Corso 60 GsCaiRoma – Palestra + Faggeto Tondo – 11/10/2025

Un’ultima uscita di fine corso che come tradizione prende un intero fine settimana.

11.10.2025 – Palestra di roccia alla falesia della Gola del Corno del Catria

La mattina, dopo “solo” 2 ore e mezza di auto Betta, io e Luna arriviamo alla palestra. Il parcheggio non e’ propriamente ampio ma con qualche manovra si riesce a fare posto per tutti, anche per noi che arriviamo per ultimi.

La falesia che ci ospitera’ e’ formata da un’ampia rientranza nella parete della gola in cui si snoda la strada. Luciano ci ha detto che si tratta della gola del Corno del monte Catria e io riporto senza ulteriori commenti o approfondimenti.

Luciano, Giulio e Paola sono arrivati gia’ ieri e sono qua ad attrezzare gia’ dal primo mattino.

Marco e’ arrivato con Salvo poco prima di me ma non ne sembra contentissimo…o lo sguardo fulminante sara’ per le mie foto sfocate?!?

Un saluto piu’ sorridente lo ricevo da Giulio.

Arriviamo alla fine del ponte dove un sentiero scosceso ma dotato di gradini ci permette di scendere. Pochi metri ed eccoci alla palestra di roccia che inizia ad animarsi ora che sono arrivati anche i nostri corsari.

Mentre i corsisti si preparano Luciano termina di attrezzare la discesa di fianco al ponte, molto panoramica.

Gli allievi sono pronti, Luciano come direttore del corso inizia lo spiegone su quello che li attende. In pratica il programma di oggi prevede alcune manovre meno usuali e piu’ complesse rispetto a quelle che hanno gia’ appreso. Oggi infatti dovranno confrontarsi con il passaggio del nodo, i vari cambi corda, un traverso non banale e un saliscendi percorrendo una corda a “V”.

Ascoltiamo lo spiegone e l’esempio del passaggio del nodo in religioso silenzio.

Si inizia! Visto che oggi c’e’ abbondanza di istruttori e io mi trovo al momento disoccupato vado a passare il tempo e scaldare i muscoli sulla via di fianco al ponte. E’ particolarmente divertente perche’ partendo dal piano della falesia ci si puo’ lanciare in un pendolo abbastanza ampio che mi diletta assai.

Dalla mia posizione altolocata faccio una foto verso Betta e Luna che assistono alle nostre evoluzioni.

Il panorama e’ mozzafiato e inoltre si intravede, dall’altro lato della gola un interessante vuoto che si lascia immaginare come grotta.

Sempre dall’alto riprendo tutta l’allegra compagnia con i nostri corsisti impegnati nel passaggio del nodo in salita e in discesa.

Un altro saluto a Betta prima di scendere. Luna osserva quei strani tizi che fanno cose strane appesi a delle corde.

Dopo la salita pendolante vado a provare il traverso maligno. Non male.

Fatto il giro panoramico delle attrazioni della giornata vado a salutare Betta mentre i nostri corsari sono sempre impegnatissimi con le prove previste per loro.

Paolo ha deciso di provare anche lui il traverso, Luciano lo assiste per qualche consiglio tecnico.

A qualcuno e’ piaciuta la via pendolante e la sta provando. Ora che ci penso si sarebbe potuta spiegare agli allievi anche la manovra per evitare la pendolata visto che qua e’ divertente ma in grotta puo’ risultare pericolosa.

Il passaggio del nodo si e’ rivelato un osso duro da rodere per i nostri corsari ma alla fine riescono tutti con piu’ o meno fatica.

E’ il momento della manovra detta in gergo: “cambio corda”. Si tratta in pratica di cambiare corda e/o direzione in mezzo a una via. Puo’ quindi esserci un cambio salita-salita, salita-discesa, discesa-discesa e discesa-salita. Stavolta lo spiegone tocca a Giulio che mostra la manovra ai corsisti mentre io mi gingillo su un’altra corda.

Gli allievi ascoltano con attenzione le spiegazioni della nuova manovra che li impegnera’ a breve, intanto ne approfittano per riposare le braccia gia’ sforzate a dovere per il passaggio del nodo.

Mentre i nostri corsari attendono al nuovo impegno l’instancabile Luciano trasforma la via del pendolo in una nuova e insidiosa prova per loro, una via a “V” in cui si scende fino a meta’ e poi si risale per terminare la via. Serve pazienza e un buon coordinamento preciso nell’uso di discensore e bloccanti.

Nemmeno montato e gia’ qualcuno lo impegna.

Intanto pero’ prosegue l’impegno per il cambio corda in tutte le sue declinazioni.

Si e’ fatta ora di pranzo quindi raggiungo Betta per mangiare assieme. Mentre eravamo impegnati negli esercizi su corda il bel sole che illuminava la falesia al mattino e’ scomparso e devo convenire con Betta che a stare fermi si inizia a patire il freddo. Per questo motivo e visto che c’e’ per fortuna c’e’ abbondanza di istruttori dopo aver mangiato salutiamo tutti e prendiamo la strada per tornare all’auto.

