tutti alle macchine, qualche saluto al campo l’abbiamo fatto. La strada da fare per tornare a casa e’ tanta. Tutte queste considerazioni ci fanno propendere per una rapida partenza.  Mettiamo subito in atto i nostri propositi. Strada facendo ci arriva una cattiva notizia. Una ragazza e’ caduta in grotta e si e’ fatta male. Stanno partendo ora i soccorsi. La ragazza, pare sia Katia, era col gruppo che abbiamo incrociato in uscita, quello dove c’era anche Giuseppe. Seguiamo con apprensione il susseguirsi degli aggiornamenti. Per fortuna sembra che l’infortunata non sia in condizioni critiche. Incrociamo le dita per lei.Durante il viaggio di ritorno ci arriva la conferma che si tratta proprio di Katia. Arrivano anche notizie confortanti sul suo stato di salute. Il soccorso si e’ mobilitato ed il recupero iniziera’ a breve.

La mattina dopo apprendiamo con sollievo che Katia e’ uscita ed e’ stata portata in ospedale per le cure necessarie. Approfitto per fare i complimenti al CNSAS tutto ed i migliori auguri di pronta guarigione a Katia. Oggi, in special modo per lei, alla prossima!

Pubblicato in corso, GSCO, speleo, uscite | Commenti disabilitati su 1° corso GSCO – Grotta di Cittareale – 30/04/2017

1° corso GSCO – Palestra – 23/04/2017

Prima uscita del primo corso GSCO Palestra Madonna dello scoglio nei pressi della cascata delle Marmore.

E cosi’ ci siamo. E’ iniziato il primo corso del Gruppo Speleologico CAI Orvieto. Oggi ci sara’ la prima uscita. Andremo in palestra di roccia per imparare l’utilizzo della attrezzatura speleo. Per l’occasione Betta, io e Luna siamo venuti a passare il fine settimana ad Orvieto.

Ed e’ ad Orvieto che mi alzo all’alba di domenica e mi avventuro con Luna per la solita passeggiata. E’ sempre particolare vedere la strada principale di Orvieto cosi’ deserta. Passano a prendermi sotto casa Sabrina e Simone. Insieme andiamo all’appuntamento al Food Village, il bar che in quel di Orvieto puo’ meritarsi l’appellativo di bar “fico”. Dopo una rapida ma sostanziosa colazione ci avviamo, ne abbiamo di strada da fare per arrivare alle Marmore. Facciamo sosta ad un bar vicini alla meta dove incontriamo gli amici del gruppo CAI i Pipistrelli di Terni che ci danno una mano per il corso. Tra loro c’e’ Giorgio che si e’ preso l’onere di essere il direttore del nostro primo corso.

L’ultimo tratto di strada e’ di sterrata e sembra lunghissimo ma alla fine possiamo tutti parcheggiare in un ampio spiazzo sopra la palestra. Prima tappa, la distribuzione delle attrezzature.  Dopo facciamo la vestizione e poi finalmente ci avviamo per scendere alle pareti dove troveremo il resto della banda. Sono dei volenterosi arrivati prima per attrezzare le via dove ci eserciteremo. Eccoci in vista delle pareti. L’attivita’ ferve ancora ma molte vie sono pronte ed aspettano solo noi. Pian pianino il gruppo discente si forma e si addensa vicino alle pareti. Tutte le vie sono armate doppie per poter seguire i nostri aspiranti speleo. Roberto ed Alessandro ne approfittano subito per una foto ricordo. Giorgio sistema una corda su un albero comodo ed inizia lo spiegone sull’utilizzo degli attrezzi. Lo ascoltiamo tutti con attenzione. Dopo le spiegazioni si passa alla pratica. Tutti provano il montaggio del discensore e la chiave di blocco. Sento quasi freddo, faccio una rapida salita e discesa per scaldarmi. Si passa agli attrezzi per salire. E’ ancora Giorgio a spiegare. Tutti gli si fanno intorno per ascoltare le nuove nozioni. Le spiegazioni sono terminate, ancora qualche raccomandazione. Ora si deve passare alla pratica. Ci sparpagliamo dividendoci tra tutte le corde disponibili. Ogni istruttore si accaparra una vittima da tartassare, un paio di corde e poi via alle esercitazioni.  Eccoci impegnati. Federica sfoggia un bel sorriso nonostante l’impegno. Vi lascio alle foto senza interferire troppo con i commenti. Verso meta’ mattinata Giorgio organizza una rapida spiegazione di alcuni concetti che intende fissare meglio.   Si riprende con le esercitazioni. Barbara si appresta a salire. Intanto c’e’ chi si mette all’ombra e si prende un attimo di riposo per pranzare. Le pareti sono sempre impegnate. I nostri allievi sono infaticabili. Nuova sessione di spiegazioni di Giorgio su alcune manovre su corda buone da conoscere, inversione di direzione, passaggio del nodo e altre. Facciamo ancora un poco di esercizi poi Giorgio ci raccoglie tutti per un briefing in cui riassume la giornata e quel che abbiamo imparato. Per gli allievi manca solo un piccolo cimento, il traverso. Ne abbiamo armato uno abbastanza semplice di lato alle vie. Mentre la maggioranza del gruppo si sposta al nuovo impegno alcuni di noi rimangono per iniziare a disarmare le corde. Abbiamo quasi terminato quando il gruppo torna verso di noi. Giorgio ha deciso di voler vedere come risale ogni singolo allievo. Ci tocca rimontare un paio delle vie appena smontate. Terminata la sistemazione delle vie ci sistemiamo ai frazionamenti per aiutare gli allievi che passano. Io sono in cima, all’uscita. Filippo e’ subito sotto di me, Simone e’ poco piu’ sotto e Giorgio e’ alla partenza. Ecco i primi arrivati, Stefania, Gianni ed Andrea. Arriva vittoriosa anche Sabrina. E’ poi la volta di Federica. E quindi di Alessandro. Fa capolino Barbara. Riesce ancora a sorridere, quindi tutto bene. Frazionamento, ti conosco e non ti temo. Si riparte. Ultimo sforzo, sei quasi arrivata! Terminato quest ultimo cimento possiamo riprendere lo smontaggio delle corde. La giornata si puo’ considerare conclusa. Si rientra alle macchine, stanchi ma felici. Dopo tanto impegno uno spuntino e’ proprio quel che ci vuole. Per fortuna Stefania ed Andrea hanno portato cibarie per tutti. Banchettiamo in allegria.Dopo lo spuntino rimangono solo i saluti ed i ringraziamenti a Giorgio ed ai ragazzi del suo gruppo per l’impegno profuso. Ci salutiamo e saliamo in macchina per percorrere la lunga strada che ci portera’ di nuovo a casa. Un giornata impegnativa ma divertente. Un ottimo inizio di corso. Alla prossima.

Pubblicato in corso, GSCO, palestra, speleo | Commenti disabilitati su 1° corso GSCO – Palestra – 23/04/2017

Ricognizione Camporotondo – 17/04/2017

In ricognizione a pasquetta dalle parti di Camporotondo con Maria, Gianni, io e Luna. Visto il “locale” Pozzo della neve. Scordata a casa la fotocamera, quindi solo una foto presa col cellulare.

Siamo in quel di Tagliacozzo a passare le vacanze di Pasqua. Dopo aver adeguatamente festeggiato siamo desiderosi di muoverci un poco. Gianni propone una passeggiata dalle parti di Camporotondo a rivedere alcune grotte. Subito aderiamo alla sua proposta, Luna addirittura ulula dalla felicita’! Lasciamo la macchina in fondo all’abitato di Camporotondo, dove la strada asfaltata diventa sterrata. La nostra passeggiata inizia da qua. Facciamo un tratto di strada in piano e poi ci inoltriamo nel bosco. La strada prosegue in lieve salita, appena percettibile. Quando la strada inizia a salire notiamo qualcosa di interessante nel canalone alla nostra destra. Andiamo a vedere. C’e’ una recinzione.Ecco la grotta! Gianni decreta che si tratta del Pozzo della Neve. Facciamo un giro intorno, scatto una foto ricordo, Gianni prende il punto GPS della grotta e poi proseguiamo.

L’intenzione sarebbe quella di trovare anche un’altra grotta indicata nelle vicinanze. Continuiamo per circa un’ora a seguire la strada, ora in decisa salita. L’attento scrutare nei dintorni non ci porta a nuove scoperte. Arriviamo in un punto, una sella, dove la strada prende a scendere. Facciamo pausa valutando il da farsi. Luna e’ l’unica che vorrebbe proseguire. E’ in minoranza, quindi e’ deciso, si torna indietro. Gianni consulta la mappa e ci dice che proprio da questo punto e’ indicata la partenza di un sentiero che permette di fare un percorso ad anello. Lo imbocchiamo senza dubbi od esitazioni. Il sentiero ci evita tutti i tornanti che faceva la strada ed il ritorno si rivela velocissimo. Facciamo una breve sosta per farci qualche foto (solo Maria in realta’!) dentro un enorme tronco cavo poi riprendiamo il cammino. Pochi minuti e siamo di nuovo alla macchina.

Una uscita breve ma sentita e molto utile per smaltire poco poco il tanto cibo gustato per Pasqua.

Alla prossima.

Pubblicato in ricognizione, SCR | Commenti disabilitati su Ricognizione Camporotondo – 17/04/2017

Inferniglio, Cavorso ed Arcinazzo- 08/04/2017

Con Gabriele a fare qualche giro per i Simbruini. Prima all’Inferniglio con Isabella, Domenico e Mario per accompagnare all’Inferniglio alcuni soci del CAI Tivoli. Quindi al Cavorso a far visita a Nerone ed Elia. Ed infine ad Arcinazzo per 4 chiacchiere sulle grotte locali con Mimmo.

