Grotta di Muro Pizzo – 2 maggio 2026

Con Gabriele dalle parti della grotta di Muro Pizzo per piu’ scopi, alcuni raggiunti, altri no.

La mattina parto con Gabriele alla volta di Poggio Moiano con tanti bei progetti. Il primo sicuramente e’ quello di andare a rompere qualche pietrone con i cunei, anche detti “punciotti”, alla futura grotta Flavia a Muro Pizzo, il buco che stiamo scavando in questo periodo.

Il viaggio con la nuova ammiraglia di Gabriele e’ comodo e tranquillo. Arrivati al parcheggio ci prepariamo e, zaini in spalla, andiamo verso la quasi-grotta.

Eccola qua in tutta la sua magnificenza! Un paio di massi sono caduti giu’ e ora occupano tutta la zona di scavo. Con i cunei vorrei tentare di spezzarli per poi poterli tirare fuori.

Lo speleo propone, la grotta dispone…o qualcosa del genere. Preparo il necessario e scendo a raggiungere i massi. Con l’assistenza esterna di Gabriele, e piu’ tardi quella di Alessandro che ci raggiunge, attacco il primo pietrone. Faccio 4 fori da 14mm, sistemo i punciotti dentro ai fori e inizio a prenderli a martellate con molto impegno.

Purtroppo i miei sforzi risultano vani. Il pietrone e’ composto in larga parte di concrezione, di calcite. Questo tipo di roccia sembra solidissima se la si martella, ma e’ anche in qualche maniera elastica e quindi i punciotti possono far poco con lei. Semplicemente scendono completamente nei fori fatti e rimangono miseramente incastrati.

Non ci voglio stare a perdere un bel set di cunei quasi nuovi quindi passo le successive due ore a liberarli dalla trappola in cui li ho messi. Alla fine riesco ma poi devo interrompere per manifesto sfinimento. Il pietrone naturalmente quasi non si e’ accorto del mio accanimento contro di lui e, quando abbandono, mi vede uscire dalla quasi-grotta che “lui” e’ praticamente identico a prima. Lo saluto promettendogli nuovi tentativi futuri.

Gabriele ed io raccogliamo le nostre cose, salutiamo Alessandro e ce ne andiamo bel belli alla grotta di Muro Pizzo.

Eccola qua in tutto il suo splendore. La nostra e’ una visita interessata, la grotta infatti e’ un ottimo posto per fare la calibrazione dei “Disto”, gli strumenti che utilizziamo per fare i rilievi delle grotte e disegnarne le forme. Sono dei distanziometri laser con integrata una bussola e un clinometro, ovvero tutti gli strumenti che ci servono per prendere i dati necessari a “disegnare” una grotta. Oggi abbiamo un nuovo dispositivo il CavWay e vogliamo calibrarlo cosi’ da averlo pronto per il corso di rilievo che si terra’ a breve.

La calibrazione e’ invero una procedura un poco noiosa ma necessaria per ottimizzare gli errori di misurazione. Il risultato dei miei sforzi sembra essere nei limiti ma sono sicuro che Marco avrebbe da ridire. In ogni caso al CavWay sembra essere gradito quindi lo salvo e mi accontento. Richiamo Gabriele che e’ andato a gironzolare per la grotta e insieme ritorniamo verso la macchina per andare al prossimo obiettivo, la ricerca della grotta l’abate.

Il navigatore ci fa fare un largo giro per spostarci da Poggio Moiano a Monteleone Sabino dove cercheremo la grotta. Strada facendo facciamo sosta per ammirare il panorama stupendo offerto dal lago del Turano.

Gabriele strada facendo mi racconta che la grotta deve il suo nome al fatto che un abate ci e’ stato buttato dentro, non doveva essere un personaggio molto gradito a qualcuno. Lui ha gia’ cercato questa grotta in passato, alle coordinate presenti in catasto, senza trovarla. Ora dice di averne trovate altre e oggi faremo un altro tentativo. Controllando in catasto trovo una descrizione che da’ buone speranze: “L’ingresso è a pozzo largo circa 3 m. e profondo 18 m.”. Un pozzo di quelle dimensioni non dovrebbe essere difficile da trovare.

Ci fermiamo nei pressi del punto dove dovrebbe trovarsi l’ingresso ma non possiamo proseguire nella direzione voluta perche’ un cancello ci sbarra la via.

Dopo un attimo di indecisione decidiamo di dare uno sguardo nei dintorni, ci addentriamo in un intrico di rami bassi e di rovi seguendo la recinzione del terreno privato. Quando la recinzione termina continuiamo a gironzolare alla ricerca del fantomatico pozzo largo 3 metri ma troviamo nulla.

Dopo un largo giro, ognuno per proprio conto, con Gabriele ci perdiamo di vista, le mie urla per localizzarlo rimangono inascoltate, o inudite. Continuo a gironzolare fino a quando sento squillare il cellulare. E’ Gabriele che e’ tornato alla macchina e mi aspetta la’. Controllo il GPS e vedo che mi sono spostato parecchio dal punto in cui abbiamo lasciato la macchina e sto andando decisamente dalla parte opposta alla direzione di partenza. Risalgo un poco dal bordo del fosso che ho costeggiato finora e trovo una strada sterrata carrabile con addirittura i lampioni a bordo strada.

Vorrei proseguire per vedere dove porta ma sento che inizia a fare caldo e che manca almeno un chilometro, farei aspettare troppo il mio amico, quindi mi giro in direzione della macchina e cammino di buon passo per raggiungerla. Strada facendo non tralascio di guardare intorno alla ricerca di buchi interessanti e infatti qualcosa trovo.

Una volta raggiunta la macchina, con Gabriele facciamo il punto della situazione. Non abbiamo trovato la grotta ma abbiamo comunque fatto un’ampia ricognizione. E’ probabile che la grotta sia proprio all’interno del terreno privato e non e’ dato sapere se un giorno potremo accedervi per controllare. Per il momento non possiamo fare di meglio. Portiamo a casa un tentativo fallito di “punciottare” dei massi, una calibrazione appena sufficiente del CavWay e una infruttuosa ricognizione in zona “abate”. Non molto ma dopo tutto possiamo accontentarci. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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