58° Corso SCR – Arcaro – 26/11/2017

Grotta dell’Arcaro. La seconda grotta del corso.

Siamo alla seconda grotta del corso. Stavolta e’ stato deciso di fare 2 squadre che andranno in 2 grotte differenti, una l’Arcaro, l’altra gli Urli. Adriano, Stefano, Maurizio ed io andremo all’Arcaro con Laura, Sara, Alessandra, Carlo e Michele.

Ancora una volta abbiamo un appuntamento “incivile” alle 7.30 al bar “fico” vicino ad Ikea di Anagnina. Stavolta rompo le scatole a Stefano per un passaggio. La mattina quindi prendo la metro fino a Garbatella dove arrivo per le 7 meno un quarto. Stefano arriva puntuale  anche lui e mi carica. Facciamo sosta in un punto intermedio per incontrarci con Alessandra e Laura, non riesco ad essere piu’ preciso, mi sono perso gia’ da qualche chilometro! Quando arrivano le ragazze, Stefano ed Alessandra lasciano la macchina la’ e proseguiamo per il bar “fico” col capiente furgoncino di Laura. Al luogo dell’appuntamento finalmente posso concedermi una sostanziosa colazione mentre il resto del gruppo arriva. Una volta soddisfatti i bisogni energetici vediamo di organizzarci per arrivare alla grotta. Alla fine decidiamo di stringerci tutti nel furgone di Laura. Proviamo. Alla fine non si sta nemmeno troppo scomodi. Si parte. A Ceccano il navigatore fa le bizze e cerca di farci fare delle strade in salita che risultano proibitive per il furgone. Dopo aver lasciato un etto buono di gomme sull’asfalto scivoloso decidiamo di fregarcene del navigatore e andiamo a braccio, per fortuna Stefano ricorda bene la strada. Alla fontana, del gatto, mi sembra, parcheggiamo ed iniziamo a prepararci.Una volta pronti cerco, con fatica, di radunare tutto il gruppo per una foto. Al primo tentativo quasi ci riesco, solo dopo aver scattato la foto mi accorgo che mancava Sara, ancora in macchina a sistemare le sue cose.Col secondo tentativo siamo finalmente tutti e posso avere la mia foto ricordo.Si parte.Strada facendo troviamo delle bacche di rosa canina. Stefano ne mangia dicendo che sono ricche di vitamina C. Le assaggiamo anche noi, personalmente non le trovo entusiasmanti…Dalla faccia direi che nemmeno a Laura sembrano una delizia.Le ragazze prendono la testa del gruppo e procedono a passo spedito. Nel frattempo noi “maestri” definiamo alcuni particolari della giornata. E’ deciso, almeno per la prima parte della grotta Adriano e Maurizio si occuperanno dell’armo mentre Stefano ed io seguiremo gli allievi. Il sentiero tra i rovi che porta dalla strada all’imbocco della grotta e’ ben sgombro, ho fatto portate le forbici a Stefano ma sono inutili, meglio cosi’. Arrivo all’ingresso e rubo una foto, adesso che la grotta e’ distratta!Dopo mi giro per immortalare chi arriva. Ecco Laura col ciuffo ribelle.Adriano pie’ veloce.Michele, sembra voler chiedere indicazioni, ma e’ solo sorpreso dalla mia foto.
Anche Alessandra e’ sorpresa……e cerca di mimetizzarsi tra le fresche fratte!Arrivano gli altri.Stefano in 3 passi e’ su.Alessandra valuta se tentare una arrampicata sulla liana, tipo Tarzan.Michele vorrebbe dissuaderla ma e’ basito da una tale fantasia.Laura e Sara si sono messe comode e fanno salotto. Dietro di loro Adriano e Maurizio stanno iniziando ad armare l’ingresso.Adriano si sporge oltre il foro d’ingresso per armare il breve salto che porta alla base della frattura su cui e’ impostata la grotta. Maurizio gli fa da assistente e consigliere.In un paio di minuti e’ tutto pronto ed i nostri armatori sono giu’ e ripartono decisi verso il pozzo successivo.Io scendo e aspetto paziente che arrivino gli allievi.La discesa del primo saltino e’ solo una formalita’ per i nostri arditi corsari. Quando siamo in parecchi alla base del fratturone, vado a sbirciare il lavoro degli armanti. Hanno sistemato il traverso ed armato il pozzo. Ora stanno scendendo. C’e’ solo da verificare dove poter mettere un deviatore in maniera che la corda non tocchi, ma rimaniamo d’accordo che ci penseremo noi.Quando vengo raggiunto da Stefano, scendo il pozzo per iniziare le manovre che porteranno tutto il gruppo a raggiungermi. Mentre attendo i corsari discensori, mi diletto in qualche foto.La prima discesista e’ Alessandra.Eccola che arriva, sicura e sprezzante del pericolo. Puo’ sembrare abbia “alzato il gomito”, ma e’ solo una impressione!Dopo di lei le discese si susseguono senza particolari soste o problemi.Il gruppo in attesa dietro le mie spalle inizia a farsi consistente.Gli ultimi a scendere sono Carlo ed il nostro Stefano. Ora possiamo riprendere la nostra camminata.Dopo il pozzo ci sarebbe da camminare ma in effetti non e’ proprio agevole la progressione. La base della frattura presenta dei buchi da passare con attenzione.Con la tecnica piu’ confortevole per ognuno anche questi piccoli ostacoli vengono passati senza troppi problemi.E l’ultimo, sempre Stefano, chiude la porta!Siamo talmente veloci che troviamo gli armatori ancora impegnati col loro impegno armatorio. Adriano e’ sulla corda ora e ha quasi terminato.Maurizio reclama a gran voce il cambio, vuole stare in compagnia degli allievi per assorbire la loro simpatia ed ammorbarli con la puzza del sigaro. Mi rimetto alla volonta’ popolare, alla fine prendo il suo posto e scendo subito dopo Adriano.Alla base del pozzo trovo Adriano sconfortato, il nodo della bandoliera di cordino che si era fatto per portare il materiale d’armo si e’ sciolto. Alcuni moschettoni sono caduti tra i massi ed Adriano dispera di poterli recuperare. Non e’ tanto il dolore per la perdita che attanaglia Adriano, quanto il puro terrore del dover confessare il mancato ritorno di tutto il materiale ai nostri inflessibili magazzinieri! Alla fine pero’ Adriano si comprime come una sardina e, divincolandosi tra le rocce come una anguilla, riesce a recuperare i moschettoni. Torna alla superficie ancora un poco storto ma mostrandomi con orgoglio e sollievo i moschettoni recuperati. Dopo avermi costretto a prenderli in consegna, possiamo iniziare le operazioni di discesa dei nostri arditi allievi.Quando le operazioni di discesa sono ben avviate, Adriano ed io prendiamo commiato e ci avviamo per proseguire con l’armo. Ci attende la risalita. Vado io ad armarla, sembra che oggi mi tocchi lavorare. Trovo con piacere che la corda fissa e’ stata sostituita ed i nodi rifatti. Per agevolarci metto comunque un’altra corda. Mentre i nostri iniziano ad ammassarsi nei pressi della risalita termino di sistemare la corda ed avviso sotto che si puo’ procedere. Iniziano a salire di buona lena.Il primo a cimentarsi e’ Maurizio che accompagna Carlo.Li attendo sopra per dare una mano. Nel frattempo mi diletto con le concrezioni.Ecco Carlo che arriva vittorioso e soddisfatto.Quando Carlo esce dal pozzo della risalita, lo accompagno a passare il saltino successivo e quindi alla base della breve risalita che porta dove tradizionalmente ci fermiamo per fare pranzo.Sistemato Carlo, torno indietro a recuperare la corda per armare la risalita del pranzo. Ripongo la fotocamera e faccio altro fino a quando tutto il gruppo e’ salito ed assiepato in “sala” da pranzo. Ora che c’e’ un momento di quiete convinco Stefano ad andare a fare un giro per cercare il passaggio che, lo abbiamo visto sul rilievo, riporta vicino all’ingresso per un’altra via. Visto che passiamo vicino a delle belle concrezioni ci prendiamo del tempo anche per scattare loro delle foto.Mi piacciono molto questi cristalli, ma la foto non rende loro giustizia.Con Stefano proseguiamo a cercare la via per il bypass ed intanto ci scambiamo foto. Dopo una decina di metri percorsi nella frattura larga circa mezzo metro, ci si presentano 2 scelte, proseguire orizzontalmente oppure salire qualche metro. Stefano prosegue basso, io salgo. Dopo aver salito qualche metro ed avanzato qualche altro mi trovo davanti ad un restringimento della frattura. La osservo per un poco per valutare se mi e’ possibile tentare il passaggio. Nello scrutare in avanti vedo una corda che sale verso l’alto. Una buona notizia, nel rilievo era indicato un pozzo da 20m. Deve essere questo. Avverto Stefano della buona nuova. Per oggi pero’ non ci avventureremo oltre, siamo qua per i nostri corsari, non dimentichiamolo. Tornando indietro al nostro dovere continuo a scambiarmi foto con Stefano.Facciamo anche un tentativo di illuminare da dietro una bella colata ma i risultati, almeno dal mio lato non sono eclatanti.Una simpatica nicchia.E ancora un’altra.Eccoci ritornati alla base della breve risalita che porta alla “sala da pranzo”.Saliamo svelti e ci mettiamo comodi facendo ancora qualche foto al gruppo.Oramai il pranzo e’ terminato da tempo, e’ il caso di prendere la via del ritorno. Iniziamo senza fretta la discesa.I corsari scendono anche la prima risalita senza troppi patemi d’animo. Io rimango indietro per disarmare la risalita della sala da pranzo. Faccio appena a tempo a vedere Maurizio che scende dopo aver assistito l’ultimo allievo. Quando ha sceso anche lui disarmo la nostra corda e scendo su quella fissa. NOTA BENE: Stefano scendendo ha tolto il deviatore dalla corda fissa. Il deviatore in questione era costituito da un cordino in kevlar ed un moschettone nuovo nuovo. Lo aveva messo lui durante la precedente visita alla grotta per migliorare l’armo durante il passaggio del suo gruppo. Pensava di recuperarlo uscendo, poi pero’ chi ha disarmato ha scordato di farlo. Stefano ha rimediato oggi lasciando un nodo al posto del deviatore. I prossimi visitatori della grotta dovranno provvedersi di un deviatore.Quando arrivo alla base della risalita mi ritrovo solo soletto. Mentre rifaccio la corda torna indietro Adriano a darmi una mano. Sistemato tutto negli zaini andiamo a raggiungere i ragazzi. Li troviamo al saltino intermedio, quello a cui Adriano ripensa con un brivido, e’ quello dove ha rischiato la perdita dei moschettoni!Il tempo di una foto ad Alessandra poi ripongo la fotocamera per dare una mano e poi proseguire con il disarmo.Mi ricordo il mio dovere documentario solo in corrispondenza del saltino che affaccia con l’esterno, in tempo in tempo per riprendere Stefano che si infila nell’oblo’.Trova l’intruso!Saliti tutti i corsari lasciamo al Direttore del corso, alias Adriano, l’onore e l’onere di disarmare il saltino.Eccolo che si affaccia sorridente all’oblo’ dopo aver compiuto il proprio dovere.Ma si, dai, se ne merita anche un’altra!Stefano, Adriano ed io torniamo alle macchine dove i nostri corsari, accompagnati dall’ineffabile Maurizio, si sono gia’ cambiati. Facciamo anche noi del nostro meglio ed in pochi minuti siamo pronti a partire. Dobbiamo fare presto, alcuni componenti dell’altra squadra, quella degli Urli, sono gia’ al ristorante “La Cantinella” in quel di Ceccano e ci aspettano per la cena. Eccoli in tutto il loro splendore.Una allegra cena in compagnia di tanti amici e’ sempre una ottima conclusione per una bella uscita in grotta.  Dopo le abbondanti libagioni ed il sostanzioso pasto il ritorno e’ sonnacchioso assai. Per fortuna Laura, la nostra driver, e’ di tempra forte e resiste stoicamente al nostro corale russare portandoci sani e salvi fino al bar “fico”. Continuo a sonnecchiare anche in macchina di Maurizio ma riesco quasi a fare conversazione con lui, tra uno sbadiglio e l’altro, fino a quando mi scarica sotto casa. Alla prossima.

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58° Corso SCR – Pozzo Comune – 19/11/2017

Seconda uscita del corso SCR. La solita, classica ma sempre piacevole, uscita a Pozzo Comune.

