riunione SCR – 4/10/2013

Diciamo che anche questo fa speleologia e quindi gli dedico un breve spazio!
Abbiamo parlato di:
– Comunicazioni del presidente
– Stand a Casola Valsenio
– Modifiche di statuto della Federazione Speleologica del Lazio
– 54° Corso di speleologia
– Accompagnatori grotta Sbardi
– Accettazione nuovi soci
– Varie ed eventuali

In questa riunione sono stati accettati come soci i partecipanti al 53° corso tra i quali i simpaticissimi Cristina (che paghera’ doppia quota!), Veruska, Fabrizio e Stefano.

Pubblicato in riunione, speleo | Commenti disabilitati su riunione SCR – 4/10/2013

riunione GSS – 11/10/2013

Riunione ordinaria alla sede del gruppo.

Come gia’ detto anche questo fa speleologia e quindi merita menzione!

Uscite e riunioni previste

Prossimi impegni di gruppo previsti

Pubblicato in GSS, riunione, speleo | Commenti disabilitati su riunione GSS – 11/10/2013

Grotta di Gasperone – 5 Ottobre 2013

Giro ramo dei russi – ramo della cistifellea con Giulio.

Doveva venire anche Andrea ma e’ stato messo fuori combattimento da un potente raffreddore ed ha preferito rinunciare. La mattina parto da Roma, ho appuntamento con Giulio direttamente a S. Oreste. Ho la macchina parcheggiata piuttosto lontana quindi esco da casa con Luna cosi’ approfittiamo per una passeggiata assieme. Il cielo e’ plumbeo ma ancora non piove. Presa la macchina riporto Luna a casa, prelevo gli zaini con il materiale e parto di gran carriera. Non ho ancora preso l’autostrada che inizia a piovere. Dopo il casello la pioggia scende a catinelle, quasi si vede nulla anche con i tergicristallo che mulinano alla massima velocita’. Temo fortemente che la nostra passeggiata per raggiungere la grotta possa trasformarsi in un “nuotata”, ma vado avanti all’appuntamento. Mando un sms a Giulio per avvisarlo che sono in viaggio. Mi risponde subito che lui e’ quasi arrivato. Quasi con un’ora di anticipo! Verso le 8.30 arrivo pure io, Giulio e’ al bar che mi aspetta. Piove ancora ma e’ solo qualche goccia. Meglio, molto meglio. Mi armo di ombrello e raggiungo il mio amico. Dopo i saluti di rito ci avviamo per munirci di viveri. Un rapido passaggio al bar per un cappuccino e poi via alle macchine per radunare i materiali. Come al solito saliremo con una sola macchina. Andremo con quella di Giulio. Dalla baraonda di roba nella mia macchina prendo tutto quel che mi serve e lo sposto nella sua. Ho la vaga impressione di star dimenticando qualcosa ma non riesco a visualizzare cosa possa essere. Chiudo il portellone, se e’ importante me ne accorgero’ piu’ tardi. Saliamo. A meta’ strada si impone una sosta “tecnica” (ci scappa!). Ha smesso di piovere, siamo fortunati, non diciamo nulla per scaramanzia. All’eremo portiamo il materiale nel solito androne. Inizio ad indossare la tuta ed intanto faccio la verifica di avere tutto, sottotuta, tuta e calzettoni di lana, ok; imbrago ed attrezzi, ci sono; anche i guanti li ho presi; vestiti di ricambio, pile di scorta, cibarie e bevande ce l’ho…Ora metto tutto nello zaino da grotta…Ehi! ma lo zaino da grotta, dov’e’!?! Ecco cosa ho scordato! Avverto Giulio dell’inconveniente. Lui, con calma olimpica dice: “scendiamo a prenderlo”. E’ semplice! Siamo tutti e due con la tuta speleo ed il caso ha voluto che siano entrambe fresche di bucato. Ricarichiamo le nostre carabattole in macchina e scendiamo. In paese ci accostiamo il piu’ possibile alla mia macchina, scendo e prendo lo zaino in un lampo. Risaliamo di corsa, ancora non ha ripreso a piovere e speriamo proprio di non perdere l’occasione per arrivare asciutti alla grotta. Parcheggiamo di nuovo, velocemente compongo lo zaino e partiamo. L’aria e’ fresca, il cielo e’ sempre scuro ma non piove, tutto sommato l’avvicinamento e’ una piacevole passeggiata, ci sono anche dei bei fiori che mi sbrigo a fotografare, scopriro’ in seguito che sono di una varieta’ di zafferano.
010zafferaniGialli
Approfittando dell’occasione descrivo a Giulio il sentiero che stiamo percorrendo, gli indico dove si trova la grotta di S. Sebastiano, facciamo una prima deviazione per vedere l’ingresso dell’Erebus. Quando poi giriamo per il Gasperone, gli mostro i segni per riconoscere il sentiero. Facciamo una breve deviazione per Gasperina. Per completezza dedichiamo attenzione anche a Gasperella ed infine arriviamo all’ingresso di Gasperone. Mentre riprendiamo fiato gli racconto brevemente la storia delle esplorazioni di Gasperone. Oggi ho deciso che provero’ a fare delle riprese con la mia fida macchinetta digitale. Inizio subito riprendendo Giulio che mangia il proprio pranzo mentre, incalzato da me, indica l’ingresso della grotta.

Dopo la ripresa mangio anche io. Poi, finalmente entriamo. Filmo anche questo evento. Nella prima saletta mi levo la maglietta fradicia, indosso la parte superiore del sottotuta, finisco con imbrago e ferraglie varie. Scendendo il primo pozzetto mi impicco cercando contemporaneamente di fare il video. Passo il laminatoio e aspetto Giulio. Quando si affaccia vado oltre. Arrivo alla ex-strettoia e la passo, oramai e’ proprio ex! Addirittura ora c’e’ un comodo gradino dove poggiare i piedi mentre si monta il discensore. Scendo il primo pozzo. Dire che lo scendo e’ un parolone, fino al primo frazionamento devo filare a forza la corda nel discensore. Saggio la corda dopo il frazionamento, mi sembra cotica anche quella. Monto il discensore a “C”. Effettivamente ora si scende molto meglio. Passo il deviatore e quindi arrivo alla sosta intermedia, quella dove, volendo, si prende per il ramo del brigante. 020SostaRamoBrigante

Mi metto comodo e urlo la libera a Giulio. Con qualche imprecazione arriva pure lui. Spendo qualche parola per illustrare il posto in cui siamo e poi scendo la seconda parte del pozzo. 030primoPozzo
Nella smania di fare il video scendo con la fotocamera in mano, scivolo e me la sbatto sulla tempia. Dolore atroce, credo che domani sembrero’ reduce da una rissa.

