Una nuova puntata di questa esplorazione. La grotta si concede, ma senza fretta, ha dei millenni a disposizione, lei!
Stavolta il mio racconto della giornata e’ arricchito e reso migliore dalla relazione di Angelo. La troverete piu’ in la’ nel racconto, nel punto dove si parla della risalita fatta da Linda e Angelo.
La mattina, come sempre arrivo troppo presto. Inganno l’attesa andando a cercare funghi.



Alle 9 circa arriva Nerone a proseguire il suo lavoro al nuovo recinto per la grotta. Gia’ e’ un piccolo capolavoro ma vuole curare alcuni dettagli.

Eccolo mentre lo costringo a posare assieme alla sua creazione. Manca solo il portone, ma per quando usciremo dalla grotta ci sara’.

Col bel sole di questa giornata arrivano anche gli altri. Ci sono Linda, Angelo e Giuliano che verranno con me, il resto di questo simpatico gruppetto si stanno preparando per una visita alla Cretarossa, comunque hanno scelto una bella grotta per il loro giro.





Quando i miei compari odierni sono pronti ci avviamo alla grotta per dare inizio alla nostra avventura.

Nerone e’ ancora preso coi lavori al recinto. Ne approfitto per presentargli Linda e Angelo che oggi faranno esperienza con la risalita. Gli presento anche Giuliano, che anche io ho conosciuto poco fa. Oggi Giuliano mi fara’ compagnia nel tentativo di allargare il passaggio sul pozzo nuovo.

Scendo per primo e mi fermo alla partenza del P10 ad attendere chi mi segue. Arriva Linda, le spiego come sistemarsi per parare terra e sassolini che verranno da sopra cosi’ che non mi arrivi tutto addosso mentre scendo il pozzo.

Scendiamo grossomodo in fila indiana ad un frazionamento di distanza fino alla partenza del P50. Non faccio molte foto, oramai ne ho fatte anche troppe durante il passaggio di questi pozzi. Qua siamo al frazionamento intermedio del P25, mi ricordo di fare una foto perche’ mi fermo per mostrare a Linda un punto da vedere in un prossimo futuro.

Ecco che arriva Linda illuminata d’immenso.

Ecco il punto da vedere meglio. Per ora non lo tocchiamo perche’ per scavarlo sara’ prudente togliere la corda dal pozzo per evitare di lesionarla.

Arriviamo alla partenza del P50. Linda ed io attendiamo che anche Angelo ci raggiunga. Prima di partire mi raccomando con lui di avvertire Giuliano, alla sua prima visita in questa grotta, di fare molta attenzione al delicato passaggio per arrivare dalla base del P25 alla partenza del P50. C’e’ il pericolo di far cadere sassi di sotto e se dovesse succedere mentre qualcuno sta scendendo il P50 le conseguenze potrebbero essere spiacevoli. Dopo essermi assicurato che faranno la dovuta attenzione scendo il pozzo in compagnia di Linda. Io sono sulla corda che arriva fino alla base del pozzo quindi Linda dopo l’ultimo frazionamento deve fermarsi e attendere che io arrivi. Tocco terra e urlo la libera. La foto alle concrezioni di fango oramai sono di rito e lo sbrigo subito con molta soddisfazione.

Arriva anche Linda e dopo aver dato la libera ai nostri amici andiamo a passare il cunicolo della diramazione laterale, quella da cui parte la risalita. Mentre aspettiamo che Angelo e Giuliano ci raggiungano, approfitto dei minuti a disposizione per cambiare la maglia e metterne una piu’ pesante. Il freddo di questa grotta e lo stillicidio che tende ad inzupparci rendono necessario un rinforzino di copertura.
Angelo arriva e proviamo a fare una foto mentre passa il cunicolo.

Una volta riuniti riprendo a salire dando appuntamento a tutti al terrazzino intermedio dove faremo “campo base”. Appena arrivo salgo in cima alla risalita per sistemare la corda che useranno Linda e Angelo. Provo a fare una foto verso l’alto ma ben poco si vede.

Corda sistemata, avverto i miei amici che possono salire.

