Rio Miccino – 05 settembre 2026

Un rapido giro con Luna alla ricerca di un secondo ingresso per l’antro di rio Miccino.

Era tutto pronto per andare a Piccola creta, vicino Jenne, e cosi’…mi son ritrovato a Gallese!

Ora vi dico: La mattina, come detto ero pronto e carico per andare a continuare l’esplorazione a Piccola creta. Attendevo al bar l’ora di partire, facendo colazione con Betta, quando sento squillare il cellulare.

E’ Luca, mio compagno d’avventure, che sfrutto sfacciatamente per portare in grotta le attrezzature pesanti che iniziano a darmi soverchia fatica. Purtroppo l’eccesso di fatiche lavorative durante la settimana ha avuto tristi conseguenze per il mio amico, si e’ svegliato con un tremendo torcicollo e non e’ assolutamente in grado di guidare l’auto ne’ tantomeno di venire in grotta.

Digerita la delusione per la mancata “aggrottata” vedo di riorganizzare la giornata. Sento Nerone, impegnato, sento Giulio, fuori Roma per lavoro. Alla fine decido di dedicare la giornata per porre rimedio a una mia sbadataggine: passero’ da Terzo a riprendere la fotocamera.

Strada facendo telefono a Terzo per avvertirlo e con un’oretta di tragitto arrivo da lui. Parcheggio ed entro a salutarlo.

Lo trovo che combatte con un lattonzolo che non vuole prendere il latte con una medicina. Il poverino purtroppo ha la bronchite e il rumore che fa quando respira lo conferma. Nonostante la malattia pero’ e’ vivacissimo e appena riesce scappa via per esplorare il portico dove siamo. Dopo i saluti con Terzo recupero con piacere la fotocamera e inizio subito a documentare la giornata.

Mentre Terzo continua a combattere con il lattonzolo ribelle lo informo della mia intenzione di andare a cercare il punto in superficie corrispondente, nell’antro di rio Miccino, al punto allagato che ci impedisce il passaggio. Lui allora mi spiega la strada da prendere per arrivarci vicino e per trovare l’attacco del sentiero mi indica di cercare una quercia scortecciata.

Avute le mie informazioni saluto Terzo e vado in macchina per raggiungere il posto indicatomi. La strada la trovo facilmente, per trovare l’albero ci metto un poco. Faccio un largo giro e alla fine l’unico albero che mi sembra scortecciato e’ questo. Mi fermo accanto con la macchina, faccio scendere Luna, accendo il GPS e mi preparo per la ricerca.

Siamo pronti a partire, appena dentro il bosco Luna inizia a scorrazzare in giro felice, era parecchio che non la portavo.

Il bosco, come comunemente capita, quasi per tradizione, e’ stato utilizzato per scaricare rifiuti e monnezze varie.

Giro un poco seguendo la traccia di un possibile sentiero. Incontro dei massi di tufo ricoperti di muschio. Sotto trovo dei piccoli buchi ma penso siano solo delle tane.

Ancora qualche traccia di civilta’ incivile.

Sono andato a sinistra seguendo il sentiero ma il GPS mi indica che ho superato il punto cercato e devo tornare indietro cercando anche di avanzare. Provo ma la strada che mi porterebbe nella giusta direzione e troppo piena di rovi. Mi affaccio meglio che posso e oltre l’intrico di rovi mi sembra di intuire un fosso, fosse proprio la’ il punto cercato?

Ogni tanto richiamo Luna a gran voce, lei gira spensierata anche tra i rovi.

Faccio sosta un paio di minuti per procurarmi un bastone sia da passeggio che per eliminare qualche filamento di rovo che dovesse sbarrarmi la strada. Ritorno indietro sui miei passi poi svolto a sinistra in un punto in cui la vegetazione e’ meno fitta. In questa maniera riesco a raggiungere il fosso che avevo intuito. Ci scendo dentro, aspetto che Luna mi imiti poi proseguo il cammino seguendone il corso.

Il fosso e’ completamente secco e ogni tanto noto dei punti in cui sembra che dell’acqua sia stata assorbita.

Noto anche che sotto lo strato di tufo inizia uno strato di ciottoli arrotondati, forse derivanti dal conglomerato in cui si apre la nostra grotta.

Ancora una volta il GPS mi indica che ho superato il punto cercato.

Continuo a trovare confortanti tracce dello strato di conglomerato.

Arrivo nei pressi del punto che cerco, e’ fuori dal fosso e qua la vegetazione diventa di nuovo fitta. Decido che per oggi posso accontentarmi, ho conosciuto il posto e magari tornero’ meglio attrezzato e con qualcuno armato di attrezzi per ripulire dai rovi la zona che ci interessa.

Riprendo il fosso e chiamo Luna indicandogli che stiamo tornando indietro. La sua fame d’avventura deve essersi gia’ esaurita perche’ parte come un razzo verso la macchina tanto che devo richiamarla piu’ volte affinche’ non mi si allontani troppo.

Alla macchina mi tolgo gli scarponi, una spolverata sommaria ai vestiti e sono pronto a ripartire. Visto che ci sono ho deciso di andare a pranzo a Montebuono cogliendo l’occasione di dare uno sguardo a casa…ma questa e’ un’altra storia, assolutamente per nulla speleo quindi ve la risparmio! Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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