Arriviamo sul ponte che sovrasta la falesia giusto in tempo per fare il tifo per il prode che per primo ha provato con successo la maligna “V”.

Ripresa la macchina facciamo la strada che ci divide dall’Ostello del volo nel quale saremo ospiti per il fine settimana e dove ci concediamo un sonnellino ristoratore.

Serata all’Ostello del volo.

Il nostro buon riposo viene interrotto dal molesto vociare dei soliti ragazzacci da bar che si divertono a giocare un’accanita partita a biliardino davanti alla finestra della nostra camera!

Un poco frastornato mi affaccio per prendere atto che si tratta dei nostri amici evidentemente tornati dalle fatiche in falesia. Il resto del gruppo e’ seduto attorno a un tavolo per una birra e qualche chiacchiera. Andiamo a unirci a loro in attesa che arrivi l’ora di cena.

Quando Alessandro ci chiama per la cena rispondiamo con premura e sincero appetito. Facciamo un’allegra tavolata mentre degustiamo l’amatriciana mirabilmente cucinata dalla moglie di Alessandro. Segue un arrosto cucinato con mele e prugne, buono anche se devo dire che non amo la commistione tra dolce e salato.

Prove materiali

Dopo cena Luciano ha organizzato una bella sorpresa, si e’ accordato con Luca per una breve presentazione del centro dove testano i materiali. Chiuso il pasto ci trasferiamo nella sala prove dove Luca ci spiega cosa fanno in questo posto.

Ascoltiamo tutti con interesse mentre ci illustra l’uso del potente dinamometro che serve per i test materiali.

Luca mostra mostra i risultati di alcuni test su corde e moschettoni.

Luciano ha portato alcuni materiali da testare e aiuta Luca nel predisporre test.

Intanto lo spiegone prosegue.

Luca mostra al suo attento pubblico il pesantissimo aggeggio quadrato per i test sui fix, spit e altri per simulare la loro infissione su una parete di roccia. Accanto c’e’ anche il cilindro per testare la tenuta di una corda senza nodi.

Qualche pezzo “a perdere” portato da Luciano.

Mentre Luca e Luciano proseguono con lo spiegone e l’attrezzamento dei test faccio un giro per la sala facendo foto.

I blocchi di roccia per i test di fix e spit, sembrano duramente provati.

Pubblicita’ per i MultiMonti, un oggetto valido che non mi pare abbia riscosso gran successo tra gli speleo.

Iniziano i test.

Per prima cosa rompiamo una corda nuova con dei nodi. Tiene fino a 1.690 Kg.

Poi tocca a una corda “anziana”, lasciata in grotta per anni. Lei si rompe a poco meno di 1.000 Kg.

Si passa poi ad alcuni test di un tratto di corda su cui e’ montato un bloccante ventrale.

Si passa poi a maglie rapide e moschettoni. Anche loro fanno il proprio dovere.

Per finire in bellezza Luca sacrifica la sua vecchia longe con una venerabile eta’ di 5 anni. Anche lei fa la sua porca figura.

Terminato questo test Betta ed io prendiamo commiato per sopraggiunta sonnolenza mentre Luca e Luciano terminano con altre spiegazioni sul lavoro svolto in questo centro.

12.10.2025 – Faggeto Tondo

La mattina mi sveglio alle 5 e mezza come al solito ma riesco a far passare il tempo senza rompere troppo le scatole a Betta e al resto del gruppo. Alle 8 facciamo colazione e poi ci si prepara per partire alla volta di Monte Cucco dove partiremo per la nostra avventura. Capitan Luciano ha stabilito di stare al “solito” parcheggio a Monte Cucco per le 9.30.

Mi preparo con calma e poi, con la falsa sicurezza di avere fatto tutto per bene, mi avvio con la macchina verso Monte Cucco. Appena arrivo incontro con piacere Mirko che saluto molto volentieri. Lui col suo gruppo, Buio Verticale, sta andando alla grotta di Monte Cucco per il corso. Ho quasi voglia di unirmi a loro perche’ amo particolarmente quella grotta ma non posso abbandonare i miei amici quindi metto da parte questo pensiero e inizio a prepararmi. Solo quando faccio mente locale a quel che devo prendere mi accorgo con sgomento e malumore di aver scordato la fotocamera.

Dopo un adeguata quantita’ di maledizioni e improperi mi rassegno al fato avverso e alla mia pertinace distrazione e vado a chiedere aiuto a due esperti fotografi del gruppo Paola e Marco, potrete vedere le foto di questa uscita solo grazie a loro. Grazie!

Ecco la foto del parcheggio, siamo quasi pronti. Giulio e’ un po’ ingrugnato perche’ ha fatto quasi meglio di me, ha scordato il discensore!