La mattina verso le 9 Gabriele passa a prendermi. All’uscita dell’autostrada facciamo sosta per una veloce colazione poi proseguiamo per Subiaco dove facciamo un’altra sosta per prendere il canotto in sede. Equipaggiati di tutto il necessario andiamo all’appuntamento davanti alla villa di Nerone, no, non il nostro, si tratta dell’imperatore romano! Qui incontriamo tutto il resto del gruppo. Un rapido saluto e ripartiamo. Allo spiazzo vicino la grotta facciamo campo base per prepararci. Prima di indossare la muta vado a fare un giro verso l’Aniene che scorre poco sotto di noi. Bei posti, non c’e’ che dire. Peccato non aver portato la muta completa, altrimenti un tuffo lo avrei fatto volentieri. Andiamo a cambiarci, va…Alle macchine ferve l’attivita’. Quando siamo tutti cambiati Gabriele si incarica del briefing ovvero dello spiegone prima della grotta. Nel frattempo inizio a rendermi utile portando il canotto vicino all’ingresso. Torno in tempo per il termine del briefing, ci avviamo tutti verso la grotta. Con rapidita’ ed efficienza il canotto viene gonfiato a dovere. Ultimi preparativi. E poi via. Stiamo entrando in grotta. Poco prima di entrare ci si avvicina una gitante solitaria, e’ venuta a visitare l’ingresso della grotta ed e’ incuriosita dai nostri preparativi. Visto che stiamo entrando le chiedo se vuole sbirciare dentro anche lei per il primo tratto. Acconsente. Le mostriamo il lago mentre il gruppo si addentra. Fatto il mio dover di ospite, la lascio alle cure di Domenico che oggi non entrera’ in grotta per un fastidioso mal di schiena. Sapremo poi da lui di aver avuto una presenza internazionale poiche’ la ragazza e’ brasiliana.  Al laghetto ci distribuiamo i compiti, Gabriele, l’unico con la muta intera, sara’ il motore del canotto. Io saro’ all’arrivo per far sbarcare i nostri amici. Mentre Gabriele completa i preparativi, io attraverso svelto camminando sulle tavole semi-sommerse. Rispetto alla scorsa visita il livello dell’acqua e’ calato di almeno un palmo, ci si bagna fino a meta’ polpaccio. Presa posizione, diamo inizio al traghettamento. Il canotto e’ ampio e con 2 viaggi terminiamo. Terminato il primo trasbordo, Isabella, che ne faceva parte, va un poco avanti per tenere a bada i neo-esploratori che scalpitano. Arriva la seconda “ondata”. Gabriele guida il canotto con destrezza. Ora sta facendo le manovre per ormeggiare e far sbarcare tutti in sicurezza.. Fatta la salita con l’aiuto della corda, ci assiepiamo di fronte all’ostacolo successivo, un breve laghetto facilmente passabile con qualche contorsionismo. Gabriele si rituffa in acqua per dare assistenza durante il passaggio. Io sorpasso tutti per andare a fare accoglienza dall’altra parte. Ne approfitto per una foto al laghetto che stiamo per passare. Ecco il passaggio del contorsionismo. Nell’attesa che passino tutti facciamo sosta in ordine sparso. Riformiamo il gruppo per uno spiegone da parte di Gabriele. Mentre Gabriele spiega mi apparto un attimo per recuperare il cavalletto ed applicarlo alla fotocamera. Litigo poi con lei per ritrovare l’impostazione con tempi lunghi che mi serve. Quando il gruppo e’ quasi pronto a ripartire, sono pronto anche io. Faccio una foto di prova  ai laghetti appena passati poi rientro nei ranghi, chiudero’ la fila scattando foto. Gabriele ha quasi terminato di parlare di stalattiti e stalagmiti. Ripartiamo. Il tratto da percorrere non e’ lungo, pero’ e’ interessante e divertente per chi e’ alle prime esperienze. Passiamo accanto ad un altro laghetto poco profondo. Aspetto che passino tutti per tentare di nuovo una foto. Provo a scattarne alcune con il gruppo, pero’ i tempi lunghi ed il movimento non si conciliano affatto. Colleziono un sacco di “fantasmi”.  Questa e’ capitata in un momento di sosta, quasi buona. Anche questa potrebbe essere peggio. Ci fermiamo di nuovo tutti quanti, e’ arrivato il momento di “vedere” il vero buio. Spegniamo tutte le luci ed osserviamo un minuto di silenzio. E’ sempre affascinante e rilassante sentire la voce della grotta in questo buio inconcepibile all’esterno.  Finita anche la prova del grande buio riprendo a fare foto. Nel frattempo Gabriele termina il suo spiegone. Vado avanti a fare foto. Oramai siamo quasi al traverso. Anche oggi ci fermeremo dove inizia la corda. Ecco la corda del traverso. Faccio un salto a vedere in che stato sono gli attacchi del traverso. Non molto bene, devo dire. Aveva ragione Nerone nel dire che e’ il caso cambiarli. Riprendiamo la strada del ritorno. Io, che chiudo la fila, mi diletto a fare qualche foto. Qualcuna e’ venuta carina, ve le propongo senza troppe chiacchiere. Eccoci di nuovo in zona laghetto. Dobbiamo affrontare il passaggio scomodo e poi saremo al canotto.Questione di un paio di minuti ed eccoci in vista del canotto. E’ stato cosi’ gentile da aspettarci. Gabriele riprende il posto da “motore” del canotto immergendosi nell’acqua gelida ed iniziamo subito col primo viaggio. Mentre il canotto termina il suo viaggio ne approfitto per tentare alcune foto. Qua si vede bene il livello usuale dell’acqua. Fatto anche il secondo ed ultimo viaggio abbandono il presidio del molo di imbarco e traverso il lago usando la comoda passerella. Una rapida salita ci porta in vista dell’uscita. Prima di sgonfiare il canotto approfittiamo ancora di lui per una foto di gruppo. Per sicurezza ne facciamo anche un’altra, non facciamoci parlare dietro! Durante il breve tragitto di ritorno alle macchine proviamo a portare il canotto in piu’ persone ma a meta’ strada desistiamo, e’ meno complicato farlo da solo e poi non ha un peso proibitivo. Al campo base scendo direttamente all’Aniene per darmi una sciacquata. L’acqua sembra meno fredda rispetto alla volta scorsa. Un rapido cambio di abiti approfittando delle panchine poi ci mettiamo a prendere il sole gustandoci qualche chiacchiera. Isabella e Domenico prendono lezioni da Mario che insegna loro un esercizio per stirare la schiena. Una ultima tappa la facciamo alla vecchia mola, e’ la casetta proprio sotto di noi. Quello a sinistra, mi spiegano, e’ l’arco da cui usciva l’acqua canalizzata dopo aver mosso le pale del mulino. Questo e’ il vano in cui erano poste le pale del mulino. Pare fossero malridotte e che siano state definitivamente distrutte da ignoti vandali. Peccato. Il condotto di canalizzazione dell’acqua che alimentava la mola. Ora c’e’ una sorta di sbarramento. Visitata la mola, torniamo indietro. Sul ponte le nostre strade si dividono, il grosso del gruppo va a fare una passeggiata ricreativa per i sentieri lungo l’Aniene. Mario, Gabriele ed io, piu’ golosamente, riprendiamo le macchine per andare al ristorante di Valerio per salutarlo e gustare un buon piatto di fettuccine. Di questo lauto pasto non ho avuto cuore di fare foto, vi posso assicurare pero’ che e’ stato all’altezza delle aspettative. Dopo le fettuccine riprendiamo le macchine. La nostra meta e’ la grotta di Cavorso, in verita’ ha un nome piu’ complicato, ma non lo chiedete a me. Quando arrivo trovo un fervere di attivita’. Non ero mai capitato in un cantiere archeologico e rimango ad osservare a lungo un mucchio di giovani che lavorano stretti in pochi metri quadri. Ma quello lo conosco…e’ Elia! Anche lui e’ arruolato come archeologo?!? Non poteva mancare Nerone, anche lui dedito alla ricerca archeologica, chi lo avrebbe mai detto?Conosco anche l’archeo-professore a capo dello scavo, e’ simpatico e cordiale, ma non conoscendolo bene mi astengo dal fotografarlo. Vinta la titubanza iniziale gli chiedo permesso di entrare in zona scavi per dare uno sguardo. Uno dei ragazzi mi presta il suo casco per evitare che io possa farmi male in questo ambiente ostile. Peccato che il casco non abbia la luce. Intravedo la prosecuzione ma posso solo fare una foto col flash e tornarmene indietro…meglio cosi’, se dovessi inzaccherare i vestiti buoni potrei incorrere nelle ire di Betta! Uscendo faccio foto al cantiere ed al simpatico gruppo di giovani che vi lavora. Gabriele e Nerone sono persi in chiacchiere speleo-archeologiche. Purtroppo il tempo e’ tiranno e dobbiamo andare se non vogliamo dare buca all’ultimo appuntamento della giornata. Un saluto collettivo a tutto il simpatico gruppo archeologico e poi partiamo per le macchine. L’ultimo tratto di salita per Gabriele. Mario non e’ da meno. Eccoli insieme durante l’ultimo tratto di strada. Tanto per non perdere l’abitudine vado dalla parte opposta della strada dove c’e’ una spaccatura. E’ buio e si vede nulla, ci scatto una foto. Facciamo gli adeguati saluti con Mario poi prendiamo la strada per Arcinazzo. Nerone ha consigliato di proseguire dritti senza tornare indietro a Subiaco, e quindi di passare per gli Altipiani di Arcinazzo. Noi cosi’ facciamo. Eccoci infine alla piazza principale di Arcinazzo. Il nostro amico e’ gia’ qui che ci aspetta.  Ci propone di andare al bar per stare comodi e bere qualcosa. Sposo la sua proposta con entusiasmo, ho una sete da matti. Ecco Mimmo e Gabriele durante la chiacchierata sulle grotte del posto. Un incontro interessante e che magari potra’ avere qualche sviluppo in futuro. Ora pero’ si e’ fatto tardi, noi dobbiamo ancora fare un passaggio a Subiaco per posare il canotto in sede. Torniamo alle macchine, sempre chiacchierando di cose ipogee, e poi ci salutiamo. Eccoci infine a Subiaco. L’ultima tappa per portare a nanna il canotto.Quando si dice portare un canotto con eleganza.I muri che sovrastano l’ingresso della sede, sarebbero una buona palestra.
Ed ecco la sede. Il rientro e’ tranquillo, col sole che cala mano a mano che ci avviciniamo a Roma.Una giornata non molto impegnativa fisicamente ma indubbiamente variegata grazie alla verve organizzativa di Gabriele. Alla prossima.

