Chiocchio – 26/08/2018

Con Simone, Marco, Sieva, Chiara, Barbara, Giuseppe. In grotta abbiamo incontrato degli amici del gruppo di Perugia.

Approfitto delle mie vacanze sabine, sono a Montebuono da qualche giorno, per fare una uscita con i miei amici di Orvieto. La grotta che scegliamo e’ una classica sempre divertente, il Chiocchio. La mattina arrivo ad Orte dove lascio la macchina e vado ospite in macchina di Simone dove trovo anche Chiara. Al primo bar dalla “faccia” simpatica che incontriamo, facciamo sosta per la colazione e per salutarci per bene. Ne approfitto subito per la prima foto di gruppo.  
Stavolta per arrivare alla grotta facciamo una strada che non ho mai fatto, un paio di volte anche il navigatore sembra dare i numeri, pero’ alla fine riusciamo ad arrivare. Subito inizia la vestizione.Sono pronto e sento caldo, me ne vado verso l’ingresso senza fretta. Il sentiero e’ invaso da coloratissime bacche, sarebbe bello sapere se sono commestibili, nel dubbio mi limito a fotografarle.Eccomi arrivato all’ingresso.Mentre termino di prepararmi arrivano tutti gli altri.Ancora un paio di chiacchiere e poi entriamo. La prima sala e’ come sempre scivolosissima ma sulla parete e’ attrezzato un traverso col cavo d’acciaio che toglie dai guai.Il cavo ci accompagna fino ad un saltino di un metro.Di fronte a noi una bella colata.Barbara mentre ci raggiunge.C’e’ il primo passaggio lievemente stretto, visto che ora i miei amici devono stare fermi, ne approfitto.Anche qua vicino all’ingresso le concrezioni sono uno spettacolo.Ancora fermi? E’ io insisto.Su, andiamo.Tocca a me a scendere il saltino, appena arrivo ne approfitto per una foto a Barbara che aspetta di avere abbastanza spazio per scendere. E’ il turno di Chiara di affrontare il passaggio basso.La seguo subito. Mi ritrovo incolonnato nella galleria bassa. La colonna inizia a muoversi, avverto Barbara che puo’ venire giu’ anche lei.Proseguiamo nel meandro.Visto che c’e’ un poco di spazio mi metto di lato facendo foto a chi passa.Siamo nel punto dove c’e’ una curva a gomito, me la ricordo bene perche’ mi ci perdo sempre!Dopo la curva c’e’ il passaggio col sassone messo di traverso. Il passaggio e’ semplice ma non si puo’ assolutamente puntare i piedi sul sassone, e’ scivolosissimo. Nuova sosta. Siamo nei pressi del primo pozzo.Simone e’ davanti con Marco, sono sul bordo del pozzo e stanno armando il primo tratto del pozzo che e’ un saltino di circa 3 metri. Visto che c’e’ da aspettare mi diverto a curiosare intorno salendo al livello superiore nel meandro. Da questa posizione privilegiata posso importunare meglio i miei amici.
L’armo del salto e’ terminato. Iniziamo a scendere. Ora tocca a Sieva.Chiara attende con pazienza.Nella piccola sala dopo il salto intanto lavorano alacremente per armare il pozzo, quello detto della Cascata Bianca. Per quando arrivo e’ quasi tutto pronto ma non hanno ancora iniziato a scendere. Mentre aspetto, riprendo chi si appresta a scendere il salto.Armo approntato, si scende. Ancora una volta e’ il turno di Sieva. Simone lo assiste alla partenza mentre Marco e’ giu’ a fare sicura.Ultimi controlli prima di partire.Andato. Simone si rilassa un attimo.E’ il mio turno, ancora una volta mi piazzo sulla corda e faccio qualche foto. La prima verso la saletta dove sono appena partito.La seconda foto la scatto verso la celeberrima Cascata Bianca che da’ il nome al pozzo. Prima di farlo lancio qualche urlo a chi e’ giu’ perche’ illumini la cascata.Ora che sono arrivato alla base del pozzo posso mettermi comodo e riprendere chi deve ancora scendere.Tento di nuovo con la Cascata Bianca ma non ho abbastanza luce.Mi  rifaccio col sorriso di Chiara.Scende qualcuno, non lo riconosco, ma visto che ha 2 zaini, deve essere per forza Giuseppe, penso. E invece no, e’ Barbara, che spelea! Oramai non la ferma piu’ niente e nessuno.Siamo scesi tutti, pero’ Giuseppe e Barbara, che chiudevano il gruppo, ci avvertono che siamo stati raggiunti da un altro gruppo di speleo, sono 4 ed ora stanno sistemando la loro corda sul pozzo.Ma chi saranno? Simone riconosce la voce di Valentina, una speleo del gruppo di Perugia. Aspettiamo che scendano, sicuramente loro sono piu’ veloci di noi ed e’ meglio che li lasciamo passare avanti. Sistemata la corda scendono velocemente. Valentina la saluto ma non mi pare di conoscerla. Dietro di lei una faccia conosciuta. Si tratta di Felice, e’ un sacco di tempo che non ci si vede, un caloroso abbraccio e’ d’obbligo. La discesa successiva mi porta un’altra gradita sorpresa, si tratta di Luca. Anche con lui ci scambiamo un abbraccio. Come mi ricorda lui, sono piu’ di venti anni che non ci incontriamo in grotta, si dai tempi della spedizione in Vietnam. Finiti i saluti, siamo tutti pronti a muoverci. Quando loro scompaiono nel buio, riprendiamo anche noi a scendere.Anche questo tratto in discesa e’ scivolosissimo ed e’ meglio controllare bene dove si poggiano i piedi, il rischio e’ di fare uno scivolone, doloroso per il sedere e non meno per l’amor proprio. Infatti piu’ di qualcuno adotta una tattica di progressione accucciata per evitare ruzzoloni.Per dare un poco di vantaggio ai nostri amici perugini, Simone propone una visita al lago pensile nella Sala Merini. Non ci sono mai stato, questa mi sembra l’occasione giusta. C’e’ una corda fissa ad indicare la via. Si sale circa 3 metri e poi ci si infila in un buco laterale.Iniziamo a salire.Simone si mette alla fine della salita per dare una mano.Intanto giu’ ci si prepara per la salita.Vai Sieva!Ora salgo io. Questo e’ il passaggio basso, dopo la salita, che porta alla sala.Provo una foto sfruttando la luce di che e’ gia’ nella sala…Troppa luce……Cosi’ troppo poca!Andiamo a vedere ‘sta sala. In effetti e’ interessante, e’ ampia e col soffitto alto. Davanti a noi c’e’ un arrivo d’acqua che ha formato una bella colata. Alla base c’e’ disegnato il bordo di un laghetto che pero’ ora e’ competamente in secca.Mi tocchera’ tornare quando il laghetto e’ pieno per poterlo ammirare in tutto il suo splendore. Non sembra esserci altro da vedere, tento qualche foto alle concrezioni.Intanto i miei amici hanno preso la via del ritorno.Mentre aspetto il mio turno vado a curiosare fino alla colata ma non mi sembra che ci sia un arrivo percorribile.Ritorno al salto, e’ quasi il turno di Chiara. Ma e’ Sieva che in questo momento impegna la corda.E’ il momento di Chiara.Siamo tutti ritornati alla base. Possiamo proseguire.Ora dobbiamo affrontare il pozzo del panino. Simone e Chiara sono avanti.Da questo pozzo in poi, per un bel tratto, la grotta e’ armata quindi procediamo svelti. Ecco il Pozzo del Panino in tutto il suo splendore.Mi sistemo comodo per dare uno sguardo a chi scende. E’ il turno di Sieva.Procede spedito.Arrivato lui, parte Barbara, anche lei scende in un lampo.Segue Giuseppe, per stavolta scendo tra gli ultimi, rimane Marco a chiudere la fila.Breve sosta per riprendere fiato.Ora possiamo proseguire verso i Pozzi Novelli.Si scende un po’, poi le pareti della grotta si stringono in corrispondenza alla partenza del primo pozzo.Un pezzo di meandro e ci siamo.Vado avanti e mi metto comodo sul terrazzino che sovrasta la partenza del pozzo. E’ un posto comodo dove osservare chi parte per la discesa.Come al solito, per questa grotta, mi ritrovo a fotografare la discesa di Sieva. Oggi e’ il suo giorno.Ma non dimentichiamoci di Chiara col suo bel sorriso.Ecco la discesa di Marco.E poi quella di Chiara.Tutto bene la’ sotto?!?Eccoci tutti giu’. E’ il momento di fare i conti con la stanchezza. Per chi e’ ad una delle prime grotte, inizia a farsi sentire, e con la stanchezza arriva anche il freddo, quella gelida sensazione che ti abbraccia e non ti molla piu’. Un rapido consulto ed e’ deciso, per oggi e’ meglio fermarsi qua.Simone e Marco si avviano a risalire in compagnia di Chiara e Sieva. Visto che ci sarebbe comunque da aspettare, Barbara e Giuseppe decidono di scendere ancora qualche pozzo. Sono indeciso. La risalita sara’ una faccenda lunga, quasi quasi vado giu’ pure io per un tratto. Aspetto che Barbara scenda e poi la seguo per il pozzo successivo, il secondo Novello.Mi ritrovo con Barbara al terrazzino Cleofe, da dove parte il terzo Novello. Le faccio compagnia a bordo pozzo, cosi’ che non si senta sola mentre scende. Giuseppe e’ giu’ che la aspetta. L’armo e’ molto piu’ comodo di come lo ricordavo.Provo a riprendere il pozzo mentre Barbara scende ma e’ un ambiente troppo ampio per le mie misere luci.Alla libera di Barbara, scendo anche io. Una volta alla base del pozzo mi guardo attorno soddisfatto. Ora pero’ devo proprio tornare indietro, non vorrei lasciare “da soli” Simone e gli altri amici che stanno risalendo. Saluto Barbara e Giuseppe e, mentre loro si ingegnano per uno spuntino, inizio a risalire i Novelli con una certa premura. Affronto con la stessa solerzia anche il Pozzo del Panino. Forse esagero un poco, infatti quando arrivo alla salita che porta alla Cascata Bianca ho un fiatone che non ti dico e sbuffo come un mantice bucato. Alla Cascata Bianca finalmente riaggancio i miei amici e mi concedo una sosta per riprendere fiato.  Marco e’ alla base del pozzo in attesa di salire, si volta a guardarmi, per un attimo ha pensato stesse arrivando un treno a vapore.Appena mi riprendo abbastanza, metto in funzione la fotocamera. Appena in tempo per vedere Marco che termina la salita.Quando mi urla la libera, sono di nuovo in grado di respirare in maniera quasi umana. Salgo il pozzo. Alla saletta trovo il buon Sieva impegnato col pozzo successivo, quello da 3 metri.L’arrivo del salto. Dopo saremo praticamente fuori.Come detto, in pochi minuti siamo in vista dell’uscita. Il tempo e’ stato clemente, ha piovuto ma ora sta smettendo, solo le ultime gocce.Appena spiove riprendiamo le nostre cose ed usciamo. Ancora una foto e poi prendiamo per le macchine.Ho quasi terminato di cambiarmi quando arrivano Barbara e Giuseppe. Sono in compagnia dei nostri amici di Perugia.Giuseppe e Felice assieme, non e’ una foto da tutti i giorni. Arrivano anche Luca e…(dannata memoria!)Terminiamo tutti di cambiarci e di stipare le attrezzature infangate nei sacchi.Visto il lieto incontro, perche’ perdere l’occasione di mangiare qualcosa assieme? E’ presto deciso, saliamo in macchina fino ad un piccolo bar/alimentari dove si industriano ben volentieri per prepararci una sostanziosa merenda. Ne approfittiamo per smorzare la fame e fare quattro chiacchiere per rinverdire l’amicizia.Tutte le cose belle hanno una fine, quindi anche il nostro spuntino termina con bottiglie di birra vuote e briciole di pane a testimoniare il gradimento. Ci prendiamo ancora il tempo necessario per i saluti e poi riprendiamo le macchine. Strada facendo scende la sera.Arrivati ad Orte saluto Chiara e Simone, riprendo la macchina e faccio ritorno alla casa avita in quel di Montebuono. Una piacevole gita allietata da buona compagnia e piacevoli incontri. Alla prossima.

