Creta Rossa – 31/08/2019

Discesa della Creta Rossa con Valentina. Assistenza esterna di Gabriele e Giuseppe. La sera, riunione a Subiaco.

Siamo solo noi 4 e partiamo tutti da Roma, ci muoviamo con comodo. Abbiamo scelto un obiettivo poco impegnativo perche’ poi la sera avremo una riunione di gruppo a Subiaco, presso la sede dello Shaka Zulu. Dopo la necessaria sosta per la colazione, saliamo a Livata. Passando per la piana di fondi di Jenne ci fermiamo per una visita di cortesia alle varie doline, non si sa mai avessero deciso di fare la muta e trasformarsi in grotte. Infine giungiamo davanti all’ingresso della Creta Rossa ed iniziamo a prepararci.

Quando abbiamo preso tutte le nostre cose dalla macchina, Gabriele ci annuncia che lui non ha voglia di venire in grotta oggi e vuole invece andare a fare un giro verso il Cavorso. Subito risolviamo portando tutto il necessario davanti l’imbocco della grotta.

Valentina, e’ alla sua prima visita. Facciamo la nostra porca figura raccontandole qualcosa della grotta. Stiamo ancora preparandoci quando inizia a piovere con convinzione. Per fortuna gli alberi ci proteggono benone e di acqua ce ne arriva ben poca. Questo pero’ basta a Giuseppe per decidere che anche lui non ha tanta voglia di andare in grotta. Valentina ed io invece continuiamo a prepararci.

Prima di entrare proviamo un nuovo “aggeggio”, il multimonti-fix (in verita’ non so quale sia il suo nome!). Prendo il trapano, tutto l’armamentario ed opero.

Fatto il buco, monto sul trapano il bussolotto per mettere in sede il multimonti-fix. Entra e si impana nella roccia senza particolari problemi

Tanto per provare l’effetto estetico ci monto anche un anello avvitando il dado sulla filettatura come fosse un fix.

Per non far torto a nessuno provo anche una placchetta. Dopo smonto il multimonti-fix, ancora con l’aiuto del trapano e ancora senza problemi di sorta. Come ultimo test, provo a montare un multimonti “classico” nel buco del multimonti-fix. Riprende facilmente la filettatura e sembra reggere al successivo fissaggio con la chiave. Fatte le prove rimettiamo tutto a posto. Il multimonti-fix sembra piu’ versatile rispetto al multimonti, pero’ per utilizzare questo nuovo oggetto sara’ meglio attendere che facciano qualche prova di carico negli appositi laboratori di prove materiali.

Dopo le appassionanti prove, iniziamo l’armo dall’albero. Fatto questo, Gabriele e Giuseppe ci lasciano e se ne vanno a fare il loro giro. Valentina ed io rimaniamo a divagarci con la Creta Rossa. Armeremo 2 vie, una Valentina ed una io. Annoio adeguatamente Valentina con qualche nozione di armo e poi le appioppo tutti i pesi bardandola come un albero di Natale. Inizio a scendere.

Nel primo tratto c’e’ sempre la targa che commemora i primi 30 anni di speleologia di Nerone.

Mi raggiunge Valentina. Dove il pozzo “spancia”, inizia il nostro lavoro. Non e’ semplice per nulla, la roccia e’ pessima in questo punto. Per i primi 2 frazionamenti ce la caviamo, io con dei fix, Valentina invece utilizza uno spit. Visto che il suddetto spit e’ lercio ed intasato, Valentina ha anche l’occasione per fare conoscenza ed utilizzare il “bullone disgorgatore” che abbiamo portato proprio per questa evenienza. Per il frazionamento successivo, quello che poi ci permettera’ di arrivare fino a fine pozzo, dobbiamo lavorare duramente tutti e 2 per trovare un punto adatto e prepararlo come si deve.

Finalmente al fondo del pozzo. Siamo nel punto dove la grotta si divide in 2 rami. Uno che prosegue sulla verticale del pozzo appena scesa e l’altro ramo di lato, a qualche metro. Decidiamo di provare il ramo laterale.

Valentina scruta la roccia per individuare degli attacchi e proseguire con l’armo.

Ce n’e’ uno di partenza e subito sotto un altro. Il secondo decidiamo di utilizzarlo come deviatore. Oggi mi sono vestito leggero, improvvisamente sento molto freddo. Chiedo a Valentina se sa l’ora, “Saranno le 2”, mi risponde. E’ l’ora buona per fare pausa per uno spuntino. Dividiamo da bravi amici il suo panino ed un sorso d’acqua. Il senso di freddo non e’ passato, pero’ mi sento meglio.

Ripartiamo. Valentina arma la partenza e poi scende a sistemare il deviatore.

Il pozzo successivo e’ alla mia destra. Non ci sono attacchi predisposti, ma in compenso ci sono disponibili molti armi naturali. Sistemiamo quel che serve e Valentina scende.

Io rimango sopra a fare foto.

Faccio rapidamente la conta delle corde che abbiamo. Purtroppo le abbiamo praticamente terminate.

La corda su cui e’ Valentina non arriva in fondo. Dobbiamo desistere. Decidiamo che e’ ora di risalire.

Eccola che torna.

Smontiamo gli armi naturali. Mi incuriosisce molto la spaccatura che abbiamo di fronte, magari e’ solo una piega nella roccia, ma vorrei tornare a vedere meglio.

Recuperato e sistemato il materiale, riprendiamo le corde del primo pozzo.

Iniziamo a salire.

A vederlo da qua, l’ingresso non sembra molto grande.

Valentina pedala come una forsennata, faccio una faticaccia per tenerle testa.

Siamo quasi in vista dell’uscita, iniziamo a sentire voci amiche, sono Gabriele e Giuseppe che sono tornati dal loro giro.

Da bravi, ognuno disarma la propria via.

Valentina e’ molto presa e quasi non risponde alle mie facezie.

Finisco prima di lei col mio frazionamento, salgo un poco per salutare i nostri amici.

Anche Valentina passa al frazionamento successivo, quello con lo spit.

Tolto l’ultimo frazionamento, siamo ad un passo dall’uscita.

Valentina mi scavalca d’impeto e guadagna l’uscita. Io arrivo con calma.

Mentre ci cambiamo, ci scambiamo informazioni, noi raccontiamo la nostra avventura d’armo e loro ci dicono della gita al Cavorso. Chiediamo l’ora, sono le 6 e mezza del pomeriggio! Ancora un poco e avremmo fatto tardi per la riunione. Praticamente quando Valentina ha stimato essere le 2, erano almeno le 5. Non ci siamo resi conto che tra un giro e l’altro, le prove del multimonti-fix, la pioggia e gli spiegoni sull’armo, siamo entrati in grotta alle 3 del pomeriggio.

Sistemiamo tutte le nostre robe e torniamo alla macchina, in corrispondenza del palo indicatore della grotta.

Sembra come avessimo fatto una spedizione di piu’ giorni invece che poche ore di grotta.

Foto di gruppo, ci voleva.

Stipiamo di nuovo la macchina e andiamo a Subiaco.

Parcheggiamo alla cartiera e andiamo a cercare qualcosa da mangiare, ho lo stomaco che brontola sonoramente.

Dopo un veloce e sostanzioso spuntino a base di pizza al taglio, andiamo in sede. Ci sono gia’ Nerone, Elia ed Erminio.

Mi metto comodo sul divano, pian piano la sede si riempie di noi soci del gruppo.

Nerone da’ il via alla riunione.

La riunione e’ lunga e gli argomenti non facili da trattare. Alla fine, come tutto, anche la riunione ha termine. Usciamo per andare a riprendere la macchina.

Il ritorno ha alti e bassi, si riprendono i temi discussi in riunione, si sonnecchia e si parla dei prossimi impegni ipogei che stiamo progettando. Una giornata con un inizio lieto, un intermezzo con qualche tensione ed un finale quieto. Alla prossima.

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Ricognizione Buco di Giorgio – 24/08/2019

Doveva essere grotta Pila, ma Gabriele si dimentica di me. Rimedio facendo una passeggiata con Luna alla ricerca delle grotte nei dintorni di Montebuono.

