Grotta della cuccumella – 17 gennaio 2026

Con Vittorio e i suoi amici a visitare la grotta da loro trovata tempo fa. Da Roma partiamo in cinque, Linda, Martina, Alfonso Gabriele ed io.

Devo scusarmi con gli amici di Vittorio, anche se non e’ la prima volta che ci incontriamo ancora non ho imparato i loro nomi. Se leggerete la mia relazione magari potrete colmare voi la mia lacuna con un commento…

La mattina ci incontriamo, come al solito al Castello dell’Abbadia (https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_dell%27Abbadia).

Il tempo dei saluti e rimontiamo in macchina per andare a far conoscenza con la grotta della cuccumella, scoperta da Vittorio non molto tempo fa.

Non ci spostiamo di molto, solo di quel che basta a me per perdere la cognizione di dove siamo!

Finisco di prepararmi di corsa mentre il gruppo gia’ si avvia verso la grotta.

Arriviamo al bordo del dirupo che affaccia sul fiume Fiora e iniziamo a scendere per un sentiero molto scivoloso, e’ attrezzato con una corda di dubbia tenuta e Vittorio ci dice che serve ai pescatori per arrivare al fiume.

A mezza costa si apre la nostra grotta e subito si nota che anche lei, come le altre nei dintorni, e’ nel travertino.

In fila indiana e cercando di non capitombolare arriviamo alla grotta.

Gabriele e Linda chiudono la fila.

Questa e’ una simpaticissima ragazza “degli amici di Vittorio”, anche di lei ancora non riesco a ricordare il nome, posa accanto a del pittoresco pattume buttato giu’ dal dirupo da qualche amante della natura.

Andiamo a vedere la grotta. L’ampio sgrottamento iniziale si restringe dopo un paio di metri e si addentra nella roccia.

Per proseguire devo smontare lo zaino e recuperare il casco.

Dopo un passaggio stretto ma non scomodo si entra in una sala interna.

Ci sono possibili prosecuzioni ma andrebbero allargate con metodi decisi e oggi non siamo attrezzati per farlo.

Il travertino sembra sia stato saccheggiato piu’ volte, magari per portar via un souvenir.

A una prima analisi le possibili prosecuzioni non sembrano avere circolazione d’aria pero’, per assicurarmene esco fuori a chiedere se per caso ci sia qualcuno con una sigaretta che si possa prestare a saggiare i buchi col fumo.

L’unica attrezzata alla bisogna risulta essere la simpatica ragazza senza nome. La osservo mentre recupera il tabacco e confeziona una bella sigaretta poi la guido verso i buchi che vorrei saggiasse col fumo. Purtroppo anche il fumo della sigaretta conferma che di aria non ce n’e’. Grazie ugualmente per la buona volonta’.

Eccoci tutti di fuori, termino di prendere le coordinate col mio GPS, visto che l’ingresso e’ coperto dalla vegetazione anche verso il cielo non riesco a ottenere una precisione migliore di 7 metri. Accontentiamoci.

Nel frattempo Gabriele termina la scansione 3D della grotta e ce la mostra. Il gruppo sembra deciso a tornare sui propri passi, personalmente sarei sceso verso il fiume per continuare a dare uno sguardo ad altri buchi lungo la parete pero’ non provo a insistere e mi accodo agli altri per tornare indietro.

Prima di iniziare la salita scivolosa convinco Alfonso ad andare poco piu’ giu’ a dare uno sguardo in un punto che mi incuriosisce. La sua ricognizione rivela nulla di interessante. Fa nulla, ci abbiamo provato. Lo ringrazio e proseguiamo.

Tornati in pianura ci avviamo per un sentiero verso le macchine.

Saluto la bella parete che costeggia il fiume.

A quanto pare la nostra passeggiata proseguira’ con una visita alle tombe etrusche che abbondano in questa zona.

Facciamo una piccola deviazione per ammirare l’acciottolato di quel che rimane della Via Clodia. Subito approfitto per dimostrare la mia ignoranza dicendo di non conoscerla! Solo in seguito potro’ dare uno sguardo alla documentazione online (https://it.wikipedia.org/wiki/Via_Clodia) per scoprire che era una via che collegava la via Cassia con la via Aurelia.

Il nostro giro prosegue tra le varie tombe disseminate lungo un percorso guidato.

Strada facendo noto un buco interessante e approfitto di nuovo della buona volonta’ di Alfonso per andare a verificare. Ancora un nulla di fatto.

La nostra visita prosegue fino a esaurire le tombe da visitare.

Siamo vicini al fiume…e anche nell’unico punto all’ombra!

Al termine della visita “tombale” torniamo alle auto. Sembra che la giornata si concluda qua quindi mi cambio le scarpe e indosso la maglietta asciutta mentre il resto del gruppo si dedica alle ultime chiacchiere.

Torniamo tutti insieme al castello dove Troisi e Benigni ci accolgono.

Una foto al solo castello mentre ci scambiamo i saluti. Vittorio e i suoi amici vorrebbero portarci a fare ancora un giro e visitare la grotta dell’arcobaleno ma Linda deve andare per poter essere a Roma presto mentre Martina, Alfonso ed io ci siamo gia’ cambiati e sinceramente non abbiamo voglia di ripetere di nuovo il cambio scarpe, necessario per la visita alla grotta.

La nostra gita per oggi si conclude qua al castello. Dopo i saluti Gabriele e Linda partono a razzo in direzione di Roma. Vittorio e i suoi amici proseguono la giornata nei dintorni. Martina, Alfonso ed io ci dirigiamo verso Montalto di Castro con una meta precisa, la locale pizzeria, oramai tappa fissa durante le nostre gite da queste parti.

Dopo il lieto pasto riprendiamo la macchina per tornare anche noi a Roma. Presto e bene.

Con Alfonso ci salutiamo alla stazione metro Jonio. Martina ed io concludiamo il viaggio in metro salutandoci anche noi a piazza Bologna.

Una visita breve ma interessante, resa piacevole dalla buona compagnia e da un bel sole. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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