Una gita dalle parti di Canino per visitare alcune grotte con Vittorio, Gianni e Gabriele.
Si tratta di una delle tante trasferte che facciamo in questa zona quando Vittorio, che ci abita, ci segnala cose nuove e vecchie da vedere. Questa volta lo spunto e’ stato il suo lavoro preventivo per riaprire il sentiero d’accesso alla grotta del roveto e di grotta nuova o dell’infernaccio. La giornata si e’ conclusa con l’esplorazione di una piccola nuova grotta subito nominata “dello spuntone” a causa di un fastidioso sasso che ci impediva l’accesso.
La mattina Gabriele ed io raggiungiamo il ristorante “da Isolina” dove abbiamo appuntamento con Vittorio. Quando arriva ci annuncia che anche Gianni sara’ dei nostri. Quando siamo tutti facciamo un salto al simpatico alimentari sorprendentemente aperto vicino al ristorante e poi andiamo lungo la strada da cui parte il sentiero per le grotte che visiteremo oggi.
Dopo i preparativi partiamo.

Il sentiero, anche dopo la ripulitura di Vittorio, non e’ tra i piu’ agevoli ma comunque in qualche modo arriviamo alla grotta con pochi graffi.

Subito Gianni e Vittorio si danno da fare per liberare l’ingresso della grotta da sassi e rami messi nelle volte scorse per evitare cadute indesiderate di animali.


In queste foto sono io che entro nella grotta del roveto, sono opera di Vittorio che ringrazio.



Una volta dentro aspetto Gabriele. Ha messo una corda per facilitare la discesa del pozzetto d’ingresso, non la uso ma questa poi si rivelera’ utile come “filo d’arianna” per ritrovare la strada in questo dedalo di rocce di crollo.


Vado a fare un giro a casaccio. Mi ritrovo in una zona abbastanza angusta. Alla mia sinistra c’e’ un tratto di grotta tipo laminatoio. E’ interessante perche’ da la’ arriva una bella aria fresca, forse potrei anche passare ma cosi’, da solo, non mi va di avventurarmi.



Non senza perdermi un paio di volte per strada torno verso l’ingresso a raggiungere Gabriele.

Ecco il nostro filo d’arianna.

Giriamo tra i massi di crollo cercando la via per il corso d’acqua che scorre in fondo.

Probabilmente non scegliamo la via giusta perche’ alcuni passaggi non sono propriamente agevoli.

Girovagando tra i massi incontriamo una verticale che riesco a scendere in opposizione. Gabriele aspetta su, vuole evitarsi la fatica.

Sento distintamente il rumore di acqua che scorre. Scendo ancora un poco e infatti trovo il fiumiciattolo.


Trovata l’acqua torno su a raggiungere Gabriele poi torniamo insieme alla sala dell’ngresso.

Facciamo ancora qualche giro a cercare una sala alta che ricorda Gabriele poi prendiamo definitivamente la via per uscire. Nella parte iniziale della grotta Gabriele si ferma per fare almeno una parte del rilievo 3D, io intanto esco.

Ancora una foto di Vittorio all’uscita dalla grotta.

Ecco Vittorio, Gabriele e Gianni che osservano il rilievo appena fatto. Vittorio e Gianni mentre noi scorrazzavamo in grotta non sono stati con le mani in mano, hanno ritrovato il sentiero per grotta nuova e lo hanno reso di nuovo percorribile.

Una volta ripreso fiato quindi andiamo decisi verso la macchina dove beviamo e mangiamo qualcosa. E’ quasi l’ora di pranzo, Gianni ci saluta mentre noi riprendiamo il sentiero verso grotta nuova, non credo di conoscerla, sono curioso di vederla.

Il sentiero segue grossomodo un tubo di ferro che Vittorio ipotizza servisse per portare l’acqua del fiume Fiora a qualche coltivazione. Ora sembra abbandonato.

Un buco strada facendo ma lo abbandoniamo subito.

Il sentiero, nonostante il lavoro di Vittorio e Gianni rimane abbastanza intricato in alcuni punti.


Saliamo ancora un po’ quando finalmente Vittorio ci annuncia che siamo arrivati. Vedo nulla pero’ mi fido.

Quando mi avvicino al bordo trovo un grottone che mi lascia meravigliato. Si presenta molto bene questa grotta nuova.

Di lato Gabriele trova un punto comodo dove scendere, ci avviamo.

Dopo la prima discesa arriviamo nella grotta vera e propria che ci presenta un vasto salone in discesa. Si cammina sopra massi di crollo di buone dimensioni.

