Diversamente Speleo stavolta si e’ svolto presso la grotta turistica di Falvaterra. Una bella manifestazione per una giornata allegra e indimenticabile.
La mattina arrivo insieme a Gabriele. Alla segreteria delle grotte di Falvaterra, il punto di raduno, c’e’ gia’ tanta gente. Molti sono gli amici e mi perdo subito in saluti. Tra un abbraccio, qualche chiacchiera e battuta trovo il tavolo dove ci si registra. Pago la mia quota per il pranzo e poi continuo coi saluti. Alla vetrata sono stati attaccati dei pipistrelli di carta e segnati sopra i nominativi degli accompagnatori e degli accompagnati. Io mi sono “inbucato” all’ultimo quindi sono rimasto fuori per questa volta. Fa nulla, ci sara’ comunque modo di dare una mano. L’occasione capita subito, dalla grotta richiedono qualcosa da bere. Mi carico con qualche bottiglia e mi avvio.
Arrivato all’ingresso deposito le bottiglie presso il gazebo ed inizio a guardarmi attorno. Qua per ora l’atmosfera e’ tranquilla e c’e’ anche un bel fresco.
L’organizzazione intanto procede a spron battuto, iniziano a venire giu’ i primi gruppi. Per ingannare l’attesa vado a fare una rapida ricognizione della grotta. Ci sono stato molte volte ma non l’ho mai guardata facendo attenzione alla accessibilita’, rimedio ora. La galleria d’ingresso non e’ un problema.
In fondo si svolta a destra e la galleria prosegue, leggermente piu’ stretta ma ancora comoda.
La grotta vera e propria inizia con un bel laghetto sulla destra.
Il tratto sterrato sembra a posto. L’ultimo tratto e’ una passerella metallica che non dovrebbe creare problemi.
Arriva il primo gruppo. Attendo che passino poi mi dedico a qualche foto in questo punto. La passerella apre sulla galleria principale della grotta ed offre uno spettacolo impareggiabile.
Il gruppo e’ gia’ di ritorno.
Ogni tanto fanno sosta per dare modo alla guida di descrivere alcune delle meraviglie della grotta.
Io proseguo con le foto.
Anche se oggi c’e’ veramente poca acqua lo spettacolo e’ sempre stupendo.
Quando esco la situazione si e’ trasformata ora c’e’ un bel mucchio di gente pronta ad entrare.
Ecco un altro gruppo pronto ad entrare. Ciao Stefania!
Rientro subito seguendo il nuovo gruppo.
Una bella colata.
Augusto ha dato il cambio alla guida precedente e sua volta intrattiene i visitatori descrivendo le bellezze della grotta.
Una lunga stalagmite. Se ripasserete tra qualche secolo potrete ammirare una bella colonna!
Siamo di nuovo all’uscita. Un altro gruppo e’ pronto.
Giuseppe, oggi si occupa della logistica e del trasporto dalla segreteria alla grotta e viceversa. Il tempo di un saluto, una foto e gia’ riparte.
Ecco un bel gruppetto di amici.
Vado a curiosare alla risorgenza, pochi metri sotto di noi. Anche qua l’acqua e’ poca. Sembra di essere a fine agosto e non a giugno.
Nerone in posa da meditazione.
L’atmosfera e’ calma e rilassata, i gruppi in grotta si susseguono con regolarita’. Tutto procede benone e l’ora di pranzo si avvicina.
Un’altra partenza.
Giorgio…
Si iniziano a mettere via le attrezzature speleo. E’ relax preprandiale.
Come potevo negarmi un selfie con Marika?
Il pranzo e’ pronto, ci avviamo verso la segreteria dove ci aspettano le fettuccine fatte in casa!
Cerco i miei amici di Orvieto, pranzeremo assieme.
Federica e Stefania si prendono un momento per rilassarsi e fare due parole due.
La ricerca del tavolo per il nostro nutrito gruppo non e’ cosa semplice ma alla fine riusciamo a trovare da sederci tutti assieme.
Inganno l’attesa imperversando con la fotocamera.
Arrivano le fettuccine. Prima alle signore, naturalmente.
Stefania e’ pronta a mordere per difendere il proprio piatto dalle nostre attenzioni.
Simone e’ al limite, potrebbe non resistere fino all’arrivo delle fettuccine.
