La scusa per un bel fine settimana a Carpineto Romano mi viene data dai festeggiamenti per il “compleanno” del Gruppo Speleologico CAI Roma.
Parto di venerdi’, il giorno prima, con Betta e Luna. Prendiamo alloggio al B&B Villa Olimpia e andiamo subito a festeggiare con un ottimo pranzo alla Sbirra.

Il giorno dopo mi preparo di buon’ora e arrivo in macchina allo spiazzo che viene utilizzato come parcheggio dal gruppo misto che esplora la Grotta della Faina.
Mi preparo velocemente mentre Luna aspetta con pazienza.

Prendo lo zaino, accendo il GPS e l’app OsmAnd sul cellulare. Oggi voglio ricercare gli ingressi di almeno due grotte, il Catravasso a 2 imbocchi e l’Ouso sopra la carbonaia.
Appena partiti faccio una breve pausa per un paio di foto a questa grotta (POZZO ALBERTA -LA571) a fianco strada, che meriterebbe una discesa.



Dopo questa sosta facile facile inizio ad inerpicarmi seguendo le indicazioni del GPS e di OsmAnd. La salita non e’ ne’ breve ne’ semplice, pero’ alla fine riesco ad arrivare nei pressi del CATRAVASSO A DUE IMBOCCHI(LA1282), o meglio, arrivo dove puntano le coordinate che abbiamo a catasto.

OsmAnd dice con sicurezza che sono arrivato, ma qua del catravasso nemmeno l’ombra.



Lascio il mio zaino nel punto dove mi hanno portato le coordinate e poi vado a fare un largo giro intorno per verificare se la grotta e’ nei dintorni.

Nel fare il giro rimedio anche una caduta che pero’ al momento non sembra avere conseguenze.

Dopo il giro infruttuoso vado a cercare l’altra grotta della giornata l’OUSO SOPRA LA CARBONAIA(LA1391). Anche in questo caso trovo nulla e rischio un’altra rovinosa caduta quando nel camminare incrocio un filo spinato perfidamente nascosto sotto le foglie. Anche per questa si ripete la storia gia’ vissuta per la grotta precedente. Quando arrivo sul punto indicato dalle coordinate in catasto trovo nulla.


In compenso pero’, siamo in vista della strada, vedo passare tre o quattro macchine in rapida sequenza. Tutte queste macchine sono sicuro possano avere un solo obiettivo…sono sicuramente gli esploratori della grotta della Faina, ovvero POZZO DELLA FAINA(LA1172).

Mi avvio di buon passo verso il parcheggio e infatti quando arrivo ho conferma di aver intuito correttamente, sono gli esploratori della Faina. Li raggiungo e vado a salutarli. Questo in particolare e’ Fabio che inizia a prepararsi.

Dopo i saluti alle macchine decido di accompagnarli fino all’ingresso della grotta. La salita e’ ardua, pero’ me la cavo abbastanza bene, solo un poco di fiatone.

Fabio e Alessandro mentre prendono fiato e iniziano a vestirsi.



Alessandro poi vuole fare una foto con Luna e cosi’ proviamo a convincerla ma senza troppo successo.


In primo piano abbiamo Marco e un poco piu’ lontano si vede Pino che prepara le corde. Oggi scenderanno al fondo attuale, circa -250, per armare e scendere un altro pozzo stimato almeno 50 metri.

Alessandro entra. Mi verrebbe quasi di derubarlo dell’attrezzatura per scendere in grotta al posto suo ma ancora per un poco di tempo devo stare a riposo quindi mi limito a salutarlo con una foto.

Anche Fabio e’ pronto.

Una foto per Marco e Simone. Simone torna in questa grotta dopo una lunga assenza e per l’occasione ha scelto di sfoggiare la sua tuta in PVC, la celeberrima Marbach. Sicuramente non dovra’ temere l’acqua in grotta.

