Costacciaro2023 – Raduno Speleologico – 01-05/11/2023

Un raduno speciale quanto indimenticabile, un carico di emozioni continue. Tanta tanta stanchezza ma ben ricompensata dalla collaborazione con tante belle persone.

E’ un raduno speciale per tanti motivi. Innanzitutto il luogo dove si tiene e’ speciale. E’ proprio a Costacciaro che negli anni ’80 vennero organizzati i primi raduni. Tornare qua per molti di noi ha il sapore di un intenso amarcord. Per me in particolare poi e’ il primo raduno, dei tanti a cui ho partecipato, in cui sono dall’altro lato, quello dell’organizzazione. Un’organizzazione che e’ iniziata un anno fa e si e’ prodotta, per me, in tante e lunghe riunioni online.

Ho cercato di fare la mia parte ma sono consapevole che ci sono state persone che hanno dovuto “sospendere” la propria vita per dedicarsi alla organizzazione del raduno, perche’ potesse vivere e permettere a noi tutti di parteciparvi. Naturalmente ogni cosa fatta e’ perfettibile, magari ci sono stati errori ma un grazie enorme va tributato a coloro che ci hanno permesso di far diventare realta’ un sogno sopito da almeno 40 anni. GRAZIE!

Quello che ho fatto io personalmente e’ una briciola nell’oceano di cose da fare prima, durante e dopo il raduno. Nonostante questo ho consumato ogni briciola di energia che avevo. Non riesco nemmeno ad immaginare la stanchezza di chi si e’ potuto impegnare molto piu’ di me. Ma e’ stata questa profonda comunione di intenti tra un gruppo eterogeneo di persone a permettere al raduno di vivere e di darci gioia. Un grazie di cuore a tutti per il grande impegno profuso.

Ma eccoci a noi con la solita cronistoria di quanto ho vissuto.

01/11/2023 – Inizia il raduno

Mio malgrado mi sveglio alle 3 e costringo Betta ad una partenza molto mattiniera. Alle 7 e mezza Betta, io e Luna arriviamo a Costacciaro, prendiamo “possesso” della nostra stanza in un appartamento dentro il paese e poi andiamo a dare uno sguardo in giro. Per prima cosa andiamo alla segreteria ma, anche se non sono ancora le 8, c’e’ gia’ una nutrita fila di persone in attesa di registrarsi al raduno quindi proseguiamo il nostro giro. Passiamo alla scuola dove gli stand materiali sono ancora in allestimento.

Tornando alla via principale incontro i miei amici, sono Alessia, Gabriele e Giuseppe che sono appena arrivati. Qualche chiacchiera di saluto ma poi ci separiamo.

Una panoramica della via centrale del paese con vista sul locale bar che nei prossimi giorni sara’ letteralmente assediato per almeno 20 ore al giorno.

Questa e’ la via dove abiteremo in questi giorni, la nostra camera e’ al terzo piano e siamo senza riscaldamento, per fortuna abbiamo buona volonta’ e sufficienti coperte!

Tra un giro e l’altro, mentre sostiamo al bar mi fermo a provare l’app con cui nei prossimi giorni dovremo scansionare i QR-Code di chi si e’ iscritto online. La provo sulla mia iscrizione e mi da’ dei risultati strani. Preoccupato di questa cosa vado verso la segreteria per un controllo.

C’e’ ancora un poco di file ma nemmeno tanta, attendo con pazienza il mio turno e poi vado a consultarmi con le ragazze che raccolgono le iscrizioni in quel momento. In pratica aggiungo confusione alla confusione di questi concitati momenti di inizio raduno. Vengo spedito dentro a parlare con Luca, il tecnologo della segreteria, colui che in questi mesi ha curato il sito del raduno.

Anche all’ingresso della Segreteria c’e’ fila ma al controllo c’e’ Andrea a cui spiego cosa sono venuto a fare e mi lascia passare.

Ecco l’ingresso della mitica segreteria! In tutto il suo splendore.

Dritto all’entrata c’e’ il bancone della segreteria. Lo conoscero’ meglio nel pomeriggio.

Subito sulla sinistra dell’ingresso c’e’ il tavolo dove Mirko amministra con maestria e competenza le centinaia di persone che desiderano partecipare alle escursioni in grotta, forra e montagna organizzate per il raduno.

Dopo pranzo inizio il mio primo turno in segreteria. Confesso di essere tra il preoccupato e l’emozionato. Uno “scordarello” come me riuscira’ a gestire le molteplici procedure necessarie per gestire le riunioni?

Gli inizi non sono dei migliori. Chi e’ stato in segreteria stamane ha vissuto momenti tragici quando sembrava funzionare nulla ma ora, forti di quella esperienza non tollerano cambiamenti. Io, ignaro, provo a proporre una tabella che riassume le procedure da svolgere per le varie tipologie di iscrizioni. Sembra banale, ma ricordare la decina buona di casi possibili non e’ banale. Ad ogni modo la mia tabella viene rifiutata, un ulteriore cambiamento non e’ tollerabile, quindi me la rimetto in tasca e faccio del mio meglio per imparare e collaborare.

Pian piano ci assestiamo nelle mansioni. Siamo tanti ma c’e’ da fare per tutti, chi riceve le iscrizioni online, chi quelle sul posto, chi vende i gadget che sono stati preparati per il raduno. Per fare la mia parte mi dedico a compilare le ricevute di pagamento per chie acquista magliette, scaldacollo o il kit speleobar con bicchiere e posate. Alla fine ne compilo oltre un centinaio e termino il turno con i crampi alle mani ma molta soddisfazione.

Recupero Betta che e’ venuta con Luna a prendermi. Tra un giro e l’altro si fa sera, passiamo allo speleobar, e’ fuori dal centro, il tendone e’ stato montato nel campo di calcio. Gli stand non sono ancora completamente attivi ma non importa, per noi e’ quasi ora di andare a riposare, anzi, e’ proprio l’ora di andare a dormire. Ci ritiriamo, domani per me sara’ un altro giorno di impegno reale in questo raduno.

2/11/2023 – Secondo giorno di Raduno – La mattina in segreteria.

Mi sveglio prestissimo, come mi capita spesso da qualche tempo. Alle 6 sono in giro con Luna per una bella passeggiata.

Passiamo alla macchina per recuperare gli ombrelli, sembra che nei prossimi giorni ci sara’ pioggia.

Verso le 7 andiamo a prendere Betta per fare colazione assieme al bar. Incontriamo tante facce note e mi perdo in saluti. Alle 7.30 pero’ sono pronto per iniziare la mia avventura in segreteria. Vado.

Stando in segreteria posso incontrare e salutare tanti amici, peccato non possa dedicare loro piu’ di qualche secondo, il da fare e’ tanto. Mi scordo proprio della fedele fotocamera che mi pesa al collo. Me la ricordo solo quando passa Fedele per l’iscrizione. Oggi ho lasciato la compilazione delle ricevute e mi dedico maggiormente alla iscrizioni, ieri ho guardato come facevano gli altri e mi sembra di aver memorizzato a sufficienza le varie procedure.

Terminato il mio turno sono spossato. Vado a prendere Betta a casa per andare assieme a pranzo a “Le Fonti”, la mensa per noi dell’organizzazione. E’ un poco presto quindi passiamo agli stand materiali per un giro veloce. Faccio acquisti, una sacchetta d’armo, che andra’ a sostituire quella rubatami tempo fa, e qualche metro di corda per rifare la longe. Dopo il pranzo torniamo a casa…in nemmeno 3 minuti sono gia’ li’ che russo. Ci sarebbero tante belle cose da seguire, presentazioni, video e altro ma non ce la faccio proprio.

Il pomeriggio quando mi riprendo, vado a fare una passeggiata con Luna, passo allo stand SSI dove con una delle mie solite figure faccio conoscenza con Sergio, l’attuale presidente SSI. Dopo ne approfitto per una ricognizione al Borgo Didattico per vedere com’e’ fatto e se e’ tutto a posto. Domani avro’ delle riunioni importanti proprio la’ e devo accertarmi che non ci siano intoppi. Tutto bene, ma non benissimo, nell’anticamera della sala riunioni c’e’ una decina di persone accampate con materassini e sacchi a pelo. La sala e’ stata utilizzata come asciugatoio per le attrezzature da grotta da chi ha partecipato alle escursioni. Inoltre il percorso per arrivare alla sala e’ abbastanza articolato, devo fare qualcosa. Torno quindi alla segreteria, mi munisco di nastro adesivo, carta e pennarello poi torno al Borgo Didattico dove sistemo dei cartelli che guideranno i partecipanti alle riunioni fino alla sala preposta. In un’ora me la sbrigo egregiamente poi torno soddisfatto in segreteria a riportare il pennarello.

La sera faccio un rapido giro allo speleobar, il tempo di salutare qualche amico ma in una mezz’ora sono di nuovo in camera per riprendere il sonno. Domani sara’ una giornata impegnativa.

03/11/2023 – Terzo giorno – la guardia allo speleobar e le riunioni

La mattina alle 4 sono in piedi, ho il turno di guardia allo speleobar dalle 5 alle 7 e voglio presentarmi per tempo. Quando arrivo allo speleobar con Luna sono le 4 e mezza e trovo ancora tutto acceso. In pratica ci sono ancora 5 o 6 persone che hanno prolungato i festeggiamenti fino ad ora. Saluto Jurgen, che ha fatto il turno precedente, e mi faccio allineare su quanto c’e’ da fare. Lui con pazienza mi spiega come spegnere le luci e le altre cose da fare.

Una volta iniziato il mio turno invito chi non deve fare la guardia a lasciare il tendone perche’ a momenti spegnero’ le luci. Per fortuna quasi tutti, piu’ o meno barcollanti, escono senza protestare.

Spengo le luci. Anche Jurgen mi saluta e va a dormire il sonno del giusto. Rimane con me solo un ragazzo di Trieste che e’ letteralmente non in grado di tirarsi in piedi. Speriamo rimanga tranquillo come ora. Provo a parlarci ma sinceramente sembra non capire quello che dico e altrettanto faccio io. Per una mezz’ora rimaniamo soli, lui, io e Luna. Scrivo un messaggio sulla chat del raduno per chiedere a Barbara, la ragazza che deve fare la guardia con me, che fine abbia fatto. Solo dopo mi accorgo che Barbara ha fatto cambio turno con Felice e lui avverte che sta arrivando. Me ne rallegro, stare in compagnia di uno che borbotta frasi sconnesse non e’ il mio ideale di compagnia. Mentre aspetto il mio involontario amico si rianima, si alza in piedi e sembra voler fare conversazione. Mi sembra di capire debba andare in bagno. Spero vivamente non la faccia contro qualche stand quindi lo prendo sottobraccio e cerco di portarlo fuori perche’ faccia i suoi bisogni. Per convincerlo a seguirmi lo blandisco, lui e’ di Trieste, della Boegan a come vedo dallo stemma sul suo giacchetto. Gli racconto che conosco un ragazzo che e’ nel suo gruppo, e’ il figlio di Rele un mio amico di vecchia data. Non comprendo assolutamente la sua risposta pero’ sembra accondiscendere ad avviarsi verso l’uscita.

Nulla da fare. Arrivati vicino al palco si blocca e non vuole proseguire. Lo lascio la’ sperando bene,

Arriva Felice, lo aggiorno sulla situazione e del nostro ospite. Lui intanto sembra essersi ripreso quel tanto che basta per raggiungerci. Con l’aiuto di Felice riusciamo finalmente a portarlo fuori dove puo’ liberarsi, una quantita’ degna di un elefante, vi assicuro! Quando rientriamo provo a convincerlo a sdraiarsi a dormire sul palco dei concerti ma quando si ribella con un accenno di minaccia nella voce lascio perdere. Alla fine si sistema a borbottare al tavolo dove siamo noi. Per convincerlo a riposare un poco gli sistemo due panche affiancate, gli organizzo un cuscino e poi mi stendo sul tavolo accanto nella speranza mi imiti. Anche Felice fa lo stesso.

