Vulci – 02/06/2025

Una bella passeggiata alla ricerca di grotte nei pressi di Vulci, con Irene, Maria, Linda e Gabriele.

Stavolta e’ Maria che passa a prendermi, Irene si aggrega a noi mentre Gabriele prende un passaggio da Linda. Abbiamo appuntamento al ristorante “Da Isolina”, vicino Canino, perche’ Gabriele ha appuntamento con delle persone del posto che ci vogliono mostrare una grotta. L’appuntamento e’ lasco, 9.30-10 e noi arriviamo senza fretta alle 10.05. Troviamo Linda e Gabriele ad aspettarci. Le nostre guide invece, cosi’ ci dice Gabriele, sono andate avanti a sistemare meglio il sentiero che porta alla grotta.

Tutti insieme ci spostiamo dove iniziera’ la nostra passeggiata. Trovato parcheggio ci riuniamo tenendoci rigorosamente all’ombra, gia’ fa un caldo notevole.

Iniziamo ad andare per boschi, per fortuna sotto gli alberi il sole e’ meno cocente.

Intorno a noi niente calcare ma pareti di tufo e ogni tanto un qualcosa scavato dall’uomo.

Arriviamo davanti a un passaggio particolare, sempre scavato nel tufo. Linda, che e’ archeologa, sentenzia che questa e’ una “tagliata”. Prendo per buono il termine anche se a me riporta alla mente solo cose commestibili.

Accanto alla tagliata un simpatico buco, ma oggi nessuno ha voglia di sporcarsi piu’ di tanto. Irene si affaccia ma abbandona subito.

Bella questa tagliata, mi chiedo il perche’ della sua esistenza ma credo rimarra’ un mistero misterioso.

Gabriele, col suo cellulare che prende anche in grotta, contatta le nostre guide per chiedere lumi circa la direzione da prendere.

Nel frattempo con Irene facciamo un giro nei dintorni scoprendo altre stanze ricavate nel tufo.

Le nostre guide lontane ci danno indicazione di scendere la tagliata e proseguire per il sentiero. Questo ci avviamo a fare.

Intorno a noi solo tufo, speleologicamente poco interessante.

Linda e’ in uniforme completa, pronta a esplorare.

Ci avviciniamo a un fiumiciattolo che scorre una decina di metri sotto di noi. Dobbiamo cercare il modo di scendere e intanto cercare un arco crollato. Troviamo questo e lo diamo per buono.

Riusciamo anche a scendere a livello del fiumiciattolo e proseguiamo con fiducia.

Dopo ancora qualche centinaio di metri tra le fresche, ma non troppo, frasche, arriviamo finalmente a incontrare le nostre guide. Sono in tre, tutti attrezzati con machete e molto entusiasmo. Ci raccontano che sono anni che girano da queste parti e amano molto farlo. Bene, penso, potrebbero essere un’ottima soluzione per delegare loro la ricerca di grotte in questa zona. Mi scordo di dir loro del mio “aggrottiamoci” quindi per non turbarli evito di far loro delle foto, magari recupereremo la prossima volta.

Decisi e compatti ci avviamo verso la grotta che hanno trovato. Strada facendo costeggiamo una parete di tufo con scavate alcune stanze che in un passato abbastanza recente sono state adibite a riparo per gli animali.

Camminiamo per un sentiero che sembra ricavato da poco tra rovi, ortiche e altre piante spinose. Le nostre guide ci raccontano che e’ una gradita sorpresa anche per loro, la settimana scorsa il sentiero non esisteva. A proposito, una delle nostre guide si chiama Gabriele e ha anche fatto il corso speleo qualche anno fa, poi pero’ ha preferito appendere il discensore al chiodo e andarsene in giro coi suoi amici.

Fotografo Irene che fotografa uno dei ripari scavati nel tufo.

Dopo qualche minuto di cammino arriviamo a uno spiazzo dove ci indicano un passaggio seminascosto tra le frasche. Mi addentro e inizio a vedere la fantomatica grotta.

Purtroppo per noi questa non e’ grotta ma ancora un altro riparo, un bel riparo, ricavato nel tufo. Siamo un poco delusi ma cerchiamo di non darlo a vedere, anzi. Linda sicuramente trova qualche spunto di interesse intorno alle pareti.

