Campo Vano – Al 61 – 11/08/2016

Esplorazione e rilievo all’abisso Al61, con Gianluca, Nerone, Erminio ed io. Tarcisio e Maurizio alla Cianetti-Zampighi.

Betta, io e Luna lasciamo il nostro campo base in Tagliacozzo il giorno prima per trasferirci in quel di Guarcino. Vista la bella giornata il viaggio di trasferimento lo facciamo con molta calma, godendocelo fino in fondo. Agli Altipiani di Arcinazzo ci fermiamo ad un bel bar a prendere l’aperitivo mentre Luna tiene d’occhio i vicini ombrelloni nel caso decidessero di attaccarci in questo momento in cui siamo rilassati. Da quando gliene e’ caduto uno addosso anni fa e’ convintissima ce l’abbiano con lei e non li perde mai di vista.dscf8733 Arriviamo a Guarcino, prendiamo possesso della nostra stanza all’albergo “Giuliana” e poi andiamo a fare un giro alla riscoperta di Guarcino. Ecco intanto la porta della cantina di Tarcisio, punto nevralgico della speleologia locale.dscf8735 Betta, Luna e la fontana.dscf8737 Durante la passeggiata aperitiva ci incontriamo con Fabrizio, rimarra’ anche lui qualche giorno approfittando per fare visita agli amici del Circolo che fanno il campo in zona Vermicano. Passiamo un poco di tempo assieme poi ci dividiamo per il pranzo, noi resteremo all’albergo, Fabrizio raggiungera’ gli amici al campo. Dopo pranzo, tanto per non imbolsirci, ci muoviamo per raggiungerli anche noi. Presa la macchina, affrontiamo le tante curve fino all’osservatorio dove inizia la strada sterrata che arriva al campo. Da li’ in poi solo le targhe autorizzate possono proseguire, la mia non e’ tra quelle. Cosa notevole e mirabile, per la prima volta ho l’occasione di vedere l’osservatorio con il portellone della cupola aperto.dscf8739 Telefono a Fabrizio per chiedergli il piacere di venire a prenderci. Nel contempo cerco di convincere Betta ad iniziare una passeggiata per andargli incontro. Luna e’ dalla mia parte cosi’ alla fine la convinciamo. Ad un quarto della strada il buon Fabrizio ci raggiunge con gran sollievo di Betta e scorno di Luna che si vede riappioppare il guinzaglio. In pochi minuti siamo al campo. Inizialmente troviamo solo Maurizio con la moglie ed i ragazzi ma piano piano la gente ritorna dalle varie attivita’ ed il campo si popola allegramente.dscf8744 Passiamo cosi’, tra una chiacchiera speleo e l’altra, una buona parte del pomeriggio. Quando sento confortevole indossare il giacchetto lancio uno sguardo verso Betta. Mi basta poco per capire che secondo lei e’ l’ora di rientrare. Chiedo a Fabrizio un altro passaggio, stavolta fino alla macchina e lui gentilmente si presta. Al ritorno lungo la tortuosa strada verso Guarcino, la nostra macchina festeggia i 200.000 chilometri, mi fermo per immortalare il momento.dscf8748 Con Fabrizio siamo rimasti d’accordo che andremo assieme a cena, ci portera’ dal famoso ristorante di Mario, il compianto gestore del ristorante che fa la gioia di ogni speleologo con grandi porzioni di ottima pasta ed una spesa contenuta. dscf8750 Ecco Mario, purtroppo e’ venuto a mancare non molto tempo fa pero’, per nostra buona sorte, i familiari hanno deciso di mantenere attivo il ristorante  con lo stesso spirito di prima. Non ho avuto il piacere di conoscere Mario, ma sia lode a lui ed ai suoi familiari!
dscf8752 Ci dobbiamo spostare dentro perche’ pare che fuori alcuni ospiti siano disturbati dalla presenza di Luna. Sarei quasi dell’idea di rispondere male, ma non posso fare brutta figura alla prima visita. Per fortuna, vista la fresca temperatura della sera, anche dentro si sta benone. Luna riprende presto il sonnellino sotto il tavolo, bruscamente interrotto dallo spostamento.dscf8753 Una passeggiata digestiva fino all’albergo ed il rientro in camera, pone fine alla bella giornata. dscf8757 Mattina. Oggi la giornata e’ dedicata alla grotta. Esco presto salutando Betta e Luna e vado prima al bar a fare colazione e quindi all’alimentari a fare provviste.dscf8758 Per il paese ancora nessuno, tanto meno speleologi.dscf8759 Inizio a salire verso Campo Catino. Verso meta’ strada, come pensavo, incontro Tarcisio col suo mitico trattore.dscf8761 Dopo il tornante ci fermiamo per un saluto, il selfie e’ d’obbligo.dscf8764Salendo l’aria rinfresca assai, ecco l’arrivo di Tarcisio, tutto bardato per difendersi dal freddo.dscf8766 Nei minuti successivi arrivano anche gli altri partecipanti alla giornata.dscf8767 Dopo le colazioni varie ci avviamo.dscf8768 Sull’ultimo tratto di salita incontriamo una squadra di boyscout. Chissa’ da dove tornano.dscf8775 Il nostro arrivo al pilone 61, che da’ nome alla grotta, e’ salutato da tanti amici ed anche da un bel sole.dscf8777 Gianluca e Tarcisio che ben conoscono il clima di questi luoghi non si fidano del momentaneo sole e si sbrigano a montare il telo che protegge noi e l’ingresso della grotta dai rovesci che si riversano solitamente da queste parti. dscf8781 Pochi minuti ed e’ posato in opera. Noi intanto ci prepariamo.dscf8782 Entriamo in grotta per primi Gianluca ed io, in quest ordine. Nerone ed Erminio ci seguono con il necessario per armare. Breve sosta per tentare di buttar giu’ una lama di roccia, ma alla fine vince lei e la lasciamo la’. Andiamo avanti fino alla strettoia che avevo allargato la volta scorsa. Gianluca mentre passa in quel punto mi mostra la ex-strettoia, ora e’ una “largoia”. Mi racconta che con un paio di calci ha fatto cadere una pietra enorme. Fa paura pensare che un masso da qualche centinaio di chili potesse essere cosi’ vicino dal cadere addosso a qualcuno. E questo solo perche’ la pietra che originariamente manteneva stabile il tutto era stata tolta per rendere piu’ agevole il passaggio della strettoia. A volte basta veramente poco per rischiare la vita! Fortuna che la possiamo raccontare. Speriamo questo episodio serva da lezione un poco a tutti. Strada facendo recuperiamo delle corde e le passiamo indietro agli “armatori” perche’ provvedano a posarle in opera nel migliore dei modi. Noi andiamo avanti fino al pozzo che la volta scorsa evitammo passando per uno stretto passaggio a lato. La zona e’ ingombra di sassi posticci. Ci fermiamo a pulire. Gianluca si tira addosso un pietrone, per fortuna senza altra conseguenza che un grande spavento per tutti e due. Abbiamo praticamente finito la pulizia quando Nerone ed Erminio ci raggiungono. Mostro loro il bypass del pozzo. Ora che e’ parzialmente ostruito dai sassi della nostra “pulizia” e’ ancora piu’ scomodo di prima. Adesso non rimane altro che armare il pozzo. Dopo un consulto plenario, pare tocchi a me. La partenza la prepara Nerone, e’ in piedi e vicino alla parete! Appena finisce mi attrezzo e vado per fare il mio dovere. Dopo nemmeno 2 metri di discesa c’e’ un brusco cambio di pendenza, da scivolo a verticale. C’e’ da frazionare. Nei punti ottimi la roccia non e’ granche’, alla mia sinistra andrebbe benone pero’ e’ sulla traiettoria dei sassi che cadono da sopra, con un breve consulto decidiamo di soprassedere. Alla fine metto un fix sulla destra, poco utile per il proseguo dell’armo e anche scomodo da passare. Accontentiamoci, lo miglioreremo in seguito.dscf8792 In pochi minuti siamo tutti su una comoda cengia dove parte un meandro che non avevo visto la volta scorsa. Sotto si arriva in pochi metri al pozzo dove mi ero fermato la volta scorsa. L’ambiente alla partenza del pozzo, oggi mi sembra meno grande rispetto alla volta scorsa, si vede che l’eccitazione della scoperta l’aveva reso grandioso, piu’ di quel che e’. dscf8794Mentre faccio pace con i miei ricordi gli amici mi raggiungono.dscf8797 Qua l’armo non comporta grandi difficolta’, la roccia e’ compatta, mettiamo un fix a tetto, lo corrediamo di un anello, sistemiamo la corda e siamo pronti a scendere.dscf8799 Di fronte a noi, dalla parte opposta del buco del pozzo c’e’ un vuoto tra gli strati di roccia. E’ sicuramente un altro punto da andare a vedere, ma piu’ in la’, quando e se avremo terminato con la parte “comoda”. Sento Gianluca che intanto e’ ancora impegnato a conciliare i suoi ricordi con quel che vede ora della grotta. Non ci si ritrova, coinvolge Nerone nei suoi ragionamenti. Nel frattempo inizio a scendere il pozzetto. Alla base grido la libera pero’ mi segue solo Erminio. Dalla base del pozzetto appena sceso si esce per una frattura non troppo larga e ci si trova subito faccia a faccia con un altro saltino che porta ad un’altra sala. Urliamo a Gianluca e Nerone la nostra intenzione di andare a dare uno sguardo avanti mentre loro continuano con le verifiche. Tutto ok. Ci prepariamo il materiale da armo ed andiamo. Sono affacciato sul pozzetto da armare, scampana sotto di me quindi anche se si tratta di circa 3 metri e’ opportuno, anzi necessario, armarlo. La parete di sinistra sarebbe ottima, ma alla prova martello suona fessa. La parete di destra e’ decisamente migliore ma la corda andra’ a toccare piu’ in basso. Vabbe’ metteremo anche un deviatore. Pianto il fix a destra, sistemo la corda poi sfrutto uno spuntone di roccia sulla sinistra per armare un cordino che devi leggermente la corda e non la faccia strusciare. Ora si scende!   dscf8800 Pochi minuti, forse nemmeno uno e siamo tutti e due nella saletta. La base del saltino e’ di roccia compatta ma quando si entra nella sala si cammina su un cumulo di sassi di crollo, spigolosi e di un bianco candido. Qua e la’ tra di loro si intuisce una possibile prosecuzione. Provo a spostare qualche sasso ma interrompo quasi subito l’operazione perche’ Erminio mi chiama, ha trovato una prosecuzione piu’ comoda. E’ in fondo alla sala dove, improvvisamente, la roccia bianca e pulita viene soppiantata improvvisamente da strati di roccia marrone e polverosa. Tra gli strati c’e’ uno spazio praticabile ed Erminio si accinge a farlo. Sento che sgomita un poco e sposta sassi, poi un attimo di silenzio, poi le parole magiche, “Continua!”. Dove e’ lui adesso non sembra comodissimo, pero’ Erminio insiste perche’ vada anche io a vedere. Sposta ancora qualche sasso per mettersi comodo e fare spazio anche per me. Mi intrufolo accanto a lui e poi mi fermo a guardare. Davanti a noi un altro saltino con quella che sembra essere un’altra saletta, in fondo sembra proseguire. Ci gustiamo la vista per qualche secondo, provo a scattare qualche foto con pessimi risultati, poi ci dichiariamo soddisfatti. Per oggi come esplorazione puo’ bastare. Ora si passa al lavoro di documentazione, dobbiamo fare il rilievo. Lo inizieremo dalla partenza del “pozzo della pizza” (nome non ufficiale, a quello pensera’ Gianluca, ma cosi’ per ora me lo ricordo!), fino all’uscita. Sopra al pozzo recupero la strumentazione da rilievo e faccio tutte le operazioni preliminari, accendo il palmare col TopoDroid, battezzo il nuovo rilievo, accendo il DistoX e verifico che il conteggio dei punti memorizzati sia a zero. Fatto questo spiego ad Erminio cosa andremo a fare e come potra’ aiutarmi indicandomi il punto del caposaldo successivo. Mentre tornavamo dalla esplorazione Gianluca e Nerone hanno terminato i loro ragionamenti ed hanno preso la via del ritorno, sicuramente ci racconteranno all’uscita. Iniziamo il lento lavoro di rilievo, ripassiamo per la sala dove ci siamo riuniti tutti dopo l’adrenalinico disgaggio dei sassi fatto da Gianluca e me. Qua Nerone ha lasciato traccia del proprio passaggio con le solite candele. dscf8804 Caposaldo dopo caposaldo il rilievo si viene a formare sul TopoDroid. Proseguiamo lenti ma determinati.dscf8811 Alla “largoia” oramai ci si sente quasi fuori, manca “solo” il cunicolo semi-artificiale, il sassone scomodo e poi si vede la luce dell’esterno. dscf8816 Prendo con calma gli ultimi punti fino al bordo di legno della intelaiatura fatta a protezione dell’ingresso e poi esco. Fuori c’e’ ancora luce ma non si sente propriamente caldo, ogni tanto una folata di vento freddo ti ricorda che, dopotutto, siamo in montagna a quasi 2.000 metri. Mentre mi cambio svelto, gli altri terminano i preparativi. Nerone ed Erminio partono di buon passo verso Campo Catino. Dopo essermi cambiato ed indossato abiti caldi mi attardo con Gianluca e Tarcisio per qualche aggiornamento. Tarcisio e’ contento, sembra che alla Cianetti-Zampighi ci siano stati degli sviluppi promettenti. Le prossime uscite ci diranno quanto promettenti. Inizia a fare freddo, e’ ora di mettersi in movimento. dscf8821 Tarcisio parte col fido trattore facendo il giro largo, Gianluca ed io prendiamo a piedi la via piu’ corta verso la strada.dscf8824 Arriviamo alla strada in pochi minuti.dscf8825 Tarcisio si e’ fermato ad aspettarci, vuole dare un passaggio al buon Gianluca ma riusciamo a convincerlo a portare anche me.dscf8826 Ci mettiamo dietro Tarcisio in piedi sul braccio che tiene il “portazaini” in legno. Stiamo appoggiati meglio possibile con le terga sugli zaini. In questa posizione, durante la marcia, cercheremo di ammortizzare il piu’ possibile i contraccolpi sulla schiena. Resisto abbastanza bene, pero’ alla “vela”, quando raggiungiamo Nerone ed Erminio, mi dichiaro desideroso di camminare e scendo dal trattore. Gianluca proseguirebbe volentieri sul trattore, ma alla fine scende anche lui. Facciamo tutti assieme l’ultimo, piacevole, tratto di strada. Alle macchine ci aspetta un sacco di gente. Molti sono gli amici del Circolo che oggi si sono spostati dal campo in zona Vermicano e sono venuti a fare un giro dalla parti di Campo Vano. Vorrei fermarmi anche io a scambiare qualche parola con loro, ma il tempo e’ tiranno, voglio scendere subito a Guarcino dalla mia dolce meta’ che aspetta nuove circa la mia sorte. Visto che ho sentito parlare di una cena tutti assieme, lascio detto che noi ci saremo sicuramente. Saluto Nerone ed Erminio che rientreranno subito a Subiaco, urlo un ultimo “ciao a tutti” e parto a razzo con la macchina alla volta di Guarcino.  dscf8829Della serata che segue e della ottima cena non ho documentazione fotografica. Vi posso pero’ assicurare che si e’ svolto tutto nel migliore dei modi. Una ottima giornata!

Il giorno dopo, lo dico solo per non lasciarvi col dubbio, Betta, io e Luna prendiamo le nostre carabattole, salutiamo Fabrizio che rimane ancora qualche giorno, e prendiamo con serena tranquillita’ la strada di ritorno verso Tagliacozzo, sede ufficiale delle nostre vacanze estive.

Qui finisce l’avventura….Alla prossima!

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Pietrasecca – 07/08/2016

All’Ovito di Pietrasecca con Claudia, Marika, Sabrina, Valentina, Giulio, Giuseppe,Simone, Vittorio ed io.

