Piccola Cretarossa – 30/07/2017

A scavare nella Piccola Cretarossa, con Nerone, Maurizio, Mario, Gabriele ed io.

Ogni tanto la chiamiamo confidenzialmente la “Cretina Rossa”, ma che non si sappia in giro, che e’ permalosa! Giuseppe e’ tornato a casetta, quindi stavolta siamo solo Gabriele ed io a partire da Roma. Andiamo diretti fino al bar vicino Agosta dove facciamo colazione e ci incontriamo con Laura e Mario. Laura non restera’ a farci compagnia, domattina iniziera’ a lavorare prestissimo e si vuole tenere riposata. Dopo la colazione ci “molla” Mario e ci saluta. Col gruppo cosi’ rinforzato,  proseguiamo per Monte Livata. Quando siamo su, facciamo una veloce tappa all’alimentari, abbiamo sentito Nerone e Maurizio, sono gia’ alla grotta e ci aspettano pazienti. Dovrei prendere solo l’acqua ma poi mi faccio tentare dalla pizza rossa e dal fatto che non c’e’ fila al bancone. Prese le provviste per affrontare la giornata, torniamo alla macchina e ci dirigiamo con decisione verso Cretarossa. Strada facendo assaggio la pizza. Di solito e’ ottima, stavolta la delusione e’ grande, ci hanno rifilato della pizza stantia, di uno o due giorni. Ne mangio un pezzo, ma piu’ per rabbia che per fame, ne incarto poi il resto, “incartando” con lei l’intenzione di comprare nuovamente qualche cibaria a quell’alimentari. Che delusione. L’arrivo alla grotta mi fa passare il malumore da tradimento gastronomico. Come promessoci, i nostri amici sono la’ pronti per iniziare. dopo i saluti, svelti iniziamo a prepararci anche noi.    Indosso la tuta e vado subito a vedere come e’ diventata la grotta dopo il lavoro in comune con i nostri gemellati del GSR. L’avevo lasciata che era un buchetto di circa 3 metri con un sasso incastrato a meta’ e tanta terra alla base. Avevamo visto una piccola diramazione laterale al livello della base di terra. Ora il saltino da 3 metri e’ del tutto sgombro. Scendo per vedere cosa ne e’ stato della terra. Ora la base di terra e’ dimezzata ed ingombra di sassi sistemati come un muretto a secco per tamponare e delimitare la terra. L’altra meta’ della base e’ diventata un altro buco che scende stringendo per ancora un paio di metri. In fondo si intravede qualcosa…potrebbe essere qualcosa di buono, ma per ora decido di interessarmene. Prima di continuare gli scavi c’e’ da togliere sassi e terra da sopra altrimenti rischiamo di rimanere seppelliti. Scende Mario a darmi una mano. Sopra rimangono gli altri a tirare su le cofane ed i sassi imbragati. Nerone e’ a bordo ingresso e funge da motore principale e coordinatore del tiro. Lavoriamo con foga almeno 3 ore. Alla fine possiamo dirci soddisfatti. I sassi sono praticamente tutti fuori e la parte della terra meno compatta ha preso la stessa direzione. Esortati dai nostri amici che reclamano per la pausa pranzo, usciamo fuori a goderci il caldo. Come avevo deciso, non degno di uno sguardo la pizza fedifraga e mi accontento di bere dell’acqua. Dopo il riposo mi armo di trapano e vado giu’, stavolta col preciso intento di andare a ficcanasare nel buco scavato la volta scorsa dai nostri amici del GSR. Il buco nel primo metro e’ largo e comodo, dopo diventa largo quel che basta per infilarci le gambe e poco piu’. Non e’ ancora abbastanza largo per tentare il passaggio. Inizio a lavorare di buona lena con mazzetta, scalpello, maleppeggio e tutti gli strumenti del caso. Scendono a darmi manforte sia Gabriele che Mario e lavoriamo ad allargare e tirare fuori terra e sassi per almeno un’altra ora. Il nostro lavoro porta i suoi frutti. Ora il passaggio, seppur stretto sembra possibile. Viene chiamata una sosta, da fuori ci urlano che hanno le braccia fuse dalla fatica. I miei amici iniziano a salire per guadagnare l’uscita e fare una meritata sosta. Non li seguo subito, devo martellare quello spuntone, si, quello la’, se salta posso provare a scivolare dentro. Eccolo che mi accontenta! Sono pochi millimetri in piu’ ma e’ quel che serve. Mi calo dentro cercando di limitare gli strappi alla tuta che si impiglia dappertutto. Qualche sbuffo e sono passato. Dall’altra parte trovo l’ambiente che avevo immaginato delimitandolo con i piedi. E’ una salettadi forma vagamente ovale, alla mia sinistra un buco. Anche a destra c’e’ forse un buco, ma e’ ingombro di sassi. Per ora mi dedichero’ a quello a sinistra. Mentre svolgo le mie esplorazioni, da fuori iniziano a preoccuparsi. Le loro prime urla di richiamo non le sento proprio. Scende Gabriele a vedere cosa ne e’ stato di me. Quando si avvicina, finalmente lo sento e lo rassicuro. Prima di uscire con lui, scatto svelto alcune foto, la prima al buco che intendo allargare.    Provo ad infilare la fotocamera dentro il buco e scatto una foto alla cieca, non riesco a trarne alcuna conclusione. Ho l’impressione ci sia un filo d’aria ma non e’ nulla di eclatante. Nella pausa il buon Nerone ci inizia con pazienza all’arte di costruire una palizzata attorno alla grotta per impedire che gli animali al pascolo vadano a caderci dentro. Imparo anche qualche parola in subbiacciano che non fa mai male. In particolare facciamo ampio uso di filagni e ci aiutiamo con lo stringo’! Alla fine il risultato e’ visivamente quasi decente. Dal punto di vista della stabilita’ e robustezza, molto meno. Nerone evita di criticare apertamente la nostra opera prima ma il suo sguardo ci dice che abbiamo meritato una sufficienza stiracchiata in “recintologia”. Dopo la pausa ludico-formativa, riprendiamo i lavori ipogei. Torno giu’ armato delle migliori intenzioni e di tutti gli attrezzi necessari. Tempo una mezz’ora ed abbiamo ricavato un passaggio comodo, largo abbastanza anche per Mario. Decidiamo di allargare anche il buco, almeno quel tanto da infilare la testa e vedere cosa nasconde. Finito di allargare, mi infilo con la testa dentro e scruto. Mi ritiro un poco deluso. Non si vede alcuna prosecuzione evidente. Decidiamo che vale la pena controllare anche l’altro buco, quello che in origine era parzialmente occluso dai sassi. Ora da quel lato la situazione e’ peggiorata, in quello che era un possibile buco, ora c’e’ tanta terra. Decidiamo che e’ il momento di tirare fuori terra e sassi. Gabriele mi raggiunge nella nuova saletta, gliela presento e poi entriamo in azione. Gabriele si occupa di caricare le cofane di terra e sassi, io sono a meta’ strada per agevolarne la partenza, in cima si sistema Mario e fuori Nerone e Maurizio operano di forza bruta per recuperare i pesanti secchi. Ecco Gabriele intento nel suo lavoro, ha appena inviato una cofana piena e si accinge a riempirne un’altra. Continuiamo a scavare come forsennati per almeno un’altra ora. Dopo tanti secchi ci arriva una supplica da fuori. Hanno le braccia “finite” non ce la fanno piu’ a tirar su nulla. A malincuore iniziamo a smobilitare. Le ultime fatiche sono dedicate a tirar su tutti gli attrezzi da scavo che avevamo portato giu’. Esco buon ultimo, stanco ma soddisfatto, qualcosina abbiamo trovato e magari la prossima volta… Mentre mi riposo e mi cambio faccio un rapido giro di foto, una per Maurizio col passo da boscaiolo. Una per Gabriele mentre sistema le corde. Ed una a Mario mentre commenta la giornata ed a Nerone che fa un primo giro alla macchina per portare il materiale.Nerone deve rientrare quindi ci saluta subito. Noi chiudiamo la giornata con un passaggio al bar per una bibita fresca insieme a Maurizio. Dopo la pausa rinfrescante, lo lasciamo in quel di Monte Livata a godersi la vacanza e caliamo a valle dirigendoci con ferma sicurezza al ristorante di Marano Equo dove fanno delle fettuccine degne di nota. Una buona cena ci ricompensa degnamente della fatica fatta. Il ritorno e’ tranquillo. Alla prossima.

Pubblicato in esplorazioni, speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Piccola Cretarossa – 30/07/2017

Inferniglio – Gemellaggio – 23/07/2016

Uscita all’inferniglio in occasione del gemellaggio con il Gruppo Speleologico Ruvese. Con Costanza, Rosa, Vincenzo, Fedele, Giuseppe, Gabriele ed io. Oltre al piacevole incontro con Erika, Salvatore e gli altri amici del GSCAI.

Intanto vi racconto come e’ nata questa uscita. Dovete sapere che Giuseppe e’ l’ambasciatore del Gruppo Speleologico Ruvese presso lo Shaka Zulu. Giuseppe vive a Roma per lavoro e, tramite Gabriele, ha conosciuto il resto dello Shaka Zulu. Da almeno un anno a questa parte si esce spesso assieme. Quando torna a casa, invece frequenta il suo gruppo natio, il Gruppo Speleologico Ruvese. Dai oggi e dai domani, Giuseppe ha pensato bene di organizzare un gemellaggio tra i 2 gruppi, quello di origine e quello di adozione. Da questo evento ha preso spunto l’uscita di cui vi raccontero’. Con gli amici del GSR abbiamo iniziato una bella conoscenza, sicuramente da approfondire. Intanto chi ha potuto partecipare si e’ divertito e questo gia’ mi pare un buon risultato. Ma torniamo all’inizio. I nostri amici arrivano la sera del venerdi’. Ci incontriamo al solito bar all’uscita autostradale di Vicovaro-Mandela e poi ci dirigiamo compatti al ristorante a Marano Equo dove fanno delle fettuccine niente male. Conclusa la lauta cena, ci separiamo, Betta, io e Luna torniamo a casa a Roma. Il resto del gruppo, formato da Gabriele e Giuseppe ed i nostri ospiti ruvesi, Vincenzo, Fedele, Rosa e Costanza, arrivano fino a Subiaco dove conosceranno la sede dello Shaka Zulu, che li ospitera’ per la notte. Alle attivita’ della giornata di sabato non ho potuto partecipare a causa di altri impegni. Mi hanno pero’ raccontato di una giornata piena, culminata con un appassionata sessione di scavo alla “Cretina Rossa” a cui ha partecipato anche Nerone, instancabile nel tirare su i secchi di terra. Una meritata cena ed un altrettanta meritata notte di riposo conclude la giornata e conduce tutti noi a domenica mattina.

