Grotta Sotterra – 24 luglio 2026

Con Fabrizio e Tanit andiamo a raggiungere gli amici del Gruppo Speleologico Vespertilio per una visita alla grotta Sotterra nei pressi di Paganico.

La mattina il mio viaggio inizia presto. Parto da Montebuono dove sto passando qualche giorno di vacanza. Mi fermo a Bocchignano dove abbandono la mia auto e salgo su quella di Fabrizio. Insieme ci dirigiamo a Poggio Moiano dove ci attende Tanit. Approfittiamo del locale supermercato per procurarci di che pranzare e poi ci dirigiamo a Paganico, il paese nei cui pressi c’e’ la grotta che visiteremo oggi.

Quando arriviamo a Paganico troviamo tutto il resto degli amici ad aspettarci al bar del paese. Mi perdo nei saluti e quasi dimentico di fare una foto allo spettacolare panorama che si gode dalla piazza del paese.

Dopo caffe’ e saluti iniziamo a muoverci verso la grotta. Tra i numerosi partecipanti di oggi trovo anche Giorgio, anche detto “il signore anziano” e una parte della strada la faccio chiacchierando con lui.

Il sentiero per arrivare alla grotta non e’ brevissimo e quasi subito perdo il contatto con Fabrizio e Tanit che arriveranno con il loro passo. Rallento un poco anche io, ma non troppo, non vorrei perdere la strada.

Il sentiero costeggia dall’alto il lago del Turano, nel punto in cui si trasforma nel suo immissario, l’omonimo fiume.

Il sentiero continua e io continuo a seguire con fiducia il nutrito gruppo con cui condividero’ la giornata.

Quando sono oramai rassegnato a una lunga camminata trovo un bivio e il gruppo apparentemente scomparso. Dopo un attimo di esitazione capisco che devo prendere a destra. Perdo un paio di minuti a costruire una rozza freccia con rami e sassi, tanto per indicare la direzione a Fabrizio e Tanit.

Quando riprendo a camminare mi accorgo che la freccia e’ praticamente inutile, appena dopo qualche metro, mimetizzati dopo una curva trovo il gruppo e la grotta. Siamo arrivati.

Cristiano e’ gia’ impegnato a fare le foto per documentare la giornata.

Ma si, facciamo ancora una foto al fiume sotto di noi.

La grotta e’ parzialmente antropizzata e, invece di un ingresso canonico, e’ dotata di una porta e una finestra. Non deve essere piccola, quasi tutto il gruppo e scomparso dentro.

Per prima cosa mi tolgo la maglietta fradicia e la stendo con la speranza che si asciughi in tempo per il ritorno. Probabilmente vengo ritratto in una serie di foto a petto nudo e ben lucido di sudore ma posso sopportare di peggio.

Mentre inizio a prepararmi ecco una sorpresa, dal sentiero sopra di noi compare una figura nota. E’ Nerone! Avevo capito che sarebbe venuto ma poi non vedendolo nel gruppo ho pensato di aver capito male…invece eccolo qua, era andato a fare una passeggiata.

Mentre lo saluto con una foto mi racconta che durante il suo giro ha trovato una nuova grotta. Piu’ tardi andremo a vederla assieme.

Il gruppo si anima, e’ tempo di entrare in grotta.

Cristiano ferma tutti e placa gli animi. Prima di entrare tutti deve stare qualche minuto in grotta in solitudine per fare il rilievo 3D, cosa che fa senza por tempo in mezzo. Dopo il rilievo ingaggia alcune persone, tra cui me, per fare delle foto illuminando in maniera sapiente la grande sala. Sotto la sua guida ci sparpagliamo per la grotta e illuminiamo con l’intensita’ e nella direzione che decide Cristiano. In un quarto d’ora ce la sbrighiamo.

Nel frattempo Fabrizio e’ arrivato e si prepara.

Giorgio intrattiene alcune persone che probabilmente hanno poca esperienza di grotte. Ci sono anche un paio di vivaci bambini.

Lei e’ l’archeologa che soprintende a questa giornata. Le chiedo il nome e contraccambio presentandomi. Letizia, questo il suo nome, si occupa di fare a tutti uno spiegone sulla grotta e si sottoporra’ volontariamente e con passione a setacciare per ore tutta la terra che caveremo dalla grotta.