Siamo ora alla strettoia pirica, anche qui mi dilungo in racconti del lungo lavoro necessario a ricavare il passaggio.
040primoPozzo 050tabernacolo

Giulio in un misto di interesse e rassegnata pazienza mi ascolta.
060pirica

La strettoia pirica ed il successivo scivolo pedicone impressionano a dovere il mio amico che comunque affronta e supera impavido il cimento.
070pedicone

In fondo allo scivolo mi fermo prima a fotografare una muffa che ad un esame piu’ attento si rivela essere i resti di una dolicopode passata a miglior vita.
080muffaDolicopode

Tra una foto e l’altra mi produco in uno spiegone sul ramo dei russi e del ramo della cistifellea.
090concrezioni
Prima di arrivare alla giunzione facciamo sosta nella zona dove, con Daniele, stavamo guardando prima dell’estate.
100concrezioni
Noi per ora affronteremo il ramo dei russi.
110ramorussi
Iniziamo a scendere la serie di pozzi. Volendo filmarli, li conto, sono ben una dozzina! Solo un paio sono separati da un breve scivolo fangoso.
120concrezioni 130concrezioni 140ramorussi 150ramorussi 160concrezioni 170concrezioni
Cerco di andare oltre la strettoia ma non ci passo, provo tre volte senza riuscire, si dovra’ tornare con mezzi adeguati. Proseguendo la discesa passa avanti il buon Giulio.
180giunzione

Pochi metri e siamo alla giunzione tra il ramo dei russi ed il ramo della cistifellea. La suddetta giunzione e’ proprio a pochi metri dall’inizio del pozzo che porta al fondo, da quel punto in poi praticamente la grotta si puo’ considerare una unica verticale. Per questa volta il fondo lo lasciamo riposare. Risaliamo a chiudere il nostro giro. Ci fermiamo a fare sosta sulla piccola piazzola all’inizio del pozzo.
190sosta
Approfitto per dare un occhio al piccolo ambiente dove la volta scorsa avevo trovato i zanzaroni. Ci confrontiamo un po’ sulla possibilita’ di una prosecuzione. Ho avuto la sensazione di sentire un poco d’aria ma Giulio non e’ di questo parere. Archivio la cosa per il momento, anche perche’ non e’ la giornata giusta per fare considerazioni sulla circolazione dell’aria,  oggi, con il tempaccio che fa, la grotta e’ decisamente in stallo. Prima di ripartire mi conforto con un po’ di cioccolata e poi ripartiamo.
200cistif 210cistif 220cistif
Risaliamo velocemente la serie di pozzi intervallati da, pochi, tratti in piano. Continuo a filmare ma la fotocamera inizia ad avvertirmi con insistenza che non ce la fa piu’, la batteria e’ quasi agli sgoccioli.
Arriviamo alla sala d’attesa sauro dove facciamo una breve sosta prima di affrontare il pozzone in appoggiata che ci riportera’ allo scivolo pedicone.
230pozzodasalasauro 240pozzodasopra
Arrivato in cima al pozzo mi accingo a riprendere la risalita di Giulio ma la fotocamera dice di no e si spegne con un beep derisorio. La maledico, poteva anche aspettare ancora un paio di minuti! Mentre la ripongo noto che somiglia piu’ ad un grumo di fango che ad una fotocamera. Il fatto che abbia continuato a funzionare in queste condizioni mitiga un po’ il mio malumore verso di lei. Mi sposto alla base dello scivolo e aspetto Giulio per indicargli il giusto pertugio per raggiungermi. Salgo lo scivolo. Prima di passare la strettoia pirica tiro su con la corda lo zaino di Giulio e lo passo avanti assieme al mio. Aspetto il mio amico mentre lo sento combattere la battaglia contro la perfida strettoia. Ne esce acciaccato ma vincitore. Tento di fotografarlo all’uscita ma la fotocamera si nega decisamente proprio al momento migliore.
250piricaritorno 260piricaritorno
Rinunciamo. Mentre Giulio riprende fiato risalgo il primo tratto di pozzo. Lo aspetto e poi proseguo. Alla ex-strettoia grido la libera. Mentre attendo, sento Giulio risalire imprecando perche’ la corda non scorre nel croll. Eccolo che fa capolino. Vado avanti per fargli posto e proseguo verso l’uscita. Risalendo il pozzetto vedo che fuori c’e’ ancora luce, benone, deve aver rinfrescato perche’ ora c’e’ un po’ di circolazione d’aria. Aspetto Giulio nella saletta iniziale. Una volta insieme recuperiamo le nostre cose ed usciamo. Visto che non piove approfittiamo per fare un paio di foto. Le facciamo con le macchinette “buone” che abbiamo portato, o meglio, che ha portato Giulio nel suo zaino, con tanto di flash e di cavalletto. Tanta fatica per nulla, non le abbiamo utilizzate.
270fotouscita
Dopo  la pausa foto ci avviamo per la strada del ritorno. Siamo fortunatissimi e continua a non piovere. Il resto e’ il solito, ci cambiamo, riponiamo il cumulo di fango che sono le nostre tute e scendiamo al paese. Per completare la bella giornata prendiamo un aperitivo a base di stuzzichini e birra. Finiamo lo spuntino parlando di Gasperone e delle sue “parenti” che Giulio desidera conoscere quanto prima.  Dopo questo piacevole intrattenimento ci salutiamo e chiudiamo la giornata con il rientro a casa che si svolge senza problemi. Anche per questa volta non c’e’ altro, come sempre, alla prossima!