La mattina alle 7 passa Maurizio a prendermi, mi risparmia di prendere la metro e gia’ questo contribuisce a stemperare il malumore per l’alzataccia. Non sono piu’ abituato ad appuntamenti alle 7.30 al bar vicino ad Ikea di Anagnina! Al parcheggio vicino al bar troviamo una macchina storica e non riesco a non prendere una foto di lei.La foto successiva pero’ e’ per Francesca che, incurante del freddo pungente, se ne sta fuori ad attendere.Durante e subito dopo la colazione arrivano gli altri corsari. Mancano ancora Stefano ed il direttore del corso, il nostro Adriano. Matilde, Stefano, Fabio e Max invece sono gia’ partiti alla volta di Pozzo Comune per procedere all’armo della grotta.Stefano arriva quasi in orario, Adriano, da buon direttore, si fa attendere. Ma alla fine arriva pure lui.Ci distribuiamo nelle macchine con l’intento di prenderne il meno possibile. Adriano lascia la sua e viene con noi. L’appuntamento successivo e’ al bar Semprevisa a Carpineto.Qua al bar Semprevisa, oltre a ripetere la colazione e fare pausa bagno, impieghiamo molto tempo per sistemare i lacci delle scarpe di un corsaro, lo stesso che aveva delle scarpe strane la scorsa domenica in palestra. Deve avere un rapporto conflittuale con le scarpe! Risolto il problema delle scarpe saliamo a pian della faggeta e parcheggiamo in ordine sparso per procedere alla vestizione.Stefano ed il grosso degli allievi sono andati un poco piu’ avanti. Quando sono pronto li raggiungo.Eccoli i nostri corsari, quasi pronti in fisico ed attrezzatura.Qualche controllo alle luci per Alessandra mentre Stefano ed Adriano preparano gli zaini.Inizio a sentire caldo ed a sudare. Visto che molti sono pronti, decido che e’ tempo di avviarsi alla grotta. Urlo che mi avvio ma credo mi senta nessuno. Infatti nessuno mi segue.Scendo il sentierino scivolosissimo fino all’imbocco vero e proprio della grotta. Qua la temperatura e’ migliore assai, o meglio e’ piu’ adeguata ai vestiti che ho addosso.Sento rumoreggiare alle mie spalle, ecco il gruppo che arriva compatto. Sembra che qualcuno abbia scordato le batterie di ricambio ma per fortuna Stefano ne ha portate in piu’ proprio per questa evenienza.Iniziamo subito con la discesa del primo saltino. Scendo per primo e mi organizzo per fare sicura a chi scende sia dalla via di destra che da quella a sinistra.Poco piu’ avanti c’e’ il salto successivo che porta alla sala. L’armo e’ sempre doppio ed e’ fatto in maniera da formare con la corda uno sbarramento a chi volesse affacciarsi sul salto. Faccio accomodare tutti la’ controllando che mettano la longe sulla corda di sicura.Quando i corsari sono in gran parte assiepati davanti al salto che affaccia sulla sala, vengono raggiunti da Stefano ed Adriano che li controllano in quella discesa. Quando con Maurizio smaltiamo la coda, li raggiungiamo per dare una mano.Eccoci infine tutti nella sala grande. Un saluto alla luce del giorno, ancora pochi passi e saremo nel regno del buio.Andiamo avanti, stavolta i nostri armatori hanno deciso di armare solo il P19 tralasciando il pozzo che c’e’ poco prima. In compenso pero’ il P19 e’ armato con 2 vie. Trovo tutti assiepati alla partenza del pozzo.Mi affaccio a curiosare. Sul bordo del pozzo trovo Fabio, uno dei presti armatori, a presiedere alle partenze. Lo saluto allegramente. Sara sta scendendo, sembra abbia qualche difficolta’. Fabio taglia corto con i saluti e mi esorta a seguirla per darle una mano sui deviatori, se dovesse servire.I deviatori non portano troppo disagio ai nostri intrepidi allievi. In breve tempo siamo giu’ in parecchi. Mi impossesso di un piccolo gruppo per proseguire fino al salto successivo. Si tratta della mitica pozza che quasi una volta su 2 mi frega facendomi inzuppare i piedi.Vado avanti per mostrare come si passa. Questa e’ la volta buona e riesco a passare indenne. Iniziamo le operazioni di passaggio della pozza “fetente”. Dietro di me sento vociare, e’ il resto degli armatori che torna. Anche dal P19 inizia ad arrivare il resto del gruppo. La pozza fetente in pochi minuti diventa un incrocio intasatissimo. Max mi raggiunge da sotto e si mette a governare l’incrocio. Passati alcuni corsari, mi avvio a scendere il pozzo subito dietro di me per fare spazio.A meta’ del pozzo incontro e saluto Stefano il terzo componente della squadra d’armo. Alla base del pozzo, last but not least, trovo Matilde intenta a fare uno spuntino. Non perdo tempo nel rubarle un sorriso ed un abbraccio.Questa non saprei dire come e’ uscita fuori, pero’ mi piace l’effetto e ve la mostro.Totem propiziatorio, sono sicuro che a Nerone piacerebbe molto.Eccoli qua, in posa per “Siamo la coppia (speleo) piu’ bella del mondo e ci dispiace per gli altri”! Sono simpatici ed affiatati, se arrivassi anche a ricordarmi i loro nomi sarebbe un successone. Per ora mi accontento di far loro una foto.Terminato l’ingorgo alla pozza fetente e sceso il pozzo successivo fino alla sala dove li attendo, non ci rimane altro che affrontare lo scivolo di fango e quindi goderci il meandro fino al pozzo Marilu’.Andiamo avanti in una ordinata fila indiana.Le uniche soste le facciamo alle pozze dove i nostri corsari devono sfoderare le unghie e dare sfoggio delle proprie capacita’ di arrampicatori o quanto meno di ginnasti per passare indenni le suddette con abili mosse, prese ardite e spaccate da brivido. Max passa per primo mostrando quanto sia facile il passaggio ma i nostri corsari all’atto pratico non riescono a condividere pienamente la sua opinione.Passata la prima pozza quasi indenni proseguiamo sempre in fila indiana ammirando il meandro. Anche io che l’ho visto davvero tante volte, non posso fare a meno di ammirare il paziente e mirabile lavoro dell’acqua sulla roccia.Breve sosta per un sorriso, serve sempre.Ma voglio esagerare, meglio 2 sorrisi che uno!L’ultima pozza, quella a pochi metri dall’affaccio sul pozzo Marilu’ e’ la nuova prova d’ardimento. La passano indenni quasi tutti…tranne Sara che ci casca dentro fino ai fianchi. Ne rimane contrariata ed a nulla serve il mio raccontarle che praticamente tutti i visitatori di Pozzo Comune, almeno una volta, hanno provato l’ebbrezza di un bagno in una delle pozze. Mentre si consuma il dramma di Sara, Max inizia a far scendere il Marilu’. Sembra che di acqua ce ne sia, ma non eccessiva. Il pozzo e’ stato armato con 2 vie. Anche questa discesa la potremo fare in coppia.Mi affaccio anche io a curiosare mentre i primi 2 arditi completano la discesa.La fila dietro di noi e’ nutrita ma ci stanno raggiungendo anche gli altri istruttori, ovvero maestri. Max scende in compagnia di un allievo. Alla discesa successiva tocca a me con lei. E’ molto presa dal montaggio del discensore e non ha alcuna intenzione di prestarmi di nuovo il suo sorriso.Quando arrivo alla base del pozzo rischio a mia volta una inzuppata. Vi racconto la mia disavventura finita bene. Alla base del pozzo c’e’ una pozza d’acqua proprio sulla verticale di discesa. Con un agile spinta sulla parete mi tolgo dalla verticale per evitare d’acqua. Arrivato al sicuro, vado per poggiare i piedi a terra ma le scarpe scivolano sulla roccia bagnata. Torno cosi’ a dondolare, molto contrariato, verso la verticale del pozzo. Mi spingo nuovamente con decisione sulla parete del pozzo per riportarmi fuori dall’acqua. Oramai pero’ oscillo quasi a pelo d’acqua e sono seriamente a rischio di inzuppata clamorosa. Il nuovo tentativo finisce come il primo, scivolo nuovamente verso l’acqua come il Wile Coyote dei cartoni animati. Per fortuna al terzo tentativo arriva un aiutino da Max e gli altri che assistevano alle mie prodezze. Probabilmente con un altra decina di tentativi avrei risolto da solo, pero’ un aiuto al momento giusto e’ sempre il benvenuto. Tutto e’ bene quel che finisce bene! Una volta ritornato con i piedi saldamente in terra vedo che alcuni corsari hanno dato scalata ad un “fungo” che sovrasta la sala alla base del Marilu’. Il “fungo” e’ accanto ad una cascatella d’acqua abbastanza intesa, ma dove sono loro sembra essere abbastanza asciutto. Li raggiungo per scattare assieme qualche foto.Purtroppo la nebbia che creiamo con l’evaporazione dell’acqua dai nostri vestiti impedisce di avere foto chiare, ci provo un paio di volte ma gia’ so che i risultati saranno scarsi.Ancora non sono scesi tutti, pero’ la pioggia alla base del pozzo e’ inevitabile ed iniziamo a sentire freddo. Le salite hanno una pausa, decidiamo che e’ il momento di iniziare a salire. Intanto saliremo 2 per volta. Quando sopra saranno pronti, useremo le 2 corde nei 2 sensi. In una si salira’ mentre con l’altra continueranno le discese. Max inizia a risalire con una corsara. La successiva sarebbe Sara che era gia’ infreddolita dalla inzuppata nella pozza prima del Marilu’. Vorrebbe salire accompagnata. Mi offro per accompagnarla. Vorrei realmente salire assieme a lei, pero’ nella prima meta’ del pozzo si e’ sotto una vera e propria doccia, mi fermo qualche secondo ad aspettarla ma il fastidioso colare dell’acqua fredda giu’ per la schiena mi convince che non e’ il caso. Riprendo a salire di buona lena. Tento una nuova sosta pochi metri sopra, ma forse e’ pure peggio di prima. L’acqua scompare solo a qualche metro dal frazionamento. Sara e’ ancora ad inizio pozzo. Max si affaccia e mi esorta a lasciare libera una corda per far passare un allievo che desidera scendere. Facciamo un poco di acrobazie al frazionamento per scambiarci di posto poi lui parte ed io esco dal pozzo. Eccolo mentre si incrocia con Sara.   Qua sopra sembra esserci ancora il pienone.Ecco Sara che arriva, stanca ma felice.Dopo averle dato una mano per il passaggio del frazionamento, mi ritiro dentro per farla uscire dal pozzo senza intralci.Sara e’ infreddolita, la caduta nella pozza e la doccia subita scendendo e poi salendo il Marilu’ l’hanno provata. Stefano si offre volontario per accompagnarla lungo il meandro fino alla sala subito dopo lo scivolo di fango. Arrivati la’ organizzera’ un poco di campo per farle recuperare temperatura e buon umore. Certo e’ che a stare fermi si sta caldi per nulla…Dopo un poco decido di fare un giretto anche io. Vicino a me noto che c’e’ lo zaino che portava Matilde. E’ abbastanza pesante. Con l’intento di aiutare decido di arrivare fino al campo con lui. Avverto Max delle mie intenzioni ma credo non mi senta. Detto fatto mi avvio. Gia’ il muoversi un poco mi riporta calore addosso.Cammina cammina, arrivo allo scivolo di fango. Ora sono a portata di voce di Stefano, gli urlo che lascio lo zaino nei pressi dello scivolo e torno indietro, magari nel frattempo qualcuno ha risalito il Marilu’ ed e’ da accompagnare. Strada facendo perdo qualche secondo per delle foto al “meandro scolpito”, mi piace troppo.Ancora una e poi riprendo per la mia strada.Mi manca proprio tanto cosi’ per arrivare alla partenza del Marilu’ quando sento rumoreggiare per il meandro. Ma e’ Valeria! Le rubo un sorriso nebbioso e poi ritorno sui miei passi per accompagnarla a fare compagnia a Sara.Arrivati allo scivolo di fango, vedo con piacere che lo zaino nel frattempo e’ stato preso da Stefano. Saluto Valeria e torno indietro. Stavolta pero’ cerco un posto consono e lascio l’attrezzatura. Qualche chilo in meno da portare non fa mai male. Al Marilu’ trovo ancora Max intento a presidiarlo. Le operazioni di risalita procedono. Quando ripeto a Max di aver portato via lo zaino giallo di Matilde ho la conferma che non mi aveva sentito quando l’ho detto la prima volta. Infatti brontola un poco perche’ dentro c’e’ il suo cambio e preferiva averlo a portata di mano. Mi offro di riportarglielo indietro ma un altro brontolio mi informa che dopo tutto va bene cosi’, sotto al pozzo sono rimasti solo maestri e tra poco leveremo tutti le tende da qua.Adriano, il nostro direttore del corso, si concede un sorriso.Alcuni allievi mentre ero in itinere sono risaliti. Faccio ancora un giro fino al campo con loro.Al campo stavolta ci arrivo anche io e mi fermo a fare uno spuntino. Visto che ho portato solo della cioccolata approfitto della generosita’ dei corsari e assaggio da loro quel che hanno portato. Lo faccio con moderazione, devo tenermi leggero per la cena alla Sbirra! Gli istruttori reduci dal Marilu’ arrivano alla spicciolata. Per chi, come Sara, e’ arrivato al campo da parecchio, iniziano le operazioni di risalita. Arriva anche Max che chiude la fila.Ora il campo e’ quasi affollato.Chi mangia, chi riposa, chi si prepara a proseguire.Ecco alla parete un bel trio, Matilde, Fabio ed Alessandra. Bi-sorriso.A mano a mano che i corsari si dichiarano soddisfatti dello spuntino e del relativo riposo vengono accompagnati nel risalire il pozzo e quindi al superamento della pozza “fetente”. Dobbiamo “solo” risalire il 19. L’attesa non si preannuncia breve. Dopo aver tremato assieme per circa un’ora, mi viene offerto di dare il cambio a Stefano al deviatore intermedio. Accetto con entusiasmo all’idea di riscaldarmi con la salita. Appena arrivo al deviatore armeggio un po’ per trasformarlo in un frazionamento. Con questa modifica ad una delle 2 corde intendo spezzare la salita in 2 tratte indipendenti e provare a velocizzare le operazioni di risalita. Quando passa l’ultimo corsaro, smonto il frazionamento e sistemo nuovamente il deviatore. Appena si libera una delle corde salgo anche io e mi fermo su ad aspettare l’arrivo dei miei amici.Arriva Matilde. Per uscire dal pozzo tenta la tecnica del crocifisso, le viene mica male!A chiudere la fila c’e’ ancora Max. Matilde ed io lo aspettiamo rimettendo a posto corde e materiali negli zaini. Quando siamo pronti ed andiamo alla sala iniziale sono quasi tutti usciti. Finiamo di disarmare gli ultimi pozzetti e poi…Dannaz…Malediz…ho scordato il mio zaino nella sala iniziale! Smoccolando non poco mi faccio ridare una corda ed un paio di attacchi. Torno indietro, armo il saltino che affaccia sulla sala e scendo. Lo zaino l’ho realmente scordato, ma nella sala non ve n’e’ traccia. Probabilmente qualche volenteroso l’ha portato con se’ uscendo. Poco male, risalgo e disarmo nuovamente il saltino. Max mi ha aspettato, usciamo insieme. Alla macchina finalmente mi cambio. Il sollievo maggiore ce l’ho nel mettere i calzettoni asciutti, una gioia! Dopo aver sistemato tutto e’ ora di pensare alla cena. Stefano, che e’ uscito tra i primi, aveva il compito di prenotare alla Sbirra. Maurizio mi informa che e’ tutto a posto. I pochi minuti per scendere in paese, parcheggiare in piazza e salire su fino al ristorante nemmeno li avverto. Entrando saluto con gioia i gestori della Sbirra, li abbraccio lamentando una lontananza di quasi un anno. Dopo i saluti corro a prendere posto a tavola, ora ho proprio fame. Anche Adriano non si fa pregare.   Max ci segue da presso e si accomoda comodo.Stefano e’ addirittura sbalordito al pensiero di quante fettuccine mangeremo stasera.Matilde si muove troppo perche’ la fotocamera possa metterla a fuoco, comunque vi assicuro che e’ lei.Entra tutto il resto del gruppo. Sulla sinistra, anche lui sfocato, c’e’ Luca a fare gli onori di casa.Carlo e Francesca sembrano spaesati ma sicuramente le fettuccine li rassicureranno.Stefano prende posto ed aspetta con pazienza.Tutti pronti! Siamo divisi in 2 tavoli, pero’ ci siamo solo noi e l’allegria non manca. Le fettuccine arrivano poco dopo a completare la giornata.Per il ritorno devo ringraziare la forte tempra di Maurizio che guida incurante del sonno con a fianco il buon Adriano che cerca di restare sveglio a sua volta. Io mi metto dietro per dormicchiare senza pensieri di sorta.

