Inferniglio – 01 agosto 2026

Un’altra uscita all’inferniglio per il progetto con cui lo Shaka Zulu vuole rivedere completamente la documentazione su questa affascinante grotta.

Stavolta Gabriele si e’ messo d’impegno e ha messo insieme una squadra agguerrita e preparata. Gli obiettvi dell’uscita odierna all’inferniglio sono molteplici: continuare il rilievo a cura di Luca ed Emilio, il campionamento acque e sabbia seguito da Gabriele e Gabriele, un primo studio degli “animaletti” che abitano la grotta fatto da Claudio e Nerone. Non poteva mancare l’esame preliminare per eventuali batteri e microorganismi reso possibile da Teresa e Martina, la documentazione fotografica eseguita da Antonella e Fabrizio e infine, ma non meno importante il rilevamento botanico scrupolosamente seguito da Vittorio e Mario.

La mattina tutto il gruppo si incontra alla villa di Nerone, l’imperatore, non il nostro, poi ci muoviamo compatti e determinati fino ai prati di San Giovanni dove posiamo alcune macchine e ci compattiamo in quelle restanti.

Parcheggiamo come al solito nei dintorni della grotta, nella vicina area picnic. Iniziamo subito a prepararci con la parte piu’ temibile, indossare la muta. Personalmente, dopo essermi cambiato il minimo indispensabile, mutande , calzari e scarpe, mi carico lo zaino in spalla e vado davanti l’ingresso della grotta dove soffia una piacevole aria fresca che mi permettera’ di vestire la muta con minor sofferenza.

Mentre mi impegno nell’arduo compito iniziano a raggiungermi i primi del gruppo. Dai loro vestimenti essenziali immagino abbiano deciso di seguire il mio esempio.

Pian pianino lo spiazzo davanti l’ingresso si anima. Io faccio un giro di foto per presentarvi il gruppo. Qua, da sinistra, abbiamo Gabriele, Nerone, Emilio e Luca.

Mi giro dall’altro lato e trovo Teresa, Mario, Elia (e’ passato in bicicletta a trovarci), Antonella, Martina, Vittorio

Buon ultimo arriva Gabriele che si era attardato in chissa’ quali faccende affaccendato.

Siamo quasi tutti pronti, la temperatura interna inizia a salire, e’ il momento di entrare in grotta.

Il laghetto iniziale merita sempre una sosta. Luca passa avanti e illumina mentre io sfoggio la fotocamera nuova e le do libero sfogo.

Emilio fa luce dal lato opposto mentre Nerone e’ impegnato con gli ultimi preparativi.

Traversato il primo laghetto iniziamo la salita della grande colata. Facciamo di nuovo pausa per fare anche a lei un paio di foto.

Prima di ripartire Emilio mi chiama, ha trovato qualcosa di interessante.

A prima vista quello che mi indica mi sembra un mucchietto di ghiaia fine e bianca ma dietro sua insistenza guardo meglio, si tratta di una dolichopode bella cicciotta.

Dopo la foto entomologica continuo a salire. In cima mi giro a fotografare il gruppo che avanza.

Ora ci sono le vaschette, sono bellissime ma non riesco mai a rendere degnamente la loro bellezza in foto. Come sempre passo senza toccare l’acqua. Quando frequento una grotta con dei laghetti o comunque pozze d’acqua cristallina e mi capita di essere avanti, mi sono dato la regola di non entrare in acqua finche’ possibile. Questo per dare a tutti la possibilita’ di godere della bellezza che ho potuto vedere io passando per primo. Peccato che non tutti abbiamo la stessa attenzione.

Dopo le vaschette inizia il lungo tunnel delle meraviglie che ci portera’ in fondo, fino al primo sifone transitabile solo da speleosub.

Luca ed Emilio vanno avanti perche’ devono fare il rilievo. Io li seguo costringendoli a rallentare per farmi luce e fare delle foto migliori.

