57° Corso GsCaiRoma – Poggio Catino – 07/10/2023

La seconda palestra per gli allievi del corso per un intenso ripasso delle tecniche base.

Piccolo incidente tecnico, per sbaglio, chissa’ quando, ho impostato la fotocamera per avere una meravigliosa sfocatura automatica, proprio il contrario di quel che desidero! Per questo motivo almeno una meta’ delle foto hanno un aspetto “nebbioso”.

La mattina trovo un passaggio nella macchina di Lorenzo assieme a Marika. Strada facendo prendiamo con noi anche Roberto. Dopo un lungo viaggio e molte soste arriviamo al parcheggio per la palestra.

Oggi siamo alla parete di roccia di San Michele Arcangelo per la seconda palestra del corso.

Appena arrivato rivedo e saluto con piacere Luisa e Marco, anche loro convenuti per istruire le nostre nuove speranze.

In parete alcuni di noi sono ancora impegnati con le ultime operazioni d’armo.

Dall’altro lato della parete Erika e Giulietto stanno terminando l’armo della “sospesa”, una via nel vuoto che delizia e preoccupa i nostri allievi.

Dopo i saluti iniziamo a prepararci per la giornata.

Sono pronto. Deve ancora arrivare Antonello con il resto degli allievi, ne approfitto per fare una salita per riscaldarmi. In parete trovo Silvana e Luciana che terminano un armo.

Sotto il gruppo si infoltisce.

Arriva anche Antonello e il corso puo’ prendere il via. Salvatore e’ attrezzato per rendere ancora piu’ piacevole la giornata, prepara per noi un ottimo caffe’ mentre Antonello raduna gli allievi e inizia a dare loro indicazioni.

Arriva anche Luca, vado a salutarlo come si deve.

Le pareti e relative vie armate vengono letteralmente prese d’assalto.

Per chi rimane inoperoso Erika improvvisa uno spiegone su attacchi, fix e spit. Antonello la affianca nelle spiegazioni.

Luca si e’ preparato velocemente e ora e’ alla parete ad assistere gli allievi.

La giornata di corso ha oramai preso il via.

Io per provare vado a fare una veloce salita solitaria sulla “sospesa”, poi torno alle pareti gironzolando nullafacente e rompendo le scatole con la fotocamera. Questa altri non e’ che Marika che e’ venuta con me nella macchina di Lorenzo.

Giulietto e’ con un altro allievo, il suo nome non lo ricordo ma il suo soprannome si, ha stampigliato sulla maglietta un vistoso “UFO”, e cosi’ io lo ricordo!

Ecco Lorenzo, il nostro driver odierno. Per sdebitarmi della gentilezza mi offro di accompagnarlo a fare una salita.

Come sempre ne approfitto per una foto al piazzale sotto di noi.

Tempesto Lorenzo di foto.

Finalmente, non so come ne’ perche’, mi accorgo della impostazione errata della fotocamera e la imposto come si deve. Da questo momento in poi il merito delle foto sfocate sara’ solo dell’operatore e non di una indesiderata iniziativa della fotocamera!

Arriviamo fino a su dove c’e’ la grotta santuario da cui prende nome il luogo.

Gia’ che ci sono faccio anche una foto dell’interno.

Anche Lorenzo termina la salita e mi raggiunge.

Non c’e’ speranza di trovare corde libere per la discesa, quindi dobbiamo accontentarci delle scale.

Dopo un meritato riposo mi sposto ancora con Lorenzo alla “sospesa”.

Eccolo qua con la faccia soddisfatta mentre assapora il brivido del vuoto.

Disbrigata con successo anche la “sospesa” ce ne torniamo alla base ad ammirare chi fatica alla parete.

Catturo Marika e la convinco a fare anche lei la “sospesa”. Non ne e’ contentissima ma tanto prima o poi nella giornata le tocchera’ farla, quindi perche’ non ora! Eccola alla partenza con un bel sorriso.

A meta’ strada e’ meno sorridente ma decisissima a terminare questo cimento.

Una foto dall’alto a “quelli dall’altra parte”.

Marika passa il frazionamento in maniera impeccabile poi insieme iniziamo la discesa.

E’ stata tosta, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Marika e’ giustamente soddisfatta.

Torniamo alla base.

Il tempo di riprendere fiato e trovo un nuovo volontario per la “sospesa”. Anche Valerio ci regala un sorriso prima di partire.

La salita e’ senza storia, mi tocca anche correre per stargli dietro. La discesa anche lei e’ tranquilla.

Ancora una foto a Valerio prima di arrivare a terra.

Una foto anche a Marco prima di tornare alla base.

Valerio si prende un paio di minuti di riposo vicino a Giulia, ne approfitto per importunare entrambi con una foto.

Da lontano ho visto che ora Marika e’ impegnata alla “fionda”, altro impegnativo passaggio. Vado a curiosare.

Visto che ci sono faccio un piccolo reportage della sua prova.

La “sospesa” vista dal lato opposto.

Un momento di riposo, mi fermo con l’intenzione di mangiare qualcosa. Alla base trovo Antonello che spiega la grotta di domani, l’Erebus, ad alcuni allievi.

A proposito di Erebus, gli allievi ci chiedono il perche’ di questo strano nome. Dall’alto della mia ignoranza abissale rispondo loro che nulla ne so. Pero’ ora che posso consultare il web mi son ricordata e sono andato a guardare trovando: “Erebo (in greco antico: Ἔρεβος, Érebos, cioè “tenebre”) è una figura presente nei miti della religione greca. Divinità ancestrale, figlio di Caos e (in alcune versioni) di Caligine e fratello della Notte, è la personificazione dell’oscurità, e con il termine “Erebo” infatti si possono indicare anche gli Inferi.”. La spiegazione mi sembra ottima.

Dopo il pranzo le prove per i nostri infaticabili allievi proseguono. Erika ha una scheda per ognuno di loro dove vengono segnate tutte le prove fatte e superate. Una volta che tutti hanno completato il programma del giorno si inizia a disarmare.

Del ritorno a casa vi dico nulla. Una giornata divertente con molti simpatici ragazzi. Alla prossima.

Pubblicato in Uncategorized | Commenti disabilitati su 57° Corso GsCaiRoma – Poggio Catino – 07/10/2023

Bucio Nero’ – 30/09/2023

Per festeggiare la fine di settembre Gabriele ed io andiamo a Bucio Nero’ per continuare ad alimentare la speranza che questo cunicolo diventi finalmente una grotta degna di questo nome.

Avrebbe dovuto esserci anche Aurora per allietare la giornata ma impegni inattesi quanto irrinunciabili la costringono a rinunciare.

Dopo le soste canoniche arriviamo a Fondi di Jenne in una ridente giornata di sole, con una temperatura finalmente piacevole. Iniziamo subito a prepararci, senza troppo entusiasmo, pensando al gran fango che ci attende.

Appena semi-pronto mi avvicino alla grotta con tutta la mia attrezzatura e tutto il necessario per armare il primo pozzo. Il recinto appare sempre piu’ sofferente. Speriamo che Nerone trovi il tempo per lui, prima o poi.

Sistemo la corda ma ancora non ho voglia di mettermi addosso il necessario e iniziare a sudare. Rivedo mentalmente la direzione della grotta e provo a seguirla all’esterno. Dopo circa 20 metri mi giro verso la grotta per verificare la direzione, mi sembra corretta.

Andando avanti non mi sembra ci siano altre doline “notevoli” che potremmo incontrare. Non so se e’ una cosa positiva, speriamo di si.

Arriva anche Gabriele.

Eccolo, gia’ pronto.

Oltre a lui ci sono solo io. Mi faccio un selfie.

Stavolta entro per primo, non voglio sudare troppo. Alla prima saletta urlo la libera a Gabriele e intanto inizio a togliermi l’attrezzatura che, speriamo per ora, non serve.

