Case Rosse di Segni – 17/01/2016

Visita ad una possibile grotta sotto Segni. Con Maria, Gianni. io e Luna.

La mattina Maria passa a prendere me e Luna sotto casa, poi andiamo assieme da Gianni. Lo troviamo gia’ sotto casa ad aspettarci. Una rapida colazione poi partiamo per la nostra destinazione. Eccoci in macchina.dscf3327 Luna e’ pronta per una bella corsa, intanto riposa tranquilla. dscf3328 La nostra meta e’ dopo Colleferro, andando verso Montelanico. Lungo la strada, sulla destra,  ci sono delle abitazioni di colore rosso, sopra di noi vedo Segni, da questo la denominazione di “Case rosse”. Svoltiamo e continuiamo sulla strada che dopo un poco diventa sterrata. Dove termina la parte tranquillamente carrabile, ci fermiamo e ci cambiamo.dscf3329 Luna ne approfitta per sgranchirsi le zampe.dscf3330 Una volta pronti e radunato tutto il materiale, ci avviamo.dscf3331 Pochi minuti di strada e ci siamo, ecco la nostra grotta, o possibile tale.dscf3332 Libero l’ingresso dai rami messi a protezione, tolgo le foglie ed entro. Maria mi segue. Si scende di un metro e si e’ nel piccolo ambiente che per ora costituisce la grotta. Dietro la schiena entrando vedo un approfondimento ma non e’ transitabile senza lavorarci. dscf3335Avanti a destra la base della saletta digrada e sembra probabile che la grotta continui in quella direzione. Controlliamo, c’e’ da lavorare parecchio per creare almeno un posto abbastanza comodo per lavorare. dscf3333Io sono impacciato nei movimenti perche’ sto’ smaltendo una dolorosa botta al bacino rimediata durante l’ultima grotta quindi, almeno in un primo momento, lascio a Maria l’onore e l’onere di scavare via sassi e controllare se c’e’ speranza di prosecuzione. Ne approfitto per fotografare l’ingresso da dentro.dscf3336Dopo le foto vado ad aiutare Maria ed insieme togliamo un bel mucchio di pietre, anche Gianni fa la sua parte, ci ha tirato giu’ uno zaino legato alla corda per recuperarlo. Noi lo riempiamo di sassi e quando e’ ben colmo gli urliamo di tirare su. Allarghiamo un poco ma ancora ce n’e’ da fare. Nel tentativo di capire se dietro gli scavi c’e’ qualcosa di buono per noi, passo a Maria la fotocamera che scatta un paio di foto mirando quasi alla cieca. Questo e’ quello che si vede…non molto!   dscf3339 Anche la seconda foto non scatena grande entusiasmo.dscf3351Continuiamo ad estrarre sassi. Facciamo almeno una decina di zaini ben colmi. Il lavoro sara’ ben lungo e non finiremo sicuramente per oggi…inoltre l’ora di pranzo si avvicina inesorabilmente e noi non abbiamo alcuna intenzione di lasciarcela sfuggire. Dichiariamo chiuso il cantiere per oggi. Torneremo sicuramente almeno una volta per continuare gli scavi e toglierci i dubbi su una eventuale prosecuzione.
dscf3357 Un saluto all’ingresso della futura grotta prima di andare.dscf3358 Luna salta pronta in macchina mentre noi ci cambiamo.dscf3361 Gianni e’ pronto anche lui.dscf3362 Maria pure, io non sono da meno. Per la destinazione non abbiamo bisogno di tante parole…Sbirra, aspettaci! dscf3363 Dalle Case rosse a Carpineto la strada non e’ brevissima, pero’ la percorriamo in un lampo con in mente la golosa immagine delle gustose fettuccine che ci attendono. Eccole, finalmente!dscf3365 Una ripresa dal basso per esaltarne la forma piramidale!dscf3366 Dopo il lauto pasto, siamo pronti al ritorno.dscf3368 Facciamo un giro di perlustrazione per Carpineto. Non lo abbiamo proprio proprio deciso, pero’ sbagliamo direzione ad un bivio e ci ritroviamo in una zona dove Gianni ricorda esserci delle grotte. Facciamo alcune soste per visionare alcuni buchi. Per cavalleria, quando ne troviamo uno poco piu’ lontano, mandiamo Maria a controllare…Alla fine non abbiamo concluso molto, pero’ il giro ha facilitato l’inizio della digestione. dscf3370 Luna non comprende molto tutta questa agitazione da parte nostra e ne approfitta per un sonnellino.dscf3372Una uscita breve ma sostanziosa. Il minimo sindacale per dichiararla una uscita speleo! Il ritorno a casa ad un’ora presta e’ una piacevole novita’. Alla prossima.

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Le Piane – Uscita CAI – 10/01/2016

Prima uscita 2016 Cai Orvieto, alle Piane con Giuseppe, Beatrice, Bruno, Stella, Francesco, Filippo, Simone, Olga, Barbara, Giulio, Marika, Lino, Antonio, Gianni ed io.

La prima uscita 2016 del GSCAI Orvieto. Simone passa a prendermi alle 7.30 al B&B su ad Orvieto poi andiamo assieme a fare colazione al bar “fico” all’uscita dell’autostrada. Alle 8 siamo allo spiazzo che mi e’ stato presentato come “da Coscetta” e ospita per tradizione consolidata gli appuntamenti orvietani per le gite montane e/o speleo. Alla spicciolata il gruppo si raduna.dscf3122 Ecco Giulio, in piena forma e gia’ pronto per farsi una bella sigaretta.dscf3123 Un trio montebuonese Doc, Gianni, Antonio e Lino. Sullo sfondo dentro la macchina, il buon Filippo.dscf3124 Altro trio eccellente anche se misto; Barbara, Sabrina di Orvieto e Marika, dalla Sabina (ma gli abitanti di Calvi, sono calvisti?!?)dscf3126 Iniziamo i preparativi per compattarci nel minor numero di macchine.dscf3127 Ce la caviamo con 3, quella di Simone, quella di Filippo e quella di Peppe. Si parte.dscf3130 La strada e’ avvolta dalla nebbia, anche la sterrata per Titignano non promette bene.dscf3134 Arrivati al borgo, usciamo per sgranchirci le gambe ed attendere gli altri.dscf3137 Ecco Titignano in tutto il suo “splendore”, diciamo che con la nebbia non da’ il meglio di se’!dscf3138 Arriva Filippo.dscf3139 La discesa di Olga merita una foto.dscf3140 Filippo con i suoi zaini alle spalle, Sono quelli piccoli, da scampagnata!dscf3141 Arriva anche Giuseppe.dscf3142 Sabrina fa amicizia col cane titignanese.dscf3146 Quando siamo tutti, si scende alla grotta. Arrivati sani e salvi al solito parcheggio, iniziamo a prepararci.dscf3150 Foto di gruppo in preparazione.dscf3154 Tutti pronti? Ci avviciniamo all’ingresso. Ci sono dei ritardatari, intanto facciamo le prove per la foto di gruppo.dscf3155 Eccoci tutti, ora facciamo la foto di gruppo, quella ufficiale.dscf3156 Ammucchiata iniziale per l’ingresso, forse la fase piu’ lenta di tutta la percorrenza  in grotta.dscf3157 Iniziamo a scendere con l’aiuto di una corda manovrata da Filippo. Sotto intanto le persone vengono avviate al traverso che permette di evitare la temibile strettoia. Mi infilo nella coda degli scendenti per andare a dare una mano dopo il traverso. Naturalmente non posso tradire la strettoia, ci rimarrebbe male! Vado, Gianni mi segue e si cimenta anche lui. Per questo merita che la sua impresa venga degnamente documentata. Ecco mentre inizia il passaggio. dscf3158 E’ a meta’, il piu’ e’ fatto.dscf3159 Ne e’ fuori!dscf3162 Dopo la strettoia vado verso l’arrivo del traverso per vedere il da farsi e fare accoglienza a chi arriva. Mi tiene compagnia una farfallina.dscf3166 W Giuseppe!dscf3167 Man mano che i nostri intrepidi passano il traverso iniziamo a fare mucchio all’inizio del meandro.dscf3168 Un bel sorriso di Sabrina, e’ irrinunciabile.dscf3170 Ma anche la risata di Olga e’ niente male!dscf3173 Angoletto tranquillo.dscf3175 Ecco Giulio.dscf3176 Giulio termina il traverso e assiste Barbara nel passaggio. dscf3180 Arriva anche Beatrice.dscf3183 Antonio e Filippo chiudono il gruppo.dscf3189 Nel frattempo Simone ha preso la testa del gruppo ed e’ andato avanti, in questa prima parte di grotta e’ difficile sbagliarsi. Faccio qualche foto ogni tanto ma non saprei dire dove.dscf3194 Breve sosta.dscf3195 Siamo ad un passaggio un poco esposto che impressiona un poco, decidiamo di calare chi e’ alle prime esperienze in grotta.dscf3197 Ecco un calante.dscf3198 E’ il turno di Stella.dscf3199 Intanto sotto il passaggio ostico il gruppo inizia a riformarsi.dscf3200 E’ il momento di Beatrice.dscf3203 Paziente attesa.dscf3204 Forza Antonio!dscf3207 Foto panoramica.dscf3211 Stiamo arrivando ad una zona molto concrezionata.dscf3212 Ci soffermiamo a fare qualche foto.dscf3214 Il rosso e’ dato dalla lampada a carburo di Giuseppe, da’ un bel colore.dscf3217 Cercando di tirare fuori una foto decente ne scatto una miriade.dscf3220 Eccone un’altra.dscf3221E ancora una.
dscf3224 Dopo, finalmente, si prosegue. Arrivati alla deviazione per il ramo degli Spoletini, il gruppo si divide. Giuseppe con i suoi amici prendono la scorciatoia, Filippo e Giulio rimangono a tener loro compagnia. Il resto del gruppo prende per gli Spoletini. Ci incontreremo dopo, verso la sala dei vortici. Vi lascio soli con le foto, non mettetele in disordine!dscf3231 dscf3234 dscf3238 dscf3248 E’ sfocata, la macchia nera e’ composta da pipistrelli!dscf3251 dscf3254 dscf3263 dscf3265 Al traverso che precede la sala dei Vortici il gruppo si raggruppa nuovamente. Arriviamo alla sala tutti assieme.dscf3267 E non puo’ mancare una bella foto di gruppo.dscf3275 Questa con nebbia.dscf3277 Gruppo stile libero.dscf3278 Chi non conosce la sala va a farsi un giro, oggi non c’e’ l’affollamento di pipistrelli che c’era la volta scorsa. dscf3288 Dopo una congrua sosta iniziamo a tornare.dscf3295 Oramai siamo a 2 passi dall’uscita, un’ultima sosta per vedere di esserci tutti poi prendiamo a muoverci in fila indiana per arrivare alla frattura dove usciremo.dscf3298 Barbara con un sorriso trionfante.dscf3304 Antonio non e’ da meno.dscf3305 Un selfie con Marika me lo sono meritato.dscf3312 Ma esageriamo, anche con Sabrina! dscf3314 Ritorno alle macchine, provo a rubare ancora una foto ma con scarsi risultati.dscf3317 La giornata si conclude degnamente con una allegra tavolata a casa di Aline e Filippo. dscf3319Naturalmente Betta e Luna sono con noi, Luna e’ inconsolabile per non aver potuto venire anche lei in grotta!dscf3326Ancora una bella uscita con tanti simpatici amici. Ad Orvieto il gruppo speleo e’ giovane, siamo ancora agli inizi…spero pero’ che sempre piu’ persone vengano attirate a provare l’emozione di una passeggiata in grotta grazie a queste uscite “omnibus” indette dal CAI. Detto questo non mi rimane che il quasi proverbiale “alla prossima”!

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Palestra ad Orvieto – 09/01/2016

Ad armare una parete da da adibire a palestra di roccia. Simone ed io.

Questo fine settimana Betta, io e Luna siamo ad Orvieto poiche’ domenica devo andare all’uscita del cai alle Piane, la prima programmata nel 2016. Per digerire il pranzo sabatino Simone mi propone una veloce puntata alla parete di roccia che sta’ attrezzando nei pressi di Orvieto. E’ subito deciso, prendiamo le attrezzature e si parte con la mitica Panda di Simone. Pochi chilometri in macchina e lasciamo la strada per una sterrata. Ci addentriamo per un paio di chilometri fino ad uno spiazzo dove Simone parcheggia. Mi dice il nome della localita’, ma subito lo scordo! Ci prepariamo veloci, sono quasi le 3 del pomeriggio e non abbiamo molto tempo prima che faccia sera. dscf3098 Per arrivare alla parete c’e’ un tratto di comodo sentiero, poi lo si deve abbandonare per un passaggio impervio assai. A rendere la salita ancora piu’ piacevole accanto al sentiero troviamo i miseri resti di una pecora. Simone mi aveva raccontato che il posto e’ frequentato sia da lupi che da pastori maremmani, per questo motivo Luna stavolta e’ rimasta con Betta, la pecora sembra confermare quanto detto da Simone. Alla base della parete terminiamo di prepararci. Simone mi descrive lo stato dei “lavori”. Sulla destra c’e’ una vecchia via di arrampicata da sistemare, sulla sinistra c’e’ la risalita fatta la volta prima da Simone.dscf3099 Alla fine decidiamo, Simone sistemera’ la via a destra, io rifaro’ la risalita a sinistra per poter continuare fino al tetto che e’ la meta prefissa. Simone la volta scorsa ha lasciato la corda sulla via destra, quindi sale veloce mentre io mi sistemo alla bisogna. dscf3100 Eccolo impegnatissimo…dscf3102Inizio a muovermi anche io. La risalita e’ una attivita’ un poco lenta e ripetitiva. Tra un attacco e l’altro mi diverto a riprendere il mio amico.dscf3103 Eccolo al lavoro.dscf3105 Dopo un’oretta circa siamo a ruoli invertiti, lui ha terminato il suo lavoro e mi attende di sotto. dscf3106Anche io pero’ sono a buon punto ed in pochi minuti termino e lo raggiungo. Alla base ci diamo il cambio, lui andra’ sulla via a sinistra a continuare la risalita armato di trapano e fix, io andro’ a rilassarmi sulla via a destra.dscf3108 Eccolo mentre opera col trapano. Non ce la faremo a terminare, inizia a fare scuro.dscf3109 Il primo attacco e’ messo, ora passa al successivo.dscf3110 Ha terminato di bucare, ora e’ il momento di piantare il fix.dscf3111 Messo l’ultimo attacco decidiamo che si sta facendo troppo tardi per continuare. Decidiamo per il rientro alla base, l’obiettivo di fare un poco di moto per digerire l’abbiamo colto alla grande. Dalla via a destra gli passo un capo della corda fissa, la collega dalla sua parte, la prossima volta sara’ utile per non riarmare daccapo la risalita sulla via a sinistra.dscf3113 Da sotto mi diverto a tentare un selfie che includa anche Simone.dscf3118 Diventa sempre piu’ scuro, Simone scende in automoulinette e poi toglie la corda.dscf3119Fine del breve divago pomeridiano. Alla prossima!

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Pretaro – 3/1/2016

Una allegra quanto affollata uscita al Pretaro con Blu, Claudio, Valerio, Claudia, Carlo, Matteo, Gaia, Pamela, Arianna, Laura, Giancarlo, Simone, Lino, Francesco, Damiano, Giuseppe con 4 suoi amici ed io.

Anche il 2015 e’ andato, W il 2016! Auguri di buon anno a tutti!  Da parte nostra abbiamo approfittato della domenica subito successiva al Capodanno per incontrarci, scambiarci gli auguri e fare un poco di movimento dopo le estenuanti abbuffate delle feste. L’uscita al Pretaro e’ stata inoltre la gradita occasione per onorare la promessa di portare in grotta la mia nipotina Blu che si e’ dimostrata veramente brava. Chi eravamo? Una torma di persone! Per fortuna la grotta del Pretaro e’ generosa ed accogliente, quasi non ci siamo accorti di essere cosi’ tanti.

