Con Aurora e Gabriele ad esplorare la nuova grotta scoperta la volta scorsa. Ho scordato a casa la fotocamera quindi ho preso le foto di Aurora e Gabriele e approfitto ora per ringraziarli.
In verita’ sarei dovuto andare a visitare Cretarossa con amici dello SCR ma non sono ancora molto in forma e probabilmente da quelle parti nevica, quindi quando Gabriele me lo propone dirotto volentieri verso lidi con clima meno rigido.
Anche questa volta Gabriele ha preparato una serie di grotte da rivedere. La prima e’: INGHIOTTITOIO DELLE FACCIE FREDDE(LA1634). Quando arriviamo nei pressi la pioggia ci accoglie ma non ci lasciamo spaventare e ci prepariamo per la passeggiata tra i boschi per cercarla.
Gabriele fa strada, da lontano col suo ombrello sembra una Mary Poppins barbuta!
Il primo tratto e’ in piano, quindi agevole. Peccato che terminati i campi inizi il bosco e l’erta.
Saliamo in ordine sparso per avere piu’ probabilita’ di trovare qualcosa. Dopo un po’ di girovagare finalmente trovo la grotta che cerchiamo. L’ingresso non e’ per niente male.
Chiamo i miei amici e quando arrivano mi faccio prestare la torcia da Gabriele ed entro per visitare la grotta.
Aurora si arma di pazienza e fotocamera e mi segue.
Non male, che ci sara’ piu’ avanti?
I miei vestiti ne soffriranno, ma non posso non andare.
Arrivo fino ad una curva del meandrino che ho sceso, mi volto per illuminare la via ad Aurora che e’ scesa senza luce.
La grotta e’ abitata da questa ranocchietta, la disturbiamo solo il tempo di una foto.
Con Aurora e la complicita’ di un masso incastrato a meta’ altezza proviamo una foto controluce…non credo di essermi nascosto bene!
Giriamo la curva e troviamo…che chiude su terra.
Mentre siamo dentro Gabriele ha ingannato l’attesa facendo un giro nei dintorni ma non trova grosse novita’.
Quando usciamo lo troviamo ad aspettarci per una foto vicino all’inconfondibile sigla dello Shaka Zulu, l’omino stilizzato.
Ripreso il punto e fatte le foto riprendiamo la strada per tornare alla macchina. Gabriele prende da una parte, Aurora ed io dall’altra. Queste sono le foto prese da Gabriele nel suo giro di ritorno.
Come vi dicevo Aurora ed io andiamo dalla parte opposta rispetto alla direzione presa da Gabriele. Troviamo una bella zona con molti buchi che potrebbero essere interessanti se avessimo almeno una paletta per scavare via la terra. Ci accontentiamo di un selfie.
Con Aurora ritroviamo il sentiero e in pochi minuti siamo all’auto ma di Gabriele nemmeno l’ombra. Dopo qualche minuto di attesa sotto la pioggia il freddo inizia a farsi sentire. Annuncio ad Aurora che devo camminare per non freddarmi troppo cosi’ torniamo indietro alla piana a cercare Gabriele. Facciamo anche un giro largo in cerca di altri buchi, ogni tanto urliamo un richiamo per Gabriele, ma nulla. Dopo una mezz’ora torniamo alla macchina e lo troviamo la’. Ben fradici ed infreddoliti entriamo in macchina a riscaldarci. Per oggi la ricerca delle grotte termina qua. Andiamo alla grotta da esplorare.
Giusto il tempo di riprendere temperatura in macchina che siamo alla grotta nuova, dobbiamo lavorarci un po’ per rendere passabile la strettoia anche per chi e’ piu’ “corposo” di Aurora. Stavolta pero’ ci prepariamo da “grotta” con la tuta, il casco e le attrezzature necessarie a scavare.
Eccoci in fase di scavo, Gabriele sperimenta il suo nuovo cellulare provando a prendere delle misure.
Dopo un’ora abbondante di scavo finalmente riesco a passare anche io. Con Aurora scendiamo fino a dove e’ possibile e scaviamo ancora un poco.
Alla fine dello scavo Aurora riesce ad intrufolarsi ancora un poco piu’ in giu’…c’e’ ancora da scavare. Una leggerissima corrente d’aria solletica la nostra curiosita’
Iniziamo a fare il rilievo alla “vecchia”. E’ Aurora a comporre il foglio di campagna con l’aiuto di Gabriele.
Anche io faccio la mia parte seguendola e reggendo un capo del metro per prendere le lunghezze dei segmenti. Una volta terminato il rilievo, usciamo.
Ecco la strettoia nella sua nuova forma dopo l’allargamento.
Usciamo di nuovo all’aperto. Per fortuna la pioggia ha deciso di darci requie.
Torniamo alla macchina per cambiarci e quando mi apparto un attimo vicino alla riva del fiume trovo un altro buco per il quale, appena terminato quel che dovevo, chiamo i miei amici per visionarlo. Non sembra granche’ quindi lo lasciamo riposare e torniamo alla macchina.
Anche se abbiamo preso tanta pioggia la giornata e’ stata piacevole e proficua. Come sempre, alla prossima e buon anno!
Pubblicato inUncategorized|Commenti disabilitati su Grotta Tanagrande – 07/01/2024
Con Aurora e Gabriele a riscoprire buchi. Trovata una nuova grotta.
La giornata e’ uggiosa ma non non ci lasciamo scoraggiare per cosi’ poco. La mattina ci incontriamo e andiamo verso Trevi nel Lazio a ricercare alcuni ingressi per aggiornare le coordinate. Strada facendo ci fermiamo spesso a vedere buchi lungo strada che sembrano interessanti pero’ ogni volta mi scordo di prendere con me la fotocamera quindi per tutto questo daffare rimangono solo queste poche parole.
La prima sosta per ritrovare grotte e’ nei pressi di uno spiazzo imprecisato. Gabriele parte spedito seguendo le indicazioni del suo fido GPS, io preferisco rimanere nei dintorni della macchina e cercare qualcosa di nuovo.
Nei pressi della macchina un imponente cartello ci annuncia che siamo i benvenuti nel Parco dei Simbruini.
Girando per un po’ a casaccio trovo un buco interessante cosi’ richiamo i miei amici perche’ mi raggiungano. Eccoci qua tutti assieme a valutare il buco.
L’esploratrice del gruppetto e’ sicuramente Aurora quindi e’ lei che va a dare uno sguardo, persino armata di sigaretta per rilevare eventuali correnti d’aria. Il responso e’ negativo non si tratta di un buco “grottabile”.
Ci spostiamo verso le cascate, anche la’ ci sono grotte da rivedere. Arrivati scendiamo dall’auto e ci sparpagliamo, io me ne vado solo soletto ad ammirare l’Aniene.
Gabriele e Aurora intanto sono in giro a cercare le grotte. Li raggiungo e insieme rimaniamo ad ammirare le cascate, non si puo’ fare molto di piu’. Tra l’altro dal nome sembra che chiamarle grotte sia un’iperbole, si tratta infatti di ponti naturali come testimoniano i nomi, questo e’ uno dei tre: PONTE CENTRALE DELLA MOLA(LA1440)
Dopo aver ammirato le cascate e immaginati i ponti naturali risaliamo in macchina per ricercare un’altra grotta: INGHIOTTITOIO DELLA CAPRARECCIA(LA1058). Gabriele e Aurora partono sparati seguendo il GPS. I miei amici scompaiono tra la vegetazione, io rimango un poco indietro guardando nei dintorni. Il nome della grotta, in particolare il termine “caprareccia”, mi fa pensare ad un sentiero, quindi quando vedo un accenno di sentiero alla mia sinistra lo imbocco senza esitazione e lo seguo salendo per qualche metro.
Sono fortunato, ecco qua l’ingresso.
Torno indietro e chiamo a gran voce i miei amici e poi rimango nei pressi finche’ mi raggiungono.
Aurora, la nostra esploratrice deve tornare un attimo alla macchina a prendere il casco. Gabriele intanto controlla la grotta e fa qualche prova con il Lidar.
Torna Aurora e subito entra a visitare la grotta.
L’ingresso e’ un poco angusto ma poi c’e’ spazio per stare seduti, anche comodamente, sembra.
Aurora ci racconta la grotta, Gabriele confronta quel che dice col rilievo e sembra corrispondere. Per lei foto prima di uscire.
Torniamo all’auto, strada facendo trovo un ramo con un bel fungo e mi fermo per fotografarlo.
Partiamo per le prossime grotte.
Naturalmente durante il tragitto incontriamo buchi piu’ o meno interessanti e ci fermiamo ogni volta per dar loro uno sguardo. Una di queste soste e’ quella giusta. Ci separiamo perche’ in pochi metri ci sono molti buchi interessanti. Quelli in alto li lasciamo alle cure di Aurora, noi guardiamo quelli facili a livello strada. Uno di questi attira la mia attenzione, si nasconde tra i rovi ma sembra inoltrarsi per qualche metro. Con attenzione libero il passaggio dai rami spinosi e andiamo a vedere da vicino.
Sembra proprio grotta! Richiamiamo Aurora per farle dare uno sguardo piu’ attento.
Anche la verifica di Aurora e’ positiva, e’ grotta ed e’ anche catastabile. Prendiamo il punto, le foto e mi invento un nome tutto per lei: “Tanagrande”. Una foto esplorativa ci vuole proprio.
Una foto ad Aurora in versione fotografa.
Aurora insiste per una foto insieme, come dirle di no? Quindi eccoci qua.
Facciamo una rapida sosta con passeggio lungo il fiume per cercare il PONTE VADO SACCO(LA1437).
Riprendiamo l’auto e proseguiamo fino alle cascate, quelle dove inizia il sentiero che porta all’Inferniglio. In verita’ prima facciamo una breve deviazione per cercare un bar e prendere un panino ma le nostre speranze vengono infrante. L’insegna del bar infatti recita “aperto tutto l’anno” ma e’ desolatamente chiuso! Torniamo indietro per proseguire la nostra passeggiata.