Vado al bar da Roby e mi faccio prestare la loro copia del libro “Avventure sotterraneee” fatto anni fa dal GSS. Prendo nota delle grotte, principalmente quelle senza numero di catasto e vado. Luna ha capito che siamo in modalita’ passeggiata e scalpita nemmeno fosse un puledro. Fermo la macchina vicino al Buco del Vento. Uno stretto cunicolo. Esce tanta aria ma c’e’ il cancello e poi oggi sono con Luna e quindi niente grotta.

Decido di andare a cercare per primo il Buco di Giorgio. Sul libro c’e’ scritto che l’ingresso e’ di difficile reperimento in quanto e’ in mezzo alla macchia. Non me ne preoccupo, mi preparo, imposto il gps e parto. Appena sono lontano dalla strada, sciolgo Luna. Non aspettava altro, parte come un missile su per il sentiero. Seguo il sentiero per un poco, poi decido di tagliare dritto verso la grotta, come mi indica il gps. Un incubo! Procedo quasi sempre “ginocchioni”. Devo fare una miriade di cambi di direzione per evitare le zone invase dai fetentissimi stracciabraghe. Dopo un’oretta di questa vita grama sono quasi deciso a rinunciare. Ho sudato il sudabile, ho rotto la maglietta nuova, mi sono ricoperto di graffi e la situazione non sembra decisa a migliorare. Valuto se tornare indietro. Ripenso al tratto appena percorso, non se ne parla proprio.

Verso l’alto, a sinistra, in direzione contraria alla grotta sembra che il terreno sia piu’ aperto. Prendo da quella parte. Trovo un sentiero, roba di cacciatori a giudicare dai mucchietti di bossoli che trovo ad ogni passo. Il sentiero arriva ad una pozza d’acqua melmosa. Luna decide bene di farsi un bel bagno. Ne esce contentissima ed infangata a dovere. Le intimo di non avvicinarsi mentre si sgrulla via l’acqua da dosso. Il sentiero sembra proseguire anche verso la direzione della grotta. Decido di riprovare. Seguo il sentiero, anche se a tratti sembra interrompersi, dopo qualche metro lo ritrovo. Quando si interrompe definitivamente, il gps dice che mancano 200 metri alla grotta. Sarebbero metri da soffrire tutti vista la folta vegetazione che si frappone tra noi e lei. Non e’ cosa. Torniamo indietro.

Al laghetto melmoso Luna evita stavolta il bagno. Seguiamo il sentiero dal verso opposto. Pare ben percorribile. Ogni tanto sembra perdersi per la folta vegetazione ma poi prosegue. Mentre seguo il sentiero intravedo sopra di me la traccia di una strada. Lascio il sentiero e vado a verificare. E’ proprio una strada bianca, la conosco pure, e’ quella che parte da Santa Maria Maddalena, un minuscolo paese vicino a Montebuono. Seguo la strada quel che basta a riprendere fiato e buon umore. Faccio 2 conti, se seguo la strada fino in paese poi dovro’ fare 3 o 4 chilometri sulla strada asfaltata per tornare alla macchina. No buono. La strada asfaltata immagino corra sotto di me circa parallela alla strada bianca. Mi inoltro di nuovo nella macchia e scendo giu’ dritto per dritto. Alcuni tratti sono quasi da arrampicare e Luna mi stupisce ancora una volta con la sua agilita’. Tra i suoi antenati deve avere qualche capra di montagna. Pochi minuti e siamo alla strada. Ci tocca fare circa un chilometro per tornare alla macchina, ma va quasi bene.

Alla macchina mi cambio e avverto Betta che sono di ritorno a casa. Potremo pranzare assieme. Luna e’ felice e stanchissima. Nemmeno entra in macchina che subito si acciambella a fare un riposino. Termina cosi’ il mio tentativo di ritrovare il Buco di Giorgio, alla prossima.

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Risorgenza di Civitella – 22/08/2019

Con Matteo e Gabriele. Matteo tra un po’ finira’ le ferie e dovra’ tornare in Olanda. Ci tenevo a mostrargli la risorgenza, ma purtroppo il nostro tentativo e’ stato un buco nell’acqua. Per la prima volta da quando vengo a questa grotta, l’acqua e’ troppo alta per entrare.

Io parto da Montebuono. Con i miei amici ci vediamo la mattina al parcheggio de La Rustica. Dopo un rapido consulto decidiamo che andremo con 2 macchine, la mia e quella di Gabriele. All’andato Matteo verra’ con me, al ritorno con Gabriele. Eccoci appena arrivati nei dintorni di Pescorocchiano.

Prima di cambiarci e mettere le mute, andiamo alla grotta a verificare che l’ingresso sia praticabile. Il livello e’ un po’ alto e l’acqua sembra stagnante, pero’ l’abbondante aria fredda che proviene dalla grotta ci lascia una buona impressione e qualche speranza.

Torniamo alle macchine a vestire le mute.

Sudando come forsennati, torniamo alla grotta bardati di tutto punto.

L’ingresso in tutto il suo splendore.

Io mi immergo nell’acqua, e’ decisamente poco invitante d’aspetto ma molto molto rinfrescante. I miei amici sono ancora in piacevoli chiacchiere, sembrano non soffrire troppo il caldo.

Dopo aver passato l’ingresso con i soliti 40cm di apnea, sono nella zona subito dopo. Qualcosa non va. Il passaggio successivo di solito e’ comodo ma ora invece e’ quasi chiuso.

Urlo ai miei amici di venire avanti. Intanto passo oltre per vedere la situazione. I miei peggiori sospetti vengono subito confermati. L’acqua e’ altissima, almeno un metro piu’ delle volte scorse. Vado alla parete di fondo nel punto dove so esserci il passaggio. Lo trovo, e’ giusto all’altezza del mio stinco. Oggi non passeremo.

Eccoli che arrivano.

Quando siamo tutti assieme, faccio vedere loro la situazione. C’e’ poco da fare se non godersi il fresco ancora per un minuto e poi uscire.

Esco per primo e faccio assistenza ai miei amici per il tratto in apnea.

Visto che oramai siamo qua, facciamo un salto all’altro ingresso, quello perennemente sifonante. C’e’ una corda guida, probabilmente qualcuno e’ venuto ad immergersi.

Matteo, il nostro aspirante speleosub entra a curiosare.

Ancora qualche chiacchiera sui progetti futuri.

Torniamo alla macchina e ci rimettiamo in abiti civili. Cambiamo programmi decidendo per un buon pranzo che ci risollevi il morale. Abbiamo pero’ abbastanza tempo per una visita alla grotta turistica di Val di Varri. Gabriele si occupa di parlare con l’addetto per ottenere l’accesso.

Andiamo a visitare l’ingresso della grotta.

Gabriele entra in modalita’ “non mi disturba affatto” e passa qualche minuto al telefono.

Il cancello ci intima l’alt, ma noi abbiamo il permesso di entrare quindi lo ignoriamo.

Siamo dentro.

Ci inoltriamo verso l’ingresso. Nemmeno un paio di passi e l’aria diventa decisamente piu’ fresca. Fredda, quasi.

L’ingresso, anche se ora non c’e’ troppa acqua, e’ imponente.

La torretta di belvedere.

Il buio della grotta ci chiama, ma stavolta non possiamo dargli retta.

Tra Gabriele e me, raccontiamo qualche storia sulla grotta fino a fare ora di pranzo. Ad un’ora acconcia ci parcheggiamo davanti al ristorante all’ingresso di Pescorocchiano, decisi a riprendere il buon umore con un buon piatto di pasta.

Diciamo che i ristoratori non ci mettono molto impegno nel rallegrarci, pero’ la compagnia e’ ottima e riusciamo in qualche maniera a tirarci su il morale.

Dopo pranzo, salutati i miei amici, prendo la strada di casa. Il ritorno e’ piacevole anche se la strada che mi riporta a Montebuono passando vicino Contigliano ha veramente un numero considerevole di curve. Peccato per la grotta, sara’ per la prossima.

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Pretaro – 18/08/2019

Una simpatica uscita estiva al Pretaro, con Angelica, Barbara, Irene, Valentina, Nerone, Giuseppe, Gabriele e Matteo.