Una foto al cunicolo fangoso che mi attende.

Una foto al ramo laterale che abbiamo quasi ostruito con i sassi.

Arriva Gabriele, passo il cunicolo fangoso. Arrivato nella saletta intermedia aspetto con relativa pazienza che Gabriele leghi lo zaino alla corda che usiamo per passarlo attraverso il cunicolo fangoso. Lo recupero dopo un paio di incastri risolti brillantemente da Gabriele e poi me lo trascino fino alla nuova sala. In attesa di Gabriele faccio una foto a una minuscola pozza d’acqua con i minerali che piacciono a Luca.

Eccolo che arriva.

Dice di essere incastrato ma mentre mi ingegno su come aiutarlo risolve da solo.

Iniziamo a lavorare. In questo punto della grotta la roccia e’ cosi’, bianca con tante venature rosse. Servirebbe il consiglio di un geologo per sapere di cosa si tratta.

Lavoriamo senza sosta per un paio d’ore. Ora sembra che il passaggio si affrontabile. Gabriele si offre volontario per tentare.

Niente da fare, e’ ancora troppo stretto. L’uscita dal pertugio non e’ semplice e Gabriele ne esce vittorioso ma quasi stremato.

Ma non possiamo arrenderci proprio ora. Proseguiamo lo scavo per un’altra mezz’ora. Alla fine il passaggio sembra essere abbastanza largo. Chiedo a Gabriele se voglia riprovare lui ma declina gentilmente l’offerta. Visto quanto ha faticato lui poco prima, io per sicurezza mi tolgo l’imbrago e vado.

Scivolo dentro senza difficolta’, anche se non e’ larghissimo. Dopo qualche contorsione e molti sbuffi riesco finalmente a mettermi seduto e guardarmi intorno.

Davanti ai miei piedi arriva un tenue ma deciso soffio di aria gelida, una minuscola fessura a un metro di distanza da me mostra un nero che fa immaginare un pozzo. Non tento nemmeno di tirarci un sasso dentro, lui e’ piccino tanto e io sono troppo nello stretto per poterci provare. Con fatica mi sollevo quel tanto che basta per verificare il buco sopra la mia testa. Nulla, termina dopo nemmeno mezzo metro.

Terminate le esplorazioni chiedo a Gabriele la mazzetta e il trapano per allargare un poco la via del ritorno nella speranza di faticare meno di Gabriele.

Allargato meglio che potevo ripasso gli attrezzi a Gabriele, faccio una foto verso di lui, e poi con un sospiro tento l’uscita.

Esco con non troppa difficolta’ ma e’ impensabile proseguire il lavoro in avanti se prima non si rende comodo il passaggio. Tento una foto al nuovo tratto esplorato ma ora anche la fotocamera e’ stanca e ne esce fuori poco. Tra l’altro mi accorgo che il tasto multifunzione deve essersi rotto perche’ provo a mettere il flash ma non si riesce proprio. Premendo il suddetto tasto nulla succede. Prova anche Gabriele ma con il mio stesso risultato. Strano, questa e’ la quarta fotocamera Fuji che utilizzo e le altre non avevano mai manifestato un problema del genere.

Usciamo. Io vado per primo portando con me lo zaino con gli attrezzi. Sono fuori, urlo la libera a Gabriele e lo aspetto.

Intanto mi tolgo di dosso l’attrezzatura, oramai piena di fango, come sempre.

Inganno l’attesa fotografando i cavalli ma la fotocamera e’ ancora scossa.

Ecco Gabriele che arriva.

Terminiamo insieme di togliere la corda poi torniamo alla macchina dove ci cambiamo senza fretta gustandoci la temperatura mite e l’ultimo sole della giornata.

Il ritorno passa veloce tra chiacchiere e ipotesi sul possibile pozzo che ci aspetta. Alla prossima.

Pubblicato in Uncategorized | Commenti disabilitati su Bucio Nero’ – 30/09/2023

Grotta Gianni Mecchia – 28/09/2023

Una uscita infrasettimanale per andare a conoscere la grotta scoperta da Tarcisio, Angelo e Patrizio che hanno deciso di dedicare a Gianni, l’amico che ci ha lasciati di recente.

Consumo volentieri uno degli ultimi giorni di ferie per andare a vedere la grotta che i miei amici hanno deciso di dedicare a Gianni. La mattina passo a prendere Luca a Montepo’ (cosi’ la chiama lui e io mi adeguo!) e poi andiamo insieme a Guarcino dove ci incontriamo con i nostri amici.

Prima di arrivare alla cantina dove Tarcisio ha fatto, oramai da tempo immemore, il suo quartier generale con Luca ci fermiamo alla locale alimentari/tabaccheria per fare acquisti.

Ho deciso infatti, strada facendo, che e’ tempo che Luca impari a fare i rilievi in grotta. Faremo un rilievo “alla vecchia”, la bussola ce l’ho sempre appresso, al negozio quindi compriamo il resto, un blocco note, una matita, un rotolo di spago e un goniometro. Non avendo di meglio le misure le prenderemo con lo spago e col goniometro confezioneremo un clinometro alla buona.

Alla cantina di Tarcisio troviamo una fettuccia metrica che ci facciamo prestare, sicuramente piu’ comoda e precisa dello spago. Siamo tutti pronti. Andiamo alla grotta.

La salita e’ lunga ma anche lei alla fine termina, come tutte le cose a questo mondo, basta avere pazienza. Parcheggiamo a fianco della strada sterrata e ci prepariamo. Ecco Nerone in tutta la sua magnificenza.

E questo e’ Luca, pronto per il rilievo.

Tarcisio e Patrizio sono gia’ all’ingresso della grotta.

Li raggiungiamo e iniziamo i preparativi.

Nerone sistema le robe necessarie per poi lavorare.

Un nome importante per una grotta che si spera diventi importante.

Foto di gruppo prima di entrare, la scatta Patrizio che oggi ha altri impegni ed e’ venuto solo per un saluto.

Meditazione pre-ingresso. Nel frattempo Luca ed io prepariamo le robe per fare il rilievo.

Questa e’ l’attrezzatura per il rilievo che consegno a Luca con tutti i primi rudimenti del caso. Certo non sara’ il top come tecnologia, ma per iniziare va benone!

E questa e’ la fettuccia gentilmente prestata da Tarcisio.

Entrano Nerone e Tarcisio andando decisi verso il fondo e poi entriamo noi prendendo i punti per il rilievo. Naturalmente a Luca ho anche affibbiato lo zaino col trapano e il necessario per mettere qualche attacco, se dovesse servire. Per me ho tenuto il gravoso compito di portare avanti un estremo della fettuccia per misurare le distanze.

La grotta inizia con uno scivolo non eccessivamente pendente che termina su un primo pozzo da circa 5 metri.

Scendiamo lentamente prendendo i punti, io annoio Luca con istruzioni varie su come riportare i dati, fare i disegni delle sezioni trasversali, la sezione della grotta e altre cose che mi vengono in mente via via.

Punto dopo punto arriviamo al primo pozzo.

Io lo scendo mentre Luca aspetta su. Prendiamo i dati che servono e poi mi raggiunge. Dalla base del pozzo parte una diramazione che torna indietro. Visto che e’ alta e stretta stavolta mando avanti Luca a tirare la fettuccia, io intanto butto un occhio su quanto ha fatto finora. Benone, promette bene!