Per turismo andiamo a vedere le cascate di Trevi.
Anche qua troviamo vari buchi ma si tratta di robe artificiali, probabilmente un’antica centrale elettrica.
Arrivati alla cascata prendiamo qualche foto e fantastichiamo su improbabili discese seguendo l’acqua.
Dopo qualche minuto riprendiamo il cammino per tornare all’auto.
Noi siamo qui!
Il pomeriggio inizia a lasciare spazio alla sera, abbiamo appena il tempo di fare un ultimo giro a piedi lungo il sentiero che porta all’Inferniglio.
Lo imbocchiamo di buon passo, o almeno cosi’ fanno Aurora e Gabriele. Io sono reduce dalla influenza di Natale e oggi e’ il primo giorno che esco dal 22 dicembre. Anche se oggi ho fatto poco ho le gambe frolle e faccio fatica a seguirli…pero’ mi impegno a fare del mio meglio.
Dopo circa un chilometro sulla strada Gabriele decreta che dobbiamo scendere verso le rive dell’Aniene.
E scendiamo dai! L’acqua e’ sempre una meraviglia, sembra impossibile che sia lo stesso fiume che scorre a Roma.
Seguendo la sponda del fiume arriviamo ad una zona recintata, dovrebbe essere una captazione.
Sembra interessante.
Dopo questa sosta torniamo sui nostri passi e prendiamo a seguire la riva del fiume in direzione opposta.
Purtroppo il sentiero lungo il fiume si interrompe bruscamente.
Proviamo a passare tra i rovi ma dopo un po’ diventa molto difficoltoso, torniamo indietro. Gabriele comunque dice di aver individuato quel che cercava, forse questa: GROTTA DELLE CERRETA(LA1566) ma non ne sono sicuro.
Torniamo indietro, loro sempre di buon passo, io sempre arrancando e sbuffando come un mantice.
Tornati all’auto dichiariamo terminata la nostra ricognizione. Una bella giornata, proprio quel che ci voleva per riprendermi dopo l’influenza. Alla prossima.
Pubblicato inUncategorized|Commenti disabilitati su Ricognizione Trevi nel Lazio – 30/12/2023
L’occasione da raccontare oggi e’ quella della consueta riunione di fine anno del gruppo. Visto che siamo stati recentemente sfrattati dalla sede ne approfittiamo per vederci al ristorante associando una buona mangiata alla riunione.
Parto presto la mattina perche’ ho deciso che oggi e’ il giorno giusto per aggiustare gli stendini a casa di Virginia e Nerone. Alle 10 sono da loro armato del necessario e con l’aiuto di Nerone per mezzogiorno abbiamo terminato. Me ne vado verso il ristorante senza pero’ fermarmi a rimirare la mia opera.
Mi sbrigo ad arrivare da “Cicchetti” dove ho appuntamento con Aurora e Gabriele per un aperitivo veloce, faccenda che disbrighiamo velocemente con successo.
quasi al limite del ritardo arriviamo al parcheggio davanti il ristorante, in tempo per incontrare il buon Luca tornato apposta dal suo giro nella penisola scandinava per questo pranzo.
A tavola troviamo gia’ qualche socio. Nell’attesa hanno fatto aperitivo anche loro. Il pranzo inizia.
…qua si mangia serio, quando riesco a separarmi un attimo dalla forchetta faccio un veloce giro di foto prima di tornare al mio posto.
Cerco di fare del mio meglio anche se a tavola nessuno mi si fila, troppo impegnati con le cose buone che ci sono in tavola.
Ancora una poi cedo le armi. Puo’ bastare.
A fine del lucculliano pasto, aiutati da diverse bottiglie con amaro, limoncello, grappa e chissa’ che altro, iniziamo la riunione, la causa prima di questo bel pranzo. Non penso proprio di annoiarvi raccontandovi della riunione, posso pero’ accennarvi che il Presidente uscente (io) lascia il posto al “nuovo” Presidente (Nerone). Viva il Presidente! Alla prossima.
Pubblicato inUncategorized|Commenti disabilitati su ShakaZuluClub – Assemblea di fine anno – 17/12/2023
Una tranquilla passeggiata insieme a Luna alle gallerie del Soratte per riprendere il punto di grotta Biro biro.
Io e Luna oggi siamo a zonzo per la Sabina senza una meta precisa. Dopo una buona colazione da “Zanzibar” vicino Stimigliano mi prende l’ispirazione e, col muto consenso di Luna, torno indietro e vado verso Sant’Oreste.
Sul Soratte ci sono molte grotte e alcune in catasto hanno il punto “rosso”, ovvero non proprio preciso, l’ispirazione e’ questa, di andare a cercarne l’ingresso e riprendere il punto. Come sempre sono impreparato quindi vado a memoria. Ponza e riponza l’unica grotta che mi ricordo come sicuramente da aggiornare e’ quella detta Biro biro. E’ deciso si va da lei.
Mentre salgo verso Sant’Oreste ragiono sul primo problema, so che la grotta e’ vicina alle gallerie del Soratte, ricordo benissimo lo spiazzo davanti alla sbarra dove si parcheggia ma non ricordo proprio come ci si arriva. La cosa e’ presto risolta, fermo l’auto, attivo il GPS del cellulare, apro OsmAnd, cerco la grotta e avvio la navigazione.
Sono nei pressi del bivio per andare ai Meri, circa a meta’ strada per arrivare a Sant’Oreste. Per prima cosa il navigatore mi fa tornare indietro e imboccare una strada sterrata sulla sinistra. Temo moltissimo la scelta delle sterrate che fa il navigatore, piu’ di una volta mi sono trovato su strade impercorribili, pero’ stavolta forse…
Alla fine la strada si rivela fattibile e con sollievo arrivo al parcheggio che ricordo. Per prima cosa scendo a tirare un sospiro di sollievo e a fotografare il Soratte in questa bella giornata.
Svelto mi cambio le scarpe mentre Luna scalpita per andare. Ecco il sentiero, siamo partiti per la nostra passeggiata.
Questo e’ il paletto indicatore all’inizio del sentiero.
L’altro lato del Soratte, quello dove andremo a cercare la grotta.
Luna corre felice su e giu’ per la strada e ogni tanto si ferma ad aspettarmi con pazienza.
Siamo al curvone sulla strada, un vero e proprio tornante. Da qua parte un sentiero che credo si ricongiunga con quello che conosco sull’altro lato del monte.
Terminato il tornante iniziano le gallerie. Che poi…ho sempre sentito chiamarle “gallerie” pero’ ne ho sempre vista solo una, questa. Chissa’, magari piu’ avanti ce ne saranno altre? Magari un giorno io e Luna andremo a verificare.
Ci avviamo al buio e dopo qualche metro si inizia a vedere la luce dell’uscita. Un ciclista su mountain-bike ci viene incontro a velocita’ sostenuta, vado a tenere Luna perche’ non tenti di andare ad annusarlo.
Nella galleria ci sono ben 2 condotte laterali di cui non capisco il motivo, pero’ la seconda e’ comoda per noi perche’ e’ da qua che inizia il sentiero che porta alla grotta.
Per il piacere di Luna usciamo di nuovo al sole e prendiamo il sentiero. Ricordo vagamente la strada per essere stato alla grotta una quindicina di anni fa.
Tra memoria e GPS alla fine ritrovo la grotta, e’ quel buco laterale dentro il fosso.
Dopo la sudata fatta per arrivare mi avvicino per salutarla e farle un paio di foto.
Sistemo comodo il GPS per riprendere il punto e continuo con le foto.
Dato che ci sono butto uno sguardo intorno, ci sono diversi buchetti che potrebbe essere interessante scavare, ma oggi non e’ il caso.
Il nostro lo abbiamo fatto, magari e’ pochino ma per oggi puo’ bastare. Si torna indietro godendoci il sole e la bella giornata.
Abbiamo sgranchito le gambe in viste delle prossime fatiche natalizie. Alla prossima.
Pubblicato inUncategorized|Commenti disabilitati su Ricognizione Grotta Biro biro – 16/12/2023
La consueta assemblea dei delegati della FSL si e’ tenuta presso la sede dello SCR in via Andrea Doria. E’ stata una riunione ben partecipata e vivace, iniziata verso le 9:30 e terminata alle 13:00.
Pubblicato inUncategorized|Commenti disabilitati su FSL – Assemblea -02/12/2023
Ultima uscita di corso per una parte dei nostri bravi corsari. Sono solo una parte perche’ gli altri hanno potuto godere di questa grotta sabato scorso. Bene per noi che troveremo la grotta gia’ armata.
Arrivati all’imbocco del sentiero che porta alla grotta gli allievi, Fabio ed io ci prepariamo gustando il tiepido sole che accompagna questa fresca mattina di dicembre mentre Netta e Fabio, con l’invincibile “Jimmy”, vanno direttamente alla grotta e si preparano la’.
Prima di partire una bella foto di gruppo con Marta, Leonardo, Morgan, Mattia e Fabio.
Via. Prendiamo con decisione il sentiero che porta alla grotta.
Come al solito del sentiero ricordo poco o nulla, ma a parte un dubbio in corrispondenza di un bivio e un tratto in salita che avevo completamente rimosso, presto arriviamo alla radura vicina alla grotta.
Raggiunta l’invincibile “Jimmy” terminiamo i preparativi. Tutti pronti, si puo’ andare. L’avvicinamento e’ di quelli impegnativi, ci prendera’ quasi un minuto intero!
Eccoci arrivati.
Vicino all’ingresso un porcino di chissa’ quale varieta’.
Netta si sistema comoda vicino l’ingresso per dirigere le operazioni.
Fabio andra’ avanti fino in fondo al primo pozzo e attendera’ la discesa dei nostri corsari.
Il primo a scendere e’ Leonardo, una foto di saluto per lui.