L’arrivo alla grotta e’ stato pieno di soste intermedie per recuperare i vari gruppi. La mattina passa a prendermi, puntualissimo, il buon Matteo. Sono particolarmente contento di rivedere Matteo, ma di questo vi diro’ a breve. Caricato il mio zaino in macchina ci spostiamo velocemente all’appuntamento successivo, a Settebagni. Il comitato d’accoglienza e’ degno di nota, Claudio, Valerio, Claudia e Carlo sono in nostra attesa per una giusta colazione.dscf2951 Fuori dal bar una coppia d’eccezione, Carlo e Matteo. Come dicevo sono molto contento di rivedere Matteo. E’ a Roma per le vacanze visto che da qualche mese lavora all’estero e la sua simpatia e’ mancata nel nostro assortito gruppo di grottaioli.dscf2953 Dopo la colazione ci disponiamo all’attesa del resto del gruppo, una ottima occasione per scambiare qualche parola. Mancano solo Pamela e Gaia che ci hanno avvertito di un leggero ritardo.dscf2955 Pochi minuti e anche loro arrivano con JJ, la macchina nuova di Pamela, parcheggiando direttamente nello spiazzo interno del bar. Ancora pochi minuti per la loro colazione poi ricomponiamo le macchine ed andiamo. Io mi infilo nella macchina di Claudio insieme a Claudia, Pamela e Gaia. La foto al driver e’ oramai una tradizione consolidata.dscf2956A Montebuono l’ultima sosta per raccogliere “pretaristi” e’ al Roby Bar dove vengono consumati saluti, auguri e colazioni senza lesinare. Ci sono Laura e Giancarlo, troviamo Giuseppe con i suoi amici. Arrivano anche mio fratello Giorgio con tutta la banda dei miei amati nipotini, Blu, Elio e Pablo! All’appello manca solo Lino con i suoi amici, pare siano gia’ in grotta. Siamo veramente un mucchio! C’e’ una allegra confusione e anche un poco di sconcerto da parte di chi ancora non conosce le notevoli capacita’ di accoglienza della grotta, sento anche aleggiare proposte di separarsi in 2 gruppi ed in 2 grotte differenti. Personalmente ho fiducia che non ci saranno problemi e sono contento quando la proposta separatista si affievolisce e muore da se’. Ora pero’ devo pensare a Blu, avverto che sto per allontanarmi e lascio il gruppo, devo passare a casa per rimediare dei vestiti adatti per la mia speleo-nipote. Quando torniamo al bar il gruppo si e’ sfoltito parecchio, molti si sono spostati al parcheggio vicino la grotta per avvantaggiarsi nella preparazione. Li troviamo infatti gia’ quasi pronti.dscf2960 Eccoci anche noi ritardatari.dscf2961La nostra vestizione viene un poco disturbata da una pioggia intermittente. Mentre mi dedico a sistemare l’attrezzatura di Blu, e ad indossare la mia, cedo la fotocamera ad Elio che imperversa tra di noi.dscf2962 Ecco il gruppo degli esploratori, loro andranno dalle parti dell’Arpa Celtica ad armare e scendere un pozzetto visto la volta scorsa. Purtroppo stavolta mancano sia Sara che Vincenzina, le amiche con cui avevo visto il pozzo. C’e’ pero’ Carlo che l’altra volta ci aveva seguito fino ad un certo punto, sono sicuro sapra’ ritrovare la strada. Per il resto ho cercato di spiegare loro come trovare la prosecuzione a partire dal punto conosciuto da Carlo, girando un poco ho fiducia che troveranno quel che cercano.  dscf2963 Ecco ancora uno scatto di Elio, c’e’ Gaia, Pablo, Blu in tuta bianca ed io tutto in rosso modello babbo natale. Sullo sfondo il gruppo degli esploratori dell’arpa celtica che si avviano.dscf2967 Gli ultimi aggiustamenti alla attrezzatura di Blu.dscf2974Elio dedica uno scatto anche a babbo Giorgio, se lo merita tutto! dscf2983 Siamo quasi pronti, a sottolineare che non dobbiamo perdere altro tempo, inizia a piovere come si deve.dscf2985 Ancora uno scatto di Elio a Giorgio e Pablo poi mi riapproprio della fotocamera, siamo pronti per entrare.dscf2987 Arrivati all’ingresso confesso di aver dedicato la mia attenzione quasi solo a Blu senza cercare di capire chi fosse con chi e dove stesse andando. Prima di inoltrarmi nella grotta riesco solo ad appurare che dietro il nostro gruppo c’e’ rimasto solo Giuseppe con i suoi amici alla prima esperienza di grotta. Claudio, come scopriro’ solo una volta uscito, rimane con loro per dare una mano. La nostra squadra sara’ quindi composta da Blu, Gaia, Pamela, Claudia ed io. Claudia ha lo zaino piu’ pesante da portare poiche’ dentro ha la sua corda da 25m, la portiamo, o meglio, la porta, nel caso servisse fare sicura in punti dove non ce n’e’ una fissa. I primi passaggi dopo l’ingresso li facciamo in scioltezza, Blu dimostra subito una buona dimestichezza nella arrampicata e la cosa mi da’ tranquillita’. Al primo pozzetto io scendo mentre mamma Gaia si occupa di calare Blu. Proseguiremo con questa impostazione per tutte le successive discese che incontreremo in grotta, i 2 toboga, in pratica. Dopo il pozzetto Blu ed io utilizziamo il traverso per fare pratica con la longe. Iniziamo ad utilizzarne una sola per capire a cosa serve e come si utilizza il moschettone, nel passaggio dei nodi la assicuro ed aiuto io. In seguito, dopo essere diventati bravi a mettere e togliere la longe ed aver capito che impedisce di fare cadute pericolose, aggiungiamo la seconda longe. Anche Gaia si riunisce a noi, spieghiamo a Blu che la seconda longe la utilizzeremo soprattutto al ritorno quando impareremo a passare i nodi sul traverso prima con una longe e poi con l’altra. Blu e’ tranquilla e recepisce con facilita’ le nozioni che le diamo, sono molto contento. In breve siamo al primo toboga. dscf2990 Il primo toboga lo passiamo senza problemi. Alla partenza del secondo c’e’ poco spazio alla partenza. Vado avanti, monto la carrucola, scendo un metro, faccio avvicinare Blu, la aggancio alla corda ed inizio a calarla. Quando c’e’ spazio sopra, viene Gaia e prende il controllo della corda mentre io scendo alla base del toboga per accogliere l’arrivo di Blu. Dopo quest’ultima fatica ci fermiamo per ricompattare il gruppo. Eccole tutte belle e sorridenti! dscf2991 Un particolare delle “amiche di cengia”, mi capira’ solo chi ha letto della uscita a grotta Doli!dscf2992 Blu ed io, un abbraccio con foto me lo sono meritato!dscf2995 Dopo aver ripreso fiato proseguiamo la nostra gita. Alla frattura trasversale, indico a Gaia e Pamela il pertugio da seguire per andare a rivedere il secondo dei 2 pozzi visti la volta scorsa. Claudia con il suo zainone scelglie di rimanere con noi a supporto. Prima che vadano, spiego loro come arrivare alla sala del the, poi ci dividiamo. Al passaggio successivo, dove pensavo di utilizzare la corda faticosamente portata da Claudia, troviamo una corda fissa. Mi frulla per la mente di fare una battuta sulle corde portate a spasso inutilmente ma soprassiedo, non vorrei finire malmenato! Alla sala del the facciamo un gradito incontro, Lino con i suoi amici Francesco e Damiano. Celebriamo l’incontro con una bella foto di gruppo.dscf2996 Dopo le foto, i saluti ed un rapido ristoro, un goccio di “sbobba” a dirla tutta, loro riprendono la strada di casa. Sento chiamare, sono Pamela e Gaia di ritorno dalla loro gita esplorativa. Non hanno trovato il passaggio che ho loro descritto quindi son tornate indietro. Di nuovo tutti assieme ci dirigiamo alla stretta risalita che porta alla sala Utec. Sapendo quel che ci aspetta lascio la’ il mio zaino e consiglio alle mie amiche di fare altrettanto. Nel primo tratto della risalita, il piu’ verticale e ostico, faccio assistenza a Blu aiutandola con un mezzo barcaiolo sulla corda fissa, mi attacco su un moschettone “sfogliato” che regge egregiamente pero’ mi attira le ire di Gaia quando passa e lo vede! Il resto del budello in salita a scanso di sorprese lo facciamo stando collegati tramite le longe, comunque devo dire che Blu passa senza troppi problemi. Sbucando alla sala Utec, come al solito, affannati e sudati, troviamo una sorpresa, ritroviamo un altro pezzo del folto gruppo di partenza. Sono Laura e Giancarlo che hanno terminato il loro giro e si apprestano al ritorno. Una prima foto la facciamo subito in attesa della salita degli altri. dscf3003 Arriva Claudia, anche lei come tutte le ragazze del mio gruppetto, alla prima esperienza nella risalita per la sala Utec. Non sembra averla sofferta piu’ di tanto.dscf3007 Blu ha bisogno di azione, visto che l’attesa si prolunga, inizia ad andare in giro ma poi finisce per modellare un pupazzo di fango che poi nasconde dietro un masso.dscf3013 Arriva Pamela, un momento per riprendere fiato necessita anche a lei. dscf3016 La mia luminosissima nipotina, brava e bella, mi verrebbe da dire, ma non vorrei sembrare di parte!dscf3018 Anche in questa occasione costringo tutti ad una lunga sosta per la foto di gruppo. Ne scatto una decina ma per non tediarvi vi propongo solo la meno peggio.dscf3021 Dopo le foto le nostre strade si dividono, anche Laura e Giancarlo prendono la strada di casa mentre noi proseguiamo verso il “trivio della spinosa”. In questo luogo molti hanno lasciato una traccia di se’ sulla parete. Di recente deve essere passato un vero e proprio artista, poiche’ troviamo una formosa speleo modellata con abilita’ nel fango. dscf3022 Una foto di Blu, con Gaia subito dietro, in zona “trivio”. Quando siamo tutti, decidiamo di avventurarci fino al “fondo”. Procediamo con cautela per la discesa scivolosa e poi affrontiamo impavidi la “strettoia a chiocciola”. Per prima passa Gaia, poi la segue Blu e quindi io. Per ultima passa Pamela. Claudia decide di averne abbastanza per oggi di strisciare nel fango e nella polvere, sceglie di aspettarci pazientemente alla partenza della strettoia.dscf3024 La visita al “fondo” non dura molto, dopo la strettoia si e’ praticamente arrivati, ancora pochi metri e poi si e’ in zona scavi. In verita’ gli scavi sono sospesi oramai da anni ma la curiosita’ di vedere da dove venga tutta quell’aria rimane tanta, chissa’ che non si riprendano un giorno… Arrivati al fondo e ripreso fiato, si fa impellente il bisogno di un sorso d’acqua e magari anche di masticare qualcosa di nutriente, anche Blu inizia a sentire fame e sete. E’ tempo di andare senza ulteriori soste o deviazioni. Dopo non poco sbuffare ed ansimare arriviamo di nuovo alla sala del the dove troviamo un’altra gradita sorpresa. Ad attenderci c’e’ il buon Simone! Prima che arriviamo alla sala si nasconde, cercando di ingannarci con dei versi simili a quelli dei pipistrelli, pero’ lo “becchiamo” subito! Dopo dei rapidi ma sentiti saluti, ci avventiamo sulle provviste e sulle bevande. Blu divora senza fatica un lenzuolo di pizza con la mortadella piu’ grande di lei…brava di zio…pure queste sono soddisfazioni! Io faccio il bravo sgranocchiando il contenuto di una bustina con uva passa e frutta secca. Dopo aver dato fondo anche alla “sbobba” ci consideriamo soddisfatti e possiamo passare ad altro. Non puo’ mancare naturalmente la sessione di foto di gruppo quindi costringo i miei amici a radunarsi  mentre monto il cavalletto, sistemo le impostazioni della fotocamera e posiziono le luci. Di foto ne scatto tante ma per vostra fortuna mi limito a mostrarvene una. dscf3026 Il rientro e’ veloce e senza intoppi, il modulo Gaia-Blu-Bibbo e’ collaudatissimo e Blu risponde sempre bene nonostante la stanchezza inizi a farsi sentire.dscf3028 I toboga nemmeno li vediamo, il traverso lo facciamo in scioltezza utilizzando stavolta tutte e 2 le longe nel passaggio dei nodi. Al pozzetto troviamo un poco di coda, ma una sosta a questo punto puo’ quasi fare piacere.dscf3030 Sopra di noi c’e’ Giuseppe con i suoi amici oltre a Claudio che li ha accompagnati. Ci urliamo un po’ di festosi saluti mentre terminano la salita. dscf3031 Il pozzetto e’ attrezzato per fare il contrappeso quindi Gaia si offre per far risalire Blu. Io rimango sotto e poi salgo insieme a Blu. In cima finalmente rivedo il buon Claudio…e’ inutile, al Pretaro non siamo ancora riusciti ad andare assieme. Dopo il piacevole incontro pero’ mi affretto a proseguire, Blu si muove sempre bene ma posso immaginare quanto possa essere stanca. Per essere la sua prima uscita “vera” in grotta abbiamo fatto veramente tanto e desidero che sia fuori senza ulteriori soste. Anche se sembra non averne bisogno, facciamo assieme gli ultimi passaggi stando attaccati tramite le longe e presto siamo fuori. Un bel sole ci attende. Ecco Blu sorridente, affacciata all’ingresso.   dscf3033 Subito dopo arriva Gaia, anche lei mi regala un bel sorriso, che ci sta sempre bene.dscf3035 La giornata sembra essersi decisamente messa al bello dopo la pioggia di questa mattina. Un bel sole in procinto di tramontare ci manda un piacevole tepore coi suoi ultimi raggi. dscf3037 Ne approfitto subito per farmi fare qualche foto con Blu vicino all’ingresso.dscf3039 In questo caso non ce la faccio a sceglierne una sola, eccone quindi un’altra, ed ho fatto uno sforzo immane per non propinarvene una terza!dscf3043 Finiamo la sessione fotografica di famiglia in tempo per immortalare l’uscita di Pamela.dscf3048 Mentre il sole inizia a lasciarci, ci sono Simone e Giancarlo che commentano la giornata.dscf3049 Ecco! Spunta fuori anche Claudio.dscf3052 Mi sento un poco in colpa per averlo abbandonato nuovamente, quindi dedico anche a lui una seconda foto.dscf3054 Arriva finalmente anche Claudia con il suo pesantissimo zaino ripieno di corda!dscf3056 Ma un Claudio sul tramonto ce lo vogliamo mettere?!?dscf3059 Claudia mette subito in chiaro che la grotta e le sue strettoie, in collusione con lo zaino “ripieno” non hanno minimamente fiaccato le sue energie e nemmeno il suo entusiasmo per il mondo sotterraneo…dopodiché, a dimostrazione delle sue affermazioni, si prostra a terra, potrebbe dare l’impressione di essere svenuta ma sta solamente baciando la terra che lambisce l’ingresso della grotta per la contentezza di averla rivista!  dscf3061 Ora siamo tutti fuori, possiamo andare a cambiarci. Un ultimo saluto al sole morente mentre andiamo alle macchine, il monte Soratte si staglia all’orizzonte.dscf3062 Vedo i miei amichetti del gruppo esploratori “Arpa Celtica” che stanno terminando di sistemare le loro robe.dscf3065Immortalo il buon Matteo mentre mi raccontano che dalla loro esplorazione hanno ricavato una infangata di dimensioni colossali. Hanno trovato il posto che avevo loro descritto, hanno armato il pozzo ma non lo hanno sceso tutto perche’ la corda non bastava. Sul fatto che possa continuare le opinioni sono discordi. Matteo e’ possibilista, Valerio dice che non c’e’ aria quindi finisce la’. dscf3067 Andando a cambiarmi faccio una rapida carrellata riprendendo gli altri componenti del gruppo. Ecco Simone, penso sia l’unico del gruppo di cui non so cosa abbia fatto, probabilmente all’andata e’ stato insieme a Claudio a dare una mano a Giuseppe ed i suoi amici, al ritorno e’ stato con noi.dscf3068 Una foto anche ad Arianna! Credo sia la prima in cui la riprendo. Mannaggia! Ora che ho quasi imparato ad associare il nome al suo simpatico viso apprendo che scomparira’ dall’Italia per un bel pezzo. Come gia’ ha fatto Matteo, a breve partira’ per l’estero per lavoro. Arrivederci Arianna ed in bocca al lupo!dscf3069 Valerio, nonostante stia ancora borbottando per l’abbondante fango raccolto in grotta riesce comunque a regalare un sorriso che volentieri vi ripropongo.dscf3070Arrivo alla nostra macchina. Sono tutti in via di svestizione.dscf3072 Ecco Blu con la sua tuta super-abbondante, e’ della mia misura, ma di meglio non avevamo!.dscf3073 Inizia a fare fresco, aiuto un poco Blu poi mi cambio svelto anche io. Sono quasi pronto quando arriva Giorgio. Dentro alla macchina ci sono Elio e Pablo che dormicchiano, presto anche Blu si unira’ a loro. Il gruppo decide che e’ il momento di reintegrare i sali minerali con birra e patatine fritte. Giorgio, vista l’atmosfera “dormitoria” nella macchina, mi annuncia che non verra’ con noi. Lo abbraccio, sia per salutarlo, sia per ringraziarlo per avermi affidato Blu per questa bellissima giornata, sono proprio contento. Quando siamo pronti, ci spostiamo tutti al bar, al Roby Bar! Ci ritiriamo nella sala sopra il bar con una adeguata scorta di patatine fritte e di birra. Laura e’ molto delusa, le diciamo che e’ stata cattiva e quindi non si merita la birra.  dscf3074 Un paio di scatti al trio Arianna-Valerio-Matteo, uno…dscf3079 …e due!dscf3082 Carlo ilare con Matteo serioso.dscf3083 Le belle “grottappiste” con smartphone!dscf3086Valerio ed Arianna divisi da una muraglia di bottiglie di birra.dscf3088 Buon ultimo un selfie con un Simone allucinato, un Claudio sonnecchiante ed un “io” quasi pronto al sonno. Che trio! dscf3090La giornata finisce con qualche brindisi, tante chiacchiere e risate. Dopo aver chiuso degnamente questa bella uscita riprendiamo la strada di casa senza ulteriori soste. Complici le feste nessuno ha realmente voglia di andare al ristorante, nemmeno io! Inoltre, sempre complici le feste non troveremo molto traffico al rientro. Termino qui la relazione sperando sia stato divertente per voi leggerla quanto per me viverla e raccontarla. Alla prossima…e ancora auguri per uno splendido 2016!

Pubblicato in amici, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Pretaro – 3/1/2016

Grotta dell’arcaro – 20/12/2015

Visita natalizia alla grotta dell’arcaro con Claudia, Maurizio, Luigi, Filippo, Gabriele, Mario ed io.

