Castello della Badia – 02/08/2025

A cercare vecchie e nuove grotte nei pressi del castello della Badia, con Gabriele, Vittorio e due suoi amici.

Dopo i saluti, le presentazioni con gli amici di Vittorio e qualche chiacchiera per definire il da farsi, terminiamo di prepararci e partiamo.

Dal parcheggio giriamo attorno al castello per arrivare al ponte, che stavolta attraverseremo.

Uno scorcio con vista sul ponte.

Un rivolo d’acqua, gli amici di Vittorio, molto esperti di questi luoghi ci dicono che proviene da una fonte poco lontana, me ne dicono anche il nome…che prontamente dimentico!

Il ponte!

Davanti a me ho l’inizio del ponte, alla mia sinistra c’e’ l’ingresso del museo ospitato nel castello.

Sotto di noi, ben inforrato, scorre il Fiora.

Oggi andremo a cercare e vedere alcune cavita’, forse grotte, trovate da Vittorio e i suoi amici nel girovagare in questi luoghi.

Appena traversato il ponte inizia un sentiero, sulla sinistra vediamo dei ruderi, sembra sia stata una locanda famosa ai suoi tempi.

Solitudine riarsa.

Mantenendoci al limitare di un campo arato proseguiamo per un po’.

Alla nostra sinistra la valle del Fiora con le sue pareti scoscese, in molti punti formate da travertino.

Travertino che sembra nascondere’ qua e la’ dei buchi interessanti.

Rapido consulto. Siamo nei pressi di uno dei punti dove si puo’ scendere a livello del fiume senza rischiare l’osso del collo.

Trovato, possiamo andare.

Arrivati al fiume dobbiamo trovare un punto dove guadare, la nostra meta si trova sulla sponda opposta. Io non voglio bagnare gli scarponi “buoni” quindi a ogni attraversamento mi fermo per cambiare gli scarponi con le scarpette da spiaggia e fare il cambio contrario ad attraversamento fatto. Una cosa laboriosa e noiosa ma necessaria.

Fatto il guado ci avviciniamo al punto in cui poter salire fino alla cavita’ che abbiamo visto a meta’ circa della parete.

Trovato il punto giusto la salita e’ impegnativa ma non difficilissima.

Il posto sembra interessante.

Primi sentori di grotta.

La vista e’ spettacolare.

Un bel nido di calabroni, abbandonato per fortuna.

Ecco la grotta.

Inizia con una saletta con finestrone panoramico.

Continua con un passaggio appena stretto, poi gira a destra e prosegue con una sala larga circa 3 metri e profonda almeno 5. In fondo c’e’ una possibile prosecuzione ma la sala e’ letteralmente invasa da moscerini e non ho voglia di respirarne alcuni per andare a vedere…lo faro’ una prossima volta. Sulle pareti laterali della sala si vedono i segni che mostrano come la sala abbia ospitato, chissa’ quando, un bel laghetto.

Mostro questi segni a Vittorio e ai suoi amici che scoprono questo aspetto della grotta per la prima volta.

Da lontano faccio una foto alla possibile prosecuzione.

Torno alla sala con finestra panoramica per fare spazio al resto del nostro gruppetto.

Arriva anche Gabriele, lo aggiorno e lui si prepara per la scansione 3D.

Gabriele ha piu’ intraprendenza di me rispetto ai moscerini quindi arriva a dare uno sguardo alla prosecuzione a dispetto dei moscerini. Dice che il passaggio e’ stretto ma dopo si intravede un’altra sala.

Mi allontano per lasciargli spazio per il rilievo.

Naturalmente lo chiamo quando si affaccia al finestrone.

Nuova grotta vista, avanti un’altra.

Tornando indietro troviamo anche un simbolo strano ma di fattura recente.

Scendiamo di nuovo a livello del fiume.

Forse dietro questa vegetazione c’e’ un altro buco ma non abbiamo modo di arrivarci per verificare. Lo indico a Vittorio, magari ci dara’ uno sguardo in un prossimo dei suoi giri.

Foto di saluto alla nuova grotta.

Arrivo per primo al fiume, faccio qualche foto al Fiora mentre aspetto.

In acqua c’e un serpentone decisamente poco in salute…non ha la testa.

