Corso di rilievo – Perugia – 01/12/2018

Una interessante esperienza come istruttore al corso di rilievo SNS-CAI organizzato da Mirko ed ospitato nella sede del GSCaiPerugia.

Prima di raccontarvi vi presento coloro che hanno preso parte al corso.

Allievi: Lorenzo di Foligno, Gianfranco di Rieti, Valentina di Perugia, Andrea di Perugia, Stefania di Spoleto, Lorenzo di Perugia, Francesco di Gubbio, Marco di Gubbio, Mattia di Fabriano, Pina di Scheggia, Rita di Perugia, Graziano di Gualdo Tadino.

Istruttori: Mirko di Terni, Matteo, Francesco, Alessandro e Lorenzo di Perugia, io di Roma.

Direttore del Corso: Mirko di Gubbio.

Logistica/Staff/Cucina: Silvia di Perugia.

Un grande abbraccio a tutti e grazie per le belle giornate passate assieme.

Andiamo ad iniziare….

Il venerdi’ pomeriggio, dopo il lavoro Betta, io e Luna ci carichiamo in macchina e partiamo alla volta di Perugia. Il viaggio non e’ brevissimo ma scorre via tranquillo. Appena arrivati a Perugia devo districarmi tra le strade, stradine e vicoli del centro citta’ perche’ nella via dove abbiamo l’albergo ci sono lavori in corso per rifare la pavimentazione. Dopo qualche giro dubbioso, inbocco la strada giusta e sbuco in Piazza IV Novembre, la piazza principale di Perugia ed iper-interdetta al traffico. Richiamo l’albergo per sincerarmi di essere sulla retta via e loro mi ripetono pazientemente che la piazza e’ l’unico accesso all’albergo. Mi rassegno e vado. Via Priori parte proprio dalla piazza e si interrompe per i lavori appena dopo l’albergo. Parcheggio la macchina in garage facendo gli scongiuri di non doverla piu’ toccare per i prossimi giorni. Pochi minuti e siamo nella nostra camera ad ammirare il panorama.Il tempo di un breve riposino ed e’ ora di cena. Scendiamo armati delle migliori intenzioni. Pochi passi e siamo in piazza. Ora inizia ad essere un poco piu’ animata.Giriamo lungo il perimetro della piazza cercando un posto simpatico deve mangiare.Intanto ne approfitto per fare foto.Sempre passeggiando senza fretta usciamo dalla zona pedonale. Subito vicino c’e’ un’altra piazza. Un ristorante ci incuriosisce perche ha i muri tappezzati da fumetti e strani menu. Decidiamo di provare la’. Alla fine usciamo soddisfatti.