Scambio di foto con Claudia!
Andrea in versione macho con maniche rivoltate a mostrare i muscoli…e per regalarsi un poco di fresco.
Marika si sistema i capelli prima di affrontare il suo piatto di fettuccine.
Nerone volge l’occhio speranzoso verso le cucine.
Non mi fare foto!
Ma dai! Solo una…
E poggiala ‘sta fotocamera, dacci respiro!
Durante il lauto pasto viene a trovarci anche il sindaco di Falvaterra.
Noi continuiamo con il lauto pasto.
Son satollo, mi alzo a fare un giro per smaltire. Quasi tutti hanno terminato il pasto e l’atmosfera e’ sempre molto tranquilla ed allegra.
Lorenzo con la sua bella…fa bene a farmi la linguaccia perche’ avevo dimenticato il suo nome…Silvia?!?
Vista panoramica del tendone che ci ospita per il pranzo.
Claudia non si capacita di aver incontrato un impassibile Marco.
Pero’ subito dopo la rapisco per un selfie.
Si mette la musica. Qualcuno balla, la cosa e’ contagiosa, ci agitiamo un po’ tutti.
Luisa, la nostra globetrotter!
Il ballo impazza.
Ecco Giuseppe con un amico, ora che tutto e’ andato bene ha uno sguardo piu’ rilassato.
Ma che vuoi?!?
Se provi a farmi ancora una foto ti disintegro!
Visto la scarsa approvazione che raccoglie la mia “arte”, me ne torno verso la festa.
Si forma un trenino, non posso esimermi. Mi unisco anche io.
Mentre mi agito seguendo il serpentone ondeggiante riesco anche a scattare qualche foto.
Altro giro!
Ritorno dai miei amici per prendere fiato. Intanto girano dei vassoi con il cocomero ma devo declinare l’offerta, se mangio ancora potrei sentirmi male.
Inizia la consegna degli attestati di partecipazione, un bel momento.
Mi sposto fuori dal tendone a prendere un poco d’aria. Sono al tavolo dei “romani” e davanti a noi c’e’ il gruppo di Teramo.
Mi avvicino al gruppo di Teramo perche’ ricordo di essere andato in grotta a Luppa con alcuni di loro. Ne approfitto anche per farmi offrire una ottima genziana. Dopo un paio di bicchierini e tante parole ritrovo anche gli amici conosciuti in grotta.
Grazie Teramo!
Mentre faccio faccio bisboccia teramana, la cerimonia della consegna degli attestati procede, seguita con attenzioni da tutti.
I ringraziamenti finali.
Un bel sorriso ci sta sempre bene!
Un meritato attestato anche ai principali organizzatori della manifestazione. Bravi!
Ancora Teramo!
Oramai la giornata volge al termine. Ultime chiacchiere su grotte e prossimi appuntamenti. E’ quasi ora di prendere la via di casa.
Ultima sosta da Nerio per prendere una maglietta con il logo della manifestazione.
Del ritorno, come al solito, eviterei di raccontarvi. Sonnecchio lasciando l’onere a Gabriele di riportarmi a casa sano e salvo. Grazie a tutti i Diversamente Speleo ed alle grotte di Falvaterra per la bella giornata. Alla prossima.
Una volta pronti partiamo alla volta della grotta. Riusciamo a costeggiare il bosco per un buon tratto ma alla fine dobbiamo uscire allo scoperto.
Iniziamo a prepararci per entrare. Gabriele, che conosce la grotta, vede il da farsi.
Nel frattempo io mi guardo attorno. Ero stato in questa enorme piana gia’ qualche anno fa ed ero anche passato accanto alla grotta, ma senza dargli troppa attenzione. Vicino all’ingresso c’e’ una dolina interessante, e’ probabile che la grotta abbia un collegamento con essa.
Gabriele richiama la nostra attenzione, si e’ accorto che manca la corda del primo pozzo. Per fortuna ne ha portata una di scorta. Inizia ad attrezzare. Risalgo verso l’ingresso per vedere se serve una mano.