Dopo Leonardo scendo io e poi Marta. Fabio non e’ arrivato fino in fondo al primo pozzo ma si e’ giustamente fermato alla cengia poco sopra. Ha anche attrezzato una sosta per poterci assicurare nelle inevitabili attese.
Fabio mi passa le consegne e scende i pochi metri che ci separano dalla base del pozzo. Mentre attendo l’arrivo di Marta passo il tempo ad importunare fotograficamente una piccola dolicopode.
Per tutto il primo pozzo, e ora siamo almeno scesi di 25 metri rispetto all’esterno, c’e’ un fiorire di radici. Mi chiedo curiosamente quale sia la pianta cosi’ tenace da spingersi cosi’ in profondita’ alla ricerca di acqua.
Mentre il sedere mi si fredda nell’attesa che arrivino i restanti allievi guardo la parete di fronte a me che ospita l’armo per proseguire la discesa.
Marta passa e va, poi arriva Morgan, e’ seguito da Fabio che prendera’ il mio posto.
Seguo Morgan al passaggio del frazionamento e lo guardo scendere.
Siamo alla sala della stalagmite monumentale, lunga lunga e fine. Una foto di gruppo con i corsari mi sembra d’obbligo.
A un lato della sala c’e’ una gigantesca colata che quasi riempie la spaccatura che forma questa zona. Il soffito e’ festonato da stalattiti con la goccia d’acqua in fondo che sbrilluccicano alla luce delle mie lampade.
Un Morgan rilassatissimo, in atteggiamento: “questi sono giochi da ragazzi”!
Leonardo se la ride.
Mentre giravo a fare foto e’ arrivato anche Mattia il nostro ultimo corsaro. Possiamo riprendere la discesa.
Fabio parte di nuovo per primo poi il serpentone speleo riparte con la stessa sequenza del pozzo precedente. Ora il nostri partono ad affrontare il pozzo successivo che parte con un passaggio stretto ma non eccessivamente scomodo.
In attesa del mio turno per scendere continuo con le foto. Lo zaino che spunta dal soffitto credo annunci l’arrivo di Netta.
Qualche foto anche per Mattia, lui chiude la fila degli allievi quindi non riesco a fargli molte foto, rimedio cosi’.
Anche il nostro “istruttor-Fabio” si merita una galleria di foto.
Termino il giro di foto mentre Morgan e’ impegnato prima col passaggio stretto e quindi col frazionamento subito sotto.
E’ il mio turno per scendere, seguo Morgan.
Sul fondo si vedono Fabio, Marta e Leonardo.
Mentre attendo il libera di Morgan arriva Mattia a farmi compagnia.
Proseguiamo l’ordinata discesa in fila indiana verticale. L’intensa luce sopra Mattia e’ Netta che ci segue chiudendo il serpentone.
Si riparte dalla nuova sosta. Parte Fabio subito seguito da Leonardo.
Marta lo segue a un frazionamento di distanza.
Morgan si prepara alla discesa in attesa del suo turno.
Marta ci da’ la libera…
… e Morgan inizia la sua discesa.
Vado pure io, Fabio si apposta al mio posto alla partenza del pozzo.
Arrivo anche io in fondo al pozzo e mi metto comodo accanto a una simpatica vaschetta ma poi riparto subito per disarmare l’ultimo tratto di corda del breve pozzo terminale che oggi non scenderemo.
Visto che l’ora di pranzo e’ arrivata e quasi passata, sono le 2 del pomeriggio, ci prepariamo per uno spuntino. Io mangio il tramezzino tonno e pomodoro che ho comprato stamane al bar ma devo dire che non mi entusiasma piu’ di tanto. Completo il lauto pasto con alcuni bruscolini offerti da Mattia.
Anche la piacevole pausa pranzo termina e con la sua fine arriviamo al momento di risalire tutti i pozzi scesi. Sara’ dura, ma i nostri corsari partono decisi. Come all’andata C’e’ Fabio ad aprire la fila subito seguito da Leonardo.
Il serpentone speleo riparte e si snoda lungo i pozzi da risalire.
Marta attende il suo turno.
Col fiatone affannato da salita pozzo mi dimentico di fare foto. Riprendo quando siamo nella sala intermedia, quella con la stalagmite lunghissima.
Mentre attendiamo che il gruppo si ricompatti vado in giro per la sala a fare foto.
La stalagmite lunga ha quasi raggiunto il soffitto, ancora poche centinaia d’anni e si trasformera’ in una splendida colonna.
Stalattite con la sua goccia pronta a cadere.
Morgan e’ gia’ pronto a riprendere la salita.
Foto di gruppo.
Facciamo anche la prova di illuminare da dietro una “fetta di prosciutto”, forse e’ un poco troppo spessa, ma l’effetto non e’ male.
Ecco il gruppetto di corsari che sto martoriando e annoiando con le foto.
Una parete decorata con alcune minuscole eccentriche.
Marta tra le stalattiti.
Ecco che arriva Mattia, ora dietro ci sono solo Fabio e Netta che escono disarmando.
Ancora Marta completamente ambientata tra le stalattiti.
Una eccentrica indecisa circa la direzione da prendere.
Ritorno al soffitto festonato da stalattiti sbrilluccicanti.
Con l’aiuto di Marta che illumina bene la zona provo a zoomare sulle stalattiti.
Troviamo anche un ricordo fangoso di un tale “ML 2012”. Un saluto a lui.
Mattia mentre si riprende dalla fatica della salita.
Arriva Netta che subito si mette a sistemare le corde disfando i nodi e riponendole ordinatamente nel sacco. Il serpentone speleo puo’ ripartire. Ancora una volta e’ Fabio a fare da apripista per l’ultimo tratto di salita. A seguire partono Leonardo, Marta e Morgan. Dopo di loro arriva il mio turno.
Sopra di me Morgan ha appena passato il frazionamento della cengia e attende la libera da Marta.
Durante la salita finale la stanchezza gioca uno scherzo a Morgan che si blocca ad un frazionamento cosi’ dopo una paziente attesa decidiamo che e’ il caso di andare a dargli una mano. Salgo a raggiungerlo e in breve l’impaccio e’ passato con successo. Il resto della salita prosegue senza problemi.
Quando esco trovo Fabio “senior” ad attendermi. Visto che chi mi segue e’ Fabio “junior”, possiamo ritenerci liberi di abbandonare l’ingresso e andare all’auto.
Arrivati all’auto saluto Fabio, recupero Morgan e insieme facciamo la passeggiata notturna fino alle nostre auto. Ci si cambia velocemente all’aria frizzante della sera stellata. Chiudiamo la bella giornata con una sosta a CapoCroce per birra e patatine poi proseguiamo verso Roma.
Una uscita impegnativa per i nostri corsari che pero’ se la sono cavata egregiamente. Anche il 64° Corso e’ terminato con successo e soddisfazione di tutti. Alla prossima.
Pubblicato inUncategorized|Commenti disabilitati su 64° corso SCR – Grotta Zi’ Checca – 10/12/2023
Una divertente uscita con i simpatici e bravi ragazzi del 64° corso dello Speleo Club Roma.
Oggi sembra proprio una giornata invernale, quando esco di casa la temperatura e’ di un grado ma almeno il cielo e’ limpido e la pioggia di ieri sembra solo un ricordo. Dopo la colazione al bar “fico” di Anagnina trovo ospitalita’ nella macchina di Antonio e Luana, insieme a Max.
Arrivati a Supino ci addentriamo nei vicoli del paese fino ad arrivare alla piazza della fonte del pisciarello. Prendiamo una stradina nascosta dietro la piazza e saliamo su fino ad uno slargo dove la strada termina. Parcheggiamo e iniziamo a prepararci.
Come sempre inizio ad imperversare con la fotocamera, la prima e’ per una panoramica della auto e per Luana che mostra con soddisfazione la sua tuta nuova.
Davanti a dove abbiamo parcheggiato ci sono due fontanelle dove i locali vengono a prendere acqua. Infatti ne arriva subito uno che reclama il posto auto per prendere con comodita’ la sua razione d’acqua cosi’ dobbiamo spostare una delle auto. La vestizione prosegue senza altri incidenti.
Eccoci tutti pronti per la foto di gruppo. Una volta tanto credo di poter ricordare tutti i nomi dei partecipanti. fatemi quindi fare sfoggio di questo prodigioso sprazzo di memoria, iniziando da sinistra abbiamo: Max, Alice, Alessandro, Luana, Mattia, Antonio, Fabio e io.
Le ultime raccomandazioni prima di partire.
Si va. Sono stato finora a cercare di ricordare se sono mai stato in questa grotta, anche osservare la strada che prendiamo non mi ricorda nulla. Probabilmente e’ la prima volta anche per me oltre che per i nostri corsari.
La strada prende a salire decisamente e io ad arrancare dietro a tutti.
Finalmente arriviamo ad affacciarci alla grande dolina che ospita l’ingresso della grotta.
Anche osservare la dolina e l’affioramento di rocce che preannuncia l’ingresso non mi riportano ricordi di alcun tipo, una ulteriore conferma che non ci sono mai stato.
L’ingresso lo riconosco ma solo perche’ l’ho visto in foto di recente.
Entra Max e di seguito mandiamo i primi 4 allievi, poi entro io. Fabio rimane a chiudere la fila. Dopo l’ingresso, non largo ma nemmeno troppo scomodo mi ritrovo in un minuscolo ambiente. Davanti a me vedo gli allievi impegnati nella discesa di alcuni saltini. Nel rilievo sono segnati come P13 ma credo che l’unico salto di cui aver memoria sia un P5 scarso.
Ecco un saltino, uno di quelli chiamati globalmente P13, Mattia lo sta impegnando mentre sotto di lui c’e’ Alessandro.
Di fianco a me c’e’ una famigliola di dolicopode, non perdo tempo ad importunare anche loro con la fotocamera.
Un altro pezzo del P13.
Ecco una sorridente Alice insieme a Mattia.
