Piccola Creta – 31/08/2024

Con Luca a continuare l’esplorazione.

La mattina alle 8.30 sono alla grotta, Luca e’ arrivato ieri e ha dormito qua quindi lo trovo intento a fare colazione.

Inizio a prepararmi senza fretta, tanto Luca deve ancora smontare la tenda e sistemare le sue cose.

Una cavalla e un puledro arrivano a fare colazione vicino a noi, spero non decidano di venire ad assaggiare la mia tuta.

Alle 9.30 siamo pronti a entrare per proseguire questa avventura.

Faccio qualche foto durante la discesa che poi mentre lavoreremo sono sicuro mi scordero’ della fotocamera. Qua siamo alla partenza del P10.

In breve arriviamo alla partenza del P25 e lo scendiamo facendo sosta al primo frazionamento.

Luca scende fino alla partenza del P50, gli urlo di dare uno sguardo alla sua sinistra, dove la volta scorsa ho visto un ambiente. Anche lui concorda che dopo lo stretto ingresso sembra allargare.

Al P50 Luca prende la corda rossa e io quella bianca. Vado avanti io poiche’ nell’ultimo tratto del pozzo la corda diventa unica ed e’ quella con cui scendo io. Mentre aspetto l’arrivo di Luca alla base del P50 faccio una foto di saluto alla stalattiti di fango.

Svelti passiamo il cunicolo e iniziamo a risalire. Mi fermo al primo tratto per una foto al buco di bypass che un giorno o l’altro allargheremo.

Eccoci arrivati al punto dove abbiamo fatto campo.

Tanto per cambiare mi faccio fare una foto anche io. Indico il punto dove scaveremo oggi per vedere se c’e’ il pozzo che immaginiamo.

Ancora una foto, esageriamo! Qua il buco si vede meglio.

Qualche attrezzo sparso mentre ci organizziamo. Luca rimarra’ qua a scavare il buco, io saliro’ a proseguire la risalita.

Dopo esserci assegnati i compiti per la giornata ci attrezziamo alla bisogna e partiamo, ognuno ad attendere alla propria occupazione. Personalmente salgo in risalita finche’ sento che le forze stanno scemando. Va tutto bene ma devo lamentare la grave perdita del mio caro moschettone di rinvio. Recuperando il discensore dalla bandoliera ingombra di tutto il materiale, non chiedetemi come, il moschettone del rinvio si apre e casca di sotto. Non lo ritrovero’ piu’.

Quando decido di fermarmi sono almeno a 20 metri dalla nostra base. Faccio una bella fionda che mi permette di scendere giu’ senza altri frazionamenti. La prossima volta ci sara’ da recuperare la corda e sistemare ancora l’armo ma diciamo che per ora va benone. Stimo che per arrivare alla fine visibile della risalita mancano ancora almeno 20 metri, poi si vedra’.

Una volta sistemato tutto e dichiarata conclusa la sessione di risalita scendo a vedere cosa ha combinato Luca. Ha combinato bene! Il buco infimo di partenza ora e’ quasi praticabile. Lo aiuto a sistemare la corda per tentare la discesa. Il primo tentativo ci permette di capire dove c’e’ ancora da allargare.

Al secondo tentativo va meglio ma possiamo ancora migliorare.

Al terzo tentativo il passaggio inizia ad essere praticabile.

Luca sistema un deviatore per non far toccare la corda durante la discesa del pozzo che vede sotto di lui.

Luca mi informa che una volta tanto il passaggio sembra adatto anche alla mia stazza non proprio filiforme. Quando, dopo un tempo interminabile mi arriva la libera, mi infilo a tentare la discesa.

La partenza non e’ proprio comodissima, ma strizzandomi un poco passo e sono sulla verticale dove allarga, nulla di eclatante, ma vivibile. Inizio la discesa anche io. Sono in un pozzo verticale di circa 20 metri, largo 3 metri x 60 centimetri. Si riesce a scendere tranquillamente, l’armo fatto praticamente alla cieca va benone. Mi gusto la discesa andando a raggiungere Luca nella stretta base del pozzo.

Sotto di noi l’ennesimo stretto che dietro nasconde qualcosa di interessante ma per ora irraggiungibile. Servira’ altro lavoro. Faccio una foto anche se come al solito non rende per nulla l’idea.

Faccio anche una foto al pozzo che abbiamo appena sceso.

Anzi, facciamo 2.

Tentativo di selfie per far vedere lo stretto pertugio dove siamo assiepati Luca ed io.

Visto che siamo stanchi e molto poco potremmo ancora fare, decidiamo che la giornata puo’ terminare cosi’. Ritorniamo alla nostra base operativa e sistemiamo le robe negli zaini. Abbiamo terminato tutto il materiale “di consumo”. Solo per dire, dei 20 fix che avevamo in dotazione ne abbiamo utilizzati ben 16. Come sempre facciamo uno zaino pesante per Luca, uno piu’ leggero per me e iniziamo il lento ritorno verso l’esterno.

Scendiamo alla base della risalita, passiamo il cunicolo e poi io vado avanti e inizio a salire il P50 dando la libera a Luca dopo il primo frazionamento, quello dove le corde per salire sono due.

Mantenendoci a un frazionamento di distanza saliamo poi il P25, i saltini, il P3 e il P10 fino ad impegnare il saltino iniziale. A mezzo metro dall’esterno l’aria da piacevolmente fresca diventa pesantemente afosa e calda, ma bagnato addosso come sono quasi non mi dispiace.

Scendo all’auto e inizio a togliermi l’attrezzatura da dosso anche perche’ inizio a sentire caldo. Torno all’ingresso in tempo per fare un paio di foto a Luca mentre esce.

Sono le 7 precise quando siamo entrambi fuori. Quasi 10 ore, non male. Ci cambiamo senza fretta e facciamo anche uno spuntino.

Dopo il commento della giornata, lo spuntino e la sistemazione degli zaini nelle sacche nere anti-fango, decido di andare. Lascio a Luca l’onore di riportare a Nerone gli zaini col materiale, poi parto. Ho deciso di scendere passando per Jenne.

Alla fine le due strade quasi si equivalgono, 35 minuti ho impiegato per salire da casa di Nerone alla grotta passando per Livata, 35 minuti impiego per tornare al punto di partenza passando per Jenne. In effetti nell’ultimo tratto la strada dopo Jenne e’ un poco stretta quindi tutto sommato conviene salire passando per Livata. I miei amici lo avevano detto tutti ma io dovevo provare di persona.

Una bella giornata, faticosa, impegnativa ma divertente e proficua. Alla prossima.

Avatar di Sconosciuto

About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.