Ancora una volta a Ferentillo per un corso CAI.
A volte succede. Dopo piu’ di trent’anni di “onorata carriera” speleologica senza frequentare un corso, quest’anno e’ gia’ il secondo…Sta diventando un vizio! Il motivo e’ semplice, il neo gruppo speleo di Orvieto, il GSCO, di cui sono socio, e’ seriamente intenzionato a svilupparsi e crescere. Come tutti sappiamo, uno dei modi usuali in cui un gruppo puo’ crescere e’ tramite l’organizzazione di corsi per attirare nuovi potenziali speleo. Ma per organizzare un corso in ambito CAI si deve essere abilitati dalla Scuola di Speleologia. Noi 4, Simone, Giulio, Filippo ed io, siamo qua proprio per questo motivo.
Venerdi’ 18 Novembre 2016
Come ci e’ stato indicato alle 14.00 di Venerdi’ il corso ha inizio e noi, i 3 moschettieri (che erano 4!) di Orvieto siamo pronti. La mascotte del corso.
Pian piano la conca della palestra di roccia di Ferentillo si popola. L’ambiente e’ allegro.
Vengono presi gli ultimi dati per l’iscrizione.
Dopo i convenevoli si inizia. Andiamo all’angolino piu’ illuminato della conca per fare 4 chiacchiere tutti assieme. La prima giornata, la piu’ temibile forse, e’ proprio la prima, quella dedicata alla cultura generale riguardante il mondo ipogeo.
Strada facendo riprendo il castello che ci terra’ silenziosamente compagnia durante il corso.
Eccoci sistemati per la chiacchierata. A sinistra il corpo docente, a destra noi allievi.
La chiacchierata e’ lunga, si parla della struttura della Scuola CAI, di geologia, biospeleologia e via discorrendo. Noi allievi non brilliamo, ma alla fine qualcosina la tiriamo fuori. Quando scende la sera veniamo rilasciati. Noi pensiamo subito sia finita qua ed iniziamo a pensare alla cena. Ma le nostre aspettative vengono smentite come peggio non si puo’. Verremo chiamati a gruppetti nella tenda per un approfondimento sui temi di cultura generale.
Ecco la commissione esaminatrice intenta ad esaminare. Quando e’ il mio turno mi siedo in fondo alla panca. Credo che Giulio sia con me ma dovrei chiedergli conferma, non ricordo, sono in trance da interrogazione! Ci chiedono parecchie cose, alcune domande sono su spit, fix e multimonti e mi trovo abbastanza a mio agio con loro. Per il resto…sorvoliamo!
Dopo l’interrogatorio veniamo rilasciati. Manca solo di prepararci lo zaino col materiale per domani e poi possiamo finalmente dedicarci ad una attivita’ molto piacevole, la cena. Su questo sono preparatissimo ed ho una memoria di ferro, ci vengono servite delle ottime orecchiette con salsiccia e broccoletti, fettine alla pizzaiola ed una insalata di finocchi ed arance. Il tutto viene innaffiato da buon vino e reso perfetto con un ottimo dolce, il caffe’ e la grappa. Dopo questo lauto pasto (lode a tutto lo staff dei cuochi!) mi allontano per raggiungere Betta, mia moglie, al B&B dove alloggiamo e concedermi un meritatissimo riposo.
Sabato 19 Novembre 2016
La mattina alle 6.30 sono gia’ in piedi e pronto per portare Luna, la nostra cagnolina, a fare la passeggiata igienica. Ferentillo e’ ancora illuminato da notte. Il tempo non sembra granche’ buono. Alle 7.30 sono alla palestra, trovo i miei amici gia’ pronti. I nostri docenti devono decidere dove tenere l’esercitazione odierna. Visto il tempo e’ speranza comune che decidano di restare qua dove, anche se freddo ed umido non manca, almeno saremo al riparo dalla pioggia.
Mentre attendiamo responso provo qualche foto, il tram abbandonato cade nel mio obiettivo.
