In compagnia di Luca, un breve giro. Il mio e’ un ritorno in grotta dopo un periodo lungo e abbastanza difficile quindi meglio non esagerare.
La mattina, prima di andare in grotta, e’ prevista anche una presentazione di Gaia e alcuni suoi colleghi sulla fauna di grotta e in particolare su una simpatica farfallina oggetto dei suoi studi.
La mattina siamo in parecchi ad attendere l’inizio della presentazione.

Tra i convenuti c’e’ anche la mia nipotina, Flaminia, che ha portato degli amici. In particolare con lei c’e’ Si ming, una sua amica che non vedevo dal 15.06.2014, giorno in cui accompagnai le mie nipoti e le loro amiche alla grotta del Pretaro, vicino Montebuono. Ho recuperato una loro foto dalla relazione di quel tempo e l’ho affiancata a quella fatta oggi. Nella foto “d’epoca”, quella a dastra, Si ming e’ la piu’ piccina. Sono passati 11 anni ma sono contento di averla rivista e spero che il genietto della speleologia riesca a catturarla definitivamente dopo questa nuova esperienza.


Una foto insieme a Giuseppe e’ doverosa, oramai e’ un caro amico e ho sempre piacere di incontrarlo.

Inizia la presentazione di Gaia sulla farfallina, credo si chiami Triphosa Dubitata, ma per sicurezza chiedete a lei!

Mentre ascolto gironzolo per la sala dove sono esposti vari reperti ritrovati nella grotta.



La presentazione continua e il pubblico ascolta con interesse.


Dopo Gaia parlano i suoi amici su altri animali di grotta, tra cui l’immancabile proteo.

Poco prima che la presentazione termini prendo accordi con Augusto, storico gestore della grotta e oramai amico, perche’ si prenda cura di Luna mentre sono in grotta. Solo un paio d’ore, gli prometto. Per non sprecare nemmeno un minuto vado subito a prepararmi, per fortuna oggi la temperatura non e’ troppo alta quindi mettersi la muta non causa troppa sofferenza e sudore. Appena pronto saluto tutti, avverto Luca che intanto vado ad acclimatarmi e mi avvio.
Tanto per fare qualcosa durante l’avvicinamento riprendo vari punti dello stradino che percorro in religioso silenzio e con un poco di emozione.







Eccomi arrivato. Oggi l’acqua e’ torbida, peccato, deve esserci stata una piccola piena che ha mosso limo e lo ha fatto tracimare oltre il sifone che solitamente fa da barriera per la sporcizia che arriva dall’ingresso naturale della grotta, ovvero l’inghiottitoio, anche conosciuto con il nome di grotta di Pastena. Sembra strano ci possano essere due nomi per la stessa cavita’, ma andando a vedere la storia della loro scoperta ed esplorazione se ne capisce facilmente il perche’.

Con calma termino di vestire la muta e ne approfitto per un selfie.

Preparandomi mi guardo intorno. In alto, tra la vegetazione si intravede la parete di roccia…mi sembra ci sia un “nero” interessante, provo a inquadrarlo con lo zoom ma non risolvo molto. Mi annoto mentalmente di chiedere ad Augusto se sono mai stati cercati buchi su questa parete, potrebbero esserci rami fossili della grotta o magari una risorgenza di “troppopieno” che fa, o faceva, defluire le acque in eccesso durante le piene piu’ intense.


Messa la muta inizio un lento e graduale adattamento all’acqua, mi immergo a step dando il tempo al corpo di abituarsi. L’acqua non sembra eccessivamente fredda.

Mentre sono intento ad acclimatarmi arriva una coppia di ragazzi che volevano vedere l’ingresso della grotta, mentre scambiamo quattro chiacchiere, sempre sulla grotta, chiedo loro il piacere di una foto, mi accontentano con piacere poi ci salutiamo e io proseguo con la preparazione.

Mi sembra bene, non noto reazioni negative. Tanto per iniziare a muovermi vado nuotando fino all’ingresso originale, quello con il sifone, passato tanti anni fa dal primo esploratore della grotta. E’ un evento che qua alla grotta di Falvaterra festeggiano ogni anno con un’uscita in grotta aperta a tutti. Solitamente si tiene a giugno, intorno alla data della ricorrenza.




Il primo test sembra ben riuscito, inizio ad avventurarmi verso la grotta. Questo e’ il cancello che ne protegge l’ingresso.

Questo primo tratto di galleria e’ artificiale, e’ stato scavato per oltrepassare il tratto iniziale di grotta con i sifoni che non sono transitabili senza attrezzatura da sub. Anche se non naturale fa comunque un bell’effetto, ci manca solo un cartello con: “Lasciate ogni speranza o voi che entrate”!

Vado avanti ancora un poco a fotografare le diramazioni laterali, la prima a destra che riporta verso la zona coi sifoni e l’altra a sinistra che sembra andare verso la galleria artificiale che costituisce l’ingresso della parte turistica.


Alle mie spalle sento dei rumori, vado a vedere, e’ arrivato Luca, bene. Lo aspetto e intanto passo il tempo facendogli foto.





Luca poi ricambia il favore facendone una a me.

Entriamo insieme per un giro. La prima parte della galleria e’ costellata da piccole rane.

Su un mucchio di detriti legnosi e fango un seme e’ riuscito a germogliare ugualmente, nonostante il buio e le condizioni decisamente avverse. Sono sempre ammirato da queste dimostrazioni di forza da parte della natura.