Claudia arriva da noi il giorno prima. Eccola al suo trionfale arrivo a Tagliacozzo.dscf8431Subito un aperitivo in centro.dscf8432 Poi una veloce visita al centro storico. Prima la piazza…dscf8435 …e poi per vicoli.dscf8437 La cena la facciamo ad un ristorante che volevo provare da parecchio, e’ popolato da parecchi simpatici vecchietti. L’eta’ media nel ristorante e’ alta, nonostante noi, pero’ passiamo una piacevole serata anche se non rimarchevole per il desinare.dscf8438 La mattina presto siamo in giro per la passeggiata igienica di Luna. Dopo la colazione partiamo alla volta di Pietrasecca.dscf8441 Nella piazza principale di Pietrasecca ci incontriamo con i nostri amici, ecco infatti Sabrina e Simone.dscf8442 Simone ed io!dscf8443 Potevano mancare Marika, Giulio e Giuseppe?!?dscf8446 Gli ultimi che ancora non vi ho presentato sono Valentina e Vittorio. Lascio a voi riconoscerli! Del nostro simpatico gruppetto manca solo Claudio, assente per febbre, peccato!dscf8448 Con i nostri bei gilet che attestano l’appartenenza al GSCO, ovvero Gruppo Speleologico CAI Orvieto, ci mettiamo davanti al bar per la seconda colazione e qualche chiacchiera prima dell’impegno ipogeo.dscf8450 Eccoci finalmente al solito prato dove ci cambiamo. Improvvisamente arriva un tizio su una panda scalcinata alquanto, lo avevo visto aggirarsi per la piazza di Pietrasecca. Si presenta come un addetto al parco, quello dove siamo, e ci chiede se abbiamo il permesso per andare a visitare la grotta. Noi cadiamo candidamente dalle nuvole, non abbiamo visto cartelli che avvisino della necessita’ di un permesso. Il tipo ci fa capire, gentilmente ma senza troppi giri di parole, che senza permesso quasi sicuramente riceveremo una visita delle guardie forestali che dovranno prendere i necessari provvedimenti nei nostri confronti. Il suo richiamo al nostro senso civico fa breccia nelle nostre anime timorate. In poche parole concordiamo con lui che abbiamo assoluto bisogno di avere il permesso del parco. Il tipo ci mette in contatto telefonico con l’ufficio del parco a Pietrasecca cosi’ prendiamo accordi per passare da loro a regolarizzare la nostra posizione. Raggiunto il suo scopo il tipo ci saluta e ci lascia. Alla fine Simone, con Sabrina, vanno in paese presso l’ufficio del parco dove versano un obolo di 20 Euro (senza ne’ ricevute ne’ permessi scritti di sorta da esibire). Ora pero’, a quanto pare, abbiamo il permesso. Possiamo terminare di prepararci ed andare. dscf8451 Siamo all’ingresso della grotta, il corso d’acqua e’ letteralmente invaso da queste foglie enormi che vedo da sempre ma di cui non ho mai saputo il nome.dscf8454 Alla spicciolata arrivano anche gli altri, ecco Marika.dscf8455 Vittorio e Valentina preferiscono la via “alta”.dscf8456 Ecco anche Claudia.dscf8457 Quando siamo tutti, si parte. Io come al solito sono ultimo perche’ perdo tempo negli ultimi preparativi.dscf8462 Mentre Simone guida il resto del gruppo al primo simpatico ramo laterale, Claudio, Giulio ed io andiamo avanti a sistemare le corde che ci garantiranno l’uscita in caso di un improvviso quanto inaspettato aumento dell’acqua.dscf8473 Giulio mentre sistema un attacco per la prima corda.dscf8475 Mentre loro lavorano io sguazzo un poco per stemperare il caldo dentro la muta.dscf8478 Presto siamo raggiunti da tutti e proseguiamo assieme per gli altri saltini. Che gusto passare la sella senza faticare!dscf8480 Al laghetto pian pianino scendiamo tutti al livello dell’acqua e lo passiamo a nuoto. Ecco una Sabrina illuminata d’immenso dal suo sorriso.dscf8488 Claudia fa il servizio accoglienza in acqua. Giuseppe mi stupisce attraversando il laghetto a nuoto in stile impeccabile, per uno che mesi fa rischiava di annegare in un palmo d’acqua e’ un enorme passo avanti.dscf8489 Dopo il laghetto evitiamo accuratamente di fare la via alta ma ce ne andiamo bel belli lungo il corso d’acqua. Quasi ai piedi della risalita per il ramo fossile c’e’ una enorme e candida stalagmite, lasciamo qua l’attrezzatura mentre andiamo a visitare il ramo attivo fino al sifone.dscf8494Mentre aspetto gli altri, fotografo le vaschette alla base della stalagmite.dscf8497 Al primo laghetto c’e’ un mare di “monnezza”, quasi non si vede l’acqua. Il gruppo si impressiona alquanto e la maggior parte decide che la visita al sifone puo’ attendere tempi migliori.dscf8501 Proseguiamo in 3, Claudia, Giuseppe ed io. dscf8513 Al sifone ci fermiamo il tempo di un paio di foto.dscf8516 Torniamo indietro a raggiungere i nostri amici.dscf8519 Risaliamo velocemente la enorme colata che preclude alla risalita su corda. I nostri non sono stati con le mani in mano, hanno doppiato la corda di risalita ed ora si apprestano a salire tutti.dscf8524 Prima che salgano Sabrina e Valentina mi approprio della corda, vado a sistemarmi al frazionamento per dar loro una mano nel caso ce ne fosse bisogno. Come mi aspettavo, vanno oltre senza problemi, bravone!dscf8525 Dopo la risalita andiamo senza esitazioni ad affrontare “la citta’ dei sassi”, la nostra destinazione per il momento e’ il primo ramo laterale che si incontra.dscf8536 Dalla “citta’ dei sassi” ad un certo punto, sulla destra, si apre un buio enorme e vagamente inquietante, e’ la’ che andiamo. Si scende su un sentierino accennato nella ghiaia fangosa, si scende ancora un saltino poi si gira a sinistra, si cammina su uno spesso strato di fango compatto. Vado avanti per fare strada ai miei amici.dscf8540 Ad un certo punto il fango cede il posto ad un angolo di meraviglie concrezionate, molto bello, nonostante le mie foto!dscf8543 Una simpatica pozza.dscf8545 Tante colate di dimensioni ragguardevoli.dscf8547 Ecco il resto del gruppo.dscf8550 Una pausa per le foto.dscf8553 Dopo questo angoletto, pochi metri e cambia di nuovo tutto, le concrezioni immacolate scompaiono ed abbiamo di nuovo massi di crollo e fango. Si scende, disarrampicando un paio di metri poi sulla destra si arriva ad un pozzo. La volta scorsa lo abbiamo tralasciato, stavolta abbiamo portato il necessario per scenderlo.dscf8558 Giuseppe prende il necessario e, con l’aiuto di Giulio, arma il pozzo. Sistemato il tutto, lo scende pure. La volta prima alla base era tutto secco, stavolta c’e’ dell’acqua fino al ginocchio. Sarebbe simpatico trovare il punto di assorbimento. In rapida successione scendono anche Giulio e Claudia. La cosa prende un po’ di tempo, chi rimane fermo rischia di prendere freddo. Simone prende il comando degli infreddoliti e li guida risoluto, tornano indietro verso il fondo. Li accompagno per un pezzo, voglio verificare se un buco visto passando comunica col pozzo dove sono scesi Claudia, Giuseppe e Giulio. Saluto Simone e gli altri, ci rivedremo a breve. Mi affaccio al buco che volevo vedere, non scendo troppo, c’e’ molto fango e non voglio lordarmi! In effetti da qua sento distintamente le voci dei miei amici in fondo al pozzo. E’ certo, questo e’ un altro accesso al pozzo. Contento, torno indietro.dscf8561 Arrivo che i nostri esploratori stanno risalendo, hanno trovato nulla di interessante ma si sono divertiti molto nel non trovarlo! Li aspetto pazientemente mentre disarmano.dscf8570 Sistemato il materiale indico loro il ramo dalla parte opposta, Giuseppe si infila per dare un occhio ma non trova cose che destano la sua curiosita’.dscf8573 Torniamo sui nostri passi. Alla “citta’ dei sassi” prendiamo a destra, verso il fondo e verso il secondo ramo laterale da visitare.dscf8576 Dove termina la “citta’ dei sassi” c’e’ un punto veramente spettacolare, qua la natura ha creato un posto veramente impressionante.dscf8583 Come sempre le mie foto non rendono giustizia alla bellezza di questo angolo di grotta, pero’ io ci provo sempre…magari un giorno…dscf8588 Dopo lo splendido angoletto da meditazione la grotta si riapre enorme. Abbiamo un nuovo bivio, dritto verso sinistra ci si avvia per il fondo, a destra si scende per il secondo ramo laterale. Insistendo solo poco convinco i miei residui amici ad andare al ramo laterale. dscf8596 Scendendo ci addentriamo nel ramo laterale, dopo un tratto di meandro sinuoso, il soffitto si abbassa.dscf8606 Per terra il solito fango argilloso e compatto. Qualcuno, anzi piu’ di qualcuno, l’ha utilizzato come lavagnetta per lasciare un ricordo di se’ o del proprio gruppo. Quando il soffitto si rialza ci sono dei pozzi da scendere e anche un passaggio per cui sarebbe utile una corda. I miei astuti amici subodorando le mie intenzioni di farli faticare ancora hanno scientemente lasciato le corde alla fine della “citta’ dei sassi”. Pazienza, la visita approfondita di questo ramo e’ rimandata alla prossima volta.dscf8609 Torniamo alla galleria principale prendendo a destra, verso il fondo.dscf8614 Oramai si tratta solo di una simpatica passeggiata, mi distraggo scattando foto di dubbia qualita’, ma con le migliori intenzioni.dscf8618 Finalmente raggiungiamo l’ultimo, maestoso, tratto. In breve ci riuniamo con tutti gli altri che sono arrivati al fondo e stanno tornando indietro per vedere che fine abbiamo fatto.dscf8626 Io continuo ad imperversare fotograficamente.dscf8628 Girondoliamo tra queste meraviglie senza alcuna fretta.dscf8629 Fotografia ai fotografi.dscf8637 Sabrina e Claudia assistono.dscf8641 Continuo ad aggirarmi tra le concrezioni facendo foto, vi lascio con loro sperando vi piacciano.dscf8651 dscf8657 dscf8660 dscf8661Vado quasi al fondo, scatto foto aspettando che torni chi vi e’ arrivato.dscf8671 dscf8676 dscf8681Avanti a noi il resto del gruppo ha preso la via del ritorno.dscf8683 Io continuo a scattare mentre cammino.dscf8688 Qua siamo di nuovo all’angolo da meditazione.dscf8691 Marika che giustamente medita…di tornare a casa!dscf8696 Ancora una foto all’angolo da meditazione, poi recupero il mio zaino e vado a raggiungere gli altri.dscf8701La traversata della “citta’ dei sassi” la facciamo in fila indiana, sembriamo i 7 nani che ritornano dalla miniera, provo ad intonare un “Ehy oh, ehy oh, andiamo a lavorar…” ma la mia performance non riscuote un grande successo.dscf8710 Eccoci al pozzetto della risalita. Ultimi preparativi per ricomporre l’attrezzatura prima di cimentarsi con il discensore. Anche in discesa mi approprio del posto privilegiato al frazionamento per poter godere della simpatica compagnia di Sabrina e Valentina mentre scendono. Anche stavolta tutto fila liscio. Arrivati alla base chiedo a Claudia il piacere di accompagnarmi, vorrei uscire prima per poter tornare presto a Tagliacozzo come ho promesso a Betta. Avuto il suo assenso, avviso gli altri della nostra defezione e ci avviamo svelti.dscf8714 Arriviamo al laghetto e lo traversiamo a nuoto. Ogni volta che lo faccio ho un fremito di piacere nel sapere che ho evitato il maledetto traverso posticcio che decora la parete del laghetto, ci posso far nulla, lo detesto da sempre. Risaliamo dall’altro lato aiutandoci con la corda che avevamo sistemato all’andata. Oops, c’e’ da superare un saltino da poco piu’ di un metro, me ne sono scordato e ho gia’ messo via nello zaino tutta l’attrezzatura. Vabbe’, per stavolta rimedio con un paio di nodi a fare da scalini, la prossima volta faro’ il bravo, promesso! Passato l’ostacolo sciolgo i nodi per lasciare a Claudia la corda libera. La aspetto poi proseguo per il passaggio successivo, uno di quelli che piu’ mi piacciono in questo tratto di grotta. Una volta risalito anche questo, mi fermo per scattare qualche foto a Claudia. Eccola che arriva.dscf8720 Il resto della grotta me lo godo senza importunare troppo la fotocamera. Che pacchia fare Pietrasecca con la muta, non capisco proprio perche’ l’abbiamo fatta senza per cosi’ tanti anni.dscf8724 All’uscita un selfie con la mia prode accompagnatrice, grazie a lei posso tornare a casa presto mantenendo la parola data alla mia dolce meta’.dscf8726 Mentre torno a casa, mi chiamano al telefono, sono i miei amici, sono usciti tutti sani, salvi ed affamati. Appena cambiati verranno a Tagliacozzo per uno spuntino. Eccoci tutti al bar.dscf8727 Non vi presento di nuovo tutti, oramai li conoscete.dscf8728 L’unica aggiunta per l’occasione e’ Betta.dscf8729Finito lo spuntino arriva il momento dei saluti. Anche questa allegra giornata volge al termine. Che altro c’e’ da dire? Ah si, alla prossima!

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Campovano – 30/07/2016

Uscita nella grotta “Al 61” a Campovano con tante persone tra le quali Gianluca, Tarcisio, Nerone, Fabrizio, Maurizio, Alessandro, Mirko, Roberto, Bruco ed io.