Sabato mattina, ahime’, devo prendere la macchina. La sede del gruppo di Perugia e’ troppo distante per andarci a piedi. Alle 8 arrivo nelle vicinanze ma non trovo il civico indicatomi. Mi fermo ad un bar e prendo un caffe’ nell’attesa che qualcuno mi venga a prelevare. Alle 8.20, ricevute indicazioni, arrivo alla sede e trovo Mirko in piena attivita’. Gia’ qualche allievo e’ arrivato.Alle 8.30 siamo in parecchi, siamo pronti per iniziare ma aspettiamo ancora qualche minuto per l’arrivo dei ritardatari.Mirko intanto prova l’architettura tecnologica che ha preparato per il corso,usa la fotocamera sul cavalletto in modalita’ video e l’ha collegata al proiettore. In questa maniera potremo mostrare “dal vivo” gli strumenti utilizzati.Aula quasi completa, manca solo Andrea ma arrivera’ a minuti. Iniziamo. Tanto per creare atmosfera prendo la mia sacchetta da rilievo e ne svuoto il contenuto sul tavoloInizia a parlare Mirko spiegando gli obiettivi del corso e come questo si svolgera’.Durante l’introduzione arriva anche Andrea, ora siamo proprio tutti. Mirko termina il suo intervento e si fa da parte, e’ il momento della lezione di Francesco. Francesco si avvicina al tavolo con uno scatolone pieno di “balocchi” da rilievo ed inizia a parlarci del “rilievo ipogeo”.Mentre lui parla io curioso nella scatola. Dentro c’e’ una scatoletta di alluminio, che potremmo definire “il nonno del DistoX”. Contiene infatti  il topofil, la bussola ed un goniometro a fare da clinometro, e’ bellissima!Nonostante il mio curiosare, riesco comunque a seguire l’interessante lezione di Francesco e ad importunare gli allievi con le foto.
Quando Francesco termina, veniamo chiamati ad una pausa caffe’ e non ci facciamo certo pregare.
Qualche chiacchiera in liberta’ prima di ricominciare. Riprende la parola Mirko per mostrare il DistoX e svelare i segreti sull’utilizzo di PocketTopo. Dopo di lui e’ il momento di parlare di Topodroid, mi cede la parola. Non sapendo bene come fosse organizzato il corso non ho preparato slide o altro. Alla fine e’ un bene perche’ utilizziamo il Topodroid sul tablet di Mirko proiettato sullo schermo. Seguo a braccio la traccia tenuta da Mirko nel suo intervento e cerco di dare una panoramica minimale dell’utilizzo della app.  Il mio intervento chiude la mattinata. Giusto in tempo per il pranzo. Silvia dalla cucina ci avverte che e’ pronto e ancora una volta non ci facciamo certo pregare.Terminato il pranzo si riprende col corso. Nel pomeriggio e’ prevista una prova pratica di rilievo in 2 cavita’ artificiali. Una e’ proprio dentro Perugia. Mi propongo per andare la’ cosi’ da riportare subito la macchina in albergo sfruttando la guida di qualche perugino…il tragitto di ritorno mi preoccupa, i lavori in corso portano fuori strada anche il navigatore. Vengono fatte le squadre, andro’ alla cavita’ dentro Perugia, il rifugio antiaereo. Con Marco scherziamo un poco simulando il rilievo con una improbabile “pompa-DistoX”.Si parte! Per prima cosa si andra’ tutti in un bosco appena fuori Perugia a fare la sacrosanta, quanto noiosissima, calibrazione dei distoX. Con la mia macchina seguo Silvia e facciamo un “giro largo”, mi accompagna all’albergo a posare la macchina in garage e poi mi trasporta al bosco dove troviamo i nostri allievi impegnatissimi nel fare la calibrazione.Si sono divisi in piu’ gruppetti, ognuno col proprio DistoX e prendono i punti di calibrazione sfruttando gli alberi come riferimento. Inizio a dare una mano. Quando hanno quasi terminato tutti, Stefania ricorda che ha ancora un DistoX da calibrare. Iniziamo a farlo e riusciamo a prendere tutti i fatidici 56 punti ma Topodroid ci dice che non bastano. Dovremmo prendere altri punti ma non c’e’ tempo, e’ ora di andare a fare il rilievo. Magari riusciremo a riprendere la calibratura in seguito.Arrivati alle macchine ci dividiamo in due gruppi poi ci dirigiamo alle 2 cavita’ artificiali scelte. Il mio gruppo ritorna dentro Perugia per andare al rifugio antiaereo. Dell’altro gruppo perdo subito le tracce alla prima curva.Arriviamo sul far della sera. La temperatura e’ scesa sensibilmente. Non mi sembra il caso di cambiarmi in mezzo alla pubblica via, mi tolgo la giacca con un brivido e metto la tuta sopra i vestiti sperando di non sporcarli troppo.Andrea si avvia con passo deciso dirigendosi verso un giardino alberato, con tanto di fontana, a ridosso delle mura della citta’.Passata la fontana vedo finalmente la nostra destinazione, una porticina metallica. Quando ci siamo tutti, questa viene aperta ed entriamo nelle mura, dentro il rifugio antiaereo. Appena prima di entrare ci dividiamo in 3 diverse squadre. Una fara’ il rilievo iniziando dall’ingresso utilizzando DistoX+Topodroid, altre 2 andranno alla fine del rifugio ed inizieranno da li’. Io sono in una delle squadre di fine rifugio, sono con Stefania che desidera utilizzare il Topodroid. La seconda squadra di fine rifugio utilizzera’ DistoX+PocketTopo.Siamo in una galleria con le pareti rivestite di mattoni, a terra un poco di fango ma per il resto abbastanza pulito. Le foto iniziano subito a venire “nebbiose”, non c’e’ molta circolazione d’aria ma in compenso c’e’ una forte umidita’.Dopo l’ingresso svoltiamo a sinistra e proseguiamo diritti per una trentina di metri, in questo pezzo di galleria, disposte ad intervalli regolari ci sono alcune diramazioni cieche che terminano dopo circa 5 metri. Quasi in fondo alla galleria giriamo di nuovo a sinistra, una decina di passi e ci troviamo in un’altra galleria che e’ parallela alla precedente e si sviluppa sia a destra che a sinistra. Tanto per distinguerle la prima sara’ la galleria “principale” la seconda sara’ quella “parallela”. Ora che sappiamo come riconoscerle va meglio! Ma torniamo a noi. Come dicevo, sbuchiamo nella galleria parallela e andiamo a destra. Strada facendo incontriamo i resti di alcune camere, chissa’ a cosa servivano, magari da magazzino. In fondo alla galleria inizia una scala a chiocciola. La saliamo facendo alcuni giri fino ad un pianerottolo dove ci spostiamo di qualche metro e prendiamo un’altra scala a chiocciola che saliamo fino a dove si interrompe bruscamente perche’ murata. Da qua inizia il nostro rilievo. Dopo le ultime raccomandazioni ai nostri allievi, si inizia a fare sul serio, si armano di DistoX, attivano chi TopoDroid, chi PocketTopo inserendo un nuovo rilievo, come visto a lezione, e poi via a prendere punti. Visto che la scala a chiocciola e’ piccola, siamo in tanti e ci intralciamo tra noi, chiedo a Stefania di cedermi il DistoX con la calibrazione incompleta per terminarla. Non potra’ venire precisissima in mezzo a tutto questo cemento armato, ma almeno sara’ utilizzabile. Scendo fino al pianerottolo ed inizio a prendere i punti. Continuo finche’ il TopoDroid sul mio cellulare si dice soddisfatto. Installo la calibrazione sul DistoX e faccio per tornare da Stefania. Vengo fermato quasi subito da qualcuno che si avvicina, chiamandomi. E’ Marco, della squadra che ha iniziato dall’esterno. Hanno preso i punti per delimitare le mura ma una volta scaricati su TopoDroid hanno ottenuto dei risultati bizzarri, solo una linea in sezione ed un punto in pianta. Ci metto un poco a capire che per qualche motivo misterioso i punti presi, sia battute che splay, ci sono tutti, ma sono ammucchiati uno sull’altro. Cerco il motivo pasticciando coi dati e con la configurazione di TopoDroid ma arrivo a nulla. Mi faccio prestare il loro DistoX e lo accendo. A prima vista sembra andare bene. Provo a prendere un punto, poi mi giro, ne prendo un altro. Scopro il mistero quando punto l’attenzione sulle misure di inclinazione. Col distoX in piano dovrei avere una inclinazione ci circa 0°. Il distoX che ho in mano in orizzontale misura 90°! Faccio alcune prove con varie inclinazioni ed ho la conferma di aver compreso l’arcano. Vado a verificare le misure su TopoDroid e finalmente trovo la spiegazione al suo strano comportamento. Tutte, ma proprio tutte le misure prese hanno una inclinazione intorno ai 90°. Ora tutto torna. Il DistoX che hanno utilizzato non va bene. Non lascio che il gruppo, che intanto si e’ riunito, si sconforti al pensiero di non poter fare il rilievo. Casualmente ho un DistoX appena calibrato che potrebbe sostituire quello anomalo. Accenno a Stefania del prestito e facciamo lo scambio. Marco ed il resto della squadra sono visibilmente sollevati, possono tornare al lavoro.Torno ai miei doveri. Visto pero’ che Stefania e’ validamente supportata da un altro istruttore, approfitto del momento di calma per gironzolare per la galleria e vedermela senza fretta. Anche nell’altra parte della galleria parallela ci sono delle camere. Ci entro, altro non sono che i bagni.Passeggiando e osservando arrivo fino all’esterno. La squadra che opera qua, col nuovo DistoX non sembra avere problemi.Panorama della galleria dall’ingresso. A sinistra inizia la galleria principale. Sul soffitto una quantita’ di capelli d’angelo.Una farfallina nei pressi della porta. L’umidita’ si e’ addensata sulle ali in minuscole goccioline che brillano alla mia luce. Uno dei capelli d’angelo.E una delle diramazioni cieche.Una minuscola colonna.Nel mio girovagare incontro la squadra “pocketTopo” che dal fondo arriva ora a girare l’angolo ed attaccare la galleria principale.Andrea mentre opera sul PocketTopo.Stefania e’ ancora alla galleria parallela, vado a sincerarmi che non ci siano problemi.Nessun problema, il suo istruttore personale se la cava benissimo. Vediamo insieme i punti presi finora e il disegno dei bordi che Stefania ha fatto per pianta e sezione. Visto che tutto sembra procedere per il meglio, li lascio lavorare.La squadra PocketTopo e’ impegnata con le diramazioni cieche. Dopo qualche tempo loro si allontanano verso l’esterno e la squadra TopoDroid dall’esterno prende possesso della galleria principale. Anche Stefania procede spedita e termina con i punti all’esterno mentre la squadra PocketTopo e’ impegnata sulla scala a chiocciola.Oramai e’ notte quando siamo di nuovo tutti fuori a commentare il lavoro fatto. Devo dire che ora, con i vestiti bagnati di sudore e senza la giacca, sento proprio freddo. Purtroppo devo attendere il ritorno di Andrea da una veloce commissione prima di poterla recuperare. Mi rassegno a tremare per un po’. Quando finalmente arrivo alla macchina di Andrea e recupero la giacca, la indosso con molto piacere e sfrutto anche cappelletto di lana e guanti per stemperare il freddo che mi e’ entrato nelle ossa. Andrea gentilmente mi accompagna fino all’albergo. Ci lasciamo dandoci appuntamento per la cena alla sede del gruppo. Per conto mio, recupero Betta e Luna, mi cambio indossando una maglietta asciutta e poi mi rassegno a prendere la macchina. In verita’ ho piu’ sonno che fame ma l’atmosfera del corso e dei partecipanti mi piace proprio, vale la pena soffrire un poco di stanchezza per stare in buona compagnia. La cena e’ ottima ed abbondante come sempre. Concludiamo il pasto con un brindisi di ringraziamento a Silvia, l’angelo della cucina,  uno a Mirko, il direttore del corso e poi a Perugia tutta! Il rientro all’albergo e’ meno traumatico di quanto mi aspettassi, il nuovo giorno e’ prossimo a nascere quando finalmente riesco a poggiare la schiena sul materasso.La mattina dopo, alle 6.30, sono fuori con Luna per i suoi bisognini. Dopo, in rapida sequenza la colazione, poi i bagagli, quindi saldiamo il dovuto per l’alloggio, carichiamo tutto in macchina ed andiamo. Alle 9 siamo alla sede, come da programma. Mirko, instancabile, ha gia’ attrezzato la sala con alcuni tavolini dove lavoreremo alla restituzione grafica dei rilievi con Csurvey. In una pausa da impegni faccio un giro fotografico per questa bella sede. Un canapone, un pezzo di storia della speleologia. Vengono i brividi a pensare di scendere un pozzo con una corda simile, pero’ una volta c’era solo quella e quella si usava.La maestosa palestra interna, una meraviglia!Lo stemma del gruppo.La bacheca con dei reperti archeologici.I nostri rilevatori al lavoro. Sembra semplice utilizzare Csurvey, ma per prenderci dimestichezza bisogna sbatterci la testa per bene. I nostri allievi pero’ lavorano con impegno ed i risultati presto iniziano a vedersi.Noi istruttori cerchiamo di dare una mano un po’ a tutti girando tra i tavoli. Ogni tanto serve un consulto tra istruttori per risolvere al meglio i problemi incontrati, ma insomma la cosa procede.Mi fermo al tavolo con Stefania per vedere come procede e poi mi metto a pasticciare sul suo  Csurvey. Da questa postazione continuo ad imperversare con le foto.Sono tutti impegnatissimi.Anche Mirko fa il proprio rilievo col pc collegato al proiettore cosi’ da poter spiegare le funzionalita’ di Csurvey.Una panoramica dell’aula.Ed ecco Stefania.Consultazioni tra gruppi diversi.Ecco una squadra che e’ andata alla seconda cavita’ artificiale che mostra con orgoglio il risultato di tante fatiche.Si avvicina ora di pranzo. Anche il mio stomaco concorda con l’orologio. Vado a sbirciare se in cucina c’e’ qualcosa da sgranocchiare. Trovo nulla, pero’ incontro Felice, non ha potuto partecipare a causa di impegni di lavoro pero’ appena ha potuto e’ passato a trovarci. Ora parla fitto fitto con Mirko di cose speleo. Li saluto entrambi con piacere e poi li lascio per continuare la ricerca di uno spuntino.Incrocio Silvia, il folletto che anima la cucina, e’ talmente veloce nei suoi continui spostamenti che nemmeno la fotocamera riesce a metterla a fuoco.Il pranzo interrompe le fatiche dei nostri speleo-artisti. Silvia non si smentisce e ci nutre a dovere. Dopo il cibo e qualche brindisi il pranzo si avvia al termine. Gli allievi devono riprendere per chiudere i rilievi in vista delle ultime lezioni, su rilievo 3D ed altre amenita’. Per me purtroppo si e’ fatta l’ora di tornare verso Roma, non posso chiedere altro alla pazienza di Betta, ha passato la mattina su una poltroncina a leggere, ma ora inizia a scalpitare…meglio non farla infuriare…almeno non troppo!