Sistemata la corda all’ingresso, Gabriele scende…ma ritorna su quasi subito. Il pozzo e’ piu’ lungo di quanto ricordasse, la corda che ha portato non basta. Giuseppe ed io ci offriamo volontari per tornare alla macchina e prenderne una piu’ lunga mentre Gabriele toglie la corda corta e riprende fiato dopo le fatiche armatorie. Presa la corda in macchina e portatala all’ingresso della grotta, mi offro volontario per scendere ad armare. Stavolta, con la corda piu’ lunga sara’ questione di poco. Sistemiamo la nuova corda all’ingresso poi scendo. Il primo tratto e’ un poco stretto ma Gabriele ci ha gia’ raccontato che prima lo era molto di piu’ quindi non mi lamento. A 3 metri trovo una cengia e mi sposto di lato di un metro circa per continuare la discesa. Prima pero’ sistemo il frazionamento, devo solo fare il nodo, il resto del lavoro lo aveva gia’ fatto Gabriele. Ancora una discesa di circa 10 metri e sono alla base del pozzo.
Urlo la libera ai miei amici e poi mi giro intorno per dare uno sguardo, da un lato c’e’ una spaccatura dove probabilmente continua la grotta. Dalla parte opposta vedo una piccola sala che mi incuriosisce. Ci entro. Sembra finire la’ tranne per un arrivo alto che sembra svilupparsi in direzione della grande dolina che avevo notato all’esterno. Non trovo traccia di armi, ma potrebbe essere stata vista in arrampicata. Mi riprometto di chiedere.
Vi dico nulla, e lascio parlare le immagini.














Il ritorno e’ veloce. Pochi sbuffi e sono in vista della uscita.
Dopo il fresco della grotta ho quasi piacere nel crogiolarmi al sole mentre aspetto i miei amici.
Ecco che Giuseppe fa capolino.
Siamo tutti fuori.
Un attimo di relax anche per Giuseppe.
Mi incanto a guardare gli alberi, le fronde sembrano muoversi per volonta’ propria. Rimango incantato a guardare lo spettacolo che offrono.
Mentre io mi incanto a guardare gli alberi, Giuseppe e Gabriele, piu’ pratici, sistemano il materiale nei sacchi e mi chiamano per risalire alla macchina.



La fettuccina e’ sempre la fettuccina!
Fine di una bella giornata, iniziata bene e conclusa meglio. Alla prossima.

Ecco l’ingresso della grotta.
Nella saletta iniziale mi fermo ad attendere il mio compare, ne approfitto per una foto senza che vi compaia lui.
Faccio per scendere il pozzetto successivo non appena Maurizio fa il suo ingresso nella saletta. Mi fermo quando sento dei rumori venire dall’esterno. E’ arrivato anche Valerio. Con Maurizio decidiamo che ci fermeremo ad attenderlo nella saletta concrezionata.
Ecco Maurizio, oggi sara’ la mia vittima e protagonista quasi unico delle foto.
Fatte le foto decidiamo di spostarci poco piu’ avanti, dove e’ piu’ asciutto e si puo’ anche stare in piedi. Ci fermiamo ai bordi del pozzo. Ora affacciandosi sul pozzo si nota un traverso che le volte scorse non c’era, e’ la nuova possibile prosecuzione di cui ci parlava Valerio alcuni giorni fa.
Naturalmente ci fermiamo per i saluti e qualche chiacchiera. Valerio ci racconta con piu’ precisione del nuovo traverso e della possibile prosecuzione. Oggi pero’ non la visiteremo perche’ ha dei lavori da fare lungo il percorso verso il fondo del pozzo parallelo. Lui li chiama “log” ma in pratica deve prendere dati sull’andamento degli strati e dei frammenti di roccia che vuole usare nella sua tesi di laurea. Gli accenno ad un punto interessante che si vede affacciandosi a bordo pozzo sulla a sinistra. L’ho notato poco prima del suo arrivo. Mi conferma che non e’ ancora stato visto. Decidiamo che vale la pena darci un occhio. Maurizio recupera la corda dallo zaino e attrezziamo la partenza. Valerio parte. Una robusta stalagmite sembra fare al caso suo come armo naturale. Preparo svelto un anello di corda e lo passo a Valerio che lo sistema. Gia’ cosi’, allungandosi verso la possibile prosecuzione, riesce a sbirciare oltre…purtroppo e’ una delusione, dopo la curva c’e’ solo solida roccia. Forse in alto c’e’ un arrivo, ma non sembra interessante e nemmeno umanamente praticabile.