La mattina, dopo la colazione, saluto Betta e Luna e monto in macchina per raggiungere i miei amici. Oggi abbiamo stabilito di andare all’Inferniglio. E’ una bella grotta da mostrare ai nostri ospiti e poi c’e’ il sifone molto basso e abbiamo l’intenzione di buttarci un occhio. Arrivato a Subiaco lascio la macchina al parcheggio vicino la sede e mi trasferisco in quella di Gabriele. Strada facendo facciamo sosta per portare i nostri saluti ad una pianta carnivora che pare cresca solo in poche zone, una delle quali e’ proprio questa.Eccole in tutto il loro splendore carnivoro.L’analisi e’ accurata e prende tutto il tempo necessario, finiamo appena in tempo per dare modo ad una macchina, arrivata nel senso opposto al nostro, di passare. Al parcheggio, il solito, vicino all’Inferniglio, un’altra visita d’obbligo. L’Aniene va sicuramente mostrato. Insieme a lui anche la vecchia mola. Dopo le visite passiamo alla vestizione. Stiamo ancora ai preliminari nella lotta per indossare le mute quando arriva un altro gruppo di macchine. Ma io li conosco! Sono i ragazzi del GSCAI Roma. O meglio, riconosco subito Erika e Salvatore, sospendo la vestizione per andare a salutarli. Dopo i saluti torno ad indossare il primo pezzo della muta, non vado oltre perche’ rischio di fondere. Continuero’ a vestirmi davanti la grotta dove la temperatura e’ piu’ gradevole. Urlo al mondo la mia intenzione di andare poi mi avvio. Mi seguono Vincenzo ed un ragazzo con una faccia seria seria che mi sembra familiare. Gli chiedo come mai mi sembra di conoscerlo e lui chiarisce tutto con un lapidario:”sono il figlio di Salvatore”. Mentre io perdo tempo nel vano tentativo di colmare le mie lacune mnemoniche, il resto del gruppo arriva a raggiungerci. Siamo pronti per la foto di gruppo. Eccoci, compatti ed agguerriti. Giuseppe mutato. Pronti per entrare? Via! In un attimo siamo al primo ex-laghetto. Gabriele ha portato tutta la strumentazione per misurare alcuni parametri dell’acqua. Eccolo mentre prende le prime misure nell’acqua dell’ex-laghetto iniziale. Proseguiamo svelti a risalire la colata prima della zona delle vaschette. Ed eccoci in zona vaschette. Proseguiamo a gruppetti. Io mi trovo in quello avanti con tutti i ragazzi del GSCAI. Gli altri restano indietro per gustarsi la grotta e fare compagnia a Gabriele che raccoglie i dati sull’acqua. Strada facendo provo a fare qualche foto senza troppe pretese. Ve le mostro, sono prese durante il tragitto verso il sifone. Il sifone intermedio, il livello sembra basso ma senza variazioni notevoli rispetto all’ultima visita. L’imbocco del ramo laterale visto la volta scorsa.  La sabbia nera di origine vulcanica…Ne leggevo proprio questa mattina su un vecchio bollettino del CSR che ho trovato in macchina di Gabriele. Siamo finalmente al sifone. Salvatore si occupa dell’armo mentre Erika ed io gli facciamo da assistenti. La cosa e’ laboriosa ma alla fine si puo’ scendere. Ecco il sifone. Laggiu’, nel buio, e’ dove voglio andare a curiosare. Scendo. L’acqua e’ gelida, inizio a nuotare con impeto con l’intento di riscaldarmi. Mi infilo nella spaccatura…gia’ da lontano si intuisce che chiude alcuni metri davanti a me. Dove sono ora ci entro a malapena con le spalle. Tasto in giro con i piedi, ai lati, circa 1 metro sotto il pelo dell’acqua le pareti si allontanano di parecchio. Probabilmente il passaggio comodo e’ ancora piu’ in basso.  Mi giro, Erika e Salvatore mi hanno seguito. Comunico loro che per ora di passaggio non se ne parla poi iniziamo a scambiarci foto. Prima chiedo loro di illuminare verso fuori. E poi facciamo una foto ricordo dentro il sifone. L’acqua fredda e qualche brivido mi convincono che e’ l’ora di uscire. Torno svelto alla base dove intanto sono arrivati in nostri “gemelli” e si stanno preparando a scendere per una visita di cortesia al sifone. Io mi aggiro nel folto gruppo rubando foto a casaccio. Qua irrompo in una foto di gruppo senza essere minimamente previsto. Giuseppe in primissimo piano opaco. Per tenermi buono viene organizzata una foto di gruppo seria. Cedo addirittura la fotocamera per prendervi parte.  La prima era di prova, la seconda potrebbe essere meglio ma non lo e’, colpa mia, mi sono scordato di dare una pulita al vetro dell’obiettivo prima di cedere la fotocamera. Scendo di nuovo verso il sifone per accompagnare Costanza, Rosa e Fedele. Non che ne abbiano bisogno, ma un poco di movimento e’ utile per farmi passare quel velo di freddo che sento. Dal piano di sopra il buon Gabriele sente addirittura caldo e mette in mostra il petto. Costanza e Rosa a pelo d’acqua, l’hanno anche saggiata ma e’ troppo fredda per un bagnetto. Sopra, in galleria, il pubblico segue le discese con interesse ed attenzione. Costanza risale, Giuseppe scende e risale, Rosa e’ sempre la’, congelata in posa plastica. Ma che dici?!? Non era bloccata la’, stava solo aspettando pazientemente il fedele Fedele! Dopo la foto, Fedele va a sua volta a cimentarsi con l’acqua del sifone. Finita la visita al sifone, prendiamo  commiato e risaliamo in galleria dove nel frattempo Salvatore, Erika ed il resto del loro gruppo hanno preso la via del ritorno. Anche Gabriele, dopo essere stato a lungo fermo inizia a sentire fresco. Costanza, con la mezza muta da 1mm e la tuta di cotone invece sente proprio freddo. Loro due iniziano ad andare verso l’uscita. Giuseppe, Rosa ed io rimaniamo a dare supporto morale a Fedele mentre disarma la corda messa per scendere al sifone. In 3 riusciamo a sopportare bene la fatica di starlo a guardare. Ecco Fedele mentre inizia la sua opera. Pochi ma intensi minuti lo riportano vicino a noi. Gli manca solo da togliere gli attacchi di partenza e poi avremo finito la nostra fatica da supporter. Sistemiamo i materiali negli zaini e riprendiamo anche noi la via di casa. Strada facendo, ci provo, rimonto il cavalletto, magari riesco a convincere i miei amici a fare qualche foto con l’aiuto delle loro luci. Il primo tentativo e’ vanificato dalle nebbie sul vetro dell’obiettivo. Con una ripulita le successive sono un poco meglio. Giochi d’acqua. Fedele la luce non la vuole spegnere. Siamo in un tratto di galleria molto lungo e diritto. ci mettiamo un po’ a disporci e a dirigere le luci in maniera conveniente. Per sicurezza di foto ne scatto almeno una decina, questa e’ una delle prime, ad inizio lavori. Alla fine i nostri sforzi sono abbastanza premiati, non ve le mostro tutte, ma solo questa che mi sembra la  meglio riuscita. Ci spostiamo di poco e facciamo un’altra sequenza di cui vi mostro questa… …e la sua gemella meno rossiccia. Questa l’ho addirittura fatta camminando ed e’ strano sia venuto qualcosa. Fine del laghetto dove la volta scorsa c’era il canotto. Cucu’! Quello che rimane con la luce accesa e’ sempre Fedele, non siamo riusciti ad averlo a luce spenta quasi mai. Un illuminato!Questa foto ha il suo perche’, mi piacerebbe anche se non l’avessi scattata io! Qua probabilmente mi sono scordato di avvertire che stavo scattando e Rosa si e’ voltata a vedere cosa stessi combinando. Ancora un ambiente molto bello, facciamo una lunga sosta per le foto.   Questa con Giuseppe in solitaria. E questa con tutti e tre i miei luminosi eroi. Siamo vicini all’uscita, le ultime foto le rubo senza richiedere ulteriori soste. Davanti a noi la sala delle vaschette. Pochi passi e saremo fuori. Foto ricordo. La patina di nebbia sul vetro dell’obiettivo mi tradisce nuovamente. La discesa della colata gigante. Di nuovo una foto all’ex-laghetto iniziale con l’acqua al livello attuale e la linea del livello normale.

Una veloce salita ci porta fuori a rivedere il sole, gustare il caldo e ritrovare i nostri amici che sono rimasti all’ingresso ad attenderci pazientemente. Purtroppo non posso fare altre foto perche’ la batteria della fotocamera si dichiara oltremodo stanca e si rifiuta di collaborare ulteriormente. Gli ultimi momenti di questa bella giornata rimarranno solo un bel ricordo per me e per chi c’era. Per alleviare il vostro dispiacere, posso dirvi che abbiamo chiuso la giornata con i tuffi nell’Aniene, un lauto spuntino ed allegre chiacchiere. Purtroppo quando per i nostri amici gemellati si avvicina l’ora del rientro a casa dobbiamo raccogliere le nostre cose, salutare tutti e scappare via. Senza affanno, ma con premura, torniamo verso Subiaco dove ci salutiamo ed ognuno prende la propria strada. Rosa, Giuseppe e Gabriele volano verso Roma per far prendere il treno a Rosa. Io recupero la macchina e li seguo. Costanza, Fedele e Vincenzo si attardano a Subiaco il tempo di un gelato prima di iniziare il lungo viaggio in macchina che li riportera’ in Puglia. Potrei dilungarmi sul caos di traffico che ho trovato al rientro ma vi risparmio questa nota stonata di una giornata altrimenti molto bella. Evviva il gemellaggio, evviva il GSR! Alla prossima.

Pubblicato in amici, speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Inferniglio – Gemellaggio – 23/07/2016

Inferniglio – 09/07/2017

A visitare l’Inferniglio con Nerone, Erminio, Fabrizio, Gabriele ed io.