Mi accontentano per un bel po’ di foto ma dopo qualche minuto iniziano ad allontanarsi. Non insisto, fare il rilievo e’ cosa lunga e impegnativa. Visto che le foto mi piacciono ve le mostro qua di seguito senza raggrupparle e rimpicciolirle.

Al laghetto del traverso Emilio e’ gia’ distante, Luca si attarda per illuminare il laghetto. Dopo la foto parte anche lui per arrivare al fondo. Ci metteranno piu’ tempo perche’ hanno deciso di usare il bypass fangoso per non dover traversare a nuoto il micidiale laghetto del gelo, il piu’ profondo e freddo della grotta per il tratto che la grotta ci permette di raggiungere senza attrezzatura da sub.

Attendo nemmeno un paio di minuti e arriva il resto del gruppo. Vittorio che arriva prima degli altri lo convinco a non entrare in acqua per mantenerla limpida ma non riesco a fare lo stesso col resto del gruppo, in pratica ho sprecato la buona volonta’ di Vittorio e la mia. Va bene anche cosi’.

Con l’aiuto di Vittorio faccio ancora una foto al laghetto del traverso.

Documento la traversata del laghetto prima di proseguire.

Continuiamo a camminare per questa splendida galleria.

Eccoci arrivati nei pressi del primo laghetto, c’e’ chi lo chiama sifone, dove si deve per forza entrare in acqua. Ho davanti una incredibile costruzione della natura, una stalagmite sospesa. Immagino che si sia formata sopra un cumulo di fango che poi e’ stato dilavato da una sequenza di piene.

Luca ed Emilio si sono fermati qua ad aspettarci. Luca, mi pare, si distende sotto la stalagmite e la illumina a giorno, Emilio illumina avanti.

Momento di sosta prima di attraversare il laghetto

Via, si entra.

Vedo sfilare i miei amici in fila indiana, entro in acqua anche io ma ho bisogno di un paio di minuti di acclimatamento. Sento lentamente l’acqua ghiacciata entrare nella muta.

Sento ancora qualcuno dietro di me, sono Gabriele e Mario che riposano vicino alla stalagmite sospesa.

Gabriele va a vanti ed arrivano Claudio e Antonella. Mario decide che per oggi la sua gita in grotta puo’ bastare.

Ora la mia temperatura interna e’ diminuita abbastanza, posso affrontare l’acqua fredda. Vado. Dopo il primo laghetto ne segue un altro. Davanti a me vedo il tratto di grotta dove il soffitto si abbassa. In questo punto quando c’e’ molta piu’ acqua di adesso in quel punto la grotta diventa intransitabile senza bombole, per questo viene considerato un sifone.

Eccoci alla medusa del bivio, a sinistra inizia il bypass fangoso, quello che faranno Luca ed Emilio. A destra, aggirando la medusa, inizia il temuto laghetto del gelo. Qua molti passano, Antonella prova ma desiste, ha una muta troppo sottile per resistere al freddo che pervade il corpo immergendosi in questo ghiaccio fuso.

Io oramai mi sono freddato abbastanza da non soffrire troppo. Mi metto il cappuccio della muta e mi immergo nel laghetto che subito mi avvolge nel suo manto di gelo. Le mani sembrano prese in una morsa, mi sbrigo a nuotare con vigore per scacciare il freddo e abbreviare il piu’ possibile la permanenza in acqua. Dopo il gelido laghetto il fondo della grotta fa una conca e una salita ricoperta di un velo di fango veramente insidioso, lo scivolone e’ un rischio concreto.

Salgo in cima cercando di mantenere l’equilibrio, gia’ precario il mio. Dopo la salita mi fermo a riprendere fiato. Riguardo la conca da cui sono salito e mi viene da pensare che deve avere un punto di assorbimento notevole anche se ben nascosto altrimenti anche la conca dovrebbe essere piena d’acqua. Pensieri oziosi da momento di riposo in grotta. Davanti a me, dopo una curva in discesa intravedo delle luci.

Scendo e infatti trovo i miei amici.