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Grotta dell’Elefante 24/08/2018

Una visita alla Grotta dell’Elefante, Gabriele ed io.

All’inizio di questa estate Fabrizio ci scrisse che alla grotta dell’Elefante, vicino Guidonia, era stata trovata una prosecuzione con sviluppi davvero notevoli invitandoci ad andare a visitarla. Visto che Guidonia e’ relativamente vicina a Montebuono, dove sono in vacanza, telefono a Gabriele per proporgli di andare a visitarla. Gli accordi per andare sono presto presi.

La mattina presto scendo al belvedere di Montebuono per andare a prendere la macchina e recarmi all’appuntamento con Gabriele a Guidonia.Dopo esserci incontrati all’uscita dell’autostrada, andiamo senza perdere tempo al “Bar Lanciani” a Guidonia per una meritata colazione. Dopo riprendiamo le macchine per il breve tragitto fino al parcheggio vicino la grotta. Iniziamo subito a prepararci.Dalla strada principale, prendiamo un sentierino pieno di pattume vario che sbuca in un prato.Gabriele non ricorda benissimo dove sia l’ingresso quindi lo cerchiamo con impegno per piu’ di mezz’ora vagando in lungo e largo per il prato e dintorni. Alla fine una telefonata a Fabrizio gli fornisce l’imbeccata per trovare l’ingresso della grotta.Ora che sa, si dirige deciso verso la meta.Si scende tra le fresche frasche.Nello scendere mi scivolano entrambi i piedi e faccio un numero da circo rimanendo appeso per le mani ad un alberello sotto lo sguardo stupito e preoccupato di Gabriele. Per fortuna l’unico infortunato e’ il mio amor proprio! Il fosso che percorriamo per una decina di metri e’ stato usato nel tempo come discarica, deve essere una sorta di sport nazionale. In corrispondenza di una galleria artificiale, ci fermiamo a cambiarci.C’e’ anche un altro ramo di galleria, ortogonale a quello dove ci siamo fermati, pero’ chiude con frana dopo pochi metri.Appena sommariamente pronto, prendo le mie robe e mi inoltro a curiosare nella galleria. Prosegue dritta una cinquantina di metri.In corrispondenza dell’inizio di una curva a sinistra, mi fermo ad aspettare Gabriele.Strada facendo si incontrano tracce di scavi in corso.Eccolo arrivato. Proseguendo insieme verso l’ingresso della grotta, Gabriele mi racconta che questa galleria veniva usata come rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale. Ho il dubbio che questa fosse la destinazione d’uso originaria della galleria, pero’ non ho altre informazioni al momento, quindi va bene cosi’.La galleria, dopo un’ampia curva a sinistra continua dritta alcuni metri fino ad intercettare una frattura che forma la grotta che visiteremo oggi. La parte destra della frattura. Gabriele mi dice che non ha sviluppi interessanti.La parte sinistra, gia’ attrezzata con la corda, e’ la nostra meta.Per curiosita’, prima di entrare vado a dare uno sguardo alla prosecuzione della galleria.Prosegue diritta altri 30 metri circa poi prosegue ancora, ma sulla sinistra parte un altra galleria. Vado per prima cosa a vedere a sinistra. Pochi metri e si incontra un crollo che ha parzialmente ostruito la galleria. Si passa agevolmente, quindi proseguo oltre.Ancora qualche metro poi un crollo “serio” interrompe la mia passeggiata. Torno indietro per finire di vedere il ramo principale.Anche lui termina miseramente con un crollo. Nel frattempo Gabriele mi raggiunge e torniamo indietro assieme. Un millepiedi ci tiene compagnia mentre terminiamo la vestizione. Oggi indossero’ per la prima volta il mio nuovo imbrago “Phedra” e devo dargli una regolata.Un altro ospite della galleria.Pronti? Si parte.Scendo il primo pozzo, dopo parte un meandro armato a mezza altezza nella frattura.Dei bei broccoletti, la mia tuta gia’ suda freddo. Spero di non dover fare lunghi passaggi stretti con loro a fare da pareti. Una mia tuta di alcuni anni fa usci’ a striscioline da una simile esperienza.Dopo il meandro parte subito un altro pozzo. Aspetto Gabriele prima di scendere.Un paio di frazionamenti, un deviatore e sono alla base della frattura. Ho una vaga idea di dove sono. Per non arrivare completamente impreparato, ieri sera ho sfogliato il “mecchione”, il monumentale libro con le grotte del Lazio, trovandovi le indicazioni sulla grotta dell’Elefante ed il suo rilievo. Grazie ai miei studi, ora so che la grotta, alla base dei pozzi, prosegue sia a “destra” che a “sinistra” (naturalmente destra e sinistra relativamente a come rappresentati sul rilievo). La parte a sinistra prosegue alcuni metri, ma e’ la parte destra che pare sia interessante. Sul libro viene riportato che in periodi di secca in corrispondenza del ramo destro si avverte una corrente d’aria fredda. Gabriele, che mentre curiosavo in giro, mi ha raggiunto, conferma quanto ho appreso dal libro. Ci dirigiamo verso il ramo destro.In terra e sulle pareti ci sono tracce di fango in piccoli blocchi e veli di concrezione. Dovrebbero essere i resti di varie fasi di allagamento della frattura che stiamo percorrendo.Un teschio di qualche animaletto arrivato qua chissa’ come. E’ un teschio strano per la mia scarsa competenza in fatto di crani. La spina dorsale attraversa centralmente la parte superiore del cranio fino alla fine di quelle che penso siano le cavita’ oculari ed e’ fusa ad esso, diventandone parte. Sarebbe simpatico sapere di quale animale e’ ma per ora la nostra analisi si ferma qua. Dopo averlo osservato per bene, lo rimettiamo al suo posto.Ci troviamo davanti un cumulo di detriti, breccia minuta, sembra essere caduta dall’alto, ma non si capisce da dove.Uno dei pezzi di fango.Qualche minuto di cammino curiosando qua e la’, ci portano fino ad una strettoia. Gabriele mi informa che questo e’ il punto dove e’ stato allargato il passaggio fino a renderlo transitabile. Da qui in poi si entra nelle zone “nuove” della grotta.Ecco la strettoia. A vederla non sembra proprio proprio larga. Pero’ i segni di passaggio ci sono. Provo.Con numerosi sbuffi e qualche sospiro riesco a passare. Annoto mentalmente che al ritorno potro’ trovare sicuro giovamento togliendo almeno il discensore dal delta. Mi guardo intorno. Sotto di me ho un saltino da un paio di metri, alla base una sala dal soffitto non molto alto, con roccia, acqua e fango.Un istmo di roccia che parte alla base del saltino ed arriva fino alla parete di fronte, divide la sala in 2 laghetti profondi un numero imprecisato di metri. Piu’ avanti, tra la fine della roccia e le pareti, c’e’ un generoso strato di fango denso.Descrivo il tutto a Gabriele mentre aspetto che passi. Dopo una breve attesa in cui non lo sento muoversi, gli chiedo cosa stia succedendo. Gabriele mi risponde che oggi non ha voglia di passare la strettoia. La notizia mi contraria alquanto. Questo vuol dire che l’esplorazione e’ quasi terminata, non e’ prudente addentrarmi da solo e non posso lasciare Gabriele ad aspettarmi per troppo tempo. Insisto un poco ma e’ irremovibile. Mi rassegno. Gli urlo che va bene cosi’, andro’ a dare una occhiata avanti e poi tornero’ indietro nel giro di un’ora. Non vorrei bagnarmi i piedi quindi guardo per prima cosa a sinistra ma ottengo solo di ricoprirmi la tuta con uno spesso strato di fango. Da quella parte il passaggio ci sarebbe pure ma e’ stretto ed e’ chiaro che nessuno e’ mai passato di la’, almeno di recente. Il passaggio quindi deve essere a destra. Mi rassegno a bagnarmi i piedi. Attraverso la pozza d’acqua per circa 2 metri seguendo l’istmo di roccia che vi si immerge per un palmo, giusto quel che basta a infradiciarmi i piedi. Percorsi i 2 metri, a ridosso della parete, trovo la corda che permette di salire e proseguire l’esplorazione.Salgo un paio di metri. Trovo un traverso, molto opportuno poiche’ la roccia e’ scivolosissima.Terminato il traverso inizio a vagare tra giganteschi massi di crollo camminando in uno strato di fango compatto ed appiccicoso, alto piu’ di 20 centimetri. Ci sono molte possibili prosecuzioni e le profonde orme nel fango mi informano che sono state tutte viste piu’ o meno accuratamente. Nel girare trovo una “freccia” che indica verso l’alto, ne seguo la direzione con gli occhi, in effetti il passaggio che indica sembra abbastanza comodo. Seguo l’indicazione dell’artista sconosciuto.  Arrivo in alto. Ora sono vicino alla volta della galleria di cui si intuisce l’inizio. A terra non mancano fango e massi sconnessi. Anche qua ci sono molte diramazioni che appaiono gia’ viste. Per il momento le accantono scegliendo di seguire la direzione principale della galleria ed il filo d’aria che vi sento arrivare.Rocce consumate da…?La volta della galleria.C’e’ da riscendere un paio di metri, lo faccio guardando bene che mi sia possibile poi risalire. Finalmente la galleria sembra proseguire senza ulteriori ostacoli. Ci sono sempre a terra dei massi di crollo ma di dimensioni contenute che non ostacolano troppo il cammino.Ho premura, il tempo passa e Gabriele e’ la’ ad aspettarmi. Non mi fermo troppo per fare foto, ne scatto alcune camminando, quindi il risultato e’ scarso.La galleria improvvisamente sembra scendere. Mi trovo davanti degli strati di roccia contorti che agli amanti del genere fantasy possono far pensare al dorso di un drago. Sotto di esso c’e’ un qualcosa, salto o pozzo, attrezzato con la corda. Anche se a malincuore decido che e’ ora di tornare indietro. Un breve inciso: pensandoci ora, a distanza di qualche giorno, dico a malincuore perche’ allora ho sentito che, se non avessi avuto pensiero per Gabriele,  avrei potuto girare in esplorazione della grotta per ore, dimentico di tutto. E’ una sensazione per me esaltante che ho faticato un poco a dominare razionalmente. Erano tanti anni che non mi capitava e mi sembra come se avessi incontrato un vecchio amico da tempo perso di vista. Prima di voltarmi provo a prendere una foto verso il salto armato ma viene scura, anche la foto magari la faro’ la prossima volta.Il ritorno non porta sorprese se non tanto fango quanto ne avevo trovato all’andata ed una nuova bagnata ai piedi, stavolta meno fastidiosa poiche’ i piedi era gia’ bagnati. Passata la strettoia ritrovo Gabriele. Ha approfittato della mia assenza per fare un pisolino. Ancora eccitato dalla bella sensazione di aver visto luoghi sconosciuti e, quasi, inesplorati, lo investo con la descrizione di quanto ho visto. Gabriele mi ascolta pazientemente e con interesse, poi riprendiamo la via del ritorno.Pochi minuti di cammino e poi su corda e sono alla galleria artificiale.Mi affaccio a controllare, Gabriele e’ subito dietro di me, lo aspetto per immortalare la sua uscita.Mi metto seduto comodo ed aspetto.Eccolo che fa capolino.Ci cambiamo al fresco della galleria poi usciamo al caldo di questa bella giornata estiva.Un simpatico cartello mi ricorda che siamo praticamente dentro Guidonia.Una volta alle macchine finiamo di sistemare le nostre robe. Mi dispero un poco per la discreta quantita’ di fango che mi sono portato appresso dalla grotta. Avro’ i miei problemi per pulire tutto senza intasare gli scarichi di casa. Sicuramente pero’ l’esperienza appena vissuta vale qualche piccolo disagio futuro. Alla prossima.

