Con Gabriele a visitare una grotta, GROTTA BELLA(LA215), vicino a Civitella d’Agliano e quindi a un convegno per la presentazione di un ritrovamento archeologico nella cittadina di Magliano Sabina.
La mattina mi vedo con Gabriele alla metro San Paolo e insieme andiamo verso Civitella d’Agliano, mi portera’ a fare una visita veloce alla grotta bella, alias buco bello, una grotta che non conoscevo. Strada facendo passeremo a visitare anche Buco litigato(LA2485), una piccola grotta scoperta da Gabriele.
Arrivati nei pressi della grotta Gabriele parcheggia la macchina nel punto in cui un sentiero si diparte dalla carrabile principale. Ci cambiamo velocemente e partiamo.

Il sentiero ben presto si perde ma Gabriele procede con sicurezza, io lo seguo come posso.

Alla fine di un infrattamento sbuchiamo in corrispondenza di un’altra carrabile, quella che porta alla necropoli di San Sozzio. Probabilmente in futuro sara’ meglio prendere questa strada come riferimento per parcheggiare l’auto!

Proseguiamo lungo la strada ritrovata, il panorama e’ stupendo anche se il sole ci cuoce a dovere.

Per fortuna dopo un poco si entra nel bosco, meno panorama ma anche meno sole.

Il terreno che vedo camminando non mi sembra molto carsificabile ma continuo a seguire Gabriele con molta fiducia.

Lungo un punto in discesa lasciamo la strada per salire a sinistra. Dopo pochi metri incontriamo una costruzione ricavata dalla roccia. Entriamo a visitarla, ci sono molti quadratini di plastica per terra e sui muri. Gabriele dice che sono dei “marker” per il rilievo 3D fatto con la stazione totale. PRendo l’informazione cosi’ come mi viene data, senza commenti o considerazioni, a dirla come direbbe Giorgio: “Nun me ne po’ frega’ de’ meno”. Usciamo proseguendo per la nostra meta.

Gabriele fa strada, vuole andare a visitare per prima la grotta “Buco litigato”, per darle il nome si e’ ispirato al toponimo della localita’ in cui siamo, Litigata.

Abbiamo una parete di roccia alla nostra sinistra, inizia a sembrare del confortante calcare, meglio. A un certo punto Gabriele prende a destra scostandosi dalla parete. Il buco litigato e’ da queste parti.

Dopo uno scivolosissimo avvicinamento Gabriele trova l’ingresso. Io intanto lo ammiro dall’alto.

Vedo Gabriele entrare senza indugi. E’ il posto giusto.

Scendo a raggiungerlo a nel frattempo lui e’ gia’ scomparso nella grotta.

Armeggio col casco per indossarlo e accenderne le luci, poi lo seguo. La parte iniziale e’ un meandro a cielo aperto. Dopo una curva a destra il meandro continua. Avanzo ancora e dopo qualche metro la grotta inizia veramente.

In pratica, a parte il meandro iniziale, la grotta inizia leggermente stretta per poi allargarsi in una comoda sala quasi circolare. Guardo attorno e non ci sono prosecuzioni percorribili…forse scavando se ne potrebbe cavare qualcosa.

Trovo una dolichopoda che si lascia fotografare.

Un paio di pertugi stretti ma interessanti.


Un altro insetto, uno di quelli che mi vien da chiamare “bacarozzo”.

Ne trovo anche uno di quelli a “pallina”, anche a lui dedico una foto.

Il buco litigato per oggi non ci mostrera’ altro, lo abbandoniamo per proseguire verso buco bello.

Riprendiamo a seguire la parete fino a trovare la nostra meta. E’ protetta da cancello ma non ci sono lucchetti o altro a tenerlo chiuso.

A vederlo ha un aspetto antico…sara’ forse centenario? Comunque sembra fare egregiamente il suo lavoro e si apre senza fatica.

La prima parte dopo l’ingresso e’ strettina. Non riesco a decidermi di entrare, non ho portato la tuta e non vorrei sporcare i pantaloni, non ne ho di ricambio. Gabriele pero’ insiste che dopo diventa piu’ larga e che ne vale la pena. Ci penso su ancora un paio di secondi poi entro.

La grotta in effetti e’ interessante. Dopo il primo tratto leggermente stretto diventa facile da percorrere. Si tratta di un alto meandro con le pareti molto concrezionate.






Strada facendo incontriamo degli spuntoni di ferro che probabilmente sono stati usati per fare una risalita fino ad un “nero” interessante. Visto l’aspetto vetusto degli spuntoni di ferro la risalita deve essere stata fatta molti decenni fa…e probabilmente con mezzi di fortuna poiche’ non somigliano nemmeno lontanamente ai chiodi da roccia che si usavano un tempo.