Tirando le somme, Pozzo Comune e’ una classica da corso ma sempre molto divertente ed interessante. Alla prossima.

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Corso SZS – Palestra Morra Zinna – 18/11/2017

Corso SZS. Prima uscita. Palestra Morra Zinna.

La mattina passa a prendermi Gabriele. Come al solito l’orario dell’appuntamento e’ approssimato ai 20 minuti ma oramai sono abituato e aspetto paziente dormicchiando sul divano. Oggi Luna verra’ con noi ma ancora non lo ha capito quindi, come ogni domenica, gira nervosamente vicino allo zaino arancione uggiolando per il subodorato abbandono. All’arrivo di Gabriele, quando mi vede prendere il famigerato zaino Luna prorompe in un ululato di disperazione, credo odi questo zaino con tutta se’ stessa. L’ululato di disperazione si trasforma in feste sfrenate quando mi chino per prendere il suo guinzaglio. Con lei saltellante di gioia andiamo a raggiungere Gabriele che ci aspetta in strada. Inizialmente sembra esserci un problema di spazio per ospitare Luna, avremo un altro ospite oggi, Giancarlo. Pero’, dopo aver razionalizzato pochino il caos che regna sovrano nei sedili posteriori della inossidabile Meriva gabriellesca, lo spazio esce fuori facilmente e possiamo partire. Luna salta su, ignara di aver rischiato un triste ritorno a casa, e si accoccola beata sul sedile. Prima di prendere l’autostrada facciamo una deviazione per prendere Giancarlo al parcheggio di Metro, il negozio, non il mezzo di trasporto. Il parcheggio di Metro e’ a mio dire il luogo piu’ brutto per darsi un appuntamento, non un bar, nessun posto che porti conforto, mi mette tristezza! Pero’ a Gabriele piace tanto e quando puo’ organizza i rendez vous in quel posto. Quando arriviamo al parcheggio il buon Giancarlo e’ gia’ la’ che ci aspetta pazientemente, lo carichiamo svelti e ripartiamo. Dopo l’autostrada e qualche chilometro di Tiburtina, una veloce sosta da Cicchetti per la colazione rende la mattinata piu’ simpatica. Alle 10.30 abbondanti siamo all’appuntamento allo spiazzo davanti alla villa di Nerone. Troviamo nessuno, ma visto l’orario, l’appuntamento era alle 10, e’ normale. Senza indugi ci rechiamo alle pareti di Morra Zinna. Qua troviamo un fervere di attivita’. Tutte le vie sono gia’ armate e Nerone, il “nostro”, non quello della villa, ha indossato il colbacco e si gode una pipata in santa pace.Subito Gabriele e Giancarlo si dedicano ai ragazzi che parteciperanno al corso. Sono tutti alunni, o ex-alunni di Marione che al momento e’ assente giustificato perche’ convalescente, un augurio di pronta guarigione a lui.Mentre io mi gingillo indossando l’attrezzatura, Valerio e’ in parete per gli ultimi ritocchi.Irene sente per nulla freddo ma si copre perche’ vuole mantenere il riserbo. Per fortuna riesce a sorridere anche con gli occhi.Gabriele continua il controllo delle attrezzature e la vestizione dei corsari.Luna da’ segni di insofferenza, in effetti appena scesa dalla macchina l’ho legata ad un palo. Rimedio portandola a fare una breve corsa sulla strada che scende verso l’Aniene.Appena la sciolgo si lancia in una corsa sfrenata, solo dopo pensa a fare i suoi bisogni. Ora e’ piu’ calma, possiamo tornare.Maurizio e’ gia’ sulla corda, pronto a seguire i nostri ragazzi.Gli ultimi aggiustamenti alla attrezzatura prima di lasciarli cimentare con la salita.Un armo “inusuale” durante i corsi causa un vivace scambio di idee tra noi istruttori (o maestri che dir si voglia). Alla fine arriviamo alla conclusione che e’ meglio tornare ad un armo piu’ tradizionale. Maurizio si incarica di trasformarlo opportunamente.Fa fresco. Visto che ora l’attrezzatura l’ho indossata faccio qualche volta su e giu’ per la corda di servizio. Cosi’ mi scaldo e faccio foto dall’alto.Irene, sempre in incognito, inizia il proprio allenamento. Ha promesso che oggi, tra salite e discese fara’ almeno un -1.000!Sorpresa! Arriva Livia.Doppia sorpresa! Si e’ tolta i dreads di cui ho sempre vista ornata la sua testa. Ora sfoggia dei fluenti capelli raccolti in una simpatica treccia. Il suo sorriso comunque non ne ha sofferto!Irene intanto continua infaticabile.I corsari sono partiti subito dopo uno spiegone di tecnica tenuto da Valerio.Luna si gode qualche coccola di Livia mentre cerca di capire cosa sia tutta l’agitazione che le si presenta davanti.Ancora Irene.Maurizio fa sicura durante la discesa di un allievo. Gli altri osservano in attesa del proprio turno. Gabriele e Giancarlo osservano che tutto proceda per il meglio. Nerone, non lo vedete, pero’ e’ sopra in compagnia della sua pipa che fa accoglienza a chi sale e scende sulla corda rossa.Valerio mentre segue un corsaro sulle altre vie.Ecco Nerone in attesa alla fine della corda rossa. C’e’ pure Irene, non si concede nemmeno un attimo di riposo.Ecco una vista d’insieme della parete dove ferve l’attivita’.Gabriele abbraccia un paio dei suoi nuovi pupilli. Gia’ pensa a come organizzare eventi post-corso per coinvolgerli.Intanto le discese ardite e le risalite proseguono senza sosta, via uno subito subentra un altro. L’entusiasmo non manca di certo.Luna uggiola, vuol farmi capire che si e’ rotta le scatole di stare letteralmente al palo. Per la sua gioia e per non sentirmi troppo in colpa la porto di nuovo a fare una corsa.Stavolta scendiamo fino all’Aniene.Eccolo, sempre bello, anche nella mise autunnale.Fatta la corsa con Luna, la riporto al palo. Gli esercizi in corda proseguono senza sosta.Gabriele raccoglie ordinazioni, sta andando a comperare i panini. L’ora di pranzo si avvicina.Nerone dopo ore sul “trespolo” alla fine della corda rossa decide che e’ ora di prendersi una pausa.…e intanto Irene continua la sua maratona in incognito.
Maurizio ha preso il posto di Nerone, in tutti i sensi, fumo puzzolente compreso (di sigaro pero’!).Faccio una salita anche io, per sgranchire le gambe. Ne approfitto per una panoramica delle macchine.ed una dello spiazzo picnic.Un’altra bella sorpresa, arriva anche Elia a farci visita.Maurizio nell’esercizio delle sue funzioni.Man mano che terminano quello che stanno facendo in parete i nostri corsari si radunano per il pranzo. Si inizia a parlare di caffe’ caldo, sono molto interessato.Nell’attesa faccio ancora una salita per andare ad importunare Maurizio ed il corsaro di turno.Un altro gradito arrivo. Ciao Erminio!Irene, maratoneta in versione speleo, continua infaticabilmente a consumare le corde del gruppo.Il caffe’ non era una chimera alla fine sono riuscito a carpirne una tazza e l’ho condito con la mistura alcolica offerta da Nerone. Dopo la corroborante pozione risalgo su corda per smaltirla.Una nicchia nella roccia con uno strano grumo all’interno.Dopo il pasto si riprende con entusiasmo ancora maggiore. Maurizio ora e’ a terra mentre Nerone e’ di nuovo al suo posto.Immagino avrete capito di chi si tratta…Irene!Valerio si gode un meritato panino. Mastica troppo velocemente, mi viene sfocato.Gabriele e’ tornato dalla missione “panino” ed ora si gode anche lui un momento di relax.Valerio, terminato il pranzo, attrezza un percorso unendo alcune corde con dei traversi. Ora si puo’ seguire il percorso salendo da una parte e scendendo dall’altra. Facendo attenzione negli incroci si puo’ farlo in piu’ persone in entrambi i versi. La prima a provarlo, nemmeno a dirlo, e’ Irene.Fa fresco…Faccio una salita cosi’ mi scaldo e provo anche io il percorso.Nerone si mette all’incrocio principale del percorso per smistare e dare supporto a chi arriva.Questo nuovo cimento stimola i nostri corsari. Anche se iniziano a sentire il peso della fatica si avvicinano per provare.Gli altri attendono pazientemente il proprio turno.Vado in parete anche io per sgranchirmi le gambe. Mentre sono attaccato alla corda veniamo invasi! Una torma di persone si avvicina a piedi e si mette ad osservare con curiosita’ quello che stiamo facendo. Probabilmente siamo un inaspettato fuori programma associato alla visita alla villa di Nerone.Irene intanto prosegue nella sua maratona……e anche senza perdere il sorriso!
Anche la nostra simpatica corsara ha ancora energie da vendere.Nerone alla sua postazione di smistamento.I passaggi si susseguono con regolarita’.Luna ci guarda incuriosita, non capisce tutto questo affannarsi su e giu’ per una parete ma ci lascia fare.La fila e’ ridotta al minimo, andiamo verso la fine di questa giornata.Verso le 5 del pomeriggio si decide di interrompere i giochi e togliere le corde. Tra l’altro inizia anche a fare freddo sul serio. Una volta sistemati i materiali e le nostre attrezzature e’ ancora troppo presto per andare a cena. Per stavolta, anche se a malincuore, le fettuccine di Marano Equo dovranno passare la serata senza di noi. Salutati tutti e riformato l’equipaggio della nostra macchina, partiamo alla volta di Roma. Una breve sosta da Cicchetti per qualcosa di caldo spezza il viaggio di ritorno. Ancora una bella giornata con tante nuove promesse per la speleologia che speriamo vengano mantenute. Alla prossima.