Terminato il rilievo della diramazione proseguiamo verso il fondo. Prendiamo il meandro in quella direzione e lo seguiamo, prendendo i punti di rilievo, fino a un altro saltino. La partenza del saltino e’ stretta e la discesa e’ ostacolata da un ponticello di roccia da scavalcare nello stretto. La corda e’ attaccata piu’ indietro e appoggiata sul ponticello. Mi sembra una cosa scomoda assai quindi chiedo a Luca di passarmi il trapano con la punta da 6. Useremo uno dei multifix che abbiamo portato. Ancora una volta provo a metterlo con l’attrezzo “fattapposta” che ho con me. Vista la posizione in cui sono, scomoda assai, l’infissione del multifix e’ laboriosa e inoltre l’attrezzo mostra ancora qualche pecca di gioventu’ che dovro’ sanare. Dopo qualche imprecazione e tanti sbuffi comunque riesco nell’impresa. Attacco la corda e provo ad appendermi…sembra tenere. Bene! Si prosegue.

Alla base del saltino facciamo ancora un metro di meandro e raggiungiamo “il campo base”, una zona comoda dove attendere il proprio turno per lavorare piu’ avanti, nello stretto che ancora ci impedisce la progressione verso infiniti abissi.

In questo momento e’ Tarcisio a lavorare mentre Nerone riposa. Mi infilo nel meandrino dove sta lavorando per curiosare.

All’inizio del meandrino in lavorazione c’e’ una porzione di parete liscia con delle striature verticali. Dall’alto della mia ignoranzieta’ geologica azzardo un’ipotesi e la annuncio a gran voce: “ma questo e’ un piano di faglia!”. La cosa non riscuote gran successo tra i convenuti, ma io ne sono ugualmente soddisfatto.

Dopo Tarcisio e’ il turno di Nerone a proseguire con lo scavo.

Dopo Nerone proseguo io fino a che le braccia non iniziano a dolermi per la fatica.

Non so come la fotocamera e’ rimasta a Luca che quindi ne approfitta per riprendermi al lavoro. Stiamo lavorando a una curva del meandro, alquanto impegnativa.

Dopo di me riprende Nerone, io ne approfitto per riprendere possesso della fotocamera. Ecco Luca e Tarcisio che attendono pazientemente.

Per un poco rimango subito dietro Nerone per dargli una mano in caso di bisogno. Nel frattempo trovo un altro pezzo del supposto piano di faglia e riprendo anche lui.

Le candele, immancabili nelle grotte dove lavora Nerone, riscaldano l’ambiente.

Ad un certo punto Tarcisio va sul fronte in lavorazione e Nerone si ferma a dargli supporto. Nel lato cieco del campo base c’e’ tanto fango che potrebbe nascondere un pozzo. Luca, per non annoiarsi e scaricare le energie eccedenti che ha, decide di scavare un poco di fango alla ricerca del possibile pozzo. Per ingannare l’attesa e anche perche’ inizio a sentire freddo, decido di dargli una mano. Lo spazio dove mettere il fango scavato non e’ molto quindi ricavo un muretto a secco ricavando una specie di catino lungo e stretto vicino la parete. Per un’ora circa andiamo avanti a secchi di fango approfondendo il buco di mezzo metro. Purtroppo alla fine lo spazio dove depositare il fango scavato si esaurisce, sondando il fango rimanente non sentiamo vuoti confortanti che ci inducano a persistere, quindi decidiamo di desistere.

Nel frattempo Tarcisio e Nerone hanno entrambi esaurito le forze. E’ il momento di Luca di andare a lavorare al fondo. Io mi metto comodo ad aspettare che si sistemi poi lo seguo per fare assistenza.

Ecco Nerone e Tarcisio in “area relax”.

I nostri amici hanno lavorato sodo, ora il fronte di scavo e’ piu’ avanti di almeno un metro.

Dopo Luca riprendo io a lavorare e poi continuiamo il giro di alternanza. Durante il mio turno allargo abbastanza da affacciarmi a vedere dopo la curva. Alla base del meandro vedo una pozza d’acqua pulita, sembra promettere bene. Dopo di me torna Nerone al lavoro, quindi ancora Tarcisio.

Sarei pronto per un nuovo turno ma Nerone decide che per oggi abbiamo fatto abbastanza. A nulla serve protestare, si smonta tutto e ci prepariamo per tornare indietro.

Mentre facciamo i preparativi per uscire ricordo a Luca che deve prendere i punti di rilievo fino al fondo attuale e lui si mette prontamente all’opera. Gli do un minimo di assistenza, ma proprio un minimo. Una volta che lui ha terminato e si mette da una parte per aggiornare i dati del rilievo sul blocco note, io vado a curiosare e documentare con una foto il punto dove siamo arrivati.

E’ tutto cambiato, la “S” che si faceva ora non c’e’ piu’, la curva dove mi ero affacciato a malapena ora e’ larga tanto da vedere comodamente…fino alla curva successiva. La pozza d’acqua pulita che avevo visto e’ definitivamente scomparsa sotto i detriti. Il meandro sembra proseguire serpeggiante e stretto come ha fatto finora. Ci vorra’ ancora una buona dose di pazienza e fatica.

Torno indietro di un metro, all’incirca nel punto in cui avevo scavato io e faccio una foto del nuovo tratto allargato.

Fatto quel che dovevo torno dai miei amici che intanto hanno terminato di sistemarsi e sono pronti a partire.

Usciamo in fila indiana e senza fretta, passandoci gli zaini nei punti piu’ scomodi. In una mezz’ora siamo fuori a goderci il calduccio.

Foto di gruppo, giusto il tempo di riprendere fiato.

Prendiamo tutte le nostre carabattole e affrontiamo la breve salita per tornare alle macchine.

Ci cambiamo poi Nerone e Tarcisio si appartano un attimo per rimirare l’ingresso della grotta e alimentare ancora le fantastiche speranze di un futuro abisso.

Un’ ultima sorpresa della giornata ce la da’ Luca. Infatti oggi zitto zitto e’ il suo compleanno. Ce lo rivela solo ora tirando fuori un pacco di buonissime “serpette”, biscotti onore e vanto del forno di famiglia, invitandoci ad assaggiarli. Messi alle strette facciamo festa con i biscotti facendo nel contempo tanti auguri al nostro amico per i suoi 24 anni! Auguri!!!

Una giornata speciale per conoscere una nuova grotta, una grotta intitolata a Gianni, un amico che non dimenticheremo.

Ancora auguri a Luca e…alla prossima.

Pubblicato in Uncategorized | Commenti disabilitati su Grotta Gianni Mecchia – 28/09/2023

Bucio Nero’ – 16/09/2023

Gabriele ed io a continuare il lavoro infinito a questo abbozzo di grotta. Lei non cede ma neanche noi molliamo. Vedremo chi la spuntera’.

La mattina partiamo da casa, facciamo le solite tappe canoniche al bar e al magazzino e poi saliamo a Fondi di Jenne. Una volta arrivati ci accorgiamo di una sorpresa. Elia e’ venuto a trovarci per un saluto, per lui una sgambata mattutina, in bicicletta, da Subiaco a Fondi di Jenne e’ cosa da nulla, beato lui.

Sono pronto al minimo indispensabile, fa troppo caldo per vestirmi completamente. Prendo le mie cose e ingaggio Elia per portare gli zaini fino alla grotta mentre Gabriele termina i suoi preparativi. Passiamo davanti alla solita dolina e come al solito mi fermo a vedere in che condizioni e’.

Mmmmm, si sta rapidamente riempiendo di rovi, ancora una stagione e non si potra’ piu’ scenderci dentro. Peccato.

Ma andiamo avanti la nostra grotta ostica ci attende.

Il cancello inizia a sentire il peso degli anni, andrebbe risistemato, un lavoro per l’artista de “gliu stringo'”, il nostro Nerone. Sulla rete che abbiamo messo a protezione dell’ingresso il solito mucchietto di sassi che qualche buontempone curioso tira. Sono sicuro ci sia un interesse scientifico dietro questo immancabile tiro di sassi, sicuramente chi lo fa vuole verificare se la legge di gravita’ vale anche per i sassi tirati dentro un buco per terra, anche se protetto da recinto e rete. Nella mente dello sperimentatore si tratta sicuramente di impedimenti messi la’ appositamente per rendere l’esperimento piu’ interessante.