Pubblicato in Archeologia, speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Inferniglio, Cavorso ed Arcinazzo- 08/04/2017

Ciaspole – 01/04/2017

Uscita alla grotta delle Ciaspole per fare il rilievo. Con Mirko, Fabrizio, Andrea, Francisco, Paolo, Nerone, Tarcisio, Gianluca ed io.

Stavolta sono solo a partire da Roma, quindi poco prima delle 8 prendo la macchina e vado. Alle 9.15 sono al solito bar. Parcheggio insieme a Fabrizio, arriviamo nello stesso momento. Dopo i saluti aspettiamo che ci raggiungano anche Tarcisio, Nerone e Gianluca e ce ne andiamo a fare colazione. Sentiamo Mirko per telefono, arriveranno in ritardo. Fabrizio ed io impieghiamo il tempo scendendo fino da Erzinio a prendere della pizza. Quando torniamo c’e’ ancora da attendere e ci uniamo agli altri che stanno seduti davanti al bar chiacchierando e prendendo il sole. Finalmente arriva anche Mirko col resto del gruppo. Altra salva di saluti con i nuovi arrivati, una puntata all’alimentari per le loro vettovaglie e poi finalmente possiamo partire. Prendiamo commiato da Gianluca che occupera’ la giornata con alcune grotte di recente scoperta in zona Campovano. Stavolta la neve non dovrebbe essere di intralcio, non piu’, saliremo quindi fino a Campo Catino per prendere la strada alta ed arrivare con le macchine molto vicino alla grotta. Come ci aspettavamo, la neve e’ quasi solo un ricordo. Dappertutto, tranne che in 2 punti della strada dove rischiamo di dover fare dietrofront. Sono salito in macchina con Fabrizio abbandonando la mia al parcheggio di Guarcino. E’ stata una ottima idea visto lo stato della strada. Fabrizio e’ indeciso sul punto dove fermarsi pero’ poi riconosce il posto ed accosta. L’arrivo degli altri ci conferma la giustezza della scelta. Iniziamo a prepararci. Ecco Tarcisio e Nerone, sono pronti a tutto, Nerone non perde tempo ed ammorba l’aria con il fumo della sua inseparabile pipa. Tutti pronti? Ok, chiudiamo le macchine ed andiamo. Mirko prende la testa del gruppo e si avvia deciso verso la grotta. Lo seguo. Sono davvero pochi metri, ho appena lasciato le macchine alle spalle e gia’ la vedo. Gli altri arrivano quasi subito. Eccoci tutti qua.La grotta. Non sembra piu’ asciutta della volta scorsa. Foto di gruppo, uno squadrone! Facciamo 2 squadre, Paolo, Mirko ed io andremo avanti a vedere cosa fare per andare avanti. Tornando indietro faremo il rilievo. Tarcisio, Nerone e Fabrizio si fermeranno a meta’ per allargare alcuni punti ancora ostici. Andrea e Francisco decideranno sul momento come muoversi. Scendendo tento qualche foto frettolosa ma senza risultati apprezzabili. Gli ambienti, se anche non sono comodissimi da percorrere, sono molto larghi quindi la mia fotocamera non ce la fa proprio a scattare foto con un senso compiuto senza una adeguata preparazione. Il massimo che riesco ad ottenere e’ un nero quasi indistinto. La strettoia dove i miei amici erano fermi la volta scorsa, alla mia prima discesa. Ora hanno passato il punto stretto e si puo’ proseguire. Aspetto che passi Mirko per capire come affrontare la strettoia. La sosta serve a poco perche’, quando arriva nella zona di interesse, e’ oramai scomparso alla vista. Dovro’ affidarmi ai sensi. Mi infilo a piedi in avanti e “brucheggio” per la decina di metri che mi separa dalla strettoia finale. Inizia il punto stretto. Mi devo mettere in diagonale col corpo per assecondare la roccia. Dietro di me sento Mirko che cerca di darmi indicazioni. Non mi sembra poi cosi’ stretto, procedo senza troppi affanni. Sono con i piedi fuori. Li poggio dopo un sasso e posso sfilarmi col resto del corpo. Fatto! La frattura riprende, inclinata a 45°, ampia quasi una decina di metri ed alta circa un metro. La scendiamo fino a quando e’ fisicamente percorribile poi vedo Mirko spostarsi di lato strisciando in un cunicolo con un letto di ghiaia fine e terra. Davanti a noi sento Paolo, e’ fermo nel punto dove inizia la zona nuova da vedere. Visto che siamo quasi arrivati, me la prendo comoda e impiego qualche minuto a togliere ghiaia e terra per allargare e facilitare il passaggio del cunicolo. Smetto quando sono soddisfatto. Mi sono gelato le mani facendo questo lavoro, intorno alle rocce che sposto c’e’ uno strato di brina bianca, lo osservo bene, e’ proprio ghiaccio! Quando raggiungo i miei amici comunico loro la cosa. Paolo ha con se un orologio multifunzione con la misurazione della temperatura. Ha rilevato 5° C. Ecco spiegato il ghiaccio. Naturalmente oltre al ghiaccio non manca lo stillicidio, infatti siamo gia’ tutti fradici. Tutti ben inzeppati nello stretto spazio davanti alla possibile prosecuzione facciamo il punto della situazione. Allora, davanti a noi c’e’ da scavare, sopra di noi c’e’ una piccola sala comoda come sala d’attesa. Deciso che si deve scavare ed in quale direzione, Mirko si impossessa della mazzetta ed inizia a lavorare assistito da Paolo. Io, per non essere di intralcio e per non restare fermo sotto lo stillicidio, me ne salgo alla saletta. Durante il lavoro ci raggiungono anche Andrea e Francisco ma, visti gli spazi ristretti ed il freddo intenso, dopo qualche minuto decidono di tornare indietro. Il lavoro prosegue, stavolta non vengo chiamato in causa per fare la mia parte quindi aspetto pazientemente nella saletta. Lo stare fermo mi procura un picco di freddo, inizio a tremare come una foglia. Mi faccio coraggio e prendo la decisione di cambiarmi. Stare a torso nudo con il perfido stillicidio che imperversa non e’ piacevole affatto, pero’ dopo, con un paio di magliette asciutte addosso la situazione migliora notevolmente. Una fatica ben ripagata. Come premio mi concedo un lauto spuntino a base di pizza ripiena di mortadella. Intanto arrivano aggiornamenti dalla zona scavo. Dopo il punto stretto iniziale, hanno raggiunto un punto leggermente piu’ largo. La speranza che il largo continuasse viene subito frustrata. Ci sara’ di nuovo da lavorare ma ora sono sfiniti dal freddo. Mi raggiungono nella saletta. Vediamo una possibile prosecuzione sopra di noi ed impieghiamo alcuni minuti per allargarla a suon di mazzettate. Alla fine e’ abbastanza larga perche’ Mirko si possa infilare. Il responso non e’ incoraggiante, stringe quasi subito e non sembra promettere altro. Mirko ne esce e facciamo consiglio per decidere il da farsi. Siamo tutti e 3 fradici e tremanti dal freddo. Stabiliamo che e’ il momento di levare le tende e fare ritorno. Fedele a quanto stabilito come programma, inizio a prendere il necessario per fare il rilievo. Prendo il mio fido cellulare, lo accendo, lo inserisco nella sua custodia ed inizio a “sditacchiare” su Topodroid per impostare il nuovo rilievo. Controllo il distox, verifico per scrupolo che lui e la bussola diano la stessa direzione e mi dichiaro pronto. Nel frattempo anche Mirko ha preso dallo zaino il suo distanziometro. Visivamente e’ identico al mio, pero’ non e’ ancora stato modificato a diventare Distox2 quindi non ha la bussola ed il bluetooth. Spiego queste differenze a Paolo e Mirko quindi decidiamo che faremo doppio rilievo, io col distox, Mirko alla “vecchia” con disto laser e bussola a parte. Paolo, armato di quaderno e matita,  segnera’ i punti dettati da Mirko e ci fara’ da segnaposto per la battuta successiva, avanti a noi. Iniziamo con tante buone intenzioni ma gia’ alla terza battuta ci dichiariamo sconfitti dal freddo. Tra tutti e tre sembriamo un concerto di nacchere! Alla fine, da un rilievo doppio, ci rassegniamo a tentare una semplice poligonale prendendo i punti col distox, senza scaricarli sul cellulare. Un salto nel vuoto insomma. Anche questa tecnica, notevolmente piu’ veloce, si rivela disagevole negli stretti e fangosi ambienti della grotta. Ogni tanto mi ritrovo a dovermi spalmare nel fango con somma gioia. Tanto per farla completa, nella lunga strettoia, quella dove eravamo fermi la volta scorsa, devo prendere il punto almeno una decina di volte perche’ il distox si rifiuta, dando con impertinenza e pertinacia un deplorevole errore “Info xxx”. Gli ultimi metri e’ un vero e proprio rivoltarmi nel fango gelido, un piacere unico. Quando esco per fortuna la temperatura esterna e’ piu’ che gradevole. Provo a fare qualche foto ma anche la fotocamera e’ provata dal bagno di fango, anche se l’ho tenuta al riparo dentro la tuta non e’ uscita indenne dalla prova. Tentativo di selfie.Le foto che seguono non sono opera mia ma del fido radiologo, Fabrizio. Questo e’ il nostro arrivo.