L’anno scorso andammo ai Meri sul Soratte, quest anno la scelta per l’uscita natalizia e’ caduta sulla grotta dell’Arcaro nei pressi di Ceccano. L’appuntamento e’ alla Rustica al parcheggio della Metro. Nella mia ignoranza pensavo si parlasse di una fermata della metropolitana, per fortuna alla guida c’era il fido Maurizio che le sa tutte e poi ha un valido aiuto nel suo navigatore che oggi ha una voce femminile che Maurizio ha battezzato “Chiara”! Dalla Roma-L’Aquila prendiamo il raccordo in direzione Roma-Napoli e dopo poco usciamo alla Rustica. La Metro e’ poco lontano col suo ampio parcheggio. Ci sono gia’ alcuni amici, tra i quali anche Fabrizio e Marco, ma loro hanno una destinazione differente, andranno a Pietrasecca. Pian pianino anche il nostro gruppo va infoltendosi. Arriva Claudia, si fanno avanti Luigi e Filippo, compare anche il roboante Mario. All’appello manca solo Gabriele, lo chiamiamo, e’ in ritardo di qualche minuto. Lo aspettiamo mentre il gruppo Pietrasecca parte per la sua umida e gelida destinazione. Quando anche Gabriele arriva componiamo le macchine. Claudia la ospiteremo noi. Mario va a fare compagnia a Gabriele, Filippo e Luigi saranno in macchina per conto loro. Prima di partire non posso esimermi dal criticare il luogo d’appuntamento, non riesco proprio ad apprezzare i posti che non siano dotati di un bar dove addolcire eventuali attese con una colazione! Per porre rimedio decidiamo di fermarci al primo autogrill sulla autostrada Roma-Napoli. Il prescelto e’ “Tuscolana Ovest”, per essere sicuri di esserci capiti con gli altri penso di fare un giro di telefonate. Per Luigi e Filippo non c’e’ bisogno perche’ arrivano subito dopo di noi. Gabriele e Mario invece non si vedono. Li chiamo. Chiacchiera facendo hanno sbagliato uscita ma ora stanno tornando indietro e ci raggiungeranno a breve. Una volta raggruppati e fatta la colazione si riparte alla volta di Ceccano. Andando avanti nella mattinata la nebbia viene sconfitta e un bel sole viene ad allietare la nostra giornata. Passiamo l’uscita di Frosinone chiacchierando amenamente di cose speleo, come quasi sempre. Continuando a viaggiare sulla autostrada al nostro driver viene un dubbio. Gli e’ stato indicato di uscire a Ceccano, “Chiara” invece continua a ripetergli di tornare indietro appena possibile per uscire a Frosinone…ma esiste l’uscita dell’autostrada di Ceccano? Un rapido controllo ci conferma che “Chiara” ha ragione, dovevamo uscire a Frosinone. Rassegnati, proseguiamo fino a Ceprano facendo poi conversione e tornando buoni buoni all’uscita di Frosinone seguendo le indicazioni di “Chiara” senza ulteriori discussioni. Siamo alle porte di Ceccano quando Mario ci raggiunge telefonicamente per chiederci dove mai siamo finiti. Ci spiega che loro sono fermi sulla piazza di Ceccano vicino ad un supermercato Conad. Ci lasciamo forti di queste indicazioni e continuiamo a procedere in Ceccano per raggiungerli. Gira che ti rigira, la piazza descritta da Mario non la troviamo. In compenso scopriamo il trafficatissimo centro di Ceccano e abbiamo tutto il tempo per ammirarne le strade. Al terzo infruttuoso giro di Ceccano, Mario ci richiama fornendoci i nomi della piazza e delle vie circostanti. Nulla, anche con l’aiuto di “Chiara” non ne veniamo fuori. Tornando sui nostri passi, incrociamo l’indicazione di un supermercato Conad. Ecco la nostra destinazione! Ben contenti di aver risolto imbocchiamo la strada in salita che ci porta ad una piazza dove troneggia il Conad. Siamo arrivati! Beh…forse no. La piazza c’e’, il Conad pure, ma dei nostri amici nemmeno l’ombra! Ci sentiamo per l’ennesima volta. E’ appurato che siamo in 2 piazze differenti, scopriremo poi che a Ceccano di Conad ce ne sono almeno 4! Per tagliare corto invio loro le coordinate della nostra posizione e li invitiamo a raggiungerci mentre noi rimaniamo a goderci il sole.     dscf2815 Per allietare l’attesa vado a visitare il Conad, lo abbiamo cercato tanto, una visita se la merita. Sono entrato da poco quando sento un vocione familiare, e’ Mario. Il ricongiungimento e’ cosa fatta. Insieme comperiamo della squisita pizza rossa, qualche altra cibaria per la visita in grotta e poi usciamo per proseguire il viaggio. Ora che siamo riuniti tutto sara’ piu’ semplice, ora dobbiamo solo arrivare a via fontana del gatto, parcheggiare ed andare in grotta. Una inezia. Partiamo con Gabriele in testa, Filippo subito dietro e noi in coda. Gia’ nell’immissione nel traffico ceccanese noi in coda perdiamo di vista i nostri amici. Mario con pazienza e buona volonta’ ci  telefona dandoci indicazioni per tentare di ritrovarci. Otteniamo solo di fare di nuovo un bel giro per Ceccano centro. A questo punto Maurizio si spazientisce, riaccende il navigatore e dichiara che da questo momento seguira’ solo le indicazioni di “Chiara”. Risento Mario dicendogli che ci vediamo alla via fontana del gatto. In effetti “Chiara” sembra avere le idee chiare circa la strada da fare e ci indirizza con sicurezza tra strade e stradine fino a quando incontriamo nuovamente i nostri amici e ci riavviamo in formazione compatta. Passiamo sotto un cavalcavia, l’autostrada forse, finalmente leggo un cartello beneaugurante che recita “Via della fontana del gatto”. La imbocchiamo seguendola per un bel tratto. Gabriele, che guida la fila, ad un certo punto si ferma dove la strada si biforca. Breve conciliabolo, sembra abbiamo preso la strada sbagliata. Facciamo inversione di marcia e torniamo indietro fino al cavalcavia. Una volta la, prendiamo una strada circa parallela a quella precedente. Anche in questo caso la seguiamo per un bel tratto fino ad un bivio. La strada asfaltata curva a destra ma andando dritti c’e’ una sterrata in salita. Marione ci fa segno di aspettare mentre lui e Gabriele vanno in ricognizione su per la sterrata. Impieghiamo quei minuti per goderci il sole, fino a quando i nostri esploratori ritornano con le pive nel sacco. Nemmeno questa e’ la strada buona. Da lontano c’e’ un signore in balcone che ci scruta incuriosito, gli urlo dove sia mai la fontana del gatto e lui mi indica alla sua sinistra, verso la strada di prima, in pratica. Mario fa per andare verso il signore per parlarci ma lo dissuado con maniere abbastanza spicce. Conoscendolo, rischiamo di ritrovarci ospiti a pranzo e non ho voglia di saltare la grotta. Altro giro, altra corsa, torniamo indietro al cavalcavia. Tutto ci porta alla via della fontana del gatto, la imbocchiamo nuovamente. Stavolta al bivio non ci fermiamo ma continuiamo girando a destra. Ancora pochi metri ed ecco un allegro cartello che ci indica la meta raggiunta.dscf2817 Scendo dalla macchina interrogandomi oziosamente circa il possibile motivo della sosta alla prima salita per questa strada, ma perche’ farsi domande di cui non importa trovare risposta? Finalmente siamo arrivati e ci sono buone possibilita’ che si possa andare in grotta, dopo tutto, e questo e’ quanto basta! Iniziamo a prepararci sempre godendoci il tepore del sole. Claudia decide di assaggiare l’acqua della fontana del gatto, anche se il getto non e’ dei piu’ potenti.dscf2820 Maurizio e’ impegnato col cellulare, vorra’ segnarsi le coordinate della fontana per le prossime volte!dscf2821 Vado in perlustrazione sulla sterrata che parte dalla fontana, ci sono i resti di un parco giochi o simile. In un luogo cosi’ di passaggio e per nulla isolato, deve essere frequentatissimo.dscf2822 Ancora altri resti ma con panorama.dscf2823 Fatto quel che dovevo fare me ne torno alla base ed inizio a prepararmi. Anche se come sempre ultimo, alla fine sono pronto anche io. Raduno la squadra di ardimentosi per una foto. Maurizio e’ un poco fumoso. dscf2826 Mario ricambia il favore ed io prendo il suo posto accanto a Claudia.dscf2827 Ora si puo’ partire. Attraversiamo il parco giochi in dismissione e saliamo per il sentiero. C’e’ un recinto, probabilmente contiene la captazione che serve per alimentare la fontana. Claudia fa capolino tra le fresche fratte.dscf2828Mario e’ in avanscoperta, il resto del gruppo ci segue. dscf2829 Saliamo per un sentierino stretto, fangoso e scivolosissimo. Per fortuna dopo aver arrancato per un poco sbuchiamo su una strada sterrata molto larga e comoda. L’unico dubbio che abbiamo e’ se andare a destra o a sinistra. Quelli del gruppo che sono gia’ stati all’Arcaro non riescono a raccapezzarsi. Andiamo a destra per un tratto poi si decide che non va bene, torniamo indietro proseguendo a sinistra. Arriviamo ad un caseggiato, sembrano stalle abbandonate. Questo ritrovamento sembra conclusivo, la grotta e’ dall’altra parte. Stavolta riprendiamo a destra e seguiamo la strada senza tentennamenti. Mario e’ sempre in esplorazione e ad un certo punto ci urla di aver trovato finalmente la grotta. dscf2830 Ecco l’attacco del sentierino che porta alla grotta, una foto la merita di sicuro. Se ci si tornera’ in primavera dobbiamo ricordare di portare qualcosa per tagliare i rovi, anche ora sembra che il sentiero stia quasi per essere chiuso dalla vegetazione circostante.dscf2831 Gabriele vittorioso.dscf2835 Claudia si prende un momento di relax dopo tanto camminare.dscf2836 Claudia ricambia il favore e si appropria della fotocamera per scattarmi una foto. Io come al solito ho perso la mia battaglia con il sudore e sono gia’ fradicio.dscf2840In fondo allo sgrottamento dove siamo arrivati c’e’ una finestra che affaccia sulla fratturona su cui e’ impostata la grotta. Ora non rimane altro che armare…Alla partenza ci sono degli spit. Controlliamo l’attrezzatura che abbiamo portato, abbiamo solo attacchi per i fix, tanti tanti dadi e nemmeno un bullone! Cosa si fa? Cerchiamo soluzioni alternative. Ognuno fa la sua parte, Luigi ancora l’inizio della corda ad un albero all’esterno dello sgrottamento. Claudia trova per terra un bullone incrostato di fango. Anche io faccio la mia parte saggiando un chiodo a fessura sul tetto della finestra e poi incaricandomi di ripulire la filettatura del bullone. Messo l’attacco ed un paio di cordini, alla fine il nostro armo e’ fatto. Scendo per primo, la corda tocca un poco ma su concrezione e con un angolo molto lieve, puo’ anche andare.  Di seguito scendono tutti.
dscf2844Scendiamo per la frattura con attenzione poiche’ e’ un piano inclinato con fango scivoloso e sassi pronti a rotolare giu’. In fondo la frattura si divide in 2. Dalle indicazioni dei miei amici so che dobbiamo prendere a destra. Per fortuna da questo punto in poi troveremo tanti fix quindi il problema su come armare non sara’ piu’ un problema. Claudia durante il viaggio di andata aveva espresso il desiderio di armare, quindi si e’ condannata con le proprie mani, quando arriviamo al primo pozzo le affido la mia chiave e la mando avanti senza tante storie. Eccola impegnata a sistemare gli attacchi.dscf2847 Il resto del gruppo si e’ messo comodo nel punto dove la grotta si biforca. L’attesa e’ piacevole poiche’ la grotta ha una temperatura piacevole.dscf2848 Fatto l’armo Claudia va avanti, la segue Mario e poi via via tutti gli altri. Visto che il pozzo e’ stretto lo scendo in opposizione in parallelo a Maurizio, siamo gli ultimi a scendere.dscf2849 Con Maurizio non vediamo dove siano spariti gli altri, sembrano esserci piu’ punti dove proseguire. Risolviamo il dubbio con qualche urlo verso i nostri amici. Giriamo intorno ad un sassone costeggiando la parete di destra della frattura poi scendiamo qualche metro. Riguadagno la testa del gruppo mentre cerchiamo la prosecuzione.dscf2851 Alla fine scopriamo dei fix all’inizio di questa spaccatura, la prosecuzione e’ la’ sotto. Cerchiamo di muoverci senza arrecare troppo fastidio al pipistrello che riposa nelle vicinanze.dscf2852 Claudia arma anche questo pozzo. Su mio suggerimento mette un deviatore ma quando scende vediamo che l’armo e’ migliorabile spostando il deviatore su un altro attacco. Mario se ne incarica e poi scende. Il resto del gruppo attende il proprio turno.dscf2856 Filippo nella sua tuta da meccanico nuova fiammante si appresta a scendere il pozzo.dscf2857 Mentre anche io attendo il mio turno mi lascio affascinare dalle concrezioni a cristalli che adornano le pareti della grotta in alcuni punti, mi riprometto di chiedere lumi a chi e’ piu’ esperto di me in queste cose su come si possano formare tali cristalli.dscf2860 Buon ultimo scendo il pozzetto poi seguo i miei amici che sono andati avanti di qualche metro. Sono raggruppati vicino ad una corda che sale. E’ la famosa risalita di cui ci parlava Mario. Serve uno speleo leggero ed a perdere che testi la tenuta della corda. Non sono particolarmente leggero, ma vengo scelto io all’unanimita’, sicuramente per la simpatia! Guardo la corda, sembra in buone condizioni. Mi sistemo l’attrezzatura ed inizio a salire lentamente, con circospezione. Arrivo senza danni, anche sopra sembra tutto a posto tranne per qualche piccolo particolare, di poco conto. Il moschettone dell’attacco ha la ghiera bloccata ed il nodo su cui son salito e’ un barcaiolo, per quello rimedio facile, faccio un altro nodo e ci metto uno dei nostri moschettoni. Gli attacchi fanno un poco venire i brividi, sono 2 ma su roccia tutta fratturata e poi, mi sembra, rinsaldata da concrezioni. Non sembra abbiano intenzione di cedere, poi per fortuna subito sopra questo frazionamento ci sono altri attacchi un poco meglio. Termino la risalita, mi sistemo e urlo la libera. Praticamente la risalita serve a passare ad un’altra “fetta” della frattura parallela a quella che abbiamo percorso sinora. Quando sopra il pozzo inizia a scarseggiare il posto, vado a gironzolare un po’ per conto mio mentre Mario cerca di ricordare dove sia la sala dove festeggeremo. Arrivo fino ad un punto in cui la frattura stringe abbastanza, da quella parte di sale nemmeno l’ombra. Potrei andare ancora avanti pero’ nessuno mi ha seguito, me ne torno indietro anche io, magari ci si tornera’ dopo. Incrocio Mario ancora in cerca della sala, facciamo una breve e semplice risalita in arrampicata. In cima c’e’ un anello di corda che utilizziamo per sistemare una corda che agevoli la risalita dei nostri amici. Mario e Luigi vanno ancora avanti ma poi tornano nei pressi dell’anello di corda. Mario ora ricorda, la sala che cerchiamo e’ quella dove siamo ora. Pian pianino risalgono tutti e ci sistemiamo per i festeggiamenti.dscf2862La grotta e’ simpaticamente intrigante, offre una moltitudine di punti che fanno venir voglia di partire ad esplorare. Anche Filippo si diverte a cercare prosecuzioni prima di partire con la nostra festicciola.dscf2868Una volta sistemati tiriamo fuori dagli zaini le cibarie e le bottiglie di spumante che sono miracolosamente arrivate intatte sin qui. Dopo aver mangiato e bevuto e brindato a sazieta’ terminiamo in bellezza con una foto di gruppo…
dscf2870 …anzi 2!dscf2871 Di nuovo un Gabriele vittorioso, ne ha ben donde, siamo arrivati qua a festeggiare nonostante tutti gli inconvenienti avuti oggi.dscf2874 Tornando indietro mi faccio nuovamente catturare dalla bellezza dei cristalli che adornano le pareti della grotta.dscf2875 Cerco invano di catturarla ma con scarsi risultati.dscf2877 In compenso ho un esempio rarissimo di Maurizio mentre produce sbuffi di luce! dscf2879 La quiete dopo la tempesta.dscf2881 Mentre noi attendiamo il nostro turno per scendere, l’infaticabile Luigi si cala in doppia con freno moschettone dalla sala del festeggio e poi sistema la corda.dscf2883 Subito dopo lo mandiamo avanti a dare manforte a Filippo che ha ingaggiato una discussione col discensore mentre e’ al frazionamento. Ne esce vittorioso da solo, ma come si dice, 4 occhi vedono meglio di 2!dscf2885 E’ poi il momento di Maurizio.dscf2886 Stavolta rimango io come ultimo. Scendo recuperando il moschettone e poi mi avvio per raggiungere il resto del gruppo, che trovo alla base del pozzo successivo.dscf2888 Mentre aspetto mi diletto nel fotografare una meraviglia di colata che vi presento subito subito.dscf2893 Anche ora risalgo per ultimo. Claudia e’ gia’ avanti con la mia chiave, per fortuna Maurizio mi presta generosamente la sua.dscf2895 L’ultimo pozzo prima del saltino che ci portera’ all’esterno. Stavolta Claudia rimane ultima per disarmare la sua opera. Eccola mentre risale.dscf2896Mentre Claudia opera, gli altri iniziano a raggiungere il saltino.dscf2900 Disarmato il pozzo e recuperata la corda troviamo tutti alla base del saltino. Luigi ha individuato un fix che all’andata ci era sfuggito e sta sistemando l’armo.dscf2905 Claudia in versione armatrice!dscf2906 Ancora una volta, buon ultimo, risalgo io. Al frazionamento trovo una sorpresa, per fortuna che sono leggero!dscf2907 Una volta fuori rinnoviamo il brindisi con la bottiglia di prosecco che non ci siamo sentiti di stappare in grotta. La svuotiamo senza problemi e con molta allegria. L’aria fuori e’ decisamente piu’ fresca che in grotta, e’ meglio avviarsi. Lungo la strada Claudia, Luigi ed io decidiamo di proseguire fino alle stalle abbandonate e poi scendere da li per evitare il sentierino fangoso, avvertiamo gli altri con un urlo ed andiamo avanti. Alle stalle ci fermiamo ad aspettare di venir raggiunti dagli altri. Dopo una decina di minuti di attesa spese a rimirar le stelle, scendiamo per scoprire che i nostri amici sono gia’ alle macchine ed hanno iniziato a cambiarsi.  dscf2913 E’ sempre un piacere mettersi addosso dei panni caldi ed asciutti. Dopo aver soddisfatto questo bisogno primario, se ne fa avanti un altro…dove si cena? Per questo aspetto non c’e’ di meglio che chiedere consiglio a chi sa. Telefoniamo a Gianni, il quale con sicurezza ci indica un ristorante nei pressi di Ceccano, “La Cantinella” dove decidiamo di andare senza por tempo in mezzo. Partiamo in formazione compatta ma anche stavolta ci perdiamo al primo incrocio con traffico ceccanese. A questo punto Maurizio prende in mano le redini della questione. Imposta sul navigatore la destinazione, cambia la voce dalla possibilista “Chiara” all’inflessibile “Dart Fener” e proseguiamo senza dubbi e senza intralci fino al ristorante. I nostri amici impiegano qualche minuto in piu’ ma alla fine siamo di nuovo tutti riuniti, affiatati ed affamati. dscf2914 Foto di gruppo.dscf2915 L’attrezzatura e’ pronta!dscf2916 Un bel fuoco ci allieta e ci riscalda.dscf2917Anche il cibo e’ all’altezza delle nostre aspettative, insomma una ottima conclusione per la bella giornata passata assieme. Arrivati a questo punto, non rimane altro che salutarvi. Alla prossima!