Pubblicato in artificiali, esplorazioni, speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Grotta dell’Elefante 24/08/2018

Pretaro – 12/08/2018

Al Pretaro con Simone, Chiara, Sabrina, Elena, Marco, Fabio. La sera cena da Alessandro con Barbara e Giuseppe.

Dopo le appassionanti giornate di scavo a Campocatino, siamo andati, Betta, io e Luna a goderci qualche giorno di mare. Una volta ben arrostiti siamo poi andati a Montebuono per riposarci dalle faticosissime vacanze. Con i miei amici di Orvieto abbiamo approfittato dell’occasione per organizzare una gita in grotta in Sabina. Visto che sono a Montebuono andremo al vicino “Buco del Pretaro”, semplicemente “Pretaro” per chi ne e’ in confidenza e “Buca du vento” (probabilmente ho messo qualche “u” di meno, ma il senso e’ quello) per chi abita a Montebuono! Ecco i miei amici che arrivano decisi e compatti al Roby Bar.Dopo la colazione ci trasferiamo allo spiazzo vicino alla grotta per cambiarci. Elena si e’ portata appresso i ferri del mestiere e Sabrina ne approfitta per chiederle una spuntatina alla frangetta.Subito accontentata.Ora Sabrina e’ pronta a tutto!Scambio di foto con Marco.Siamo quasi pronti, possiamo spostarci verso l’ingresso. Presto, presto che qua mi sciolgo dal caldo.La foto ricordo all’ingresso e’ irrinunciabile.E di quella singola quando si inizia ad affrontare l’ignoto buoi e ventoso, ne vogliamo parlare? Ecco Elena che fa il suo ingresso trionfale.Sabrina con la frangetta rifatta e’ veramente splendida!Chiara ha acceso gli abbaglianti, come si deve prima di entrare in galleria…Mi rovina un poco la foto ma con un sorriso cosi’ gli si puo’ perdonare tutto.Eccoci dentro, si prosegue.Un saluto alla padrona di casa.Un paio di strusciate per terra e siamo al primo pozzetto.Elena sembra dire: “Fammi passare avanti altrimenti, io t’ho fatto la frangetta ed io te la distruggo” e Sabrina rispondere: “Ci devi solo provare, Edward!”Alla fine pero’ Sabrina, che e’ buona, si convince ed Elena parte per la sua discesa.La coda di speleo inattesa inizia ad infoltirsi.Elena intanto scende.Arrivata.Scende Sabrina, oramai lei il Pretaro se lo mangia a colazione.Tocca poi a Fabio, per lui e’ la prima visita alla grotta ed i primi passaggi bassi lo hanno favorevolmente impressionato. Questa almeno e’ stata l’impressione che ha dato, a sentire le bestemmie che ha tirato giu’ nel passarle.Col pozzetto invece se la cava egregiamente.Intanto scendo anche io lasciando a Marco l’onore di chiudere la fila.Il passaggio del traverso e’ una cosa da nulla. Sabrina mostra ai suoi amici come fare.Chiara si ferma a prendere fiato prima di affrontare il primo toboga. Intanto chiede preoccupata a Simone: “Ma sei sicuro che proprio in questo bucaccio mi devo andare a ficcare?”Per farle coraggio il buon Simone inizia a scenderlo per primo.“Buttati che e’ morbido”, le dice Simone. “Arrivo” risponde Chiara. Intanto io documento tutto.
Ecco la nostra impavida eroina mentre affronta la discesa.Dopo e’ il turno di Elena che addirittura fa le boccacce al povero fotografo.E allora, ancora una foto.Arrivata anche lei. Sabrina, e non dico altro.Scende con eleganza.E poi Fabio le copia la tecnica.Siamo al secondo toboga. Mi metto alla partenza facendomi piccolo piccolo per poter dare supporto morale a chi affronta la discesa. Ora tocca ad Elena.Quasi arrivata, senza problemi.Fabio e’ quasi a suo agio nonostante lo spazio sia proprio risicato.Passato Fabio lascio il mio posto a Marco e vado avanti.Siamo ora alla galleria che porta alla sala del the. I miei amici accettano gentilmente di posare immobili per una foto. Li costringo a stare fermi per un paio di minuti, poi alcuni sospiri di impazienza mi avvertono che e’ meglio proseguire.Anche Marco, che chiude la fila si becca la sua razione di immobilita’.Finche’ resistono, io continuo ad imperversare. Gira la testa che si vede la luce, fermo cosi’, spostati un poco piu’ indietro…e cosi’ via.Ancora un’altra e poi andiamo.Dopo una rapida sosta alla sala del the, alcuni di noi proseguono per la sala Utec. Fabio dichiara che per oggi ha gia’ avuto la sua dose di “strettosita’”, quindi rinuncia. Salgo per primo la famigerata strettoia in salita fermandomi in cima per poter dare una mano.Il moschettone dell’armo non e’ propriamente in ottime condizioni, per fortuna e’ doppiato su naturale.Arriva Simone, con qualche contorsionismo mi scavalca e passa avanti. Dopo di lui arriva Chiara. Per lei il passaggio non e’ stretto, infatti arriva su senza troppi problemi. Ora che e’ arrivata, il problema e’ farla passare.Alla fine la accompagno su per un pezzo, sin dove si allarga un poco.Passata Chiara vado a vedere cosa combina Elena. Anche per lei il passaggio stretto non e’ un problema. Eccola che spunta fuori come un elfo delle grotte.L’arrivo di Elena alla sala Utec.Come sempre il buon Marco arriva a chiudere la fila. Qualcuno gli ha fatto le corna. Sono di fango e sono sul casco, pero’ son proprio corna ben fatte.Ecco l’insegna della sala.Qualche capelli d’angelo messo in cantiere da poco.Andiamo a visitare i cunicoli fangosi fino al “trivio”. Fuori, prima di entrare ho mostrato loro il punto esterno che dentro corrisponde circa al trivio. Ora glielo voglio mostrare il punto corrispondente dall’interno. Fatto il nostro giro, torniamo indietro. Strada facendo importuno Elena chiedendole di fermarsi in posti scomodissimi per fare qualche foto.Tornati alla sala Utec.Giu’ di nuovo per il cunicolo.Elena scende come uno scoiattolo, quasi non riesco a starle dietro.Mi fermo ad aspettare Chiara. Poi proseguiamo assieme. Anche in discesa la strettoia non e’ un gran problema.Alla sala del The ricompattiamo tutto il gruppo. Marco ci mostra con orgoglio i suoi nuovi ornamenti.Ripartiamo prendendo con decisione la via del ritorno. Sabrina si presta come modella per alcune foto.Non potevano far altro che essere belle foto!Le strane scritte in “etrusco” (Chiara ci ha appena raccontato che gli Etruschi scrivevano da destra verso sinistra). Questa sembra essere un “Plus ultra”, che l’ingresso una volta fosse piu’ avanti?!?Anche al ritorno mi incastro in cima al secondo toboga (che ora, al ritorno, e’ il primo!) ed assisto l’arrivo dei miei amici. Ecco Fabio che disbriga la salita con qualche sbuffo ma senza problemi. Arriva poi Sabrina.La faccio fermare per una foto.Ora sale Chiara.Quasi arrivata.Le chiedo di fermarsi per una foto ma lei non vuole collaborare.Alla fine, con argomenti decisivi e buone maniere, in pratica la tengo ferma con mani e piedi, le estorco la foto.Passiamo subito al primo toboga (e’ inutile dirvi che ora e’ il secondo, pero’ mi piace dirvelo ugualmente). Lui e’ il solito cunicolo stretto ma tanto carino che mi ostino a fotografare ogni volta.Salgo in cima al primo toboga e anche qua assisto all’arrivo dei miei amici per documentare il tutto con le foto.Fabio parte per primo. Poi e’ il turno di Sabrina.Il suo sorridente arrivo.Poi tocca a Chiara, una delle poche che ho visto salire praticamente in piedi.Dopo il passaggio di Chiara la fotocamera ha dichiarato di essere stanca di batteria ed ha iniziato a spegnersi ad ogni tentativo di foto. La lascio riposare per un po’. Ci spostiamo a fare il traverso e quindi il pozzetto. La fotocamera mi concede ancora uno scatto ad Elena mentre risale il pozzetto ma poi tace, muta e spenta, ad ogni altro tentativo.Sopra al pozzetto convinco tutti a fare una visita alla sala dell’Arpa Celtica. Viene anche Fabio, pero’ al primo sentore di passaggio stretto ci abbandona dicendo che per oggi ne ha avuto abbastanza di “strettume”. Si tratta di una deviazione breve ma molto piacevole. Da la’, ancora pochi minuti e siamo fuori. Per la cronaca, Marco riesce ad uscire senza “rompersi le corna”. Per la cena e’ ancora presto, ci cambiamo senza fretta ed andiamo da Roby Bar a prendere qualcosa di fresco. Verso le 6 del pomeriggio lascio il gruppo, devo andare a casa a posare le mie robe e prendere Betta. Fatto questo, siamo d’accordo che ci rivedremo a Sant’Oreste in tempo per l’aperitivo. Betta ed io arriviamo alla piazzetta dopo l’arco verso le 7 e mezza e li troviamo tutti seduti a bere rilassati e contenti.  Ci uniamo subito a loro rimettendoci in paro. Peccato solo che dopo le 7 i bar non possano servire i drink nei bicchieri di vetro, lo spritz nel bicchiere di plastica non e’ lo stesso. Alle 8 ci avviamo al ristorante. Come avevamo chiesto, Alessandro ci ha apparecchiato sul balcone, potremo cenare gustando il bel panorama che si vede da qua. Aspettiamo ancora qualche minuto perche’ Barbara e Giuseppe possano raggiungerci. In verita’ iniziamo subito con gli antipasti, pero’ li mangiamo molto lentamente per attendere i nostri amici. Appena arrivano diamo il via libera ad Alessandro, la cena puo’ avere ufficialmente inizio. Finiscono di arrivare gli antipasti per tutti e, per alcuni minuti, nessuno guarda piu’ il panorama.Scende la sera e la cena continua in allegria.Quando arriviamo al dolce siamo satolli e contenti. Anche la stanchezza inizia a reclamare attenzione. Un ultimo sguardo al panorama e prendiamo la via di casa. Una splendida giornata con tanti amici, grotta e buon cibo. Alla prossima.

