Antro di Rio Miccino – Gallese – 14 giugno 2026

Un’uscita intergruppi con la partecipazione dei nostri simpatici riferimenti locali, Felice, Augusto e Terzo.

La mattina alle 8 un puntualissimo Gabriele mi raggiunge a casa e insieme partiamo alla volta della stazione di Gallese dove, alle 9.30, abbiamo appuntamento con tutti gli altri partecipanti a questa giornata.

Quando arriviamo troviamo gia’ sul posto Augusto, lo scopritore della grotta, con Cristiano e altri ragazzi del suo gruppo, poi alla spicciolata arrivano gli altri, Luca, Netta, Giorgio e Gianna, Arianna quindi arriva anche Felice con il figlio. Alle 10 siamo quasi tutti, mancano solo Alice e Alessandro. Alice ci invia un messaggio avvisando che e’ in ritardo e noi aspettiamo piu’ o meno pazientemente il suo arrivo. Appena Alice si palesa con la sua indistruttibile panda saliamo tutti in macchina e andiamo verso la grotta.

Siamo una bella carovana di auto ma per fortuna nel terreno davanti casa di Terzo c’e’ spazio per tutti. Addirittura trovo parcheggio all’ombra! Iniziamo a cambiarci. Tanto per non fare il solito brontolone trovo anche il tempo di fare le mie rimostranze ad Alice per il ritardo…Per fortuna lei e’ persona calma e posata quindi evita di picchiarmi mentre la maltratto.

Augusto ci saluta, ha alcuni impegni per la mattinata ma ci assicura che sara’ presente al nostro ritorno dalla grotta. Terzo, gentilissimo come sempre, prende il suo capiente fuoristrada e accompagna il grosso del gruppo fino al bordo del rio Miccino. Luca ed io decidiamo di scendere comunque a piedi, tanto per scaldarci i muscoli al caldo tremendo che c’e’ oggi.

Il gruppo si avvia mentre Gabriele prende accordi con Terzo per il ritorno. La comodita’ della discesa in auto gli e’ piaciuta assai.

Pian pianino iniziamo a scendere il ripido tratto fino al rio Miccino.

Passato il rio si risale lungo una comoda sterrata.

Un gruppetto si attarda a contemplare il cippo visto la volta scorsa. Gabriele ha scoperto che si tratta nientemeno che di un cippo di confine tra il ducato di Gallese e il ducato di Spoleto.

Dopo essermi attardato ad aspettare il gruppetto di ammiratori del cippo di confine trovo che gli altri sono gia’ arrivati alla grotta e Cristiano ha dato inizio a una delle attivita’ previste, la documentazione fotografica.

Entro subito anche io e inizialmente mi accodo ai fotografi cercando di aiutare con l’illuminazione.

Pero’ alla prima occasione li sorpasso. Per sentirmi meno in colpa mi fermo ancora un minuto per illuminare all’indietro. Appena terminano con le foto in quel punto prendo decisamente la fuga verso il fondo della grotta.

Passando faccio attenzione a non smuovere l’acqua in maniera che i fotografi la trovino limpida.

Procedo senza fretta fermandomi spesso a fare foto.

Arrivo al bivio dei cocci, lo chiamo cosi’ per i cocci di origine antropica poggiati sui massi di tufo, penso, che ingombrano il meandro.

Proseguo.

Arrivo a un altro bivio, a destra su un terrazzino rialzato di un metro rispetto al pavimento del meandro, si trova un cunicolo che si snoda a destra. A sinistra il meandro principale prosegue.

Passo su dei massi di tufo visibilmente lavorati dall’acqua.

Ignoro il cunicolo laterale e proseguo per il meandro, sono proprio curioso di vedere se c’e’ ancora acqua nel tratto allagato che ci ha precluso la via la volta scorsa..

Ahi! Acqua ce n’e’ ancora, la stessa dell’altra volta. Se voglio proseguire devo indossare il corpetto in neoprene che mi son portato.

L’ambiente antistante l’acqua ha il soffitto costellato di minuscole stalattiti. Se mi mettessi qua il corpetto rischierei di fare strage di loro. Per questo torno indietro fino al bivio col cunicolo dove non rischio di fare danni con i miei contorcimenti.

