Zi’ Checca II – Puliamo il buio – 07/09/2024

Una giornata passata con altri amici per pulire la grotta di Zi’ Checca 2, il cui canyon iniziale e’ invaso da quintali di immondizia.

Eravamo in tanti e posso citare i nomi solo grazie all’aiuto di Patrizia che mi ha fatto da suggeritrice. L’evento era organizzato dall’ASD Svalvolati into the wild Terracina e alcuni gruppi speleo, GS Ipogei del CAI di Colleferro e lo Shaka Zulu Club Subiaco. Tra gli altri c’erano anche rappresentanti delle istituzioni che non si sono tirati indietro per dare una mano. Ad ogni modo c’erano tanti tanti amici. In ordine sparso ecco i nomi del nostro operoso gruppetto: Patrizia e Arianna (duo inscindibile), Davide, Lucio, Ivano, Daniele, Soana, Ivano, Daniele, Stefano, Daniela, Mauro, Marco, Luca, Giuseppe, Gabriele.

La mattina mi incontro con Gabriele e insieme prendiamo la Pontina per raggiungere Campo Soriano. Siamo partiti alle 7 in punto quindi alle 9 siamo gia’ sul posto. In effetti siamo sul posto, peccato sia il posto sbagliato! Gabriele ha impostato sul navigatore le coordinate che gli ha inviato Davide e le segue con fiducia cieca anche quando la strada diventa bianca e semi-ostruita dai rovi. Provo a dire che il posto indicato dalle coordinate mi sembra tanto quello di Zi’ Checca 1 e non 2, pero’ vista la mia proverbiale smemoratezza e sbadataggine non insisto. Quando pero’ sbuchiamo nella radura antistante la grotta e vediamo la radura deserta ci facciamo entrambi convinti che il posto non puo’ essere questo.

Visto che ci siamo facciamo un rapido giro e scatto qualche foto, poi ripartiamo alla ricerca della grotta giusta.

Alla fine troviamo la strada e arriviamo dove c’e’ un nutrito assembramento di auto. A conferma della giustezza del posto incontriamo Arianna. Per prima cosa la sequestriamo per una foto di benvenuto e poi iniziamo a prepararci.

Pochi minuti e siamo alla grotta dove incontriamo anche Patrizia e gli altri amici, svalvolati e non.

Giuseppe e’ gia’ qua, quasi pronto a scendere. Lui viene da Falvaterra quindi ha impiegato poco a raggiungere il posto.

Ecco Luca, che viene da Colleferro, anche lui gia’ pronto per dare una mano.

Vedo che ci sono gia’ una mezza dozzina di amici vestiti e attrezzati per scendere a raccattare rifiuti, oggi non mi sento tanto in vena e decido sul momento che daro’ una mano all’esterno. Davide ha attrezzato una via per la discesa e il successivo recupero del materiale, e’ sulla verticale del punto di raccolta quindi abbastanza comodo.

Visto che lo scivolo per arrivare in zona lavori e’ rimasto inutilizzato, rubo una corda e mi calo a forza di braccia per vedere dal basso la situazione e salutare i nostri impavidi raccoglitori di immondizia. Mentre sono la’ mi faccio passare una busta e la riempio con il pattume che ho a portata di mano. Le numerosissime ossa, oramai ripulite dal tempo, sono biodegradabili, ancora qualche anno e spariranno da sole, decidiamo di lasciarle dove sono.

Fatti i saluti a chi sta sotto e un qualcosa come raccoglitore di rifiuti, salgo in superficie e vado a vedere come procede il recupero.

Per passare meglio il tempo, senza che nessuno me lo chieda, inizio a rompere le scatole per apportare qualche miglioramento al tiro per recuperare i rifiuti raccolti. Per prima cosa metto un fix vicino alla vasca dalla parte opposta la parete dove si recupera il pattume. Non facilita il lavoro ma almeno permette a chi tira di restare all’ombra. Dopo questa prima impresa, non contento vado a ciondolare vicino alla parete. Mi sembra di vedere una serie eccessiva di carrucole e, pensa che ti ripensa, per prima cosa ne elimino una. Dopo qualche minuto, non contento, pianto un multimonti leggermente piu’ in alto e ci sposto la carrucola. Ora sono soddisfatto.

Giuseppe e’ a meta’ pozzo per fare la supervisione durante il recupero.

Ancora non completamente soddisfatto, dopo una decina di minuti impongo a tutti di provare il recupero con un paranco. La fatica e’ sicuramente minore ma non comparabile alla rottura di scatole di dover ricaricare il paranco almeno 4 volte per un singolo recupero.

A furor di popolo il paranco viene eliminato e si riprende con un onesto tiro diretto.

Avendo esaurito la pazienza dei recuperatori e saziato la mia fantasia migliorativa, riprendo lo scivolo di servizio e vado a salutare i raccoglitori.

Tra un recupero e l’altro intanto siamo arrivati all’ora di pranzo. Assisto al recupero degli ultimi sacchi e poi i nostri prodi raccoglitori risalgono in superficie.

E’ il momento delle foto ricordo mentre ci si affaccenda nel recuperare il materiale usato.

Pochi minuti e siamo sulla strada dove e’ stato accumulato il materiale recuperato. Un bel mucchio. Peccato che sia forse un terzo di quanto e’ ancora in grotta.

Patrizia e Gabriele con pattume alle spalle.

Arriva il resto del gruppo e ci raduniamo per una foto ricordo dell’evento.

La bella giornata si conclude con un buon pranzo che solleva gli animi e riporta il corpo ad una sana voglia di pennichella.

Dopo il pranzo ci si saluta con la speranza di rinverdire presto la conoscenza reciproca con iniziative simili. Sazi e contenti Gabriele ed io riprendiamo l’auto per tornare a casa. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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