Ricognizione a Canterano – 31/12/2022

L’ultima uscita dell’anno Gabriele ed io la dedichiamo alla ricerca di grotte gia’ in catasto per aggiornare i punti degli ingressi. Luna e’ con noi con tutto il suo entusiasmo canino.

La bella mattina di quest’ultimo giorno del 2022 Gabriele passa a prendermi. Luna viene con noi e non sta piu’ nella pelliccia dalla gioia. Gabriele e’ organizzatissimo, ha cercato in catasto le grotte nella zona di Canterano e ne ha portato le stampe. Ha anche creato una traccia che ci guidi da una grotta all’altra. Non resta altro che andare.

Appena usciti dall’autostrada a Vicovaro Mandela ci fermiamo a fare rifornimento di energie, colazione bis, al vicino bar. Dopo aver atteso a questo gravoso ma necessario compito riprendiamo la macchina e a pochi metri dal bar giriamo a destra verso Saracinesco. Passata la ferrovia, passato il ponte sull’Aniene siamo nei pressi della prima grotta, quella che giustamente si chiama “Grotta del ponte”.

Torniamo indietro al ponte e subito individuiamo il punto dove potrebbe essere la grotta.

Arrivarci pero’ non e’ semplice, sopra di lei c’e’ una villa con un robusto cancello e un paio di agguerritissimi cani da guardia. Per fortuna Luna e’ superiore al loro abbaiare furioso e pensa solo a godersi la sua passeggiata. Ci fermiamo a valutare le nostre possibilita’. A destra, dove c’e’ la villa, non ci sono varchi possibili, a sinistra appena termina il ponte sembra esserci un sentiero che costeggia l’Aniene. Andiamo da quella parte. Dopo una cinquantina di passi il sentiero si dirama e sembra possibile scendere fino a livello del fiume. Ci avventuriamo. Sciolgo Luna per evitare di intralciarci a vicenda e lei subito si butta a capofitto per la discesa ripida e scivolosa. Facile per lei, ha il 4×4! La seguo con attenzione reggendomi mani e piedi.

Una volta arrivati a livello del fiume mi guardo intorno. Da una parte naturalmente ho il fiume con l’acqua ancora limpida dell’Aniene e dall’altra parte una parete con formazioni di travertino e buchi interessanti ma irraggiungibili.

Vado in perlustrazione, Gabriele mi raggiunge e subito va verso il ponte, le coordinate della grotta portano da quella parte. Io tanto per non lasciare nulla di intentato vado a dare uno sguardo dalla parte opposta. Luna contentissima fa la spola correndo tra lui e me.

Trovo nulla di speleologicamente interessante ma solo qualche spunto per foto particolari, tipo questo ramo coperto da funghi.

In mancanza di meglio continuo a fotografare il fiume.

Conclusa la mia ricognizione con un nulla di fatto me ne torno indietro verso il ponte e raggiungo Gabriele che mi annuncia di aver trovato la grotta e mi porta sul posto per presentarmela. Me la guardo con attenzione, sembra un anfratto, in parte artificiale, riempito con lamiere, ferri e legni. Controlliamo la scheda. Lei dice che l’ingresso e’ murato. Questo ingresso e’ tutto tranne che murato, ci guardiamo attorno in cerca di meglio.

Lo troviamo poco piu’ a destra, in cima ad una breve scala. Questo si che somiglia ad un ingresso murato!

Anche Gabriele sale per vederla meglio, riprendere il punto e fare la foto. E’ deciso, l’ingresso e’ quello.

Ancora una foto al placido Aniene poi andiamo.

Torniamo alla macchina e riprendiamo il giro. Prendiamo in direzione di Saracinesco. Lungo la strada cerchiamo buchi interessanti ma il migliore che troviamo e’ questo piccino con dentro un fungo.

Di ritorno da nostro giro con un nulla di fatto torniamo verso il ponte e lo passiamo tirando dritti verso Canterano. Proprio passando vicino al ponte Gabriele nota un “buco” enorme. Non possiamo farcelo sfuggire. Troviamo dove lasciare la macchina e andiamo a vedere.

Rimaniamo un poco delusi, forse l’inizio e’ naturale ma la parte seguente sembra piu’ il risultato di uno scavo, una sorta di miniera abbandonata. La abbandoniamo anche noi.

Proseguiamo per le nostre mete successive. Ancora strada facendo incrociamo una grotta che Gabriele ha gia’ verificato tempo fa con il buon Giuseppe, che approfitto per salutare. Visto che io non la conosco vado da solo a colmare la mia lacuna. si tratta di 3 ingressi, benone.

Il primo a destra si inoltra per 3 o 4 metri poi diventa stretto. Il secondo, quello centrale e’ breve

Il terzo sembra essere il piu’ interessante. Sottraggo qualche secondo all’esplorazione per una foto a questa ragnatela punticchiata di goccioline d’acqua.

Il terzo, quello a sinistra, come dicevo, e’ il piu’ interessante. E’ abbastanza ampio e a terra ci sono molte ossa, una pecora forse.

