Di nuovo a scavare a Pozzo Pasqualitti con Luca, Vittorio, Elia, Nerone e Gabriele.
Sarei dovuto andare a Narni per assistere a un incontro sulla gestione del catasto ma all’ultimo non me la son sentita, ancora non sono molto in forze. Mi sono quindi ritrovato a fare da spettatore ai miei amici per un nuovo tentativo di passaggio oltre lo stretto del pozzo parallelo di (1572) POZZO PASQUALITTI.
Nella tarda mattinata Gabriele ed io arriviamo alla solita curva, quella vicina a Piccola Creta e Cretarossa, dove troviamo Elia e Nerone in paziente attesa. Elia e’ arrivato a piedi da Subiaco mentre Nerone e’ gia’ andato alla grotta per portare parte della attrezzatura che useremo oggi.

Dopo un congruo tempo dedicato ai saluti iniziamo a prepararci. All’appello mancano Luca e Vittorio. Chiedo di loro e Nerone mi informa, sono arrivati da un po’ e Luca ha portato Vittorio a conoscere Piccola creta. Sono quasi pronto per andare, dopo essermi cambiato, quando fanno ritorno e posso salutarli. Luca ha portato il necessario per fare la bruschetta, un’idea come un’altre tanto per rendere ancora piu’ interessante la giornata.

Partiamo. Gabriele si impossessa subito dell’attenzione di Vittorio impartendogli qualche nozione speleologica itinerante.

Nerone ed Elia sono gia’ avanti e si inerpicano come stambecchi.

Strada facendo ci ricompattiamo e procediamo tutti assieme verso la grotta.

Eccoci arrivati. Nerone, come aveva detto ha gia’ provveduto a liberarla dai rami che ne proteggono l’ingresso.

Ha anche acceso il fuoco, elemento indispensabile sia per la programmata bruschetta che per riscaldarci in questa giornata decisamente umida. Si, non l’ho detto, ma il tempo oggi non e’ dei migliori, alterna una pioggerella fine che a tratti tende a trasformarsi in nevischio.
Naturalmente, dopo la lunga attesa, il fuoco si e’ quasi spento, per fortuna viene prontamente rianimato grazie alle cure del fuochista Elia.

Luca e Vittorio oggi saranno il nostro reparto operativo. Dopo aver spiegato loro cosa si vuole fare oggi, o meglio, cosa desideriamo che loro facciano oggi, li incitiamo a prepararsi per entrare in grotta.

Mentre Luca termina di prepararsi, lui si occupera’ di tentare allargamento e passaggio del pozzo parallelo, io cerco di dare una mano sistemando la corda perche’ possa scendere.
Quando e’ pronto si infila dentro e inizia a scendere. Guarda con diffidenza il bel nodo che ho sistemato per lui e quando mi chiede se sono sicuro che il nodo regga gli rispondo con un rassicurante: “Spero di si!”.

Alla fine pero’ si fida e prosegue.

Intanto Nerone ed Elia fanno un consulto per far riprendere il fuoco come si deve.

Luca scende fino al punto in cui la volta scorsa mi sono fermato. Anche per lui e’ troppo stretto, ci sara’ da lavorare.

Si riavvicina cosi’ possiamo passargli gli attrezzi necessari.

Mentre Luca inizia ad organizzarsi per allargare il pozzo parallelo esortiamo Vittorio a prepararsi a sua volta per andare a visitare il pozzo principale.

Il lavoro di Luca procede a singhiozzo, purtroppo il generatore oggi non ne vuole sapere e si spegne in continuazione.

Oggi da queste parti e’ affollato, un gruppo di escursionisti passa per il sentiero sopra di noi e ci guarda con molta curiosita’. Noi ricambiamo. Un paio di loro si avvicinano per chiederci lumi su quanto stiamo facendo, nello scambio di informazioni apprendiamo che si tratta di un gruppo che sta seguendo un corso per guide escursionistiche. Dopo qualche chiacchiera ci salutiamo e loro riprendono il cammino.

Il lavoro di Luca al pozzo parallelo prosegue meglio che puo’, lo spazio per muoversi e’ davvero poco. Vittorio e’ sceso in fondo al pozzo principale e su nostra richiesta e’ intento a cercare la punta di scalpello che persi la volta scorsa. Il fuoco oramai e’ una realta’ affermata e confortante, la pioggia fine nel frattempo si e’ trasformata in neve. E’ il momento giusto per iniziare con le bruschette. Con l’aiuto di Elia fuochista prepariamo il letto di brace per ospitare la graticola e diamo il via alla bruschettatura del pane.