Il ritorno e’ tranquillo, solo il solito tratto di coda nei pressi del casello dell’autostrada a Orte. Come dicevo e’ stata una bella esperienza in un contesto veramente piacevole, sia per il luogo che per le persone. Da istruttore ho potuto imparare molte cose e, spero, trasmetterne altre. Questo e’ sempre positivo. Alla prossima.

Pubblicato in amici, artificiali, corso, GSCO, rilievo, speleo | Commenti disabilitati su Corso di rilievo – Perugia – 01/12/2018

Vorgozzo – 01/12/2018 – by Simone@GSCO

Discesa del Vorgozzo

Vorgozzo, 2 Dicembre 2018 – Simone , Chiara e Giuseppe.

Questa domenica ci ritroviamo solamente io, Chiara e Giuseppe. Gli altri del gruppo sembrano essere tutti impegnati, così dopo un rapido consulto, decidiamo di fare un giro al Vorgozzo, per il piacere di Chiara che non è mai scesa.
Con molta calma ci incontriamo intorno alle 11:00, carichiamo tutto sulla mia car e dopo una tappa caffè arriviamo a destinazione, Civitella del Lago.

Ecco la mia auto con il solito carico domenicale.

Indossate le tute ci incamminiamo per il breve sentiero fino ad arrivare sulla soglia di questo grande pozzo.

Per chi non lo conosce il Vorgozzo si trova sul versante settentrionale del monte Cerretino. Si tratta di una enorme dolina di crollo con una forma ad imbuto rovesciato. Scendendo dalla parte più bassa, dopo i primi 10 mt in appoggio sulla pessima roccia, parte una bellissima e suggestiva verticale completamente nel vuoto.
Siamo tutti pronti e mi appresto ad armare la via. Dopo una partenza su naturale e un frazionamento intermedio mi affaccio sul pozzo.
Scendendo trovo un sacco di nuovi pietroni pronti a staccarsi e molte radici che ormai si sono seccate.

Avverto Giuseppe e Chiara che farò un po’ di pulizia facendo cadere giù tutto quello che è instabile e pericoloso. La bella pianta che ci permette la partenza nel vuoto invece sembra ancora buona.

Cosi termino l’armo.

Ora siamo tutti pronti per scendere. Scendo per primo e raggiunto il fondo cerco di fare qualche foto a Chiara che sarà la prossima.
Eccola qua in qualche scatto!!

Chiara che scende per la prima volta il Vorgozzo rimane affascinata dalla maestosità di questo ambiente. Effettivamente sembra quasi di entrare in un’altra era !!! Il silenzio ti avvolge e queste pareti che si allontanano ti fanno sentire veramente piccoli a confronto….
Ultimo a terminare la discesa è Giuseppe. Facciamo un giro qua e là concedendoci qualche foto.

Approfittiamo di una breve pausa per fare un piccolo spuntino e poi decidiamo di risalire.
Salgo per primo e giunto al frazionamento cerco di fare qualche foto dall’alto a Chiara.Sale veramente come una scheggia !!!

Mi sorpassa in un batter d’occhio e possiamo dare il “liberaaa!!” a Giuseppe che sarà l’addetto al disarmo. Io rimango sul frazionamento cercando di immortalare anche la salita di Giuseppe…

Mentre Chiara è fuori e io ancora fermo sul frazionamento sentiamo arrivare alcune persone. Dall’abbigliamento sembrano cacciatori e invece sono due avventurieri in cerca di funghi… Ci chiedono curiosi cosa si nasconde sul fondo di questa conosciuta cavità e rimangono meravigliati nel vedere una ragazza (Chiara) vestita da speleologa!! Salutati gli omini verdi nel frattempo è salito anche Giuseppe. Ora possiamo aiutarlo a recuperare le corde. Molto velocemente rifacciamo i sacchi e riprendiamo la via del ritorno.