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Grotta Doli – 16/12/2015

Una inusuale uscita infrasettimanale a Grotta Doli con Valerio, Fabrizio, Cristian ed io.

Me lo sentivo che questa sarebbe stata una bella uscita. Quando poi ho saputo che avrebbe partecipato pure Cristian, con il quale non mi incrocio in grotta da almeno 2 anni, mi sono deciso, ho preso un giorno di ferie ed ho comunicato che ci sarei stato anche io.

Ci incontriamo alle 9.30 al bar a Monte Livata. Saluti e colazione sono d’obbligo, poi si parte per questa nuova avventura. Arriviamo al parcheggio, stavolta non andiamo sotto casa di Maurizio come le volte scorse, prendiamo per un altro sentiero. La strada di avvicinamento sara’ minore. Iniziamo a prepararci. Neve ce n’e’ poca, sole in abbondanza e anche un discreto gelo ci tengono compagnia mentre ci prepariamo.dscf2720 C’e’ parecchio materiale da portare ma riusciamo a compattare tutto in uno zaino a testa, a me capita in dote la corda da 75m che speriamo vivamente non basti per armare i nuovi ambienti che troveremo.dscf2721 Si parte, io vado lento lento nella vana speranza di non sudare.dscf2722 In effetti la strada e’ piu’ breve, o comunque con minor salita rispetto all’avvicinamento lato “Maurizio”. Dopo un paio di salitelle da nulla eccoci in vista della grotta. La vista da questo punto e’ sempre fantastica.dscf2723 Un selfie con Cristian ci voleva!dscf2724 Strada facendo abbiamo maturato un piano d’azione. Valerio e Fabrizio andranno avanti in zona operazioni ed inizieranno a scavare. Cristian ed io, per Cristian e’ la prima visita alla grotta, andremo a vedere possibili prosecuzioni nel ramo parallelo. Porteremo con noi la corda da 75m nel caso fosse stato disarmato l’ultimo pozzo. Mentre la squadra di punta entra, io finisco di prepararmi indossando l’imbrago ed il resto della attrezzatura. Passa un tempo congruo affinche’ i nostri amici siano oltre la zona a pericolo sassi. Entriamo a nostra volta. Nella prima saletta trovo che i messaggi che la popolano sono aumentati. Questo nuovo suona come un monito che non invoglia a proseguire…pero’, mi dico, in fondo gli speleologi sono un poco creature delle tenebre visto che anche se non ci abitano, sicuramente sono abituali frequentatori delle grotte. Mi rincuoro e mi sistemo per aspettare Cristian. dscf2725 Eccolo che scende il primo pozzetto.dscf2727 Questo e’ il solito cartello anti-pipa, ce ne sono anche altri con piu’ “p”, ma ve li risparmio!dscf2729 Abbandoniamo la prima saletta infilandoci nel saltino successivo. Al frazionamento a tetto noi lasciamo la strada che porta al cantiere lavori dove sono Valerio e Fabrizio e proseguiamo in piano per alcuni metri in una zona molto concrezionata ed alquanto umida. Faccio gli onori di casa andando avanti mostrando a Cristian la strada e raccontandogli cosa troveremo piu’ avanti.dscf2731 Quando Cristian mi raggiunge ci spostiamo a sinistra dove c’e’ una zona che non ho ancora visto.dscf2733 C’e’ un punto stretto e dietro si intravede un ambiente, sarebbe simpatico andare a darci una occhiata. Io ho visto che non ci passo. Convinco Cristian a fare un tentativo ma anche lui non ce la fa. Riesce comunque a vedere che molto probabilmente non ci sono prosecuzioni. Guardando in basso, Cristian illumina una zona di cui non mi ero accorto, vedo la sua luce da uno stretto pertugio circa un metro sotto di lui. Vado ad affacciarmi speranzoso. Non c’e’ speranza che io passi, ma riesco ad affacciarmi ed illuminare una minuscola sala immacolata ed intensamente concrezionata. Decidiamo di lasciarla intoccata e di proseguire. Non entriamo nella sala ma in compenso troviamo un passaggio che sembra essere un comodo bypass per evitare il saltino bagnatissimo che ci separava dalla prosecuzione della grotta. Vado avanti a vedere, in effetti si arriva alla base del saltino bagnato senza bisogno di corde, mi affaccio avanti, il pozzo successivo e’ armato, ed e’ quel che ci basta. Urlo a Cristian che puo’ raggiungermi passando dove sono passato io e che puo’ lasciare gli zaini su, li recupereremo al ritorno.dscf2741Scendiamo il primo, breve tratto del pozzo. Alla cengia ci soffermiamo parecchio a scrutare intorno in cerca di finestre o altre possibili prosecuzioni. Ci sarebbero un paio di punti che potrebbero dare una tenue speranza ma servirebbe l’attrezzatura per armare e noi non l’abbiamo. Continuiamo la discesa. Arrivo sulla cengia di Claudia e Pamela, quella dove Claudia qualche tempo fa si e’ presa un sasso sulla mano, per fortuna senza gravi conseguenze. Attrezzo una sosta col fido cordino in kevlar e urlo la libera a Cristian che mi raggiunge svelto. Poco piu’ sotto c’e’ la minuscola finestrella che volevo vedere. Quando Cristian arriva e libera la corda, mi ci assicuro e mi sporgo per vedere. Non e’ un granche’ di finestra, e’ proprio stretta. Cristian va a sua volta a dare una occhiata, non gli sembra promettente. In ogni caso per arrivarci serve armare degli attacchi quindi non sara’ una cosa che faremo oggi.dscf2736Risaliamo. Quando arriviamo di nuovo dove avevamo abbandonato gli zaini ci prepariamo per un nuovo lavoro. Scendendo a raggiungere Valerio e Fabrizio, faremo il rilievo. Visto che io dovro’ armeggiare con gli strumenti mollo il mio zaino con la pesantissima corda da 75m al povero Cristian che si sorbira’ la discesa con 2 zaini. Ritorniamo all’attacco a tetto dove le corde si diramano e prendiamo a scendere verso l’altro pozzo parallelo. Ci metto un poco per iniziare ad impostare il lavoro sul Topodroid ma poi vado via abbastanza spedito. Mentre prendo i punti, continuo a fare gli onori di casa spiegando la grotta a Cristian. Eccoci arrivati alla saletta successiva, quella dove e’ stato fatto il lavoro che ha dato accesso ai bei pozzi che scenderemo a breve. dscf2745 Alla partenza del pozzo, dentro una nicchia, troviamo un simpatico presepe. Avevo sentito Maurizio parlarne ma non avevo capito dove fosse. Complimenti, ottimo lavoro!dscf2747 Dopo la saletta del presepe scendiamo il pozzo da 30 e poi quello da 70. Alla partenza del pozzo da 70 Cristian non ce la piu’ a starmi dietro senza fare nulla mentre io armeggio tra DistoX e Topodroid. Inizia a sentire freddo e poi vuole andare a vedere come procedono i lavori giu’ di sotto. Gli dico di andare avanti, tra l’altro mi serve una mano a “tenere” i punti dei capisaldi nel lungo pozzo. Scende al primo frazionamento, ma e’ troppo in basso, non riesce ad indicarmi un punto utile dove mirare il laser per prendere il punto. Mi arrangio prendendo un punto intermedio e gli urlo di andare avanti. Scendo anche io fino al punto di rilievo che ho preso. Quando ci arrivo guardo in basso a cercare il frazionamento, lo trovo, pero’…non c’e’ la corda attaccata! Rimango un attimo interdetto poi, visto che Cristian e’ sceso fino alla base del pozzo, deduco che la corda deve essere da qualche altra parte. Seguo la corda che esce dal mio discensore, cade sotto di me. Mi sporgo a guardare. Hanno messo in opera un nuovo frazionamento, piu’ in basso rispetto al precedente e piu’ in linea con la verticale del pozzo. Non mi piace tanto come soluzione, visto che ogni tanto cade qualche sasso dall’alto, preferivo il frazionamento spostato dalla verticale, pero’ ci sara’ stato qualche valido motivo per cambiare. Prendo il punto successivo fino al frazionamento e poi mi sposto anche io a raggiungerlo. Ora devo decidere se prendere altri punti intermedi o “sparare” un punto unico fino alla base del pozzo. I punti intermedi li devo escludere come soluzione perche’ la corda e’ distante dalla parete e non potrei poi continuare col punto successivo. Per arrivare alla base del pozzo con un punto unico ho bisogno di un aiuto. Urlo a gran voce per richiamare l’attenzione di Cristian. Faccio appena in tempo a farlo tornare indietro prima che scenda a raggiungere gli scavatori. Anche con il suo aiuto non e’ semplice prendere il punto, non si riesce a comprendersi molto ed inoltre la mia posizione non e’ delle piu’ comode. Alla fine “sparo” il laser nel punto in cui vedo la sua luce sperando di aver capito bene. La discesa del lungo tratto di corda e’ semplice e piacevole come al solito, il ritorno lo sara’ molto meno ma cerco di non pensarci. Alla base del pozzo trovo Cristian che aspetta per indicarmi il punto dove ho mirato. E’ sul pavimento, non troppo comodo, dovro’ prendere un punto intermedio “di servizio” per rimediare. Cristian mi saluta, va a raggiungere Valerio e Fabrizio. Io mi metto comodo a importare i punti dal DistoX al Topodroid. Quando vado a vedere il disegno della grotta per aggiornarlo trovo un caos! Sull’ultimo tratto di pozzo, quello lungo, non sono riuscito a prendere i 3 punti uguali che permettono al Topodroid di riconoscere automaticamente un caposaldo ed ora al posto del rilievo che mi aspettavo ho un ghirigoro strano. Rimango qualche minuto a studiare i punti cercando il bandolo della matassa, ritrovo i punti malandrini. La numerazione dei capisaldi e’ completamente sballata ma con un po’ di pazienza sistemo tutto, posso proseguire. Da sotto sento le urla dei miei amici che iniziano a pensare che mi sia perso, o altro. Passo svelto il tratto di meandro stretto e urlo loro di rimando che sto arrivando. Sul pozzo da 30m che porta al fondo che conosco, lo stillicidio e’ intenso, sara’ una uscita molto bagnata. Finisco di prendere i punti di rilievo fino a quello che gia’ ottimisticamente penso come “vecchio fondo”. I miei amici sono scomparsi piu’ avanti nel meandrino “budelloso” che hanno allargato, sembra che qualche metro piu’ avanti  ci sia un ambiente vivibile per 2 o 3 persone. La zona di lavoro e’ ancora piu’ avanti. Prima di proseguire mi cerco un posticino asciutto dove sistemare il rilievo. Fatto quel che devo,  rivolgo la mia attenzione al meandro che mi separa dagli altri, ve lo presento.  dscf2750Faccio un primo tentativo con Cristian che mi fa assistenza ma per me e’ troppo stretto nel punto finale. Devo provare senza imbrago. Torno indietro ad alleggerirmi. Fabrizio nel frattempo torna dalla zona operazioni e mi chiede il piacere di portargli i viveri che ha lasciato nella sala dove sono io. Recupero il tutto e glielo passo. Ritorno fuori, la richiesta di Fabrizio mi ha ricordato che anche io ho un certo languorino. Mangio un po’ di frutta secca tanto per placare lo stomaco. Finisco poi di sistemare le mie cose, prendo il caposaldo successivo col DistoX poi tento nuovamente il passaggio. Ora va meglio, passo quasi facilmente. Siamo di nuovo tutti assieme! Ho portato con me solo la fotocamera ed il DistoX. Per prima cosa prendo qualche foto dei miei amici. La prima a Fabrizio mentre sta facendo il meritato spuntino.dscf2751 Dall’altra parte Cristian e dietro Valerio con tanto di mascherina. La piccola sala e’ molto nebbiosa, alle mie spalle e’ stato sistemato un telo termico per schermare una cascatella d’acqua e impedire che l’acqua ci cada addosso. Il posto e’ quasi accogliente, peccato per il nebbione, avanzo il dubbio che possa essere un segnale negativo ma i miei amici sono sicuri di no, il loro responso e’ che sicuramente l’aria passa ad un altro livello della alta frattura che forma la grotta e non in questo punto dove siamo posizionati noi a scavare. Preferisco nettamente la loro versione.dscf2755Fabrizio termina lo spuntino e riparte a lavorare di scavo con Valerio, prima che vada gli chiedo se abbiamo la mazzetta, vorrei smussare qualche punto della strettoia che ho da poco passato, purtroppo pare sia rimasta sotterrata tra i sassi in zona scavi. Chiedo l’ora a Cristian, sono le 3 e mezzo del pomeriggio, e’ volato il tempo, ma ancora ce n’e’. Cristian va avanti a vedere come procedono i lavori, io mi sistemo per un attimo di relax. Quando, tempo dopo, torna indietro, mi sento abbastanza ritemprato e motivato ad andare a curiosare anche io. Visto che vado ne approfitto per prendere i punti di rilievo fino alla zona lavori. Il meandro continua stretto per parecchi metri. In molti punti vedo i segni di scavo. Sono sinceramente ammirato, e’ stato fatto un grande lavoro, “complimenti ragazzi”, faccio dentro di me. Il nebbione e’ sempre fitto fitto. Arrivo ad un paio di metri dalla zona in fase di scavo poi devo fermarmi perche’ ci sono Valerio e Fabrizio e non c’e’ fisicamente spazio per altri. Ascolto con piacere il rimbombo delle loro grida lanciate oltre il punto che stanno allargando. Dopo questo ultimo ostacolo ci deve essere un ambiente molto grande. Per ora bisogna accontentarsi di immaginarlo, si vede proprio nulla. dscf2757Torno indietro alla saletta. L’attesa dura poco, Fabrizio e Valerio tornano indietro per fare il punto della situazione. A loro parere il lavoro di scavo e’ quasi terminato, servirebbe la “roba” d’armo. Facciamo un rapido controllo di quel che abbiamo, sembra proprio che abbiamo dimenticato i fix in macchina! Valerio ne ha 1 nel suo “bogolo” (contenitore stagno). Bisogna risolvere! Valerio si offre volontario, uscira’ fuori alle macchine, prendera’ i fix e tornera’ a portarceli. Io mi sento stanco solo a pensarci, pero’ a lui non sembra pesare piu’ di tanto. Lo vediamo partire e poi cerchiamo di organizzarci. Fabrizio riparte per riprendere gli scavi, quelli di rifinitura. Cristian va a fargli da assistente, io mi riposo. Dopo il riposo, quando il freddo inizia a fare presa, anche io sono pronto ed ansioso di darmi da fare. Prendo il posto di Cristian e assisto Fabrizio mentre scava. Quando finiamo gli scavi decidiamo di piantare l’unico fix che abbiamo con l’unico attacco trovato finora, un “anellone” Top13. Mentre noi operiamo, Cristian si incarica della ricerca degli altri attacchi. Non avendo la mazzetta piantiamo il fix con un sasso. Purtroppo pero’ la filettatura si rovina e una volta piantato il fix non riusciamo a togliere il dado.  Cristian torna a mani vuote, ha trovato nulla. In compenso Valerio e’ tornato coi fix ed una notizia non buona, mentre era fuori ha chiamato a casa, lo stanno cercando per un lavoro urgente e deve andare. Consegna i fix e riparte, lo salutiamo con un poco di tristezza per lui. Ora abbiamo i fix ma non gli attacchi.  Chiediamo a Cristian un altro sforzo, tornare indietro al “vecchio fondo” e recuperare alcuni attacchi di servizio non piu’ utilizzati. Nel frattempo noi continuiamo ad imperversare sul fix per convincerlo a fare il suo mestiere. Siamo piu’ testardi di lui e, prova e riprova, ne abbiamo ragione e riusciamo a sistemare il nostro Top13. Cristian ritorna smoccolando, gli attacchi da recuperare li ha trovati ma non e’ riuscito a togliere il dado, un problema simile al nostro ma senza lieto fine. Ha perso tempo e fatica per nulla ed e’ giustamente contrariato. Per il momento c’e’ poco altro da fare, dobbiamo recuperare l’attrezzatura e vedere se si riesce a passare oltre. Tornando indietro indugio a guardare tra i sassi per cercare la mazzetta, niente, non la trovo…Ho quasi lasciato perdere quando intravedo un sasso tondeggiante che sembra…di legno! Guardo meglio, il nebbione fa brutti scherzi. No, e’ proprio legno! E’ il manico della mazzetta. Schiacciato tra la roccia come una piadina cerco la posizione giusta per spostare qualche sasso, sbuffo e ansimo qualche minuto ma ci riesco, ho trovato la mazzetta! Me ne torno indietro gongolante con il tesoro ritrovato. Per prima cosa, con l’aiuto di Cristian vado a smussare qualche pietra aguzza nella strettoia che precede la saletta dove siamo. Recuperiamo pochi centimetri, ma sono quelli che bastano ad agevolare notevolmente il passaggio. Che soddisfazione! Mentre Fabrizio si prende qualche momento di meritato riposo, Cristian ed io andiamo a lavorare di mazzetta il passaggio che hanno appena creato i nostri prodi scavatori. Facciamo un buon lavoro togliendo anche qua qualche centimetro “vitale”. Riesco addirittura ad intrufolarmi dentro e arrivare sulla cengia che affaccia su quello che sembra un ampio pozzo.  Con Cristian poi buttiamo giu’ un mucchio di sassi rendendo il transito del meandro meno faticoso. Finito il nostro lavoro, e’ ora di andare avanti. Torniamo al “vecchio fondo” e recuperiamo le attrezzature, le indossiamo, poi torniamo indietro. In effetti ora il passaggio nel meandro e’ quasi agevole. Come e’ giusto che sia, Fabrizio, in qualita’ di scavatore, va avanti per primo. Quando siamo sulla cengia la nebbia sembra essersi diradata, ora si vede qualcosa, siamo su un pozzo tondo, profondo una ventina di metri, con un diametro di 5 o 6 metri. Possiamo proseguire. L’unico problema che abbiamo e’; come armiamo? Fatto un rapido censimento di quel che abbiamo, la decisione e’ facile da prendere. Col trapano facciamo dei buchi passanti nella roccia e poi ci passiamo dentro il cordino facendo un paio di anelli. dscf2760 Un moschettone conclude l’opera, Fabrizio parte per l’esplorazione!dscf2761 Ecco il nuovo pozzo.dscf2764Scendo anche io mentre Cristian ci raggiunge lungo il meandro teatro dei lavori di scavo. Alla base del pozzo ci sono gli innumerevoli sassi che abbiamo buttato giu’, davanti a noi la frattura prosegue con un altro salto di meno di 10 metri. Proprio in mezzo al salto cade dall’alto una cospicua quantita’ d’acqua. Ci sara’ da bagnarsi ulteriormente. Iniziamo l’analisi del nuovo salto, serve armarlo. Arriva Cristian, stavolta lasciamo a lui l’onore di attrezzare il salto. Inizia a fare un nuovo foro passante dove infilare il suo cordino, l’ultimo rimasto. Purtroppo il trapano ha la batteria finita e ci molla sul piu’ bello, mancano un paio di centimetri a completare il foro. Mettiamo a riposare il trapano per qualche minuto mentre facciamo ipotesi sulle possibili prosecuzioni. Nulla da fare la batteria e’ troppo scarica. Stavolta e’ il mio turno, mi offro volontario per andare a recuperare la mazzetta ed una delle altre batterie del trapano. Salgo con piacere, stavo iniziando a sentire di nuovo freddo. Recupero la mazzetta, la metto nello zaino e calo quest ultimo ai miei amici. Vado poi nel meandro, recupero una delle batterie semi-scariche e torno indietro a calare anche lei. Rimango sopra, dubbioso se scendere di nuovo. Appena rimettono in azione il trapano, pochi giri ed il buco e’ terminato. Sento le urla di gioia dei miei amici. Si puo’ proseguire, urlano per incitarmi a scendere. Mi convinco e li raggiungo. Cristian inizia a scendere, serve un altro attacco, ce n’e’ uno naturale. Per fortuna ho ancora il mio anello di corda porta-oggetti, glielo cedo volentieri. Ora Cristian puo’ togliersi da sotto la doccia e scendere. Fabrizio lo segue veloce, poi vado pure io. Alla base del saltino arriva una bella doccia, mi sbrigo a liberarmi dalla corda per spostarmi avanti lungo la frattura. Fabrizio ha sceso in arrampicata un saltino di 1 metro, Cristian lo sta seguendo. Porto avanti la corda, la fida 75, e la sistemo alla meno peggio per aiutarli nel risalire. Decido di non scendere poiche’ sembra che dopo un altro metro in avanti la frattura restringe di nuovo. Si dovra’ riprendere lo scavo. Non voglio vederlo, cosi’ mi rimarra’ la curiosita’ e la voglia di tornare! Dopo aver scattato una nebbiosa foto al nuovo fondo, inizio a risalire il saltino con doccia per riprendere la via del ritorno. Ho chiesto l’ora a Cristian e rimango basito, sono le 8 e mezza di sera. E’ letteralmente volato il tempo!dscf2770Alla base del pozzo da 20 metri compongo lo zaino con il trapano, le batterie e la mazzetta. Sopra al pozzo mi fermo ad attendere la risalita di Cristian. Inganno l’attesa fotografando il fango a “pelle di leopardo” ma in formato molto piccolo. Ripenso alla mirabile spiegazione data giorni fa da Fabio su questa particolare formazione, ci ho capito poco, ma ora guardo questo fango con molta piu’ ammirazione!dscf2774 Ecco che risale Cristian.dscf2776 Arrivato. Anche lui e’ bagnato fradicio dopo l’armo del saltino sotto la doccia.dscf2778 Passo la strettoia allargata oggi e aspetto per il passaggio del materiale. Fabrizio e’ indietro a recuperare la 75, la riportera’ alla partenza in attesa di un armo piu’ consono.dscf2780 Strada facendo carico lo zaino con le restanti 2 batterie del trapano, il bogolo di Valerio e qualche altro ammennicolo. Frugando in uno zaino trovo la sacca d’armo e dentro ci trovo gli attacchi dispersi. Un ritrovamento fatto un pochino in ritardo, utile, ma per la prossima volta! La strettoia che mi aveva impedito il passaggio all’andata ora la passo con tutta l’attrezzatura senza troppe difficolta’. Il lavoro di mazzetta e’ stato proficuo. Lo zaino ora e’ ingombrante e molto pesante ma riesco a trascinarmelo avanti anche se smoccolando un poco. Cristian e’ sempre dietro di me, porta 2 zaini ma uno e’ vuoto, torno indietro a prendere quello vuoto ma lo lascio a tribolare da solo con quello pieno. Aggiusto lo zaino togliendo la mazzetta che non ha senso portare fuori. Tolgo anche i fix e gli attacchi finalmente riuniti e li lascio bene in vista. Cristian si affaccia nella sala mentre inizio a risalire il 30, sempre sotto un discreto stillicidio.dscf2784 Al primo frazionamento mi arrendo, lo zaino e’ troppo pesante per le mie scarse forze residue. Urlo la cosa ai miei amici. Dopo brevi ma intense contrattazioni mollo a Cristian il bogolo di Valerio con 2 batterie dentro. Ora la faccenda e’ decisamente migliore. Il pozzo da 70m e’ una bella prova, dico solo che riesco ad apprezzare le gocce d’acqua che mi atterrano sulla faccia dandomi una temporanea sensazione di frescura. Visto il nuovo frazionamento in linea abbiamo deciso di dare la libera solo arrivati alla partenza del pozzo, cosa che faccio. Attendo Cristian alla partenza del pozzo, per riprendere fiato e temperatura. Quando lo vedo brillare nell’ultimo tratto mi accorgo che sto iniziando a sentire di nuovo freddo. Aspetto di vederlo nelle vicinanze per potergli chiedere di recuperare il mio cordino, poi parto per il pozzo successivo, oramai siamo quasi fuori.dscf2792 Sono sopra al pozzo da 20, praticamente fuori dal pozzo, devo solo tirare su il sacco che ho appeso al baricentrico. Mentre lo sollevo sento il tonfo tremendo di qualcosa di pesante che casca e le urla di Cristian. Subito mi torna alla mente la caduta del trapano di Peppe al Vorgozzino, possibile che io ne abbia combinata un’altra? Rimango impietrito cercando di capire. Anche Fabrizio da sotto, e’ nella seconda meta’ del pozzo da 70, urla chiedendo spiegazioni, giustamente preoccupato. Cristian si calma e ci spiega, voleva bere, tirando fuori la bottiglia dallo zaino ha estratto anche il bogolo di Valerio. Questo non ha trovato di meglio da fare che rotolare verso la marmitta e cadervi dentro con gran fracasso. Dopo le spiegazioni di Cristian, d’istinto tiro un sospiro di sollievo, stavolta c’entro nulla! Subito dopo subentra il dispiacere per l’inconveniente e la partecipazione al rammarico di Cristian. Per ora non c’e’ modo di recuperare il bogolo, pero’ sembra non abbia sofferto per la caduta, e’ stagno ed il suo contenuto non dovrebbe soffrire troppo la permanenza in grotta fino alla prossima uscita. Ce ne facciamo una ragione e proseguiamo.