Ritorno a Campo Vano dopo solo una settimana. Stavolta pero’ mi tocca proprio prendere la macchina ed andarmene solo soletto. Alle 8.30 sono gia’ a Guarcino. Al bar trovo nessuno quindi me ne vado a fare spesa al vicino alimentari e poi faccio una capatina alla cantina di Tarcisio. Come mi aspettavo alla cantina trovo sia Tarcisio che Nerone. Stanno chiacchierando di grotte mentre preparano il materiale. Oggi Tarcisio e’ contento perche’ sembra ci sia un fuoristrada che lo potra’ sostituire. Resto con loro alcuni minuti prima di ritornare verso il bar. Strada facendo vengo quasi investito da una Punto bianca…e’ Gianluca che annuncia cosi’ il suo arrivo. Dopo esserci salutati lo aggiorno e ci dirigiamo entrambi al bar. Al bar ci ritroviamo con altri convenuti, e’ arrivato Maurizio con Alessandro, il suo figliolo. Il tempo di un caffe’, qualche chiacchiera poi inizia a farsi ora di andare. C’e’ solo un problema, Bruco con il suo fuoristrada, quello che deve sostituire il trattore di Tarcisio, e’ in forte ritardo. Dalle ultime informazioni sembra debba ancora partire da Roma. Sono quasi le 10, rischiamo di partire da Guarcino dopo pranzo. Gianluca aggiorna Tarcisio e decidono che e’ il caso, ahime’, di prendere il trattore. Tarcisio smoccola un poco poi si arrende al fato e parte con l’amato/odiato trattore per la lunga e lenta salita fino a Campo Catino. Ora che la situazione e’ sbloccata ci predisponiamo anche noi per salire. Sposto il mio zaino in macchina di Nerone e salgo con lui.dscf8313 Eccoci arrivati a Campo Catino, c’e’ un fitto accampamento di persone e telescopi, sono pronti per rimanere ad ammirare le stelle. Non condivido la loro passione ma ammiro la loro pazienza e la conoscenza del cielo che hanno.dscf8315 Che mi son scordato? Nerone e’ venuto a vedere la nuova grotta pero’ ha appena staccato dal turno di notte ed e’ alquanto stanco. Qualche dubbio col sonno incombente ci puo’ pure stare.dscf8318 Arriva anche il grande Tarcisio.dscf8319 Consulto.dscf8320 Arriva anche Gianluca ma porta brutte notizie. Oggi non potra’ essere dei nostri, deve tornare a casa. Proviamo a tentarlo ed a blandirlo ma e’ irremovibile, deve proprio andare. Rassegnati, ci prepariamo. Possiamo partire e lo facciamo. Bruco ora e’ dato a poche decine di minuti da Campo Catino. Nerone rimane ad aspettarlo. Noi andiamo a piedi. Padre e figlio sul sentiero per Campo Vano, si nota una certa differenza nel passo? dscf8323 L’erta verso la vela.dscf8324 Dietro di noi la piana di Campo Catino.dscf8325 L’ultimo tratto di strada, siamo quasi arrivati.dscf8327 A pochi metri dal rifugio veniamo raggiunti dal fuoristrada di Bruco, senza troppe cerimonie ci infiliamo in macchina e terminiamo il percorso con loro.dscf8332 L’abisso Al 61 e’ subito sotto di noi, prendo le mie robe e mi avvio.dscf8333 Tarcisio e’ gia’ arrivato. Aspettiamo Nerone poi diamo il via ai lavori. Oggi non monteremo il telone poiche’ non c’e’ molto caldo.dscf8336 Nerone si prepara svelto, io lo imito.dscf8338 Vanno avanti Tarcisio e Nerone, io li seguo.dscf8339 Eccoli, dopo pochi metri di grotta c’e’ la zona lavori. Non c’e’ molto spazio, mi fermo sopra di loro.dscf8341 Dopo aver valutato la situazione decidono che questo primo passaggio non e’ troppo stretto, quindi lo passano e andiamo alla strettoia successiva. Mentre mi accingo a seguirli e sono nel passaggio stretto ma non troppo, sento una voce che mi apostrofa in inglese. Rimango un poco interdetto poi rispondo in italiano pensando ad uno scherzo. Quando la voce si avvicina e continua a chiacchierare in inglese qualche dubbio inizia a venirmi, avessimo ricevuto visite di strangers? Alla fine pero’ tutto si chiarisce, si tratta di Mirko, un ragazzo che per lavorare si e’ trasferito in Norvegia. Stava facendo “lo splendido” per dirla come la dice lui. Dopo aver fatto la conoscenza con Mirko aspettiamo in fila che Tarcisio e Nerone ci diano indicazioni. Dopo un poco di lavoro di sistemazione ci dicono che la prosecuzione e’ ispezionabile da uno sottile. L’aggettivo “sottile” mi esclude automaticamente, guardo meglio Mirko, lui si che e’ sottile! Lo faccio passare cosi’ puo’ fare il suo dovere. Dopo alcuni minuti di paziente e trepida attesa il buon Mirko annuncia che ha creato un poco di spazio ma necessita’ di una mano, o ancora meglio di un avvicendamento. Sembra che a questo punto tocchi a me. Prendo bene aria, mi faccio forza e prendo il posto di Mirko. C’e’ un poco di posto ma ci devo lavorare ancora un bel po’ per renderlo vivibile. Facciamo il passamano di parecchi sassi. Finalmente si intravede bene il passaggio. E’ qui davanti a me. Lavoro con impegno con mazzetta, trapano e tutti i materiali a disposizione. Nel termine di meno di un’ora abbiamo un buco allettante. Per me e’ ancora stretto, ma per Mirko il sottile potrebbe essere fattibile. Gli cedo il posto. Lavorando ancora il buon Mirko allarga ulteriormente e riesce a passare. Annuncia che e’ in un ambiente abbastanza comodo sulla verticale della nicchia dove e’ rifugiato Tarcisio. Dice che ora posso passare anche io. Quando scendo osservo la situazione, il sasso alla base della strettoia e’ ancora li’. Mi ero raccomandato di non toglierlo perche’ secondo me e’ un po’ la chiave di volta che tiene a posto le pareti laterali. Certo, il passaggio e’ scomodo pero’ perche’ rischiare? dscf8342 Nell’ora successiva scaviamo nella saletta dopo la strettoia per crearci un passaggio tra i sassi di crollo. Dopo una bella sudata i nostri sforzi sono premiati. Nel frattempo sentiamo arrivare Maurizio ed Alessandro. Non li vediamo perche’ nel frattempo riusciamo forzare il passaggio tra le rocce e andiamo avanti. Mirko ha dichiarato che per lui e’ tempo di andare poi pero’ la febbre dell’esplorazione lo contagia e rimane ancora.dscf8344 La situazione e’ interessante, si inizia a vedere qualche concrezione. Purtroppo nello scavare mi sono infangato in maniera inverosimile e la fotocamera sembra un bolo di fango. Cerco di ripulire almeno l’obiettivo ma con risultati deludenti. dscf8348 Scendo qualche metro ma poi mi devo fermare. C’e’ un breve pozzo da scendere. Mirko mi lascia per tornare indietro. Sopra sento vociare Maurizio ed Alessandro che chiedono informazioni circa la via da seguire. Anche io sento che e’ l’ora di fermarsi e tornare indietro. Il piacere di armare e scendere il pozzetto e’ bene lo abbiano i protagonisti della scoperta di questa grotta. Mi siedo sul bordo del pozzo a gustare l’ineffabile piacere di aver percorso alcuni metri di un luogo mai calpestato prima da alcun essere umano. Mi guardo intorno cercando altri punti interessanti, e ne trovo. Quando mi raggiungono Maurizio ed Alessandro mi trovano a sgranocchiare la pizza comprata stamane al negozio di alimentari a Guarcino. Ne cedo volentieri loro una meta’. Finito lo spuntino mi alzo per tornare indietro. Maurizio vuole continuare l’esplorazione e rimarra’ qua ad attendere che qualcuno porti il necessario per armare il pozzetto. E’ una sua decisione e la rispetto anche se non la condivido. Mentalmente mi riprometto di riportare la richiesta a Tarcisio perche’ decida il da farsi. dscf8351 Mentre risalgo iniziano a risuonare urla di allarme. Mi incrocio di nuovo con Mirko, tornato indietro, che mi aggiorna. Dove sono rimasti Nerone e Tarcisio si e’ smosso un pietrone che rischia di ostruire la nostra via di uscita. La cosa non e’ priva di lati spiacevoli. Chiedo il piacere a Mirko di scendere ad avvisare Maurizio ed Alessandro. Io mi avvio a vedere quale e’ la situazione. Quando arrivo alla strettoia che abbiamo forzato oggi ho un moto di disappunto, la pietra che avevo considerato come sostegno delle pareti e’ stata tolta…speriamo bene. Ora in effetti il passaggio della strettoia e’ molto piu’ agevole ma secondo me ha reso instabile le pietre intorno. Il pericolo non sembra immediato, c’e’ un’altra emergenza da gestire. Passo, ora sono in vista di Nerone. Sta reggendo un pietrone su un lato della condotta in salita che devo  percorrere per uscire. Si tratta di meno di 2 metri ma non ci vuole molto di piu’ per rimanere sepolti sotto un sasso… Nerone deve essere un po’ innervosito dalla situazione e ripete ossessivamente di non toccare il masso pericolante. Gli intimo bruscamente di stare calmo e che ho capito. Ora ho qualche secondo di calma per valutare la situazione. Rimediamo una corda e la passo intorno alla roccia. La situazione non migliora ma almeno ora Nerone e’ piu’ comodo nel tenerla ferma. Ora posso uscire e lo faccio. Vado a mettermi nella nicchia insieme a Tarcisio e attendiamo l’arrivo degli altri. Nel frattempo decidiamo di legare la corda perche’ Nerone possa riposare un po’. Con l’aiuto di Roberto, che e’ alle spalle di Nerone passiamo la corda su una gola e la leghiamo. Nel frattempo Mirko e’ tornato con Maurizio ed Alessandro. Mi infilo nella nicchia con Tarcisio.dscf8357In onore alla sua giovane eta’ facciamo passare per primo Alessandro che poi scivola agilmente sulla schiena di Nerone e guadagna l’uscita. Anche Maurizio e Mirko escono senza problemi. I problemi li causo io a Tarcisio quando smuovo una pietra e quella, enorme, rischia di cadergli addosso. Assisto ai passaggi facendo da puntello alle rocce perche’ non rovinino addosso a Tarcisio. Per fortuna si sono un poco riassestate in un nuovo, seppur instabile, equilibriodscf8359 Uscendo recupero le mie cose, sarei quasi intenzionato a prendere qualche punto di rilievo pero’ Tarcisio e Nerone decidono di allargare il primo passaggio, quello al limite tra lo stretto ed il comodo.dscf8362 Li assisto per quasi tutto il lavoro poi pero’ prendo la via per l’esterno, inizio a sentire freddo stando in corrente.dscf8368 Fuori una bella sorpresa, trovo ad aspettarci il buon Fabrizio, chi segue le mie relazioni lo conosce simpaticamente come il “radiologo”. Oltre alla sua simpatia ora ha un’altra dote, porta con se’ il thermos con il caffe’!dscf8369 A tempo debito escono anche Nerone e Tarcisio, gli irriducibili.dscf8371 Iniziamo a mettere via le nostre robe.dscf8372 W Tarcisio!dscf8373 Il 61.dscf8374 Siamo tutti pronti.dscf8375 Risaliamo a piedi verso il rifugio dove c’e’ il fuoristrada di Bruco.dscf8378 Eccolo.dscf8379 Il panorama.dscf8380 Il fuoristrada e’ una bella vista. Nerone si dice stanchissimo e non muovera’ un passo oltre il fuoristrada.dscf8383 Ecco Fabrizio con Bruco.dscf8385 Arriva anche il trattore con i nostri zaini.dscf8390 In effetti con il fuoristrada il ritorno e’ agevole e veloce. Oggi e’ andata di lusso. In pochi minuti e senza fatica eccoci al piazzale.dscf8392 L’arrivo trionfale di Tarcisio con Alessandro che cavalca il carrello imbizzarrito.dscf8396Dopo i saluti di rito ce ne torniamo tutti a casa. Io scendo in macchina con Nerone e poi recupero la mia roba trasbordandola nella mia vettura.

Durante il viaggio di ritorno aggiorno telefonicamente Gianluca circa le novita’. L’arrivo e’ ottimo visto che trovo parcheggio quasi subito. Alla prossima!

Pubblicato in esplorazioni, speleo | Commenti disabilitati su Campovano – 30/07/2016

Per grotte a Calvi – 31/07/2016

Un pomeriggio a cercare grotte nei dintorni di Calvi con Betta, Claudia, Marika, Vincenzina, Filippo, Giulio, Simone, io e Luna.

Oramai le vacanze estive sono vicine, anzi ci siamo proprio dentro! Decidiamo di vederci tutti, o quasi, prima della diaspora agostana. Passeremo una quieta giornata a cercare grotte nei pressi di Calvi. Ecco lo squadrone riunito al Roby Bar di Montebuono! Al momento c’e’ Giulio, Filippo, Simone, Claudia e Betta. Vincenzina e’ al bar a rinfrescarsi, Marika ci raggiungera’ a Calvi.dscf8398 Come prima cosa andiamo a rivedere una grottarella sulla strada per Calvi. Si fatica a vederne l’ingresso perche’ davanti c’e’ parecchia vegetazione ma alla fine la troviamo ed entriamo.dscf8400 Ecco Vincenzina con Claudia, ci assiepiamo tutti dentro la grotta per ripararci al fresco dal sole torrido.dscf8401 Con un po’ di moine convinco anche Betta!dscf8403 Luna e’ cana da grotta ed e’ a suo agio, anche lei sembra apprezzare il fresco.dscf8404 Giulio va a vedere la situazione. Dietro un massone in fondo alla sala dove siamo parte un cunicolo in discesa. In fondo al cunicolo la grotta stringe e fa una brusca curva a destra.dscf8405 Mentre Giulio esplora, noi inganniamo il tempo.dscf8406 C’e’ anche chi riesce a sentire un poco freddo!dscf8407 Giulio ritorna raccontandoci di quel che ha potuto vedere. Nel punto piu’ stretto ci sono chiari segni di qualcuno che ci ha lavorato. In effetti Paolo mi aveva detto di aver fatto qualche tentativo ma che aveva lasciato perdere per le condizioni proibitive in cui si doveva lavorare. Per il momento lasciamo la grotta al suo destino, magari qualcuno avra’ la pazienza di riprendere il lavoro. Ci spostiamo poco piu’ in basso, ci sono un paio di segnalazioni che Giulio vorrebbe verificare.dscf8409Siamo sopra al costone di roccia su cui sorge Calvi. Uno dei buchi e’ in parete. Giulio ci mostra dove. Per arrivare alla parete si deve attraversare un podere privato. Per fortuna il padrone “di casa” abita proprio accanto, simpaticamente ci concede l’accesso e ci accompagna. Io e Luna seguiamo gli esploratori, Giulio, Simone e Filippo, fino a dove inizia la vegetazione fitta, poi rientriamo verso le macchine per seguire da lontano le loro peripezie e dargli indicazioni sulla direzione. Abbiamo in dotazione della alta tecnologia, delle radioline ed un binocolo.
dscf8410 I nostri prodi esploratori tentano di raggiungere la grotta in parete ma l’esplorazione e’ una attivita’ non priva di pericoli e la squadra si assottiglia mano mano che procede. Giulio si ferisce ad una mano e torna a noi sanguinante quasi subito. Simone e Giulio proseguono su strade differenti, Filippo imbrocca quella giusta ed in breve lo vediamo salutarci nei pressi della grotta, Simone sceglie quella sbagliata e non riesce a raccapezzarsi. Cerchiamo di guidarlo con urla e l’aiuto delle radioline ma alla fine anche lui torna alla base con le pive nel sacco.dscf8412 Filippo, l’unico ad essere arrivato alla grotta, da solo puo’ fare ben poco, gira un po’ nei dintorni e poi anche lui torna alla base, anche se graffiato e con i pantaloni malamente strappati.dscf8416 Eccoci tutti al campo base in un momento di relax.dscf8418 Filippo mostra le sue “ferite”.dscf8420 Ecco Calvi.dscf8421 Il proprietario del podere ci ha segnalato un’altra grotta dove si dice andassero a rifugiarsi i locali durante i bombardamenti nella seconda guerra mondiale. Seguiamo le sue istruzioni ma della grotta nemmeno l’ombra. Lo si dovra’ convincere a venire di persona a mostrare l’ingresso. Lasciamo il compito a Giulio e Marika. Loro, abitando qua, avranno sicuramente occasione.dscf8422 Ci spostiamo a Calvi. Dovete sapere che mentre i nostri esploratori cercavano di raggiungere la grotta, Vincenzina, scrutando la parete col binocolo, ha trovato un buco che sembra promettere bene. E’ stato deciso di raggiungere il buco dall’alto calandosi con le corde. Stavolta il gruppo esploratori e’ piu’ nutrito, partono tutti tranne noi, Marika, Betta, io e Luna. Aspettiamo pazientemente.dscf8426 Alla fine il buco lo trovano, ma si rivela essere uno sgrottamento. Peccato! Alla fine, anche se i risultati sono stati scarsi, l’impegno e’ stato parecchio, siamo stati assieme e ci siamo divertiti. Questo e’ l’importante. Ci siamo meritati un rinfresco…dscf8428 …e quindi una buona cena che ci rinfranchi e rinfreschi delle  fatiche odierne.dscf8429Non c’e’ che dire, una bella giornata con tanti simpatici amici. Alla prossima!

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Campo Vano – 23/07/2016

A Campo Vano con Giuseppe, Gabriele, Chiara, Gianluca, Tarcisio ed io.