La mattina verso le 9 ci incontriamo sotto casa mia. Siamo Giuseppe, Gabriele ed io a partire da Roma. Il resto del gruppo lo troveremo a Subiaco. Avrebbe dovuto esserci anche Claudia ma Gabriele mi aggiorna, si sentiva stanca e verra’ da sola appena sveglia. Saltiamo tutti in macchina di Gabriele e partiamo. Strada facendo Claudia ci aggiorna con un messaggio, per oggi ha preferito godersi una rilassante giornata in piscina. Ci divertiremo anche per lei. All’uscita dell’autostrada facciamo sosta al bar dove ci riuniamo con Fabrizio, il nostro radiologo di fiducia. Dopo la colazione proseguiamo. Al parcheggio davanti alla villa di Nerone, sulla strada per Jenne, troviamo gli altri nostri amici ad aspettarci. Il Nerone dei giorni nostri ha una novita’ che ci mostra quasi con orgoglio. E’ definitivamente entrato nell’epoca moderna diventando possessore di uno Smartphone! Vado subito a prendere la fotocamera per immortalare il momento in cui ce lo mostra. Dopo i saluti e qualche chiacchiera ci muoviamo in una carovana di macchine per arrivare all’Inferniglio. Gabriele ed io optiamo un parcheggio ombreggiato. Uno sguardo al fiume che scorre sotto di noi e’ quasi d’obbligo. Bene! L’Aniene non sembra soffrire troppo della siccita’. Iniziamo a prepararci, oggi il programma e’ fitto. Dobbiamo andare a vedere un ramo laterale scoperto, o forse riscoperto, da poco. Fare la prova con la radio in grotta stendendo pero’ il cavo dentro l’acqua per verificare se continua comunque a funzionare. Piu’ tardi inoltre ci raggiungera’ Mario con dei suoi amici che accompagneremo in grotta.  Prima di mettere la muta mi apparto per un bisognino. Mi soffermo nel luogo scelto per una foto a dei sassi. Sono appoggiati su dei rami ad un metro da terra. Questi sassi non proprio piccini testimoniano quanto possa essere violento il flusso d’acqua che esce dalla grotta nei periodi di piena. Siamo tutti pronti. Ci spostiamo all’ingresso della grotta. Erminio ed io approfittiamo del relativo fresco per terminare la vestizione della muta. Prima di entrare ci dividiamo i compiti. Gabriele e Fabrizio si occuperanno della stesura del cavo e delle prove con le radio. Nerone, Erminio ed io andremo a visitare il ramo laterale. Porteremo con noi il canotto da lasciare al laghetto. Lo utilizzeremo in seguito per portare gli amici di Mario. Entriamo in grotta. Il primo laghetto praticamente non esiste quasi. L’acqua e’ piu’ bassa, rispetto alla mia ultima visita, di quasi 2 metri. Le tavole lo testimoniano, solitamente sommerse per un buon mezzo metro ora le posso usare come corrimano.  La gigantesca colata dopo il primo laghetto. Ci siamo equamente divisi i pesi, Nerone porta lo zaino, io porto i remi del canotto… …Erminio, che e’ giovane ed aitante, porta l’ingombrante canotto. La sala con le vaschette, subito dopo la colata. Erminio e Nerone non hanno voglia di bagnarsi. Io con la muta invece ne sento proprio il bisogno, quindi nei passaggi piu’ acquatici loro utilizzano i traversamenti laterali ed io sguazzo nell’acqua. Erminio mentre controlla un anfratto. Non si sa mai. Il primo sifone. Ora e’ una buca buia dove in fondo si intravede l’acqua.  Proseguiamo. Ci avviciniamo rapidamente al tratto di meandro allagato. Ora i miei amici saranno costretti a nuotare, penso. Non e’ cosi’! C’e’ un bypass alto che non conoscevo affatto. Nerone guarda l’acqua, guarda il bypass e poi decide per il passaggio all’asciutto. Saliamo. Il bypass e’ anche bello da vedere ma e’ pieno pieno di fango scivolosissimo. Sembra di essere su una tavola cosparsa d’olio. Come se non bastasse, durante la salita, scivola il piede con cui stai avanzando mentre quello rimasto indietro rimane intrappolato nel fango e si libera solo facendo forza. Pochi metri di salita mi fanno sospirare all’acqua fresca che abbiamo lasciato. Ora siamo ad un livello superiore della grotta, prima di proseguire facciamo una deviazione per vedere il sifone finale. Quasi non lo riconosco. Anche qua l’acqua e’ notevolmente calata, tanto che non non e’ pensabile arrivare in acqua senza una corda. O meglio, l’andata si potrebbe risolvere facilmente con un tuffo ma il ritorno poi non sarebbe possibile. Torniamo indietro verso il ramo laterale da esplorare. Ad un bivio, che all’andata non avevo proprio notato, stavolta prendiamo a sinistra. Tanto per cambiare dobbiamo scivolare nel fango per qualche metro e terminare la discesa con un piccolo tratto di arrampicata. Ora siamo nel meandro al livello solito. Il tratto da esplorare e’ proprio qua vicino. Eccolo. L’ingresso non e’ dei piu’ accoglienti. Inizio a temere seriamente per l’integrita’ della mia muta. Finora ho evitato di indossare la giacca della muta e sono a spalle scoperte. Visto il posto dove andremo capisco che me le devo assolutamente coprire. L’unico modo e’ indossare la giacca in neoprene da 5mm che ho nello zaino. Iniziamo a muoverci nella stretta spaccatura orizzontale. Tra un passaggio e l’altro non risparmio sbuffi e sospiri. Cerco di documentare la progressione, ma le condizioni non permettono grandi foto. Finalmente un punto leggermente piu’ largo. Una simpatica vaschetta a ciotola. Arriviamo in fondo, troviamo un sifone che ci costringe a fermarci. Entro in acqua e lo esploro con i piedi. Scende verso il basso con una inclinazione di circa 45 gradi. Sulla sinistra sembra risalire, ma non abbastanza perche’ si possa pensare ad una camera con aria. Guardandomi attorno trovo 2 curiosi reperti. Una candela parzialmente concrezionata ed il bulbo di un flash. Li consegno a Nerone. Erminio nel frattempo ha trovato un pertugio sulla sinistra del sifone. Scaviamo fango per un poco fino a riuscire ad affacciarci. Tanto altro fango che tende a stringere. Per ora non e’ il caso di andare oltre. Torniamo indietro. Anche tornando non mi risparmi sbuffi e sospiri. All’uscita dal ramo laterale troviamo Fabrizio e Gabriele che hanno terminato la stesura del cavo e fatte le prove con le radio. Ci salutano e si avviano verso l’uscita. Dopo aver preso fiato e commentato quanto visto, anche noi proseguiamo verso l’uscita. Stavolta ho un motivo in piu’ per stare in acqua, devo assolutamente ripulire la muta dal consistente strato di fango che ho accumulato strisciando. I miei amici continuano a preferire i traversi. Nell’ultimo tratto mi attardo per fare qualche foto. Ho portato anche il cavallletto per cercare di ottenere qualcosa di decente. Siamo all’inizio del laghetto dove all’andata abbiamo lasciato il canotto. Mentre io mi dilettavo con la fotografia, Erminio lo ha gonfiato. Io proseguo con calma verso l’uscita facendo le foto. Vi lascio soli con loro…a tra poco! Piaciute? Spero di si! Fuori troviamo il gruppo degli amici di Mario che accompagneremo per la loro prima esperienza in grotta. Sono gia’ pronti ad entrare e Gabriele spiega loro i primi rudimenti. Nerone ed Erminio ci salutano, hanno altri impegni nel pomeriggio. Foto ricordo prima dell’ingresso. Appena entrati ci fermiamo per uno spiegone della grotta. A tenere il discorso e’ Mario, che in quanto a potenza di fuoco oratoria ha pochi rivali.  Si parte! Il primo scivolo verso l’ex-laghetto viene affrontato con molta prudenza ed un poco di impaccio, ma e’ quel che ci vuole per evitare uno scivolone.  Pochi passi e siamo gia’ in cima alla grande colata. Un attimo di relax aspettando il gruppo. Si riparte. Il passaggio alla zona delle vaschette, anche se sono mezze vuote, richiede sempre un poco di attenzione. Altro spiegone di Mario sulle belle forme calcaree che si possono trovare in grotta. Intanto io cerco di rubare qualche immagine. Ma senza chiedere a tutti di stare immobili e’ quasi impossibile che ne esca qualcosa di buono. Si riparte. Percorriamo questa parte di meandro senza acqua.Nuovamente sosta, questa volta per provare il “vero buio”. Di nuovo ne approfitto per delle foto, pero’ stavolta chiedo a tutti di restare fermi. Prova del buio. Ripartiamo, ora abbiamo una zona con acqua, i traversi impegnano parecchio i nostri amici che pero’ se la cavano egregiamente. Intanto fotografo il soffitto, non chiedetemi perche’! Ancora una sosta per qualche informazione ipogea. Siamo nei pressi del laghetto, Gabriele spiega cosa faranno ora. Dico “faranno” perche’ ora sento un poco di freddo e non ho voglia di entrare in acqua. L’imbarco procede senza problemi. Eccoli pronti alla partenza.Fabrizio ed io rimaniamo in riva al laghetto ad aspettare. Fabrizio si mantiene in contatto col gruppo tramite le radio.
Eccolo intento a parlare con Gabriele che intanto ha recuperato la radio che avevano lasciato alla fine del lago.Scatto qualche foto per ingannare l’attesa, pero’ l’attesa si fa veramente lunga.Gabriele ci avverte che Mario ha deciso di far provare ai suoi amici il bypass fangoso. Sono contento per loro, pero’ ora sento proprio freddo a restare fermo. Decido che e’ il momento di tornare indietro. Comunico la mia decisione a Fabrizio e mi avvio lemme lemme scattando ancora qualche foto con l’aiuto del cavalletto.Belle o brutte ve le mostro tutte! Come prima vi lascio soli con loro. Fuori trovo Erminio, ha sbrigato le sue cose ed e’ tornato ad aspettarci. Chiacchierando con lui di cose ipogee mi crogiolo al sole. Nonostante il sole cocente la sensazione di freddo non mi abbandona completamente. Il gruppo intanto si sente rumoreggiare nei pressi dell’ex-laghetto. Ancora pochi minuti e sono con noi a godersi il sole.Altra foto ricordo, anche se piu’ alla rinfusa.Mancava qualcuno. Proviamo a farne un’altra.Una farfallina ha preso dimora sul mio casco. Provo a scacciarla con una mano ma non mi si fila proprio. La devo staccare dal casco e depositarla su una roccia altrimenti lei di sua sponte sarebbe rimasta dov’era.E’ il momento di cambiarsi e rimettere a posto tutto.Non abbiamo quasi nulla da mangiare pero’ una sosta ai tavolini da pic-nic, piacevolmente ombreggiati, la facciamo ugualmente.E’ ora di tornare, ognuno alla propria macchina, dai!Tornando indietro scatto una foto alla villa di Nerone, cosi’, tanto per farlo.Ci raggruppiamo nuovamente a Subiaco per un gelato. Dopo averlo gustato, Gabriele ed io prendiamo commiato. Devo essere a Roma presto per un altro impegno e costringo anche Gabriele a rinunciare a delle meritate fettuccine. Mi dispiace un po’ ma avremo sicuramente altre occasioni. Alla prossima.

