Bucio Alto – 20/09/2025

A lavorare su una forse-grotta con Nerone, Luca e Gabriele.

Finalmente sono riuscito a convincere i miei amici a tornare a Bucio Alto. Per ora e’ meno di un buco, poco piu’ di una speranza, ancora non e’ una grotta ma spero tanto lo diventi, quindi per incoraggiarla le ho gia’ dato il nome.

Eccoci qua a Fondi di Jenne pronti a partire.

Iniziamo la camminata sulla piana di Fondi di Jenne, dobbiamo andare verso Dolina Rea e poi salire l’altura antistante costeggiando a destra il boschetto a forma di cuore che abbiamo davanti.

Luca ed io in cinque minuti siamo al boschetto, il sole bollente ci convince a costeggiare il boschetto stando sulla parte in ombra, decisamente meglio.

Nerone, carico come un mulo ci segue a pochi passi, anche lui opta per l’ombra.

Arrivati in cima svalichiamo e iniziamo a scendere dal lato opposto in diagonale verso destra. Strada facendo incontriamo parecchi funghi, questo in particolare lo riconosco come una superba “mazza di tamburo”, la lascio la’ per i gruppi di fungaioli che oggi ho visto popolare questi boschi.

Anche se con qualche difficolta’ alla fine ritrovo la forse-grotta. Iniziamo a prepararci per lo scavo.

Ecco qua la mia speranza di grotta, non sembra granche’, pero’ rimane sempre il fatto che l’ho scoperta in inverno perche’ aveva bucato uno strato di neve di almeno 30 cm, quindi forse nasconde qualche sorpresa.

Dopo Luca anche Nerone fa un sopralluogo.

Si inizia con gli scavi.

Visto che Gabriele oggi si vuole dedicare al riposo contemplativo gli porgo la fotocamera e gli chiedo di scattare qualche foto mentre scaviamo. Non si applica molto, pero’ la foto porta la sua firma di indice!

Sasso dopo sasso il buco prende forma.

Facciamo a turno Luca, Nerone ed io, lavoriamo con impegno per farci lo spazio necessario.

Almeno un metro l’abbiamo approfondita.

E’ il mio turno, la forse-grotta sembra proseguire li’ sotto, avanti a me. Facciamo ancora qualche turno di scavo con l’intento di poterci infilare a dare uno sguardo.

Luca fa un ultimo turno a spostare terra poi riesce a infilarsi, ci parla di due piccoli pozzi di cui non riesce a intravedere la fine. Il lancio del sasso non sembra dare grandi esiti, rotolano per un paio di metri. Preso dalla curiosita’ mi infilo anche io, provo a prendere delle foto del pozzetto piu’ lontano ma non riesco piu’ di tanto.

Per uscire dal buco stretto e insidioso devo faticare un poco, per facilitarmi nei movimenti passo la fotocamera a Luca che, appena termino le mie fatiche, ne approfitta per farmi la foto che ora sfoggio.

Gabriele circa un’ora fa aveva decretato terminata la giornata, noi l’abbiamo tirata lunga ma ora e’ proprio ora di andare. Gabriele aspetta che ci prepariamo facendo qualche foto del lavoro fatto.

Meraviglie della natura, mentre noi eravamo intenti a rendere grotta quel buco poco collaborativo quasi accanto a noi e’ nata tra le foglie un’altra mazza di tamburo. Una foto la merita.

Terminiamo velocemente i preparativi e iniziamo il ritorno alle auto.

Strada facendo troviamo un sacco di varieta’ di funghi, c’e’ anche la mazza di tamburo che avevamo incontrato stamane. Tanto per simpatia faccio loro qualche foto.

Nerone e Gabriele hanno tirato dritti verso le auto, Luca ed io facciamo un’ampia deviazione verso destra per passare a rivedere Dolina Rea, Bucio Nero’ e tutte le varie doline in mezzo.

Ecco infatti Dolina Rea col suo alberello in mezzo. Ci fermiamo un paio di minuti e racconto la grotta a Luca che ancora non la conosce.

Strada facendo per raggiungere Bucio Nero’ facciamo parecchie soste e brevi deviazioni per dare uno sguardo alle doline e i svariati buchi che incontriamo.

Ultima sosta la facciamo a Bucio Nero’ per vedere se e’ ancora aperta o se la terra superficiale e’ collassata dentro chiudendo di nuovo la grotta.

Meno peggio di quanto temevamo, anche se il recinto e’ caduto giu’ da un lato (forse “spintaneamente”) e qualche sasso ingombra la rete di protezione, la grotta sembra ancora accessibile. Prima di ripartire diamo una sistemata al recinto sperando duri ancora per un po’.

Finito il nostro giro di controllo arriviamo finalmente alla strada e saliamo alle auto dove Gabriele e Nerone ci attendono.

Una giornata faticosa ma non completamente avara di soddisfazioni, certo il minimo per mantenere accesa la speranza, pero’ chissa’! Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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