La luce di Cristian che fa capolino dal pozzo.dscf2801 Ed ecco Cristian in tutto il suo splendore, nel frattempo Fabrizio e’ arrivato alla partenza del 70. Da questo punto in poi Cristian ed io proseguiamo ravvicinati per evitare che i sassi che possono cascare negli ultimi tratti di grotta possano prendere velocita’ e diventare pericolosi.dscf2806 Nella saletta iniziale mi fermo ad aspettare ed inganno il tempo importunando uno dei ragni che riposa nella sala.dscf2808 Ecco di nuovo Cristian mentre combatte con l’ultimo passaggio fetente della grotta, ci vogliono un paio di volte per prendergli le misure e passarlo senza troppa fatica.dscf2811 Un’ultima foto ad una minuscola stalattite con goccia poi e’ l’ora di uscire a riveder le stelle. Affronto l’ultima breve risalita e sono fuori.dscf2814Subito vengo aggredito da un gelo intenso e da un profumo di fuoco di legna. Urlo la libera a Cristian che comunque deve attendere l’arrivo di Fabrizio nella sala prima di proseguire. Nella gelida attesa vado alla ricerca della fonte dell’odore di legna bruciata. E’ una ricerca facile, il grosso focolare accanto all’ingresso mostra i segni di un fuoco in via di spegnimento. Sotto le ceneri covano ancora delle braci ben calde. Sono un misero ma comunque apprezzabile ristoro. Raccolgo qualche foglia, avvicino i mozziconi dei legni che pendono ai lati del focolare e riesco a far riprendere la fiamma. Cristian nel frattempo esce e si unisce a me nel riattizzare del fuoco. Il freddo morde, ma il fuoco da’ una parvenza di calore che e’ meglio di nulla. Esce anche Fabrizio, ci informa che il fuoco e’ stato acceso sicuramente da Nerone, e’ infatti sua abitudine venire all’ingresso della grotta quando sa che c’e’ qualcuno dentro. Fabrizio sistema la copertura all’ingresso della grotta poi finalmente partiamo alla volta delle macchine. Il nostro fuoco di foglie e’ durato il tempo di pochi secondi, lo saluto senza rimpianti, alla macchina mi aspettano dei bei vestiti asciutti e caldi. Tra una cosa e l’altra abbiamo fatto le 11. A casa Betta stara’ rodendosi il fegato dall’ansia, mi son dimenticato di avvertirla che avremmo potuto fare particolarmente tardi. Una telefonata risolve la cosa, pero’ non mi sento di fare ancora piu’ tardi seguendo Fabrizio e Cristian al ristorante dove li attende Valerio per la cena. Stavolta faro’ rinuncia alle fettuccine, la giornata e’ stata gia’ abbastanza piena di soddisfazioni ed emozioni. Termino ora questa lunga relazione risparmiandovi almeno il viaggio di ritorno! Come sempre, alla prossima.

Pubblicato in amici, esplorazioni, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Grotta Doli – 16/12/2015

Beatrice Cenci – 06/12/2015

A provare le radio in grotta, questa volta alla Beatrice Cenci ed all’Ovito di Petrella (o Verrecchie?), ospiti di Corrado, con Francesca, Fabrizio, Gabriele, Maurizio, Fabio ed io.

Ci siamo di nuovo. Ancora una volta col nostro radiologo di fiducia. Stavolta andiamo a provare il suo marchingegno per parlare con le radio nella grotta Beatrice Cenci. La partenza per me e’ da Tagliacozzo dove sono con Betta e Luna per una breve vacanza. Maurizio arriva in perfetto orario. Fabrizio ci raggiunge poco dopo. Per Gabriele dobbiamo aspettare ancora un po’. Per fortuna il luogo d’appuntamento e’ un fornitissimo bar-pasticceria proprio sotto casa! Gabriele arriva giusto in tempo per la seconda colazione, ha portato con se’ altri 2 amici, Francesca e Fabio. Francesca la rivedo con molto piacere, e’ reduce da una frattura alla gamba e pian pianino sta riprendendo l’attivita’. Con Fabio ci eravamo intravisti questa estate proprio alla grotta, in occasione del tentativo di svuotamento del sifone all’Ovito di Petrella. Quando siamo tutti, impegniamo del tempo in saluti e chiacchiere, possiamo prendercela comoda poiche’ Corrado, che gestisce le visite alla Beatrice Cenci ed al vicinissimo Ovito di Petrella, non arrivera’ alle grotte prima delle 10. Ce la prendiamo talmente comoda che partiamo quasi in ritardo! Andiamo su con sole 2 macchine; quella di Fabio con Francesca, Gabriele ed attrezzature speleo;  quella di Fabrizio con Maurizio e io come ospiti e tutta l’attrezzatura radiologica che sara’ la protagonista della giornata. Davanti alla sbarra d’ingresso alle grotte dobbiamo fermarci, anche Corrado e’ in ritardo. Gabriele lo sente, e’ per strada ed arrivera’ a momenti. Questo e’ il momento in cui mi accorgo di una grave dimenticanza, ho dimenticato la fotocamera a casa! Per questa volta dovro’ approfittare del lavoro dei miei amici.dscn6962 Mentre aspettiamo godendoci il sole Fabrizio ci spiega il funzionamento di alcune delle sue piu’ riuscite invenzioni.dscn6964 Arriva Corrado, lo saluto prendendolo bonariamente in giro poiche’ l’ultima volta che ci siamo salutati era uno scapolone d’oro mentre ora e’ felicemente sposato. Dopo qualche allegra schermaglia verbale apriamo finalmente la sbarra d’accesso ed andiamo alla biglietteria dove ci prepareremo per il cimento radiologico. La Beatrice Cenci non abbisogna di attrezzature particolari, indosso il casco e vado. Fabrizio distribuisce il materiale da portare alla grotta e ci avviamo. Per fortuna si tratta di pochi metri. img_8119Sistemiamo la valigia “radiologica” vicino all’ingresso in un posto comodo.img_8120 Mentre Fabrizio fa i suoi controlli sull’apparecchiatura, Maurizio ed io iniziamo la stesura del cavo.img_8121 Andiamo avanti veloci stando solo attenti che il cavo non vada a finire in mezzo ai piedi di eventuali visitatori che dovessero arrivare durante le nostre prove.img_8123

