Bucio a ore otto – 23/03/2024

E’ stata una giornata piena e tutto sommato interessante, abbiamo visitato un paio di grotte che non conoscevo assieme agli amici Claudio e Mauro e concluso con uno scavo alla grotta “Bucio a ore otto (LA1557)”.

La mattina Gabriele passa a prendermi e insieme andiamo al bar Cicchetti, vicino Agosta, dove ci incontriamo con Claudio e Mauro. Dopo un supplemento di colazione riprendiamo le auto e andiamo a visitare la grotta “Rotta Tollano (LA2419)”, recentemente scoperta da Elia.

Lasciate le auto nei pressi di una costruzione dell’Acea prendiamo un sentiero in salita.

Dopo un centinaio di metri ecco l’ingresso a bordo sentiero.

E’ la mia prima visita, quindi spinto dalla curiosita’ entro a vedere. Si passa di lato per evitare il soffitto basso all’ingresso e ci si ritrova in una sala.

La parte dell’ingresso col soffitto basso e’ ingombra di rifiuti, per fortuna c’e’ il soffitto che ha reso piu’ difficoltoso il deposito e quindi limitato un poco questa barbarie.

Una parte del soffitto della sala ha un’apertura.

Ci sono un paio di punti dove si potrebbe tentare di approfondire, ma non ora, sono con i vestiti “buoni” e non mi posso sporcare.

Lo scopo principale della visita era accompagnare Mauro e Claudio a raccogliere dolicopode per il loro studio. Prima di entrare per la loro perlustrazione preparano i contenitori.

Mentre loro entrano a fare quel che devono io vado in giro a perlustrare. E sono fortunato, trovo un buco che potrebbe essere interessante.

Chiamo a raccolta Gabriele che subito mi raggiunge per tentare una scansione con il Lidar. Viene anche Claudio, la sua ricerca in grotta e’ stata infruttuosa, nessuna dolicopode si e’ palesata.

Mentre Gabriele scansione io mi dedico a qualche fiorellino.

Osserviamo i risultati della scansione, ma non ci dicono molto, torneremo.

Terminata la ricognizione torniamo indietro a raggiungere Mauro.

Un saluto alla grotta e alla sua monnezza.

Ecco la costruzione dell’Acea, probabilmente una stazione dove l’acqua viene “depurata” con un po’ di cloro.

Visto che la ricerca alla prima grotta e’ stata infruttuosa torniamo a Subiaco. Porteremo i nostri amici alla “grotta degli animaletti (LA1244)”. E’ una novita’ anche per me, ne sento parlare da parecchio ma non sono mai stato a visitarla.

Per arrivarci si passa proprio dentro Subiaco e si passa sopra al ponte di ferro per oltrepassare l’Aniene dove alcuni canoisti stanno esercitandosi.

Si prosegue per una strada in salita fino ad un ex-cancello dove inizia un sentiero.

Prendiamo il sentiero e lo seguiamo per un lungo tratto arrivando quasi in corrispondenza del parcheggio della ex-cartiera.

A un tornante sul sentiero si sale su ancora qualche metro.

Sulla spianata che segue gia’ si intravede l’ingresso.

Ecco la nostra grotta. Si presenta bene devo dire.

Mentre aspetto l’arrivo del resto del nostro gruppetto salgo sulla destra a dare uno sguardo a un paio di ripari in legno costruiti addossati alla parete per sfruttare parti della grotta. Nulla di che ma comunque interessanti.

Eccoli arrivati. Scendo a raggiungerli.

Vado nella grotta a vedere. Dopo l’ingresso trovo uno scivolo con un passaggio strettino e sicuramente scomodo da fare con i vestiti “buoni”.

Questo e’ l’ingresso visto da dentro.

Entrano anche i miei amici e dopo di loro mi convinco ad affrontare anche io lo stretto cercando di limitare i danni. Gabriele, piu’ previdente di me, si e’ messo in canottiera. Claudio appena entrato e’ gia’ intento a cercare “bacarozzi”.