Siamo al P15, la maggiore verticale che affronteremo oggi. Questa e’ Luana che scende.
Altro salto da scendere, forse il P4 indicato sul rilievo dopo il P15.
Mattia inizia a scendere.
Antonio sotto e Luana impegnata con la discesa.
Ecco ancora Alice.
Continuiamo a scendere seguendo il meandro.
Durante una breve sosta per attendere il nostro turno per proseguire Mattia mi indica un banco di fango dove, a suo dire, si riconoscono degli strati di fango piu’ scuri, di origine vulcanica. Scatto loro una foto per la gioia di eventuali geologi che dovessero avere la ventura di leggermi.
Ecco, arriva lui…Fabio, fresco di compleanno, ancora auguri!
Arriviamo freschi e riposati alla sala dove solitamente le uscite di corso terminano. Oggi pero’ Max vuole premiare i nostri corsari. Visto che sono stati bravi e veloci proseguiremo fino al fondo. Ora gli zaini non servono quindi li lasciamo alla sala.
Ecco Luana che sfoggia con orgoglio il cartellino della sua nuova tuta ora inaugurata con del buon fango di grotta.
Antonio impegnato in uno dei saltini che facciamo, sono una manciata, ne ho perso il conto.
Segue Luana che pero’ decide di dare un brivido nuovo alla sua discesa. Arriva al frazionamento, si allongia, smonta il discensore dalla corda sopra il frazionamento e va a montarlo sotto per proseguire. Ma, c’e’ un ma, non si e’ accorta che il discensore ha il moschettone con la ghiera aperta e nel fare il passaggio da una parte all’altra della corda il moschettone si apre e lascia uscire il discensore per fatti suoi. Niente di male perche’ e’ ancora allongiata e tutto si risolve per lei con una notevole scarica di adrenalina e una indimenticabile lezione pratica sull’utilita’ della ghiera dei moschettoni e sulla opportunita’ che questa sia sempre ben chiusa.
Dopo questo piccolo inconveniente proseguiamo la discesa prima con Alice e poi col resto del gruppo.
Dopo la serie di saltini che probabilmente comprendono il P9 riportato sul rilievo il meandro inizia a farsi piu’ stretto, una interessante esperienza per i nostri allievi che lo affrontano senza problemi e solo un poco di sudore.
Ecco ancora Luana che ha ritrovato il sorriso dopo la sua discussione col discensore. dietro c’e’ Mattia a luci rosse.
Ancora Luana ma stavolta con un Alessandro a luce bianca.
E il sorriso di Alice volevamo dimenticarlo?
Arrivati vicini al fondo troviamo un altro piccolo salto, un P3 abbondante. Non e’ armato ma per fortuna poco piu’ indietro c’e’ una corda disponibile. Max arma con quello che ha e scendiamo tutti. Dopo qualche altro metro di meandro troviamo una zona dove sappiamo che altri speleo stanno lavorando. Li’ ci fermiamo e dopo aver tirato il fiato prendiamo la strada del ritorno. Ora vado avanti per primo e ne approfitto per una foto panoramica del meandro.
Sono andato un poco avanti, aspetto che anche gli altri arrivino. Alessandro fa capolino.
Ai lati del meandro soffitto e pavimento sono troppo vicini per essere frequentabili.
Siamo vicini alla sala “da pranzo”, probabilmente questo e’ il P9 segnato sul rilievo.
Alice che sale.
Ancora Alessandro che fa capolino tra le pareti del meandro.
E di nuovo Alessandro, forse ce l’ho con lui?!?
Come sempre visto che sono qua in attesa che passino tutti nell’attesa fotografo. Questa e’ la volta di Alice.
Mentre Alice termina la salita sotto di lei vedo arrivare gli altri.
Questo e’ Mattia, dalla foto sembra che stia buttando sudore a spruzzo ma non e’ cosi’ e’ solo l’acqua della grotta che scorre allegramente lungo tutto il meandro producendo un rumore da “pisciarello”.
Sotto Mattia oramai c’e’ tutto il resto del gruppo.
Ecco che arriva anche Luana.
Siamo finalmente alla sala “da pranzo”. Qualche artista si e’ dilettato nell’adornarla con una faccia di demone utilizzando gli abbondanti materiali plastici, ovvero fango di prima qualita’ e sassolini di ottimo calcare, presenti nella sala.
Ci fermiamo alla sala per un rapido spuntino. Max tira fuori il necessario per cucinare un brodino caldo, che ci sta sempre bene. C’e’ un fiorente scambio di barrette energetiche, Luana e Antonio sfoggiano delle buste con del farro condito, io mi accontento del tramezzino col salmone che ho preso stamane al bar e che e’ straordinariamente arrivato intatto si qui. Luana dopo il lauto pasto si mette in tenuta antisommossa.
Sosta terminata. Rimettiamo le nostre robe negli zaini e ripartiamo.
Pian pianino il serpentone formato da tutti noi si scrolla di dosso la pigrizia post-prandiale e si avvia verso l’uscita.
Affrontiamo con calma e pazienza i saltini che ci separano dal P15.
Come sempre inganno l’attesa facendo foto e in mezzo ci capita sempre Alessandro.
Sono in cima al P15, Max prima di scendere all’andata ha modificato l’armo del frazionamento. Ora e’ molto piu’ comodo da passare.
Ecco Alice che dopo aver passato il frazionamento facilitato affronta l’ultima parte del pozzo.
Dopo di lei sale Alessandro.
Subito seguito da Mattia.
Di seguito arriva anche Luana.
Siamo quasi fuori, ho fatto cambio posto con Fabio, lui e’ andato avanti per portare fuori i primi allievi. Questo e’ uno dei saltini che formano il P13 d’ingresso. Luana inizia ad essere stanca ma l’aria fresca proveniente dall’uscita e la vicinanza di Antonio gia’ la rinfrancano.
Siamo al minuscolo ambiente subito prima dell’ingresso. Dietro di me ci sono solo Antonio e Max. Fuori fa freddo e sta scendendo la sera. Aspetto Antonio al calduccio prima di uscire per fargli spazio.
Il fango dell’uscita importuna la fotocamera e per quanto io provi a ripulirla questo e’ il miglio risultato che ottengo.
Tolgo i guanti e procedo a ripulire meglio che posso la povera fotocamera. Ora meglio.
Terminiamo le foto con un paio di funghi che ornano le vicinanze dell’ingresso.
Quando esce anche Max riprendiamo la strada per le auto. In discesa e’ decisamente meglio!
Tornando verso casa la seconda macchina fugge direttamente a casa mentre noi ci fermiamo a Supino a prendere un poco di pizza al taglio con birra e caffe’ finale. Il ritorno e’ tranquillo e sonnacchioso. Antonio e’ gentilissimo e mi porta fin sotto casa. Una bella uscita in una grotta che non conoscevo, in ottima compagnia. Bravi i nostri allievi. Alla prossima.
Pubblicato inUncategorized|Commenti disabilitati su SCR Corso 64 – Grotta del pisciarello – 26/11/2023
Di nuovo a Grotta Stoccolma ma stavolta saremo un nutrito gruppo. Viene a trovarci il GSCAI Teramo con gli allievi del loro corso. In fine dei conti saremo oltre 20 persone.
La mattina ci incontriamo ad Arsoli e poi saliamo tutti insieme alla grotta. Ci fermiamo nei pressi e iniziamo a prepararci.
Anche oggi Gabriele non entrera’ in grotta ma per fortuna c’e’ Aurora che restera’ con lui a fargli compagnia nel rivedere alcune grotte. Luca ed io invece entreremo in grotta per primi per terminare l’armo iniziato ieri.
Una parte del gruppo ha dovuto parcheggiare alcuni metri piu’ distante, siamo almeno 5 macchine e nello spiazzo di ieri non c’era abbastanza posto per tutti.
Rubo una foto durante i preparativi.
Una volta pronti e riforniti di materiale Luca ed io ci avviamo alla grotta. Ultimi accordi con i nostri amici e poi entriamo. Siamo ancora alla base del pozzo d’ingresso quando inizia ad arrivare il primo istruttore, Paolo, e alcuni allievi. Mando avanti Luca sotto al P8 poi lo seguo. Arrivati alla base del P8 chiedo a Luca di andare a sistemare i deviatori lasciati a mezzo ieri mentre io aiuto Paolo facendo sicura ai primi allievi arrivati.
Vedo che Luca procede senza problemi, bene.
Prima allieva arrivata sana e salva.
Arriva il secondo.
E quindi la terza.
Ad ognuno di loro chiedo il nome presentandomi a mia volta. Puntualmente i nomi li dimentico, spero potranno perdonarmi.
Per scusarmi in anticipo per la mia scarsa memoria faccio loro una foto.
Sopra di noi arrivano altri allievi e istruttori. Scende Paolo, posso muovermi anche io per raggiungere Luca.
I momenti successivi sono impegnativi e mi dimentico proprio della fotocamera. Sullo scivolo l’ultimo deviatore e’ corto, io non ho cordini quindi chiedo a Paolo se puo’ provvedere lui. Avuto il suo assenso proseguo. Quando raggiungo Luca lo trovo al P9. Ha sistemato gli attacchi e la corda predisposta ieri e poi ha armato la parte finale del P9.
Arriviamo alla saletta dove solitamente ci fermiamo. I nostri amici pero’ desiderano scendere anche il P16 finale quindi mi sbrigo ad armarlo prima che arrivino. Armo la partenza e poi lascio a Luca l’onere di completare l’armo della discesa. Dopo un poco arriva il suo “libera”. In tempo per l’arrivo dei primi allievi. Scendo pure io, non credo di aver mai sceso questo pozzo e se l’ho fatto l’ho pure ben dimenticato. Sull’ultimo tratto la corda tocca un poco, sarebbe meglio aggiungere un deviatore. Osservo meglio durante la discesa dei primi 2 allievi e ne ho la conferma. Faccio di nuovo appello a Paolo che scendendo provvede. Dal basso gli passiamo l’attacco necessario, lui ci mette ancora uno dei suoi cordini e in poco tempo anche il deviatore e’ pronto.