Grazie a Chiara e Giuseppe per la breve ma piacevolissima sgrottata !! Alla prossima!!

Simone
GSCO

Pubblicato in amici, GSCO, Ospite, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Vorgozzo – 01/12/2018 – by Simone@GSCO

Grotta del Rifugio – 25/11/2018

Rilievo a Grotta del Rifugio, con Angelica, Gabriele, Fabrizio, io e Luna.

Sfidando la pioggia andiamo a Guidonia a visitare la nuova grotta scoperta da Fabrizio.Anche questa grotta, come quella dell’Elefante, inizia da una galleria artificiale. Arriviamo fino ad un punto comodo per cambiarci e posiamo gli zaini per iniziare i preparativi.Fabrizio prima di iniziare i preparativi Fabrizio ci racconta un po’ la grotta e la storia della sua scoperta. Ci annuncia anche che dopo lunga meditazione ha deciso di battezzarla “Grotta del Rifugio”. Complimenti alla nuova grotta ed auguri, che cresca grande!Il tunnel dove ha trovato l’ingresso.Siamo pronti. C’e’ da fare il passaggio del buco. Angelica si cimenta per prima.La sua tecnica e’ piu’ adatta ad un contorsionista che ad uno speleo…Noi che osserviamo da posizione comoda iniziamo a scommettere sulla sua riuscita.Ce la fa? Non ce la fa? La guardiamo con stupore mentre si accartoccia su se stessa in una posizione non umana. Non ce la puo’ fare, iniziamo a commentare.Ce l’ha fatta! Eccola che ci sorride soddisfatta dall’altra parte della parete. Ora voglio vedere a voi, sembra dire.Fabrizio non si fa pregare. Lui conosce bene il perfido passaggio ed adotta una strategia d’assalto…nel senso che prende la rincorsa e ci salta dentro. Non faccio quasi a tempo a fotografarlo.Eccolo arrivato anche lui.Ora tocca a me. Mi volto a salutare Luna, ha intuito che sto per andare via e mi guarda con l’aria da cane bastonato ed abbandonato. Saluto anche Gabriele raccomandandomi a lui per la custodia di Luna. Dopo qualche altra carezza a Luna, rompo gli indugi e affronto il passaggio. Adotto una versione soft del tuffo di Fabrizio, in pratica rotolo dentro senza alcuna dignita’, anche Luna si concede un sorriso. Dentro trovo i miei amici che stanno organizzando un angoletto con dei cimeli ritrovati in questa parte della galleria. Angelica, quasi emozionata, mi mostra una pisside del periodo bellico.Un ultimo saluto a Gabriele ed a Luna con la raccomandazione di guardarsi a vicenda e poi Fabrizio ci guida verso l’ingresso della grotta.Ciao Gabriele!Come deciso, iniziamo il rilievo dal muro.Ci distribuiamo i compiti, Angelica sara’ l’artista del gruppo e provvedera’ a gestire il disegno su TopoDroid con i dati che arriveranno dal DistoX manovrato da me come “operatore”. Fabrizio sara’ il “traguardatore”, ovvero colui che sceglie con oculatezza i capisaldi, li illumina per far prendere la misura all’operatore, e poi li evidenzia convenientemente sulla parete prima di proseguire.Delle radici escono dalla roccia viva, impressionante.Angelica e’ serissima quando lavora, non si lascia distrarre nemmeno per un attimo.Un caposaldo dopo l’altro, arriviamo all’inizio della grotta.C’e’ da risalire un breve tratto. Fabrizio va avanti, prendiamo il caposaldo e poi salgo anche io. Angelica sale per ultima. L’ambiente non e’ molto largo…”pero’ ci ci sta’, stringendosi un po’” (ho appena citato un pezzo di una canzone di Morandi, ma non vi dico quale!) Fabrizio e’ nella nicchia successiva ad individuare il caposaldo successivo.Prendo il punto e lo raggiungo. Angelica intanto scarica i dati raccolti e li elabora.Ora abbiamo uno scivolo con tanta terra.Prendiamo il caposaldo.Angelica mi raggiunge mentre parto per scendere verso Fabrizio.Mentre aspetta aggiusta il disegno della grotta.Fabrizio intanto ha passato il frazionamento e mi descrive per sommi capi cosa ci attende.Lo scivolo di terra e’ in una sala col soffitto alto, molto alto. Ci sono delle fessure interessanti che andranno viste.Angelica inizia a scendere verso il frazionamento. Fabrizio intanto si sgranchisce le gambe. Angelica approfitta della discesa per avere una discussione col discensore. Con l’aiuto di Fabrizio cerchiamo di mediare ed alla fine fanno pace con soddisfazione di tutti. Possiamo riprendere il rilievo. Cambiamo ordine, scende Fabrizio, poi lo segue Angelica. Eccola in compagnia dell’amico ritrovato, il suo discensore.Dopo circa 5 metri la sala va a restringersi bruscamente e curva a sinistra. Vedo Angelica sparire, attendo la libera e parto anche io.Alla curva rivedo i miei amici. si sono sistemati comodi e sono pronti per indicarmi il caposaldo successivo a cui puntare.Sono all’inizio di quella che sembra un’altra sala, ancora piu’ grande della precedente. Davanti ai loro piedi, mi dice Fabrizio, c’e’ un pozzo di circa 15 metri che pero’ non sembra avere prosecuzioni, in ogni caso non potremo visitarlo poiche’ e’ disarmato.Raggiungo i miei amici, sono sotto un simpatico mucchio di broccoletti. Proseguiamo col rilevo. La sala in effetti e’ bella grande.Per terra ci sono massi di crollo e sulle pareti broccoletti color ruggine e qualche stalattite candida.Pochi capisaldi e Fabrizio e’ gia’ arrivato alla fine della sala.Ci indica che piu’ avanti prosegue ma va restringendo. Visto quel che dice Fabrizio e complice il fatto che inizio a sentirmi in colpa per aver abbandonato Luna ed aver lasciato a Gabriele l’incombenza di sorvegliarla, propongo di terminare il rilievo con l’ultimo caposaldo preso nella sala.Prendo ancora qualche minuto per fare foto alle concrezioni.Ancora broccoletti arrugginiti.Piccole stalattiti candide, sono alla loro prima foto e fanno le timide!Mentre io mi diletto, Angelica lavora al disegno.E Fabrizio ci racconta alcuni aneddoti divertenti.Fatte le ultime foto, mi scuso con i miei amici e scappo via di corsa. Arrivo al passaggio nel muro e lo passo con la solita eleganza. Mi dirigo subito verso l’esterno per vedere se Gabriele e Luna sono nei paraggi.Mmmm, fuori piove. Probabilmente si sono rifugiati in macchina.Fa pure fresco, torno dentro per cambiarmi. Ecco il nostro spogliatoio, anche di Angelica e Fabrizio non c’e’ ancora traccia.Mi cambio velocemente, un ultimo sguardo per vedere se spunta qualcuno e poi vado verso la macchina.Come immaginavo, li trovo tutti e due in macchina, Gabriele, nemmeno a dirlo e’ al telefono. Luna e’ spaparanzata di dietro e fa un po’ la sostenuta quando vado a salutarla.Sistemata la mia roba in macchina, vi prendo posto anche io ed approfitto dell’attesa per aggiornare Gabriele. Gli descrivo la grotta e quello che abbiamo fatto. Tempo un quarto d’ora ed arrivano anche Angelica e Fabrizio. Subito ne approfitto per costringerli ad una foto di gruppo approfittando della disponibilita’ di Gabriele.Ok, ora la nostra brava razione di grotta l’abbiamo avuta. E’ ora di pranzo e lo stomaco brontola. Che si fa? Fabrizio e’ esperto dei dintorni e ci facciamo guidare da lui. Andiamo prima ad un ristorante che ricorda anche Gabriele. Purtroppo non accettano i cani e poi dichiarano che e’ troppo tardi e hanno gia’ chiuso la cucina. Meglio, e’ un posto che non mi manchera’. Un altro locale che proviamo subito dopo e’ desolatamente chiuso. Rimane un’ultima risorso, il “kebabaro” vicino la stazione. Lui non ci tradisce.Dopo un soddisfacente pranzo-merenda, sono quasi le 4 del pomeriggio, ci salutiamo soddisfatti sia della grotta che dell’allegro pasto appena terminato. Una bella giornata a dispetto della pioggia. Alla prossima.