Vabbe’, diamo una sistemata sommaria al recinto scassato, apriamo l’accesso e andiamo a togliere i sassi incastrati tenacemente nella rete prima di scansarla e mettere la corda per scendere.

Elia ed io abbiamo da poco terminato questi lavori preliminari che arriva anche Gabriele, gia’ tutto bardato e pronto per scendere. Elia prende commiato e si avvia di buon passo a recuperare la bicicletta. Grazie per la visita, Elia.

Mentre io termino la vestizione Gabriele entra per scendere e terminare l’armo.

Appena indosso la tuta inizio a sudare copiosamente. Termino svelto di prepararmi e scendo fino al primo frazionamento inondando di terra il buon Gabriele che e’ proprio sotto di me. Un “grazie” con un tono vagamente sarcastico e’ il premio per il mio buon servizio di acclimatamento.

Quando Gabriele termina, scompare per il tratto fangosissimo. Ancora pochi secondi e sento la “libera”. Lo seguo velocemente. Nella prima saletta, oramai ingombra di sassi, anche quelli lanciati dai nostri lanciatori ignoti, sembra tutto a posto. Il cunicolo dove dovremo infilarci a breve sembra sgombro. Visto che Gabriele ancora non conosce la zona nuova della grotta e’ deciso, andro’ avanti io a fare gli onori di casa. Mi libero della attrezzatura che per ora, purtroppo, e’ inutile e la sistemo sul solito spuntone di roccia. Pronto per la nuova infangata.

Il cunicolo, inizialmente volta molto comodo, si e’ decisamente ristretto perche’ ingombro di fango bagnato e sassi. Mi porto dietro la corda di servizio che usiamo per passarci lo zaino con il necessario per lavorare.

Anche il cunicolo successivo e’ a posto, proseguo facendo strada a Gabriele.

Arrivo nella nuova saletta, finalmente un posto dove poter stare in piedi. Per prima cosa faccio una foto per documentare l’attuale “fronte esplorativo”, nome pomposo per indicare l’ennesimo meandrino stretto che ci ostacola.

Gabriele affronta il passaggio per arrivare alla saletta. Mi giro verso di lui per dargli indicazioni e provare a dargli una mano. Anche se il passaggio e’ molto migliorato, forse e’ ancora un poco ostico.

Gabriele come al solito “interpreta” il passaggio a modo suo e in breve eccolo qua che arriva.

Iniziamo a lavorare. Visto che lo spazio c’e’ e l’attrezzatura pure, ci dividiamo in due cantieri. Gabriele si dedica ad allargare l’arrivo alla sala, io la possibile prosecuzione. Andiamo veloci il piu’ possibile, oggi abbiamo poco tempo, dobbiamo tornare a Roma in tempo per la festa di compleanno di Betta.

Lavora lavora e poi ancora lavora. I risultati alla fine si vedono, nulla di eclatante, pero’ ci si deve accontentare. Il passaggio di arrivo alla saletta ora e’ molto piu’ comodo, la via per l’ignoto ora lascia intravedere un ambiente minuscolo, sembra quasi una piccola marmitta, e la possibile prosecuzione del meandro sulla destra. La grotta si ostina a celare i suoi tesori tra anse di roccia, ci mostra solo quel tanto da tenere vivo l’interesse. Chissa’ se e quando decidera’ di svelarsi.

Una foto dalla saletta, tanto per avere una vista d’insieme.

Rimettiamo le nostre cose nello zaino e prendiamo la via per l’esterno. Ripetiamo i passaggi dell’andata ma in senso inverso, malediciamo adeguatamente il fango e in breve siamo fuori.

Esco per primo e aspetto che arrivi Gabriele, gli voglio indicare alcuni sassi posticci che vorrei togliere.

Eccolo che arriva. Facciamo il lavoro di disgaggio delle pietre pericolanti…in verita’ la mia intenzione era di tirarle fuori ma non faccio a tempo a dirlo che Gabriele le ha gia’ scaraventate giu’. Peccato, andranno sicuramente a finire dentro il cunicolo fangoso e ci tocchera’ farli uscire con fatica la prossima volta.

Terminata la pulizia leviamo insieme le ultime due placchette appena termino avverto Gabriele che mi avvio alla macchina mentre lui finisce di recuperare la corda.

Alla macchina inizio subito a cambiarmi, mi interrompo solo per immortalare l’arrivo di Gabriele.

Il ritorno e’ tranquillo, almeno per me. Decisamente lo stomaco di Gabriele non sopporta il mio stile di guida quindi regala una bella nausea da mal d’auto al mio amico. Questa grotta concede poche soddisfazioni ma non demordiamo. Alla prossima.

Pubblicato in Uncategorized | 1 commento

Stoccalma – 03/09/2023

Con Aurelio, Lia, Patrizia (Saxy), Manuela e Fabrizio (tutti del Gruppo Grotte Cai Teramo), Luca, Gabriele, con l’apparizione di Nerone.Aurelio e Gabriele hanno organizzato questa inusuale uscita mista tra il Gruppo Grotte Cai Teramo e lo Shaka Zulu Club Subiaco e io mi sono aggregato volentieri.

La mattina ci incontriamo tutti al solito bar, anche Aurelio lo conosce, ha lavorato per anni da queste parti. Dopo la colazione saliamo a Livata e quindi prendiamo la strada sterrata che ci porta nelle vicinanze della grotta. Sul posto troviamo Nerone venuto per salutare i nostri amici e a portare i materiali necessari.

La temperatura mite facilita il rimandare la preparazione per la grotta. Facciamo oziosamente chiacchiera per un po’.

Luca e Nerone, futuro e presente del nostro gruppo.

Le macchine sono disposte in linea. Al centro la macchina di Aurelio che ricordo con simpatia perche’ e’ organizzata per preparare un buon caffe’ anche in condizioni disagiate.

Nerone saluta, deve andare a lavorare. Luca si prepara con un sospiro, gia’ sa che dovra’ portare lui tutti gli zaini pesanti con le corde.

Quando sono pronto prendo il necessario, la parte leggera, chiedendo a Luca di seguirmi col resto. Voglio anticipare un poco l’arrivo dei nostri amici per rivedere l’armo senza farli attendere troppo.

Arrivano fin troppo presto. Per una volta che le virtu’ di intrattenitore di Gabriele avrebbero fatto comodo, non le ha “attivate”!

Presento loro la grotta e li invito ad attendere all’ombra per limitare il sudore. Gia’ che ci siamo ve li presento: Patrizia, Lia e Aurelio.

Manca solo Manuela all’appello, rimedio subito. In verita’ con lei c’era anche il marito, Fabrizio (nome simpatico!) ma oggi non si sentiva di venire in grotta.

Con Luca procediamo ad armare il pozzo d’ingresso. Per prima cosa attrezziamo un deviatore all’ingresso poi scendiamo al frazionamento intermedio. Qua purtroppo il fix che c’e’ e’ inservibile e il vicino spit e’ decisamente troppo arruginito. Decidiamo di rifare l’armo. Con noi abbiamo solo dei “multifix”, una specie di incrocio tra fix e multi-monti. Lo pianto ma c’e’ qualche difficolta’ che ci fa perdere almeno un quarto d’ora. Completiamo l’armo doppiando con un naturale e poi inizio a scendere per primo. A meta’ pozzo trovo un altro naturale per il deviatore che volevo mettere. Bene, cosi’ risparmiamo tempo. Arrivo in fondo al pozzo, in breve anche Luca mi raggiunge.

In rapida sequenza gli altri ci raggiungono. Visto che c’e’ tempo ne approfitto per cambiarmi, le magliette che ho addosso sono completamente fradicie.

Chi scende? Deve essere Lia.

Patrizia l’attende con un bel sorriso.

Gocce d’acqua su batteri? Boh.

Aurelio attende chi scende per fare foto.