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Dolina Sfondata – Campocatino – 7/08/2018

Tre giorni di scavo ad una possibile nuova grotta con Tarcisio, Gabriele, Nerone, la partecipazione di Luna e qualche visita di passaggio da parte di alcuni amici.

Proprio cosi’, stavolta ho costretto tutta la famiglia ad un soggiorno a Guarcino per stare ben 3 giorni a lavorare a Campocatino. In realta’ il programma era piu’ variegato ma i temporali previsti in zona ci hanno fatto preferire un obiettivo piu’ facile da abbandonare in caso di fulmini. Questo e’ l’antefatto, eccoci pronti ad iniziare!

7 agosto 2018 – L’inizio degli scavi.

Oltre a noi arrivano anche Marika, Valerio e Leandro e, naturalmente, Cesare, ma solo per salutarci prima di andare agli Urli.I preparativi.Si parte.Dopo un impegnativo avvicinamento di almeno 2 minuti, eccoci alla Dolina Sfondata, la nostra meta.Eccola in tutto il suo splendore.Nerone e Tarcisio partono subito alla carica. Io passo qualche minuto con Luna, poi li raggiungo.La giornata corre via presto, qualcosa abbiamo fatto, qualcosa si intuisce, torneremo. Per ora riprendiamo le nostre cose e torniamo alle macchine.La giornata, come da previsioni si e’ un poco guastata.Per fortuna il nebbione passa e va. Marika e Cesare decidono di andare a vedere se gli “urlanti” stanno uscendo, Li accompagnamo.Funghi su letame.Ci fermiamo sul versante opposto a dove si apre la grotta degli Urli, vicino ad un’altra grotta di cui non ricordo il nome. 2 ragazzi in passeggiata ci seguono incuriositi.Mentre aspettiamo, vi presento la grotta che ci tiene compagnia.La vista da qua e’ veramente stupenda.…e aspettiamo…
Eccoli! Ora possiamo anche lanciar loro un saluto e tornare alle nostre cose. La giornata si chiude qua.

8 agosto 2018 – Insistiamo con Dolina Sfondata.

Sara’ che anche per oggi e’ previsto temporale, sara’ che la Dolina Sfondata ci ha incuriositi, tanto e’ che anche oggi torneremo a scavare la’.Dopo la colazione, facciamo un salto al garage di Tarcisio a prendere il materiale. Ieri Tarcisio ha preso in custodia le nostre tute per farle asciugare. La mia e’ ancora appesa bel bella a prendere il sole.Si prepara il necessario.Affrontiamo impavidi la solita, lunga, strada per Campocatino e poi l’estenuante avvicinamento di quasi 2 minuti. Anche oggi Luna e’ con noi e scorrazza felice per la piana.L’altro “cantiere” aperto nella piana di Campocatino. Per quello pero’ dobbiamo attendere Gianluca.Nerone mentre sistema le ultime cose prima di entrare.Passa a trovarci Giancarlo, pero’ e’ qua solo per una gita, non ha portato attrezzatura.Ho montato una sorta di tenda per permettere a Luna di avere dell’ombra. Purtroppo pero’ lei ha una paura assoluta dei teli mossi dal vento quindi ci si tiene ben lontana.Preferisce posti piu’ morbidi per riposare!Gabriele si e’ assunto il ruolo di gestione esterna dei secchi, quindi rimane fuori a recuperarli, svuotarli per bene e rimandarli giu’.Luna a forza di tirare e’ riuscita a far crollare la tenda, quando esco dalla grotta per un poco di riposo, mi mostra soddisfatta il suo capolavoro.Gabriele e’ sceso a dare uno sguardo, Nerone e’ uscito a riposare.E’ quasi finita la giornata, lo scavo procede, si inizia ad intravedere il passaggio.La nostra giornata l’abbiamo fatta, torniamo alla base.Gabriele nelle vesti di sherpa.

9 agosto 2018 – La giornata conclusiva.

Eccoci di nuovo al garage di Tarcisio. Oramai siamo stati “catturati” dal fascino malizioso di Dolina Sfondata, dobbiamo per forza tornare la’ per vedere cosa c’e’ “oltre”.Il piazzale di Campocatino che ospita le nostre macchine.Anche oggi Gabriele si carica come un mulo ed affronta stoicamente il lungo tragitto fino alla grotta. Io invece ho il mio daffare per convincere Luna a lasciar perdere i cavalli.Nerone, come sempre, e’ gia’ pronto per entrare.Altro funghetto da letame, lo diceva anche De Andre’ che sul letame crescono bene questo genere di cose…Per lui erano fiori, ma non stiamo a sottilizzare.Via coi lavori.Oggi c’e’ nebbia in grotta, Nerone avra’ cambiato marca di tabacco per la pipa?!? Oggi la curva che impediva il passaggio quasi non c’e’ piu’, mi infilo a vedere. C’e’ tanta mondezza.Usciamo a riprendere fiato.Nerone ci pensa su.Anche Luna riposa, approfittando della mia pancia per stare comoda.Rientramo. Con la collaborazione di Nerone allargo il diaframma che mi impediva il passaggio. Infilo la testa oltre strisciando schiena a terra. Sul soffitto trovo incastrato un bel pallone.Davanti a me c’e’ un bel mucchio di pattume. Forse smaltito quello troveremo la grotta? Lavoro ancora un poco nello stretto ma poi lascio perdere, ho le braccia a pezzi. Esco a riposare. Ne approfitto per qualche foto meno “grottesca”.Nerone, sempre in meditazione. Cerca l’ispirazione per capire come procedere negli scavi.Anche per oggi si chiude bottega.Un saluto al meraviglioso panorama.Anche oggi la grotta non si e’ concessa, pero’ ha iniziato a mostrare qualcosa. Quel tanto che basta a farci desiderare di tornare…le grotte lo fanno, lo fanno! E noi torneremo. Alla prossima.

Pubblicato in speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Dolina Sfondata – Campocatino – 7/08/2018

Grotta Vale – 28/07/2018

A scavare Grotta Vale con Virginia, Marika, Nerone, Valerio, Giuseppe, Gabriele, Maurizio, io e Luna.

La mattina ci vediamo con Giuseppe e Gabriele per andare a continuare lo scavo a Grotta Vale. La prima tappa la facciamo al bar da Cicchetti e la seconda da Nerone a prendere il materiale necessario. Luna, che oggi e’ con noi, fa subito amicizia con Nerone, pero’ anche lei cerca di tenersi lontana dalla sua  terribilissima pipa (lo so, terribilissima e’ un errore, ma rende meglio l’idea di quanto possa puzzare la mistura che pressa dentro quell’attrezzo infernale che chiama pipa!).Dopo aver preso il materiale andiamo diretti in zona scavo.Iniziamo a prepararci.Oggi Gabriele si sente in forma quindi si prepara anche lui.Maurizio era gia’ sul posto ed e’ pronto ad iniziare, ha scelto il suo lavoro, aiutera’ a tirare su i secchi.Gabriele oggi e’ iperattivo, scende per primo.Mentre iniziano gli scavi io mi occupo di consolidare il treppiede per evitare che si alzi da terra.Ne interro le “zampe” e poi le fisso a dei lunghi paletti.Arriva un mucchio di cavalli, sembrano intenzionati a venire a brucare tra le nostre robe.Maurizio va da loro per dissuaderli.Ignari del pericolo equino, Giuseppe e Gabriele continuano a scavare.Passa un folto gruppo di giovani in gita, quasi vorrebbero fermarsi a scendere il pozzo ma poi tirano dritto, magari al prossimo passaggio potremo offrire loro una vera grotta.All’esterno fa caldo, troppo caldo, inizio a reclamare per il mio turno di scavo. Una mezz’ora di attesa e vengo accontentato. Scendo a vedere il da farsi. Il “pozzo” che Valerio urlava la volta scorsa, scende per un metro poi si ferma la’. Solo per il momento, speriamo.Quando risalgo dalle fatiche scavatorie trovo che sono arrivati Marika con Valerio e, naturalmente Cesare. Luna finalmente ha un compagno di giochi.Gabriele riposa dopo una mattinata piena di attivita’.Giuseppe prosegue nello scavo. Nella foga ho scordato di fotografare la situazione, passo la fotocamera a Giuseppe per documentarla.Ecco il “pozzo” di Valerio dopo lo scavo fatto per allargarlo.Il fondo attuale. C’e’ tanto da fare, ancora.Gabriele scende per un altro turno, oggi e’ instancabile.Luna osserva incuriosita il nostro andirivieni.Maurizio, anche lui instancabile nonostante il mal di schiena, continua a recuperare e vuotare i sacchi di terra e sassi.Il mio casco. Non lo avevo notato, ma e’ proprio il mio, il nome del modello e’ “TOXO”!Fiordifragola?!?Luna in paziente attesa.Il riposo del giusto.Arriva Nerone, dopo il suo turno al lavoro.Virginia e’ dei nostri ma si tiene lontana da Cesare che non le ispira fiducia. Maurizio si rifocilla con un buon sigaro.Nerone non se lo fa ripetere 2 volte e lo imita subito con la sua pipa.Intanto sotto si continua a scavare. Valerio e’ sceso a fare la sua parte. Speriamo in un altro pozzo.Nessuna buona nuova per oggi. Iniziamo a smontare le nostre cose per andare. Nerone e Virginia sono pronti per andare, salutano e si avviano.Noi terminiamo i preparativi.Pronti. Andiamo anche noi, ciao Grotta Vale!Una sosta sull’Aniene a pulire le nostre tute.Maurizio eccezionalmente scende dal suo rifugio sui monti per venire a cena con noi. Deve festeggiare la sua macchina sportiva!Siamo pronti per salire al nostro ristorante di fiducia.