Dopo un nuovo passaggio leggermente basso la grotta prosegue abbastanza ampia. Sembra di intravedere il segno dell’acqua a un metro d’altezza. Probabilmente ai tempi d’oro c’erano dei bei laghetti.

Faccio un rapido giro del “non si sa mai” a vedere lungo bordi. Trovo nulla che faccia pensare a una prosecuzione.





Dopo aver ammirato e percorso un altro tratto di meandro affrontiamo un nuovo passaggio stretto.

Ogni tanto sembra di vedere tracce di un passato saccheggio di concrezioni.

La grotta prosegue fino a una sala terminale molto ampia.

Aspetto che Gabriele mi raggiunga. Lui per non sporcare i vestiti si e’ messo in canotta.

La sala si intravede gia’ da lontano.

Visto che la sala e’ ampia e la mia luce non illumina fino in fondo tento una foto a questo ammasso di concrezione messo in risalto dallo sfondo nero.

Metto la luce al massimo e arrivo anche al fondo della sala ma non si riesce a rendere l’idea.

Riprovo ma vengono solo foto scure.

Una delle concrezionatissime pareti della sala.

Anche qua sembra che le concrezioni siano state “smontate” a martellate.

Ancora una traccia del livello dell’acqua a circa un metro dal pavimento.

Proseguo il giro della sala e poi riprendiamo la via per l’uscita.











Senza fretta ripercorriamo il lungo meandro in senso inverso.

Il passaggio basso lo affrontiamo con prudenza per non sporcare troppo i pantaloni.

Faccio molte soste per fotografare i punti che mi incuriosiscono…chissa’ cosa ci sara’ lassu’…

Una piccola concrezione crollata giu’

Chiedo a Gabriele di illuminarla per bene mentre faccio la foto.

In un soffio arriviamo all’ingresso. Esco senza strusciare i vestiti sulle pareti polverose e aspetto Gabriele.

Eccolo che arriva.

Tutti fuori!

Per scendere e tornare alla macchina Gabriele decide che e’ meglio andare verso la necropoli di San Sozzio. Probabilmente si allunga ma da li’ il sentiero e’ comodo per camminare.

Usciti al sole per un breve tratto troviamo un caldo asfissiante ad accoglierci. Per fortuna dopo qualche metro torniamo nel bosco e il caldo si attenua.

La nostra gita conoscitiva in localita’ Litigata presso Civitella d’Agliano termina cosi’. Bene mi pare. Ora andiamo velocemente a cercare un posto dove mangiare.

Consulto il navigatore e trovo con piacere che arrivare a Taizzano, alla trattoria Tiberina non ci ruba molto tempo. Con poco sforzo convinco Gabriele a dirigersi la’. Strada facendo li chiamo per sentire se hanno posto…mi rispondono che sono al completo ma ho fiducia e andiamo ugualmente, al limite troveremo un’alternativa nella vicina Narni. Quando arriviamo e ci riconoscono, da sempre hanno un occhio di riguardo per gli speleo, ci confermano che sono “full” ma che se pazientiamo un posticino ce lo trovano. Noi aspettiamo con fiducia sorseggiando un aperitivo. Non faccio a tempo a finire il mio che gia’ siamo al tavolo e ordiniamo. Mangiamo bene e a sazieta’, come sempre. Grazie!

Dopo il pranzo ci dirigiamo verso Magliano Sabina. Siamo alla sala consiliare del comune per questo incontro dove verra’ illustrata la scoperta di un antico acquedotto. Pian piano la sala si popola di facce conosciute e non. Una simpatica occasione per rivedere tanti amici, anche quelli persi di vista da un po’.





Inizia la presentazione.

Il sindaco di Magliano ci accoglie, anche lui in passato ha fatto il corso di speleologia con il gruppo locale, il Gruppo Speleologico Sabino.

Anche la Federazione Speleologica del Lazio fa i suoi saluti per tramite del suo presidente, Antonella.

E’ poi la volta della sovrintendenza a i beni culturali.

Ora la sala e’ gremita e attenta.

Si entra nel vivo della presentazione. Il presidente del GSS porta i suoi saluti e lascia la parola a Cristiano, il presidente del Gruppo Speleologico Vespertilio, e’ il suo gruppo che ha fatto la scoperta.

Cristiano ci illustra la bella scoperta fatta in maniera chiara e interessante. Chiude mostrandoci sulla foto aerea di Magliano dov’e’ il sito.

Terminata la presentazione un sacco di meritati applausi preludono al rinfresco organizzato per l’occasione. Ci sono tante cose buone ma ho ancora lo stomaco gonfio delle bonta’ gustate a Taizzano quindi non faccio fatica a rinunciare. Che dire, una giornata interessante anche se atipica, un minimo di grotta e poi una bella occasione per rivedere tanti amici. Alla prossima.