Bucio Nero’ – 07/01/2023

Gabriele ed io a sfidare il fango infinito di questa grotta ingrata che ci tenta ma continua a negarsi.

A essere sinceri stavolta Gabriele si sacrifica per me. A lui di infangarsi tremendamente in questa grotta non andava proprio ma per amicizia si presta al sacrificio cosi’ la mattina passa a prendermi e andiamo.

Dopo le solite soste, prima per la colazione e quindi in magazzino, saliamo a Fondi di Jenne dove ci aspetta la fangosissima. Gabriele uscendo dalla macchina tenta ancora di dissuadermi con un: “Freddino oggi”, ma io sono decisissimo, faccio orecchio da mercante e inizio a prepararmi.

Appena pronto mi carico lo zaino del materiale da scavo, la corda e il resto del necessario per scendere. Faccio una breve deviazione a vedere un cunicolo che ispeziono’ Giuseppe qualche tempo fa. Si e’ fatto piu’ interessante sprofondando di almeno un metro ma c’e’ ancora troppa terra per pensare di affrontarlo. Lo terremo d’occhio per vedere se cresce.

Ho tutto il tempo del mondo, Gabriele e’ ancora alla macchina per gli ultimi preparativi.

Mi sono allontanato solo di poco dalla meta finale, mi giro per ammirare la recinzione che protegge la grotta e mi avvio per raggiungerla.

Al recinto poggio lo zaino a terra e vado a sistemare la corda. Uno sguardo per controllare che l’ingresso non abbia nuovamente sofferto di crolli come qualche tempo fa. Sembra tutto a posto, procediamo.

Arriva anche Gabriele, gli faccio subito una foto da “pulito” vedremo come uscira’ conciato.

Quando scendo il fango non sembra proprio pessimo e me ne rallegro. Nel primo cunicolo non scorre acqua. tutto contento lo scendo fino ad arrivare alla saletta dove facciamo “campo base” per lavorare al cunicolo successivo. Sopra sento Gabriele arrivare nella saletta precedente. Improvvisamente un tonfo assordante seguito da uno scroscio d’acqua che mi allarma assai. In pochi secondi nella saletta “campo base” arriva un bel getto d’acqua che inizia a scorrere allegramente dove a breve dovro’ strusciare per affrontare i lavori di allargamento. Passato il momento di agitazione sento Gabriele per capire cosa sia successo e se lui e’ sano e salvo. con qualche urlo tutto e’ chiarito, c’erano un paio di cofane nella saletta superiore e nel tempo si sono riempite d’acqua. Beh, ora cadendo si sono svuotate! Le cofane sono in mezzo al cunicolo a intasare il passaggio. Gabriele scendendo le spinge nella sala “campo base” e il gia’ esiguo spazio diventa ancora piu’ risicato.

Ma va tutto bene, nulla di grave, tanto l’infangata era gia’ messa in conto. Ci attrezziamo per lavorare alla strettoia. Io mi infilo dentro al cunicolo, per ora, terminale e preparo il necessario. Per prima cosa tentiamo con i soliti fori di trapano da 40 centimetri ma il sistema stavolta non sembra voler funzionare. Le proviamo tutte e dopo almeno un’ora di tentativi vani, lasciamo perdere.

Continuo a lavorare ma utilizzando solo il demolitore fino a scaricare la batteria. Combino poco ma gia’ lo sapevo. Mentre lavoro l’aria di grotta si diverte a giocare con noi, quando arriviamo lei aspira e Gabriele si fredda la schiena. Andando avanti con la giornata probabilmente la temperatura si alza oltre la soglia critica (circa 7 gradi) e l’aria inizia a venirmi in faccia, fredda come al solito.

Quello che consola, nonostante il parziale insuccesso della giornata e’ l’allegra eco che si sente quando urlo avanti a me. Ancora si vede nulla ma questa eco promette tante cose belle, o almeno ce le lascia immaginare.

Gabriele lamenta di avere freddo ma attende pazientemente il momento in cui o io o la batteria ci stanchiamo. Stavolta e’ la batteria che esaurisce per prima l’energia. Ne avremmo un’altra ma non riesco nemmeno a formulare il pensiero di chiederla che Gabriele e’ gia’ nel primo cunicolo con l’intento di uscirne al piu’ presto. Mentre aspetto che ne esca finisco di sistemare tutto il materiale nello zaino e bevo un poco d’acqua.

Piccolo problema, lo zaino pesa parecchio per tirarlo fuori dal cunicolo serve una corda manovrata dalla sala superiore…la corda c’e’ ma e’ rimasta ammassata nella sala sopra. Il povero Gabriele deve rassegnarsi a ripercorrere l’infame cunicolo per portarmi la corda. Attende mentre io pasticcio con la corda per annodarci lo zaino e poi inizia a tirare con decisione. Io guido lo zaino per la prima parte del cunicolo poi lo seguo sacramentando per lo stretto e il fango.

Il pezzo peggiore ci attende nel passaggio tra la sala superiore e la verticale per uscire. Il nostro passaggio all’andata deve aver ravvivato il fango che ora e’ al meglio di se’. Si tratta di un paio di metri ma e’ un autentico calvario. I bloccanti e la corda sono talmente pieni di fango appiccicoso che devo forzare con la mano la chiusura del clicchetto, mi e’ gia’ successo in maniera cosi’ marcata, ma non e’ mai piacevolissimo.

Fuori! Per prima cosa serve una foto a Gabriele per fare il confronto con quella prima di entrare. Non male.

Riprendiamo la corda, chiudiamo la grotta e andiamo alla macchina per cambiarci.

Ancora una volta Bucio Nero’ si diverte a farci penare ma noi non ci arrendiamo e prima o poi ne avremo ragione. Alla prossima.

Informazioni su fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.