Dopo un primo giro di bruschette inizio a sentire freddo. Chiedo in prestito a Nerone un martello, uno di quelli da geologo con la punta da un lato, e vado a fare un giro per riscaldarmi e a cercare altri buchi.
Dopo aver scarpinato un poco trovo qualcosa di interessante.

Scavo un poco per vedere cosa c’e’ dopo lo scuro iniziale ma non ne vengo a capo. Mi serve una mano “tecnologica”, mi allontano controllando all’indietro dove ho lasciato il buco per poterlo ritrovare.

Quando sono in vista dei miei amici urlo per richiamare l’attenzione di Gabriele perche’ mi raggiunga con la sua fidata telecamera termica. Torniamo assieme al buco che ho trovato per una scansione.

Il responso della telecamera non e’ molto incoraggiante.

Gabriele regola le impostazioni della camera termica ma non cambia di molto, si vede solo un debolissimo filo d’aria piu’ calda uscire dal buco.

Anche se a malincuore abbandono la mia scoperta e mi dirigo deciso verso un altro possibile buco. Questo pero’ si rivela essere una grotta gia’ conosciuta, si tratta di (LA1610) POZZO AD EST DI POZZO PASQUALITTI, oramai ridotta ai minimi termini.

Continuo il mio giro fino a trovare un altro buco, piccino ma interessante. Inizio a scavare ma la visuale e’ impedita da un sasso enorme. Mi servono rinforzi. Per prima cosa chiamo di nuovo Gabriele per la scansione termica. Anche in questo solo un flebile soffio di aria piu’ calda, pero’ prima di abbandonarlo vorrei scavare un poco. Memorizzo il punto e poi vado alla grotta a chiamare aiuti. Nerone risponde e porta il necessario per allargare.

Mentre Nerone lavora al nuovo buco io torno indietro a vedere come procede il lavoro di Luca. Trovo che ha un poco allargato il passaggio e ora con un poco di assistenza vorrebbe provare a passare. Andrei volentieri a raggiungerlo, ma sono venuto intenzionalmente senza attrezzatura proprio per non cadere in tentazione. Visto che Vittorio nel frattempo ha concluso con successo la discesa del pozzo principale con ricerca dello scalpello, lo invito a raggiungere il suo amico per dargli una mano.

In questa nuova configurazione i nostri amici proseguono con il lavoro. Il passaggio si rivela ancora troppo stretto quindi Luca riprende a lavorarci. Io esco e vado a preparare un paio di bruschette per allietare la loro permanenza in grotta.

Mi alterno tra l’assistenza agli scavatori e un occhio a quanto sta facendo Nerone all’altro buco. Alla fine mi lascio coinvolgere e resto con lui a togliere sassi. La mia impressione e’ che il buco sia stato “appilato” molti anni fa. Dopo una buona mezz’ora di spostamento sassi Nerone desiste ma rimaniamo d’accordo che un’altra scavata la si puo’ tentare. Per ora chiudiamo il cantiere.

Nel frattempo Luca, col supporto di Vittorio, ha allargato ancora il punto stretto e ora si dice pronto a passare.

In attesa del suo tentativo ci raduniamo tutti davanti all’ingresso della grotta in trepidante attesa.

Inganno l’attesa di buone nuove con una foto al mio armo “artistico”. Da Luca arriva una prima buona notizia, e’ passato! Dopo sembra allarghi in una saletta e prosegue con una frattura strettina e ingombra di sassi. Vittorio, su richiesta di Luca scende di nuovo al fondo del pozzo principale e alla fine sembra riescano a vedersi, i due pozzi in fondo si ricollegano.

Dopo che Luca ha esaurito le sue verifiche esplorative senza riportarti novita’ entusiasmanti, decidiamo collegialmente che la giornata puo’ dirsi conclusa. Vittorio esce dal fondo del pozzo principale e Luca a sua volta esce disarmando.

Con determinazione ma senza fretta sistemiamo il materiale, ricomponiamo gli zaini, copriamo la grotta e siamo pronti al rientro verso le auto.

Ancora una breve passeggiata defatigante tra i boschi ci riporta alle auto dove posso finalmente indossare abiti asciutti e caldi. Si, sono riuscito a sudare anche senza fare nulla.

Dopo esserci cambiati arriva il momento dei saluti. Nerone ed Elia vanno via per primi. Vittorio e Luca tornano di corsa a casa perche’ si devono preparare per il sabato sera. Gabriele ed io siamo quasi pronti per andare a dormire! Ancora una bella giornata, anche se passata a vedere gli altri fare, va bene lo stesso, almeno finche’ si potra’ pensare…alla prossima.