Un arrivo laterale di acqua con un greto di sassi di fiume.

Altro ranocchio.

Tanto per non perdere l’abitudine, con Luca cerchiamo qualche buco verso l’alto che magari porti verso un ramo fossile.

Proseguiamo per la galleria iniziale. Oggi l’acqua, oltre a essere torbida e’ anche piu’ alta del solito di almeno una settantina di centimetri, le due cose rendono piu’ faticoso camminare, io mi arrangio mettendomi a nuotare ogni volta che posso.

Eccoci quasi arrivati al primo laghetto, da qua si inizia a intravedere la parte turistica con le passerelle in metallo.

La sporcizia portata dalla piena crea delle sacche di schiuma dall’aspetto ben poco salubre.

La prima cascatella.

La risaliamo con l’aiuto della corda fissa.

Ancora un laghetto…

…e altra schiuma, per fortuna sparira’ nel giro di pochi giorni.

Un dolmen di grotta.

Un primo scorcio di meraviglia.

Ma si, facciamola una foto sotto al dolmen.

Qualche bottiglia e lattina che la forza dell’acqua ha incastonato nella roccia.

Ci fermiamo a fare qualche foto.


Luca si presta a farmi da illuminatore per le foto e poi si dedica alla ricerca di sassolini particolari.

Toh! cos’e’?!? Una paperella di plastica…chissa’ perche’ e’ qua…

Mistero subito risolto, e’ una paperella termometro! Ne approfitto per apprendere che la temperatura dell’acqua e’ di ben 16 gradi, piu’ che buona.

Proseguiamo facendo foto fino alla cascata.




Preso dall’allegria mi tuffo in acqua per raggiungere la cascata solo che dimentico di non avere le lampade impermeabili. Ovvero, almeno una delle due, quella che sto usando (la seconda e’ di scorta) sembra decisamente non esserlo. Infatti dopo il tuffo lei accusa il colpo e inizia a lampeggiare per manifestare la sua contrarieta’ al contatto con l’acqua. Mi spiace per lei, la prossima volta evitero’ di portarla. Esco all’asciutto e faccio una foto a Luca che si appresta a raggiungermi.

Saliamo la cascata con l’aiuto delle corde.

Una foto da sopra la cascata verso le luminarie della parte turistica che tra pochi metri scomparira’ dalla nostra vista.

Inizia il nostro giro nella meraviglia.

Piccole meduse crescono.

Ancora un laghetto prima di una cascatella.

Ecco la piccola cascata, sara’ un metro, non di piu’, ma si fa rispettare!

Proseguiamo.

Ma senza tralasciare uno sguardo verso l’alto alla ricerca di diramazioni laterali da scoprire o riscoprire.

Un tratto di grotta armato con corde fisse messe molto in alto, da utilizzare quando l’acqua e’ veramente troppa.

Ancora schiuma.

Ogni tanto costringo Luca a una sosta per illuminare punti della grotta che mi piacciono, lui ha una torcia molto potente e invece la mia lo e’ meno e inoltre e’ ancora offesissima per l’inzuppata e continua a lampeggiare con sdegno.


Nonostante tutto Luca riesce anche a proseguire la sua ricerca di sassolini particolari, ricerca infruttuosa visto che non ne prende su nemmeno uno.


Ancora qualche meraviglia indegnamente rappresentata dalle mie foto.




Questa concrezione la chiamo confidenzialmente “doccione” perche’ e’ cava all’interno e sparge acqua come fosse una doccia.

Proseguiamo la nostra passeggiata continuando a cercare diramazioni laterali e sassolini interessanti. La mia lampada e’ sempre piu’ offesa e spesso si spegne lasciandomi al buio. Chiedo l’ora a Luca, sono le 12.15, tra un quarto d’ora dobbiamo riprendere per l’uscita, le 2 ore promesse ad Augusto stanno avviandosi alla fine.








Una possibile diramazione ci impegna gli ultimi minuti a disposizione.



Luca sale un poco piu’ in alto per illuminare meglio il lato opposto, dice che sembra proseguire. Sara’ da vedere con piu’ calma. Ora dobbiamo tornare…e non solo perche’ il tempo stringe, sinceramente inizio ad accusare stanchezza, e’ prudente ritirarsi per tempo.

Appena partiamo per tornare all’ingresso incontriamo il nutrito gruppetto dei ragazzi che hanno partecipato alla presentazione sulla fauna di grotta, c’e anche Gaia, la relatrice, nonche’ Flaminia e la sua amica. Ci fermiamo un minuto per salutare tutti poi proseguiamo. Strada facendo la mia lampada decide di essere troppo indignata per il trattamento subito e si spegne definitivamente. Accendo l’altra che risulta piu’ tollerante e affidabile.
Strada facendo facciamo altre brevi soste per alcune foto, in particolare troviamo un fungo che, dopo aver “colonizzato” un pezzo di legno si e’ diramato sulla roccia in cerca d’altro nutrimento.




Arrivati finalmente all’ingresso con Luca tentiamo un selfie, ma con scarsi risultati.

Un saluto prima di andare, lui rientra e va a raggiungere gli altri amici, io, sfinito ma soddisfatto, esco al caldo.

Di nuovo in grotta dopo un periodo abbastanza lungo, sono soddisfatto. Lo sono anche di poter dire ancora una volta…alla prossima!