Sembra funzionare, il nostro ospite si sdraia e sembra stare tranquillo qualche minuto. Purtroppo dura poco e quando cerca di rialzarsi riesce a capovolgere entrambe le panche dando una bella botta per terra.

Lo lasciamo a terra dolorante perche’ non vuole assolutamente essere aiutato a rialzarsi. Noi dobbiamo andare a fare un giro di controllo perche’ nel frattempo ha iniziato a piovere con violente ventate che a tratti sollevano il telo del tetto del tendone. Temiamo danni a qualche stand. In effetti qualche stand ha i teli che formano il tetto colmi d’acqua e rischiano di rompersi. In uno stand la situazione potrebbe diventare critica, rimedio pertiche di fortuna, una pala e un piccone, e li sistemo meglio che posso per evitare ristagni d’acqua. Proseguiamo il giro controllando tutti gli stand ma non sembrano esserci altre criticita’. Al massimo un simpatico stillicidio sul quadro elettrico!

Nel frattempo il nostro ospite si e’ alzato e si e’ trovato un posticino di suo gusto dentro lo spazio di uno stand. Nel sistemarsi comodo si tira dietro una panca con dentro alcune scatole ma ora sembra dormire tranquillo seduto per terra e chiuso a libro su se stesso, la fronte “comodamente” appoggiata sulle ginocchia incrociate. Lo lasciamo la’ senza disturbarlo.

Arriva il giorno. Il tendone resiste ad un’ora di tempesta tremenda, anche gli stand sembrano a posto, il nostro ospite dorme tranquillo. Abbiamo avvertito i suoi amici e ci hanno risposto di lasciarlo dov’e’ a smaltire la sbornia.

Alle 7 facciamo ancora un breve giro di controllo e poi, verso le 7 e mezza lasciamo lo speleobar. Inizia una nuova giornata.

Il tempo di salire in macchina con Felice e sono al bar per la colazione poi passo in camera a prendere Betta. A breve avro’ la riunione della Commissione Catasto SSI per le cavita’ naturali, devo esserci, sono tra gli organizzatori insieme agli impareggiabili Marina e Marco.

Mi ero scordato un piccolo particolare, la password per accedere alla wifi della sala. Molti curatori di catasti regionali si collegheranno da remoto e l’accesso a internet e’ indispensabile. Per fortuna risolvo presto e bene con un messaggio in chat.

La riunione si popola sia in loco che da remoto. Arriva anche Alessandro, l’attuale coordinatore della Commissione. La riunione puo’ avere inizio. Marco riassume l’ordine del giorno e Marina si occupa di prendere appunti…io cerco di rimanere sveglio nonostante la stanchezza.

All’ordine del giorno c’e’ anche la conferma dell’avvicendamento come responsabile della commissione tra Alessandro e me. Nonostante io tenti di convincere i convenuti ad avanzare candidature migliori della mia, alla fine viene approvata la mia. Sara’ poi il CD della SSI a ratificare la nomina.

La riunione prosegue nei tempi e ogni tanto si accenna ad argomenti previsti nelle presentazioni della seconda parte. Alessandro ci illustra alcune novita’ che ha implementato nella sua “creatura”, il Wish 2.0, ovvero il catasto online delle grotte di tutta Italia. La cosa e’ interessante e riguarda l’utilizzo della IA per interrogare la base dati del catasto con linguaggio naturale. In pratica ora puoi chiedere a Wish cose come: “Quali sono le 10 grotte piu’ profonde d’Italia?” e lui ti risponde. E’ una funzione da affinare, ma apre grandi possibilita’ di interazione facilitata con il catasto.

I curatori dei catasti regionali ascoltano con interesse.

La prima parte della riunione termina verso le 11. La sala si popola di persone curiose di assistere alle presentazioni previste. Alessandro ci presenta brevemente il “naso” elettronico con cui fare rilevazioni con cui confermare il collegamento tra grotte diverse. Di seguito arriva Leonardo e ci parla di un caso di rilievo complesso, quello del Corchia, grotta immensa e conosciutissima sulle Alpi Apuane.

In coda ci sarebbe un incontro tenuto da Marco e denominato “DistoX jam” dove chi ha problemi col DistoX e/o Topodroid puo’ esporlo per tentare di risolverlo. Pero’ verso la mezza Betta mi ricorda che noi abbiamo un altro impegno. Prendo quindi congedo da tutti senza disturbare troppo e ci avviamo.

Con calma scendiamo giu’ prima verso lo SpeleoBar e poi ancora piu’ giu’ verso l’area camper, siamo ospiti per pranzo da Nerone. Lungo la strada incontro Sgrunge e Federico che mi invitano nel loro camper per quattro chiacchiere e un assaggino di mirto fatto in casa che mi stende definitivamente. La telefonata preoccupata di Betta che non mi vede arrivare mi richiama all’ordine. Lascio con rammarico i miei amici e vado dagli altri.

Anche qua di amici ce ne sono a iosa, dopo i saluti faccio un giro di foto ma tanto e’ il sonno che a parecchi taglio la testa.

Com’e’ naturale che sia c’e’ anche Gabriele, impegnato nel discutere di chissa’ cosa con Mario.

Nerone e Tarcisio. E non c’e’ bisogno di dire altro.

Il messaggio augurale di Nerone al raduno. Anche questo non manca mai nei raduni a cui partecipa.

Mi affaccio anche all’interno del camper attualmente adibito a cucina dove Virginia, la padrona di casa, guida Emi e Giuseppe nel confezionamento degli strozzapreti fatti in casa che tra poco mangeremo.

Il momento magico, il condimento della pasta. Tra poco potremo gustarla.

Gabriele e’ ancora impegnato. Succede sempre cosi’, durante i raduni riusciamo ad incontrarci solo per brevi momenti, ognuno preso dai propri impegni.

La pasta e’ pronta, si mangia! E’ ottima, ve lo assicuro, non ho fatto foto, ero troppo impegnato a gustarla. Complimenti a Virginia, Emi e Giuseppe. Grazie a tutti per la bella compagnia.

Dopo il lauto pasto sono decisamente sfinito. Arranco fino a casa e mi metto a riposare. In pochi minuti gia’ russo. Alle 17 mi sveglio e ci prepariamo per un altro incontro importantissimo, il “Brindisi per Gianni” che si terra’ sempre nella sala riunioni del Borgo Didattico.

La gente, gli amici di Gianni convenuti per il brindisi sono tanti e la sala si riempie oltre ogni limite. Addirittura alcuni rimarranno fuori.

Io, incurante della calca vado in giro ad importunare con la fotocamera.

Democraticamente cerco di riprendere un po’ tutti.

Un angolo importante, c’e’ Maria, la moglie di Gianni, venuta al raduno apposta per questo incontro.

Antonella e Stefano, due amici che non vedo da tempo e che incontro sempre molto volentieri.

Maria e Tarcisio, meritano anche loro una foto. Maria sembra gia’ commossa…probabilmente lo sono anche io ma evito di farmi foto.

La sala continua a riempirsi.

Virginia e Nerone.

Ci siamo. Quando ci siamo sistemati iniziamo. Per prima cosa verra’ presentata una serie di foto con Gianni come protagonista.

Ci si sistema come si puo’ la sala si rivela stretta per i tanti amici di Gianni.

Max prende la parola per spiegare il video che vedremo a breve e tratteggiare l’indimenticabile figura di Gianni. Inutile dire che ho gli occhi velati dalle lacrime.

Dopo il video con le foto alcuni trovano il coraggio di dire alcune parole in ricordo del nostro amico. Nerone da saggio qual’e’ traccia un suo ricordo di raccontando un aneddoto che ci fa sorridere e ci riporta ancora di piu’ alla memoria il nostro Gianni.

Gli Astici, anche loro una bella presenza che merita una foto.

Terminate le parole si passa al commosso brindisi e quindi ci si saluta tutti. Una cosa semplice ma molto sentita, spero sia piaciuta anche a Gianni.

4/11/2023 – Quarto giorno – Ancora segreteria.

La mattina vado con Luna a fare passeggiata e quindi colazione. A Betta la colazione la portiamo in camera, se l’e’ meritata. Verso le 8 la segreteria apre e iniziamo la giornata.

Mirko e’ gia’ al suo posto per dirigere l’organizzazione delle escursioni. Alla fine, da quanto ci dice sono state organizzate escursioni tra grotta e altro per ben 400 persone in 4 giorni, una enormita’. Complimenti.

Prendo posto dietro il bancone, avvio il POS, faccio qualche ricevuta ma in breve noto che oggi il lavoro non e’ molto pressante. Dalla chat arrivano invece richieste per andare a fare guardie agli ingressi delle sale. Mi informo che non sia un problema se vado, pare di no.

Sembra serva una persona allo stand materiali ma quando arrivo hanno gia’ risolto. C’e’ anche Luca, mi propone di spostarmi alla sala Consiliare. Mi faccio spiegare dov’e’ e ci vado. Tra l’altro sono fortunato perche’ ci sono un paio di interventi che mi interessano molto. Il primo iniziera’ a breve e riguarda la localizzazione di nuovi ingressi con tecnologie radio. Roba da “radiologi”, devo informarne il mio amico Fabrizio, penso subito.

Di fronte all’ingresso della sala Consiliare c’e’ un bar che credo sia stato allestito appositamente per il raduno. Mi affaccio a curiosare.

Sopra ci devono essere degli alloggi, ne vedo scendere Maria e Maria che saluto con piacere.

Passano anche Sgrunge e Federico, tento una foto ma Sgrunge e’ inafferrabile.

Inizia la presentazione “radiologica” mi sistemo vicino l’ingresso e controllo i braccialetti mentre ascolto. Molto interessante.

Nella seconda presentazione si parla di tracciamenti aerei. In particolare sento nuovamente parlare del “naso” da Alessandro, un intervento di Roberto e alcune parole piu’ tecniche da un altro relatore di cui non ricordo il nome.

Roberto mi chiama in aiuto perche’ non funziona il microfono, faccio la mia porca figura risolvendo il problema…bastava accendere la cassa.

Provo nuovamente a rubare una foto a Sgrunge ma lei ha le antenne e si accorge in tempo di quel che tramo e si nasconde dietro la folla ignara.

Verso ora di pranzo Betta mi raggiunge e insieme andiamo a “le fonti”. Ne approfitto per fare foto a qualche mio compare d’avventura. Lei e’ la celeberrima quanto simpatica Maria “longes” con la sua mascotte.

La tavolata si riempie.

Siamo al quarto giorno, ora l’atmosfera e’ piu’ rilassata.

Foto di gruppo al nostro tavolo.

Arrivano i piatti, si mangia!

Dopo pranzo saliamo in camera per un riposino, ma oggi per la prima volta mi sento abbastanza in forze da poterci rinunciare. Prendo con me Luna e andiamo agli stand materiali. Voglio provare le nuove tute indistruttibili di Steinberg. Dopo aver esaudito questo desiderio incontro Alessia e insieme andiamo a scegliere il suo nuovo zaino. Giriamo poi in lungo e in largo tra gli stand gremiti di persone, fino a quando mi accorgo che Luna inizia ad essere stanca. Prendo commiato degli amici e mi ritiro in camera.

Siamo arrivati oramai a sera, non posso rinunciare ad una visita allo speleobar. Raccolgo gli ultimi rimasugli di energie e vado. Luna riposa, si e’ addormentata quasi subito appena tornati in camera. La lascio.

Allo SpeleoBar c’e’ una allegra ressa di persone, degna di un sabato di raduno. Tutti i tavoli sono pieni zeppi. Per fortuna dai miei amici di Sacile trovo ospitalita’ e un buon piatto di frico. Alcuni di loro sono travestiti per l’occasione in maniera veramente magistrale. Merita veramente una foto.

Ancora una foto “sacilese” prima di ritirarmi al tavolo per gustare il frico arricchito con un assaggio di gulash, dono dei miei amici. Trovo posto a tavola vicino a Luca e a due suoi amici siciliani, di Sciacca, per la precisione. Rimango un poco con loro a chiacchierare fino a che Luca deve scappare per seguire l’organizzazione del tradizionale “Gran Pampel”. Finito il frico saluto tutti e prendo la strada di casa, o almeno ci provo.