A quasi un anno di distanza da quando lo avevo promesso, eccomi qua a Campo Vano per visitare l’area in cui stanno lavorando Gianluca, Tarcisio e Chiara. Da Roma veniamo Giuseppe, Gabriele ed io, siamo tutti in macchina con Gabriele ed arriviamo in ritardo all’appuntamento al bar di Guarcino. Gianluca, pazientemente, ci ha aspettato. Tarcisio intanto e’ partito col trattore perche’ ci impiega molto piu’ di noi a salire fino a Campo Catino. Eccoci infine riuniti e pronti a partire.dscf8126 Per salire a Campo Catino la strada e’ lunga ma in compenso si gode di un bellissimo panorama. La giornata e’ soleggiata ma non afosa. Sara’ una piacevole gita.dscf8132 Ecco Tarcisio sul trattore!dscf8135 Lo sorpassiamo salutandolo chiassosamente. Anche lui risponde con la solita allegria.dscf8137 Continuiamo a salire.dscf8138 L’osservatorio e la strada che porta a tante grotte.dscf8142 Ancora qualche curva e siamo arrivati.dscf8147 Eccoci al piazzale, pronti a tutto.dscf8149 Arriva Tarcisio, Arriva Gianluca, iniziamo a prepararci.dscf8155 Il cielo fino a poco fa era terso e senza nuvole. Ora se ne inizia a vedere qualcuna, meglio per noi, avremo meno sole a picchiarci in testa mentre andiamo a Campovano.dscf8156 Si parte. Tarcisio Ha caricato tutti i nostri zaini sul trattore e parte per il tratto piu’ disagevole fino a Campo Vano.dscf8157 Noi lo seguiamo a piedi. Senza alcun peso da portare sara’ una piacevole passeggiata.dscf8159 Gianluca e’ gia’ partito di buon passo.dscf8160 Lo raggiungo per fare 4 chiacchiere mentre andiamo. dscf8161 Traversiamo tutta la piana di Campo Catino spostandoci verso sinistra.dscf8164 Iniziamo la salita fino allo strano “coso” azzurro che Gianluca chiama “la vela”. Tarcisio e’ gia’ in cima che ci aspetta. dscf8165 Una panoramica di Campo Catino.dscf8166 Mastro Tarcisio ci indica la via.dscf8167 e poi riprende il fido trattore per completare il viaggio fino a Campo Vano.dscf8168 Mentre camminiamo Gianluca mi racconta delle grotte gia’ conosciute nei dintorni e del lungo e faticoso lavoro fatto a Campo Vano. Il sole picchia. Peccato che gli alberi non riescono ad attecchire sopra i 1.700 metri, la loro ombra sarebbe la benvenuta.dscf8169 Dopo la vela c’e’ ancora un tratto in salita ma su una comoda strada.dscf8171 La nostra destinazione sembra essere sulla sinistra, vicino ad un rifugio che per il momento non scorgo.dscf8172 Una palina con l’indicazione di alcuni sentieri.dscf8173 Facciamo una rapida deviazione per andare a vedere il panorama sull’altro versante.dscf8175 In fondo alla valle c’e’ un ricovero per gli animali con tanto di fontana per l’abbeveraggio.dscf8177 In effetti qua nei dintorni sembra di essere tra le dune di un deserto.dscf8178 Riprendiamo per la nostra strada, le grotte ci attendono.dscf8181 Eccolo, giu’ in fondo finalmente si intravede il rifugio.dscf8185 Man mano che ci avviciniamo lo distinguo meglio.dscf8187 Giuseppe e Gabriele tengono un paso rilassato, io continuo a seguire il passo veloce di Gianluca.dscf8188 Stiamo entrando nella piana di Campo Vano.dscf8189 Le mucche sono testimoni inconsapevoli di cotanto evento.dscf8192 Ogni tanto mi giro a controllare che i miei amici ci stiano seguendo.dscf8193 I tralicci, come scopriro’ a breve ad uno di essi e’ intitolata una delle grotte.dscf8196 Gianluca mi mostra questo buco. Dice che quando qua piove tanto e la zona si trasforma in un piccolo lago, buona parte dell’acqua viene smaltita proprio  da questo buco.dscf8198 Eccolo in tutta la sua impressionante semplicita’. dscf8199 Ancora pochi passi e siamo al sessantunesimo traliccio. La grotta che stanno esplorando ora si chiama appunto “Al 61”. Tarcisio ha iniziato a togliere le tavole che proteggono l’ingresso. dscf8202 L’ingresso ora e’ ingombro di robe varie ma gia’ si sente una bella aria fresca uscire dalla grotta.dscf8203 Diamo una mano a creare una copertura per avere un posto dove ripararsi dal sole durante la giornata.dscf8206 Terminati i preparativi per lavorare “Al 61”, ci spostiamo all’Abisso Cianetti-Zampighi dove andremo noi per fare il rilievo. dscf8208 Quello che vedete e’ il lavoro immane fatto da Gianluca e Tarcisio per confinare l’ingresso della grotta. Tutte le pareti di muretti a secco, lo steccato, le tavole di contenimento, le panchine, l’erba di fronte alla grotta sono tutte li’ ad opera di loro due.dscf8209 Gianluca, da bravo padrone di casa controlla che il salotto buono sia in ordine.dscf8212 Ecco l’ingresso della grotta.dscf8216 Gianluca ci spiega meglio i lavori fatti.dscf8219 Intanto Tarcisio ci raggiunge con gli zaini. dscf8221 Ora la storia la conosciamo, il materiale lo abbiamo, ora tocca a noi fare qualcosa.dscf8228 Mi sporgo per ammirare le pareti della grotta. Che lavoro!dscf8229 Mentre ci prepariamo ripenso con piacere ai 2 amici a cui e’ intitolata la grotta. Pochi minuti per richiamare alla mente le figure serene e sorridenti di questi 2 amici inseparabili, sempre sorridenti e disponibili. E’ proprio bello che siano ricordati con una grotta a loro dedicata e sono onorato di poterla visitare.dscf8232Sono pronto. Cerco dove mettere la corda per scendere. Non avevo notato i comodi scalini ricavati dalle pareti di contenimento. Scendo comodamente. Alla base faccio una foto verso l’esterno.
dscf8233 Ci sono addirittura i tubi di drenaggio dell’acqua!dscf8234 Dopo il primo pozzetto la situazione diventa subito meno comoda. Scendo qualche metro e poi devo infilarmi in uno stretto passaggio che piega a sinistra.dscf8237 Davanti a me si apre un ambiente. C’e’ la corda. Devo essere al cospetto della “sala della grande gnocca”.dscf8239 Impegno la corda e mi butto in fuori. Ecco la sala aprirsi sotto di me.dscf8243 Sento rumoreggiare, e’ Gabriele che arriva. Aspetto sia visibile per fargli una foto.dscf8246 Scendo veloce fino alla base del saltino e mi guardo attorno. Sono in una sala stretta e lunga, in pratica un allargamento della frattura su cui sembra impostata la grotta. Mi guardo attorno, a testimoniare il lavoro fatto anche qua non mancano i muretti a secco per accatastare le pietre estratte dalla zona di lavoro. Mi infilo nel punto dove la grotta prosegue. Scendo un paio di metri poi devo fermarmi. La grotta si stringe in maniera inesorabile. dscf8247 Mi giro a guardare da dove sono venuto, dopo il nero in fondo c’e’ la sala della grande gnocca.dscf8252 Arriva anche Gabriele. Chiedo anche a lui se sente aria. Mi conferma che non sembra essercene. Strano, Gianluca parlava di una corrente d’aria a dir poco impetuosa. Forse oggi e’ in stallo.dscf8260 Visto che non sembra esserci altro da fare, iniziamo a fare il rilievo, che poi e’ quello per cui siamo venuti qua. Sfodero il mio fido distox ed inizio a prendere i punti con l’aiuto di Gabriele e Giuseppe che si alternano nel supportarmi e sopportarmi. Con non molti punti siamo fuori a goderci il sole. E’ ora di pranzo quindi andiamo a cercare negli zaini le cibarie e le consumiamo con piacere.dscf8261 Dopo il pranzo e una bella porzione di caldo al sole decidiamo di ripartire. La nostra meta sono l’Abisso dei Vecchi e quello dei Giovani. Gianluca ci ha indicato la direzione per raggiungerli quindi parto sparato mentre i miei amici finiscono i preparativi.dscf8264 E’ piu’ facile a dirsi che a farsi. In mezzo a tutto questo nulla vedere dei buchi nel terreno non e’ proprio semplice. Gabriele, che gia’ conosce le grotte, anche lui e’ confuso, c’e’ stato in inverno con la neve ed ora non si ritrova.dscf8265 Giriamo a lungo cercando le grotte senza molti risultati.dscf8266 Ogni piccola piega del terreno potrebbe nascondere sorprese.dscf8267 Scendendo io e Gabriele andiamo verso destra, Giuseppe perlustra verso sinistra. E’ proprio lui a trovare le grotte. Dopo tanto girare sentiamo le sue urla di richiamo e ci sbrighiamo a raggiungerlo. Sono piu’ vicine all’abisso “Al 61” di quanto pensavo.dscf8269 Strada facendo trovo anche un buco attappatissimo da cui si sente uscire aria fredda. Fosse l’abisso della mezza eta’!!??!!dscf8270 Gabriele vicino all’abisso dei vecchi.dscf8276 Il piu’ giovanile abisso de giovani!dscf8278 Giuseppe si incarica di sollevare la pesante paratia che protegge l’ingresso dell’abisso dei giovani. Si rivela essere un abisso ancora in formazione, sara’ profondo meno di 1 metro, con scarse probabilita’ di un facile approfondimento futuro. C’e’ un sassone ad impedire il passaggio dopo i primi centimetri di discesa. Lasciamo Giuseppe a combattere con il macigno.dscf8280 L’abisso dei vecchi sembra invece piu’ promettente.dscf8281 Lui ha anche la carta’ d’identita’, quindi tutto a posto. dscf8283 Gabriele e’ dentro, ora tocca a me.dscf8284 Ancora un saluto a Giuseppe e poi vado.dscf8285 La grotta e’ piccolina, intima quasi. Nonostante cio’ non lesina in quanto a fango. Si divide in 2 piccoli rami. A sinistra va Gabriele, a destra vado io. Al fondo, smuovendo sassi riesco a vedere una possibile prosecuzione ma e’ da allargare, passero’ l’informazione a Gianluca quando ci rivedremo stasera. Inizio a fare il rilievo partendo dal fondo del ramo dove sono. Quando mi ricongiungo a Gabriele impieghiamo qualche minuto a scambiarci delle foto.dscf8293 Ecco Gabriele in tutta la sua prestanza ipogea.dscf8298 Da dove siamo fino all’uscita sono ben 3 punti di battuta. Quando siamo fuori il buon Gabriele attenta alla mia vita. Butta di nuovo in grotta uno dei guanti dopo essersi premurato di smuovere e rendere fortemente instabile un masso in cima al pozzetto d’ingresso. Anche stavolta la sfango e recupero il guanto senza conseguenze. Andiamo a recuperare Giuseppe al vicino Abisso dei Giovani. Lo troviamo in cerca delle sue robe, si e’ perso una tikka ed un altro paio di oggetti. Si aggira preoccupato cercando. Si ricorda che forse ha lasciato qualcosa all’ingresso dell’abisso Cianetti-Zampighi e quindi parte per il recupero. MEntre lo aspettiamo faccio il rilievo anche dell’abisso dei giovani impiegando ben 3 punti di battuta per lui. Quando Giuseppe torna e termina le sue ricerche volgiamo il nostro sguardo ed i nostri passi verso l’abisso al 61 per raggiungere i nostri amici. Il cielo nel frattempo ha messo a nuvolo compatto e sembra intenzionato a piovere. dscf8300 Eccoci arrivati al fortino.dscf8302 Gianluca si sta cambiando, e’ soddisfatto della giornata di lavoro, sembra che siano arrivati quasi a poter passare.dscf8304 Una foto ricordo e’ d’obbligo. Finalmente conosco Chiara, la terza componente del trio “fedelissimi” di Campo Vano. Oggi e’ arrivata un poco dopo ma ha fatto appieno la sua parte.dscf8305 Si smonta il campo, e’ ora di rientrare.dscf8307 Tarcisio e’ stanco di guidare il trattore e se ne affrancherebbe volentieri. Mi propone di guidarlo io poiche’ stavo dicendo di avere un trattore simile in campagna da mia madre. La cosa mi incuriosisce e quindi acconsento. Quando ci prendi la mano e’ quasi divertente, almeno la prima volta. Quando arrivo a Campo Catino ho la schiena sconquassata dalle vibrazioni. Spengo il motore e scendo per sgranchirmi. In pochi minuti arrivano tutti e siamo al bar per un caffe’.dscf8308A Campo Catino prendiamo commiato da Gianluca che deve rientrare. Riscesi a Guarcino insieme a Tarcisio ci premiamo con una birra fresca, degli stuzzichini e qualche chiacchiera a commento del lavoro a Campo Vano.dscf8311Dopo il piacevole momento di relax, salutiamo Tarcisio e riprendiamo la strada di casa. Oggi abbiamo visto un bel posto in cui si sta facendo un grande lavoro all’insegna dell’amicizia. Sono contento di esserci stato e di poter aiutare anche se in minima parte. Il ritorno me lo sonnecchio mentre il buon Gabriele guida e Giuseppe fa del suo meglio per tenerlo sveglio. Qui finisce l’avventura del signor Buonaventura…alla prossima!

Pubblicato in amici, rilievo, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Campo Vano – 23/07/2016

Forra del casco – 19/07/2016

In forra con Claudio, Massimiliano, Fabio, Mario, Marika, Giulio ed io.

Eccoci di nuovo qua. Stavolta andremo a rinfrescarci in forra, quella del Casco per la precisione. La mattina ci incontriamo a Settebagni. Ecco subito subito un trittico d’eccezione, Claudio, Massimiliano e Fabio. Io sono gia’ insediato in macchina di Claudio, anche stavolta il suo buon cuore gli ha impedito di lasciarmi a piedi.dscf7020Strada facendo facciamo una deviazione per prendere con noi Mario.dscf7021 Il cielo intanto inizia ad ammantarsi di nuvole, per oggi e’ prevista pioggia.dscf7023 Ecco Mario mentre assiste Claudio durante il rifornimento, dovesse mai sbagliare e mettere benzina al posto del gasolio.dscf7025 Arrivati a bivio per Ceselli ci addentriamo per la stretta strada parcheggiando nello stesso spiazzo della volta scorsa, in prossimita’ della uscita dalla forra. Qui incontriamo Marika e Giulio che arrivano da Montebuono.dscf7027 Quando siamo tutti pronti rimontiamo in macchina per raggiungere la partenza. Al cimitero sistemiamo le macchine ed ultimiamo i preparativi. Per conto mio finisco presto perche’ ho troppo caldo per indossare altro che una maglietta e la mia calzamaglia sintetica.dscf7036 Ecco la partenza del sentiero.dscf7037 Ed ecco il sentiero, fortuna che dopo qualche metro si entra nel fresco sotto gli alberi e si rifiata.dscf7038 Di nuovo un tratto all’aperto ma e’ sopportabile perche’ il panorama e’ strepitoso.dscf7044 Giu’ in fondo si intravede la spaccatura della forra. dscf7050 La valle da cui veniamo.dscf7053 Si prosegue la salita. Marika, parzialmente inquadrata nella foto, si e’ accorta che non e’ una ottima idea andare per sentieri con gli scarponi senza calzettoni o calzari. Ora cerca di rimediare prima che sopraggiungano le temibili vesciche. dscf7056 Un Mario sorridente.dscf7058 Si sale ancora.dscf7059 Con la scusa della foto di gruppo ci fermiamo un attimo a riprendere fiato. Pero’ manca poco.dscf7064 Eccoci al piano. Ora manca una breve discesa fino all’acqua. Fabio ci indica la direzione.dscf7066 Scendiamo senza por tempo in mezzo, non vedo l’ora di rinfrescarmi nell’acqua.dscf7068 Massimiliano nella sua nuovissima muta stagna.dscf7080 Siamo pronti a partire. Ho indossato la muta con molta sofferenza. Gia’ sudavo prima, figurarsi ora.dscf7085 Il primo saltino.dscf7096 Ed il salto subito successivo, anche questo minimale.dscf7100 Massimiliano lo attrezza.dscf7101 Noi attendiamo pazienti.dscf7102 Claudio, il temerario, lo scende senza corda.dscf7103Lo passo anche io, poi aspetto gli altri assieme a Giulio.
dscf7111 Marika!dscf7114 Intanto Claudio e’ andato avanti ad attrezzare il salto successivo.dscf7115 Intanto Max scende per ultimo il saltino. dscf7120 Avanti hanno iniziato la discesa.dscf7124 Max e’ ancora buon ultimo.dscf7128Intanto chi e’ sceso prosegue, oggi saremo dei fulmini a scendere.dscf7136 Giulio che scende.dscf7148 Raggiungo la testa del gruppo. Ora c’e’ un salto un poco piu’ importante.dscf7151 Claudio scende svelto, sotto di noi sembra esserci qualcuno che chiede di poter risalire! La cosa ci fa sorridere ed un po’ preoccupare. Risalire di un pozzo in forra e’ una richiesta inutile perche’ cambierebbe nulla nel malcapitato caso ci fosse una emergenza. La discesa di Claudio e Max sembra pero’ aver sistemato la situazione. dscf7163 Mentre facciamo scendere tutti, si spezza il cordino del deviatore. Scendo a sistemarlo e poi proseguo la discesa.dscf7169 Siamo alla partenza del salto da 30 metri, il piu’ alto della forra. In questo momento c’e’ Max sul bordo del salto ed accanto a lui c’e’ un ragazzo che non conosco. Scatto loro una foto ma viene quel che viene, non c’e’ tempo per farne altre. A quanto capisco il ragazzo si e’ impressionato e non e’ riuscito a scendere il salto in autonomia. Ora pero’ sembra ragionevolmente calmo. Gli dico qualche parola di incoraggiamento e poi faccio quel che posso per assistere Max mentre lo cala. dscf7174 Dopo il ragazzo scendo io. E’ un bello scendere con l’abbondanza di acqua di oggi. Mi piace proprio.dscf7178Alla base del salto trovo Marika e Giulio. Il ragazzo sconosciuto (mi ha detto il suo nome ma non lo ricordo!) e’ stato portato avanti da Claudio.
dscf7181 Non ci rimane altro che attendere gli altri.dscf7184 Ecco anche Fabio. dscf7186 Mentre assistiamo alla successiva discesa inizia a piovere per benino, fortuna che siamo gia’ zuppi. dscf7191 Marika se la ride sotto la pioggia.dscf7195Ancora c’e’ da scendere, aspettiamo Max che scende per ultimo e poi recuperiamo la corda mentre lui va avanti.
dscf7200 Rifatta la corda nel sacco ci muoviamo anche noi.dscf7202 Un saltino attrezzato con una corda fissa che ha visto tempi migliori ma e’ ottima per quel che serve.dscf7208 Il buon Fabio assiste Max che attrezza il salto. dscf7211 Mentre il resto del gruppo scende il saltino, inizia la discesa del salto piu’ avanti.dscf7212 Scendo per primo per regolare la corda. Mi impiccio un poco col fischietto ma la corda e’ a misura. Questo salto me lo ricordo dalla volta scorsa, mi piacque parecchio gia’ la volta scorsa ma stavolta e’ molto meglio. dscf7214L’arrivo di Giulio.
dscf7216 Avanti il prossimo!dscf7217 Intanto chi e’ gia’ sceso ha la corda con se’ e va avanti al prossimo salto.dscf7218 Scende Max, lo aspetto.dscf7222 Arrivato.dscf7225 Ci muoviamo per raggiungere gli altri.dscf7226 Un piccolo toboga.dscf7229 Oggi l’acqua e’ protagonista, molto piu’ bella la forra cosi’ movimentata. Per il momento non sembrano esserci potenziali pericoli dovuti alla maggiore portata d’acqua.dscf7232 Ecco raggiunto il gruppo.dscf7237 Si inizia a scendere. Va avanti Max con la corda per sistemare il salto successivo.dscf7243 Ecco il saltino da sotto.dscf7244 Al salto dopo e’ tutto pronto.dscf7247 Selfie con Giulio, sfocato e mal centrato ma e’ quel che passa il convento.dscf7249 Marika ci batte le mani…probabilmente non e’ un gesto di approvazione quanto di freddo.dscf7251 Questo e’ il salto con le radici sporgenti, la volta scorsa la corda si e’ intrecciata indissolubilmente ad esse.dscf7254 Visto che son giu’ immortalo le discese.dscf7258 Aspetto Giulio e poi lo aiuto a recuperare e sistemare la corda. dscf7269 Max e’ andato avanti ed e’ pronto per scendere il salto successivo quando lo raggiungiamo.dscf7275 Anche qua l’acqua e’ molta ma non in maniera pericolosa.dscf7276 Mentre scendo faccio una breve sosta per una foto a Marika e Giulio.dscf7278 E poi in mezzo al salto.dscf7281 Anche Max si apposta per fotografare chi scende. dscf7284 Marika?!?dscf7286 Aspettiamo gli altri, questo era l’ultimo salto.dscf7291 In fila indiana, come i 7 nani ce ne torniamo allegramente verso le macchine.dscf7298 Eccoci arrivati tutti sani e salvi. Manca all’appello solo Claudio in versione soccorritore ma lo recuperiamo pochi minuti dopo. Sembra che il ragazzo sia uscito senza altri problemi. dscf7300 Dopo esserci messi degli abiti asciutti non ci rimane quindi se non di suggellare degnamente la giornata con un sostanzioso spuntino.dscf7301 Eccoci infatti al tavolo dopo esserci sfamati a modino.dscf7302 E ci metto anche questa dove, una volta tanto, ci sono anche io!dscf7304 Dopo la cena volgiamo le macchine in direzione di Roma. Ancora una breve sosta per il caffe’ mentre il Fabio si accultura ed aggiorna, poi ripartiamo.dscf7307Del viaggio di ritorno non vi direi altro, un tranquillo rientro ha coronato una bella giornata in ottima compagnia. Alla prossima.

P.S.: Nei giorni successivi c’e’ stato un breve strascico, siamo finiti addirittura sui giornali. L’unico neo della cosa e’ che da soccorritori eravamo diventati le persone da soccorrere! Per fortuna tutto si e’ risolto e la notizia rettificata.