Pubblicato in amici, rilievo, speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Grotta del Rifugio – 25/11/2018

Seminario Geologia per speleologi – 17/11/2018

Interessantissimo seminario organizzato da Claudio in qualita’ di Responsabile della Scuola di Speleologia della Federazione Speleologica del Lazio.

Prima di iniziare, una precisazione, la locandina che segue, pur essendo “timbrata” col mio nome e’ di proprieta’ della SS-FSL.

La mattina mi reco all’universita’ di Roma 3. E’ una bella mattina e posso sperimentare il connubio metro-bici. Molto pratico, soprattutto oggi che c’e’ poca gente sulla metro. Purtroppo, causa impegni familiari potro’ seguire solo parte del seminario, ma quella parte voglio gustarmela tutta. Nell’aula dove si tiene il seminario incontro tanti tanti amici, i primi 10 minuti li passo a salutare. Fabio, che ha aiutato Claudio curando l’organizzazione del seminario lato universita’, inizia a richiamarci all’ordine. Prendo posto rubandolo ad Angelica, per fortuna lei e Valentina sono minute ed in 2 posti ci stiamo comodi anche in 3. Iniziamo con uno spiegone introduttivo di Fabio.Il primo relatore e’ Paola e ci parla della morfogenesi carsica. Molto interessante.Il secondo intervento e’ a cura di Roberto e ci parla della idrogeologia dei sistemi carsici. Intervento interessantissimo anche questo.Arrivato alla fine del secondo intervento sento la sveglia messa sul cellulare che mi riporta al dovere. E’ ora di tornare a casa. Sono costretto a disertare proprio la relazione di Fabio sulla mineralogia in grotta. Quatto quatto, per non disturbare, mi alzo e vado.

Una grande occasione per fare “cultura” speleologica, complimenti ai relatori, alla Scuola FSL, ma soprattutto a Claudio che ha avuto la capacita’ e la tenacia di organizzare l’incontro.

Alla prossima, con l’augurio che di prossime come questa ce ne siano parecchie.

Pubblicato in amici, convegno, speleo, ss-fsl | Commenti disabilitati su Seminario Geologia per speleologi – 17/11/2018

59° corso SCR – Pozzo Comune – 11/11/2018

Una classicissima Pozzo Comune per l’ultima uscita del 59° corso SCR.

Panorama preso mentre ci prepariamoMaurizio impartisce qualche nozione ai nostri corsari prima di entrare in grotta. Ce la possiamo prendere comoda perche’ la grotta e’ gia’ stata armata ieri da un gruppetto di valorosi guidati da Stefano.Ultimi preparativi lato “maestri baciati dal sole”.Ci si avvia all’ingresso.Una sosta per ammirare l’ingresso.Poi scendiamo.Primo salto. Scende Max, quindi ci cimenta Alessandro.Poi e’ la volta di Manlio.Scendiamo veloci, oramai i frazionamenti non sono piu’ ostici.Pochi minuti siamo al P19, tanto amato da tutti i novelli speleo per la sua partenza esposta. Parte Carlo.Attesa paziente.Parte anche Alessandro.E quindi Manlio.Nel frattempo veniamo raggiunti dal resto del gruppo. Fabio ha preso Sabrina, la nostra sola corsara per oggi, sotto la sua ala protettriceE’ quasi il mio turno.Alla base del P19 mi assicuro scenda Fabio e non Sabrina, poi vado a raggiungere il gruppetto guidato da Max. Sono alla partenza del salto successivo.Siamo alla malefica pozza che tanto spesso mi ha favorito concedendomi un indesiderato pediluvio. I nostri allievi iniziano il passaggio.Si passa subito al salto successivo, quello che arriva alla “sala da pranzo” (ci fermiamo sempre qua a mangiare!).Carlo in incognito…ops! Forse non dovevo dirvelo. Attesa in sala da pranzo.Scende Max ed io lo seguo subito dopo.Proseguiamo per lo scivolo di fango ed il meandro delle meraviglie. Oggi di acqua ce n’e’ parecchia e qualche passaggio e’ piu’ macchinoso del solito. Come sempre rimango affascinato da questo tratto di meandro.Un arrivo, particolarmente attivo oggi.Arriviamo al pozzo Marilu’. Alla pozza che lo precede Alessandro ci tiene a mostrarci un tuffo che lo vede immergersi quasi per intero.C’e’ proprio tanta acqua. Max tenta di armare sulla parete sinistra ma la cosa non sembra risolutiva. Per stavolta il Marilu’ non potra’ godere della nostra compagnia. Paziente attesa durante la prova d’armo di Max.Facciamo affacciare al pozzo i nostri intrepidi corari, disarmiamo la corda sul Marilu’ ed iniziamo a tornare indietro.Selfie!Ci raggiunge il resto del gruppo. Lo aggiorniamo della situazione. Alessandro, per non far torto a nessuno, durante il passaggio di ritorno, ripete il suo tuffo nella pozza a beneficio di chi era assente al primo. Un vero e scrupoloso esperto.Ci raduniamo tutti in sala da pranzo, per pranzare, appunto.Foto di gruppo.La foto di gruppo conclude la pausa pranzo. Max inizia a salire il pozzo ed io lo seguo fermandomi al frazionamento. In questa configurazione assistiamo il passaggio dei corsari. Transita anche Fabio per andare a prendere il posto di Max che cosi’ puo’ avviarsi al P19. Intanto il transito continua senza intoppi.Quando rimane solo il gruppetto di coda con Sabrina, salgo anche io e passo la pozza infame per poi assistere i nostri allievi. Man mano che arrivano li avvio alla base del P19 dove li attende una ardimentosa salita.Ancora Carlo versione forze speciali.Anche lui via verso il P19.Arriva Maurizio. E’ il primo del gruppetto di coda. Lo saluto e mi avvio anche io al P19.C’e’ da aspettare ma stavolta sara’ questione di minuti, non dovremmo soffrire il freddo come all’uscita del corso precedente.Sale Gaia e sale anche Maurizio. Vanno a dare il cambio a Max cosi’ che si possano portare i primi allievi verso l’uscita.Rimaniamo Fabio ed io a fare compagnia a Sabrina.Parte anche Sabrina.Visto che di tempo ne ho, scarico la fotocamera su di lei.Ma siete fortunati, molte non sono a fuoco, quindi questa e’ l’ultima!Dopo Sabrina tocca a Fabio e me, usciamo disarmando. Fabio fa tutto il lavoro, io gli tengo compagnia.Intanto ne approfitto per documentare anche il disarmo dell’ultimo saltino.Fuori fa un fresco che si avvia a diventare gelo col calare della sera. Ci si cambia svelti.Chi ha fatto si riscalda in macchina.Intanto arriva la sera.Quando siamo pronti ci dividiamo in 2 gruppi, chi rimane a cena e chi torna a casa. Manlio purtroppo deve tornare a casa per forza, ha un cagnolino da sfamare. Noi invece ce ne andiamo alla Sbirra per rifocillarci come si deve e festeggiare degnamente la fine del corso. Eccoci, come si dice, con le gambe sotto il tavolo. Notare la faccia rilassata e quasi sorridente di Maurizio, al termine del suo incarico come direttore del corso. Al grido di “Bravo Maurizio” partono numerosi brindisi in attesa delle fettuccine.Eccole!Buon appetito.