Faccio sosta ad un altro stand e mi faccio tentare da dei “cosini” fritti che credo si chiamino “crescentine”. Me ne danno un bustone enorme e mi allontano sgranocchiandole. Sono veramente troppe, fortuna strada facendo incontro alcuni amici del GSCaiRoma e mi fermo a chiacchierare con loro riuscendo nel contempo a sbolognare le crescentine offrendole in giro. Nel gruppetto trovo anche Alessia e volentieri mi fermo a parlare con lei ma dopo qualche secondo si alza e scompare per non so quale impegno. A mia volta prendo commiato dall’allegro gruppo e proseguo verso l’uscita. Non e’ semplice uscire, mi viene incontro un amico di Fof, altro amico mancato troppo presto. Incontro Sgrunge e Federico e mi fermo a parlare con loro, ne approfitto per salutarli. Sosto davanti ad alcuni stand, sia per salutare persone che conosco sia per curiosare. In uno di questi vedo un barattolo pieno di orsetti gommosi e chiedo cosa sia. Sono “orsetti spiritosi”, in pratica annegati nell’alcol. Non mi ispirano molto ma insistono per farmeli assaggiare…non sono malvagi, ma personalmente non sprecherei della grappa per un miscuglio simile.

Finalmente riesco a guadagnare l’uscita, fuori piove a dirotto. Girato l’angolo vedo un assembramento di persone e le familiari figure “cornute” che stanno preparando il “Gran Pampel” ignorando completamente la pioggia. Mentre salgo sbuffando le tremende scale che mi portano verso il paese e la nostra camera sento intonare timidamente l’usuale coro: “Odino, Odino, non star a mandar giu’ pioggia, manda vino”. Auguro loro che Odino, o chi per lui li ascolti mentre con un ultimo sbuffo affronto l’ultima rampa.

Il viale principale del paese e’ spettralmente deserto. Solo una persona mi viene incontro coprendosi dalla pioggia con la giacca. E’ Luca, mi fermo per salutarlo e ringraziarlo per quanto ha fatto per rendere possibile questo raduno. Se io posso dire di aver faticato, credo di aver fatto nemmeno un centesimo di quanto hanno fatto lui e altri pochi che sono stati il cuore dell’organizzazione. Non posso immaginare la loro di fatica. Spero solo che l’orgoglio per essere riusciti a realizzare qualcosa di memorabile sia sufficiente ricompensa.

Dopo averlo salutato arrivo finalmente in camera dove il letto mi accoglie.

5/11/2023 – Giorno di chiusura e ritorno a casa.

Di primo mattino con Betta disfiamo il letto e rimettiamo tutto negli zaini e nelle buste. Andiamo quindi a fare colazione dove approfitto per salutare chi incontro. Vado poi a recuperare l’auto e passo sotto casa a caricare tutto poi partiamo.

Strada facendo mi fermo a Villa Scirca per salutare Gabriele e Giuseppe poi riprendiamo la strada.

Mi sento un poco in colpa per non essere rimasto a dare una mano nello sgombero e chiusura del raduno ma credo che fisicamente non ce l’avrei proprio fatta a reggere una ulteriore fatica. Mentre guido continuo a ricevere messaggi che mi fanno immaginare l’immane lavoro che stanno facendo tutti. Posso solo mandare loro questo pensiero di affetto e riconoscenza per le belle giornate passate assieme. Alla prossima.

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Corso 64 SCR – Palestra al Catillo – 22/10/2023

Una giornata di palestra per i nostri allievi, per imparare i rudimenti della progressione speleo.

La mattina appuntamento per molti alla fermata metro di Rebibbia. Arrivo in tempo per fare la colazione prima di partire. Vado in macchina con Fabio che nella sua fedele Jimny porta il materiale per la palestra. Via, direzione Tivoli.

Mi fermo all’inizio del sentiero a fare la guardia agli zaini mentre Fabio va su al parcheggio.

Pochi minuti ed eccoli tornare. Si parte per la breve salita fino alle pareti.

Mentre salgo mi guardo intorno, come al solito. Una spaccatura, probabilmente dentro Villa d’Este mi incuriosisce assai e provo a farle una foto.

Una foto panoramica con una delle allieve che la rende migliore con un bel sorriso.

Arriviamo al solito spiazzo dove facciamo base tutti gli anni. Inizia la vestizione dei 2 soli allievi che sono gia’ arrivati.

Quando loro sono pronti Max e Fabio iniziano a prendere il materiale per armare, decido di aggregarmi a Fabio.

Andiamo ad armare le vie all’inizio della parete. Eccoci all’opra intenti.

Una foto a Tivoli dall’alto.

Terminato l’armo torno alla base a vedere se alcuni allievi sono pronti.

Stefano sta finendo di spiegare l’uso degli attrezzi. Mi fermo ad attendere che termini.

I nostri primi 2 allievi della giornata, oramai a loro agio con l’attrezzatura.

Netta la somma direttrice del corso.

Max e’ in parete a terminare l’armo del giro che tra poco i nostri allievi proveranno.

“Raccatto” i miei allievi e torno alle vie dove Fabio e’ in attesa.

La prima ad offrirsi volontaria “spintanea” e’ Luana.

Fabio sorveglia dall’alto.

Questa invece e’ Alice mentre a sua volta prova l’ebbrezza della salita.

Ci raggiunge Giorgio a controllare che vada tutto bene.

Salite e discese prendono il via a ritmo serrato, pero’ manca qualcosa, si fa fatica a seguire gli allievi senza una via di servizio. Per fortuna e’ arrivato a trovarci anche Roberto che si offre di tornare alla base a prendere la corda che serve. Quando torna finalmente abbiamo anche la via di servizio e me ne approprio subito.

Ecco di nuovo Luana, quasi al termine della sua salita.

Mentre Alice dall’altro lato prova la discesa con l’aiuto di Fabio.

Dal lato “mio” parte Alessandro.

Ogni tanto pero’ torno a dare uno sguardo fotografico alle fatiche di Alice.

Ecco Alessandro, pronto a tutto.

E di nuovo Alice, impegnatissima col frazionamento.

Nonostante tutta la sua attenzione sia rivolta a portare a casa la pelle terminando la discesa, riesco a rubarle un sorriso.

La ringrazio con un’altra foto.

Nel frattempo Alessandro porta a termine con profitto la sua salita.

Ultime discese prima di pranzo.

Tutti a terra sani e salvi. Ancora un bel sorriso di Luana conclude questa sessione.

Torniamo tutti a pranzo dove il barbecue e’ acceso e pronto a sfornare bruschette e salsicce a profusione.

Ci si accomoda, ognuno come meglio puo’.

Giovanna e Maria hanno portato il proprio sedile quindi stanno ben comode. Per gli altri ci sono dei bei sassi pronti all’uso e sparsi per la base.

Il pranzo entra nel vivo. Si mangia! Maria inizia a portare bruschette calde e croccanti mentre Roberto e Rosa controllano le salsicce.

La zona intorno ai barbecue si anima parecchio, anche io prendo la mia parte e mi ritiro in buon ordine a sgranocchiare il gradito quanto saporito pranzo. Qualche goccia di pioggia arriva a disturbare il nostro pasto ma si tratta di due gocce due e subito dopo ritorna il sereno.

Giorgio, l’intramontabile “signore anziano” posa con Siria, la simpatica cagnona di Cecilia.

Dopo il lauto pranzo si riparte con le salite.

Alessandro si prepara a partire, sara’ seguito da Fabio che e’ gia’ sulla corda assieme a Luana.

Io saliro’ subito dopo per seguire Alice, che intanto si divaga facendo foto.

Salgo e faccio in tempo a riprendere i 3 che completeranno assieme questa articolato percorso.

Appena Alessandro si sposta lo seguo per un breve tratto, il necessario a fare spazio ad Alice e permetterle di salire.

Nell’attesa di salire Alice e’ stata affiancata da Roberto che inizia a darle indicazioni sul percorso da fare.

Eccola al primo frazionamento. Roberto continua a seguirla da sotto.

Visto che Roberto pare intenzionato a seguire lui la “mia” allieva rivolgo di nuovo la mia attenzione ad Alessandro e Luana che sono in attesa di partire per la salita.

Nulla da fare, Roberto sale accanto a me per seguire personalmente Alice. Inutile fare in due la stessa cosa, mi ritiro in buon ordine andando a fare sicura all’allievo che scende dall’alto.

Una foto di scusa perche’ non ricordo il suo nome.

Ma facciamone anche un’altra.

Ancora Luana, stavolta impegnata in salita mentre Alessandro attende paziente il suo turno.

Arrivata.

Vai Alessandro, tocca a te.

Improvvisamente mi trovo nullafacente, me ne torno alla base dove stanno iniziando a sparecchiare i resti del pranzo.

Siria gira intorno alla base sperando in qualche bocconcino sfuggito alle pulizie. Purtroppo invano.

Ultime sistemazioni per ripristinare la base come l’avevamo trovata.

Potevo non importunare Maria con una foto?!?

Anche gli allievi alla spicciolata tornano alla base, la giornata inizia a terminare.

Rosa e Dina preparano il caffe’, mancava solo lui a coronare la giornata.

Chiacchiere tranquille al caldo tepore dell’ultimo sole della giornata.

Siamo tutti pronti, si parte per tornare a casa.

Al ritorno sono di nuovo con Fabio. Una lunga fila sulla Tiburtina rallenta un poco il ritorno, ma nemmeno tanto. La metro termina il lavoro di riportarmi a casa per il meritato riposo. Spero che ai nostri allievi la giornata sia piaciuta almeno quanto e’ piaciuta a me, anzi di piu’. La prossima volta potranno sperimentare in grotta quanto imparato oggi. Alla prossima.

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Bucio Nero’ 21/10/2023

Con Luca a proseguire lo scavo infinito…Ancora meandro stretto.

Alla prossima.

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57° Corso GsCaiRoma – Erebus – 08/10/2023

La prima uscita in grotta per gli allievi del 57° corso del GsCaiRoma.

Il viaggio d’andata e’ movimentato pero’ mi permette di incontrare nuovamente Marika e Lorenzo e di conoscere Martina e Terenziano, quest’ultimo il driver odierno. Eccoli qua pronti a partire per questa fantastica avventura.

Come gia’ fatto altre volte, una volta pronti prendiamo a piedi la ripida strada per salire in vetta al monte Soratte mentre Salvatore con la sua macchina fa la spola e ci recupera un pochi per volta.

La sbarra che limita il passaggio per il monte.

Una novita’, hanno rifatto nuovi i cartelloni che illustrano il posto e i sentieri, bene.

Come speravamo dopo una breve camminata ci viene incontro Salvatore che gira e ci carica. Arriviamo cosi’ al parcheggio senza ulteriore fatica. Facciamo anche a tempo a salutare gli “armatori”, pronti a partire.

Noi ci disponiamo all’attesa del resto del gruppo. Con Silvana cerchiamo di intrattenere gli allievi dando loro indicazioni su come vestirsi e cosa portare in grotta. Alcune di queste poi verranno sconfessate poco piu’ tardi, all’arrivo del resto del gruppo, ma almeno abbiamo ingannato il tempo.

Finalmente siamo pronti per andare alla grotta. Eccoci in cima al monte Soratte, alle spallel’eremo di San Silvestro.

Vicino la grotta, sul sentiero, faccio fermare il gruppo per fare la vestizione completa in un punto in cui c’e’ spazio. Indossata e verificata l’attrezzatura gli allievi possono finalmente arrivare a bordo grotta.

Dobbiamo prendercela comoda, gli armatori sono ancora in vista. Quando li vediamo sparire Salvatore inizia a far entrare allievi e istruttori scaglionandoli opportunamente.

Io come al solito faccio nulla e importuno in giro facendo foto.

La sequenza d’ingresso prosegue lentamente ma senza soste. Per molti allievi questo e’ il primo sguardo verso una grotta e per tutti e’ il primo ingresso in grotta in versione speleo. Un momento che penso ricorderanno.