Pubblicato in esplorazioni, gita, radio, speleo, SZS, uscite | 1 commento

Cretarossa -29/06/2017

Una scampagnata tra amici in zona Cretarossa, con Maurizio, Giuseppe, Gabriele ed io.

Aspettando ora di pranzo siamo andati a scavare alla grotta “piccola Cretarossa”, per gli amici la “cretina rossa”. Preso dalla nostalgia ho anche sceso in parte il primo pozzo di Cretarossa. Questo per dirvi in breve della nostra giornata. Ma non vi preoccupate, ora vi racconto per benino…Partiamo da Roma verso le 9.30, siamo il solito trio, Giuseppe, Gabriele ed io con la inossidabile meriva di Gabriele. Dopo una sosta a Monte Livata per prendere l’acqua arriviamo allo spiazzo vicino le grotte. Abbiamo sentito Maurizio, ci raggiungera’ direttamente qua. Prendiamo i materiali e ci dirigiamo subito alla “piccola Cretarossa” per proseguire gli scavi iniziati tempo fa. Eccola, cosi’ ben protetta dai rami che quasi non si vede. Tentativo di selfie. Arriva Maurizio. Gabriele ha appena terminato di sistemare la corda per scendere e per poi recuperare terra e sassi. Giuseppe intanto e’ gia’ pronto per dare inizio ai lavori. Visto che alla “cretina” di spazio non ce n’e’ molto decido per una breve visita a Cretarossa, sono anni che non ci scendo, oggi mi sembra la giornata giusta. Maurizio mi accompagna. Arrivati alla grotta lo coinvolgo nel tentativo di sistemare la corda in maniera differente dall’armo classico. Proviamo a fare un deviatore sfruttando gli alberi di fronte a quelli di partenza. La cosa si presenta bene, ma poi risulta complicato iniziare la discesa. E’ un esperimento divertente ma forse non vale la pena. Comunque, visto che oramai il deviatore e’ li’, lo sfrutto e scendo. Maurizio documenta la discesa. E’ il momento di accendere la luce sul casco. Ma…vedo bene? La corda non arriva. Quella che Gabriele mi aveva dato come da 40m, penso sia piu’ corta. Eh si, manca un bel pezzo per arrivare alla base del pozzo. Dovrei tornare su, smontare tutto, recuperare la corda utilizzata per il rinvio e armare “classico”. Approfitto per verificare i fix presenti. Devo liberarli da robe vegetali marce e pezzi di plastica attorcigliati sul fusto del fix, Uso la chiave per vedere che dicono i dadi. Dopo la pulizia e la smossa ai dadi ora sembrano di nuovo dei fix pronti a fare il proprio lavoro. Per oggi pero’ li lascio tranquilli. Il tempo per la gita e’ finito, dobbiamo tornare ad aiutare i nostri amici con la “cretina”. Urlo a Maurizio che risalgo ed inizio a farlo. Una volta fuori smontiamo tutto, rifacciamo le corde, ricomponiamo la catena di attacchi gentilmente prestata da Gabriele, mettiamo il tutto nello zaino e torniamo alla base. Quando arriviamo i nostri 2 scavatori sono dentro intenti ad operare. Dopo avere valutato se mi andasse di infangare irrimediabilmente la tuta, mi butto dentro anche io. Mi calo nel buco, a circa 2 metri c’e’ un masso incastrato che e’ un comodo appoggio per spezzare in due la discesa. Lo uso. Mi prende quasi un colpo quando, spostandomi di lato, lo sento muoversi. Contando che pesa almeno un centinaio di chili e che sotto ci sono i miei amici, lo spavento e’ spiegabile. Per fortuna succede nulla. Continuo a scendere l’ulteriore metro che mi separa da loro. Li avverto che il sassone si muove e consiglio di toglierlo al piu’ presto. Oggi non abbiamo materiali adatti ma la prossima volta si verra’ attrezzati alla bisogna. Dopo averli raggiunti cerco di dare una mano, stanno allargando in fondo dove sembra esserci una prosecuzione. Vado a scavare un poco anche io. Grazie al supposto di Maurizio che dall’esterno recupera i secchi di terra e sassi, alla fine liberiamo abbastanza perche’ Giuseppe possa dare una occhiata. Io ho “tastato” con i piedi e sembra che piu’ avanti si allarghi. Giuseppe si infila di testa con un poco di contorsioni pero’ non avanza molto. Il suo responso non lascia speranze. Dopo un paio di metri l’ambiente che vede chiude inesorabilmente. Decidiamo di non darci ancora per vinti, magari sotto di noi, togliendo il tappo di terra la grotta continua. Saggio lo strato di terra con il piede di porco. Sprofonda per tutta la sua lunghezza. Ci sara’ tanto lavoro per verificare la nostra ipotesi. Scaviamo ancora una mezz’ora poi decidiamo che si e’ fatta ora di pranzo. Dobbiamo andare. Usciamo. Prima vado io, Gabriele e Giuseppe riempiono ancora un paio di secchi di terra poi mi seguono. Ecco Gabriele che esce. Buon ultimo Giuseppe. Ci cambiamo svelti. Sistemiamo le nostre cose e siamo pronti per andare a pranzo. Arriviamo al ristorante che sono le 3 del pomeriggio ma siamo fortunati, ci accolgono senza problemi. Concludiamo cosi’ in allegria questa breve uscita alla “piccola Cretarossa”. Alla prossima.

Pubblicato in speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Cretarossa -29/06/2017

Falvaterra – Diversamente Speleo – 18/06/2017

Diversamente Speleo stavolta si e’ svolto presso la grotta turistica di Falvaterra. Una bella manifestazione per una giornata allegra e indimenticabile.

La mattina arrivo insieme a Gabriele. Alla segreteria delle grotte di Falvaterra, il punto di raduno, c’e’ gia’ tanta gente. Molti sono gli amici e mi perdo subito in saluti. Tra un abbraccio, qualche chiacchiera e battuta trovo il tavolo dove ci si registra. Pago la mia quota per il pranzo e poi continuo coi saluti. Alla vetrata sono stati attaccati dei pipistrelli di carta e segnati sopra i nominativi degli accompagnatori e degli accompagnati. Io mi sono “inbucato” all’ultimo quindi sono rimasto fuori per questa volta. Fa nulla, ci sara’ comunque modo di dare una mano. L’occasione capita subito, dalla grotta richiedono qualcosa da bere. Mi carico con qualche bottiglia e mi avvio. Arrivato all’ingresso deposito le bottiglie presso il gazebo ed inizio a guardarmi attorno. Qua per ora l’atmosfera e’ tranquilla e c’e’ anche un bel fresco. L’organizzazione intanto procede a spron battuto, iniziano a venire giu’ i primi gruppi. Per ingannare l’attesa vado a fare una rapida ricognizione della grotta. Ci sono stato molte volte ma non l’ho mai guardata facendo attenzione alla accessibilita’, rimedio ora. La galleria d’ingresso non e’ un problema. In fondo si svolta a destra e la galleria prosegue, leggermente piu’ stretta ma ancora comoda. La grotta vera e propria inizia con un bel laghetto sulla destra. Il tratto sterrato sembra a posto. L’ultimo tratto e’ una passerella metallica che non dovrebbe creare problemi.Arriva il primo gruppo. Attendo che passino poi mi dedico a qualche foto in questo punto. La passerella apre sulla galleria principale della grotta ed offre uno spettacolo impareggiabile. Il gruppo e’ gia’ di ritorno. Ogni tanto fanno sosta per dare modo alla guida di descrivere alcune delle meraviglie della grotta.  Io proseguo con le foto. Anche se oggi c’e’ veramente poca acqua lo spettacolo e’ sempre stupendo. Quando esco la situazione si e’ trasformata ora c’e’ un bel mucchio di gente pronta ad entrare. Ecco un altro gruppo pronto ad entrare. Ciao Stefania! Rientro subito seguendo il nuovo gruppo. Una bella colata. Augusto ha dato il cambio alla guida precedente e sua volta intrattiene i visitatori descrivendo le bellezze della grotta. Una lunga stalagmite. Se ripasserete tra qualche secolo potrete ammirare una bella colonna! Siamo di nuovo all’uscita. Un altro gruppo e’ pronto. Giuseppe, oggi si occupa della logistica e del trasporto dalla segreteria alla grotta e viceversa. Il tempo di un saluto, una foto e gia’ riparte. Ecco un bel gruppetto di amici. Vado a curiosare alla risorgenza, pochi metri sotto di noi. Anche qua l’acqua e’ poca. Sembra di essere a fine agosto e non a giugno. Nerone in posa da meditazione. L’atmosfera e’ calma e rilassata, i gruppi in grotta si susseguono con regolarita’. Tutto procede benone e l’ora di pranzo si avvicina. Un’altra partenza. Giorgio… Si iniziano a mettere via le attrezzature speleo. E’ relax preprandiale. Come potevo negarmi un selfie con Marika? Il pranzo e’ pronto, ci avviamo verso la segreteria dove ci aspettano le fettuccine fatte in casa! Cerco i miei amici di Orvieto, pranzeremo assieme. Federica e Stefania si prendono un momento per rilassarsi e fare due parole due. La ricerca del tavolo per il nostro nutrito gruppo non e’ cosa semplice ma alla fine riusciamo a trovare da sederci tutti assieme.  Inganno l’attesa imperversando con la fotocamera. Arrivano le fettuccine. Prima alle signore, naturalmente. Stefania e’ pronta a mordere per difendere il proprio piatto dalle nostre attenzioni. Simone e’ al limite, potrebbe non resistere fino all’arrivo delle fettuccine. Scambio di foto con Claudia! Andrea in versione macho con maniche rivoltate a mostrare i muscoli…e per regalarsi un poco di fresco. Marika si sistema i capelli prima di affrontare il suo piatto di fettuccine. Nerone volge l’occhio speranzoso verso le cucine. Non mi fare foto! Ma dai! Solo una… E poggiala ‘sta fotocamera, dacci respiro! Durante il lauto pasto viene a trovarci anche il sindaco di Falvaterra.  Noi continuiamo con il lauto pasto. Son satollo, mi alzo a fare un giro per smaltire. Quasi tutti hanno terminato il pasto e l’atmosfera e’ sempre molto tranquilla ed allegra. Lorenzo con la sua bella…fa bene a farmi la linguaccia perche’ avevo dimenticato il suo nome…Silvia?!? Vista panoramica del tendone che ci ospita per il pranzo. Claudia non si capacita di aver incontrato un impassibile Marco. Pero’ subito dopo la rapisco per un selfie. Si mette la musica. Qualcuno balla, la cosa e’ contagiosa, ci agitiamo un po’ tutti. Luisa, la nostra globetrotter! Il ballo impazza. Ecco Giuseppe con un amico, ora che tutto e’ andato bene ha uno sguardo piu’ rilassato. Ma che vuoi?!? Se provi a farmi ancora una foto ti disintegro! Visto la scarsa approvazione che raccoglie la mia “arte”, me ne torno verso la festa. Si forma un trenino, non posso esimermi. Mi unisco anche io. Mentre mi agito seguendo il serpentone ondeggiante riesco anche a scattare qualche foto. Altro giro! Ritorno dai miei amici per prendere fiato. Intanto girano dei vassoi con il cocomero ma devo declinare l’offerta, se mangio ancora potrei sentirmi male. Inizia la consegna degli attestati di partecipazione, un bel momento. Mi sposto fuori dal tendone a prendere un poco d’aria. Sono al tavolo dei “romani” e davanti a noi c’e’ il gruppo di Teramo. Mi avvicino al gruppo di Teramo perche’ ricordo di essere andato in grotta a Luppa con alcuni di loro. Ne approfitto anche per farmi offrire una ottima genziana. Dopo un paio di bicchierini e tante parole ritrovo anche gli amici conosciuti in grotta.
Grazie Teramo! Mentre faccio faccio bisboccia teramana, la cerimonia della consegna degli attestati procede, seguita con attenzioni da tutti. I ringraziamenti finali. Un bel sorriso ci sta sempre bene! Un meritato attestato anche ai principali organizzatori della manifestazione. Bravi! Ancora Teramo! Oramai la giornata volge al termine. Ultime chiacchiere su grotte e prossimi appuntamenti. E’ quasi ora di prendere la via di casa. Ultima sosta da Nerio per prendere una maglietta con il logo della manifestazione.Del ritorno, come al solito, eviterei di raccontarvi. Sonnecchio lasciando l’onere a Gabriele di riportarmi a casa sano e salvo. Grazie a tutti i Diversamente Speleo ed alle grotte di Falvaterra per la bella giornata. Alla prossima.