Abbiamo anche un ospite a sangue freddo.

Ecco Lia che arriva.

Belle queste formazioni.

Capello d’angelo in formazione.

Scorcio di grotta con concrezioni.

Tra una foto e l’altra siamo andati avanti, abbiamo passato un paio di cunicoli scomodi e almeno un pozzetto. Ora io sono sul terrazzino dove la volta scorsa Luca ed io ci fermammo a fare la risalita.

Questi blocchi mi incuriosiscono sempre, sono mucchi di fango che nel tempo si sono trasformati in roccia?

Approfitto del fatto che ancora non stia arrivando nessuno, riprendo la corda e scendo il secondo tratto del pozzo.

Alla base del pozzo ci sono un paio di pozze d’acqua. Visto che Lia intanto e’ arrivata al terrazzino le chiedo di buttarmi giu’ un paio di sassi che poi sistemero’ a mo’ di passaggio delle pozze.

Mentre aspettiamo gli altri mi dedico ad altre foto.

Ancora un piccolo sforzo e siamo al “laghetto bianco”. Dalla foto non rende molto ma vi assicuro che e’ uno spettacolo.

Invito Lia ad ammirarlo.

Arriva anche Manuela e anche lei si sporge per darci un occhio.

Troviamo 2 candele. Spiego alle mie amiche che sono il “marchio di fabbrica” di Nerone, le porta sempre con se’ quando va in grotta. Visto che ci siamo e che abbiamo l’accendino le sistemo e le accendo. Un paio di fiammelle che danno allegria.

Arriva anche Patrizia e rifacciamo la foto vicino alle candele.

Ecco Luca. E’ fermo sul passaggio ostico per dare una mano.

Dopo la sosta al laghetto, quando oramai ci siamo tutti, lascio i nostri amici a rilassarsi un attimo con i racconti di Gabriele e torno indietro a disarmare la risalita incompiuta. Ho deciso di non continuare perche’ stamane Nerone mi ha detto di averla gia’ fatta (in arrampicata, beato lui) anni fa e che non vale la pena.

Ho appena terminato di liberare la corda e di inzepparla a forza nello zaino di Luca (!!!) che i miei amici iniziano a tornare. Parto per primo. Ogni tanto mi fermo per una foto approfittando delle luci di chi e’ dietro.

Ecco un sorridente Aurelio.

Patrizia messa al muro per una foto con sguardo da esploratrice.

Chi sale?

Ma e’ l’inossidabile Lia!

Dopo il pozzo arriva il temibile cunicolo.

Sabbietta per Luca.

Ecco Lia che arriva, lenta ma inesorabile.

Sali e striscia arriviamo all’ultimo passaggio stretto dove si arriva alla base del pozzo di uscita.

Il teschio di mucca, o un suo parente, e’ sempre la’ ad attenderci.

Mentre aspettiamo che il gruppo si ricompatti ne combino una delle mie. mi siedo su una roccia per uno spuntino veloce. Quando ho terminato nell’alzarmi faccio cadere una cartaccia. Senza pensare al mio precario equilibrio d’istinto faccio per chinarmi a raccoglierlo…e cado rovinosamente a terra sbattendo violentemente l’avambraccio sinistro. Un dolore tremendo mi lascia dolorante e gemente a terra per qualche secondo. Ho paura di essermi rotto l’osso perche’ il dolore e’ tremendo. Visto che gemo e non mi alzo anche gli altri si preoccupano iniziando a chiedermi. Devo farmi forza tra la nube di dolore per rispondere e tranquillizzarli. In effetti sto tastandomi l’osso e non sembra ci siano fratture, almeno evidenti. Mi rialzo con un poco di fatica ma per fortuna il dolore scema velocemente. Sento dolore all’avambraccio ma riesco a muovere le dita e stringerle senza problemi, forse l’ho scampata.

Mentre io mi trastullava a rotolarmi sulle rocce Lia e Patrizia sono salite. Ora e’ il mio turno, inizio a salire il pozzo iniziale.

Quando sono fuori urlo la libera e Manuela mi raggiunge.

Merita anche un’altra foto.

Velocemente torniamo alle macchine dove ci cambiamo.

Passa una buona mezz’ora, Luca e Gabriele che dovevano disarmare, ancora non si vedono. Mi avvio per andare all’ingresso e sincerarmi che tutto vada bene. Per fortuna devo scendere poco e loro arrivano.

Eccoli che mollano tutto e iniziano a cambiarsi. Luca non mi ringrazia per lo zaino straordinariamente pesante che sono riuscito a confezionargli ma io sono magnanimo e non me la prendo.

Al ritorno, tanto per cambiare scendiamo per la strada che passa per Cervara, ci sembra piu’ comoda anche per i nostri amici che devono tornare a Teramo.

Al bivio di Arsoli ci salutiamo con una clacsonata e andiamo verso casa. Una uscita rilassante e divertente. Alla prossima.

Pubblicato in Uncategorized | 1 commento

Campo GsCaiRoma – Grotta di Monte Fato – 25/08/2023

Un allegro campo organizzato dal GsCaiRoma, allietato da alcuni graditi ospiti umbri.

25 agosto 2023 – Una giornata d’attesa.

Il campo doveva iniziare il giorno venerdi’ 25. Io non mi preoccupo di sapere altro quindi arrivo a Supino la mattina del 25 e inizio ad aspettare. Una lunga attesa, poiche’ il gruppo aveva stabilito che il campo sarebbe iniziato verso sera. Passo la giornata a fare su e giu’ tra la fonte Santa Serena, quella in cima al monte dove termina la strada, e Supino. Nel pomeriggio noto un certo traffico di auto che salgono e vanno ad occupare le aree picnic. Per non rischiare di rimanere senza ne scelgo una ancora libera e rimango li’ a presidiarla fino all’arrivo dei miei amici. Per uno come me che non ama aspettare e’ stata una giornata snervante ma sono stato premiato con un’ottima e abbondante cena che ha ristabilito l’allegria. L’unico neo e’ che mi sono scordato di recuperare la fotocamera dall’auto e quindi non ho potuto documentare la bella serata. Una serata allietata da tanto cibo e tanto vino, una serata in cui non mi sono certo risparmiato, tanto che a malapena riesco a raggiungere la tenda barcollante come sono. Come scopriro’ il giorno dopo, il mio fisico inizia a non gradire questi eccessi e me la fara’ pagare. Almeno pero’, grazie al torpore alcolico, faccio una bella dormita senza sveglie intermedie.

26 agosto 2023 – Prima uscita alla grotta di Monte Fato.

La mattina, gia’ di buon ora ci vede svegli per preparare il necessario. Facciamo con calma, tanto si deve attendere qualcuno che e’ partito da casa stamattina. Uno di Loro e’ Luca che ha accettato il mio invito a visitare una nuova grotta.

Giulio organizza minuziosamente la preparazione degli zaini.

Ha anche preparato uno schema, tratto dal celeberrimo “librone”, che riassume le corde necessarie.

Lassu’, davanti lo spiazzo dove stiamo armeggiando, c’e’ lo spazio picnic che sono riuscito ad accaparrarmi.

Una volta pronti carichiamo tutto nelle auto e saliamo alla fonte dove partiremo per la sgambata che ci portera’ alla grotta. Ci siamo tutti, c’e’ Luca e ci sono i nostri ospiti da Perugia, Eugenia e Francesco.

Si parte!

Mi ricordavo una bella scarpinata e la realta’ non mi delude. La salita tira su come non ci fosse un domani e il sole cocente non aiuta.

Per un caso fortuito mi trovo in testa alla fila e proseguo seguendo il sentiero che ricordo. Il “mio” sentiero a un tratto tira su quasi dritto ed esposto al sole, quello ricordo e quello faccio. Il resto del gruppo non mi segue perche’ trovano un bivio che porta a un’altro sentiero, anche segnato, che procede in mezzo agli alberi. Molto meglio, pero’ oramai per me e’ tardi per tornare indietro quindi arranco sotto il sole. Alla fine della salita inizia un tratto di bosco anche per me e la’ ci ricongiungiamo.