Aver dimenticato la fotocamera ha sicuramente un lato positivo, per una volta posso fare sfoggio di molte foto in cui sono protagonista!dscn6966 I 200 metri della prima matassa di cavo terminano in fretta, arriviamo al limitare della sala finale. Mentre Maurizio fa un giro per visitare la grotta, faccio una prova della radio. Da fuori mi ricevono “forte e chiaro”, ma non avevo dubbi. Dico loro di rimanere in ascolto mentre vado a fare una passeggiata fino all’estremo della sala finale. Quando arrivo in fondo ancora mi ricevono perfettamente. Per rendere ancora piu’ “ardito” il test, anche loro si allontanano arrivando fino alla biglietteria. Si inizia ad avvertire un po’ di fruscio, ma e’ poca roba, ci si intende alla perfezione. Visto che anche Corrado e’ alla biglietteria, gli mostrano il funzionamento della radio. Sembra essere contento di questa possibilita’ di comunicazione tra dentro e fuori la grotta. dscn6967 Visto che tutto funziona, possiamo andare oltre. Intanto Gabriele e Fabrizio ci raggiungono. Gabriele illustra la grotta a Fabrizio che, come Maurizio, e’ alla sua prima visita.dscn6971Li seguo volentieri. Durante la visita ci divertiamo con le radio provandole piu’ volte anche se non sempre con argomenti degni di un momento di cotanta solennita’!
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Per la prima volta ho l’occasione di vedere la grotta con un poco d’acqua. Questa estate era completamente asciutta.img_8129Strada facendo incrociamo anche una nutrita colonia di pipistrelli. Scattiamo loro una foto poi ci spostiamo evitando poi di ripassare vicini o di illuminarli disturbando oltremodo il loro riposo.img_8130I resti di alcune stalattiti. Sembra che in passato il corredo della grotta fosse molto piu’ spettacolare ma nel tempo e’ stata depredata piu’ volte.img_8132Mentre i miei amici terminano la visita alla grotta io mi avvio all’esterno. Ne approfittiamo per testare ulteriormente la portata del segnale. Chiacchierando del piu’ e del meno mi incammino verso l’Ovito. Un successone, riusciamo a parlare fino alla fine delle scale. Ritorno alla base.img_8126 Nel frattempo anche Fabrizio esce e monta un nuovo aggeggio da provare. E’ un connettore a “T” e serve per agganciare un altro cavo o, come in questo caso, una antenna (anch’essa autocostruita dal nostro geniale radiologo) per aumentare il segnale.img_8133Rifacciamo tutte le nostre prove con il nuovo aggeggio montato. La situazione migliora ma non di tanto. Probabilmente, ci dice Fabrizio, con una antenna migliore e meglio posizionata si puo’ avvertire un miglioramento piu’ deciso. Durante questa tornata di prove riusciamo finalmente a coinvolgere anche Corrado. Lo incrociamo mentre inizia una visita guidata e lo scortiamo con le radio approfittando per scherzare un po’. Dopo questa allegra parentesi dichiariamo conclusa con soddisfazione la sperimentazione. Ritorniamo indietro e strada facendo recuperiamo il cavo.img_8138 Per oggi di radiologia ne abbiamo avuta abbastanza. Ora andiamo qualche minuto in grotta! Andiamo a scendere il primo pozzo dell’Ovito. Mentre scendiamo le scale mostro a Fabrizio fin dove sono riuscito a comunicare con loro.dscn7001Anche qua all’Ovito la differenza tra il panorama estivo e quello attuale e’ enorme. Con tutta questa acqua sembra un’altra grotta.img_8139 A scendere oggi saremo solo in 3, Fabio, Maurizio ed io. Il buon Maurizio si offre volontario per armare, nessuno si fa avanti per contendergli l’onore, quindi lui si dota di buona volonta’,  di chiave da 13 ed inizia.img_8145 In pochi minuti e’ sceso all’altezza del deviatore e sistema anche lui. img_8148 E’ l’ultimo ostacolo ad una rapida discesa.img_8154 Quando arriva la “libera” tra il frastuono della cascata, mi affretto a scavalcare il parapetto ed a scendere. Non pensavo avremmo trovato tutta questa acqua e la consistente corrente di aria fredda e umida che ne deriva. A causa di questa errata valutazione, sono stato improvvido e non ho indossato la tuta, ora inizio a sentire freddo. Mi affretto a scendere nel tentativo di scaldarmi facendo del movimento. Quando arrivo giu’, parte prontamente l’ottimo Fabio. E’ alla sua prima discesa del pozzo, all’epoca del nostro incontro estivo non aveva ancora fatto il corso speleo quindi non aveva potuto seguirci.img_8162 Eccolo arrivato. Valutiamo velocemente se sia possibile scendere ancora ma decidiamo di rinunciare, non abbiamo abbastanza materiale d’armo, rischiamo una bella bagnata e poi, fa pure freddo!img_8163 Risalgo svelto sempre con la speranza di riscaldarmi. Anche per me e’ una prima volta, Fabrizio mi ha prestato il suo pantin nuovo di zecca e lo provo durante la salita. Non mi ci trovo male, ma non e’ stato un test appropriato in quanto, mi dicono gli esperti, il pantin deve essere montato sul piede con cui si pedala normalmente. Ora, il pantin di Fabrizio e’ sinistro mentre io pedalo col destro, quindi… Anche se mi ripropongo di ripetere la prova con il pantin destro posso dire di averlo trovato abbastanza utile anche cosi’. Potrebbe essere un buon acquisto se si pensa di impegnarsi spesso su pozzi lunghi e nel vuoto. Sicuramente e’ comodo per tenere tesa la corda e farla scorrere bene nel croll! Comunque, pantin-test a parte, la risalita e’ utile per scaldarmi un tantino. Dopo di me sale Fabio, che arriva soddisfattissimo.img_8171 Eccolo che posa vittorioso sulla terrazza panoramica che affaccia sul pozzo mentre attendiamo che Maurizio completi la sua opera disarmando il pozzo.img_8173 Torniamo allegramente alle macchine per cambiarci. Finalmente posso porre rimedio al mio errore e rivestirmi di panni caldi. Fabio ci mostra un gadget della sua auto…img_8174 …una lampada a led di cortesia per le preparazioni notturne, e’ attrezzatissimo!img_8175 Mentre terminiamo di cambiarci e sistemare le nostre robe in macchina, decidiamo come porre un degno termine a questa bella giornata.img_8176Anche se l’ora e’ presta, decidiamo di tentare la sorte per una cena tutti assieme, dopo un rapido consulto, e’ deciso, proveremo un ristorante a Petrella, il “Grifone”, sembra sia molto tollerante in fatto di orari per la cena. Parliamo con Corrado per invitarlo e sentire le sue impressioni sull’esperimento radiologico. Purtroppo non potra’ essere dei nostri perche’ deve tornare a casa. Per quanto riguarda le radio si dice molto soddisfatto della prova e spera un giorno di riuscire a dotarsi di una attrezzatura simile. Quando siamo pronti ci salutiamo facendoci gli auguri per le feste oramai prossime. Mentre la macchina di Fabio ed i suoi occupanti vanno verso il ristorante per prenderne possesso, Fabrizio ed io facciamo il giro largo, larghissimo in verita’, per prendere con noi Betta. Al nostro arrivo al ristorante troviamo quasi tutto pronto per l’antipasto, una gioia per il mio stomaco brontolante! Non vi tedio con la descrizione del lauto ed allegro pasto che ha suggellato la bella giornata. Passo quindi a salutarvi con un festosissimo, quasi natalizio, alla prossima!

Pubblicato in amici, radio, speleo, turistica, uscite | Commenti disabilitati su Beatrice Cenci – 06/12/2015

Pretaro – 29/11/2015

Una affollatissima e divertente uscita al Pretaro con, in ordine di apparizione nella foto di gruppo,  Claudio, Stefano, Silvia, Emilio, Linda, Laura, Daniele, Gabriele, Mario, Claudia, Federica, Rosa, Vincenzina, Veruska, Claudia, Fabrizio, Carlo, Sara, Luigi (Gruppo Speleologico Cudinipuli) ed io.
dscf2570Ma ora, fatte le presentazioni, andiamo ad iniziare! La mattina Claudio passa a prendere prima Vincenzina e poi me, abbiamo ancora un appuntamento all’uscita della autostrada con Sara e Carlo e poi il ritrovo comune a Montebuono col resto del gruppo. Quando arriviamo a Ponzano Romano, ed usciamo dalla autostrada, dei nostri amici nessuna traccia. Una telefonata svela l’arcano, sono in ritardo. Rapidissimo briefing e ripartiamo per il Zanzibar dove ci attende la colazione, aspetteremo li i nostri amici. Al bar inizio ad allietarmi la giornata con una ciambellina, cosi’, tanto per gradire.
dscf2566 Alle 10 in punto Gabriele mi chiama, loro sono a Montebuono. Lo avverto che noi arriveremo entro un quarto d’ora. Arriviamo a Montebuono, da Roby Bar e troviamo un assembramento quasi degno di un piccolo speleo-raduno ben riuscito. Siamo noi! Dopo un bel po’ di saluti, di chiacchiere propiziatorie e piccole aggiunte di colazione, quasi a malincuore ci predisponiamo a partire. Visto che siamo veramente tanti decidiamo di dividerci in 3 grandi gruppi. Il primo, guidato da Mario, parte subito, si dirigeranno verso la sala del the. Il secondo gruppo, guidato da Stefano ha deciso di andare a visitare il ramo dell’arpa celtica. Noi, il terzo gruppo, guidati da Claudio faremo un giro “libero” e senza meta prefissata adattandoci al momento ed alla situazione in grotta.dscf2568 Con questa impostazione, e con molta molta calma, abbandoniamo il calduccio del sole per andare a prepararci. Quando arriviamo al parcheggio, noi della macchina di Claudio decidiamo per un veloce tour, quindi continuiamo dritti. Voglio mostrare loro le altre piccole grotte della zona. Dopo il giro ce ne torniamo indietro, e’ proprio l’ora di prepararsi.dscf2571 Intanto il primo gruppo ha quasi terminato l’ingresso, Sta per entrare Fabio e poi…dscf2574 …rimarra’ solo Silvia a chiudere la fila.dscf2575 Sara e’ gia’ pronta per entrare mentre io sono ancora in “borghese”.dscf2576Mi affaccio per salutare gli amici in attesa dentro la prima saletta.
dscf2578 Torno sui miei passi per andare a dare uno sguardo alla seconda squadra, anche loro sono quasi pronti.dscf2579Prima di partire ci riuniamo per una foto di gruppo.dscf2580 All’ingresso con un rapido colpo di mano, noi del terzo, e quindi in teoria ultimo, gruppo passiamo avanti.dscf2583 Passiamo velocemente fino al passaggio basso, poi facciamo sosta per decidere il da farsi. Nel frattempo il gruppo di Stefano, che andra’ all’arpa celtica, inizia a passare.dscf2585 Ecco Claudia che affronta sorridente il passaggio basso.dscf2588 E’ il momento di Rosa, anche lei ci regala un bel sorriso.dscf2590 Claudio mentre prova il passaggio.dscf2593 Intanto arriva Stefanodscf2595 Lo storico incontro in grotta tra 2 big!dscf2598 Emilio, anche se un po’ in ombra, fa la sua comparsa.dscf2599Claudio decide di rimanere indietro per il momento quindi lo salutiamo con l’impegno di incontrarci piu’ tardi. Dopo esserci radunati, noi, residui, del terzo gruppo, valutiamo la situazione. Il primo gruppo lo sentiamo rumoreggiare poco piu’ avanti al primo pozzetto. Forse e’ il caso di fare un rapido giro dalle parti dell’arpa celtica anche noi. C’e’ un po’ di fila anche da questa parte. Fabrizio vorrebbe partire in esplorazione verso l’alto.dscf2600Poi desiste ma non mi lascio sfuggire l’occasione per una foto.dscf2601 C’e’ anche chi se la dorme.dscf2603Seguiamo il gruppo con pazienza, pero’ poi nella zona piu’ labirintica e armata con le corde ci infiliamo in un buco alternativo a quello impegnato dai nostri amici del “secondo” e riusciamo a passare avanti. Tra una contorsione e l’altra arriviamo all’ultimo salto. Non e’ armato ed e’ meglio non scenderlo senza. Mentre racconto ad i miei amici cosa si stanno perdendo, mi affaccio sulla destra e scorgo una corda. Convinco Vins e Sara a fare un breve traverso un poco aereo mentre per stavolta Carlo passa la mano e rimane ad aspettarci al pozzo.  dscf2608 Gli attacchi sembrano essere qua da parecchio, anche io credo di essere stato da queste parti a scavare in passato, ma almeno 4 o 5 anni fa. Chissa’ chi e’ ora che sta facendo attivita’ da questa parti. Boh, magari lo scopriro’ tra un po’ dopo aver pubblicato questa relazione!dscf2609 Una cosa e’ certa, da queste parti il fango e’ tenace! Ci aggiriamo per un poco da queste parti, troviamo tracce di bottiglie d’acqua lasciate come riserva, anche loro sembrano datate. Troviamo anche un pozzetto, non e’ armato, e’ abbastanza stretto da poter essere sceso in contrapposizione pero’ e’ abbastanza verticale, per stavolta lasciamo perdere, magari si tornera’ ancora per vedere meglio. Ecco Vins e Sara mentre torniamo indietro a raggiungere Carlo.dscf2610 Pianin pianello che ne torniamo sui nostri passi. Alla sala dell’arpa celtica troviamo un ultimo scampolo del “secondo” gruppo, sono Fabrizio ed Emilio che sono in attesa del via libera per impegnare la condotta per proseguire perso l’uscita.dscf2613Fabrizio passa, noi con Emilio ci dedichiamo ad una foto di gruppo. Dopo la foto il buon Emilio parte e invece noi veniamo allietati da un concerto per arpa (celtica!) tenuto da Sara.
dscf2617 Sara si scatena, si impossessa della fotocamera per rubare una immagine “intima” di un pipistrello che dorme nella sua nicchia.dscf2618 Mi merito anche io una sua foto!dscf2623 Sara alla fine del concerto.dscf2626 Emilio ci urla da sopra che ora la via e’ libera. Ci rimettiamo in cammino. Quando arriviamo all’incrocio che porta verso l’uscita da una parte o verso il primo pozzetto dall’altra, scruto i miei compari chiedendo loro cosa vogliano fare. E’ presto deciso, faremo un rapido giro fino alla sala del the. Al pozzetto c’e’ di nuovo un po’ di fila, e’ il primo gruppo che si avvia ad uscire mentre il secondo, piu’ noi, cercano di scendere. Ecco Federica mentre risale.dscf2627 Claudio e’ stato di parola! Lo ritroviamo con molto piacere mentre assiste gli altri nella risalita.dscf2630 C’e’, come poteva mancare, anche Stefano.dscf2631 Il pozzetto, una panoramica un poco sfocata ma e’ quel che ho disponibile!dscf2634 Lo stesso e’ per Mario.dscf2636 Il bel sorriso di Claudia mentre termina la risalita del pozzetto.dscf2638 Faccio il discolo e scendo giu’ svelto svelto tra una salita e l’altra. Alla base del pozzetto incontro un altro bel sorriso, Laura, per questa volta orfana della sua amica di grotta, Claudia.dscf2639 Il primo toboga non lo facciamo, porto Sara, Vins e Carlo per la stretta fessura laterale che ne e’ il bypass. Il secondo e’ inevitabile e troviamo fila. Incontro di nuovo Gabriele, lui e’ alla base del toboga, io sopra. Approfitto spudoratamente di una sua infinitesima indecisione per fiondarmi giu’ prima che lui impegni la corda per salire. Ci salutiamo velocemente, c’e’ folla in questo punto. Salito Gabriele, scende Sara.dscf2642 Se la cava egregiamente.dscf2645 Eccola all’arrivo del toboga.dscf2647 Dopo la discesa di Sara ci leviamo di torno per favorire le salite e le discese che continuano alternate. L’ultimo a salire e’ Daniele, noi del “terzo” siamo di nuovo riuniti e possiamo proseguire. Nei pressi della sala del the prendiamo per una spaccatura laterale, voglio vedere se ritrovo un posto visto un paio di anni fa dscf2649 Porto i miei amici in questa spaccatura per un bel pezzo. Il posto che cerco non lo ritrovo.dscf2651 In compenso arriviamo in una saletta dove troviamo nuovamente tracce, non proprio recenti, di lavori.dscf2652 Il pozzo scende e sembra promettere bene, magari sarebbe fattibile senza attrezzi, pero’ meglio non rischiare.dscf2653 Ci limitiamo a fare una bella foto nella saletta e poi torniamo sui nostri passi.dscf2656 Mentre torniamo cerco di cavare fuori qualche foto del posto, che comunque e’ notevole.dscf2658Foto di gruppo nella spaccatura.
dscf2663Eccomi in posa pensosa, forse ancora mi chiedo dove possa essere il posto che ricordo di aver trovato tempo fa.dscf2665 Sara occhieggia tra i broccoletti.dscf2666 Ci provo anche io…dscf2668…e poi Vins!dscf2673 Ancora un sorriso rubato a Sara.dscf2671Ritornati sulla “strada maestra” decidiamo di non farci mancare nulla, quindi prendiamo decisi verso la sala del the per una fugace visita. Eccoci riuniti nella celeberrima sala. A proposito di the, abbiamo lasciato gli zaini con l’acqua all’incrocio per la sala dell’arpa celtica ed ora la sete inizia a mordere.dscf2676 Carlo si concede un attimo di relax, per lui che non ama particolarmente passaggi aerei o in arrampicata, oggi e’ stata una giornata di grande allenamento e densa di emozioni.dscf2680 Eccolo infatti mentre affronta impavido la risalita del primo toboga. dscf2683 Questa, anche se non si vede, e’ Sara mentre inizia la sua risalita.dscf2685 E questa invece, fidatevi, e’ Vincenzina.dscf2688 Quando nuovamente siamo riuniti, affrontiamo il breve traverso che porta al pozzetto.dscf2690 Risalgo svelto il pozzetto poi aspetto gli altri importunando una dolicopode.dscf2693Una breve sosta all’incrocio per recuperare e, finalmente, bere un sorso d’acqua, poi gli ultimi contorcimenti ci portano rapidamente fuori. E’ gia’ notte, troviamo il resto del gruppone fuori ad attenderci, anzi alcuni si stanno muovendo verso il Roby Bar dove ci attenderanno facendo aperitivo.
dscf2700 Noi ci cambiamo velocemente mentre il buon Claudio ci aspetta con pazienza. Quando siamo pronti raggiungiamo gli altri al bar. Purtroppo Mario, Gabriele e quelli che ho chiamato per oggi, il primo gruppo, hanno deciso di rientrare subito, probabilmente a causa di impegni. Siamo comunque ancora numerosi e tutti decisi a fare insieme anche una bella cena. Eccoci riuniti nella saletta del bar intenti a terminare la fase “aperitiva” in attesa di spostarci al ristorante.dscf2703 Il ristorante, quale altro poteva essere se non Alessandro al Campanile, a S. Oreste?!? Arriviamo invadendo il ristorante in maniera simpaticamente rumorosa ed in un attimo siamo pronti per la cena. Sara e Carlo festeggiano la giornata con una bevuta incrociata.dscf2708 Qualche brindisi ci vuole!dscf2710Le prime portate le terminiamo in un batter d’occhio, molto prima che mi venga in mente di fotografare i piatti. Mi rifaccio con il singolare spiedino di carne, tipico del ristorante. Sul dolce, caffe’ ed ammazza-caffe’ mi perdo di nuovo, vi posso solo assicurare che e’ tutto ottimo! dscf2716 Dopo l’allegra ed abbondante cena ce ne torniamo alle macchine per riprendere la strada di casa. Siamo gia’ sull’autostrada quando scattano le 22 e 22, come testimonia la foto che scatto al cruscotto della macchina di Claudio.dscf2719Il resto del viaggio e’ tranquillo, ogni tanto mi riscuoto dal torpore per fare qualche parola con Claudio ma per il resto c’e’ poco da raccontare. Arrivati sotto casa mia, un ultimo abbraccio ai miei amici poi via, alla prossima!

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Grotta Pedroni – 22/11/2015

A Grotta Pedroni con Claudia, Laura, Gabriele ed io insieme a Luna.