Siamo proprio un bel gruppetto nonostante l’assenza di buona parte dei miei amici di Orvieto. Stavolta infatti in loro rappresentanza sono venuti solo Barbara e Giuseppe. Durante la vestizione faccio un giro di foto per presentare degnamente i miei amici. I primi ad essere catturati sono Angelica, Valentina e Matteo.

Passiamo poi ai grossi calibri con Nerone.

E naturalmente, Gabriele.

C’e’ poi Irene che riprendo anche se cerca di nascondersi.

Tutti pronti, si entra.

Ecco Nerone in posa rilassata che aspetta il resto del gruppo per proseguire.

C’e’ infatti da aspettare un poco Barbara e Giuseppe che sono arrivati un poco tardi…e Gabriele che da bravo PR si e’ perso in chiacchiere. Che problema c’e’, per ingannare l’attesa porto chi ha voglia a fare un breve giro in direzione dell’Arpa Celtica.

Facciamo conoscenza con uno scorpione ma lo lasciamo riposare senza disturbarlo.

Verso l’ingresso sentiamo rumori. Probabilmente ora siamo tutti.

Torniamo indietro a verificare. Non ci siamo sbagliati, ora il gruppo e’ al completo.

Proseguiamo decisi e compatti verso il pozzetto.

Irene scende per prima il pozzetto e si mette comoda all’inizio del traverso.

Scendo anche io, aspetto gli altri al varco con la mia fida fotocamera.

Ecco la discesa di Nerone con la sua mitica pipa.

Scende anche Valentina. Iniziamo ad essere troppi in questo punto, racconto del traverso agli astanti e li esorto a provarlo. Vanno.

Pochi minuti e siamo affacciati al primo toboga. Stavolta scendo io per primo.

Irene mi segue subito. Le indico la strada per un buon punto dove attendere.

Matteo beccato durante uno spuntino. La foto viene mossa perche’ Matteo mastica ad un ritmo frenetico.

Dopo il primo toboga, andiamo ad affrontare il secondo, non mi soffermo a fare foto, magari rimediero’ al ritorno. Stavolta Nerone non ce lo perdiamo come la volta scorsa.

Passiamo in fila indiana per il trivio, io intanto blatero a casaccio cercando di fare indegnamente il mestiere di cicerone in quanto padrone di casa.

Il passaggio esposto prima della Sala del The e’ solo una formalita’, lo passiamo velocemente.

Ed eccoci alla Sala del The tutti pronti per la foto di gruppo.

Dopo un po’ di riposo ed uno spuntino decidiamo di proseguire, quasi tutti. Solo Nerone e Gabriele decidono di attendere alla Sala del The. Ecco l’arrivo di Angelica nella sala Utec.

Dalla sala Utec in poi spedisco tutti gli strettoisti disponibili (e oggi ne ho proprio tanti!) in vari cunicoli che in passato mi hanno negato l’accesso per via della stazza. Ecco Matteo che si infila in uno di questi.

Quando ho esaurito le verifiche, proseguiamo. Arriviamo all’angolino delle “cacche”. Spiego ai miei amici che abbiamo dedicato del tempo a questo punto perche’ una volta trovammo delle deiezioni quasi fresche di un animale di dimensioni medie, cosa che ci ha fatto sperare in una uscita percorribile anche da noi. Per buona misura, ci aggiungo anche il racconto di quando il buon Giuseppe ha tentato di forare la parete esterna col fioretto (un grosso trapano) per arrivare ad una saletta che indico loro.

Dopo nemmeno una mezz’ora di racconto delle nostre avventure passate, inizio a notare un leggero calo di attenzione. Faccio finta di non notare gli sguardi assonnati dalla noia e faccio cenno che possiamo proseguire. Non aspettavano altro, subito si fiondano, chi dritto, chi a destra, chi in alto, chi in basso. Cerco di spiegare loro dove stiamo andando pero’ mi accorgo che sono rimasto da solo. Mi avvio anche io.

Arriviamo nei pressi di uno dei punti che preferisco, la strettoia a chiocciola. Prima di proseguire recuperiamo Matteo che ho spedito nel ramo a destra alla ricerca del fantomatico ingresso “del cacone”. Quando siamo tutti di nuovo insieme li costringo a subire l’ennesimo spiegone sulla strettoia. Pero’ stavolta se la cavano con poco. Andiamo.

La strettoia e’ ostica cosi’ come la ricordavo ma coloro che hanno deciso di cimentarsi arrivano tutti sani e salvi. Solo Barbara ed Irene hanno desistito, forse ho descritto la strettoia con troppa enfasi.

Arrivati all’attuale zona terminale per questo punto della grotta, mi lancio nell’ennesima chiacchierata fiume per raccontare ai miei amici del lavoro fatto da queste parti. Prima di essere sommerso dagli sbadigli, riprendiamo la via del ritorno. Ecco Giuseppe che, buon ultimo, guadagna l’uscita della strettoia.

E questi siamo noi che lo aspettiamo con pazienza, tanto l’ambiente e’ comodo e non freddo.

Tornando indietro costringo le mie amiche a fare da modelle per alcune foto. Peccato che solo una venga appena accettabile.

Scendendo dalla Sala Utec alla Sala del The mi ricordo di fare una bella foto al residuo di moschettone che c’e’ ad ornare la strettoia verticale che collega le 2 sale.

…e finalmente eccoci di nuovo alla Sala del The. Nerone e Gabriele, stanchi di aspettare hanno preso la via del ritorno.

Anche noi prendiamo la via del ritorno ma al trivio propongo una deviazione per la frattura broccolettata. Accettano tutti tranne Irene che si sente stanca e saggiamente non vuole forzare. Noi altri andiamo a farci rovinare le tute dai broccoletti infidi.

Ogni tanto mi giro per una foto, sono tutti impegnatissimi nel limitare i danni e riportare indietro una parvenza di tuta.

La risalita e la saletta chiudono il giro. Per il ritorno scelgo la via diretta, in opposizione nella frattura. Sotto di me osservo Barbara che chiude la fila.

Angelica mi sorprende seguendomi con audacia e sprezzo del pericolo.

E se la cava molto bene, devo dire. Sta prendendo confidenza con questo tipo di progressione.

Barbara ci vede scendere che e’ ancora al termine del tratto in piano. Decide che vuole evitarsi la salita e la conseguente discesa. Appena la raggiungiamo parte come una saetta per tornare indietro.

Al nostro ritorno troviamo Irene che ci aspetta pazientemente.

Ci raduniamo e proseguiamo compatti verso i toboga. Stavolta salgo il secondo toboga e mi piazzo in cima a fare foto.

Per prima sale Irene.

Eccola che arriva. Mi stringo nella nicchia di lato e la faccio passare oltre.

Poi e’ la volta di Angelica. Mi stupisce ancora salendo con rapidita’ senza l’uso degli attrezzi, mette giusto il croll come sicura. Brava.

Merita piu’ di una foto, e non mi faccio pregare.

Arriva poi Barbara.

Anche lei si merita un’altra foto.

Sale poi Giuseppe. Sento voci disperse in avanti. Probabilmente non sono riuscito a spiegare bene la strada da seguire a chi e’ gia’ salito. Lascio la mia postazione fotografica e vado a vedere.

In effetti le mie amiche si stavano addentrando in una zona che non conosco disdegnando completamente la via per il primo toboga. Le recupero e andiamo a cimentarci col suddetto toboga.

Anche qua Angelica si produce in una bella arrampicata. Oramai questi toboga non hanno segreti per lei.

La seguo quasi passo passo.

Alla ricerca degli appigli, il primo toboga non ne ha molti.

Arriva serena e soddisfatta e decide di rilassarsi mettendosi comoda. Mi allontano per tentare qualche foto sfruttando anche la sua luce.

Torno alla mia postazione, arriva Irene.

Anche a lei ancora una foto.

Il meritato riposo dopo la salita.

Ed ecco anche Barbara.

Per equita’ anche a lei scatto foto senza risparmio.