Irene uscendo dal riparo mi fa notare l’orma di un animale, una capretta forse.

Dopo la mancata grotta facciamo un rapido scambio di idee su come proseguire la giornata. Le nostre guide sono decise, vogliono andare a cercare un’altra grotta un poco lontana da dove siamo ora, Grotta Misa se ricordo bene. Linda invece e’ categorica, avevamo in programma di visitare le grotte nei dintorni e dobbiamo finire il “lavoro”. Gli altri, me compreso, non osano opporsi alla veemenza di Linda quindi dopo un rapido scambio di vedute con le nostre guide si decide che proseguiremo la giornata dividendoci. Le nostre guide alla ricerca di Grotta Misa e noi qua in giro a ritrovare un paio di grotte.

Pian pianino torniamo sui nostri passi fino al fiumiciattolo, accompagnati dalle nostre guide che devono tornare alle auto per spostarsi verso la loro grotta.

Al fiumiciattolo mi lascio tentare e vado a fare un rapido giro lungo il suo corso alla ricerca di buchi interessanti, trovo nulla ma in compenso mi respiro un paio dei moscerini dal nugolo che si alza in volo al mio passaggio. Devo proprio togliermi il viziaccio di respirare a bocca aperta!

La mia deviazione ci ha fatto perdere contatto con le nostre ex-guide che sono scattate in avanti, non ho fatto a tempo a dar loro nemmeno un arrivederci, sicuramente Gabriele avra’ fatto gli onori di casa anche per me.

Senza fretta e sempre curiosando qua e la’ torniamo alla tagliata.

Facciamo una breve pausa per bere un sorso d’acqua e riprendere fiato.

Arrivati alle auto scopro che anche noi dobbiamo spostarci per la prossima grotta. Riprendiamo le auto, imbocchiamo una strada che poi lasciamo per una sterrata, fino a uno spiazzo dove parcheggiamo. Nelle vicinanze qualcuno ha costruito un teepee, una foto se la merita.

Riprendiamo al nostra passeggiata con ricerca.

Dopo numerosi giri tra i rovi e altre difficolta’ tra cui qualche passaggio impervio, arriviamo alla grotta. Stavolta e’ grotta, e’ formata nel travertino, e’ anche bella a vedersi ma…non raggiunge le misure minime per poter essere inserita a catasto. Ce la guardiamo a lungo ma non troviamo prosecuzioni che ci permettano di dire che e’ catastabile. La salutiamo con un sospiro e proseguiamo.

Proseguiamo, si, ma per dove? Linda non ha dubbi, e’ quasi ora di pranzo e lei vuole tornare a Roma prima del caos del rientro. In effetti non ha tutti i torti, e’ un lunedi’ di festa, l’ultimo giorno di un fine settimana lungo, oggi per le strade ci sara’ il panico. Forse ha ragione, ma sembra un peccato andarsene cosi’ di fretta e a digiuno.

Intanto senza fretta torniamo alle macchine, poi prenderemo una decisione.

Alle auto rimandiamo ancora la decisione dandoci di nuovo appuntamento al ristorante “Da Isolina”. Una volta arrivati al piazzale del ristorante facciamo concilio. Linda e’ categorica, vuole andare subito verso casa. Gabriele, che e’ con lei, annuisce con rassegnazione. Noi della macchina di Maria invece decidiamo di sfidare la sorte e il traffico del rientro. Annunciamo che ci fermeremo al ristorante per mangiare un boccone. Tempo un paio di minuti e Linda con Gabriele si avviano mentre noi andiamo a sperimentare questo ristorante.

Un buon piatto di pasta ci riconcilia col mondo ma poi anche noi prendiamo commiato e partiamo per tornare a casa. In circa tre quarti d’ora abbiamo pranzato e ora il rientro e’ sicuramente piu’ lieto. Irene trova anche il modo di fare un pisolino mentre io intrattengo Maria che guida. Di traffico alla fine ne prendiamo nemmeno tanto a conclusione di una bella giornata anche se senza grotte. Alla prossima.

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About fato63

Pratico la speleologia da qualche anno ormai. Mi sono finalmente deciso a tenere un diario delle uscite. Approfitto del blog per renderlo consultabile e commentabile.
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