Pubblicato in torrentismo | Commenti disabilitati su Forra del casco – 19/07/2016

Punta degli Stretti – 17/07/2016

Uscita omnibus GSCO

Eccoci qua di nuovo con una uscita sociale del GSCO. Oramai stiamo diventando un gruppo affiatato che si ritrova volentieri assieme in queste occasioni. Ve lo presento:AGruppo

Parto da Roma con Claudia e la sua pandina. Senza troppo clamore ne particolari intoppi arriviamo ad Orbetello dove facciamo sosta per una colazione aggiuntiva. Siamo in perfetto orario.dscf7856 Claudia, la driver.dscf7858 Proprio una bella giornata, pare quasi sprecata per andare in grotta.dscf7860 Via, verso la grotta.dscf7863 Il simpatico mulino che non manco mai di fotografare quando passo di qua.dscf7867 Da quelle parti si nasconde la nostra meta.dscf7868 Eccoci arrivati, la squadra di Orvieto e’ gia’ tutta qua. Il gruppo Claudino e’ in leggero ritardo, il gruppo dei sabini arrivera’ a minuti. Ci perdiamo nei saluti.dscf7872 Quindi diamo inizio ai preparativi. Sabrina sfoggia la sua solita tuta gialla.dscf7875 La vestizione prende parecchio tempo ma ne abbiamo per tutti.dscf7877 Soprattutto per i piu’ piccoli, sperando si appassionino e vengano a darci manforte in un prossimo futuro.dscf7879 Tentativi di canottaggio?dscf7880 Ecco Lino, il gruppo “sabini” sono arrivati.dscf7882 Breve pausa prima di aggrottarsi.dscf7884 Ciao mama, son contento di essere arrivato uno!dscf7885 Sorriso speranzoso di presto ritorno dalle tenebre?!? Comunque un sorriso e’ sempre bello da vedere!dscf7887 Ultimi preparativi.dscf7888 Un sorriso lo rubo anche ad Eleonora, anche il gruppo “Claudino” e’ arrivato.dscf7889 Siamo pronti, almeno alcuni. Per alleggerire la pur allegra confusione che regna al parcheggio, decidiamo di iniziare a muoverci con chi e’ pronto. Ecco l’ingresso del tunnel, ex-ristorante che ci portera’ alla grotta.dscf7892 Si entra alla spicciolata. Arriva anche il canotto.dscf7895 Accompagno il primo gruppetto all’ingresso al laghetto.dscf7898 Poi lascio tutti la con la raccomandazione che facciano i bravi. Torno indietro all’inizio del tunnel a finire la mia vestizione e ad accogliere chi arriva. dscf7899 Quando ho finito sono gia’ passati tutti. Le operazioni di sbarco con passaggio del laghetto iniziale sono in pieno svolgimento. Claudia staziona in mezzo all’acqua a dirigere il traffico.dscf7901 Il protagonista del momento, il canotto.dscf7904 Chi e’ gia’ passato attende pazientemente i colleghi.dscf7905 Dopo il laghetto abbiamo il primo passaggio un poco acrobatico. Lo passano tutti senza troppi problemi.dscf7908 Foto nebbiosa.dscf7911 Olga, anche lei nebbiosa, ma sorridente.dscf7912 Prendo e metto da parte sorrisi, non fanno mai male.dscf7914 Ancora uno, grazie!dscf7916 I minuti successivi sono dedicati al meandro tra i 2 laghi. Non volendosi bagnare e’ da fare tutto in arrampicata. I passaggi sono impegnativi per i nostri amici alle prime esperienze, pero’ devo dire che se la cavano egregiamente.dscf7921 dscf7924 dscf7925 Un attimo di pausa per riprendere fiato.dscf7926 Ancora un passaggio acrobatico con Claudio a dare preziose indicazioni.  dscf7929 Questa e’ seria seria!dscf7930 Ancora qualche passaggio a cui porre attenzione ma ci stiamo avvicinando al secondo laghetto.dscf7933 dscf7934 dscf7936 La fiducia negli accompagnatori e’ tanta, pero’ un poco di prudenza ed un aiutino supplementare non guastano mai!dscf7938 Claudio mentre guida con determinazione il gruppodscf7941 Si prosegue, con la muta sicuramente la progressione e’ piu’ agevole.dscf7942 Chi non si deve bagnare prosegue con le arrampicate.dscf7943 Mi apposto dopo un passaggio basso per riprendere chi transita.dscf7945 dscf7946 Piu’ avanti si forma un mucchio, siamo al secondo lago.dscf7947 Marika illuminata d’immenso.dscf7951 Vi lascio al defile’dscf7952 dscf7954 dscf7956 dscf7957 dscf7958 dscf7960 Giulio modello gufo che osserva la preda.dscf7961 Eccoci al lago.dscf7963 Simone si tuffa in mezzo al lago per riprendere gli intrepidi che traversano.dscf7964 Filippo si posiziona a meta’ percorso.dscf7966 Si lavora alacremente per assicurare il passaggio di tutti.dscf7973 Io invece ozio riprendendo le loro fatiche.dscf7975 dscf7978 L’altro lato del lago. dscf7999 Oramai la traversata e’ quasi completata. Mi avvicino anche io immergendomi nell’acqua gelida. Ho fatto male i miei calcoli ed ho lasciato la muta aperta…che freddo!dscf8075Adesso una breve sosta per ritemprarci delle fatiche.
dscf8076 Affacciati alla finestra…dscf8080 Ma che finestra interessante!dscf8082 C’e’ chi riposa sul serio.dscf8083 Foto di famiglia con taglio dei picchi!dscf8085 E’ quasi deciso, tra poco si torna indietro. Pero’ prima qualcuno vuole proseguire per la grotta. Alla fine andiamo tutti.dscf8087 Riprendiamo a muoverci cercando di evitare l’acqua.dscf8103Ci sono ambienti simpatici.
dscf8105Il soffitto si abbassa.dscf8111 Proseguiamo carponi.dscf8116 Sabrina si e’ messa seduta, avanzare cosi’ e’ scomodo, inoltre da piu’ avanti arriva notizia che non si puo’ proseguire senza bagnarsi. Questa notizia convince tutti a tornare indietro al lago e a cominciare la traversata inversa.dscf8124E’ proprio a questo punto che la mia malnata fotocamera decide di aver finito la memoria! Il ritorno e’ costellato di meravigliose occasioni per fare delle foto bellissime…ma capita sempre cosi’, per stavolta mi dovro’ accontentare. Ripongo la smemorata e non me ne curo piu’. La traversata verso l’uscita la facciamo in allegria e scioltezza. L’ultima fatica attende i nostri eroi al lago iniziale, il canotto si e’ bucato e sgonfiato. Con il coraggio fornito dalle esperienze appena passate affrontano tutti il traverso su corda senza eccessivi problemi. Una volta nel tunnel ancora pochi passi per poter gioire assieme nel rivedere il sole. Un bravoni a tutti. Alla prossima!

Pubblicato in amici, GSCO, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Punta degli Stretti – 17/07/2016

Vallecorsa – 16/07/2016

Ad esplorare la Chiavica di Angelono con Luciano, Romolo, Michele, Maria, Gianni, Betta, io e Luna.

Una gita sugli Ausoni ad esplorare una nuova grotta. La mattina partiamo da Roma dopo la colazione. Maria e Gianni con la loro macchina fanno strada, Betta, io e Luna li seguiamo con la nostra. Abbiamo appuntamento con i nostri “esploratori” locali al solito bar di Vallecorsa. Al bar facciamo una rapida sosta per il caffe’ e poi ripartiamo tutti assieme. Percorriamo delle strade strette per qualche chilometro, alcune mi sembra di riconoscerle da gite passate. Arrivati ad una strada sterrata Maria e Gianni decidono di parcheggiare la’, Luciano e Romolo con la loro macchina e noi con la nostra decidiamo di affrontare lo sterrato. Su uno spiazzo erboso e parzialmente in ombra lasciamo le macchine, ora si deve procedere a piedi. Ci prepariamo ed iniziamo a salire nella calura.dscf7716 Passiamo accanto ad una casetta e proseguiamo.dscf7717 Ancora pochi metri e siamo arrivati. Iniziamo a sistemare le nostre robe. Gianni da’ una prima occhiata alla grotta. In fondo ad un pozzetto sembra esserci una sala.dscf7722 Maria si attrezza all’attesa.dscf7723 Mi preparo ed inizio a scendere sotto lo sguardo attento di Romolo e Luciano.dscf7724 Gianni si affaccia al bordo del pozzo per seguire la mia discesa. Sono entrato in una spaccatura larga meno di 2 metri che scendendo va a restringersi per poi scampanare nella sala che si vede dall’alto.dscf7726 Ancora vedo poco di quel che mi attende sotto ma si intuisce che la grotta, come tante altre nei dintorni, e’ stata usata come discarica.dscf7730 Quando arrivo a terra ne ho la conferma. Mi trovo a camminare su un consistente strato di vetri e ciarpame vario.dscf7731Dalle numerose ossa ho anche la conferma di quanto diceva Romolo, in passato vi sono stati buttati, o vi sono caduti, alcuni animali. dscf7733 L’immancabile bombola troneggia proprio in mezzo alla possibile prosecuzione. Vicino a lei trovo un vecchio casco di metallo. Lo sposto insieme ad altro materiale per crearmi un pertugio in cui passare senza scomodare la bombola. Il casco lo metto da parte per portarlo su.dscf7734Scendo nel varco che mi sono procurato e mi ritrovo in una nuova saletta. Anche in questa c’e’ del pattume ma molto meno. In compenso si iniziano a vedere concrezioni e si intuisce lo scorrimento dell’acqua. Come gia’ abbiamo detto piu’ volte ai nostri accompagnatori, da queste parti si stanno bevendo la loro “monnezza”. Contenti loro…Da un lato della sala, nella parte in basso c’e’ uno stretto passaggio. Sotto si vede un ambiente. La roccia che mi impedisce il passaggio sembra essere in parte concrezione, in parte sassi non coesi al resto. Forse col martello e tanto olio di gomito posso crearmi un varco.
dscf7738 Faccio un paio di foto alla saletta…dscf7741 …e poi me ne torno su portando il casco con me. Tra l’altro, visto che l’esplorazione non termina con le 2 salette viste, vale la pena aggiustare l’armo mettendo un paio di fix. Nel frattempo e’ arrivato anche Michele, il proprietario del fondo dove siamo, se ho ben capito. Lascio loro il casco e mi armo del necessario per armare. Per il momento per forzare la strettoia ho solo il martello, pero’ Michele sa dove trovare una mazzetta e promette di darcela. Nell’attesa mi arrangero’. dscf7743 Gianni mi assiste, Maria e Betta hanno fatto campo su un sasso piatto ed aspettano con pazienza.dscf7744 Scendo mettendo un fix a parete. Al restringimento metto un deviatore su naturale. Ora va decisamente meglio. Ritorno alla fessura armato di martello da armo e di tanta buona volonta’. Con una prima mezz’ora di lavoro mi ricavo uno spazio quasi transitabile. C’e’ ancora uno spuntone di roccia viva che mi impedisce il passaggio. Col martello non ce la posso fare. Torno a portata di voce di Gianni, alla prima sala. Mentre lavoravo alla strettoia, lui e’ sceso alle macchine con Michele. Ha recuperato sia la mazzetta che una corda per scendere il pozzetto che segue la strettoia. Mi passa il tutto. Con la mia nuova attrezzatura me ne riscendo alla strettoia. La mazzetta da 1Kg si fa sentire sullo spuntone di roccia ed in pochi minuti ne ho ragione. Sistemo la corda su un armo naturale e mi infilo trepidante. Non posso dire di passarci comodo, ma ci passo. Scendo un paio di metri e mi ritrovo nel mezzo di un meandrino con possibili prosecuzioni sia a destra che a sinistra…situazione decisamente golosa! Alla mia sinistra, in fondo sembra esserci un ambiente, sembra promettente e da bravo goloso me lo lascio per ultimo.dscf7746 Dall’altra parte, alla mia destra addirittura, dopo circa 3 metri il meandro si biforca.dscf7748 Questo e’ il passaggio dove mi sono or ora calato. A vederlo ora non sembra cosi’ largo ma sono fiducioso.dscf7749 Vado prima a destra. Quando il meandro si biforca, continuo ancora sulla destra. Ancora pochi metri ed il meandro sembra chiudere. Ritorno alla biforcazione e vado a sinistra. Il soffitto si abbassa, ci sara’ da strisciare un poco nel fango, pero’ dopo si intravede una nuova sala. dscf7755 Di lato alcune fette di prosciutto a ricordarmi i panini che ho lasciato fuori!dscf7757 Per terra un altro teschio di qualche animale cornuto, questo deve essere qui da tempo immemore, si e’ saldato al pavimento.dscf7762 Affronto impavido la strusciata nel fango e mi ritrovo nella saletta che avevo intravisto. Mi giro un poco intorno, sembrano esserci degli arrivi, probabilmente ci saranno altri ingressi intasati all’esterno. Sarebbero da vedere con attenzione ma rimando la cosa a successive esplorazioni, se e quando ci saranno.dscf7766Terminata la sommaria esplorazione della saletta me ne ritorno sui miei passi e mi dirigo al lato sinistro che avevo lasciato per ultimo. Percorro qualche metro e…trovo una bella sorpresa, un pozzo! Ritorno a recuperare la corda con cui sono sceso e me la porto fino al pozzo. Ho lasciato trapano e fix nella saletta superiore, non vorrei dover salire quindi mi ingegno nel cercare una soluzione. C’e’ un armo naturale che sembra fare al caso mio. Sistemo la corda che pero’ tocca sulla parete dopo qualche metro. Mi guardo di nuovo intorno, un bell’appiglio di roccia dalla parte opposta fa proprio al caso mio. Svolgo il cordino di kevlar che ho sempre con me per il “nonsisamai”, sacrifico uno dei moschettoni della mia trilonge ed ecco un ottimo deviatore che risolve brillantemente il caso. Faccio una foto verso il basso, sotto sembra esserci acqua. Scendiamo a vedere di cosa si tratta.
dscf7774 Eccomi alla base del pozzo, la corda arriva a malapena, un metro di piu’ e avrei dovuto desistere. Arrivo su un provvidenziale terrazzino. Ancora una metrata e sono arrivato.dscf7778 Una parte della base del pozzo sembra di roccia compatta ed in piano, la base e’ rozzamente circolare, il pozzo e’ tagliato diametralmente da una frattura. In alto ai 2 lati della frattura vedo possibili prosecuzioni anche se non sembrano immediatamente percorribili. Alla base invece un mini-canyon sembra essere la via preferita dall’acqua. dscf7780 Dello scorrimento di acqua lungo le pareti rimane traccia nel fango messo come stucco a livellare la roccia.dscf7781 Ci sono inoltre le immancabili tracce della “monnezza”.dscf7785 E ancora alcune ossa di animale.dscf7787 Nel mini-canyon si intravede una pozzetta d’acqua. Mi limito ad osservare quel che mi circonda senza approfondire. E’ tanto che non do notizie, sopra inizieranno a preoccuparsi. Prima di iniziare la risalita mi attrezzo per fare il rilievo col redivivo distox di Gianni (lo ha appena recuperato da una grotta dove lo aveva perso tempo fa).dscf7790 Salendo provo a fotografare le possibili prosecuzioni in alto ma non sono molto abile in questo, il risultato non e’ dei migliori.dscf7792 Arrivato al mio armo di fortuna, smonto tutto recuperando il materiale. Nel meandro recupero la corda dal pozzo e la ammasso sotto il saltino. Vediamo ora quanto sara’ faticoso il passaggio in salita…Nemmeno troppo, devo dire in pochi minuti e qualche sbuffo me la cavo. Mi sembra decisamente buono. Da sopra recupero di nuovo la corda e sciolgo anche qua i nodi. Rifaccio la corda, recupero il trapano, il resto del materiale, prendo i punti per il rilievo e sono pronto.dscf7802 Ancora una foto alla saletta.dscf7804 La breve risalita che porta alla prima sala.dscf7806 Un altro animaletto.dscf7809 Il buco disostruito con olio di gomito.dscf7811 Mentre passo accanto alla bombola noto un minuscolo angolo. Mi piace, perdo qualche minuto a farvi foto.dscf7816 Questa con la luce da dietro.dscf7823 La bombola ed io ci facciamo ognuno gli affari propri ignorandoci a vicenda. Non la saluto nemmeno lasciandola al suo riposo ipogeo.dscf7827 Appena arrivato alla sala iniziale lancio un urlo per tranquillizzare i miei amici. Gianni subito mi risponde, in effetti iniziavano a stare un poco in ansia. Risalgo il pozzetto iniziale disarmando tutto. Quando esco trovo Betta imbufalita per la lunga attesa, per fortuna le dura poco.dscf7828 Luna e’ quasi disperata. Anche lei, con uno sguardo contrariato, sembra volermi rimproverare per la lunga assenza.dscf7830 Gianni e Luciano si lasciano fotografare vicino alla nuova grotta.dscf7832 Smontato tutto e recuperato negli zaini il materiale ce ne torniamo alle macchine.dscf7836 Decidiamo di restare a cena da queste parti, pero’ e’ troppo presto. Decidiamo di prenderci un poco di relax al parco del “laghetto” sotto Vallecorsa. dscf7838 Ecco il “laghetto”, Gianni dice che potrebbe essere un sink hole tappato nei tempi andati per ricavarne un deposito d’acqua.dscf7839 Panorama di Vallecorsa.dscf7840 Noi ci stendiamo sul prato a riposare mentre Luna vigila sul nostro riposo.dscf7846Verso le 7 di sera ci muoviamo verso il ristorante, la fame si fa sentire. Siamo i primi ad arrivare. Dobbiamo attendere ancora qualche minuto prima che aprano le cucine. Nel frattempo plachiamo la fame con pane ed olive. dscf7853La cena conclude degnamente questa bella giornata di esplorazione. Magari e’ stata proprio bella solo per me che sono entrato in grotta, pero’ cosi’ e’ andata, per stavolta. Alla prossima.

Pubblicato in amici, esplorazioni, rilievo, SCR, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Vallecorsa – 16/07/2016

Entrampo – 01/07/2016

Una vacanza carnica con Maria, Gianni, Betta, io e Luna.

A tutta prima ci si potrebbe chiedere cosa abbia a che fare questa vacanza con la speleologia! Pero’ se ci si pensa bene, magari non e’ poi cosi’ fuori tema. Dopo tutto Maria, Gianni ed io siamo speleologi. Avevamo anche portato l’attrezzatura per onorare un invito del gruppo speleo di Tolmezzo che purtroppo non si e’ concretizzato. Comunque a parte tutte queste considerazioni, a me faceva piacere parteciparvi questa bella vacanza e quindi mi prendo la liberta’ di farlo!