 

Pubblicato in corso, palestra, speleo, SZS | Commenti disabilitati su Corso SZS – Palestra Morra Zinna – 18/11/2017

58° Corso SCR – Catillo – 12/11/2017

Prima uscita del 58° corso SCR. La palestra di roccia al Catillo.

Prima di tutto un saluto agli allievi di questo 58° corso. Abbiamo appena avviato la conoscenza reciproca e la vostra col mondo delle grotte e dei tipi strani che le frequentano. Questo nella speranza che vi appassioniate e nel prossimo futuro anche voi sarete annoverati tra i suddetti tipi strani!

Alle 7.15 Matilde passa a prendermi a casa, l’orario e’ quasi indecente ma le cose da fare sono tante ed e’ meglio arrivare presto. Abbiamo appuntamento generale al capolinea della metro a Rebibbia, dove facciamo colazione. Nel ripartire prendiamo in macchina con noi addirittura Adriano, il Direttore del corso. In sua compagnia ci dirigiamo a Tivoli e quindi allo spiazzo sotto il Catillo dove parcheggiamo di solito in queste occasioni. Pochi minuti e siamo operativi. Adriano si dispera in anticipo fidando nel detto “meglio prevenire che curare”. Si parte per questa avventura che e’ il corso. La breve salita in fila indiana per arrivare alle pareti. Il magnifico panorama che si ammira da qua una foto la merita sempre. Anche un paio di allievi si ferma ad ammirarlo. Che scarpe insolite! Sembra essere a piedi nudi. Il solito prato sassoso dove facciamo campo base. Iniziamo la vestizione. Si tratta di dare ad ogni allievo il set completo di attrezzatura e fare insieme la regolazione di imbrago e cordini. Questo gia’ ci prende quasi un’ora. Al termine della vestizione arriva il momento dello spiegone. Max fa l’introduzione e poi mi lascia la parola per dire qualcosa sugli attrezzi. Per fortuna di tutti la parte di teoria e’ breve, serve per dare un’idea, poi approfondiremo tra poco in parete. Mentre Max conclude faccio un rapido giro di foto. I nostri aspiranti speleo ascoltano con attenzione e pazienza. Adriano, nella sua veste di Direttore del corso se la ride. Sicuramente lo fa per alleggerire la tensione tra gli allievi, ne sa una piu’ del diavolo!  Lo spiegone termina e ci dividiamo in 2 gruppi, il primo con Matilde, Adriano, Max, Claudio e 4 allievi si ferma alle vie vicine al nostro campo base. Il secondo con Stefano, Stefano, Fabio, io ed i restanti 6 allievi andiamo alle vie un poco piu’ distanti. Troviamo gia’ tutto pronto all’uso perche’ il buon Claudio durante lo spiegone ha continuato a sistemare le corde. Arrivati alle pareti di nostra pertinenza iniziamo a vedere nei dettagli cosa serve per la salita su corda. Stefano mostra l’utilizzo di croll e maniglia. Ora con una corda a portata di mano l’utilizzo dei bloccanti appare piu’ intuitivo rispetto a quanto detto durante lo spiegone al campo base. Stefano ci mostra una breve risalita poi lo convinco a tribolare un po’ per sistemare un frazionamento basso per mostrare come si passa questo salvifico ostacolo. Mentre Stefano spiega, c’e’ Stefano che ascolta! La menzione del frazionamento porta ad un fioccare di domande circa la funzione e l’utilita’ di quest’ultimo. Cerchiamo di rispondere a tutti senza approfondire troppo, sono gia’ tante le nozioni che forniremo oggi.Chi e’ quello speleo baciato dal sole?!? Ma e’ Claudio che continua a sistemare corde per facilitarci il lavoro. Dopo avere mostrato ai nostri corsari come si sale sui bloccanti, Stefano continua la salita fino a su e si ferma la’. Aspettera’ i nostri allievi per far loro terminare la salita in sicurezza. Nel frattempo ha preso la parola Fabio. E’ il momento di insegnare ai nostri impavidi allievi un esercizio basilare per la salita. Quello di restare in piedi sul pedale. All’uopo Fabio sistema un pedale su un attacco basso e fa provare l’esercizio a tutti i corsari. Naturalmente sempre curando che il tutto si svolga in sicurezza. Alle pareti di nostra pertinenza abbiamo 3 vie attrezzate. Ci farebbe comodo avere anche una corda “di servizio” per meglio seguire gli allievi. Mentre Fabio prosegue con l’indottrinamento “pedalico”, faccio un salto al campo base per vedere se abbiamo una corda in piu’. Passando saluto l’altro gruppo. Sono tutti impegnatissimi.
Anche qua i nostri corsari si stanno facendo valere.La ricerca di una corda in piu’ fallisce miseramente. Ritorno al mio gruppo con le pive nel sacco. L’attivita’ ferve. Ora alcuni dei nostri eroici allievi si stanno cimentando con la discesa. Cercando una soluzione, mi ricordo della via, l’ultima armata da Claudio. Non la stiamo utilizzando e difficilmente lo faremo perche’ e’ troppo lontana rispetto a queste dove siamo ora. Prendo la decisione, la smontero’.Vado a raggiungerla dal basso e la disarmo mentre salgo. Al terzo frazionamento sono all’altezza dell’arrivo delle altre vie. Di corda ce n’e’ parecchia quindi devo solo spostarmi di lato facendo un traverso posticcio per poi passare la corda a Stefano in maniera che possa armare la partenza della corda di servizio. Quando lui ha finito anche io faccio la mia parte sistemando un frazionamento. Lavoro finito. Ora abbiamo anche la corda di servizio. Mi ci metto comodo per seguire chi passa per i frazionamenti.Sotto la fila si e’ assottigliata, c’e’ chi riposa e chi parte per una nuova salita.La nostra discesista prosegue nella discesa, appunto.E’ molto presa e non riesco proprio ad attirare la sua attenzione per una foto con sorriso, meglio non disturbarla oltre, avremo altre occasioni.Un attimo di pausa per girarmi ad ammirare il panorama. Ancora si nota poco ma numerose nuvole si stanno avvicinando minacciose.Le discese proseguono a buon ritmo. Chi arriva sotto si riposa qualche secondo e poi e’ pronto per ritentare con la salita. Un gruppetto di infaticabili.Chi sale, chi scende, le corde sono sempre impegnate. Son soddisfazioni anche queste!Gli Stefano sono ancora su in cima a fare accoglienza a chi arriva.Ecco Stefano messo comodo e parzialmente mimetizzato dalle fresche fratte.Una foto a Fabio non poteva mancare. Ha gestito tutte le partenze dal basso mentre io sono stato quasi sempre su corda quindi non ho avuto molte occasioni di riprenderlo. Rimedio ora.A ora di pranzo facciamo pausa tornando al campo base. Quando arrivo trovo anche il celeberrimo “signore anziano nonno Giorgio”. Faccio appena a tempo a salutarlo che gia’ annuncia di essersi stufato di stare fermo qui. Non ho la prontezza di spirito di inquadrarlo subito con la fotocamera cosi’ quando mi distraggo un attimo si allontana velocissimamemente, addirittura non riesco nemmeno a dargli un saluto di commiato. Mi rassegno, non sarebbe lui se non facesse cosi’! Passato il ciclone Giorgio riporto la mia attenzione su quel che mi succede attorno. In teoria io avrei gia’ mangiato. Mentre ero appeso in parete, tra un frazionamento e l’altro, ho allegramente sgranocchiato una intera tavoletta di cioccolato. Quando pero’ Matilde tira fuori un contenitore con dell’ottimo hummus fatto con le sue manine, non riesco proprio a tirarmi indietro. Requisiamo dei cracker in giro e ne ricaviamo delle gustose tartine. Finito il lauto spuntino riprendiamo le attivita’ speleo facendo il “cambio campo”. Il nostro gruppo nel pomeriggio occupera’ le vie vicino al campo base. L’altro gruppo si spostera’ dove noi abbiamo passato la mattinata. Stefano sale subito a prendere posizione all’arrivo di una delle vie.Fabio si occupa dell’altra via.Il frazionamento di arrivo della via dov’e’ Stefano e’ un poco ostico. Salgo sulla via parallela appositamente predisposta per dare manforte.Sembra stia ammirando il paesaggio ma e’ solo una impressione, in verita’ sta cercando una via di fuga alternativa al passaggio del frazionamento.E’ sempre lei, ha messo il cappuccio, ma non e’ per non farsi riconoscere! Purtroppo per il pomeriggio il clima pazzerello ci ha riservato tempo da lupi. Pioggerellina fastidiosa e vento freddo, quindi e’ un vero piacere stare bloccati ad un frazionamento antipatico per un quarto d’ora.Sotto di noi Stefano, quello piu’ alto, da’ assistenza a chi parte per una nuova salita avventurosa.Dal lato opposto Fabio governa la situazione con polso fermo e maestria.Finalmente un bel sorriso! Ci voleva proprio. E vale anche doppio perche’ e’ sul frazionamento nominato “incubo del corsaro”.Scendo qualche minuto a riposare le reni. Parlando con Stefano ci viene in mente che sarebbe simpatico sistemare anche un breve traverso. Abbiamo la corda abbiamo gli attacchi, ci manca solo un fix a parete per poter completare il lavoro. Faccio un salto al campo base a rimediare il trapano, torno indietro ed in pochi minuti abbiamo sistemato tutto.Faccio una corsa a riporre il trapano mentre la pioggia diventa sempre piu’ insistente e fastidiosa.I nostri impavidi corsari non si intimoriscono per cosi’ poco. Un paio di gocce non le notano nemmeno. Meglio cimentarsi con una discesa ardita, una di quelle che fanno tremare le ginocchia.Sotto vedo fioccare mantelle ed ombrelli, qualcosa vorra’ dire. Una pervicace lama di vento mi ghiaccia tutto il lato destro del corpo.La situazione inizia a farsi spiacevole, i nostri allievi oramai sono satolli di avventura e poi, diciamolo, si impietosiscono vedendoci tremanti e fradici come pulcini. Alla fine acconsentono ad abbandonare il campo. Stefano inizia a disarmare la parte in basso.L’altro gruppo intanto ha gia’ tolto tutte le corde e si e’ radunato al campo base, li fotografo con un poco di invidia.Stefano afferma: “Quando l’acqua inizia a gocciolarti dal bordo del casco e’ proprio l’ora di andarsene”. Non ho proprio modo di dire o pensare qualcosa di diverso. Recuperiamo svelti le corde dall’alto terminando il disarmo delle 2 vie. Fabio nel frattempo si occupa della “sua”. Quando scendiamo anche noi al campo base oramai sono tutti pronti a partire. Pochi minuti per disfarci dell’imbrago e partiamo tutti in fila indiana verso le macchine. Dopo aver gustato il confortevole abbraccio dei vestiti asciutti cerco di radunare tutti per una foto di gruppo. Non ci riesco in pieno, ma parecchi li catturo. Con la seconda convocazione va ancora un poco meglio.Chi e’ rimasto fuori magari sperava di salvarsi, ma lo catturo subito dopo.Per scendere a Tivoli e andare a prendere un “checcosa” tutti assieme, vado in macchina con Claudio che e’ solo soletto. Lascio, o meglio dimentico, la fotocamera in macchina di Matilde. Quando la recupero la trovo tutta impressionata da un selfie agitato.Al bar ci rifocilliamo ognuno a modo suo, chi con una tisana, chi con una birra. Qualche chiacchiera sulla giornata passata fa da contorno. Passata cosi’ piacevolmente un’oretta circa lasciamo il bar per riprendere la strada di casa dandoci appuntamento per la settimana prossima.

