Corso di rilievo FSL – Campocatino – 16 maggio 2026

Un fantastico corso di rilievo tenuto da Marco nelle vesti di docente, con la partecipazione di quasi tutti i gruppi che costituiscono la Federazione Speleologica del Lazio.

La mente dietro tutta l’organizzazione e’ stato Gabriele che ha prima proposto il corso di rilievo e poi lo ha organizzato con impegno e abnegazione. Marina ed io abbiamo fornito supporto a Marco e Gabriele nella lunga fase di preparazione del corso e un po’ di manovalanza durante lo svolgimento del corso stesso.

Durante il corso siamo stati ospiti presso il rifugio Calderari a Campocatino. Patrizio, che gestisce il rifugio per conto della sezione CAI di Frosinone, ci ha fornito calore, cibo e tutto il necessario per la sopravvivenza durante il soggiorno. Non e’ mancato il supporto di Tarcisio, da sempre l’anima speleologica della zona di Campocatino.

Menzione speciale a Luca che ha partecipato al corso in veste di allievo ma ha partecipato anche all’organizzazione armando la grotta.

Il meteo non ci e’ stato amico, pur essendo a maggio inoltrato Campocatino ha pensato bene di accoglierci con la neve! Ho fatto la foto dallo stesso punto sabato e domenica mattina, la differenza e’ notevole!

Questo e’ un regalo portato per me da Marina e Marco, si tratta di un opuscolo sui metodi per fare i rilievi (Marco ha la segreta speranza che io un giorno o l’altro impari qualcosa sul tema!) e di un bel blocco di marmo modellato dalle sapienti mani di Marco fino a diventare un “comodo” bersaglio per i capisaldi. Non e’ leggerissimo da utilizzare ma ho apprezzato il pensiero. Magari potra’ essere usato come “profondimetro” nei corsi di primo livello (se siete curiosi chiedete e vi raccontero’).

Eccoci qua, Marina, Marco ed io grazie a una foto di Alice, che ringrazio.

Ma veniamo a noi. Il corso era previsto svolgersi sabato e domenica ma noi organizzatori avevamo stabilito di vederci il giorno prima, venerdi’.

15 maggio 2026 – I preparativi

La sera arriviamo al rifugio e troviamo Patrizio ad accoglierci. Con lui ci sono i primi allievo, tra cui Luca. Dopo i saluti, sistemati i bagagli e qualche chiacchiera di benvenuto organizziamo per la cena. Patrizio ha portato nientemeno che un sugo allo spezzatino di pecora. Con lui ci cucina una pasta deliziosa. Dopo cena, verso la mezzanotte io vado a dormire. Gabriele, da bravo e instancabile organizzatore aspetta fino a quasi le 3 del mattino che arrivino gli ultimi ospiti/allievi.

16 maggio 2026 – Inizia la parte pratica del corso

Mi sveglio verso le 5 del mattino ma faccio il bravo e rimango a letto fino alle 6. Quando vedo la luce del giorno fare capolino dalla finestra della camerata mi alzo , per passare il tempo vado nella cucina a preparare il caffe’. Il tempo e’ inclemente e incurante del fatto che noi oggi dobbiamo andare in grotta per la prima parte pratica del corso. Incredibilmente, mentre la mattina avanza e gli allievi del corso si preparano, inizia a nevicare!

Terminata la colazione Gabriele da’ inizio al corso, distribuisce i moduli per lo scarico di responsabilita’ e passa la parola a Marco per lo spiegone di quello che oggi ci aspettiamo dai nostri capaci allievi.

Domenico ieri e’ venuto in macchina con Gabriele e, passando per Guarcino, ha avuto la felice idea di comprare una fantastica crostata farcita di marmellata e ricoperta con pasta di mandorle. Nemmeno a dirlo la torta e’ fantastica ed e’ stata molto apprezzata da tutti. Uno per tutti, Angelo, sorpreso mentre ne affetta un assaggio.

Forse non l’avevo detto, ma la grotta scelta per la parte pratica di rilievo e’ quella degli Urli. Ben 6 squadre da due persone si sparpaglieranno in varie zone della grotta per farne il rilievo.

Marina e Alice in attesa di partire per la grotta.

Una panoramica di allievi mentre ascoltano Marco.