Pubblicato in speleo, turistica | Commenti disabilitati su Falvaterra – Diversamente Speleo – 18/06/2017

Stoccalma – 11/06/2017

Visita alla grotta Stoccalma con Giuseppe, Gabriele ed io.

Eccoci pronti per una nuova avventura ipogea! Siamo oramai un trio collaudato Giuseppe, Gabriele ed io. Stavolta andremo a visitare la grotta Stoccalma in previsione di una prossima visita per rifare il rilievo. Eccoci a bordo strada nei pressi della grotta intenti agli ultimi preparativi. Oggi il sole si fa sentire quindi e’ d’obbligo prepararsi all’ombra degli alberi. Una volta pronti partiamo alla volta della grotta. Riusciamo a costeggiare il bosco per un buon tratto ma alla fine dobbiamo uscire allo scoperto.
Arrivati. La grotta si riconosce dal recinto che evita cadute accidentali di animali al pascolo. E’ una buona abitudine “Neroniana” che contraddistingue molte delle grotte nei dintorni di Subiaco. Iniziamo a prepararci per entrare. Gabriele, che conosce la grotta, vede il da farsi. Nel frattempo io mi guardo attorno. Ero stato in questa enorme piana gia’ qualche anno fa ed ero anche passato accanto alla grotta, ma senza dargli troppa attenzione. Vicino all’ingresso c’e’ una dolina interessante, e’ probabile che la grotta abbia un collegamento con essa. Gabriele richiama la nostra attenzione, si e’ accorto che manca la corda del primo pozzo. Per fortuna ne ha portata una di scorta. Inizia ad attrezzare. Risalgo verso l’ingresso per vedere se serve una mano. Sistemata la corda all’ingresso, Gabriele scende…ma ritorna su quasi subito. Il pozzo e’ piu’ lungo di quanto ricordasse, la corda che ha portato non basta. Giuseppe ed io ci offriamo volontari per tornare alla macchina e prenderne una piu’ lunga mentre Gabriele toglie la corda corta e riprende fiato dopo le fatiche armatorie. Presa la corda in macchina e portatala all’ingresso della grotta, mi offro volontario per scendere ad armare. Stavolta, con la corda piu’ lunga sara’ questione di poco. Sistemiamo la nuova corda all’ingresso poi scendo. Il primo tratto e’ un poco stretto ma Gabriele ci ha gia’ raccontato che prima lo era molto di piu’ quindi non mi lamento. A 3 metri trovo una cengia e mi sposto di lato di un metro circa per continuare la discesa. Prima pero’ sistemo il frazionamento, devo solo fare il nodo, il resto del lavoro lo aveva gia’ fatto Gabriele. Ancora una discesa di circa 10 metri e sono alla base del pozzo. Urlo la libera ai miei amici e poi mi giro intorno per dare uno sguardo, da un lato c’e’ una spaccatura dove probabilmente continua la grotta. Dalla parte opposta vedo una piccola sala che mi incuriosisce. Ci entro. Sembra finire la’ tranne per un arrivo alto che sembra svilupparsi in direzione della grande dolina che avevo notato all’esterno. Non trovo traccia di armi, ma potrebbe essere stata vista in arrampicata. Mi riprometto di chiedere.Gabriele e Giuseppe mi raggiungono in un lampo e proseguiamo. Scendiamo ancora dal lato che avevo individuato come prosecuzione.
Vi dico nulla, e lascio parlare le immagini.
Arriviamo ad una piccola sala. Dietro una finestra c’e’ una bella camera bianca candida con un rumoroso arrivo d’acqua dall’alto. Facciamo sosta qua per foto e spuntino. Fatte le foto e terminato il frugale spuntino, riprendiamo a scendere il pozzo successivo. Alla base del pozzo siamo su una cengia comoda. Il pozzo prosegue ma sotto si sente rumore di acqua in modalita’ laghetto e non ci sentiamo invogliati a scendere. Di lato c’e’ un traverso e la grotta sembra proseguire in una spaccatura stretta e poco invitante. Gabriele ci dice che siamo quasi al fondo in cui si sta lavorando. Decidiamo di accontentarci per oggi. Iniziamo a tornare indietro. Il ritorno e’ veloce. Pochi sbuffi e sono in vista della uscita. Dopo il fresco della grotta ho quasi piacere nel crogiolarmi al sole mentre aspetto i miei amici.
Ecco che Giuseppe fa capolino.
Subito dopo di lui ecco il buon Gabriele. Siamo tutti fuori. Un attimo di relax anche per Giuseppe. Mi incanto a guardare gli alberi, le fronde sembrano muoversi per volonta’ propria. Rimango incantato a guardare lo spettacolo che offrono. Mentre io mi incanto a guardare gli alberi, Giuseppe e Gabriele, piu’ pratici, sistemano il materiale nei sacchi e mi chiamano per risalire alla macchina. Sistemato tutto e cambiati gli abiti decidiamo per una visita a casa di Maurizio. Lo troviamo che si apprestava a farsi una fumata rilassante. Gli facciamo compagnia volentieri.
Eccoci quietamente in chiacchiera. Dopo la visita a Maurizio, Gabriele decide di portarci ad un ristorante vicino Marano Equo per rifocillarci. Ha tutta la nostra approvazione. La fettuccina e’ sempre la fettuccina!Fine di una bella giornata, iniziata bene e conclusa meglio. Alla prossima.

Pubblicato in speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Stoccalma – 11/06/2017

Grotta Doli – 28/05/2017

A grotta Doli con Maurizio e Valerio.