Sempre seguendo la mia memoria, sul tratto in piano e assolato e pieno di felci io prendo a sinistra per restare all’ombra degli alberi, il resto del gruppo stavolta preferisce il sentiero col sole.

Per riprendere fiato mi fermo a riprendere un tronco pieno di simpatici funghi.

Ci ricongiungiamo nuovamente. In effetti la loro strada era piu’ breve quindi mi ritrovo quasi in fondo alla fila, ma sicuramente meno accaldato.

In questo punto la mia memoria viene meno, pensavo di essere quasi arrivato ma dopo un tratto in piano e ben riscaldato dal sole arriva una bella salita, o “pettata”, di cui avevo perso il ricordo.

Anche la pettata dimenticata passa e ora si, siamo nei pressi della grotta. Il sentiero entra tra gli alberi e la nostra meta e’ nei pressi.

Eccola.

Per prima cosa zaini a terra e si fa pausa per riprendere fiato e temperatura.

Ecco l’ingresso della grotta, una grossa spaccatura che va giu’ in maniera decisa.

Silvana si offre volontaria per armare, quindi inizia a prepararsi mentre il resto del gruppo indugia nel meritato riposo.

Eccola che entra la nostra armatrice.

Scende al primo frazionamento e inizia a sistemarlo.

Linda e’ maestra nel recupero delle forze e subito si impegna in un sonnellino ristoratore. Invidio tanto questa sua capacita’ di appisolarsi ovunque, una gran risorsa.

Anche il resto del gruppo inizia a prepararsi. Io ho gia’ fatto la mia parte e inizio a sentire caldo.

Annuncio urbi et orbi che vado a curiosare sull’operato di Silvana per sottrarmi al caldo e, se serve, per darle una mano. Ultima foto al gruppo prima di scendere.

Ecco Silvana, e’ al primo pozzo. Mi metto comodo ad aspettare che termini l’armo allietandola con qualche chiacchiera. Anche se sono sceso solo 3 metri per fortuna qua e’ gia’ piu’ fresco rispetto all’esterno.

Armo fatto, si scende.

Dopo il primo salto di pochi metri troviamo un terrazzino digradante e ingombro di massi. In fondo parte un altro pozzo. Seguo Silvana che prosegue l’armo. Nel frattempo urlo a chi e’ fuori che nel primo tratto di grotta le corde sono libere. Quando noi siamo quasi alla sala in fondo al pozzo iniziano ad arrivare gli altri. Ecco Giulio che si presta da modello.

Il secondo pozzo. In fondo, sulla sinistra si vede la corda della risalita che ci attende.

Michele in tutta la sua possanza, nonostante oggi sia sabato, giorno che lui aborrisce.

Ecco che arriva anche Francesco.

Giulio e Michele salgono la risalita e vanno a provvedere l’armo per il pozzo successivo. Visto che sembra una cosa lunga io continuo a importunare tutti facendo foto.

Illuminati d’immenso abbiamo Silvana e i nostri ospiti perugini, Eugenia e Francesco, riconoscibili perche’ sfoggiano la nuova tuta arancione di Steinberg, fatta col tessuto “miracoloso”, quello che sembra di non averlo addosso.

Passa almeno mezz’ora. Ho rotto abbastanza con le foto e, a essere sinceri, inizio a sentire freddo. Vado a vedere cosa stanno combinando gli armatori.

Mentre salgo pero’ riesco comunque a fermarmi per riprendere chi scende il pozzo di fronte. Mi sembra sia Luca, ma non ne sono certo.

Eccomi sulla stretta cengia, vicino agli armatori, sotto la paziente attesa continua.

Ed ecco i nostri prodi armatori. Sono un poco incerti sul da farsi perche’ in tutti i punti piu’ utili per l’armo la roccia e’ una schifezza.

Mentre seguo il loro operato non mi perdo chi scende il pozzo. Ecco Angelo al frazionamento.

Quando Giulio e Michele decidono come proseguire l’armo e si mettono in azione io inizio a sentire nuovamente freddo quindi scendo a raggiungere il resto del gruppo che attende pazientemente oramai da almeno un’ora. Non mi sento molto bene, i bagordi di ieri sera hanno lasciato segni sullo stato del mio intestino. Sento di dover andare urgentemente in bagno, avverto tutti che esco e inizio a salire verso l’esterno.

Dopo essere uscito e dato piu’ volte sollievo alle mie sofferenze non trovo la forza e la motivazione per tornare in grotta. Mi dispiace abbandonare cosi’ i miei amici ma a volte e’ necessario saper rinunciare.

Per quanto riguarda la documentazione fotografica della grotta mi viene mi viene in aiuto Luca con le sue belle foto, che vi condivido volentieri.

Ancora una foto di Luca. In grotta raccoglie un po’ di sassolini che poi esamina al microscopio. Sono belli a vedersi…e io ve li mostro.

Attendo fuori un’ora almeno prima che qualcuno esca. Tra i primi c’e’ Michele.

Ed ecco anche Linda e Angelo che devono scappare per andare a fare la spesa per la pappa di stasera. Decido di accompagnarli. Anche Michele sara’ dei nostri.

Sento rumori, altri sono in arrivo ma noi dobbiamo proprio andare.

La “missione spesa” viene portata a termine con successo. Svaligiamo un supermercato vicino Supino poi ci fermiamo al bar per una bibita fresca. Io non azzardo altro che acqua.

Dopo la spesa torniamo alla “nostra” area picnic e diamo inizio ai preparativi per la cena.

Dopo nemmeno un’ora il fuoco e’ ben avviato e le cibarie pronte per la cottura.

Si puo’ iniziare a rilassarsi in attesa della cena.

Cena che si svolge a lungo in allegria e in abbondanza. Stavolta pero’ mi astengo dal vino votandomi moderatamente alla birra. La notte la passo tranquilla anche questa volta, anche senza l’aiuto del vino.

27 agosto 2023 – Ancora una visita alla grotta di Monte Fato.

Oggi cambio della guardia, Luca torna a casa e lo stesso fanno i nostri ospiti di Perugia, Eugenia e Francesco. In compenso ci raggiunge Laura che scende dalla macchina gia’ pronta a partire.

Oggi si smonta il campo quindi c’e’ un poco piu’ da fare rispetto a ieri mattina. Io la mia parte l’ho gia’ fatta, visto che mi son destato alle 6 ho avuto tutto il tempo per smontare la tenda e ripiegare tutto stipandolo in macchina.

Quando siamo pronti salutiamo i nostri amici che tornano a casa e “transumiamo” verso il piazzale dove riprendere l’erta via per la grotta.

Mentre chi deve e’ intento agli ultimi preparativi io imperverso con la fotocamera e il saggio Giulio trova un posticino all’ombra dove ripararsi.

Si parte!

Sono di nuovo in testa al gruppo pero’ inizio male tenendomi troppo basso e fuori sentiero tanto che costringo tutti a una salita ripida per riguadagnarlo. Stavolta, saggiamente, prendo il sentiero “nuovo” quello ombreggiato. Nella seconda parte opto ancora per la deviazione lunga dentro al bosco evitando le felci assolate. Anche oggi nessuno mi segue.

Stavolta la pettata intermedia la ricordo anche troppo bene.

Una foto panoramica mentre riprendo fiato.

Eccoci arrivati. Noto dei profili conosciuti ma non mi sembrano parte del nostro gruppetto.

Ma e’ Luca! e con lui c’e’ anche Danilo. Li saluto arrivando e ci aggiorniamo a vicenda scambiando quattro chiacchiere mentre riprendo fiato e temperatura.

Intanto il resto del nostro gruppo arriva.