Quando sale Giuseppe c’e’ la luce di Matteo sotto di lui che crea un bell’effetto.

Provo a sfruttarlo.

Valentina!

Forse oggi l’ho un poco trascurata fotograficamente parlando.

Vediamo di rimediare.

Deve sbrigarsi a salire, e’ tallonata da Matteo, pure lui ha deciso di arrampicare.

Quasi arrivata, puo’ prendere fiato.

Ed infine il buon Matteo.

Anche a lui non ho dedicato molte foto, magari rimedio ora.

Questa quasi mi piace.

Foto ricordo. Angelica ed Irene dopo il riposo hanno ripreso la via per il traverso, oramai non le ferma piu’ nessuno.

Ci troviamo di nuovo tutti assieme al pozzetto. Salgo per secondo, dopo Irene. La fotocamera decide che per oggi ha lavorato abbastanza. Quando sul display compare la grossa batteria rossa, c’e’ nulla da fare.

Al bivio per l’uscita propongo un’ultima deviazione per la Sala dell’Arpa Celtica. Tranne Irene che deve uscire per tornare a casa con Nerone, vengono tutti. Pero’ devo promettere che si trattera’ di cosa di pochi minuti. Peccato, il giro completo lo faremo la prossima volta. Andiamo a salutare l’arpa celtica e poi torniamo. All’uscita troviamo un sorridente Gabriele che ci annuncia che Irene e Nerone sono dovuti partire verso casa. Per noi rimane solo il ritorno ad abiti civili ed asciutti e la degna conclusione della giornata con una pizza tutti assieme.

Veramente una bella giornata. Alla prossima.

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Doppio Rum – 09/08/2019

Notturna per scoprire che la grotta prosegue…con un’altra strettoia.

La discesa

La strettoia “allargata”.

Il nuovo pozzo…

…e la nuova strettoia.

La strettoia “larga” al ritorno, ostica come all’andata.

Verso l’uscita.

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Doppio Rum – 28/07/2019

Con Angelica, Gabriele, Giulio ed io.

La mattina partiamo, come al solito da Roma. Gabriele passa a prendermi, siamo solo lui ed io per il momento. Valentina doveva raccogliere il resto del gruppo ma stamane si e’ svegliata col mal di schiena e ha dovuto darci buca. Dopo un buon numero di messaggi decidiamo cosa fare. Gabriele ed io andremo a prendere Angelica e Giulio ad Anagnina. Appuntamento al bar Tex. Non sono convintissimo della bonta’ della scelta ma e’ Gabriele che guida quindi mi adeguo. Inoltre devo confessare di essere pessimista, immagino ci voglia uno sproposito di tempo per fare dalla autostrada Roma-L’Aquila ad Anagnina e ritorno. Gabriele, serafico, mi dice: “in 20 minuti siamo la’”. Ed ha ragione, spacchiamo il minuto. Il tempo di parcheggiare ed i nostri arrivano anche loro. Facciamo colazione al bar Tex e poi partiamo a pieno carico.

A Campo dell’Osso facciamo sosta caffe’ al ristorante dove lavora Livia, una buona scusa per salutare la nostra amica.

Arriviamo finalmente al parcheggio per la grotta. Gabriele annuncia che non si sente in forma e non entrera’ in grotta. Come sempre appena iniziamo a prepararci, inizia a piovere, anzi, a diluviare. Mettiamo mano agli ombrelli e ci spostiamo sotto una tettoia del vicino caseggiato.

La tettoia ci protegge a malapena, piove a vento.

Finiamo di prepararci e siamo gia’ zuppi. Gabriele si impietosisce e viene lui a portarci lo zaino con il materiale.

Facciamo la strada fino alla grotta riparandoci con gli ombrelli, io cedo l’ombrello ad Angelica ed indosso il poncho che ho portato in previsione della pioggia odierna.

Il tempo di sistemare la corda, fare una foto ai miei amici e siamo pronti.

Entra per primo Giulio. Gli appioppo lo zaino col materiale. Aspettiamo un tempo congruo affinche’ possa scendere il primo pozzo senza ricevere sassi in testa. Angelica va avanti ed io chiudo la fila. Il primo pozzo ha 2 vie armate cosi’ scendiamo assieme.

Della discesa non faccio foto, oramai e’ quasi un percorso di routine. Al fondo troviamo Giulio che gia’ smartella allegramente. Oggi c’e’ una notevole corrente d’aria, soffia da dentro verso l’esterno. Se possibile fa piu’ freddo del solito. E’ il freddo a decidere i tempi per scambiarci di posto in zona scavi. Angelica ed io aspettiamo che Giulio sfoghi il suo ardore sulla roccia poi ci organizziamo. Sistemiamo la corda di sicura ed Angelica passa sul terrazzino dopo la strettoia. Lei tanto ci passa larga. Una volta sistemata al sicuro, le passo mazzetta e scalpello e anche lei inizia a menare sulla roccia con convinzione. Uso il trapano per fare una miriade di fori per indebolire la roccia e poi spaccarla con mazzetta e scalpello. Facciamo spesso cambio con Giulio. Quando chi e’ fermo inizia a sentire freddo ci scambiamo nuovamente. Il lavoro procede bene, ora potrei anche provare a passare. C’e’ Giulio al lavoro adesso. Intanto preparo gli attacchi, verifico che il trapano abbia ancora un minimo di carica per piantare il paio di fix che abbiamo, recupero la chiave d’armo. Sono pronto per andare ad esplorare. Giulio nel frattempo ha fatto saltare dei bei pezzi di roccia, decide di tentare anche lui il passaggio.

All’improvviso il tenue ruscellare dell’acqua diventa molto piu’ intenso. Giulio quasi ci ripensa, poi, vinto dalla curiosita’, si tuffa.

Non ci passa molto largo, ma passa senza difficolta’.

L’acqua aumenta rapidamente, vicino al suo braccio sinistro si forma rapidamente una pozza.

Ora e’ dall’altra parte. Ancora un minuto e l’acqua ora forma una piccola cascata che ostruisce parzialmente la strettoia. Credo che ancora una volta dovro’ rinunciare a vedere con i miei occhi cosa c’e’ dopo…

Con un sospiro di rassegnazione poso l’attrezzatura e mi faccio raccontare cosa vedono i miei amici. Mi parlano di un pozzo comodo di una decina di metri che termina in una sala. In fondo alla sala si vede buio. La loro versione coincide abbastanza con quella data da Valentina la volta scorsa. Non ho nemmeno il tempo di passar loro la fotocamera, l’acqua continua ad aumentare, la situazione potrebbe diventare spiacevole, meglio che tornino indietro. Per prima passa Angelica, il ritorno non e’ agevole nemmeno per lei, ci si deve lavorare ancora. Giulio infatti ci mette un poco a passare e nel farlo snocciola un buon numero di maledizioni. L’acqua continua ad aumentare. La strettoia, o meglio la ex-strettoia, ad “S” ora e’ allagata, quando siamo arrivati non c’era traccia d’acqua. Si, e’ proprio il caso di andare. Ecco i nostri esploratori poco prima di iniziare la risalita.

Finiamo di sgranocchiare della frutta secca poi Giulio riprende “spintaneamente” lo zaino con i materiali ed inizia a risalire. Angelica ed io attendiamo che Giulio passi la prima strettoia sopra di noi per partire. Una fredda attesa. Saliamo tenendoci a vista, ad un frazionamento di distanza. Io chiudo la fila e ne approfitto per ripulire il pozzo dai sassi in bilico.

L’ultimo pozzo lo salgo insieme ad Angelica. Io sono sulla corda con meno frazionamenti. Purtroppo pero’ lui e’ anche sulla verticale del pozzo, nel punto in cui oggi cade piu’ acqua…e oggi ne cade proprio tanta.

Mentre Angelica e’ impegnata con l’ultimo frazionamento, io salgo fino alla partenza del pozzo. Ora anche lei e’ sotto l’acqua. A voler vedere l’aspetto positivo della cosa, c’e’ da dire che ora ho la tuta quasi pulita.

Fuori, nemmeno a dirlo, piove.

Quando Angelica mi raggiunge, salgo svelto a guadagnare l’uscita. La aspetto a pie’ fermo per una foto.