Marina e’ fuori a godersi la neve fuori stagione.

Gabriele da’ gli ultimi avvertimenti prima della grotta.

La parte teorica e’ terminata, ora tocca ai nostri allievi dimostrare quanto hanno imparato. Ci si finisce di preparare. Fuori il tempo e’ inclemente, a dir poco.

Marina ed io siamo pronti e ci avviamo verso la grotta, non abbiamo compiti specifici ma faremo un giro perla grotta per supervisionare le squadre e dare una mano “teorica” ove possibile. Naturalmente scordo di prendere con me lo zaino, me ne accorgo quasi al piazzale quindi devo tornare indietro al rifugio a prenderlo. Anche se sembra impossibile il tempo peggiora ancora.

Siamo partiti in un gruppetto di 5 o 6 ma al ritorno dal recupero zaino trovo solo Marina ad aspettarmi. Dal piazzale prendiamo a sinistra e arrivati alla pista da sci la traversiamo per poi scendere lungo il fosso. Qua la neve si e’ trasformata da morbidi fiocchi a pallini ghiacciati tipo grandine. Fanno male quando ti cadono addosso, aiutati anche dal vento gelido e teso che soffia senza posa.

Dove il fosso diventa quasi pianeggiante mi fermo a costruire un ometto di sassi per indicare che si deve deviare a destra in mezzo ai bassi cespugli di ginepro. Ancora pochi metri e siamo all’ingresso della grotta. Per fortuna le prime squadre, accompagnate da Marco sono gia’ entrate e non si vedono. Abbiamo strada libera. Prima di entrare tento una foto a Marina ma la fotocamera non collabora molto.

Entro per primo. Vedo con soddisfazione che Luca, e’ nella prima squadra, non si e’ scordato di utilizzare il deviatore che avevamo predisposto. Dopo la libera scende anche Marina. Gia’ nella prima sala alla base del pozzo d’ingresso la temperatura e’ piu’ tollerabile.

Dopo l’ingresso proseguiamo sistemando piccole cose nell’armo e poi proseguiamo. Dopo le strettoie arriviamo al P23 dove troviamo uno stillicidio intenso, almeno di 3 volte maggiore rispetto all’ultima uscita, quella in cui armammo la grotta.

Dopo il P23 iniziamo a scendere fino ad incrociare la squadra 3 formata da Alice e Angelo. Ci fermiamo a dar loro conforto e qualche consiglio poi proseguiamo la discesa.

Si intravedono altre luci, chi sara’?

Tra una scivolata e l’altra Marina ed io arriviamo al punto in cui inizia la diramazione dell’affluente da cui scende un piccolo torrente d’acqua.

Ci fermiamo a decidere cosa fare quando da sopra vediamo arrivare altri speleo. Sono Francesca e Manfredi della squadra 2, proprio coloro che affronteranno la diramazione dell’affluente.

Con loro ci fermiamo per alcuni chiarimenti che ci chiedono. Quando li vediamo avviati cedo momentaneamente la fotocamera a Francesca perche’ faccia una foto ricordo a Marina e me…d’altra parte questa e’ la prima volta che andiamo in grotta assieme e bisogna documentare l’evento.

Dopo la foto e i saluti ai nostri rilevatori devo confessare di iniziare a sentire freddo, sono abbastanza fradicio e un senso di gelo inizia a propagarsi dalle braccia verso il resto del corpo. Per fortuna Marina si lascia convincere a non proseguire la discesa e a tornare su.

Risalendo incrociamo le varie squadre al lavoro. Questi sono di nuovo Alice e Angelo, oramai presissimi nel rilevare.

Alla strettoia intermedia incontriamo la squadra 4, formata da Stefano e Alessandro. Ci fermiamo un attimo a scambiare qualche parola con loro prima di proseguire.

Vicino al P23 incontriamo la squadra 5, formata da Fabrizio e Guido. Loro hanno un problema non banale. Il loro CavWay si e’ bloccato. Non prende piu’ le misure di inclinazione, l’unico numero che da’ e’ 177° un numero improbabile per la misura di inclinazione.

Per fortuna dopo aver rifatto una calibrazione sommaria riescono a sbloccare il marchingegno e proseguire con il rilievo. Quando riprendono il loro lavoro Marina ed io continuiamo a salire.