Inizia la vestizione.

Stavolta sono pronto tra i primi. Mi impossesso del trapano e vado a mettere un fix per rendere l’ingresso piu’ agevole. Forse non e’ proprio una meraviglia, la corda tocca un poco scendendo, pero’ mi sembra una buona soluzione temporanea.

Silvana ne approfitta ed entra.

La seguo. Stavolta la grotta e’ gia’ armata almeno fino al pozzo dove ho abbandonato ieri, quindi urlo subito la libera a chi mi segue. Nella foga di evitare il caldo mi scordo di salutare Luca, peccato, magari ci incontreremo lungo la grotta e potro’ rimediare.

Una impronta di piede stampata nella roccia. La natura ci supera in fantasia.

Finalmente posso scendere il pozzo dopo la risalita. Bello, mi sembra.

Ambienti maestosi ci si presentano. Grazie alla mia mancanza di memoria posso gustarli come fosse la prima volta che visito la grotta.

I resti di un moschettone in lega.

Una piastrina auto-costruita degli anni che furono.

Continuiamo ad andare avanti, si ricomincia ad armare e avanti si alternano i miei amici, sempre incalzati da Silvana che ripete il motto del giorno: “Doppia tutto!”. Per farla felice su un pozzetto metto addirittura 3 attacchi con un coniglio a tre “orecchie”, nodo che non credo aver mai visto utilizzato in grotta prima d’ora!

Nelle attese provo qualche foto.

Silvana in marmitta.

Sassolini e sabbietta di quelle che piacciono a Luca.

Vermicolazione fitta.

Momento d’armo.

Angelo in paziente attesa.

Pozzo illuminato.

Sbuchiamo su un meandro dalle dimensioni generose, le pareti salgono scomparendo nel buio. Da un lato si intravede una pozza d’acqua che sembra chiudere la’.

Vado a vedere, simpatico ma senza prosecuzioni.

Dal lato opposto il meandro prosegue.

Passo un passaggio un poco esposto armato con una corda che forse e’ piu’ pericolosa del passaggio. Vado avanti fino ad affacciarmi dopo una curva a destra. In fondo la grotta sembra restringersi di nuovo ma non di molto.

Mi giro, il resto del gruppo non sembra intenzionato a proseguire…forse abbiamo anche terminato le corde. Anche io torno indietro.

Ne approfitto per fare qualche foto.

Ecco il meandro in tutta la sua maestosita’.

Ci si ferma per uno spuntino. In effetti anche io ho fame, vado a frugare nello zaino per rimediare qualcosa da sgranocchiare.

Si inizia a risalire. Questo e’ l’armo su latte di monte bituminoso che ho convinto Michele a fare vincendone la diffidenza per la roccia puzzolente.

Approfitto del fatto che devo riprendere fiato per fare foto in cima al pozzo.

Provo a cambiare l’impostazione della fotocamera imponendole tempi lunghi di esposizione ma non mi sembra, complice forse la mancanza di cavalletto, di avere gran risultati.

Silvana inizia a salire il pozzone.

Eccola quasi arrivata.

Roccia dilavata dall’acqua con una conca che ricorda un’acquasantiera.

Ambienti maestosi.

…e io continuo nel provare a fotografarli degnamente.

Ancora il pozzo.

Con Silvana ci fermiamo sulla sella tra il pozzone e la risalita per tirare su gli innumerevoli sacchi. Anche Angelo si ferma per dare una mano ma freme perche’ ha un appuntamento nel pomeriggio e deve andare via.

Alla fine con non poca fatica riusciamo a tirare su tutti i sacchi. Per non avere intralci tiriamo via la corda fissa, che tra l’altro e’ lesionata in corrispondenza del frazionamento intermedio, e la lasciamo ammatassata sulla sella. Terminato il recupero dei sacchi ci si avvia per uscire.

Il caldo dell’esterno ci accoglie. Linda e Angelo si preparano a tempo di record e partono.

Intanto il resto del gruppo esce disarmando le ultime corde.

Laura riposa dopo la fatica ipogea in attesa della camminata di ritorno.

Michele e’ pronto e vigile.

Giulio si gusta il fresco mentre attende l’arrivo del resto del gruppo.

Siamo pronti a partire. Un sorriso di Laura ci da’ il via.

Gli zaini da portare sono molti quindi facciamo uno per uno e scendiamo carichi come muli.

Dopo la consueta camminata arriviamo al piazzale. Due loschi figuri ci vengono incontro mentre stiamo scendendo. Ci salutano festosamente ma da lontano non li riconosco. MA sono Erika e Salvatore! Non sono potuti venire in grotta ma sono venuti ad aspettarci e hanno ingannato l’attesa raccogliendo more.

Dopo i saluti torniamo al “nostro” spiazzo dove ricomponiamo le auto dopo una congrua dose di allegre chiacchiere a commento del campo appena terminato.

Chiudiamo la giornata con una cena in pizzeria nei dintorni di Supino. Dopo aver chiesto ad alcuni locali scegliamo quella del locale campo sportivo. Si fatica a trovarla per mancanza di indicazioni ma non si mangia poi male.

Un campo breve ma intenso, interessante e divertente. Alla prossima.

Pubblicato in Uncategorized | Commenti disabilitati su Campo GsCaiRoma – Grotta di Monte Fato – 25/08/2023

Ricognizione Santa Severa – 14/08/2023

Gabriele, io e Luna a passeggio tra i rovi alla ricerca delle grotte che ci erano sfuggite la volta scorsa.

Stavolta la nostra esploratrice, Martina, non c’e’, in compenso pero’ ho ritrovato finalmete la fotocamera!

Il posto e vicino a quello della volta scorsa ma ci arriviamo con una strada differente. Parcheggiamo e ci prepariamo alla passeggiata.

La partenza non mi piace molto, siamo in un terreno privato e, nonostante le rassicurazioni di Gabriele, temo la presenza di cani ostili alla mia cara Luna. Mi rassicuro quando nei pressi di un fontanile troviamo un gruppo di bikers che riposano al fresco.

Passiamo avanti e imbocchiamo un sentiero che costeggia la recinzione di filo spinato. In effetti dopo un poco e’ difficile determinare se si e’ fuori o dentro il terreno privato.

Seguendo le indicazioni del GPS di Gabriele, arriviamo in una zona che sembra promettere bene. Costeggiamo una parete e infatti dopo un breve tratto troviamo…una grotta!

Stavolta e’ Gabriele a farsi carico di entrare ed esplorare.

Io intanto passo avanti dove si apre un altro sgrottamento che comunica con quello dov’e’ Gabriele.

Facciamo i rilievi del caso e mi diverto anche a disegnare una bozza di rilievo.

Proseguiamo, ci sono altri buchi ma sarebbero da scavare.

Dopo la parete proseguiamo nella boscaglia, abbastanza fitta ma senza troppi rovi. Ogni tanto di incontra una radura.

Cerchiamo di seguire le tracce di sentiero che incontriamo, ma spesso sono solo tracce del passaggio di animali al pascolo.

Ci fermiamo a prendere fiato in un punto dove ci sono delle strutture in tubi innocenti di cui non capiamo l’utilita’. E’ qua che ricevo una delle peggiori notizie che mai mi sarei immaginato di sentire. Al cellulare di Gabriele, che prende ovunque, e’ arrivato un messaggio. Il nostro caro amico, Gianni Mecchia ci ha lasciati. Rimango travolto dalla notizia e devo stare in silenzio alcuni minuti per assimilarla, tanto mi pare assurda e impossibile.

La spensieratezza della giornata e’ oramai perduta.

Riprendiamo la strada per tornare alla macchina.

Incontriamo una zona che sembra ospitare delle pozze d’acqua. Ora sono secche, ma Gabriele si dice convinto trattasi di risorgenza di acque termali.

Incontriamo altri buchi ma non li degniamo d’attenzione.