Siamo sul fondo della grotta, c’e’ tanto fango e un cospicuo stillicidio a rendere piacevole la permanenza. Faccio una foto agli allievi arrivati.
Ne arrivano altri e lo spazio inizia ad essere risicato. Luca ed io ci proponiamo per iniziare a risalire.
Con qualche scambio di urla con gli istruttori sopra di noi riusciamo a fermare temporaneamente la discesa degli allievi e possiamo risalire. Sono gia’ sulla corda e pronto per iniziare la salita quando Paolo tira fuori una chicca, una fiaschetta metallica con dentro la grappa! Ne assaggio volentieri un sorso. Credo che questa sia la prima volta che bevo grappa in grotta, non male.
Sopra al P16, nella saletta trovo Aurelio con altri allievi e istruttori. Sul P9 vedo ancora una allieva che impegna la corda. Per ingannare l’attesa tiro fuori il panino che ho portato e ne approfitto per fare pranzo. Ne strappo via una parte per darla a Luca, dopo tutto si e’ proprio meritato uno spuntino.
Quando la corda e’ libera e lo spuntino terminato avvertiamo chi ancora sta arrivando che impegneremo la corda e poi partiamo salutando i nostri amici che attendono per scendere il P16. Strada facendo ci fermiamo a raccogliere ossa varie da portare ad Aurora e troviamo un nuovo “bacarozzo” da importunare con le foto.
Siamo alla base del P8. Incontriamo l’ultima discendente del gruppo di Teramo, credo anche di ricordare che si chiami Annarita, spero di non averle storpiato il nome, in caso le chiedo scusa in anticipo.
Siamo al pozzo d’ingresso.
Arriva anche Luca.
Gli faccio spegnere la luce per una foto ma il risultato non e’ proprio ottimo.
Fuori c’e’ un bel sole caldo. Mi dirigo senza indugi al “buco dell’equinozio” perche’ stavolta ho intenzione di andare a vedere com’e’ dentro.
Sorpresa, nei pressi dell’ingresso vedo della sagome note.
Si, sono proprio Aurora e Gabriele che hanno avuto la stessa mia idea.
Loro hanno gia’ sbirciato dentro e hanno una bella novita’. Dopo nemmeno 3 metri di cunicolo c’e’ un pozzo, stretto ma profondo. Vado subito a vedere. In effetti la partenza non e’ molto larga. Mi raggiunge Aurora ed insieme sistemiamo la corda per scendere e poi ci dedichiamo ad allargare la partenza del pozzo con il trapano demolitore.
L’impegno di Aurora merita almeno due foto.
Dopo aver allargato Aurora tenta la discesa. Si ferma dopo un paio di metri dove c’e’ un altro restringimento. Lavora alacremente per allargarlo ma poi si stanca e chiede il cambio a Luca. Ci avvicendiamo. Prima rimango io ad assistere Luca poi, quando inizia la discesa cedo il posto ad Aurora e io vado fuori dove intanto stanno arrivando i primi amici usciti da Grotta Stoccolma. E’ arrivato anche Nerone per un saluto.
Ecco il trio di allievi di cui, anche se non ricordo i nomi, ricordo bene le facce perche’ mi hanno “inseguito” durante tutta la discesa della grotta.
Luca intanto e’ sceso e per voce di Aurora ci riporta quello che trova. Dopo il primo tratto stretto il pozzo si allarga e diventa comodo. Alla base parte un cunicolo che e’ stato allargato e poi c’e’ un altro pozzo che Luca non puo’ scendere per mancanza di corda e attacchi.
Per oggi puo’ bastare. Luca inizia a risalire e io inizio a sentire seriamente freddo. Quando sento che Luca ha passato il punto stretto e che ce la fara’ ad uscire, mi avvio all’auto per cambiarmi.
Incontro al vertice tra Aurelio e Nerone.
Quando Aurelio e’ pronto si mette a convertire la sua auto in bar e prepara il caffe’ per chi e’ gia’ arrivato. Una delizia!
Gabriele sistema qualcosa dentro la zona magazzino della sua auto. Dobbiamo fare spazio perche’ al ritorno saremo in 5 in macchina. Una allieva del corso a fine grotta deve tornare a Roma per studio e poiche’ abita vicino casa mia Gabriele si e’ offerto di darle un passaggio.
Inizia la lunga attesa per l’uscita del resto del gruppo. Nerone annuncia di dover rientrare, saluta e parte.
Aspetta aspetta si fa notte, per fortuna la temperatura e’ meno rigida di ieri. I nostri amici arrivano alla spicciolata e vengono accolti da un buon caffe’ e qualche ferratella con la nutella.
Gli ultimi ad arrivare portano con se’ tutto il materiale disarmato uscendo. Lo depositano vicino alle auto e quindi procediamo a suddividerlo per gruppo e rimesso a posto dentro gli zaini.
A sentire i commenti sembra che la grotta sia piaciuta. Noi siamo stati bene e in buona compagnia, abbiamo anche trovato una “nuova” grotta dove andare a curiosare. Insomma una bella giornata. Alla prossima.
Pubblicato inUncategorized|Commenti disabilitati su Grotta Stoccolma – 19/11/2023
E’ deciso, oggi Gabriele ed io dedicheremo la giornata a insegnare a Luca i primi rudimenti di armo delle grotte. In teoria doveva essere una uscita in palestra di roccia a Montecelio per tutto lo Shaka Zulu per ripassare le tecniche su corda e per armare, ma anche per passare una giornata assieme. Poi pero’ avvicinandoci alla giornata designata il gruppo e’ andato via via assottigliandosi finche’ siamo rimasti solo noi tre.
Siamo pochi, inoltre domani ospiteremo il GsCai di Teramo, verranno con gli allievi del corso a visitare grotta Stoccolma, mi viene da pensare…perche’ non approfittare oggi per armarla? Sarebbe come prendere i classici due piccioni con una fava, faremo fare pratica a Luca direttamente in grotta e ci ritroveremo la grotta armata per domani. Alla mia proposta di cambiare la destinazione e andare a fare lezione d’armo direttamente in grotta l’adesione e’ unanime, quindi dopo aver fatto le dovute soste passiamo per prima cosa da Nerone per un saluto e poi…
…in magazzino a prendere corde, attacchi, trapano e altre cose utili per la nostra lezione d’armo.
La giornata e’ bella e il sole invoglia a goderne, quindi strada facendo ci fermiamo volentieri a controllare alcuni buchi. Ce n’e’ uno in particolare, vicino alla chiesa che Nerone ci ha detto essere interessante. Facciamo una breve deviazione per darci uno sguardo.
A prima vista il buco non e’ granche’.
Pero’ poi andando a guardare dentro si vede che e’ un signor buco quasi cilindrico di circa tre metri di diametro. In fondo si vede roccia ma i metri cubi di terra, forse instabile, che la sovrastano induce alla prudenza. La lasciamo stare senza disturbarla oltre.
Strada facendo ci fermiamo a visionare altri buchi. Da lontano sembrano promettenti ma da vicino non mantengono l’illusione.
Abbandoniamo Livata per imboccare la sterrata che porta a Cervara. Luca mentre andiamo nota un buco lungo strada che sembra interessante. Scendiamo per darci un’occhiata. Da rivedere, ma non ora.
Arriviamo finalmente nei pressi della grotta. Parcheggiamo a bordo strada e iniziamo a prepararci. In contemporanea Gabriele ed io iniziamo a bombardare il povero Luca di informazioni su fix, spit, punte del trapano, trapani e il loro uso corretto, corde, nodi e tanto altro.
Quando finalmente sono pronto prendo una parte del materiale e mi avvio mentre Luca termina di prepararsi.
Mi fermo a prendere un paio di foto a una grotta vicina a grotta Stoccolma. Si tratta del buco dell’equinozio (LA915) che ho sempre visto da fuori e non mi e’ ancora capitata l’occasione di entrarci.
Per completezza prendo anche una foto dell’ingresso da lontano ma il sole me la rovina un poco.
Ecco la conca della dolina che ospita l’ingresso della grotta Stoccolma.
Mi avvicino prendendo altre foto.
Mentre aspetto Luca mi guardo in giro, un buco mi incuriosisce. Mi fermo a guardare meglio. La parte iniziale e’ troppo stretta ma poi si vede che allarga. Sembra interessante.
Arrivano Luca e Gabriele, racconto loro del buco che ho appena visto ma loro mi informano che e’ conosciuto e comunicante con la grotta Stoccolma. Peccato.
Iniziamo con la parte pratica della lezione d’armo. Gabriele provvede a seguire Luca per l’armo del primo pozzo. Io prendo un po’ di materiale e vado a divertirmi ad armare un’altra via per scendere. Gabriele non si e’ preparato per entrare in grotta, vista la bella giornata ha deciso di andare a rivedere alcuni ingressi nei dintorni.
Ecco Luca che inizia ad operare.
Prepara un doppio attacco per la partenza poi monta la corda, su cui monta il proprio discensore ed inizia a scendere la prima via armata da lui, quasi un momento storico!
Merita proprio una foto celebrativa.
Visto che lui scende anche io vado alla nuova via che ho attrezzato e scendo. Lo supero subito perche’ lui deve fare sosta per attrezzare anche un deviatore intermedio.
Quando siamo di nuovo assieme proseguiamo con l’armo. Tra le rocce vicino al primo pozzo Luca nota un insetto e me lo indica. Sospendiamo le attivita’ per fargli qualche foto.
Guardando bene mi accorgo che sono due. Mi contorco per riuscire a far loro una foto. Questo e’ il primo.
E questo e’ il secondo.