Una buona cena conclude degnamente la bella giornata, bella anche se non ci ha regalato nuove emozioni speleologiche. Alla prossima.

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Grottone di Calvi – 22/07/2018

Una visita improvvisata al Grottone di Calvi per andare a salutare i miei amici del GSCO.

A Roma fa caldo, non ho particolari impegni, so che i miei amici del GSCO sono andati a fare palestra al Grottone di Calvi. Chiedo a Luna se ha voglia di fare una passeggiata e lei, come al solito, esprime il suo entusiasmo con qualche sommesso ululato di gioia. Non li avverto, faro’ loro una sorpresa. Mentre sono in macchina, sono appena uscito dalla autostrada a Ponzano, la sorpresa rischia di saltare. Mi telefona Simone, non ricordano la strada per arrivare al grottone. Sto per rivelargli che sono per strada e li raggiungero’ a breve quando mi annuncia che hanno trovato le coordinate e stanno risolvendo. Sorpresa salva! Arrivato al parcheggio lo trovo zeppo delle loro macchine, devo sistemarmi dalla parte opposta.Io e Luna prendiamo la sterrata e la seguiamo, mi aspetto di trovare qualche amico che vaga per il bosco ma sento nessuno, magari alla fine lo hanno trovato, il grottone.Affronto l’ultima pettata e li sento vociare. Sono proprio al grottone, bene. Mando avanti Luna a salutare. Appena la vedono, un attimo di sconcerto, poi la riconoscono ed iniziano a farle festa. Chiamano anche me che non tardo a raggiungerli per un saluto come si deve. Sorpresa perfettamente riuscita!Ci sono dei ragazzi nuovi di cui presto, non oggi, imparero’ i nomi. Ci sono anche tante facce care, Marika, Barbara, Giuseppe, Simone, Giulio e Marco. Sono proprio contento di avere avuto l’idea di venire. Giulio e Simone mi raccontano delle avventure avute per arrivare. Visto che non trovavano la strada giusta, Giulio e’ arrivato fin sopra il grottone e poi ne e’ sceso dentro calandosi con la corda. Una volta arrivato ha potuto chiamare gli altri per il sentiero giusto.Mi vesto da grotta ed iniziamo ad armeggiare con le corde. Simone e’ sulla via a destra a fare esercitare un ragazzo. Sulla sinistra, con l’aiuto di Giuseppe e Giulio, armiamo una breve via e quindi una teleferica.Dopo qualche gioco su corda viene deciso che e’ ora di pranzo. Tutti si fermano a mangiare qualcosa. Per Luna ho solo dell’acqua ma tanto lei mangia solo la mattina e la sera. Per me non ho nulla, pero’ Marco gentilmente mi offre una salsiccia cosi’ partecipo anche io al pasto. Dopo pranzo Simone riprende a fare esercizi con uno dei ragazzi.Qualche volenteroso prova la via che abbiamo approntato.La teleferica sembra piacere. Simone e’ sempre la’, in modalita’ istruttore.Eccolo arrivato alla base della via mentre impartisce le ultime istruzioni al suo allievo.La teleferica intanto fa il suo mestiere.Per Marika e Giulio e’ arrivata l’ora di tornare a casa. Decido di andare anche io. Mi cambio, un saluto veloce a tutti, una foto a Barbara e Giuseppe e poi ci avviamo.Scendo piano fermandomi ad aspettare i miei amici.Ecco Giulio che arriva.Luna nel frattempo sfreccia su e giu’ passandoci accanto nello stretto sentiero, un giorno di questi fara’ cadere qualcuno.Come dicevo, una improvvisata, pero’ ben riuscita. Una bella occasione per rivedere i miei amici, fare un poco di movimento e fare contenta Luna. Alla prossima.

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Inghiottitoio di Campocatino – 21/07/2018

A scavare l’inghiottitoio di Campocatino, con Gianluca,Tarcisio, Nerone, Gabriele, io e Luna.

Avevamo promesso a Tarcisio e Gianluca di dar loro una mano, quindi al primo fine settimana utile organizziamo ed andiamo a Guarcino. Da Roma siamo Gabriele, io e Luna. Viene Nerone da Subiaco. Con i “locali”, Tarcisio e Gianluca la squadra e’ al completo. Per una volta arriviamo per primi all’appuntamento, son soddisfazioni! Quando siamo tutti, si sale a Campocatino. Dopo un rapido caffe’ al bar sul piazzale andiamo in zona scavo. Gianluca ci spiega cosa hanno fatto finora.Dalla volta scorsa, ricordo che era una buca di poco piu’ di un metro, lo scavo e’ progredito parecchio. Scambio di foto.Nerone si prepara allo scavo con una sana pipata.Gianluca entra subito dentro a scavare, Nerone e Tarcisio gli danno una mano tirando fuori i secchi di terra. Visto che siamo decisamente in troppi per questa fase del lavoro, Gabriele ed io decidiamo di andare a vedere l’altro buco, quello al centro della piana. Luna ci segue con entusiasmo.Il buco e’ qua, da qualche parte.Eccolo.Togliamo le assi e la grata che proteggono l’ingresso e diamo uno sguardo. Ci si presenta un buco tondo che ricorda un poco l’ingresso del Pretaro.Mi calo nel buco, c’e’ un saltino di circa 3 metri ma e’ stretto e si scende facilmente anche senza corda.Alla base del pozzetto parte una piccola condotta orizzontale che un metro avanti a me fa una doppia curva destra-sinistra. Accanto ai miei piedi c’e’ il cadaverino di un uccello. Chiedo a Gabriele il piacere di tirarmi giu’ il secchio per poterlo tirare fuori.Proseguo nel meandrino, dopo la doppia curva c’e’ un minuscolo ambiente. Ci sono almeno 3 punti in cui l’acqua arriva ed un quarto in cui defluisce. Questo e’ uno degli arrivi.Mi affaccio per guardare la prosecuzione, dove l’acqua sembra defluisca. Altra curva a destra, mi sporgo, ma solo per vedere tanta tanta terra. Il lavoro da fare e’ parecchio e, secondo me, servono almeno 4 persone per scavare da qua in avanti. Uno che scava la terra in modalita’ cagnolino, uno subito dietro di lui che riempie i secchi e li passa alla base del pozzo dove c’e’ il terzo che aggancia il secchio alla corda e segnala al quarto, di fuori, che puo’ recuperarlo. Per oggi con Gabriele ci limitiamo a tirare fuori qualche secchio di sassi dal piccolo ambiente con gli arrivi d’acqua. Fatto questo, decidiamo di uscire per tornare dai nostri amici. Luna ci ha aspettato pazientemente.Si vede qualche nube affacciarsi alla piana, vorra’ mica piovere?!?Sono uscito per primo per non far preoccupare Luna. Aspetto al caldo che Gabriele prenda la temperatura della grotta.E’ una operazione che prende parecchi minuti, inganno il tempo facendo qualche foto ai fiori che contornano l’ingresso.Sara’ una pianta grassa? Comunque ha fatto dei bei fiori.Presa la temperatura, torniamo dai nostri amici. Qua all’inghiottitoio l’attivita’ ferve. Ora e’ di nuovo Gianluca impegnato nello scavo, Nerone recupera i secchi pieni di terra e Tarcisio li smaltisce.Tarcisio e’ in versione da esploratore del deserto col fazzoletto messo dietro la nuca.Ecco lo scavatore.Luna si guarda intorno, probabilmente percepisce dei tuoni. Lei “ama” i tuoni e sarebbe capace di buttarsi nella buca in braccio a Gianluca se dovesse scoppiare un temporale.Scendo a fare un turno di scavo, recupero e mando fuori un bel mucchio di terra e sassi ma di prosecuzioni promettenti ancora non se ne vedono. Fatta la mia parte, esco per dare modo anche agli altri di divertirsi. Alla fine e’ Gianluca a riprendere lo scavo. Passa cosi’ ora di pranzo. Gianluca intanto scava. Ad un certo punto ci annuncia che ha trovato qualcosa, forse un piccolo spazio vuoto. La notizia scaccia via la sonnolenza post-prandiale, ci affacciamo per avere notizie.Gabriele e Luna attendono.Tarcisio scende a passare gli attrezzi a Gianluca.C’e’ una parete di roccia, subito dietro c’e’ un vuoto, Gianluca aggredisce la roccia per vedere meglio.Sono curioso, scendo a vedere con i miei occhi di cosa si tratta.Osservo Gianluca scavare per almeno mezz’ora poi mi rendo conto che non sara’ un lavoro che termineremo oggi ed esco a prendere il caldo.Si e’ fatta l’ora giusta per tornare a casa. Nerone ha gia’ preso commiato da un po’. Anche noi decidiamo di chiudere il cantiere e raccogliamo le nostre cose. Io e Luna ci avviamo al piazzale. Mentre aspetto i miei amici faccio una foto alla piana di Campocatino, sempre molto bella.L’inghiottitoio e’ di nuovo chiuso per non farci cadere dentro animali e/o curiosi. Ancora non e’ sistemato bene come altre opere di scavo fatte da Gianluca e Tarcisio, ma siamo all’inizio. Magari tra un anno avremo i terrazzamenti con le panchine come alla Cianetti-Zampighi.Ecco i miei amici che arrivano al piazzale.E’ presto per cenare, con Gabriele decidiamo di tornare direttamente a casa. Alla fine della autostrada troviamo una sorpresa, hanno chiuso per lavori lo svincolo che prendiamo di solito per andare a casa mia. Il tutto si traduce in qualche minuto di fila.Una tranquilla giornata passata a scavare una possibile nuova grotta in compagnia di alcuni amici. Certamente non una giornata spesa male. Alla prossima.

Pubblicato in speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Inghiottitoio di Campocatino – 21/07/2018

Gemellaggio GSRuvese-ShakaZulu – 15/07/2018

W il gemellaggio! Breve vacanza a Ruvo in occasione del gemellaggio GSR-SZS.

Alcuni anni fa allo Shaka Zulu abbiamo dato ospitalita’ ad uno speleo pugliese, Giuseppe. Oramai e’ un caro amico e socio del nostro gruppo. Giuseppe e’ stato il punto di contatto tra 2 gruppi ed ha dato lo spunto per fare il gemellaggio del suo gruppo di origine, il Gruppo Speleologico Ruvese, con lo Shaka Zulu. Un anno fa i nostri amici di Ruvo vennero dalle nostre parti a farci visita. Da quell’incontro e’ nata una nuova grotta, l’Abisso Ruvese, nei pressi di Jenne. L’esplorazione continua ancora oggi.