La mattina io e Luna ce ne usciamo bel belli casa per andare all’appuntamento al solito bar “fico” all’Anagnina. Abbiamo appuntamento alle 8.30 con gli altri, c’e’ tutto il tempo. Arriviamo infatti con largo anticipo e nell’attesa mi concedo la prima colazione. Arrivano per prime Claudia e Laura, faccio con loro la colazione “di gruppo”. dscf2503Gabriele e’ un po’ in ritardo, in compenso arrivano degli amici, diretti ad altre mete, con cui attacchiamo chiacchiera.dscf2502 Buon ultimo arriva Gabriele, col giacchetto di pelle nonostante il freddo pungente. Anche lui ama parlare con gli amici ed infatti eccolo impegnato con Piero, lo lasciamo fare per un paio di minuti prima di costringerlo a fare colazione per poi andare via.dscf2501 Finalmente si parte per Carpineto. Un’ ultima breve sosta al supermercato in paese e poi via fino all’Acqua di Mezzavalle dove ci prepariamo per la salita fino alla grotta. Fa veramente freddo, pero’ siamo fortunati, il cielo e’ sereno, passeremo una bella giornata.dscf2506 Per il primo tratto, come faccio di consueto, andiamo su dritto per dritto fino ad intercettare il sentiero al limitare del bosco. Devo fare un ritorno alla macchina perche’ scordo i bastoncini appoggiati per terra. Luna e’ contentissima ed inizia a scorrazzare su e giu’.dscf2509 Ne avevano vista traccia anche piu’ in basso, ma nel bosco diventa evidente, ha nevicato di recente.dscf2511 Il sentiero e tutto il bosco intorno sono imbiancati.dscf2512 Prima di affrontare la salita fino alla grotta finiamo di sistemarci, ne approfitto per qualche foto.dscf2513 Laura tiene una mano sul capino della sua amica, la piccola Claudia.dscf2515 I funghetti sui tronchi resistono anche alla neve.dscf2517 Le 2 amiche ricongiunte.dscf2519 Gabriele, col casco sulle 23, e’ tra loro per condividere la foto.dscf2520 Luna ci osserva chiedendosi come mai siamo cosi’ lenti.dscf2521 Appena arrivo ad una decina di metri riparte come un missile terra-aria.dscf2522 E’ terminata la parte nel bosco, forse quella piu’ in salita della giornata. Troviamo piacevole il tepore del sole che ora riesce a raggiungerci. Laura prova a cercare riparo nel cavo di un albero enorme, o almeno nella parte del tronco rimasta al proprio posto.dscf2525 Gabriele e’ partito un po’ malandato ma ora sembra essersi ripreso abbastanza, la sgambata inizia a dargli beneficio.dscf2526 Anche Claudia vuole provare il rifugio di Laura, sembra accogliente.dscf2527 Siamo in vista della sella, c’e’ ancora un timido sole ma le nubi avanzano. Ci giriamo a guardare i monti cercando di indovinare in quale direzione sia Pian dell’Erdigheta, una volta di queste mi piacerebbe fare il giro dalla sella a la’.dscf2529 Una breve sosta alla sella prima di affrontare l’ultimo tratto in salita fino alla grotta.dscf2531 Laura e’ pronta a ripartire.dscf2533 Si va! Non ricordo con precisione la strada, la prima e anche l’ultima volta che sono stato a grotta Pedroni e’ stato circa 2 anni fa, come se non bastasse la neve ha cambiato completamente i luoghi di cui avevo ricordo, mi avvio augurandomi silenziosamente di avere fortuna, i miei amici potrebbero anche aversela a male se dopo tutto questo camminare nemmeno trovassi la grotta. Anzi, il buon Gabriele ogni tanto mi rinfaccia di avergli detto che c’erano solo 20 minuti di cammino per arrivare alla grotta ed e’ gia’ un’ora e mezza che camminiamo al freddo e al gelo. Sinceramente non ricordo di aver fatto una tale affermazione, ma il fatto di non ricordarlo, oramai avrete capito, non e’ conclusivo! Comunque sia, mi avvio millantando sicurezza e padronanza circa la direzione da prendere. Ricordo che c’era un sentiero segnato ma iniziando a salire non scorgo i soliti segni di vernice sugli alberi quindi mi tengo al centro del canalone che stiamo percorrendo sperando in bene. Siamo quasi alla cresta, quando Luna si ferma in prossimita’ di un segno di vernice rossa. Grazie Luna! dscf2534 Un’altra foto se la merita proprio, ora sono un poco piu’ tranquillo di aver preso la giusta direzione.dscf2535 Arrivati in cresta mi fermo ad aspettare gli altri. Laura mi segue da presso, Claudia e Gabriele sono poco indietro. Nel tratto di bosco che abbiamo appena passato oltre al freddo abbiamo avuto un intenso gocciolio dagli alberi, probabilmente il tenue sole ha fatto sciogliere il ghiaccio accumulato sui rami. dscf2536 Visto che ne parlo mi sbrigo anche a fotografarlo!dscf2538 Ecco Claudia che sbuca fuori dalla nebbia.dscf2539 Quando siamo di nuovo riuniti riparto millantando sicurezza circa la destinazione. Giriamo intorno alla prima, enorme, dolina, ne aggiriamo un’altra ancora piu’ grande poi tiro dritto sperando di riconoscere il mucchio di pietre coperte di muschio che nascondono l’ingresso della grotta. Sono fortunato, eccole li’ proprio davanti a me! Ci sono ancora i rami che mettemmo ad ostruire l’ingresso. Faccio il modesto quando i miei amici fanno i complimenti alla mia memoria, d’altronde, cito: “anche una ottima pianificazione non potra’ mai sostituire una bella botta di culo!”. Insomma faccio finta di nulla ed inizio a prepararmi per entrare. Luna si aggira nervosamente intorno a noi, non comprende bene la causa della sosta nella camminata e non riesce a trovare un posto comodo dove accoccolarsi sopra questa roba bianca e fredda. Proviamo a metterle sotto una busta di plastica ma non sembra gradire. Dopo un paio di tentativi mi butto in ginocchio e spazzo via la neve da un ampio quadrato. Sotto ci sono le foglie, Luna stavolta sembra gradire, quindi torno ai miei preparativi. Gabriele ha freddo e non vorrebbe entrare, pero’ quando sente l’arietta tiepida che soffia dalla grotta si convince a cambiarsi. Quando sono pronto vado per entrare, anche le ragazze son quasi pronte. Appena dentro mi faccio passare il necessario per scavare quindi vado a vedere il buco lasciato 2 anni fa. Caspita, non me lo ricordavo cosi’ stretto! dscf2540 Ripongo la fotocamera e appena mi raggiungono gli altri, iniziamo a lavorare. Dopo un paio d’ore il risultato non e’ male ma ce n’e’ ancora parecchio da fare. Comunque il flusso d’aria tiepida fa ben sperare. Quando sono stanco cedo il posto. Mentre c’e’ Gabriele intento a lavorare un audace pipistrello svolazza agilmente tra di noi andando a sparire delntro il buco, chissa’ se andra’ a riposare in una sala raggiungibile anche da noi?dscf2542 Proseguiamo i lavori, ora riesco anche a starci dentro.dscf2547 La giornata pero’ avanza in fretta, inoltre c’e’ anche Luna che inizia ad essere infreddolita, per questa volta e’ arrivato il momento di tornare indietro. Esco, sistemo in fretta lo zaino e partiamo. dscf2551 La discesa e’ piu’ agevole, sicuramente! Una sosta con foto di gruppo la facciamo nei pressi della fonte.dscf2552 In breve siamo fuori dal bosco, quasi in vista delle macchine. La luce va scemando rapidamente.dscf2553 Alle macchine ci cambiamo mentre scende la sera. La mia proposta di cenare alla sbirra viene accettata all’unanimita’, siamo un gruppo affiatato!dscf2554 Ce ne scendiamo in paese senza fretta, e’ ancora presto per cenare. Claudia ed io arriviamo prima quindi passiamo alla Sbirra per informarci. Apriranno alle 19.30, abbiamo un’ora abbondante da spendere.dscf2561 Quando arrivano anche Laura e Gabriele, ci buttiamo dentro il bar in piazza dove degustiamo con piacere un ottimo the bollente che ci riporta in temperatura.dscf2563 Claudia mentre riprende contatti con i suoi fan, erano molto in pensiero ed ora ha i suoi problemi per smaltire i messaggi!dscf2565Mentre aspettiamo mi chiama Stefano, lui con Rosa, Veruska e Fabrizio, sono andati al Pisciarello, dalle parti di Supino. Hanno pensato di venire a cena alla Sbirra (in verita’ venerdi’ sera in sede ero stato un “minimo insistente” al riguardo e Stefano ha voluto farmi contento!),  l’unico problema e’ che sono ad un’ora e passa da qui e devono ancora fare una pausa al bar come stiamo facendo noi. Li aspettiamo pazientemente, ma solo fino alle 8 meno un quarto, poi ci precipitiamo al ristorante prendendone rumorosamente possesso. La cena alla Sbirra e’ soddisfacente, come al solito, e’ il degno coronamento delle fatiche della giornata. Dopo cena, mentre stiamo pagando il conto e sorbendo il caffe’ arriva Stefano col resto dei nostri amici…Sono contento che alla fine ce l’abbiano fatta a venire, pero’ sono dispiaciuto perche’ non potro’ tener loro compagnia, devo per forza tornare a Roma. Stasera alle 11 devo essere in stazione per recuperare Betta che torna dalla visita alla sorella e non posso assolutamente mancare l’appuntamento. Ci salutiamo ripromettendoci di fare meglio alla prossima occasione poi li lasciamo alle capaci mani degli “sbirraioli”. Per il ritorno non sto a tediarvi, una sosta al bar di Anagnina per i saluti e poi di corsa a casa. Chiudo in bellezza con un:  “Alla prossima”!

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Draghi Volanti – 14/11/2015

Esplorazione ai Draghi Volanti con Filippo, Giulio, Simone, Zairo ed io.

Prima di iniziare vi presento il video composto con la solita bravura da Simone:
ABISSO DRAGHI VOLANTI – ESPLORAZIONE DEL RAMO REVOLUTION . Sono sicuro vi piacera’!