Anche Marika e’ pronta ad entrare.

Siamo ancora tanti in attesa fuori, ma la temperatura e’ gradevole e la compagnia piacevole.

Ecco Marika che parte. Martina e’ dietro di lei che scruta con attenzione. E’ mancata alla palestra di ieri e ora ne approfitta per ripassare mentalmente i vari movimenti che dovra’ fare a breve.

Visto che del proprietario di questo simpatico sorriso non ricordo il nome ne approfitto ora per scusarmi con tutti coloro che non menzionero’, oggi la mia povera memoria ha troppi nomi che girano non ce la puo’ fare.

Mentre io mi perdo in chiacchiere Marika e’ scesa accompagnata dalla indicazioni di Salvatore e ha anche passato il frazionamento. Sotto c’e’ Giulietto che la attende.

Lorenzo approfitta dell’attesa per fare un riposino.

Roberto si rilassa come puo’.

Quasi mi perdo Martina! Eccola che come un fulmine ha gia’ passato il frazionamento.

E riesco anche a rubarle un sorriso.

Nel frattempo quasi tutti gli istruttori sono entrati e siamo rimasti solo Salvatore ed io. Io mi metto alla partenza del pozzetto d’ingresso e assisto gli ultimi allievi che entrano. Salvatore e ‘ sotto ad attenderli.

Ecco Roberto al frazionamento.

E’ il momento di Lorenzo. Confesso che Lorenzo al frazionamento mi fa un poco inquietare, tanto che contrariamente al solito alzo la voce. Ne combina infatti una delle sue lasciando la tranquilla sicurezza della longe per tirarsi su di peso a braccia…una delle cosa da farsi sicuramente quando ci si vuole far male in grotta.

Comunque alla fine anche Lorenzo si ravvede e passa il frazionamento indenne, pronto a essere accolto da Salvatore.

Sono l’ultimo, entro pure io.

Il resto del gruppo e’ giu’, in fondo allo scivolo iniziale, sul bordo del pozzo successivo, quello col deviatore.

Li raggiungo cercando di non tirare giu’ sassi.

Anche qua mi metto comodo in attesa che venga il mio turno.

Nulla da dire, i nostri allievi sono veloci, in breve tempo il pozzetto col deviatore e passato e mi trovo affacciato sul pozzo ancora successivo, il piu’ lungo del tratto di grotta che percorreremo oggi.

Intanto mi guardo in giro, e faccio una foto a una stalagmite curiosamente corrosa.

Quando tocca a me scendo il pozzo e alla base affronto subito la strettoia percorrendo poi il successivo tratto di meandro fino a dove restringe, poco prima del pozzo successivo. Qua mi fermo, c’e’ un poco di rallentamento sul pozzo che segue.

Pian pianino la fila si assottiglia. Tra gli ultimi a passare la strettoia e’ Roberto. Abbiamo tutto il tempo per una foto.

Quando riesco a passare a mia volta trovo Salvatore sistemato in posizione quasi comoda che assiste chi scende.

Mi avvicino a lui per una foto alla base del pozzo.

Scendo anche questo pozzo e ci ritroviamo in molti assiepati alla partenza del punto stretto che prelude al pozzetto finale, per oggi. Il sorriso di Martina migliora l’attesa.

Questo momento di paziente attesa viene guastato da un acceso diverbio tra istruttori. A quel che riesco a capire si tratta solo di un problema di comunicazioni fraintese. Queste situazioni, anche se non ne sono protagonista, mi mettono in imbarazzo, quindi avverto e mi defilo piano piano in attesa che gli animi si pacifichino. Ritorno alla base del pozzo precedente, l’ultimo sceso dove incontro Luciano, uno degli “armatori” con cui mi fermo a fare chiacchiera prima che inizi a risalire.

Per ingannare l’attesa faccio prima uno spuntino poi mi dedico alle foto degli “speleotemi”, detta semplice, le concrezioni che trovo nelle vicinanze.

Passato un tempo congruo l’ingorgo appena sotto di me si sbroglia e i nostri allievi iniziano a tornare verso il punto dove li attendo.

Man mano che arrivano li fermo per una foto…e c’e’ qualcuno che ringrazia in maniera originale!

Questo e’ Giulietto, ma una foto la merita anche lui.

Naturalmente ricordo nessun nome, quindi ve li mostro cosi’ come vengono.

Il “serpentone” di speleo in lenta progressione e’ ripartito verso l’uscita. A mano a mano che gli allievi salgono il pozzo noi istruttori scaliamo di un posto dando una spinta al serpentone che si sposta in avanti.

In men che non si dica mi ritrovo a passare la strettoia, alla base del pozzo lungo.

Mi metto comodo all’uscita della strettoia e accolgo chi arriva. Ecco Marika che passa senza difficolta’.

Una luce fa capolino dalla strettoia, chi sara’?

E’ Martina! Mi saluta, o forse saluta il proprio successo nel passaggio della strettoia, con un bel sorriso. con

Si merita ancora una foto.

Ecco le gemelle del croll alla base del pozzo.

Marika sale.

Il serpentone si da’ un’altra scossa, devo salire il pozzo lungo. Cosa che faccio prima possibile. Da questa posizione privilegiata posso fotografare sotto quanto mi pare.

Mentre aspetto l’arrivo degli allievi dedico le mie attenzioni al zanzarone che riposa vicino a me.

Ecco che arriva Martina.

Poche pedalate ed e’ arrivata.

Passato il frazionamento la invio alla fatica successiva.

Nel frattempo parte un altro allievo.

Ma e’ Terenziano! Praticamente dall’ingresso non ci siamo piu’ incrociati.

La salita la soffre un poco, ma e’ tenace, alla fine l’ha vinta lui.

Ancora una scodata del serpentone e sono sopra al pozzetto col deviatore, in vista dell’uscita.

Mi segue Terenziano.

Quando mi raggiunge andiamo insieme verso l’uscita per l’ultima, piacevole, fatica.

Mentre aspettiamo che chi e’ davanti a noi faccia la sua parte, gli faccio ancora una foto, se l’e’ meritata.

Sul pozzzetto d’ingresso c’e’ Luciano a sorvegliare.

Arriva Giuletto e faccio una foto anche a lui mentre aspettiamo il nostro turno.

Eccomi, arrivo…

Sono fuori, la temperatura e’ ancora gradevole e inizio a svestirmi dai panni speleo. Uno di noi si ritrova a fare conoscenza con un insetto stecco, gli faccio una foto prima di restituirlo alla natura.

Ecco Erika, anche lei era tra gli armatori quindi e’ sempre stata in testa al serpentone.

I dintorni dell’ingresso si popolano di speleo in attesa.

Si approfitta di questo momento di quiete e Luciano spiega agli allievi alcuni particolari dell’uscita di fine corso, quella al Corchia.

Io continuo a importunare il gruppo con le foto.

Anche gli aggiornamenti sulle prossime uscite terminano. Siamo tutti pronti, si parte per tornare alle macchine.

Il sentiero e’ il solito anche se ogni volta lo ricordo meno lungo e meno in salita.

La solita pausa con foto al belvedere.

Eccoci in cima al Soratte.

Sono il primo ad arrivare. Mi fermo ad aspettare gli altri.

Tramonto panoramico.

Giulia! Ci siamo visti solo fuori dalla grotta, all’entrata e all’uscita. Dal sorriso sembra si sia divertita.

Terenziano insiste perche’ anche io abbia una foto e mi deruba della fotocamera…ed eccomi qua.

Antonello e Giulietto mostrano i muscoli.

Foto rubata passando.

Lorenzo panoramico.

Ecco anche Giulio, l’armatore che mi mancava all’appello. Da stamane ci rivediamo solo ora.

Ufo!

Silvana, detta “la signora” e Luciano.

Ci mettiamo tutti insieme per una foto di gruppo. Mentre il gruppo inizia a scompattarsi per ripartire rubo questa foto.

Una passeggiata notturna fino a Sant’Oreste conclude il nostro itinerario. Un momento di relax prima di avviarci.

Noi del sottogruppo Terenziano decidiamo di tornare a casa, il resto del gruppo si avvia compatto al bar per un rinfresco veloce, quasi non facciamo a tempo a salutarci, un poco mi dispiace perche’ purtroppo questa per me e’ stata l’ultima uscita di corso che potro’ seguire e avrei volentieri brindato alla loro salute. Mi auguro di vederli tutti dopo il corso, volenterosi di iniziare nuove esperienze speleo insieme.

Il ritorno e’ tranquillo e a casa mi accoglie il sonno ristoratore che fa dimenticare le fatiche e riaffiorare i bei ricordi di questa piacevole giornata. Alla prossima.

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57° Corso GsCaiRoma – Poggio Catino – 07/10/2023

La seconda palestra per gli allievi del corso per un intenso ripasso delle tecniche base.

Piccolo incidente tecnico, per sbaglio, chissa’ quando, ho impostato la fotocamera per avere una meravigliosa sfocatura automatica, proprio il contrario di quel che desidero! Per questo motivo almeno una meta’ delle foto hanno un aspetto “nebbioso”.

La mattina trovo un passaggio nella macchina di Lorenzo assieme a Marika. Strada facendo prendiamo con noi anche Roberto. Dopo un lungo viaggio e molte soste arriviamo al parcheggio per la palestra.

Oggi siamo alla parete di roccia di San Michele Arcangelo per la seconda palestra del corso.

Appena arrivato rivedo e saluto con piacere Luisa e Marco, anche loro convenuti per istruire le nostre nuove speranze.

In parete alcuni di noi sono ancora impegnati con le ultime operazioni d’armo.

Dall’altro lato della parete Erika e Giulietto stanno terminando l’armo della “sospesa”, una via nel vuoto che delizia e preoccupa i nostri allievi.

Dopo i saluti iniziamo a prepararci per la giornata.

Sono pronto. Deve ancora arrivare Antonello con il resto degli allievi, ne approfitto per fare una salita per riscaldarmi. In parete trovo Silvana e Luciana che terminano un armo.

Sotto il gruppo si infoltisce.

Arriva anche Antonello e il corso puo’ prendere il via. Salvatore e’ attrezzato per rendere ancora piu’ piacevole la giornata, prepara per noi un ottimo caffe’ mentre Antonello raduna gli allievi e inizia a dare loro indicazioni.

Arriva anche Luca, vado a salutarlo come si deve.

Le pareti e relative vie armate vengono letteralmente prese d’assalto.

Per chi rimane inoperoso Erika improvvisa uno spiegone su attacchi, fix e spit. Antonello la affianca nelle spiegazioni.

Luca si e’ preparato velocemente e ora e’ alla parete ad assistere gli allievi.

La giornata di corso ha oramai preso il via.

Io per provare vado a fare una veloce salita solitaria sulla “sospesa”, poi torno alle pareti gironzolando nullafacente e rompendo le scatole con la fotocamera. Questa altri non e’ che Marika che e’ venuta con me nella macchina di Lorenzo.

Giulietto e’ con un altro allievo, il suo nome non lo ricordo ma il suo soprannome si, ha stampigliato sulla maglietta un vistoso “UFO”, e cosi’ io lo ricordo!

Ecco Lorenzo, il nostro driver odierno. Per sdebitarmi della gentilezza mi offro di accompagnarlo a fare una salita.

Come sempre ne approfitto per una foto al piazzale sotto di noi.

Tempesto Lorenzo di foto.

Finalmente, non so come ne’ perche’, mi accorgo della impostazione errata della fotocamera e la imposto come si deve. Da questo momento in poi il merito delle foto sfocate sara’ solo dell’operatore e non di una indesiderata iniziativa della fotocamera!

Arriviamo fino a su dove c’e’ la grotta santuario da cui prende nome il luogo.

Gia’ che ci sono faccio anche una foto dell’interno.

Anche Lorenzo termina la salita e mi raggiunge.

Non c’e’ speranza di trovare corde libere per la discesa, quindi dobbiamo accontentarci delle scale.