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58° Corso SCR – Inizia! – 10/11/2017

Ci siamo, e’ iniziato il 58° corso SCR.

Domenica i nostri nuovi corsari si cimenteranno con gli attrezzi speleo per salire e scendere su corda. Approfitto per presentarvi la locandina di questo corso:

In bocca al lupo a tutti i partecipanti e buon divertimento!

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Finalmente Speleo 2017 – 01/11/2017

Raduno! La consueta riunione di tutti gli speleo d’Italia.

Quest’anno piu’ che mai, finalmente raduno! Stavolta infatti si tiene a Finale Ligure, o meglio a FinalBorgo, l’antico borgo, poco piu’ all’interno e portato a nuova vita grazie ad un intenso turismo “sportivo” basato su mountain bike ed arrampicata. Ben venga per i “finalesi”, male per noi speleo, ospiti temporanei, perche’ abbiamo dovuto penare abbastanza ogni giorno per trovare parcheggio.

1 Novembre – Arrivo a FinalBorgo

Betta, io, Luna e Mimmi partiamo da Roma il martedi’, ci fermiamo a dormire ad Orvieto, una ottima occasione per salutare i nostri amici, e ripartiamo la mattina dopo. Arriviamo a Finale Ligure verso ora di pranzo, prendiamo possesso della nostra stanza e poi ripartiamo subito per FinalBorgo. L’impatto iniziale non e’ dei migliori, dobbiamo girare piu’ di mezz’ora per trovare un parcheggio ed ancora di piu’ per trovare la segreteria. Per fortuna incontro Luca che e’ qui da ieri e mi da le dritte giuste. Facciamo pranzo allo SpeleoBar e poi in giro per FinalBorgo. Girando per i vicoli incrociamo le indicazioni per l’auditorium, il pensiero di sederci e guardare qualche interessante filmato e’ seducente. Non tentiamo nemmeno di resistervi. Usciamo dall’auditorium che si e’ fatta notte, E’ ora di pensare alla cena, rigorosamente allo speleoBar. Strada facendo prendo uno foto del castello che sovrasta il borgo. Lo speleoBar e’ pieno di persone e quindi di amici. Facciamo subito una bella tavolata per cenare assieme. Vado un poco in giro per salutare chi conosco, naturalmente non manco di importunarli con una foto. Gli amici di Gubbio, li avevo incrociati per il borgo ma non mi avevano riconosciuto, al secondo tentativo va meglio! Virginia e Nerone sono pensosi, stanno decidendo cosa prendere per cena. Con tutte le cose buone che stanno preparando negli stand e’ una decisione ardua. Gianni studia il programma. Betta e Giovanni. Anche quest’anno Giovanni ce l’ha fatta a venire dalla Francia, sono proprio contento di rivederlo, in forma ed allegro.  Attenti a quei due! Anche Ruvo fa la sua parte, ecco qua Giuseppe e Vincenzo!  Dopo cena Betta ed io ci dichiariamo sconfitti dalla stanchezza e ci ritiriamo a dormire lasciando la festa ben prima che arrivi al culmine.

2 Novembre – Giornata dedicata a Finale Ligure

La mattina siamo in piedi presto, Luna vuole andare a fare la sua passeggiata “igienica”. Io e lei andiamo sul lungomare, distante una manciata di passi dalla nostra stanza. Oggi e’ giornata di mercato, stanno montando almeno un chilometro di bancarelle, Betta ne sara’ estasiata. Mentre ci aggiriamo sul lungomare prendo foto a casaccio. La piazza da cui siamo arrivati al lungomare ha questo portale, forse il rimasuglio di una porta di accesso alla citta’? Piu’ tardi recuperiamo Betta e Mimmi ed andiamo di nuovo a fare un giro, c’e’ vento ma anche un bel sole, e’ molto piacevole passeggiare. Questa e’ la piazza. E questo il mare, c’e’ anche qualche temerario in spiaggia a prendere il sole. Ci sono i tratti di spiaggia attrezzata ma ci sono molti accessi liberi al mare, molto bello. Forse d’estate sara’ caos come in ogni localita’ di mare, ma ora e’ uno spettacolo. Dopo aver svolto alcune commissioni e aver visitato il mercato per quasi tutta la sua sterminata lunghezza scegliamo a casaccio uno dei ristoranti sul lungomare. Andiamo al “ristorante del brontolone”, lo scelgo per il nome curioso e perche’ c’e’ un gruppo di operai che ci stanno pranzando, segno che non puo’ essere troppo una “sola”. Il caffe’ preso ad un bar sulla piazza chiude la parentesi turistica a Finale Ligure. La nostra stanza, l’angolino vicino al termosifone e’ stato da subito il preferito di Luna. Dopo un meritato riposino riprendiamo la visita. Finale by night!. Sara’ questo il celeberrimo “Vicolo Stretto” del Monopoli!?! La piazza di notte non poteva mancare. Terminato il lungo giro con una sosta al locale “kebabbaro”, riprendiamo la via verso la nostra camera. La nostra bella giornata turistica termina qua.

3 Novembre – Giornata piena al raduno.

La mattina, dopo la passeggiata con Luna, costringo Betta a prepararsi alla svelta. Alle 8 del mattino siamo gia’ in giro per FinalBorgo. Stiamo ancora decidendo cosa fare quando da lontano intravedo una barba conosciuta. E’ Giovanni che sta facendo colazione. Naturalmente, visto che e’ allergico al latte, il caffe’ lo rende nervoso ed e’ troppo presto per la grappa, si sta consolando con un buon rhum! Eccolo in tutto il suo splendore con i suoi nuovi bat-occhiali. Mentre ci accomodiamo con lui al tavolino arrivano anche Paola e Stefano. Devono fare colazione anche loro quindi facciamo un tavolo unico.
Stefano e’ inappetente come al solito, dobbiamo quasi costringerlo a mangiare il terzo cornetto. Dopo una lunga colazione possiamo riprendere il nostro cammino. Nel frattempo il sole ha riscaldato l’aria e non e’ male per nulla. La torre campanaria della chiesa. Chissa’ se si puo’ salire a visitarla? Costeggiamo le mura mentre decidiamo cosa fare. Siamo alla chiesa. Alla fine, consultando il programma del raduno, abbiamo deciso dove andare. C’e’ una serie di interventi sul rilievo delle cavita’ che mi interessa. Ce la prendiamo comoda perche’ c’e’ tempo e, gira che ti rigira, quasi arriviamo in ritardo! Siamo al Teatro delle Udienze, ci addentriamo titubanti cercando la sala. E’ ai piani superiori. Per fortuna anche i relatori sono in ritardo. Ci sono ancora posti e possiamo scegliere dove sistemarci. Inizia Vincenzo con il progetto del portale WISH poi continua Marco a parlarci di alcune novita’ nel Topodroid.  Prosegue Federico col suo Csurvey. Marco fa da anfitrione presentando via via i vari relatori e gestendo i cambi di programmi causati dai ritardi. Verso ora di pranzo sia Betta che Luna ne hanno abbastanza di rilievo. Mi fanno capire che e’ ora di andare. La nostra destinazione, vista l’ora, non puo’ essere altra che lo SpeleoBar. Strada facendo riprendo il castello. Prima da lontano… …e poi da piu’ vicino. Non siamo i soli ad aver sentito necessita’ di mangiare qualcosa, troviamo infatti un nutrito gruppo di amici allegramente intenti a farlo. Ci uniamo a loro dopo aver scelto il menu odierno. Gianni alla presa con le “cecagna” post-prandiale. L’arrivo di un suo amico lo rianima subito. Sono arrivati anche gli amici di Sacile ed il loro stand ora funziona a pieno regime. In prima linea hanno lasciato delle nuove leve, che non conosco… …cosi’ passo in zona cucine a salutare i “veci”. Ne faccio una rapida carrellata mentre sono affaccendati per sfornare delizie tipiche. Per non sbagliare abbraccio tutti, scambiamo qualche chiacchiera, un brindisi alla nostra salute e poi mi ritiro in attesa di poter assaggiare la loro polenta e frico. Dopo pranzo girovago per gli stand rubando foto. Qua c’e’ Teresa mentre si procura a sua volta il pasto. Il nostro tavolo e’ dinamico, le persone cambiano in continuazione ma siamo sempre noi “romani”. Non riesco a negarmi una sosta allo stand dei siciliani per uno dei loro deliziosi cannoli. Dopo il lauto pasto riprendiamo la via per seguire qualcuno degli eventi in programma. La nostra meta e’ l’Auditorium.  Tra le altre presentazioni di oggi ce n’e’ una abbastanza attesa, la presentazione del libro “Nel cuore della terra” di La Venta. E’ anche una occasione per ricordare assieme Giovanni Badino, di recente venuto a mancare. La sala e’ gremita e per la prima parte della presentazione dobbiamo sederci per terra.  I racconti della storia delle esplorazioni de La Venta che hanno portato al libro si susseguono.  Ogni tanto il nome di Giovanni compare a ricordarne le molteplici attivita’ portate avanti insieme a La Venta di cui e’ stato a lungo membro. Alla fine delle presentazioni si esce tutti per un brindisi in suo onore. Un momento toccante. Finito il brindisi il folto gruppo che vi ha partecipato pian pianino si disperde. Noi ci raduniamo poco piu’ in la’ per poi andare a cena assieme. Stasera andremo ad un ristorante, modello brasiliano, specializzato in carne. La cena ve la risparmio, pero’ la bottiglia della grappa voglio proprio farvela vedere! Ora ci sarebbe da andare allo SpeleoBar a terminare la serata in allegria. Ci avviamo, strada facendo faccio la “solita” foto al castello. Quando passiamo davanti al parcheggio Betta si dichiara stanca e mi chiede di andare a dormire. In effetti siamo svegli dalle 6 del mattino ed anche io sono stanco. Faccio un sospiro guardando i miei amici che continuano a camminare verso lo SpeleoBar, lancio loro un saluto e poi mi dirigo alla macchina. Fine di un’altra giornata di raduno.

