Punta degli Stretti – 17/07/2016

Uscita omnibus GSCO

Eccoci qua di nuovo con una uscita sociale del GSCO. Oramai stiamo diventando un gruppo affiatato che si ritrova volentieri assieme in queste occasioni. Ve lo presento:AGruppo

Parto da Roma con Claudia e la sua pandina. Senza troppo clamore ne particolari intoppi arriviamo ad Orbetello dove facciamo sosta per una colazione aggiuntiva. Siamo in perfetto orario.dscf7856 Claudia, la driver.dscf7858 Proprio una bella giornata, pare quasi sprecata per andare in grotta.dscf7860 Via, verso la grotta.dscf7863 Il simpatico mulino che non manco mai di fotografare quando passo di qua.dscf7867 Da quelle parti si nasconde la nostra meta.dscf7868 Eccoci arrivati, la squadra di Orvieto e’ gia’ tutta qua. Il gruppo Claudino e’ in leggero ritardo, il gruppo dei sabini arrivera’ a minuti. Ci perdiamo nei saluti.dscf7872 Quindi diamo inizio ai preparativi. Sabrina sfoggia la sua solita tuta gialla.dscf7875 La vestizione prende parecchio tempo ma ne abbiamo per tutti.dscf7877 Soprattutto per i piu’ piccoli, sperando si appassionino e vengano a darci manforte in un prossimo futuro.dscf7879 Tentativi di canottaggio?dscf7880 Ecco Lino, il gruppo “sabini” sono arrivati.dscf7882 Breve pausa prima di aggrottarsi.dscf7884 Ciao mama, son contento di essere arrivato uno!dscf7885 Sorriso speranzoso di presto ritorno dalle tenebre?!? Comunque un sorriso e’ sempre bello da vedere!dscf7887 Ultimi preparativi.dscf7888 Un sorriso lo rubo anche ad Eleonora, anche il gruppo “Claudino” e’ arrivato.dscf7889 Siamo pronti, almeno alcuni. Per alleggerire la pur allegra confusione che regna al parcheggio, decidiamo di iniziare a muoverci con chi e’ pronto. Ecco l’ingresso del tunnel, ex-ristorante che ci portera’ alla grotta.dscf7892 Si entra alla spicciolata. Arriva anche il canotto.dscf7895 Accompagno il primo gruppetto all’ingresso al laghetto.dscf7898 Poi lascio tutti la con la raccomandazione che facciano i bravi. Torno indietro all’inizio del tunnel a finire la mia vestizione e ad accogliere chi arriva. dscf7899 Quando ho finito sono gia’ passati tutti. Le operazioni di sbarco con passaggio del laghetto iniziale sono in pieno svolgimento. Claudia staziona in mezzo all’acqua a dirigere il traffico.dscf7901 Il protagonista del momento, il canotto.dscf7904 Chi e’ gia’ passato attende pazientemente i colleghi.dscf7905 Dopo il laghetto abbiamo il primo passaggio un poco acrobatico. Lo passano tutti senza troppi problemi.dscf7908 Foto nebbiosa.dscf7911 Olga, anche lei nebbiosa, ma sorridente.dscf7912 Prendo e metto da parte sorrisi, non fanno mai male.dscf7914 Ancora uno, grazie!dscf7916 I minuti successivi sono dedicati al meandro tra i 2 laghi. Non volendosi bagnare e’ da fare tutto in arrampicata. I passaggi sono impegnativi per i nostri amici alle prime esperienze, pero’ devo dire che se la cavano egregiamente.dscf7921 dscf7924 dscf7925 Un attimo di pausa per riprendere fiato.dscf7926 Ancora un passaggio acrobatico con Claudio a dare preziose indicazioni.  dscf7929 Questa e’ seria seria!dscf7930 Ancora qualche passaggio a cui porre attenzione ma ci stiamo avvicinando al secondo laghetto.dscf7933 dscf7934 dscf7936 La fiducia negli accompagnatori e’ tanta, pero’ un poco di prudenza ed un aiutino supplementare non guastano mai!dscf7938 Claudio mentre guida con determinazione il gruppodscf7941 Si prosegue, con la muta sicuramente la progressione e’ piu’ agevole.dscf7942 Chi non si deve bagnare prosegue con le arrampicate.dscf7943 Mi apposto dopo un passaggio basso per riprendere chi transita.dscf7945 dscf7946 Piu’ avanti si forma un mucchio, siamo al secondo lago.dscf7947 Marika illuminata d’immenso.dscf7951 Vi lascio al defile’dscf7952 dscf7954 dscf7956 dscf7957 dscf7958 dscf7960 Giulio modello gufo che osserva la preda.dscf7961 Eccoci al lago.dscf7963 Simone si tuffa in mezzo al lago per riprendere gli intrepidi che traversano.dscf7964 Filippo si posiziona a meta’ percorso.dscf7966 Si lavora alacremente per assicurare il passaggio di tutti.dscf7973 Io invece ozio riprendendo le loro fatiche.dscf7975 dscf7978 L’altro lato del lago. dscf7999 Oramai la traversata e’ quasi completata. Mi avvicino anche io immergendomi nell’acqua gelida. Ho fatto male i miei calcoli ed ho lasciato la muta aperta…che freddo!dscf8075Adesso una breve sosta per ritemprarci delle fatiche.
dscf8076 Affacciati alla finestra…dscf8080 Ma che finestra interessante!dscf8082 C’e’ chi riposa sul serio.dscf8083 Foto di famiglia con taglio dei picchi!dscf8085 E’ quasi deciso, tra poco si torna indietro. Pero’ prima qualcuno vuole proseguire per la grotta. Alla fine andiamo tutti.dscf8087 Riprendiamo a muoverci cercando di evitare l’acqua.dscf8103Ci sono ambienti simpatici.
dscf8105Il soffitto si abbassa.dscf8111 Proseguiamo carponi.dscf8116 Sabrina si e’ messa seduta, avanzare cosi’ e’ scomodo, inoltre da piu’ avanti arriva notizia che non si puo’ proseguire senza bagnarsi. Questa notizia convince tutti a tornare indietro al lago e a cominciare la traversata inversa.dscf8124E’ proprio a questo punto che la mia malnata fotocamera decide di aver finito la memoria! Il ritorno e’ costellato di meravigliose occasioni per fare delle foto bellissime…ma capita sempre cosi’, per stavolta mi dovro’ accontentare. Ripongo la smemorata e non me ne curo piu’. La traversata verso l’uscita la facciamo in allegria e scioltezza. L’ultima fatica attende i nostri eroi al lago iniziale, il canotto si e’ bucato e sgonfiato. Con il coraggio fornito dalle esperienze appena passate affrontano tutti il traverso su corda senza eccessivi problemi. Una volta nel tunnel ancora pochi passi per poter gioire assieme nel rivedere il sole. Un bravoni a tutti. Alla prossima!

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Vallecorsa – 16/07/2016

Ad esplorare la Chiavica di Angelono con Luciano, Romolo, Michele, Maria, Gianni, Betta, io e Luna.