Un abbraccio di fango.Sulla macchina troviamo le tracce di una visita. E’ passata Anna con l’intenzione di seguirci in grotta ma ha avuto un problema (lascio scoprire a voi quale leggendo il suo simpatico biglietto) e ha dovuto abbandonare.

Una volta vestiti ed imbustato a dovere tutto il lordume fangoso possiamo ripartire alla volta di Campo Catino dove ci dirigiamo al bar. Dentro troviamo ad aspettarci il resto dei nostri amici, Anna e Gianluca compresi. Un rapido spuntino ed un aggiornamento su quanto fatto nel corso della giornata ci occupa per circa un’ora. Fatto quel che si deve Fabrizio ed io prendiamo commiato e ce ne scendiamo a Guarcino. Il solitario e tranquillo ritorno a Roma conclude la giornata, fredda fredda ma pur sempre interessante. Alla prossima.

Pubblicato in rilievo, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Ciaspole – 01/04/2017

Inferniglio – 26/03/2017

La mattina a Tivoli a visitare la Voragine di MonteSpaccato ed il pomeriggio ad accompagnare all’Inferniglio un allegro gruppo di aspiranti attrici. Con Livia, Nerone, Maurizio, Giuseppe, Gabriele ed io.

Complice il blocco del traffico a Roma, siamo andati con la mia macchina che ha potuto cosi’ sfoggiare la sua “GPLlita’”! Siamo i “soliti” a partire da Roma, Gabriele, Giuseppe ed io. Come se non bastasse, oggi inizia anche l’ora legale. Noi pero’ la inganniamo dandoci appuntamento alle 10 a Tivoli, una cosa quasi comoda.

Il luogo di ritrovo e’ all’arco dove c’e’ il bivio per andare al Catillo, alla palestra di arrampicata. Ecco un trio formidabile, Giuseppe, Gabriele e Giancarlo. Quando siamo tutti ci spostiamo in massa al bar in piazza per un rinforzo di colazione. Mentre aspetto il cappuccino scatto una foto al panorama! Espletato il bisogno primario di cibo ci dirigiamo verso la nostra meta, la voragine di MonteSpaccato. Sono anni che ne sento parlare ed oggi sono contento perche’ mi togliero’ finalmente la curiosita’. Strada facendo inizio a dubitare di riuscirci. Siamo una bella fila di macchine con quella di Domenico in testa. Prima imbocchiamo la strada per Carsoli…e torniamo indietro. Un giretto per Tivoli ed imbocchiamo un’altra strada…ma nemmeno questa e’ giusta. Altro giretto per Tivoli poi imbocchiamo la strada per San Polo. Mi ricordavo vagamente l’associazione Voragine-SanPolo ma, conoscendomi, non osavo manifestare questo inconsueto sprazzo di memoria. Comunque alla fine quest ultima si rivela quella giusta. Sali, sali e sali ancora arriviamo quasi in cima dove parcheggiamo in un ampio spiazzo. Il panorama da qua e’ fantastico. Presi gli zaini ci avviamo. Strada facendo non posso esimermi dallo scattare foto a piu’ non posso. Procediamo lenti ma decisi. Io sono scarico perche’ ho deciso di non portare l’attrezzatura per non avere tentazioni. Noi, il gruppetto della mia macchina, abbiamo poco tempo, nel primo pomeriggio dobbiamo essere a Subiaco con tanto di pranzo fatto. Ci avviciniamo a quello che sembra un campo di atterraggio. Lo attraversiamo e passiamo oltre. Ora dobbiamo solo cercare la grotta. Domenico e’ fiducioso, si tratta di una spaccatura di 20 metri per 2, non possiamo non vederla. Iniziamo la ricerca sparpagliandoci ai 4 venti. Proviamo a seguire il sentiero, magari porta proprio alla grotta. Troviamo una spaccatura. Con Michela la osserviamo. Se e’ questa, le dimensioni che ha dato Domenico erano sovrastimate di molto. Questa sembra circa 8 metri per 2, ad essere generosi. L’ingresso non e’ promettente. Il resto del gruppo e’ ancora in cerca in ogni dove. Mentre siamo intenti nelle nostre considerazioni circa la spaccatura… …sentiamo chiamare da poco piu’ in basso. E’ Domenico, ha trovato la voragine vera ed unica! Lo raggiungiamo evitando di scivolare dentro alla impressionante spaccatura che ci si apre davanti quasi all’improvviso. Eccola finalmente! Pian pianino il gruppo si riforma vicino alla grotta. Nel frattempo io giro facendo foto. Iniziano le attivita’ d’armo. Per noi 3 pero’ si e’ fatto quasi tardi. Richiamo svelto all’ordine Gabriele e Giuseppe e dopo alcuni minuti di saluti riusciamo a partire per tornare alla macchina. La salita non e’ cosa da poco ma la affrontiamo impavidi. Eccoci infine allo spiazzo dove abbiamo lasciato la macchina. Un rapido spostamento ci porta fino a quel di Subiaco, al ristorante dei genitori di Valerio. Li abbiamo avvertiti che abbiamo fame ed i minuti contati. Facciamo affidamento su di loro per soddisfare la fame nel poco tempo a disposizione.  Non ci deludono! No, direi proprio di no! Fatto il pranzo, scendiamo a Subiaco alla piazza della ex-cartiera (non sapevo che a Subiaco ci fosse mai stata una cartiera, me lo spiega Nerone al suo arrivo). Dopo il caffe’ in piazza ci spostiamo al sole. Ci troviamo Livia e, dopo qualche minuto, arriva anche Maurizio. Maurizio, pensoso, al fontanile. Fa la sua porca figura. Quando arriva il gruppo da accompagnare ci muoviamo verso la grotta. Nerone ci dice che sono un gruppo di attrici o aspiranti tali che stanno frequentando un corso di recitazione. Sembra che l’acqua sia uno dei temi che devono approfondire durante il corso. Vengono all’Inferniglio appunto per un contatto inusuale con l’acqua. Gabriele versione Dorellik! Nerone che sfoggia con la consueta eleganza la sua mise versione molto casual. Arriviamo alla grotta e gia’ sono sudato fradicio. Entro subito all’ombra mentre Maurizio e Livia si apprestano a gonfiare il canotto. Il gruppo e’ tutto davanti alla grotta. Nerone si trasforma in perfetto cicerone e spiega cosa faremo oggi. Si entra. Il primo scivolo lo passiamo senza problemi. In riva al primo laghetto iniziamo il passaggio con il canotto. Ecco il laghetto. Nerone prosegue con l’intrattenimento verbale delle nostre ospiti. Come Nerone spiega loro, il canotto sara’ la cosa piu’ bagnata con cui entreranno in contatto oggi. Si dovranno rassegnare ad avere le terga bagnate zuppe per tutta la permanenza in grotta. A 2 per volta l’intero gruppo viene traghettato dalla parte opposta.  Io sono da questa parte a filare la corda, Giuseppe dall’altra parte la recupera e Gabriele, il piu’ impavido, nuota accanto al canotto. Un saluto prima di partire, non si sa mai! Dopo il primo laghetto proseguiamo camminando. Nerone intrattiene amabilmente il gruppo con varie soste di spiegazioni ed aneddoti. Non manca nemmeno la sosta con spegnimento delle luci per assaporare il “vero buio”. Arrivati al laghetto successivo ci sarebbe da passare un traverso su corda un poco impegnativo. Alcune ardimentose iniziano ad approcciarlo ma Nerone dichiara chiusa la gita per oggi. Meglio, cosi’ magari restera’ loro la curiosita’ di tornare in grotta. Visto che ho la muta e che sono arrivato sin qui vado avanti qualche metro sguazzando nell’acqua mentre il gruppo prende la via del ritorno.Quando torno sui miei passi trovo tutti al passaggio che preclude al primo laghetto, quello col canotto. Per essere alla prima esperienza se la cavano tutti bene. Eccoci in riva al laghetto, pronti per il traghettamento. Io inizio a traversare mentre Gabriele prende posto in acqua e Giuseppe si occupa dell’accoglienza.Anche il passaggio di ritorno si svolge tranquillamente e senza intoppi. Mano mano che scendono dal canotto indirizzo tutti all’uscita in maniera che evitino di prendere freddo. Eccoci fuori. Naturalmente, ora che siamo bagnati, non c’e’ piu’ il sole e tira un bel vento freddo. Un piacere togliersi la muta. Il gruppo e’ quasi pronto a ripartire. Lancio un saluto collettivo e vado a cambiarmi.Termina cosi’ una giornata interessante. Alla prossima.

Pubblicato in speleo, uscite | Commenti disabilitati su Inferniglio – 26/03/2017

Millenium – 19/03/2017

Visita alla grotta Millennium con Livia, Tarcisio, Gianluca, Nerone, Gabriele ed io.