In fondo la salone troviamo ancora un fiumiciattolo, fosse lo stesso della grotta del roveto?

Io giro per conoscere la grotta mentre Gabriele e Vittorio si fermano a osservare non so bene cosa.

Dal livello del fiumiciattolo si puo’ salire quasi al soffitto della sala dove sembra si possa accedere a un altro ambiente. Vado.

In effetti trovo un’altra vasta sala, anche qua sul fondo ritrovo il fiumiciattolo.




A sinistra in basso scorre l’acqua, sul bordo destro in alto con un po’ di attenzione si puo’ traversare la sala e accedere a un altro ambiente ancora, un poco piu’ piccolo rispetto ai precedenti.


Trovo anche un paio di pozzi che pero’ necessitano di una corda e dell’attrezzatura. Nel frattempo Vittorio mi raggiunge mentre Gabriele e’ ancora impegnato piu’ indietro.

Uscendo dalla sala terminale troviamo un sacco di resti di insetti. Non riusciamo a capire se morti di morte naturale o se sgusciati come noccioline da un qualche predatore goloso.


Nella sala intermedia arriva anche Gabriele, lo aggiorniamo su quanto abbiamo visto e poi prendiamo la via per uscire.

Con un po’ di attenzione eccoci di nuovo nella sala iniziale.

Vittorio con lo sguardo esplorativo.

Eccoci fuori.

Prendiamo la via per tornare alle auto. Parto per primo e subito sbaglio strada. Dietro un massone trovo un buco per terra, sembra interessante. Decidiamo di fermarci e dargli una scavata.
Senza l’attrezzatura giusta il lavoro si rivela faticosissimo e dall’esito incerto. In particolare c’e’ una roccia, lo “spuntone”, che spunta dalla terra e impedisce il passaggio. Non potendo toglierlo continuiamo a scavarci attorno finche’ il buco diventa quasi praticabile.
Provo una prima volta ma devo rinunciare pero’ coi piedi sento che avanti allarga. Il secondo tentativo va meglio ma ancora c’e’ un sasso che mi impedisce di scendere. Provo a fare una foto verso dentro ma si vede nulla.

Mentre tento di uscire dal secondo tentativo sento uno “scrock” sotto il sedere. Provo a vedere…e’ proprio il sasso che mi impediva il passaggio. Il mio dolce peso deve averlo distaccato dalle altre rocce. Provo, ora si muove. Lo avvolgo con un cordino e Vittorio da fuori tira con delicatezza. Il sasso finalmente si muove dalla sua sede e scende giu’. Ora lo spazio e’ notevolmente migliorato, posso fare ancora un tentativo. Mi butto dentro, faccio i movimenti da contorsionista per aggirare il famoso spuntone e poi mi calo. Ora sento di avere lo spazio per proseguire. Passano le spalle e sono in grotta!
Mentre io faccio i miei tentativi Vittorio li riprende, infatti queste foto sono le sue.



Sono in grotta, fa caldo qua dentro, strano. Appena posso muovere la testa faccio una foto avanti a me. Il soffitto si abbassa ma e’ transitabile.

Avanzo piedi in avanti cercando di evitare i ragnoni che incontro sulle pareti. Sul pavimento le spine di un istrice.


L’esplorazione non dura molto, la grotta e’ piccina. Faccio quel che posso poi esco a raggiungere i miei amici. L’uscita e’ abbastanza agevole perche’ prima di affrontarla mi sono premurato di togliere ancora sassi e terra dalla parte piu’ ostica.
Fuori aggiorno i miei amici e traffico col GPS per prendere il punto. Mentre sto’ per dare l’ok al GPS per memorizzare il punto lui pensa bene di spegnersi per colpa delle batterie. Vittorio rimedia prendendo il punto con un’app del suo cellulare.
La mia tuta nuova e’ imbrattata di fango in maniera incredibile inoltre ho estremo bisogno di bere e l’acqua l’ho lasciata in auto quindi scendo svelto per il sentiero facendo fretta ai miei amici, soprattutto a Gabriele che ha le chiavi della macchina.

Dopo questa bella giornata di grotte decidiamo di concludere in bellezza andando a Canino a prendere qualcosa di fresco da bere assieme. Tra un bicchiere e una chiacchiera finiamo per fare tardi quindi riesco ad aprire la porta di casa solo verso le 10 di sera, un poco affaticato, lo ammetto. Alla prossima.