Ecco che arriva Linda, subito seguita da Angelo, portano con loro tutto il materiale necessario alla risalita. Dopo le ultime raccomandazioni e un incitamento ad arrivare almeno fino a dove la risalita sembra restringere, li lascio a divertirsi come meglio credono.

A questo punto interrompo il mio racconto per ospitare il graditissimo contributo di Angelo che ci descrive della risalita fatta con Linda. Vai Angelo!
La risalita di Angelo e Linda
Sabato 14 siamo tornati a piccola Creta per portare avanti i lavori in corso. La scorsa volta è stata Linda a raccontare la nostra prima giornata di esplorazione con Bibbo, stavolta tocca a me.
Dopo il primo tratto risalito la scorsa volta, una visita successiva di Bibbo e Luca ha permesso di salire ancora un po’ più su e trovare anche un piccolo pozzo, lungo una ventina di metri circa.
Gli obiettivi di questa giornata erano quindi portare avanti la risalita e cercare di allargare l’ultimo tratto di quel nuovo pozzo.
Ci siamo organizzati in due squadre, io e Linda armati di trapano, fix, piastrine, scalette e tutto l’occorrente per la risalita per esplorare la grotta verso l’alto, mentre Bibbo, con l’aiuto di Giuliano, sono andati a lavorare per allargare il passaggio verso il basso.
Quando siamo arrivati all’ingresso della grotta abbiamo trovato Nerone che nei giorni scorsi aveva costruito un recinto intorno alla grotta, con sassi, rami e rete metallica, per evitare che qualcosa (o qualcuno) ci caschi dentro involontariamente.
Dopo esserci complimentati per il gran lavoro fatto abbiamo iniziato la nostra discesa e in poco tempo abbiamo raggiunto il punto in cui avremmo iniziato a lavorare. Ci siamo quindi divisi e io e Linda abbiamo continuato a salire. Ci siamo fermati su una piccola cengia dove Bibbo si era fermato l’ultima volta.
Abbiamo sistemato con calma tutti i materiali necessari per la risalita, verificato che avessimo tutto il necessario e una volta pronti abbiamo iniziato. Io salivo mentre Linda, saggiamente avvolta dal suo piumino, faceva sicura da sotto. Non avevamo mai fatto una risalita io e Linda da soli, quindi abbiamo voluto fare tutto con molta calma e attenzione. Ho risalito più o meno 7 metri fino a raggiungere un’altra piccola cengia da dove era possibile vedere meglio la sommità del fuso che stavamo scalando, ma purtroppo non ho visto nessuna prosecuzione evidente se non qualche piccolo buco che potrebbe nascondere tutto come niente.

Dal punto dove mi ero fermato ho visto che era possibile attrezzare un comodo traverso per spostarsi sul fuso parallelo a quello che stavo risalendo così da vedere se invece da quella parte c’era qualcosa di più promettente.
Ho chiesto a Linda se volesse continuare lei così, dopo una sua risposta affermativa, ho attrezzato una calata con la corda che aveva lasciato Bibbo e sono sceso recuperando il materiale usato per la risalita.