Dopo un meritato riposo mi sposto ancora con Lorenzo alla “sospesa”.

Eccolo qua con la faccia soddisfatta mentre assapora il brivido del vuoto.

Disbrigata con successo anche la “sospesa” ce ne torniamo alla base ad ammirare chi fatica alla parete.

Catturo Marika e la convinco a fare anche lei la “sospesa”. Non ne e’ contentissima ma tanto prima o poi nella giornata le tocchera’ farla, quindi perche’ non ora! Eccola alla partenza con un bel sorriso.

A meta’ strada e’ meno sorridente ma decisissima a terminare questo cimento.

Una foto dall’alto a “quelli dall’altra parte”.

Marika passa il frazionamento in maniera impeccabile poi insieme iniziamo la discesa.

E’ stata tosta, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Marika e’ giustamente soddisfatta.

Torniamo alla base.

Il tempo di riprendere fiato e trovo un nuovo volontario per la “sospesa”. Anche Valerio ci regala un sorriso prima di partire.

La salita e’ senza storia, mi tocca anche correre per stargli dietro. La discesa anche lei e’ tranquilla.

Ancora una foto a Valerio prima di arrivare a terra.

Una foto anche a Marco prima di tornare alla base.

Valerio si prende un paio di minuti di riposo vicino a Giulia, ne approfitto per importunare entrambi con una foto.

Da lontano ho visto che ora Marika e’ impegnata alla “fionda”, altro impegnativo passaggio. Vado a curiosare.

Visto che ci sono faccio un piccolo reportage della sua prova.

La “sospesa” vista dal lato opposto.

Un momento di riposo, mi fermo con l’intenzione di mangiare qualcosa. Alla base trovo Antonello che spiega la grotta di domani, l’Erebus, ad alcuni allievi.

A proposito di Erebus, gli allievi ci chiedono il perche’ di questo strano nome. Dall’alto della mia ignoranza abissale rispondo loro che nulla ne so. Pero’ ora che posso consultare il web mi son ricordata e sono andato a guardare trovando: “Erebo (in greco antico: Ἔρεβος, Érebos, cioè “tenebre”) è una figura presente nei miti della religione greca. Divinità ancestrale, figlio di Caos e (in alcune versioni) di Caligine e fratello della Notte, è la personificazione dell’oscurità, e con il termine “Erebo” infatti si possono indicare anche gli Inferi.”. La spiegazione mi sembra ottima.

Dopo il pranzo le prove per i nostri infaticabili allievi proseguono. Erika ha una scheda per ognuno di loro dove vengono segnate tutte le prove fatte e superate. Una volta che tutti hanno completato il programma del giorno si inizia a disarmare.

Del ritorno a casa vi dico nulla. Una giornata divertente con molti simpatici ragazzi. Alla prossima.

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Bucio Nero’ – 30/09/2023

Per festeggiare la fine di settembre Gabriele ed io andiamo a Bucio Nero’ per continuare ad alimentare la speranza che questo cunicolo diventi finalmente una grotta degna di questo nome.

Avrebbe dovuto esserci anche Aurora per allietare la giornata ma impegni inattesi quanto irrinunciabili la costringono a rinunciare.

Dopo le soste canoniche arriviamo a Fondi di Jenne in una ridente giornata di sole, con una temperatura finalmente piacevole. Iniziamo subito a prepararci, senza troppo entusiasmo, pensando al gran fango che ci attende.

Appena semi-pronto mi avvicino alla grotta con tutta la mia attrezzatura e tutto il necessario per armare il primo pozzo. Il recinto appare sempre piu’ sofferente. Speriamo che Nerone trovi il tempo per lui, prima o poi.

Sistemo la corda ma ancora non ho voglia di mettermi addosso il necessario e iniziare a sudare. Rivedo mentalmente la direzione della grotta e provo a seguirla all’esterno. Dopo circa 20 metri mi giro verso la grotta per verificare la direzione, mi sembra corretta.

Andando avanti non mi sembra ci siano altre doline “notevoli” che potremmo incontrare. Non so se e’ una cosa positiva, speriamo di si.

Arriva anche Gabriele.

Eccolo, gia’ pronto.

Oltre a lui ci sono solo io. Mi faccio un selfie.

Stavolta entro per primo, non voglio sudare troppo. Alla prima saletta urlo la libera a Gabriele e intanto inizio a togliermi l’attrezzatura che, speriamo per ora, non serve.

Una foto al cunicolo fangoso che mi attende.

Una foto al ramo laterale che abbiamo quasi ostruito con i sassi.

Arriva Gabriele, passo il cunicolo fangoso. Arrivato nella saletta intermedia aspetto con relativa pazienza che Gabriele leghi lo zaino alla corda che usiamo per passarlo attraverso il cunicolo fangoso. Lo recupero dopo un paio di incastri risolti brillantemente da Gabriele e poi me lo trascino fino alla nuova sala. In attesa di Gabriele faccio una foto a una minuscola pozza d’acqua con i minerali che piacciono a Luca.

Eccolo che arriva.

Dice di essere incastrato ma mentre mi ingegno su come aiutarlo risolve da solo.

Iniziamo a lavorare. In questo punto della grotta la roccia e’ cosi’, bianca con tante venature rosse. Servirebbe il consiglio di un geologo per sapere di cosa si tratta.

Lavoriamo senza sosta per un paio d’ore. Ora sembra che il passaggio si affrontabile. Gabriele si offre volontario per tentare.

Niente da fare, e’ ancora troppo stretto. L’uscita dal pertugio non e’ semplice e Gabriele ne esce vittorioso ma quasi stremato.

Ma non possiamo arrenderci proprio ora. Proseguiamo lo scavo per un’altra mezz’ora. Alla fine il passaggio sembra essere abbastanza largo. Chiedo a Gabriele se voglia riprovare lui ma declina gentilmente l’offerta. Visto quanto ha faticato lui poco prima, io per sicurezza mi tolgo l’imbrago e vado.

Scivolo dentro senza difficolta’, anche se non e’ larghissimo. Dopo qualche contorsione e molti sbuffi riesco finalmente a mettermi seduto e guardarmi intorno.

Davanti ai miei piedi arriva un tenue ma deciso soffio di aria gelida, una minuscola fessura a un metro di distanza da me mostra un nero che fa immaginare un pozzo. Non tento nemmeno di tirarci un sasso dentro, lui e’ piccino tanto e io sono troppo nello stretto per poterci provare. Con fatica mi sollevo quel tanto che basta per verificare il buco sopra la mia testa. Nulla, termina dopo nemmeno mezzo metro.

Terminate le esplorazioni chiedo a Gabriele la mazzetta e il trapano per allargare un poco la via del ritorno nella speranza di faticare meno di Gabriele.

Allargato meglio che potevo ripasso gli attrezzi a Gabriele, faccio una foto verso di lui, e poi con un sospiro tento l’uscita.

Esco con non troppa difficolta’ ma e’ impensabile proseguire il lavoro in avanti se prima non si rende comodo il passaggio. Tento una foto al nuovo tratto esplorato ma ora anche la fotocamera e’ stanca e ne esce fuori poco. Tra l’altro mi accorgo che il tasto multifunzione deve essersi rotto perche’ provo a mettere il flash ma non si riesce proprio. Premendo il suddetto tasto nulla succede. Prova anche Gabriele ma con il mio stesso risultato. Strano, questa e’ la quarta fotocamera Fuji che utilizzo e le altre non avevano mai manifestato un problema del genere.

Usciamo. Io vado per primo portando con me lo zaino con gli attrezzi. Sono fuori, urlo la libera a Gabriele e lo aspetto.

Intanto mi tolgo di dosso l’attrezzatura, oramai piena di fango, come sempre.

Inganno l’attesa fotografando i cavalli ma la fotocamera e’ ancora scossa.

Ecco Gabriele che arriva.

Terminiamo insieme di togliere la corda poi torniamo alla macchina dove ci cambiamo senza fretta gustandoci la temperatura mite e l’ultimo sole della giornata.

Il ritorno passa veloce tra chiacchiere e ipotesi sul possibile pozzo che ci aspetta. Alla prossima.

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Grotta Gianni Mecchia – 28/09/2023

Una uscita infrasettimanale per andare a conoscere la grotta scoperta da Tarcisio, Angelo e Patrizio che hanno deciso di dedicare a Gianni, l’amico che ci ha lasciati di recente.

Consumo volentieri uno degli ultimi giorni di ferie per andare a vedere la grotta che i miei amici hanno deciso di dedicare a Gianni. La mattina passo a prendere Luca a Montepo’ (cosi’ la chiama lui e io mi adeguo!) e poi andiamo insieme a Guarcino dove ci incontriamo con i nostri amici.

Prima di arrivare alla cantina dove Tarcisio ha fatto, oramai da tempo immemore, il suo quartier generale con Luca ci fermiamo alla locale alimentari/tabaccheria per fare acquisti.

Ho deciso infatti, strada facendo, che e’ tempo che Luca impari a fare i rilievi in grotta. Faremo un rilievo “alla vecchia”, la bussola ce l’ho sempre appresso, al negozio quindi compriamo il resto, un blocco note, una matita, un rotolo di spago e un goniometro. Non avendo di meglio le misure le prenderemo con lo spago e col goniometro confezioneremo un clinometro alla buona.

Alla cantina di Tarcisio troviamo una fettuccia metrica che ci facciamo prestare, sicuramente piu’ comoda e precisa dello spago. Siamo tutti pronti. Andiamo alla grotta.

La salita e’ lunga ma anche lei alla fine termina, come tutte le cose a questo mondo, basta avere pazienza. Parcheggiamo a fianco della strada sterrata e ci prepariamo. Ecco Nerone in tutta la sua magnificenza.

E questo e’ Luca, pronto per il rilievo.

Tarcisio e Patrizio sono gia’ all’ingresso della grotta.

Li raggiungiamo e iniziamo i preparativi.

Nerone sistema le robe necessarie per poi lavorare.

Un nome importante per una grotta che si spera diventi importante.

Foto di gruppo prima di entrare, la scatta Patrizio che oggi ha altri impegni ed e’ venuto solo per un saluto.

Meditazione pre-ingresso. Nel frattempo Luca ed io prepariamo le robe per fare il rilievo.

Questa e’ l’attrezzatura per il rilievo che consegno a Luca con tutti i primi rudimenti del caso. Certo non sara’ il top come tecnologia, ma per iniziare va benone!

E questa e’ la fettuccia gentilmente prestata da Tarcisio.

Entrano Nerone e Tarcisio andando decisi verso il fondo e poi entriamo noi prendendo i punti per il rilievo. Naturalmente a Luca ho anche affibbiato lo zaino col trapano e il necessario per mettere qualche attacco, se dovesse servire. Per me ho tenuto il gravoso compito di portare avanti un estremo della fettuccia per misurare le distanze.

La grotta inizia con uno scivolo non eccessivamente pendente che termina su un primo pozzo da circa 5 metri.

Scendiamo lentamente prendendo i punti, io annoio Luca con istruzioni varie su come riportare i dati, fare i disegni delle sezioni trasversali, la sezione della grotta e altre cose che mi vengono in mente via via.

Punto dopo punto arriviamo al primo pozzo.

Io lo scendo mentre Luca aspetta su. Prendiamo i dati che servono e poi mi raggiunge. Dalla base del pozzo parte una diramazione che torna indietro. Visto che e’ alta e stretta stavolta mando avanti Luca a tirare la fettuccia, io intanto butto un occhio su quanto ha fatto finora. Benone, promette bene!

Terminato il rilievo della diramazione proseguiamo verso il fondo. Prendiamo il meandro in quella direzione e lo seguiamo, prendendo i punti di rilievo, fino a un altro saltino. La partenza del saltino e’ stretta e la discesa e’ ostacolata da un ponticello di roccia da scavalcare nello stretto. La corda e’ attaccata piu’ indietro e appoggiata sul ponticello. Mi sembra una cosa scomoda assai quindi chiedo a Luca di passarmi il trapano con la punta da 6. Useremo uno dei multifix che abbiamo portato. Ancora una volta provo a metterlo con l’attrezzo “fattapposta” che ho con me. Vista la posizione in cui sono, scomoda assai, l’infissione del multifix e’ laboriosa e inoltre l’attrezzo mostra ancora qualche pecca di gioventu’ che dovro’ sanare. Dopo qualche imprecazione e tanti sbuffi comunque riesco nell’impresa. Attacco la corda e provo ad appendermi…sembra tenere. Bene! Si prosegue.