Una gita sugli Ausoni ad esplorare una nuova grotta. La mattina partiamo da Roma dopo la colazione. Maria e Gianni con la loro macchina fanno strada, Betta, io e Luna li seguiamo con la nostra. Abbiamo appuntamento con i nostri “esploratori” locali al solito bar di Vallecorsa. Al bar facciamo una rapida sosta per il caffe’ e poi ripartiamo tutti assieme. Percorriamo delle strade strette per qualche chilometro, alcune mi sembra di riconoscerle da gite passate. Arrivati ad una strada sterrata Maria e Gianni decidono di parcheggiare la’, Luciano e Romolo con la loro macchina e noi con la nostra decidiamo di affrontare lo sterrato. Su uno spiazzo erboso e parzialmente in ombra lasciamo le macchine, ora si deve procedere a piedi. Ci prepariamo ed iniziamo a salire nella calura.dscf7716 Passiamo accanto ad una casetta e proseguiamo.dscf7717 Ancora pochi metri e siamo arrivati. Iniziamo a sistemare le nostre robe. Gianni da’ una prima occhiata alla grotta. In fondo ad un pozzetto sembra esserci una sala.dscf7722 Maria si attrezza all’attesa.dscf7723 Mi preparo ed inizio a scendere sotto lo sguardo attento di Romolo e Luciano.dscf7724 Gianni si affaccia al bordo del pozzo per seguire la mia discesa. Sono entrato in una spaccatura larga meno di 2 metri che scendendo va a restringersi per poi scampanare nella sala che si vede dall’alto.dscf7726 Ancora vedo poco di quel che mi attende sotto ma si intuisce che la grotta, come tante altre nei dintorni, e’ stata usata come discarica.dscf7730 Quando arrivo a terra ne ho la conferma. Mi trovo a camminare su un consistente strato di vetri e ciarpame vario.dscf7731Dalle numerose ossa ho anche la conferma di quanto diceva Romolo, in passato vi sono stati buttati, o vi sono caduti, alcuni animali. dscf7733 L’immancabile bombola troneggia proprio in mezzo alla possibile prosecuzione. Vicino a lei trovo un vecchio casco di metallo. Lo sposto insieme ad altro materiale per crearmi un pertugio in cui passare senza scomodare la bombola. Il casco lo metto da parte per portarlo su.dscf7734Scendo nel varco che mi sono procurato e mi ritrovo in una nuova saletta. Anche in questa c’e’ del pattume ma molto meno. In compenso si iniziano a vedere concrezioni e si intuisce lo scorrimento dell’acqua. Come gia’ abbiamo detto piu’ volte ai nostri accompagnatori, da queste parti si stanno bevendo la loro “monnezza”. Contenti loro…Da un lato della sala, nella parte in basso c’e’ uno stretto passaggio. Sotto si vede un ambiente. La roccia che mi impedisce il passaggio sembra essere in parte concrezione, in parte sassi non coesi al resto. Forse col martello e tanto olio di gomito posso crearmi un varco.
dscf7738 Faccio un paio di foto alla saletta…dscf7741 …e poi me ne torno su portando il casco con me. Tra l’altro, visto che l’esplorazione non termina con le 2 salette viste, vale la pena aggiustare l’armo mettendo un paio di fix. Nel frattempo e’ arrivato anche Michele, il proprietario del fondo dove siamo, se ho ben capito. Lascio loro il casco e mi armo del necessario per armare. Per il momento per forzare la strettoia ho solo il martello, pero’ Michele sa dove trovare una mazzetta e promette di darcela. Nell’attesa mi arrangero’. dscf7743 Gianni mi assiste, Maria e Betta hanno fatto campo su un sasso piatto ed aspettano con pazienza.dscf7744 Scendo mettendo un fix a parete. Al restringimento metto un deviatore su naturale. Ora va decisamente meglio. Ritorno alla fessura armato di martello da armo e di tanta buona volonta’. Con una prima mezz’ora di lavoro mi ricavo uno spazio quasi transitabile. C’e’ ancora uno spuntone di roccia viva che mi impedisce il passaggio. Col martello non ce la posso fare. Torno a portata di voce di Gianni, alla prima sala. Mentre lavoravo alla strettoia, lui e’ sceso alle macchine con Michele. Ha recuperato sia la mazzetta che una corda per scendere il pozzetto che segue la strettoia. Mi passa il tutto. Con la mia nuova attrezzatura me ne riscendo alla strettoia. La mazzetta da 1Kg si fa sentire sullo spuntone di roccia ed in pochi minuti ne ho ragione. Sistemo la corda su un armo naturale e mi infilo trepidante. Non posso dire di passarci comodo, ma ci passo. Scendo un paio di metri e mi ritrovo nel mezzo di un meandrino con possibili prosecuzioni sia a destra che a sinistra…situazione decisamente golosa! Alla mia sinistra, in fondo sembra esserci un ambiente, sembra promettente e da bravo goloso me lo lascio per ultimo.dscf7746 Dall’altra parte, alla mia destra addirittura, dopo circa 3 metri il meandro si biforca.dscf7748 Questo e’ il passaggio dove mi sono or ora calato. A vederlo ora non sembra cosi’ largo ma sono fiducioso.dscf7749 Vado prima a destra. Quando il meandro si biforca, continuo ancora sulla destra. Ancora pochi metri ed il meandro sembra chiudere. Ritorno alla biforcazione e vado a sinistra. Il soffitto si abbassa, ci sara’ da strisciare un poco nel fango, pero’ dopo si intravede una nuova sala. dscf7755 Di lato alcune fette di prosciutto a ricordarmi i panini che ho lasciato fuori!dscf7757 Per terra un altro teschio di qualche animale cornuto, questo deve essere qui da tempo immemore, si e’ saldato al pavimento.dscf7762 Affronto impavido la strusciata nel fango e mi ritrovo nella saletta che avevo intravisto. Mi giro un poco intorno, sembrano esserci degli arrivi, probabilmente ci saranno altri ingressi intasati all’esterno. Sarebbero da vedere con attenzione ma rimando la cosa a successive esplorazioni, se e quando ci saranno.dscf7766Terminata la sommaria esplorazione della saletta me ne ritorno sui miei passi e mi dirigo al lato sinistro che avevo lasciato per ultimo. Percorro qualche metro e…trovo una bella sorpresa, un pozzo! Ritorno a recuperare la corda con cui sono sceso e me la porto fino al pozzo. Ho lasciato trapano e fix nella saletta superiore, non vorrei dover salire quindi mi ingegno nel cercare una soluzione. C’e’ un armo naturale che sembra fare al caso mio. Sistemo la corda che pero’ tocca sulla parete dopo qualche metro. Mi guardo di nuovo intorno, un bell’appiglio di roccia dalla parte opposta fa proprio al caso mio. Svolgo il cordino di kevlar che ho sempre con me per il “nonsisamai”, sacrifico uno dei moschettoni della mia trilonge ed ecco un ottimo deviatore che risolve brillantemente il caso. Faccio una foto verso il basso, sotto sembra esserci acqua. Scendiamo a vedere di cosa si tratta.
dscf7774 Eccomi alla base del pozzo, la corda arriva a malapena, un metro di piu’ e avrei dovuto desistere. Arrivo su un provvidenziale terrazzino. Ancora una metrata e sono arrivato.dscf7778 Una parte della base del pozzo sembra di roccia compatta ed in piano, la base e’ rozzamente circolare, il pozzo e’ tagliato diametralmente da una frattura. In alto ai 2 lati della frattura vedo possibili prosecuzioni anche se non sembrano immediatamente percorribili. Alla base invece un mini-canyon sembra essere la via preferita dall’acqua. dscf7780 Dello scorrimento di acqua lungo le pareti rimane traccia nel fango messo come stucco a livellare la roccia.dscf7781 Ci sono inoltre le immancabili tracce della “monnezza”.dscf7785 E ancora alcune ossa di animale.dscf7787 Nel mini-canyon si intravede una pozzetta d’acqua. Mi limito ad osservare quel che mi circonda senza approfondire. E’ tanto che non do notizie, sopra inizieranno a preoccuparsi. Prima di iniziare la risalita mi attrezzo per fare il rilievo col redivivo distox di Gianni (lo ha appena recuperato da una grotta dove lo aveva perso tempo fa).dscf7790 Salendo provo a fotografare le possibili prosecuzioni in alto ma non sono molto abile in questo, il risultato non e’ dei migliori.dscf7792 Arrivato al mio armo di fortuna, smonto tutto recuperando il materiale. Nel meandro recupero la corda dal pozzo e la ammasso sotto il saltino. Vediamo ora quanto sara’ faticoso il passaggio in salita…Nemmeno troppo, devo dire in pochi minuti e qualche sbuffo me la cavo. Mi sembra decisamente buono. Da sopra recupero di nuovo la corda e sciolgo anche qua i nodi. Rifaccio la corda, recupero il trapano, il resto del materiale, prendo i punti per il rilievo e sono pronto.dscf7802 Ancora una foto alla saletta.dscf7804 La breve risalita che porta alla prima sala.dscf7806 Un altro animaletto.dscf7809 Il buco disostruito con olio di gomito.dscf7811 Mentre passo accanto alla bombola noto un minuscolo angolo. Mi piace, perdo qualche minuto a farvi foto.dscf7816 Questa con la luce da dietro.dscf7823 La bombola ed io ci facciamo ognuno gli affari propri ignorandoci a vicenda. Non la saluto nemmeno lasciandola al suo riposo ipogeo.dscf7827 Appena arrivato alla sala iniziale lancio un urlo per tranquillizzare i miei amici. Gianni subito mi risponde, in effetti iniziavano a stare un poco in ansia. Risalgo il pozzetto iniziale disarmando tutto. Quando esco trovo Betta imbufalita per la lunga attesa, per fortuna le dura poco.dscf7828 Luna e’ quasi disperata. Anche lei, con uno sguardo contrariato, sembra volermi rimproverare per la lunga assenza.dscf7830 Gianni e Luciano si lasciano fotografare vicino alla nuova grotta.dscf7832 Smontato tutto e recuperato negli zaini il materiale ce ne torniamo alle macchine.dscf7836 Decidiamo di restare a cena da queste parti, pero’ e’ troppo presto. Decidiamo di prenderci un poco di relax al parco del “laghetto” sotto Vallecorsa. dscf7838 Ecco il “laghetto”, Gianni dice che potrebbe essere un sink hole tappato nei tempi andati per ricavarne un deposito d’acqua.dscf7839 Panorama di Vallecorsa.dscf7840 Noi ci stendiamo sul prato a riposare mentre Luna vigila sul nostro riposo.dscf7846Verso le 7 di sera ci muoviamo verso il ristorante, la fame si fa sentire. Siamo i primi ad arrivare. Dobbiamo attendere ancora qualche minuto prima che aprano le cucine. Nel frattempo plachiamo la fame con pane ed olive. dscf7853La cena conclude degnamente questa bella giornata di esplorazione. Magari e’ stata proprio bella solo per me che sono entrato in grotta, pero’ cosi’ e’ andata, per stavolta. Alla prossima.

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Entrampo – 01/07/2016

Una vacanza carnica con Maria, Gianni, Betta, io e Luna.

A tutta prima ci si potrebbe chiedere cosa abbia a che fare questa vacanza con la speleologia! Pero’ se ci si pensa bene, magari non e’ poi cosi’ fuori tema. Dopo tutto Maria, Gianni ed io siamo speleologi. Avevamo anche portato l’attrezzatura per onorare un invito del gruppo speleo di Tolmezzo che purtroppo non si e’ concretizzato. Comunque a parte tutte queste considerazioni, a me faceva piacere parteciparvi questa bella vacanza e quindi mi prendo la liberta’ di farlo!

23 Giugno – Il viaggio di andata

La prima tappa la facciamo a Ravenna, all’Hotel Classensis, proprio accanto alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe.dscf3581Pur beato nella mia ignoranza abissale ho avuto la fortuna di prenotare un albergo carino e perfino adiacente ad una basilica famosa.dscf3584 Una volta sistemati nelle camere, nonostante il caldo torrido, ci avviamo per fare una visita alla suddetta basilica, dscf3588 Luna va libera in esplorazione vicino ad una statua a grandezza naturale di un bufalo.dscf3593 Ecco la basilica.dscf3594 Paghiamo il biglietto ed entriamo. Vi lascio alle foto dell’interno.dscf3597 dscf3599 dscf3602 dscf3603 dscf3605 dscf3607 dscf3608 dscf3612La visita e’ completa ma necessariamente breve perche’ Luna non e’ potuta entrare e ci guarda da lontano con gli occhi tristi da “alto tradimento”. Si e’ meritata un’altra passeggiata in liberta’. La riporto dal bufalo.dscf3617 Un’ultima foto alla basilica poi rientriamo a raggiungere i nostri. La parte dei turisti l’abbiamo fatta. Ravenna by night la visiteremo la prossima volta. Andiamo in camera a riposare e poi ci godiamo una tranquilla cena al ristorante dell’albergo. Una bella dormita completa degnamente la giornata.dscf3620

24 Giugno – L’arrivo ad Entrampo

La mattina dopo una soddisfacente colazione, paghiamo l’albergo e partiamo. C’e’ un fitto scambio di opinioni tra Gianni ed il navigatore sulla strada da preferire. Gianni e’ per tirare dritti verso Chioggia, il navigatore e’ decisamente per il ritorno verso Bologna. Alla fine vince il navigatore, per l’altra strada sembra ci sia troppo traffico.dscf3623 Tra i due mi intrometto anche io per dire la mia. A Venezia prenderemo verso Belluno invece che per Udine, la preferisco perche’ si vedono prima le montagne ed il solo pensiero gia’ mi rallegra.dscf3625 Strada facendo passiamo per Calalzo. Quando ero bimbo era la stazione piu’ vicina al nostro paesello dove poter spedire la macchina via treno. Sono li’ a raccontare proprio questo a Betta quando mi viene una idea…E’ quasi ora di pranzo, a Calalzo c’e’ un bel lago, perche’ non fermarsi qua a mangiare? Telefoniamo a Gianni il quale dopo un breve concerto con Maria ci comunica la loro adesione alla proposta. Scendiamo verso il lago dove troviamo un bel ristorante dove, appunto, avremo ristoro. dscf3627 Eccoci prendere posto sulla veranda in riva al lago.dscf3628 Mentre attendiamo per ordinare mi affaccio a fare alcune foto allo splendido panorama.dscf3629 Il laghetto di pesca sportiva.dscf3632 Maria e Betta, pronte al pasto.dscf3635 Ma ancora una foto al lago ci vuole proprio.dscf3636 Siamo pronti a tutto, arriva  il cameriere a prendere l’ordinazione, lo costringiamo a farci una foto di gruppo.dscf3639 Dopo il lauto pasto, riprendiamo il viaggio. Una breve sosta al bancomat per rifornirci in vista dei prossimi giorni goderecci.dscf3654 Eccoci a Sappada, si inizia a sentire odore di casa (quando parlo della Carnia come di “casa”, la mia dolce, romana de Roma, mammina si altera indicibilmente!)dscf3656 Passiamo Sappada, entriamo finalmente in Friuli. Ancora Forni Avoltri e Rigolato e siamo in vista di Tualis. In alto sulla sinistra ne vedo il profilo delle case col campanile. Ora sono veramente emozionato e mi sfogo investendo Betta con decine di aneddoti legati a questi luoghi cari. Temo di averglieli gia’ raccontati altre volte ma sono cosi’ tanti i ricordi che qualcuno devo proprio esternalo o rischio di esplodere di gioia e nostalgia.  dscf3663 Proseguiamo lungo la strada fino alla “variante” che costeggia Comeglians per poi traversare il ponte sul Degano che porta il Val Pesarina. Subito dopo il ponte giriamo per Entrampo. Pochi metri e siamo arrivati alla casa avita di Gianni. Ne prendiamo possesso dando subito il via ai preparativi per sistemarci.dscf3665 Non posso esimermi dal fotografare i dintorni, ora e’ coperto dalla stalla, pero’ in quella direzione c’e’ Tualis.dscf3666 Mi sposto in strada ed attivo lo zoom, ecco Tualis!dscf3668Per fortuna i preparativi per scaricare i bagagli e sistemarci nella stanza mi distraggono e mi quietano alquanto. Quando finiamo si e’ fatta ora di cena. Non abbiamo fatto la spesa e ad ogni modo non abbiamo voglia di cucinare. D’altro canto dopo una giornata passata in macchina non abbiamo voglia di allontanarci troppo da casa. La scelta cade inevitabilmente sulla, oramai storica, pizzeria di Comeglians “In Tomasin”. Dopo una pizza veloce ci ritiriamo per un meritato riposo.dscf3672