Dopo l’allegra cena possiamo ritenerci soddisfatti. Un altro corso e’ terminato, speriamo che sia servito a far appassionare questi ragazzi alla speleologia e di rivederli presto di nuovo in grotta. Alla prossima.

Pubblicato in corso, SCR, speleo, uscite | Commenti disabilitati su 59° corso SCR – Pozzo Comune – 11/11/2018

Casola Nuvole 2018 – 01/11/2018

Quest anno il raduno speleo e’ stato tenuto a Casola. Saremo almeno alla 6° edizione fatta in questa ospitale cittadina, quasi un classico. E’ bello ritrovarsi qua ancora una volta, trovare luoghi familiari, incontrare tanti vecchi amici e dare un volto a quei giovani che si sono affacciati alla speleologia negli ultimi anni. Vi lascio in compagnia di qualche foto dei giorni passati in allegria a Casola per Nuvole 2018.

In verita’ non ho fatto molte foto, la prima la scatto il secondo giorno, durante una riunione sul catasto.Ciao Compagnia del Budello!Qualche bel video al calduccio nel cinema.Fettuccine time!Lo stand SCR con la classica porchetta.Dimostrazione CNSAS di una tecnica di recupero barella. I miei amici di Nardo’. Chissa’ se un giorno ci incontreremo anche in grotta…Cena con gli amici.Allarghiamo gli orizzonti speleo facendo amicizia con i simpatici ragazzi del gruppo di Gioia del Colle.Panoramica del tendone.Igor con la sua inseparabile birra. W Igor!Il viale principale di Casola.Di nuovo al tendone per la cena.Entra la banda.Bravi e simpatici.Come dicevo non sono stato prolifico come al solito in fatto di foto. Comunque vi assicuro che e’ stato un raduno interessante e bello…forse questo spiega perche’ ho fatto poche foto, non ne ho avuto il tempo.

Alla prossima.

 

Pubblicato in amici, speleo, speleoraduno, vacanza | Commenti disabilitati su Casola Nuvole 2018 – 01/11/2018

Orvieto sotterranea – 31/10/2018

Una visita alla orvieto sotterranea con Betta, Chiara, Simone, io e Luna.

Una bella “esplorazione” guidata da Chiara nella Orvieto sotterranea. Vi lascio con le foto e solo pochi commenti, spero vi lascino curiosita’. Vi consiglio una visita se capitate da quelle parti.

Iniziamo con la visita delle zone “alte”. La sala iniziale adibita a frantoio e gli ambienti successivi usati come cava di tufo. Passiamo alla ex-cava. Uno dei pozzi di origine etrusca. Si scendevano cosi’, senza altro aiuto che dei fori nella parete dove mettere i piedi. Cambiamo zona, andiamo alle colombaie. Eccoci arrivati. Chiara ci spiega i vari usi fatti di questi locali nelle varie epoche. Un accesso franato. Fine della visita. Molto interessante. Un grazie a Chiara che ci ha mostrato un aspetto di Orvieto che non sospettavo. Come sempre, alla prossima.

Pubblicato in amici, artificiali, gita | Commenti disabilitati su Orvieto sotterranea – 31/10/2018

Speleo al teatro – 26/10/2018

Ancora una volta a teatro ad Orvieto ma dal lato “sbagliato”. Con Chiara, Simone, Filippo, Marco ed io.

Il venerdi’, arriviamo ad Orvieto e la prima tappa e’ come sempre al bar di Simone.La sera siamo a Teatro. Nei giorni scorsi Filippo e Simone hanno preparato tutto il necessario sistemando corde ed attrezzi.Ecco la panca che dovremo manovrare. Faccio il solito giro per ammirare la scenografia da un punto di vista inusuale.Iniziano i preparativi. Ecco la simpatica signora che stira i costumi per molti se non per tutti gli attori.Arriva anche Marco, bene, braccia robuste fatto sempre comodo. Simone riceve istruzioni.Consolle con sorcio!
Anche Filippo arriva, Chiara e’ dei nostri con tanto di giacchetto. Terminiamo i preparativi e poi via a prendere un aperitivo.La locandina.Rientriamo giusto in tempo per il “merda, merda, merda” beneaugurante.Ci prepariamo ad issare la protagonista sul seggiolino.I preparativi di tutti gli attori ora corrono via frenetici.Inizia! Vi lascio con qualche foto dello spettacolo, senza troppi commenti. Fine primo atto. Torniamo al bar.Marco viene adottato da un gatto.Rientriamo.Vestizione. A fine spettacolo fare il nostro ingresso trionfale sul palco.Si riprende col secondo atto. Vi lascio con le sole immagini. Mentre lo spettacolo si svolge a gonfie vele, veniamo invitati a visitare il sottotetto del teatro.Da’ proprio una sensazione di antico.Il marchingegno con cui un tempo si abbassava e poi si sollevava il lampadario.Ora e’ stato sostituito con un argano elettrico.Ecco il lampadario.Lo spettacolo prosegue. Siamo alle battute finali, quelle in cui la protagonista muore per la tisi. Partono subito i saluti al pubblico, tra poco tocca anche a noi. Sipario chiuso, anche questa volta e’ andato tutto per il meglio.L’atmosfera si rilassa ed iniziano a farsi capannelli per le foto. Io ne approfitto. Poco speleologica come attivita’, pero’ molto interessante. Come sempre, alla prossima.

Pubblicato in amici, GSCO, speleo | Commenti disabilitati su Speleo al teatro – 26/10/2018

Grotta Daniel – 18/11/2018

Visita alla grotta per fare il rilievo. Con Angelica, Nerone, Gabriele, Giuseppe, Leandro ed io.