Alle 10 sono al bar di Monte Livata. Telefono a Maurizio, e’ a casa e non ha voglia di raggiungermi al bar. Rimaniamo d’accordo che andro’ io a casa sua a prendere il caffe’. Prima pero’ faccio un giro all’alimentari per procurarmi delle cibarie e tanta acqua. Mentre Maurizio ed io sorbiamo il buon caffe’ che ha preparato, ci arriva il messaggio di Valerio: “Saro’ li da voi tra un’ora e mezza”. Un’ora e mezza di attesa a far nulla? La cosa ci garba assai poco. Rispondiamo al suo messaggio scrivendogli che noi intanto ci avviamo alla grotta, ci troveremo la’. Detto fatto, iniziamo a prepararci. In capo ad una mezz’ora siamo davanti alla grotta.Maurizio compie la sua trasformazione finale da montanaro a speleologo……quando indossa la maschera modello “Dorellik, siamo ufficialmente pronti a partire.
Ecco l’ingresso della grotta.
Mentre entro noto una piantina fiorita che mi incuriosisce. Maurizio, che conosce tutti i nomi delle piante che abbiamo incontrato cammin facendo, mi dice essere una varieta’ di orchidea. Mi sbrigo a fotografarla in tutta la sua bellezza. Nella saletta iniziale mi fermo ad attendere il mio compare, ne approfitto per una foto senza che vi compaia lui.
Faccio per scendere il pozzetto successivo non appena Maurizio fa il suo ingresso nella saletta. Mi fermo quando sento dei rumori venire dall’esterno. E’ arrivato anche Valerio. Con Maurizio decidiamo che ci fermeremo ad attenderlo nella saletta concrezionata.
Nel frattempo, come in tutte le soste, ne approfitto per fare qualche foto. Ecco Maurizio, oggi sara’ la mia vittima e protagonista quasi unico delle foto. Eccolo in posa da esploratore. Fatte le foto decidiamo di spostarci poco piu’ avanti, dove e’ piu’ asciutto e si puo’ anche stare in piedi. Ci fermiamo ai bordi del pozzo. Ora affacciandosi sul pozzo si nota un traverso che le volte scorse non c’era, e’ la nuova possibile prosecuzione di cui ci parlava Valerio alcuni giorni fa. Ed ecco finalmente Valerio che fa la sua apparizione. Ora possiamo proseguire. Naturalmente ci fermiamo per i saluti e qualche chiacchiera. Valerio ci racconta con piu’ precisione del nuovo traverso e della possibile prosecuzione. Oggi pero’ non la visiteremo perche’ ha dei lavori da fare lungo il percorso verso il fondo del pozzo parallelo. Lui li chiama “log” ma in pratica deve prendere dati sull’andamento degli strati e dei frammenti di roccia che vuole usare nella sua tesi di laurea. Gli accenno ad un punto interessante che si vede affacciandosi a bordo pozzo sulla a sinistra. L’ho notato poco prima del suo arrivo. Mi conferma che non e’ ancora stato visto. Decidiamo che vale la pena darci un occhio. Maurizio recupera la corda dallo zaino e attrezziamo la partenza. Valerio parte. Una robusta stalagmite sembra fare al caso suo come armo naturale. Preparo svelto un anello di corda e lo passo a Valerio che lo sistema. Gia’ cosi’, allungandosi verso la possibile prosecuzione, riesce a sbirciare oltre…purtroppo e’ una delusione, dopo la curva c’e’ solo solida roccia. Forse in alto c’e’ un arrivo, ma non sembra interessante e nemmeno umanamente praticabile. Valerio ritorna dove siamo Maurizio ed io mentre finisce di raccontare quel che ha visto. Sono un poco deluso, mi aspettavo qualcosa di meglio. Valerio mi invita ad andare a vedere con i miei occhi e visto che la curiosita’ mi e’ rimasta, mi decido e vado. Arrivato in fondo al traverso improvvisato, mi allungo e guardo. In effetti e’ come lo ha descritto Valerio. Chiude senza speranza. Rientro alla base disarmando il traversetto. Ora possiamo proseguire la discesa.
Vado avanti io. Dopo di me scende Maurizio. Buon ultimo scendera’ Valerio per fare i suoi “log”. Dal fondo del pozzo cerco di riprendere la discesa di Maurizio. Ne scatto alcune cercando di illuminare il pozzo meglio che posso mentre il buon Maurizio prosegue la sua discesa.  Arrivato Maurizio aspettiamo con pazienza la discesa di Valerio che si preannuncia lenta ed inframezzata da frequenti soste, condite da allegri smartellamenti e caduta di sassetti vari. Noi ci mettiamo comodi al riparo, sia dai sassetti che dallo stillicidio. Eccolo finalmente arrivato. Con Maurizio passano una buona mezz’ora a leccare sassi commentandone la maggiore o minore “allapposità”. Io seguo con interesse tutto il procedimento ed alla fine vengo anche coinvolto. Valerio cerca e stacca a martellate un pezzo di calcare “buono” e me lo cede per “l’assaggio”. Mi passa poi un’altro pezzo di roccia per sentire la differenza. In effetti il secondo pezzo di roccia lascia sulla lingua una sorta di “sabbietta” che il calcare non lascia.  Dopo questa rapida quanto interessante lezione pratica su come saggiare, ed assaggiare le rocce, decidiamo di proseguire. C’e’ da passare la strettoia e questa sara’ la prima volta che Maurizio si cimenta con essa.
Il passaggio, come gli spieghiamo, non e’ cosi’ difficile come sembra a vederlo. Riprendiamo la formazione di marcia. Di nuovo vado avanti io, quindi Maurizio ed ultimo Valerio che deve continuare i suoi log. Scivolo nella prima parte verticale strettoia fino a restare in piedi. Mando poi avanti le gambe restando seduto. Mi poggio su un fianco pronto a tirarmi avanti. Ripeto il procedimento per mostrarlo meglio a Maurizio poi proseguo. Mi tiro avanti circa un metro e sono gia’ alla partenza del pozzo successivo. Maurizio mi segue senza difficolta’. Inizio a scendere il pozzo per fargli spazio. Mi fermo subito sotto per fare qualche foto. La prima e’ verso l’alto sfruttando la luce di Maurizio.    Il pozzo continua sotto di me, pero’ non arriveremo al fondo, la nostra destinazione prevede di traversare lungo la parete di sinistra fino ad arrivare ad un finestrone dove infilarsi. Arrivo al finestrone, urlo la libera ed inizio con le foto. Ecco Maurizio, sia in versione “ombrosa”…. ….che in posa piu’ luminosa. Luminoso si, ma ora si esagera! Eccolo mentre e’ impegnato con la traversata aerea. Arriva sano e salvo nella piccola sala dove lo attendo.  Come sempre dobbiamo aspettare Valerio. Maurizio si gode il suo sigaro, per fortuna l’aria circola in maniera che il “profumo” del toscanello non arrivi fino a me.
Valerio inizia a rumoreggiare sopra di noi, ci mettiamo in finestra ad osservare il suo arrivo. Le simpatiche forme che si trovano spesso sulle pareti della grotta.  Valerio, scendendo, rimane incuriosito da una spaccatura nostra dirimpettaia e decide di darci un occhio. E’ abbastanza fuori dalla verticale della grotta, quindi deve faticare un poco per raggiungere la spaccatura e rimanerci. Ad un primo esame sembra interessante ma per vedere bene c’e’ da sistemarsi meglio ed allargare un pelino. Scende da noi per recuperare il materiale necessario.  Il solerte Maurizio gli passa trapano, martello ed altri accessori. E Valerio torna alla spaccatura per finire il lavoro.  Sul piu’ bello il cordino del martello si scioglie quindi deve scendere a recuperarlo. Piccoli inconvenienti.   Mentre Valerio si scalmana con la spaccatura, noi iniziamo a sentire freddo. Quando decreta che non ci sono prosecuzioni possibili da quel lato, il buon Maurizio raccoglie le sue cose ed inizia a scendere il pozzo successivo. E’ la prima volta che scende qua ed e’ curioso di vedere come prosegue la grotta.   Mi affaccio anche io per documentare la sua discesa. Nel frattempo Valerio disarma l’attacco messo per aiutarsi nel passaggio ed inizia a raggiungermi.  Ritorno da Maurizio. E’ al frazionamento intermedio e urla la libera per il primo tratto. Lo seguo svelto, ora come ora anche a me non dispiace riprendere un poco il movimento. Al frazionamento avverto a mia volta Valerio che puo’ impegnare la corda. Arriva in un lampo. In fondo al pozzo ci attende un’altra piccola strettoia. Anche questa e’ poco piu’ di una formalita’, la spieghiamo a Maurizio prima di passarla.  La passiamo tutti velocemente, e’ veramente semplice e breve. Subito dopo siamo in un tratto di grotta in cui il “soffitto” si perde nel buio. Nemmeno le nostre moderne e potentissime lampade riescono a raggiungere la fine del buio che abbiamo sopra. E’ stata fatta una risalita, la corda che penzola dall’alto lo testimonia, ma c’e’ ancora da lavorarci. Oggi pero’ non lo faremo. Siamo qua per lavorare ad una spaccatura laterale, il “faglione” la chiama Valerio. Ci mettiamo comodi, sistemiamo i materiali che ci servono ed iniziamo a lavorarci. Durante il lavoro lascio a riposare la fotocamera, la riprendo verso la fine approfittando subito per un bel selfie di gruppo. Il nostro lavoro ci permette di avanzare un poco ed aggirare il solito ostacolo che prima non permetteva di vedere avanti. Al momento di tornare verso casa rientro nel cunicolo per fare una foto. Devo dire che purtroppo il guardare avanti non permette facili entusiasmi ma Valerio e’ fiducioso e gia’ pensa alla prossima sessione di scavi per andare a sbirciare ancora piu’ avanti.  Riprendiamo le nostre cose, ricomponiamo gli zaini, indossiamo gli imbraghi e ripartiamo. La strettoia e’ oramai una cosa da nulla. Valerio ha un appuntamento e deve uscire prima possibile. Lo lasciamo andare per primo ed in un lampo scompare alla nostra vista. Dopo Valerio salgo io  e poi aspetto il buon Maurizio, che non si fa attendere. Il pozzo successivo e’ quello che prelude alla strettoia “seria”. Lo salgo e poi aspetto di nuovo Maurizio approfittando della sua luce  per fare una foto al pozzo. Quando Maurizio mi raggiunge mi infilo nella strettoia e la passo con il solito contorno di sbuffi e sospiri con cui condisco le mie fatiche. Torno un attimo indietro per recuperare lo zaino di Maurizio poi mi metto comodo per riprendere nei dettagli il suo passaggio. Eccolo alla partenza. Poche strusciate ed e’ gia’ a meta’ strada. Ora deve solo trovare gli appigli per mettersi seduto e poi potra’ tirarsi su in piedi ed uscire vittorioso.  E’ fatta! Mentre riprende fiato utilizzo la sua mano come riferimento per fotografare quelli che sembrano scallops. Dopo il meritato momento di riposo, riprendiamo la salita. La cosa bella e’ che manca solo un pozzo per essere praticamente fuori, il butto e’ che e’ il pozzo piu’ lungo! Parto di nuovo per primo e pedalando pedalando arrivo in cima.   Mentre aspetto Maurizio mi metto a sistemare la corda che abbiamo usato per il traverso infruttuoso, sistemo tutto nello zaino e poi cerco un posto comodo, e possibilmente asciutto dove aspettare. Trovo da sedermi comodo, ma sull’asciutto c’e’ molto da ridire. Mi consolo cercando di scattare qualche foto.  Ecco finalmente la luce del mio amico che fa capolino. Ed ecco Maurizio in tutta la sua magnificenza! Visto che non ho altro da fare imperverso su di lui con abbondanti foto. Ecco l’arrivo al frazionamento che conclude la lunga salita. Mi sposto dal bordo del pozzo per dare modo a Maurizio di raggiungermi. Quando siamo insieme rivolgo le mie attenzioni alla concrezioni in attesa che Maurizio riprenda fiato. Una traslucida attira in particolare la mia attenzione. Maurizio e’ pronto a rimettersi in cammino. Facciamo svelti gli ultimi metri che ci separano dall’uscita. Fuori e’ ancora giorno, non fa caldo e nemmeno freddo.   Ecco il nostro prode esploratore, nonche’ mia vittima designata per le foto di questa uscita, mentre torna alla luce.  Una ultima sistemata alle nostre cose e siamo pronti per tornare verso casa. Arriviamo che la sera inizia a scendere. …e mentre ci cambiamo diventa decisamente buio. Impacchetto alla meno peggio tutte le cose infangate che portero’ a casa per la gioia di Betti e poi saluto  Maurizio lasciandolo a sistemare la sue.Una nuova divertente uscita in questa grotta che speriamo non smetta di regalarci sorprese. Alla prossima.