Arrivato Maurizio aspettiamo con pazienza la discesa di Valerio che si preannuncia lenta ed inframezzata da frequenti soste, condite da allegri smartellamenti e caduta di sassetti vari. Noi ci mettiamo comodi al riparo, sia dai sassetti che dallo stillicidio.
Eccolo finalmente arrivato. Con Maurizio passano una buona mezz’ora a leccare sassi commentandone la maggiore o minore “allapposità”. Io seguo con interesse tutto il procedimento ed alla fine vengo anche coinvolto. Valerio cerca e stacca a martellate un pezzo di calcare “buono” e me lo cede per “l’assaggio”. Mi passa poi un’altro pezzo di roccia per sentire la differenza. In effetti il secondo pezzo di roccia lascia sulla lingua una sorta di “sabbietta” che il calcare non lascia.
Dopo questa rapida quanto interessante lezione pratica su come saggiare, ed assaggiare le rocce, decidiamo di proseguire. C’e’ da passare la strettoia e questa sara’ la prima volta che Maurizio si cimenta con essa.
Il passaggio, come gli spieghiamo, non e’ cosi’ difficile come sembra a vederlo. Riprendiamo la formazione di marcia. Di nuovo vado avanti io, quindi Maurizio ed ultimo Valerio che deve continuare i suoi log. Scivolo nella prima parte verticale strettoia fino a restare in piedi. Mando poi avanti le gambe restando seduto. Mi poggio su un fianco pronto a tirarmi avanti. Ripeto il procedimento per mostrarlo meglio a Maurizio poi proseguo. Mi tiro avanti circa un metro e sono gia’ alla partenza del pozzo successivo. Maurizio mi segue senza difficolta’. Inizio a scendere il pozzo per fargli spazio. Mi fermo subito sotto per fare qualche foto. La prima e’ verso l’alto sfruttando la luce di Maurizio.
Il pozzo continua sotto di me, pero’ non arriveremo al fondo, la nostra destinazione prevede di traversare lungo la parete di sinistra fino ad arrivare ad un finestrone dove infilarsi.
Arrivo al finestrone, urlo la libera ed inizio con le foto.

Luminoso si, ma ora si esagera!
Arriva sano e salvo nella piccola sala dove lo attendo. 
Valerio inizia a rumoreggiare sopra di noi, ci mettiamo in finestra ad osservare il suo arrivo.
Le simpatiche forme che si trovano spesso sulle pareti della grotta.
Valerio, scendendo, rimane incuriosito da una spaccatura nostra dirimpettaia e decide di darci un occhio.
Ad un primo esame sembra interessante ma per vedere bene c’e’ da sistemarsi meglio ed allargare un pelino. Scende da noi per recuperare il materiale necessario.
Il solerte Maurizio gli passa trapano, martello ed altri accessori.
E Valerio torna alla spaccatura per finire il lavoro.
Sul piu’ bello il cordino del martello si scioglie quindi deve scendere a recuperarlo. Piccoli inconvenienti.
Mentre Valerio si scalmana con la spaccatura, noi iniziamo a sentire freddo. Quando decreta che non ci sono prosecuzioni possibili da quel lato, il buon Maurizio raccoglie le sue cose ed inizia a scendere il pozzo successivo. E’ la prima volta che scende qua ed e’ curioso di vedere come prosegue la grotta.
Mi affaccio anche io per documentare la sua discesa.
Nel frattempo Valerio disarma l’attacco messo per aiutarsi nel passaggio ed inizia a raggiungermi.
Ritorno da Maurizio. E’ al frazionamento intermedio e urla la libera per il primo tratto.
Lo seguo svelto, ora come ora anche a me non dispiace riprendere un poco il movimento. Al frazionamento avverto a mia volta Valerio che puo’ impegnare la corda.
Arriva in un lampo.
In fondo al pozzo ci attende un’altra piccola strettoia. Anche questa e’ poco piu’ di una formalita’, la spieghiamo a Maurizio prima di passarla.