Mentre Claudio cerca io faccio un giro fotografico per la sala dove siamo arrivati.

Dalla sala la grotta prosegue ma sempre con passaggi angusti e Gabriele mi conferma che dopo si deve strisciare pancia a terra, quindi mi astengo.

Gabriele e Claudio proseguono nelle loro ricerche mentre io decido di uscire per fare un giro nei dintorni.

Fuori il caldo mi assale, oramai l’inverno mai arrivato ha lasciato il posto alla primavera. Nemmeno il “marzo pazzerello” ce l’ha fatta a resistere.

Nei pressi della grotta trovo un reperto, un rifiuto storico.

Dopo una breve ricognizione torno all’ingresso della grotta dove trovo Gabriele. Lo avverto che mi e’ venuta fame e che vorrei andare alla pizzeria a taglio sulla piazza per fare uno spuntino veloce. Prendiamo accordi per incontrarci nei pressi del parcheggio e vado.

Alla fine il mio spuntino si allunga perche’ anche a Gabriele viene fame e si ferma a prendere della pizza. Claudio e Mauro invece optano per un piu’ tranquillo ristorante. Ci salutiamo. Gabriele ed io dopo la pizza andiamo verso la prossima grotta della giornata, “Bucio a ore otto (LA1557)”. Qua pero’ ci vestiamo come si deve, dobbiamo iniziare uno scavo che speriamo porti a qualche risultato.

Un saluto alla solita palina dei sentieri.

…e un pensiero sorridente al mio nipotino Tommaso!

Pochi passi e siamo all’ingresso della grotta, ben nascosta dal cartello di divieto d’accesso che ha visto tempi migliori.

Appena entrato mi trovo faccia a faccia con una lumachella e le faccio una foto di bentrovata.

C’e’ anche un grillo e per par condicio fotografo anche lui.

Una volta sceso sul fondo mi sistemo alla meno peggio e inizio a scavare via sassi che metto dentro il “sacchio” e Gabriele tira fuori issandoli su con la corda. Dopo un buon paio d’ore di scavo ho le braccia a pezzi e le ginocchia doloranti, ancora si vede nulla di buono ma almeno sono un metro piu’ in basso rispetto a quando ho iniziato.

Concordo il termine dei lavori con Gabriele e poi esco lasciando a lui lo spazio per fare i suoi lavori di scansione.

Un paio di ossi per Aurora sono il magro bottino dello scavo odierno.

Riprese le nostre cose torniamo all’auto dove ci cambiamo. Strada facendo passiamo accanto all’eremo del beato Lorenzo e Gabriele si ferma perche’ vuole mostrarmi un paio di grotte vicine all’eremo. E’ gia’ la terza volta che passiamo per di qua, ogni volta all’andata abbiamo detto “al ritorno ci passiamo” e al ritorno “la prossima volta”. Stavolta Gabriele e’ irremovibile e alla fine mi ritrovo a seguirlo stancamente, lo scavo mi ha distrutto.

Preso il sentiero arriviamo a un ingresso laterale dell’eremo.

Gabriele come prima cosa mi mostra un buco enorme in parete che vorrebbe andare a visitare. Nerone, la nostra memoria storica di questi luoghi dice di averlo visto e che non e’ granche’, pero’ Gabriele vorrebbe ridarci uno sguardo, magari questa estate ci faremo un salto.

Ci avviciniamo all’eremo e Gabriele annuncia che qua ci sono 2 grotte.

La prima e’ questa, sembra, “GROTTA DEL BEATO LORENZO(LA1136)”

A me non dice nulla ma Gabriele si dice sicuro che sotto la superficie dell’acqua la grotta continua.

E la seconda grotta mi chiedo? Gabriele mi risponde che la “GROTTA DIETRO IL BEATO LORENZO(LA1135)” e’ dentro l’eremo e quindi non visitabile.

Terminiamo una visita con la spettacolare vista della valle dell’Aniene.

Che dire, una giornata nata cosi’ per caso e in maniera svogliata ma cresciuta e sviluppata in maniera soddisfacente. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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