Pubblicato in speleo, uscite | 1 commento

Decathlon – 29/09/2013

Un tranquillo pomeriggio da Decathlon a Porte di Roma a fare pubblicita’ al corso SCR.

decathlonScrCi hanno chiesto informazioni praticamente su qualsiasi articolo venduto a Decathlon ma a nessuno e’ passato per la testa di domandarci qualcosa sulla speleologia e/o sul corso!

Non e’ stato propriamente un successone, pero’ e’ stata una esperienza nuova!

Alla prossima…

Pubblicato in corso, speleo | Commenti disabilitati su Decathlon – 29/09/2013

Catauso di Sonnino – 22/09/2013

Gita al Circeo Sabato ed a Sonnino la Domenica con Maria, Maria, Gianni, Max, Betti, io e Luna. Domenica visita al Catauso di Sonnino ospite del GGCR e poi al Museo “Terre di confine” a Sonnino.

010IlPonte
020AttaccoSentiero
030Prato
040Sassoni
050GruppoIngresso
060GruppoConGianni
070Armo1
080Armo2
090Attesa
100Scesa
110FondoPozzo
120PozzoDaSotto
130SaltinoDopo25
140SaltinoConRaggioDiSole
150Bombola
160Pallone
170FotoConPallone
180Medusa
190SecondoPozzo
200SecondoPozzo
210SecondoPozzo
220Vaschette
230VermiRossi
240TerzoPozzoConFestone
250Monnezza
260Colata
270Sonnino
280Sonnino
290SonninoViaDelPiacere
300Scacchiera
310MuseoGasperone
320Panorama

