Una visita a questa grotta per rivedere alcuni punti in sospeso e sistemare l’armo insieme a Nerone, Luca, Emilio e il supporto esterno di Gabriele.
La mattina Gabriele passa a casa da me e andiamo assieme fino al bar Cicchetti a Madonna della pace dove incontriamo Emilio, facciamo colazione e proseguiamo con la sua macchina verso la piana di Campaegli.
Arrivati al solito parcheggio troviamo Nerone, arrivato da Subiaco, e Luca, che ha approfittato per fare una notte di campeggio wild qua a Campaegli. Appena arrivati, nemmeno il tempo dei saluti che arrivano delle persone in bici e si fermano a scambiare qualche parola. Magari li conosco ma non mi ricordo di loro quindi faccio finta di nulla e inizio a prepararmi per la grotta.

Appena pronto mi accorgo che il sole ancora e’ abbastanza in forze da farmi sudare copiosamente quindi lascio a Luca il compito di comporre gli zaini con i materiali, mi approprio della corda per il primo pozzo, di qualche attacco e mi avvio. Emilio e Gabriele mi seguono.

L’armo iniziale ci prende un poco di tempo, ognuno dice la sua idea e si discute insieme come meglio fare, peccato solo per il caldo.

Nerone inizia a scendere quando ancora stiamo approntando il deviatore, lo saluto con una foto.

Dopo qualche minuto riusciamo ad armare coralmente la partenza, nonostante il tempo speso e un rivolo di sudore dietro la schiena devo dire che viene benone. Sistemata la partenza del pozzo saluto Gabriele che oggi andra’ in giro nei dintorni a fare ricognizione e ricerca di ingressi e scendo per raggiungere Nerone. Dopo i primi 5 metri faccio sosta a sistemare il frazionamento ma devo attendere che Luca mi raggiunga poiche’ ho scordato di prendere un cordino per farlo.
Mentre aspetto Luca cerco animaletti da fotografare per alimentare la “scheda fauna” del catasto. Trovo una sonnolenta farfalla e mi sbrigo a immortalarla.

Quando Luca mi raggiunge e mi fornisce di cordino faccio quel che devo fare e proseguo la discesa. Prendo con me anche lo zaino di Nerone, se lo era scordato fuori e ora soffre per la mancanza della sua amata pipa. Luca lo porta giu’ per il primo tratto e io mi occupo di consegnarlo . A meta’ faccio un’ulteriore sosta per mettere un deviatore e poi finalmente arrivo alla base del pozzo e consegno il sacco con la pipa a Nerone che subito si gode una fumata, maleodorante come al solito.

Dopo la mia discesa ci raggiungono velocemente sia Luca che Emilio. Nel proseguire la grotta, fatta da una sequenza di meandri stretti e piccoli pozzi mi dimentico completamente della fotocamera anche perche’ sono impegnato a fare il cambio delle corde nei pozzi che incontriamo. Chiedo a Nerone, memoria storica della esplorazione di questa grotta, da quanto tempo siano qua le corde e quando mi risponde che avranno almeno 20 anni non posso far altro che concordare circa l’opportunita’ di cambiarle.
Scendendo e sistemando, arriviamo alla sala dove tempo fa iniziai con Luca una risalita. Approfittando di un attimo di riposo tutti assieme prendo a ricordare l’episodio a Nerone per avere una conferma. La risalita non l’abbiamo mai terminata a causa del freddo e perche’ Gabriele, che in quella occasione era con noi, insisteva nel dire che Nerone ed Elia l’avevano gia’ fatta in arrampicata. Dopo aver raccontato l’antefatto chiedo conferma a Nerone, con mia sorpresa Nerone nega con decisione di aver mai fatto alcuna risalita in quel punto. Bisognera’ tornarci, perbacco!
Dopo la sosta vado avanti mentre Luca ed Emilio terminano l’armo del pozzo. Dopo l’ennesimo meandrino fangoso c’e’ il celeberrimo traverso sospeso che tanti grattacapi e fatica elargisce a chi si cimenta con lui. Sotto al traverso c’e’ un pozzo di circa 5 metri dove Gabriele, sempre nella stessa occasione, ando’ avanti con Elisa mentre Luca ed io facevamo la risalita. Trovarono tutto allagato e notarono che gran parte dell’acqua andava a sparire nel pozzetto facendo anche un simpatico gorgo.
Oggi Gabriele, prima di salutarci e partire per la sua ricognizione, si e’ raccomandato molto di dare uno sguardo in fondo al pozzo in questione. Potevamo deluderlo? Sicuramente no!
Per il momento rimango in contemplazione sopra il pozzo, vicino al traverso malefico. Quando Luca mi raggiunge mi approprio di una corda, la sistemo sul primo ancoraggio utile del traverso e scendo a guardare. In effetti sono proprio curioso, nonostante le ripetute visite a questa grotta non ho mai sceso questo pozzo.
Arrivato alla base del pozzo mi guardo attorno, ci sono sassi caduti dall’alto e una pozza d’acqua profonda una decina di centimetri. Inizialmente non vedo alcunche’ di interessante ma completando il giro devo ricredermi, proprio alle mie spalle rispetto a quando sono sceso c’e’ una bella spaccatura, quasi percorribile.

