Grotta degli scordati e Pozzo degli spari – 06/12/2025

Con Martina, Luca, Nerone, Gabriele e la partecipazione speciale di Elia.

La mattina, con tutta la calma possibile, Martina, io e Gabriele arriviamo all’appuntamento dove Luca e Nerone ci attendono. Al calore del tiepido sole che ci sta regalando questa giornata ci cambiamo velocemente e prepariamo gli zaini col materiale.

Zaini in spalla, si parte.

Come deciso dopo la prima volta, anche stavolta prendiamo il sentiero segnato e lo seguiamo fino a quando coincide con la nostra meta.

Quando arriviamo alla palina con l’indicazione dei sentieri dobbiamo prendere a destra.

Per ora siamo ancora sul sentiero, come testimonia questo cartellino fissato a un tronco.

Oramai siamo fuori da sentiero, facciamo una breve deviazione per un paio di foto al Pozzo Egizio. In effetti sarebbe POZZO SILVIO GIZZI(1569) ma quando ne chiedo il nome ai miei amici”egizio” e’ quello che capisco quindi lo memorizzo cosi’ sul GPS.

La foto da vicino e’ un poco nascosta dalla mia ombra, pero’ cosi’ si riescono a intuire le dimensioni.

Arrivati al bordo sassoso dove si scende per il Pozzo degli spari io mi fermo e aspetto Martina chiedendole poi il piacere di accompagnarmi alla Grotta degli scordati, non l’ho mai vista e ho deciso che oggi e’ il giorno giusto per visitarla.

Con la guida di Martina che e’ veterana di questa grotta arriviamo in cima al colle e proseguiamo dalla parte opposta, sempre tenendoci vicini al bordo sassoso. Dopo qualche metro, sulla destra Martina mi indica un punto. “La grotta e’ la’”, mi dice. Sul momento vedo nulla, ma poi guardando attentamente individuo un buco, nemmeno tanto piccolo.

In pochi passi siamo nelle vicinanze, ora il pozzo si vede benone.

Subito faccio mettere Martina vicino l’ingresso per una foto che magari inseriro’ in catasto.

Ecco l’ingresso visto da vicino.

Mentre indosso l’attrezzatura chiedo a Martina di iniziare l’armo legando la corda all’albero piu’ vicino. Quando sono pronto mi unisco a darle una mano e in breve la corda e’ pronta per la discesa.

Sono pronto anche io quindi saluto Martina, che terminera’ di prepararsi in attesa di Gabriele, e scendo.

Alla base del pozzo d’ingresso trovo uno scivolo di terra che mi porta dentro la grotta. Come i miei amici avevano anticipato ora mi trovo nella sala principale e sono sul cocuzzolo di un cumulo di sassi che digradano davanti a me e alle mie spalle. Ma quello che attira per primo la mia attenzione sono i resti di una macchinetta fotografica. Sembra una di quelle usa e getta. Chissa’ da quanto e’ qua dentro.

Mi metto seduto comodo sul cocuzzolo e mi preparo per fare la prima delle cose che avevo in mente: la calibrazione del mio DistoXble

La calibrazione e’ un lavoro che richiede pazienza, oggi solo ben disposto e cerco di farlo nel migliore dei modi. Alla fine faccio quasi 200 “tiri” di calibrazione e ottengo una copertura del 99.98%, posso ritenermi soddisfatto…anche se i parametri che ne ottengo sono fuori dai limiti ammessi!

Ho praticamente terminato la calibrazione quando sento Martina che mi chiama da fuori. Ha terminato di prepararsi, Gabriele non e’ ancora arrivato e lei ha deciso di scendere.

Mentre aspetto che Martina arrivi faccio qualche foto nei dintorni. La grotta e’ interessante.

Ecco che arriva Martina, anche lei si accomoda in sala.

Mentre Martina scendeva il pozzo d’ingresso e’ arrivato anche Gabriele, in pochi minuti anche lui e’ tra noi.

Io nel frattempo ho riposto le mie cose da calibrazione e, incoraggiato dai miei amici, riaccendo il mio DistoX evado a prendere qualche punto veloce per avere un primo rilievo approssimativo della grotta.

Scendo lungo un lato in pendenza, trovo un pertugio praticabile che porta “al piano di sotto”, nemmeno a dirlo mi inzacchero tutto con un miscuglio di latte di monte fangoso dal colore che ricorda cose piu’ spiacevoli e maleodoranti. Giro un poco prendendo qualche punto poi ritorno dai miei amici. Tocchera’ tornarci per guardare meglio.

Iniziamo a risalire per uscire a raggiungere Luca e Nerone che abbiamo lasciati soli al Pozzo degli spari. Esco io per primo subito seguito da Martina.