Fatta la vestizione non senza fatica tendo l’orecchio verso l’ingresso per sentire l’avvicinarsi del resto del gruppo. Sento rumori ma non sono vicinissimi. Decido di impiegare un poco di tempo per visitare il cunicolo. Entro e procedo a quattro zampe per qualche metro poi il cunicolo gira a destra e poco dopo il soffitto si abbassa bruscamente diventando inaccessibile. Naturalmente non posso vedere come prosegue perche’ nel punto piu’ basso il cunicolo sembra girare decisamente a sinistra nascondendo eventuali prosecuzioni alla mia vista. Con un poco di delusione torno indietro a riguadagnare la posizione eretta.

I resti di un manufatto in metallo, una tazza forse.

Dei miei amici ancora nessuna traccia visiva, solo rumori lontani. Torno alla saletta concrezionata che prelude alla zona allagata e passo alcuni minuti a fare foto.

Basta, devo proprio andare a vedere. Mi stendo pancia a terra e vado avanti strisciando nel fango umido. Una sensazione spiacevole ma necessaria. Dopo un metro sono al punto di non ritorno, o entro in acqua o torno indietro. Oramai mi sono sporcato, tanto vale andare avanti. Mi tengo sulla sinistra poiche’ il pavimento diventa obliquo verso destra e quindi sul lato sinistro c’e’ meno acqua.

Proseguo sperando di bagnarmi poco. Vana speranza sulla sinistra c’e’ meno acqua ma si sprofonda nel fango che e’ una bellezza. A un metro da una curva a sinistra sono oramai completamente zuppo e inizio a muovermi fregandomene dell’acqua tanto oramai il danno e’ fatto.

Risolto il problema del bagnarmi direziono la luce avanti a me e vedere meglio come proseguire. Guardo, ma solo per avere una grande delusione, l’acqua occlude la prosecuzione, anche per oggi non potro’ esplorare oltre.

Con le pive nel sacco, grondante di fango e acqua me ne torno indietro e percorro mestamente all’indietro il meandro. Incontro il gruppetto di Cristiano a cui anticipo la triste notizia. Poi proseguo fino a incontrare Arianna, Alessandro e Luca che avanzano facendo foto. Avevo dato per scontato che Luca mi avrebbe raggiunto prima possibile al fondo attuale della grotta per provare assieme il passaggio con l’acqua, vederlo procedere con molta calma assieme ad Alice e Alessandro mi lascia un po’ perplesso poi ragiono che forse sono fuggito via dall’ingresso senza riaffermare con lui quello che pensavo gia’ stabilito ovvero che ed io avremmo affrontato assieme l’acqua. Faccio silenziosamente mea culpa e mi aggrego.

Strada facendo Alessandro si fa fare una foto in una rientranza del meandro, la posa che sceglie non e’ proprio allegrissima ma la foto e’ venuta benone.

Insieme proseguiamo verso il fondo dove troviamo il gruppo di Cristiano che, terminato di fare le foto inizia a fare il rilievo 3D. Insieme a loro ci sono anche Gianna, Netta, Arianna e Giorgio, attendono pazientemente che Cristiano e i suoi terminino i loro lavori. Seguiamo le istruzioni di Cristiano spostandoci in maniera da non entrare a far parte del rilievo 3D e quando loro scompaiono dopo la prima curva a tornare indietro ci rilassiamo un attimo. Luca va a dare uno sguardo avanti ma il fango e l’acqua non lo ispirano anche perche’ gia’ sa che non c’e’ passaggio. Anche Giorgio prova ad andarenel fango per qualche metro ma poi torna sui suoi passi. Quando sentiamo che il gruppo di Cristiano e’ sufficientemente lontano anche noi iniziamo a pensare di tornare indietro verso l’ingresso.

Partendo con Luca dal fondo chiedo a Luca se ha portato il necessario per fare il rilievo. Alla sua risposta affermativa gli propongo di fare il rilievo della grotta sia come esercizio che per integrare quello che stanno facendo Alice e Gabriele partendo dall’ingresso.