Sul P23 lo stillicidio e’ diventato intensissimo e’ praticamente impossibile evitare una doccia. Salgo piu’ veloce che posso, quindi mediamente lento, poi mi fermo ad aspettare Marina. Inganno il freddo scattandole foto.

Quando Marina mi raggiunge andiamo assieme ad affrontare le strettoie prima del pozzo Daniela. Stavolta la seconda strettoia la passo agevolmente poiche’ sono gia’ bagnato fradicio e mi spalmo senza problemi sul fondo della strettoia dove e’ piu’ larga. Al P7, o pozzo Daniela aspetto Marina, a cui ho vilmente mollato lo zaino. Sopra di noi c’e’ Luca della squadra 6 che impegna la corda quindi Marina ed io passiamo il tempo facendoci un selfie quasi riuscito.

Quando Luca ci urla la libera proseguiamo verso l’uscita scambiandoci qualche informazione con Luca. Lui e Domenico hanno dovuto interrompere il rilievo perche’ il loro CavWay si e’ bloccato per motivi imprecisati. Sono potuti arrivare solo alla base del pozzo Daniela.

Quando Marina ed io arriviamo alla base del pozzo d’ingresso, loro sono gia’ fuori, ci avvertono che ancora nevica e c’e’ un forte vento gelido. Io mi attrezzo indossando un sacco di plastica a mo’ di mantello nella speranza di ripararmi almeno un poco dal freddo esterno.

Esco per primo, la neve scende a fiocchi enormi, il vento teso la fa scendere quasi orizzontale. Faccio una foto alla tormenta sperando di catturare la neve ma con scarsi risultati.

Marina intanto sale il pozzo e mi raggiunge.

Il ritorno e’ quasi da incubo, percorrendo il fosso mi giro per verificare che Marina mi stia seguendo e mi prendo un fiocco di neve nell’occhio che quasi me lo ferisce. Ci vedo annebbiato per un bel tratto di strada.

Arriviamo al rifugio quasi in ipotermia ed entriamo tremanti nella sala principale del rifugio, quella dove si mangia e si tengono le lezioni. Rispondo in maniera veramente inurbana chi mi ingiunge di uscire dall’unica stanza calda del rifugio perche’ rischio di sgocciolare per terra.

Dopo essermi ripreso un poco dal freddo esco dalla sala comune e vado a cambiarmi indossando con sommo sollievo i vestiti asciutti. Nel frattempo a piccoli gruppi i nostri prodi rilevatori rientrano anche loro. Nonostante il tempo tremendo e qualche inconveniente tecnico sono riusciti tutti a fare la propria parte e ora si godono il tepore del camino.

Mentre eravamo in grotta sono arrivati altri amici che allieteranno la serata partecipando con noi alla cena al ristorante. C’e’ Tarcisio, e’ arrivata anche Isabella…

…nonche’ Virginia e Nerone.

Quando siamo di nuovo tutti presenti, Marco fa un rapido consulto tra le varie squadre annotando i problemi incontrati e il lavoro fatto. Ci intrattiene poi con la sua analisi e alcune considerazioni.

Tutti ascoltano con attenzione.

L’atmosfera si rilassa un poco in attesa della prossima lezione, anche in attesa che arrivi l’ora di cena.

Marco e Gabriele discutono gli ultimi particolari prima della lezione che anticipa il lavoro di restituzione che verra’ affrontato domani.

Isabella, Domenico e Luca in attesa della lezione.

Il camino acceso e il calore che emana attirano sempre l’attenzione, fuori la neve sembra essersi placata ma il vento gelido imperversa.

Tra una lezione, un commento sui problemi rilevati sul CavWay, i problemi di altro tipo durante il rilievo e qualche chiacchiera sparsa finalmente arriva ora di cena. Quando usciamo sembra che, a coronamento del maltempo, voglia anche piovere. Malmenati dal vento gelido arriviamo al ristorante dove ci rilassiamo godendo del cibo e della buona compagnia. Ogni tanto mi alzo per sgranchire le gambe e fare qualche foto.

Terminata la cena affrontiamo di nuovo il vento fino al rifugio dove tra una chiacchiera e l’altra iniziamo la domenica prima di andare a dormire.