Una gita piacevole e simpatica, uscita fuori quasi per caso. Ha avuto una genesi un po’ complessa, provo a raccontarvela. Avevo impegno con Giulio ed Andrea che e’ saltato nel corso della settimana. Venerdi’ cerco di organizzarmi altrimenti, mando messaggi in giro. Stefano non mi risponde, Gianni invece si. Scambio messaggi con Gianni per vedere cosa si puo’ fare per il fine settimana. Inizialmente la proposta e’ per una grotta nuova sul monte Livata ma poi Gianni cancella la proposta perche’ invitato a Sonnino, non mi spiega di piu’ ed io non domando altri particolari, la cosa sembra chiusa la’. Sento Bobbo, con lui ipotizziamo una passeggiata dalle parti di Stifone con visita della grotta dello Svizzero. Rimaniamo d’accordo che mi richiamera’. Piu’ tardi Gianni invia una mail al gruppo chiedendo chi volesse unirsi a lui per una visita al Catauso di Sonnino. Bobbo non si e’ fatto vivo. Mi riattivo per una gita a Sonnino. Tramite internet (fb tanto per dirla tutta!) trovo che Veruska e Fabrizio hanno intenzione di andare. Comunico loro che vado anche io e ci accordiamo per un appuntamento al solito bar “fico” dell’Ikea di Anagnina. Sento Gianni una prima volta per dire pure a lui che saro’ della partita e per dirgli dell’appuntamento. Gianni mi dice che lui e Maria non verranno all’appuntamento al bar “fico” poiche’ partiranno sabato pomeriggio per il Circeo. Raggiungeranno Maria e Max che sono la’ per il fine settimana. Restiamo d’accordo di risentirci piu’ tardi per un appuntamento a Sonnino per la domenica mattina. La successiva telefonata con Gianni porta buone nuove, ha sentito Maria la quale ci ha invitati (Betti, io e Luna) ad andare anche noi al Circeo, dove ha casa. Un rapido consulto familiare e aderiamo entusiasticamente alla proposta. Da questo punto si intrecciano un po’ di chiamate e chattate. Sento Maria per ringraziarla e per avere alcune informazioni. Risento Gianni per definire un appuntamento per il pomeriggio di sabato. Tanto per cambiare ci vedremo al bar “fico”. Avverto Veruska e Fabrizio che noi partiremo prima, stanno uscendo di casa per andare allo SCR, con loro ci sentiremo domani per l’appuntamento. Finita la girandola di chiamate aggiorno Betti ed iniziamo a preparare un po’ di bagagli. Sabato mattina passa presto per via di alcuni impegni che avevamo. Alle 17.00 siamo al bar “fico”. Gianni e Maria arrivano subito dopo. Un saluto veloce e partiamo alla volta del Circeo. Prima che arrivi sera sentiamo Veruska e Fabrizio. Purtroppo non verranno, sembra che Fabrizio stia cercando di smaltire un tentativo di avvelenamento da parte della sua dolce meta’ e desidera poter avere sempre le sue comodita’ a portata di mano. La serata passa allegramente con una cena a base di mozzarella di bufala accompagnata da bruschette ed altre prelibatezze. Il tutto e’ degnamente accompagnato da generose libagioni in crescendo alcolico. Iniziamo dalla birra passiamo poi al vino, al mirto ed infine alla grappa. Il tutto brindando alla faccia del colesterolo e di chi ci vuole male! La mattina dopo facciamo colazione tutti assieme e poi salutiamo Maria e Max che rimangono al Circeo. La strada fino a  Sonnino non e’ molto lunga ma e’ ben intricata, seguo Maria e Gianni come se fossi agganciato alla loro macchina! Quando siamo quasi al paese c’e’ una sorpresa, la strada per arrivarci e’ interrotta. Dobbiamo tornare indietro per una via alternativa segnalata da cartelli gialli. Alla fine pero’ riusciamo ad arrivare alla rotonda che indica il cimitero. Giriamo verso di lui e lo passiamo per girare alla stradina successiva. Proseguiamo per un chilometro circa fino ad un ponticello mezzo distrutto. Io lo passo per andare a parcheggiare poco dopo. Gli amici del GGCR sono gia’ li’ che finiscono i preparativi per andare in grotta. Salutiamo tutti e, mentre il gruppo si avvia alla grotta, rimangono con noi Maria Grazia e Sergio. Maria e Gianni hanno portato loro una mezza tonnellata di pubblicazioni speleologiche ed insieme li trasbordano da una macchina all’altra. Io mi ero ripromesso di aiutarli ma devo andare alla macchina a prendere qualcosa e quando torno hanno gia’ finito. Visto che non serve altro me ne ritorno alla macchina per cambiarmi. Quando sono bardato ritorno sui miei passi. Ora la strada e’ deserta, passo il ponticello,
giro a sinistra per il prato
e continuo dritto. Sento vociare alla mia sinistra ma non vedo passaggi. Mando un urlo a Betti che risponde da davanti a me, proseguo. Passo il dosso che mi impediva la vista
e mi trovo davanti un bel pratone. Piu’ avanti a sinistra trovo dei massi, giro e ci passo in mezzo. Poco piu’ avanti trovo Betti con Luna al guinzaglio che scalpita per andarsene in giro. Betti mi indica la strada per la grotta, la saluto e proseguo. Giro ancora a sinistra scendendo di poco. Dopo nemmeno 5 metri giro ancora a sinistra inoltrandomi tra gli alberi. Inizia una discesa su terra che sembra disponibile a farti ruzzolare appena possibile. In fondo gia’ intravedo il gruppo nei pressi dell’ingresso del Catauso. Li raggiungo velocemente e approfitto per salutare come si deve Federica, Federico e Paolo. Solo adesso mi accorgo che ho scordato la macchinetta fotografica in macchina! Risalgo in fretta e la recupero. Torno indietro scattando le foto che avete gia’ visto. Quando arrivo riprendo la chiacchiera interrotta con Federico. Insieme a Gianni faccio conoscenza con il vice-sindaco di Sonnino e li sento parlare del motivo dell’invito ricevuto da Gianni. Il Catauso dopo 50 anni di quiete, recentemente e’ andato piu’ volte in piena allagando per piu’ di un metro di altezza le abitazioni nei dintorni. Sperano che Gianni possa dare loro consigli circa degli interventi che possano risolvere la situazione ed evitare gli effetti dannosi di altre piene. Durante una pausa concordo con Gianni per il dopo-grotta. Ho lasciato le chiavi della macchina a Betti e quindi avro’ bisogno di loro per potermi cambiare. Per fortuna Maria Grazia ci ascolta e dice che all’uscita potro’ chiamare Gianni con il suo cellulare. Prima che Gianni ed il suo ospite si allontanino per la perlustrazione della zona intorno al Catauso prendono accordi per rivedersi alle 14.30. Andranno a vedere alcune grotte della zona. Mi piacerebbe essere con loro ma non credo che faro’ a tempo vista l’ora a cui presumibilmente entreremo in grotta. Li saluto e li lascio, vado a vedere cosa combina Paolo che ora e’ impegnato con l’armo C’e’ un problema, gli attacchi gia’ presenti sono tutti rovinati. Bisogna metterne altri ed i fix sono rimasti in macchina. Alla fine Maria Grazia si sacrifica ed affronta l’erta fangosa per andare a prenderli. Quando torna vittoriosa, Paolo predispone l’attacco e scende noi ci mettiamo in paziente attesa perche’ anche gli attacchi successivi sono da rifare e comunque siamo in tanti a dover scendere Ci avviciniamo tutti al bordo del pozzo perche’ li’ fa piu’ fresco e approfittiamo per chiacchierare di cose speleo. Mentre Federico e’ gia’ sulla corda al primo frazionamento mi invita il 28 prossimo alla esplorazione che stanno facendo. Ci penso un po’ su perche’ mi pare proprio di avere gia’ un impegno. Ah! si, il 28 c’e’ la festa di Papera e Stefano a Carpineto, non posso mancare. Lo ringrazio per l’offerta ma non potro’ essere con loro. Peccato. Anche lui scompare nel buio. Maria Grazia e Sergio vogliono andare per ultimi quindi ora scendo io. Approfitto per una foto del fondo del pozzo c’e’ pure il raggio di sole di cui mi aveva detto Gianni. Arrivo, grido la