Inferniglio – 23 agosto 2026

Una nuova uscita per proseguire il lavoro di documentazione e studio di questa grotta. In particolare sono venuti: Giulia, Cristiano, Alice ed io per le foto, Luca ed Emilio per proseguire con il rilievo, Nerone e Gabriele per la supervisione e per dare una mano alla bisogna. Fabrizio e’ venuto limitandosi a una breve visita godendosi prima il fresco della grotta e quindi il bel sole che ha allietato la giornata.

Iniziamo con una carrellata di foto dei partecipanti

Fatte le foto di presentazione dei partecipanti odierni prendo le mie cose e vado vicino all’ingresso per indossare la muta senza soffrire troppo il caldo.

Per quando finisco i miei amici sono tutti passati e si sono inoltrati nel fresco buio della grotta. Luca ed Emilio sono partiti velocemente per raggiungere il fondo della grotta, stavolta devono rilevare il bypass alto che permette di evitare il laghetto gelido.

Quando sono pronto e gia’ accaldato entro pure io e riprendo la squadra per le foto quando sta per lasciare la zona delle vaschette dopo la grande colata.

Come dicevo Fabrizio si ferma qua alle vaschette a godere del fresco prima di uscire di nuovo al sole. Mi fermo a scambiare qualche parola con lui prima di proseguire.

Quando riprendo il cammino trovo che i fotografi sono andati un bel po’ avanti quindi mi affretto a raggiungerli trovando comunque il tempo per un paio di foto.

Mi riaggancio a loro poco piu’ avanti sono fermi a definire la prossima inquadratura.

Quando sono vicino capisco cosa stanno combinando. Nerone e’ con loro, ha raccolto da terra una lastra di roccia e prova a immedesimarsi in un Mose’ ipogeo. Ogni tanto e’ bello anche prendersi meno sul serio, rallegra quanto si deve fare.

Da questo momento mi integro nella squadra-foto con Cristiano alla macchina e noi: Giulia, Alice ed io disposti alla bisogna da Cristiano per illuminare al meglio la scena. Io continuo a scattare le mie foto ma quando posso, senza interferire con le foto ufficiali.

Cristiano usa una lampada che posiziona in acqua quando vuole illuminare ad effetto i laghetti che incontriamo.

Io mi dispongo piu’ spesso che posso in acqua cosi’ faccio calare un poco la temperatura interna, sto ancora sudando dal caldo accumulato all’ingresso durante la vestizione.

Fatta una serie di foto si passa avanti alla scenografia successiva.

Quando vedo una diramazione interessante ne faccio una foto perche’ voglio indicarla ai rilevatori, non sono certo siano tutte presenti nei vecchi rilievi.

Siamo al primo laghetto da fare a nuoto. Visto che oggi l’acqua e’ particolarmente bassa probabilmente si tratta solo di camminare. La sagola per le immersioni speleosub fa sempre la sua figura.

Il nostro lavoro e’ un poco ripetitivo, si trova un punto buono per le foto, Cristiano ci dispone per le luci e come figuranti nelle foto quindi fa gli scatti che lo soddisfano aggiunstando magari luci e posizioni, poi si va avanti.

Illuminazione scenografica di un’altro laghetto. Una tecnica che mi piacerebbe copiare se un giorno decidessi di provare a fare foto piu’ serie.

Siamo fermi all’ennesimo laghetto quando noto davanti a me una diramazione da segnalare. Dopo le foto vado a vedere ma le mie ginocchia iniziano subito a protestare quindi torno indietro.

Siamo vicini al primo sifone, probabilmente il conto dei sifoni che faccio e’ differente da quello ufficiale pero’ mi rifiuto di considerare sifone un tratto di grotta che, quando la visito, percorro a piedi.

Ecco il primo sifone, a vedere il rilievo percorrendolo tutto si sbuca all’inizio del sifone terminale, terminale per noi speleo di superficie, uno dei tanti per gli speleosub. Anche qua oggi l’acqua e’ insolitamente bassa.

Proseguiamo.

Arriviamo alla spettacolare medusa dove a sinistra c’e’ l’inizio del bypass e a destra il laghetto gelido. Qua Cristiano decide di fare molte foto poiche’ il posto e’ molto bello.

Terminate le foto non ci rimane altro che proseguire con una nuotata nel laghetto gelido. Anche lui presenta un livello notevolmente basso.

Mi immergo nel laghetto gelido con la lampada aggiuntiva poiche’ Cristiano ha deciso di dedicare un paio di foto anche a lui.

Sessione fotografica conclusa, nel frattempo anche Gabriele ci ha raggiunti, oramai da un po’.

Prima di partire con la nuotata nel freddo chiedo chi voglia venire. Solo Alice e Giulia decidono di seguirmi. Visto che oggi l’acqua non e’ poi cosi’ fredda le faccio fermare qualche secondo per un paio di foto.

Dopo le foto le raggiungo e le supero a nuoto uscendo dall’acqua prima di loro cosi’ che posso ritrarrle quando anche loro terminano la traversata.