La passiamo tutti velocemente, e’ veramente semplice e breve. Subito dopo siamo in un tratto di grotta in cui il “soffitto” si perde nel buio. Nemmeno le nostre moderne e potentissime lampade riescono a raggiungere la fine del buio che abbiamo sopra. E’ stata fatta una risalita, la corda che penzola dall’alto lo testimonia, ma c’e’ ancora da lavorarci. Oggi pero’ non lo faremo. Siamo qua per lavorare ad una spaccatura laterale, il “faglione” la chiama Valerio. Ci mettiamo comodi, sistemiamo i materiali che ci servono ed iniziamo a lavorarci.
Durante il lavoro lascio a riposare la fotocamera, la riprendo verso la fine approfittando subito per un bel selfie di gruppo.
Il nostro lavoro ci permette di avanzare un poco ed aggirare il solito ostacolo che prima non permetteva di vedere avanti. Al momento di tornare verso casa rientro nel cunicolo per fare una foto. Devo dire che purtroppo il guardare avanti non permette facili entusiasmi ma Valerio e’ fiducioso e gia’ pensa alla prossima sessione di scavi per andare a sbirciare ancora piu’ avanti.
Riprendiamo le nostre cose, ricomponiamo gli zaini, indossiamo gli imbraghi e ripartiamo. La strettoia e’ oramai una cosa da nulla.
Valerio ha un appuntamento e deve uscire prima possibile. Lo lasciamo andare per primo ed in un lampo scompare alla nostra vista. Dopo Valerio salgo io e poi aspetto il buon Maurizio, che non si fa attendere.

Poche strusciate ed e’ gia’ a meta’ strada.
Ora deve solo trovare gli appigli per mettersi seduto e poi potra’ tirarsi su in piedi ed uscire vittorioso.
E’ fatta! Mentre riprende fiato utilizzo la sua mano come riferimento per fotografare quelli che sembrano scallops.
Dopo il meritato momento di riposo, riprendiamo la salita. La cosa bella e’ che manca solo un pozzo per essere praticamente fuori, il butto e’ che e’ il pozzo piu’ lungo! Parto di nuovo per primo e pedalando pedalando arrivo in cima.
Mentre aspetto Maurizio mi metto a sistemare la corda che abbiamo usato per il traverso infruttuoso, sistemo tutto nello zaino e poi cerco un posto comodo, e possibilmente asciutto dove aspettare. Trovo da sedermi comodo, ma sull’asciutto c’e’ molto da ridire. Mi consolo cercando di scattare qualche foto. 

Visto che non ho altro da fare imperverso su di lui con abbondanti foto.
Mi sposto dal bordo del pozzo per dare modo a Maurizio di raggiungermi.
Quando siamo insieme rivolgo le mie attenzioni alla concrezioni in attesa che Maurizio riprenda fiato.
Una traslucida attira in particolare la mia attenzione.
Maurizio e’ pronto a rimettersi in cammino. Facciamo svelti gli ultimi metri che ci separano dall’uscita. Fuori e’ ancora giorno, non fa caldo e nemmeno freddo.
Ecco il nostro prode esploratore, nonche’ mia vittima designata per le foto di questa uscita, mentre torna alla luce.
Una ultima sistemata alle nostre cose e siamo pronti per tornare verso casa.
…e mentre ci cambiamo diventa decisamente buio.
Impacchetto alla meno peggio tutte le cose infangate che portero’ a casa per la gioia di Betti e poi saluto Maurizio lasciandolo a sistemare la sue.
Una nuova divertente uscita in questa grotta che speriamo non smetta di regalarci sorprese. Alla prossima.









































































































































































































































































































































































