17 maggio 2026 – La restituzione

Inizia l’ultima parte del corso. La mattina mi sveglio la prima volta verso le 3 del mattino. Mi preoccupo un poco per l’attesa che mi attende ma per fortuna dopo una rapida visita al bagno riesco a riaddormentarmi fino alle 7 passate.

Quando vado alla sala comune Marco e Gabriele sono gia’ al lavoro. Gabriele ha installato la stampante acquistata appositamente per questo corso, ha predisposto il videoproiettore e ora assiste Marco per la stampa su carta delle poligonali prodotte dalle varie squadre.

Angelo nel frattempo si gode il caldo del caminetto.

Terminati i preparativi, Domenico e Luca, la squadra 6, quella dell’ingresso, si sono messi comodi per fare il loro lavoro.

Tutti si mettono al lavoro, io gironzolo per la stanza, gli ospiti, Isabella, AnnaPaola e Alessandro osservano senza intervenire.

Gabriele assiste Federico durante i lavori di restituzione.

Anche Marco distribuisce spiegazioni e consigli ai nostri rilevatori.

Marco ha trovato da fare anche a Marina, le ha affidato il compito di disegnare il rilievo di una grotta ligure che hanno rilevato assieme tempo fa. Dopo aver girovagato per la sala mi fermo da Marina a curiosare.

La restituzione termina con successo. Mentre Marco e Gabriele acquisiscono i lavori fatti e li elaborano per la successiva presentazione i nostri bravi disegnatori si rilassano un poco.

Ecco quanto hanno prodotto i nostri prodi cartografi! Complimenti davvero, i vari rilievi si riescono addirittura a legare assieme in maniera da ottenere un rilievo unico. Un risultato non scontato.

Ognuno ai propri posti, si riprende con l’ultima parte del corso. Anche se non lo avevo preventivato vengo invitato a fare una breve presentazione delle schede per aggiornare il catasto. Faccio il mio spiegone cercando di essere chiaro e sintetico.

Concludo lasciando di nuovo la parola a Marco che ci illustra i risultati del lavoro appena concluso. Usa Topodroid per fondere i vari disegni in un rilievo unico sfruttando i capisaldi in comune. E’ una funzione di Topodroid che non conoscevo, molto interessante.

Dopo l’ultima lezione di Marco arrivano i ringraziamenti e il corso termina. I nostri corsisti iniziano a prepararsi per tornare alle proprie case e pian pianino partono. Noi restiamo per sistemare con la dovuta calma tutte le nostre cose.

Verso ora di pranzo Patrizio ci allieta cucinando per noi le trofiette al pesto con gli ingredienti portati in regalo da Marina e Marco.

Consumato allegramente il pasto terminiamo di prepararci caricando tutto in macchina.

Salutiamo Marina e Marco che partono per il lungo viaggio di ritorno a Genova, grazie a loro per il fantastico corso.

Tutto procede tranquillo finche’ Alice si presenta con un faccino preoccupato. Ha chiuso la portiera della sua panda con le chiavi dentro. Un bel problema…facciamo alcuni tentativi infruttuosi rischiando anche di rompere uno dei vetri della portiera posteriore. Dopo quasi un’ora di fatica Alice trova la soluzione su internet, pare serva del nastro adesivo applicato sul vetro. Tirando il nastro adesivo il vetro dovrebbe aprirsi. Verita’ o bufala? Luca rimedia del nastro adesivo tra i ferri del suo camper e decidiamo di provare. Dopo un paio di prove in cui il nastro adesivo si straccia miseramente, miracolo, il vetro si abbassa lentamente, abbastanza da poter aprire lo sportello e recuperare le chiavi. Evviva!

Risolto il problema anche Alice ritrova il suo simpatico sorriso. Tanto per chiudere in bellezza mentre finiamo le ultime cose, inizia a piovere e Gabriele si ripara alla meno peggio.

Abbiamo passato quasi 3 giorni intensi quanto interessanti. Il corso e’ andato benone, si spera lasci tracce sulla speleologia laziale incentivando la produzione di rilievi e la diffusione della cultura della diffusione delle informazioni, tanto preziose per il progredire nella conoscenza del mondo ipogeo. Per me e’ stata un’ottima esperienza anche se molto stancante. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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