Dopo le foto ai “bacarozzi” riprendiamo con l’armo. Abbiamo di fronte a noi il primo pozzo interno, un P8 a sentire il rilievo. Decidere dove posizionare il deviatore intermedio ci prende qualche secondo in piu’. Alla fine decidiamo per l’armo “standard” ma poi scendendo vediamo che la corda tende a toccare se non si fa attenzione. Protremmo migliorarlo. Ce lo segniamo mentalmente per rivederlo al ritorno.
La grotta prosegue con un lungo e ripido scivolo che di solito per la progressione normale non viene armato. Troviamo il doppio attacco per la partenza e Luca attrezza la corda.
Purtroppo pero’ durante la discesa le pareti si contorcono leggermente quindi la corda tocca. Dobbiamo attrezzare alcuni deviatori.
I deviatori non previsti ci fanno consumare piu’ materiale di quello preventivato quindi arrivati al saltino detto P9 alla fine dello scivolo ci ritroviamo senza attacchi.
Ci fermiamo vicino a questa particolare concrezione, una via di mezzo tra una stalagmite e una vela, per attrezzare il P9. Una nuova ricerca negli zaini e sulla roba che abbiamo appesa all’imbrago ci conferma che abbiamo terminato gli attacchi, abbiamo pero’ ancora le corde, il trapano e qualche fix. Su un lato della parete ricaviamo un attacco naturale, dall’altra parte piantiamo un fix. Sistemiamo poi la corda come se l’attacco lo avessimo e lasciamo cosi’ la corda predisposta per domani. Il P16 finale lo armeremo domani.
Tornando indietro sistemiamo anche il deviatore sul P8 e poi usciamo.
Non sono ancora le 5 del pomeriggio e gia’ la luce del giorno ci sta lasciando. Con lei anche il calduccio del sole lascia il posto ad un gelo notevole.
Aspetto che Luca, da bravo armatore, termini di togliere la corda del pozzo d’ingresso e sistemi tutto nello zaino.
Per ingannare il freddo lo importuno per delle foto.
Gabriele e’ alla macchina che ci aspetta. E’ irrigidito dal freddo e subito ci annuncia che la temperatura e’ scesa a 2 gradi. Ci cambiamo velocemente per andare a rifugiarci tutti in macchina.
Il ritorno e’ tranquillo accompagnato da commenti vari sulla giornata d’armo. Una bella giornata. Alla prossima.
Pubblicato inUncategorized|Commenti disabilitati su Grotta Stoccolma – 18/11/2023
Un raduno speciale quanto indimenticabile, un carico di emozioni continue. Tanta tanta stanchezza ma ben ricompensata dalla collaborazione con tante belle persone.
E’ un raduno speciale per tanti motivi. Innanzitutto il luogo dove si tiene e’ speciale. E’ proprio a Costacciaro che negli anni ’80 vennero organizzati i primi raduni. Tornare qua per molti di noi ha il sapore di un intenso amarcord. Per me in particolare poi e’ il primo raduno, dei tanti a cui ho partecipato, in cui sono dall’altro lato, quello dell’organizzazione. Un’organizzazione che e’ iniziata un anno fa e si e’ prodotta, per me, in tante e lunghe riunioni online.
Ho cercato di fare la mia parte ma sono consapevole che ci sono state persone che hanno dovuto “sospendere” la propria vita per dedicarsi alla organizzazione del raduno, perche’ potesse vivere e permettere a noi tutti di parteciparvi. Naturalmente ogni cosa fatta e’ perfettibile, magari ci sono stati errori ma un grazie enorme va tributato a coloro che ci hanno permesso di far diventare realta’ un sogno sopito da almeno 40 anni. GRAZIE!
Quello che ho fatto io personalmente e’ una briciola nell’oceano di cose da fare prima, durante e dopo il raduno. Nonostante questo ho consumato ogni briciola di energia che avevo. Non riesco nemmeno ad immaginare la stanchezza di chi si e’ potuto impegnare molto piu’ di me. Ma e’ stata questa profonda comunione di intenti tra un gruppo eterogeneo di persone a permettere al raduno di vivere e di darci gioia. Un grazie di cuore a tutti per il grande impegno profuso.
Ma eccoci a noi con la solita cronistoria di quanto ho vissuto.
01/11/2023 – Inizia il raduno
Mio malgrado mi sveglio alle 3 e costringo Betta ad una partenza molto mattiniera. Alle 7 e mezza Betta, io e Luna arriviamo a Costacciaro, prendiamo “possesso” della nostra stanza in un appartamento dentro il paese e poi andiamo a dare uno sguardo in giro. Per prima cosa andiamo alla segreteria ma, anche se non sono ancora le 8, c’e’ gia’ una nutrita fila di persone in attesa di registrarsi al raduno quindi proseguiamo il nostro giro. Passiamo alla scuola dove gli stand materiali sono ancora in allestimento.
Tornando alla via principale incontro i miei amici, sono Alessia, Gabriele e Giuseppe che sono appena arrivati. Qualche chiacchiera di saluto ma poi ci separiamo.
Una panoramica della via centrale del paese con vista sul locale bar che nei prossimi giorni sara’ letteralmente assediato per almeno 20 ore al giorno.
Questa e’ la via dove abiteremo in questi giorni, la nostra camera e’ al terzo piano e siamo senza riscaldamento, per fortuna abbiamo buona volonta’ e sufficienti coperte!
Tra un giro e l’altro, mentre sostiamo al bar mi fermo a provare l’app con cui nei prossimi giorni dovremo scansionare i QR-Code di chi si e’ iscritto online. La provo sulla mia iscrizione e mi da’ dei risultati strani. Preoccupato di questa cosa vado verso la segreteria per un controllo.
C’e’ ancora un poco di file ma nemmeno tanta, attendo con pazienza il mio turno e poi vado a consultarmi con le ragazze che raccolgono le iscrizioni in quel momento. In pratica aggiungo confusione alla confusione di questi concitati momenti di inizio raduno. Vengo spedito dentro a parlare con Luca, il tecnologo della segreteria, colui che in questi mesi ha curato il sito del raduno.
Anche all’ingresso della Segreteria c’e’ fila ma al controllo c’e’ Andrea a cui spiego cosa sono venuto a fare e mi lascia passare.
Ecco l’ingresso della mitica segreteria! In tutto il suo splendore.
Dritto all’entrata c’e’ il bancone della segreteria. Lo conoscero’ meglio nel pomeriggio.
Subito sulla sinistra dell’ingresso c’e’ il tavolo dove Mirko amministra con maestria e competenza le centinaia di persone che desiderano partecipare alle escursioni in grotta, forra e montagna organizzate per il raduno.
Dopo pranzo inizio il mio primo turno in segreteria. Confesso di essere tra il preoccupato e l’emozionato. Uno “scordarello” come me riuscira’ a gestire le molteplici procedure necessarie per gestire le riunioni?
Gli inizi non sono dei migliori. Chi e’ stato in segreteria stamane ha vissuto momenti tragici quando sembrava funzionare nulla ma ora, forti di quella esperienza non tollerano cambiamenti. Io, ignaro, provo a proporre una tabella che riassume le procedure da svolgere per le varie tipologie di iscrizioni. Sembra banale, ma ricordare la decina buona di casi possibili non e’ banale. Ad ogni modo la mia tabella viene rifiutata, un ulteriore cambiamento non e’ tollerabile, quindi me la rimetto in tasca e faccio del mio meglio per imparare e collaborare.
Pian piano ci assestiamo nelle mansioni. Siamo tanti ma c’e’ da fare per tutti, chi riceve le iscrizioni online, chi quelle sul posto, chi vende i gadget che sono stati preparati per il raduno. Per fare la mia parte mi dedico a compilare le ricevute di pagamento per chie acquista magliette, scaldacollo o il kit speleobar con bicchiere e posate. Alla fine ne compilo oltre un centinaio e termino il turno con i crampi alle mani ma molta soddisfazione.
Recupero Betta che e’ venuta con Luna a prendermi. Tra un giro e l’altro si fa sera, passiamo allo speleobar, e’ fuori dal centro, il tendone e’ stato montato nel campo di calcio. Gli stand non sono ancora completamente attivi ma non importa, per noi e’ quasi ora di andare a riposare, anzi, e’ proprio l’ora di andare a dormire. Ci ritiriamo, domani per me sara’ un altro giorno di impegno reale in questo raduno.
2/11/2023 – Secondo giorno di Raduno – La mattina in segreteria.
Mi sveglio prestissimo, come mi capita spesso da qualche tempo. Alle 6 sono in giro con Luna per una bella passeggiata.
Passiamo alla macchina per recuperare gli ombrelli, sembra che nei prossimi giorni ci sara’ pioggia.
Verso le 7 andiamo a prendere Betta per fare colazione assieme al bar. Incontriamo tante facce note e mi perdo in saluti. Alle 7.30 pero’ sono pronto per iniziare la mia avventura in segreteria. Vado.
Stando in segreteria posso incontrare e salutare tanti amici, peccato non possa dedicare loro piu’ di qualche secondo, il da fare e’ tanto. Mi scordo proprio della fedele fotocamera che mi pesa al collo. Me la ricordo solo quando passa Fedele per l’iscrizione. Oggi ho lasciato la compilazione delle ricevute e mi dedico maggiormente alla iscrizioni, ieri ho guardato come facevano gli altri e mi sembra di aver memorizzato a sufficienza le varie procedure.
Terminato il mio turno sono spossato. Vado a prendere Betta a casa per andare assieme a pranzo a “Le Fonti”, la mensa per noi dell’organizzazione. E’ un poco presto quindi passiamo agli stand materiali per un giro veloce. Faccio acquisti, una sacchetta d’armo, che andra’ a sostituire quella rubatami tempo fa, e qualche metro di corda per rifare la longe. Dopo il pranzo torniamo a casa…in nemmeno 3 minuti sono gia’ li’ che russo. Ci sarebbero tante belle cose da seguire, presentazioni, video e altro ma non ce la faccio proprio.