libera e mentre aspetto il mio turno per il saltino successivo mi guardo intorno. Il salone e’ veramente grande la monnezza di cui Gianni mi ha diffusamente parlato (il Catauso e’ conosciuto da secoli ed e’ da sempre stato utilizzato come discarica) c’e’, ed in effetti e’ parecchia, ma nel vasto ambiente non si nota tantissimo. Ecco il saltino successivo mentre sono sempre li’ ad aspettare il mio turno provo a fotografare il tronco d’albero ma, devo dire con scarsi risultati, nella foto si intuisce appena. Sceso il saltino mi imbatto nella bombola arrugginita, provo a fotografarla ma la macchina e’ impazzita, ne ricavo solo immagini indistinte. Federica, che mi ha raggiunto mi consiglia di spegnere e riaccendere la macchinetta. Sono quasi dell’avviso di buttarla giu’ per il pozzo (e’ gia’ la seconda volta che fa le bizze) ma seguo il suo consiglio. Sembra riprendersi, e questa e’ la famosa bombola di cui parlavo. Andando avanti c’e’ un saltino che si arrampica (disarrampica, per chi ama la precisione!). Sotto ritrovo tutto il gruppo. Paolo sta armando il pozzo successivo. Visto che c’e’ da attendere, la grotta ha pensato bene di farci trovare un pallone per ingannare l’attesa Approfittiamo per fare una foto tipo squadra di calcio con tanto di pallone al seguito Dopo la foto calcistica riponiamo il pallone e torniamo alla grotta. Alla partenza del pozzo c’e’ una immensa “medusa” Eccola ancora ma con tanto di speleologo che scende il pozzo Tanto per non farci mancare nulla ecco poi un’altra foto che pero’ ritrae tronco di legno e monnezza varia che formano un utile parapetto davanti al pozzo Quando Paolo e’ arrivato in fondo al pozzo e mentre gli altri iniziavano a scendere siamo stati ingaggiati da Paolo per illuminare la grotta perche’ potesse fare delle foto da sotto. Ho contribuito piu’ volte con il flash della macchinetta. Non so se lui ne ha ricavato qualcosa ma questo e’ quello che e’ uscito fuori dal mio catorcio Sotto la medusa ci sono un paio di vaschette, sarebbero belle ma l’acqua che contengono ha un aspetto poco pulito, lascio a voi il giudizio finale E’ il mio turno, scendo. Alla base del pozzo c’e’ un laghetto ma e’ facilmente evitabile spostandosi lateralmente mentre si scende su corda. Dopo il laghetto c’e’ un ambiente con delle alte pareti verticali variamente decorate da monnezza varia sospesa a vari metri di altezza. Federica mi chiama, c’e’ una vaschetta con dei vermi rossi. Sono sottilissimi e lunghi non piu’ di un paio di centimetri l’uno pero’ sono aggrovigliati a formare un grumo e si muovono incessantemente, provo a fotografarli ma con risultati deludenti Il terzo pozzo e’ stato abbellito con dei festoni, ve li mostro in questa sfocatissima foto Continuo l’analisi dell’ambiente, a terra ci sono dei resti indefiniti, dopo una dotta disquisizione con Federica decidiamo trattarsi di una lavastoviglie.
Questo invece e’ il mucchio di legna che si scavalca per accedere al pozzo “festonato” In mezzo ai legni trovo una specie di “piffero” di ghisa, e’ Sergio, arrivato da poco ad illuminarmi, e’ il pezzo di una cucina! Terminato l’esame del posto mi metto in attesa. Certo che oggi siamo tanti ed i tempi si allungano a dismisura. E’ mia intenzione non far aspettare troppo i miei amici di fuori. Sulla scorta di queste altruistiche riflessioni prendo la decisione di tornare indietro. Anche Sergio e’ per tornare ora e gentilmente mi accompagna. Mentre lui risale il pozzo appena sceso fotografo una colata di calcite con micro vaschette che ha un aspetto insolitamente pulito. Dopo questa foto ripongo la macchinetta e mi dedico alla risalita. Facciamo una breve sosta dopo il saltino da arrampicare e poi affrontiamo il pozzo finale. Il frazionamento a meta’ e’ decisamente teso. Avverto Sergio che quando risale provvede a sistemarlo. Al suo arrivo Sergio prende il cellulare di Maria Grazia, per fortuna si ricorda anche il codice di sblocco io l’ho scordato completamente! Sento Gianni, stanno tornando al Catauso dopo il giro per grotte. Betti e Luna sono con loro. Aspettiamo qualche minuto chiacchierando e poi ci accingiamo ad affrontare l’erta. Dalla grotta ci sembra di sentire delle voci. Bene, anche i nostri amici sono di ritorno. Dopo una rapida risalita arriviamo in breve alla strada dove trovo i nostri. Ancora sul prato trovo Maria, Betti e Luna. Luna si scatena a farmi le feste come se non mi vedesse da mesi. Maria e Betti commentano la cosa argomentando sulla poca gratitudine degli animali verso chi li accudisce veramente! Gianni ed il suo ospite sono li’ in strada che parlano con alcuni abitanti della zona dei problemi vissuti recentemente a causa delle piene del Catauso. Dal canto mio sono sudato ed ho fame, recupero le chiavi da Betti e vado a cambiarmi. Torno indietro tutto pulito e masticando il mio buon panino. Gianni mi chiede la stampa del rilievo del Catauso che avevo portato per documentarmi. Ritorno alla macchina a prenderlo. Nel frattempo alcune gentilissime signore che stavano parlando con noi decidono di offrirci il caffe’. Scompaiono per un po’ e ritornano armate di tutto il necessario. Hanno portato addirittura anche i biscotti! Finisco il mio panino poi degusto caffe’ e biscotto. Tempismo perfetto! Alla spicciolata inizia ad arrivare qualche speleo ma l’uscita dall’ultimo pozzo prende parecchio tempo e ci vorra’ ancora molto prima che siano tutti fuori. Gianni vuole andare a Sonnino a visitare un museo, bisogna andare prima che chiuda. Salutiamo tutti i presenti ringraziando per il caffe’ e la compagnia. Gianni si congeda dal suo ospite prendendo accordi per futuri incontri. Salutiamo Sergio chiedendogli di salutarci gli altri e quindi partiamo alla volta di Sonnino. Una volta arrivati parcheggiamo e proseguiamo a piedi approfittando per fare alcune fotografie delle ripide viuzze che incrociamo e della strada che facciamo
Troviamo anche una via dal nome particolare, lascio a voi dedurre cosa potesse trovarsi in quella via in tempi passati! Troviamo anche una scacchiera incisa sulla pietra La fotografo per il piacere di nonnoPintus che ne fa ricerca e collezione. Dopo una bella passeggiata per i vicoli di Sonnino troviamo infine il museo “terre di confine” ed entriamo. Troviamo ad accoglierci una simpatica ragazza che ci fa’ da cicerone illustrandoci ad una ad una tutte le sale del museo. Il museo vuole illustrare storia, miti ed usanze di Sonnino che e’ stata per secoli “terra di confine” tra lo stato pontificio, a cui apparteneva, ed il regno borbonico delle 2 sicilie. Tra le tante cose interessanti che abbiamo visto ho trovato anche un “vecchio amico” il brigante Gasperone al quale abbiamo intitolato una grotta sul Soratte! Terminata la visita salutiamo e ringraziamo la nostra guida e torniamo verso le macchine. Possiamo dire conclusa la giornata, giusto il tempo di una ultima foto al panorama che si gode da Sonnino poi ci salutiamo e prendiamo la strada di casa Mi raccomando con Maria di non seminarmi prima di arrivare alla autostrada perche’ non so se saprei ritrovare la strada! La seguo come un ombra per un bel pezzo pero’ arrivati a Ferentino oramai riesco ad orientarmi e quindi decido di sganciarmi. Visto che e’ vicinissimo, propongo a Betti di fare cena al solito ristorante di Supino. Lei acconsente, quindi, invece di imboccare per l’autostrada, continuo la rotatoria e vado verso Supino. La serata si conclude degnamente davanti ad un bel piatto di fettuccine. Penso non si possa desiderare di piu’ da un fine settimana! Alla prossima…