In fondo dei mucchi di terra morbida ostruiscono una possibile prosecuzione.

Ancora una foto utile per ritrovarla e poi torno alla macchina.

Lungo la strada ci fermiamo alcune volte per vedere dei buchi all’apparenza promettenti ma ricaviamo poco da loro.

Arriviamo dalle parti di Canterano. Ci fermiamo davanti a delle spettacolari pareti.

E scopriamo che sono gia’ state “colonizzate” per l’arrampicata. Veramente a noi piu’ che le pareti piacciono le zone scure tra una parete e l’altra, ci fermiamo ad ammirarle. Stiamo per rientrare in macchina quando passano per la strada 2 maturi signori a passeggio. Mi sembrano avere un’aria simpatica e mi viene da chiedere loro informazioni su eventuali grotte nei dintorni. Ci ricaviamo poco come informazioni ma come si dice, il mondo e’ piccolo, Gabriele e uno dei 2 signori si conoscono, lui ha partecipato tempo fa ad una uscita “omnibus” organizzata dallo Shaka Zulu. Dopo che i nostri hanno adeguatamente rinverdito la conoscenza ci salutiamo allegramente e torniamo alla ricerca delle grotte.

Ora tocca alla “Grotta delle pecore”. Il fido GPS di Gabriele dice che dobbiamo andare verso la casa bianca laggiu’ in fondo.

Per una buona mezz’ora giriamo a casaccio in questo bel territorio carsico senza trovare traccia di grotte. L’unica papabile la trovo vicino ad un recinto per gli animali. Quando siamo stanchi e piene le mani di spine, torniamo alla macchina. Strada facendo devo salvare Luna da una mucca feroce che voleva incornarla. Vicino alla macchina vedo un posto che sembra ottimo per una grotta. E’ sotto una casa e la padrona della stessa e’ in terrazza a giocare col suo bimbo approfittando della bella giornata di sole. Le chiediamo il permesso di andare a dare uno sguardo e ricevuto l’assenso, andiamo. Nulla, il posto era bello solo da lontano. Quando torniamo alla macchina vedo che al balcone ora c’e’ una signora, che identifico come la nonna di casa. Le chiedo se sa di grotte nei dintorni. “Come no!”, mi risponde, ” e’ proprio da quella parte”, e indica il posto dove abbiamo girovagato fino a poco prima. Continua dicendo: “Da bambina ci andavamo spesso a giocare, si chiama la Bucia dell’ortaia”. Se la ricorda bene e ci descrive come arrivarci. Anche se abbiamo girato in quel posto fino allo sfinimento, dopo le sue indicazioni ci torniamo. Nulla da fare, la grotta, se e’ lei, e’ sulla parete davanti al recinto per gli animali ma ha l’ingresso ostruito da una rete inestricabile di rovi. Facciamo qualche foto e torniamo alla macchina. Almeno abbiamo “rimediato” il nome locale della grotta, gia’ un buon risultato.

Con decisione ci dirigiamo verso la successiva grotta, qualche chilometro piu’ avanti. Ci troviamo su una sterrata e un panorama notevole, ma della grotta nessuna traccia. Gabriele ha il rilievo e delle foto, ma nulla, non la troviamo.

Nemmeno a dirlo le coordinate puntano al centro di un viluppo di rovi impenetrabile. Giriamo a lungo nella speranza di trovare altro, ma nulla.

L’unica cosa che troviamo e’ questa, il ceppo di un albero con dei funghi sopra.

Tornando indietro rimedio un paio di cadute senza grandi colpi al fisico ma che incidono parecchio sul mio amor proprio. Alla fine riusciamo a tornare alla macchina.

Ci torniamo proprio mentre passa un tizio a passeggio. Chiediamo a lui informazioni. E facciamo bene, conosce la grotta e ci dice che abbiamo sbagliato punto, e’ piu’ avanti e ci descrive il posto con tale precisione che ci convince subito. Saliamo in macchina e andiamo. La grotta e’ dentro un recinto. C’e’ nessuno a cui chiedere il permesso di entrare. Mentre stiamo decidendo cosa fare ci passa accanto il tizio che ci ha dato le informazioni. Chiediamo consiglio a lui che prontamente risponde: “se si tratta solo di guardare, che male c’e’?”. Questo ci convince ed entriamo. Gabriele prende svelto foto e punto GPS poi usciamo.

Ci sarebbe ancora una grotta in lista ma una emergenza benzina ci costringe a deviare per fare rifornimento. Alla fine rinunciamo a cercare l’ultima grotta, la terremo per un’altra occasione. Arriviamo Subiaco dove facciamo rifornimento e un veloce spuntino.

Ultima tappa di questa gita di fine anno e’ al magazzino dove una frase riportata da Nerone mi ricorda perche’ facciamo tutto questo. Veramente oltre alla passione metterei che e’ necessaria una insaziabile curiosita’ per le cose belle di questo mondo, ma anche cosi’ la frase e’ molto rispondente a quello che penso: “Esplorare e’ l’espressione fisica di una passione intellettuale”. Buon anno a tutti e alla prossima.

Informazioni su fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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