Prendiamo svelti le nostre cose e partiamo alla volta della macchina. La strada che scende di fianco alla grotta e’ un piccolo torrente. Oramai siamo talmente bagnati che nemmeno ci curiamo di coprirci. Arrivati quasi alle macchina mi accorgo di aver dimenticato l’ombrello sulla staccionata che protegge l’ingresso della grotta. Ci guardiamo in silenzio con Angelica poi torniamo indietro a prenderlo. Al secondo giro riusciamo finalmente a raggiungere la macchina. Giulio e’ dentro col riscaldamento acceso a recuperare il calore. Con il prezioso aiuto di Gabriele recuperiamo le nostre cose ed andiamo a cercare un angolo asciutto dove cambiarci. Nonostante la pioggia a vento cerchi di rompere le scatole, riusciamo a cambiarci in maniera decente. Contenti e quasi asciutti torniamo alla macchina.

Non sono nemmeno le cinque del pomeriggio, forse Livia e’ ancora al ristorante, decidiamo di fermarci per un altro saluto. Stavolta pero’ mi porto la fotocamera per immortalare il momento.

Visto che ci sono riprendo anche Giulio.

Attenti a quei 2! Al ristorante prendiamo solo il saluto di Livia, hanno chiuso e Livia e’ attesa in macchina dai suoi colleghi, quindi dopo un abbraccio ci abbandona. Ci lasciamo con l’augurio di rivederci in grotta!

A noi rimane altro che scendere fino a Livata e fare tappa al bar per prendere qualcosa di caldo.

Ci voleva proprio. Solo qualche settimana fa, proprio in questo bar, ci rifocillavamo con birra ghiacciata per esorcizzare il caldo, ora siamo di nuovo qua ma con the, cappuccini e cioccolate calde.

Stavolta e’ troppo presto per fare tappa a Marano Equo per le fettuccine, la maledetta pioggia mi ha decisamente rovinato tutti i piani! Mi rassegno con un sospiro e mi consolo con una crostatina. Dopo la pausa ristoratrice, riprendiamo la strada di casa. Arrivo a casa giusto in tempo per cenare con Betta. Domenica con poche soddisfazioni ma comunque interessante. Alla prossima.

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Le Piane – 21/07/2019

Uscita omnibus dello GSCO. Ad accompagnare siamo: Chiara, Barbara, Elena, Simone, Giuseppe, Sieva ed io. Come accompagnati anche questa volta abbiamo un buon numero di bimbi e di adulti. Tutti se la sono cavata benissimo.

Le uniche note “stonate” della giornata per me sono: la prima un dolore di recente acquisizione, la tallonite. Grazie a lei ho adottato una simpatica andatura zoppicante. La seconda l’aver dimenticato a casa la mia amata fotocamera.

Per fortuna c’e’ Chiara che si e’ prestata a farmi da fotografa per questa gita. A proposito, Chiara e’ la bimba a sinistra, quella vestita di rosso!

Visto che stavolta non posso fare le foto ed ho delegato, mi ritrovo ad esserci anche io.

Ed ecco i nostri piccoli speleologi, i protagonisti di questa giornata.

Oltre a loro, tra gli adulti, abbiamo Olga che ha gia’ partecipato ad altre uscite.

Invece quello che fa capolino sulla sinistra e’ Lester ex socio dello SCO e magari futuro socio del GSCO.

Altra “vecchia” gloria del gruppo SCO (quello da cui e’ poi nato il GSCO). Il suo nome non lo ricordo, ma spero di impararlo presto nel rivederlo spesso con noi in grotta.

C’era pure una giovane coppia, di Todi, credo, il papa’ di uno dei bimbi e forse qualcuno che sto scordando. Spero di essere perdonato e di rivedervi presto.

Detto questo vi descrivo brevemente il nostro giro e poi lascio senza troppe parole alle belle foto di Chiara.

Stavolta siamo entrati…dall’uscita. Abbiamo camminato in fila indiana fino alla sala dei Vortici e siamo tornati indietro. Per arrivare la sala abbiamo dovuto superare alcuni ostacoli, tra cui un saltino e per farlo ci siamo aiutati con le corde.

Ed ora ecco a voi le immagini!

Spero che le foto di Chiara vi siano piaciute tanto quanto sono piaciute a me. Una bellissima uscita con tanti nuovi amici. Un abbraccio a loro e…alla prossima!

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Pozzo Comune e Grotta La Sassa – 14/07/2019

Con Valentina, Angelica, Giuseppe, Gabriele, Mario, Elisabetta ed Aurora

Per questa giornata e’ prevista la visita alla grotta La Sassa, la grotta archeologica dove stano scavando Angelica e Mario. Oggi a partire da Roma siamo solo Valentina ed io, il resto del nostro gruppetto e’ gia’ alla grotta. Per migliorare ancora di piu’ la bella giornata che si prospetta, ieri ho proposto a Valentina di fare una breve deviazione a Carpineto Romano per una visita veloce a Pozzo Comune. Lei ha accettato subito con entusiasmo.

Eccoci quindi qua di buon mattino a Pian della Faggeta, parcheggiati davanti a Pozzo Comune.

Tutta la nostra escursione si basa sul presupposto che la grotta sia gia’ armata per una festa del GSCAI Roma. Nulla di piu’ errato. Per fortuna, i nostri amici del GSCAI arrivano mentre ci stiamo preparando, proprio per completare l’armo della grotta. Dopo i saluti ed una foto in loro compagnia…

…ci mettiamo d’accordo. Noi andremo avanti con il loro materiale per armare il pozzo da 13, quello alternativo al classico P19.

Pronti a partire.

Scendiamo verso il fresco.

Il primo saltino lo passiamo senza corda. Per il secondo ho una sorpresa da shock; non esiste piu’! Me lo avevano detto, ma vederlo di persona mi lascia di stucco ugualmente. Il sassone che formava il saltino, su cui sono stazionate intere generazioni di speleologi, giace tristemente a terra nella sala.

Andiamo avanti ad armare il pozzo, per stavolta il P19 non lo degniamo nemmeno di uno sguardo. Armo a soffitto, centrando il foro d’entrata, cosi’ non serve mettere il deviatore sotto. Quando scendo mi ricordo che a meta’ c’e’ da fare un frazionamento. Purtroppo non posso farlo perche’ ci sono spit e non ho bulloni con me. Con un poco di attenzione pero’ si riesce a scendere senza che la corda tocchi, avverto Valentina. La aspetto alla base prima di proseguire. Armiamo velocemente il salto successivo ed arriviamo alla base del P19 dove lasciamo lo zaino con il materiale avanzato. Proseguiamo sul meandro fino al saltino con la pozza “infame”, quella dove sovente “approfitto” per prendere un bagno. Stavolta la passo indenne e poi termino la discesa del pozzo fino alla sala del teschio.

Proseguiamo passando lo scivolo di fango e poi per il meandro meraviglioso.

Ogni tanto mi fermo per una foto.

Arriviamo fino alla partenza del Marilu’, c’e’ abbastanza acqua oggi. Valutiamo se scenderlo. Sono le 11.30, per noi e’ ora di tornare, dobbiamo essere alla Sassa per ora di pranzo. Anche se a malincuore torniamo verso l’esterno.

Uscendo incontriamo il resto del gruppo. Insieme a loro c’e’ anche Paolo, ci fermiamo per fare qualche parola. Il tempo purtroppo stringe, quindi salutiamo tutti ed usciamo.

Scendendo passiamo davanti all’agricamping Al Ciroletto. Incontriamo Rosa e Stefano. Stefano ieri festeggiava i suoi primi 40 anni di speleologia. Ci fermiamo per salutare e fargli i complimenti.

Purtroppo dobbiamo lasciare anche loro. Il tempo stringe sempre piu’. Arriviamo alla grotta abbastanza in orario. Tardiamo ancora una mezz’ora per arrivarci perche’, ahime’, sbaglio strada e dobbiamo avventurarci tra rovi e sterpi prima di trovare i nostri amici. Alle 14 pero’ siamo tutti assieme e possiamo finalmente salutarci di persona e non via messaggio. Facciamo anche conoscenza con 2 studentesse che hanno deciso di partecipare allo scavo, Aurora ed Elisabetta.

