Ricognizione Monte Soratte – 23 aprile 2026

Un bel giro per il monte Soratte insieme a Maria. Abbiamo rivisto la posizione dei celeberrimi Meri e ripreso il punto di un paio di grotte vicine. Una visita a grotta Sbardi ha chiuso il giro.

La mattina andiamo diretti verso i Meri, in catasto sono segnati praticamente su un solo punto e vogliamo sanare questa anomalia. Arriviamo allo spiazzo, parcheggiamo, un rapido cambio di scarpe e si parte.

Durante la salita Maria propone di andare a visitare la grotta di Santa Romana, non ci sono mai stato, e’ forse tempo di colmare questa lacuna quindi mi avvio volentieri verso la grotta. Maria mi spiega che nella grotta e’ stata ricavata una chiesetta, sono curioso di vederla.

L’eremo associato alla grotta-chiesa mi sembra non proprio piccino, forse ospitava molti eremiti.

Ci fermiamo a consultare il cartello esplicativo.

Maria mi indica la porta che cela la grotta, ci dirigiamo verso di lei senza ulteriori indugi.

La porta non e’ sigillata come temevamo, appena aperta la chiesa grottesca ci appare.

Nella parte in fondo della chiesa, adornata da un affresco, si intravede il resto della grotta, forse in passato quel breve meandro che vedo era utilizzato come magazzino.

Proseguo con l’esplorazione della chiesa, appena entrati, sulla destra c’e’ l’altare, alla sua sinistra c’e’ una bella acquasantiera.

Dopo aver recuperato una torcia da dentro lo zaino torno verso il fondo della chiesa e ne approfitto per fare una foto.

Alcune scritte ricordo lasciate da visitatori.

Ma ora andiamo a vedere quel che resta della grotta.

Entro dentro il piccolo meandro, chiude dopo circa tre metri. Un punto in cui forse si approfondiva e’ stato accuratamente tappato, chissa’ quando.

Anche Maria viene a dare uno sguardo.

A sinistra del meandro c’e’ un altro piccolo ambiente, anche lui non sembra avere sviluppi possibili.

Quello che resta di un qualcosa, oramai ridotto ai minimi termini.

Torniamo di sopra, in zona chiesa. Fotografo un affresco sopra l’altare. Devo dire che in foto viene meglio che a vederlo dal vivo.

Una pietra incisa. A guardarla sembra ci sia stato scritto sopra piu’ volte. Gia’ normalmente sarebbe difficile capire cosa vuol dire ma con le parole che si accavallano le une alle altre mi sembra impossibile da decifrare.

Dalla parte opposta rispetto all’altare c’e’ una piccola diramazione ma anche lei non sembra avere possibili prosecuzioni.

Terminata la visita alla grotta-chiesa torniamo sui nostri passi e, tornati sul sentiero principale, quello che porta ai Meri, stavolta mi ricordo di fotografare la palina.

Ancora un breve tratto in salita poi una nuova palina ci aggiorna. Siamo arrivati nei pressi dei Meri.

Il primo che incontriamo e’ il Mero piccolo (LA1).

Sul lato destro del Mero piccolo, scendendo una decina di metri si trova l’ingresso della grotta della madonnina (LA4). In pratica si tratta di una grotta dentro un’altra grotta. Sulla sinistra il Mero piccolo prosegue fino alla cengia che si affaccia sul Mero grande.

Scendiamo verso il Mero grande. Il cartello indica erroneamente che per il Mero piccolo si deve scendere ancora. In pratica il cartello in quella direzione dovrebbe indicare solo il Mero medio.

Eccoci al caro, vecchio Mero grande (LA2), testimone di tante avventure passate. Faccio riposare un minuto il GPS perche’ abbia meno errore possibile, poi prendo in punto.

Ora che mi sono rinfrescato la memoria posso tornare al Mero piccolo a prendere il punto e fare altre foto.

Manca solo il Mero medio (LA3), con Maria ci spostiamo verso di lui.

Eccolo qua in tutta la sua maestosita’.

Anche qua ci fermiamo a prendere il punto.

Qua ai Meri il nostro lavoro e’ terminato, possiamo tornare sui nostri passi.

Tornati alla strada carrabile propongo a Maria di proseguire a piedi fino alla Spacca Bida, una grotta che trovai fortuitamente alcuni anni fa. Dopo averla esplorata l’ho praticamente abbandonata e, credo, siano passati almeno 10 anni da allora.

Una volta giunti nel punto in cui ricordavo iniziare il sentiero provo a cercarlo. Dopo un poco devo arrendermi, il sentiero e’ scomparso inghiottito dalla vegetazione. Visto che del sentiero che ricordavo e’ rimasto poco o nulla Maria decide di aspettarmi alla strada mentre io vado su a rotolarmi tra i rovi. Cercando passaggi tra spine, rami e alberi caduti alla fine mi sembra di ritrovare punti noti. Arrivo alla parete che ricordavo e dove esplorai una grotta con Paolo e Gianni. Ritrovo anche una spaccatura che sembra interessante ma porta a nulla.

Ritrovo la grotta di Paolo anche se sembra quasi chiusa. La saluto poi proseguo.

Nel cercare la Spacca Bida (LA2021) mi perdo un poco pero’ trovo un altro buco. Non e’ praticabile ma potrebbe portare sorprese.

Girovagando a casaccio alcuni minuti finalmente riconosco il punto dove si apre la “mia” grotta. Anche lei sembra in via di chiusura e l’ingresso si nota appena tra la vegetazione. Per scrupolo metto dei tronchi a rendere piu’ difficoltoso il passaggio vicino l’ingresso.

Tornando indietro verso la strada mi pare di ritrovare tratti del vecchio sentiero ma per renderlo totalmente agibile si dovrebbe pulire un bel po’. Dopo aver raggiunto Maria riprendiamo la strada verso la macchina, passando dove inizia il sentiero dei Meri mi ricordo, ora, di fotografare la palina.

Riprendiamo la macchina e andiamo a Sant’Oreste dove prendiamo acqua, caffe’…e, solo io, un pezzo di pizza. Dopo esserci rifocillati andiamo al parcheggio del sentiero natura dove lasciamo la macchina e riprendiamo la nostra passeggiata.

Una strana scultura messa davanti all’inizio di una strada recintata. Come potrete vedere da qua in poi le foto sono tutte “sbiancate”. Non mi spiego la cosa, oggi sto usando la fotocamera nuova e non mi aspettavo malfunzionamenti. Speriamo sia un difetto temporaneo.

Per prima cosa passiamo a salutare grotta Sbardi (LA1480).

Quindi, tornati indietro all’anfiteatro, prendiamo a destra per la strada in salita, quella che porta alla grotta di Santa Lucia.

Vado a dare un occhiata perche’ in catasto e’ segnata una grotta Azzurra di cui non ricordavo. Per rispetto al divieto l’ingresso della grotta di Santa Lucia lo fotografo solo da lontano.

La grotta azzurra dovrebbe trovarsi sulla parete dalla parte opposta a quella della santa Lucia. Cerco per un poco poi trovo un buco, l’unico che mi sembra somigliare ad una grotta. Faccio una foto e torno a raggiungere Maria.

La ricognizione per oggi e’ terminata, breve ma proficua. Nell’ultima foto, quella che scatto all’anfiteatro la fotocamera sembra essere tornata in se’. Speriamo bene.

Veramente un bel giro, piu’ nei ricordi che per ritrovare grotte piu’ che note. Molto rilassante. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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