4 Novembre – Ultima giornata.

Anche stamane all’alba siamo in piedi e ci godiamo la spiaggia deserta.Hanno ripulito la spiaggia ed hanno creato una lunga duna, ipotizzo sia per proteggere il lungomare dalle mareggiate invernali. Non so quanto sia efficace, pero’ il tentativo e’ buono. Verso le 8 siamo a FinalBorgo. Stamane facciamo un poco piu’ fatica a trovare parcheggio, non ho tenuto conto che e’ sabato ed il posto e’ gia’ preso d’assalto da gruppi di appassionati di mountain bike. Arrivati nel borgo andiamo a fare colazione. Al bar incontriamo Max e Fabio e ci uniamo a loro. Oggi e’ giorno di mercato a FinalBorgo. Betta non puo’ perderselo, quindi ci dividiamo, io e Luna andremo in giro per conto nostro. Oggi ci sara’ la presentazione della spedizione in Romania a cui hanno partecipato Claudia e Filippo. E’ proprio quest’ultimo che incontro quasi subito. Andiamo assieme allo stand materiali dove ci accordiamo con uno “standiere” francese per tornare il pomeriggio a prendere una tuta, con l’aiuto di Skeggia, amico di Filippo, che ci fa da traduttore siamo riusciti a strappargli uno sconto extra. Tra un giro e l’altro iniziamo senza fretta ad avviarci verso la sala delle Capriate, dove si terra’ la presentazione della spedizione in Romania. Ad un bar troviamo Betta tranquillamente seduta a riposare bevendo qualcosa di buono.    A forza di dirci che c’e’ ancora tanto tempo e non c’e’ fretta, rischiamo di fare tardi. Ad ogni angolo incontriamo qualcuno da salutare. Arriviamo precisi al secondo. Fortuna che qualcuno era arrivato prima a preparare tutto il necessario! La presentazione procede bene. Alla fine costringono anche Claudia a parlare, se la cava bene anche lei disimpegnandosi con saluti ed i ringraziamenti a tutti i partecipanti alla spedizione. Finalmente mi incontro anche con Matilde, e’ arrivata ieri sera e mi ha cercato allo SpeleoBar, dove pero’ ieri non sono mai arrivato. Le rubo subito un selfie. A fine presentazione non abbiamo altri impegni stabiliti, andiamo a fare un giro per il borgo. Nei giri passiamo davanti alla chiesa, non avendo impegni particolari, finalmente ho l’occasione per una veloce visita. Il pranzo allo SpeleoBar chiude degnamente la mattinata. Il pomeriggio con Filippo ci incontriamo nuovamente agli stand materiali per concludere l’acquisto della nostra nuova tuta.  Rientrando verso il borgo incontro Giuseppe, ci diamo appuntamento a piu’ tardi. Betta ed io siamo stanchi di girare, andiamo di nuovo alla sala delle Capriate a riposare un poco. C’e’ una presentazione su indagini archeologiche in ambienti ipogei. Non e’ tra gli argomenti che preferisco, pero’ il relatore si rivela bravo e preparato e non mi annoio. Piu’ tardi ci spostiamo all’Auditorium, c’e’ la presentazione della grotta piu’ profonda del mondo. Alcuni speleologi russi sono venuti per mostrarcela e raccontarci la lunga storia della sua esplorazione. La lingua potrebbe essere un serio ostacolo, pero’ ci sono 2 traduttori ed in piu’ il relatore principale, parla anche spagnolo, molto bene, per quel che posso capire. La storia che racconta e’ avvincente. Ci parla di molti anni di esplorazioni estreme che hanno portato una grotta “normale” a diventare profonda piu’ di 2km. C’e’ un silenzio assoluto in sala quando ci racconta degli ultimi 10 giorni passati in grotta ad esplorare sull’attuale fondo a -2.100 metri. Ora come ora impiegano 3 giorni per risalire all’esterno. Alla fine della loro presentazione possiamo finalmente liberare diversi lunghi applausi di approvazione ed ammirazione per una avventura straordinaria per cui serve una dedizione ed una preparazione fisica e mentale non proprio patrimonio di tutti. Dopo l’appassionante racconto degli speleo russi non ci rimane altro che andarcene allo SpeleoBar per chiudere degnamente la giornata con una buona cena. Questa e’ la serata finale del raduno, una serata speciale. Lo si vede subito dalla calca impressionante. Facciamo fatica a trovare un posto per cenare tutti assieme.
Anche stasera pero’ Betta ed io duriamo poco, terminato di mangiare inizia a calarci la palpebra. Il capannone e’ sempre piu’ colmo e chiassoso. Sara’ una bella serata ma noi non vi parteciperemo.La mattina dopo, sotto una forte pioggia carichiamo i bagagli in macchina. L’operazione e’ resa piu’ simpatica dal fatto che abbiamo scordato tutti gli ombrelli a Roma. Al ritorno la pioggia ci accompagna quasi ininterrottamente fino a casa. Chiudo la porta di casa che sembro appena uscito dalla doccia. Il ritorno difficile e qualche piccola difficolta’ in loco comunque non hanno guastato per nulla il piacere di aver visitato dei bei luoghi e aver partecipato ad un buon raduno anche quest’anno. Al prossimo!!!

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Erebus – 29/10/2017

Una interessante gita con Matilde, Giuseppe ed io.

Una volta tanto sono io a prendere la macchina. Passo a prendere Giuseppe poi andiamo a Settebagni per l’appuntamento con Matilde. La dobbiamo aspettare ben oltre il quarto d’ora accademico, pero’ appena arriva si fa perdonare con un bel sorriso. A Sant’Oreste parcheggiamo alla, oramai, solita rotonda ed iniziamo a prepararci. Quando fatto, il tempo di una foto e partiamo. La passeggiata in salita e’ piacevole, come sempre. Mi piace assai camminare tra questi boschi. In compagnia di qualche amico, ancora di piu’. La solita sosta alla carbonaia. E’ stata risistemata dall’ultima volta, molto meglio ora. All’incrocio con la strada ci prendiamo qualche minuto di riposo. Poi via, per l’ultimo tratto. Eccoci al parcheggio dell’eremo. Giuseppe strada facendo si e’ armato di robusti bastoni, ora sorride soddisfatto per la meta raggiunta. Ecco che arriva anche Matilde, lenta ma inesorabile! Il tempo di rifiatare un attimo e riprendiamo il cammino per l’ultimo tratto fino alla grotta. Eccoci arrivati. Presento la grotta a Giuseppe, per lui e’ la prima visita. Come deciso strada facendo, oggi sara’ Matilde ad armare, Giuseppe sara’ il suo assistente ed io come al solito saro’ nullafacente. Matilde deve subito fronteggiare una piccola difficolta’, ieri sera al magazzino ha contato male le corde e solo ora ci accorgiamo che ne manca una. Per fortuna c’e’ uno “spezzone” di corda di almeno 6 metri, ce lo faremo bastare per il primo saltino.  Mentre loro vanno avanti io termino gli ultimi preparativi e li perseguito con le foto. Pochi metri piu’ avanti inizia il primo pozzo. Gli armatori si danno da fare. Prima di iniziare, un breve consulto sul da farsi. Io li raggiungo e mi metto buono buono da una parte a curiosare. Matilde sistema gli attacchi, mette la corda e parte.Non riesco a trattenermi, faccio la spia, le dico che da quelle parti deve cercare degli attacchi per fare un deviatore.  Trovato e sistemato a dovere anche il deviatore! Si continua la discesa. Siamo subito al pozzo successivo, stavolta l’armo sulla verticale e’ un poco esposto quindi gli armanti decidono di partire un poco indietro per stare in sicurezza. Matilde e’ quasi giu’. Il pozzetto successivo lo sistemiamo con i multimonti ed un cordino in kevlar passato in un foro nella roccia, tanto per vedere cosa sono questi aggeggi.  Non vi tedio oltre con i dettagli dell’armo. Procediamo velocemente sino al punto che ci aveva incuriosito la volta prima. Stavolta mi sembra ancora piu’ stretto della volta scorsa, pero’ oggi abbiamo l’arma segreta, Matilde! Svelta si toglie l’attrezzatura e scivola dentro con facilita’ estrema. Dentro non e’ larghissimo pero’ con qualche sbuffo e spostando qualche pietra riesce a mettersi comoda.  Oggi di aria non ce n’e’ tanta come la volta scorsa, pero’ Matilde ne sente un po’, meglio che niente, magari aspetteremo il freddo per venire a fare una ulteriore verifica. Io non ci passo nemmeno quel tanto da potermi chinare a prendere i sassi che Matilde vuole passarci. Lascio il posto a Giuseppe. Facciamo passamano di sassi per un poco poi cedo la fotocamera a Matilde perche possa documentare quel che vede. Non c’e’ molto da vedere, pero’ quello scuro laggiu’…  Magari togliendo la terra che lo chiude si puo’ arrivare a dare una sbirciata. Mati-selfie. Mi affaccio anche io per vedere cosa succede e ci rimedio una foto. Vorrei togliere alcuni spuntoni di roccia che si sono innamorati delle nostre tute e cercano di strapparcele di dosso, pero’ mi accorgo solo ora di non aver preso lo scalpello, l’ho lasciato fuori. Smoccolo un paio di minuti poi, fedele al detto: “chi non ha cervello abbia gambe”, prendo un bel respiro e mi avvio per andare a prenderlo. Lascio i miei eroi impegnatissimi a fare pulizia di pietre e terra. Giuseppe in posa marziale mentre tiene la corda di risalita. Con solo pochi sbuffi e sospiri arrivo a meta, recupero quanto dimenticato e prendo la via del ritorno. Rientrato alla base faccio quello che mi ero preposto mentre i miei strettoistici amici prendono un attimo di respiro. Pochi minuti bastano a fiaccare il mio entusiasmo e a loro per dichiararsi riposati. Cambio di disposizione. Giuseppe ora entra nel buco a dare una occhiata mentre Matilde decide di andare a vedere nei dintorni. Io mi barcameno dando prima assistenza a Giuseppe e dopo seguendo Matilde nella sua esplorazione. Matilde scende in un buco che e’ proprio sulla verticale della corda. E’ ferma li’ sotto da un po’ quando utilizzo la corda che pende dall’alto per aiutare Giuseppe nel recupero di un sasso molto grande. Improvvisamente, probabilmente smosso dalla corda, si stacca un sasso che atterra proprio sulla schiena di Matilde. Il suo urlo di dolore mi fa accapponare la pelle. Per fortuna passati i primi lunghissimi attimi di paura, Matilde riprende la calma e dichiara che va tutto bene. Meno male! Ad ogni modo Giuseppe  ha trovato il modo di ammucchiare piccoli sassi di lato per poi tirarli fuori in autonomia. Lo lascio lavorare e vado a raggiungere Matilde per vedere come sta e se trova qualcosa di nuovo. La trovo impegnatissima a rovistare in varie fessure, il dolore alla schiena quasi dimenticato.  Gironzoliamo per qualche minuto, le mostro tutti i punti che avevo visto la volta scorsa incoraggiandola ad andare a rivederli, ognuno di noi nota cose differenti e non si puo’ mai dire. Mentre lei sbuffa e sospira nei punti angusti dove l’ho indirizzata, io mi diverto a scattare foto. Guarda anche la’… …ed ancora foto sbroccolettate… Quando torniamo nei dintorni di Giuseppe facciamo un attimo di consulto. Sono le 5 del pomeriggio ed e’ meglio iniziare a riprendere la strada di casa. La speranza e’ di uscire in tempo per andare a cena assieme da Alessandro al Campanile. Facciamo le squadre per il ritorno. Matilde ha armato all’andata quindi si offre per andare avanti, uscire e telefonare ad Alessandro. Giuseppe ha fatto da assistente ed ora sara’ protagonista del disarmo. Io, da nullafacente vengo promosso ad assistente disarmante. Via, si parte. Pozzo dopo pozzo siamo quasi all’uscita. Quando arriviamo all’esterno Matilde ci aggiorna. Abbiamo tralasciato un piccolo particolare, lei non ha il numero di Alessandro! Dobbiamo rimandare a piu’ tardi l’organizzazione della cena. Ora e’ buio, il ritorno lo facciamo lungo la strada, e’ piu’ comodo. Al parcheggio Matilde cerca il numero su internet e chiama. Pessime notizie, oggi il ristorante di Alessandro e’ chiuso. Una volta indossati gli abiti asciutti ci muoviamo verso Sant’Oreste per cercare una alternativa. La birreria che incontriamo lungo la strada sembra proprio fare al caso nostro. E’ un attimo decidere di fermarsi qua per cena. Una buona scelta. Il brindisi a questa bella giornata e’ doveroso.Il ritorno e’ tranquillo e non starei a dirvi oltre. Stavolta non abbiamo avuto le confortanti conferme in cui speravamo ma nemmeno la negazione di ogni speranza. Potremo continuare ad immaginare mirabolanti prosecuzioni fino…alla prossima!

Pubblicato in esplorazioni, SCR, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Erebus – 29/10/2017

Morra Zinna – Pre-corso SCR – 15/10/2017

Il, quasi, tradizionale incontro pre-corso per un aggiornamento di tutti gli istruttori con gran parte dei soci SCR ed alcuni dello SZS.

