Con Augusto, Felice e Terzo a liberare la parte finale della galleria.
Un’uscita in grotta fatta di mercoledi’ e’ necessariamente limitata a pochi partecipanti. Pochi ma buoni, e’ proprio il caso di dirlo. La mattina alle 9.30 ci incontriamo al podere di Terzo ci prepariamo, carichiamo il fuoristrada di Terzo con tutto il necessario e ci avviamo verso la grotta.
Il tragitto che possiamo fare in macchina e’ breve, ma con questo caldo ogni passo risparmiato vale oro. Giunti alla meta Terzo sistema la macchina all’ombra poi la scarichiamo dagli innumerevoli attrezzi che dobbiamo portare in grotta. Abbiamo Pala e piccone, una pompa nel caso ci sia ancora molta acqua e anche la batteria per azionare la pompa, delle cofane, la scaletta e delle corde. Ne abbiamo per tutti.

Felice si incarica di portare la pompa, forse il “pezzo” piu’ pesante dell’attrezzatura odierna. Bene o male comunque arriviamo alla grotta senza perdere pezzi.

Entriamo senza indugi. Io resto in coda al gruppo anche per fare qualche foto con la fotocamera nuova.

Al saltino passa per primo Terzo che sistema la scaletta poi si fa il passamano con gli altri attrezzi.

Passato il saltino proseguiamo di buon passo, oramai la grotta la conosciamo e vogliamo andare al piu’ presto a vedere la situazione all’attuale fondo.


Sul soffitto si vede l’originale solco dove passava l’acqua quando la galleria era neonata.

Ma non divaghiamo, il lavoro ci attende. Devo affrettarmi per non rimanere indietro.




Un piccolo arrivo d’acqua.

Ci fermiamo qualche secondo allo slargo con la diramazione a destra, giusto il tempo per un rapido passamano se superare alcuni massi di tufo che ingombrano il passaggio.




Si riparte, Augusto e’ a capofila e detta un ritmo serrato.

Io continuo a stare in coda e a scattare foto alle spalle di Terzo e Felice che mi precedono di qualche metro..



Breve sosta per me. Qua c’e il punto del soffitto dove mi sembra che la grotta mostri un piccolo strato di una roccia che pare arenaria tra due strati di conglomerato.

Andiamo avanti.


Sul lato destro si incontra questa “canalina”, sembra troppo squadrata per essere naturale, ma la natura ha molta piu’ fantasia di noi, chi puo’ dire che non si sia potuta inventare anche questo.


Siamo quasi arrivati. Qua il soffitto si abbassa, devo fare sosta per togliere il piccone dallo zaino, spunta per almeno mezzo metro sopra la mia testa e rischio di “arare” il soffitto.

Augusto, Felice e Terzo sono gia arrivati, li vedo poggiare a terra il loro carico.



Quando li raggiungo trovo che Augusto si e’ infilato a controllare la situazione acqua.

In attesa del suo responso riprendo fiato e provo una foto alle stalattiti.

Augusto torna a noi, nella sua esplorazione ha visto che l’acqua sembra essersi ritirata di almeno un metro rispetto a dove iniziava la volta scorsa. Valuta che la pompa non serva, per la soddisfazione di Felice che se l’e’ letteralmente incollata per tutto il tempo.
Bando alle ciance, acqua ancora ce n’e’, il soffitto e’ pur sempre basso, decidiamo di spostare un poco di terra dal pavimento per creare un canale di drenaggio dell’acqua. Terzo e Felice si alternano alla pala.




Il lavoro procede spedito fino a sfinimento degli scavatori. Approfittiamo di una sosta per una foto di gruppo.

Terzo si e’ riposato abbastanza e riprende.


Chiedo un attimo di tregua per andare avanti a fotografare il livello dell’acqua. Sicuramente e’ molto meno della volta scorsa.



Terzo si dichiara stanco, e’ il momento di Felice. Non posso andar via senza aver fatto nulla quindi mi metto alle spalle di Felice, riempio le cofane di terra e poi le passo a Terzo e Augusto per lo svuotamento.

Quando siamo tutti abbastanza provati chiamo le ultime tre cofane poi smettiamo, per oggi abbiamo fatto abbastanza. Ci fermiamo giusto il tempo per un paio di foto prima di “fare i ferri” e prendere la via del ritorno.


Prima di partire faccio ancora una foto al canale di drenaggio dell’acqua. La prossima volta vedremo se avra’ funzionato.

Riprese tutte le attrezzature ripartiamo in fila indiana verso l’uscita. Nel punto largo della galleria dove c’e’ la diramazione riempio la provetta di acqua in una pozza non sporcata dal nostro passaggio. La devo riportare a Gabriele per le analisi sulla durezza dell’acqua.

Al saltino facciamo di nuovo passamano.


Vicino all’ingresso, ovvero l’uscita, incontriamo un poco di animaletti che mi sbrigo a fotografare.







Ancora qualche passo e tornammo a riveder le stelle…o meglio il sole con un caldo asfissiante visto che nemmeno l’una.

Tornando indietro incontriamo delle mucche e un toro dall’aspetto bellicoso, per fortuna decidono di proseguire per la loro strada, noi facciamo altrettanto.

Arrivati alla macchina carichiamo tutte le attrezzature poi prendiamo posto anche noi, Augusto, Felice ed io, nel cassone posteriore, siamo troppo infangati per entrare nell’abitacolo.

La bella giornata si conclude con un buon pasto in casa di Terzo. Prima di degustare le cose buone che imbandiscono la tavola Augusto mi porta a vedere la zona “Aterno” (se ho capito bene il nome) che sara’ utile per una prossima ricognizione esterna. Ma poi…tutto buono e abbondante, grazie ai miei ospiti, operosi e generosi. Alla prossima.