Quindi è salita Linda per concludere il lavoro. Nel frattempo, dal basso, arrivavano forti i rumori di Bibbo e Giuliano che cercavano di allargare la base del pozzo, anche loro stavano lavorando senza sosta.
Mentre Linda stava attrezzando il traverso li abbiamo visti tornare su, erano soddisfatti del lavoro svolto e infreddoliti dall’aria che tirava laggiù, e avevano quindi deciso di iniziare ad avviarsi verso l’uscita. Intanto Linda si era affacciata dall’altra parte, scorgendo un piccolo passaggio sotto una lastra di roccia, dice di voler tornare per finire la risalita e scoprire se porta da qualche parte.
A questo punto, anche noi soddisfatti di quello che avevamo fatto, abbiamo iniziato a scendere, abbiamo risistemato tutta l’attrezzatura e ci siamo diretti verso l’uscita.
Una volta usciti e cambiati ci siamo diretti a Livata per reintegrare un po’ di sali con una birra fresca.
Anche stavolta siamo tornati a casa stanchi, sporchi e contenti di aver spostato le corde fisse un po’ più in là.
Qua termina la relazione di Angelo. Lo ringrazio per il suo contributo senza il quale nulla avremmo saputo delle novita’ sulla risalita.
Ma riprendiamo col mio racconto. Siamo al momento in cui Linda e Angelo mi hanno raggiunto per iniziare la risalita. Li saluto e scendo a raggiungere Giuliano, che trovo pronto ad iniziare il nostro lavoro. Per prima cosa proviamo ad allargare il passaggio iniziale. Qualcosa facciamo, ma per renderlo “neronabile” probabilmente ci sara’ da lavorare ancora. Per ora ce lo facciamo bastare cosi’, vedremo la prossima volta.
Scendiamo il pozzo. Con tutto il materiale non e’ impresa da poco, ma con pazienza e qualche imprecazione sia Giuliano che io riusciamo a passare. In verita’ devo dire che Giuliano non si lascia mai andare, fa quel che deve senza mai lamentarsi e sbuffare come invece faccio io, un compare molto efficiente!
Quando siamo giu’ presento la strettoia da allargare a Giuliano poi procediamo a sistemare il telo di protezione. Avevo portato del cordino per fissare il telo alla roccia ma poco sopra la strettoia e’ altrettanto stretto quindi decido che bastera’ tenerlo appoggiato la’ perche’ faccia il suo lavoro.
Passiamo poi a mettere un paio di fix per assicurarci un posto comodo dove stare. Terminiamo i lavori preliminari recuperando la corda.
Il lavoro per allargare la strettoia procede bene ma vicino la strettoia soffia un’aria gelida. Dopo un paio d’ore, anche scarse, sento che il freddo sta diventando insopportabile. Tremando come una foglia annuncio a un imperturbabile Giuliano che e’ ora di tornare alla campo base.
Pochi minuti e siamo fuori, avvertiamo i nostri amici “risalitori” che abbiamo intenzione di iniziare ad uscire, loro concordano e iniziano a prepararsi per seguirci appena terminato un traverso. Il tempo di rifocillarci un poco e partiamo.

Visto che e’ la prima volta che vado in grotta con Giuliano mi sembra brutto non fargli qualche foto. Saliamo senza fretta e senza foto il P50 ma poi lo attendo sopra il P25 per le foto.

Anche al P10 lo riprendo mentre esce, ma con piu’ particolari. Lo costringo anche a spegnere la luce per una foto non “splendida”.




Non gli risparmio neanche l’uscita.

Ed ecco ancora una foto vicino al recinto, stanco ma felice…forse stanco no, ma felice per questa uscita lo spero.

Prima di andarci a cambiare gli chiedo se mentre saliva avesse sentito i nostri amici. Mi conferma che li sentiva tallonarci da presso. Tutto a posto quindi, bene. Vado alla macchina e mi cambio con tutta calma.
Passa una mezz’ora buona quando finalmente vedo spuntare Angelo. Il loro ritardo iniziava a preoccuparmi.

Raggiungo l’ingresso per documentare la loro uscita. Ecco Angelo.



Subito seguito da Linda.



Provo a riprendere Linda mentre disarma il pozzetto d’ingresso, ma la fotocamera ha deciso di essere stanca e non ne viene fuori granche’.

Dopo la vestizione e la ricomposizione degli zaini con i materiali andiamo a Livata a dissetarci parlando della giornata appena trascorsa. Ci aggiorniamo reciprocamente sulla nostra sessione di allargamento e sulla loro risalita. Ci raccontano anche del motivo del loro ritardo in uscita. E’ stato causato da una disavventura capitata a Linda durante la salita del P50. La sua corda, quella rossa, era rimasta incastrata su uno spuntone di roccia, quasi in cima, vicino al frazionamento. Quando i nostri amici se ne sono accorti hanno passato dei minuti intensi. Linda ha fatto un cambio corda acrobatico per terminare il pozzo. Rimane da verificare se la corda rossa sia lesionata, verifica che faremo la prossima volta valutando poi se modificare i frazionamenti per evitare inconvenienti simili in futuro.

Ci rallegriamo per lo scampato pericolo sorseggiando una birra accompagnandola con delle patatine, purtroppo il giorno per la birra gratis sara’ domani, quindi alla fine ci tocca anche pagarla!

Ancora una bella giornata passata in buona compagnia a fare cose interessanti. Alla prossima.