Alla base del saltino facciamo ancora un metro di meandro e raggiungiamo “il campo base”, una zona comoda dove attendere il proprio turno per lavorare piu’ avanti, nello stretto che ancora ci impedisce la progressione verso infiniti abissi.

In questo momento e’ Tarcisio a lavorare mentre Nerone riposa. Mi infilo nel meandrino dove sta lavorando per curiosare.

All’inizio del meandrino in lavorazione c’e’ una porzione di parete liscia con delle striature verticali. Dall’alto della mia ignoranzieta’ geologica azzardo un’ipotesi e la annuncio a gran voce: “ma questo e’ un piano di faglia!”. La cosa non riscuote gran successo tra i convenuti, ma io ne sono ugualmente soddisfatto.

Dopo Tarcisio e’ il turno di Nerone a proseguire con lo scavo.

Dopo Nerone proseguo io fino a che le braccia non iniziano a dolermi per la fatica.

Non so come la fotocamera e’ rimasta a Luca che quindi ne approfitta per riprendermi al lavoro. Stiamo lavorando a una curva del meandro, alquanto impegnativa.

Dopo di me riprende Nerone, io ne approfitto per riprendere possesso della fotocamera. Ecco Luca e Tarcisio che attendono pazientemente.

Per un poco rimango subito dietro Nerone per dargli una mano in caso di bisogno. Nel frattempo trovo un altro pezzo del supposto piano di faglia e riprendo anche lui.

Le candele, immancabili nelle grotte dove lavora Nerone, riscaldano l’ambiente.

Ad un certo punto Tarcisio va sul fronte in lavorazione e Nerone si ferma a dargli supporto. Nel lato cieco del campo base c’e’ tanto fango che potrebbe nascondere un pozzo. Luca, per non annoiarsi e scaricare le energie eccedenti che ha, decide di scavare un poco di fango alla ricerca del possibile pozzo. Per ingannare l’attesa e anche perche’ inizio a sentire freddo, decido di dargli una mano. Lo spazio dove mettere il fango scavato non e’ molto quindi ricavo un muretto a secco ricavando una specie di catino lungo e stretto vicino la parete. Per un’ora circa andiamo avanti a secchi di fango approfondendo il buco di mezzo metro. Purtroppo alla fine lo spazio dove depositare il fango scavato si esaurisce, sondando il fango rimanente non sentiamo vuoti confortanti che ci inducano a persistere, quindi decidiamo di desistere.

Nel frattempo Tarcisio e Nerone hanno entrambi esaurito le forze. E’ il momento di Luca di andare a lavorare al fondo. Io mi metto comodo ad aspettare che si sistemi poi lo seguo per fare assistenza.

Ecco Nerone e Tarcisio in “area relax”.

I nostri amici hanno lavorato sodo, ora il fronte di scavo e’ piu’ avanti di almeno un metro.

Dopo Luca riprendo io a lavorare e poi continuiamo il giro di alternanza. Durante il mio turno allargo abbastanza da affacciarmi a vedere dopo la curva. Alla base del meandro vedo una pozza d’acqua pulita, sembra promettere bene. Dopo di me torna Nerone al lavoro, quindi ancora Tarcisio.

Sarei pronto per un nuovo turno ma Nerone decide che per oggi abbiamo fatto abbastanza. A nulla serve protestare, si smonta tutto e ci prepariamo per tornare indietro.

Mentre facciamo i preparativi per uscire ricordo a Luca che deve prendere i punti di rilievo fino al fondo attuale e lui si mette prontamente all’opera. Gli do un minimo di assistenza, ma proprio un minimo. Una volta che lui ha terminato e si mette da una parte per aggiornare i dati del rilievo sul blocco note, io vado a curiosare e documentare con una foto il punto dove siamo arrivati.

E’ tutto cambiato, la “S” che si faceva ora non c’e’ piu’, la curva dove mi ero affacciato a malapena ora e’ larga tanto da vedere comodamente…fino alla curva successiva. La pozza d’acqua pulita che avevo visto e’ definitivamente scomparsa sotto i detriti. Il meandro sembra proseguire serpeggiante e stretto come ha fatto finora. Ci vorra’ ancora una buona dose di pazienza e fatica.

Torno indietro di un metro, all’incirca nel punto in cui avevo scavato io e faccio una foto del nuovo tratto allargato.

Fatto quel che dovevo torno dai miei amici che intanto hanno terminato di sistemarsi e sono pronti a partire.

Usciamo in fila indiana e senza fretta, passandoci gli zaini nei punti piu’ scomodi. In una mezz’ora siamo fuori a goderci il calduccio.

Foto di gruppo, giusto il tempo di riprendere fiato.

Prendiamo tutte le nostre carabattole e affrontiamo la breve salita per tornare alle macchine.

Ci cambiamo poi Nerone e Tarcisio si appartano un attimo per rimirare l’ingresso della grotta e alimentare ancora le fantastiche speranze di un futuro abisso.

Un’ ultima sorpresa della giornata ce la da’ Luca. Infatti oggi zitto zitto e’ il suo compleanno. Ce lo rivela solo ora tirando fuori un pacco di buonissime “serpette”, biscotti onore e vanto del forno di famiglia, invitandoci ad assaggiarli. Messi alle strette facciamo festa con i biscotti facendo nel contempo tanti auguri al nostro amico per i suoi 24 anni! Auguri!!!

Una giornata speciale per conoscere una nuova grotta, una grotta intitolata a Gianni, un amico che non dimenticheremo.

Ancora auguri a Luca e…alla prossima.

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Bucio Nero’ – 16/09/2023

Gabriele ed io a continuare il lavoro infinito a questo abbozzo di grotta. Lei non cede ma neanche noi molliamo. Vedremo chi la spuntera’.

La mattina partiamo da casa, facciamo le solite tappe canoniche al bar e al magazzino e poi saliamo a Fondi di Jenne. Una volta arrivati ci accorgiamo di una sorpresa. Elia e’ venuto a trovarci per un saluto, per lui una sgambata mattutina, in bicicletta, da Subiaco a Fondi di Jenne e’ cosa da nulla, beato lui.

Sono pronto al minimo indispensabile, fa troppo caldo per vestirmi completamente. Prendo le mie cose e ingaggio Elia per portare gli zaini fino alla grotta mentre Gabriele termina i suoi preparativi. Passiamo davanti alla solita dolina e come al solito mi fermo a vedere in che condizioni e’.

Mmmmm, si sta rapidamente riempiendo di rovi, ancora una stagione e non si potra’ piu’ scenderci dentro. Peccato.

Ma andiamo avanti la nostra grotta ostica ci attende.

Il cancello inizia a sentire il peso degli anni, andrebbe risistemato, un lavoro per l’artista de “gliu stringo'”, il nostro Nerone. Sulla rete che abbiamo messo a protezione dell’ingresso il solito mucchietto di sassi che qualche buontempone curioso tira. Sono sicuro ci sia un interesse scientifico dietro questo immancabile tiro di sassi, sicuramente chi lo fa vuole verificare se la legge di gravita’ vale anche per i sassi tirati dentro un buco per terra, anche se protetto da recinto e rete. Nella mente dello sperimentatore si tratta sicuramente di impedimenti messi la’ appositamente per rendere l’esperimento piu’ interessante.

Vabbe’, diamo una sistemata sommaria al recinto scassato, apriamo l’accesso e andiamo a togliere i sassi incastrati tenacemente nella rete prima di scansarla e mettere la corda per scendere.

Elia ed io abbiamo da poco terminato questi lavori preliminari che arriva anche Gabriele, gia’ tutto bardato e pronto per scendere. Elia prende commiato e si avvia di buon passo a recuperare la bicicletta. Grazie per la visita, Elia.

Mentre io termino la vestizione Gabriele entra per scendere e terminare l’armo.

Appena indosso la tuta inizio a sudare copiosamente. Termino svelto di prepararmi e scendo fino al primo frazionamento inondando di terra il buon Gabriele che e’ proprio sotto di me. Un “grazie” con un tono vagamente sarcastico e’ il premio per il mio buon servizio di acclimatamento.

Quando Gabriele termina, scompare per il tratto fangosissimo. Ancora pochi secondi e sento la “libera”. Lo seguo velocemente. Nella prima saletta, oramai ingombra di sassi, anche quelli lanciati dai nostri lanciatori ignoti, sembra tutto a posto. Il cunicolo dove dovremo infilarci a breve sembra sgombro. Visto che Gabriele ancora non conosce la zona nuova della grotta e’ deciso, andro’ avanti io a fare gli onori di casa. Mi libero della attrezzatura che per ora, purtroppo, e’ inutile e la sistemo sul solito spuntone di roccia. Pronto per la nuova infangata.

Il cunicolo, inizialmente volta molto comodo, si e’ decisamente ristretto perche’ ingombro di fango bagnato e sassi. Mi porto dietro la corda di servizio che usiamo per passarci lo zaino con il necessario per lavorare.

Anche il cunicolo successivo e’ a posto, proseguo facendo strada a Gabriele.

Arrivo nella nuova saletta, finalmente un posto dove poter stare in piedi. Per prima cosa faccio una foto per documentare l’attuale “fronte esplorativo”, nome pomposo per indicare l’ennesimo meandrino stretto che ci ostacola.

Gabriele affronta il passaggio per arrivare alla saletta. Mi giro verso di lui per dargli indicazioni e provare a dargli una mano. Anche se il passaggio e’ molto migliorato, forse e’ ancora un poco ostico.

Gabriele come al solito “interpreta” il passaggio a modo suo e in breve eccolo qua che arriva.

Iniziamo a lavorare. Visto che lo spazio c’e’ e l’attrezzatura pure, ci dividiamo in due cantieri. Gabriele si dedica ad allargare l’arrivo alla sala, io la possibile prosecuzione. Andiamo veloci il piu’ possibile, oggi abbiamo poco tempo, dobbiamo tornare a Roma in tempo per la festa di compleanno di Betta.

Lavora lavora e poi ancora lavora. I risultati alla fine si vedono, nulla di eclatante, pero’ ci si deve accontentare. Il passaggio di arrivo alla saletta ora e’ molto piu’ comodo, la via per l’ignoto ora lascia intravedere un ambiente minuscolo, sembra quasi una piccola marmitta, e la possibile prosecuzione del meandro sulla destra. La grotta si ostina a celare i suoi tesori tra anse di roccia, ci mostra solo quel tanto da tenere vivo l’interesse. Chissa’ se e quando decidera’ di svelarsi.

Una foto dalla saletta, tanto per avere una vista d’insieme.

Rimettiamo le nostre cose nello zaino e prendiamo la via per l’esterno. Ripetiamo i passaggi dell’andata ma in senso inverso, malediciamo adeguatamente il fango e in breve siamo fuori.

Esco per primo e aspetto che arrivi Gabriele, gli voglio indicare alcuni sassi posticci che vorrei togliere.

Eccolo che arriva. Facciamo il lavoro di disgaggio delle pietre pericolanti…in verita’ la mia intenzione era di tirarle fuori ma non faccio a tempo a dirlo che Gabriele le ha gia’ scaraventate giu’. Peccato, andranno sicuramente a finire dentro il cunicolo fangoso e ci tocchera’ farli uscire con fatica la prossima volta.

Terminata la pulizia leviamo insieme le ultime due placchette appena termino avverto Gabriele che mi avvio alla macchina mentre lui finisce di recuperare la corda.

Alla macchina inizio subito a cambiarmi, mi interrompo solo per immortalare l’arrivo di Gabriele.