Trovata da Tarcisio nel 2000 deriva il suo nome proprio dal cambio di millennio. Da allora e’ rimasta perlopiu’ a riposare. Oggi i miei amici hanno deciso che i tempi sono maturi per andare a farle visita ed io mi sono volentieri aggregato. Gabriele passa a prendermi a casa, partiamo in ritardo, ma strada facendo sentiamo Nerone spostando l’appuntamento direttamente alla grotta. Quando li raggiungiamo troviamo tutti pronti a partire ed in paziente attesa del nostro arrivo. Ci cambiamo sveltissimi anche noi e partiamo. Il tratto di strada da fare a piedi, mi assicurano, e’ corto, pero’ la salita c’e’ e si fa sentire. Passiamo accanto ad un buco, me ne dicono il nome ma capisco solo che e’ gia’ stato esplorato e non sembra essere degno di ulteriori attenzioni. Si continua a salire. Gianluca preferisce salire parallelamente a noi, magari trova qualcosa di nuovo. Saliamo, oramai dovremmo esserci. Ultimi passi. Eccoci arrivati, sono gia’ sudato come…uno sudato forte! Mi hanno detto che troveremo un’aria forte e mi sono premunito raddoppiando la maglietta pero’ ora la sto pagando. Ultimi preparativi prima di entrare. Gianluca ci abbandona, vuole salire a Campo Catino a vedere la situazione dell’inghiottitoio che si apre proprio in mezzo alle piste. Quando e’ il mio turno mi infilo nel pozzetto di entrata. Scendo circa 3 metri e mi ritrovo in una spaccatura che prosegue sia a destra che a sinistra…non dico avanti ed indietro perche’ la spaccatura non e’ abbastanza larga perche’ io possa girare le spalle! A destra c’e’ la zona in esplorazione, a sinistra la “zona relax” che si allarga in una minuscola saletta dove si puo’ attendere in relativa comodita’. Livia, la nostra odierna strettoista si addentra a vedere la situazione ma c’e’ poco da fare, la spaccatura restringe inesorabilmente. Si deve allargare un tratto per valutare se vale la pena proseguire o meno. Una cosa e’ certa, la grotta e’ in stallo e della forte corrente d’aria di cui mi avevano parlato oggi non c’e’ traccia. Mentre Tarcisio e Nerone iniziano a lavorare di buona lena, noi ci sistemiamo meglio possibile in zona relax. Alzo gli occhi in giro per vedere se ci sono punti interessanti ma trovo nulla. Vado a curiosare in zona lavori. Il posto e’ scomodo e ci si stanca presto a manovrare mazzetta e scalpello. Mi anticipano che a breve tocchera’ anche a me. Lavoriamo di buona lena all’allargamento per 2 o 3 ore poi rimandiamo avanti Livia a provare. Il suo responso e’ desolante. La spaccatura continua stretta fino a dove riesce a vedere e non mostra voglia alcuna di allargare in maniera autonoma. Abbiamo tutti le braccia doloranti, Tarcisio piu’ di tutti perche’ la mazzetta, come ci dice lui, aveva poca mira e gli ha preso in pieno una mano, mazzetta dispettosa! Decidiamo che e’ l’ora di uscire. Sistemiamo il materiale negli zaini e risaliamo. Nerone pena un poco per risalire il pozzetto iniziale ma alla fine ne esce vittorioso. Scendiamo alle macchine dove troviamo Gianluca di ritorno dalla sua visita a Campo Catino. Visto che e’ presto Gianluca decide di tornare a casa, ci salutiamo dandoci appuntamento per la ripresa delle esplorazioni a Campovano. Iniziamo a cambiarci, per fortuna non fa freddo, sono fradicio di sudore. Mi sono coperto troppo. Nel cambiarsi Gabriele incappa in un problema, non riesce a togliere lo stivale destro. Nerone, che puo’ dire la sua in tema di assistenza a malconci di ogni tipo, si adopera nell’aiutarlo, io mi limito a documentare. Nonostante gli sforzi di Nerone lo stivale non ne vuole sapere. Pausa per recuperare le forze e valutare la situazione. Nulla da fare, viene deciso collegialmente che dobbiamo passare alla maniere forti. Coltello e forbici alla mano iniziamo ad operare. Tranquilli, nonostante la delicatezza dell’intervento riusciamo a salvare il piedino di Gabriele senza causargli nemmeno un graffio. Per festeggiare vi presento Lello il pipistrello!  Una volta risolto il problema con lo stivale di Gabriele possiamo terminare di cambiarci e sistemare le nostre robe. Tutto a posto, ora non manca altro che salutarci, cosa che facciamo senza ulteriori indugi. Rimaniamo Gabriele ed io, e’ ancora presto quindi provo a proporre una visita al pozzo d’Antullo o Santullo che dir si voglia. Sono almeno 20 anni che non ci vado e mi piacerebbe farlo ora. Gabriele acconsente volentieri quindi scendiamo da Guarcino e prendiamo la strada per Vico nel Lazio. Un tempo ci si andava spesso a scendere il pozzo ma si tratta di tanti anni fa quando ancora, addirittura, non c’era la recinzione attorno al pozzo. Non ricordavo per nulla la strada e quando arriviamo trovo che i dintorni del pozzo sono completamente cambiati. Sono stati trasformati in una specie di area pic-nic con tavoli di legno, il tutto ulteriormente recintato. Sul cancello un cartello dice che l’ingresso costa 2 euro pero’ il posto sembra desolato. Mentre stiamo parcheggiando vediamo una coppia che tenta di aprire il cancello, questo si rivela non bloccato da lucchetti o serrature quindi entrano a curiosare. Anche noi decidiamo di seguire il loro esempio ed entriamo. Ecco il pozzo, da fuori e’ proprio come lo ricordavo.   Con un poco di nostalgia costeggiamo la recinzione facendo foto. Gabriele e’ costretto ad ascoltare per una buona mezz’ora le mie chiacchiere sul pozzo e le discese fatte tanti anni fa.Terminato il giro della memoria torniamo alla macchina. Il navigatore ci dice di tornare indietro passando per Collepardo e noi gentilmente non lo contraddiciamo. Il ritorno a Roma ad un orario non troppo tardo conclude la giornata, non proprio proficua ma divertente. Alla prossima.

Pubblicato in esplorazioni, speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Millenium – 19/03/2017

Ciaspole – 25/02/2017

A visitare una grotta in esplorazione vicino Campo Catino, con Mirko, Lorenzo, Tarcisio, Fabrizio, Marco, Paolo, Maurizio, Alessandro ed io.

Ad inizio settimana incontro Fabrizio vicino il mio ufficio, in giro per alcune commissioni. Tra una chiacchiera e l’altra gli faccio: “chiamami quando fate qualcosa di simpatico che mi aggrego volentieri”. Fabrizio non lascia passare molto tempo, infatti pochi giorni dopo mi chiama per invitarmi a visitare la grotta “Ciaspole” che e’ tuttora in esplorazione. Accolgo l’invito con entusiasmo e con altrettanto entusiasmo lo accetto. Ci diamo appuntamento verso le 10 a Guarcino per il sabato successivo.