E’ deciso infine! Si rimane qua alla palestra artificiale. Vado in macchina a prendere lo zaino personale tirando un sospiro di sollievo. Vengono formate le squadre, Simone e Filippo sono insieme. Io capito assieme a Giulio e con noi ci sono Margherita e Riccardo, un simpatico gruppetto. I nostri docenti saranno Giorgio e Mirko.
Ogni gruppo si prende un angolo di palestra ed inizia la giornata.
Noi ci mettiamo nei pressi della parete ed iniziamo con il rito della vestizione. Dobbiamo simulare che Mirko sia un nostro allievo alle prime armi e gli dobbiamo raccontare la attrezzatura speleo ed il modo corretto per indossarla.
In un momento di pausa mi allontano di un passo dal mio gruppo per rubare una foto degli altri miei amici. Sono proprio accanto a noi.
Un altro gruppo e’ all’angolo a fare non so cosa.
Dopo aver vestito a puntino il buon Mirko arriva il momento di andare su corda per utilizzare le attrezzature. Saliamo quindi in cima alla parete artificiale per sistemare le nostre corde. Sopra c’e’ gia’ un certo affollamento ma riusciamo a ritagliarci un angolino anche noi.
Eccoci pronti ad iniziare.
Ora dobbiamo procedere ad armare una via in sicurezza per poi fare esercitazione su corda.
Si parte. Ognuno con la propria corda.
Giulio all’opera.
Parto pure io. Mirko ci osserva con attenzione.
Riccardo e’ il piu’ scatenato, fa la traversata e poi scavalca la parete strapiombante per continuare l’armo della sua via.
Alla fine sistemo la mia via e mi allontano di qualche metro per riprendere la parete artificiale, ora tutta festonata di corde.
Un altro gruppo alle prese, credo, con i nodi.
Un altro gruppo ancora, hanno Felice come docente, ma non saprei dire cosa stiano facendo, non ho molto tempo per curiosare, ora.
Ritorno al mio gruppo, ora anche a noi toccano i nodi. Ne vediamo un sacco ed una sporta in tutte le salse, semplici, doppi ed inseguiti. Per uno come me, che confonde anche il proprio nome, questo e’ un momento di moderato panico! Pero’ i nodi li conosco benino ed in qualche maniera me la cavo.
Dopo i nodi ci tocca il traverso. Margherita si cimenta nell’armarne uno. Io vengo scelto per disarmarne uno. Me la cavicchio anche se ad un certo punto perdo la presa e faccio un rumoroso pendolo. Arriva il caffe’ e con lui una gradita pausa.
Approfitto del momento di relax per fare un veloce giro per tutti i gruppi e rubare loro una immagine.
Quelli dell’angoletto.
Il gruppo centrale.
Pausa terminata, si torna allo sgobbo. E’ arrivato il momento di insegnare ai nostri allievi Mirko e Giorgio le principali manovre su corda. Tanto per non litigare gliene spieghiamo una per uno.
Pausa pranzo. Per conto mio mangio solo un panino col salame, non vorrei essere preso da sonnolenza nel pomeriggio. Filippo non si pone il problema e si cucina un bel piatto di pasta. Simone degusta una delle sue “insalatissime”. Giulio sinceramente non so, l’ho perso di vista.
Anche gli altri si gustano un attimo di relax.
Mario. Con lui ci conoscevamo gia’ per essere stati insieme in forra. Ci incontriamo di nuovo qua e ne approfittiamo per prenderci un poco in giro.
Cedo a Mario la fotocamera per avere anche io una foto con i miei amici. Giulio chissa’ dov’e’.
Qualche capannello spontaneo post-prandiale.
Dopo pranzo eccoci di nuovo al lavoro. Veniamo presi in consegna da Giorgio ed iniziamo a vedere il paranco. Iniziamo col garda. Lo preparo io ma parto male perche’ passo il cordino in una placchetta senza moschettone e Giorgio giustamente mi corregge. Subito dopo uso un metodo per incrociare le anse del garda che non e’ quello usuale. Il risultato e’ lo stesso ma lo rifacciamo insieme col metodo classico per buona pace di tutti. Monto il paranco e Giorgio ci mostra alcune varianti per deviare il tiro in maniera piu’ comoda e poi per demoltiplicare ulteriormente il carico. Giulio fa da carico mentre provo il paranco. Dopo il mio turno tocca agli altri ragazzi del mio gruppo, ne approfitto per allontanarmi e fare qualche foto.