Anche quest’anno lo Speleo Club Roma sara’ impegnato col corso di introduzione alla speleologia. Come facciamo oramai da qualche anno, prima del corso ci si incontra per rivedere assieme le tecniche che andremo ad insegnare. Stavolta il luogo scelto per l’incontro tecnico e’ Morra Zinna, vicino Subiaco. La mattina Gabriele passa a prendermi assieme a Giuseppe. Il tragitto per Subiaco e’ oramai molto familiare. Arriviamo in centro a Subiaco per fare un poco di spesa. Fatta la spesa Gabriele ci informa che dovremmo aspettare Giancarlo. Quando lo contattiamo telefonicamente, Giancarlo ci aggiorna, ha appena imboccato l’autostrada. Questa notizia, e l’ora tarda, provocano un cambio dei programmi. Andremo intanto a Morra Zinna, poi Gabriele tornera’ a prendere Giancarlo. D’altronde si tratta di meno di 10 minuti di strada. Eccoci a Morra Zinna. Visto che l’orario fissato e’ gia’ abbondantemente passato, troviamo un paio di amici gia’ intenti a sistemare le corde. I due prodi sono Claudio e Fabio. In pochi minuti dal nostro arrivo hanno armato le prime 2 vie. Nel frattempo il resto del gruppo prende possesso dell’area picnic. Mentre mi cambio, vedo Gabriele e Giuseppe riprendere la macchina per andare a recuperare Giancarlo. Metto svelto l’imbrago e poi torno presso la parete, stiamo per iniziare. Maurizio non si e’ ancora messo il casco quindi di protegge  come puo’.  Dobbiamo ancora iniziare quando Giuseppe, Gabriele e Giancarlo tornano. Ci hanno messo davvero poco. Eccoci finalmente alla solita chiacchierata sulle principali regole che seguiremo e comportamenti che terremo durante il corso. Come e’ tradizione, e’ Massimiliano a tenere le fila della chiacchierata. Abbiamo anche aspiranti istruttori veramente giovani che arrivano gia’ bardati e pronti a tutto. Iniziamo ad esaminare l’attrezzatura che forniremo agli allievi riepilogando tutte le soluzioni adottate ed i motivi principali per cui sono state scelte tali soluzioni. Visto che sento un poco freddo mi sgranchisco le gambe salendo sulla corda vicina al nostro gruppetto. In questa maniera posso seguire e anche fotografare da un punto di vista diverso. Dopo la salita di riscaldamento rientro nei ranghi. Ecco qualche amico ripreso da piu’ vicino. Lo spiegone iniziale e’ terminato, e’ il momento di giocare sulle corde. Fabio sale a sistemare un armo aggiungendo un frazionamento. Claudio non e’ da meno. Il resto della mattina corre via svelto. Il nostro Claudione arriva con tutta la famiglia e, senza perder tempo, inizia a preparare la brace ed a cucinare le cose buone che ha portato. Nel frattempo noi giocherelloni continuiamo a fare vari esercizi sulle corde disponibili provando manovre ed anche  simulando di avere un allievo su corda e di dovergli spiegare cosa fare. Quando Claudione annuncia che il pranzo e’ pronto, migriamo in massa verso l’area picnic radunandoci in gruppetti che chiacchierano di cose varie, il piu’ delle volte su temi speleologici. Le chiacchiere sono interrotte solo da rapide incursioni al braciere per rifornirsi. Gabriele, di schiena, Giuseppe di tre quarti e, baciato dal sole, Claudione, il nostro cuoco, si gode un momento di riposo. Ancora Claudio, si e’ proprio meritato qualche foto. Gliele scatto mentre vado e vengo dal braciere pieno di golose bonta’.  Anche Matilde si merita qualche foto, sorridente e baciata dal sole.  Tra una salsiccia e l’altra faccio un giro per i tavoli. Qua abbiamo Fabio, Stefano e l’ultimo arrivato tra le file dello SCR…Un arrivo talmente fresco che ancora non ne ho memorizzato il nome! Oggi abbiamo tra noi anche il signore anziano Giorgio, anche lui e’ parecchio che non lo incontro, oramai fa la bella vita e se ne va in grotta in mezzo alla settimana. Intanto per il momento si intrattiene con Teresa e Francesco. Ancora qualche minuto ai tavolini, soprattutto per il caffe’… …ma poi si torna tutti ala parete per smaltire il lauto pasto e riprendere con gli esercizi. E’ il momento dello spauracchio di tutti gli speleo, il famigerato “sblocco”. La manovra serve per portare a terra uno speleo svenuto durante la risalita su corda. E’ tecnicamente complessa e deve essere eseguita in pochi minuti se si vogliono evitare gravi complicazioni per l’infortunato. Questa manovra inoltre costringe a posizioni scomode e a volte letteralmente dolorose, quindi puo’ distruggere sia il “malconcio” (come direbbe Nerone) che il soccorritore. Ecco Massimiliano e Claudio accasciati a terra dopo aver terminato con successo l’esecuzione della terribile manovra. Matilde di solito i bimbi li fa nascere ma per questa volta si accontenta di portare il piccolo Adriano a fare un giro dopo la pappa. E’ arrivato il momento delle nuove leve. Sistemiamo una corda con la carrucola per aiutarli nella arrampicata. Il primo a cimentarsi e’ Tiziano, oramai un veterano. E’ poi la volta di Francesco. L’imbrago e’ un poco spartano ma funzionale. Oggi insieme allo SCR ci sono anche alcuni soci dello SZS (Shaka Zulu Subiaco). Il primo, nonche’ presidente del gruppo, e’ Nerone. Il secondo, non meno mirabile nelle vesti di vice-presidente, e’ Valerio. Ci siamo anche noi “ibridi” perche’ soci di piu’ gruppi, Giuseppe, Maurizio ed io. Intanto le prove di sblocco continuano ad imperversare. Io mi aggiro qua e la’ rubando foto. Stefano mentre aiuta il piccolo a prendere sonno. Giuseppe esegue lo sblocco del Maurizio malconcio. Gabriele, altro socio, nonche’ segretario dello SZS mentre impartisce ad Irene, da poco iscritta al gruppo, alcune nozioni base sull’utilizzo della attrezzatura speleo. Uno sblocco di quelli seri, Valerio che salva il buon Nerone da un blocco su corda. Un abbraccio a Claudione che ci saluta tutti. Per lui si e’ fatta l’ora di andare. Vado a farmi un giro anche io, altrimenti non si capisce cosa l’ho indossata a fare l’attrezzatura per tutto il giorno. Mentre salgo, vedo che i miei amici stanno cambiando “gioco”. Ora ci sono le prove pratiche di risalita.  L’area picnic che abbiamo invaso per la giornata. Valerio dopo aver sbloccato Nerone cerca un “malconcio” meno impegnativo in termini di peso. Irene, che tutta intera pesa meno di una mia gamba, e’ proprio quel che fa al caso suo. Nel frattempo alla parete per la risalita, dopo lo spiegone di Massimiliano, si avvicendano vari risalitori. Ora e’ il momento di Maurizio. Chi e’ a terra, oltre a seguire l’evolversi della risalita, si esercita con qualche nodo. Arriva Maria, vado subito a salutarla! Nerone fa relax con la sua fedele quanto pestilenziale pipa. Pierleonida e Gabriele hanno tolto l’attrezzatura e se la chiacchierano in tranquillita’. C’e’ pure Laura, saluto e foto subito subito anche per lei. Matilde si riposa pensosa, deve decidere se tentare o meno con la risalita. Alla fine decide per il si, brava Matilde! Nerone e’ rilassatissimo, sembra pronto per la nanna. Matilde, guidata da Massimiliano intanto prosegue con la risalita. Da sotto seguiamo il suo impegno. Dopo aver fatto varie prove per cercare di assumere una posizione che le permetta di piantare il fix successivo piu’ in alto possibile, Matilde impugna il trapano ed opera. Eccola che inserisce il fix nel foro appena fatto.  Il problema nasce quando si tratta di battere il fix. Complice l’imbragatura regolata male che le provoca un forte dolore ai reni, Matilde non riesce ad imprimere al martello abbastanza forza e precisione da spingere il fix nel foro. Alla fine, per questa volta, vince il fix. L’imbrago le e’ scivolato ben sopra i fianchi e deve essere una vera tortura farvi peso. Nulla di male, l’importante e’ provare, la prossima volta sara’ piu’ facile. Fabio, il dotto reggitore. Inizia ad essere tardi anche per noi. Pian pianino iniziamo a tirare i remi in barca, a smontare le corde e riporre le attrezzature. Le ultime chiacchiere mentre si terminano i preparativi. Io mi cambio, lieto di mettere qualcosa di caldo, inizio a sentire proprio freddo. Il gruppo si sfoltisce alquanto, rimaniamo comunque abbastanza per una allegra cena a Marano Equo.

Il ritorno e’ tranquillo e senza storia. Come sempre, ve lo risparmio. Alla prossima.

Pubblicato in amici, corso, FSL, palestra, SCR, speleo, ss-fsl, SZS | Commenti disabilitati su Morra Zinna – Pre-corso SCR – 15/10/2017

Convegno GGCR – Esperia – 14/10/2017

Il convegno “Sotto gli Aurunci” organizzato ad Esperia dal Gruppo Grotte Castelli Romani ci offre l’occasione per fare un bel giro e di partecipare ad un incontro con tanti ed interessanti interventi.