Loro sono gia’ andati a recare visita al sifone finale e stavano tornando indietro. Si sono fermati qua perche’ sopra di loro ci sono Luca ed Emilio che hanno affrontato il bypass fangoso e ora sono pronti a scendere. Luca, previdente, si e’ portato una corda per facilitare la discesa. Mentre lui sistema la corda gli racconto che una volta con Nerone facemmo la stessa discesa ma senza corda, non facilissimo ma fattibile.

Mentre aspettiamo che i “bypassatori” ci raggiungano, Vittorio, che ha fatto parte del coro del CAI, propone di intonare qualche qualche canto alpino. La proposta tocca le corde della mia passione per il Friuli e la Carnia quindi mi unisco al coro anche se non ricordo mai piu’ di quattro parole di ogni canzone. Mi unisco con passione, con le mie stonature e sicuramente costringendo Vittorio a modificare i tempi originali dei canti che intoniamo, non ho assolutamente il senso del ritmo e del tempo musicale quindi vado a sentimento. La nostra performance viene ripresa da Martina con la sua GoPro, speriamo non esca fuori qualcosa di osceno!

Penso sia Teresa, studiosa di batteri e altri micro-organismi. Le ho dato della “MoonMilkologa” poiche’ in particolare studia il Moon Milk o latte di monte ma non mi sembra che il titolo che le volevo affibbiare le sia piaciuto quindi lo abbandono.

Quando Luca ed Emilio ci raggiungono i nostri amici coristi proseguono verso la via del ritorno. Io seguo i rilevatori verso il sifone finale.

Luca scende giu’ quasi fino al livello dell’acqua per iniziare il rilievo.

Su in alto sembrano esserci dei “neri” interessanti, saranno stati visti?

Emilio raggiunge Luca. Io rimango sopra e li costringo a illuminare il sifone per fare qualche foto.

Intanto intrattengo i miei amici raccontando loro di quella volta che l’acqua del sifone era tanto bassa da far sperare in un passaggio. Speranza vana.

Dopo le foto saluto i prodi rilevatori e prendo la strada per tornare indietro. Il laghetto del gelo mi attende a braccia aperte ma lo affronto senza patemi.

Anzi, mi fermo in acqua a fare una foto grazie alle luci di alcuni amici che ancora si attardano.

Camminando incontro Teresa e Vittorio chini su una vaschetta di concrezione sembrano impegnatissimi. Mi avvicino per curiosare e loro mi spiegano che stanno cercando di prendere alcuni pezzi di scintillante mica dal bel colore dorato. Non posso esimermi, mi impiccio e inizio a dare una mano per recuperare un poco di mica che Teresa conserva dentro una provetta. Esaurita la ricerca proseguiamo verso l’uscita.

Siamo al laghetto della stalagmite sospesa.

Andiamo avanti senza fretta, ogni tanto provo a fare qualche foto. Non vengono malaccio, ve le lascio qua di seguito.

Siamo in zona vaschette, si puo’ dire che siamo fuori.

Il gruppo uscente si e’ fermato per qualche foto.

Teresa e Mario si concedono una foto nella vaschetta principale.

La traversata per proseguire sulla gigantesca colata.

I primi sono gia’ al laghetto.

Rimango leggermente indietro. Con me ci sono Martina e Gabriele. Propongo loro di andare a visitare una zona nascosta della grotta. Il primo cunicolo e’ un poco stretto ma interessante, volendo fare una discesa disarrampicabile si arriva al livello dove l’acqua scorre e sbuca a livello dell’Aniene, purtroppo dopo qualche metro il passaggio si trasforma in un laminatoio non praticabile.

Questo lo racconto a Gabriele dopo che siamo entrati, Martina ha desistito. Gli dico che per oggi non ci infileremo nel pozzo ma che comunque traverseremo un passaggio allagato molto carino. Glielo mostro in tutta la sua bellezza.

Il passaggio non e’ larghissimo ma con un po’ di pazienza si passa.

Gabriele sembra entusiasta di questo supplemento di avventura.