Anche questa volta ho l’onore ed il piacere di ospitare la relazione fatta  da una delle nostre giovani promesse. Stavolta e’ il turno di Angelica. Ecco quanto ci scrive Angelica:

Grotta Daniel 18-11-2018

Relazione dell’esplorazione

Per il giorno 18 Novembre 2018 era stata stabilita un’ulteriore uscita esplorativa alla promettente Grotta Daniel alla quale hanno partecipato Nerone, Gabriele, Fabrizio, Giuseppe, Leandro e la sottoscritta.

Arrivati tutti a Campo dell’Osso siamo accolti da un sole autunnale che fa invidia a qualsiasi paese nordico ma il freddo personalmente già mi preoccupava, altro che autunnale questo. Dicono che la grotta sia un riparo dalle intemperie, non è il caso di Grotta Daniel che si presenta fredda, umida e in parte franosa. Non a caso Nerone d’autorità ordina di non far spegnere in alcun modo il fuoco all’ingresso della cavità, questo ci è stato di grande aiuto per rifocillarci successivamente, in particolare è doveroso un ringraziamento a Gabriele “guardiano del fuoco” che è stato tutto il tempo fuori ad aspettare la nostra riuscita.

La cavità a mio avviso è possibile suddividerla in 3 parti differenti:

  • La prima parte è il saltino che si percorre scendendo dall’ingresso per poi discendere nuovamente un pozzo di circa 10 metri, la particolarità di quest’ultimo è che non dobbiamo toccare il suo fondo ma ci fermiamo a due metri da esso di fronte ad una finestra\oblò che invita proprio ad entrare.

  • La seconda parte di grotta inizia proprio all’interno di questa finestra poiché la morfologia è completamente differente: tutto appare crollato e concrezionato; il collante di questi grandi clasti è una componente assai argillosa-limosa. Sotto i nostri piedi ci sono delle alternanze di pieni (crollo) e vuoti. Passando questa piccola stanzetta tutto si fa più complesso, si riescono a riconoscere grandi blocchi crollati dalle pareti e/o soffitto. È in questa zona che è stato ipotizzato esserci un altro ingresso o comunque delle infiltrazioni dal soffitto, questo spiegherebbe in parte le foglie sul pavimento viste da Valerio nelle uscite precedenti. In effetti qui l’aria è fredda e saltuariamente si riescono a sentire delle correnti. Il tutto è sempre rivestito dalla matrice limosa, questa mi ha colpito perché ad un certo punto non la ritroviamo più. Si prosegue scendendo in una strettoia obliqua meandrica che a mio avviso è stata la parte più ostica della grotta perché l’attenzione è rivolta soprattutto a non far cadere massi attraversandola.

  • La terza e ultima parte inizia alla fine della zona meandrica appena descritta. Qui inizia la vera grotta, non ci sono crolli e le concrezioni appaiono nella loro mossa sciolta, la componente argillosa è sparita ma è rimasta l’umidità che in alcuni punti è più accentuata. La terza parte è quella che chiamerei “dei pozzi e dei saltini”. Ricordo quando Nerone ci ha raccontato il momento della scoperta del pozzo da 20 e nel momento della discesa ho immaginato di vederlo dall’alto, la visione che ho avuto era circolare e definita ed alcune pareti sembravano più “levigate” dall’azione dell’acqua.

La particolarità di questa grotta ai miei occhi è che è fortemente labirintica e fredda. C’è stato un momento in cui il gruppo, a seconda del lavoro da svolgere, si è diviso in 3 parti ed è assurdo pensare che in un preciso momento ci trovavamo in 3 posti diversi ma parallelamente allineati. Comico è stato il momento in cui io e Fabrizio dovevamo fare uno scambio di posto con Nerone, io passo tranquillamente godendomi l’intreccio speleo che si era creato tra Nerone, Fabrizio e stalagmiti, intreccio sciolto a forza di qualche parolaccia, avessi avuto una macchina fotografica avrei immortalato quel bellissimo momento.

L’obiettivo (raggiunto alla grande) del giorno è stato di effettuare il rilievo della grotta (fin dove possibile), disostruire quanto più e ricercare prosecuzioni. Tutto è stato raggiunto: io e Fabrizio abbiamo pensato al rilievo fino ai piedi del pozzo da -20, Nerone ha pensato alla disostruzione della seconda parte meandrica e Leandro e Giuseppe come due dolicopodi erano già giù nella zona dei pozzi spinti dallo spirito esplorativo che di fatto si è reso interessante perché i due insieme hanno scoperto un “laghetto” e un anfrattino di massi e clasti che sembra proseguire.

Risalendo Gabriele ci accoglie con il fuoco e contento mi racconta subito delle rudiste che ha trovato a pochi metri dalla grotta.

È stata davvero una bella giornata, ho avuto il piacere di unire l’utile al dilettevole (pratica speleo, che male non fa e rilievo) l’unico grande scoglio è stato il freddo che spesso distoglieva la concentrazione ma per fortuna Fabrizio aveva sempre una buona parola.

A presto Shaka Zulu!