Mentre aspetto faccio anche una foto a questo panorama stupendo.

Di lato al pozzo c’e’ una nicchia. Dentro ci sono numerose cacche di chissa’ quale animale. Chissa’ come abbia fatto ad arrivare la’ dentro.

Ecco il turno di Gabriele. Anche a lui faccio qualche foto.

Mentre Martina e Gabriele recuperano la corda io mi avvio verso la Grotta degli spari per vedere cosa stanno combinando Nerone e Luca.

Sorpresona! Alla grotta c’e’ anche Elia, gli rubo una foto prima che se ne accorga…che poi se ne accorge ugualmente, pero’ mi perdona.

Il tempo di salutare Elia che lui gia’ e’ pronto a ripartire, vuole fare un giro da queste parti perche’ ci sono dei punti che non ha mai visitato. Martina e Gabriele che arrivano dopo qualche minuto fanno appena a tempo a salutarlo mentre si avvia.

Dentro la grotta ci sono Nerone e Luca che stanno lavorando alacremente nel secondo pozzo. Visto che uno dei lavori da fare era togliere terra e sassi dal pozzo d’ingresso, mi metto d’accordo con Martina e Gabriele per farlo. Scendo il pozzo e quando sono alla base mi sistemo. Saluto Nerone, che e’ nella saletta aldila’ del passaggio basso e assiste Luca che lavora sul fondo del secondo pozzo.

Quando Martina e Gabriele sono pronti, mi tirano giu’ la cofana legata a una corda e iniziamo il nostro fangoso lavoro.

Lavoriamo di buona lena per almeno un’ora, da fuori iniziano a lamentare dolori alle braccia e alle spalle ma li incito a continuare comunque, scavando mi sembra si inizi a intravedere un vuoto interessante.

Quando fuori si dichiarano finiti Nerone decide che e’ ora di salire su, cosi’ potra’ dare una mano a tirare su i secchi di terra e sassi. Con qualche contorcimento ci scambiamo di posto e Nerone sale. Il pozzo stretto che mi aveva bloccato la volta scorsa e’ solo un ricordo quindi Nerone in pochi minuti e’ fuori.

Di sotto intanto Luca ha risalito il secondo pozzo e mi ha raggiunto. Gli cedo il posto per riempire i secchi di terra e io scendo il secondo pozzo per vedere cosa e’ successo oggi da quelle parti.

La prima cosa che si nota e’ un bel muretto a secco fatto con i sassi tolti dal fondo della grotta.

Ci sono anche delle ossa ben lucide, Luca dice siano fresche.

Fatta la ricognizione del posto mi sistemo e inizio a scavare col trapano demolitore. Lo faccio per pochi minuti perche’ all’improvviso il trapano smette di funzionare. Chiamo Luca per sapere la risposta e’ che fuori fa freddo ed e’ ora di tornare alle auto, quindi il generatore e’ stato spento.

Rifaccio lo zaino col materiale da scavo e chiedo a Luca di tirarlo su, poi salgo anche io. Lascio a Luca l’onere di disarmare il secondo pozzo mentre io vado ad affrontare il pozzo d’ingresso che tanta fatica mi costo’ la volta scorsa. Come avevo notato prima, al passaggio di Nerone, il pozzo che mi aveva bloccato ora non esiste piu’, salgo senza difficolta’.

Quando sono fuori, nonostante il bellissimo tramonto devo sfogare il nervoso creatomi dal fatto di non essere stato avvertito che avrebbero spento il generatore. Me la prendo un po’ con tutti, probabilmente esagerando anche la gravita’ dell’accaduto. Pero’ quando sono nervoso per qualcosa devo dirlo e di solito lo faccio senza molta delicatezza. C’e’ di buono che dopo lo sfogo feroce mi passa tutto e in breve dimentico anche il motivo dell’arrabbiatura.

Mentre il tramonto inizia a farsi sempre piu’ scuro, partiamo zaino in spalla alla volta delle macchine.

La camminata di ritorno e’ quasi tutta in salita ma passo dopo passo anche lei termina. Quando arriviamo alle auto oramai e’ notte fonda.

Ci cambiamo velocemente mentre chiacchieriamo con Fabio, un amico di Martina che ha provato a raggiungerci alla grotta, senza riuscirci. Ci sarebbe l’ipotesi di cenare con un bel piatto di fettuccine ma incredibilmente sono io che devo declinare la proposta, ho un altro impegno e devo tornare a casa prima possibile. Sfumate le fettuccine non rimane altro che salutarci e prendere la via del ritorno. Alla prossima.

Avatar di Sconosciuto

About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.