25 giugno – il primo giorno di vacanza

Oggi saremo di spesa. Per prima cosa ci approvvigioniamo di farina di polenta. Andiamo al mulino vicino al quale Gianni passava molto quando era un tenero frugoletto.

dscf3674 Mentre Gianni prende la farina… dscf3676 …io mi aggiro curiosando affascinato tra i macchinari…dscf3675 …Betta e Maria si godono il piacevole fresco che c’e’ qui dentro. dscf3677 La campanella che avvertiva la fine di quel che si stava macinandodscf3679 L’altra campanella.dscf3680 Una bella lampada a petrolio.dscf3681 La macina.dscf3682 Finite le spese andiamo a fare un giro per Comeglians. Un festone ci avvisa di una mostra fotografica. Per oggi non facciamo a tempo ma decidiamo che ci andremo nei prossimi giorni. La giornata si chiude cosi’, senza clamori.dscf3683

26 giugno – la vacanza prende il via

La mattina dopo, con la dovuta calma, ci spostiamo ad un bar di Ovaro per la colazione. Il cappuccino non e’ esaltante, pero’ uscendo noto una bacheca dove sono affisse dei simpatici motti che mi sbrigo a fotografare.dscf3690 dscf3691 dscf3692 Dopo la colazione facciamo il punto. Maria e Gianni vorrebbero andare a fare visita ad alcuni parenti, io vorrei andare finalmente a Tualis. Ci dividiamo rimanendo d’accordo di incontrarci di nuovo per il pranzo. Strada facendo ci fermiamo a Mieli a far visita alla mia cara zia Nives. Dopo i nostri rispettivi giri ci rivediamo alla chiesa di Tualis.dscf3703 Ecco Maria e Gianni vicino alla chiesa con lo stupendo panorama alle spalle.dscf3704 Dietro di noi si intravede il monte Crostis, una vista che riesce sempre a darmi piacere. Nel piazzale sotto abbiamo il bar e ristorante. E’ cambiato di gestione dalla nostra ultima visita, dovremo provare. Tanto per iniziare andiamo a prenderci l’aperitivo.dscf3706 Dentro trovo un adesivo, oramai datato, che ricorda la “sagra da scueta” che veniva tenuta in agosto e che per parecchi anni e’ stata protagonista durante le mie vacanze.dscf3707 Dopo l’aperitivo torniamo a casetta per il pranzo e quindi per una pennichella post-prandiale. Il pomeriggio decidiamo che e’ il momento giusto per la visita alla mostra fotografica. Detto fatto, ci rechiamo a Povolaro dove e’ allestita la mostra. Quando arriviamo a Casa Boter un simpatico signore ci guida attraverso le sale della mostra spiegandoci quel che vediamo. dscf3710Si tratta di foto della Grande guerra scattate da un fotografo piemontese e solo di recente ritrovate da un erede. Uno studio fotografico le ha prese, restaurate e ne ha fatto un libro con l’aiuto degli abitanti dei luoghi ritratti. Ora le foto del libro, insieme ad altri oggetti della I° guerra mondiale, formano l’interessante mostra. Adoro questa foto con uno scorcio di Tualis, credo sia ripreso da davanti la chiesa. Il panorama non e’ molto cambiato dai miei ricordi d’infanzia, anche se ci separano almeno 60 anni!dscf3715Al termine del giro facciamo una pausa relax nella bella sala conferenze allestita nel solaio di Casa Boter. dscf3724 Ancora qualche chiacchiera con la nostra simpatica guida prime di prendere commiato.dscf3741 L’ingresso di Casa Boter.dscf3744 Tornando alle macchine troviamo un esempio di quella che la nostra guida ci diceva essere una casa tipica. Gli ampi archi servivano a creare spazi coperti dove far asciugare un poco di tutto. Erano necessari visto che da queste parti piove decisamente parecchio.dscf3754 Sarebbe ora di tornare a casa, pero’ convinco il gruppo a fare il giro “lungo”, passeremo per Ravascletto e quindi per Tualis. Il mio tour dei ricordi continua. Eccoci quindi a Ravascletto, nella parte bassa, dove parte la cabinovia per il monte Zoncolan. dscf3757 Il mitico campo da minigolf dove ho passato tanti pomeriggi in allegria.dscf3758Una sosta al bar per rinfrescarci dopo le fatiche culturali a cui ci siamo sottoposti.dscf3765 Dopo la sosta riprendiamo la nostra strada dirigendoci verso Tualis. La strada tra Ravascletto e Tualis l’ho percorsa a piedi, in motorino ed in macchina qualche centinaio di volte, almeno. Purtroppo la strada che conoscevo e’ completamente trasformata in un cantiere per il disboscamento. In seguito Giancarlo, il mio amico d’infanzia, mi spieghera’ che siamo stati fortunati a poter passare perche’ la strada e’ dichiarata chiusa al traffico a causa dei lavori che la stanno deturpando. Faccio fatica a riconoscerla, mi consolo fermandomi a fotografare Tualis, sempre bella e sempre uguale ai miei ricordi.dscf3768 Una ultima sosta al ponte sul Rio Vaglina, il piccolo torrente vicino Tualis, anche lui teatro di tanti ricordi. Da qualche anno e’ stato deturpato da lavori per captare l’acqua pero’ e’ sempre un bel vedere.dscf3769 Siamo a Tualis, una sosta doverosa alla casa dove ho passato molte delle estati vicine alla mia maggiore eta’. Prometto a Betta ed ai miei amici che questa e’ l’ultima sosta. I poverini ne hanno piene le tasche di queste soste, per loro, senza senso.dscf3775 Ritornando alla macchina rubo un’ultima foto e poi via.dscf3777

27 luglio – Il mercato di Tolmezzo

Oggi la mattinata la dedichiamo a visitare Tolmezzo, oggi e’ giorno di mercato. Strada facendo incontriamo una farmacia dal nome simpatico e mi sbrigo a farle una foto.dscf3779 Poi ci immergiamo nel mercato girovagando a casaccio.dscf3781 Maria e Betta ben presto trovano qualcosa da comprare.dscf3787 La nostra gita tolmezzina termina prima di pranzo anche perche’ inizia a minacciare pioggia. Nel pomeriggio, per smaltire un lauto pasto, ci concediamo una passeggiata fino a Comeglians passando per il campo sportivo.dscf3792 La strada costeggia il Degano ed e’ assai bella per una tranquilla passeggiata.dscf3793 La chiesa di San Giorgio.dscf3794 Ancora una vista del Degano nel punto dove si crea un isolotto.dscf3796 Il campo sportivo. Tanto tempo fa ci si giocava la partita scapoli-ammogliati di Tualis e Noiaretto. Una sfida epica!dscf3798 I murales del campo sportivo.dscf3800 Bellezze montane!dscf3802 Siamo quasi al ponte. Oramai Comeglians e’ a pochi passi.dscf3804 Ecco il ponte.dscf3805Attraversiamo la variante, una rapida salita e siamo sulla via principale della metropoli.
dscf3814 Ci siamo meritati un rinfresco quindi prendiamo possesso di un tavolino al bar e procediamo di conseguenza.dscf3820 Dopo essere tornati indietro e’ decisamente il momento di un po’ di relax.dscf3827

28 luglio – Visita al bioTopo

Oggi escursioniamo! Di buon mattino, verso le 10, ci muoviamo verso Ampezzo e raggiungere CimaCorso dove c’e’ una tranquillissima passeggiata attrezzata. Dopo qualche chilometro di strada, arriviamo all’ampio parcheggio. Per il momento ci siamo solo noi. Scegliamo un posto all’ombra e ci prepariamo.

 

dscf3834 Passato il ponticello andiamo al bar per un caffe’ e qualche informazione.dscf3838 Eccoci alla partenza della passeggiata. Il fatto che si chiami “biotopo” suscita non poche battute e giochi di parole.dscf3839 Per fortuna ci addentriamo tra gli alberi, il sole picchia spietato.dscf3842 Il panorama e’ niente male, molto rilassante.dscf3846 Arriviamo ad una pedana, affaccia su quello che dovrebbe essere un laghetto.dscf3858 Per il momento e’ una distesa di canne fitta fitta. Maria ci racconta che la conca del laghetto e’ formata da vari strati di torba, ognuno di eta’ e caratteristiche differenti. Incameriamo l’informazione senza commenti.dscf3859 Proseguiamo. In alto vediamo dei buchi che fanno pensare ad una grotta. Salgo a buttare un occhio. Nulla di rilevante.dscf3864Scendo a ricongiungermi con i miei amici. Ora si vede anche un poco d’acqua, Luna cerca di addentrarsi per assaggiarla ma il terreno e’ cedevole e dopo qualche timido tentativo desiste. dscf3868 Siamo alla fine della prima parte della passeggiata. Ci siamo meritati un momento di riposo.dscf3873 Maria e Gianni si accomodano su una panchina, noi sull’altra. Luna mi guarda speranzosa, in effetti andrei a fare un altro giro prima di tornare. Appena Luna intuisce le mie intenzioni parte come un missile.dscf3876 Girando a casaccio per il bosco trovo anche dei funghi, sono piccini, quasi secchi e rovinati, pero’ credo siano commestibili. Ad ogni modo li lascio dove sono dopo averli immortalati.dscf3880 Torniamo alla base. Il gruppo e’ pronto a ripartire. Betta mugugna un po’ perche’ ora c’e’ la parte in salita. Fortuna e’ sempre al fresco, tra gli alberi.dscf3884 A fine salita c’e’ un tratto in pieno sole. Si sfiata dal caldo.dscf3889Ci sbrighiamo a tornare agli alberi che ci regalano un minimo di frescura.
dscf3913 Ancora pochi passi al sole e siamo alle macchine.dscf3930 Dopo esserci cambiati ci dedichiamo alla distruzione dei panini che ci siamo portati.dscf3932 Dopo il lauto pasto riprendiamo le macchine per tornare. Strada facendo Gianni propone di fare una deviazione a Trava. Sono passato davanti a quel bivio veramente tante volte senza mai girare per Trava. Aderisco subito alla sua proposta. Saliamo. Trava e’ un paesino minuscolo. Una attrattiva e’ costituita dalle sue fontane…e noi andiamo a visitarle. dscf3934 Eccole, come dice il cartello informativo, la piu’ grande serviva per abbeverare gli animali, la piu’ piccola per gli umani. Si vede che a Trava avevano animali molto rispettosi!dscf3938 Dopo la visita a Trava, decidiamo di tralasciare Avaglio e quindi torniamo indietro verso casa.dscf3941 Abbiamo un motivo valido per tornare presto a casa, alle 15.00 in punto dobbiamo essere all’isola ecologica sotto Entrampo per una missione speciale. Uno dei cerchi della antica cucina a legna, o spolerto, e’ rotto da tempo immemore. Andiamo oggi all’isola a cercarne degli altri. Detto fatto, o meglio, veni, vidi, vici! In meno di un’ora siamo di ritorno con un intero stock di cerchi di metallo. Proviamo tutte le combinazioni ed alla fine riusciamo a trovare il degno sostituto del cerchio rotto. Un bella soddisfazione!dscf3942 Il meritato riposo prima di cena. Stasera saremo a cena al ristorante col laghetto vicino Villa Santina. L’ho conosciuto 2 anni fa grazie a Gianni e desidero fortemente tornarci.dscf3944Eccoci arrivati al ristorante.
dscf3946 Gianni, senza troppo clamore, propone un aperitivo.dscf3948 Dobbiamo aspettare l’arrivo di due amici di Gemona che sono un poco in ritardo, andiamo a fare un giro al laghetto.dscf3953 Non riesco a trattenermi dal fotografare a raffica le anatre, o quel che sono, che nuotano placidamente seguendo la nostra camminata nel caso avessimo qualche gustoso bocconcino per loro. dscf3960 dscf3964 dscf3965 dscf3971 dscf3973 Dopo la passeggiata accettiamo di buon grado di ristorarci con l’aperitivo proposto da Gianni. Stiamo pensando al secondo aperitivo quando arrivano i nostri amici quindi diamo il via alle “danze”. La fame e’ troppa per pensare alle foto, quindi non potro’ allietare i vostri occhi con le meraviglie che gustiamo stasera.dscf3974