Poco prima delle 10 sono al bar di Guarcino. Faccio un rapido giro per rimediare delle cibarie e poi trovo Fabrizio ed andiamo a fare colazione. Subito dopo arrivano altri e ci mettiamo al sole a chiacchierare in attesa degli altri.dscf2842 L’attesa si prolunga un po’ ma alla fine siamo quasi tutti. Manca solo Maurizio, pero’ dalle ultime informazioni che ha Mirko, sta’ ancora decidendo se alzarsi dal letto. Decidiamo di andare senza attendere oltre. Montiamo in macchina e salgo seguendo Fabrizio. Tentiamo la via alta arrivando a Campo Catino ma l’accesso alla strada che porta alla grotta e’ ingombra di neve riportata dagli spazzaneve. Torniamo indietro alla via bassa, ma anche per lei nulla da fare, troppa neve. Andiamo ad uno spiazzo intermedio rassegnandoci ad una decina di minuti di cammino. Iniziamo a cambiarci mentre veniamo circondati da una bella nebbia. Tutto sommato pero’ l’aria non e’ fredda per nulla.dscf2843 Tarcisio e’ carico e pronto all’azione.dscf2844 Abbiamo stipato di macchine il piccolo spiazzo.dscf2845 Siamo in localita’ “Picco del Paradiso”, e non e’ poco!dscf2847 Ultimi preparativi.dscf2848 Fabrizio e’ gia’ pronto e si avvia, lo seguo.dscf2849 Dobbiamo seguire il sentiero, mi dice. Lo cerchiamo per un po’. E’ spostato a sinistra rispetto a dove siamo.dscf2851 Alla spicciolata anche gli altri partono.dscf2853 Ecco l’ingresso della grotta.dscf2854 Ognuno col proprio passo, arrivano tutti.dscf2857 Iniziano gli ultimi preparativi prima di entrare.dscf2860 Ecco Tarcisio, odia le troppe comodita’ quindi allo zaino ha tagliato gli spallacci!dscf2865 Foto di gruppo prima dell’ingresso, da puliti.dscf2867 Si entra. Paolo va per primo. Visto che non si fa avanti nessuno mi offro di seguirlo. Un cenno di assenso da parte del resto del gruppo e vado. L’inizio e’ un toboga scivoloso, col fondo di foglie impastate da fango quasi liquido. Si scende giu’ che e’ un amore. Il problema di verificare se ci si infanga o meno e’ subito risolto, dopo un metro di grotta sono gia’ un mascherone di fango.dscf2868 Un paio di passaggi un poco stretti precludono ad una saletta. Quando vi arrivo trovo Paolo che stende un telo, serve per mitigare il bagno di fango del passaggio successivo.dscf2869 Siamo ancora vicini alla superficie, come testimoniano le radici che spuntano dalle pareti.dscf2870 E’ il mio momento di passare sul telo. Il passaggio e’ stretto ma non impossibile. Si arriva poi ad un trivio. Chiamo Paolo, la sua voce mi indirizza verso la giusta prosecuzione. Non e’ tornando indietro a sinistra, non e’ subito a destra ma devo avanzare di poco e poi buttarmi a destra. Si entra di piedi, si passa a tentoni un buco e si portano le gambe a quello successivo. Si rimane con le gambe penzoloni perche’ c’e’ un piccolo salto, un metro circa. Esco con la testa e trovo appoggio per i piedi, Paolo e’ vicino e me li suggerisce. dscf2871 Vorrei offrire lo stesso servigio a chi mi segue ma dietro di me c’e’ Fabrizio che conosce la grotta a menadito, quindi proseguo. Trovo un buco e mi ci calo dentro, arrivo in una spaccatura orizzontale, larga larga e quasi comoda. E’ inclinata meno di 45 gradi ed in mezzo e’ percorsa da una spaccatura trasversale. Scendono insieme, cosi’, a croce.dscf2872 Mi guardo attorno ma a vista non sembrano esserci prosecuzioni migliori di quella offerta dallo scendere la spaccatura.dscf2874 Iniziamo a scendere fino ad arrivare al punto in cui la croce si restringe fino a scomparire. Siamo quasi arrivati alla zona da scavare.dscf2875 Toccato il fondo della spaccatura, ci si sposta lateralmente un paio di metri, si avanza scendendo un poco di ancora 2 metri e siamo in zona esplorazione. Lo spazio non e’ tanto ma con un pizzico di buona volonta’ in 3, o anche 4, si riesce a stare. Paolo si infila subito nella stratta spaccatura da allargare. Aspetto che faccia la sua ricognizione. Quando esce vado a dare uno sguardo anche io. Di lavoro da fare ce n’e’ parecchio, lo spazio man mano che si avanza diventa risicato. Da quel che mi dice Paolo la possibile prosecuzione e’ alla mia sinistra. Andare avanti sembra essere un lavoro improbo, si spera che a sinistra si allarghi quel tanto che basta per passare. Ho la mia fida mazzetta appresso. Saggio la roccia che ho intorno. Sopra di me ho un blocco di roccia di buone dimensioni che non mi convince troppo. Appena lo sfioro con la mazzetta scivola giu’ di qualche millimetro. Mi tiro indietro a distanza di sicurezza e lo accarezzo nuovamente con la mazzetta. Non aspettava altro, scivola fuori dalla sua sede e cade giu’ dov’ero poco prima spezzandosi in 2 parti. Un pezzo riesco a toglierlo subito ma l’altro e’ troppo grosso e non riesco a tirarlo verso di me. Su suggerimento di Paolo lo sposto in avanti ma riesco a farlo solo per pochi centimetri. Se prima lo spazio per lavorare era poco, ora e’ di molto diminuito. Torno indietro per lasciare il posto a Mirko che nel frattempo e’ arrivato. Quando Mirko vede il pietrone che ora ostruisce la zona di lavoro esprime la sua contentezza in maniera colorita. Sono poco mortificato di aver creato l’intoppo ma molto contento di aver evitato un incidente poiche’ quel masso sarebbe caduto alla prima, seppur minima sollecitazione.dscf2876 Dopo questo inizio poco favorevole comunque ci mettiamo tutti a lavorare di buona lena dandoci spesso il cambio. Come dicevo nel piccolo spazio riusciamo ad inzepparci in 3 piu’ un quarto nella spaccatura a lavorare. Il quarto ad arrivare e’ Marco. Dietro di noi, in fila indiana, c’e’ il resto del gruppo in paziente attesa.  Tra una chiacchiera e l’altra e molti cambi in avanti, si arriva ad una svolta…La parte a sinistra e’ larga abbastanza da dare uno sguardo. In quel momento ci sono io a scavare ma lascio volentieri il posto ad uno degli “smilzi” che attendono impazienti. Dopo la loro verifica, la ferale notizia. Il supposto passaggio a sinistra si e’ rivelato una chimera, il verdetto della grotta e’ chiaro, si deve proseguire dritti. I prodi scavatori non si perdono d’animo ed iniziano ad organizzarsi. Ad un certo punto sentiamo trambusto nella zona “fila indiana”. Sono arrivati Maurizio ed Alessandro. Visto che Maurizio preme per venire a vedere come procede il lavoro facciamo un paio di minuti di contorsioni ed io mi ritiro all’inizio della zona “fila indiana” per fargli spazio. Non sono piu’ in zona lavori ma riesco ancora a seguire quel che succede. Rimango a seguire gli sviluppi ancora per qualche minuto poi mi rammento di essere ospite e che dietro di me ci sono ancora molti amici che attendono di poter dare il proprio contributo. Raduno svelto le mie cose e faccio per tornare indietro. Mi fermo a chiacchierare con Fabrizio e Tarcisio, degusto anche un goccio della grappa portata da Fabrizio poi decido che per me e’ arrivato il momento di uscire. Devo tornare un attimo verso la zona lavori per farmi dare da Maurizio le chiavi della sua macchina, l’ha parcheggiata giusta giusta davanti alla mia! Armeggio col suo sacco per recuperare le chiavi e poi col mio per metterle al sicuro. Fatto tutto quel che serve, saluto tutti gli amici a portata di voce, soprattutto Mirko, che e’ venuto a prendere fiato in zona “fila indiana”, e parto pianin pianino verso l’uscita. In zona trivio mi perdo un po’, lo confesso, ma poi trovo la giusta via. Mi fermo tentando una foto alle folte radici, ancora una volta con scarsissimi risultati.    dscf2879 La luce del giorno mi saluta infine al termine del toboga fangoso. Sono fuori.dscf2881 Ecco mentre faccio capolino dalla grotta. Fuori fa freddo ma non in maniera sgradevole.dscf2883Scendo seguendo il sentiero ed arrivo alle macchine. Mi cambio senza fretta e ripongo meglio che posso il bolo fangoso che e’ la mia tuta. Un breve intermezzo come parcheggiatore per sistemare la macchina di Maurizio poi posso prendere la via di casa. Partendo ringrazio mentalmente gli amici per la bella giornata. Ci sara’ tempo e modo per ripetere l’esperienza prolungandola anche per una bella cena assieme. Alla prossima.

Pubblicato in esplorazioni, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Ciaspole – 25/02/2017

Piglio -18/02/2017

A ricercare grotte sugli Ausoni con Maria, Gianni, Maria, Giorgio, Federica, Maurizio, Fabio ed io. Accompagnati da Edoardo, un ragazzo del luogo appassionato di grotte.