Accanto a noi stanno provando il famigerato “sblocco”. Temo il momento in cui tocchera’ a noi, comporta una bella sudata!
E, come supponevo, esaurite le prove con il paranco, lo sblocco tocca anche a noi. Per evitare l’ansia da attesa (odio le attese!) mi offro di iniziare io. Riccardo si offre gentilmente come infortunato. Scelgo lo sblocco utilizzando la mia maniglia, lo comunico a Mirko che e’ tornato a seguirci e procedo. La sudata che pensavo la faccio tutta ma alla fine riesco a portare giu’ il mio “malconcio” senza eccessivi patimenti. Ora posso rilassarmi e riprendere le prove dei miei “compagni di classe”. Peccato solo che ora la temperatura inizi a scendere ed essere sudati addosso non e’ propriamente piacevole.
In questo momento siamo in tanti ad essere impegnati con questa faticosa manovra.
Eccone 2 in contemporanea.
Margherita riesce anche a sorridere, vuol dire che tutto procede per il meglio.
Mi allontano di nuovo per una panoramica della parete.
Ora e’ la volta di Margherita, Mirko decide di seguire le operazioni da vicino.
Dopo la serie di sblocchi l’attivita’ subisce un brusco calo. Si avvicina ora di cena e la giornata e’ stata lunga e densa. Prima di terminare il buon Mirko soddisfa una mia curiosita’, ho da poco comperato il pantin e l’ho utilizzato solo una volta con scarso successo. Visto che lui lo utilizza da tempo e con profitto, ci da’ una veloce dimostrazione del suo utilizzo. Devo assolutamente fare pratica, a vedere lui sembra di salire per una scala. Dopo la dimostrazione del pantin la nostra giornata si puo’ considerare chiusa. Alla fine la scelta di rimanere qua e’ stata oculata in quanto ha piovuto, a tratti intensamente, per quasi tutto il giorno. Anche ora pioviggina. Manca ancora del tempo prima che sia pronta la cena quindi andiamo a curiosare in giro dove ci sono ancora attivita’ in corso. Sulla ringhiera c’e’ un folto gruppo che prova il transito sul traverso.
Noi facciamo il pubblico.
Ad un certo punto salta anche la luce. Ne approfitto per scattare una foto notturna al solito castello di fronte a noi.
Per fortuna la mancanza di luce e’ momentanea e in breve veniamo chiamati per la cena. Anche stasera i cuochi si sono sbizzarriti in tante delizie. Abbiamo rigatoni con salsiccia e funghi e quindi straccetti al radicchio per secondo. C’e’ dell’insalata per contorno ma la snobbo per prendermi cura del barattolo di nutella adocchiato sin da questa mattina. Terminiamo poi con dolce, caffe’ e grappa. Tutto ottimo, ancora lode ai nostri cuochi!
Domenica 20 Novembre 2016
Eccoci di nuovo in piedi, io e Luna, alle prime luci dell’alba. Facciamo il solito giro mattutino e poi rientriamo al B&B per fare la colazione assieme a Betta. Anche oggi il tempo non promette bene. Il meteo ha annunciato un miglioramento, ma c’e’ da fidarsi?
Panoramica di Ferentillo con sfondo di nubi.
Arrivo verso le 7.30 alla palestra. Sembra deserta ma non e’ vero, sento rumori provenire dalla tenda, sono tutti la’ dentro, al calduccio, a fare colazione.
Oggi il responso arriva quasi subito. Causa maltempo rimarremo alla palestra. Iniziamo a prepararci mentre i nostri docenti si ritirano per formare le squadre.
Momenti di preparazione.
Prima di iniziare col cimento facciamo la foto di gruppo. Nulla da dire, siamo proprio un bel gruppo!