29 giugno – visita a Tualis

Oggi giornata di tranquillo riposo, la mattina ce ne andiamo al supermercato a fare la spesa. Sul piazzale mi trovo davanti Giancarlo, il mio caro amico d’infanzia e compare, insieme a Sandrino, di tante tante avventure estive. dscf3977 Dopo la spesa, Maria e Gianni vanno in giro per delle visite ai parenti e noi saliamo di nuovo a Tualis. Siamo invitati a pranzo da Grazia e Giorgio. Con loro ci conosciamo da sempre. Bianca, sua sorella (un bacio ed un abbraccio a lei!), e’ stata la mia baby sitter. Stavolta sono a casa anche i loro “figlioli”. Ogni volta che li rivedo e’ uno choc perche’ ho un vivido ricordo di bimbi simpatici e vivaci, ora mi trovo davanti 2 ragazzi con la stessa identica faccia che avevano da bimbi ma piu’ alti di me, nemmeno di poco, e con due spalle cosi’. Quando arriviamo a casa loro troviamo Grazia ai fornelli, ha preparato un banchetto! Avremo polenta, spezzatino, toc di vora, frico, radicchio fresco del suo orto. Nemmeno a dirlo gusto tutto fino all’ultimo, devo fare scorta di queste delizie per tutto il resto del tempo che mi separa dal ritorno da queste parti!. Dopo il pantagruelico pasto i ragazzi mi accompagnano al piazzale del bar dove mostro loro l’utilizzo delle attrezzature speleo. Metto una corda sul muretto sotto la chiesa e faccio una salita ed una discesa sugli attrezzi. Dopotutto un poco di attivita’ speleo in questa vacanza c’e’ stata! Dopo i saluti torniamo ad Entrampo dai nostri amici ed al riposo da cotante fatiche.dscf3982

30 giugno – gita a monte Talm

Oggi si passeggia sul serio! Partiamo di buon’ora ma senza per questo negarci una sostanziosa colazione. Passiamo per Rigolato e poi ci inerpichiamo verso Ludaria e poi ancora su per un bel pezzo fino al parcheggio dove si devono lasciare le macchine.

dscf3984ci prepariamo ed iniziamo di buon passo la nostra camminata.
dscf3985 Il cartello con la mappa della zona sembra messo li’ apposta per noi, e’ la prima volta che veniamo e non siamo sicuri della strada.dscf3986 Ogni tanto incrociamo simpatici cartelli che indicano un rifugio, il “Chiampizzulon”. Gianni, che e’ il topografo/geografo del gruppo, lo conosce ma dice che e’ fuori dal nostri itinerario.dscf3990 La passeggiata prosegue su una strada bianca comodissima.dscf3991 Ancora il rifugio che ci alletta con i suoi cartelli, noi tiriamo dritti per la nostra strada.dscf3993 Ad un certo punto la strada prende ad andare in discesa. Ci viene qualche dubbio, pero’ la seguiamo con fiducia.dscf3994 La strada dopo circa un chilometro chiude inesorabilmente. Dobbiamo tornare  indietro fino al bivio che abbiamo bellamente ignorato perche’ andava in direzione del rifugio. Stavolta sembra che ci siamo.dscf4008 Incontriamo una guardia forestale che sistema i sentieri. Per sicurezza chiediamo conferma a lui della strada da seguire.  dscf4009Dopo essere stati confortati, proseguiamo.dscf4010 Finalmente raggiungiamo il bivio per sella Talm. Abbandoniamo la strada e giriamo a sinistra per uno stretto sentiero, ancora alquanto comodo. Alla prima casetta che incontriamo sentiamo venir meno il nostro fervore mentre il senso di fame cresce a dismisura. E’ deciso, faremo qua la pausa pranzo rimandando a dopo la decisione sulla direzione da prendere, se verso la vetta o verso casa.dscf4012 Prepariamo i panini col salame comprato alla latteria sopra Entrampo. Una delizia!dscf4013 Dopo il pasto una pausa relax al sole.dscf4018 Il bel paesaggio di cui si gode da qua aiuta parecchio.dscf4021 Gianni sarebbe pronto a ripartire verso la vetta…dscf4022 …pero’ il consiglio di passeggiata decide che e’ meglio riprendere la strada del ritorno, e cosi’ facciamo.dscf4027 In discesa si viaggia che e’ un piacere.dscf4028 In breve siamo in vista delle macchine. Abbiamo fatto la scelta giusta, sembra intenzionato a piovere da queste parti.dscf7321 Ripassando per Rigolato facciamo tappa al bar. Non perdo l’occasione di raccontare per la centesima volta di come la pizzeria “al cacciatore” sia stata la prima pizzeria ad aprire nei dintorni di Tualis e che conservo ottimi ricordi delle serate passate qua da ragazzo.dscf7324Arrivati a casa ci dedichiamo a rinfrescarci e ad un riposino, dopo ci prepariamo per la cena e ci spostiamo a Tualis per provare la nuova gestione del ristorante. A rendere speciale la serata sara’ la presenza con noi del mio amico Giancarlo.dscf7325 Non riesco proprio a trattenermi e lo sottopongo, suo malgrado, ad una raffica di foto che non risparmia nessuno della tavolata.dscf7329 Continuo ad imperversare anche dopo cena pero’ poi mi calmo, e’ ora di ritirarsi. dscf7330

1 luglio – Peralba e sorgenti del Piave

Anche oggi ci trattiamo di lusso. Gianni ponza per un poco e poi propone una visita alle sorgenti del Piave. Maria, alla guida, si avvia seguendo le indicazioni del suo consorte e noi, Betta, io e Luna, lo seguiamo con la nostra macchina. Si passa per Sappada e poi si seguono le indicazioni e ci si infila in una strada asfaltata ma stretta stretta. Dopo tante, ma tante curve ed altrettanta strada, finalmente intravediamo il Peralba. Siamo quasi arrivati, meno male, iniziavo a perdere le speranze. dscf7333 Ci prepariamo…dscf7335 …e partiamo.dscf7336Passando mi scateno con le foto a questo panorama fantastico.
dscf7338 dscf7339 dscf7340Attacchiamo un sentiero in mezzo al bosco che dovrebbe portarci al rifugio Calvi. Vi lascio soli con le foto perche’ sono senza parole!dscf7345 dscf7346 dscf7350 dscf7351 dscf7358 dscf7360 dscf7362 dscf7364 dscf7366 dscf7384 dscf7388 dscf7389 dscf7391 dscf7393 Scarpina e sali, sali e scarpina, alla fine arriviamo al bivio dove il nostro sentiero intercetta la carrabile per il rifugio.dscf7396 Anche qua mi perdo dietro al panorama.dscf7397 dscf7398 Gianni modello capitani coraggiosi guarda impavido l’orizzonte mentre Maria ci raggiunge mantenendo il suo passo lento ma inesorabile.dscf7402 Luna propone di scendere ma noi siamo di parere contrario.dscf7403 Una stele di pietra indica il nostro sentierodscf7404 Luna ed io ne approfittiamo subito per una foto ricordo. dscf7407 Si riparte!dscf7412 Continuo ad immortalare il panorama…dscf7414 …mentre Gianni cerca, invano, di insegnarmi i nomi delle montagne che ci circondano.dscf7418 Mentre ci avviciniamo alle rocce avvertiamo dei fischi insistenti e sempre piu’ allarmati. Sono le marmotte, probabilmente hanno avvertito l’odore di Luna e sono, giustamente, preoccupate.dscf7433 Raggiungiamo una nuova stele, questa indica che siamo sulla strada per il rifugio Calvi.dscf7437 Aspetto l’arrivo dei miei amici…dscf7438 …perche’ possano scattarci una nuova foto con la nuova stele. dscf7442 Sbrigate le formalita’ volgiamo lo sguardo alla nostra meta. Il rifugio e’ lassu’, piccolo piccolo.dscf7444 Maria e Gianni decidono di salire per la strada carrabile, almeno per un primo tratto, poi decideranno il da farsi. Io e Luna ci avventuriamo per il sentiero.dscf7447 Luna con il suo 4×4 si inerpica con facilita’, io vado piu’ lento cercando di contenere il fiatone entro limiti ragionevoli.dscf7451 Sul sentiero incontriamo anche altre persone che si godono la bella passeggiata.dscf7455 Il rifugio inizia a farsi piu’ vicino, anche se di poco.dscf7462 Il panorama e’ sempre mozzafiato.dscf7464 Manca poco!dscf7472 Ora e’ il punto di partenza a sembrare lontanissimo.dscf7475 Una panchina tentatrice. Arrivati a questo punto un riposino ci starebbe bene, ma non mi lascio corrompere.dscf7477 Ci siamo quasi, ancora un piccolo sforzo. dscf7482 Eccoci!dscf7484 Subito subito convinco uno dei ragazzi che gironzolano davanti al rifugio a scattarmi una foto ricordo.dscf7489 Giusto il tempo di riprendere fiato e poi iniziamo la discesa dobbiamo raggiungere MAria e Gianni.dscf7494 Sarei tentato di scendere per la carrabile ma impiegherei troppo.dscf7496 Mi consulto con Luna, lei non ha dubbi e si catapulta giu’ dritto per dritto, io la seguo come meglio posso.dscf7497 Ancora ce ne vuole.dscf7504 Luna mi aspetta sopportando stoicamente la mia snervante lentezza. Inganna il tempo con la miriade di buoni odori sparsi nei dintorni.dscf7505 Eccoci di nuovo a valle, da lontano scorgo Maria che ci viene incontro.dscf7511 Le vado incontro.dscf7514 Ci fermiamo vicino ad un cumulo di massi. All’interno si sente scorrere l’acqua, e rumori meccanici. Probabilmente dentro al cumulo c’e’ una pompa che serve il rifugio.dscf7517 Luna e’ accaldata, si sdraia con aria soddisfatta dentro il rigagnolo d’acqua che fuoriesce dal cumulo.dscf7524 Dopo il rinfresco di Luna riprendiamo il cammino per raggiungere Gianni. Ci aspetta alla panchina vicina alla stele del rifugio Calvi.dscf7530 Un veloce sorso d’acqua e partiamo. Al bivio riprendiamo il sentiero dell’andata.dscf7549 Eccoci ritornati alla base, alle sorgenti del Piave! dscf7551 dscf7557 Anche qua una foto ricordo perche’ negarsela?!?dscf7560 Arriva anche Maria.dscf7562 Bella no?!?dscf7564 Dopo la pausa dedicata alla storia, ci dedichiamo al pranzo.dscf7572 Eccoci tutti qua, stanchi ma soddisfatti. dscf7573 Foto strana con bicchiere!dscf7577 A fine pasto decidiamo di prendere la via del ritorno. Fuori la bandiera ci ricorda dove siamo, nel ben o nel male.dscf7580 Via alla macchina, ora si torna a casa.dscf7582 Mentre scendiamo vedo uno splendido mulino, blocco la macchina e scendo a fotografae.dscf7586 Incredibile! Dopo Rigolato troviamo un ingorgo e dobbiamo fare fermi alcuni minuti. dscf7588 Visto che siamo quasi fermi ne approfitto per salutare Tualis con una foto. Ciao cara Tualis!dscf7591

2 luglio – ultimi scampoli di vacanza.