Il pomeriggio quando mi riprendo, vado a fare una passeggiata con Luna, passo allo stand SSI dove con una delle mie solite figure faccio conoscenza con Sergio, l’attuale presidente SSI. Dopo ne approfitto per una ricognizione al Borgo Didattico per vedere com’e’ fatto e se e’ tutto a posto. Domani avro’ delle riunioni importanti proprio la’ e devo accertarmi che non ci siano intoppi. Tutto bene, ma non benissimo, nell’anticamera della sala riunioni c’e’ una decina di persone accampate con materassini e sacchi a pelo. La sala e’ stata utilizzata come asciugatoio per le attrezzature da grotta da chi ha partecipato alle escursioni. Inoltre il percorso per arrivare alla sala e’ abbastanza articolato, devo fare qualcosa. Torno quindi alla segreteria, mi munisco di nastro adesivo, carta e pennarello poi torno al Borgo Didattico dove sistemo dei cartelli che guideranno i partecipanti alle riunioni fino alla sala preposta. In un’ora me la sbrigo egregiamente poi torno soddisfatto in segreteria a riportare il pennarello.
La sera faccio un rapido giro allo speleobar, il tempo di salutare qualche amico ma in una mezz’ora sono di nuovo in camera per riprendere il sonno. Domani sara’ una giornata impegnativa.
03/11/2023 – Terzo giorno – la guardia allo speleobar e le riunioni
La mattina alle 4 sono in piedi, ho il turno di guardia allo speleobar dalle 5 alle 7 e voglio presentarmi per tempo. Quando arrivo allo speleobar con Luna sono le 4 e mezza e trovo ancora tutto acceso. In pratica ci sono ancora 5 o 6 persone che hanno prolungato i festeggiamenti fino ad ora. Saluto Jurgen, che ha fatto il turno precedente, e mi faccio allineare su quanto c’e’ da fare. Lui con pazienza mi spiega come spegnere le luci e le altre cose da fare.
Una volta iniziato il mio turno invito chi non deve fare la guardia a lasciare il tendone perche’ a momenti spegnero’ le luci. Per fortuna quasi tutti, piu’ o meno barcollanti, escono senza protestare.
Spengo le luci. Anche Jurgen mi saluta e va a dormire il sonno del giusto. Rimane con me solo un ragazzo di Trieste che e’ letteralmente non in grado di tirarsi in piedi. Speriamo rimanga tranquillo come ora. Provo a parlarci ma sinceramente sembra non capire quello che dico e altrettanto faccio io. Per una mezz’ora rimaniamo soli, lui, io e Luna. Scrivo un messaggio sulla chat del raduno per chiedere a Barbara, la ragazza che deve fare la guardia con me, che fine abbia fatto. Solo dopo mi accorgo che Barbara ha fatto cambio turno con Felice e lui avverte che sta arrivando. Me ne rallegro, stare in compagnia di uno che borbotta frasi sconnesse non e’ il mio ideale di compagnia. Mentre aspetto il mio involontario amico si rianima, si alza in piedi e sembra voler fare conversazione. Mi sembra di capire debba andare in bagno. Spero vivamente non la faccia contro qualche stand quindi lo prendo sottobraccio e cerco di portarlo fuori perche’ faccia i suoi bisogni. Per convincerlo a seguirmi lo blandisco, lui e’ di Trieste, della Boegan a come vedo dallo stemma sul suo giacchetto. Gli racconto che conosco un ragazzo che e’ nel suo gruppo, e’ il figlio di Rele un mio amico di vecchia data. Non comprendo assolutamente la sua risposta pero’ sembra accondiscendere ad avviarsi verso l’uscita.
Nulla da fare. Arrivati vicino al palco si blocca e non vuole proseguire. Lo lascio la’ sperando bene,
Arriva Felice, lo aggiorno sulla situazione e del nostro ospite. Lui intanto sembra essersi ripreso quel tanto che basta per raggiungerci. Con l’aiuto di Felice riusciamo finalmente a portarlo fuori dove puo’ liberarsi, una quantita’ degna di un elefante, vi assicuro! Quando rientriamo provo a convincerlo a sdraiarsi a dormire sul palco dei concerti ma quando si ribella con un accenno di minaccia nella voce lascio perdere. Alla fine si sistema a borbottare al tavolo dove siamo noi. Per convincerlo a riposare un poco gli sistemo due panche affiancate, gli organizzo un cuscino e poi mi stendo sul tavolo accanto nella speranza mi imiti. Anche Felice fa lo stesso.
Sembra funzionare, il nostro ospite si sdraia e sembra stare tranquillo qualche minuto. Purtroppo dura poco e quando cerca di rialzarsi riesce a capovolgere entrambe le panche dando una bella botta per terra.
Lo lasciamo a terra dolorante perche’ non vuole assolutamente essere aiutato a rialzarsi. Noi dobbiamo andare a fare un giro di controllo perche’ nel frattempo ha iniziato a piovere con violente ventate che a tratti sollevano il telo del tetto del tendone. Temiamo danni a qualche stand. In effetti qualche stand ha i teli che formano il tetto colmi d’acqua e rischiano di rompersi. In uno stand la situazione potrebbe diventare critica, rimedio pertiche di fortuna, una pala e un piccone, e li sistemo meglio che posso per evitare ristagni d’acqua. Proseguiamo il giro controllando tutti gli stand ma non sembrano esserci altre criticita’. Al massimo un simpatico stillicidio sul quadro elettrico!
Nel frattempo il nostro ospite si e’ alzato e si e’ trovato un posticino di suo gusto dentro lo spazio di uno stand. Nel sistemarsi comodo si tira dietro una panca con dentro alcune scatole ma ora sembra dormire tranquillo seduto per terra e chiuso a libro su se stesso, la fronte “comodamente” appoggiata sulle ginocchia incrociate. Lo lasciamo la’ senza disturbarlo.
Arriva il giorno. Il tendone resiste ad un’ora di tempesta tremenda, anche gli stand sembrano a posto, il nostro ospite dorme tranquillo. Abbiamo avvertito i suoi amici e ci hanno risposto di lasciarlo dov’e’ a smaltire la sbornia.
Alle 7 facciamo ancora un breve giro di controllo e poi, verso le 7 e mezza lasciamo lo speleobar. Inizia una nuova giornata.
Il tempo di salire in macchina con Felice e sono al bar per la colazione poi passo in camera a prendere Betta. A breve avro’ la riunione della Commissione Catasto SSI per le cavita’ naturali, devo esserci, sono tra gli organizzatori insieme agli impareggiabili Marina e Marco.
Mi ero scordato un piccolo particolare, la password per accedere alla wifi della sala. Molti curatori di catasti regionali si collegheranno da remoto e l’accesso a internet e’ indispensabile. Per fortuna risolvo presto e bene con un messaggio in chat.
La riunione si popola sia in loco che da remoto. Arriva anche Alessandro, l’attuale coordinatore della Commissione. La riunione puo’ avere inizio. Marco riassume l’ordine del giorno e Marina si occupa di prendere appunti…io cerco di rimanere sveglio nonostante la stanchezza.
All’ordine del giorno c’e’ anche la conferma dell’avvicendamento come responsabile della commissione tra Alessandro e me. Nonostante io tenti di convincere i convenuti ad avanzare candidature migliori della mia, alla fine viene approvata la mia. Sara’ poi il CD della SSI a ratificare la nomina.
La riunione prosegue nei tempi e ogni tanto si accenna ad argomenti previsti nelle presentazioni della seconda parte. Alessandro ci illustra alcune novita’ che ha implementato nella sua “creatura”, il Wish 2.0, ovvero il catasto online delle grotte di tutta Italia. La cosa e’ interessante e riguarda l’utilizzo della IA per interrogare la base dati del catasto con linguaggio naturale. In pratica ora puoi chiedere a Wish cose come: “Quali sono le 10 grotte piu’ profonde d’Italia?” e lui ti risponde. E’ una funzione da affinare, ma apre grandi possibilita’ di interazione facilitata con il catasto.
I curatori dei catasti regionali ascoltano con interesse.
La prima parte della riunione termina verso le 11. La sala si popola di persone curiose di assistere alle presentazioni previste. Alessandro ci presenta brevemente il “naso” elettronico con cui fare rilevazioni con cui confermare il collegamento tra grotte diverse. Di seguito arriva Leonardo e ci parla di un caso di rilievo complesso, quello del Corchia, grotta immensa e conosciutissima sulle Alpi Apuane.
In coda ci sarebbe un incontro tenuto da Marco e denominato “DistoX jam” dove chi ha problemi col DistoX e/o Topodroid puo’ esporlo per tentare di risolverlo. Pero’ verso la mezza Betta mi ricorda che noi abbiamo un altro impegno. Prendo quindi congedo da tutti senza disturbare troppo e ci avviamo.
Con calma scendiamo giu’ prima verso lo SpeleoBar e poi ancora piu’ giu’ verso l’area camper, siamo ospiti per pranzo da Nerone. Lungo la strada incontro Sgrunge e Federico che mi invitano nel loro camper per quattro chiacchiere e un assaggino di mirto fatto in casa che mi stende definitivamente. La telefonata preoccupata di Betta che non mi vede arrivare mi richiama all’ordine. Lascio con rammarico i miei amici e vado dagli altri.
Anche qua di amici ce ne sono a iosa, dopo i saluti faccio un giro di foto ma tanto e’ il sonno che a parecchi taglio la testa.
Com’e’ naturale che sia c’e’ anche Gabriele, impegnato nel discutere di chissa’ cosa con Mario.
Nerone e Tarcisio. E non c’e’ bisogno di dire altro.
Il messaggio augurale di Nerone al raduno. Anche questo non manca mai nei raduni a cui partecipa.
Mi affaccio anche all’interno del camper attualmente adibito a cucina dove Virginia, la padrona di casa, guida Emi e Giuseppe nel confezionamento degli strozzapreti fatti in casa che tra poco mangeremo.
Il momento magico, il condimento della pasta. Tra poco potremo gustarla.