Sembra che a Luca piaccia l’idea. C’e’ solo un problema, mi dice…c’e’ da fare la calibrazione del CavWay il distanziometro laser integrato con bussola e clinometro che abbiamo acquisito recentemente tramite la Federazione Speleologica del Lazio. Che problema c’e’ dico io, facciamo la calibrazione in un punto consono poi torniamo al fondo e iniziamo a fare il rilievo uscendo.

Il punto consono decidiamo che sia dove c’e’ il cunicolo. In quel punto la grotta e’ abbastanza ampia da permettere una calibrazione accurata. Luca mi lascia l’onere della calibrazione poiche’ dice di averci provato tante volte senza successo. Inizio con pazienza ma poca speranza la procedura di calibrazione. Nonostante il mio scetticismo la calibrazione viene con un errore di 0,29°, piu’ che accettabile.

Ora possiamo iniziare il rilievo. Torniamo al fondo e iniziamo. Io manovro il CavWay e Luca mi segna i capisaldi successivi. Inizio a sentire freddo perche’ dopotutto sono bagnato fradicio da qualche tempo pero’ stringo i denti, voglio terminare questo rilievo.

Dopo qualche caposaldo il CavWay inizia a darmi il temutissimo messaggio “Acc. Err.” che sta’ per “Accuracy Error” ovvero c’e’ qualcosa di indeterminato che lo disturba. Luca si propone allora di scambiarci i ruoli. Accetto prontamente. Andremo avanti in questa configurazione fino all’ingresso.

A pochi metri, una cinquantina, dall’ingresso incontriamo Alice, anche lei sta continuando col rilievo. Facciamo in modo che i due rilievi abbiano un caposaldo in comune cosi’ magari potremo poi confrontare i risultati. Proseguiamo piu’ velocemente possibile, ho sempre piu’ freddo.

Al saltino recuperiamo la scaletta e la corda.

Ecco Alice col suo bel sorriso.

Siamo in vista dell’ingresso mi sembra gia’ di sentire meno freddo.

Mentre Luca prende i punti e li scarica sul cellulare con Topodroid io mi diletto con gli animaletti

Fuori, oltre a un bel calduccio, troviamo Alessandro e Gabriele, tutti gli altri si stanno avviando per tornare alle macchine.

Non mi fermo subito, sento freddo e mi voglio muovere al caldo. Risalgo il fosso per vedere se ci sono altre sorprese, non si puo’ mai sapere.

Trovo nulla pero’ sbuco vicino al punto in cui Gianna, Netta e Giorgio stanno prendendo la strada sbagliata. Suggerisco a Gianna la correzione di rotta e poi torno indietro verso la grotta.

Alice, Gabriele, Alessandro sono ancora la’, sono in attesa che Luca termini il suo lavoro.

Faccio appena a tempo a raggiungerli che Luca e’ pronto. Possiamo tornare indietro alle auto.

Svelti raggiungiamo il rio Miccino e lo guadiamo.

Anche al ritorno troviamo Terzo con la sua macchina, Gabriele previdente aveva il suo numero e lo ha avvisato che stavamo arrivando. Anche stavolta pero’ Luca ed io decidiamo di andare a piedi. Io lo preferisco, ho ancora freddo ai piedi e un po’ di movimento male non fara’.

Quando arriviamo alle macchine ci cambiamo velocemente perche’ Terzo, Augusto e le loro consorti ci attendono a casa per uno “spuntino”. Lo spuntino si rivela una tavola imbandita con ottime salsiccette secche, mortadella, pomodori a profusione, tanto pane freschissimo, frutta e anche il caffe’ finale.

Noi accettiamo con gioia lo spuntino e gli facciamo onore senza riserve. Devo purtroppo astenermi dall’assaggiare il vino perche’ oggi sono io alla guida.

Dopo aver ringraziato e salutato i nostri ospiti prendiamo commiato ma restiamo a fare chiacchiera tra noi ancora qualche minuto.

Una bella giornata condita dalla leggera delusione per la mancata esplorazione ma l’importante e’ essere stati tutti bene e in buona compagnia. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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