La foto nel tram si deve proprio farla. Andiamo ad arrembarlo.
Stavolta non riesco a cedere la fotocamera per avere una foto del tram di gruppo, quindi mi accontento di fotografare dal tram.
Sabina ci fotografa ed io ricambio.
Dopo le foto ci vengono comunicate le squadre. Oggi saremo Simone ed io e saremo affidati alle cure di Andrea. Inizia una girandola di prove che non lasciano ne’ tempo ne’ voglia di scattare foto. Sia Simone che io proviamo ad armare una via superando i punti spioventi. Finita la prova d’armo soffro un poco, accuso l’umidita’ di questi giorni e mi prende un dolore lancinante al braccio destro, faccio fatica a muoverlo. Per fortuna ora siamo alla prova di nodi. Andrea ce ne chiede un sacco ed una sporta in rapida sequenza ma sembra che ce la caviamo benone. Dopo i nodi da armo passiamo ai nodi autobloccanti ed in seguito a provare molte simpatiche manovre su corda. Arriva finalmente, anche oggi, l’ora di pranzo e con lei arriva anche un graditissimo momento di sole. Ci rifuggiamo tutti nell’angolo soleggiato per asciugarci le ossa.
Chiedo ai miei amici: “Fate la faccia stanca” e questo e’ il risultato!
Eccoli tornati al naturale, sorridenti come sempre.
Si mangia! Non ho nulla con me quindi vado nella tenda a procurarmi qualcosa. Faccio un panino tagliando delle fette di salame alte come hamburger. Ne mangio meta’ e l’altra la cedo. Starei bene cosi’ ma i nostri beneamati cuochi hanno preparato della pasta. Ben 2 tipi, come posso esimermi dall’assaggiarla? Il mio proposito di tenermi leggero a pranzo naufraga miseramente.
Ultimi scampoli di relax post-prandiale.
Si ricomincia pero’ cambiamo squadre, ora Filippo, Simone ed io siamo insieme a Pierluigi
Con lui proviamo molte tecniche interessanti, tra le quali il famoso MAO. Si sale forse piu’ lenti ma veramente con poca fatica.
Simone lo apprezza parecchio.
Quando inizia a calare il sole vengono chiuse le attivita’. Iniziamo a disarmare le vie recuperando i materiali. Una volta finito il disarmo facciamo la cernita di tutto quanto recuperato e ricomponiamo gli zaini. Come sempre manca qualcosa all’appello. con alcuni “colleghi” controlliamo a vicenda di non avere addosso materiali del corso. Dopo essermi cambiato faccio un ulteriore controllo prima di riporre la mia attrezzatura. Andiamo oltre. I nostri docenti si ritirano nella tenda per tirare le somme di quanto da noi combinato in questi giorni.
A noi rimane altro che aspettare pazientemente il responso mentre intorno a noi cala la sera.
Un momento di letizia lo viviamo con l’arrivo del caffe’. Un piacevole e confortante intervallo.
Dopo quasi un’ora di attesa arriva la fumata bianca. I nostri docenti sono pronti per comunicarci il risultato delle nostre fatiche. Alla prima chiamata mi fiondo dentro per primo, come ho detto soffro terribilmente le attese. Sembra sia andato tutto per il verso giusto. Ci scambiamo i complimenti, io li faccio a loro per la pazienza e la bravura, poi ci salutiamo, e’ giusto non dilungarsi troppo quando anche i miei amici e colleghi sono in attesa. Vorrei attendere l’esito dei miei amici ma sono stanco, mi attende la guida fino a Roma e poi ho una moglie “abbandonata” da recuperare. Saluto tutti e vado a raggiungere Betta al B&B dove finiamo di caricare la macchina e partiamo. Durante il viaggio di ritorno mi arriva la conferma che ce l’abbiamo fatta tutti e 4. Un successone! Ora saremo in grado di organizzare un corso speleo anche ad Orvieto. Il ritorno a Roma e’ tranquillo. Penso di avervi raccontato tutto. Anche per questa volta, alla prossima!