Il ritorno e’ tranquillo, almeno per me. Decisamente lo stomaco di Gabriele non sopporta il mio stile di guida quindi regala una bella nausea da mal d’auto al mio amico. Questa grotta concede poche soddisfazioni ma non demordiamo. Alla prossima.

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Stoccalma – 03/09/2023

Con Aurelio, Lia, Patrizia (Saxy), Manuela e Fabrizio (tutti del Gruppo Grotte Cai Teramo), Luca, Gabriele, con l’apparizione di Nerone.Aurelio e Gabriele hanno organizzato questa inusuale uscita mista tra il Gruppo Grotte Cai Teramo e lo Shaka Zulu Club Subiaco e io mi sono aggregato volentieri.

La mattina ci incontriamo tutti al solito bar, anche Aurelio lo conosce, ha lavorato per anni da queste parti. Dopo la colazione saliamo a Livata e quindi prendiamo la strada sterrata che ci porta nelle vicinanze della grotta. Sul posto troviamo Nerone venuto per salutare i nostri amici e a portare i materiali necessari.

La temperatura mite facilita il rimandare la preparazione per la grotta. Facciamo oziosamente chiacchiera per un po’.

Luca e Nerone, futuro e presente del nostro gruppo.

Le macchine sono disposte in linea. Al centro la macchina di Aurelio che ricordo con simpatia perche’ e’ organizzata per preparare un buon caffe’ anche in condizioni disagiate.

Nerone saluta, deve andare a lavorare. Luca si prepara con un sospiro, gia’ sa che dovra’ portare lui tutti gli zaini pesanti con le corde.

Quando sono pronto prendo il necessario, la parte leggera, chiedendo a Luca di seguirmi col resto. Voglio anticipare un poco l’arrivo dei nostri amici per rivedere l’armo senza farli attendere troppo.

Arrivano fin troppo presto. Per una volta che le virtu’ di intrattenitore di Gabriele avrebbero fatto comodo, non le ha “attivate”!

Presento loro la grotta e li invito ad attendere all’ombra per limitare il sudore. Gia’ che ci siamo ve li presento: Patrizia, Lia e Aurelio.

Manca solo Manuela all’appello, rimedio subito. In verita’ con lei c’era anche il marito, Fabrizio (nome simpatico!) ma oggi non si sentiva di venire in grotta.

Con Luca procediamo ad armare il pozzo d’ingresso. Per prima cosa attrezziamo un deviatore all’ingresso poi scendiamo al frazionamento intermedio. Qua purtroppo il fix che c’e’ e’ inservibile e il vicino spit e’ decisamente troppo arruginito. Decidiamo di rifare l’armo. Con noi abbiamo solo dei “multifix”, una specie di incrocio tra fix e multi-monti. Lo pianto ma c’e’ qualche difficolta’ che ci fa perdere almeno un quarto d’ora. Completiamo l’armo doppiando con un naturale e poi inizio a scendere per primo. A meta’ pozzo trovo un altro naturale per il deviatore che volevo mettere. Bene, cosi’ risparmiamo tempo. Arrivo in fondo al pozzo, in breve anche Luca mi raggiunge.

In rapida sequenza gli altri ci raggiungono. Visto che c’e’ tempo ne approfitto per cambiarmi, le magliette che ho addosso sono completamente fradicie.

Chi scende? Deve essere Lia.

Patrizia l’attende con un bel sorriso.

Gocce d’acqua su batteri? Boh.

Aurelio attende chi scende per fare foto.

Abbiamo anche un ospite a sangue freddo.

Ecco Lia che arriva.

Belle queste formazioni.

Capello d’angelo in formazione.

Scorcio di grotta con concrezioni.

Tra una foto e l’altra siamo andati avanti, abbiamo passato un paio di cunicoli scomodi e almeno un pozzetto. Ora io sono sul terrazzino dove la volta scorsa Luca ed io ci fermammo a fare la risalita.

Questi blocchi mi incuriosiscono sempre, sono mucchi di fango che nel tempo si sono trasformati in roccia?

Approfitto del fatto che ancora non stia arrivando nessuno, riprendo la corda e scendo il secondo tratto del pozzo.

Alla base del pozzo ci sono un paio di pozze d’acqua. Visto che Lia intanto e’ arrivata al terrazzino le chiedo di buttarmi giu’ un paio di sassi che poi sistemero’ a mo’ di passaggio delle pozze.

Mentre aspettiamo gli altri mi dedico ad altre foto.

Ancora un piccolo sforzo e siamo al “laghetto bianco”. Dalla foto non rende molto ma vi assicuro che e’ uno spettacolo.

Invito Lia ad ammirarlo.

Arriva anche Manuela e anche lei si sporge per darci un occhio.

Troviamo 2 candele. Spiego alle mie amiche che sono il “marchio di fabbrica” di Nerone, le porta sempre con se’ quando va in grotta. Visto che ci siamo e che abbiamo l’accendino le sistemo e le accendo. Un paio di fiammelle che danno allegria.

Arriva anche Patrizia e rifacciamo la foto vicino alle candele.

Ecco Luca. E’ fermo sul passaggio ostico per dare una mano.

Dopo la sosta al laghetto, quando oramai ci siamo tutti, lascio i nostri amici a rilassarsi un attimo con i racconti di Gabriele e torno indietro a disarmare la risalita incompiuta. Ho deciso di non continuare perche’ stamane Nerone mi ha detto di averla gia’ fatta (in arrampicata, beato lui) anni fa e che non vale la pena.

Ho appena terminato di liberare la corda e di inzepparla a forza nello zaino di Luca (!!!) che i miei amici iniziano a tornare. Parto per primo. Ogni tanto mi fermo per una foto approfittando delle luci di chi e’ dietro.

Ecco un sorridente Aurelio.

Patrizia messa al muro per una foto con sguardo da esploratrice.

Chi sale?

Ma e’ l’inossidabile Lia!

Dopo il pozzo arriva il temibile cunicolo.

Sabbietta per Luca.

Ecco Lia che arriva, lenta ma inesorabile.

Sali e striscia arriviamo all’ultimo passaggio stretto dove si arriva alla base del pozzo di uscita.

Il teschio di mucca, o un suo parente, e’ sempre la’ ad attenderci.

Mentre aspettiamo che il gruppo si ricompatti ne combino una delle mie. mi siedo su una roccia per uno spuntino veloce. Quando ho terminato nell’alzarmi faccio cadere una cartaccia. Senza pensare al mio precario equilibrio d’istinto faccio per chinarmi a raccoglierlo…e cado rovinosamente a terra sbattendo violentemente l’avambraccio sinistro. Un dolore tremendo mi lascia dolorante e gemente a terra per qualche secondo. Ho paura di essermi rotto l’osso perche’ il dolore e’ tremendo. Visto che gemo e non mi alzo anche gli altri si preoccupano iniziando a chiedermi. Devo farmi forza tra la nube di dolore per rispondere e tranquillizzarli. In effetti sto tastandomi l’osso e non sembra ci siano fratture, almeno evidenti. Mi rialzo con un poco di fatica ma per fortuna il dolore scema velocemente. Sento dolore all’avambraccio ma riesco a muovere le dita e stringerle senza problemi, forse l’ho scampata.

Mentre io mi trastullava a rotolarmi sulle rocce Lia e Patrizia sono salite. Ora e’ il mio turno, inizio a salire il pozzo iniziale.

Quando sono fuori urlo la libera e Manuela mi raggiunge.

Merita anche un’altra foto.

Velocemente torniamo alle macchine dove ci cambiamo.

Passa una buona mezz’ora, Luca e Gabriele che dovevano disarmare, ancora non si vedono. Mi avvio per andare all’ingresso e sincerarmi che tutto vada bene. Per fortuna devo scendere poco e loro arrivano.

Eccoli che mollano tutto e iniziano a cambiarsi. Luca non mi ringrazia per lo zaino straordinariamente pesante che sono riuscito a confezionargli ma io sono magnanimo e non me la prendo.

Al ritorno, tanto per cambiare scendiamo per la strada che passa per Cervara, ci sembra piu’ comoda anche per i nostri amici che devono tornare a Teramo.

Al bivio di Arsoli ci salutiamo con una clacsonata e andiamo verso casa. Una uscita rilassante e divertente. Alla prossima.

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Campo GsCaiRoma – Grotta di Monte Fato – 25/08/2023

Un allegro campo organizzato dal GsCaiRoma, allietato da alcuni graditi ospiti umbri.

25 agosto 2023 – Una giornata d’attesa.

Il campo doveva iniziare il giorno venerdi’ 25. Io non mi preoccupo di sapere altro quindi arrivo a Supino la mattina del 25 e inizio ad aspettare. Una lunga attesa, poiche’ il gruppo aveva stabilito che il campo sarebbe iniziato verso sera. Passo la giornata a fare su e giu’ tra la fonte Santa Serena, quella in cima al monte dove termina la strada, e Supino. Nel pomeriggio noto un certo traffico di auto che salgono e vanno ad occupare le aree picnic. Per non rischiare di rimanere senza ne scelgo una ancora libera e rimango li’ a presidiarla fino all’arrivo dei miei amici. Per uno come me che non ama aspettare e’ stata una giornata snervante ma sono stato premiato con un’ottima e abbondante cena che ha ristabilito l’allegria. L’unico neo e’ che mi sono scordato di recuperare la fotocamera dall’auto e quindi non ho potuto documentare la bella serata. Una serata allietata da tanto cibo e tanto vino, una serata in cui non mi sono certo risparmiato, tanto che a malapena riesco a raggiungere la tenda barcollante come sono. Come scopriro’ il giorno dopo, il mio fisico inizia a non gradire questi eccessi e me la fara’ pagare. Almeno pero’, grazie al torpore alcolico, faccio una bella dormita senza sveglie intermedie.

26 agosto 2023 – Prima uscita alla grotta di Monte Fato.

La mattina, gia’ di buon ora ci vede svegli per preparare il necessario. Facciamo con calma, tanto si deve attendere qualcuno che e’ partito da casa stamattina. Uno di Loro e’ Luca che ha accettato il mio invito a visitare una nuova grotta.

Giulio organizza minuziosamente la preparazione degli zaini.

Ha anche preparato uno schema, tratto dal celeberrimo “librone”, che riassume le corde necessarie.

Lassu’, davanti lo spiazzo dove stiamo armeggiando, c’e’ lo spazio picnic che sono riuscito ad accaparrarmi.

Una volta pronti carichiamo tutto nelle auto e saliamo alla fonte dove partiremo per la sgambata che ci portera’ alla grotta. Ci siamo tutti, c’e’ Luca e ci sono i nostri ospiti da Perugia, Eugenia e Francesco.

Si parte!

Mi ricordavo una bella scarpinata e la realta’ non mi delude. La salita tira su come non ci fosse un domani e il sole cocente non aiuta.

Per un caso fortuito mi trovo in testa alla fila e proseguo seguendo il sentiero che ricordo. Il “mio” sentiero a un tratto tira su quasi dritto ed esposto al sole, quello ricordo e quello faccio. Il resto del gruppo non mi segue perche’ trovano un bivio che porta a un’altro sentiero, anche segnato, che procede in mezzo agli alberi. Molto meglio, pero’ oramai per me e’ tardi per tornare indietro quindi arranco sotto il sole. Alla fine della salita inizia un tratto di bosco anche per me e la’ ci ricongiungiamo.

Sempre seguendo la mia memoria, sul tratto in piano e assolato e pieno di felci io prendo a sinistra per restare all’ombra degli alberi, il resto del gruppo stavolta preferisce il sentiero col sole.

Per riprendere fiato mi fermo a riprendere un tronco pieno di simpatici funghi.

Ci ricongiungiamo nuovamente. In effetti la loro strada era piu’ breve quindi mi ritrovo quasi in fondo alla fila, ma sicuramente meno accaldato.

In questo punto la mia memoria viene meno, pensavo di essere quasi arrivato ma dopo un tratto in piano e ben riscaldato dal sole arriva una bella salita, o “pettata”, di cui avevo perso il ricordo.