23 Giugno – Il viaggio di andata

La prima tappa la facciamo a Ravenna, all’Hotel Classensis, proprio accanto alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe.dscf3581Pur beato nella mia ignoranza abissale ho avuto la fortuna di prenotare un albergo carino e perfino adiacente ad una basilica famosa.dscf3584 Una volta sistemati nelle camere, nonostante il caldo torrido, ci avviamo per fare una visita alla suddetta basilica, dscf3588 Luna va libera in esplorazione vicino ad una statua a grandezza naturale di un bufalo.dscf3593 Ecco la basilica.dscf3594 Paghiamo il biglietto ed entriamo. Vi lascio alle foto dell’interno.dscf3597 dscf3599 dscf3602 dscf3603 dscf3605 dscf3607 dscf3608 dscf3612La visita e’ completa ma necessariamente breve perche’ Luna non e’ potuta entrare e ci guarda da lontano con gli occhi tristi da “alto tradimento”. Si e’ meritata un’altra passeggiata in liberta’. La riporto dal bufalo.dscf3617 Un’ultima foto alla basilica poi rientriamo a raggiungere i nostri. La parte dei turisti l’abbiamo fatta. Ravenna by night la visiteremo la prossima volta. Andiamo in camera a riposare e poi ci godiamo una tranquilla cena al ristorante dell’albergo. Una bella dormita completa degnamente la giornata.dscf3620

24 Giugno – L’arrivo ad Entrampo

La mattina dopo una soddisfacente colazione, paghiamo l’albergo e partiamo. C’e’ un fitto scambio di opinioni tra Gianni ed il navigatore sulla strada da preferire. Gianni e’ per tirare dritti verso Chioggia, il navigatore e’ decisamente per il ritorno verso Bologna. Alla fine vince il navigatore, per l’altra strada sembra ci sia troppo traffico.dscf3623 Tra i due mi intrometto anche io per dire la mia. A Venezia prenderemo verso Belluno invece che per Udine, la preferisco perche’ si vedono prima le montagne ed il solo pensiero gia’ mi rallegra.dscf3625 Strada facendo passiamo per Calalzo. Quando ero bimbo era la stazione piu’ vicina al nostro paesello dove poter spedire la macchina via treno. Sono li’ a raccontare proprio questo a Betta quando mi viene una idea…E’ quasi ora di pranzo, a Calalzo c’e’ un bel lago, perche’ non fermarsi qua a mangiare? Telefoniamo a Gianni il quale dopo un breve concerto con Maria ci comunica la loro adesione alla proposta. Scendiamo verso il lago dove troviamo un bel ristorante dove, appunto, avremo ristoro. dscf3627 Eccoci prendere posto sulla veranda in riva al lago.dscf3628 Mentre attendiamo per ordinare mi affaccio a fare alcune foto allo splendido panorama.dscf3629 Il laghetto di pesca sportiva.dscf3632 Maria e Betta, pronte al pasto.dscf3635 Ma ancora una foto al lago ci vuole proprio.dscf3636 Siamo pronti a tutto, arriva  il cameriere a prendere l’ordinazione, lo costringiamo a farci una foto di gruppo.dscf3639 Dopo il lauto pasto, riprendiamo il viaggio. Una breve sosta al bancomat per rifornirci in vista dei prossimi giorni goderecci.dscf3654 Eccoci a Sappada, si inizia a sentire odore di casa (quando parlo della Carnia come di “casa”, la mia dolce, romana de Roma, mammina si altera indicibilmente!)dscf3656 Passiamo Sappada, entriamo finalmente in Friuli. Ancora Forni Avoltri e Rigolato e siamo in vista di Tualis. In alto sulla sinistra ne vedo il profilo delle case col campanile. Ora sono veramente emozionato e mi sfogo investendo Betta con decine di aneddoti legati a questi luoghi cari. Temo di averglieli gia’ raccontati altre volte ma sono cosi’ tanti i ricordi che qualcuno devo proprio esternalo o rischio di esplodere di gioia e nostalgia.  dscf3663 Proseguiamo lungo la strada fino alla “variante” che costeggia Comeglians per poi traversare il ponte sul Degano che porta il Val Pesarina. Subito dopo il ponte giriamo per Entrampo. Pochi metri e siamo arrivati alla casa avita di Gianni. Ne prendiamo possesso dando subito il via ai preparativi per sistemarci.dscf3665 Non posso esimermi dal fotografare i dintorni, ora e’ coperto dalla stalla, pero’ in quella direzione c’e’ Tualis.dscf3666 Mi sposto in strada ed attivo lo zoom, ecco Tualis!dscf3668Per fortuna i preparativi per scaricare i bagagli e sistemarci nella stanza mi distraggono e mi quietano alquanto. Quando finiamo si e’ fatta ora di cena. Non abbiamo fatto la spesa e ad ogni modo non abbiamo voglia di cucinare. D’altro canto dopo una giornata passata in macchina non abbiamo voglia di allontanarci troppo da casa. La scelta cade inevitabilmente sulla, oramai storica, pizzeria di Comeglians “In Tomasin”. Dopo una pizza veloce ci ritiriamo per un meritato riposo.dscf3672

25 giugno – il primo giorno di vacanza

Oggi saremo di spesa. Per prima cosa ci approvvigioniamo di farina di polenta. Andiamo al mulino vicino al quale Gianni passava molto quando era un tenero frugoletto.

dscf3674 Mentre Gianni prende la farina… dscf3676 …io mi aggiro curiosando affascinato tra i macchinari…dscf3675 …Betta e Maria si godono il piacevole fresco che c’e’ qui dentro. dscf3677 La campanella che avvertiva la fine di quel che si stava macinandodscf3679 L’altra campanella.dscf3680 Una bella lampada a petrolio.dscf3681 La macina.dscf3682 Finite le spese andiamo a fare un giro per Comeglians. Un festone ci avvisa di una mostra fotografica. Per oggi non facciamo a tempo ma decidiamo che ci andremo nei prossimi giorni. La giornata si chiude cosi’, senza clamori.dscf3683

26 giugno – la vacanza prende il via

La mattina dopo, con la dovuta calma, ci spostiamo ad un bar di Ovaro per la colazione. Il cappuccino non e’ esaltante, pero’ uscendo noto una bacheca dove sono affisse dei simpatici motti che mi sbrigo a fotografare.dscf3690 dscf3691 dscf3692 Dopo la colazione facciamo il punto. Maria e Gianni vorrebbero andare a fare visita ad alcuni parenti, io vorrei andare finalmente a Tualis. Ci dividiamo rimanendo d’accordo di incontrarci di nuovo per il pranzo. Strada facendo ci fermiamo a Mieli a far visita alla mia cara zia Nives. Dopo i nostri rispettivi giri ci rivediamo alla chiesa di Tualis.dscf3703 Ecco Maria e Gianni vicino alla chiesa con lo stupendo panorama alle spalle.dscf3704 Dietro di noi si intravede il monte Crostis, una vista che riesce sempre a darmi piacere. Nel piazzale sotto abbiamo il bar e ristorante. E’ cambiato di gestione dalla nostra ultima visita, dovremo provare. Tanto per iniziare andiamo a prenderci l’aperitivo.dscf3706 Dentro trovo un adesivo, oramai datato, che ricorda la “sagra da scueta” che veniva tenuta in agosto e che per parecchi anni e’ stata protagonista durante le mie vacanze.dscf3707 Dopo l’aperitivo torniamo a casetta per il pranzo e quindi per una pennichella post-prandiale. Il pomeriggio decidiamo che e’ il momento giusto per la visita alla mostra fotografica. Detto fatto, ci rechiamo a Povolaro dove e’ allestita la mostra. Quando arriviamo a Casa Boter un simpatico signore ci guida attraverso le sale della mostra spiegandoci quel che vediamo. dscf3710Si tratta di foto della Grande guerra scattate da un fotografo piemontese e solo di recente ritrovate da un erede. Uno studio fotografico le ha prese, restaurate e ne ha fatto un libro con l’aiuto degli abitanti dei luoghi ritratti. Ora le foto del libro, insieme ad altri oggetti della I° guerra mondiale, formano l’interessante mostra. Adoro questa foto con uno scorcio di Tualis, credo sia ripreso da davanti la chiesa. Il panorama non e’ molto cambiato dai miei ricordi d’infanzia, anche se ci separano almeno 60 anni!dscf3715Al termine del giro facciamo una pausa relax nella bella sala conferenze allestita nel solaio di Casa Boter. dscf3724 Ancora qualche chiacchiera con la nostra simpatica guida prime di prendere commiato.dscf3741 L’ingresso di Casa Boter.dscf3744 Tornando alle macchine troviamo un esempio di quella che la nostra guida ci diceva essere una casa tipica. Gli ampi archi servivano a creare spazi coperti dove far asciugare un poco di tutto. Erano necessari visto che da queste parti piove decisamente parecchio.dscf3754 Sarebbe ora di tornare a casa, pero’ convinco il gruppo a fare il giro “lungo”, passeremo per Ravascletto e quindi per Tualis. Il mio tour dei ricordi continua. Eccoci quindi a Ravascletto, nella parte bassa, dove parte la cabinovia per il monte Zoncolan. dscf3757 Il mitico campo da minigolf dove ho passato tanti pomeriggi in allegria.dscf3758Una sosta al bar per rinfrescarci dopo le fatiche culturali a cui ci siamo sottoposti.dscf3765 Dopo la sosta riprendiamo la nostra strada dirigendoci verso Tualis. La strada tra Ravascletto e Tualis l’ho percorsa a piedi, in motorino ed in macchina qualche centinaio di volte, almeno. Purtroppo la strada che conoscevo e’ completamente trasformata in un cantiere per il disboscamento. In seguito Giancarlo, il mio amico d’infanzia, mi spieghera’ che siamo stati fortunati a poter passare perche’ la strada e’ dichiarata chiusa al traffico a causa dei lavori che la stanno deturpando. Faccio fatica a riconoscerla, mi consolo fermandomi a fotografare Tualis, sempre bella e sempre uguale ai miei ricordi.dscf3768 Una ultima sosta al ponte sul Rio Vaglina, il piccolo torrente vicino Tualis, anche lui teatro di tanti ricordi. Da qualche anno e’ stato deturpato da lavori per captare l’acqua pero’ e’ sempre un bel vedere.dscf3769 Siamo a Tualis, una sosta doverosa alla casa dove ho passato molte delle estati vicine alla mia maggiore eta’. Prometto a Betta ed ai miei amici che questa e’ l’ultima sosta. I poverini ne hanno piene le tasche di queste soste, per loro, senza senso.dscf3775 Ritornando alla macchina rubo un’ultima foto e poi via.dscf3777

27 luglio – Il mercato di Tolmezzo

Oggi la mattinata la dedichiamo a visitare Tolmezzo, oggi e’ giorno di mercato. Strada facendo incontriamo una farmacia dal nome simpatico e mi sbrigo a farle una foto.dscf3779 Poi ci immergiamo nel mercato girovagando a casaccio.dscf3781 Maria e Betta ben presto trovano qualcosa da comprare.dscf3787 La nostra gita tolmezzina termina prima di pranzo anche perche’ inizia a minacciare pioggia. Nel pomeriggio, per smaltire un lauto pasto, ci concediamo una passeggiata fino a Comeglians passando per il campo sportivo.dscf3792 La strada costeggia il Degano ed e’ assai bella per una tranquilla passeggiata.dscf3793 La chiesa di San Giorgio.dscf3794 Ancora una vista del Degano nel punto dove si crea un isolotto.dscf3796 Il campo sportivo. Tanto tempo fa ci si giocava la partita scapoli-ammogliati di Tualis e Noiaretto. Una sfida epica!dscf3798 I murales del campo sportivo.dscf3800 Bellezze montane!dscf3802 Siamo quasi al ponte. Oramai Comeglians e’ a pochi passi.dscf3804 Ecco il ponte.dscf3805Attraversiamo la variante, una rapida salita e siamo sulla via principale della metropoli.
dscf3814 Ci siamo meritati un rinfresco quindi prendiamo possesso di un tavolino al bar e procediamo di conseguenza.dscf3820 Dopo essere tornati indietro e’ decisamente il momento di un po’ di relax.dscf3827

28 luglio – Visita al bioTopo

Oggi escursioniamo! Di buon mattino, verso le 10, ci muoviamo verso Ampezzo e raggiungere CimaCorso dove c’e’ una tranquillissima passeggiata attrezzata. Dopo qualche chilometro di strada, arriviamo all’ampio parcheggio. Per il momento ci siamo solo noi. Scegliamo un posto all’ombra e ci prepariamo.

 

dscf3834 Passato il ponticello andiamo al bar per un caffe’ e qualche informazione.dscf3838 Eccoci alla partenza della passeggiata. Il fatto che si chiami “biotopo” suscita non poche battute e giochi di parole.dscf3839 Per fortuna ci addentriamo tra gli alberi, il sole picchia spietato.dscf3842 Il panorama e’ niente male, molto rilassante.dscf3846 Arriviamo ad una pedana, affaccia su quello che dovrebbe essere un laghetto.dscf3858 Per il momento e’ una distesa di canne fitta fitta. Maria ci racconta che la conca del laghetto e’ formata da vari strati di torba, ognuno di eta’ e caratteristiche differenti. Incameriamo l’informazione senza commenti.dscf3859 Proseguiamo. In alto vediamo dei buchi che fanno pensare ad una grotta. Salgo a buttare un occhio. Nulla di rilevante.dscf3864Scendo a ricongiungermi con i miei amici. Ora si vede anche un poco d’acqua, Luna cerca di addentrarsi per assaggiarla ma il terreno e’ cedevole e dopo qualche timido tentativo desiste. dscf3868 Siamo alla fine della prima parte della passeggiata. Ci siamo meritati un momento di riposo.dscf3873 Maria e Gianni si accomodano su una panchina, noi sull’altra. Luna mi guarda speranzosa, in effetti andrei a fare un altro giro prima di tornare. Appena Luna intuisce le mie intenzioni parte come un missile.dscf3876 Girando a casaccio per il bosco trovo anche dei funghi, sono piccini, quasi secchi e rovinati, pero’ credo siano commestibili. Ad ogni modo li lascio dove sono dopo averli immortalati.dscf3880 Torniamo alla base. Il gruppo e’ pronto a ripartire. Betta mugugna un po’ perche’ ora c’e’ la parte in salita. Fortuna e’ sempre al fresco, tra gli alberi.dscf3884 A fine salita c’e’ un tratto in pieno sole. Si sfiata dal caldo.dscf3889Ci sbrighiamo a tornare agli alberi che ci regalano un minimo di frescura.
dscf3913 Ancora pochi passi al sole e siamo alle macchine.dscf3930 Dopo esserci cambiati ci dedichiamo alla distruzione dei panini che ci siamo portati.dscf3932 Dopo il lauto pasto riprendiamo le macchine per tornare. Strada facendo Gianni propone di fare una deviazione a Trava. Sono passato davanti a quel bivio veramente tante volte senza mai girare per Trava. Aderisco subito alla sua proposta. Saliamo. Trava e’ un paesino minuscolo. Una attrattiva e’ costituita dalle sue fontane…e noi andiamo a visitarle. dscf3934 Eccole, come dice il cartello informativo, la piu’ grande serviva per abbeverare gli animali, la piu’ piccola per gli umani. Si vede che a Trava avevano animali molto rispettosi!dscf3938 Dopo la visita a Trava, decidiamo di tralasciare Avaglio e quindi torniamo indietro verso casa.dscf3941 Abbiamo un motivo valido per tornare presto a casa, alle 15.00 in punto dobbiamo essere all’isola ecologica sotto Entrampo per una missione speciale. Uno dei cerchi della antica cucina a legna, o spolerto, e’ rotto da tempo immemore. Andiamo oggi all’isola a cercarne degli altri. Detto fatto, o meglio, veni, vidi, vici! In meno di un’ora siamo di ritorno con un intero stock di cerchi di metallo. Proviamo tutte le combinazioni ed alla fine riusciamo a trovare il degno sostituto del cerchio rotto. Un bella soddisfazione!dscf3942 Il meritato riposo prima di cena. Stasera saremo a cena al ristorante col laghetto vicino Villa Santina. L’ho conosciuto 2 anni fa grazie a Gianni e desidero fortemente tornarci.dscf3944Eccoci arrivati al ristorante.
dscf3946 Gianni, senza troppo clamore, propone un aperitivo.dscf3948 Dobbiamo aspettare l’arrivo di due amici di Gemona che sono un poco in ritardo, andiamo a fare un giro al laghetto.dscf3953 Non riesco a trattenermi dal fotografare a raffica le anatre, o quel che sono, che nuotano placidamente seguendo la nostra camminata nel caso avessimo qualche gustoso bocconcino per loro. dscf3960 dscf3964 dscf3965 dscf3971 dscf3973 Dopo la passeggiata accettiamo di buon grado di ristorarci con l’aperitivo proposto da Gianni. Stiamo pensando al secondo aperitivo quando arrivano i nostri amici quindi diamo il via alle “danze”. La fame e’ troppa per pensare alle foto, quindi non potro’ allietare i vostri occhi con le meraviglie che gustiamo stasera.dscf3974

