A cercare grotte nei pressi di Canterano con Maria, Luca e Gabriele.
Dopo tutte le soste di rito arriviamo al parcheggio del ristorante Belvedere di Canterano che sara’ la nostra base. Vorremmo chiedere informazioni sui sentieri a qualcuno del ristorante ma non riusciamo.
La fotocamera, quando la accendo, non sembra voler collaborare, infatti produce solo foto “bruciate”. Smanazzo con le impostazioni finche’ non ne trovo una che sembra migliore delle altre.



Ci manca solo di prendere gli zaini e partire. Carichiamo tutto in macchina di Luca e andiamo nei pressi del sentiero che dovremo fare.

Il parcheggio e’ il solo che troviamo, Luca si accosta meglio che puo’ sperando che l’auto non dia fastidio. Ci consola che la lasciamo in compagnia di un’altra auto.

Una volta pronti ci avviamo verso il sentiero. Leggendo i cartelli messi sul sentiero scopro che stiamo andando verso una falesia. La nostra intenzione e’ ricercare, e possibilmente ritrovare, la Grotta di Iacucera(LA1194).

Arrivati alla falesia troviamo una mezza dozzina di arrampicatori (o si dice climber?) che ci salutano guardandoci strano. Dopo un rapido saluto pero’ ci ignoriamo a vicenda. Costeggiamo la falesia cercando buchi. Poco piu’ avanti delle via di arrampicata, sotto un cumulo di legna, troviamo un buco che soffia aria fredda, ne prendo il punto e uso Luca come indicatore del buco. Oggi abbiamo nulla per scavare quindi dopo aver fatto il nostro dovere lo lasciamo perdere.

Dopo il giro di falesia torniamo sui nostri passi e riprendiamo il sentiero riprendendo a scendere.
Siamo in una vasta zona di massi di crollo, alcuni veramente imponenti. Ci sono molti buchi che potrebbero essere grotte ma poi si rivelano in nulla quando le esaminiamo.

Solo una sembra meritare, Luca si addentra e scende oltre i fatidici 5 metri. Ne prendo il punto ma poi Luca ci avvisa che da li’ sotto vede qua e la’ sprazzi di luce esterna. Si tratta solo di spazi tra i massi. A malincuore cancello mentalmente l’accatastamento di una nuova grotta.

Dopo la delusione per la mancata grotta aspettiamo che Gabriele ritorni da una ricognizione sul sentiero, che continua verso il basso. Quando Gabriele torna con le pive nel sacco Luca ed io andiamo a inerpicarci tra i massi di crollo (o saranno erratici?). La via non e’ semplice quindi prima di proseguire sconsigliamo Maria di seguirci e Gabriele decide di restare con lei. Insieme andranno a cercare u’altra via per arrivare alla grotta che dobbiamo cercare (Grotta di Iacucera(LA1194)).
Ci dividiamo cosi’ in due gruppetti con l’accordo di rivederci o alla grotta o alla macchina. Passata la prima zona impervia con una miriade di massi di crollo, che nascondono insidiosissimi quanto inutili vuoti, ci troviamo in una gola dalle alte pareti che penso sia parallela alla gola che ospita la falesia.

La gola sembra andare proprio nella direzione della grotta quindi con Luca proseguiamo speranzosi. Speranze che vengono infrante quando mi trovo di fronte un piccolo dirupo.

Luca e’ rimasto indietro a guardare un paio di buchi, tanto per non perdere l’abitudine. Mentre lo aspetto valuto la discesa. Non e’ semplice ma con un po’ di attenzione…

Quando Luca mi raggiunge decido di aver studiato fin troppo la discesa quindi mi avventuro con prudenza e utilizzando tutti gli appigli studiati in precedenza. Con una scivolata di sedere su un piano inclinato di pietra liscia termino la mia discesa senza problemi. Luca, vista la mia discesa, non si fida troppo quindi gli lascio la corda che porto legata sulla schiena perche’ possa aiutarsi nella discesa.
Luca sistema la corda in doppia passandola attorno a un robusto ramo d’albero poi me ne tira i capi. Prima di scendere aggancia alla corda il suo pesantissimo zaino che cala sino a me senza problemi. Dopo si cala anche lui. Una volta riuniti recupero la corda e lui ricompone la matassa che cosi’ riprende posto sulla mia schiena.

Siamo ora alla base della parete di roccia. Un rapido esame nella direzione dove dovremmo andare per trovare la grotta ci sconsiglia vivamente di proseguire, e’ un intrico di quei tenacissimi spini che chiamo “stracciabraghe”. E’ impossibile passare oltre.
Si tratta quindi di tornare indietro a raggiungere i nostri amici. Si potrebbe ripetere al contrario la strada appena fatta ma l’idea non ci sorride. Alla fine optiamo per seguire la parete con la speranza che ci porti al sentiero che abbiamo lasciato. Questa soluzione ci piace anche perche’ cosi’ possiamo vedere eventuali buchi lungo la parete.

Pochi passi e gia’ possiamo rallegrarci di aver fatto la scelta giusta. Troviamo una spaccatura che sembra proprio grotta. Butta fuori tanta aria gelida e ci sono anche dei pipistrelli. Luca, che e’ l’atleta del gruppo si addentra a visionare la possibile nuova grotta.








Quando torna e’ contento e porta buone notizie. La spaccatura va avanti per una dozzina di metri poi c’e’ un salto da 4 metri da scendere con la corda. Al lancio del sasso sembra prosegua sulla destra per almeno altri 5 metri. Abbiamo la nostra nuova grotta! Faccio le foto all’ingresso.


Mentre Luca riprende fiato vado avanti in perlustrazione lungo la parete poi mi giro verso di lui per una foto panoramica.

La fortuna ci assiste stavolta, riusciamo a sbucare sul sentiero, circa nel punto dove era arrivato Gabriele nella sua perlustrazione. Bene cosi’, la prossima volta potremo esplorare la grotta senza penare troppo per arrivarci.

Strada facendo troviamo altri buchi che potrebbero dare un contributo al panorama delle grotte del luogo ma non ci fermiamo tanto, dobbiamo raggiungere i nostri amici.


Intermezzo floreale! Mentre risaliamo per il sentiero Gabriele mi chiama al telefono. Loro stanno andando verso la macchina, ci rivedremo la’.


Ritornati alla strada ricevo un’altra chiamata di Gabriele, invece di arrivare alla macchina, in salita, hanno deciso di andare verso il ristorante, camminando in discesa. Sono tentato di seguirli ma poi decido di accompagnare Luca a riprendere l’auto.

Quando scendiamo al ristorante con la macchina troviamo Maria e Gabriele ad aspettarci al parcheggio. Raccontiamo loro della nuova grotta e il mancato ritrovamento della strada per arrivare a quella che volevamo ritrovare.

Comunque una nuova grotta e’ gia’ un ottimo bottino. Ora possiamo dedicarci a un buon pasto, e’ giusto ora di pranzo.

Oggi il signore che di solito ci accoglie e’ assente. La signora che gestisce il ristorante in sua assenza e’ gentile, ci fa accomodare e promette delle porzioni di fettuccine ben generose.

Pranziamo con allegria e parlando come sempre di grotte e di prossime uscite. La signora mantiene la promessa e non ci possiamo lamentare delle fettuccine, veramente ottime e abbondanti. Alla fine del pasto riprendiamo la via di casa sazi e contenti. Alla prossima.