Ancora una foto a Simone, seduta vicina c’e’ Ada, altra esploratrice che pero’ oggi si prende un turno di riposo.

Oramai sono tutti pronti e devono solo attendere il proprio turno per entrare. Li saluto quasi commosso…e sicuramente invidioso.

Alla fine rimaniamo fuori solo Ada ed io. Dobbiamo tornare alle auto. Lei non vorrebbe, pero’ alla fine la convinco a fare una breve deviazione per verificare il punto di una grotta, il II CATRAVASSO SOPRA CESA SCHIUMETTA(LA821) che anche se segnato in catasto come GPS (quindi abbastanza preciso), non mi convince del tutto.

Alla fine della ricerca devo ricredermi, la grotta e’ la’ dove deve essere.

Ritornati infine alle auto facciamo una breve pausa per bere poi saluto Ada che vuole scendere a piedi fino al campo, faccio salire in macchina una stanchissima Luna e poi scendo al parcheggio di Pian della Faggeta, il solito dove si lasciano le auto per andare a Pozzo Comune. Qua al parcheggio trovo il banchetto di accoglienza presidiato da Giulio. Mi fermo volentieri a fare quattro chiacchiere con lui dopo aver sistemato l’auto all’ombra poiche’ Luna si rifiuta di scendere. Dopo qualche minuto ci raggiungono anche Laura e Amoha con cui le chiacchiere si moltiplicano in simpatia. Alle 12.15 purtroppo devo lasciare la buona compagnia perche’ ho promesso a Betta che avremmo pranzato assieme.



Infatti quando mancano pochi minuti alle 13 siamo gia’ alla Sbirra con Luca pronto a prendere le nostre ordinazioni.

Prove tecniche di foto nella sala dove pranziamo, oramai abbiamo il nostro tavolo, quello entrando subito a sinistra.


Finito il pranzo iniziano i guai, quando cerco di alzarmi dalla sedia mi accorgo di non riuscire, la gamba sinistra, quella dove ho preso il colpo cadendo mi fa un male tremendo e riesco a malapena a stare in piedi. Dopo qualche minuto di adattamento al dolore riesco a camminare appoggiandomi al muro e uscire dal ristorante. Raggiungo la nostra camera facendo con stoicismo le tre rampe di scale dove mi metto subito a riposare sperando che il dolore passi in tempo per stasera quando andremo alla festa.

Verso le 20 ci avviamo per salire a Pian della Faggeta e raggiungere i nostri amici che hanno allestito un campo in un’area picnic poco lontano dalla grotta OUSO DI POZZO COMUNE(LA274).
Strada facendo ci fermiamo alcuni minuti per salutare il gruppo degli esploratori della Faina che hanno scelto di fare campo anche loro ma in un altro spazio.

Il campo del GSCaiRoma e’ allestito con luminarie, mega casse che diffondono musica, l’angolo barbecue, l’organizzatissima cucina da campo per la pasta, il tavolo per gli antipasti, insomma un campo di tutto rispetto. Ci sono anche i ragazzi che hanno terminato da poco il corso e posano per una foto con la maglietta fatta appositamente per loro.


Tra i partecipanti alla festa ci sono tanti, ma tanti amici. Impiego quasi un’ora per salutare tutti. Tra loro c’e’ anche un “fuori sede”, Andrea, piu’ conosciuto da tutti per la sua rivista online, “La Scintilena”.
Dopo i doverosi saluti Betta ed io ci dedichiamo a gustare tutte le cose buone che troviamo sui tavoli, non manchiamo di assaggiare la pasta e la carne alla brace. Tutto buonissimo.
Quando inizia a fare buio la temperatura scende sensibilmente e la mia gamba inizia a dolere sempre piu’. Quando raggiungo il limite di sopportazione prendiamo commiato dai festeggiamenti salutando un po’ tutti. Il ritorno e’ faticosamente doloroso ma ho la speranza e’ che gia’ domani andra’ meglio. Alla prossima.