Ora, quasi ad un anno esatto dal “gemellaggio di andata”, e’ il nostro turno per il “gemellaggio di ritorno”. A meta’ luglio, dopo una lunga fase organizzativa, siamo partiti per ricambiare la visita. Il tempo e’ stato tiranno ma i nostri amici hanno saputo farci trovare a nostro agio ed a farci apprezzare l’ospitalita’ e le bellezze nei dintorni di Ruvo. Siamo stati a visitare una grotta nell’Alta Murgia lasciando una possibile prosecuzione da vedere. Anche il sole ci ha accompagnato in questi giorni permettendoci di godere appieno della ospitalita’ Ruvese, culminata con una cena pantagruelica a base di specialita’ alla brace.

Ma dopo questa concisa relazione, andiamo a vedere piu’ in dettaglio cosa e’ successo in questi giorni ruvesi.

Giovedi’ 12 luglio 2018 – La partenza

Betta, io e Luna partiamo un giorno prima rispetto al resto del gruppo, abbiamo deciso di abbinare al gemellaggio un giorno di vacanza al mare. Dopo un viaggio tutto sommato tranquillo, arriviamo a Bisceglie dove abbiamo preso una stanza per questi giorni.Dopo avere preso possesso della stanza facciamo un giro per Bisceglie andando a finire in una simpatica trattoria dove facciamo cena.La chiesa e’ a 2 passi dal nostro B&B e’ bella a vedersi ma quando celebrano messa sembra lo stiano facendo nella nostra camera.Ora, dopo cena, e’ sgombra e tranquilla, mi avvicino per una foto dell’interno.

Venerdi’ 13 luglio 2018 – un giorno al mare.

La mattina presto, come al solito, Luna reclama la sua passeggiata igienica. Ne approfitto per esplorare le viuzze verso il porto.Mi affaccio per guardare, ieri mi dicevano che le spiagge si possono raggiungere anche a piedi dal porto. Non ne vedo traccia.Mi fermo comunque a gustarmi la vista.Luna ed io torniamo a prendere Betta e poi tutti insieme percorriamo la strada principale fino alla piazza centrale di Bisceglie. Purtroppo il bar convenzionato col B&B apre troppo tardi per i nostri orari. Facciamo il giro della enorme piazza per cercare una alternativa.Troviamo un bar simpaticamente accogliente e ci fermiamo a fare colazione. Poi, mentre Betta va in esplorazione di alcuni negozi, io e Luna andiamo a far foto in giro.Sbrigate le nostre cose in citta’ prendiamo la macchina per andare al mare. Dovendo andare a caso, prendo la strada “a sinistra” guardando il mare e lo costeggio fino a trovare un punto che sembra buono.Mando Betta in avanscoperta. Qua sotto c’e’ un bar che affitta i lettini e sembra non avere nulla in contrario ad ospitare Luna. E’ andata.Paese che vai usanza che trovi, qua affittano i lettini, ma non hanno ombrelloni, i pochi che lo hanno se lo sono portato da casa. Poco male, noi ci accampiamo vicino ad una veranda che ci concede ombra quando ne sentiamo il bisogno.Arriva la sera, e con lei arriva l’ora di riunirci tutti per la cena di benvenuto. Andiamo a Giovinazzo. Dopo aver penato non poco per trovare parcheggio andiamo al ristorante designato. Troviamo Mariella ad aspettarci in rappresentanza del gruppo ruvese. Non ci conosciamo ancora con Mariella ma con la sua simpatia ci fa sentire subito a nostro agio. Per l’arrivo degli altri dobbiamo attendere parecchio, inganno l’attesa con focaccia ed olive. Alla spicciolata arrivano tutti i ruvesi. Alcuni, come Rosa, Fedele e Vincenzo, li conosco dallo scorso anno, con gli altri facciamo conoscenza sul momento. Quasi alle 10 di sera arrivano i nostri. Hanno fatto tardi perche’ giustamente Giuseppe e’ dovuto passare per casa a Barletta ad annunciare il suo arrivo ed a prendere il necessario per i prossimi giorni.Con i “romani” e’ venuta anche Claudia, come al solito lei si ricorda di me ma non il contrario. Dice che ci siamo incontrati durante una gita al Pretaro. Ne faccio volentieri di nuovo la conoscenza!Ecco Rosa e Fedele in tutto il loro splendore. Questo inverno non siamo riusciti ad andare a sciare assieme ma contiamo di rifarci il prossimo inverno.Silenzio! E’ il momento delle ordinazioni. Tutti ci impegnamo al massimo per velocizzare la cosa, la fame e’ tanta.Si mangia, Giuseppe rischia di addentarsi anche le mani. Quasi davanti a lui c’e’ Maurizio col suo inconfondibile barbone. E’ lui l’autista del gruppo dei “romani”.Una parure di calamari!La cena e’ terminata, manca solo la foto di gruppo.La nostra cameriera si impietosisce e prende la fotocamera perche’ nella foto di gruppo possa esserci anche io. Grazie.Dopo l’abbondante cena andiamo a fare una passeggiata digestiva per i vicoli di Giovinazzo. Iniziamo col lungomare.Il porticciolo.Ancora il porticciolo ma preso dal lato opposto, stiamo per inoltrarci in Giovinazzo centro.Dopo una serie di stradine e vicoli sbuchiamo di nuovo sul lungomare ma dal lato opposto.Provo ancora a fare qualche foto al nostro gruppo ma siamo troppo distanti l’uno dall’altro e poi troppo in movimento. Solo Giuseppe raccoglie il mio muto appello a fermarsi un attimo.Riesco a fermare un piccolo gruppo di noi, ma solo per alcuni secondi.Il lungomare, quello da dove siamo partiti.Le mura continuano il loro giro ma noi, per finire il nostro giro, prendiamo per l’interno.Una torre, ma non saprei dirvi di piu’. Mariella ci racconta tante cose su Giovinazzo e le sue bellezze ma io sono troppo concentrato sulle foto e la digestione per recepire le nozioni che ci elargisce.Passiamo per vicoli sempre piu’ stretti, in uno devo addirittura entrare alla “egiziana” perche’ e’ piu’ stretto delle mie spalle.Un nome da ricordare.Uno dei santi protettori di Giovinazzo. Mariella ci dice chi e’, ma coi nomi non ce la posso fare!Una piazza, c’e’ la fontanella e ci fermiamo a rinfrescarci.Terminiamo il giro di Giovinazzo centro ritornando di lato al porticciolo.Ecco un duo eccezionale, Betta e Mariella.Prendiamo la via del ritorno facendo il lungomare in senso contrario.Nei pressi del ristorante iniziamo a salutarci, la difficolta’ di parcheggio ci ha sparsi un poco dappertutto.Una mezz’ora di macchina ci riporta a Bisceglie dove paghiamo il ticket del parcheggio e poi affrontiamo il bel viale lastricato che ci separa da “casa” e da un meritato riposo.

Sabato 14 luglio 2018 – Andiamo in grotta.