Stavolta sono che prendo la macchina e mi metto alla guida, ogni tanto facciamo riposare il buon Gabriele! Alle 8.30 Betta ed io siamo pronti con Luna, Mimmi ed Alberto, i cagnolini che faranno parte della truppa per la gita odierna. Ci incontriamo con Gabriele e Giuseppe sotto casa nostra. Eccezionalmente e’ Giuseppe a fare ritardo, avremo di che prenderlo in giro per il resto della giornata! Dopo esserci ben stipati in macchina, finalmente si parte. Il convegno iniziera’ nel pomeriggio, pero’ voglio fare un giro largo. Approfittando del fatto che Giuseppe non conosce le belle localita’ vicino Esperia, andremo a visitarle. La prima sosta la facciamo alla Abbazia di Fossanova.  Deve essere previsto qualche sponsale perche’ il parcheggio e’ stracolmo ed avviandoci per la visita vediamo tante persone in abito elegante.
Pronti per la passeggiata! Bella l’abbazia, pero’ noi andiamo filati al piccolo ma fornitissimo bar, assaporando, strada facendo, i profumi che emanano dal negozio di biscotti. Al bar facciamo il nostro dovere concedendoci un meritato supplemento di colazione. Dopo la colazione ed una razzia al negozio delle dolcezze, rimontiamo in macchina per raggiungere la meta successiva. Una sosta a Sperlonga infatti e’ quasi un obbligo. Foto dal belvedere. I nostri turisti. La spiaggia, la conosco quasi centimetro per centimetro, forse per questo la rivedo sempre con piacere ed un poco di nostalgia.  Giuseppe non perde tempo e trova compagnia in un batter d’occhio. Purtroppo si lasciano quasi subito. Nonostante l’aria sbarazzina, la tipa appare alquanto rigida e fissa sulle proprie posizioni. Un rapporto improponibile! Si avvicina l’ora di pranzo, tralasciamo la passeggiata per le candide stradine di Sperlonga per avviarci alla tappa successiva…quella della pappa!La caprese da Guido e’ immancabile e noi non ce la facciamo mancare.Dopo il lauto pasto, qualche chiacchiera post-prandiale tanto per avviare la digestione. Esaurito anche il capitolo pappa, non ci resta che avviarci senza fretta verso Esperia. Dobbiamo trovare la cappella Lauretana dove si terra’ il convegno. Salendo da Esperia bassa ad Esperia alta incontriamo alcuni amici, tornano da pranzo. Ci indicano di fermare alla piazza col belvedere e parcheggiare. Quando arriviamo in cima, troviamo un belvedere ma piu’ che una piazza sembra un viale molto largo. Nel dubbio attraversiamo tutto il paese percorrendone la strada principale fino a trovarci fuori Esperia alta, ma dalla parte opposta. Della cappella Lauretana nessuna traccia. Il piazzale col belvedere era quello a cui non abbiamo dato fiducia.  A questo punto, calcolando che il paese si puo’ traversare a piedi in una decina di minuti, decidiamo di parcheggiare e proseguire le ricerche a piedi. La piazza centrale di Esperia. Penso che questa sia l’ora della siesta da queste parti, infatti non incontriamo anima viva a cui chiedere indicazioni. Finalmente un incontro “amico”, la sede del CAI. Chiusa anche questa. Un manifesto ci conforta circa il fatto che siamo nel posto giusto nel giorno giusto, pero’ della cappella Lauretana nemmeno l’ombra! Arriviamo al piazzale col belvedere. Qua inizia la strada principale di Esperia. Di persone a cui chiedere informazioni nemmeno l’ombra. O meglio, ne incontriamo una, pero’ si ferma per chiedere a noi proprio della cappella Lauretana! Lo invitiamo a proseguire le ricerche assieme.
Ritornando a percorrere nuovamente la strada principale vedo passare una signora in macchina. Quasi mi ci butto sotto agitando le mani per farla fermare e chiederle informazioni. La vedo un poco allarmata quindi mi sbrigo a chiederle dove sia la cappella Lauretana. Appena comprende cosa cerco mi sorride con sollievo e mi risponde che e’ facilissimo, e’ quella vicino alla chiesa, proprio di fronte. La ringrazio togliendomi poi di torno per darle modo di proseguire. Ora dobbiamo solo trovare la chiesa e siamo a cavallo! Ripartiamo. Arriviamo fino a dove c’e’ il bar, chiuso per il riposo pomeridiano, e la sede del CAI. Da quel punto, alla nostra sinistra si diparte una stradina in salita che fa curva a gomito in corrispondenza del portone di quella che sembra una chiesa. Mentre ci avviciniamo a quella che supponiamo essere la chiesa, ne vediamo uscire un gruppo di speleo, sono proprio i nostri amici del GGCR. Loro finalmente ci rendono edotti circa la nostra meta. La nostra supposta chiesa e’ in verita’ la tanto agognata cappella Lauretana. L’edificio di fronte, che non abbiamo degnato di uno sguardo e’ invece la chiesa “titolare”. Chiarito il dilemma urbano, ci apprestiamo a seguire il gruppo che si avvia al locale museo Carsico. Dopo la visita all’interessante museo, ci godiamo qualche momento di quiete e di chiacchiera dopo tanto camminare. Riprendendo la via per la sede del convegno, facciamo anche una scappata alla chiesa. C’e’ anche il presepe dorato fatto con la pasta, una meraviglia! Finalmente il bar ha aperto. Non ci facciamo sfuggire l’occasione per un caffe’. Mentre stiamo aspettando il nostro turno, arrivano anche Virginia e Nerone, li chiamo a gran voce per invitarli a prendere il caffe’ con noi. Esauriti tutti i doverosi preliminari, facciamo finalmente il nostro ingresso trionfale nella celeberrima, quanto mal indicata, cappella Lauretana. Nerone approfitta degli ultimi secondi per una buona pipata. L’infrastruttura tecnologica e’ pronta. Paolo anche. Gabriele inganna l’attesa degli ultimi minuti. Si inizia con il saluto delle autorita’ locali. Da quel che dicono si comprende che si e’ creato un ottimo rapporto tra la comunita’ di Esperia ed il GGCR. Una cosa molto bella da cui potranno nascere solo cose buone, questo convegno ne e’ la riprova. Inizia Maria Grazia. Non e’ fortunata, mostrata la prima diapositiva il proiettore si spegne. Per fortuna Maria Grazia non si perde d’animo. Sfrutta i minuti che occorrono per far funzionare di nuovo tutto per parlare e rispondere a domande sulle orme di dinosauri che ha trovato vicino Esperia (si possono ammirare nel museo del Carsismo). Una volta ristabilita la piattaforma tecnologica, il suo intervento sulla storia delle esplorazioni degli Aurunci prosegue senza altri intoppi. Molto interessante.  Prosegue Paolo che ci illustra le fatiche tipografiche del GGCR. Uno degli obiettivi primari del gruppo e’ quello di documentare. Questo negli anni ha prodotto varie pubblicazioni, ponderose quanto interessanti. Prossima tappa di questo percorso sara’ un vero e proprio atlante delle grotte di Esperia. Complimenti. Mi giro per vedere chi c’e’. Ora la sala e’ abbastanza gremita. In fondo vedo Giuseppe, delle grotte di Falvaterra. Dopo qualche minuto mi alzo per far uscire Luna e faccio appena in tempo a salutarlo prima che ritorni a casa. Ne approfitto per chiedergli per una visita alla grotta quando ci sara’ un poco piu’ di acqua. Rientro in tempo per l’intervento di Saverio sulle esplorazioni fatte sul territorio, forse l’intervento che piu’ attira gli speleo intervenuti. Luna mi guarda perplessa, non si capacita che io abbia lasciato l’aria aperta e preferisca questo posto al chiuso, rumoroso e pieno di gente. Arriviamo cosi’ all’intervento di Leonardo che ci intrattiene sulla fauna che popola le grotte da queste parti. Leonardo e’ partito da Roma tanti anni fa trasferendosi al nord. Sono rare, ma sempre gradite, le occasioni in cui rivederci.  L’ultimo intervento e’ quello di Lavinia. Ha scelto un argomento tanto inconsueto quanto divertente. Per non dimenticarmi di lei l’ho soprannominata “l’etimologa ipogea” perche’ ci racconta con perizia ed entusiasmo di tutte le parole, e relativa origine, utilizzate nel tempo dalle popolazioni locali per dare nomi alle grotte. Ho assistito per la prima volta alla sua performance durante il convegno della FSL di questa estate, questa volta e’ una versione “specializzata” sulla zona di Esperia.    Finiamo giusti giusti in tempo per la cena. Il sindaco di Esperia ci aveva preannunciato che sarebbe stata offerta e servita nei locali dietro il museo. Non ci facciamo certo pregare ed uscendo dalla cappella Lauretana ci avviamo al luogo indicato. Uscendo fuori sento che la temperatura e’ calata in maniera sensibile. Devo assolutamente fare un salto alla macchina a prendere la giacca per me e Betta. Faccio una veloce passeggiata con la compagnia di Luna. Perdo giusto il tempo per una foto del panorama notturno che si gode dal parcheggio.
Quando raggiungo i miei amici, trovo tutti ancora in attesa fuori, siamo arrivati un poco in anticipo. Per fortuna si tratta di pochi minuti. Quando ci danno il via libera troviamo tutti posto.  Nerone si accomoda in poltrona, Luna all’angoletto. Della cena vi mostro nulla, posso raccontarvi pero’ che era tutto ottimo ed abbondante. A fine pasto con Nerone iniziamo a fare il giro dei tavoli per i saluti ed i ringraziamenti.  Visto che la fotocamera l’ho io, e’ Nerone che finisce sotto l’obiettivo, qua e’ con Federico. E qua con Paolo. Direi che con questa foto posso dire di aver concluso degnamente!Torniamo a casa ben tardi, siamo stanchi ma felici, e’ stata una giornata bella ed interessante. Un sentito grazie al GGCR e ad Esperia tutta! Alla prossima.

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Genazzano Sfogatora Scipioni – 07/10/2017

Maria, Gianni, io e Luna a scavare la Sfogatora Scipioni, ottimo preludio del pranzo al “Ristorante Palumbo da Nicolina”.

La mattina io e Luna passiamo sotto casa di Maria e Gianni. Li carichiamo per andare ad iniziare bene la giornata con una buona colazione. Dopo un ottimo caffelatte con cornetto risaliamo in macchina andando a prendere l’autostrada. Un fastidioso inconveniente col Telepass che fa cilecca sia in entrata che in uscita non ci impedisce di arrivare a quel di Valmontone ancora con una buona carica di allegria. Dopo giri e rigiri, che solo Maria e Gianni potrebbero descrivervi, arriviamo dalle parti di Genazzano a prendere una strada di campagna che si inerpica tra gli olivi. In corrispondenza di uno spiazzo Gianni mi fa segno di posteggiare mentre va a sincerarsi che il posto sia quello giusto. Su consiglio di Maria, che la sa lunga, arrivo allo slargo piu’ avanti per invertire il senso di marcia e tornare a posteggiare gia’ pronto per ripartire. Intanto Gianni ci conferma che il posto e’ quello giusto. La giornata e’ stupenda, il posto pure, per la grotta vedremo tra poco. Iniziamo a prepararci. Non c’e’ molto da fare, ma almeno gli scarponi me li devo mettere. Luna invece e’ gia’ pronta e scalpitante. Saliamo un piccolo dislivello e passiamo accanto ad una casupola diroccata, casa Scipioni. Mentre ci cambiavamo e’ passata una vecchina con cui abbiamo scambiato qualche parola. Da quanto ho capito chiedere di “Scipioni” da queste parti, serve a poco, a quanto ci dice sono tutti Scipioni nei dintorni! Comunque, una volta superata la casetta si prosegue per un sentiero che costeggia un folto mucchio di fichi d’india colmi di frutti piu’ che maturi. All’altezza del retro della casa Gianni si dirige decisamente verso di essa. Si ferma vicino al muro della casa ed inizia a pulire il passaggio ingombro di rami e spini. Dopo la pulizia riesce finalmente a mostrarmi la possibile grotta. Gianni prende posizione per iniziare gli scavi. Viene pero’ interrotto quasi subito da un ospite inatteso, un simpatico micio in cerca di coccole. Gianni non si fa pregare di certo. Non si capisce chi si stia divertendo di piu’, pero’ miciomao e’ un poco distratto da una presenza… Dall’altra parte infatti c’e’ Luna che se lo guarda con curiosita’. Dopo una buona dose di coccole iniziamo finalmente gli scavi. Non abbiamo portato ne’ cofana ne tantomento la zappetta quindi dobbiamo arrangiarci con lo zaino e le mani. Luna e’ curiosissima e vorrebbe scendere ad aiutare. Maria dietro di noi si occupa di depositare terra, foglie e sassi in una zona dove non dia fastidio. Pausa per riprendere fiato e fare un paio di foto. Il tempo e’ un poco pazzo, c’e’ addirittura un asparago selvatico appena spuntato. Proseguiamo con gli scavi. Abbiamo, o meglio Gianni ha, ripulito dal consistente strato di foglie superficiale ed ora si iniziano a tirare fuori anche terra e sassi. Miciomao e’ intraprendente, dopo aver soffiato a Luna un paio di volte alla fine la giudica inoffensiva e si avvicina. Arriva addirittura a strofinarcisi contro facendo le fusa. Dopo questo intermezzo di fratellanza animale Gianni decide che e’ l’ora di riposare e mi cede l’onore. Il posto e’ stretto e ho visto Gianni uscirne con i gomiti che sembrano una tartare, quindi per prima cosa fotografo il simpatico strato di concrezione che adorna le pareti laterali e quindi mi adopro nel fare spazio sacrificandone una, piccola, parte. Dopo essermi dato una sonora martellata su una mano decido di aver fatto abbastanza spazio e di passare allo scavo vero e proprio. Riempio con buona lena una decina di zaini di terriccio e sassi fino a che la stanchezza non prevale sulla curiosita’. Il richiamo di Gianni all’ora di pranzo ed alle fettuccine mette fine a qualsiasi altro pensiero. Nonostante lo spazio aggiuntivo che mi sono ricavato, non riesco a salvarmi del tutto, un gomito lo salvo ma l’altro ne esce provato e sanguinante. Svelti torniamo alla macchina facendo il cambio abiti inverso. Luna intanto prende il sole. Maria e’ impegnata in una telefonata, la lasciamo parlare, non c’e’ fretta. Ammirando il panorama mi faccio spiegare da Gianni quali siano le montagne che ci circondano. Scopro cosi’ che di fronte a noi abbiamo i monti Lepini, col Semprevisa, Carpineto Romano e cosi’ via. Mentre alla nostra sinistra abbiamo i Simbruini, con Livata, Monte Autore, l’alta valle dell’Aniene e tanti altri bei posti. Il mio prof di geografia Gianni e, da lontano, la Maria telefonica. I fichi d’india di cui vi parlavo, sono talmente tanti e tanto maturi che viene il dubbio siano commestibili visto che nessuno li coglie. Miciomao si propone per un primo piano, non lo deludo. Gianni vorrebbe adottarlo e gia’ si immagina con lui sul divano nelle lunghe sere invernali, peccato che Maria sia decisamente contraria.Maria termina la telefonata. Dopo un ultima carezza a miciomao, prendiamo la macchina e torniamo a Genazzano centro. Altri giri di cui non saprei dirvi ci conducono su una stradina in discesa dove parcheggiamo. A circa 50m dalla macchina, Gianni si dirige in una porticina sulla sinistra. E’ il nostro ristorante. Per la vostra pace interiore non mi soffermo sul pasto, vi basti sapere che e’ stato buono ed abbondante. L’accoppiata scavo-fettuccina e’ sempre vincente! Il ritorno a casa mi vede protagonista di un ulteriore litigio col Telepass che risolviamo brillantemente andandolo a cambiare ad una delle macchine self-service. Il trovare quasi subito parcheggio corona perfettamente la bella giornata. Alla prossima.

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