A scavare non una ma due forse-grotte insieme a Martina, Nerone, Luca e Gabriele.
Per le foto di questa uscita devo ringraziare Martina che le ha scattate in mia vece e che ringrazio.

Dopo i giri e le soste di rito arriviamo finalmente dove Nerone ci attende con pazienza per mostrarci una frattura interessante a cui sta lavorando. Per raggiungerlo prendiamo con fiducia la strada che porta a Cervara e quando incontriamo la sua macchina le parcheggiamo accanto.
Qualche saluto e poi Nerone ci porta alla frattura. E’ interessante, si, ma ci vorra’ molto lavoro prima di renderla transitabile. Io non mi perdo d’animo e dopo pochi minuti sono gia’ con la mazzetta e lo scalpello a vedere quel che si puo’ fare. Nel frattempo Nerone e Gabriele montano la sonda con la videocamera per vedere cosa c’e’ dopo lo stretto. Forse dopo c’e’ un ambiente ma la videocamera non permette di stimare le dimensioni di quel che mostra. Bisogna rimanere nel dubbio fino a quando la frattura sara’ abbastanza larga da potercisi infilare con la testa.

Dopo qualche centinaio di martellate ho combinato poco e Nerone mi da’ il cambio. Luca, visto che al momento non ha nulla da fare, decide di andare a fare un giro nel bosco, nella parte sopra di noi.
Passa nemmeno qualche minuto quando Luca mi chiama a gran voce, ha trovato qualcosa. Salgo di corsa senza prendere quel che mi serve per poter scavare, scordo persino la fotocamera. Quando raggiungo Luca, subito mi mostra con soddisfazione la sua scoperta. Ci sono due buchi, abbastanza vicini tra loro, da entrambi soffia un’allegra aria fredda.



In pochi minuti il cantiere si sposta in blocco a questi nuovi buchi. Luca scende alle auto a prendere qualche attrezzo e gli chiedo di portarmi su le ginocchiere poiche’ senza di loro durerei pochi minuti a scavare.

Luca scende e ritorna accompagnato da Nerone. Anche a lui i due buchi sembrano interessanti, abbandona la frattura ostica e si unisce a noi in questa nuova avventura.

Ci dividiamo in due squadre, Martina e Nerone nel buco piu’ grande a togliere una miriade di sassi instabili. Luca ed io al buco piu’ piccolo da cui esce un’aria decisamente ghiacciata.
Martina aiuta Nerone e gli fa foto tra un sasso e l’altro.




Marina e Nerone terminano la messa in sicurezza del loro buco. Nerone si ferma per una pipata, per lui e’ ora di “fare i ferri” e tornare a casa.

Anche io sono fermo mentre Luca prosegue lo scavo nel “nostro” buco.

Ecco il buco dopo l’ottimo lavoro di Marina e Nerone.

Anche Luca ed io siamo andati avanti nello scavo. Ancora si vede nulla ma appena si scende nella buca si avverte la corrente d’aria gelida.

Quando Nerone ci lascia ci riorganizziamo per continuare il lavoro. Io rimango da solo nel buco gelido mentre Martina e Luca riprendono lo scavo all’altro.
Dopo un’oretta di lavoro capisco di aver esaurito le energie, l’aria gelida c’e’ sempre ma non si capisce da dove arrivi, la terra da levare e’ sempre tanta e dei massi enormi rendono difficile scavarla via. Decido di riposarmi convinto di non poter fare molto di piu’ per oggi. Mi sposto a guardare cosa stanno facendo Luca e Martina.



Sembra siano a buon punto, anche da loro c’e’ tanta aria anche se a una temperatura piu’ alta, fredda ma non troppo. Nemmeno a dirlo dopo un poco che li guardo mi ritorna l’entusiasmo e appena riposato entro anche io a dare una mano.

Mi ricavo un posticino per lavorare quasi comodo e inizio a tirare fuori sassi e terra.

Luca e Martina intanto riprendono fiato.

Io intanto cerco di scavare aiutandomi con i piedi.

Quando non riesco a fare di piu’ convinco Luca a spalmarsi sulla terra per andare avanti a vedere come prosegue la grotta.


Quando esce ci racconta che poco avanti, mezzo metro circa, la “grotta” di divide, c’e’ una diramazione a destra e una a sinistra. Quella a destra seppur piccola sembra la piu’ promettente, c’e’ molta aria.

Convinciamo Martina a entrare a sua volta per fare qualche foto, riesce a catturare l’immagine di un bel ragnone.

Luca rientra per scavare ancora ma dopo un po’ si dichiara troppo stanco per continuare ed esce. Io nel frattempo ho recuperato le forze e soprattutto la curiosita’ di vedere con i miei occhi quello che mi hanno descritto i miei amici, quindi appena Luca esce, mi infilo io.

Vedo lo stretto pertugio soffiante indicato da Luca, ci scavo intorno ma trovo tanta terra e sassi difficili da smuovere nello stretto. Alla fine mi devo dichiarare sconfitto, per oggi. Esco e d’accordo con i miei amici recuperiamo i ferri da scavo e torniamo alle auto.
Gabriele che fine avra’ fatto mai, vi chiederete. Oggi non era in vena di faticare quindi e’ rimasto tranquillamente in macchina ad aspettarci. Si e’ rilassato e tanto basta. Nerone ha provveduto ad aggiornarlo prima di andare a casa e noi dobbiamo aggiungere ben poco. Purtroppo abbiamo aperto ben due nuovi “cantieri”. Stanno diventando decisamente tanti, ma ce la faremo. Alla prossima.