La mattina abbandono Betta e Luna a Bisceglie subito dopo la colazione, anche stavolta dobbiamo rinunciare a farla nel bar convenzionato. Abbiamo appuntamento alle 9 a Ruvo presso la sede del gruppo, quindi parto ben prima delle 8.30. Non so proprio dove sia la sede del GSR ma una volta tanto il navigatore fa bene il suo mestiere ed arrivo in tempo all’appuntamento. Dentro trovo tutti i miei amici “romani”, hanno dormito la’. Giuseppe mi fa’ da cicerone e mi mostra la bella sede. Quando siamo pronti, andiamo a fare una colazione tutti assieme. Non si sta’ per nulla male seduti al bar, ma dobbiamo andare in grotta, iniziamo a darci da fare. Per prima cosa facciamo 2 gruppi, Gabriele deve visitare il locale museo, raccoglie adesioni e parte. Altri hanno impegni vari e vanno. Giuseppe, Claudia ed io andiamo alla “sede vecchia”, che ora e’ adibita a magazzino, a prendere il materiale. Una ultima tappa la facciamo alla fontanella a riempire d’acqua le taniche. Dove andremo pare ce ne sia per nulla.  In effetti la strada che facciamo e’ immersa in una pianura sconfinata che a tutto fa pensare tranne che ad un territorio carsico dove e’ possibile trovare grotte.Di qualcosa c’e’ sicuramente abbondanza, ogni pianta che incontriamo e’ letteralmente ricoperta di lumachelle.Nonostante le mie perplessita’ alla fine Giuseppe ci fa fermare annunciando che siamo arrivati. Ci metto un poco a trovarla ma alla fine devo ammetterlo, una grotta in effetti c’e’.L’ingresso non e’ malaccio.Iniziamo a prepararci.In effetti ora che guardo meglio qualche traccia di calcare si vede. Gabriele va in giro a dare uno sguardo a delle possibili doline ma torna senza buone notizie.Lumachine con macchina sullo sfondo. Pensavo fossero cotte dal sole ma vi assicuro che sono vivissime ed attive, ne ho trovate alcune nascoste in macchina ad alcuni giorni dal mio ritorno a Roma.Si entra.Gabriele va in esplorazione.Lo seguo documentando il suo ingresso.Dentro troviamo un piacevole fresco in una ampia sala dal soffitto non molto alto. Recuperiamo una temperatura interna decente prima di darci da fare. Alessia e Mariella mentre spiegano a Giuseppe come rompere il collo ad un toro senza farlo soffrire…o forse era un caciocavallo?!?Ecco Claudia in tenuta da strettoista, pronta per iniziare gli scavi.Maurizio utilizza il suo puzzolentissimo sigaro per vedere se c’e’ circolazione d’aria. Da come il fumo staziona a mezz’aria sembra proprio di no.Ci sono 2 punti in cui i nostri amici del GSR hanno gia’ iniziato a scavare. Quello piu’ fondo, e per Giuseppe il piu’ promettente, per ora lo lasciamo perdere. Claudia con Giuseppe e Gabriele scelgono di scavare sul buco accanto, quello che ieri sera ci ha indicato Fedele. Visto che siamo tanti, propongo di iniziare a vedere un altro punto. Inizio a scavarlo per poi lasciare il posto ad Alessia, Mariella e Maurizio. Eccoli nel pieno dello scavo, magari portera’ a nulla ma tanto vale provare.Visto che son libero da impegni vado a curiosare dove scava Claudia con Giuseppe e Gabriele. Chiedo come procede, sembra si veda qualcosa ma lo scavo e’ difficoltoso. Al cambio, mi intrufolo a vedere. Volendo continuare a scavare e’ necessario fare spazio. Prendo cosi’ il coraggio a 2 mani ed allargo alcuni punti per creare lo spazio per muoversi piu’ agevolmente.Resto aggregato al gruppo “ClaGiuGa” abbandonando completamente Alessia, Mariella e Maurizio. Arriva ora di pranzo e facciamo pausa per uno spuntino. Dopo pranzo le ragazze ci lasciano, devono prepararsi per la cena. Decidiamo di spostarci a scavare al buco lasciato finora da parte. Giuseppe ne e’ soddisfatto, faceva il tifo per lui sin dall’inizio. Passiamo parecchio tempo a scavare per fare spazio. Leviamo una infinita’ di sassi facendo il passamano coi secchi.Ad un certo punto si apre un pertugio sulla destra. Il panorama sembra interessante.Continuiamo a scavare per arrivare comodi al punto interessante. Le concrezioni alla base si sono formate su dei sassi, per vedere oltre dobbiamo spostarli di lato. Il loro sacrificio pero’ non e’ vano, Giuseppe riesce ad infilarsi ed a fare una foto che sembra promettere bene.Proprio in termine di giornata abbiamo trovato di che festeggiare. Giuseppe e’ soddisfatto ma continua a borbottare che lui l’aveva detto da subito che era quello il punto buono…Uscendo da quello che ora e’ un piccolo pozzo faccio una foto verso l’uscita, non si vede molto ma rende l’idea.Gabriele riprende fiato, ha tirato su una miriade di secchi pieni di sassi.Maurizio non e’ stato di meno ed ora cerca di smaltire un poco di mal di schiena con una fumata di sigaro.Faccio un giro mentre aspetto gli altri. Prendo una foto verso il punto di scavo.Girandomi trovo un foro, e’ stato gia’ scavato, pero’ e’ proprio invitante, mi avvicino per dare un’occhiata.Subito trovo una lumaca, sono arrivate anche qua. Dopo il passaggio stretto c’e’ un piccolo ambiente senza prosecuzioni visibili.Siamo pronti per uscire al caldo torrido. Ci cambiamo svelti per soffrilo di meno.Al termine, una foto ricordo, peccato solo non ci siano le ragazze ad abbellire il gruppo.Ritornati a Ruvo facciamo un rapido passaggio al magazzino per posare il materiale. Giuseppe e’ un magazziniere scrupolosissimo, quindi mentre lui sistema ogni oggetto nello stesso posto in cui era quando lo abbiamo preso, io faccio un giro per la ex-sede.Trovo un simpatico disegno di una Mariella, non l’attuale mi dice Giuseppe. Chiunque sia e’ una brava disegnatrice.Giuseppe ha quasi terminato, sta facendo la spunta del foglio materiali che aveva compilato la mattina.Dopo aver sistemato tutto ci ricongiungiamo con Maurizio e Gabriele. Andiamo insieme alla casa di campagna di Alessia dove siamo attesi per la cena a base di specialita’ ruvesi. Una volta arrivati, prendo il punto sul navigatore e poi faccio avanti ed indietro Ruvo-Bisceglie-Ruvo per andare a prendere Betta e Luna che ci attendono pazienti. Il punto ed il navigatore alla fine non mi servono perche’ ho un altro navigatore in macchina, molto migliore, il buon Giuseppe. Al nostro ritorno a casa di Alessia, troviamo un gruppo di allegri ed affamati amici, mancano ancora Costanza e Mariella ma appena arrivano anche loro inizia la festa. Dalla cucina portano una valanga di antipasti con bruschette, verdure, provolone e non so che altro.Noi mangiamo gli antipasti fino quasi a scoppiare. Quando inizia ad arrivare il pezzo forte della serata, specialita’ alla brace di tutti i tipi, siamo satolli e non riusciamo a fare onore come si deve a tanta bonta’. Addirittura un provolone, gia’ impiccato e pronto per essere sciolto sulla brace, rimane intoccato, quasi una eresia! Mi riprometto, se e quando ci sara’ un’altra cena, di non toccare gli antipasti prima dell’arrivo della carne. Pero’ per stasera devo proprio rinunciare, anche se a malincuore.Ecco Mimmo, lo specialista di brace che opera al braciere assistito da Maria e Mariella.Ecco una piccola parte della carne, ci sono salsicce fatte a chiocciola, animelle varie, le squisite “bombette” e chissa’ che altro.Riesco a fare un assaggio delle salsicce ma al resto devo rinunciare. Mi rifaro’!Quando il mio stomaco si svuota abbastanza da permettermi almeno di stare seduto, prendiamo commiato dalla allegra banda e ci dirigiamo verso Bisceglie. In macchina ho qualche difficolta’ perche’ il maledetto navigatore sceglie proprio il momento del ritorno per smettere di funzionare. Per fortuna azzecco a memoria un paio di svolte mentre siamo in campagna e poi finalmente, vicino Ruvo, il fetente riprende a fare il suo mestiere e mi guida fino a “casa”.

Domenica 15 luglio 2108. La partenza.

In verita’ tutto il gruppo oggi si e’ diretto ad Ostuni per visitare una grotta ad andamento orizzontale, per poi fare pranzo e magari anche un bagno a mare. Io purtroppo devo rinunciare, sono stato poco bene nei giorni prima della partenza. Sono ancora sotto antibiotici ed ora, complice il ritmo serrato degli impegni degli ultimi 2 giorni, sono letteralmente sfinito. Non mi sento di allungare oltre il viaggio di ritorno. Saluto tutti gli amici ruvesi via telefono augurandomi di rivederli presto. Il viaggio di ritorno e’ difficoltoso perche’ la stanchezza mi costringe a frequenti soste. Ritorniamo passando per Pescara, e’ una strada che conosco bene e mi piace, quindi mi pesa meno.

E’ stata una breve ma piacevole vacanza che ci ha permesso di rivedere amici, conoscerne altri ed apprezzare le bellezze di questa zona della Puglia. Anche Betta e’ rimasta conquistata, in particolare dalla cortesia degli abitanti di Bisceglie che la fermavano spesso per fare i complimenti a Luna. Un grazie immenso a tutti gli amici del Gruppo Speleologico Ruvese che ci hanno fatto sentire come a casa. Grazie a Giuseppe che ha facilitato l’organizzazione del tutto. Il momento di tornare a casa, come sempre in questi casi, e’ arrivato troppo presto. Rimane pero’ un lieto ricordo dei momenti passati assieme e la voglia di ritrovarci presto a fare grotte. A rivederci presto e, come sempre, alla prossima.

 

Pubblicato in amici, speleo, SZS, Uncategorized | Commenti disabilitati su Gemellaggio GSRuvese-ShakaZulu – 15/07/2018

Campo dell’Osso – Grotta Vale – 08/07/2018

Con Gabriele, Leandro, Giuseppe, Maurizio, Valerio, Marika, Luna e Cesare.

Questa volta ho fatto una eccezione alla regola “grotta una sola volta a settimana”, ieri sono stato a a Falvaterra per la traversata, oggi a scavare a grotta Vale, ogni tanto si puo’ fare. Stavolta anche Luna e’ dei nostri. Quando arriviamo alla grotta il recinto e’ in cattive condizioni. La prima cosa che facciamo quindi e’ quella di rimetterlo a posto.Iniziamo a prepararci, il programma di scavo per oggi prevede l’estrazione dal fondo di un masso di generose dimensioni.Giuseppe scende per sistemarlo a dovere, noi intanto approntiamo il necessario per tirarlo su.Luna e’ interessatissima a tutto questo movimento attorno ad un buco nella terra.Decidiamo di tirarlo su facendo contrappeso. Giuseppe lo accompagnera’ nella salita. Ci siamo, si inizia, Gabriele controlla dall’alto e fa in maniera che il treppiede non si ribalti. Leandro ed io siamo sulla corda a fare da pesi da contrapporre al masso.Ecco Leandro nel pieno delle sue funzioni di contrappesista.Pian pianino il masso sale, e’ una bella fatica ma il vedere Giuseppe che fa capolino dal buco ci rincuora.Ecco il contrappeso al completo. Per far muovere il masso il nostro peso non basta, devo saltellare in piedi sul pedale.Il masso e’ arrivato oltre il bordo. Tra Maurizio,Giuseppe e Gabriele, lo portano fuori dal buco. Al loro via mi tolgo dalla corda e, con una spinta verso l’alto a Leandro, facciamo poggiare il masso a terra dove lo spostiamo in posizione sicura.Ora che abbiamo tolto l’impedimento possiamo riprendere lo scavo.Maurizio e’ pronto per il recupero dei secchi.Leandro in qualche maniera e’ uscito indenne dal contrappeso ed ora e’ pronto per andare a scavare.Oggi non ho voglia di infangarmi quindi faccio supporto esterno. Scendo solo un momento per vedere com’e’ la situazione.A vederla da sotto sembra quasi una grotta vera!La’ sotto, tra la terra, forse c’e’ il pozzo che andiamo cercando.Risalgo per lasciar lavorare i miei volenterosi amici.Iniziamo a portare fuori terra coi secchi.Si sentono delle persone che si avvicinano. Li conosciamo, sono Marika e Valerio. Hanno portato anche i loro cani, Luna inizia subito a giocare con Cesare.Intanto al buco si continua a tirar su terra.Valerio intanto si prepara, e’ venuto a dare una mano.Visto che ora ci sono i rinforzi, Gabriele ed io andiamo a fare un giro. Luna ci accompagna volentieri abbandonando senza rimpianti il suo compagno di giochi. Voglio mostrare a Gabriele un paio dei buchi interessanti che ho visto la volta scorsa.Attraversiamo il piano costellato di doline e di gruppi di persone che fanno pic-nic.La prima tappa e’ ad una grotta conosciuta di cui Gabriele vuole riprendere il punto.Il buco che voglio fargli vedere e’ poco lontano. Pochi passi e ci siamo. Prendiamo il punto anche di questo e partiamo per tornare indietro.Tornando indietro facciamo mille deviazioni per vedere le doline piu’ interessanti.Quando arriviamo al buco che, con molto ottimismo, abbiamo nominato “Grotta Vale”, troviamo Giuseppe e Valerio che scavano di sotto.Mi affaccio per salutare e per chiedere come procede lo scavo.Intanto Cesare decide che e’ il momento di riposare e si appoggia col posteriore su Marika.Valerio ha trovato una possibile prosecuzione, e’ eccitatissimo ed inizia ad urlare “Pozzo! Pozzo! Pozzo!”. Quando risale, ci racconta che spostando un sasso si e’ aperto un passaggio e dopo c’e’ un ambiente. Col suo inguaribile ottimismo stima di aver trovato almeno un pozzo da 10 metri.  Nonostante il pozzo trovato da Valerio, il lavoro da fare rimane tanto. Leandro ha preso commiato da un po’. Anche noi decidiamo che per oggi abbiamo fatto abbastanza. Iniziamo a sistemare le nostre cose. Salgo sull’albero per togliere l’armo del contrappeso.Al ritorno Luna dorme beata tra le nostre attrezzature.La svegliamo per la cena al nostro ristorante di fiducia a Marano Equo.Eccoci a cena. Antipasto coi fichi.Gabriele fa aperitivo con la coca-cola.Io mi consolo con un buon piatto di fettuccine.Il ritorno e’ abbastanza tranquillo, ci avviciniamo a Roma mentre il giorno finisce.Grotta Vale ancora non si concede alle nostre attenzioni ma continuiamo a nutrire speranze per lei e tra qualche tempo saremo di nuovo la’ a provarci. Alla prossima.