L’angelo che decora oramai da anni questo parcheggio.

Si parte.

Marco si selfa con il “serpentone” di allievi lungo il sentiero per la grotta.

Dopo una lunga passeggiata al piacevole sole autunnale arriviamo finalmente al boschetto che ospita l’ingresso della grotta.

Salvatore saluta la grotta prima di iniziare i preparativi.

Si approfitta un po’ tutti dell’ombra offerta dal boschetto per terminare la vestizione.

Siamo tutti pronti. Luciano richiama l’attenzione del gruppo e racconta con la sua solita chiarezza della genesi e della storia delle esplorazioni della grotta. Anticipa che troveremo molti depositi di gesso dovuti alle caratteristiche ipogeniche della grotta.

Lo spiegone di Luciano e’ utile anche a fare in modo che il primo pozzo, l’unico in discesa che troveremo all’andata, sia armato a dovere. Quando termina iniziamo a mettere in moto i nostri corsisti. Io entro tra i primi seguito da un paio di allievi e quindi Paola.

Dopo un saltino attrezzato con pioli in ferro infissi nella roccia c’e’ una comoda rientranza dove si possono lasciare gli zaini col cambio di vestiti.

Questi primi metri di grotta fino al pozzo in discesa non sono propriamente larghissimi. Al pozzo si forma un poco di fila per le manovre necessarie agli allievi per affrontare il primo cimento di questa grotta.

La fila scorre lentamente ma senza intoppi. Ora tocca a me a fare assistenza alla partenza del pozzo.

Dopo il primo pozzo in discesa il nostro percorso si snoda in un’ampia galleria leggermente in salita interrotta ogni tanto da alcuni pozzi, in salita anche loro. Una grotta decisamente anomala!

Vi lascio alle foto di Marco e Paola che hanno documentato egregiamente l’uscita, al massimo ne commentero’ alcune, le piu’ particolari.

Come detto da Luciano prima di entrare ogni tanto incontriamo delle masse di candido gesso che sembra avvolgere la grotta in soffice panna montata.

Siamo alla sosta sotto uno dei pozzi. Una volta tanto ci sono anche io nelle foto!

Marco, che e’ iper-tecnologico ha portato in grotta una lampada a luce ultravioletta e la usa ogni tanto per illuminare le pareti della grotta. Giulio che e’ esperto in queste cose ci spiega che quello che viene mostrato bianco e’ calcite.

Ancora in sosta, pero’ vedo che stavolta non ci sono. Probabilmente era il mio turno per salire il pozzo.

La salita di uno dei nostri formidabili corsari. Salgono tutti con lo zaino in spalla, avranno tempo per imparare quanto sia sbagliato!

A meta’ strada.

Ho terminato con le foto di Marco, ora posso presentarvi quelle di Paola che in qualche maniera riprendono la “storia” dal primo pozzo. Visto che ci sono io nella foto non potevo esimermi dal mostrarla.

Bella foto, complimenti Paola.

Altro gesso modellato come panna montata.

In attesa? O camminata? Non saprei.

Giulio e’ il protagonista di questa bella foto.

Alcune foto di uno dei pozzi visto dall’alto.

Dopo la salita di questo pozzo inizia un comodo traverso che porta avanti nella grotta. Se non erro e’ in questo punto che si trova una diramazione. Si dovrebbe proseguire a destra ma io provo ad andare a sinistra pensando che i due tratti di grotta si ricongiungano. Sbagliavo! Mi ritrovo in un settore di grotta piu’ in basso di diversi metri con almeno tre diramazioni principali, Sarebbe interessante andare a visitarle ma non sara’ questa l’occasione.

Sfilata di concrezioni varie…

Ancora una foto illuminata con la lampada di Marco.

Questo se non erro e’ l’ultimo pozzo che abbiamo salito. Luciano che e’ avanti ci informa che il “pozzo dei cristalli” e’ disarmato quindi dobbiamo interrompere qua la gita.

Io sono su con lui. Quando sento l’annuncio di Luciano chiedo dispensa per tornare indietro prima. A permesso accordato mi avvio lasciando il gruppo a terminare la salita del pozzo.

Una foto veramente bella di un “tubo” costruito nel gesso da un paziente stillicidio.

Vi lascio ad ammirare le altre foto di Paola.

Sosta. Scordavo che alla base dell’ultimo pozzo salito c’e’ stata una lunga sosta per attrezzare un deviatore. Il tempo e’ stato proficuamente impegnato per fare uno spuntino.

Foto mia di me!

Paola ha fatto qualche foto anche del percorso di ritorno alle auto, foto in cui non posso esserci in quanto fuggito in anticipo.

Panorama del versante dove iniziano le gole di Riofreddo.

Ultima uscita del corso terminata. Complimenti a tutti i nostri corsari che si sono dimostrati pronti a intraprendere il loro percorso per diventare speleologi. Bravi! Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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