Oggi la fotocamera riposa, dedichiamo la giornata a sistemare casa. La rimetto in funzione solo nel pomeriggio quando andiamo ad Ovaro a prendere l’aperitivo prima di spostarci nella Val Pesarina a cena.dscf7598 Eccoci a cena, siamo ad un agriturismo che ci e’ stato vivamente consigliato.dscf7599 In effetti mangiamo bene, non possiamo assolutamente lamentarci.dscf7600 Io, tanto per non cambiare troppo, riprendo per l’ennesima volta il frico.dscf7603 Per ultimo un dolce tipico. Un poco secco ma buono.dscf7604 Alla cassa un altro simpatico motto!dscf7612 Le ragazze che gestiscono il locale sono simpaticissime, oltre che brave. Ci fermiamo a chiacchierare con loro. Un ultimo sorso di grappa sancisce la fine della serata. Andiamo a dormire sereni, domani saremo in viaggio.dscf7615

3 luglio – inizia il viaggio di ritorno.

Anche la Carnia ha capito che stiamo partendo e ha messo un poco il muso. Stamane si vede che non e’ di buon umore, come anche noi.dscf7619Faccio un rapido giro di foto intorno a casa prima che Betta mi richiami al dovere di terminare il carico dei bagagli. dscf7620 dscf7621 dscf7623 dscf7624 dscf7626 Eccomi, eccomi, arrivo!dscf7627 C’e’ anche da dare una mano a chiudere casa. La complicata manovra per chiudere l’acqua prende, solo lei, quasi mezz’ora.dscf7628 Oramai pero’ siamo alle battute finali. Maria si appresta a mettere in moto la macchina.dscf7630 La colazione ad Ovaro non la si puo’ proprio saltare. Oggi c’e’ anche la sagra con vari stand e negozietti.dscf7635 Ci fermiamo ad una esposizione di anticherie.dscf7638 Una foto dei Cramars, venditori girovaghi che andavano a piedi per tutti i paesi della Carnia portandosi il proprio negozio sulle spalle.dscf7639 Non poteva mancare la foto ricordo durante la colazione per la quale ingaggiamo la simpatica cameriera del bar. Dopo la colazione ci tocca proprio partire. Con Maria a Gianni facciamo la stessa strada fino a Bologna, poi ci separiamo. Lo vanno verso Foligno, noi proseguiamo per Orvieto. Stiamo andando a fare visita a Simone, operato di fresco al ginocchio.dscf7649 Eccolo il nostro simpatico convalescente!dscf7651

4 luglio – Il ritorno a casa.

Era tutta una finta, il giorno dopo e’ gia’ in piedi a lavorare…dscf7661…scherzavo! Ha sempre i punti, ma per fortuna riesce a stare in piedi senza sforzare troppo il ginocchio. D’altronde non poteva abbandonare i fan del suo caffe’!!!dscf7664 Per fortuna c’e’ Sabrina, la parte sana della famiglia che regge le sorti dell’attivita’. Brava!dscf7667Dopo i saluti ai nostri amici, riprendiamo la strada di casa, oramai manca proprio poco per rituffarci nel caos cittadino. Fine di una bella vacanza, magari poco, pochissimo speleo, ma veramente goduta fino all’ultimo minuto. Spero che le foto che vi ho mostrato possano comunicarvi un poco della serenita’ che hanno dato a noi. Alla prossima!

Pubblicato in amici, vacanza | Commenti disabilitati su Entrampo – 01/07/2016

Forra Selvagrande – 04/06/2016

Una forra in secca ma interessante in compagnia di Claudia, Veruska, Claudio, Fabio, Fabrizio, Stefano ed io.