Pubblicato in gita, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Catauso di Sonnino – 22/09/2013

Pretaro – uscita del 15/09/2013

Andrea ed io, prova con cavo al buco di Paolo. Ricognizione sotto la pioggia. In grotta per cambio moschettoni e visita all’arpa celtica.

E’ domenica dopo pranzo, ancora non piove ma promette bene, anzi, male. Passo al bar dove c’e’ Andrea al lavoro. Gli faccio accenno alla prova che voglio fare al Pretaro e alla mia intenzione di sostituire i moschettoni rovinati al secondo toboga. Andrea la butta la’: “Perche’ non andiamo oggi pomeriggio quando stacco dal lavoro?”. Non aspettavo altro! Rimaniamo d’accordo che mi chiamera’ quando sara’ pronto. Vado a casa a fare riposino. Alle 16.30 circa vengo scosso dal cellulare che squilla insistente. E’ Andrea. Ci diamo appuntamento entro un quarto d’ora da Roby bar. Mi preparo svelto e scendo. Ora si che piove bene!
Mentre aspettiamo Andrea vi racconto cosa voglio fare. Tempo fa avevo comprato uno di quei cavi d’acciaio flessibili che si usano per sbloccare le tubature intasate. E’ lungo ben 5 metri. Ho pensato di utilizzare l’attrezzo per infilarlo nel “buco di Paolo” (speriamo non se ne abbia a male!), lasciarlo li’ e andare poi in grotta a vedere dove sbuca.
Ecco Andrea, andiamo ognuno con la propria macchina, non vale la pena trasbordare il materiale per cosi’ poca strada. Mi fermo al parcheggio vicino al Pretaro, Andrea arriva proprio in corrispondenza del “buco di Paolo”. Mi armo di cavo, di ombrello e lo raggiungo a piedi. Caspita, per manovrare il cavo ci si deve stendere nel buco, di certo non posso farlo col vestito “buono”. Andrea si prepara mettendosi la tuta. Si insinua nel buco ed inizia ad infilare il cavo dove sembra piu’ probabile che abbia una continuazione. Questo entra per circa un metro ma poi si blocca. Andrea fa altre prove ma senza risultati particolarmente interessanti. Sono troppo curioso, devo andare a vestirmi in maniera acconcia. Recupero l’ombrello e me ne torno alla macchina dove mi preparo cercando di non dimenticare nulla. In effetti una cosa l’ho proprio dimenticata, la macchinetta fotografica! E’ per questo che stavolta non ci sono foto “live”. Ritorno indietro in zona lavori caldamente incitato dalle urla di Andrea che inizia a stufarsi di aspettare. Finalmente mi infilo e vado a dare una occhiata. Con sorpresa mi accorgo che l’aria non soffia dai pertugi di fronte a me, ma invece da un buchetto accanto al mio orecchio destro. Provo ad infilarvi il cavo ma e’ difficile da manovrare. Levare il sottile diaframma di roccia che e’ tra me e la sorgente d’aria potrebbe aiutare, serve la mazzetta…Ecco un’altra cosa che ho scordato! Come dice il saggio: “Chi non ha testa abbia gambe”, sospirando per la mia distrazione cronica me ne torno alla macchina. Visto che ora non piove non prendo l’ombrello. Come deve succedere, appena presa la mazzetta, faccio per tornare indietro e ricomincia piovere! Ma ora sono armato di mazzetta, mi infilo nuovamente e distruggo l’ostacolo. Anche cosi’ pero’ non si riesce ad infilare il cavo piu’ di tanto. Tentiamo ancora un po’ per uno ma oramai e’ certo che l’esperimento e’ da considerarsi fallito. Tanto per non lasciare nulla di intentato facciamo un rapido giro per gli altri buchi, naturalmente sempre sotto la pioggia. Il giro si conclude senza novita’ di rilievo. E ora che si fa? Potremmo tornare al bar e farci un gelato ma oramai siamo pronti per andare in grotta e sembra brutto sprecare tutta questa preparazione. Andrea sposta la macchina davanti all’ingresso del Pretaro, apriamo il cancello ed entriamo. Visto che la “missione” e’ quella di andare a cambiare i moschettoni al secondo toboga, prima di proseguire faccio l’inventario per essere certo di avere con me tutto il necessario. Le maglie rapide ci sono, il pappagallo per aprire i moschettoni c’e’, altro non serve. Tra l’altro provo per la prima volta la lampada nuova, una NAO. In effetti e’ tutto un altro vedere rispetto alle mie “tikkine” di prima. Al Pretaro, nonostante la temperatura non proprio calda, c’e’ un’aria potente che soffia verso l’uscita. Passiamo velocemente i primi passaggi bassi ed arriviamo al pozzetto. Qui l’aria si perde quasi completamente. Scendiamo il pozzetto e affrontiamo il meandrino evitando anche il primo toboga. Siamo praticamente arrivati. Si risale di un metro, piccolo scivolo con terra e siamo arrivati. Sullo scivolo di terra mi fermo e aspetto Andrea perche’ mi sono accorto di un fatto inusuale. E’ cresciuta una minuscola piantina! Probabilmente un seme portato con gli scarponi e perso in quel punto. E’ affascinante il fatto che abbia avuto la forza, quasi la caparbieta’, di crescere in condizioni cosi’ avverse. E’ certo che durera’ ancora poco ma sono sinceramente ammirato! Dopo questa pausa filosofico-botanica andiamo in zona operazioni. Ecco l’inizio del secondo toboga con i suoi moschettoni massacrati. La ghiera del primo si allenta quasi subito e presto e’ sostituito con la maglia rapida. Per allentare la ghiera del secondo devo combatterci un paio di minuti ma alla fine l’ho vinta io. Sostituisco anche lui con la maglia rapida. Perdo ancora quasi un secondo ad ammirare il mio lavoro e poi prendiamo la via del ritorno. In salita stavolta passiamo per il primo toboga, In cima troviamo un’altra piantina ‘sta grotta e’ praticamente un semenzaio! Dopo la doverosa contemplazione della forza della natura passiamo di nuovo il meandrino in senso inverso e poi affrontiamo la risalita del pozzetto. Avviandoci all’uscita passiamo accanto al ramo laterale che porta alla sala dell’arpa celtica e chiacchierando ne facciamo accenno. Andrea ha il dubbio di esserci mai stato, anche io e’ parecchio che penso di ritornarci ma non ho ancora avuto occasione. Decidiamo di andarci ora. La sala dell’arpa celtica ha questo nome perche’ al centro della sala, non grande, e’ ospitata una grossa concrezione a festone. Se colpita con le dita in punti diversi questa emette dei suoni di varie tonalita’, probabilmente qualcuno con piu’ orecchio musicale di me potrebbe tirarci fuori anche un po’ di musica! Questo tipo di concrezioni vengono anche chiamate “fette di prosciutto” perche’ spesso sono traslucide e se illuminate mostrano delle belle striature. Questa invece si puo’ dire che e’ fossile e quindi bianca e completamente opaca, pero’suona molto bene! Dal bivio alla sala non c’e’ molta strada da fare ma c’e’ un passaggio con terra e sassi posticci su cui ci soffermiamo un po’. Dopo aver sostato nella sala e aver suonato l’arpa al meglio delle nostre possibilita’, racconto ad Andrea della frattura che al momento e’ il punto terminale della grotta in questo ramo e dei lavori che avevamo iniziato con Paolo in quel punto. Decidiamo che torneremo presto a fare una visita da queste parti e prendiamo la via del ritorno. In pochi minuti siamo fuori e troviamo che il tempo non e’ migliorato affatto. Richiudiamo la grotta e ci cambiamo. In pochi minuti siamo da Roby bar a degustare una meritata bibita dissetante. Ancora qualche chiacchiera per gli impegni di settimana prossima e poi me ne torno a casa che e’ quasi ora di cena.
La giornata grigia e piovosa e’ stata rallegrata da un interessante seppur breve intervallo speleo, mi sembra bene! Per competare la condivisione dell’esperienza mi manca solo di mostrarvi i moschettoni che abbiamo sostituito. Ho scattato loro delle foto “postume”, a casa, dopo averli ripuliti un po’.
Ecco la prima, quello di destra e’ il piu’ “anziano” ed il piu’ malridotto:
IMG_1936
Questo e’ un particolare del “vecchietto” che mostra le sue rughe
IMG_1937
E un’altra foto della allegra coppia in una posa compromettente!
IMG_1939Adesso si che e’ proprio tutto, alla prossima!