Raggiungiamo di nuovo il sentiero principale ritrovando le mucche al pascolo e il fontanile.

Come dicevo, ecco il fontanile, un ultimo tratto e siamo alla macchina.

Arrivati alla macchina ci cambiamo in abiti estivi e torniamo verso Santa Severa. Lungo la strada incontriamo due massicci che ci fermiamo a fotografare. Magari saranno la meta di una prossima ricognizione.

La notizia della perdita di un caro amico ha funestato questa uscita. Non ci sono parole adatte in questi casi. Sarai sempre con noi Gianni. Alla prossima.

Pubblicato in Uncategorized | Commenti disabilitati su Ricognizione Santa Severa – 14/08/2023

Stiffe e Val di Varri – 12/08/2023

Con Gabriele per una visita a due bellissime grotte turistiche.

Anche questa volta sono senza fotocamera e stavolta lo dico con molto rammarico perche’ alla grotta di Stiffe e’ stata un’occasione unica, per la prima volta sono andato oltre la parte turistica e ho assistito alla preparazione di una immersione per il passaggio del sifone, uno dei tanti che separano i nostri amici dalla zona in esplorazione.

Dopo l’emozionante visita alla grotta di Stiffe con Gabriele riprendiamo la macchina facendo sosta ad un ristorante che si incontra scendendo dalla grotta. Menu a prezzo fisso, piatti semplici ma gustosi pero’…tempi incredibilmente lunghi, tanto che ci si scorda il motivo per cui si e’ seduti li’!

Dopo il lunghissimo pranzo andiamo alla grotta di Val di Varri dove passiamo un paio d’ore a parlare con la simpatica gestore, Diletta. Avevo voglia di coronare la visita con un giro in grotta e un paio di turisti me ne danno l’occasione. In verita’ la grotta’ sarebbe ancora chiusa, ma alla fine Diletta si lascia convincere e partiamo tutti assieme per un bel giro in cui un poco tutti cerchiamo di fare da ciceroni ai nostri ospiti.

Stavolta inoltre mi porto il cellulare cosi’ posso “rubare” qualche foto.

Alla prossima!

Pubblicato in Uncategorized | Commenti disabilitati su Stiffe e Val di Varri – 12/08/2023

Ricognizione Santa Severa – 09/08/2023

A spasso per i boschi vicino Santa Severa con Martina, Gabriele, io e Luna.

In questi giorni sono a Santa Severa a fare il nonno quando Gabriele ha una delle sue trovate. Quando ci sentiamo al telefono, mi dice: “Ci sono delle grotte li’ vicino da te, vogliamo andare a darci uno sguardo?”. Non posso far altro che dire di si. Detto fatto e’ organizzato. Al nostro gruppetto minimale si aggiunge anche Martina, meglio! La mattina ci incontriamo a Santa Severa e dopo la doverosa colazione ci addentriamo all’interno dalle parti di Santa Severa Nord. Dopo aver percorso una strada sterrata Gabriele decreta che siamo arrivati. Troviamo parcheggio e ci prepariamo.

Sono senza GPS e fotocamera, tra i vari spostamenti ho dimenticato dove li ho lasciati. Con un sospiro mi rassegno a farne a meno. Il nostro primo obbiettivo e’ una cava, non saprei dire se abbandonata o meno. Non seguiamo alcun sentiero quindi ci troviamo a vagare tra rovi e stracciabraghe. Alla fine la troviamo, la ammiriamo e proseguiamo. Per continuare insisto affinche’ si segua il sentiero, sono con le braccia sanguinanti e lo spirito della ricerca si e’ affievolito assai.

Guidati dal GPS di Gabriele arriviamo ad una zona che e’ una cuccagna. e’ letteralmente costellata da buchi che si aprono nel travertino. Alcune invero sono molto squadrate e sembrano casette minuscole. Sono i miei amici ad aggiornarmi, sono tombe etrusche. Cio’ non toglie che altre sono grotte vere e proprie, la cosa si fa interessante.

A questo punto mi ricordo che anche col cellulare posso prendere delle foto. Lo ritrovo dentro lo zaino e inizio a documentare.

Martina e’ la volenterosa del gruppo quindi mandiamo avanti lei quando c’e’ da infilarsi nei buchi che troviamo.

Ecco una delle tombe di cui vi parlavo.

Questa e’ naturale, ma porta da nessuna parte.

Continuiamo a vagare tra decine di buchi, e’ quasi una cuccagna. Peccato che parecchi siano stati tappati, probabilmente dai pastori.

Buco!

E ancora.

E ancora.

Cerchiamo di vederli tutti ma e’ un lavoro immane.

Altra tomba.

Ingenuamente dico:”guarda, un abbeveratoio”. Vengo subito smentito, “e’ un sarcofago” mi dicono.

Luna osserva con interesse una tomba semi-distrutta.

Altro buco naturale, ma investigabile solo dopo opera di scavo. Lo lasciamo al suo destino.

Gabriele consulta il suo fido GPS e decreta che siamo vicini al punto in cui si apre l’ingresso di una delle grotte in catasto.

Pausa di consultazione.

Di buchi ce ne sono tanti, ma nessuno promette un facile ingresso.

Questo non e’ male, ma forse serve la corda.

Da rivedere.

Eccoci alla grotta in catasto, uno scivolo di alcuni metri. Martina si infila per un tratto ma poi lo scivolo diventa troppo scosceso.

Un fungo lo vogliamo fotografare?

Riprendiamo il nostro girovagare matto e disperatissimo.

Altri buchi malamente tappati.

Di certo da queste parti non ci si annoia.

Particolare del travertino.

Altro buco in cui mandiamo Martina ad esplorare.

Anche in questo.

Qua le faccio assistenza perche’ mi sono accorto che sopra di lei c’e’ un sassone che minaccia di caderle addosso.

Abbandoniamo la piana delle meraviglie e prendiamo una direzione che dovrebbe riportarci alla macchina. Strada facendo troviamo un notevole buco nel terreno. Ci diamo uno sguardo, sembra un bel buco, ci fermiamo a valutarlo.

Come sempre, per oggi, e’ Martina che si occupa di esplorare la cavita’.

Per non farla sentire sola l’accompagno per il primo tratto mentre lei si addentra.

Il verdetto finale e’ sempre lo stesso, magari continua, ma si deve scavare.

Martina e’ scrupolosa e controlla ogni possibile pertugio.

Dopo questa bella scoperta ce ne torniamo felici, contenti e accaldati verso la macchina, stavolta pero’ riusciamo a trovare un sentiero che ci evita i rovi. Alla prossima.

Pubblicato in Uncategorized | Commenti disabilitati su Ricognizione Santa Severa – 09/08/2023

Campo Abisso Nessuno – 04/08/2023 – 06/08/2023

Il campo, organizzato dal gruppo Shaka Zulu Club Subiaco nel cuore del Parco Naturale Regionale Simbruini, ha visto la partecipazione di vari gruppi dall’Aquila, Pescara, Colleferro, Orvieto e altri gruppi romani. Nei tre giorni forse piu’ piovosi di questa estate e’ stato allestito il campo e organizzate le punte all’Abisso Nessuno (LA1327) con lo scopo di riarmare la grotta, farne un rilievo aggiornato e proseguire l’esplorazione, ferma al 1995. Il campo e’ stato un successo per i molti speleo convenuti, per l’allegria del campo e per i risultati. Tutti gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti, l’armo e’ stato rinnovato, il rilievo fatto e la grotta ora ha una dimensione maggiore, si tratta di soli 20 metri aggiunti al rilievo originale, ma sono metri che aprono nuovi orizzonti esplorativi e solleticano la fantasia.

Seguono alcune foto di queste belle giornate.

Pubblicato in Uncategorized | Commenti disabilitati su Campo Abisso Nessuno – 04/08/2023 – 06/08/2023