Antro dell’istrice – 8 luglio 2026

Con Nerone a proseguire lo scavo infinito.

Questa grotta continua a non volersi concedere completamente alle nostre fatiche ma noi proseguiamo imperterriti. Alle 7.30 arrivo all’appuntamento e di Nerone trovo solo la macchina. Nerone e’ gia’ su e mi attende. Mi cambio in fretta e salgo a raggiungerlo.

Anche se si vedono poco oramai abbiamo dei sentieri personalizzati per salire, Nerone ha il suo, io il mio.

Quando arrivo su trovo Nerone in compagnia della sua immancabile quanto puzzolentissima pipa.

Passando saluto con una foto il buco accanto alla grotta, per ora, ma forse per sempre, lo abbiamo abbandonato al suo destino, c’e’ tanta aria ma anche troppi massi instabili.

Ecco Nerone in veste meditativa.

Mentre finisco di attrezzarmi saluto la nostra grotta con una foto.

Oggi tenteremo di liberare dalla terra la zona finale della grotta da dove viene l’aria fredda.

Iniziamo di buona lena ma sinceramente sta diventando impegnativo fare questo lavoro in due. Sarebbe ottimo essere almeno in tre, ma oggi in particolare e’ praticamente impossibile siamo in giorno lavorativo.

Dobbiamo frazionare l’estrazione della terra. Chi scava in fondo riempie i secchi mentre l’altro li recupera dalla galleria mediana ammassandola di lato. Quando il deposito temporaneo e’ saturo iniziamo la seconda fase per portare la terra di fuori e ricreare lo spazio nella galleria mediana. Una faticaccia!

Quando Nerone e’ avanti a lavorare col trapano approfitto per riempire qualche sacco di terra, uscire e tirarlo fuori.

Ogni tanto riguadagniamo l’esterno col caldo estremo di questi giorni per riposare gambe e braccia. Nerone ne approfitta per farsi una fumatina.

Anzi, Nerone a un certo punto decide che la grotta merita un test dell’aria quindi si inoltra in grotta con il sigaro, un’altra delle sue armi letali. Ci si capisce poco, nel punto finale della grotta l’aria sembra arrivare con potenza da almeno tre punti, anche il sigaro lo conferma.

Tra un turno di scavo e l’altro, uno svuotamento terra da meta’ grotta a fuori e altre amene attivita’ arriviamo a fare le 14.30. Nerone decreta che la giornata e’ terminata e che e’ ora di “fare in ferri”.

Prima di mollare rientro un attimo a fare delle foto in zona scavo. Questo e’ un punto promettente, ci abbiamo messo un telo per evitare di riempirlo di terra.

Giu’ in fondo in fondo ancora non si arriva bene ma l’aria se ne frega e soffia anche da la’ muovendo le piccole radici che pendono dalle rocce.

Anche in basso a destra stessa storia, tanta aria ma ancora non si riesce a metterci dentro la testa per guardare.

Torno indietro di ben 20 centimetri abbondanti per guardare meglio il primo punto. Oltre al telo c’e’ un sasso piatto a coprire il buco, lo tolgo un momento per fare una foto dentro. Si capisce poco ma tutta quest’aria rallegra un cuore speleologico. Fatta la foto rimetto al suo posto il sasso.

Prima di uscire faccio anche una foto all’indietro, nel buco dove passero’ a breve per uscire. Intanto da fuori sento Nerone trafficare con le sue robe mentre si prepara per tornare alla macchina. Se non mi sbrigo ad uscire finisce che mi lascia qua!

Ancora tanta fatica e poche soddisfazioni, ma non molliamo, tanta aria uguale tanta speranza. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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