Quando Luca mi raggiunge iniziamo a darci da fare per dare uno sguardo dentro alla spaccatura. Mentre aspetto faccio una foto a qualche stalattite.

Per prima cosa rompo a martellate un piccolo diaframma di marciume vario che faceva da diga alla pozza d’acqua alla base del pozzo. Rotto l’argine in pochi minuti la pozza si svuota gorgogliando allegramente dentro la spaccatura.
Tolta la noiosa pozza che impediva di lavorare all’asciutto iniziamo a togliere sassi da dentro la spaccatura finche’ Luca riesce a infilarsi dentro.

Arriva anche Emilio a darci una mano. Con il suo aiuto togliamo un masso di generose dimensioni grazie a un fix messo in testa al masso e a una corda per tirarlo fuori con tanta fatica di tutti e tre.

Senza il masso Luca ora riesce a intravedere quello che c’e’ avanti. Sembra ci sia una prosecuzione comoda ma solo dopo un blocco di roccia. Gli passo la fotocamera ma non riesce a fare una foto che spighi cosa ha visto.

Nel frattempo arriva anche Nerone il quale ha passato con perizia il traverso malefico ed e’ andato alla sala del laghetto poco piu’ avanti a lasciare lo zaino.

Luca, ancora impegnato nella spaccatura.

Con Nerone e uno dei suoi sigari pestilenziali proviamo a vedere il passaggio d’aria nella spaccatura. In verita’ non ce n’e molta ma vista la velocita’ con cui si e’ svuotata la vaschetta d’acqua e il gorgo testimoniato da Gabriele si puo’ ipotizzare la presenza di un sifone. Dovremo tornare per vedere meglio.
Fatto tutto il possibile in questo punto Nerone insiste per andare avanti a dare uno sguardo al meandro dove per ora termina la grotta. Risaliamo tutti verso la sala del laghetto.

Ecco il laghetto, la foto e’ condita da una macchia di fango sull’obiettivo di cui non mi sono accorto.

Le candele accese testimoniano la presenza di Nerone, possiamo dire che sono la sua firma.

Dopo una breve sosta al laghetto proseguiamo il meandro fino al pozzo successivo dove, su una comoda cengia a 5 metri dalla partenza del pozzo si puo’ arrivare grazie a un traverso alla prosecuzione del meandro. Il traverso in un punto ha un moschettone in condizioni non buone, anzi pessime, per fortuna e’ stato doppiato con una robusta maglia rapida.

Luca va avanti sul traverso, doppia un attacco con uno dei nostri moschettoni e si avvia verso la prosecuzione del meandro. Mentre mi accingo a seguirlo dietro di me sento arrivare Nerone.

La ripresa del meandro non e’ propriamente agevole, anzi e’ strettina assai. Dopo aver passato il primo tratto stretto c’e’ una mini sala dove mi fermo a valutare la situazione mentre Luca prosegue.
Faccio un paio di foto, la prima verso il pozzo e la strettoia appena passata, la seconda verso avanti, dove e’ appena sparito Luca.