Ma ora veniamo a noi…
Stavolta si tratta di una avventura interessante quanto inusuale per le mie solite abitudini. Parto il venerdi’ pomeriggio e staro’ fuori fino a domenica sera per andare a visitare la grotta Draghi Volanti, vicino Lucca. Esco di casa carico come un mulo e barcollante sotto il peso degli zaini arrivo a piedi alla stazione Tiburtina. Faccio il primo tratto del non breve viaggio di andata via treno, fino ad Orvieto. Alla stazione mi dispongo in paziente attesa, come nelle migliori abitudini del trasporto nazionale, le ferrovie non mi deludono, partiremo in ritardo.dscf2179 Ad Orvieto scendo dal treno e trovo ad attendermi Simone e Filippo. Inzeppiamo gli zaini nel fuoristrada di Simone (veramente e’ del papa’ e lo abbiamo solo in prestito, pero’ per brevita’…) e andiamo a fare 4 chiacchiere al bar in attesa che venga l’ora per andare a prendere il quarto e penultimo componente della banda, Giulio, che arriva in macchina da quel di Montebuono. Quando ci chiama per avvertire che sta arrivando, ci muoviamo per andargli incontro al bar “fico” all’uscita dell’autostrada. Al ricongiungimento il buon Filippo si incarica di sistemare di nuovo tutto il bagaglio in maniera scientifica per fare in modo che entri tutto. Alla fine somiglia piu’ ad un muretto a secco che ad una pila di zaini, pero’ riusciamo a chiudere il portellone. Ora si puo’ partire.dscf2181 Prima di tutto una foto di gruppo!dscf2182 E quindi una foto ai singoli partecipanti, Simone,dscf2183 Filippo,dscf2184 e Giulio.dscf2185 Dopo questo esordio ripongo la fotocamera fino a destinazione, quindi parecchie ore dopo. Nel frattempo cosa e’ successo? Abbiamo viaggiato con tranquillita’ fino a Lucca dove abbiamo appuntamento col quinto componente della squadra, Zairo, che ancora non conosco. A Lucca, ci perdiamo un poco quindi facciamo 2 volte il giro della citta’, per fortuna la citta’ non e’ grandissima e poi il doppio giro e’ un’ottima occasione per vedere per benino le mura che la delimitano. Quando arriviamo ad incontrare Zairo facciamo una breve sosta per uno spuntino, poi posiamo la sua macchina e proseguiamo tutti con quella di Simone. Strada facendo ci fermiamo nuovamente ad un bar consigliato da Zairo. E’ una veloce sosta “tecnica” per andare al bagno e prendere un caffe’. Al bar hanno tutta una vetrina di cose buone tipiche di queste parti ma non ci facciamo tentare. Esco dal bar lanciando sospiri d’addio alla volta della vetrina delle delizie. Passiamo vicino ad un paese che si chiama Porcari, come Simone, passiamo anche accanto al ponte del diavolo. Per ora non c’e’ tempo, pero’ magari al ritorno faremo loro visita. Chilometro dopo chilometro arriviamo finalmente a Vagli, probabilmente ero assopito perche’ non me ne accorgo neanche. Ad un certo punto pero’ mi accorgo che stiamo dentro il bosco. Chiedo lumi ad i miei amici che gia’ conoscono la strada essendo stati piu’ volte ai Draghi Volanti. In effetti stiamo percorrendo l’ultimo tratto di strada, il piu’ impervio, fino al campo esterno allestito per la grotta. Dopo un tratto ancora piacevolmente asfaltato passiamo ad una comoda strada bianca. Ad una curva prendiamo per quello che sembra un sentiero appena accennato tra i cumuli di foglie secche. Ora si inizia a ballare sul serio. Ci sono anche attimi di tensione quando Simone affronta una curva stimando male il passaggio. Ci troviamo con la ruota anteriore sinistra alzata da terra circa un metro e mezzo. Da dietro la sensazione e’ decisamente sgradevole. Filippo, che siede davanti, scende per vedere meglio la situazione prima di fare altri movimenti che possano farci cappottare. La causa della nostra scomoda posizione e’ una bella buca sotto la ruota posteriore destra. Con le indicazioni di Filippo e molta cautela il buon Simone rimette la macchina nella giusta posizione. Pericolo passato, possiamo ripartire. Continuiamo a salire sobbalzando come un guscio di noce nel mare in tempesta ma senza grossi problemi. Questo almeno fino all’ennesima curva dove Simone decide per una traiettoria troppo stretta e rischia di stamparsi col fianco della macchina contro un alberello. Anche in questo caso ne usciamo indenni e proseguiamo a balzelloni. La partenza dell’ultimo tratto sembra piu’ un muretto coperto di foglie che una strada pero’ la macchina di Simone se la cava egregiamente e ci porta finalmente al campo. Non guardo l’ora ma saremo sicuramente oltre le 11. Tra scaricare i bagagli, montare le tende, sistemare le nostre cose per la notte siamo impegnati ancora un’oretta. Dopo possiamo finalmente gustare uno spuntino di mezzanotte. dscf2186 Qualcosa di caldo e’ quello che ci voleva prima del meritato riposo. Intanto approfitto per presentarvi ufficialmente Zairo!dscf2188 La notte trascorre tranquilla anche se ci svegliamo all’alba tutti infreddoliti. In particolare il mio materassino durante la notte si e’ sgonfiato e mi sono ritrovato a dormire a contatto con il terreno, mi sveglio tremando dal freddo. dscf2189 Ecco il campo in tutta la sua rustica bellezza, A sinistra il pietrone rossastro che funge da focolare, in primo piano la tavola con intorno le panche, subito dietro la capanna che tiene le robe utili e a destra la macchina di Fabio. Lui con un folto gruppo di persone sono gia’ in grotta da venerdi’ per andare ad esplorare verso il fondo.dscf2191 Il panorama che si gode dal campo.dscf2192 Pian pianino ci mettiamo in moto cercando di scacciare il freddo. Una buona colazione e’ sicuramente d’aiuto. I miei amici, al contrario di me, sono organizzatissimi ed organizzano per un ottimo the bollente che mi riconcilia alquanto col resto del mondo.dscf2194 Dopo la colazione riprendiamo i preparativi. Ci vestiamo e prepariamo gli zaini. I miei amici hanno intenzioni battagliere, oltre alle attrezzature ed altri oggetti personali, abbiamo le mute per passare un passaggio con acqua e poi porteremo 200 metri di corde, tanti attacchi, ben 2 trapani e l’attrezzatura per allargare la strettoia. Siamo ben carichi! Eccoci pronti, poco prima della partenza.dscf2198 Prendiamo il sentiero per la grotta poi iniziamo ad inerpicarci per il bosco. Ogni tanto chiedo dove stiamo andando e mi viene indicato un punto imprecisato, verso l’alto, parecchio in alto. Giulio si prende una pausa di riposo tra le foglie.dscf2200 Dopo un bel tratto di pettata assolutamente degna di nota arriviamo ad un tratto di lieve salita. Chiedo di nuovo indicazioni, la grotta, mi dicono, e’ ai piedi della montagna che abbiamo di fronte…speriamo bene.dscf2201 Stiamo attraversando un folto prato in livrea autunnale, ecco Simone appena fuori dalla erta iniziale.dscf2203 Giulio ci precede di poco verso la grotta.dscf2204 Eccoci arrivati!dscf2205 Filippo e la montagna che ci saluta.dscf2206 Ultima chiacchiera mentre si riprende fiato.dscf2207 Il momento e’ da ricordare degnamente quindi faccio il giro per riprendere tutti di fronte.dscf2208 Ora pero’ basta, e’ ora di andare. Inizia l’avventura!dscf2209 Dopo il primo saltino si percorre per alcuni metri la frattura che vedete.dscf2212 Mi soffermo a prendere una foto verso l’uscita prima di addentrarmi.dscf2213 Dopo il primo tratto la frattura si allarga in una sala. Incontriamo subito un cartellone pubblicitario, veramente ben fatto!dscf2214 Nella sala si parte per un traverso. Ci sarebbe anche la corda che risale al ramo “emme” ma per oggi non ci interessa.dscf2215 Dopo il traverso si inizia a scendere il primo pozzo “serio”…dscf2216 Bello, non c’e’ che dire.dscf2217 Alla base del pozzo ci sono delle bottiglie che raccolgono l’intenso stillicidio. E’ una utile scorta d’acqua a disposizione di chi passa, noi ne approfittiamo. I miei amici mi raccontano che le volte scorse lo stillicidio era molto piu’ intenso. Questo fa ben sperare per l’acqua che ci aspettiamo di incontrare nella esplorazione del ramo “revolution” dove siamo diretti.dscf2221 Si scende un po’ su ghiaione fino ad un basso pertugio dove facciamo il passamano con gli zaini.dscf2226Mi pare di aver fatto ancora un pozzo ma non ci giurerei! Ora camminiamo ancora un poco in un ambiente ampio. A terra molti massi di crollo. Passando, sulla destra, c’e’ una corda che sale, il triangolo giallo indica il ramo “IX” (stara’ per 9? Non ho chiesto!).
dscf2227 Continuiamo a scendere, le pareti iniziano ad essere ben umide.dscf2228 Percorriamo una galleria in discesa. E’ letteralmente lastricata da lastroni di pietra, e’ ottimo che ci sia la corda per aiutarsi a scendere, ad un certo punto una delle lastre scivola in giu’ mentre ci sono sopra, in pratica pattino come su uno skateboard per un mezzo metro, posso assicurare che non e’ una bella sensazione.dscf2229 Siamo al bivio, ora noi gireremo per il ramo “revolution”.dscf2231 Dalla parte opposta si va per il ramo “ghiro” che mi dicono essere un budello ben stretto.dscf2233 Ecco la lastra incisa che reca il nome del ramo che ci accingiamo a percorrere.dscf2236 Filippo e’ primo ed e’ pronto a partire, io l’ho seguito e sono con lui ad attendere gli altri che si sono attardati.dscf2243 Sono affascinato dalla roccia che ci circonda quindi inganno l’attesa facendo un giro tra i massi cercando di scattare qualche foto che almeno renda l’idea della bellezza. Non ci sono riuscito per nulla pero’ ho passato il tempo in maniera divertente.dscf2249 I nostri amici stanno arrivando, si intravede la loro luce in lontananza.dscf2254Una volta ricompattati, partiamo nella discesa dell’ultimo tratto prima della strettoia allagata. Da qua in poi, se non erro, la grotta e’ armata con corda da 8mm, un tratto addirittura con corda dinamica. Pero’ si tratta quasi sempre di discese quasi arrampicabili.
dscf2258 Con Filippo arriviamo ad un punto in cui la galleria si restringe, lo passiamo. Siamo ora dove inizia il cunicolo basso da percorrere carponi. In fondo si trova la strettoia con pozza d’acqua alla base per la quale abbiamo portato le mute. Filippo vuole passare subito, senza attendere che Zairo lavori alla strettoia per allargarla. Si cambia velocemente indossando la muta mentre aspettiamo che il resto del gruppo arrivi.dscf2261 Guardo il passaggio stretto che abbiamo appena passato ma ancora si vede nessuno.dscf2263 Eccoli finalmente.dscf2267 Ora che ci siamo tutti…Filippo prende parte della attrezzatura ed io lo accompagno fino alla strettoia per fargli assistenza mentre passa e per dargli lo zaino che si portera’ dietro. Torno indietro per vedere il da farsi. Zairo deve occuparsi di allargare la strettoia, io che sono il “novizio” della faccenda gli faro’ da assistente. In teoria Giulio e Simone dovrebbero mettere la muta e seguire Filippo in esplorazione. Loro pero’ decidono di attendere un poco ad indossare la muta, vogliono prima vedere come andra’ il lavoro di Zairo. Il posto vicino alla strettoia non e’ molto, c’entra Zairo con il necessario per scavare e poco altro, inizialmente rimane Giulio vicino a Zairo, io faccio la spola avanti e indietro per il basso cunicolo per portare il materiale quando serve. Mentre i lavori alla strettoia procedono, Filippo dall’altra parte ha dapprima aspettato pazientemente che qualcuno lo raggiungesse. Quando spazientito dall’attesa ha chiesto lumi gli diciamo che il lavori di allargamento stanno procedendo bene e si pensa di poter passare senza muta abbastanza a breve. Filippo ci urla dietro qualche improperio per l’attesa vana poi mi costringe ad altri andirivieni per il cunicolo per passargli il trapano ed il resto della attrezzatura per armare. Dalla nostra parte intanto i lavori proseguono. Nel frattempo sentiamo Filippo che opera di trapano per armare un pozzetto gia’ sceso la volta scorsa ma armando in artificiale.dscf2269 Il lavoro di Zairo termina con un successo pieno. Ora il passaggio puo’ dirsi quasi comodo e soprattutto quasi all’asciutto in quanto abbiamo riempito la pozza alla base con i sassi scalzati via da sopra. Simone e Giulio passano subito per raggiungere Filippo. Zairo ed io recuperiamo tutto il materiale, tutto tranne le mute che non servono, e passiamo la ex-strettoia. Non puo’ dirsi una passeggiata di salute, ma e’ fattibile senza troppa fatica. E’ quello che c’e’ dopo che leva il fiato! Ci si muove lentamente e rigorosamente in fila indiana lungo un meandro stretto, quasi al limite, almeno per me. Dalla strettoia in poi la grotta diventa da molto umida a decisamente bagnata. Ci deve essere un arrivo d’acqua da un punto diverso da quello da noi percorso. Passiamo il salto armato da Filippo e continuiamo fino ad un punto dove si allarga un po’. Quando arriviamo siamo gia’ abbastanza bagnati e l’intenso stillicidio che ci piomba addosso non migliora certo la situazione. Troviamo ad aspettarci Simone e Filippo perche’ poco piu’ avanti il meandro stringe ulteriormente e Giulio, lo smilzo del gruppo e’ andato a vedere se vale la pena proseguire.dscf2274Da parte mia lo attendo cercando di nuovo di riprendere le fantastiche rocce di questa grotta, ancora con risultati che non ne danno altro che una minima idea.
dscf2276 Giulio ritorna ansimando e con le pive nel sacco. E’ andato avanti tra i 10 ed i 20 metri ed il meandro/frattura continua sempre piu’ stretto, senza dare modo di pensare che possa allargare andando ancora piu’ avanti. Quello che ci abbatte ulteriormente e’ il nebbione che ci avvolge. Stiamo tutti rilasciando nuvole di vapore e questo ristagna intorno a noi. Non c’e’ piu’ la bella corrente d’aria che si sentiva prima della strettoia allargata! Perdiamo ancora qualche minuto per illuminare in alto alla ricerca di prosecuzioni e per risolvere un piccolo problema col moschettone del discensore di Filippo la cui ghiera che ha deciso di bloccarsi ma poi decidiamo che per oggi l’esplorazione e’ terminata. Si torna indietro.dscf2279Nel ritornare indietro il mio imbrago da’ segni di cedimento, si strappa via uno dei reggicosciali ed il pettorale si scuce parzialmente, quel tanto da essere piu’ scomodo da utilizzare. Ritornati alla “base”, prima della strettoia il buon Filippo si cambia e mi chiede di fotografare mentre si toglie la muta. Non mi faccio pregare e gli scatto una serie di foto che documentano l’evento. dscf2283 A meta’ percorso filippo fa una pausa per uno spuntino, di tempo ne abbiamo, tanto vale prendersela comoda. Anche noialtri nel frattempo facciamo uno spuntino a base di merendine, frutta secca ed altre amenita’.dscf2288 Oramai siamo alle battute finali, eccolo che indossa nuovamente la tuta. Alla fine la sua e’ risultata la scelta giusta, e’ l’unico ancora asciutto!dscf2300 Ripartiamo per guadagnare l’uscita. Appena posso tento ancora di catturare la bellezza della pietra.dscf2306 Questa ricorda un po’ l’arrivo degli alieni in qualche film di fantascienza, non trovate?dscf2314 Siamo di nuovo nel tratto di galleria con i lastroni di pietra alla base. Mentre aspetto il mio turno per impegnare la corda che risale me la prendo di nuovo con le rocce.dscf2322 Un particolare.dscf2326 Questa sembra un drappeggio di roccia, una meraviglia.dscf2327 Un po’ ingrandito, se lo merita…dscf2328 Dopo la galleria coi lastroni ho smesso di fare foto, ho riposto la fotocamera dentro la tuta e ho proseguito a salire con gli altri. Oggi ho indossato il mio sottotuta preferito, e’ molto leggero ed in caso di soste prolungate, rischio, anzi ho la certezza di sentire freddo, pero’ muovendomi con una buona continuita’ c’e’ il vantaggio che lui tende ad asciugarsi molto velocemente. L’unico inconveniente e’ che buona parte dell’acqua scivola via dal sottotuta fino a dentro gli scarponi, quindi mi ritrovo coi piedi zuppi. All’ultimo pozzetto vado per primo, arrivo alla fine del traverso e mi infilo in una nicchia al riparo del vento freddo che arriva da fuori. Qualche minuto ed arriva Simone. Ne approfitto per far prendere aria alla fotocamera.dscf2341 Con Simone arriviamo fino al saltino d’ingresso, lui sale, io torno indietro a vedere se gli altri stanno arrivando. Vedo che Giulio e Filippo sono arrivati. Quando fanno per avviarsi torno alla base del saltino per risalirlo…pero’ la corda e’ scomparsa! Chiamo Simone, non risponde. Penso si sia gia’ avviato per il campo senza accorgersi di essersi tirato su la corda. Inizio a studiare un modo per arrampicarmi quando sento una risata da sopra. E’ il buon Simone che mi ha fatto uno scherzo. Gli mando dietro qualche scherzosa imprecazione poi risalgo. In breve siamo tutti fuori. Mentre riprendiamo fiato decido di levarmi l’attrezzatura per potermi spogliare momentaneamente, ho intenzione di indossare il pile di scorta che ho nello zaino per evitare di rimanere congelato dal vento freddo che ci ha accolto non appena fuori.dscf2342 Mentre termino di cambiarmi il resto del gruppo inizia a muoversi, mi affretto a finire per non rimanere indietro, dovrei poter ritrovare la strada anche da solo, pero’ perche’ rischiare? Stavolta il tratto di erta e’ in discesa, sfruttiamo le tute per scivolare dolcemente sul letto di foglie. Un ultimo pezzo di strada in quasi piano e siamo arrivati. Sorpresa! Parte del gruppo entrato venerdi’ e’ uscito. Sistemiamo svelti la nostra roba, ci cambiamo con degli abiti asciutti e ci sediamo con loro per un allegro scambio di informazioni e racconti mentre prepariamo qualcosa da mangiare.dscf2344 La zona mensa in piena attivita’.dscf2348 Cena di gruppo.dscf2349 L’allegro focolare.dscf2351 Dopo esserci saziati di parole e di cibo il sonno inizia a farsi sentire. Pian pianino il gruppo si assottiglia. All’ennesimo sbadiglio anche per me diventa evidente che ho bisogno di stendermi e fare una bella dormita. Con Simone ci ritiriamo in tenda. La mattina dopo ci svegliamo nemmeno tanto presto, sono almeno le 8 del mattino quando apro gli occhi. Per sgranchire le gambe faccio un giro per la zona tende.dscf2355 Anche Simone si alza, iniziamo a sistemare la tenda.dscf2357 In sala da pranzo c’e’ gia’ qualcuno.dscf2358 Finiamo di piegare la diabolica tenda di Simone, e’ una di quelle meraviglie che si aprono in un secondo e si richiudono solo dopo ore di imprecazioni e studi. Alla fine l’abbiamo vinta noi e la costringiamo nel suo sacchetto. Vinta la strenua battaglia andiamo a vedere cosa si puo’ fare per colazione.dscf2360 Al tavolo c’e’ un’allegra comitiva. Anche stavolta i miei organizzatissimi amici aiutano la mia riconciliazione col mondo con un ottimo the caldo, biscotti e cioccolata.dscf2361 Dopo colazione terminiamo di sistemare gli zaini e poi diamo una mano a Filippo nel ricostruire il muretto a secco. Stavolta Filippo dovra’ superarsi perche’ dovremo caricare anche il materiale di altri amici.dscf2363 Veniamo chiamati da Teo e Bicio per una missione impossibile.dscf2364 Teo possiede una tenda simile a quella di Simone ma piu’ grande e molto piu’ difficile da piegare. Per fortuna Teo ha il manuale a portata di mano e studiandolo con attenzione riusciamo a venirne a capo.dscf2365 Foto ricordo con paperotto!dscf2366 La macchina di Simone e’ carica fino all’inverosimile. Anche i posti di dietro sono occupati completamente. Dovranno scendere tutti a piedi. Con Simone rimango io, anche se semi-sepolto dagli zaini. I nostri eroi partono per la passeggiata defatigante.dscf2368 Prima di partire una foto panoramica.dscf2369 Eccomi, accerchiato dagli zaini.dscf2375 La strada che ci portera’ in quel di Vagli.dscf2377 Devo dire che di giorno, ed in discesa, la strada sembra decisamente migliore!dscf2379 Tentativo di selfie.dscf2381 La valle dove arriveremo.dscf2384 La montagna teatro della nostra avventura.dscf2387 Selfie con Simone, ci puo’ stare!dscf2390 La portentosa auto che ci ha permesso di superare qualsiasi ostacolo.dscf2395 Simone ed il monte.dscf2397 Una cava attiva.dscf2401 Com’era scontato raggiungiamo e superiamo buona parte dei nostri amici, anche se pensavo li avremmo raggiunti prima, hanno tenuto un buon passo.dscf2405 Filippo e Teo sono di poco avanti, eccoli che li incrociamo.dscf2406 I mattacchioni salgono, uno per lato, sul predellino dell’auto. Si evitano cosi’ gli ultimi chilometri. dscf2407 Ecco Vagli, la nostra meta attuale.dscf2409 Il pittoresco furgone di Teo.dscf2411 Iniziamo a trasbordare i loro bagagli.dscf2413 Il messaggio di saluto del paese.dscf2415 Teo modello super-eroe con super-ombrello!dscf2418 Un passaggio pubblicitario sui Draghi Volanti a cura di Filippo!dscf2420 Teo lascia perdere momentaneamente la sistemazione del caos e si associa a Filippo.dscf2421 Un gatto ci osserva un po’ stranito.dscf2422 Gli indomabili!dscf2423 Zairo intanto, aspettando il pranzo, si accultura.dscf2425 Noi decidiamo di pranzare a Vagli al locale ristorante, dove sembra che i miei amici abbiano intessuto rapporti di profonda stima reciproca. Teo e Bicio invece preferiscono ripartire subito verso casa. L’uscita dal parcheggio e’ delicata e viene monitorata con attenzione.dscf2430 Nel caso avessimo dei lagnanze, il buon Teo e’ organizzato e ci presenta il suo ufficio reclami.dscf2431 Prima di abbandonarci sfoggia anche una firmatissima pezza di tela dei componenti del mucchio selvaggio.dscf2432 Manca ancora qualche minuto all’ora di pranzo, rimaniamo a fare chiacchiera godendoci il tepore del sole.dscf2433 Durante il pranzo non ce n’e’ per nessuno, mi scordo pure di avere la fotocamera! In compenso posso assicurarvi che al ristorante di Vagli si mangia bene, se passate da queste parti, vale la pena di una sosta. Dopo il lauto pasto siamo ai saluti. Zairo andra’ a casa con altri amici che gli abitano vicino. Partiamo costeggiando il lago.dscf2437 Eccoci in disposizione da viaggio.dscf2438 Passo la fotocamera a Filippo che e’ davanti e puo’ fare le foto al lago con piu’ agio.dscf2444 Nel frattempo io allieto i miei amici raccontando per la quinta o sesta volta di quando sono stato qui al lago mentre era stato svuotato e di come abbiamo passeggiato sul fondo del lago tra i resti dell’antico paese. Sono cosi’ gentili da sbuffare appena appena mentre finisco per l’ennesima volta il mio racconto.dscf2453 La diga che forma il lago.dscf2455 Prima sosta che ci eravamo prefissi, il ponte del Diavolo.dscf2462 Troviamo un posticino dove accostare proprio nei pressi del ponte.dscf2463 Eccolo in tutta la sua bellezza!dscf2465 Arriviamo alla sommita’ per gustarci la vista.dscf2469 Visto che siete stati pazienti, mostro anche a voi. Da questa parte si guarda verso la diga.dscf2471 Questo e’ il gruppo “dragato”!dscf2472 E questo e’ il lato verso “casa”.dscf2473 Dopo aver visitato il ponte riprendiamo il viaggio. Facciamo una sosta tecnica per andare in un bar a prendere un caffe’ e per andare al bagno poi di nuovo in macchina dove Simone cede il volante a Filippo. Strada facendo incontriamo i segnali che indicano per il paese di Porcari. Simone desidera andarci, come negargli questa piccola cosa? Eccoci quindi all’ingresso del paese dove Simone vuole farsi fotografare.dscf2476 Eccolo soddisfattissimo che posa vicino al cartello che indica il “suo” paese!dscf2480Dopo questa sosta riprendiamo il viaggio senza ulteriori soste fino ad Orvieto. La prima tappa e’ al bar di Simone per un saluto ai suoi, poi andiamo a recuperare la macchina di Giulio e scaricare i suoi bagagli. Quando e’ pronto per partire ci salutiamo. Giulio si avvia verso casa e noi torniamo indietro verso casa di Filippo. Da Filippo scarichiamo tutto il bagaglio dentro la sua macchina per lasciare libero Simone, che dovra’ fare la chiusura del bar stasera e tornarci poi di primo mattino. Sara’ Filippo che mi scortera’ alla stazione verso le 7 di sera. Passo un paio d’ore in compagnia sua e della sua splendida famiglia poi giunge l’ora anche per me di partire. Il ritorno in treno e’ tranquillo, la salita verso casa con i 2 zainoni lo e’ un po’ meno, pero’ tra un ansimo e l’altro ci riesco. Chiusa la porta di casa alle mie spalle ed e’ terminata anche questa avventura…alla prossima!

Pubblicato in amici, esplorazioni, GSCO, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Draghi Volanti – 14/11/2015