Facciamo un veloce pranzo assieme e poi ci prepariamo per riprendere gli scavi.

Angelica si carica di secchi pieni di terra e si ritira di lato a setacciarla.

La zona di scavo.

Stiamo un poco tutti assieme. Dopo pero’, visto che non possiamo partecipare se non col supporto morale, Valentina ed io andiamo a fare un giro nelle zone strette della grotta.

Approfitto biecamente di Valentina indicandogli tutti i posti a mio avviso meritevoli, dove io non riuscirei ad entrare. Lei con molta pazienza si presta.

Non esce fuori nulla di nuovo.

Mentre lei esplora io inganno l’attesa facendo foto.

Me la prendo anche con le gocce d’acqua.

Quando torniamo, Angelica ha terminato col setaccio ed e’ tornata in zona scavi. Andiamo a tenerle compagnia. Valentina e’ del mestiere quindi osserva in silenzio, io disturbo con una raffica di domande in risposta ad ogni spiegazione di Angelica.

Le zone di scavo sono 2, in una ci sono Angelica ed Elisabetta. Nell’altra Mario ed Aurora. Noi “profani” ci aggiriamo portando la nostra quota di confusione.

Uno scorcio della grotta.

e una dolicopode, che ci sta sempre bene.

Un intenso momento di scavo. In pratica, mi spiega Angelica, devono togliere tutta la terra che trovano sul piano oggetto di studio. Devono lasciare i sassi piu’ grandi che potrebbero creare buche, individuare e lasciare in sede eventuali reperti. Dopo questo lavoro certosino, ce n’e’ uno ancora peggio, si deve fare la mappa disegnando la posizione di ogni sasso e/o reperto rimasto in loco. Dopo, non e’ finita qua, si deve imbustare e catalogare tutti i reperti, levare i sassi, andare a setacciare tutta la terra tolta e poi…ricominciare daccapo con lo strato successivo!

Il pomeriggio prosegue, Valentina ed io facciamo un’altra fuga per vedere una zona della grotta, una di quelle strette. Torniamo poi ad osservare e, io, a fare domande. Alle 5 del pomeriggio Mario dichiara chiuso il cantiere. Rifacciamo su le nostre robe e torniamo alle macchine. Ora capisco e ricordo quale fosse la strada giusta!

Propongo, prima di lasciarci di andare a visitare l’abbazia di Fossanova ed approfittare del locale bar per un aperitivo. La proposta viene accettata all’unanimita’. Andiamo.

Ci dirigiamo verso la chiesa con lento passo da visitatore.

Ma poi deviamo decisamente verso il bar. In pochi minuti siamo tutti muniti di bevanda rinfrescante e pronti per il brindisi.

Diciamo che nonostante l’impegno i selfie non sono proprio il mio forte! Comunque l’aperitivo ci voleva tutto. Una piacevole conclusione per una bella giornata. Alla prossima.

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Campo a Campocatino – 07/072019

Campo di 4 giorni a Campocatino, con SZS: Tarcisio, Gianluca, Giuseppe, Gabriele, Maurizio e i nostri “gemelli” del gruppo Ruvese: Rosa, Mariella e Fedele.

Giovedi’ 4 luglio 2019

Sono in ferie quindi arrivo a Campocatino il giovedi’, con un giorno di anticipo su buona parte del gruppo che ha aderito al campo. Questa mattina ho appuntamento con Gianluca e Tarcisio per proseguire i monumentali scavi a grotta Novella.

Dopo colazione, finiamo di prepararci e partiamo.

Preparazione della copertura per fare un poco d’ombra in zona scavo.

Eccoci al lavoro.

Il programma di oggi e’ di svuotare dalla terra il gradino rialzato dove sta Gianluca, un buon metro cubo di terra e sassi.

Lavoriamo di buona lena fino ad ora di pranzo, poi ci concediamo una pausa pranzo degna di questo nome.

Torniamo infatti al piazzale e…

…ce ne andiamo al ristorante.

Dopo il lauto ed allegro pasto ci prendiamo anche una pausa digestiva all’ombra, subito fuori dal ristorante.

Si torna al lavoro.

Luna e’ gia’ pronta e si sistema comoda.

Scaviamo come forsennati fino a quando il sole inizia a scomparire dietro i monti. Quando l’aria inizia a rinfrescare, chiudiamo il cantiere.

Di nuovo verso il piazzale.

La sera me ne vado all’albergo Giuliana di Guarcino. In attesa dei miei amici, arriveranno domani pomeriggio, ho deciso di stare comodo.

Venerdi’ 5 luglio 2019

La mattina alle 7 Luna reclama la sua passeggiata quindi eccoci a prendere il fresco fuori dall’albergo.

Verso le 9 ci troviamo con Tarcisio e Gianluca. Il programma di oggi prevede, inizialmente, delle prove in una ex-cava per testare il funzionamento dei “punciotti”, ovvero i cunei spaccapietre.

La prima prova la facciamo su un pietrone. I punciotti spaccano, ma non bene come vorremmo.

Ai margini della cava c’e’, guarda caso, la grotta della Cava. Gianluca me la indica e vado a dare uno sguardo. E’ interessante, dal buco esce una forte aria gelida. Dopo un rapido giro, pero’ la lascio, oggi abbiamo altri programmi.

Gianluca ha puntato un enorme banco di roccia. Faccio appena a tempo a tornare dalla grotta che lui e’ gia’ col trapano in mano a fare la prova successiva.

Salgo a raggiungerlo.

Fatti i buchi col trapano, Tarcisio sistema i punciotti.

Il passo successivo e’ quello di martellare con decisione tutti i cunei dei punciotti.

Nonostante il mio scetticismo, dopo qualche sonora martellata, la roccia emette un debole “crack” e si spacca lungo la linea dei punciotti.

Ancora poche martellate e la nostra roccia e’ completamente staccata. Recuperiamo i punciotti, poi un colpo di piede di porco termina il lavoro.

Ed ecco il risultato.

Gianluca ancora non e’ contento, vuole provare con un obbiettivo piu’ sfidante. Inizia subito a manovrare il trapano.

Tagliare un blocco di quasi un metro cubo sembra quasi impossibile, pero’ vale la pena provare. Ripetiamo nuovamente la posa dei punciotti e le martellate.

La roccia si spacca, ma il blocco scelto e’ davvero enorme e lo spacco non sembra arrivare fino in fondo. Decidiamo di aiutarci con dei fori laterali. Tarcisio opera col trapano.

Recuperiamo alcuni punciotti da sopra e li spostiamo di lato. Alla fine la roccia si spacca come desideriamo. Ora manca solo di spostare il masso fino a farlo cadere.

Un gioco da ragazzi per Tarcisio, armato di palo lungo per fare leva.

Qualche colpo dato con maestria e ci siamo.

Andato.

Ecco il risultato delle nostre fatiche.

Osserviamo il nostro lavoro per qualche minuto poi rifacciamo su i ferri. Dobbiamo spostarci per il prossimo punto in programma, lo scavo a grotta Novella.

Strada facendo facciamo sosta a grotta Punciotti. Non la conosco quindi Gianluca e Tarcisio me la presentano.

Altra deviazione salendo la facciamo alla sorgente dell’Innola per decidere dove faremo campo per piantare le tende.

Facciamo una rapida visita alla sorgente. Questa e’ stata riattivata e resa fruibile dai miei amici, me la mostrano con giustificata soddisfazione. Veramente un ottimo lavoro.

Tornando indietro dalla sorgente, facciamo sosta ad una grotta lungo strada. Non ricordo il nome, pero’ mi dice Gianluca fu esplorata quasi venti anni fa dal GSG.

Eccola vista da un altro punto.

Terminate le visite culturali, arriviamo finalmente al piazzale di Campocatino. Ci prepariamo velocemente ed andiamo a grotta Novella.

Per prima cosa sistemiamo il riparo per evitare insolazioni.