Oggi a cercar grotte con Maria e Gianni. La mattina io ed il mio zaino gigante usciamo di casa per andare a prendere la metro. A Monti Tiburtini scendo e vado ad aspettare Federica e Maurizio che non tardano ad arrivare. La tappa successiva e’ al bar vicino casa di Maria e Gianni. Ci riuniamo con loro e facciamo colazione. I preliminari alla partenza non terminano qua, facciamo un passaggio al bar “fico” di Anagnina per incontrarci col resto del gruppo e compattarci in maniera da andare col minor numero di macchine possibile. Eccoli che arrivano…dscf2737 Maria e’ carica e pronta all’azione.dscf2740 Alla fine, nel ricompattare le macchine finisco in quella di Maria e dentro ci trovo il buon Giorgio.dscf2741 …oltre all’ottimo Fabio.dscf2743 Il viaggio dura quel che deve durare ma occupiamo proficuamente il tempo con tante chiacchiere speleologiche. Al bivio per Piglio incontriamo Edoardo, il nostro accompagnatore. Andiamo assieme alla prima grotta, nei pressi di una chiesa (Convento di San Lorenzo).dscf2745 Ci prepariamo svelti, c’e’ un poco da camminare, pochi minuti e basta, ci assicura Edoardo.dscf2746 Pronti!dscf2748 Un mosaico incontrato strada facendo.dscf2751 Il belvedere. Ci fermiamo a fare foto.dscf2752 Bello il panorama.dscf2753 Ci siamo tutti, possiamo proseguire.dscf2754 Una piccola grotta adibita a luogo di culto, sbircio dentro, c’e’ un piccolo altare. L’ingresso e’ angusto, dovrei posare lo zaino e non ne ho voglia, poi la grotta “vera” ci aspetta. Andremo a visitare questa al ritorno, se ne avremo tempo. dscf2755 Si inizia a salire.dscf2758 Strada facendo troviamo un buco a bordo strada. E’ lei, la nostra grotta. Non c’e’ segno di armo “moderno” ma e’ pure vero che con tutti gli alberi intorno non e’ strettamente necessario l’uso di spit o fix. Sistemiamo la corda utilizzando i suddetti alberi. Mi preparo svelto e poi scendo per primo. Dopo qualche metro di verticale atterro su uno scivolo ripido, terra franata e l’immancabile “monnezza”. Urlo la libera e vado in fondo allo scivolo a curiosare, si intravede la prosecuzione.dscf2759 Prima di proseguire devo fare pulizia, ci sono tanti, ma tanti, sassi in bilico e pronti a cadermi addosso nel caso mi avventurassi senza toglierli. Ce ne sono un paio enormi ma per fortuna sono ben incastrati e non c’e’ pericolo che si muovano. La prosecuzione sembra essere a destra ma il passaggio e’ angusto. C’e’ qualcosa anche a sinistra e da questa parte il passaggio e’ piu’ agevole. La scelta e’ facile, mi butto a sinistra. Mi intrufolo, la prosecuzione a sinistra sembra chiudere dopo nemmeno un metro. Mi giro con fatica nel poco spazio che la grotta mi concede. Dopo essermi girato trovo un possibile passaggio piu’ comodo per andare alla parte destra. Anche qua ci sono vari sassi da spostare per mettere in sicurezza il posto e per fare uno spazio adeguato al passaggio della mia personcina. Davanti a me vedo una promettente sala ed altre possibili diramazioni. dscf2760 Pulito tutto, mi giro nuovamente e passo piedi in avanti. Non e’ proprio larghissimo ma nemmeno proibitivo. Arrivato nella zona nuova mi trovo una buca sotto i piedi ed alle spalle una saletta niente male. Mentre inizio ad esplorare i punti piu’ interessanti nella buca sottostante, sento rumoreggiare sopra di me. E’ Fabio che sopraggiunge. Lo aspetto per dargli indicazioni su come passare. Per quando siamo assieme ho esaurito con scarsi risultati la mia curiosita’ per la buca bassa, anche lei chiude. Fabio ed io andiamo assieme a vedere la saletta. Una possibile prosecuzione e’ sul fondo.  dscf2762 Mi infilo a vedere. Anche in questo punto trovo una grossa frana di terra che ha coperto quasi completamente delle stalagmiti sul pavimento della spaccatura. Se c’era una prosecuzione e’ persa tra la terra. Esco a riferire a Fabio. Non sembra esserci altro da fare. Fabio si prepara per fare il rilievo mentre io gironzolo per la sala. Fabio attira la mia attenzione su alcuni graffiti su una concrezione. Potrebbe essere la sigla di un gruppo. Comunque e’ il segno di una presenza umana.dscf2763 Ecco il Fabio mentre inizia i preparativi per il rilievo.dscf2764 Nel mio ciondolare trovo anche io tracce di un passaggio. Per la felicita’ di Gianni mi sbrigo a documentare la cosa.  dscf2767 Piu’ faccio attenzione e piu’ graffiti trovo.dscf2768 Eccone ancora un altro.dscf2769 Vengo distratto nella mia ricerca dall’arrivo di Federica, vado nei pressi del passaggio per dare una mano anche a lei.dscf2777 Fatta accoglienza a Federica, documentati i graffiti, visto un altro paio di pertugi falsamente promettenti, c’e’ rimasto poco da fare. Fabio ora e’ impegnatissimo a rilevare. Federica si guarda attorno. Decido che e’ il momento di risalire e pongo in atto il mio proposito senza troppi ripensamenti. Pochi minuti e anche Federica risale, sono pronto a riprendere l’evento.dscf2780 Fabio la segue dappresso.dscf2783 Eccolo mentre completa la sua salita.dscf2784 Quando siamo tutti fuori ci attiviamo per levare la corda e sistemare tutto il materiale di nuovo nello zaino. Chi e’ pronto si avvia per tornare alle macchine. Mi trovo a scendere con Maria ed insieme andiamo a vedere alcuni punti interessanti ma poco proficui dal nostro punto di vista.dscf2786 I fusto di una bomba sistemato artisticamente.dscf2788 Visto che abbiamo fatto svelti, purtroppo, con la grotta, possiamo fermarci alla chiesetta ricavata nella grotticella.dscf2789 L’ingresso e’ angusto ma non impossibile. Eccoci dentro. C’e’ un piccolo altare.dscf2790 L’ingresso visto da dentro. La roccia per terra e’ lucida per l’intenso passaggio, probabilmente.dscf2794 Fuori incontriamo Maurizio, e’ venuto a vedere che fine avessimo fatto. C’e’ tutta l’intenzione di spostarsi alla svelta per andare a vedere altri posti.dscf2795 Si parte!dscf2799 Prima sosta ad uno spiazzo a due passi dal cimitero. Andremo ad una villa a vedere una risorgenza.dscf2801 Qualche passo a piedi tanto per sgranchirci.dscf2804 Ecco la risorgenza. Entrano Gianni e Giorgio a vedere ma non sembrano entusiasti quando escono.dscf2806 Maurizio e’ senza parole!dscf2809 Fabio e’ in standby.dscf2811 Si torna alle macchine. Altro obiettivo.dscf2812 Pochi metri di macchina e siamo al cimitero. Edoardo ci porta a quello che dovrebbe essere un acquedotto. Pare sia stato interrato. Anche qua c’e’ poco da fare.dscf2819 Ci spostiamo nuovamente. Ora siamo in aperta campagna. Un’altra risorgenza.dscf2821 Potrebbe essere interessante ma nel punto dove esce l’acqua sono stati sversati parecchi metri cubi di terra e “monnezze” varie. Nulla si puo’ fare. Per buona misura, Edoardo nello scendere scivola e si lussa una spalla. Per fortuna la lussazione rientra da sola quindi ci evitiamo una corsa all’ospedale.dscf2822 Torniamo alle macchine per decidere cosa fare. La scelta e’ presto fatta. Per oggi la ricerca e’ terminata. E’ ora di andare a mangiare.dscf2825 Andiamo al ristorante che ci indica Edoardo. C’e’ da aspettare. Inganno l’attesa facendo foto in giro.dscf2827 Ecco Giorgio, ingrugnato per la fame. E’ notorio che, come me, non ama attendere.dscf2828 Fabio e’ online e si aggiorna.dscf2830 Gianni inganna l’attesa programmando il menu.dscf2834 Maria e Maurizio aspettano pazientemente.dscf2837 Ecco Edoardo con la spalla infortunata, Fabio e Federica.dscf2838 Finalmente veniamo chiamati, si e’ liberato il tavolo e possiamo entrare. Edoardo ci saluta. Lo ringraziamo e Gianni prende gia’ accordi per la prossima volta. Andiamo a mangiare!dscf2839Dopo un allegro quanto lauto pasto dichiariamo definitivamente terminata la faticosa giornata esplorativa. Torniamo a Roma. Al bar “fico” di Anagnina c’e’ lo smistamento alle macchine di competenza. Giorgio mi da’ un passaggio, in teoria fino alla metro. Gli rompo talmente tanto le scatole che alla fine mi accompagna fino a casa. Spero non abbia trovato traffico al ritorno altrimenti non me lo perdonera’ mai! Alla prossima.

Pubblicato in esplorazioni, SCR, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Piglio -18/02/2017

Pozzo Doli – 12/02/2017

Una uscita a Pozzo Doli a fare il rilievo della parte nuova sul ramo del pozzo parallelo, con Vincenzina, Matilde, Maurizio ed io. Nerone ci ha dato supporto esterno mentre Claudia, Giuseppe e Gabriele ci hanno accompagnati all’ingresso prima di andare a fare una visita alla grotta Doppio Rhum.