Dopo il passaggio si risale sbucando poco prima la zona delle vaschette. Giro completato.

Tornando indietro andiamo a vedere un’altra diramazione dalla parte opposta. Anche questa, che non ricordavo, si rivela interessante.

E’ un cunicolo allagato col soffitto che digrada lentamente andando a chiudere verso l’acqua.

Forse proseguendo si riuscirebbe anche a passare, ma per oggi meglio non esagerare.

Usciamo fuori a prendere una dose di caldo. All’ingresso ci sono alcuni del gruppo che commentano l’uscita.Mi fermo con loro qualche minuto, mi fa comodo stemperare il freddo accumulato perche’ voglio tornare in grotta a dare uno sguardo a cosa combinano i nostri rilevatori. Intanto l’infaticabile Gabriele rientra subito per andare a vedere la confluenza tra il Piccolo Inferniglio e l’Inferniglio.

Quando rientro a mia volta lo trovo che risale dal laghetto iniziale dove e’ andato a levare un poco di fango dalla muta, la congiunzione tra le due grotte ne e’ ricca.

Quando ci incontriamo gli dico delle mie intenzioni e lui decide di accompagnarmi.

Ripercorriamo insieme la grotta e non mi esimo dal fare altre foto.

Naturalmente sfrutto Gabriele sia per la luce che come soggetto per le foto.

Stavolta passando faccio una foto a quello che penso sia il primo sifone.

Qualche passo e siamo al bivio. Troviamo Emilio in attesa che Luca lo raggiunga. Hanno deciso che per oggi il rilievo fatto puo’ bastare.

A sinistra il fangoso bypass da cui scendera’ Luca.

Ancora una volta la medusa del bypass.

Una coppia di piccole stalattiti sul soffitto catturano la mia attenzione, una cicciotta, l’altra sottile, lunga e ritorta. Sembrano l’equivalente nel mondo “stalattitico” della famosa coppia comica “Stanlio e Ollio”. Probabilmente l’eccentrica si e’ potuta sviluppare perche’ in qualche maniera protetta dalla sua compagna piu’ robusta.

Dopo una non breve attesa finalmente Luca fa la sua comparsa.

Lo sfrutto subito per un paio di foto.

Lo precedo al laghetto della stalagmite sospesa e lo faccio posare di nuovo.

Siamo quasi alla fine del laghetto. Gabriele intanto si e’ avviato verso l’uscita perche’ la batteria della sua lampada ha iniziato ad accusare stanchezza.

Io proseguo con Luca ed Emilio facendo foto.

Una diramazione, non mi ricordo se e’ frequentabile, devo ricordare a Luca di darci uno sguardo quando tornera’ a proseguire il rilievo.

Un Luca controluce.

Non desisto, ancora altre foto.

Strada facendo Emilio viene catturato dall’estro creativo, mi chiede di avere in prestito la fotocamera, mi impone di mettermi in posa e scatta alcune foto.

Luca durante la sessione fotografica era davanti a noi comandato a bacchetta da Emilio su come e dove posizionare la luce.

Riprendo possesso della fotocamera e riprendo con le foto…un poco stanche.

Alla colata gigante accenno a Luca ed Emilio il giro fatto e loro, incuriositi, mi chiedono particolari. Avrei proprio necessita’ di uscire, piu’ la mia vescica che io, pero’ le chiedo un ultimo sforzo e li accompagno.

Li porto fino al passaggio fatto con Gabriele, glielo indico ed Emilio va avanti per vederlo per bene. Mi chiede di nuovo la fotocamera per fare una foto.

Luca ed io ci fermiamo vicino al pozzo che porta al livello piu’ in basso, glielo descrivo raccomandando che sia rilevato anche lui. Vicino al pozzo troviamo dei graffiti che non avevo mai notato.

Una bella giornata in una bella grotta con tanti amici e studiosi impegnati a fare tante cose interessanti. Li ringrazio tutti. Alla prossima.

Avatar di Sconosciuto

About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.