Ieri abbiamo eliminato il gradone di terra. Il programma di oggi e’ di sostituirlo con un “soppalco” di legno per agevolare il passaggio dei secchi. Gianluca opera mentre Tarcisio ed io facciamo da trovarobe cercando e selezionando i legni che servono.

Nel primo pomeriggio mi arriva una telefonata inaspettata. E’ Maurizio, e’ arrivato in forte anticipo rispetto agli altri. Io e Luna facciamo ritorno al piazzale per poi accompagnarlo a grotta Novella. Strada facendo mi fermo a Dolina Sfondata per un saluto.

Ecco Maurizio. Una rapida sosta al bar per una bibita fresca e poi ci incamminiamo.

Eccoci tornati.

Gianluca ci mostra con soddisfazione la sua opera.

Scaviamo alacremente ancora per la restante parte del pomeriggio. Quando le ombre iniziano ad allungarsi, smontiamo tutto ed andiamo.

Una pausa rinfrescante al bar ce la siamo meritata.

Nel fine settimana ci sara’ una serie di gare di mountain bike ed il piazzale inizia gia’ a popolarsi.

Verso sera scendiamo a Guarcino. Maurizio ed io facciamo sosta alla sorgente dell’Innola per piantare le nostre tende e dare una pulita generale a tutto lo spiazzo dove ci accamperemo tutti. Fatto quanto dovevamo, scendiamo svelti a valle, i nostri amici sono in arrivo. Ci incontriamo vicino all’albergo Giuliana, dove ceneremo.

Come deciso, eccoci tutti a tavola. Per primi vi presento i nostri amici di Ruvo: Mariella, Rosa, Fedele e buon ultimo il nostro “infiltrato”, Giuseppe.

Mentre aspettiamo il secondo ci raggiunge anche Tarcisio per fare 2 chiacchiere al fresco.

A notte inoltrata ci ritiriamo salendo alla sorgente dell’Innola.

Sabato 6 luglio 2019

Il risveglio e’ quieto, senza particolare fretta. Mi alzo comunque presto perche’ Luna ha deciso che doveva dormire con me in tenda e la mattina alle 7 lei deve andare a fare il suo giro. Mi vesto e gironzolo nei pressi del campo fino a vedere qualcuno che si alza. Il primo a presentarsi e’ Giuseppe.

Lo convinco subito ad andare a visitare la sorgente sistemata da Tarcisio e Gianluca.

Dopo la sorgente risaliamo sulla strada e la seguiamo per un poco, fino a dove tradizionalmente fa il campo il CSR.

Ci raggiunge Mariella.

Dopo il giro torniamo al campo. Anche Rosa fa capolino.

Maurizio e’ seduto fuori dalla tenda a riprendere contatto con la realta’.

Fedele torna da i suoi preparativi mattutini.

Tutti pronti!

Saliamo a piazzale.

Oggi iniziano le gare. Il piazzale, solitamente deserto, oggi e’ gremito di persone, gazebo ed auto.

Per prima cosa la colazione.

Arrivano anche Gianluca e Tarcisio. Siamo al completo. Tarcisio e’ occupato con l’organizzazione delle gare di mountain bike quindi ci lascia il materiale per poi andare.

“Vestiti” e pronti a partire. Tarcisio decide che puo’ accompagnarci fino alla grotta prima di salutare.

Andiamo.

Oggi lavoreremo su 2 fronti. Un gruppo qua a Dolina Sfondata, il secondo a grotta Novella.

Rosa, Fedele e Giuseppe si vestono in un batter d’occhio e scendono decisi a lavorare alla Dolina Sfondata.

Rimaniamo anche Gabriele, Mariella ed io. Il resto del gruppo parte per grotta Novella.

Dopo qualche minuto, Mariella, visto che qua c’e’ poco da fare, decide per una visita a grotta Novella. La accompagno. Riprendiamo il gruppo in arrivo alla grotta.

Assisto alla preparazione della copertura ed alla definizione del programma di scavo.

Mariella entra subito nel vivo andando a visionare lo scavo da vicino.

Saluto tutti e ritorno alla base.

A Dolina Sfondata trovo Gabriele che recupera i secchi pieni di pietre e fango. E’ fermo sotto il sole impietoso, rischia l’insolazione.

Decidiamo che anche a noi serve una copertura. Andiamo al piazzale e dalla macchina di Gabriele recuperiamo quel che serve.

Si scava alacremente fino ad ora di pranzo. Rosa decide che e’ ora di uscire e lo fa.

Mariella e’ tornata alla base. Le 2 amiche si siedono all’ombra e Rosa ci racconta del lavoro svolto.

Arriva anche Giuseppe.

E quindi Fedele.

Lasciamo il nostro cantiere per andare in visita a grotta Novella.

Anche qua si scava alacremente. Gianluca ci mostra i punti in cui si sono aperti dei buchi.

I nostri amici ruvesi si appassionano subito. Il pranzo puo’ aspettare.

Scaviamo tutti assieme ancora un’altra oretta.

Alla fine pero’ la fame si fa sentire, torniamo a Dolina Sfondata per mangiare tutti assieme.

Dopo pranzo per me e’ finita la pacchia, devo cambiarmi ed entrare per fare il rilievo della grotta. Cedo temporaneamente la fotocamera a Maurizio e questo ne e’ il risultato.

Luna riposa al fresco guardando incuriosita i miei strani preparativi.

Entro. Faccio il rilievo fino in fondo. Da quando l’avevo lasciato, il fondo, e’ avanzato di almeno 4 metri. E’ sempre ingombro di immondizie varie, ma oltre sembra esserci un ambiente.

Prendo un attimo di respiro uscendo a poggiare gli attrezzi da rilievo e rivedere Luna. Maurizio l’ha sistemata a dovere con una maglietta.

Una piccola parte della immondizia che ingombrava la grotta. Purtroppo la maggior parte e’ ancora dentro.

Scaviamo ancora fino a sera. Ancora non ci sono novita’ entusiasmanti ma solo qualche speranza…ma quella non manca mai. Gabriele verso le 5 parte per il piazzale, ha appuntamento con Tarcisio per andare a fare la spesa per stasera.

Il sole scompare dietro i monti. E’ ora di tornare.

Facciamo su le nostre robe ed andiamo.

Arrivati alla sorgente dell’Innola, prepariamo per la cena.

Arrivano Gabriele e Tarcisio con le provviste. Iniziamo a cucinare senza perder tempo. La fame inizia a farsi sentire ma la tacitiamo con formaggio e salumi.

La carne la consumiamo in un battibaleno. La cena e’ allietata dall’allegro battibecco tra Tarcisio e Gabriele sulla quantita’ giusta di vino da portare per una festa degna di questo nome.

La cena si conclude in allegria con qualche commento sulla giornata passata e le prospettive future per le grotte che stiamo scavando.

Quando la fatica prende il sopravvento, sistemiamo la zona cena e ci ritiriamo a riposare.

Domenica 7 luglio 2019

Ultima giornata di questo campo. La mattina, dopo un risveglio senza fretta, togliamo le tende e riponiamo tutto in macchina. Ci avviamo tutti verso Campocatino.

Per prima cosa andiamo a fare colazione. Al bar troviamo Gianluca che ci aspetta.

Oggi il piazzale e’ gremito come mai mi e’ capitato di vedere.

Gabriele e Maurizio approfittano dei gazebo per stare al fresco.

Un “gruppetto” di persone e’ in partenza per una escursione. Per fortuna andiamo in direzioni differenti cosi’ posso lasciare Luna libera di scorrazzare.

Oggi faremo fronte comune a grotta Novella. Dolina Sfondata la lasceremo per le prossime volte.

Preparata la copertura, iniziamo a scavare dandoci il cambio.

Fedele e Giuseppe sono in trincea a scavare.

Rosa e Mariella sono addette al recupero dei secchi. A turno Maurizio e Gabriele sono sul soppalco per passarglieli.

C’e’ un poco di maretta, Gabriele e Fedele vogliono cambiare il modo scelto da Rosa e Mariella per tirare su i secchi. Proviamo a passare una corda tesa sulla verticale del pozzo ed a metterci una carrucola. Dopo una prova Rosa e Mariella bocciano decisamente l’esperimento, si ritorna al metodo originale.