Pubblicato in ricognizione, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Pretaro – uscita del 15/09/2013

Soratte – passeggiata del 14/09/2013

Luna ed io per sentieri con puntatina all’Erebus. Provati scarponi nuovi.

Inauguro la mattinata di S.Oreste con un po’ di telefonate agli amici, cosi’ tanto per rompere le scatole a qualcuno! Vado poi a degustare un cappuccino al solito bar, un salto all’alimentari e poi un bel pezzo di pizza in piazza. Luna si e’ un po’ stufata di aspettare, ha capito che oggi siamo di passeggiata e non vede l’ora. E’ al guinzaglio e si impenna e salta gioiosa come un cavallo al rodeo! Finiti i giri preparatori mi vesto da camminata, oggi provo gli scarponcini nuovi, e partiamo. Ho deciso che faremo l’unico sentiero che mi manca tra quelli segnati sulla comoda mappa di Avventura Soratte, quello per la “casaccia dei ladri”. A proposito di mappa, ecco il pezzo con il sentiero.percorso202BPartiamo per la comoda strada sterrata in piano, e’ molto trafficata da persone a passeggio quindi Luna si deve rassegnare a stare al guinzaglio. Ma non si rassegna granche’ e mi fa un po’ dannare! Passiamo per i fatiscenti resti di un impianto per la lavorazione del calcare, immagino quello della cava abbandonata in seguito al crollo che ha svelato la grotta di S. Lucia.010LeCalcaree proseguiamo oltre

020Sentierofino all’anfiteatro, anche lui ricavato da una vecchia cava.

030AnfiteatroPassiamo per alcuni punti attrezzati per fare ginnastica, una comoda sosta o magari un pic-nic. In particolare mi soffermo ad una con un simpatico cartello

040piazzola
che mi aiuta a migliorare la conoscenza degli alberi che incontro, apprezzabile, davvero!
060CartelloPiazzola
Dalla piazzola inoltre si gode anche di un bel panorama che mi affretto a fotografare per potervelo mostrare
050PanoramaPiazzola

Il sentiero e’ anche attrezzato per pause di preghiera e di riflessione con delle minuscole “chiesette”
070Chiesetta
Personalmente mi soffermo volentieri a riprendere qualche fiore
080Fiore
Tra una sosta, una foto e tante strattonate da parte di Luna arriviamo all’attacco del sentiero
090AttaccoSentiero
dove finalmente libero Luna. Non le pare vero, parte come un fulmine e scompare velocemente per riapparire di ritorno poco dopo sempre a velocita’ smodata (per dirla come nel film “Balle Spaziali”!) rischiando di travolgermi. Finalmente pure io ho le mani libere e posso provare, per la prima volta, a camminare con i bastoncini, quelli telescopici di “fresca compra”. Mi fermo un paio di volte ad accorciarli perche’ i 120 cm che uso normalmente per sciare in questo caso sono davvero troppo. Regolati i bastoncini e fatta una breve sosta per vedere un possibile buco (in mezzo ai rovi, dannazione!), parto di buon passo. Caspita, tira su parecchio ‘sto sentiero! Ben presto arriviamo alla fine
110ArrivoSentiero
e qui andiamo dapprima verso la casaccia dei ladri a cercare la grotta Andrea Innocenzi che dalla cartina vista a casa mi sembrava fosse vicina. Mi infratto un po’ qua e un po’ la’ ma con scarsi risultati in compenso mi trovo la schiena piena di foglie e zeppetti che fanno da simpatico strato tra me e lo zaino. Per consolarmi fotografo delle belle bacche colorate di cui non conosco il nome (magari se qualcuno di voi lo sa, me lo scriva!)
100BaccheBluDopo la ricerca infruttuosa torniamo sui nostri passi. Luna continua il suo velocissimo andirivieni ma ora ogni tanto si prende una pausa e mi aspetta seduta all’ombra, la furbona!
120SalendoFacciamo ancora un bel pezzo di sentiero in salita fino all’attacco del sentiero per la grotta di Gasperone
130AttaccoSentieroGaspche si riconosce anche grazie all’ometto posto in corrispondenza.
140OmettoSentGaspScendiamo alla grotta perche’ Cristian all’ultima uscita si e’ perso il “pantino” e mi ha chiesto se passavo a dare una occhiata. Strada facendo fotografo la grotta Gasperella che, anche se per ora e’ solo un buchetto, mi sta simpatica ugualmente,
150Gasperellaarriviamo poi a Gasperone dove purtroppo del “pantino” di Cristian non c’e’ segno alcuno.
160GasperoneTornando indietro scatto qualche foto ai segni che permettono di riconoscere il sentiero nonostante la crescita della vegetazione, gli sfaceli dei cinghiali e la memoria corta! Ci sono delle tacche sugli alberi, in alcuni casi rafforzate da segni a croce rossi,
210segnoci sono dei piu’ effimeri segni fatti con la banda di plastica bianca e rossa avvolta sugli alberi,180segnoe anche dei segni naturali, quali l’albero di traverso sul sentiero190segnoAlberoTraversoIn poco piu’ di mezz’ora siamo di nuovo sul sentiero principale, pronti a riprendere il giro. Arriviamo ad un altro bivio, questa volta e’ quello della grotta Erebus. E’ tanto che non la visito, l’attrezzatura l’ho portata, mi faccio tentare, una scappata ce la faccio! Chiedendole scusa lego Luna ma le prometto una attesa breve. Mi preparo, sistemo la corda e vado.
220erebusFaccio il primo salto, e’ pieno di zanzaroni, rischio di respirarne piu’ di qualcuno. Alcuni pipistrelli avvertono il movimento degli insetti e vengono per fare merenda. Faccio qualche foto,
230erebusc’e’ una dolicopode enorme (ma che mangiano questi insetti per essere cosi’ robusti?!?).
240dolicopodeScendo ancora un pozzo
250erebusarmo il successivo

