Ancora un’intensa sessione di scavo in questa grotta avara di soddisfazioni, assieme a Nerone e Luca.
La mattina alle 7.15 arrivo allo spiazzo dove si parcheggia per andare alla grotta. La macchina di Nerone e’ gia’ la’ e di Nerone non c’e’ ombra. Sicuramente e’ gia’ su alla grotta. Mi preparo velocemente.

Col mio zainetto traverso la strada e mi avvio per il sentiero che porta alla grotta.

Un saluto al buco vicino alla nostra grotta, lo abbiamo abbandonato perche’ ci sono troppe pietre pericolanti.

Davanti la grotta trovo Nerone con la sua fida pipa. Dopo i saluti mi conferma che Luca oggi sara dei nostri ma arrivera’ un po’ piu’ tardi.

Indosso il casco ed entriamo. Per prima cosa dobbiamo smaltire un poco dei sassi che la volta scorsa abbiamo estratto dalla zona di scavo e ammucchiato nell’ambiente iniziale della grotta. Passiamo cosi’ almeno un’ora se non piu’.

Verso le 9 sento dei rumori fuori dalla grotta. E’ Luca che e’ arrivato a darci una preziosa mano.

Lo mettiamo subito al lavoro mentre Nerone ed io ci alterniamo in zona scavo per togliere i quintali di terra e sassi che ci impediscono e nascondono il resto della grotta.

Dopo aver tolto tanto ma tanto materiale facciamo una sosta per il pranzo ma appena finito lo spuntino che mi ero portato mi infilo nuovamente in grotta, c’e’ da decidere in che direzione continuare lo scavo, c’e’ l’imbarazzo della scelta, soffia aria da ogni parte. Durante il pranzo ho anche scoperto perche’ Luca non e’ ancora entrato in grotta a scavare…si e’ scordato la tuta speleo a casa! Per questa volta dovra’ accontentarsi di tirare fuori sassi e terra, comunque e’ gia’ un enorme aiuto.
Dopo l’intenso lavoro di scavo, quello che era un piano ora e’ diventato uno scivolo di un paio di metri.

Nerone lascia la sua fida pipa e viene a dare uno sguardo anche lui. Io sono avanti e cerco di capire che possibilita’ ci sono verso destra, e’ un punto dove di aria ne arriva parecchia ma e’ complicato scavarci. Prima di intasare tutto con la terra anche sotto di me arrivava aria ma ora, sondo infilando il piede di porco nei detriti, c’e’ almeno mezzo metro di minutaglia da tirar via…un lavoro improbo…magari un’altra volta.
Nerone mi raggiunge e dice: “L’aria arriva anche da sinistra e inoltre sembra facile da scavare, perche’ non lavoriamo la’?”. Io non l’avevo proprio presa in considerazione come ipotesi perche’ a sinistra si va verso fuori e verso il buco che abbiamo abbandonato.
Pero’ Nerone ha ragione, di aria ce n’e’ tanta anche la’ e lo scavo e’ fattibile. E’ deciso, andremo a sinistra. Visto che pero’ iniziamo a essere stanchi ora una parte dei sassi la appoggiamo in giro, nei punti dove al momento non ci interessa lavorare.

Nerone inizia a scavare a sinistra, la roccia e’ a tratti friabile, a tratti molto solida. Ci fa sudare parecchio.

Mentre Nerone scava io mi dedico a un ragnetto che mi tiene compagnia dal soffitto della grotta.

Con Nerone ci diamo il cambio almeno 4 volte, e’ un’attivita’ sfiancante. In compenso pero’ si inizia a intravedere qualcosa.

Quando Nerone dichiara che per oggi la giornata e’ terminata mi attardo un paio di minuti per fare foto alla possibile prosecuzione. Si ha l’impressione che piu’ avanti la grotta allarghi…peccato che per arrivare al largo sia necessario ancora lavoro.

In pratica si intravede una sorta di piccola sala, se non fosse per lo stretto di roccia che ci impedisce il passaggio saremmo gia’ la’.

Fatte le mie brave foto esco a raggiungere Luca e Nerone. Chiedo di nuovo a Luca se ha voglia di andare dentro a dare uno sguardo per poi dirci la sua opinione. Nerone gli presta una felpa e Luca entra in esplorazione dei nuovi 2 metri di grotta “nati” oggi.

Una volta “fatti i ferri” scendiamo alle auto dove ci cambiamo scambiando qualche commento sulla grotta. Le nostre 7 ore di scavo matto e disperatissimo le abbiamo fatte anche stavolta. Chissa’ se un giorno la grotta ci premiera’. Alla prossima.