Secchi in arrivo!

Ancora secchi.

Troviamo una roccia segnata dal passaggio dell’acqua. Un buon indizio.

Fedele e’ uscito e per un poco si occupa di portare con la carriola la terra estratta in una zona piu’ lontana possibile. Quando lui si stanca, prendo il suo posto.

E’ arrivata l’ora di pranzo e con lei, per me e Luna, l’ora di tornare a casa. Il tempo di una foto di gruppo e poi andiamo.

Un ultimo saluto da lontano ai miei amici, ma oramai sono tutti intenti allo scavo e quasi non mi sentono.

Un rapido saluto a Dolina Sfondata con la tacita promessa di tornare presto…o almeno prima dell’inverno.

Quattro giorni di scavi e di amicizia. Una splendida esperienza di cui ringrazio tutti i partecipanti. Anche Luna dice di essersi divertita anche se ancora si chiede il motivo di tanta agitazione attorno ad una buca! Alla prossima.

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Doppio Rum – 30/06/2019

Ad esplorare a Doppio Rum con Valentina, Gabriele, Barbara, Valerio ed io.

Da Roma arriviamo Valentina, Gabriele ed io. Come al solito con la macchina di Gabriele. Facciamo colazione da Cicchetti, poi sosta al magazzino a prendere del materiale, poi a casa da Valerio per prendere lui e quindi su. L’ultima sosta e’ all’alimentari di monte Livata per prendere acqua e pizza.

A campo dell’Osso e’ pieno di macchine, molti hanno approfittato per venire a prendere il fresco qua in montagna. Addirittura non troviamo parcheggio al solito posto. Svelti ci prepariamo. Gabriele decide che oggi non se la sente di scendere, opta invece per una passeggiata. Noi andiamo. Valentina non riconosce il posto, l’ultima volta che e’ stata qua, c’era la neve.

Valerio ci precede di buon passo.

Oggi faccio il cambio discensore. Non ne ho uno mio nuovo, per ora usero’ quello che mi ha prestato Gabriele.

Visto che l’ultima volta ho lavorato io alla strettoia, ci organizziamo cosi’. Scendero’ io per primo per cercare di terminare il lavoro iniziato la volta scorsa. Valentina e Valerio scenderanno con calma. Valentina intanto si esercita a fare il nodo attorno all’albero con la corda di partenza.

Preparativi. Io intanto sono quasi pronto per avviarmi. Oggi abbiamo i minuti contati, alle 6 e mezza del pomeriggio devo essere di nuovo a casa. Ora e’ quasi mezzogiorno. Fatti i conti, alle 3 dovro’ smettere e tornare su.

Entro, scendo svelto. Non faccio foto, ne ho gia’ fatte tante le volte scorse. Arrivo alla base dell’ultimo pozzo, mi levo l’attrezzatura e vado in zona lavori. Oggi lo stillicidio e’ molto minore rispetto alla volta scorsa. Anche la circolazione dell’aria e’ drasticamente diminuita, il vapore che produco staziona nella strettoia dove sono a lavorare. Prima di iniziare faccio una foto al buco che a breve smazzettero’ a dovere.

Passa il tempo, smazzetto e tolgo pezzi, il lavoro procede lento ma qualche risultato si vede. Verso le 2 inizio a sentire rumori. Sono Valentina e Valerio, stavo iniziando a preoccuparmi. Valerio arriva per primo, mi racconta che hanno dovuto imbragare un masso in bilico sul pozzo iniziale ed hanno impegnato molto tempo per portarlo fuori. Dopo esserci vicendevolmente aggiornati, gli racconto il poco che ho fatto, Valerio va a vedere la strettoia. Io rimango ad attendere Valentina approfittando per bere un sorso d’acqua.

Arrivata Valentina, aspetto che si tolga l’attrezzatura poi andiamo in zona lavori. Valentina e’ la nostra ultima speranza. Io ho provato a passare, mi manca tanto cosi’ ma non ce la faccio, ancora. Valerio ha provato anche lui, non passa. Valentina, come dicevo, e’ il nostro asso nella manica. Lo scambio di posto con Valerio e la preparazione della sicura per Valentina sono affari un poco laboriosi, ma alla fine ce la facciamo. In fila indiana, Valentina prima, Valerio secondo ed io a guardar loro le spalle, andiamo di fronte alla strettoia. Io non vedo il tentativo di Valentina, e’ totalmente coperta da Valerio. Ad ogni modo, Valentina non ci delude, passa agevolmente. Ora e’ dall’altra parte. Per prima cosa si guarda intorno, tira giu’ qualche sasso per ripulire la cengia dove sta. Noi la incalziamo per avere particolari. Le nostre aspettative vengono un poco disattese da quanto vede Valentina. Ci racconta di un pozzo di circa 10 metri…noi eravamo partiti stimandone uno da almeno 50 metri. I sogni speleologici! Le passiamo la fotocamera ed ecco il nuovo pozzo.

Le dico di scattare molte foto e lei con giudizio mette in pratica il consiglio.

Ancora un’altra, peccato per il fango sull’obiettivo.

Recupero la fotocamera e provo a fotografare Valerio di spalle. Non viene una gran foto ma rende l’idea dello spazio risicato. Mentre aspetto e tremo dal freddo, prendo il trapano e faccio 2 buchi per piantare altrettanti fix. Uno si blocca, non entra nemmeno martellando come un forsennato. Prova anche Valerio da una posizione migliore. Nulla da fare, addirittura si piega. Il secondo pero’ va bene, lo useremo come partenza per l’armo fino alla cengia dov’e’ ora Valentina.

Si fanno le 3 del pomeriggio. Chiudo il cantiere e mi avvio per uscire. Prima di partire mi raccomando con i miei amici che anche loro non facciano tardi. Indosso l’attrezzatura e parto alle 3 e un quarto. Alle 4 in punto sono fuori. Come promesso fuori trovo ad aspettarmi Gabriele. Mentre scambiamo qualche chiacchiera per aggiornarlo sulle novita’ vediamo avvicinarsi una persona con uno zaino molto grande ed all’apparenza pesantissimo. Viene verso di noi. La riconosciamo quando alza la testa per vedere se e’ arrivata, e’ Barbara. Viene per fare un giro in grotta fidando sulla compagnia di Valerio.

Passa il tempo, termino di togliermi i panni da grotta mentre Barbara con molta calma inizia a preparare i propri. Sono quasi le 5 quando finalmente Valentina fa capolino. Confesso che stavo iniziando ad innervosirmi. Stare con i minuti contati e’ un vero stress.

Ecco la nostra esploratrice mentre termina la sua uscita.

Mentre inganno il tempo facendo una foto a Barbara in posa plastica, sentiamo uscire anche Valerio.

Nemmeno uscito, Valerio viene subito ingaggiato da Barbara per una nuova discesa. Lui si presta volentieri ma denuncia una fame da lupi e quasi niente cibo. Gli cedo la pizza che sarebbe stata il mio pranzo. Lo faccio volentieri, la preoccupazione di dover essere a Roma entro le 7 mi ha chiuso lo stomaco.

Appena Valentina e’ pronta quasi spingo lei e Gabriele per tornare subito alla macchina. Li incito a rimandare il racconto della giornata e della esplorazione a quando saremo in macchina. Sono un rompiscatole professionista quando serve! Valentina non trova piu’ il suo cellulare, guardiamo bene strada facendo ma non si trova.

La macchina e’ parcheggiata all’ombra, mi cambio svelto. Il cellulare di Valentina lo ritrova Gabriele e’ quasi sotto la ruota posteriore, uscendo dal parcheggio lo avremmo frantumato. Per fortuna e’ andato tutto bene.

Durante il ritorno ci facciamo raccontare nei dettagli l’esplorazione da Valentina. Svisceriamo la questione fin nei minimi particolari. Rimane ancora il sogno da continuare…Torno a casa appena in tempo. Tutto a meraviglia. Alla prossima

Pubblicato in esplorazioni, speleo, SZS, uscite | Commenti disabilitati su Doppio Rum – 30/06/2019