260erebuse scendo anche quello.

270erebusMi fermo perche’ la corda e’ finita ed inoltre Luna oramai sara’ impaziente!

280erebusEccola Luna!

290lunaInAttesaRifaccio lo zaino

300materialee ripartiamo a razzo. Come al solito una sosta al belvedere e’ d’obbligo.

310belvedereArriviamo in cima, facciamo sosta al parcheggio dell’eremo, facciamo la prima curva sulla strada e poi alla successiva riprendiamo il sentiero. Per via incontriamo il buco soffiante a cui mi limito a scattare un paio di foto, non ho il coraggio di abbandonare di nuovo Luna.
320bucasoffianteEcco il buco in tutto il suo “scurore” (di splendore in grotta ce n’e’ poco!),
330bucadettaglioe un piccolo buco che e’ sicuramente collegato al precedente.
340bucacollegataScendiamo il sentiero e all’incrocio riprendiamo la strada carrabile. Incontriamo qualche famigliola a passeggio ma con Luna fila tutto liscio, e’ troppo stanca ed appagata per far loro le feste! Quasi alla fine della strada faccio sosta all’ennesima chiesetta
350chiesae poi a fare una foto a S. Oreste, che poche volte mi e’ capitato di vedere da li’ di giorno.
360santoresteConcludendo, la giornata e’ stata meravigliosa. Luna si e’ divertita a piu’ non posso, gli scarponi sono comodi ma sul terreno accidentato, per me, o meglio per le mie caviglie marce, sono un po’ “faticosi” perche’ la suola e’ troppo morbida. Camminare con i bastoncini non e’ semplice come pensavo, ogni tanto si perde il ritmo ed il mantenimento dell’equilibrio e’ un po’ diverso rispetto a quando si cammina senza. Un paio di volte ho rischiato il capitombolo!
Non vi dico altro e vi lascio in pace ed in silenzio fino alla prossima!

Pubblicato in gita, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Soratte – passeggiata del 14/09/2013

Pulizia Trapano Hilti – 16/09/2013

Per chi, come me, non sa come si pulisce il trapano…

Tempo fa sono passato ad un negozio della Hilti vicino Terni dove ho trovato una persona molto gentile e disponibile che mi ha spiegato come smontare e pulire il trapano che abbiamo in dotazione al gruppo. Sulla base delle spiegazioni ricevute oggi mi sono messo di buzzo buono per applicarle e ho anche pensato bene di documentare l’avvenimento!
In particolare quello che ho appreso e’ che il mandrino e la parte del trapano a cui e’ attaccato devono essere mantenuti puliti e che non devono essere pieni di grasso perche’ quest ultimo con la polvere tende a “impastarsi” e far girare con piu’ fatica il trapano. Ho provato a seguire i consigli ricevuti…

Cosi’ si presentava prima della pulizia.
010Prima
Eccolo smontato e messo a nudo.
020smontato
Particolare del corpo del trapano prima della pulizia
030corposporco
Il mandrino da sporco
040mandrinosporco
Il mandrino ripulito!
050mandrinopulito
Il corpo del trapano dopo la pulizia!
060CorpoPulito
Il tutto ma ancora smontato
070SmontatoPulito
Dopo la cura
080dopo
Questo e’ tutto, a me il risultato non dispiace! Manca solo una pulita ai contatti della batteria con l’aria compressa ma non ho il compressore, quindi accontentiamoci!
Alla prossima…

Pubblicato in foto | 2 commenti

Palestra Montebuono – 01/09/2013

Brevissima uscita alla palestrina di Montebuono per il battesimo del fuoco di Massimiliano sulle corde con Andrea come maestro ed io come factotum!

Non mi dilungo e vi mostro qualche foto.

IMG_1787 IMG_1788 IMG_1789 IMG_1790 IMG_1791 IMG_1792 IMG_1795 IMG_1796
Andrea che disarma.
IMG_1797 IMG_1798
La sistemazione dei materiali.
IMG_1802
Alla fine l’allievo ha “messo sotto” il maestro!
IMG_1804

Pubblicato in palestra, speleo, uscite | Commenti disabilitati su Palestra Montebuono – 01/09/2013

Pretaro foto – 13/05/2012

Sai di quei pomeriggi che non sai cosa fare? Trovandomi in tale situazione sono andato al Pretaro armato di cavalletto, luci varie e naturalmente macchinetta fotografica e mi sono divertito a sperimentare. Ecco i risultati, una volta tanto ve li mostro senza ulteriori commenti:IMG_0793 IMG_0796 IMG_0797 IMG_0798 IMG_0799 IMG_0805 IMG_0806 IMG_0807 IMG_0808 IMG_0810 IMG_0814 IMG_0816 IMG_0817 IMG_0823

Pubblicato in foto, gita, speleo | Commenti disabilitati su Pretaro foto – 13/05/2012