 

Pubblicato in speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Grotta Doli – 28/05/2017

1° corso GSCO – Festa di fine corso -20/05/2017

Festa per la fine del primo corso GSCO.

Per chiudere degnamente il primo corso del GSCO andiamo tutti insieme a cena. Eccoci al ristorante vicino Orvieto che ci ospita. Dopo qualche chiacchiera iniziamo a prendere posto a tavola. Siamo apparecchiati fuori dal ristorante, sotto un gazebo. L’aria e’ frizzante ma siamo venuti ben coperti e la cosa non ci spaventa. La cena si svolge tranquillamente chiassosa. La compagnia e’ ottima, il cibo e’ buono ed abbondante, il vino onesto. Cosa si potrebbe volere di piu’?  Dopo cena, oramai si e’ fatto tardi ed il locale si e’ svuotato, ci spostiamo dentro per la “cerimonia” di fine corso. Mi aggiro per la sala scattando foto. Siamo tutti in attesa per piu’ motivi. In programma c’e’ la consegna degli attestati agli allievi del corso ed il festeggiamento a sorpresa del compleanno di Simone. Auguri Simone! Filippo, con l’aiuto di altri, porta dentro un “coso”. Scopriamo cosi’ che ha costruito una strettoia. Ne scopriremo lo scopo a breve. Osserviamo l’oggetto misterioso con molta curiosita’ battezzandolo subito “strettoiometro”. E’ Giorgio a spiegarci che gli allievi quando fanno il corso presso il loro gruppo, per ritirare l’attestato, devono superare almeno una prova di coraggio. Il passaggio della strettoia sara’ la prova per gli allievi del nostro corso. Mentre Giorgio recupera gli attestati noi continuiamo a studiare il manufatto di Filippo.
Mmm, a vederlo sembra ben stretto. Non resisto, devo provarlo. Mi infilo dentro e scopro che ci passo a stento. Per fortuna le pareti della strettoia sono un poco cedevoli e con un deciso strattone riesco a passare. Un selfie con Riccardo suggella l’impresa. Intanto ci viene presentata la torta dedicata al corso. Bella davvero. Passiamo ai ricchi premi e cotillons! Come prima cosa consegniamo una targa ricordo a Giorgio per essere stato il primo direttore del corso del primo corso GSCO.  Passiamo ora alla consegna degli attestati. Giorgio ci spiega, l’allievo non verra’ nominato esplicitamente ma verra’ chiamato declamando un paio di versi scritti appositamente per lui. Il primo ad essere chiamato, o meglio a riconoscersi nei versi declamati da Giorgio, e’ Andrea. Eccolo mentre si appresta al passaggio della strettoia. L’uscita e’ troppo veloce perche’ la fotocamera ce la faccia ad immortalarlo.  Ecco la consegna dell’attestato. Ecco la targa di Giorgio. E poi la volta di Gianni. Il suo passaggio della strettoia e’ troppo veloce, sono riuscito ad ottenere solo delle ombre. E’ poi la volta di Barbara. Anche lei passa la strettoia come un soffio. Decido di riattivare il flash della fotocamera nella speranza di catturare il passaggio degli altri corsari.Un attimo di panico! Mentre Barbara mostra orgogliosamente il suo attestato a Fabio, lui lo prende e lo strappa dicendole che secondo lui non se lo e’ veramente meritato. La cocente delusione si disegna sulla faccia di Barbara insieme al nostro sconcerto. Un attimo prima che lo sconforto sommerga Barbara c’e’ il lieto fine. Era solo uno scherzo! L’attestato che Giorgio le ha consegnato era solo una copia. L’attestato “buono” rientra in possesso di Barbara che ritrova il sorriso ma non permette piu’ a nessuno di toccarlo…come si dice: “una volta va bene, ma due no!”. Meglio col flash. Ecco Federica mentre completa la strettoia…che per lei e’ affatto una strettoia, infatti nemmeno deve ruotare su un fianco per passare. Eccola mentre viene giustamente premiata. E’ il momento di Sabrina. Lei e’ “sorella d’arte” quindi il passaggio della strettoia ce l’ha nel sangue. Eccola mentre ritira l’attestato. E’ il momento di Stefania. Lei vorrebbe uno sconto e propone di lasciarle passare la strettoia da fuori. Ma la sua mozione viene rifiutata all’unanimita’  Eccola, inizia a passare mentre noi, il pubblico, facciamo il tifo e la incoraggiamo con urla, fischi e canti. Una mano amica arriva a darle conforto negli ultimi centimetri di sofferenza. Alla fine eccola tornata alla luce. Quasi una rinascita.Mentre riceve il meritatissimo attestato sfoggia uno sguardo a dire…guai a chi lo tocca. Ora tocca ad Antonella. Anche se la sua tecnica lascia un poco a desiderare, il fisico la aiuta. Pian pianino ne esce vittoriosa. Eccola, anche questa e’ andata. W Antonella. Ora puo’ ritirare l’attestato con un bel sorriso soddisfatto. E’ il momento di Roberto. Prima di affrontare il cimento, poiche’ oltre ad essere un allievo del corso e’ anche il presidente della sottosezione CAI di Orvieto, viene esortato a furor di popolo a dire qualche parola per celebrare il primo corso GSCO. Lui non si lascia pregare e noi lo ascoltiamo con piacere. Eccolo mentre passa trionfalmente la strettoia. Il ritiro dell’attestato e’ una piccola soddisfazione anche per lui. Arrivano i regali. Ci sono quelli per il compleanno di Simone, gli abbiamo fatto una sorpresa complottando alle sue spalle per tutta la settimana passata. Sempre a sorpresa, scopriamo che c’e’ un regalino anche per noi istruttori dello GSCO.  Gli allievi del corso ci hanno regalato una bellissima maglietta. La indossiamo subito e facciamo una foto per manifestare il nostro apprezzamento. Grazie. Altra dolce sorpresa per Simone. Di certo non poteva mancare la torta con le candeline per lui. Altrimenti che compleanno sarebbe? Simone scarta i regali. Un buono per un’anca nuova per quando avra’ finito di consumare la sua! Filippo gli porge la busta con i regali seri. Il pantin e’ sicuramente apprezzato. C’e’ poi un cordino in kevlar che puo’ sempre essere utile. Qualche moschettone completa il tutto.  Barbara si e’ completamente ripresa dalla brutta avventura dell’attestato stracciato. Ultime battute mentre prendiamo il caffe’ e l’ammazzacaffe’. Lo “strettoiometro” vien riportato sul furgoncino di Filippo. Ha fatto la sua parte, ora potra’ riposare fino al prossimo corso.Tra una risate ed una chiacchiera si e’ fatto veramente tardi. I camerieri hanno smesso di sorriderci gia’ da un po’. Ci accorgiamo solo adesso dell’ora tarda e rimediamo prendendo velocemente commiato. Il ritorno a Roma e’ lungo ma senza particolari emozioni. Alla fine riesco a poggiare la testa sul cuscino alle 3 del mattino, il risveglio domattina non sara’ facile ma ne e’ valsa la pena. Alla prossima.

Pubblicato in corso, GSCO, ristorante, speleo | Commenti disabilitati su 1° corso GSCO – Festa di fine corso -20/05/2017

1° corso GSCO – Grotta del Chiocchio – 14/05/2017

Seconda uscita in grotta per il primo corso GSCO. Stavolta i nostri intrepidi amici dovranno cimentarsi con le insidie ipogee della Grotta del Chiocchio.