Stavolta il buon Claudio ha selezionato per noi la forra di Selvagrande, noi abbiamo sposato con entusiasmo la sua scelta. Il viaggio di andata e’ lungo, si deve arrivare ad Amatrice, ma noi lo affrontiamo con molte soste per colazione, spuntini e caffe’ e quindi non ci pesa piu’ di tanto.dscf6634 Finalmente siamo ad Amatrice. Passando faccio in tempo a fotografare un pezzo del cinema intitolato a Garibaldi.dscf6642 La via principale di Amatrice.dscf6645 Il bivio per la nostra destinazione finale, Capricchia.dscf6647 Ci siamo quasi, si iniziano a vedere le montagne.dscf6651 Ancora un bivio, manca proprio poco.dscf6652 Eccoci arrivati!dscf6653 Salendo verso l’inizio della forra il panorama e’ stupendo. Claudio si ferma per ammirarlo e per tentare la difficile impresa di fotografare una delle farfalline che ci svolazzano intorno.dscf6661 Eccoci arrivati.dscf6667 Siamo alla localita’ detta Sacro Cuore, come ci insegna il cartello.dscf6668 Dobbiamo solo scoprire “per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare”. Un gruppo di persone si accingono a partire per una passeggiata, chiediamo a loro ma non bazzicano le forre. Ringraziamo e poi ognuno per la propria strada.dscf6669 Decidiamo di proseguire per la strada carrabile fino alla chiesa piramidale del Sacro Cuore, magari in cerca di ispirazione.dscf6672 Qua, di partenza di sentieri che possano condurre alla forra nemmeno l’ombra.dscf6673 C’e’ chi prende posizione in un punto sopraelevato per scrutare meglio nei dintorni.dscf6676 Alla fine risolve il buon Claudio chiamando al telefono uno dei suoi numerosi amici torrentisti. Il responso e che dobbiamo tornare indietro allo spiazzo e poi prendere il sentiero indicato dal cartello. Assodato questo, ci spostiamo ed iniziamo a prepararci.dscf6678 Intanto sistemiamo le corde.dscf6680 Veruska interroga gli spiriti del sentiero per avere rassicurazioni circa la forra.dscf6682 Claudia si prepara a tempo di record.dscf6684 Stefano e’ pronto a partire, lui e Claudio devono riportare una macchina al paese.dscf6687 Noi rimaniamo ad attendere il loro ritorno. Per non scioglierci dal caldo rimaniamo semi-svestiti a goderci il sole. dscf6688 Ecco il resto degli attendenti!dscf6694 La montagna ci chiama.dscf6697 Mi giro intorno cercando qualcosa da fotografare. Lassu’ in alto si vedono colate di acqua che luccicano al sole.dscf6704 Ecco, finalmente ritornano i nostri.dscf6706 Si parte!dscf6710 Nemmeno 20 metri, il tempo di entrare nel bosco al riparo dal sole, e facciamo sosta. C’e’ un bivio e con lui il dubbio di dove dirigersi.dscf6711 Mentre ci si decide per una direzione, vado a dare una occhiata a sinistra. Da questa parte il sentiero termina in uno spiazzo con un’area picnic.dscf6715 Proseguiamo per la strada maestra. Incrociamo anche altri sentieri ma rimaniamo fedeli alla strada.dscf6717 Cammina cammina arriviamo a percorrere un tratto scoperto. Fa caldo, per fortuna ho deciso di non indossare la muta per il momento.dscf6721Siamo confortati dal fatto che alla nostra sinistra, molto piu’ in basso, si vede serpeggiare la forra che percorreremo.dscf6724 Si inizia a scendere. Con il buon Fabio, esperto in materia, commentiamo le rocce che compongono la parete che costeggiamo. Flysch ed arenaria, decreta il nostro sapiente amico. Naturalmente dal flysch alla quiche il passo e’ breve e quasi scontato, quindi passiamo alcuni minuti a disquisire su torte rustiche e loro derivati.dscf6725 La discesa continua.dscf6727 Claudio avanza di buon passo. Veruska e Claudia chiudono il gruppo procedendo con piu’ calma ma comunque determinate ed inarrestabili.dscf6728 Fabio camminando continua a studiare le rocce che costeggiamo.dscf6729 Laggiu’ ecco uno degli affluenti della forra che percorreremo. L’acqua non sembra abbondantissima.dscf6731 Si continua a scendere.dscf6735 L’aria si e’ fatta poco piu’ fresca, siamo vicini alla meta?dscf6738 Una diga! Siamo arrivati.dscf6741 Una ripida discesa di un paio di metri ci porta al livello del greto.dscf6745 Finalmente siamo sul posto dove partira’ veramente la nostra gita torrentistica. Uno sguardo preoccupato alla diga che sembra malmessa e poi iniziamo a prepararci.dscf6746 Mi giro a guardare dove la forra prosegue. Oggi non ci sara’ da sperare troppo, credo che di acqua ne vedremo ben poca. Decido per ora di rimanere leggero lasciando la muta nello zaino.dscf6747 Ho poggiato lo zaino vicino ad una pozza. In acqua c’e’ un lungo filamento di pallini neri. Lo tocco per vedere cosa sia, il filamento e’ gelatinoso, le palline nere all’interno saranno uova ma, ricco della mia beata ignoranza, non riesco ad ipotizzare di quale animale siano. Un rapido consulto con i miei amici lascia immutata la situazione. Le lasciamo volentieri al loro destino riprendendo i nostri preparativi.dscf6748 Una rapida ricognizione alla diga completa l’esplorazione della zona.dscf6749 Siamo tutti pronti, Claudio parte come un missiletto alla conquista della forra.dscf6752 Faccio a tempo a partire e sono gia’ ultimo assieme a Veruska e Claudia. dscf6754Sono cosi’ tanto solo, avanti a me si sono dissolti tutti, che inizio a pensare di aver sbagliato direzione. Comunque, come immaginavo, di acqua nemmeno l’ombra.dscf6756 Ecco Veruska e Claudia in azione.dscf6760 Ma quello e’ Fabrizio, allora siamo sulla strada giusta.dscf6763 Dobbiamo ancora scaldare i muscoli ed affrontiamo con cautela i primi passaggi un poco piu’ impegnativi.dscf6764 Un ultimo tratto in piano ed arriviamo a riprendere il gruppo.dscf6767 Si sono fermati a completare la vestizione in vista del primo salto.dscf6771 Eccolo, Vi presento il primo salto. Sembra non male, a parte la mancanza d’acqua. Decido di procrastinare ulteriormente il mio incontro con la muta.dscf6772 Claudio sistema la corda e scende il primo tratto. Prima di affrontare la discesa lascia le consegne a Fabio chiedendogli di essere l’ultimo a scendere.dscf6774 Ora tocca a noi. Veruska l’ardita, e’ pronta a partire.dscf6776 Fabrizio, suo degno compagno di vita, e’ gia’ arrivato a raggiungere Claudio.dscf6777 Quasi un saluto militare ci rivolge l’intrepida per infonderci fiducia prima del cimento.dscf6779 Claudia la segue senza indugi.dscf6780 Fabio segue con occhio attento lo svolgersi di tutte le operazioni. Stefano e’ ancora piu’ severo.dscf6783 Ma anche lui si scioglie in un sorriso quando arriva il suo turno.dscf6785 Mentre scende mi accorgo che il gruppetto sotto di noi nel frattempo e’ scomparso. Avranno continuato la progressione verso il salto successivo.dscf6786 Ora tocca a me, parto sotto lo sguardo imperscrutabile di un severo ma giusto guardiano. Mi sembra doveroso immortalarlo.dscf6787Raggiungo i miei amici. Trovo un titubante Fabrizio che si accinge a montare il discensore Oka su uno scampolo di corda. Claudio ha deciso di utilizzare la sua persona per misurare la lunghezza del salto e regolare la corda.dscf6788 Claudia se la ride, Veruska e’ un filino preoccupata per il suo futuro marito.dscf6789 Mi affaccio a vedere, il salto non e’ male, c’e’ anche una pozza d’acqua da passare. Credo mi tocchera’ indossare la muta.dscf6790 Fabrizio oramai e’ completamente catturato dal volere di Claudio, sembra rassegnato a fare da cavia in questa oscura pratica.dscf6791 Inizia la discesa comodamente calato da Claudio, deve solo stare attento a non scivolare.dscf6792 Ecco Claudio mentre opera. Stefano lo assiste moralmente…non tenta nemmeno di convincerlo a mollare la corda a meta’ salto.dscf6793Mi volgo a guardare dall’altro lato. Fabio scende.dscf6794 Il tempo di voltarmi ed e’ successo tutto, Fabrizio e’ arrivato. Le sue urla di tripudio mi confermano la necessita’ di indossare almeno in parte la muta. Claudio ora scende per testare l’adeguatezza del proprio lavoro.dscf6796 Stefano si prepara a scendere mentre Fabio arriva tra noi.dscf6797 E’ il momento delle nostre intrepide amiche, Veruska per prima.dscf6799Mentre il resto del gruppo affronta la discesa io mi occupo di completare la vestizione. Alla fine opto per indossare solo il sottomuta. Visto il perdurare della mia assenza dalle scene, Fabio prende l’iniziativa e mi sorpassa con un abile ed imprevedibile colpo di mano, scendero’ per ultimo. Ho cosi’ l’occasione per fotografarlo anche dall’alto.dscf6801 Si cala rapido e lo seguo riprendendo la discesa.dscf6805Lo seguo. L’incontro con l’acqua e’ traumatico, fredda e lievemente maleodorante. Per fortuna il sottomuta fa il suo mestiere ed attenua l’impatto con l’acqua. Stefano si occupa di recuperare la corda.dscf6810 Purtroppo anche la fotocamera ha sofferto dell’impatto con l’acqua e si produce in foto nebbiose nonostante i miei vani tentativi di asciugare l’obiettivo. Riprendo cosi’ Claudia in una atmosfera quasi da sogno.dscf6813 Ecco Claudio in azione.dscf6819 Claudio mentre affronta il cambio pendenza.dscf6824 Ora si scende veramente.dscf6828 Ciao ciao…dscf6830 Veruska si prepara.dscf6835 Eccola in azione, notare il movimento sinuoso dell’anca.dscf6837 Si e’ proprio meritata tutta la sequenza.dscf6839 Quasi arrivata al tratto piu’ verticale.dscf6843 Ancora poco e scomparira’ alla vista completando la discesa.dscf6844 E’ la volta di Stefano.dscf6847 Un sorriso prima del cambio pendenza.dscf6851 Anche qua, alla base di questo salto, c’e’ una pozza d’acqua. Dai commenti che sento credo di capire che si possa evitare di entrare in acqua. Non mi dispiacerebbe. E’ il mio turno, inizio la discesa.dscf6853 Il salto visto da sotto.dscf6855 La vasca d’acqua alla base. Spostandosi lateralmente si riesce ad evitarla e arrivare all’asciutto. Ho fatto in questa maniera e pensavo di essermela cavata, per fortuna Claudio provvede a tirarmi lui un poco d’acqua altrimenti avrei rischiato di rimanere asciutto!dscf6856 Si prosegue.dscf6857 Fabrizio sosta sorridente per una foto.dscf6858 Stefano improvvisa un concerto col suo fischietto.dscf6862 Mentre il gruppo si avvia…dscf6863 …il buon Fabio inizia la sua discesa da ultimo. Anche lui si e’ meritato tutta una sequenza di foto.dscf6873 A meta’ strada.dscf6875 Sosta foto.dscf6878 Lo spostamento laterale, Fabio la sa lunga.dscf6879 L’arrivo all’asciutto. dscf6883 Recuperata la corda proseguiamo anche noi.dscf6887 Giu’ in fondo, piccini piccini, si intravedono i nostri amici.dscf6889 Siamo arrivati nella zona dell’affluente visto dalla strada mentre venivamo.dscf6893 Eccolo, di acqua appena un rivolo.dscf6896 Camminiamo di buon passo fino a raggiungere Veruska e Claudia che chiudono il gruppo in avanscoperta.dscf6897 Giustamente si fermano a sguazzare un poco nella pozza d’acqua formata dall’affluente.dscf6898Facciamo una breve sosta con loro poi ripartiamo.
dscf6901 Raggiungiamo gli altri che intanto sono arrivati al salto successivo e lo stanno attrezzando.dscf6904 Mi affaccio a buttare un occhio, e’ il salto piu’ alto finora. Dopo di lui ci sara’ l’ultimo, ancora piu’ alto, da ben 38 metri se ben ricordo.dscf6906 Claudio inizia a scendere…dscf6911…E scompare svelto oltre il ciglio del salto.dscf6913 Mentre il gruppo affronta ordinatamente il salto io mi “assento” qualche minuto per indossare la giacca della muta, sembra che alla base ci sia un’altra pozza ed inoltre inizio a sentire un poco freddo.dscf6915Fatte le mie cose, riprendo ad aggirarmi facendo foto. E’ il momento di Veruska.dscf6918 Oramai un saltino da nulla come questo non la scuote minimamente.dscf6919 Un saluto alla sua amica Claudia prima di scomparire alla vista.dscf6923 E’ il momento di Fabio, riesco a posizionarmi bene quindi lo riprendo bel un bel tratto.dscf6929 Eccolo al punto di non ritorno.dscf6931 E’ andato. dscf6935 Dopo di lui scendo io, stavolta e’ Stefano a scendere per ultimo.dscf6937 Breve sosta per una foto verso il basso. C’e’ anche il sole.dscf6939 Arrivato! Urlo la libera a Stefano che scende veloce.dscf6940 C’e’ la pausa spuntino. Fabrizio ne approfitta per insultare Stefano, ma e’ solo per amicizia.dscf6942 Claudia si rifocilla con la frutta secca. Me ne offre e ne assaggio anche io una manciata.dscf6943 Claudio e’ inarrestabile, rifatta la corda nello zaino, riparte. Noi lo seguiamo zitti zitti, buoni buoni.dscf6944 Per evitare un salto ci muoviamo lateralmente per un breve tratto, il passaggio per tornare al greto non e’ delle migliori. Claudio si mette a mo’ di barriera umana rischiando di beccarsi addosso tutti i pietroni che facciamo cadere scendendo.  dscf6949 Si prosegue.dscf6954 Una sosta per ammirare le pieghe della roccia nella parete di fronte a noi.dscf6961 Veruska e’ ammiratissima.dscf6962 Un altro passaggio delicato che facciamo senza corda.dscf6970 Una vasca da passare a nuoto. Oramai, indossata la giacca della muta, non temo l’acqua fredda.dscf6972 Veruska mi mostra un serpentello, provo a fotografarlo prima che lo rimetta in acqua ma e’ troppo agitato e questo e’ il risultato.dscf6976 Ecco finalmente l’ultimo salto!dscf6985 Claudio e’ gia’ all’opera.dscf6986 Stavolta ha preso Stefano come cavia per la regolazione della corda e lo sta calando con la consueta precisione.dscf6987 Claudia si e’ scelta un posticino comodo per immortalare l’evento.dscf6988 Veruska cerca la concentrazione prima della performance.dscf6989 Fabio si rilassa un attimo.dscf6990 Fabrizio si e’ auto-nominato primo assistente e segue Claudio nelle manovre per calare Stefano. Ogni tanto per spirito di amicizia, di collaborazione e curiosita’ scientifica suggerisce a Claudio di mollare la corda per vedere cosa succede. Claudio non si lascia convincere a rovinare una cosi’ bella manovra per  delle prove pure poco ripetibili! dscf6991 Stefano e’ arrivato, la corda e’ regolata alla perfezione. Claudio riprende il momento storico.dscf6992 Ora e’ veramente tutto pronto, scende anche lui.dscf6994 Ogni tanto si ferma a fotografare la corda per verificarne lo stato, un professionista fatto e finito!dscf6995Dopo le verifiche prosegue la discesa.dscf6996 Mi sporgo un poco di piu’ per seguirlo meglio.dscf6997 Ancora una foto per il mio amico e poi ripongo la fotocamera, la batteria inizia a dare cenni di cedimento e vorrei fare ancora qualche foto piu’ avanti.dscf6998 Scendono tutti il bel salto. Stavolta, per fare bella figura, vado io per ultimo. Con qualche contorsione su corda riesco pure ad evitare di entrare completamente in acqua, che non e’ male. dscf7001 Ora la forra prosegue asciutta e senza altri salti, rimane solo di trovare il sentiero di uscita. Chi tra noi, non io, e’ stato bravo ed ha studiato la forra dice che il sentiero parte alla nostra sinistra. Cammina cammina, questo sentiero non si vede. Alla fine ne imbocchiamo uno, sulla sinistra, che sembra promettere bene. Claudio non ne e’ convinto, ma la maggioranza decide per seguire il sentiero e lui democraticamente si adegua. Strada facendo, passiamo in una zona in via di disboscamento, il sentiero e’ ingombro di legna tagliata e pronta per essere portata via. La cosa ci rincuora, continuiamo a salire di buon passo fino ad arrivare ad un bivio. Scegliere la direzione non e’ semplice. Fabio prende in salita, verso sinistra, e va in avanscoperta. Prima di perderlo di vista decido di seguirlo, lo stesso decide Claudio appena dopo di me. L’ho quasi raggiunto quando lo sento gridare che questa e’ la direzione sbagliata, il paese di Capricchia, la nostra meta, e’ proprio dalla parte opposta. Non per sfiducia, ma per pura curiosita’ mi affretto ad andare a guardare. In effetti laggiu’ si intravedono dei tetti. Facciamocene una ragione, questa non e’ la direzione giusta. Scendiamo urlando la lieta novella ai nostri amici che, con sollievo, prendono a destra, la via in discesa. Claudio e’ contrariato, e’ sempre convinto che la via giusta era ancora un’altra che avremmo incontrato seguendo ancora il greto del torrente. Non ci passa nemmeno lontanamente per la mente l’ipotesi di tornare indietro fin la’, quindi proseguiamo incrociando le dita. Ora il paese e’ alla nostra destra, ogni tanto si intravede. Camminiamo in piano su un sentiero quasi carrabile. Tra noi ed il paese c’e’ solo un profondo strapiombo, un altro ramo della forra probabilmente. Camminiamo circa un chilometro sul nostro comodo sentiero fino a giungere dove si conclude lo strapiombo e si puo’ passarne dal lato opposto. Ora il paese e’ praticamente di fronte a noi. Non avremo fatto la via piu’ diretta ma questa ultima parte e’ sicuramente molto comoda. Ancora un quarto d’ora di cammino di buon passo e siamo finalmente in vista della nostra meta. Un cartello ci rassicura che abbiamo percorso un sentiero “ufficiale”, magari non proprio segnato a dovere ma comunque confortevole. dscf7003Una breve sosta presso il cartello, giusto il tempo di ricompattarci . Siamo all’incrocio con la strada fatta stamane per andare alla partenza della forra.dscf7004 Ecco le nostre eroine che chiudono il gruppo.dscf7005 Foto ricordo al monumento di Capricchia.dscf7006 E poi tutti a cambiarsi.dscf7010 Coi vestiti asciutti e’ gia’ meglio. Claudio e Stefano, piu’ Fabio a supporto, partono per andare a recuperare la macchina di Stefano. Noi aspettiamo quietamente approfittando della pausa per un momento di relax. Veruska stringe relazione con una simpatica abitante di Capricchia estorcendole informazioni sulla vera ricetta della amatriciana, gloria e vanto locale. Alla fine le chiede anche dove potremmo andare a mangiare qualcosa. Sono appena le 5 del pomeriggio, difficile trovare qualcosa. Alla fine ci indica un ristorante poco fuori Amatrice. dscf7013 Al ritorno dei nostri con le macchine, partiamo senza indugi, la fame preme. Al ristorante, una cocente delusione, hanno appena finito di sistemare il locale dopo il pranzo e non hanno intenzione di lavorarci ancora fino alle 8 di sera. Non possiamo farcela, salutiamo e riprendiamo la nostra strada.dscf7015 Oramai sono alla disperazione culinaria, propongo di arrivare a Taizzano per degustare le fantastiche pappardelle al sugo di lepre ma la proposta non raccoglie grandi favori. Strada facendo, come ben ricordava di aver visto all’andata Claudio, incontriamo un ristorante. La fame ci rende temerari e speranzosi. Veruska si rende nostra ambasciatrice e chiede ospitalita’ per un pasto frugale. Ottimo! Ci accordano un piatto di pasta! E tra l’altro sara’ pure amatriciana! Ci sistemiamo fuori ad aspettare dissimulando calma e compostezza.dscf7017Quando ci chiamano dicendo che e’ pronto li spaventiamo con un abbordaggio scomposto, tanto che, intimoriti, si sbrigano a chiarire che per ora e’ solo il tavolo ad essere pronto. Poco male, prendiamo posto iniziando l’attacco del pane e del vino, tanto per placare i morsi della fame. Quando arriva l’amatriciana facciamo un tifo da stadio e ci litighiamo fino all’ultimo filo di pasta. La nostra gratitudine verso questi ospitali ristoratori sara’ imperitura!