Gabriele e’ ancora impegnato. Succede sempre cosi’, durante i raduni riusciamo ad incontrarci solo per brevi momenti, ognuno preso dai propri impegni.
La pasta e’ pronta, si mangia! E’ ottima, ve lo assicuro, non ho fatto foto, ero troppo impegnato a gustarla. Complimenti a Virginia, Emi e Giuseppe. Grazie a tutti per la bella compagnia.
Dopo il lauto pasto sono decisamente sfinito. Arranco fino a casa e mi metto a riposare. In pochi minuti gia’ russo. Alle 17 mi sveglio e ci prepariamo per un altro incontro importantissimo, il “Brindisi per Gianni” che si terra’ sempre nella sala riunioni del Borgo Didattico.
La gente, gli amici di Gianni convenuti per il brindisi sono tanti e la sala si riempie oltre ogni limite. Addirittura alcuni rimarranno fuori.
Io, incurante della calca vado in giro ad importunare con la fotocamera.
Democraticamente cerco di riprendere un po’ tutti.
Un angolo importante, c’e’ Maria, la moglie di Gianni, venuta al raduno apposta per questo incontro.
Antonella e Stefano, due amici che non vedo da tempo e che incontro sempre molto volentieri.
Maria e Tarcisio, meritano anche loro una foto. Maria sembra gia’ commossa…probabilmente lo sono anche io ma evito di farmi foto.
La sala continua a riempirsi.
Virginia e Nerone.
Ci siamo. Quando ci siamo sistemati iniziamo. Per prima cosa verra’ presentata una serie di foto con Gianni come protagonista.
Ci si sistema come si puo’ la sala si rivela stretta per i tanti amici di Gianni.
Max prende la parola per spiegare il video che vedremo a breve e tratteggiare l’indimenticabile figura di Gianni. Inutile dire che ho gli occhi velati dalle lacrime.
Dopo il video con le foto alcuni trovano il coraggio di dire alcune parole in ricordo del nostro amico. Nerone da saggio qual’e’ traccia un suo ricordo di raccontando un aneddoto che ci fa sorridere e ci riporta ancora di piu’ alla memoria il nostro Gianni.
Gli Astici, anche loro una bella presenza che merita una foto.
Terminate le parole si passa al commosso brindisi e quindi ci si saluta tutti. Una cosa semplice ma molto sentita, spero sia piaciuta anche a Gianni.
4/11/2023 – Quarto giorno – Ancora segreteria.
La mattina vado con Luna a fare passeggiata e quindi colazione. A Betta la colazione la portiamo in camera, se l’e’ meritata. Verso le 8 la segreteria apre e iniziamo la giornata.
Mirko e’ gia’ al suo posto per dirigere l’organizzazione delle escursioni. Alla fine, da quanto ci dice sono state organizzate escursioni tra grotta e altro per ben 400 persone in 4 giorni, una enormita’. Complimenti.
Prendo posto dietro il bancone, avvio il POS, faccio qualche ricevuta ma in breve noto che oggi il lavoro non e’ molto pressante. Dalla chat arrivano invece richieste per andare a fare guardie agli ingressi delle sale. Mi informo che non sia un problema se vado, pare di no.
Sembra serva una persona allo stand materiali ma quando arrivo hanno gia’ risolto. C’e’ anche Luca, mi propone di spostarmi alla sala Consiliare. Mi faccio spiegare dov’e’ e ci vado. Tra l’altro sono fortunato perche’ ci sono un paio di interventi che mi interessano molto. Il primo iniziera’ a breve e riguarda la localizzazione di nuovi ingressi con tecnologie radio. Roba da “radiologi”, devo informarne il mio amico Fabrizio, penso subito.
Di fronte all’ingresso della sala Consiliare c’e’ un bar che credo sia stato allestito appositamente per il raduno. Mi affaccio a curiosare.
Sopra ci devono essere degli alloggi, ne vedo scendere Maria e Maria che saluto con piacere.
Passano anche Sgrunge e Federico, tento una foto ma Sgrunge e’ inafferrabile.
Inizia la presentazione “radiologica” mi sistemo vicino l’ingresso e controllo i braccialetti mentre ascolto. Molto interessante.
Nella seconda presentazione si parla di tracciamenti aerei. In particolare sento nuovamente parlare del “naso” da Alessandro, un intervento di Roberto e alcune parole piu’ tecniche da un altro relatore di cui non ricordo il nome.
Roberto mi chiama in aiuto perche’ non funziona il microfono, faccio la mia porca figura risolvendo il problema…bastava accendere la cassa.
Provo nuovamente a rubare una foto a Sgrunge ma lei ha le antenne e si accorge in tempo di quel che tramo e si nasconde dietro la folla ignara.
Verso ora di pranzo Betta mi raggiunge e insieme andiamo a “le fonti”. Ne approfitto per fare foto a qualche mio compare d’avventura. Lei e’ la celeberrima quanto simpatica Maria “longes” con la sua mascotte.
La tavolata si riempie.
Siamo al quarto giorno, ora l’atmosfera e’ piu’ rilassata.
Foto di gruppo al nostro tavolo.
Arrivano i piatti, si mangia!
Dopo pranzo saliamo in camera per un riposino, ma oggi per la prima volta mi sento abbastanza in forze da poterci rinunciare. Prendo con me Luna e andiamo agli stand materiali. Voglio provare le nuove tute indistruttibili di Steinberg. Dopo aver esaudito questo desiderio incontro Alessia e insieme andiamo a scegliere il suo nuovo zaino. Giriamo poi in lungo e in largo tra gli stand gremiti di persone, fino a quando mi accorgo che Luna inizia ad essere stanca. Prendo commiato degli amici e mi ritiro in camera.
Siamo arrivati oramai a sera, non posso rinunciare ad una visita allo speleobar. Raccolgo gli ultimi rimasugli di energie e vado. Luna riposa, si e’ addormentata quasi subito appena tornati in camera. La lascio.
Allo SpeleoBar c’e’ una allegra ressa di persone, degna di un sabato di raduno. Tutti i tavoli sono pieni zeppi. Per fortuna dai miei amici di Sacile trovo ospitalita’ e un buon piatto di frico. Alcuni di loro sono travestiti per l’occasione in maniera veramente magistrale. Merita veramente una foto.
Ancora una foto “sacilese” prima di ritirarmi al tavolo per gustare il frico arricchito con un assaggio di gulash, dono dei miei amici. Trovo posto a tavola vicino a Luca e a due suoi amici siciliani, di Sciacca, per la precisione. Rimango un poco con loro a chiacchierare fino a che Luca deve scappare per seguire l’organizzazione del tradizionale “Gran Pampel”. Finito il frico saluto tutti e prendo la strada di casa, o almeno ci provo.
Faccio sosta ad un altro stand e mi faccio tentare da dei “cosini” fritti che credo si chiamino “crescentine”. Me ne danno un bustone enorme e mi allontano sgranocchiandole. Sono veramente troppe, fortuna strada facendo incontro alcuni amici del GSCaiRoma e mi fermo a chiacchierare con loro riuscendo nel contempo a sbolognare le crescentine offrendole in giro. Nel gruppetto trovo anche Alessia e volentieri mi fermo a parlare con lei ma dopo qualche secondo si alza e scompare per non so quale impegno. A mia volta prendo commiato dall’allegro gruppo e proseguo verso l’uscita. Non e’ semplice uscire, mi viene incontro un amico di Fof, altro amico mancato troppo presto. Incontro Sgrunge e Federico e mi fermo a parlare con loro, ne approfitto per salutarli. Sosto davanti ad alcuni stand, sia per salutare persone che conosco sia per curiosare. In uno di questi vedo un barattolo pieno di orsetti gommosi e chiedo cosa sia. Sono “orsetti spiritosi”, in pratica annegati nell’alcol. Non mi ispirano molto ma insistono per farmeli assaggiare…non sono malvagi, ma personalmente non sprecherei della grappa per un miscuglio simile.
Finalmente riesco a guadagnare l’uscita, fuori piove a dirotto. Girato l’angolo vedo un assembramento di persone e le familiari figure “cornute” che stanno preparando il “Gran Pampel” ignorando completamente la pioggia. Mentre salgo sbuffando le tremende scale che mi portano verso il paese e la nostra camera sento intonare timidamente l’usuale coro: “Odino, Odino, non star a mandar giu’ pioggia, manda vino”. Auguro loro che Odino, o chi per lui li ascolti mentre con un ultimo sbuffo affronto l’ultima rampa.
Il viale principale del paese e’ spettralmente deserto. Solo una persona mi viene incontro coprendosi dalla pioggia con la giacca. E’ Luca, mi fermo per salutarlo e ringraziarlo per quanto ha fatto per rendere possibile questo raduno. Se io posso dire di aver faticato, credo di aver fatto nemmeno un centesimo di quanto hanno fatto lui e altri pochi che sono stati il cuore dell’organizzazione. Non posso immaginare la loro di fatica. Spero solo che l’orgoglio per essere riusciti a realizzare qualcosa di memorabile sia sufficiente ricompensa.
Dopo averlo salutato arrivo finalmente in camera dove il letto mi accoglie.
5/11/2023 – Giorno di chiusura e ritorno a casa.
Di primo mattino con Betta disfiamo il letto e rimettiamo tutto negli zaini e nelle buste. Andiamo quindi a fare colazione dove approfitto per salutare chi incontro. Vado poi a recuperare l’auto e passo sotto casa a caricare tutto poi partiamo.
Strada facendo mi fermo a Villa Scirca per salutare Gabriele e Giuseppe poi riprendiamo la strada.
Mi sento un poco in colpa per non essere rimasto a dare una mano nello sgombero e chiusura del raduno ma credo che fisicamente non ce l’avrei proprio fatta a reggere una ulteriore fatica. Mentre guido continuo a ricevere messaggi che mi fanno immaginare l’immane lavoro che stanno facendo tutti. Posso solo mandare loro questo pensiero di affetto e riconoscenza per le belle giornate passate assieme. Alla prossima.
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