Angelica

Grazie Angelica! Passiamo ora a vedere qualche foto della giornata.L’ardua salitaSiamo quasi alla cresta.Bene, ora rimane solo il pezzo quasi in piano. Il panorama e’ stupendo.Riprendiamo un attimo il fiato.Ci addentriamo nel bosco.Particolare della corteccia di…sara’ un faggio?!?Iniziamo a cambiarci. Freddo intenso.Gabriele impartisce una lezione di rilievo in pillole ad Angelica mentre lei si cambia.Prendo il punto della grotta col GPS.Nerone intanto accende il fuoco per riscaldarci quando usciremo. Gabriele per oggi sara’ la nostra vestale e lo manterra’ acceso.Gabriele fa le ultime raccomandazioni sul rilievo al fagotto in cui si e’ trasformata Angelica. Fa un freddo veramente freddo, ma freddo assai.Occhieggio l’ingresso della grotta con molto interesse perche’ entrare promette un poco di calore. Pero’ devo fare gli ultimi controlli all’attrezzatura da rilievo e non posso ancora avvicinarmi al calduccio.Nerone e la sua puzzolentissima proboscide piparia sono pronti, il fuoco ha finalmente preso.Leandro e Giuseppe entrano per primi e vanno verso il fondo. Io termino i preparativi, possiamo entrare. Nerone ci fara’ strada, Angelica ed io faremo il rilievo.Angelica e’ pronta ad entrare, Gabriele e’ gia’ intento a mantenere vivo il fuoco.Prendo i primi punti partendo dall’albero dove e’ armata la partenza. Angelica, ora ben istruita circa i suoi compiti mi indica il caposaldo segnandolo col pennarello. Si entra al calduccio.In fondo al primo pozzetto finiamo di sistemarci, Nerone ci racconta un poco la grotta. Possiamo proseguire.Quando arriva il mio turno, scendo il pozzo. Entrando nell’oblo’ a meta’ del pozzo, arrivo nel tratto per me nuovo. Nerone, dopo aver gestito in maniera efficace e veloce una emergenza bagno, e’ pronto a fare strada ad Angelica e me.Angelica nel frattempo cerca di recuperare un po’ di calore con una sigaretta.Facciamo il tortuoso tratto stretto con qualche contorsione, ma senza troppi problemi. Nerone finisce di descriverci il proseguo della grotta poi decide che per lui e’ ora di tornare indietro a fare compagnia a Gabriele. Noi due, Nerone ed io facciamo i numeri da circo per scambiarci di posto nel mezzo dello stretto con sommo divertimento di Angelica. Dopo il complicato scambio, Angelica, che ancora ride, ed io, riprendiamo col rilievo mentre Nerone ci manda le ultime raccomandazioni prima di risalire. Dopo un paio di zigozago ci troviamo sull’orlo di un pozzetto. Ho dovuto cambiare la batteria del cellulare, quello che uso con TopoDroid, il freddo l’ha abbattuta in fretta. Scendiamo il pozzetto.Angelica mi avverte che subito dopo inizia un pozzo ben piu’ lungo, deve essere il P20 di cui ci diceva Nerone.Angelica inizia a scendere.Fa sosta al frazionamento.E poi scende velocissimamente.Arrivata lei, scendo io prendendo i punti per il rilievo. In fondo, alla base del pozzo, iniziamo a sentire le voci dei nostri amici, Giuseppe e Leandro. Stanno tornando indietro verso di noi. Appena riuniti ne approfitto per estorcere loro una foto di gruppo.Ci raccontano la grotta nell’ultima parte. C’e’ meandro ed una altro paio di pozzi, poi stringe. Dallo stretto viene una bella aria gelida. In tutto c’e’ da scendere ancora circa 15 metri. Nel bel mezzo del racconto il cellulare mi tradisce ancora una volta, anche la batteria di riserva cede al freddo. Senza cellulare decido che non e’ il caso di proseguire col rilievo. Segniamo l’ultimo caposaldo ed iniziamo a risalire. Vado per primo.Dopo la mia “libera” i ragazzi per galanteria mandano Angelica. La aspetto per uscire assieme.Insieme rifacciamo in senso inverso la strada fatta poco prima. Lo stretto mi costa piu’ di qualche sbuffo e sospiro mentre Angelica quasi ci passa camminando.Vado per primo anche al pozzo d’ingresso.Ed eccoci fuori a riscaldarci al fuoco tenuto acceso da Gabriele.Pochi minuti ed arrivano i nostri fondisti. Il primo a fare capolino e’ Leandro.Nerone sorveglia l’uscita.Buon ultimo ma con una espressione soddisfatta, arriva Giuseppe. Stavolta e’ Gabriele a fare accoglienza.Ma si, un’altra foto se la merita.Nonostante il fuoco, il freddo riprende a mordere. Sistemo svelto le mie robe ed inizio a scendere seguendo Nerone che si e’ appena avviato.Lo riprendo quasi alla strada. Eccolo che procede quasi nel buoi.Finalmente posso cambiarmi ed indossare i vestiti asciutti. Un bel sollievo dal gelo. Ripresa la macchina andiamo a trovare Livia al bar di Campo dell’Osso dove lavora da qualche tempo. La catturo subito per una foto.Mentre Livia termina i saluti, ci accomodiamo per prendere una cioccolata calda. E’ quello che ci vuole per stemperare il freddo preso oggi.

Ancora una nuova grotta da esplorare…Non finiremo mai! MA va bene cosi’. Alla prossima.

Pubblicato in rilievo, speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Grotta Daniel – 18/11/2018

Grottone di Calvi – 25/11/2018 – by Sieva@GSCO

Ancora una volta ho il piacere di ospitare la relazione di un amico. Grazie Sieva. Ecco la sua relazione:

Palestra: Calvi dell’Umbria
25/11/2018
Ore 7:30, incontro al FoodVillage.
Siamo io,Simone,Chiara,Marco,Fabio e Francesca.
Solito caffè poi subito in macchina verso Calvi.
Il cielo è nero e minaccia pioggia ma per ora è clemente.
Arrivati a Calvi, ci fermiamo in un bar nel centro del paese per il secondo caffè e qualche pezzo di pizza calda.
Ci accorgiamo, con sorpresa che il paese è tappezzato di Murales e che non stonano affatto con i palazzi antichi del borgo.
Parcheggiate le auto sulla strada, inizia il cambio dei vestiti.
Siamo pronti, ci incamminiamo salendo per il sentiero, che non è molto lungo ed inizialmente è semplice e ma che proprio alla fine scompare e ci si deve arrampicare sulle rocce per poter arrivare a questo grande grottone.

Lasciamo cadere a terra le sacche pesanti con un gran sospiro di sollievo.
A me è toccato, come sempre il trapano, ormai mi ci sono affezionato, a Simone le corde e a Marco… beh come al solito era carico come un mulo ma a lui non fa paura niente!!

Si armano le vie, un traverso e si fa anche una bella teleferica che è anche molto divertente.
A giro ci divertiamo un po’ tutti, salendo e scendendo su quelle corde, un po’ come bambini al Luna Park che non vedono mai l’ora che sia di nuovo il loro turno.
Intanto è cominciato a piovere e la via quella più alta si è tutta bagnata ed è diventata molto scivolosa, una difficoltà in più, però ce la siamo cavata bene, anche sul bagnato.
Ci siamo divertiti molto con la teleferica, Simone ci ha fatto anche vedere come fare da contrappeso per tenere più tesa la corda.
Io, ho litigato tutto il giorno con maniglie e croll, su quali andavano smontati prima o dopo sul frazionamento delle corde, mi ci sono intrigato non poco, ma spero di averci fatto pace…vediamo la prossima uscita!
Ora di pranzo, ci copriamo bene con piumini e pile e mangiamo tutti insieme.
Marco, come di consuetudine, prepara il caffè con la Moka…ci ha abituati proprio bene!
Poi abbiamo fatto i seri, Simone è salito in cattedra spiegando le manovre su come soccorrere un ferito in corda.
Manovre molto difficili da imparare ma soprattutto da mettere in pratica ma molto interessanti.
Ed ho capito che è importante che tutti le sappiano fare, perché tutti dobbiamo essere in grado di aiutare tutti.
Finita la lezione, con grande sollievo per i gioielli di Simone, si comincia a disarmare le vie ed i traversi.
Ormai è buio, con le luci frontali accese, tra la nebbia che ci bagna la tuta, rifacciamo sù le corde, mettiamo i k-way e ci inoltriamo per la boscaglia per raggiungere le auto.
Piove a dirotto, mettiamo il telo sopra le auto per creare un riparo dalla pioggia che ci permetta di toglierci le tute zuppe, ci cambiano con gli abiti asciutti, sistemiamo tutta l’attrezzatura, montiamo in macchina e partiamo, direzione casa.
Arriviamo al parcheggio del solito FoodVillage, ha smesso di piovere, ci si informa su chi va a mangiare un pizzetta, la voglia di stare insieme non è ancora diminuita.
Io però vado a casa, scombussolato forse dal viaggio, con un po’ di mal di stomaco e anche con un bel po’ di stanchezza.
Saluto tutti e ringrazio i soliti Simone e Marco, che anche oggi hanno vegliato su di me impedendo di farmi male.
Vado a casa con in testa la bella giornata passata e con la consapevolezza che l’indomani mi sveglierò con una voglia matta di farlo ancora!

Sieva

Pubblicato in amici, GSCO, Ospite, palestra, speleo | Commenti disabilitati su Grottone di Calvi – 25/11/2018 – by Sieva@GSCO