Pubblicato in esplorazioni, speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Campo dell’Osso – Grotta Vale – 08/07/2018

Traversata Falvaterra-Pastena – Convegno grotta la Sassa – 07/07/2018

Con Gabriele, Stefano, Emilio e tanti altri amici a fare la traversata Falvaterra-Pastena, oramai una classica. Il pomeriggio, con Gabriele, a Sonnino per il convegno sulle scoperte archeologiche a grotta la Sassa.

La mattina Gabriele ed io partiamo assieme da Roma. All’uscita dell’autostrada ci aspetta Linda con la sua Panda rossa. Ci avviamo assieme ed intanto, telefonicamente, prendiamo accordi con Stefano per vederci a Pastena. La’ poseremo alcune macchine per poi andare con le rimanenti a Falvaterra dove inizieremo la traversata. Quando arriviamo al piazzale della grotta di Pastena ancora c’e’ nessuno.Pochi minuti ed arriva Laura col suo furgone a 8 posti. Iniziamo a preparare il necessario dividendo quel che dobbiamo portare a Falvaterra da quello, il cambio asciutto, che lasceremo a Pastena. Quando siamo pronti manca ancora la macchina di Emilio con i suoi amici. Intanto un piccolo gruppo, tra cui ci sono io, parte con la Panda di Linda mentre Laura ed il resto dei traversandi rimane. Uscendo dal piazzale incrociamo proprio la macchina di Emilio. Tutto ok.A Falvaterra ferve l’attivita’. Incontro subito Augusto con altri amici del centro ed un gruppo che ha prenotato un giro nella grotta.Una foto con Linda non guasta mai.Ecco Giuseppe, anche con lui una foto non e’ mai sprecata. Purtroppo oggi deve accompagnare un altro gruppo che partira’ verso le 11 quindi non sara’ dei nostri, peccato.Saluti e chiacchiere mi prendono parecchio tempo pero’ finche’ non ho la muta addosso va tutto bene. Fa caldo. Decido che mi vestiro’ vicino all’acqua cosi’ da potermi immergere subito e limitare il sudore. Sistemo lo zaino da forra con tutto quello che mi servira’ in grotta e mi avvio dopo aver avvisato delle mie intenzioni. Linda si aggrega. All’ingresso, quello basso, dove solitamente parte la traversata, trovo Stefano con il suo “nipotino”, buon sangue non mente, e’ alto quasi piu’ di lui.Mentre mi vesto cercando di non sciogliermi, il posto si popola. Ci sono tanti ex-allievi dell’ultimo corso SCR, li rivedo volentieri…anche se parecchia acqua dovra’ passare per la grotta prima che ne ricordi i nomi.Arriva Augusto, il mastro di chiavi, ora si puo’ partire.  Io sono quasi pronto e gia’ sudo copiosamente.Prima di avviarci c’e’ la foto di gruppo. Lascio la fotocamera ad Augusto e vado a prenderne parte.Per ultima, solo un attimo prima di partire, mi infilo la giacca della muta. Subito prendo lo zaino ed entro in acqua per acclimatarmi. Augusto intanto ha aperto il cancello. La traversata puo’ avere inizio.La galleria di entrata.La prima sala, si iniziano a vedere le strutture portanti delle passerelle che permettono il giro turistico.Alla risalita si forma un minimo di fila ma e’ questione di poco, sul lato alla mia destra ci sono le corde che facilitano la salita.I piu’ pratici passano arrampicando sul lato opposto.Altra pozza d’acqua limpida e la curva che nasconde il resto della grotta.Girato l’angolo, dopo la curva, trovo tre sirenetti stipati dentro una pozza d’acqua, la loro bellezza offusca anche la fotocamera.Gia’ si intravede la galleria che prosegue. La parte turistica, e quindi le passerelle di metallo, terminano qua.Ancora una pozza, che attraverso a nuoto con molto piacere.Siamo arrivati alla cascata, l’unico salto che troveremo lungo la grotta. E’ un posto meraviglioso per chi ama fare qualche tuffo.Anche qua da un lato ci sono corde per agevolare la risalita. Le volte scorse si riusciva a salire anche dall’altro lato ma oggi c’e’ troppa acqua.Un piccolo gruppo di scalmanati si mette a fare tuffi disturbando alquanto chi sta tentando di risalire la cascata con l’aiuto delle corde. Per controllarli meglio non posso far altro che unirmi agli scalmanati! Dopo i tuffi, quando la fila per la salita e’ terminata, riprendiamo le nostre cose e proseguiamo.Siamo proprio tanti, scatto foto senza alcuna pretesa di farne una a fuoco, mi basta che qualcosa sia visibile.Un anticipo della medusa, quella grande la incontreremo piu’ avanti.Proseguiamo la tranquilla passeggiata in mezzo alle meraviglie.La galleria e’ enorme, alterna tratti di pietra nuda e lavorata dall’acqua a tratti intensamente concrezionati.Ed io continuo a tentare foto con poca luce e tante persone in movimento.Ogni tanto una provvidenziale vasca d’acqua mi permette di immergermi e stemperare la temperatura interna.Augusto durante il tragitto ha raccolto un bel sacco di pattume vario. Lo lascia in un bustone nero, in bella vista. Lo prenderanno al ritorno per portarlo fuori.La passeggiata prosegue, oramai dovremmo essere nei pressi della medusa.Eccola!La foto di gruppo sotto la medusa e’ di rito.Dopo aver importunato a sufficienza la medusa proseguiamo, dividendoci. Augusto col suo gruppo tornano indietro, noi proseguiamo verso Pastena.Siamo ancora in parecchi. Arrivo al passaggio sifonante che segna il confine tra Falvaterra e Pastena. E’ una barriera naturale che non permette il passaggio verso Falvaterra a gran parte del pattume che entra a Pastena. L’attraversamento nel mare di bottiglie di plastica, polistirolo ed altre schifezze galleggianti non e’ tra le cose piu’ rimarchevoli della traversata, pero’ si fa. Passo per primo creando un canale quasi pulito per il passaggio degli altri.Incontriamo anche il principe azzurro! E’ un poco scontroso e si allontana dalle nostre attenzioni. Nessuna ragazza si fida a baciarlo, quindi rospo era e rospo e’ destinato a rimanere.Nonostante tutto l’acqua e’ ancora limpida.Troviamo addirittura una tronco su cui sono cresciuti dei funghi. La natura e’ incredibile.Ancora qualche pozza d’acqua.Si inizia a nuotare.…e si nuota…. Una delle tante diramazioni laterali che mi piacerebbe tanto andare a visitare. …e intanto si nuota.Una luce nel buio.Un incontro grottesco ma di livello, Emilio e Gabriele si prestano gentilmente per una foto.Legni incastrati dovunque dalla forza dell’acqua.La galleria e’ sempre troppo grande per una foto decente presa senza la dovuta calma ed una illuminazione adeguata.ed ancora si nuota.
Il lago lungo e’ terminato, ora il nuoto si alterna al camminare.Come dicevo, la natura ha piu’ fantasia di noi. Due tronchi d’albero si sono uniti a fare capanna.Mi fermo vicino ai tronchi ad attendere il gruppo.Intanto qualcuno e’ andato avanti, oramai siamo nei pressi di Pastena.Sento un odore fastidioso, mi chiedo da dove venga. Trovo la risposta dopo qualche passo, quel che resta di un serpente decapitato.Siamo nella parte turistica della grotta di Pastena.La puzza di decomposizione e’ atroce, l’acqua della pozza finale e’ bassa. Il tutto non invoglia a fare qualche tuffo. Aspettiamo pazientemente l’arrivo del resto del gruppo.Quando iniziano gli arrivi prendiamo per la passerella.Faccio subito una deviazione per seguire il letto del fiume ed evitarmi la passerella.Ecco l’intensa luce del giorno che gia’ promette un caldo torrido.Il letto del fiume e’ coperto di uno strato di vegetazione secca che ricorda il cartone da imballo e si spacca rumorosamente camminandoci sopra.Lentamente affrontiamo il caldo e la salita fino al parcheggio.Eccoci arrivati, il cartello ci saluta. Arrivederci anche a te, Pastena.La roccia che indica l’ingresso alla grotta.Togliersi la muta e godersi un poco di sole e poi i vestiti asciutti e’ sempre una esperienza memorabile.Torniamo svelti al centro grotte a Falvaterra dove abbiamo il punto di riunione per poi andare a pranzo.Una nutrita delegazione del 58° Corso SCR.E finalmente il pranzo!Un brindisi a noi e alle grotte.Arriva anche Giuseppe. Giusto in tempo per la pasta.Gabriele ed io terminiamo con calma e come si deve il pranzo ma poi dobbiamo scappare. La nostra nuova meta e’ Sonnino, c’e’ il convegno per mostrare al mondo le scoperte archeologiche fatte alla vicina grotta “la Sassa”. Parcheggiamo dove ci dice il navigatore. Dice che siamo vicini al punto dove si tiene il convegno, pero’ tace sul fatto che per arrivarci dobbiamo superare un invidiabile dislivello. Quello che ci vuole per smaltire il pranzo.Al nostro arrivo alla piazza principale di Sonnino troviamo subito una presenza amica. Virginia e Nerone.Il tempo di qualche saluto, un caffe’ al bar ed il convegno inizia.Dopo i saluti ed i ringraziamenti alle autorita’, prende la parola  Luca che ci racconta delle sue ricerche sui ritrovamenti nella grotta.Prende poi la parola Mario che ci parla in particolare dei ritrovamenti di animali.L’ultimo intervento e’ di Flavio che parla diffusamente e lungamente di ogni osso o frammento umano che e’ stato ritrovato sinora nella grotta.L’ultimo intervento, per quanto interessante, insieme al caldo asfissiante nella sala riescono a fiaccare la mia resistenza. Esco a prendere aria. Fuori trovo qualcuno che ha avuto la mia stessa idea. Ecco una foto da inserire negli annali della speleologia laziale, Tarcisio e Gianni.Mentre mi godo il fresco vedo arrivare anche altri amici, Maria Grazia e Sergio.Tra una foto ed una chiacchiera il convegno ha termine. Interessante, anche se non penso che l’archeologia faccia per me. Dopo i saluti Gabriele ed io riprendiamo la via del ritorno chiudendo la bella giornata appena trascorsa. Alla prossima.

 

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