Dopo esserci sfamati riprendiamo il viaggio di ritorno che quietamente conclude la giornata. Che altro dire se non…alla prossima.

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Monte Livata – Corso Gps – 22/05/2016

Corso GPS a Monte Livata con Novella, Danilo come insegnanti e Laura, Mario, Gabriele, Claudio, Maurizio, Betta, io, Luna e Mimmi.

Dopo la quieta giornata alla palestra di roccia ed una bella dormita ospiti a casa di Mario, affrontiamo impavidi il corso di GPS. Vi lascio in compagnia delle foto. Vi parleranno piu’ di tante parole!dscf6466 dscf6468 dscf6469 dscf6470 dscf6471 dscf6472 dscf6474 dscf6475 dscf6476 dscf6477 dscf6478 dscf6480 dscf6481 dscf6482 dscf6483 dscf6484 dscf6485 dscf6488 dscf6490 dscf6492 dscf6494 dscf6496 dscf6497 dscf6498 dscf6499 dscf6501 dscf6502 dscf6503 dscf6504 dscf6505 dscf6507 dscf6508 dscf6509 dscf6511 dscf6513 dscf6514 dscf6517Come sempre, alla prossima!

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Morra Zinna – 21/05/2016

Una assolata e divertente giornata vicino Jenne alla parete di Morra Zinna per qualche esercizio su corda. Con tanti amici, tra cui Isabella, Laura, Marta, Nerone, Mario, Gabriele, Domenico, Renzo, Riccardo, Valerio, Gabriele, Betta, io, Luna e Mimmi

Saro’ breve! Vi propongo alcune immagini di una piacevole giornata a fare esercizi su corda a Morra Zinna, una palestra di roccia tra Subiaco e Jenne. Come si dice, le immagini parlano da sole, non importuniamole con le parole!

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Alla prossima!

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Acquedotto Frascati – 28/05/2016

Domenico, Gabriele, Claudio, io

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Cretarossa per i 30 anni di Nerone – 15/05/2016

In tanti per festeggiare i 30 anni di speleologia di Nerone.

Veramente una bella giornata per festeggiare degnamente i primi 30 anni di speleologia di Nerone. Betta, io e Luna partiamo presto da Roma. Alle 7.30 siamo gia’ in macchina diretti verso Monte Livata. Una rapida e frugale colazione all’autogrill poi proseguiamo. Alle 9.20 siamo al bar sul piazzale di Monte Livata ad attendere gli altri. Arrivano Maurizio e Fabrizio, andiamo al bar a fare la colazione “seria”. Nel frattempo arriva anche Gabriele. Porta notizie, Nerone, il protagonista dei festeggiamenti a sorpresa, sembra sia gia’ diretto alla grotta. Montiamo in macchina anche noi per raggiungerlo. Il tempo e’ grigio e freddo, ma sembra possa reggere senza pioggia ancora per un po’. Dopo tante curve, giriamo a destra per una sterrata, ancora pochi metri e siamo alla grotta. Un rapido saluto a tutti i presenti poi vado a cercare la fotocamera per documentare l’evento…disgrazia! L’ho dimenticata a casa! Qualche secondo di rammarico me lo concedo, poi rimedio alla meno peggio col cellulare. Tanto per cominciare scatto una foto alla grotta di Creta rossa. E’ la grotta dove Nerone, nel lontano Maggio 1986, ha iniziato la sua avventura speleologica, che dura ancor oggi.   cretarossa001 C’e’ aspettare l’arrivo di qualche ritardatario, si gironzola per ingannare il tempo. cretarossa002 Visto che ci sono inizio col presentarvi la macchina di Nerone.cretarossa003 Ecco a sinistra l’ancora ignaro festeggiato con Luca ed Elia. Se non erro il trio che ho immortalato e’ lo stesso che 30 anni fa si avventuro’ in una discesa di Creta rossa con mezzi quasi di fortuna. Mi unisco a loro, stanno ricordando i vecchi tempi e mi fa piacere ritornare a qualche anno fa insieme a loro. Ad un certo punto Nerone si volta verso di me dicendo: “Ma ti ricordi quella volta al Corchia quando ti sei perso?”. Rimango basito per qualche secondo, e’ un ricordo simpatico che racconto ogni tanto al malcapitato di turno. Questo e’ stato…Era il 1988, l’ultima uscita del corso SCR. Io sono uno degli istruttori e ad un certo punto mi trovo in testa a tutto il gruppo dei corsisti. Per come la ricordo, la parte turistica e’ di la’ da venire, siamo lungo una galleria. Cammino cercando, in alto alla mia sinistra, la corda di risalita per il Ramo dei Romani. Quella corda e’ il segnale che devo girare a destra per arrivare alla sala dove c’e’ il pozzo da 25, quindi la buca da lettere ed infine l’uscita “dal Serpente”. Com’e’, come non e’, la corda non la vedo, quindi tiro dritto portandomi appresso una decina di persone, quasi tutti allievi. Immaginate il mio sconcerto quando mi ritrovo in una sala sconosciuta con arrivi d’acqua, la partenza di un paio di risalite sconosciute ed almeno un pozzo in discesa. Subito dietro ho tanta gente che inizia a subodorare che ho perso la strada in una grotta che e’ un labirinto di oltre 60 km! Mi fermo a pensare per qualche secondo mentre sento crescere l’agitazione tutto intorno a me. Fermo un paio di soci del gruppo piu’ esperti e li lascio a controllare la situazione, che a nessuno venga in mente di allontanarsi da quel punto. Lasciate le consegne ripercorro velocemente all’indietro la strada appena fatta, sempre alla ricerca della corda per il Ramo dei Romani. Stavolta la vedo, vi posso assicurare che mai piu’ la sola vista di una corda mi ha dato tanta gioia! Ritrovata la strada per l’uscita torno a riprendere il gruppo dispersi. Li trovo tutti semi-accasciati e quasi rassegnati ad una lenta morte per inedia in un ambiente ostile. Nemmeno la notizia che ora so dove andare li riscuote molto. Riesco comunque a rimetterli tutti in moto ed in pochi minuti siamo alla base del pozzo da 25 che preclude all’uscita. Questo in sintesi quanto successo. Ora, voi direte, ma in tutto questo, cosa c’entra Nerone? Qui casca l’asino! Nerone era uno degli allievi! Io non ricordavo assolutamente questo particolare mentre per lui e’ stato un episodio memorabile, tanto che ha ancora in serbo qualche maledizione per me ancora a distanza di tanti anni! cretarossa004Ascolto ancora per un poco i loro racconti sulle prime esperienze di questi 3 scavezzacolli per tentare di a ricostruire i primi passi ipogei di Nerone. Praticamente all’epoca Luca era il capobanda, in qualche maniera aveva gia’ esperienza di speleologia. Recluta Nerone ed Elia ed altri intrepidi decide per la discesa di Creta rossa. Era, come gia’ detto, il maggio del 1986 ed i nostri eroi approntano la discesa del primo pozzo di circa 50 metri con una scaletta autocostruita, cosi’ mi dicono, con il cavo d’antenna. Si proprio quello la’ che porta il segnale televisivo, che personalmente non userei nemmeno per appenderci ad asciugare i panni! Per far uscire il giovane Nerone, racconta Luca, ci volle tanto tempo e pazienza, ma alla fine arrivo’ fuori. Nerone stesso dice che l’uscita fu come un parto, la soffertissima nascita di un nuovo speleologo. Da quel giorno nacque in lui la passione per gli ambienti ipogei e l’esplorazione che lo portarono a fare altre esperienze, a fare poi il corso allo SCR nel 1988, a fondare il gruppo Shaka Zulu di cui e’ tuttora presidente e vivendo “una vita a -20” come ama sempre dire per descrivere sinteticamente le sue esplorazioni di tanti anni. Dopo aver soddisfatto la mia curiosita’ sugli esordi di Nerone, sento che e’ ora di dare soddisfazione anche a Luna e portarla a fare una passeggiata. Vado ad avvertire Betta che legge e riposa in macchina e quindi mi addentro lungo la strada sterrata lasciando che Luna scorrazzi felice correndo su e giu’.
cretarossa005 Quando torniamo dalla passeggiata, trovo che il gruppo si e’ completato, ora si puo’ andare alla grotta. Stavolta, per non avere tentazioni, non mi sono portato attrezzatura quindi restero’ all’esterno a guardare mentre i miei amici in divisa da ipogeo architettano il modo per far scoprire a Nerone la sorpresa che c’e’ in serbo per lui.cretarossa006 La sorpresa altra non e’ che una bella targa messa all’ingresso della grotta a ricordo dei 30 anni di speleologia di Nerone. E’ stato scelto un punto riparato dalla pioggia e dall’acqua di scorrimento, proprio di fronte al punto dove si scende.cretarossa008 Provo a mostrarvela piu’ da vicino ma non mi pare si veda molto. Se avete curiosita’ di vederla bene non vi rimane altra scelta se non quella di andare a far una visita a Creta rossa.cretarossa009 Si confabula in attesa che anche l’ignaro festeggiato sia pronto.cretarossa010 Eccolo!cretarossa011 Con molta flemma si prepara la pipa da grotta e se la accende spandendo una nube tossica di mirabile fattura tutto intorno a se’.cretarossa012Dopo una bella fumata e le suadenti parole di Gabriele, Maurizio, Fabrizio, Erminio e tutto il resto del gruppo, Nerone si convince a sistemare la corda ed iniziare la discesa. Durante la discesa e’ naturale dare le spalle proprio alla parete dove e’ sita la targa. Per evitare che passi senza vederla iniziamo ad urlargli cose del tipo: “Girati, c’e’ un masso in bilico da togliere proprio dietro di te!”. Ottenuto il nostro scopo, quello di farlo girare, la scoperta della targa ne e’ stata la naturale conseguenza. Sul volto di Nerone si vede un rapido passaggio dalla sorpresa alla curiosita’ e quindi alla commozione. Il nostro trentenne ipogeo gestisce il tutto con la compostezza di un vero presidente rotto a tutte le esperienze. La discesa di Nerone e la sua scoperta della targa non ho potuto documentarla fotograficamente poiche’ ero impegnato a filmare l’evento…al momento non sono attrezzato per pubblicare i video, quindi dovrete accontentarvi di queste poche parole. Dopo la targa rimane poco tempo per la grotta poiche’ si e’ fatta ora di pranzo. La progettata salsicciata all’aria aperta, causa condizioni meteo avverse, e’ stata convertita in un allegro pasto al ristorante gestito dai genitori di Valerio. Verso l’una parto con Betta e Luna ad avvertire che siamo in arrivo e per accogliere chi, come Maria e Massimiliano, viene direttamente al ristorante. Il pranzo e’ veramente allegro con tanti brindisi, canti e battute. Tra tutti si distingue per allegria il buon Tarcisio che si esibisce in vari discorsi per accompagnare i numerosi brindisi alla salute ed ai 30 anni speleo di Nerone. Degno di nota il passaggio al ristorante di Marione con una torma di giovani, di ritorno da una lunga passeggiata nei boschi simbruinici, per un saluto corale a Nerone.  cretarossa013Finito il pranzo con ancora tanti brindisi, torta, caffe’ ed ammazza-caffe’ arriva il momento del commiato. Ancora un saluto a Nerone, quindi a tutti gli altri amici convenuti e poi prendiamo la via di casa per godere di un meritato riposo dopo cosi tanto festeggiare…Ai prossimi 30 anni, a Nerone e a tutti noi!