Camminiamo senza fretta nel tratto di galleria a saliscendi che ci separa dal sifone terminale. Faccio attenzione a non scivolare sulla roccia resa viscida da uno straterello infido di fango ma proprio nel punto piu’ facile, in piano, mi partono le gambe e cado per terra con un tonfo che impressiona le mie amiche. Per fortuna nulla di grave, il colpo viene attutito completamente dai molteplici strati di neoprene che mi proteggono dal freddo…e non solo.

Siamo finalmente al sifone finale, sopra di noi sentiamo le voci di Luca ed Emilio, intenti nel rilievo.

Guardo il sifone con sconcerto, quasi non voglio credere ai miei occhi, e a un livello bassissimo, almeno 4 metri piu’ basso del solito. Arrivo al bordo di roccia dove di solito ci si puo’ immergere in acqua ma vedo che sotto di me ho un vuoto di almeno 5 metri. Per scendere oggi serve una corda e la relativa attrezzatura. Peccato, sarei andato volentieri a dare uno sguardo piu’ avanti. Devo accontentarmi di presentare il sifone alle mie amiche per poi prendere la strada verso l’uscita.

Rifacciamo il saliscendi in senso inverso, anche al ritorno, nello stesso punto dell’andata, rischio il capitombolo, me la cavo con una contorsione e uno sbuffo.

Questa e’ la diramazione che va avanti una cinquantina di metri e termina in un altro sifone. Lo esplorai anni fa e, vicino al sifone, trovai un vecchio flash che poi Cristiano riconobbe come lasciato dal padre nel corso di una esplorazione speleosub fatta negli anni ’50.

Ecco Giulia e Alice in un momento di sosta prima della nuotata gelida.

Sempre loro durante la traversata.

Arriviamo al laghetto intermedio, quello dove si cammina in acqua senza difficolta’. Dalle luci si intuisce che qualcuno ci attende.

Cristiano ha atteso il nostro ritorno per alcune foto un po’ piu’ in liberta’. Le facciamo senza rallentare troppo il ritorno all’uscita.

Quando arriviamo a uno dei punti a mio avviso piu’ suggestivi della grotta facciamo sosta per una serie di foto.

Ve le presento senza troppi commenti

Una foto con Alice e Cristiano ci stava bene, visto che il cellulare di Giulia fa le bizze provo a farne una anche io.

Pochi passi e siamo alle vaschette. Cristiano ora e’ il protagonista delle foto, vuole rifarsi dell’andata in cui era impegnato dietro alla fotocamera.

Una foto anche con le ragazze.

Dopo le vaschette non rimane che uscire. In verita’ ci sarebbe da far vedere alle ragazze il ramo inferiore ma lo scordo completamente e seguo Cristiano verso l’uscita. Meglio cosi’, avranno qualcosa d’altro da vedere alla prossima visita.

La luce dell’esterno, gia’ a vederla cosi’ fa immaginare il caldo.

Prima di affrontare l’esterno aspetto che le ragazze mi raggiungano.

Eccoci fuori. Prima di avventurarmi fino alle macchine mi sono tolto la muta quindi il caldo e’ diventato sopportabile, anzi quasi piacevole.

Le ragazze hanno ricambiato il favore e prima di avviarsi hanno atteso la mia laboriosa svestizione. Gabriele era con loro e le ha sicuramente intrattenute con qualche storia interessante.

Nerone e’ uscito da un po’ e si gode una bella pipata.

Andiamo alle macchine e iniziamo a sistemare tutta l’attrezzatura.

Visto che Alice e’ alla prima visita alla grotta e a questi luoghi la porto a vedere l’interno della vicina mola vecchia. Arriviamo al punto in cui veniva incanalata l’acqua dell’Aniene camminando lungo la condotta forzata che portava l’acqua alla ruota del mulino.

Tornati alle auto termino di chiudere tutte le mie cose nello zaino. Ora, con la muta bagnata, lo zaino e’ pesantissimo, quasi non riesco a sollevarlo. Fabrizio, Nerone e Gabriele sono in attesa che tutti siano pronti.

Gabriele come sempre ha qualcosa di interessante da dire.

Passa una macchina dei guardiaparco, Nerone, nemmeno a dirlo, li conosce e si ferma a parlare con loro. Dopo un po’ anche Gabriele li raggiunge.

Emilio e Luca escono anche loro. Hanno terminato il rilievo del bypass come si erano prefissi.

Poco prima di partire un altro simpatico incontro, Laura e il suo compagno passavano per il sentiero, ci hanno riconosciuti e si sono fermati a scambiare qualche parola.

La giornata termina con un allegro spuntino alla solita rosticceria “Orso Yoghi” a Subiaco. Torniamo alle auto per i saluti e poi ognuno verso casa propria.

Ancora una giornata dedicata alla documentazione di questa grotta. C’e’ ancora molto da fare ma ce la faremo. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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