Non so se ho voglia di seguire Luca…forse anche no. Tra l’altro devo stare attento a non stancarmi troppo, sono ancora convalescente. Appena ripreso fiato quindi avverto Nerone che torno indietro a raggiungerlo. Con qualche grugnito e molti sbuffi passo in senso contrario la meandrica strettoia per tornare al pozzo in compagnia di Nerone.

Ecco la strettoia vista dal lato del pozzo. Da questa posizione piu’ comoda diciamo a Luca che lo aspettiamo qua e di andare lui a vedere piu’ avanti.

Quando Luca torna dalla sua perlustrazione ci aggiorna dicendo che anche qua c’e’ del lavoro da fare per proseguire. Torniamo insieme alla sala del laghetto. Salgo per primo il pozzo e arrivo alla sala dove Emilio e’ rimasto ad aspettarci facendo esperimenti incendiando il fango impregnato di cera (paraffina?) delle candele.

Ha anche raccolto una pietra che sembra di origine vulcanica che mi chiede di fotografare.

Una volta tutti assieme iniziamo la lenta risalita verso l’esterno. Emilio parte per primo poiche’ si e’ infreddolito aspettandoci fermo alla sala del laghetto.
Devo dire che si riscalda subito affrontando il traverso malefico che lo impegna non poco. Vista la fatica fatta da lui decido di semplificarci la vita anche per le prossime visite e sistemo la corda con un fix messo piu’ in alto possibile in maniera da facilitare l’uscita dal traverso. Naturalmente faccio tutto solo grazie all’assistenza di Luca che si mette pazientemente a meta’ traverso e mi passa di volta in volta il trapano, la mazzetta e tutto il resto del necessario.
Una volta sistemato il nuovo armo lasciamo che sia Nerone a provarlo. Sembra sia migliorativo rispetto a prima. Sicuramente e’ da completare ma intanto accontentiamoci.
Dopo il meandro malefico proseguiamo lentamente verso l’uscita, Emilio sempre per primo, poi io quindi Nerone e Luca buon ultimo a chiudere la fila.

Il meandro prima di arrivare al penultimo pozzo devo dire che riesce a provarmi abbastanza, mi fermo seduto su un sasso comodo a riprendere fiato e aspettando il resto della banda.
Nell’attesa cerco bestiole di grotta da fotografare e finalmente ne trovo una. A prima vista mi sembra un vermetto bianco di nemmeno 2 centimetri ma poi a guardare meglio noto che forse si tratta di un minuscolo millepiedi. Gli faccio un intero reportage fotografico ma ve lo risparmio!

Quando vedo Nerone sbucare dal meandro interrompo il set fotografico e riprendo la salita.


Ancora un piccolo sforzo e siamo alla sala alla base del pozzo d’ingresso. Quando ci arrivo Emilio e’ gia’ salito. Ad aspettarmi c’e’ solo lo storico teschio immusonito.

Nerone e Luca mi seguono da vicino e infatti dopo nemmeno un minuto li vedo spuntare dall’ultimo tratto di meandro. Inizio a salire il pozzo per guadagnare l’uscita a mia volta.

Fuori rivedo Emilio che impegna il tempo d’attesa nel contemplare un nutrito gruppo di scout che dall’altro lato della piana stanno smontando il loro campo.

Sono scout organizzatissimi e anche facoltosi, hanno addirittura un container dove mettere al sicuro i loro materiali.

Ecco Nerone che arriva.

Nell’attesa faccio anche una foto al nostro fantasioso quanto efficace armo iniziale.

Ecco Nerone, stanco ma soddisfatto.

Ridendo e scherzando siamo usciti quasi al tramonto.

Ecco Luca, da bravo ultimo si e’ anche occupato di disarmare il pozzo iniziale quindi si merita un mucchio di foto.




Rifatto il materiale passo a salutare la roccia “punciottata” e poi mi avvio insieme a Luca per l’ultimo tratto di salita che ci separa dalle auto.

Alle macchine ritroviamo anche Gabriele e ci raccontiamo a vicenda le nostre giornate, lui la ricognizione con l’incontro di altri speleo a Campo Buffone e noi con le poche nuove riportate dalla grotta.
Dopo aver salutato Nerone noi altri terminiamo la bella giornata andando al ristorante “Da Antonia” vicino Marano Equo per un buon piatto di pasta in allegria. Alla prossima.