Un corso sempre molto interessante e anche in buona compagnia.
23.10.2025 – Viaggio
Giorno di viaggio, il corso iniziera’ domani. Siamo Betta, io e Luna a partire con largo anticipo.
Ne approfittiamo per fare una sosta a Todi, il tempo di visitare il centro e poi ripartiamo. Per un soffio manchiamo di incontrare Maurizio che abita a Todi, proprio vicino al centro. Peccato.

24.10.2025 – Inizio del corso
La mattina l’abbiamo ancora libera quindi con Betta decidiamo di andare a fare un giro. Dopo la colazione prendiamo la macchina per andare in gita a Gubbio.

Dopo pranzo torniamo a Villa Scirca dove nel frattempo sono arrivati tutti e si puo’ iniziare il corso.
Negli anni scorsi ne ho gia’ seguiti di corsi a Villa Scirca e almeno uno di essi mi sembra fosse simile a questo ma finora tutti quelli passati erano stati tenuti da Checco. Ora invece il corso sara’ tenuto da Marco con il supporto di Luca e Nico. Un segno del tempo che passa inesorabile.
Dopo un lungo spiegone di Marco sul tema “materiali” che andremo ad approfondire in questi giorni Marco cede la parola a uno di noi corsisti. Nemmeno a dirlo non ricordo il suo nome ma questo non toglie che faccia un intervento molto interessante. Infatti lui lavora, credo, in un laboratorio dove testano materiali di vario genere e ci ha portato i risultato di alcuni esperimenti che ha fatto su dei moschettoni e altri attrezzi speleologici.
L’argomento dei suoi test e’ molto interessante, ha usato dei particolari sensori che permettono di misurare le forze in piu’ punti differenti di un dato attrezzo. Questo metodo permette uno studio fine delle forze che agiscono sui materiali e apre certamente nuovi fronti di ricerca.

Un altro strumento testato e’ il croll. Con i suoi sensori il nostro collega di corso e’ riuscito a capire come agiscono le forze su questo attrezzo quando e’ sottoposto a trazione. Molto interessante.

Dopo il primo nostro collega anche un altro di sicura esperienza ci mostra uno studio piu’ teorico per spiegare perche’ i moschettoni hanno la forma che hanno. Della sua spiegazione ricordo solo i termini “momento aprente” e “momento chiudente”.
Altra cosa interessante la dice sulla differenza tra moschettoni con ghiera e senza. Ci dice che la ghiera serve solo a evitare che il clicchetto di apertura del moschettone si ribalti. La ghiera non partecipa, ci dice, a una maggiore resistenza del moschettone. Ne prendo atto ma non credo che abbandonero’ i moschettoni a ghiera per questo!

Esauriti i lunghi interventi della giornata ci spostiamo al laboratorio per qualche test pratico.

Tanto per sgranchirci iniziamo rompendo una serie di corde da 10mm, con un nodo a ogni capo, sia nuove che usate, alcune antiche addirittura con una permanenza in grotta per decenni.

25.10.2025 – Prosegue il corso
La mattina Marco riprende le redini del corso e inizia a parlare di nuovo di corde e della loro parte nella catena di sicurezza.


Ci spiega poi come e’ fatta una corda al suo interno.



Passa poi a parlare dell’usura delle corde.

Prima di pranzo interrompiamo l’impegnativa parte teorica per andare di nuovo in laboratorio a rompere qualche corda. Stavolta Marco ha con se’ una termocamera con cui puo’ fare video che documentano con precisione le temperature che si hanno in una corda sottoposta a trazione.

Facciamo dei test simili a ieri sera, ovvero con corde annodate ai due capi.

Passiamo poi a dei test su corde senza nodi per vedere l’impressionante differenza di tenuta della corda.



Le varie corde maltrattate poi vengono passate di mano in mano tra noi corsisti. Ne approfitto per fare la foto a una striscia, che si trova interna a ogni corda e mostra dei dati importanti della corda stessa a beneficio di noi che la usiamo.
Tanto per saperlo leggendo da sinistra troviamo: il produttore e la norma di riferimento, l’anno di fabbricazione e il materiale utilizzato.
Cercando su internet ho trovato che la normativa EN 1891:1998 si riferisce alle corde tessili a basso allungamento con anima e calza (kernmantel) progettate per la prevenzione delle cadute dall’alto, utilizzate per accesso su fune, posizionamento sul lavoro, salvataggio e speleologia.
Le corde di Tipo A sono corde a basso allungamento che offrono prestazioni superiori, a differenza di quelle di Tipo B che hanno prestazioni inferiori.
Mi sembra manchi solo una informazione in questa striscia. Non e’ specificato se si tratta di nylon 6.0 o nylon 6.6. Sono entrambi dei poliammidi ma basterebbe poco per essere piu’ precisi.

Proseguiamo con dei test su corde con i nodi che alla fine sono quelli piu’ interessanti per noi.


Dopo tante nozioni e tanti test una bella cena ci sta tutta! Per fortuna La moglie di Alessandro nel frattempo ha cucinato cose buone per il nostro pasto serale.

Dopo la cena scendiamo di nuovo in laboratorio per altre “rotture”, tutte molto interessanti.

Al termine dei test ci ritroviamo in pochi nel laboratorio. Viene a farci visita Checco ed e’ un piacere scambiare qualche chiacchiera con lui che ha dato vita a questo laboratorio ed e’ stato sicuramente tra i protagonisti della speleologia umbra del secolo scorso.
26.10.2025 – Fine del corso
La mattina dopo colazione ci si rivede tutti in classe per un’altra lezione.

Oggi Marco ci parla degli attrezzi che usiamo comunemente in grotta. Ci parla in particolare anche dei discensori visto che e’ fresco un suo articolo su Speleologia proprio su questo tema.

Ci parla diffusamente dell’interazione tra corde e discensori e delle temperature che ne derivano. Questo mi porta a ricordare quando in passato ho cercato invano di dissuadere alcuni amici dal fermarsi a meta’ discesa di pozzo lungo per fare foto. Quando senti parlare di modifiche permanenti alle corde e perdite di tenuta dovute al riscaldamento del discensore durante una discesa, dovrebbe passarti la voglia di sostare su corda durante una discesa.

Dopo la teoria come sempre passiamo in laboratorio per la parte pratica.

Faremo delle prove su alcuni croll, in particolare ne proviamo uno nuovo, concepito per l’uso professionale.



Il risultato non e’ tra i piu’ confortanti.


Faccio provare anche un moschettone molto rovinato preso a Grotta Stoccalma tempo fa. Se ben ricordo, nonostante il pessimo stato, regge ancora circa 300Kg.


Le nostre fatiche vengono premiate con un buon pranzo e con la consegna degli attestati di partecipazione.

Tutte le cose di questo mondo, sia belle che brutte, prima o poi finiscono. In questo caso si e’ trattato di una bella esperienza con tante belle persone. Marco non ha di certo fatto rimpiangere la mancanza di Checco. Nico e Luca hanno fatto la loro parte per rendere piacevole il corso. Tutti noi corsisti siamo stati ragionevolmente attenti e interessati. Bravi tutti insomma! Alla prossima.