Alla fine trovo il mio daffare. In fondo alla sala il soffitto si abbassa e le pareti si avvicinano fino a formare un ambiente ancora comodo per una persona che pero’ stringe fino a diventare un buco del diametro di non piu’ di 30 centimetri. La roccia intorno al foro e’ un conglomerato poco coeso, con mazzetta e scalpello si dovrebbe poter allargare. Dietro si intravede un piccolo ambiente e si percepisce un poco d’aria in uscita.

Mi metto a lavorare d’impegno e quasi non mi accorgo di quanto succede alle mie spalle. Dopo qualche tempo sento che Nerone e’ subito dietro di me e scava la terra nell’anticamera comoda. Ogni tanto mi passa un secchio per liberare la zona di scavo dai detriti.

Il lavoro sembrava semplice ma la roccia non e’ della mia stessa opinione. Mi fa sudate letteralmente sette camicie per allargare il buco. Ogni tanto riposo le braccia aiutando Nerone a riempire i secchi con la terra alle mie spalle. Nel punto dove scava Nerone si trovano tanti ossicini che mettiamo religiosamente da parte in delle buste.

Quando esco dal buco, oramai diventato quasi praticabile provo una foto verso l’ingresso ma con scarsi risultati.

Esco dalla grotta e scopro che il gruppone si e’ assottigliato di molto. Cristiano aveva altri impegni ed e’ andato via portando con se’ il grosso del gruppo.

Nerone mi raggiunge e decidiamo di andare a visitare la grotta nuova. Senza fretta ci avviamo per il sentiero e andiamo avanti almeno un 200 metri fino a un punto in cui si vede una parete di roccia, sempre conglomerato in cui a un paio di metri di altezza si vede uno scuro interessante.

La nuova grotta consiste in uno scivolo lungo almeno dieci metri. Quando arriviamo l’entrata e’ troppo stretta ma con energia ed entusiasmo in pochi minuti rimuoviamo abbastanza terra perche’ io possa tentare l’accesso. Il verita’ devo provarci tre volte, con ulteriori sessioni di scavo, prima di poter passare con un poco di difficolta’.

Quando arrivo sul fondo, dove diventa piu’ comoda, trovo ad accogliermi un nugolo di “zanzaroni”. Devo costringermi a respirare col naso per evitare di ritrovarmi a fare uno sgradito spuntino di loro.

In fondo trovo anche un buco con un saltino di mezzo metro. Sembra esserci una leggerissima aria ma per esserne sicuri servirebbe l’esame con il pestilenziale fumo del sigaro di Nerone. Provo a suggerire la sua discesa ma non sembra disposto quindi lasciamo perdere.

Ecco la grotta vista dal basso.

Quando, non senza fatica, esco dalla nuova grotta mi accorgo con disappunto di aver dimenticato il GPS all’altra grotta. Niente da fare, dovro’ fare nuovamente il percorso da e per la grotta per recuperare lo strumento.

Torno indietro con Nerone approfittando per un’altra foto del fiume.

Tornato alla nostra grotta base prendo il GPS, torno alla grotta nuova, faccio il punto e torno indietro. Ora siamo rimasti davvero in pochi, Fabrizio dichiara che e’ ora di levare le tende e tornare indietro. Non posso far altro che concordare con lui.

Rimane attiva solo Letizia, la nostra archeologa odierna, decisissima a setacciare tutta la montagna di terra che abbiamo smosso oggi Nerone ed io. La distraiamo pochi secondi dalla sua missione disperata per salutarla e augurarci una nuova occasione per fare attivita’ assieme.

Con la dovuta calma mi cambio e poi partiamo per tornare verso il paese e la nostra auto.

Durante il tragitto continuo a riprendere il fiume occhieggia tra i rami degli alberi.

Il nostro eroico autista che procede a passo spedito.

Fine del sentiero, siamo al paese. Ancora un’ultima discesa e saremo alla macchina.

Eccoci arrivati. Purtroppo devo accontentarmi del panorama perche’ ora il bar e’ chiuso e devo rinunciare a un sognato sorso d’acqua fresca.

Una giornata quasi atipica in chiave archeologica, una nuova grotta e un sacco di amici. Insomma, una bella giornata. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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