Anche la pettata dimenticata passa e ora si, siamo nei pressi della grotta. Il sentiero entra tra gli alberi e la nostra meta e’ nei pressi.

Eccola.

Per prima cosa zaini a terra e si fa pausa per riprendere fiato e temperatura.

Ecco l’ingresso della grotta, una grossa spaccatura che va giu’ in maniera decisa.

Silvana si offre volontaria per armare, quindi inizia a prepararsi mentre il resto del gruppo indugia nel meritato riposo.

Eccola che entra la nostra armatrice.

Scende al primo frazionamento e inizia a sistemarlo.

Linda e’ maestra nel recupero delle forze e subito si impegna in un sonnellino ristoratore. Invidio tanto questa sua capacita’ di appisolarsi ovunque, una gran risorsa.

Anche il resto del gruppo inizia a prepararsi. Io ho gia’ fatto la mia parte e inizio a sentire caldo.

Annuncio urbi et orbi che vado a curiosare sull’operato di Silvana per sottrarmi al caldo e, se serve, per darle una mano. Ultima foto al gruppo prima di scendere.

Ecco Silvana, e’ al primo pozzo. Mi metto comodo ad aspettare che termini l’armo allietandola con qualche chiacchiera. Anche se sono sceso solo 3 metri per fortuna qua e’ gia’ piu’ fresco rispetto all’esterno.

Armo fatto, si scende.

Dopo il primo salto di pochi metri troviamo un terrazzino digradante e ingombro di massi. In fondo parte un altro pozzo. Seguo Silvana che prosegue l’armo. Nel frattempo urlo a chi e’ fuori che nel primo tratto di grotta le corde sono libere. Quando noi siamo quasi alla sala in fondo al pozzo iniziano ad arrivare gli altri. Ecco Giulio che si presta da modello.

Il secondo pozzo. In fondo, sulla sinistra si vede la corda della risalita che ci attende.

Michele in tutta la sua possanza, nonostante oggi sia sabato, giorno che lui aborrisce.

Ecco che arriva anche Francesco.

Giulio e Michele salgono la risalita e vanno a provvedere l’armo per il pozzo successivo. Visto che sembra una cosa lunga io continuo a importunare tutti facendo foto.

Illuminati d’immenso abbiamo Silvana e i nostri ospiti perugini, Eugenia e Francesco, riconoscibili perche’ sfoggiano la nuova tuta arancione di Steinberg, fatta col tessuto “miracoloso”, quello che sembra di non averlo addosso.

Passa almeno mezz’ora. Ho rotto abbastanza con le foto e, a essere sinceri, inizio a sentire freddo. Vado a vedere cosa stanno combinando gli armatori.

Mentre salgo pero’ riesco comunque a fermarmi per riprendere chi scende il pozzo di fronte. Mi sembra sia Luca, ma non ne sono certo.

Eccomi sulla stretta cengia, vicino agli armatori, sotto la paziente attesa continua.

Ed ecco i nostri prodi armatori. Sono un poco incerti sul da farsi perche’ in tutti i punti piu’ utili per l’armo la roccia e’ una schifezza.

Mentre seguo il loro operato non mi perdo chi scende il pozzo. Ecco Angelo al frazionamento.

Quando Giulio e Michele decidono come proseguire l’armo e si mettono in azione io inizio a sentire nuovamente freddo quindi scendo a raggiungere il resto del gruppo che attende pazientemente oramai da almeno un’ora. Non mi sento molto bene, i bagordi di ieri sera hanno lasciato segni sullo stato del mio intestino. Sento di dover andare urgentemente in bagno, avverto tutti che esco e inizio a salire verso l’esterno.

Dopo essere uscito e dato piu’ volte sollievo alle mie sofferenze non trovo la forza e la motivazione per tornare in grotta. Mi dispiace abbandonare cosi’ i miei amici ma a volte e’ necessario saper rinunciare.

Per quanto riguarda la documentazione fotografica della grotta mi viene mi viene in aiuto Luca con le sue belle foto, che vi condivido volentieri.

Ancora una foto di Luca. In grotta raccoglie un po’ di sassolini che poi esamina al microscopio. Sono belli a vedersi…e io ve li mostro.

Attendo fuori un’ora almeno prima che qualcuno esca. Tra i primi c’e’ Michele.

Ed ecco anche Linda e Angelo che devono scappare per andare a fare la spesa per la pappa di stasera. Decido di accompagnarli. Anche Michele sara’ dei nostri.

Sento rumori, altri sono in arrivo ma noi dobbiamo proprio andare.

La “missione spesa” viene portata a termine con successo. Svaligiamo un supermercato vicino Supino poi ci fermiamo al bar per una bibita fresca. Io non azzardo altro che acqua.

Dopo la spesa torniamo alla “nostra” area picnic e diamo inizio ai preparativi per la cena.

Dopo nemmeno un’ora il fuoco e’ ben avviato e le cibarie pronte per la cottura.

Si puo’ iniziare a rilassarsi in attesa della cena.

Cena che si svolge a lungo in allegria e in abbondanza. Stavolta pero’ mi astengo dal vino votandomi moderatamente alla birra. La notte la passo tranquilla anche questa volta, anche senza l’aiuto del vino.

27 agosto 2023 – Ancora una visita alla grotta di Monte Fato.

Oggi cambio della guardia, Luca torna a casa e lo stesso fanno i nostri ospiti di Perugia, Eugenia e Francesco. In compenso ci raggiunge Laura che scende dalla macchina gia’ pronta a partire.

Oggi si smonta il campo quindi c’e’ un poco piu’ da fare rispetto a ieri mattina. Io la mia parte l’ho gia’ fatta, visto che mi son destato alle 6 ho avuto tutto il tempo per smontare la tenda e ripiegare tutto stipandolo in macchina.

Quando siamo pronti salutiamo i nostri amici che tornano a casa e “transumiamo” verso il piazzale dove riprendere l’erta via per la grotta.

Mentre chi deve e’ intento agli ultimi preparativi io imperverso con la fotocamera e il saggio Giulio trova un posticino all’ombra dove ripararsi.

Si parte!

Sono di nuovo in testa al gruppo pero’ inizio male tenendomi troppo basso e fuori sentiero tanto che costringo tutti a una salita ripida per riguadagnarlo. Stavolta, saggiamente, prendo il sentiero “nuovo” quello ombreggiato. Nella seconda parte opto ancora per la deviazione lunga dentro al bosco evitando le felci assolate. Anche oggi nessuno mi segue.

Stavolta la pettata intermedia la ricordo anche troppo bene.

Una foto panoramica mentre riprendo fiato.

Eccoci arrivati. Noto dei profili conosciuti ma non mi sembrano parte del nostro gruppetto.

Ma e’ Luca! e con lui c’e’ anche Danilo. Li saluto arrivando e ci aggiorniamo a vicenda scambiando quattro chiacchiere mentre riprendo fiato e temperatura.

Intanto il resto del nostro gruppo arriva.

Inizia la vestizione.

Stavolta sono pronto tra i primi. Mi impossesso del trapano e vado a mettere un fix per rendere l’ingresso piu’ agevole. Forse non e’ proprio una meraviglia, la corda tocca un poco scendendo, pero’ mi sembra una buona soluzione temporanea.

Silvana ne approfitta ed entra.

La seguo. Stavolta la grotta e’ gia’ armata almeno fino al pozzo dove ho abbandonato ieri, quindi urlo subito la libera a chi mi segue. Nella foga di evitare il caldo mi scordo di salutare Luca, peccato, magari ci incontreremo lungo la grotta e potro’ rimediare.

Una impronta di piede stampata nella roccia. La natura ci supera in fantasia.

Finalmente posso scendere il pozzo dopo la risalita. Bello, mi sembra.

Ambienti maestosi ci si presentano. Grazie alla mia mancanza di memoria posso gustarli come fosse la prima volta che visito la grotta.

I resti di un moschettone in lega.

Una piastrina auto-costruita degli anni che furono.

Continuiamo ad andare avanti, si ricomincia ad armare e avanti si alternano i miei amici, sempre incalzati da Silvana che ripete il motto del giorno: “Doppia tutto!”. Per farla felice su un pozzetto metto addirittura 3 attacchi con un coniglio a tre “orecchie”, nodo che non credo aver mai visto utilizzato in grotta prima d’ora!

Nelle attese provo qualche foto.

Silvana in marmitta.

Sassolini e sabbietta di quelle che piacciono a Luca.

Vermicolazione fitta.

Momento d’armo.

Angelo in paziente attesa.

Pozzo illuminato.

Sbuchiamo su un meandro dalle dimensioni generose, le pareti salgono scomparendo nel buio. Da un lato si intravede una pozza d’acqua che sembra chiudere la’.

Vado a vedere, simpatico ma senza prosecuzioni.

Dal lato opposto il meandro prosegue.

Passo un passaggio un poco esposto armato con una corda che forse e’ piu’ pericolosa del passaggio. Vado avanti fino ad affacciarmi dopo una curva a destra. In fondo la grotta sembra restringersi di nuovo ma non di molto.

Mi giro, il resto del gruppo non sembra intenzionato a proseguire…forse abbiamo anche terminato le corde. Anche io torno indietro.

Ne approfitto per fare qualche foto.

Ecco il meandro in tutta la sua maestosita’.

Ci si ferma per uno spuntino. In effetti anche io ho fame, vado a frugare nello zaino per rimediare qualcosa da sgranocchiare.

Si inizia a risalire. Questo e’ l’armo su latte di monte bituminoso che ho convinto Michele a fare vincendone la diffidenza per la roccia puzzolente.

Approfitto del fatto che devo riprendere fiato per fare foto in cima al pozzo.

Provo a cambiare l’impostazione della fotocamera imponendole tempi lunghi di esposizione ma non mi sembra, complice forse la mancanza di cavalletto, di avere gran risultati.

Silvana inizia a salire il pozzone.

Eccola quasi arrivata.

Roccia dilavata dall’acqua con una conca che ricorda un’acquasantiera.

Ambienti maestosi.

…e io continuo nel provare a fotografarli degnamente.

Ancora il pozzo.

Con Silvana ci fermiamo sulla sella tra il pozzone e la risalita per tirare su gli innumerevoli sacchi. Anche Angelo si ferma per dare una mano ma freme perche’ ha un appuntamento nel pomeriggio e deve andare via.

Alla fine con non poca fatica riusciamo a tirare su tutti i sacchi. Per non avere intralci tiriamo via la corda fissa, che tra l’altro e’ lesionata in corrispondenza del frazionamento intermedio, e la lasciamo ammatassata sulla sella. Terminato il recupero dei sacchi ci si avvia per uscire.

Il caldo dell’esterno ci accoglie. Linda e Angelo si preparano a tempo di record e partono.

Intanto il resto del gruppo esce disarmando le ultime corde.

Laura riposa dopo la fatica ipogea in attesa della camminata di ritorno.

Michele e’ pronto e vigile.

Giulio si gusta il fresco mentre attende l’arrivo del resto del gruppo.

Siamo pronti a partire. Un sorriso di Laura ci da’ il via.

Gli zaini da portare sono molti quindi facciamo uno per uno e scendiamo carichi come muli.

Dopo la consueta camminata arriviamo al piazzale. Due loschi figuri ci vengono incontro mentre stiamo scendendo. Ci salutano festosamente ma da lontano non li riconosco. MA sono Erika e Salvatore! Non sono potuti venire in grotta ma sono venuti ad aspettarci e hanno ingannato l’attesa raccogliendo more.

Dopo i saluti torniamo al “nostro” spiazzo dove ricomponiamo le auto dopo una congrua dose di allegre chiacchiere a commento del campo appena terminato.

Chiudiamo la giornata con una cena in pizzeria nei dintorni di Supino. Dopo aver chiesto ad alcuni locali scegliamo quella del locale campo sportivo. Si fatica a trovarla per mancanza di indicazioni ma non si mangia poi male.

Un campo breve ma intenso, interessante e divertente. Alla prossima.

Pubblicato in Uncategorized | Commenti disabilitati su Campo GsCaiRoma – Grotta di Monte Fato – 25/08/2023