Eccole, sono Vincenzina, detta Vins, e Matilde. Per questa uscita le ho ribattezzate, le Bibbo’s Angels e si premureranno affinche’ io possa uscire indenne dalla grotta anche questa volta! dscf2665 Mentre terminiamo i preparativi ci raggiungono Giuseppe, Claudia e Gabriele. Loro oggi sono diretti a Doppio Rhum ma prima ci accompagneranno all’ingresso di Pozzo Doli.dscf2666 Oggi provo per la prima volta la mia nuova tuta, un acquisto fatto al raduno di novembre a Lettomanoppello. Il colore fa un poco giardiniere, pero’ e’ comodissima.dscf2667 Si parte. Le Angels si avviano di buon passo, che Bibbo’s..e lo son gia’ scordato! Consoliamoci parlando del tempo. Di tutta la neve di qualche settimana fa rimane solo qualche chiazza. La temperatura e’ piacevolmente fresca e non minaccia pioggia. Sara’ una buona giornata.dscf2668 Pochi minuti e scavalliamo, manca solo scendere verso il canalone ed arrivare all’ingresso della grotta.dscf2669 Al nostro arrivo troviamo una sorpresa,…anzi 2. La prima e’ Nerone, la seconda e’ Maurizio, nascosto da qualche parte.dscf2672 Un incontro storico, Claudia e Nerone, lo immortalo come si deve. dscf2674 Gabriele non vuole essere di meno e si lancia verso Nerone per strappargli un abbraccio. Le Bibbo’s Angels si concentrano prima della performance.dscf2675 Finalmente sbuca fuori da chissa’ dove, il buon Maurizio. Potreste scambiarlo per un Babbo Natale molto in forma dopo uno drastica dieta ma no, vi sbagliereste, e’ proprio Maurizio. La squadra adesso e’ al completo. Salutiamo i “doppioRhummisti”, per noi e’ ora di andare.dscf2678 Vado per primo ad affrontare la scesa. Noto che il cambio di temperatura lo hanno percepito anche le piante, iniziano a spuntare i fiori nei pressi dell’ingresso.dscf2679 Eccole le nostre eroine, concentratissime, fanno gli ultimi controlli sulla loro attrezzatura.dscf2680 Siamo alla prima saletta. Prima che le Angels si riuniscano facendo fronte comune, inizio ad imperversare con la fotocamera. Ecco Matilde che mostra con orgoglio il primo fango della giornata sugli stinchi.dscf2683 Quando siamo tutti riuniti continuo a prendere l’iniziativa e scendo il primo pozzetto, quello dove ci si inizia ad infangare seriamente.dscf2684 Matilde mi segue, ha con se quello che sembra un portavivande ma in realta’ e’ il contenitore imbottito del trapano.dscf2688 Matilde termina la discesa poi cerca un posticino comodo dove attendere gli altri.dscf2691 Ecco che arriva anche Vins. Ha un breve battibecco con il frazionamento a tetto ma poi ne ha ragione e ci ricongiungiamo senza ulteriori difficolta’dscf2693 Qua iniziamo a farci i fatti nostri. Il passaggio a destra costringe a sdraiarsi in simpatiche pozzette d’acqua. Iniziamo a lavorare per spostare la corda a sinistra. Facendo questo recupereremo corda per poi fare un frazionamento piu’ avanti.dscf2694 Fatto tutto quel che si doveva fare, andiamo avanti. Il frazionamento ha reso la corda un poco tesa, per ora passiamo cosi’, al ritorno aggiusteremo. Siamo alla partenza del 65. Come pensavo non e’ stata messa una seconda corda per velocizzare il transito su questo pozzo. Speriamo si possa fare in una delle prossime uscite. Prima di partire pulisco la parete di qualche pietra non molto stabile. Anche Maurizio ne ha notate alcune le volte scorse e me le indica. Alla fine sembra tutto pulito, rimane solo uno spuntone di roccia. E’ comodo per poggiare il piede e levare la longe, pero’ mi convince poco. Mi riprometto di rivederlo al ritorno. dscf2696 Arrivo alla solita cengia a meta’ pozzo, preparo la solita sosta di fortuna col cordino del mio pedale ed attendo Matilde. dscf2698 Spiego a Matilde come prosegue la grotta, per scrupolo le ricordo che deve fare attenzione alla elasticita’ della corda quando riprendera’ la discesa e di aggiornare a sua volta Vins quando saranno assieme alla cengia. Continuo la discesa. Il primo frazionamento e’ ad un metro da me. Visto che abbiamo tutto il necessario potrei doppiarlo, pero’ non basterebbe poi la corda per scendere. Lo faremo al ritorno. dscf2699Passo il frazionamento ed urlo la libera per sopra. Scendera’ Vins, credo. Per cavalleria Maurizio chiude la fila.dscf2700 Il deludente pertugio che sono andato a vedere la volta scorsa.dscf2702 Mi avvicino al frazionamento successivo. dscf2703 Matilde intanto cerca riparo dall’intenso stillicidio di cui si puo’ godere alla cengia. Oggi e’ particolarmente intenso, ho il fondato sospetto che usciremo bagnati come pulcini. dscf2704Arrivo al frazionamento successivo. Come ricordavo qua la corda finisce con una matassina di almeno 5 metri e ce n’e’ un’altra che arriva fino alla base del pozzo. Mi sistemo comodo, sciolgo la matassa, disfo i nodi e li rifaccio recuperando corda preziosa che utilizzeremo al ritorno per doppiare l’armo e creare un punto di sosta sulla cengia. Il lavoro sulle corde mi distoglie dalla fotocamera, anzi me la fa scordare per un bel pezzo. Quando oramai da sopra sento rumoreggiare di impazienza le mie Angels e anche il pacato Maurizio, termino il mio lavoro e riprendo la discesa arrivando svelto alla base del pozzo. Pochi minuti e siamo tutti assieme. Anche qua piove seriamente pero’ qualche angoletto dove fare uno spuntino quasi asciutto, lo troviamo. Io mi siedo accanto al buco dove inizia la parte nuova. Il the bollente portato da Vins ci regala una sensazione di calore. Dopo esserci rifocillati siamo pronti a vedere il da farsi. La base del pozzo e’ un ovale stretto, quasi un occhio. Ad una delle estremita’ appuntite dell’occhio, scavando via le rocce di crollo che formano la base stessa del pozzo, Valerio, Nerone e gli altri nostri amici hanno trovato la prosecuzione. La partenza della parte nuova non e’ proprio larghissima. Nerone ci ha infatti raccontato di non essere riuscito a passare. Io, per buona misura, mentre gli altri terminano spuntino e preparativi, un paio di mazzettate gliele propino. Magari saro’ riuscito solo a smussare qualche asperita’ ma in questi casi tutto aiuta. Vista la situazione stretta, e visto che non sappiamo come prosegue, decidiamo di lasciare qua il trapano e gli attacchi, semmai torneremo in forze una prossima volta.  Anche questa volta vado per primo, cosi’ vedo subito se riesco a passare e mi tolgo il pensiero. Il passaggio e’ verso il basso, sara’ magari per la forza di gravita’ a favore, ma non mi sembra cosi’ terribile. Arrivati alla base del passaggio ci si stende in avanti e si striscia verso la partenza del pozzo, un metro piu’ avanti. Mi metto comodo sulla corda e faccio voce ai miei amici. Mi segue Vins. Dietro di lei scendera’ Matilde. Maurizio non si lascia tentare dalla strettoia e decide che restera’ ad aspettarci alla base del pozzo. Magari scendera’ la prossima volta, assieme a Nerone. Affronto il primo pozzo, non si scende fino al fondo ma ai tre quarti ci si sposta lateralmente fino ad una finestra e si arriva in una saletta. All’altro lato della saletta parte il pozzo successivo. Mi fermo qua ad aspettare le mie amiche. Arriva Vins e la lascio volentieri andare avanti, facciamo un poco per uno. Aspetto Matilde dandole qualche consiglio per arrivare senza troppo faticare.     dscf2705 Ogni tanto mi affaccio dall’altra parte a curiosare sulla prosecuzione che viene via via illuminata da Vins.dscf2707 Bel pozzo, anche questo.dscf2710 Matilde intanto e’ quasi arrivata.dscf2712 Eccola mentre affronta l’ultimo ostacolo e mi raggiunge.dscf2714 Vins intanto e’ ferma ad un frazionamento.dscf2716 Sento urlare la libera. Vins e’ arrivata. Faccio passare Matilde. Anche lei scende il nuovo pozzo.dscf2718 Inganno l’attesa cercando di catturare la bellezza dei ricami di concrezione che ho davanti. Peccato siano venuti una macchia confusa.dscf2721 Anche Matilde passa il frazionamento e scende a raggiungere Vins. E’ il mio turno.dscf2722 Quando arrivo a mia volta al frazionamento trovo una sorpresa. E’ stato usato uno degli attacchi relativamente nuovi (Raumer Top, un poco di pubblicita’!), solo che e’ stato montato al contrario! Mi metto comodo e lo giro approfittando per dare una stirata alla corda che si era arricciata tutta in corrispondenza dell’ansa del frazionamento.dscf2724Fatta la sistemazione dell’attacco, raggiungo le mie Angels. Ancora un passaggio quasi scomodo e siamo in un meandro. Stiamo percorrendo la base, in questo punto, della frattura su cui e’ impostato questo ramo di grotta. Potrebbe continuare cosi’ per chilometri…ma non lo fa! Una decina di comodi metri poi proseguendo alla base si vedono i lembi della frattura chiudersi. La continuazione e’ piu’ in alto. Ci arrampichiamo un paio di metri scarsi e siamo davanti ad un altro passaggio stretto. Lo provo. Magari ci passerei pure pero’ soffrendo parecchio. Faccio un rapido consulto con le Angels. Loro ci passerebbero facilmente, pero’, valutata quanta acqua abbiamo preso finora, quanta ne prenderemo ancora, che Maurizio e’ lassu’ alla base del 65 che ci aspetta e che tornando indietro da qua dobbiamo fare il rilievo della parte nuova, scegliamo di chiudere ora l’avventura per questa volta. Una ultima foto ad uno stiletto di roccia che sembra tenersi su per qualche forma di caparbieta’ calcarea e poi ripongo la fotocamera. Ci distribuiamo i compiti. Matilde prende in consegna il quadernetto impermeabile con la fida matita ed inizia a disegnare la sezione della grotta indicando sommariamente i punti di rilievo. Vins prende in carico il pennarello per segnare i capisaldi ed io inizio ad armeggiare con distoX e palmare. dscf2725 Lenti ma determinati ripercorriamo il nuovo tratto di grotta appena fatto prendendo tutti i dati necessari.dscf2728 Alla base del 65 troviamo Maurizio. Ha ingannato il tempo salendo e scendendo il primo tratto di pozzo quindi lo troviamo per nulla infreddolito. L’uscita dal passaggio stretto iniziale e’ meno peggio di quel che pensavo. Una volta arrivato vediamo sul palmare e sul quaderno il risultato del nostro lavoro poi ripongo tutto. Gustiamo di nuovo una dose del corroborante the bollente di Vins e poi partiamo. Sale Maurizio per primo, quindi lo segue Matilde appena passato il primo frazionamento. Come terza sale Vins. Buon ultimo rimango io, devo finire di sistemare l’armo con la corda recuperata. Piccolo particolare che non avevo considerato, mi servira’ il trapano e quello lo ha preso in consegna Matilde. Chiedo a Vins di avvertirla che mi aspetti alla cengia.  dscf2733 Da questo punto in poi ho troppo da fare per ricordarmi anche delle foto. Arrivo alla cengia dove trovo una Matilde zuppa e tremante ma stoicamente in attesa di potermi passare il trapano. Faccio quel che devo fare litigando almeno 5 minuti per sciogliere il nodo del frazionamento. Per fortuna per quando Matilde inizia ad implorare pieta’ ho quasi finito e posso farla andare. Nonostante tutto il freddo pero’ si riprende in consegna il trapano, oramai sono amici inseparabili. Mentre lei sale mi prendo con pazienza la mia dose del robusto stillicidio e nel frattempo utilizzo la corda avanzata per sistemare l’arrivo sulla cengia. Per ora benone cosi’, magari la prossima volta sistemeremo meglio. Alla libera inizio a risalire, oggi sarebbe stata una occasione d’oro per fare allenamento con il pantin, peccato lo abbia scordato a casa! All’inizio del pozzo tolgo ancora sassi posticci, con un lieve colpo di mazzetta rompo anche lo spuntone. Con questo intervento spero di aver scongiurato la caduta di sassi da questo pozzo. Nel tratto successivo mi faccio aiutare da Vins e Matilde per recuperare corda e rendere meno tesa quella dopo il nuovo frazionamento fatto all’andata. Passando avanti recuperiamo un aggeggio di Gabriele che misura le temperature ad intervalli di tempo e poi, ultima fatica, doppiamo l’attacco dell’armo a tetto. La notte ed i nostri amici “doppioRhummisti” ci attendono all’esterno  dscf2734Dopo i saluti e dei rapidi scambi di notizie facciamo una rapida passeggiata fino alle macchine dove gustiamo la gioia, semplice ma assoluta, di vestire nuovamente vestiti caldi ed asciutti. Una uscita bagnatissima, relativamente breve ma densa di attivita’ e di cose nuove. Non sarebbe potuta andare meglio. Alla prossima!

Pubblicato in rilievo, SCR, speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Pozzo Doli – 12/02/2017