Altra uscita, altra alzataccia, ma stiamo quasi facendoci l’abitudine.Eccoci tutti al bar “fico” di Orvieto pronti per partire (preciso, il vero bar “fico” sarebbe quello di Simone ma visto che la domenica giustamente chiude per poter venire in grotta, il bar supplente e’ quello dove ci incontriamo). Un rapido spostamento ci porta a Terni Est, al bar che da sempre e’ il punto d’incontro per chi si avventura al Chiocchio. Qua ci raduniamo con gli amici del Gruppo CAI Pipistrelli di Terni che ci stanno dando una mano. Dopo una rapida seconda colazione si riparte con destinazione grotta. Dobbiamo inerpicarci parecchio ma alla fine arriviamo allo spiazzo dove si parcheggia. Troviamo gia’ altre macchine, sono di speleologi che sono entrati stamane sul presto per andare al fondo del Chiocchio. Ci prepariamo svelti. Ecco Sabrina, pronta e sorridente. Federica non vuole essere da meno. E anche Barbara non scherza. Si parte. Anche Giulio fa la sua parte in quanto a sorrisi.Dopo pochi metri di strada, prendiamo il sentiero in discesa che ci portera’ alla grotta. Eccoci davanti all’ingresso. Gli ultimi aggiustamenti alla attrezzatura prima di entrare. Ecco l’ingresso della grotta. Si inizia a scendere con cautela, il fondo dello scivolo iniziale e’ scivolosissimo. Dall’ingresso traversiamo fino alla parete opposta dove e’ stato attrezzato un traverso con il cavo d’acciaio. Si forma subito una discreta fila nei pressi del cavo. L’ultimo tratto del traverso e’ il piu’ ripido e richiede attenzione. C’e’ una strettoia larga, ci fermiamo ad aspettare il nostro turno. Giulio si mette comodo e ne approfitta per schiacciare un pisolino. Arriva il mio turno scendo e passo la strettoia.  Segue un tratto da fare a ginocchioni ed alla fine un saltino che passiamo in scioltezza. Ci sono 2 corde cosi’ possiamo scendere ogni istruttore col proprio allievo, si puo’ farlo anche perche’ oggi siamo quasi in rapporto uno ad uno. Sotto inizia ad esserci affollamento, c’e’ una sala che prelude al primo vero pozzo, quello della Cascata Bianca. Barbara non vede l’ora. Nelle vicinanze del pozzo ferve l’attivita’. Stefania e’ seria ed attenta. Intanto dal saltino continuano ad arrivare coppie istruttore-allievo. Facciamo pazientemente la fila in attesa del nostro turno. Ancora arrivi dall’alto, ma quanti siamo!  Parte Giulio, dopo sara’ il mio turno. Sono giu’. Ecco il pozzo della Cascata Bianca. E questa, indicata da Alessandro, e’ la Cascata Bianca. Mentre il gruppo continua a scendere il pozzo noi ci avviamo lungo il ripido scivolo che ci si presenta davanti. Alla fine dello scivolo scivoloso ci attende il pozzo del Panino. Eccolo. Scendiamo anche questo. Un attimo di relax tra una fatica e l’altra. Arriviamo ai Novelli, mi piazzo sopra alla partenza della seconda corda, quella senza frazionamenti e, mentre aspetto gli allievi, mi dedico alle foto.  Ancora un’altra non guasta. Al pozzo successivo arrivo in tempo per riprendere la discesa di Sabrina. Stavolta e’ troppo impegnata per farmi un sorriso. Andata, senza problemi.Mentre attendo il mio turno, mi giro a riprendere dal basso il pozzo appena sceso. Questo e’ il terrazzino a meta’ pozzo dove c’e’ il frazionamento. Scende Barbara… …e appena arrivata, riparte, un fulmine questa ragazza! E’ il momento di Stefania l’impavida. Scendiamo assieme. Si arriva al terrazzino che prelude al resto del pozzo. Qua Barbara e Stefania guardano di cosa si tratta ma poi, per non rischiare di essere tradite dalla stanchezza sulla via del ritorno, iniziano a tornare indietro. Infatti in fondo al pozzo che hanno visto appena la nostra gita sara’ terminata e tutti quanti prenderemo per l’uscita. Aiuto anche io Stefania e Barbara a risalire e poi scendo a raggiungere gli altri. Li trovo che banchettano e mi unisco con gioia a loro. Alcuni, tra cui Giulio, Gianni ed Andrea, sono andati a dare uno sguardo al pozzo successivo. Sono quelli del gruppo che hanno energie in abbondanza. Noi, dopo lo spuntino, iniziamo a risalire. Chi e’ sotto guarda cercando di immaginare quanto possa essere faticoso. Al terrazzino mi trovo con Alessandro, fresco come una rosa.Piccola piscina pensile per dolicopode!
Ecco Simone. Anche stavolta ci siamo visti poco, ne approfitto subito per una foto. Al pozzo successivo trovo Giorgio, e’ scatenatissimo, sale, scende, da’ istruzioni agli allievi, indica agli istruttori cosa fare. Alla fine di una raffica di disposizioni, io mi trovo sul terrazzino a meta’ pozzo a fare assistenza al frazionamento mentre Giorgio risale il pozzo in arrampicata con la stessa naturalezza con cui io salgo le scale di casa. Alessandro intanto attende il suo turno per passare il frazionamento e proseguire.Passa Alessandro ed arriva Gianni.
Lascio il posto a Simone e salgo sulla corda non frazionata. Mi fermo ad aspettare chi volesse salire su questa corda. Arriva Andrea, ma poi non ci sono altri arditi, quindi proseguiamo. Riprendiamo la salita fino alla deviazione per i laghetti pensili. Alcuni sono andati a visitarli. Andrei pure io ma il gruppetto che e’ andato e’ quasi di ritorno. inoltre vedo che la discesa e’ macchinosa per i nostri pur bravi allievi, non vorrei rallentare il gruppo, quindi per questa volta rinuncio, ci sara’ occasione. I 2 fratellini in un momento di relax. Eccoci di nuovo alla cascata bianca. La risalgo tra i primi. Ora e’ il momento di Federica. Eccola, alza gli occhi al cielo per una prece prima di uscire dal pozzo. Siamo di nuovo in placida attesa alla saletta prima del saltino. Ed ecco il saltino. Lo passiamo indenni anche in salita e proseguiamo per il tratto basso che segue.  Punto di sosta. Uno degli ultimi saltini, oramai siamo quasi fuori. Foto ricordo. Barbara modello pantera rosa. Si vede l’uscita! E quindi uscimmo a riveder le stelle. Veramente c’e’ il sole, pero’ la citazione mi garba assai. Sorrisi misti. Barbara sorride, ma sotto i baffi che non ha, viene una cosa strana ma sono sicuro che volesse essere un sorriso. Giulio e Gianni! Un duo d’eccezione all’uscita, Alessandro e Giorgio. Torniamo svelti alle macchine per cambiarci. Foto di gruppo modello: “indovina chi manca”! Riprendiamo il cambio abiti. Quando sono pronto riprendo il mio reportage iniziando da Alessandro. Quindi passo ad Antonella e Federica.  Eccole!Si procede alla conta del materiale sociale e poi si puo’ inzeppare le macchine con gli zaini.  Qualche minuto di relax. Andrea modello boss. Stefania ci regala un bel sorriso mentre Giorgio fa uno spuntino.Riprese le macchine, facciamo una sosta in una pizzeria per rifocillarci e scambiare qualche chiacchiera sulla giornata appena trascorsa.Benone direi. Il ritorno ve lo risparmio, per fortuna nessuna brutta notizia ci accompagna tornando verso casa. Alla prossima.

Pubblicato in corso, GSCO, speleo, uscite | Commenti disabilitati su 1° corso GSCO – Grotta del Chiocchio – 14/05/2017

VII Convegno FSL – Spelunca Docet – 07/05/2017

Convegno della Federazione Speleologica del Lazio presso la ex-Cartiera sull’Appia Antica.

Nel corso di tutto questo anno ho vissuto di riflesso l’immane impegno profuso da alcuni eroici amici per organizzare questo convegno. Ora, finalmente ci siamo.

La mattina di venerdi’ c’e’ stata la parte del convegno dedicata alle scuole a cui purtroppo non riesco a partecipare.

Il sabato mattina sono presente tra il pubblico in tempo per l’inizio degli interventi. Paolo, il Presidente FSL, fa gli onori di casa e dichiara aperta la giornata di convegno. Dopo Paolo prende la parola Valeria, oggi sara’ la moderatrice, ci informa che sara’ inflessibile con i relatori per il rispetto dei tempi e ci mostra anche la campanella il cui suono argentino decretera’ il termine improrogabile dell’intervento. Qualche parola da parte del nostro ospite, la responsabile del parco della ex-Cartiera dell’Appia antica. I saluti portati da Vincenzo, il presidente SSI. Fabio e’ il primo relatore e presenta un filmato ideato e realizzato da ex-corsiste dell’ultimo corso SCR. Eccole! Il video e’ molto piacevole ma non posso proporvelo, spero avrete occasione di vederlo per altre vie. Gli interventi si susseguono interessantissimi nel corso della mattinata.Facciamo pausa pranzo. Per favorire la digestione c’e’ una interessante dimostrazione all’aperto del CNSAS.  Dopo riprendono gli interventi in sala. Durante una passeggiata con Luna, riprendo alcuni dei macchinari che in origine animavano i locali  della cartiera che oggi ci ospitano. Dopo la passeggiata rientro, in tempo per ascoltare l’intervento di Mario su Gorga. Gabriele presenta il video di Corrado girato presso la grotta turistica Beatrice Cenci. Lo ha mandato per ovviare alla sua mancata presenza a causa di un imprevisto. Gianni presenta una relazione sui corsi di speleologia del Lazio, dalle origini ad oggi.Fabio conclude l’intervento sui corsi con una dotta concione sulla statistica.
Claudio, nelle vesti di responsabile della Scuola di Speleologia della Federazione Speleologica del Lazio presenta la scuola ed i suoi intenti.  Lo Speleo Club Arcinazzo ci illustra le recenti scoperte ed esplorazioni fatte sul territorio. A fine serata non si poteva far altro che concludere degnamente con una bella cena. Il giorno dopo, la domenica, ci ritroviamo di nuovo tutti nella sala convegni per riprendere a seguire i tanti interventi previsti.  Federica oggi e’ nella zona “sala regia” per dare supporto. Il pubblico arriva, ma senza fretta. Gianluca e Tarcisio per oggi hanno interrotto le esplorazioni a Campo Catino per venire a seguire il convegno. Maria e Gianni…e non dico altro! Il moderatore di oggi, Marco. Iniziano gli interventi. Paolo essendo il “padrone di casa” fa anche oggi una breve introduzione alla giornata. Un intervento tra lo scientifico ed il fantasy, si parla del connubio tra grotte e draghi. Ecco Gabriele, insieme a tanti altri e’ al lavoro da un anno per organizzare al meglio al convegno. Ora che siamo alle battute conclusive inizia ad essere un poco piu’ rilassato. Simona ci racconta delle grotte di Cesi. Un interessante intervento sulla etimologia di alcune parole utilizzate per chiamare le grotte. Un altro intervento di Gianni su un antico documento che parla di un censimento delle grotte della provincia di Roma. Arriva il momento di Nerone. Il suo intervento in sublacense e’ atteso da tutti. Nerone, come al solito, non ci delude. Il suo intervento e’ serio nei contenuti ma esilarante nella esposizione. Dopo la parentesi allegra si passa alle esplorazioni all’estero. Claudia e Filippo ci parlano della loro esperienza di esplorazione di una grotta in Romania. Claudia vorrebbe fare da spalla silenziosa ma alla fine qualche domanda tocca anche a lei. Dopo un inizio incerto pero’ se la cava benissimo. Le emozioni che puo’ dare inoltrarsi in una grotta raccontate da un non speleologo.  Un intervento congiunto di Maria e Cristiano sull’utilizzo dell’uomo di grotta Pila. Ecco Cristiano mentre fa il suo intervento.Ancora un ultimo intervento. Sulle grotte dei monti Aurunci. Siamo alfin giunti al termine del convegno. Arriva il momento dei saluti e dei ringraziamenti. Prende di nuovo la parola Paolo. Mano mano vengono chiamati sul palco tutti coloro che hanno contribuito in qualche misura alla riuscita del convegno. Il pubblico, ovvero noi, non lesina sugli applausi. Ancora qualche parola per le ultime informazioni prima di chiudere questo riuscitissimo convegno.

Due giornate intense ed interessanti, veramente buono il livello complessivo di tutti gli interventi. Complimenti vivissimi ai relatori e di nuovo agli eroici organizzatori. Alla prossima.

Pubblicato in convegno, FSL, speleo | Commenti disabilitati su VII Convegno FSL – Spelunca Docet – 07/05/2017