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Radice Quadrata – 08/05/2016

Nuova sessione di lavoro alla Radice Quadrata con Vincenzone, Cristian, Gabriele ed io.

Veramente la mattina la passo a girare per i boschi mentre i miei amici, Gabriele e Cristian sono a fare il rilievo della 4e40. Ma partiamo dalla partenza. Anche stavolta il buon Gabriele passa a prendermi. Insieme andiamo al bar “fico” di anagnina dove ci incontriamo con Cristian e facciamo una abbondante colazione. Dopo esserci adeguatamente nutriti per il viaggio, ci compattiamo tutti nella auto di Cristian e partiamo. Quasi a Carpineto mi mettono a parte della variazione di piano, dapprima batto i piedini, poi mi piego alla necessita’ di terminare il lavoro alla 4e40 per fare una sorpresa a Vincenzone, che ne e’ lo scopritore. Eccoci quindi allo spiazzo dove si sale per la grotta rilevanda.dscf6316 La grotta, come sapra’ chi si e’ sorbito la relazione della visita fatta poco tempo fa, e’ piccina, quindi 2 persone per finire il rilievo sono piu’ che sufficienti. Mi sacrifico a restare fuori ed approfitto per vagare a casaccio per il bosco.dscf6318 Si incontrano anche animaletti dalle riprovevoli abitudini, ma se piace a loro… dscf6319 Questo addirittura approfitta del posticino accogliente per un sonnellino.dscf6321 Buco bucone, nella mia beata ignoranza ignoro, appunto, di quale grotta possa trattarsi.dscf6323 Mi avvicino a curiosare.dscf6324 Si addentra, ma non sono equipaggiato per scendere, non posso sporcare la scarpine buone.dscf6326 Nel frattempo vedo un losco figuro aggirarsi vicino la macchina. Allungo l’occhio per vedere, altri non e’ che Cristian che mi chiama a gran voce perche’ io apra la macchina. Per fortuna l’aggeggio elettronico che mi ha lasciato in custodia funziona anche a distanza e posso essergli d’aiuto senza scapicollarmi giu’.dscf6328 Arriva anche Gabriele.dscf6330 Lo aspetto al varco per riprenderlo in tutta la sua belta’ ipogea.dscf6331 Eccoli di nuovo assieme, i 2 manigoldi.dscf6335 Stanno finendo di prepararsi per scendere quando ci raggiunge anche Vincenzone. E’ un poco inquieto, in effetti Cristian gli ha dato appuntamento alla radice quadrata per le 11.30 ed ora sono quasi le 14.00! Non possiamo rovinare la sorpresa rivelando quel che e’ stato fatto quindi a lui raccontiamo di essere stati in visita al catravasso verde, probabilmente il bucone che vi mostravo poc’anzi. In qualche maniera lo convinciamo a girare la macchina e scendere. Ecco l’incontro tra Vincenzone e Cristian al parcheggio per la radice quadrata.dscf6336 Iniziamo a preparare il necessaire per lo scavo che vogliamo intraprendere.dscf6337 Con tutta la roba che abbiamo la strada di avvicinamento sembra proprio tanta, ma sono i soliti 10 minuti, nulla piu’ rispetto alla volta scorsa. Eccoci all’ingresso.dscf6339 Iniziamo a disporre il campo per le operazioni.dscf6340 Foto ricordo.dscf6344 Una volta sistemato tutto, scendo. Tanto per iniziare bene scatto un paio di foto al nostro amato buco.dscf6346 Il piede ce lo lascio sia perche’ non c’e’ molto spazio dove metterlo, sia per avere un riferimento per valutare le dimensioni del buco.dscf6348 Dopo aver fatto la mia parte, cedo il posto a Cristian. Gabriele dopo le fatiche rilevatorie alla 4e40 si e’ rimesso in borghese e attende al campo insieme a Vincenzone.dscf6350 Anche Cristian alla fine si e’ stancato, eccolo che risale. dscf6354 Arrivato.dscf6358 Una posa per documentare degnamente l’uscita dalla grotta.dscf6360 Andiamo a vedere come e’ la situazione dopo tanto scavare.dscf6361 Non male mi sembra, provo a continuare ancora poco ma sono veramente sfinito. Scatto nuove foto con piede di riferimento per documentare il lavoro. Riprenderemo la prossima volta. dscf6362 Una volta fuori smontiamo svelti le nostre robe e le riportiamo faticosamente alle macchine. Vincenzone insiste per fare un aperitivo assieme su a Carpineto, noi saremmo piu’ per un rapido rientro a casa. Dopo estenuanti trattative ci accordiamo per bere qualcosa assieme ad un bar di Montelanico. Ecco i nostri prodi esploratori alle prese con bibite fresche e patate fritte.dscf6363 Finalmente eccomi qua nell’abbraccio conclusivo con Cristian a Vincenzone.dscf6369Bella giornata, piena e con qualche, moderata, soddisfazione. Come sempre, alla prossima!

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Acquedotto Frascati – 30/04/2016

A fare il rilievo di una parte di un antico acquedotto di Frascati. Con Gabriele, Riccardo, Domenico ed io.

Una attivita’ inusuale per me in questa occasione, stavolta andremo ad esplorare un antico acquedotto a Frascati. Talmente inusuale che mi sono anche scordato di portare la fotocamera! Ho rimediato un poco con il cellulare, ma veramente poco.

La mattina all’alba Gabriele passa a prendermi per andare a Frascati dove abbiamo appuntamento. Strada facendo lo obbligo a fermarsi al solito bar “fico” vicino ad Ikea sulla Anagnina. Devo minacciarlo di buttarmi giu’ dall’auto in corsa ma alla fine riesco ad ottenere un’ottima colazione. Cosi’ rinfrancati, proseguiamo fino ad arrivare alla piazza principale di Frascati.20160430_081837 Ecco la squadra al completo con Riccardo, Gabriele e Domenico. Manco solo io, pero’ ho appena realizzato di aver dimenticato a casa la fida fotocamera e devo sfogare la delusione in qualche maniera. 20160430_081842 La prima tappa la facciamo vicino ad un pozzo. Per arrivare alla base dell’acquedotto in questo punto si deve scendere circa 20 metri. Dopo aver valutato il da farsi ed i relativi pro e contro, decidiamo di iniziare da un altro ingresso.20160430_084128 Ci spostiamo con le macchine fino al secondo ingresso, che e’ molto piu’ comodo, c’e’ da scendere solo 3 gradini!20160430_090000 Ancora qualche chiacchiera propiziatoria, poi iniziamo a prepararci20160430_090022 Finalmente siamo pronti e bardati a dovere, si puo’ entrare. Prima di riporre con un sospiro il cellulare, scatto una foto appena dentro l’acquedotto. Per oggi le foto terminano qua.20160430_090221Una volta entrati mi ritrovo in un mondo vagamente familiare. E’ umido, siamo sottoterra, ci sono gallerie piu’ o meno strette, ma le similitudini con una grotta si fermano qua. Il fascino di scoprire cosa puo’ fare la forza della natura in millenni viene sostituito dalla ammirazione per quello che puo’ concepire e realizzare l’ingegno dell’uomo. La giornata passa veloce e piacevole. Dopo aver visto con calma e dovizia di particolari questa zona, ritorniamo al primo ingresso. In effetti avremmo voluto raggiungerlo da dentro, pero’ in un certo punto incontriamo l’acqua alta e dobbiamo desistere. Gabriele, l’unico del gruppo con la muta, si inoltra per un tratto ma non e’ il caso che vada avanti da solo. Ci spostiamo. Si e’ fatta ora di pranzo ma decidiamo di saltare, altrimenti non potremmo fare tutto il giro che vogliamo. Il pozzo viene scoperchiato ed armato, poi scendiamo. Anche qua e’ piacevole perdersi in queste gallerie ed il tempo passa in fretta. Quando usciamo sbuffando per la risalita dei 20 metri di pozzo, e’ oramai pomeriggio inoltrato. Il tempo di cambiarsi e siamo pronti per il ritorno. Veramente rimane il fatto che siamo quasi digiuni da stamane. Domenico ha impegni e ci abbandona comunque ma il trio che rimane e’ ben deciso per un abbondante spuntino. Al primo ristorante dove proviamo non ci assistono, licenziandoci con un “la cucina e’ chiusa a quest’ora”. Pero’ Riccardo ha l’asso nella manica e ci porta in una specie di fraschetta dove troviamo finalmente ospitalita’ e cibo. Facciamo onore a tutto quel che ci viene portato concludendo degnamente la giornata. Condiamo il tutto con tante chiacchiere che allietano ulteriormente il pasto. Alla fine un quieto ritorno a casa conclude una bella giornata, per me decisamente diversa dal solito. Alla prossima.

Pubblicato in artificiali, rilievo | Commenti disabilitati su Acquedotto Frascati – 30/04/2016