29 giugno – visita a Tualis

Oggi giornata di tranquillo riposo, la mattina ce ne andiamo al supermercato a fare la spesa. Sul piazzale mi trovo davanti Giancarlo, il mio caro amico d’infanzia e compare, insieme a Sandrino, di tante tante avventure estive. dscf3977 Dopo la spesa, Maria e Gianni vanno in giro per delle visite ai parenti e noi saliamo di nuovo a Tualis. Siamo invitati a pranzo da Grazia e Giorgio. Con loro ci conosciamo da sempre. Bianca, sua sorella (un bacio ed un abbraccio a lei!), e’ stata la mia baby sitter. Stavolta sono a casa anche i loro “figlioli”. Ogni volta che li rivedo e’ uno choc perche’ ho un vivido ricordo di bimbi simpatici e vivaci, ora mi trovo davanti 2 ragazzi con la stessa identica faccia che avevano da bimbi ma piu’ alti di me, nemmeno di poco, e con due spalle cosi’. Quando arriviamo a casa loro troviamo Grazia ai fornelli, ha preparato un banchetto! Avremo polenta, spezzatino, toc di vora, frico, radicchio fresco del suo orto. Nemmeno a dirlo gusto tutto fino all’ultimo, devo fare scorta di queste delizie per tutto il resto del tempo che mi separa dal ritorno da queste parti!. Dopo il pantagruelico pasto i ragazzi mi accompagnano al piazzale del bar dove mostro loro l’utilizzo delle attrezzature speleo. Metto una corda sul muretto sotto la chiesa e faccio una salita ed una discesa sugli attrezzi. Dopotutto un poco di attivita’ speleo in questa vacanza c’e’ stata! Dopo i saluti torniamo ad Entrampo dai nostri amici ed al riposo da cotante fatiche.dscf3982

30 giugno – gita a monte Talm

Oggi si passeggia sul serio! Partiamo di buon’ora ma senza per questo negarci una sostanziosa colazione. Passiamo per Rigolato e poi ci inerpichiamo verso Ludaria e poi ancora su per un bel pezzo fino al parcheggio dove si devono lasciare le macchine.

dscf3984ci prepariamo ed iniziamo di buon passo la nostra camminata.
dscf3985 Il cartello con la mappa della zona sembra messo li’ apposta per noi, e’ la prima volta che veniamo e non siamo sicuri della strada.dscf3986 Ogni tanto incrociamo simpatici cartelli che indicano un rifugio, il “Chiampizzulon”. Gianni, che e’ il topografo/geografo del gruppo, lo conosce ma dice che e’ fuori dal nostri itinerario.dscf3990 La passeggiata prosegue su una strada bianca comodissima.dscf3991 Ancora il rifugio che ci alletta con i suoi cartelli, noi tiriamo dritti per la nostra strada.dscf3993 Ad un certo punto la strada prende ad andare in discesa. Ci viene qualche dubbio, pero’ la seguiamo con fiducia.dscf3994 La strada dopo circa un chilometro chiude inesorabilmente. Dobbiamo tornare  indietro fino al bivio che abbiamo bellamente ignorato perche’ andava in direzione del rifugio. Stavolta sembra che ci siamo.dscf4008 Incontriamo una guardia forestale che sistema i sentieri. Per sicurezza chiediamo conferma a lui della strada da seguire.  dscf4009Dopo essere stati confortati, proseguiamo.dscf4010 Finalmente raggiungiamo il bivio per sella Talm. Abbandoniamo la strada e giriamo a sinistra per uno stretto sentiero, ancora alquanto comodo. Alla prima casetta che incontriamo sentiamo venir meno il nostro fervore mentre il senso di fame cresce a dismisura. E’ deciso, faremo qua la pausa pranzo rimandando a dopo la decisione sulla direzione da prendere, se verso la vetta o verso casa.dscf4012 Prepariamo i panini col salame comprato alla latteria sopra Entrampo. Una delizia!dscf4013 Dopo il pasto una pausa relax al sole.dscf4018 Il bel paesaggio di cui si gode da qua aiuta parecchio.dscf4021 Gianni sarebbe pronto a ripartire verso la vetta…dscf4022 …pero’ il consiglio di passeggiata decide che e’ meglio riprendere la strada del ritorno, e cosi’ facciamo.dscf4027 In discesa si viaggia che e’ un piacere.dscf4028 In breve siamo in vista delle macchine. Abbiamo fatto la scelta giusta, sembra intenzionato a piovere da queste parti.dscf7321 Ripassando per Rigolato facciamo tappa al bar. Non perdo l’occasione di raccontare per la centesima volta di come la pizzeria “al cacciatore” sia stata la prima pizzeria ad aprire nei dintorni di Tualis e che conservo ottimi ricordi delle serate passate qua da ragazzo.dscf7324Arrivati a casa ci dedichiamo a rinfrescarci e ad un riposino, dopo ci prepariamo per la cena e ci spostiamo a Tualis per provare la nuova gestione del ristorante. A rendere speciale la serata sara’ la presenza con noi del mio amico Giancarlo.dscf7325 Non riesco proprio a trattenermi e lo sottopongo, suo malgrado, ad una raffica di foto che non risparmia nessuno della tavolata.dscf7329 Continuo ad imperversare anche dopo cena pero’ poi mi calmo, e’ ora di ritirarsi. dscf7330

1 luglio – Peralba e sorgenti del Piave

Anche oggi ci trattiamo di lusso. Gianni ponza per un poco e poi propone una visita alle sorgenti del Piave. Maria, alla guida, si avvia seguendo le indicazioni del suo consorte e noi, Betta, io e Luna, lo seguiamo con la nostra macchina. Si passa per Sappada e poi si seguono le indicazioni e ci si infila in una strada asfaltata ma stretta stretta. Dopo tante, ma tante curve ed altrettanta strada, finalmente intravediamo il Peralba. Siamo quasi arrivati, meno male, iniziavo a perdere le speranze. dscf7333 Ci prepariamo…dscf7335 …e partiamo.dscf7336Passando mi scateno con le foto a questo panorama fantastico.
dscf7338 dscf7339 dscf7340Attacchiamo un sentiero in mezzo al bosco che dovrebbe portarci al rifugio Calvi. Vi lascio soli con le foto perche’ sono senza parole!dscf7345 dscf7346 dscf7350 dscf7351 dscf7358 dscf7360 dscf7362 dscf7364 dscf7366 dscf7384 dscf7388 dscf7389 dscf7391 dscf7393 Scarpina e sali, sali e scarpina, alla fine arriviamo al bivio dove il nostro sentiero intercetta la carrabile per il rifugio.dscf7396 Anche qua mi perdo dietro al panorama.dscf7397 dscf7398 Gianni modello capitani coraggiosi guarda impavido l’orizzonte mentre Maria ci raggiunge mantenendo il suo passo lento ma inesorabile.dscf7402 Luna propone di scendere ma noi siamo di parere contrario.dscf7403 Una stele di pietra indica il nostro sentierodscf7404 Luna ed io ne approfittiamo subito per una foto ricordo. dscf7407 Si riparte!dscf7412 Continuo ad immortalare il panorama…dscf7414 …mentre Gianni cerca, invano, di insegnarmi i nomi delle montagne che ci circondano.dscf7418 Mentre ci avviciniamo alle rocce avvertiamo dei fischi insistenti e sempre piu’ allarmati. Sono le marmotte, probabilmente hanno avvertito l’odore di Luna e sono, giustamente, preoccupate.dscf7433 Raggiungiamo una nuova stele, questa indica che siamo sulla strada per il rifugio Calvi.dscf7437 Aspetto l’arrivo dei miei amici…dscf7438 …perche’ possano scattarci una nuova foto con la nuova stele. dscf7442 Sbrigate le formalita’ volgiamo lo sguardo alla nostra meta. Il rifugio e’ lassu’, piccolo piccolo.dscf7444 Maria e Gianni decidono di salire per la strada carrabile, almeno per un primo tratto, poi decideranno il da farsi. Io e Luna ci avventuriamo per il sentiero.dscf7447 Luna con il suo 4×4 si inerpica con facilita’, io vado piu’ lento cercando di contenere il fiatone entro limiti ragionevoli.dscf7451 Sul sentiero incontriamo anche altre persone che si godono la bella passeggiata.dscf7455 Il rifugio inizia a farsi piu’ vicino, anche se di poco.dscf7462 Il panorama e’ sempre mozzafiato.dscf7464 Manca poco!dscf7472 Ora e’ il punto di partenza a sembrare lontanissimo.dscf7475 Una panchina tentatrice. Arrivati a questo punto un riposino ci starebbe bene, ma non mi lascio corrompere.dscf7477 Ci siamo quasi, ancora un piccolo sforzo. dscf7482 Eccoci!dscf7484 Subito subito convinco uno dei ragazzi che gironzolano davanti al rifugio a scattarmi una foto ricordo.dscf7489 Giusto il tempo di riprendere fiato e poi iniziamo la discesa dobbiamo raggiungere MAria e Gianni.dscf7494 Sarei tentato di scendere per la carrabile ma impiegherei troppo.dscf7496 Mi consulto con Luna, lei non ha dubbi e si catapulta giu’ dritto per dritto, io la seguo come meglio posso.dscf7497 Ancora ce ne vuole.dscf7504 Luna mi aspetta sopportando stoicamente la mia snervante lentezza. Inganna il tempo con la miriade di buoni odori sparsi nei dintorni.dscf7505 Eccoci di nuovo a valle, da lontano scorgo Maria che ci viene incontro.dscf7511 Le vado incontro.dscf7514 Ci fermiamo vicino ad un cumulo di massi. All’interno si sente scorrere l’acqua, e rumori meccanici. Probabilmente dentro al cumulo c’e’ una pompa che serve il rifugio.dscf7517 Luna e’ accaldata, si sdraia con aria soddisfatta dentro il rigagnolo d’acqua che fuoriesce dal cumulo.dscf7524 Dopo il rinfresco di Luna riprendiamo il cammino per raggiungere Gianni. Ci aspetta alla panchina vicina alla stele del rifugio Calvi.dscf7530 Un veloce sorso d’acqua e partiamo. Al bivio riprendiamo il sentiero dell’andata.dscf7549 Eccoci ritornati alla base, alle sorgenti del Piave! dscf7551 dscf7557 Anche qua una foto ricordo perche’ negarsela?!?dscf7560 Arriva anche Maria.dscf7562 Bella no?!?dscf7564 Dopo la pausa dedicata alla storia, ci dedichiamo al pranzo.dscf7572 Eccoci tutti qua, stanchi ma soddisfatti. dscf7573 Foto strana con bicchiere!dscf7577 A fine pasto decidiamo di prendere la via del ritorno. Fuori la bandiera ci ricorda dove siamo, nel ben o nel male.dscf7580 Via alla macchina, ora si torna a casa.dscf7582 Mentre scendiamo vedo uno splendido mulino, blocco la macchina e scendo a fotografae.dscf7586 Incredibile! Dopo Rigolato troviamo un ingorgo e dobbiamo fare fermi alcuni minuti. dscf7588 Visto che siamo quasi fermi ne approfitto per salutare Tualis con una foto. Ciao cara Tualis!dscf7591

2 luglio – ultimi scampoli di vacanza.

Oggi la fotocamera riposa, dedichiamo la giornata a sistemare casa. La rimetto in funzione solo nel pomeriggio quando andiamo ad Ovaro a prendere l’aperitivo prima di spostarci nella Val Pesarina a cena.dscf7598 Eccoci a cena, siamo ad un agriturismo che ci e’ stato vivamente consigliato.dscf7599 In effetti mangiamo bene, non possiamo assolutamente lamentarci.dscf7600 Io, tanto per non cambiare troppo, riprendo per l’ennesima volta il frico.dscf7603 Per ultimo un dolce tipico. Un poco secco ma buono.dscf7604 Alla cassa un altro simpatico motto!dscf7612 Le ragazze che gestiscono il locale sono simpaticissime, oltre che brave. Ci fermiamo a chiacchierare con loro. Un ultimo sorso di grappa sancisce la fine della serata. Andiamo a dormire sereni, domani saremo in viaggio.dscf7615

3 luglio – inizia il viaggio di ritorno.

Anche la Carnia ha capito che stiamo partendo e ha messo un poco il muso. Stamane si vede che non e’ di buon umore, come anche noi.dscf7619Faccio un rapido giro di foto intorno a casa prima che Betta mi richiami al dovere di terminare il carico dei bagagli. dscf7620 dscf7621 dscf7623 dscf7624 dscf7626 Eccomi, eccomi, arrivo!dscf7627 C’e’ anche da dare una mano a chiudere casa. La complicata manovra per chiudere l’acqua prende, solo lei, quasi mezz’ora.dscf7628 Oramai pero’ siamo alle battute finali. Maria si appresta a mettere in moto la macchina.dscf7630 La colazione ad Ovaro non la si puo’ proprio saltare. Oggi c’e’ anche la sagra con vari stand e negozietti.dscf7635 Ci fermiamo ad una esposizione di anticherie.dscf7638 Una foto dei Cramars, venditori girovaghi che andavano a piedi per tutti i paesi della Carnia portandosi il proprio negozio sulle spalle.dscf7639 Non poteva mancare la foto ricordo durante la colazione per la quale ingaggiamo la simpatica cameriera del bar. Dopo la colazione ci tocca proprio partire. Con Maria a Gianni facciamo la stessa strada fino a Bologna, poi ci separiamo. Lo vanno verso Foligno, noi proseguiamo per Orvieto. Stiamo andando a fare visita a Simone, operato di fresco al ginocchio.dscf7649 Eccolo il nostro simpatico convalescente!dscf7651

4 luglio – Il ritorno a casa.

Era tutta una finta, il giorno dopo e’ gia’ in piedi a lavorare…dscf7661…scherzavo! Ha sempre i punti, ma per fortuna riesce a stare in piedi senza sforzare troppo il ginocchio. D’altronde non poteva abbandonare i fan del suo caffe’!!!dscf7664 Per fortuna c’e’ Sabrina, la parte sana della famiglia che regge le sorti dell’attivita’. Brava!dscf7667Dopo i saluti ai nostri amici, riprendiamo la strada di casa, oramai manca proprio poco per rituffarci nel caos cittadino. Fine di una bella vacanza, magari poco, pochissimo speleo, ma veramente goduta fino all’ultimo minuto. Spero che le foto che vi ho mostrato possano comunicarvi un poco della serenita’ che hanno dato a noi. Alla prossima!

Pubblicato in amici, vacanza | Commenti disabilitati su Entrampo – 01/07/2016

Forra Selvagrande – 04/06/2016

Una forra in secca ma interessante in compagnia di Claudia, Veruska, Claudio, Fabio, Fabrizio, Stefano ed io.