Tento la foto a dei pesciolini intrappolati in una vaschetta. Spero resistano all’estate.

Riprendiamo il nostro peregrinare lungo la sponda del fiume.

Vittorio e i suoi amici ci presentano un tronco a cui hanno dato il nome di un animale che non ricordo.

Cammina cammina arriviamo alla cavita’ successiva. Nuovo guado e nuovo cambio di scarpe per me.

La cavita’ e’ decisamente bella…peccato non abbia le caratteristiche necessarie per essere inserita in catasto, peccato.

Salutiamo anche la mancata grotta e proseguiamo.

Il basalto su cui scorre il fiume ogni tanto prende delle forme spettacolari e ci fermiamo ad ammirarle.

Altra meraviglia, incontriamo anche un laghetto. In fondo ci sono dei pescatori.

Foto di gruppo sulla sponda del lago.

Mentre osservo il lago intravedo un animale strano, guardo meglio…ma e’ una tartaruga! Vittorio ci dice che una razza rarissima di tartaruga che vive quasi esclusivamente in questo laghetto. Gli avvistamento sono rari.

Un saluto silenzioso al laghetto e noi riprendiamo il nostro giro.

Risaliamo la sponda del fiume seguendo la traccia di una via tracciata da un cavo d’acciaio. Arriviamo alla piana arida che sovrasta e circonda il fiume.

Abbiamo fatto un giro in tondo, ora stiamo tornando verso il castello.

Ecco anche il ponte.

Dobbiamo vedere qualche buco nei dintorni.

Per prima cosa un paio si trovano sulla parete a destra, guardando verso il castello.

C’e da guadare nuovamente quindi io mi attardo per l’ennesimo cambio scarpe. Quando raggiungo i miei amicili trovo che hanno gia’ terminato la perlustrazione. Bei posti ma nulla che possa essere considerato una grotta.

Un altro saluto al castello mentre ce ne allontaniamo.

Per andare alla grotta successiva Vittorio ci porta per un doppio guado. Lo seguo ma sinceramente mi innervosisco un poco poiche’ avevo appena terminato di cambiare le scarpe. Alla fine mi rassegno a passare il fiume con gli scarponi. Per fortuna trovo un punto dove passare con l’acqua sufficientemente bassa e riesco a non bagnare l’interno degli scarponi, la cosa che mi premeva di piu’. Dopo un’arrampicata mal fatta e conclusa con l’aiuto di Gabriele mi ricongiungo col gruppo. Vittorio, nonostante lo scambio di battute salaci di poco prima ci ha gentilmente aspettato per indicarci la strada. Da soli non credo l’avremmo trovata, all’inizio sembra quasi un sentieroscavato nella vegetazione da un branco di cinghiali.

Passato il blocco di vegetazione si arriva a un lungo terrazzamento in salita. Alla base ci sono numerose vaschette calcitiche ricoperte di muschio. Sono carine e inoltre facilitano la salita.

Vado avanti a fare foto mentre Gabriele e Vittorio salgono con piu’ calma.

Per andare all’interno della grotta dovrei passare in una vaschetta ampia e profonda quindi rinuncio e lascio questo onore a Gabriele. Io vado avanti fino a uscire dal terrazzamento e arrivare a un passaggio delimitato da mancorrente dall’aspetto poco robusto. Io tento un percorso alternativo suscitando allarme e sdegno negli amici di Vittorio che manifestano sonoramente la disapprovazione per il mio esperimento. In maniera forse un po’ villana li ignoro e completo il percorso senza incidenti. Arrivato al sicuro appendo lo zaino a un ramo e torno alla grotta per la via canonica.

Nel frattempo Gabriele e Vittorio sono entrati nella grotta, li sento parlottare mentre riprendo le vaschette.

Questa e’ una delle grotte “conosciute da tutti” ma non in catasto. Ne chiediamo il nome e ne prendiamo nota mentalmente. Terminata l’esplorazione riprendiamo la salita per poi prendere il sentiero che riporta al castello.

Il giro mi permette di scoprire anche il lato opposto del castello, contornato da un canale allagato che ospita delle carpe enormi.

Ancora una volta un giro interessante e proficuo a scoprire grotte tra i travertini del Fiora. Un ringraziamento a Vittorio e ai suoi amici che ci hanno permesso queste scoperte. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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