Stavolta il buon Claudio ha selezionato per noi la forra di Selvagrande, noi abbiamo sposato con entusiasmo la sua scelta. Il viaggio di andata e’ lungo, si deve arrivare ad Amatrice, ma noi lo affrontiamo con molte soste per colazione, spuntini e caffe’ e quindi non ci pesa piu’ di tanto.dscf6634 Finalmente siamo ad Amatrice. Passando faccio in tempo a fotografare un pezzo del cinema intitolato a Garibaldi.dscf6642 La via principale di Amatrice.dscf6645 Il bivio per la nostra destinazione finale, Capricchia.dscf6647 Ci siamo quasi, si iniziano a vedere le montagne.dscf6651 Ancora un bivio, manca proprio poco.dscf6652 Eccoci arrivati!dscf6653 Salendo verso l’inizio della forra il panorama e’ stupendo. Claudio si ferma per ammirarlo e per tentare la difficile impresa di fotografare una delle farfalline che ci svolazzano intorno.dscf6661 Eccoci arrivati.dscf6667 Siamo alla localita’ detta Sacro Cuore, come ci insegna il cartello.dscf6668 Dobbiamo solo scoprire “per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare”. Un gruppo di persone si accingono a partire per una passeggiata, chiediamo a loro ma non bazzicano le forre. Ringraziamo e poi ognuno per la propria strada.dscf6669 Decidiamo di proseguire per la strada carrabile fino alla chiesa piramidale del Sacro Cuore, magari in cerca di ispirazione.dscf6672 Qua, di partenza di sentieri che possano condurre alla forra nemmeno l’ombra.dscf6673 C’e’ chi prende posizione in un punto sopraelevato per scrutare meglio nei dintorni.dscf6676 Alla fine risolve il buon Claudio chiamando al telefono uno dei suoi numerosi amici torrentisti. Il responso e che dobbiamo tornare indietro allo spiazzo e poi prendere il sentiero indicato dal cartello. Assodato questo, ci spostiamo ed iniziamo a prepararci.dscf6678 Intanto sistemiamo le corde.dscf6680 Veruska interroga gli spiriti del sentiero per avere rassicurazioni circa la forra.dscf6682 Claudia si prepara a tempo di record.dscf6684 Stefano e’ pronto a partire, lui e Claudio devono riportare una macchina al paese.dscf6687 Noi rimaniamo ad attendere il loro ritorno. Per non scioglierci dal caldo rimaniamo semi-svestiti a goderci il sole. dscf6688 Ecco il resto degli attendenti!dscf6694 La montagna ci chiama.dscf6697 Mi giro intorno cercando qualcosa da fotografare. Lassu’ in alto si vedono colate di acqua che luccicano al sole.dscf6704 Ecco, finalmente ritornano i nostri.dscf6706 Si parte!dscf6710 Nemmeno 20 metri, il tempo di entrare nel bosco al riparo dal sole, e facciamo sosta. C’e’ un bivio e con lui il dubbio di dove dirigersi.dscf6711 Mentre ci si decide per una direzione, vado a dare una occhiata a sinistra. Da questa parte il sentiero termina in uno spiazzo con un’area picnic.dscf6715 Proseguiamo per la strada maestra. Incrociamo anche altri sentieri ma rimaniamo fedeli alla strada.dscf6717 Cammina cammina arriviamo a percorrere un tratto scoperto. Fa caldo, per fortuna ho deciso di non indossare la muta per il momento.dscf6721Siamo confortati dal fatto che alla nostra sinistra, molto piu’ in basso, si vede serpeggiare la forra che percorreremo.dscf6724 Si inizia a scendere. Con il buon Fabio, esperto in materia, commentiamo le rocce che compongono la parete che costeggiamo. Flysch ed arenaria, decreta il nostro sapiente amico. Naturalmente dal flysch alla quiche il passo e’ breve e quasi scontato, quindi passiamo alcuni minuti a disquisire su torte rustiche e loro derivati.dscf6725 La discesa continua.dscf6727 Claudio avanza di buon passo. Veruska e Claudia chiudono il gruppo procedendo con piu’ calma ma comunque determinate ed inarrestabili.dscf6728 Fabio camminando continua a studiare le rocce che costeggiamo.dscf6729 Laggiu’ ecco uno degli affluenti della forra che percorreremo. L’acqua non sembra abbondantissima.dscf6731 Si continua a scendere.dscf6735 L’aria si e’ fatta poco piu’ fresca, siamo vicini alla meta?dscf6738 Una diga! Siamo arrivati.dscf6741 Una ripida discesa di un paio di metri ci porta al livello del greto.dscf6745 Finalmente siamo sul posto dove partira’ veramente la nostra gita torrentistica. Uno sguardo preoccupato alla diga che sembra malmessa e poi iniziamo a prepararci.dscf6746 Mi giro a guardare dove la forra prosegue. Oggi non ci sara’ da sperare troppo, credo che di acqua ne vedremo ben poca. Decido per ora di rimanere leggero lasciando la muta nello zaino.dscf6747 Ho poggiato lo zaino vicino ad una pozza. In acqua c’e’ un lungo filamento di pallini neri. Lo tocco per vedere cosa sia, il filamento e’ gelatinoso, le palline nere all’interno saranno uova ma, ricco della mia beata ignoranza, non riesco ad ipotizzare di quale animale siano. Un rapido consulto con i miei amici lascia immutata la situazione. Le lasciamo volentieri al loro destino riprendendo i nostri preparativi.dscf6748 Una rapida ricognizione alla diga completa l’esplorazione della zona.dscf6749 Siamo tutti pronti, Claudio parte come un missiletto alla conquista della forra.dscf6752 Faccio a tempo a partire e sono gia’ ultimo assieme a Veruska e Claudia. dscf6754Sono cosi’ tanto solo, avanti a me si sono dissolti tutti, che inizio a pensare di aver sbagliato direzione. Comunque, come immaginavo, di acqua nemmeno l’ombra.dscf6756 Ecco Veruska e Claudia in azione.dscf6760 Ma quello e’ Fabrizio, allora siamo sulla strada giusta.dscf6763 Dobbiamo ancora scaldare i muscoli ed affrontiamo con cautela i primi passaggi un poco piu’ impegnativi.dscf6764 Un ultimo tratto in piano ed arriviamo a riprendere il gruppo.dscf6767 Si sono fermati a completare la vestizione in vista del primo salto.dscf6771 Eccolo, Vi presento il primo salto. Sembra non male, a parte la mancanza d’acqua. Decido di procrastinare ulteriormente il mio incontro con la muta.dscf6772 Claudio sistema la corda e scende il primo tratto. Prima di affrontare la discesa lascia le consegne a Fabio chiedendogli di essere l’ultimo a scendere.dscf6774 Ora tocca a noi. Veruska l’ardita, e’ pronta a partire.dscf6776 Fabrizio, suo degno compagno di vita, e’ gia’ arrivato a raggiungere Claudio.dscf6777 Quasi un saluto militare ci rivolge l’intrepida per infonderci fiducia prima del cimento.dscf6779 Claudia la segue senza indugi.dscf6780 Fabio segue con occhio attento lo svolgersi di tutte le operazioni. Stefano e’ ancora piu’ severo.dscf6783 Ma anche lui si scioglie in un sorriso quando arriva il suo turno.dscf6785 Mentre scende mi accorgo che il gruppetto sotto di noi nel frattempo e’ scomparso. Avranno continuato la progressione verso il salto successivo.dscf6786 Ora tocca a me, parto sotto lo sguardo imperscrutabile di un severo ma giusto guardiano. Mi sembra doveroso immortalarlo.dscf6787Raggiungo i miei amici. Trovo un titubante Fabrizio che si accinge a montare il discensore Oka su uno scampolo di corda. Claudio ha deciso di utilizzare la sua persona per misurare la lunghezza del salto e regolare la corda.dscf6788 Claudia se la ride, Veruska e’ un filino preoccupata per il suo futuro marito.dscf6789 Mi affaccio a vedere, il salto non e’ male, c’e’ anche una pozza d’acqua da passare. Credo mi tocchera’ indossare la muta.dscf6790 Fabrizio oramai e’ completamente catturato dal volere di Claudio, sembra rassegnato a fare da cavia in questa oscura pratica.dscf6791 Inizia la discesa comodamente calato da Claudio, deve solo stare attento a non scivolare.dscf6792 Ecco Claudio mentre opera. Stefano lo assiste moralmente…non tenta nemmeno di convincerlo a mollare la corda a meta’ salto.dscf6793Mi volgo a guardare dall’altro lato. Fabio scende.dscf6794 Il tempo di voltarmi ed e’ successo tutto, Fabrizio e’ arrivato. Le sue urla di tripudio mi confermano la necessita’ di indossare almeno in parte la muta. Claudio ora scende per testare l’adeguatezza del proprio lavoro.dscf6796 Stefano si prepara a scendere mentre Fabio arriva tra noi.dscf6797 E’ il momento delle nostre intrepide amiche, Veruska per prima.dscf6799Mentre il resto del gruppo affronta la discesa io mi occupo di completare la vestizione. Alla fine opto per indossare solo il sottomuta. Visto il perdurare della mia assenza dalle scene, Fabio prende l’iniziativa e mi sorpassa con un abile ed imprevedibile colpo di mano, scendero’ per ultimo. Ho cosi’ l’occasione per fotografarlo anche dall’alto.dscf6801 Si cala rapido e lo seguo riprendendo la discesa.dscf6805Lo seguo. L’incontro con l’acqua e’ traumatico, fredda e lievemente maleodorante. Per fortuna il sottomuta fa il suo mestiere ed attenua l’impatto con l’acqua. Stefano si occupa di recuperare la corda.dscf6810 Purtroppo anche la fotocamera ha sofferto dell’impatto con l’acqua e si produce in foto nebbiose nonostante i miei vani tentativi di asciugare l’obiettivo. Riprendo cosi’ Claudia in una atmosfera quasi da sogno.dscf6813 Ecco Claudio in azione.dscf6819 Claudio mentre affronta il cambio pendenza.dscf6824 Ora si scende veramente.dscf6828 Ciao ciao…dscf6830 Veruska si prepara.dscf6835 Eccola in azione, notare il movimento sinuoso dell’anca.dscf6837 Si e’ proprio meritata tutta la sequenza.dscf6839 Quasi arrivata al tratto piu’ verticale.dscf6843 Ancora poco e scomparira’ alla vista completando la discesa.dscf6844 E’ la volta di Stefano.dscf6847 Un sorriso prima del cambio pendenza.dscf6851 Anche qua, alla base di questo salto, c’e’ una pozza d’acqua. Dai commenti che sento credo di capire che si possa evitare di entrare in acqua. Non mi dispiacerebbe. E’ il mio turno, inizio la discesa.dscf6853 Il salto visto da sotto.dscf6855 La vasca d’acqua alla base. Spostandosi lateralmente si riesce ad evitarla e arrivare all’asciutto. Ho fatto in questa maniera e pensavo di essermela cavata, per fortuna Claudio provvede a tirarmi lui un poco d’acqua altrimenti avrei rischiato di rimanere asciutto!dscf6856 Si prosegue.dscf6857 Fabrizio sosta sorridente per una foto.dscf6858 Stefano improvvisa un concerto col suo fischietto.dscf6862 Mentre il gruppo si avvia…dscf6863 …il buon Fabio inizia la sua discesa da ultimo. Anche lui si e’ meritato tutta una sequenza di foto.dscf6873 A meta’ strada.dscf6875 Sosta foto.dscf6878 Lo spostamento laterale, Fabio la sa lunga.dscf6879 L’arrivo all’asciutto. dscf6883 Recuperata la corda proseguiamo anche noi.dscf6887 Giu’ in fondo, piccini piccini, si intravedono i nostri amici.dscf6889 Siamo arrivati nella zona dell’affluente visto dalla strada mentre venivamo.dscf6893 Eccolo, di acqua appena un rivolo.dscf6896 Camminiamo di buon passo fino a raggiungere Veruska e Claudia che chiudono il gruppo in avanscoperta.dscf6897 Giustamente si fermano a sguazzare un poco nella pozza d’acqua formata dall’affluente.dscf6898Facciamo una breve sosta con loro poi ripartiamo.
dscf6901 Raggiungiamo gli altri che intanto sono arrivati al salto successivo e lo stanno attrezzando.dscf6904 Mi affaccio a buttare un occhio, e’ il salto piu’ alto finora. Dopo di lui ci sara’ l’ultimo, ancora piu’ alto, da ben 38 metri se ben ricordo.dscf6906 Claudio inizia a scendere…dscf6911…E scompare svelto oltre il ciglio del salto.dscf6913 Mentre il gruppo affronta ordinatamente il salto io mi “assento” qualche minuto per indossare la giacca della muta, sembra che alla base ci sia un’altra pozza ed inoltre inizio a sentire un poco freddo.dscf6915Fatte le mie cose, riprendo ad aggirarmi facendo foto. E’ il momento di Veruska.dscf6918 Oramai un saltino da nulla come questo non la scuote minimamente.dscf6919 Un saluto alla sua amica Claudia prima di scomparire alla vista.dscf6923 E’ il momento di Fabio, riesco a posizionarmi bene quindi lo riprendo bel un bel tratto.dscf6929 Eccolo al punto di non ritorno.dscf6931 E’ andato. dscf6935 Dopo di lui scendo io, stavolta e’ Stefano a scendere per ultimo.dscf6937 Breve sosta per una foto verso il basso. C’e’ anche il sole.dscf6939 Arrivato! Urlo la libera a Stefano che scende veloce.dscf6940 C’e’ la pausa spuntino. Fabrizio ne approfitta per insultare Stefano, ma e’ solo per amicizia.dscf6942 Claudia si rifocilla con la frutta secca. Me ne offre e ne assaggio anche io una manciata.dscf6943 Claudio e’ inarrestabile, rifatta la corda nello zaino, riparte. Noi lo seguiamo zitti zitti, buoni buoni.dscf6944 Per evitare un salto ci muoviamo lateralmente per un breve tratto, il passaggio per tornare al greto non e’ delle migliori. Claudio si mette a mo’ di barriera umana rischiando di beccarsi addosso tutti i pietroni che facciamo cadere scendendo.  dscf6949 Si prosegue.dscf6954 Una sosta per ammirare le pieghe della roccia nella parete di fronte a noi.dscf6961 Veruska e’ ammiratissima.dscf6962 Un altro passaggio delicato che facciamo senza corda.dscf6970 Una vasca da passare a nuoto. Oramai, indossata la giacca della muta, non temo l’acqua fredda.dscf6972 Veruska mi mostra un serpentello, provo a fotografarlo prima che lo rimetta in acqua ma e’ troppo agitato e questo e’ il risultato.dscf6976 Ecco finalmente l’ultimo salto!dscf6985 Claudio e’ gia’ all’opera.dscf6986 Stavolta ha preso Stefano come cavia per la regolazione della corda e lo sta calando con la consueta precisione.dscf6987 Claudia si e’ scelta un posticino comodo per immortalare l’evento.dscf6988 Veruska cerca la concentrazione prima della performance.dscf6989 Fabio si rilassa un attimo.dscf6990 Fabrizio si e’ auto-nominato primo assistente e segue Claudio nelle manovre per calare Stefano. Ogni tanto per spirito di amicizia, di collaborazione e curiosita’ scientifica suggerisce a Claudio di mollare la corda per vedere cosa succede. Claudio non si lascia convincere a rovinare una cosi’ bella manovra per  delle prove pure poco ripetibili! dscf6991 Stefano e’ arrivato, la corda e’ regolata alla perfezione. Claudio riprende il momento storico.dscf6992 Ora e’ veramente tutto pronto, scende anche lui.dscf6994 Ogni tanto si ferma a fotografare la corda per verificarne lo stato, un professionista fatto e finito!dscf6995Dopo le verifiche prosegue la discesa.dscf6996 Mi sporgo un poco di piu’ per seguirlo meglio.dscf6997 Ancora una foto per il mio amico e poi ripongo la fotocamera, la batteria inizia a dare cenni di cedimento e vorrei fare ancora qualche foto piu’ avanti.dscf6998 Scendono tutti il bel salto. Stavolta, per fare bella figura, vado io per ultimo. Con qualche contorsione su corda riesco pure ad evitare di entrare completamente in acqua, che non e’ male. dscf7001 Ora la forra prosegue asciutta e senza altri salti, rimane solo di trovare il sentiero di uscita. Chi tra noi, non io, e’ stato bravo ed ha studiato la forra dice che il sentiero parte alla nostra sinistra. Cammina cammina, questo sentiero non si vede. Alla fine ne imbocchiamo uno, sulla sinistra, che sembra promettere bene. Claudio non ne e’ convinto, ma la maggioranza decide per seguire il sentiero e lui democraticamente si adegua. Strada facendo, passiamo in una zona in via di disboscamento, il sentiero e’ ingombro di legna tagliata e pronta per essere portata via. La cosa ci rincuora, continuiamo a salire di buon passo fino ad arrivare ad un bivio. Scegliere la direzione non e’ semplice. Fabio prende in salita, verso sinistra, e va in avanscoperta. Prima di perderlo di vista decido di seguirlo, lo stesso decide Claudio appena dopo di me. L’ho quasi raggiunto quando lo sento gridare che questa e’ la direzione sbagliata, il paese di Capricchia, la nostra meta, e’ proprio dalla parte opposta. Non per sfiducia, ma per pura curiosita’ mi affretto ad andare a guardare. In effetti laggiu’ si intravedono dei tetti. Facciamocene una ragione, questa non e’ la direzione giusta. Scendiamo urlando la lieta novella ai nostri amici che, con sollievo, prendono a destra, la via in discesa. Claudio e’ contrariato, e’ sempre convinto che la via giusta era ancora un’altra che avremmo incontrato seguendo ancora il greto del torrente. Non ci passa nemmeno lontanamente per la mente l’ipotesi di tornare indietro fin la’, quindi proseguiamo incrociando le dita. Ora il paese e’ alla nostra destra, ogni tanto si intravede. Camminiamo in piano su un sentiero quasi carrabile. Tra noi ed il paese c’e’ solo un profondo strapiombo, un altro ramo della forra probabilmente. Camminiamo circa un chilometro sul nostro comodo sentiero fino a giungere dove si conclude lo strapiombo e si puo’ passarne dal lato opposto. Ora il paese e’ praticamente di fronte a noi. Non avremo fatto la via piu’ diretta ma questa ultima parte e’ sicuramente molto comoda. Ancora un quarto d’ora di cammino di buon passo e siamo finalmente in vista della nostra meta. Un cartello ci rassicura che abbiamo percorso un sentiero “ufficiale”, magari non proprio segnato a dovere ma comunque confortevole. dscf7003Una breve sosta presso il cartello, giusto il tempo di ricompattarci . Siamo all’incrocio con la strada fatta stamane per andare alla partenza della forra.dscf7004 Ecco le nostre eroine che chiudono il gruppo.dscf7005 Foto ricordo al monumento di Capricchia.dscf7006 E poi tutti a cambiarsi.dscf7010 Coi vestiti asciutti e’ gia’ meglio. Claudio e Stefano, piu’ Fabio a supporto, partono per andare a recuperare la macchina di Stefano. Noi aspettiamo quietamente approfittando della pausa per un momento di relax. Veruska stringe relazione con una simpatica abitante di Capricchia estorcendole informazioni sulla vera ricetta della amatriciana, gloria e vanto locale. Alla fine le chiede anche dove potremmo andare a mangiare qualcosa. Sono appena le 5 del pomeriggio, difficile trovare qualcosa. Alla fine ci indica un ristorante poco fuori Amatrice. dscf7013 Al ritorno dei nostri con le macchine, partiamo senza indugi, la fame preme. Al ristorante, una cocente delusione, hanno appena finito di sistemare il locale dopo il pranzo e non hanno intenzione di lavorarci ancora fino alle 8 di sera. Non possiamo farcela, salutiamo e riprendiamo la nostra strada.dscf7015 Oramai sono alla disperazione culinaria, propongo di arrivare a Taizzano per degustare le fantastiche pappardelle al sugo di lepre ma la proposta non raccoglie grandi favori. Strada facendo, come ben ricordava di aver visto all’andata Claudio, incontriamo un ristorante. La fame ci rende temerari e speranzosi. Veruska si rende nostra ambasciatrice e chiede ospitalita’ per un pasto frugale. Ottimo! Ci accordano un piatto di pasta! E tra l’altro sara’ pure amatriciana! Ci sistemiamo fuori ad aspettare dissimulando calma e compostezza.dscf7017Quando ci chiamano dicendo che e’ pronto li spaventiamo con un abbordaggio scomposto, tanto che, intimoriti, si sbrigano a chiarire che per ora e’ solo il tavolo ad essere pronto. Poco male, prendiamo posto iniziando l’attacco del pane e del vino, tanto per placare i morsi della fame. Quando arriva l’amatriciana facciamo un tifo da stadio e ci litighiamo fino all’ultimo filo di pasta. La nostra gratitudine verso questi ospitali ristoratori sara’ imperitura!

Dopo esserci sfamati riprendiamo il viaggio di ritorno che quietamente conclude la giornata. Che altro dire se non…alla prossima.

Pubblicato in torrentismo | Commenti disabilitati su Forra Selvagrande – 04/06/2016